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2-Per Capire Il Design

Appunti di storia del design

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Storia evolutiva degli oggetti

Come tutti gli esseri viventi sulla terra sono uniti da legami di parentela fondati sul
DNA, così una famiglia di oggetti prende forma a partire da un oggetto primordiale,
creato per fronteggiare un determinato bisogno. Spesso però, se il problema tende a
ripresentarsi nella vita dell'uomo, quest'ultimo da vita ad una serie di soluzioni,
varianti e perfezionamenti progressivi che si propagano nel tempo e nello spazio. La
storia degli oggetti è dunque formata da strumenti che si sono modificati più o
meno lentamente, attraverso l'opera intelligente dell'uomo e della sua capacità di
migliorare ciò che crea cambiando degli aspetti e mantenendone altri costanti. La
radice profonda del design coincide con questa attitudine umana a migliorare le
proprie condizioni dal punto di vista funzionale, estetico e relazionale. Dall'antichità
ai giorni nostri esiste dunque un unico flusso di evoluzione del mondo degli oggetti,
che ha portato i primi arnesi rudimentali a trasformarsi nel complesso mondo dei
manufatti odierni. Un singolo oggetto va quindi compreso come parte terminale e
provvisoria di uno sforzo che attraversa l'attività di diversi individui per un lungo
periodo storico.

Gli Archetipi

Secondo la teoria della continuità che sta alla base della teoria evoluzionistica di
Darwin, seguendo le linee genealogiche delle diverse famiglie di oggetti è possibile
risalire ai manufatti che ne hanno originato la nascita, ovvero gli archetipi.
All'origine di ogni sequenza formale vi è dunque un oggetto primario, che appare
nella storia come il risultato di un'intuizione o di una scoperta.

I prototipi sono invece invenzioni radicali, le cui repliche differiscono tra loro solo
per delle piccole variazioni progressive. Dalla copia e dalla variazione degli oggetti
primi nasce un insieme di forme legate da strette parentele. La replica è un
fenomeno tipico delle strutture organiche. Un prototipo differisce da una sua replica
quanto un individuo differisce da un suo clone con un gene mutante. Questo
mutamento, che avviene nel tempo, produce uno spostamento dal filone originale,
dando vita a nuovi archetipi e, quindi, a nuove sequenze formali. Le diverse famiglie
di oggetti tracciano nel tempo la propria linea evolutiva, la quale può procedere in
modo continuo (dagli archetipi alle declinazioni moderne) o può frammentarsi.
(interrompersi o intrecciarsi con altre linee evolutive) Ogni passo avanti in una linea
evolutiva influenza i successivi e valorizza i precedenti. L'evoluzione procede solo
quando il problema di base si amplifica e si arresta quando si attenua.

La produzione in serie

Produrre in serie significa produrre degli oggetti con delle caratteristiche costanti,
che riproducono un modello iniziale o un archetipo dal punto di vista tecnico e
formale. Questa modalità di produzione non riguarda solo l'ambito industriale. Il
concetto di standardizzazione e di uniformità formale è evidente già negli strumenti
primordiali. Ripetendo determinati gesti si creano infatti degli oggetti simili tra loro
e differenziati a seconda dell'uso a cui sono destinati, per questo gli studiosi
riescono a catalogare e distinguere gli utensili da semplici materiali casualmente
scheggiati. L'impronta della produzione seriale è più evidente nel ciclo di
lavorazione e decorazione dei vasi greci a figure rosse e nere, organizzata in
laboratori che impiegavano numerosi operai. Ciò ritorna nella produzione dei vasi
corallini di Arezzo, il cui processo produttivo richiede l'uso di stampi che
garantissero l'uniformità del prodotto finito, abbinato ad una divisione organizzata
del lavoro degli operai, ognuno dei quali svolge un'unica fase della lavorazione.
Nelle botteghe medievali, l'organizzazione del lavoro cambia. In epoca medievale
infatti gli artigiani assumono maggiore importanza nell'ambito sociale e politico e
decidono di organizzarsi in corporazioni. Esse sono organizzate per categorie che
prevedono il raggruppamento dei lavoratori che svolgono lo stesso mestiere nella
stessa città, al fine di difendere gli interessi comuni e favorire gli scambi
commerciali. Ogni corporazione è legata ad un rigido regolamento. (ogni bottega
deve avere lo stesso numero di apprendisti e adoperare gli stessi strumenti) In caso
di trasgressione, si rischia la chiusura dell'attività e la radiazione dalla corporazione.
Accanto alle organizzazioni corporative sorgono anche le prime attività proto-
industriali, nelle quali vengono adoperati i primi macchinari che riproducono le
azioni compiute dall'artigiano. Le ricerche e le sperimentazioni nella
meccanizzazione dei processi produttivi accelerano il passaggio dall'artigianato
all'industria e permettono di giungere ad un elevato grado di controllo dei tempi e
dei numeri della produzione. Un cambiamento fondamentale avviene con la
rivoluzione industriale, durante la quale si affermano le fabbriche. Nella bottega
artigiana, le numerose macchine specializzate sono disposte intorno ad una persona
sola, che di volta in volta le manovra per compiere una parte diversa del processo
produttivo. In fabbrica invece, le macchine sono disposte in linea e ogni operatore
svolge un'unica funzione. (catena di montaggio) Nel corso del tempo, la produzione
diventa sempre più automatizzata e complessa e riesce a far fronte al mercato in
evoluzione. La rivoluzione industriale non segna dunque la nascita della produzione
in serie, bensì la razionalizzazione della sua organizzazione.

