1 Questionario di valutazione
Corso di formazione per addetti antincendio – rischio elevato
Indicare una sola risposta
1. INTRODUZIONE
1. Lo scopo di questo corso è:
a. formare il personale destinato ad assumere l’incarico di addetto antincendio;
b. migliorare le prestazioni lavorative dei discenti;
c. formare tutto il personale in materia di sicurezza antincendio per annullare il
rischio di incendio.
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2. L’INCENDIO E LA PREVENZIONE INCENDI
2. La combustione è:
a. una reazione chimica;
b. un processo tecnologico;
c. un effetto ottico dovuto alla presenza di fiamme.
3. Gli elementi che costituiscono il triangolo del fuoco sono:
a. il combustibile e la temperatura;
b. il combustibile, il comburente e la temperatura;
c. il combustibile, il comburente e il calore.
4. La temperatura di infiammabilità è:
a. la temperatura minima alla quale vengono emessi gas infiammabili che si miscelano
con l’aria comburente;
b. la temperatura che deve avere un innesco per accendere un combustibile liquido;
c. la temperatura massima raggiunta dalle fiamme prodotte da combustibili liquidi.
5. La quantità di calore sviluppata da una materia plastica incendiata:
a. è sempre minore di quella sviluppata dalla legna;
b. dipende dalla composizione chimica;
c. è sempre maggiore di quella sviluppata dalla legna.
6. La temperatura di infiammabilità del gasolio è:
a. più alta di quella della benzina;
b. più bassa di quella della benzina;
c. la stessa quella della benzina.
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7. La temperatura di autoaccensione del gasolio è:
a. più alta di quella della benzina;
b. più bassa di quella della benzina;
c. la stessa quella della benzina.
8. Una concentrazione di gas combustibile in aria maggiore del limite superiore di
infiammabilità:
a. non ha alcun effetto sull’accendibilità della miscela;
b. rende più facile l’accensione della miscela;
c. rende impossibile l’accensione della miscela.
9. Il flash-over è:
a. la sorgente l’innesco dell’incendio;
b. il momento in cui l’incendio inizia ad autoestinguersi;
c. il momento in cui l’incendio si diffonde in modo generalizzato.
10. In presenza di un incendio è possibile intervenire per tentare lo spegnimento:
a. in qualunque momento;
b. prima della generalizzazione dell’incendio;
c. solo nella fase finale quando le temperature cominciano scendere.
11. I prodotti della combustione sono:
a. fiamme, calore, gas combusti, fumo;
b. vapor acqueo, cenere, idrocarburi;
c. azoto, metano e propano.
12. Un’atmosfera contenente meno del 10 % di ossigeno determina:
a. la morte in pochi minuti;
b. un lieve malessere;
c. nessun effetto.
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13. La prima causa di morte in un incendio è/sono:
a. il monossido di carbonio;
b. le ustioni;
c. il crollo delle strutture.
14. In caso di incendio ci si deve porre:
a. vicino ad un serbatoio in pressione, perché sicuramente molto resistente;
b. vicino a superfici di vetro, isolanti termicamente;
c. a distanza da entrambi.
15. Comprimere un gas può essere origine di un incendio:
a. sì;
b. no;
c. dipende dal gas.
16. Il primo effetto nocivo del fumo è:
a. irritazione agli occhi;
b. propagazione dell’incendio;
c. impedimento della visibilità.
17. L’anidride carbonica è:
a. innocua;
b. asfissiante;
c. tossica.
18. I fuochi di classe A sono:
a. fuochi di combustibili gassosi;
b. fuochi di combustibili liquidi;
c. fuochi di combustibili solidi.
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19. Quale di queste affermazione è falsa:
a. l'estinzione di un incendio si può ottenere per ventilazione;
b. l'estinzione di un incendio si può ottenere per soffocamento;
c. l'estinzione di un incendio si può ottenere per allontanamento dei combustibili.
20. Per inibizione chimica dell’incendio si intende:
a. impedire la miscelazione tra combustibile chimico e comburente;
b. interrompere la catena di reazioni intermedie della combustione;
c. inibire l’evaporazione dei combustibili liquidi.
