GDPR
GDPR
Il problema del fondamento del diritto alla privacy si inquadra, per tanto,
nel più ampio problema dei “nuovi diritti”.
Il riconoscimento definitivo dell’esistenza del diritto alla privacy nel nostro ordinamento
avvenne soltanto con la sentenza n. 2129/1975 della Corte di Cassazione (caso Soraya), che
collocò la privacy nel sistema costituzionale italiano individuando come fondamento del
diritto non solo gli artt. 2 e 3, ma anche gli artt.13, 14, 15, 29 e 41 della Costituzione
4
Focus fonti: la privacy in Europa
Il diritto alla vita privata è sancito all’art. 7 della CEDU. Con particolare
riguardo alla protezione dei dati personali nel 1981 venne stipulata la
Convenzione n. 108.
Con il Trattato di Lisbona del 2007 la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea è stata
integrata nei Trattati.
Inoltre, sulla base dell’art. 16 del TFUE, è stata riconosciuta all’Unione una competenza molto
più forte in materia di circolazione dei dati personali, permettendo la produzione di fonti più
incisive della Direttiva 95/46 con la quale si era tentato di armonizzare le discipline nazionali
sulla protezione dei dati personali.
5
Focus fonti: il “pacchetto protezione dati”
Nel 2016 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il c.d. “pacchetto protezione
dati”: il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (Regolamento UE
2016/679) e la Direttiva sul trattamento dei dati personali da parte delle autorità
competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati
o esecuzione di sanzioni penali (Direttiva UE 2016/680).
Il Regolamento 2016/679 (GDPR) è entrato in vigore il 24 maggio 2016, ma la sua piena applicabilità
è stata rimanda fino al 25 maggio 2018, lasciando due anni per permettere agli Stati membri di
adeguare le normative nazionali alla nuova disciplina e per dare il tempo ai soggetti privati e pubblici
di conformarsi agli obblighi derivanti dalla nuova normativa.
Con il Regolamento 2016/679 è stata abrogata la Direttiva 95/46 che precedentemente regolava la
materia. Così facendo l’Unione europea è passata da un approccio basato sull’armonizzazione ad uno
basato sull’uniformazione delle discipline nazionali.
6
Focus fonti
Il Governo, delegato a tale scopo dal Parlamento, ha emanato il [Link]. n. 101/2018 con il quale
ha adeguato la disciplina del Codice privacy al nuovo quadro europeo.
7
Finalità
GDPR: art. 1 e considerando da 1 a 14, 170 e 172
Oggetto e finalità
1. Il GDPR stabilisce norme relative alla protezione delle persone fisiche con
riguardo al trattamento dei dati personali, nonché norme relative alla libera
circolazione di tali dati.
2. Il GDPR protegge i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in
particolare il diritto alla protezione dei dati personali.
3. La libera circolazione dei dati personali nell’Unione non può essere limitata né
vietata per motivi attinenti alla protezione delle persone fisiche con riguardo al
trattamento dei dati personali.
8
Ambito di applicazione materiale
GDPR: art. 2 e considerando da 15 a 21
L’art. 9, par. 2 del GDPR prevede alcuni specifici casi in base ai quali è possibile derogare al divieto di
trattare dati rientrati in particolari categorie.
La scelta per un divieto generale a cui è possibile derogare soltanto in casi specifici è dovuta al fatto che i dati
particolari sono quelli che afferiscono alla sfera più intima della persona. 12
Definizioni: categorie particolari di dati
GDPR: art. 9 e considerando da 51 a 56
Art. 5:
I dati personali devono essere trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato («liceità, correttezza e
trasparenza»).
Art. 6
Il trattamento è lecito solo se e nella misura in cui ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
a) l’interessato ha espresso il consenso al trattamento dei propri dati personali per una o più specifiche finalità; b) il trattamento è
necessario all’esecuzione di un contratto di cui l’interessato è parte o all’esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta
dello stesso; c) il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il titolare del trattamento; d) il
trattamento è necessario per la salvaguardia degli interessi vitali dell’interessato o di un’altra persona fisica; e) il trattamento è
necessario per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare
del trattamento; f) il trattamento è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi, a
condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato che richiedono la protezione dei dati
15
personali, in particolare se l’interessato è un minore (quest’ultima base giuridica non si applica al trattamento di dati effettuato dalle
autorità pubbliche nell’esecuzione dei loro compiti).
Principi: liceità, correttezza e trasparenza
GDPR: considerando 39
Qualsiasi trattamento di dati personali dovrebbe essere lecito e corretto. Dovrebbero essere trasparenti per le persone fisiche le
modalità con cui sono raccolti, utilizzati, consultati o altrimenti trattati dati personali che li riguardano nonché la misura in cui i dati
personali sono o saranno trattati. Il principio della trasparenza impone che le informazioni e le comunicazioni relative al trattamento
di tali dati personali siano facilmente accessibili e comprensibili e che sia utilizzato un linguaggio semplice e chiaro. Tale principio
riguarda, in particolare, l'informazione degli interessati sull'identità del titolare del trattamento e sulle finalità del trattamento e
ulteriori informazioni per assicurare un trattamento corretto e trasparente con riguardo alle persone fisiche interessate e ai loro
diritti di ottenere conferma e comunicazione di un trattamento di dati personali che li riguardano. È opportuno che le persone
fisiche siano sensibilizzate ai rischi, alle norme, alle garanzie e ai diritti relativi al trattamento dei dati personali, nonché alle modalità
di esercizio dei loro diritti relativi a tale trattamento. In particolare, le finalità specifiche del trattamento dei dati personali
dovrebbero essere esplicite e legittime e precisate al momento della raccolta di detti dati personali. I dati personali dovrebbero essere
adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per le finalità del loro trattamento. Da qui l’obbligo, in particolare, di assicurare che
il periodo di conservazione dei dati personali sia limitato al minimo necessario. I dati personali dovrebbero essere trattati solo se la
finalità del trattamento non è ragionevolmente conseguibile con altri mezzi. Onde assicurare che i dati personali non siano
conservati più a lungo del necessario, il titolare del trattamento dovrebbe stabilire un termine per la cancellazione o per la verifica
periodica. È opportuno adottare tutte le misure ragionevoli affinché i dati personali inesatti siano rettificati o cancellati. I dati
personali dovrebbero essere trattati in modo da garantirne un’adeguata sicurezza e riservatezza, anche per impedire l'accesso o
l’utilizzo non autorizzato dei dati personali e delle attrezzature impiegate per il trattamento.
16
Principi: finalità
GDPR: art. 5, lett. b)
WP29 "Opinion 3/2013 on purpose limitation" - Adottate il 2 aprile 2013
I dati personali sono raccolti per finalità determinate, esplicite e legittime, e successivamente trattati in modo
che non sia incompatibile con tali finalità.
Determinate - il titolare deve prevedere in modo sufficientemente chiaro
quali siano le finalità effettive per cui ha intenzione di raccogliere e trattare i
dati personali . Non sono pertanto ammesse indicazioni generiche
17
Principi: minimizzazione
GDPR: art. 5, lett. d)
I dati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati.
La minimizzazione dei dati deve essere prevista fin dalla progettazione del
trattamento in base all’approccio privacy by design e by default
18
Principi: esattezza
GDPR: art. 5, lett. d)
Art. 5 lett. d)
I dati trattati non solo devono essere esatti, ma anche aggiornati, ed eventualmente corretti, a
richiesta dell’interessato, nel caso in cui fossero errati.
19
Principi: conservazione
GDPR: art. 5, lett. e)
Art. 5, lett. e)
I dati personali devono essere conservati in una forma che consenta l’identificazione degli
interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono
trattati; i dati personali possono essere conservati per periodi più lunghi a condizione che siano
trattati esclusivamente a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o
a fini statistici, conformemente all’articolo 89, paragrafo 1, fatta salva l'attuazione di misure
tecniche e organizzative adeguate richieste dal presente regolamento a tutela dei diritti e delle libertà
dell’interessato («limitazione della conservazione»);
20
Principi: integrità e riservatezza
GDPR: art. 5, lett. f)
Art. 5 lett. f)
I dati devono essere trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali,
compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da trattamenti non
autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentali («integrità e
riservatezza»).
21
Liceità del trattamento - Basi giuridiche
GDPR: art. 6 e considerando 40
Il trattamento è lecito solo se e nella misura in cui ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
Gruppo di lavoro Articolo 29: Linee guida sul consenso ai sensi del regolamento (UE) 2016/679
[Link]
2
3
Basi giuridiche: esecuzione di un contratto e di misure
pre-contrattuali
GDPR: art. 6 e considerando 44
24
Basi giuridiche: adempimento di un obbligo legale
GDPR: art. 6 e considerando 45
25
Basi giuridiche: interesse vitale dell’interessato o di un
terzo
GDPR: art. 6 e considerando 46
WP29 “Opinion 6/2014 on the notion of legitimate interests of the data controller under Article 7 of Directive 95/46/EC" - Adottate
il 9 aprile 2014
27
Esecuzione di un compito di interesse pubblico o
connesso all’esercizio di pubblici poteri
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): art. 2-ter
È sotteso alla disciplina del trattamento dati personali da parte dei soggetti
pubblici se funzionale allo svolgimento di funzioni istituzionali dell’ente.