I vari concetti di serie

La produzione seriale presenta diverse declinazioni che coinvolgono la quantità di


oggetti prodotti e il loro aspetto formale.

· La serie omogenea(industriale) è costituita da un elevato numero di prodotti


identici, che riproducono fedelmente un modello iniziale. Il concetto di serie
omogenea è tipico della logica industriale e dei mercati di massa.

· La serie variata definisce la produzione, artigianale o industriale, di oggetti in


serie che si differenziano tra loro per variazioni di forma o colore o dettaglio.
Nell'ambito artigianale si può sempre parlare di serie variata, in quanto il
lavoro manuale conferisce sempre agli oggetti prodotti una forte componente
di varietà ed imprecisione. Nell'industria, la serie variata nasce in risposta alla
necessità di diversificazione tra gli oggetti prodotti. Essa può essere ottenuta
assemblando in modo diverso un numero di componenti sempre uguali per
ottenere oggetti differenti per prestazioni, finiture o materiali a partire da un
unico prototipo.(--mass customization)

· La piccola serie è la produzione di un esiguo numero di esemplari di un


determinato manufatto. Nell'industria si parla di piccola serie quando ci si
riferisce a componenti o prodotti altamente specializzati, non destinati
dunque al consumo di massa. In ambito artigianale, essa comprende l'alta
moda e l'artigianato artistico, quindi oggetti pregiati e di lusso.

· Il fuori serie è strettamente legato alla piccola serie e al fenomeno della


moda. Esso è il risultato della necessità di differenziarsi dal gusto diffuso in
un dato momento storico, con la creazione di un oggetto che sia il risultato di
una riflessione individuale. Spesso il fuori serie è costituito da prototipi
sperimentali e non è destinato al pubblico.

La decorazione industriale e politica

I pattern decorativi presuppongono una vasta estensione seriale. In quanto basati


sulla ripetizione dei segni, essi sono il risultato di tecnologie che possono garantire
processi teoricamente infiniti, quindi rappresentano sempre la logica della
produzione seriale, destinata ad un mercato illimitato in un tempo perenne. Alla
luce di ciò, la decorazione esprime implicitamente la tensione dell'uomo verso
l'infinito. Gli indiani (la cui cultura nell'ambito del tessile è molto vasta) pregano
quando lavorano al telaio perchè ripetono la successione sacra dei cicli della vita e
della morte. In questo senso, la decorazione rappresenta anche la tensione verso
l'indefinito, ovvero verso quella dimensione in cui la diversità delle esperienze si
perde ed esse sono rappresentate da simboli universali. La fitta decorazione
ambientale tipica della cultura araba è frutto di un lungo processo di
interiorizzazione del mondo e di sostituzione dell'esperienza costruttiva con
l'esperienza immateriale, quindi astratta, che presuppone un'indagine diversa da
quella figurativa, che si sviluppa a partire dall'osservazione e dall'analisi di un
determinato soggetto. Dunque la decorazione riproduce un'esperienza che cresce
soltanto in termini di intensità espressiva. Essa è un modello logico che presuppone
un sistema di collegamenti che consentono l'interconnessione di ogni esperienza al
fine di creare una dimensione perfetta che contiene tutto e tutti. Negli archivi delle
decorazioni dei vari periodi storici è possibile notare come essa sia stata in grado di
precedere anche di molti anni le ricerche di movimenti artistici e culturali. Ciò
accade perchè vengono create numerosissime varianti di un singolo tema
decorativo, che viene declinato in modi sempre diversi per elaborare segni ed
assumere significati sempre nuovi. In ambito industriale, le variazioni dei decori, dei
colori e dei materiali serve ad identificare un determinato stile ed una data fascia di
acquirenti. Nell'Unione Sovietica le decorazioni diventano uno strumento di
propaganda politica, sulla base della linea di pensiero per cui l'interazione di simboli
e immagini costituisce una sorta di messaggio implicito.(--colore rosso
ricorrente=armata rossa) Ciò comporta ovviamente la necessità di trovare i giusti
punti d'incontro tra la decorazione e il pubblico a cui era rivolta. La difficoltà a
gestire questo delicato legame in ambito industriale porta, nel 20esimo secolo, alla
rivolta contro il decoro. Questa rivolta non ha motivazioni morali: le forme semplici,
più facili da produrre, vengono proposte come una "cura" che serve a rendere la
produzione più vera e autentica.

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