EPICA
DERIVA DA UNA PAROLA GRECA “Epos”
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canto eroico , cioè racconto
di grandi imprese
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QUESTI RACCONTI SONO STATI TRAMANDATI
ORALMENTE DAGLI AEDI, CANTASTORIE CHE
GIRAVANO DI CORTE IN CORTE A NARRARE,
ACCOMPAGNATI DA STRUMENTI (CANTO) .
CHI ASCOLTAVA SI IDENTIFICAVA CON GLI IDEALI
FORTI DELLA TRADIZIONE , RECUPERAVA LE
SUE RADICI. ATTRAVERSO LA NARRAZIONE UN
POPOLO RIFONDAVA SE STESSO DI GENERAZIO-
NE IN GENERAZIONE.
PROTAGONISTI DELL’EPICA:
- gli eroi (Ulisse, Achille, ..) che compiono azioni cariche di valore
- il popolo cui gli eroi appartengono e per cui combattono: l’eroe è
sempre legato ad un popolo , a una tradizione, a un modo di
concepire la vita. Seguendo l’eroe si incontra un’esperienza di
popolo, si segue il nascere ed il divenire dei suoi ideali.
- La divinità (Gli dei per i poemi greco-latini). L’eroe è
accompagnato e sostenuto dalla presenza di dio
CARATTERISTICHE DEL LINGUAGGIO
- lo stile è serio e solenne, il linguaggio elevato e grandioso perché è
condizionato dal contenuto: grandi gesta di eroi, scontri di popoli,
sentimenti profondi esigono un linguaggio adeguato.
- Le descrizioni sono precise e dettagliate, molto aderenti alla realtà: è il
realismo tipico dei poemi classici
- In omero a ciò si aggiunge una impassibilità nel raccontare, non si
aggiungono commenti. Ciò perché omero sa che i fatti umani sono
guidati da un fato ineluttabile.
- Ci sono molte similitudini: sono immagini rese mediante dei paragoni
- Ci sono delle metafore : identificazione di due termini
- Epiteti fissi: aggettivi ricorrenti molto frequentemente, legati sempre al
loro sostantivo
- Patronimici: una specie di cognome che affianca al nome dell’eroe quello
di suo padre
IL SENSO DEL DIVINO IN GRECIA
Nei poemi classici le vicende narrate ci mostrano l’intervento degli dei che
influiscono sulle azioni degli uomini, parteggiano per gli uni o per gli altri,hanno
passioni quasi umane. I greci sono politeisti, cioè credono in molti dei e la loro
concezione della divinità è estremamente seria poiché se li sentivano
costantemente accanto , a guidare le loro azioni o addirittura ad ispirare i loro
pensieri. Essi hanno il senso della presenza degli dei nella normalità della vita,
una presenza naturale, non invadente,né sorprendente: gli dei non impongono
nulla, né determinano gli eventi; la loro presenza così familiare rincuora
l’uomo.
(Ad esempi Atena parla al furioso Achille e lo invita a riporre la spada e a non
uccidere Agamennone)
IL MITO
Il mito è una interpretazione a livello sacro della realtà.
E’ una forma di spiegazione non scientifica della realtà, ma non per questo
meno interessante o falsa.
Nasce perché gli uomini di fronte ai fenomeni della natura, o davanti agli
avvenimenti grandi e piccoli della storia dell’uomo non riescono a darsi una
spiegazione razionale. Cercavano quindi forze, presenze, divinità che potessero
essere la causa e la spiegazione di tali fenomeni.
Il mito è dunque un modo diverso di spiegare la realtà, è un tentativo
di comprensione della realtà a livello sacro, cioè una ricerca in certo
senso religiosa del senso delle cose.
Il mito non è un falso, anzi comunica una saggezza che sta oltre o prima della
ricerca scientifica. Il mito non vuole spiegare come le cose funzionino. Ma i
motivi più profondi.
E’ così che si formano i miti, come racconti o credenze che intendevano
interpretare e comprendere i fatti della realtà, i valori della vita e il rapporto
con il divino.
Gli antichi miti sono popolati quasi esclusivamente da figure divine; più tardi
compaiono gli eroi ,personaggi eccezionali spesso di natura semidivina. Essi
diventano il simbolo delle virtù e sono identificati con i capostipiti delle dinastie
dominanti.
GLI DEI DELL’OLIMPO
Politeismo: adorazione di molti dei.
Naturalismo: gli dei sono la personificazione progressiva delle
forze della natura. I primi dei sono Gea ed Urano, cioè la Terra ed
il Cielo. Sono divinità mediterranee. In seguito all’invasione achea
della Grecia ([Link]) si introducono divinità di origine
indoeuropea sempre legate a forze naturali.
Antropomorfismo: gli dei hanno forma umana. Hanno
caratteristiche simili all’uomo sia nel fisico che nelle passioni.
si affermano gli dei dell’Olimpo, monte della Tessaglia. Essi
abitano su questo monte, è la loro dimora.
Caratteristiche superumane: gli dei hanno una bellezza ideale,
una forza immensa. Si nutrono di nettare e di ambrosia. Sono
felici, nonostante le ire e le vendette. Sono immortali. Sono molto
potenti, ma non onnipotenti.
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Sopra di essi sta il Fato o Destino: forza invincibile ed
impersonale superiore anche agli dei.
Roma assimilo’ la cultura e le divinità greche , per questo hanno
un doppio nome, uno greco e uno latino.
ZEUS (Giove) ERA (Giunone)
Re dell’Olimpo,dio del tuono, moglie di Zeus,
del fulmine, delle tempeste protettrice del
matrimonio, della casa,
delle virtù femminili. Odia
i Troiani.
FRATELLI DI ZEUS
Posidone (Nettuno) ,dio del mare. Dotato di tridente. Nemico di
Troia; perseguiterà Ulisse che ha accecato Poliremo.
Ade (Plutone), dio dei morti e marito di Proserpina. Dà il nome
anche all’oltretomba. Chi non è sepolto non può entrare nell’Ade e
deve vagare infelicemente.
FIGLI DI ZEUS
Febo (Apollo),dio del sole, che egli guida con un carro infuocato.
E’ protettore delle arti insieme alle Muse che abitano sul monte
Parnaso. E’ dio della medicina. Scaglia delle frecce che provocano
la peste. Venerato a Delfi, dove comunica agli uomini il loro
destino per mezzo dell’oracolo.
Artemide (Diana), dea della luna e della caccia.
Atena o Pallade(Minerva), nasce già adulta dalla testa di Zeus.
Dea della sapienza, della genialità. Protettrice di Atene, dei Greci
e di Ulisse.
Afrodite (Venere), nata dalla schiuma del mare. Dea della
bellezza e dell’amore. E’ amata da Marte. Ha un figlio, Eros,che
colpisce con le frecce il cuore delle persone e le fa innamorare.
Ares (Marte),dio della guerra. Ama Venere. Parteggia per i
Troiani.
Ermes (Mercurio),ha le ali ai piedi. E’ messaggero degli dei.
Protettore dei viaggiatori e dei ladri.
Efesto (Vulcano),dio del fuoco e fabbro degli dei. Costruisce
armature.
DIVINITA’ MINORI
Ninfe, bellissime fanciulle.
Satiri, giovinetti con orecchie e code di capre.
Parche, tessono il filo della vita e della morte.