TEOCRITO: le fonti antiche ci danno informazioni contraddittorie ossia secondo alcuni
nato a kos, secondo altri Siracusa. La più probabile è Siracusa perché quando nei suoi
componimenti fa riferimento a Siracusa ne parla come se fosse la propria patria. Uno
dei luoghi più significativi per la sua formazione fu anche l’isola di kos quindi non si
possono escludere queste notizie. Per un periodo stette anche ad Alessandria.
Si vede la condizione dell’intellettuale: posizione subalterna perché è costretto a
mendicare. Pindaro trattava i committenti da pari a pari mentre ora viene mostrata
l’enorme differenza per cui il poeta ha bisogno di un mecenate, di un protettore.
È probabile che abbia avuto dei rapporti con gli altri letterati della corte Tolemaica
non sono in realtà attestati in maniera diretta. La cosa particolare è il fatto che non fu
anche un poeta erudito a differenza di Callimaco e Apollonio Rodio anche se nella sa
opera sicuramente troviamo una grande assonanza con il gusto alessandrino come la
condizione quotidiana e familiare, rivisitazione di grandi modelli letterari precedenti,
gusto per i dettagli, contaminazione tra generi letterari diversi. Un poeta di epoca
ellenistica bene inserito nel gusto ellenistico però c’è questa particolarità dovuta al
fatto che non si dedicò agli studi eruditi presso la biblioteca di Alessandria. La sua
morte si colloca intorno al 260 a.C.
OPERE: il corpus teocriteo ci è pervenuto perché è stato tramandato in epoca
medievale nei codici anche se ci sono comunque ritrovamenti di papiri e citazioni da
parte di altri autori, però tutto il corpus è stato tramandato in epoca medievale
all’interno di un corpus più esteso comprendente tutti i poeti bucolici.
Teocrito non curò l’edizione delle proprie opere come fece callimaco e dopo la sua
morte altri si diedero cura di raccogliere le sue opere e catalogarle alcuni carmi sono
sicuramente spuri e poi si è formato questo corpus dei poeti bucolici che quindi
comprendeva altri scritti.
Idilli di Teocrito: dal greco eidullion (è un termine nn usato da teocrito ma con cui
viene indicato il suo componimento)viene tradotto con bozzetto, quadretto, ma
questo termine originariamente aveva un’accezione molto più generica infatti si
riconduce ad eidos cioè genere letterariovorrebbe dire piccola forma poetica non
necessariamente di ambiente pastorale.
Proprio perché i componimenti di teocrito più famosi furono idilli pastorali alla fine il
termine eidullion ha acquisito l’accezione moderna del termine idillio.
-ARGOMENTI IDILLI: ambientazione pastolare e lui viene considerato l’iniziatore/
composizioni simposili, erotiche/ poesie d’occasione/ epilli cioè piccolo epos/ mimi in
cui riprende una tradizione drammatica molto radicata nell’ambiente siciliano/
epitalamio/ encomi/ epigramma dedicatoriosvariati temi e alcuni composizione
tramandate sotto il suo nome sono spurie. Ci sono anche una 20ina di epigrammi, la
zampogna che è un carme figurato che potrebbe essere spurio e un frammento
elegiaco intitolato berenice.
-idilli bucolici: Tirsi è un pastore che su richiesta di un amico canta la morte di Dafni,
mitico pastore siciliano simbolo del mondo bucolico. Dafni viene compianta da tutta la
natura e dagli dei, Tirsi riceve come premio una coppa di legno istoriata questo offre
lo spunto per l’ekfrasis quindi accurata descrizione della coppa. Il primo carme è
intitolato Tirsi oppure la canzone. I protagonisti sono un pecoraio che riceve la
richiesta di un canto che celebra la morte di un pastore entrano delle figure minori
nella letteratura. Questo carme è proprio un esempio di carme bucolico, come il terzo
intitolato la serenata che contiene la ripresa di un topos perché c’è un capraio che
cerca di convincere l’amata amarillide ad aprirgli la porta (lamento presso la porta
chiusa).