21. L’acqua estingue principalmente per:
a. raffreddamento;
b. soffocamento;
c. inibizione chimica.
22. La polvere degli estintori agisce per:
a. inibizione chimica;
b. soffocamento;
c. entrambe le azioni.
23. L’anidride carbonica agisce per:
a. inibizione chimica;
b. soffocamento;
c. raffreddamento e soffocamento.
24. L’estinguente più indicato per spegnere un quadro elettrico sotto tensione è:
a. l’anidride carbonica;
b. la polvere;
c. l’acqua.
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25. Ogni estinguente può essere usato su qualsiasi tipo di incendio:
a. vero;
b. parzialmente vero;
c. falso.
26. L’impiego di prese multiple e adattatori:
a. espressamente vietato;
b. non presenta problemi specifici ai fini dell’incendio;
c. deve prevedere l’adozione di opportune misure di cautela.
27. I principali pericoli d’incendio dovuti all’uso di organi di collegamento mobile
sono connessi a:
a. scariche elettrostatiche;
b. sovraccarichi;
c. dispersioni verso terra.
28. È sufficiente la dichiarazione di conformità a garantire la sicurezza contro gli
incendi generati dall’impianto elettrico:
a. sempre;
b. serve anche una corretta manutenzione;
c. sono necessari anche l’uso e la manutenzione corretti.
29. Un mozzicone di sigaretta è:
a. innocuo perché non ha energia sufficiente innescare un incendio;
b. è una possibile fonte di innesco dell’incendio;
c. costituisce una fonte di innesco solo in ambienti ad alta temperatura.
30. I danni ambientali di un incendio possono manifestarsi:
a. solo sulla vegetazione;
b. sulla vegetazione e sugli esseri viventi;
c. sulla vegetazione, gli esseri viventi, il suolo e le acque.
31. Le misure di prevenzione contro gli incendi servono a:
a. ridurre la probabilità che un incendio si sviluppi;
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b. limitare i danni provocati da un incendio;
c. allontanare le persone prima che si trovino in pericolo.
32. I sistemi di protezione dalle scariche atmosferiche sono:
a. una misura precauzionale;
b. una misura di prevenzione contro gli incendi;
c. una misura di protezione contro gli incendi.
33. La ventilazione dei locali
a. va evitata perché introduce il comburente che può originare l’incendio;
b. va evitata perché può introdurre sostanze tossiche nell’ambiente;
c. è necessaria per evitare la concentrazione di gas o vapori infiammabili.
34. I materiali infiammabili
a. devono essere depositati in prossimità delle vie d’uscita per allontanarli
prontamente in caso di incendio;
b. vanno depositati in luoghi frequentati per avvertirne tempestivamente l’innesco;
c. vanno depositati in aree protette lontano dalle vie di uscita.
35. Nel caso di impiego di attrezzature di lavoro con fiamme libere, quando si
interrompe il lavoro:
a. si deve spegnere la fiamma;
b. si deve spegnere la fiamma e posizionare l’attrezzatura stabilmente e in modo che
le parti calde non siano vicine a materiali combustibili;
c. si può lasciare accesa la fiamma purché l’attrezzatura sia posizionata in modo
stabile e ci siano altri colleghi nella stanza.
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36. Prima di introdurre in un ambiente un’attrezzatura di lavoro che presenta parti
calde durante il normale funzionamento:
a. si deve verificare l’idoneità dell’ambiente;
b. si deve verificare che l’impianto elettrico sia provvisto di interruttori differenziali;
c. non ci sono pericoli se l’apparecchio è marcato CE.
38. In caso di lavori affidati in appalto ad una ditta esterna si deve:
a. aumentare il numero di estintori a causa della presenza di un numero elevato di
lavoratori;
b. valutare e gestire il rischio da interferenza tra le attività della ditta esterna e la
propria;
c. verificare che il personale inviato dalla ditta esterna abbia fatto il corso per addetti
antincendio.