28
Esecuzione di un compito di interesse pubblico o
connesso all’esercizio di pubblici poteri
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): art. 2-ter
29
Esecuzione di un compito di interesse pubblico o
connesso all’esercizio di pubblici poteri
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): art. 2-ter
30
Basi giuridiche: legittimo interesse prevalente del
titolare o di un terzo
GDPR: art. 6 e considerando da 47 a 50
3
1
Soggetti: compiti del titolare
GDPR: artt. 4, par. 7, 24 e 26 e considerando da 74 a 79
Il titolare:
3
2
Soggetti: compiti del titolare e contitolarità
GDPR: artt. 4, par. 7, 24 e 26 e considerando da 74 a 79
- Tratta i dati personali soltanto su istruzione documentata del titolare del trattamento;
- Garantisce che le persone autorizzate al trattamento dei dati personali si siano impegnate alla
riservatezza o abbiano un adeguato obbligo legale di riservatezza;
- Adotta tutte le misure richieste in materia di sicurezza del trattamento;
- Rispetta le condizioni previste dalla legge nei casi di ricorso a un altro responsabile del
trattamento;
- Assiste il titolare del trattamento con misure tecniche e organizzative adeguate;
- Assiste il titolare del trattamento nel garantire il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza
e di comunicazioni nei casi di violazione di dati personali;
- Su scelta del titolare del trattamento, cancella o restituisce tutti i dati personali dopo che è
terminata la prestazione dei servizi relativi al trattamento e cancella le copie esistenti, salvo
che il diritto dell’Unione o degli Stati membri preveda la conservazione dei dati;
- Mette a disposizione del titolare del trattamento tutte le informazioni necessarie per
dimostrare il rispetto degli obblighi contrattuali e consente e contribuisce alle attività di
revisione, comprese le ispezioni, realizzati dal titolare del trattamento o da un altro soggetto
da questi incaricato. 3
4
Soggetti: autorizzati al trattamento
Non c’è una esplicita definizione della figura delle persone autorizzate al trattamento.
Si ricava però dal combinato dall’art. 4.10 del Regolamento UE 2016/679, dove
vengono definite come non “terzo” le persone autorizzate al trattamento dei dati
personali che operano sotto l’autorità diretta del titolare o del responsabile e dall’art.
29 del Regolamento UE 2016/679.
L’art. 29 stabilisce che le persone autorizzate al trattamento dei dati personali non possono
trattare tali dati se non sono istruite in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo
richieda il diritto dell’Unione o degli stati membri.
3
5
Informativa: contenuto
GDPR: art. 13, par. 1 e considerando 60
a) Identità e dati di contatto del titolare del trattamento (e, ove applicabile, del suo rappresentante);
b) Dati di contatto del responsabile della protezione dei dati (ove applicabile);
c) Finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali nonché́ la base giuridica del trattamento;
d) Legittimi interessi perseguiti dal titolare del trattamento o da terzi [qualora il trattamento si basi sull'articolo 6,
paragrafo 1, lettera f)];
e) Eventuali destinatari o le eventuali categorie di destinatari dei dati personali;
f) ove applicabile, l'intenzione del titolare del trattamento di trasferire dati personali a un paese terzo o a
un'organizzazione internazionale e l'esistenza o l'assenza di una decisione di adeguatezza della Commissione o, nel
caso dei trasferimenti di cui all'articolo 46 o 47, o all'articolo 49, paragrafo 1, secondo comma, il riferimento alle
garanzie appropriate o opportune e i mezzi per ottenere una copia di tali garanzie o il luogo dove sono state
rese disponibili.
.
a) Periodo di conservazione dei dati personali oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
b) Esistenza del diritto dell'interessato di chiedere al titolare del trattamento l'accesso ai dati personali e la rettifica o la
cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro
trattamento, oltre al diritto alla portabilità̀ dei dati;
c) Esistenza del diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità̀ del trattamento basata sul
consenso prestato prima della revoca [qualora il trattamento sia basato sull'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), oppure
sull'articolo 9, paragrafo 2, lettera a)];
d) Diritto di proporre reclamo a un'autorità di controllo;
e) se la comunicazione di dati personali è un obbligo legale o contrattuale oppure un requisito necessario per la conclusione
di un contratto, e se l'interessato ha l'obbligo di fornire i dati personali nonché le possibili conseguenze della mancata
comunicazione di tali dati;
f) Esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione di cui all’articolo 22, paragrafi 1 e 4, e,
almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l'importanza e le conseguenze previste di tale
trattamento per l'interessato
Qualora il titolare intenda trattare i dati personali già ottenuti per una finalità diversa da quella per cui sono stati
raccolti, prima di tale ulteriore trattamento, fornisce all’interessato:
IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO ADOTTA MISURE APPROPRIATE PER FORNIRE ALL’INTERESSATO LE INFORMAZIONI
RELATIVE AL TRATTAMENTO:
PER ISCRITTO, CON ALTRI MEZZI - ANCHE ELETTRONICI - OD ORALMENTE [se richiesto
dall’interessato] PURCHE’ SIA COMPROVATA CON ALTRI MEZZI L’IDENTITA’ DELL’INTERESSATO.
LE INFORMAZIONI POSSONO ESSERE FORNITE IN COMBINAZIONE CON ICONE STANDARDIZZATE PER DARE, IN
MODO FACILMENTE VISIBILE, INTELLIGIBILE E CHIARAMENTE LEGGIILE, UN QUADRO D’INSIEME DEL TRATTAMENTO
PREVISTO. SE PRESENTATE ELETTRONICAMENTE LE ICONE SONO LEGGIBILI DA DISPOSITIVO AUTOMATICO.
3
9
Informativa: modalità
GDPR, considerando 58 e 60
tecnologica dell’operazione fanno sì che sia difficile per interessato comprendere se,
da chi e per quali finalità sono raccolti dati personali che lo riguardano, quali la
pubblicità online.
TRATTAMENTO CORRETTO
E TRASPARENTE
PRINCIPIO
Il Titolare del trattamento deve informare l’interessato dell’esistenza del trattamento e
delle sue finalità prendendo in considerazione le circostanze e il contesto specifico in
cui i dati personali sono trattati.
Diritti degli interessati
GDPR: art. 12 e considerando 59
Il Titolare del trattamento agevola l’esercizio dei diritti dell’interessato e non può rifiutare di soddisfare la richiesta dell’interessato al fine
dell’esercizio dei suoi diritti, fatto salvo che il titolare dimostri di non essere in grado di identificare l’interessato.
il Titolare fornisce le informazioni relative alla richiesta dell’interessato senza giustificato ritardo e, comunque, al più tardi entro 1
mese dal ricevimento della richiesta;
il Titolare, laddove non riesca a garantire una risposta entro 1 mese, può provvedere entro 2 mesi – se necessario tenuto conto della
complessità e del numero i richieste - previa informativa all’interessato del motivo del ritardo;
il Titolare se non ottempera alla richiesta dell’interessato lo informa dei motivi dell’inottemperanza e della possibilità di proporre reclamo
a una autorità di controllo e di proporre ricorso giurisdizionale senza ritardo e, comunque, al più tardi entro 1 mese dal ricevimento
della richiesta;
il Titolare fornisce le informazioni, ove possibile, con mezzi elettronici laddove la richiesta dell’interessato avvenga con detti mezzi, fatta
salva diversa indicazione di quest’ultimo;
Le richieste dell’interessate sono gratuite;
Se le richieste dell’interessato sono manifestamente infondate o eccessive (in particolare per il carattere ripetitivo) il Titolare può
alternativamente:
a) addebitare un contributo di spesa ragionevole tenendo conto dei costi amministrativi sostenuti per fornire le informazioni o la
comunicazione o intraprendere l’azione richiesta;
b) rifiutare di soddisfare la richiesta.
Spetta, comunque, al Titolare l’onere di dimostrare il carattere di infondatezza od eccessività della richiesta.
Diritti degli interessati: accesso
GDPR: art. 15 e considerando 63 e 64
L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento conferma che sia o meno in corso un
trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso a:
INTEGRAZIONE
RETTIFICA
dei dati personali incompleti, anche fornendo una
dei dati personali inesatti che lo
dichiarazione integrativa, tenuto conto delle finalità̀ del
riguardano senza ingiustificato
trattamento.
ritardo.
IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO COMUNICA EVENTUALI RETTIFICHE A CIASCUNO DEI DESTINATARI CUI
SONO STRASMESSI I DATI PERSONALI, SALVO CHE CIO’ SI RILEVI IMPOSSIBILE O IMPLICHI UNO SFORZO
SPROPORZIONATO.
L’Interessato ha il diritto di ottenere dal Titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano
se sussiste uno dei seguenti motivi:
a) i dati personali non sono più̀ necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti
trattati;
b) l'interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a),
o all'articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;
c) l'interessato si oppone al trattamento ai sensi dell'articolo 21, par. 1 e 2, e non sussiste alcun motivo
legittimo prevalente per procedere al trattamento;
d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;
e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto
dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;
f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione di cui
all'articolo 8, par. 1. 4
4
Diritti degli interessati: cancellazione “oblio”
Il Titolare del trattamento, se ha reso pubblici dati personali ed è obbligato, ai sensi del par. 1, a cancellarli,
tenendo conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione adotta le misure ragionevoli, anche tecniche,
per informare i titolari del trattamento che stanno trattando i dati personali della richiesta dell'interessato di
cancellare qualsiasi link, copia o riproduzione dei suoi dati personali.
