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Riforma Controriforma

La Riforma protestante, avviata da Martin Lutero nel XVI secolo, critica la corruzione della Chiesa cattolica e promuove la salvezza attraverso la fede e la centralità delle Sacre Scritture. La diffusione delle idee riformiste porta a conflitti religiosi e sociali, culminando nella pace di Augusta del 1555 che riconosce la libertà religiosa dei sovrani locali. In risposta, la Chiesa cattolica avvia una Controriforma, caratterizzata da riforme interne e repressione delle dottrine eretiche, culminando nel Concilio di Trento che riafferma i dogmi cattolici.

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Riforma Controriforma

La Riforma protestante, avviata da Martin Lutero nel XVI secolo, critica la corruzione della Chiesa cattolica e promuove la salvezza attraverso la fede e la centralità delle Sacre Scritture. La diffusione delle idee riformiste porta a conflitti religiosi e sociali, culminando nella pace di Augusta del 1555 che riconosce la libertà religiosa dei sovrani locali. In risposta, la Chiesa cattolica avvia una Controriforma, caratterizzata da riforme interne e repressione delle dottrine eretiche, culminando nel Concilio di Trento che riafferma i dogmi cattolici.

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La Riforma

protestante
XVI secolo
La Riforma in
Germania

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La corruzione della Chiesa

Tra XV e XVI secolo l’autorità del papa è ormai ripristinata dopo la


crisi del Basso Medioevo, e Roma è uno dei centri del Rinascimento
italiano, meta di artisti, pellegrini e banchieri.

Torna tuttavia a farsi sentire all’interno della comunità cristiana la


forte necessità di un rinnovamento spirituale.

La Riforma protestante
Le critiche dei fedeli si indirizzano contro: cancellazione
della pena da scontare
in Purgatorio
• gli eccessivi lussi della corte di Roma in cambio del pagamento
• la vendita delle cariche ecclesiastiche di una somma di denaro

• la vendita delle indulgenze


• i costumi libertini del clero
• il cumulo di benefici ecclesiastici nelle
mani di una sola persona
• le immunità ecclesiastiche che
sottraggono i beni della Chiesa al fisco

La Riforma protestante
La protesta di Martin Lutero

Il monaco tedesco Martin Lutero, insegnante di teologia presso


l’Università di Wittenberg, nel 1517 affigge alla chiesa della città 95
tesi che criticano la Chiesa di Roma denunciandone la corruzione.

La Riforma protestante
Rese note grazie alla
stampa presso un vasto
pubblico, le tesi di Lutero
si diffondono rapidamente
in tutta la Germania e
anche all’estero,
riscuotendo un grande
consenso tra i cattolici
delusi.

Negli anni seguenti altri scritti di Lutero infiammano la contestazione,


dando vita a una dottrina alternativa che determina la rottura
dell’unità religiosa dell’Europa: la Riforma protestante.
La Riforma protestante
Riforma protestante

Sacre Scritture come rapporto diretto dei fedeli con Dio


unica fonte di verità cristiana

importanza della rifiuto dell’autorità


coscienza individuale del papa e del clero

salvezza attraverso la sola fede ruolo cruciale della grazia divina

La Riforma protestante
Alcuni prìncipi tedeschi appoggiano la protesta, favorendone la
divulgazione e collegandola ai contrasti politici e sociali interni
all’impero: l’adesione alle teorie luterane diventa così un modo per
svincolarsi dal controllo dell’imperatore.

Dopo essere stato scomunicato dal papa, nel 1521


Lutero si presenta davanti a Carlo V durante la
Dieta di Worms, ma si rifiuta di ritrattare le sue
tesi.
Sfuggito all’arresto, trova protezione presso il
principe elettore Federico di Sassonia, che lo
ospita nel suo castello di Wartburg, dove può
dedicarsi alla traduzione in tedesco della Bibbia.
La Riforma protestante
L’imperatore Carlo V tenta di opporsi al dilagare della Riforma, ma il
coinvolgimento dei principi e le rivolte sociali che questa apre lo
costringono a concedere nel 1555 la pace di Augusta, che sancisce
la libertà religiosa dei sovrani locali e con essa la loro autonomia di
fatto dal potere centrale.

Carlo V d’Asburgo vs
principi protestanti

1555 cuius regio eius religio,


la religione dei sudditi sia
quella del principe che
pace di Augusta
governa la religione
La Riforma protestante
1522

rivolta dei cavalieri

1524-1525

guerra dei contadini


(area iniziale)
(estensione)

Le rivolte sociali nei primi anni della Riforma


La Riforma protestante
La Riforma
in Europa

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Zwingli e Calvino

In Svizzera la Riforma si
estende, nel corso del
Cinquecento, grazie alla
predicazione di Huldreich
Zwingli, che coinvolge la
popolazione di Zurigo, e di
Giovanni Calvino, attivo a
Ginevra.

La Riforma protestante
predestinazione religiosità semplice

successo individuale grazia divina lotta alla superstizione

rigida morale volontà umana

puritanesimo

Giovanni Calvino Huldreich Zwingli


La Riforma protestante
La Chiesa anglicana

Nel 1534 il re d’Inghilterra Enrico VIII,


prendendo come pretesto il mancato
annullamento del proprio matrimonio da parte
del papa, emana un atto con cui si
autoproclama capo della Chiesa,
disconoscendo l’autorità del pontefice.
Nasce così la Chiesa anglicana.