39. Ai fini antincendio, la manutenzione delle attrezzature di lavoro e di quelle di
protezione antincendio spettano:
a. a personale competente qualificato;
b. agli addetti antincendio;
c. agli addetti antincendio le attrezzature di protezione contro gli incendi, a
personale competente e qualificato quelle di lavoro.
40. Dire quale affermazione è falsa:
a. le porte lungo vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare
che si aprano facilmente;
b. le porte lungo le vie d’uscita devono essere chiuse a chiave per evitare che possano
entrare estranei e danneggiare le attrezzature di lavoro;
c. le vie d’uscita devono essere mantenute costantemente sgombre da qualunque
ostacolo.
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3. LA PROTEZIONE ANTINCENDIO
41. Le misure di protezione servono a:
a. limitare i danni provocati da un incendio;
b. ridurre la probabilità che un incendio si sviluppi;
c. chiamare i soccorsi.
42. Le distanze di sicurezza fanno parte:
a. delle misure precauzionali;
b. delle misure di protezione passiva;
c. delle misure tecniche di prevenzione.
43. La compartimentazione serve a:
a. impedire l’accesso di persone non autorizzate in alcune aree dell’edificio;
b. impedire la propagazione di un incendio d un’area a quelle limitrofe;
c. impedire che le persone entrino nell’area dove si è sviluppato l’incendio.
44. La tenuta a fumo e gas di una struttura si indica con la lettera:
a. R;
b. E;
c. I.
45. Se una parete ha la parte in muratura REI 120 ed una porta REI 60, la resistenza
al fuoco complessiva della parete è:
a. REI 60;
b. REI 90;
c. REI 180.
46. La sigla REI 60 indica che una struttura mantiene le sue caratteristiche di
resistenza al fuoco:
a. per 60 minuti;
b. fino a 60°C;
c. fino a 60°C per 60 minuti.
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47. Il carico d’incendio è un parametro importante per:
a. definire la resistenza al fuoco;
b. definire la reazione al fuoco;
c. definire la sia la resistenza sia la reazione al fuoco.
48. Un materiale isolante ha classe di reazione al fuoco:
a. zero;
b. uno;
c. cinque.
49. Il materiale che ha una maggiore partecipazione ad un incendio è quello che ha
classe di reazione al fuoco:
a. zero;
b. A1;
c. cinque.
50. Qual è una delle principali misure di protezione passiva:
a. il divieto di fumo;
b. la compartimentazione;
c. la rivelazione di un incendio.
51. In mancanza di energia elettrica l'illuminazione di sicurezza deve garantire:
a. il proseguimento dell'attività lavorativa;
b. l’utilizzo in sicurezza delle vie d’esodo;
c. la rapida individuazione dell’incendio.
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52. L’allarme antincendio può essere dato può:
a. con un lampeggiante rosso;
b. con una segnalazione ottica luminosa;
c. con una sirena ed un segnale luminoso.
53. Un naspo è dotato di:
a. una manichetta tessile flessibile;
b. una manichetta di gomma semirigida;
c. indifferentemente l’uno o l’altro tipo di manichetta.
54. Percorsi d’uscita in un'unica direzione, in caso di rischio incendio elevato:
a. sono vietati;
b. sono consentiti purché le distanze dalle uscite di piano sia contenute entro 60
metri;
c. sono consentiti purché le distanze dalle uscite di piano sia contenute entro 15
metri.
55. Le distanze di sicurezza:
a. tengono lontani gli estranei;
b. tengono lontane strutture pericolose in caso d’incendio da altre che si vogliono
proteggere;
c. tengono lontane strutture pericolose in caso d’incendio da mezzi di trasporto che vi
potrebbero urtarle.
56. In caso di rischio incendio elevato, è obbligatorio che l’apertura delle porte del
sistema di vie d’uscita avvenga nel verso dell’esodo:
a. sì, sempre;
b. no, nel caso che aprendosi nel verso dell’esodo si determini pericolo od intralcio al
passaggio;
c. no, mai.