Il Titolare, comunque, non e tenuto ad applicare le misure di cui ai par. 1 e 2 qualora il trattamento sia
necessario per:
a) l'esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;
b) l'adempimento di un obbligo giuridico che richieda il trattamento previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato
membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse
oppure nell'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;
c) motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica in conformità dell’art. 9, par. 2, lett. h) e i), e
dell’art. 9, par. 3;
d) fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici conformemente all’art.
89, par. 1, nella misura in cui il diritto di cui al par. 1 rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il
conseguimento degli obiettivi di tale trattamento;
e) l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.
Diritti degli interessati: limitazione
GDPR: art. 18 e considerando 67
a) L’interessato contesta l’esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del
trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali.
In questo caso
IPOTESI DI LIMITAZIONE
6
Diritti degli interessati: portabilità
GDPR: art. 20 e considerando 68
3) al trattamento dei dati per finalità di marketing diretto, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing
diretto
L’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la
profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona,
fatto salvo il caso in cui tale decisione:
a) sia necessaria per la conclusione o l'esecuzione di un contratto tra l’interessato e un titolare del trattamento;
b) sia autorizzata dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento, che precisa
altresì misure adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi interessi dell'interessato;
c) si basi sul consenso esplicito dell'interessato.
Nei casi sub. a) e c), il titolare del trattamento attua misure appropriate per tutelare i diritti, le libertà e i legittimi interessi
dell'interessato, almeno il diritto di ottenere l'intervento umano da parte del titolare del trattamento, di esprimere la propria
opinione e di contestare la decisione.
Le decisioni di cui sub. a), b) e c) non si basano sulle categorie particolari di dati personali di cui all’art. 9, par. 1, a meno che non
4
sia d'applicazione l’art. 9, par. 2, lett. a) o g), e non siano in vigore misure adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi
interessi dell'interessato.
9
Diritti degli interessati: limitazioni
GDPR: art. 22, par. 1 e considerando 73
a) la sicurezza nazionale;
Il diritto dell’Unione o dello Stato b) la difesa;
membro cui è soggetto il titolare c) la sicurezza pubblica;
del trattamento o il responsabile d) la prevenzione, l'indagine, l'accertamento e il perseguimento di reati o
del trattamento può limitare, l'esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro e la prevenzione
di minacce alla sicurezza pubblica;
mediante misure legislative, la e) altri importanti obiettivi di interesse pubblico generale dell'Unione o di uno
portata degli obblighi e dei diritti Stato membro, in particolare un rilevante interesse economico o finanziario
di cui agli articoli da 12 a 22 nella dell'Unione o di uno Stato membro, anche in materia monetaria, di bilancio e
misura in cui le disposizioni ivi tributaria, di sanità pubblica e sicurezza sociale;
contenute corrispondano ai diritti f) la salvaguardia dell'indipendenza della magistratura e dei procedimenti
e agli obblighi di cui agli articoli giudiziari;
da 12 a 22, qualora tale g) le attività volte a prevenire, indagare, accertare e perseguire violazioni della
limitazione rispetti l'essenza dei deontologia delle professioni regolamentate;
h) una funzione di controllo, d'ispezione o di regolamentazione connessa, anche
diritti e delle libertà fondamentali occasionalmente, all'esercizio di pubblici poteri nei casi di cui alle lettere da a),
e sia una misura necessaria e a e) e g);
proporzionata in una società
democratica per salvaguardare:
i) la tutela dell'interessato o dei diritti e delle libertà altrui; 5
j) l'esecuzione delle azioni civili.
0
Diritti degli interessati: limitazioni
GDPR: art. 23, par. 2 e considerando 73
Qualsiasi misura legislativa di cui al par. 1 contiene DISPOSIZIONI SPECIFICHE riguardanti almeno, se
del caso:
portata delle categorie di dati finalità del trattamento
limitazioni personali o categorie di
introdotte trattamento
indicazione precisa garanzie per
del titolare del prevenire abusi o
il diritto degli trattamento o delle l'accesso o il
trasferimento illeciti rischi per i
interessati di essere categorie di titolari
diritti e le
informati della
libertà degli
limitazione, a meno periodi di conservazione e le garanzie interessati
che ciò possa applicabili tenuto conto della natura,
compromettere la dell'ambito di applicazione e delle finalità del
finalità della stessa. trattamento o delle categorie di trattamento
Accountability e approccio basato sul rischio
Il GDPR non ha solo ampliato i diritti riconosciuti all’interessato, ma si è concentrato sulla maggiore
responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nel trattamento dei dati personali, mostrando grande interesse
al tema della data security.
Il GDPR adotta taluni “strumenti” al fine di rafforzare la tutela dei dati e la responsabilizzazione del
Titolare e del Responsabile del trattamento:
• sancisce il principio di accountability (Art. 5, par. 2);
• sancisce i principi della privacy by design e della privacy by default;
• Prevede la tenuta del Registro dei trattamenti;
• richiede d’implementare adeguate misure di sicurezza, tenendo in considerazione le tipologie di
operazioni svolte e i relativi livelli di rischio, affinché non si verifichino violazioni dei dati;
• introduce la figura del Data Protection Officer.
Il principio di accountability ambisce a realizzare il passaggio da una concezione di adempimento formale
della normativa privacy, ad un approccio sostanziale di protezione dei dati, connesso alla natura delle
5 alle
attività concretamente svolte, all’analisi dei rischi e alle misure di sicurezza che risultino adeguate
singole fattispecie. 2
Accountability e approccio basato sul rischio: privacy by
design e privacy by default
GDPR: art. 25, par. 1 e considerando da 75 a 78
Privacy by design
Il principio di privacy by design impone un’attenta riflessione in tema di protezione dei dati personali sin dal momento
della progettazione del processo di raccolta e di utilizzo dei dati personali, dunque prima che il trattamento venga
avviato.
In tal modo si ambisce a realizzare un trattamento che soddisfi sin dall’inizio i requisiti del GDPR e che tuteli al meglio
i diritti degli interessati. Simile impostazione, piuttosto che delineare un approccio reattivo basato prevalentemente su
interventi ex post, punta alla realizzazione di un approccio proattivo di tutela dei dati personali.
Il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative sia al momento di determinare i mezzi del
trattamento sia durante l’esecuzione del trattamento stesso, tenendo conto:
• del quadro complessivo in cui il trattamento si colloca (stato dell’arte, costi di attuazione, natura, ambito di
applicazione, contesto e finalità del trattamento);
• della probabilità e della gravità dei rischi che possono scaturire per i diritti e le libertà degli interessati.
5
3
Accountability e approccio basato sul rischio: privacy by design
e privacy by default
GDPR: art. 25, par. 2 e considerando da 75 a 78
Privacy by default
Il principio di privacy by default riconosce una protezione dei dati per impostazione predefinita. Ciò comporta che
devono essere trattati solo i dati personali necessari per le finalità previste dal trattamento e per il periodo
strettamente necessario al loro conseguimento.
In questo senso, il principio di privacy by default è strettamente legato al principio di minimizzazione (Art. 5 GDPR)
prevedendo che qualsiasi sistema che tratti dati personali deve essere progettato affinché raccolga ed utilizzi
unicamente i dati necessari per perseguire la specifica finalità predeterminata.
Il Registro dei trattamenti è uno strumento essenziale per una assicurare un adeguato
e continuo rispetto del GDPR.
Il Registro si configura come un utilissimo strumento di accountability poiché consente al titolare di avere:
• una completa ricognizione e valutazione dei trattamenti svolti;
• un prospetto complessivo delle analisi del rischio relative ai trattamenti svolti;
• una corretta pianificazione dei trattamenti;
Il Registro si configura inoltre come strumento di compliance alla normativa poiché deve essere esibito in caso
di verifiche da parte dell’Autorità di vigilanza
L’onere di tenere il Registro dei trattamenti è posto in capo al titolare e, se nominato, al responsabile del
trattamento.
Il Registro può essere tenuto sia in forma scritta che in formato elettronico, deve essere soggetto ad un 5
costante aggiornamento.
5
Accountability e approccio basato sul rischio: registro
dei trattamenti
GDPR: art. 30 e considerando 82
Nonostante sia vivamente consigliato per il titolare del trattamento tenere un proprio
Registro dei trattamenti, vi sono dei casi in cui simile tenuta non è prevista come
obbligatoria.
Con il termine rischio si intende la probabilità che si verifichino impatti negativi sui diritti e le libertà degli
interessati.
In particolare, i rischi per i diritti e le libertà delle persone fisiche, aventi probabilità e gravità diverse,
possono derivare da trattamenti di dati personali suscettibili di cagionare:
• danni fisici
A titolo esemplificativo, dal trattamento possono derivare:
• danni materiali • discriminazioni
• danni immateriali • furto o usurpazione d’identità
•
•
perdite finanziarie
pregiudizio alla reputazione
6
0
Accountability e approccio basato sul rischio: misure di
sicurezza
Nel valutare l’adeguatezza del livello di sicurezza si deve tener conto dei rischi che derivano da:
• distruzione accidentale o illegale
• perdita
• modifica
• divulgazione non autorizzata
• accesso accidentale o illegale ai dati personali trasmessi, conservati o comunque elaborati
la pseudonimizzazione
la cifratura dei dati personali
A titolo
la capacità di assicurare su base permanete la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e
esemplificativo,
la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento
l’art. 32 riporta
la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità e l’accesso dei dati
alcune misure
personali in caso di incidente fisico o tecnico
di sicurezza
una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure 6
tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento
1
Accountability e approccio basato sul rischio: misure di
sicurezza
Violazione dei dati personali (c.d. data breach) definita dall’art. 4 par. 12 GDPR
come «la violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione,
la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi,
conservati o comunque trattati».