Poi c’è il 5 intitolato capraio e qui troviamo la forma dell’adone poetico perché
abbiamo la finzione di un dialogo o di un agone tra due pastori. Infatti il carme 5 è
Amedeo perché è costruito non solo come un’agone di poesia, ma nella forma
specifica di botta e risposta scambi di battute. C’è anche la figura di un giudice che
è un taglialegnasempre ambiente pastorale. L’agone poetico è presente anche nel 6
perché presenta il poeta dafni che canta l’amore della ninfa galatea per polifemo
mentre dameta un altro pastore dà voce a polifemo che credendosi bellissimo vuole
far ingelosire galatea. Troviamo la figura di polifemo che è ingentilita rispetto alla
tradizione omerica. Alla fine i due pastori si scambiano le armi ossia il flauto e la
zampogna come fossero eroi omerici.
Calisiefesta per demetra nell’isola di kos in cui venivano offerti a lei dei sacrifici.
Questo carme non è un inno, non ha dimensione religiosa perché c’è solo
l’ambientazione, ma questo viene abbandonato per lasciare il posto all’agone poetico.
Ci sono due pastori sinichida e iligida e il primo impersona teocrtio. A lui viene dato
alla fine un bastone pastorale che simboleggia l’investitura poetica e ricorda
l’investitura poetica di esiodo.
I mietitori: Idillio con ambientazione non pastorale ma con ambientazione
agricolauniti la serenata e il canto di rìlavoro, due formi minori della poesia lirica. In
questo idillio troviamo un mietitore innamorato e un altro con una mentalità più
pragmatica. Burceo (psicologia più complessa) e milone.
Idillio 11 il ciclope: ha una forma epistolare il ciclope deriva dal fatto che il mito è
usato come un exemplum e quindi viene presentato all’amico nicia l’esempio del
polifemo che innamorato della ninfa galatea si consola con il cantoha forma
epistolare di lettera di teocrito a nicia e la parte mitologica è una sorta di monologo di
polifmo descritto come ingentilito rispetto alla tradizione epicaè un pastore giovane
che vuole conquistare la ninfa galatea con i suoi doni cioè forme di formaggio.
Troviamo alcune caratteristiche tipiche del gusto ellenistico come il fatto di trasporre il
mito in quadretti familiari, domesticiluoghi comuni della letteratura in chiave ironica
(desiderio di essere un tutt’uno con la perosna amatapolifemo fa un sogno in cui
pensa che gli spuntino le branchie ripresa di topoi della letteratura erotica che
vengono però visti in una chiave ironica//approfondimento psicologico, descrizione
dell’amore che però è un languore, sentimento malinconico). Polifemo mostra segni di
civilità ed è presentati come isimile da n punto di vista psicologico.
Possiamo parlare di realismo? In realtà no perché c’è molta idealizzazionemondo
pastorale o agricolo che fa da cornice è idealizzato e l’atmosfera sembra rarefatta.
-idilli urbani o letterari: il primo di cui parliamo è il carme 3 l’incantatrice diviso in due
parti una donna simela aiutata dall’ancella testili. La prima parte dedicata alla
descrizione. Viene ripeturo un ritornello magico come accadeva nelle forme popolari di
pratica della magia. Nella seconda parte invocazione alla luna in cui la protagonista è
rassegnata a vivere un amore non corrisposto. Descrizione di questo incantesimo,
viene fatta sciogliere della cera per far sciogliere d’amore l’amato.
-idillio 14: l’amore di cinisca dove ci sono due personaggi che parlano della mancanza
di corrispondenza dell’amore.
-epitalamio in onore delle nozze tra elena e menelao e
l’encomio di tolomeo per tolomeo II filadelfo e per ierone con il tema del potere
eternatrice della poesiateocrito è quasi costretto a elemosina
-esametro dattilico e il dialetto dorico