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57. È possibile usare porte scorrevoli ad azionamento automatico lungo le vie
d’esodo:
a. sempre, perché non danno problemi sul verso di apertura;
b. mai;
c. sì, se permettano anche il movimento di apertura a spinta verso l’esterno e
rimangano aperte in mancanza di alimentazione elettrica.
58. In caso di incendio le scale:
a. sono un luogo sicuro;
b. non possono essere utilizzate;
c. possono essere utilizzate solo se esterne, protette o a prova di fumo.
59. Il posizionamento di un estintore è segnalato da un cartello con:
a. una freccia nera in campo bianco;
b. una freccia bianca in campo verde;
c. un pittogramma bianco in campo rosso.
60. Il sistema automatico di rivelazione incendi permette di:
a. prevenire gli incendi;
b. scoprire più rapidamente gli incendi;
c. tenere sotto controllo l’andamento degli incendi già sviluppatisi.
61. Sistema allarme serve a:
a. prevenire gli incendi;
b. scoprire più rapidamente gli incendi;
c. attivare un segnale acustico-ottico che avvisi del pericolo.
62. L’allarme in caso di incendio è:
a. acustico ed eventualmente ottico;
b. sempre ottico ed acustico;
c. ottico ed eventualmente acustico.
63. Dovendo posizionare un estintore vicino ad un ripostiglio di stracci per la pulizia,
qual è la scelta migliore:
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a. estintore a polvere;
b. estintore a schiuma;
c. estintore ad anidride carbonica.
64. Un ambiente di lavoro di 200 m2, deve disporre almeno di:
a. un estintore 55A-233B o due 34A-144B;
b. due estintori 21A-113B e due 13A-89B;
c. due estintori 55A-233B.
65. Per rischio incendio elevato, è necessario predisporre estintori di capacità
minima:
a. 13A-89B;
b. 21A-113B;
c. 34A-144B.
66. Per rischio incendio elevato, è necessario predisporre estintori in modo che il
percorso per raggiungerli sia inferiore a:
a. 30 m;
b. 20 m;
c. 50 m.
67. La pressione e la portata dell’acqua erogata da un idrante, rispetto ad un naspo
sono:
a. maggiori;
b. minori;
c. uguali.
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68. La gittata minima che deve garantire un idrante è:
a. 20 m;
b. 100 m;
c. 10 m.
69. La portata e la pressione minima garantite da un idrante DN 45 sono:
a. 12 l/min e 2 bar;
b. 120 l/min e 2 bar;
c. 45 l/min e 12 bar.
70. La gittata minima che deve garantire un naspo è:
a. 10 m;
b. 15 m;
c. 30 m.
71. La distanza da percorrere per raggiungere un naspo da qualunque punto
dell’ambiente di lavoro protetto è:
a. 20 m;
b. 100 m;
c. 30 m.
72. Bisogna posizionare i naspi in modo che è:
a. ve ne sia uno ogni 20 m;
b. ve ne sia almeno un per piano;
c. ve ne sia uno in vicinanza di ogni scala.
73. La distanza da percorrere per raggiungere un idrante da qualunque punto
dell’ambiente di lavoro protetto è:
a. 20 m;
b. 100 m;
c. 30 m.
74. Lo sprinkler è un impianto:
a. ad acqua;
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b. a gas;
c. a schiuma.
75. Lo sprinkler irrora l’estinguente:
a. localmente;
b. in tutto l’ambiente protetto;
c. nell’intero luogo di lavoro.
76. Quando si attiva, uno sprinkler eroga:
a. acqua;
b. gas inertizzante;
c. uno speciale prodotto chiamato Sprinkler.
77. In caso di emergenza, l’impianto sprinkler con ugello dotato di elemento
termosensibile:
a. deve essere attivato da un addetto antincendio;
b. deve essere attivato da un sistema di sorveglianza;
c. si attiva da solo.
78. I sistemi automatici d’estinzione a gas maggiormente diffusi sono quelli:
a. a saturazione;
b. ad inertizzazione;
c. a congelamento.