Il GDPR ha evidenziato che un data breach, se non affrontato in modo adeguato e tempestivo, può
provocare danni fisici, materiali o immateriali alle persone fisiche.
Tra le tipologie di dati:
Valutazione di impatto (c.d. DPIA): rappresenta un “percorso obbligatorio” che il GDPR ha previsto per
tutte le forme di trattamento particolarmente rischiose.
Si configura come una misura preventiva inerente il risk assessment che ogni titolare del trattamento è tenuto ad
effettuare sulla base della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità del trattamento, proprio al fine di individuare
i rischi che ne possono derivare e, quindi, i mezzi e gli strumenti da adottare per contrastare tali rischi.
Si tratta di uno strumento per potenziare il rispetto del GDPR, posto che l’esito della valutazione deve essere preso in
considerazione nel determinare le opportune misure da adottare al trattamento dei dati personali.
L’obbligo di condurre una DPIA, in determinate circostanze, deve collocarsi nel più generale contesto degli
obblighi imposti ai titolari di gestire correttamente i rischi connessi al trattamento di dati personali.
Secondo il WP29 per rischio si intende: “uno scenario che descrive un evento e le sue conseguenze stimate in termini di gravità
e probabilità”.
Rispetto al dettato di cui all’art. 35, il WP29 chiarisce che, con riguardo ad un approccio basato sul rischio, nel
contesto giuridico della protezione dei dati, il riferimento ai “diritti e le libertà” degli interessati va inteso in primis
come relativo al diritto alla privacy delle persone.
Tuttavia, il riferimento ai “diritti e le libertà” può riguardare anche altri diritti fondamentali quali:
• la libertà di espressione e di pensiero
• la libertà di movimento
• il divieto di discriminazioni
• il diritto alla libertà di coscienza e di religione 6
9
Accountability e approccio basato sul rischio:
valutazione di impatto
GDPR: art. 35 e considerando 84, da 89 a 93 e 95
E’ tuttavia lasciato alle Autorità di controllo il compito di redigere un elenco delle tipologie di trattamenti da
sottoporre alla DPIA. (L’elenco redatto dal Garante italiano:
[Link]
7 una
L’Autorità di controllo può inoltre redigere un elenco delle tipologie di trattamenti per le quali non è richiesta
DPIA. 0
Accountability e approccio basato sul rischio:
valutazione di impatto
GDPR: art. 35 e considerando 84, da 89 a 93 e 95
WP29 "Linee-guida concernenti la valutazione di impatto sulla protezione dei dati nonché i criteri per stabilire se un trattamento possa
presentare un rischio elevato ai sensi del regolamento 2016/679" - Adottate il 4 aprile 2017, modificate e adottate il 4 ottobre 2017
I casi espressamente indicati dall’art. 35 non sono le uniche ipotesi in cui è necessario lo svolgimento di una
DPIA. Infatti la DPIA deve essere effettuata ogni volta in cui un trattamento presenti un rischio elevato per i
diritti e le libertà della persona fisica. 1. Valutazione o assegnazione di un punteggio
2. Processo decisionale automatizzato che ha effetto giuridico o incide in
modo analogo significativamente
Il WP29 ha suggerito 9 criteri da 3. Monitoraggio sistematico
utilizzare per valutare se svolgere o 4. Dati sensibili o dati aventi carattere altamente personale
5. Trattamento di dati su larga scala
meno una DPIA.
6. Creazione di corrispondenze o combinazione di insiemi di dati
In generale, il WP29 suggerisce di 7. Dati relativi a interessati vulnerabili
svolgere una DPIA laddove 8. Uso innovativo o applicazione di nuove soluzioni tecnologiche od
concorrano almeno 2 criteri relativi organizzative
al trattamento. 7
9. Quando il trattamento in sé impedisce agli interessati di esercitare un
diritto o di avvalersi di un servizio o di un contratto
1
Accountability e approccio basato sul rischio:
valutazione di impatto
GDPR: art. 35 e considerando 84, da 89 a 93 e 95
Il titolare del trattamento, coadiuvato dalla figura del Data protection officer, effettua l’analisi delle criticità del
trattamento, redigendo un documento che contiene almeno:
a) una descrizione sistematica dei trattamenti previsti e delle loro finalità, compreso, ove applicabile, l’interesse
legittimo perseguito dal titolare del trattamento
b) una valutazione della necessità e proporzionalità dei trattamenti in relazione alle finalità
d) le misure previste per affrontare i rischi, includendo le garanzie, le misure di sicurezza e i meccanismi per
garantire la protezione dei dati personali e dimostrare la conformità alla normativa, tenuto conto dei diritti e
degli interessi legittimi degli interessati e delle altre persone in questione 7
2
Accountability e approccio basato sul rischio:
valutazione di impatto
GDPR: art. 35 e considerando 84, da 89 a 93 e 95
Spetta al titolare del trattamento effettuare tali valutazioni individuando le misure idonee per attenuare il rischio
(accountability).
La valutazione del rischio e l’idoneità delle misure dipendono infatti dal contesto del trattamento.
L’idoneità delle misure dipende dal contesto e dai rischi specifici dei singoli trattamenti.
Il titolare tiene conto dello stato dell’arte (conoscenze anche tecnologiche disponibili) e dei costi di attuazione.
Il titolare può tener conto anche delle indicazioni, ove esistenti, del Comitato europeo per la protezione dei dati
personali. 7
3
Accountability e approccio basato sul rischio:
consultazione preventiva
GDPR: art. 36 e considerando da 94 a 96
Consultazione preventiva: laddove gli esiti della DPIA conducano all’individuazione di un rischio
elevato in assenza di misure idonee ad attenuare le conseguenze pregiudizievoli (permanenza di un rischio residuo
elevato per le persone fisiche), il titolare del trattamento consulta l’Autorità di controllo prima di procedere al
trattamento.
La consultazione dell’Autorità di controllo è necessaria anche qualora il diritto di uno Stato
membro preveda l’obbligo di consultare e/o ottenere la previa autorizzazione dell’Autorità stessa
in rapporto a trattamenti svolti dal titolare per l’esecuzione di compiti nell’interesse pubblico, tra
cui: trattamenti connessi alla protezione sociale; trattamenti connessi alla sanità pubblica.
Se l’Autorità di controllo ritiene che il trattamento violi il GDPR, non avendo il titolare del trattamento attenuato
sufficientemente il rischio, fornisce al titolare un parere scritto entro un termine di 8 settimane dal ricevimento
della richiesta di consultazione (prorogabile di 6 settimane se trattamento di elevata complessità) e può avvalersi
dei poteri di cui all’articolo 58 GDPR.
La decorrenza dei termini per esprimere il parere può essere sospesa fintantoché l’Autorità non abbia ottenuto 7 le
informazioni necessarie ai fini della consultazione.
4
Accountability e approccio basato sul rischio:
consultazione preventiva
GDPR: art. 36 e considerando da 94 a 96
Al momento della consultazione il titolare del trattamento deve comunicare all’Autorità di controllo
per lo meno alcune informazioni affinché l’Autorità possa svolgere le proprie valutazioni:
a) ove applicabile, le rispettive responsabilità del titolare del trattamento, dei contitolari del
trattamento e dei responsabili del trattamento, in particolare relativamente al trattamento
nell'ambito di un gruppo imprenditoriale
b) le finalità e i mezzi del trattamento previsto
c) le misure e le garanzie previste per proteggere i diritti e le libertà degli interessati a norma del
GDPR
d) ove applicabile, i dati di contatto del Data protection officer
e) la DPIA di cui all’articolo 35
f) ogni altra informazione richiesta dall’Autorità di controllo 7
5
Accountability e approccio basato sul rischio:
consultazione preventiva
GDPR: art. 36 e considerando da 94 a 96
L’Autorità di controllo nel fornire consulenza al titolare può richiedere tutte le necessarie ed ulteriori
informazioni, tenendo conto del contenuto della richiesta del titolare e indicare le misure ulteriori
eventualmente da implementare a cura del titolare e può, ove necessario, adottare tutte le misure
correttive ai sensi dell’art. 58 GDPR.
L’Autorità di controllo può esercitare:
• poteri investigativi
• poteri consultivi
• poteri correttivi
In particolare può rivolgere ammonimenti ove il trattamento abbia violato le disposizioni del GDPR.
Può imporre una limitazione provvisoria o definitiva del trattamento, incluso, come extrema ratio vietare
il trattamento stesso. 7
6
Accountability e approccio basato sul rischio:
consultazione preventiva
Il mancato o il non corretto svolgimento di una DPIA o la mancata consultazione
Violazione preventiva della Autorità di controllo possono comportare l’irrogazione di una sanzione
degli artt. 35 e amministrativa pecuniaria fino ad un massimo di 10 milioni di euro ovvero, se si tratta
36 GDPR di una impresa, fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio finanziario
precedente, se superiore (ex art. 83, par. 4).
78
Accountability e approccio basato sul rischio:
DPO
GDPR: art. 37 e considerando 97
Faq sul Responsabile della Protezione dei dati (RPD) in ambito pubblico
[Link]
• Un gruppo imprenditoriale può nominare un unico responsabile della protezione dei dati, a condizione che un
responsabile della protezione dei dati sia facilmente raggiungibile da ciascuno stabilimento.