1534 Atto di supremazia scisma anglicano


La Riforma protestante
Inizialmente la Chiesa anglicana resta su posizioni vicine alla teologia
cattolica, ma con il figlio di Enrico si avvicina al luteranesimo; le sue
eredi oscilleranno tra un provvisorio ritorno al cattolicesimo e la
definitiva affermazione della Riforma.

1547-1553 Edoardo VI tendenze luterane

1553-1558 Maria Tudor restaura il cattolicesimo

1558-1603 Elisabetta I consolida la Riforma

La Riforma protestante
La diffusione della Riforma

Dalle regioni settentrionali della Germania, il protestantesimo si


espande rapidamente, nelle sue diverse varianti, in tutta Europa:

● il luteranesimo conquista anche i Regni scandinavi, la Prussia,


la Polonia;
● il calvinismo si diffonde in Svizzera, nei Paesi Bassi, in alcune
zone della Francia e in Scozia;
● l’anglicanesimo resta peculiare del Regno d’Inghilterra.

La Riforma protestante
La Riforma protestante Le religioni in Europa a metà del XVI secolo
La Controriforma
XVI - XVII secolo
Le reazioni
della Chiesa
di Roma

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La riforma cattolica

Di fronte alla grande diffusione della Riforma protestante in Europa,


la Chiesa cattolica – che resta prevalente nella penisola iberica, in
Italia, nella maggior parte della Francia e in Irlanda – reagisce in
due modi opposti e complementari:

● da un lato avvia una riforma interna; rinnovamento

● dall’altro si concentra sulla repressione delle dottrine considerate


eretiche e sulla severa riaffermazione dell’ortodossia.
Controriforma,
reazione cattolica alla Riforma protestante
Il rinnovamento morale del cattolicesimo comprende vari aspetti:

• nascita di nuovi ordini religiosi;


• attività di assistenza ai poveri e ai bisognosi;
• nuova disciplina ecclesiastica;
• maggiore istruzione
del basso clero;
• riorganizzazione gerarchica
della Chiesa;
• nuovi santi.
Nascono nuovi ordini e congregazioni religiose, che si occupano di
istruzione, sanità e assistenza sociale, evangelizzazione.

In particolare la Compagnia di Gesù, fondata


da Ignazio di Loyola nel 1540, diventa un
potente strumento di diffusione della fede
cattolica.
Mentre i missionari partono per evangelizzare i
popoli di paesi lontani, i loro collegi,
caratterizzati da un severo programma di studi,
si affermano come luoghi di formazione
culturale delle classi dirigenti europee.
La repressione

Se la comunità di fedeli trova nei nuovi ordini e nelle nuove attività


una risposta al diffuso bisogno di rigenerazione spirituale, le
istituzioni cattoliche mostrano nel secondo Cinquecento anche il loro
volto più spietato e repressivo.
Uno dei principali strumenti della lotta contro l’eresia è il Sant’Uffizio,
o Santa Inquisizione romana, creata nel 1542 da papa Paolo III
per indagare e punire, ricorrendo a uno specifico tribunale, chiunque
sostenga idee religiose divergenti dal cattolicesimo.
Sono migliaia le persone imprigionate, perseguitate e condannate al
rogo per reati “contro la fede”.
La commissione centrale del Sant’Uffizio è affiancata da una rete
capillare di inquisitori locali.
Nel 1572 papa Pio V istituisce la Sacra Congregazione dell'Indice
dei libri proibiti, uno strumento di controllo della stampa, con il
compito specifico di redigere una lista di titoli da vietare per il loro
contenuto eretico.
Controriforma

riaffermazione dei dogmi irrigidimento dottrinale


messi in dubbio dai protestanti

persecuzione delle minoranze


netta condanna del luteranesimo
e delle altre confessioni
repressione del dissenso

riaffermazione del ruolo salvifico


e istituzionale della Chiesa censura
Il Concilio
di Trento

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Le decisioni del Concilio

Papa Paolo III nel 1545 indice un concilio


ecumenico, cioè un’assemblea di tutti i
vescovi, che si svolge a Trento.
Durerà per 18 anni, seppure con alcune
interruzioni, e non determinerà una
ricomposizione della frattura ma al contrario
la decisa riconferma dei princìpi della
religione cattolica.

1545-1563
Durante il Concilio vengono ribaditi:

• la validità dei dogmi cattolici;


• la validità dei sacramenti;
• la supremazia del papa;
• il ruolo imprescindibile del clero e della Chiesa;
• l’inaffidabilità delle traduzioni della Bibbia;
• il valore sacramentale (e non solo commemorativo) della
messa;
• l’uso del latino come lingua ufficiale della liturgia.
Risulta evidente come per il papato la rivendicazione della
supremazia cattolica sia un obiettivo prioritario rispetto al dialogo
con i protestanti e alla pacificazione del mondo cristiano occidentale.
Dal punto di vista disciplinare, il Concilio di Trento interviene su
molteplici aspetti:

● divieto il cumulo dei benefici ecclesiastici;


● obbligo di residenza per il clero;
● convocazione periodica di sinodi provinciali e diocesani;
● fondazione di un seminario in ogni diocesi per la preparazione
del clero;
● obbligo per i parroci di tenere accurati registri di battesimi,
matrimoni e sepolture.
Viene inoltre istituito il Catechismo
romano, un vero e proprio
manuale a uso dei sacerdoti che
contiene una sintesi semplice ed
efficace della dottrina ufficiale
della Chiesa, in modo da aiutarli a
istruire al meglio i fedeli.

1566

Catechismo romano

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