79. Per migliorare l’efficacia dei sistemi automatici d’estinzione a gas, nei locali
dove si deve intervenire, è bene:
a. aprire gli evacuatori di fumo e calore per eliminare fumo e gas caldi, abbassando la
temperatura;
b. chiudere tutte le aperture per permettere la saturazione totale;
c. aerare i locali per permettere la respirazione di persone eventualmente presenti.
80. I sistemi automatici a schiuma irrorano l’estinguente:
a. localmente;
b. in tutto l’ambiente protetto;
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c. nell’intero luogo di lavoro.
81. Quale di queste affermazione è falsa:
a. ridurre le dimensioni delle gocce d’acqua erogate dai sistemi automatici idrici
migliora la capacità di raffreddamento;
b. ridurre le dimensioni delle gocce d’acqua erogate dai sistemi automatici idrici
migliora la capacità di soffocamento;
c. aumenta il consumo dell’acqua.
82. Un sistema d’estinzione a aerosol necessita:
a. di una complessa impiantistica per poter funzionare correttamente;
b. di nessun impianto di stoccaggio ed erogazione dell’estinguente ma di un impianto
di energia di attivazione;
c. di nessun tipo d’impianto.
83. Il sensore di un sistema automatico di rivelazione incendi può essere sensibile a:
a. rumore prodotto dal fuoco;
b. fumo;
c. umidità.
84. Gli evacuatori di fumo:
a. spengono l’incendio asportando i prodotti di combustione;
b. ritardano la generalizzazione dell’incendio asportando i prodotti di combustione;
c. permettono una rapida individuazione dell’incendio grazie alla visibilità della
colonna di fumo proiettata all’esterno.
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4. LE PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
85. Il piano d’emergenza contiene:
a. tutte le procedure da adottare in caso di incendio;
b. tutte le procedure per salvare i prodotti in lavorazione;
c. le istruzioni per l’uso degli estintori.
86. In caso di incendio l’addetto deve:
a. tentare subito di spegnere il fuoco;
b. far scappare subito tutti;
c. valutare la situazione e attenersi alle istruzioni contenute nel piano d’emergenza.
87. In caso di incendio l’addetto deve:
a. farsi riconoscere e spiegare la situazione con calma;
b. invitare tutti ad uscire senza spiegare il perché, per evitare il panico;
c. non dire niente perché la sua presenza potrebbe spaventare il pubblico.
88. In caso di incendio l’addetto deve:
a. mantenere la calma;
b. agire in maniera concitata per far capire la gravità della situazione;
c. chiedere l’aiuto dei presenti per spegnere l’incendio.
89. Un addetto antincendio deve:
a. rinunciare a ogni tentativo di estinzione, se da solo;
b. spegnere l’incendio ad ogni costo;
c. assicurarsi di avere sempre una via di fuga prima di tentare l’estinzione.
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90. Un focolaio d’incendio:
a. va spento sempre mediante estintore;
b. va spento sempre con l’acqua;
c. può essere spento o confinato a seconda della situazione.
91. Il segnale di evacuazione può esser dato:
a. direttamente a viva voce dall’addetto antincendio presente;
b. mediante lampeggiante;
c. mediante pannello luminoso.
92. Il segnale acustico di evacuazione è: un focolaio d’incendio:
a. intermittente;
b. bitonale;
c. continuo.
93. In caso d’incendio:
a. avvisare tutti i parenti dei lavoratori per evitare il diffondersi del panico;
b. chiamare i soccorsi secondo le procedure del piano di emergenza;
c. chiamare subito i servizi di soccorso pubblico.
94. Il numero di telefono dei Vigili del Fuoco:
a. si trova sull’elenco telefonico;
b. è 115;
c. è diverso da regione a regione.
95. Quando un addetto riceve una segnalazione d’emergenza da un locale lontano da
quello in cui si trova, deve:
a. recarsi correndo verso il luogo segnalato;
b. recarsi rapidamente, ma senza correre, verso il luogo segnalato, controllando
sempre di avere una via di fuga disponibile;
c. dare subito l’allarme generale.
96. Quando un addetto riceve una segnalazione d’emergenza da un locale lontano da
quello in cui si trova, deve:
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a. dare subito l’allarme generale;
b. raccogliere tutte le informazioni utili a valutare la situazione;
c. iniziare subito le procedure di evacuazione.