• Qualora il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento sia un’autorità pubblica o un organismo
pubblico, un unico responsabile della protezione dei dati può essere designato per più autorità pubbliche o
organismi pubblici, tenuto conto della loro struttura organizzativa e dimensione.
Il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della
conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati, e della capacità di assolvere i
compiti di cui all’articolo 39.
Il responsabile della protezione dei dati può essere un dipendente del titolare del trattamento o del
responsabile del trattamento oppure assolvere i suoi compiti in base a un contratto di servizi.
Il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento pubblica i dati di contatto del responsabile della protezione
dei dati e li comunica all’Autorità di controllo.
79
Accountability e approccio basato sul rischio:
DPO
GDPR: art. 38 e considerando 97
Faq sul Responsabile della Protezione dei dati (RPD) in ambito pubblico
[Link]
• Gli interessati possono contattare il responsabile della protezione dei dati per tutte le
questioni relative al trattamento dei loro dati personali e all'esercizio dei loro diritti derivanti dal
presente regolamento.
• Il responsabile della protezione dei dati è tenuto al segreto o alla riservatezza in merito
all'adempimento dei propri compiti, in conformità del diritto dell’Unione o degli Stati membri.
• Il responsabile della protezione dei dati può svolgere altri compiti e funzioni. Il titolare
del trattamento o il responsabile del trattamento si assicura che tali compiti e funzioni non diano
adito a un conflitto di interessi.
8
1
Accountability e approccio basato sul rischio:
DPO
GDPR: art. 39 e considerando 97
Il responsabile della protezione dei dati è incaricato almeno dei seguenti COMPITI:
a) informare e fornire consulenza al titolare o al responsabile del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il
trattamento in merito agli obblighi derivanti dal presente regolamento nonché da altre disposizioni dell'Unione o degli
Stati membri relative alla protezione dei dati;
b) sorvegliare l'osservanza del regolamento, di altre disposizioni dell'Unione o degli Stati membri relative alla
protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di
protezione dei dati personali, compresi l'attribuzione delle responsabilità , la sensibilizzazione e la formazione del
personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo;
c) fornire, se richiesto, un parere in merito alla valutazione d'impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo
svolgimento (art. 35);
e) fungere da punto di contatto per l’Autorità di controllo per questioni connesse al trattamento, tra cui la
consultazione preventiva (v. art. 36), ed effettuare, se del caso, consultazioni relativamente a qualunque altra questione.
8
2
Accountability e approccio basato sul rischio:
codici di condotta e certificazioni
Il principio di accountability introdotto dal GDPR impone al titolare/responsabile due tipologie di invertenti:
l’adozione di misure tecniche e organizzative che minimizzino i rischi legati al trattamento dei dati; la
dimostrazione di aver fatto il possibile per evitare di incorrere in una violazione della normativa.
Al fine di perseguire gli interventi sopra richiamati, il GDPR prevede taluni strumenti di cui il
titolare/responsabile può avvalersi facoltativamente:
• Codici di condotta, strumento già presente all’interno della precedente normativa. Danno
l’opportunità di adattare l’attuazione del GDPR alle peculiarità che interessano settori specifici, declinando
meglio quanto previsto dalla disciplina ed individuano best practices. I codici si configurano come
strumenti di co-regolazione.
• Certificazioni, strumento inedito rispetto al passato, che si configura in un’attestazione che dimostri il
rispetto di specifici criteri in linea con la normativa. Rilevante è l’impatto che potrà assumere tale
strumento per le aziende, configurandosi come elemento in grado di ingenerare fiducia nei consumatori
8
La formulazione di codici di condotta e certificazioni è incoraggiata dagli Stati membri, dalle Autorità di controllo, dall’EDPB
e dalla Commissione europea. 3
Accountability e approccio basato sul rischio:
codici di condotta
GDPR: artt. 40 e 41 e considerando 98, 99, 167, 168
EDPB “Linee guida 1/2019 in materia di Codici di Condotta" - Adottate il 12 febbraio 2019, in corso di consultazione pubblica
La certificazione è uno strumento per dimostrare il rispetto della normativa. Tuttavia, avere una
certificazione di per sé non garantisce la conformità al GDPR.
Per tale ragione, rimane inalterata la responsabilità del titolare/responsabile rispetto al trattamento
effettuato e, allo stesso tempo, rimangono impregiudicati i poteri e i compiti delle Autorità di controllo.
La certificazione viene rilasciata sulla base di specifici criteri stabiliti dalle Autorità di controllo e/o dal
Comitato europeo per la protezione dei dati (c.d. EDPB). In quest’ultimo caso si parla di “certificazione
comune” che stabilisce standard condivisi per tutti gli Stati membri.
La certificazione ha una durata di 3 anni e al suo scadere può essere rinnovata laddove sussistano i
requisiti richiesti. Qualora vengano meno i presupposti della certificazione, quest’ultima potrà essere
revocata.
Condizioni affinchè l’Organismo possa ricevere l’accreditamento (di durata massima 5 anni):
• Qualità preesistenti: siano competenti in materia, siano indipendenti, e non sussistano conflitti di
interessi.
• Qualità strutturali: abbiano adottato procedure idonee a gestire l’intero processo di certificazione.
• Qualità operative: rispettino specifici criteri stabiliti dalle Autorità di controllo o dal Comitato
europeo per la protezione dei dati (c.d. EDPB).
In caso di mancato rispetto delle predette condizioni, all’Organismo di certificazione può essere revocato l’accreditamento.
9
0
Trasferimenti di dati all’estero
GDPR: artt. 44 – 46 e considerando 101 – 102 e 103, 107 - 109, 114, 167-169
Principio generale per il trasferimento (art. 44) è che qualunque trasferimento di dati personali verso un paese terzo o
un'organizzazione internazionale ha luogo soltanto se il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento
rispettano le condizioni previste dal Regolamento:
Trasferimento sulla base di una decisione di adeguatezza: le decisioni di adeguatezza sinora adottate dalla
Commissione (livello di protezione dati in Paesi terzi, a partire dal Privacy Shield, e clausole contrattuali tipo per
titolari e responsabili) e gli accordi internazionali in materia di trasferimento dati stipulati prima del 24 maggio
2016 dagli Stati membri restano in vigore fino a loro eventuale revisione o modifica (si vedano art. 45, paragrafo 9,
Art. e art. 96). Restano valide, conseguentemente, le autorizzazioni nazionali sinora emesse dal Garante
45 successivamente a tali decisioni di adeguatezza della Commissione (si veda
[Link]
intenazionale/trasferimento-dei-dati-verso-paesi-terzi#1 ). Restano valide, inoltre, le autorizzazioni nazionali che il
Garante ha rilasciato in questi anni per specifici casi (si veda art. 46, paragrafo 5), sino a loro eventuale modifica.
9
2
Trasferimenti di dati all’estero
GDPR: art. 46 e considerando 103, 107 - 109, 114, 167-169
Trasferimento soggetto a garanzie adeguate: In mancanza di una decisione ai sensi dell’articolo 45, paragrafo 3, il
titolare del trattamento o il responsabile del trattamento può trasferire dati personali verso un paese terzo o
un'organizzazione internazionale solo se ha fornito garanzie adeguate e a condizione che gli interessati
dispongano di diritti azionabili e mezzi di ricorso effettivi.
Sono considerate garanzie adeguate, senza necessitare di autorizzazioni specifiche da parte di un’Autorità di controllo:
a) uno strumento giuridicamente vincolante e avente efficacia esecutiva tra autorità pubbliche o organismi pubblici;
b) le norme vincolanti d'impresa (v. art. 47);
c) le clausole tipo di protezione dei dati adottate dalla Commissione secondo la procedura d'esame (v. art. 93, par. 2);
d) le clausole tipo di protezione dei dati adottate da un'autorità di controllo e approvate dalla Commissione (v. art. 93);
e) un codice di condotta (v. art. 40), con l’impegno vincolante ed esecutivo da parte del titolare o del responsabile del
Art. 46 trattamento nel paese terzo ad applicare le garanzie adeguate;
f) un meccanismo di certificazione (v. art. 42), con l’impegno vincolante ed esigibile da parte del titolare o del
responsabile del trattamento nel paese terzo ad applicare le garanzie adeguate;
Inoltre, fatta salva l’autorizzazione dell’Autorità di controllo competente, possono costituire particolare garanzie
adeguate :
9
g) le clausole contrattuali tra il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento e il titolare del trattamento, il
responsabile del trattamento o il destinatario dei dati personali nel paese terzo o nell’organizzazione internazionale; o
h) le disposizioni da inserire in accordi amministrativi
Questo progetto
3
tra autorità̀ pubbliche o organismi pubblici che
è co-finanziato dal
programma Rights, Equality and Citizenship
comprendono diritti effettivi e azionabili per gli
dell’Unione interessati.
