BAROLINI 3
EROSIONE VIRGILIO
● Creazione statura del personaggio e adesione alla morale cristiana sino al canto VIII,
dove c’è un flashback messo in evidenza per il prossimo cambio
● Canto IX non entrano a dite e Virgilio dubita di Beatrice. Un angelo con verghetta
(una piccola virgo, legata al nome Virgilio) riesce ad aprirlo. Rivelazione: Erittone
(maga della pharsalia) è in grado di manipolarlo (gli ha fatto percorrere l’inferno in
passato), Virgilio teme la Gorgone. Impara a trattare i mostri classici, grazie alla
citazione di due figure christi: Teseo (le furie) ed Ercole (l’angelo).
● XI scaccia il minotauro, XIV disprezza capaneo
● Non conosce l’inferno in rovina perchè estraneo alla salvezza (Gesù lo dirocca al suo
passaggio), cosa che lo porta a essere degradato dall’essere guida sapiente e a un
imboscata da parte di Malacoda, che può rappresentare la tragedìa
● XXV preferisce la morte ovidiana di caco a quella dell’eneide, quando dante sta per
affermare la propria supremazia su Ovidio.
● XXXI Virgilio descrive Briareo uguale agli altri giganti contrariamente a quello che
aveva fatto nell’eneide (inverti complemento termine oggetto)
EROSIONE OPERE CLASSICHE, VEGLIO DI CRETA
Eneide, una verità menzognera vs la commedia, una menzogna veritiera, che pertanto si
impone da sè grazie anche all’intervwnto dell’autore stesso:
● credibilità nell’eneide stabilita nel canto di Pier della Vigne, canto XIII
● Lete e flegetonte sono stati generati come gli altri fiumi dal pianto della statua nel
monte ida, il veglio di creta, ma,contrariamente a quanto sostenva virgilio nell’eneide,
il lete è nel purgatorio
● Canto XX critica degli indovini (Virgilio era considerato tale, e nella commedia ci
viene rappresenta come un indovino che qualche volta ci azzecca e qualche no) e
viene correnta da Virgilio stesso l’origine di mantova esposta nell’eneide
rimproverando chiunque si discosti dalla versione che ne dà nell’inferno. La figura di
Euripilo viene rivista: diventa indovino da semplice messo.
● XXI, definisce la commedìa che per definizione è l’opposto
● XXV metamorfosi che passa continuamente da due a uno e viceversa portando al
nulla e opposta a quella del due e uno del cristo, che supera quindi le metamorfosi
ovidiane. Queste sono usate solo nelle metamorfosi infernali e limitate da
determinati elementi.
● I giganti del XXXI sono classici, eccettuato Nembrot. Questi sono ridotti a materia
bruta.
● Ulisse nel canto XXVI, simbolo di frode, viene approcciato da virgilio in uno stile alto
che ha elevato i suoi desideri, opposto al poco, che da ulisse sminuito, in uno stile
alto, proprio dell’alta tragedìa che gli permette di ingannare, al contrario del discorso
concesso a dante con Guido da Montefeltro nel canto successivo, preceduto da un
abbassamento del linguaggio, che svela la realtà. Questo perchè lo stile alto è di una
verità menzognera, viceversa il basso.
● Il canto XX inizia in maniera alta: Atamente ed ecuba, seguiti da due ombre smorte,
che portano a un abbassamento. Si trattano di Sinone, presente nell’Eneide e
Maestro Adamo, dove questi due discutono tra loro accusandosi, mentre Sinone
rilievo la falsità, maestro Adamo la verità, dove il primo rappresenta l’alto e il secondo
basso. Virgilio rimprovera dante, nonostante lo avesse elogiato per essere
intervenuto nella discussione con Filippo Argenti.
● Il canto I purgatorio contiene Catone, pagano, che redarguisce Virgilio, il quale è
particolarmente sfiduciato dopo il rimprovero del III canto e comincia a correre,,
elemento già presente dopo l’inganno di malacoda e che suggerisce qualcosa di
disonorevole (nel canto XV i sodomiti sono puniti con una corsa sotto le fiamme)
● Virgilio ammette le sue difficoltà in III, in VI lasciando la risposta a Beatrice,
● Sostituito come guida da Sordello e poi da stazio, entrambi poeti da lui
profondamente ispirati (sordello per due canti non si accorge che dante è vivo)
● I grandi discorsi di Virgilio esplicano solo mediante similitudine, analogia e ricorrendo
ad altre autroità: Beatrice o Stazio, che garantisce lo sviluppo del cammino
● XXVI viene messa in evidenza la sua passività, di per sè emblema del peccato
raffigurandolo come semplice emissario di Beatrice (nel suo primo viaggio era vicario
di Erittone).
● Traiano e Rifeo vengono introdotti nel paradiso. In particolare rifeo è battezzato dalle
tre virtù teologali che nella processione nell’eden. Virgilio , pagano come loro, ha
fallito.
RICOSTRUZIONE VIRGILIO
● XXIII inferno care piante, seguito dal maggiore legame tra Virgilio e Dante dal XIV in
poi che aumente le occorrenze di dolci
● Preoccupazione di gloria terrena, negativa alla salvezza, in grado di sostenere cose
difficili e incoraggiare dante
● coscienza del tempo
● Nel paradiso, si riconosce come modello letterario e si cita l’eneide accanto alla
tradizione scritturale.
● Dio è l’unico che viene definito autore e la sua opera volume, insieme a Virgilio.