97. In caso di evacuazione, l’addetto antincendio, deve:
a. mandare tutti i lavoratori a case per evitare che possano essere d’intralcio alle
operazioni di estinzione;
b. chiedere ai lavoratori di cercare i colleghi che mancano all’appello;
c. riunire tutti i lavoratori evacuati nel punti raccolta per registrarne la presenza.
98. L’addetto antincendio in occasione di un’evacuazione deve:
a. passare più volte nei locali evacuati per assicurarsi che nessuno sia rimasto indietro;
b. non tornare in un’area già evacuata, se non ad emergenza terminata;
c. attendere l’arrivo dei soccorsi nell’area evacuata per essere loro di ausilio.
99. Dopo la chiamata dei servizi di soccorso pubblico l’addetto:
a. può abbandonare il luogo di lavoro e tornare a casa;
b. deve attendere l’autorità giudiziaria per le necessarie indagini;
c. rimanere a disposizione dei servizi di soccorso pubblico per fornire assistenza ed
informazioni.
100. In caso di incendio:
a. non si devono usare le scale;
b. non si devono usare gli ascensori (a meno che non siano antincendio);
c. non si devono usare i corridoi.
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101. Per gestire correttamente un’emergenza incendi, gli addetti antincendio
devono:
a. conoscere solo la parte generale del piano di emergenza;
b. conoscere solo le procedure a loro destinate;
c. conoscere la parte generale, le procedure a loro destinate ed ogni altra parte che
può avere influenza sulle proprie mansioni in caso di emergenza.
102. Per gestire efficacemente un’emergenza incendi in presenza di pubblico, gli
addetti antincendio devono:
a. adottare idonee modalità di comunicazione;
b. mostrarsi autoritari;
c. ignorare il pubblico.
103. Quando gli addetti si recano verso il luogo dove è stato segnalato l’incendio:
a. portano con loro l’estintore prelevato dal punto ove si trovavano;
b. prelevano l’estintore dalla centrale antincendio;
c. prelevano, se serve, l’estintore dal punto più vicino all’incendio accessibile in
sicurezza.
104. Se un incendio si sviluppa in un’area di un ospedale destinata alla terapia
intensiva:
a. si deve sempre evacuare l’area prima di ogni altro intervento;
b. si devono attuare tutte le azioni di contrasto e confinamento dell’incendio e
smaltimento dei fumi, senza spostare i pazienti per non aggravare le loro
condizioni;
c. si devono attuare le azioni di contrasto e confinamento dell’incendio, nonché di
smaltimento dei fumi e, eventualmente, evacuare i pazienti, secondo le procedure
previste nel piano di emergenza.
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5. ESERCITAZIONI PRATICHE
105. Un estintore portatile pesa al massimo:
a. 20 kg;
b. 30 kg;
c. 50 kg.
106. Un estintore con la parte superiore dipinta di grigio contiene:
a. polvere;
b. anidride carbonica;
c. Azoto.
107. La durata media della scarica di un estintore portatile a polvere è di:
a. 8 ÷ 15 secondi;
b. 1 minuto;
c. 1 secondo.
108. Il gas propellente contenuto negli estintori a polvere può essere:
a. aria compressa;
b. anidride carbonica;
c. azoto.
109. Quando il manometro di un estintore portatile a polvere indica una pressione
superiore al campo verde significa:
a. che l’estintore ha una carica superiore al normale e quindi ha una maggiore
capacità estinguente;
b. che la pressione all’interno del contenitore è troppo alta e quindi una parte del
propellente gassoso sarà disperso dalla valvola di sicurezza;
c. che l’estintore è andato in blocco ed è inutilizzabile.
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110. La valvola di sicurezza di un estintore portatile a polvere serve a:
a. permettere l’uscita dell’estinguente in caso di malfunzionamento della valvola di
erogazione 20 kg;
b. a ricaricare il propellente gassoso quando l’estintore è scarico;
c. a permettere di far uscire una parte di propellente gassoso se il contenitore va in
sovrappressione.