europea
Trasferimenti di dati all’estero
GDPR: art. 49 e considerando 111- 114
EDPB "Guidelines 2/2018 on derogations of Article 49 under Regulation 2016/679" - Adottate il 25 maggio 2018
Deroghe in specifiche situazioni: In mancanza di una decisione di adeguatezza ai sensi (art. 45) o di garanzie
adeguate ai sensi (art. 46), comprese le norme vincolanti d’impresa, è ammesso il trasferimento verso un paese terzo o
un’organizzazione internazionale soltanto se si verifica una delle seguenti condizioni:
a) L’interessato abbia esplicitamente acconsentito al trasferimento proposto, dopo essere stato informato dei possibili
rischi di siffatti trasferimenti per l’interessato, dovuti alla mancanza di una decisione di adeguatezza e di garanzie
adeguate;
b) il trasferimento sia necessario all’esecuzione di un contratto ovvero all’esecuzione di misure precontrattuali adottate
su istanza dell’interessato;
Art. 49 c) il trasferimento sia necessario per la conclusione o l’esecuzione di un contratto a favore dell’interessato;
d) il trasferimento sia necessario per importanti motivi di interesse pubblico;
e) il trasferimento sia necessario per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria;
f) il trasferimento sia necessario per tutelare gli interessi vitali dell’interessato o di altre persone, qualora l’interessato si
trovi nell’incapacità fisica o giuridica di prestare il proprio consenso;
g) il trasferimento sia effettuato a partire da un registro che mira a fornire informazioni al pubblico e può esser 9
consultato tanto dal pubblico in generale quanto da chiunque sia in grado di dimostrare un legittimo interesse, solo
a condizione che sussistano i requisitiQuesto
per progetto è co-finanziato dal
la consultazione
programma Rights, Equality and previsti
4
Citizenship dal diritto dell’Unione o degli Stati membri.
dell’Unione europea
Trasferimenti di dati all’estero
GDPR: art. 49 e considerando 111- 114
EDPB "Guidelines 2/2018 on derogations of Article 49 under Regulation 2016/679" - Adottate il 25 maggio 2018
Se nessuna delle deroghe in specifiche situazioni è applicabile: il trasferimento verso un Paese terzo o
un’organizzazione internazionale è ammesso soltanto se non è ripetitivo, riguarda un numero limitato di interessati, è
necessario per il perseguimento degli interessi legittimi cogenti del titolare del trattamento, su cui non prevalgano gli
interessi o i diritti e le libertà dell'interessato, e qualora il titolare del trattamento abbia fornito garanzie adeguate
relativamente alla protezione dei dati personali.
Il titolare del trattamento informa del trasferimento l’Autorità di controllo. In aggiunta alla fornitura di informazioni di
cui agli articoli 13 e 14, il titolare del trattamento informa l'interessato del trasferimento e degli interessi legittimi cogenti
perseguiti.
Art. 49
Il primo comma, lettere a), b) e c), e il secondo comma del paragrafo 1 non si applicano alle attività svolte
dalle autorità pubbliche nell’esercizio dei pubblici poteri. L’interesse pubblico di cui al paragrafo 1, primo comma,
lettera d), è riconosciuto dal diritto dell’Unione o dal diritto dello Stato membro cui è soggetto il titolare del
trattamento.
9
In mancanza di una decisione di adeguatezza, il diritto dell’Unione o degli Stati membri può, per importanti motivi di
interesse pubblico, fissare espressamente limiti al trasferimento di categorie specifiche di dati verso un paese terzo o
un'organizzazione internazionale. Questo progetto è co-finanziato dal
programma Rights, Equality and Citizenship
5
dell’Unione europea
Trasferimenti di dati all’estero
GDPR: art. 50 e considerando 116
Il Regolamento UE 2016/679, come l’abrogata Direttiva 95/46/CE, prevede che ogni Stato membro
dell’Unione europea sia tenuto ad istituire una propria Autorità di controllo.
L’Autorità di controllo deve rispettare il carattere di indipendenza, affinché sia in grado di svolgere i propri
compiti senza alcun condizionamento esterno.
L’indipendenza, la neutralità e l’imparzialità dell’Autorità di controllo è assicurata attraverso la dotazione di
risorse umane, tecniche e finanziarie che consentano di svolgere effettivamente la propria funzione.
Allo stesso modo, il controllo finanziario sull’Autorità deve essere svolto in maniera tale da non comprometterne
l’indipendenza.
Inoltre, è stabilito che i componenti dell’Autorità debbano essere nominati attraverso una procedura trasparente,
in ragione delle competenze possedute del singolo soggetto.
Ogni Autorità di controllo ha competenza rispetto ai trattamenti effettuati sul territorio del rispettivo Stato
9
membro, nonché rispetto ai trattamenti che, nonostante siano effettuati al di fuori dello Stato, interessino
soggetti residenti all’interno del suo territorio.
7
Autorità di controllo : caratteristiche, compiti e
poteri
Le Autorità sono istituite al fine di vigilare sull’applicazione delle
disposizioni del Regolamento UE 2016/679 e di tutelare i diritti e le libertà
Compiti fondamentali degli interessati.
Promuovono la consapevolezza dei titolati/responsabili rispetto ai loro obblighi, svolgono
indagini sull’applicazione del Regolamento, cooperano tra loro.
Il Garante per la protezione dei dati personali è l’Autorità di controllo italiana, istituita nel
1996, in ottemperanza alla precedente Direttiva 95/46/CE.
Il Garante rientra nel novero delle Autorità amministrative indipendenti previste dall’ordinamento italiano e si
qualifica come organo collegiale composto da 4 membri, all’interno dei quali viene scelto il Presidente.
I membri sono eletti, rispettivamente, 2 dal Senato della Repubblica e 2 dalla Camera dei Deputati.
L’incarico ha una durata di 7 anni e non può essere rinnovato.
I componenti del Garante vengono scelti tra personaggi di comprovata professionalità, esperienza e
competenza in materia di diritto alla protezione dei dati personali.
Sia la durata dell’incarico, diversa da quella degli organi politici, sia i requisiti di professionalità richiesti per la
nomina, concorrono a rafforzare il carattere di indipendenza del Garante.
6
Autorità capofila e meccanismo dello sportello
unico (c.d. one stop shop)
GDPR: artt. 56 e 60 e considerando 123 – 128 e 130,131
WP29 “Linee-guida per l´individuazione dell´autorità di controllo capofila in rapporto a uno specifico titolare o responsabile del
trattamento (WP244)” - Adottate il 13 dicembre 2016, emendate in data 5 aprile 2017"
Qualora il trattamento dei dati interessi una pluralità di Stati membri, ci si avvale dell’Autorità capofila che ha il
compito di coordinare la cooperazione tra le Autorità di controllo degli Stati interessati dal trattamento.
• Se trattamento effettuato da titolare/responsabile con stabilimenti in più di uno Stato l’Autorità capofila è
quella dello Stato ove è situato lo stabilimento principale;
• Se il trattamento incide su interessati in più Stati, nonostante sia effettuato nello stabilimento unico del
titolare/responsabile l’Autorità capofila è quella dello Stato dove è situato lo stabilimento unico.
trattamento che interessi più Stati, le Autorità di controllo coinvolte si scambiano informazioni utili
sul caso. L’Autorità capofila comunica poi alle altre Autorità il proprio progetto di decisione, che
diventa vincolante per tutti gli Stati interessati laddove non siano presentate obiezioni. 1
Se una delle Autorità solleva un’obiezione, l’Autorità capofila valuta se accoglierla, modificando0la
decisione, oppure se non accoglierla, attivando il meccanismo di coerenza.
0
Il meccanismo di coerenza
GDPR: artt. 63 – 67 e considerando 135 – 138 e 143,167,168
Il meccanismo di coerenza ha l’obiettivo di garantire nell’Unione europea una disciplina uniforme in materia
di protezione dei dati personali ed un’applicazione coerente dalla normativa.
A tale scopo sono messi a disposizione tre distinti “strumenti”:
Art. Potere del Comitato europeo (c.d. EDPB) di adottare pareri che individuino soluzioni unitarie per
64 questioni specifiche. In alcune ipotesi il parere è obbligatorio, in altre è oggetto di una precisa richiesta.
Potere dell’EDPB di dirimere controversie sorte tra/con le Autorità di controllo nazionali attraverso
l’adozione di decisioni vincolanti. Le controversie possono sorgere nell’ambito del meccanismo dello
Art.
sportello unico; nel caso di incerta determinazione dello stabilimento principale di un
65
titolare/responsabile; nell’ipotesi di mancata richiesta all’EDPB di un parere obbligatorio o di mancata
conformazione allo stesso.
1
Art. Ne caso di rischio grave ed immediato per i diritti degli individui, ciascuna Autorità di controllo può
66 adottare misure provvisorie attraverso una procedura d’urgenza. 0
1
Comitato europeo per la protezione dei dati - EDPB
GDPR: artt. 68 – 76 e considerando 139 – 140
Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679, il WP29 è stato sostituito dall’EDPB,
un organismo dotato di compiti e di poteri più ampi rispetto al precedente gruppo di lavoro.
Adesso L’istituzione di un apposito organismo è stato reso necessario dalla rilevanza che ha assunto1il
diritto alla protezione dei dati personali nel panorama europeo. 0
2
Comitato europeo per la protezione dei dati –
EDPB
L’EDPB ha come principale obiettivo quello di garantire l’applicazione coerente del
Regolamento UE 2016/679 all’interno dell’Unione e di coordinare l’attività delle
Autorità nazionali di controllo.
Il Garante privacy italiano decide sul reclamo entro 9 mesi dalla Avverso la decisione, entro 30
presentazione (12 mesi in caso di particolari esigenze istruttorie). giorni è ammesso il ricorso
Entro 3 mesi dalla presentazione informa l’interessato sullo stato del davanti all’autorità giudiziaria.
procedimento.
5
due forme di tutela, l’altra non potrà essere avviata.
