BOCCACCIO (1313-1375)
Fu il primo commentatore della Commedia di Dante e a lui si deve l’attributo divina.
ð Periodo NAPOLETANO Boccaccio studia la cultura antica da autodidatta
(1327-1340) Rielabora i miti classici riflettendo gli ideali cortesi e cavallereschi
cantati nella letteratura della lingua d’oil
Proietta le proprie esperienze sentimentali nelle vicende narrate
OPERE TEMI
• Caccia di Diana (poemetto in terzine) gusto per l’avventura
• Filostrato (poemetto in ottave) culto gesto magnanimo
• Teseida (poema in ottave) amore: fonte di ingentilimento e elevazione
• Filocolo (romanzo in prosa)
ð Periodo FIORENTINO riprende poesia allegorico-dottrinaria
compone opere sul modello del poema di Dante
OPERE
• Comedia delle Ninfe fiorentine prosa, riprende i temi della poesia pastorale antica e li
rielabora secondo gli schemi allegorici medievali
• Amorosa visione poema in terzine concepito come viaggio-visione
• Ninfale fiesolano visione laica della realtà e dell’amore: istinto naturale legittimo e non
passione peccaminosa
• Elegia di Madonna Fiammetta dama napoletana abbandonata dal fiorentino Panfilo
schema dell’elegia amorosa latina: punto di vista della donna da oggetto a soggetto della
rappresentazione dell’amore
DECAMERONE raccolta di 100 novelle destinata alle “donne che amano”, raccontate in 10
giorni da una brigata di giovani fiorentini che si ritirano in campagna per sfuggire alla peste
Struttura novelle:
§ Tipologie narrative varie novelle narrative, di tipo scenico, brevissime, etc.
§ Narratori 2° grado esterni onniscienti giovani raccontano ma sono esterni alla vicenda
§ Focalizzazione sul narratore il punto di vista è quello del narratore che talvolta
coincide con quello del personaggio
§ Tempo fabula e intreccio coincidono l’ordine dei fatti del discorso (intreccio) rispetta
quello della storia (fabula)
§ Durata del racconto varia tempo della storia può coincidere con quello del racconto
(scena) o essere maggiore (sommario)
§ Spazio vario e precisamente individuato luoghi geografici precisi che fanno da sfondo
all’azione dei personaggi
§ Stile vario discorso autoriale (autore e narratori) alto e modellato sui classici latini;
quando si esprimono i personaggi la lingua si adatta alla loro condizione sociale
NOVELLE
Principe Galeotto riferimento che nel Proemio introduce il tema dell'amore e delle donne.
Personaggio del romanzo cortese che fu intermediario d'amore tra Lancillotto e Ginevra.
"Galeotto" si riferisce anche al verso di Francesca nel V canto dell'Inferno di Dante.
Lisabetta da Messina novella dedicata agli amori infelici. Il racconto è fondato sull’opposizione
tra Lisabetta e i suoi fratelli che rappresentano rispettivamente:
§ la ragion d’amore: priorità ai sentimenti personali e alle passioni, indipendentemente dalle
conseguenze sociali o economiche. Le azioni sono guidate dal cuore e dal desiderio, anche
quando ciò comporta sfidare le convenzioni sociali.
§ la ragion di mercatura: priorità agli interessi economici, al prestigio sociale e alla reputazione
familiare. Le decisioni sono guidate dalla logica del profitto e dalla conservazione dell'onore,
spesso a scapito dei sentimenti individuali.
Chichibio tema della novella è il motto di spirito finale con cui Chichibio, cuoco e uomo di
condizioni umili, riesce a placare l’ira del padrone e a evitarne la punizione. Grazie alla propria
furbizia e abilità verbale, un personaggio di umili origini riesce a comportarsi alla pari con i nobili.
Si tratta di una parificazione fittizia: il divario sociale non viene colmato, ma solo posto da parte
dalla battuta del protagonista.
Andreuccio da Perugia la novella ritrae la borghesia mercantile dell’epoca, astuta e sempre
attenta alle ricchezze. Il giovane mercante è un inesperto che non è mai stato fuori di casa, ma
in una sola notte acquista l’esperienza necessaria per destreggiarsi nel mondo, scoprendosi più
astuto di quel che avrebbe immaginato.
Federigo degli Alberighi tema della novella sono gli amori che, nonostante numerose difficoltà,
giungono a un lieto fine. La storia racconta l’amore di Federigo degli Alberighi, ricchissimo nobile
di Firenze, per Monna Giovanna, una delle donne più belle di Toscana. Per amore di lei, Federigo
sperpera tutto il suo patrimonio, senza però ricevere nulla in cambio, poiché la donna, essendo
sposata, non può ricambiare le sue attenzioni. Ridotto in miseria, Federigo è costretto a vivere in
povertà in un piccolo podere, traendo il suo unico sostentamento dal falcone, simbolo della sua
nobiltà d’animo e dedizione. Nella parte iniziale l’uomo assume pienamente gli ideali cortesi:
spende tutti i suoi averi per la donna amata (compiendo un servizio d’amore), pur consapevole di
non potere ottenere nulla. Al contrario del modello cavalleresco, dove i cavalieri godono di una
proprietà economica illimitata, Federigo cade in povertà. Il suo sacrificio è un elemento tipico della
società feudale. Mentre l’amor cortese escludeva il matrimonio, alla fine della novella Federigo
sposa donna Giovanna: si dimostra quindi compiuta la transizione a un’altra epoca, quella della
società borghese mercantile.