111. Il cono diffusore degli estintori ad anidride carbonica serve a:
a. orientare bene il getto, visto che l’anidride carbonica è molto volatile e si disperde
facilmente;
b. a proteggere le mani contro il rischio di congelamento;
c. a non far respirare all’operatore anidride carbonica.
112. Un estintore portatile a polvere di capacità 13A - 89B spegne:
a. fuochi di quantità definite da prove sperimentali di combustibili solidi e liquidi;
b. fuochi di combustibili liquidi di categoria A e B;
c. 13 volte fuochi di combustibili solidi e 89 volte di combustibili liquidi.
113. Un estintore portatile:
a. è pronto all’uso;
b. è utilizzabile dopo aver estratto la spina di sicurezza;
c. è utilizzabile dopo aver avvitato il tubo di scarica sulla valvola di erogazione.
114. Due addetti, per spegnere un focolaio di incendio si devono disporre:
a. dallo stesso lato;
b. da lati contrapposti;
c. devono intervenire uno dopo l’altro.
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115. Con liquidi in fiamme si deve:
a. orientare il getto alla base delle fiamme;
b. contro il bordo più lontano del recipiente evitando di dirigere il getto direttamente
sul fluido infiammato per evitare spruzzi in grado di allargare l’incendio;
c. orientare il getto all’apice delle fiamme.
116. Il getto di un estintore portatile a polvere va orientato:
a. all’apice delle fiamme;
b. a metà delle fiamme;
c. alla base delle fiamme.
117. In esterno è più efficace:
a. l’estintore ad anidride carbonica;
b. l’estintore a polvere;
c. entrambi allo stesso modo.
118. Su apparecchi elettrici in tensione, conviene impiegare:
a. estintori idrici;
b. estintori a polvere;
c. estintori a CO2.
119. In presenza di vento è più efficace:
a. disporsi per l’estinzione con il vento di fronte;
b. disporsi per l’estinzione con il vento di spalle;
c. disporsi per l’estinzione con il vento di lato.
120. Per estinguere una fuoriuscita di gas in fiamme da una tubazione:
a. chiudere la valvola di intercettazione del gas;
b. intervenire con apposito estintore disponendosi di fronte alla fiamma;
c. intervenire con apposito estintore disponendosi di lato alla fiamma.
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24 Questionario di valutazione
121. La prima manovra da fare per azionare un idrante:
a. srotolare la manichetta;
b. aprire la valvola di intercettazione dell’acqua;
c. avvitare la lancia alla manichetta.
122. La lancia erogatrice di un idrante serve a:
a. avere un’impugnatura salda per contrastare le forze di pressione dell’acqua;
b. dirigere il getto;
c. limitare il consumo d’acqua evitando di spargerla.
123. Dire quale di queste affermazioni è falsa:
a. al termine di un intervento antincendio con un naspo, si devono chiudere le valvole
parzializzatrice e d’intercettazione;
b. al termine di un intervento antincendio con un naspo, si deve svolgere per intero il
tubo per farlo asciugare;
c. al termine di un intervento antincendio con un naspo, si deve riavvolgere il tubo
sulla sua bobina, lasciando aperta la valvola parzializzatrice per far uscire l’acqua
rimasta nel tubo.
124. Dire quale di queste affermazioni è falsa:
a. se la concentrazione d’ossigeno nell’atmosfera di un locale invaso da fumo e gas è
inferiore al 17%, si deve usare una maschera antigas;
b. se la concentrazione d’ossigeno nell’atmosfera di un locale invaso da fumo e gas è
inferiore al 17%, si deve usare un autorespiratore a ciclo aperto;
c. se la concentrazione d’ossigeno nell’atmosfera di un locale invaso da fumo e gas è
inferiore al 17%, si deve usare un autorespiratore a ciclo chiuso.
125. Una piccola bombola d’ossigeno fa parte; dire quale di queste affermazioni è
falsa:
a. dell’autorespiratore a ciclo chiuso;
b. dell’autorespiratore a ciclo aperto;
c. di entrambi i dispositivi di protezione.
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