Forme di tutela: Rappresentanza degli interessati
GDPR: art. 80 e considerando 142
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): art. 142
In maniera innovativa rispetto alla precedente normativa, il Regolamento UE 2016/679 introduce la possibilità
per gli interessati di essere rappresentati e tutelati da appositi organismi, organizzazioni o
associazioni senza scopo di lucro ed attivi nel settore della protezione dei dati personali.
I suddetti organismi, organizzazioni e associazioni possono esercitare le forme di tutela ex artt. 77, 78 e 79 su
mandato dell’interessato.
Chiunque subisce un danno in violazione del Regolamento UE 2016/679 può agire in via
giurisdizionale ex art. 79 per chiedere risarcimento al titolare o al responsabile del
trattamento.
Se non ha rispettato:
Può essere: Non solo l’interessato Se il trattamento è • gli specifici obblighi posti
• materiale (patrimoniale); stato eseguito in in capo al responsabile dal
• immateriale (non patrimoniale). violazione del Regolamento;
Regolamento. • le istruzioni impartite dal
Se più soggetti (titolari/responsabili) sono coinvolti in uno stesso titolare.
trattamento che cagiona un danno, si configura una responsabilità
in solido. Il danneggiato potrà chiedere il risarcimento per intero
nei confronti di qualsiasi soggetto coinvolto.
Quest’ultimo, poi, potrà rivalersi sugli altri soggetti per la parte del
1
risarcimento corrispondente alla loro responsabilità.
non gli è in alcun modo imputabile.
0
NO responsabilità, se provano che l’evento dannoso
7
Sanzioni
GDPR: artt. 83, 84 e considerando 148 – 152
WP29 “Linee guida riguardanti l’applicazione e la previsione delle sanzioni amministrative pecuniarie ai fini del regolamento (UE) n.
2016/679” - Adottate il 13 dicembre 2016, emendate in data 5 aprile 2017"
• Principio di proporzionalità: sanzioni effettive, proporzionate e
Criteri che
Sanzioni l’Autorità di
dissuasive a seconda del caso concreto.
controllo segue • Circostanze del caso concreto: natura, gravità e durata della
per definire violazione; numero di interessati coinvolti; tipologia di dati personali; tipo
di finalità del trattamento; entità del danno cagionato; misure adottate per
l’entità della
attenuare il danno; precedenti violazioni; dolo o colpa della violazione;
Amministrativ sanzione etc.
e pecuniarie • Se nell’ambito dello stesso trattamento vengono effettuate più violazioni,
(Art. 83) l’ammontare della sanzione pecuniaria totale sarà pari all’importo
Limiti connesso alla violazione più grave.
massimi delle • Violazioni che portano sanzioni fino a 10 milioni € o, per le imprese,
Altre sanzioni
sanzioni fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio
precedente, se superiore.
1
(Art. 84) 0
• Violazioni che portano sanzioni fino a 20 milioni € o, per le imprese,
fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio
Questo progetto è co-finanziato dal
precedente,
programma se and
Rights, Equality superiore.
Citizenship
8
dell’Unione europea
Sanzioni
GDPR: artt. 83, 84 e considerando 148 – 152
Le sanzioni amministrative pecuniarie possono essere inflitte congiuntamente o in sostituzione
Sanzioni delle misure correttive indicate dall’Autorità di controllo (ex art. 58).
Altre sanzioni
mondiale totale annuo - 1 IX del
Obblighi introdotti dagli Stati ai sensi del capo
dell’esercizio precedente, se Regolamento;
(Art. 84) violazione di: 0
- Inosservanza di ordini dell’Autorità di controllo.
9
Sanzioni
GDPR: artt. 83, 84 e considerando 148 – 152
Sanzioni
Altre sanzioni amministrative pecuniarie
per violazioni non previste dall’art. 83. Libera scelta
degli Stati
se introdurre
Amministrative Altre sanzioni penali.
altre sanzioni
pecuniarie
(Art. 83)
- Nel caso di altre sanzioni amministrative pecuniarie, gli Stati dovranno
comunque rispettare il principio di proporzionalità ex art. 83 per la
determinazione dell’importo della sanzione.
- Nel caso di altre sanzioni di natura penale, gli Stati dovranno rispettare il
principio del ne bis in idem fissato dalla Corte di Giustizia.
Altre sanzioni
(Art. 84)
1
Gli Stati hanno comunicato alla Commissione europea le altre sanzioni introdotte
1
nell’ordinamento nazionale prima del 25 maggio 2018 e, successivamente, dovranno
comunicarle tutte le eventuali modifiche e/o integrazioni.
0
Sanzioni penali in Italia [1]
GDPR: art. 84 e considerando 149 e 152
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): artt. 167 – 171
Altre sanzioni Trattamento illecito dei dati personali (art. 167): per chi, al fine di trarre profitto per sé o
(Art. 84 GDPR) per altri oppure per arrecare un danno all’interessato, arreca nocumento a quest’ultimo
- trattando dati relativi al traffico o all’ubicazione in violazione delle disposizione che ne regolano il
trattamento. Reclusione da 6 mesi a 1 anno e mezzo;
- trattando dati di categorie particolari o dati giudiziari in violazione delle disposizioni che ne
regolano il trattamento. Reclusione da 1 a 3 anni;
Italia - trasferendo dati extra UE in violazione del GDPR. Reclusione da 1 a 3 anni.
Esercitando la libertà Comunicazione e diffusione illecita (art. 167 bis): per chi comunica o diffonde un
riconosciuta dal archivio automatizzato di dati oggetto di trattamento su larga scala, al fine di trarne profitto per sé o
Regolamento, ha deciso per altri oppure per arrecare un danno.
di prevedere all’interno
della normativa
1
La comunicazione o diffusione è effettuata senza il consenso dell’interessato oppure in violazione
delle disposizioni riguardanti: il trattamento per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico; il
nazionale degli 1
trattamento di particolari categorie di dati per motivi di interesse pubblico rilevante; il trattamento di
illeciti penali. dati relative a condanne penali e reati.
Questo progetto è co-finanziato dal
Reclusione da 1 a 6 anni.
programma Rights, Equality and Citizenship
1
Sanzioni penali in Italia [2]
GDPR: art. 84 e considerando 149 e 152
[Link]. 196/2003 (c.d. Codice privacy): artt. 167 – 171
Altre sanzioni Acquisizione fraudolenta di dati personali (art. 167 ter): per chi si appropria
(Art. 84 GDPR) fraudolentemente di un archivio automatizzato di dati oggetto di trattamento su larga scala, al fine di
trarne profitto per sé o di arrecare un danno. Reclusione da 1 a 4 anni.
False dichiarazioni al Garante (art. 168): reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Interruzione dell’esecuzione dei compiti o dell’esercizio dei poteri del
Italia Garante (art. 168): per chi interrompe intenzionalmente. Reclusione fino a 1 anno.
Esercitando la libertà Inosservanza di provvedimenti del Garante (art. 170): per chi viola i provvedimenti di
riconosciuta dal limitazione o di divieto del trattamento; i provvedimenti relativi al trattamento di dati genetici,
Regolamento, ha deciso biometrici e relativi alla salute; i provvedimenti che individuano le disposizioni delle precedenti
di prevedere all’interno
della normativa
autorizzazioni generali che risultano compatibili al GDPR. Reclusione da 3 mesi a 2 anni. 1
nazionale degli Violazione disposizioni in materia di controlli a distanza e indagini 1 sulle
illeciti penali. opinioni dei lavoratori (art. 171): violazioni degli artt. 4 e 8 dello Statuto dei lavoratori.
Questo progetto è co-finanziato dal
Le sanzioni sono stabilite all’interno dello Statuto dei lavoratori.
programma Rights, Equality and Citizenship
2
Privacy e diritto del lavoro
Protezione dei
Salvaguardia della
diritti e delle libertà
dignità umana
individuali
PAROLE
CHIAVE
Sistemi di
monitoraggio sul
posto di lavoro Trasparenza del
trattamento
Contrattazione
collettiva
113
Regolamento UE e diritto del lavoro
Sistemi di
monitoraggio sul
posto di lavoro
TECNOLOGIE E STRUMENTI DI
COMUNICAZIONE ELETTRONICA
Internet
Posta elettronica
Videosorveglianza
Geolocalizzazione
Social
Art. 4 l.n. 300/1970 come modificato dall’art. 23 [Link]. n. 151 del 2015
114
Art. 4 l. 300/70 (Art. 23 [Link]. 151/2015
Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo
1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di
controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente
per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del
patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla
rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In
alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della
stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle
associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In
mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti di cui al primo periodo possono
essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato nazionale
del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli
ambiti di competenza di più sedi territoriali, della sede centrale dell’Ispettorato
nazionale del lavoro. I provvedimenti di cui al terzo periodo sono definitivi.(*)
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal
lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli
accessi e delle presenze.
_______________
(*) Comma modificato dall’art. 5, comma 2 [Link].. 24 settembre 2016, n. 185
Legislazione nazionale
JOBS ACT
[Link]. N. 151 del 2015
24 settembre 2015
PRIMA DOPO
116
Legislazione nazionale
SI NO
117
Utilizzo delle informazioni raccolte a tutti i
fini connessi al rapporto di lavoro
Campo di applicazione: 1° e 2° comma
Condizioni
Trasparenza del
trattamento
118
Adeguata informazione
119
Strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere
la prestazione lavorativa
Strumenti utilizzati non solo concessi o affidati, ma effettivamente
impiegati per svolgere la prestazione lavorativa
120
Strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere
la prestazione lavorativa
121
Strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere
la prestazione lavorativa
122
Strumenti di registrazione degli accessi e
delle presenze
Art. 4, comma 2, l.n. 300 del 1970
“La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal
lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione
degli accessi e delle presenze”
Badge apri-porta
Accessi logici
Strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere
la prestazione lavorativa
BADGE
“7. Nel rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali, con
riferimento agli obblighi di cui all'articolo 32 del Regolamento, e' ammesso
l'utilizzo dei dati biometrici con riguardo alle procedure di accesso fisico e logico ai
dati da parte dei soggetti autorizzati, nel rispetto delle misure di garanzia di cui al
presente articolo.”
Posta elettronica ed internet
Provvedimento del Garante n. 303 del 13 luglio 2016
ESEMPI
Sistemi di login per il corretto esercizio per il servizio di posta elettronica con
conservazione al massimo di 7 giorni dei soli dati esteriori
Sistemi di filtraggio anti-virus che rilevano anomalie di sicurezza nelle
postazioni di lavoro o sui server per l’erogazione dei servizi di rete
Sistemi di inibizione automatica della consultazione di contenuti in rete
inconferenti rispetto alle competenze istituzionali, senza registrazione dei
tentativi di accesso
126
Tecnologia e rapporto di lavoro
Parere 2/2017
Individuazione linee guida per evitare che il legittimo interesse del datore di
lavoro al miglioramento dell’efficienza e alla protezione dei beni aziendali si
trasformi in un monitoraggio ingiustificabile e intrusivo
segue ….
127
Tecnologia e rapporto di lavoro
Parere 2/2017
Scenari
segue ….
128
Tecnologia e rapporto di lavoro
Trattamento derivante dal monitoraggio delle comunicazioni
elettroniche sul posto di lavoro:
validità linee guida internet e posta elettronica 2007
valutazione della proporzionalità delle misure e possibilità di ridurre il
monitoraggio
utilizzo dispositivi
dispositivi
personali sul posto
mobili
di lavoro (BYOD)
lavoro a dispositivi
domicilio e indossabili
a distanza
segue ….
129
Tecnologia e rapporto di lavoro
trattamento relativo agli orari e alle presenze
trattamento derivante da sistemi di monitoraggio video
trattamento relativo a veicoli utilizzati dai dipendenti
registratori dati
relativi ad eventi
130
E-mail aziendale
Utilizzo privato
131
E-mail aziendale
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo 12 gennaio 2016
Il controllo effettuato dal datore di lavoro sull’utilizzo della casella e-mail
aziendale da parte del lavoratore non viola l’art. 8 della Convenzione Europea
dei diritti dell’Uomo, ogniqualvolta sia trovato un ragionevole equilibrio tra il
diritto del datore alla verifica dell’esatto adempimento dell’obbligazione
lavorativa e quello del lavoratore al rispetto della riservatezza delle
comunicazioni personali
132
Posta elettronica ed internet
Il datore di lavoro può effettuare controlli mirati per verificare il corretto uso,
da parte dei dipendenti, degli strumenti di lavoro come i personal computer
aziendali, ma tale prerogativa va esercitata nel rispetto della libertà e dignità
dei lavoratori, nonché dei principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza,
potendo determinare il trattamento di informazioni di carattere sensibile (Cass.
N. 22313 del 2016).
Sono illegittime la conservazione e la categorizzazione dei dati personali dei
dipendenti relativi alla navigazione in Internet, l’utilizzo della posta elettronica
e alle utenze telefoniche, acquisiti dal datore di lavoro attraverso impianti e
sistemi di controllo che abbiano carattere invasivo e massivo (Cass. N. 18302
del 2016).
Non costituisce violazione della normativa in materia di riservatezza il
comportamento del datore di lavoro che si sia limitato a rilevare data, ora,
durata e volume di traffico dei vari accessi indebiti del lavoratore alla rete
internet (Cass. 14862 del 2017).
Videosorveglianza
PRESUPPOSTI
rispetto delle norme sul controllo a
liceità distanza
segue ….
Videosorveglianza
Rapporto di lavoro
Vietate riprese per verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per
il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della
prestazione
Rispetto della dignità e libertà del lavoratore ai sensi dell’art. 4 della legge
300 del 1970
Installazione legittima per le finalità indicate nel rispetto della privacy dei lavoratori
Il sistema può consentire il controllo a distanza dei lavoratori e necessita di previo
accordo sindacale o, in mancanza, di autorizzazione amministrativa
segue ….
Geolocalizzazione
Ad esempio:
regolare tenuta del libro unico del lavoro conservazione per 5 anni
contestazione violazioni amministrative conservazione max 90 gg. (ovvero il tempo
previsto per la notificazione del verbale di contestazione)
cancellazione o anonimizzazione automatica dei dati al termine del periodo di
conservazione
trattamento dei dati sui percorsi in forma aggregata o anonima per finalità statistiche o
di programmazione del lavoro
adozione di misure di sicurezza e accesso ai dati dei soli incaricati
adeguata informazione ai dipendenti
Smartphone e rilevazione delle presenze
Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam - 4 luglio 2013
Il Garante ha adottato nel 2013 un provvedimento specifico sul marketing prevedendo:
Il GDPR (Considerando 47) ha aperto alla possibilità per i Titolari di effettuare trattamenti a finalità
di marketing senza consenso espresso quando «tenuto conto delle ragionevoli aspettative nutrite
dall’interessato in base alla sua relazione con il titolare del trattamento…» l’interessato «…possa
ragionevolmente attendersi che abbia luogo un trattamento a tal fine».
Legittimo
Consenso interesse
Marketing: il cd. soft spam
Il GDPR non è invece intervenuto sull’eccezione del cd. soft-spam di cui all’art. 130, comma 4,
Codice Privacy, che è rimasta pertanto immutata:
«[Se] il titolare del trattamento utilizza, a fini di vendita diretta di propri prodotti o servizi, le coordinate di posta
elettronica fornite dall'interessato nel contesto della vendita di un prodotto o di un servizio, può non
richiedere il consenso dell'interessato, sempre che
[1] si tratti di servizi analoghi a quelli oggetto della vendita e
[2] l'interessato, adeguatamente informato, non rifiuti tale uso, inizialmente o in occasione di successive
comunicazioni.
[3] L'interessato, al momento della raccolta e in occasione dell'invio di ogni comunicazione effettuata per le finalità
di cui al presente comma, è informato della possibilità di opporsi in ogni momento al trattamento, in maniera
agevole e gratuitamente.
È vietato in ogni caso l'invio di comunicazioni […], a scopo promozionale, effettuato camuffando o celando
l'identità del mittente […] o senza fornire un idoneo recapito presso il quale l'interessato possa esercitare i diritti di
cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento […].»
Marketing: norme speciali per il telemarketing
Legge 11 gennaio 2018 n. 5 – Nuove disposizioni sul telemarketing (in corso di implementazione…)
annullamento dei consensi: una volta iscritti al Registro, tutti i consensi resi in passato si intendono
revocati, fatta eccezione per quelli precedentemente rilasciati nell’ambito di “nell’ambito di specifici rapporti
contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi”
introduzione di prefisso unico per le telefonate di direct marketing e con un altro prefisso unico
per le ricerche di mercato;
Verifica di avvenuta/non avvenuta iscrizione al Registro dei numeri che si intendono utilizzare per le
finalità di marketing almeno una volta al mese
Responsabilità solidale tra Titolare del trattamento (committente) e call center per le violazioni
Profilazione per finalità di marketing
Definizione:
«qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per
valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti
riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi,
l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica»
Se non c’è valutazione, non c’è profilazione. Un esempio dalle Linee guida sul processo decisionale
automatizzato relativo alle persone fisiche e sulla profilazione ai fini del regolamento 2016/679 del Working
Party Article 29
Ciò detto, è possibile individuare tale base giuridica nel legittimo interesse del
Titolare, piuttosto che nel consenso dell’interessato? Due tesi a confronto
Profilazione per finalità di marketing (Garante)
Garante Privacy
Provv. 4 luglio 2013, «Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam»
Provv. 24 febbraio 2005, «Fidelity card e garanzie per i consumatori. Le regole del Garante per i programmi
di fidelizzazione»
Secondo il Garante, mentre per le attività di trattamento connesse all'utilizzo di una cd. fidelity
card la base giuridica può essere costituita dalla necessità di dare esecuzione al rapporto
contrattuale sottostante, con riferimento alle altre finalità di trattamento, quali profilazione e
ricerche di mercato da un lato o marketing dall’altro, vi è necessità dell'acquisizione da parte degli
interessati di un consenso specifico, informato e distinto per ciascuna di esse.
Profilazione per finalità di marketing (WP29)
Tuttavia, secondo il WP29 («Linee guida sul processo decisionale automatizzato relativo
alle persone fisiche e sulla profilazione»), la profilazione può fondarsi sul legittimo interesse,
purché non sia qualificabile quale trattamento ex art. 22, par. 1 GDPR (i.e. un trattamento
idoneo a produrre effetti giuridici per l’interessato o incida in modo significativo sulla sua
persona).
Aggiunge poi il WP29 che «sarebbe difficile per il titolare del trattamento giustificare il ricorso al legittimo
interesse come base legittima per pratiche intrusive di profilazione e tracciamento per finalità di marketing o
pubblicità, ad esempio quelle che comportano il tracciamento di persone fisiche su più siti web, ubicazioni,
dispositivi, servizi o l’intermediazione di dati».