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++Argonautiche di Apollonio Rodio

Nasce nel 295 ad Alessandria. Il nome rodio deriva dal fatto che si traferì a rodi. Fu il
successore di Zenodoco nella biblioteca di Alessandria e dovette anche fare da
precettore a tolomeo III Evergete.
Ci sono notizie contraddittorie circa i suoi rapporti con Callimaco: alcune biografie lo
definiscono suo allievo, seguace dei canoni estetici callimachei e altre fonti parlano di
una contesa letteraria tra i due. Nel prologo dei telchini la critica interpretava i telchini
come figura di Apollonio rodio (uno dei principali detrattori di Callimaco), ma questa
posizione non viene più sostenuta dalla critica perché anche se Apollonio rodio
compone un poema epico di impianto tradizionale non è distante dai canoni della
poetica callimachea (tante assonanze con l’ellenismo, e tanto scarto vs i poemi epici).
Per ragioni sconosciute si trasferì a Rodi e ci sono diverse tradizioni: morto nell’isola di
rodi in età avanzata oppure si è riconciliato con l’ambiente alessandrino e venne
sepolto vicino a callimaco. Nel periodo che trascorse a rodi, da qui il nome di rodio, si
dedicò alla revisione delle argonautiche che sicuramente erano già state pubblicate in
una prima versione. La seconda edizione tra 245 e 240 a.C.
L’opera più importante sono le Argonautiche divise in 4 libri. Le argonautiche di
Apollonio rodio vs i poemi omerici hanno un’estensione ridotta e rispettano i precetti
di Aristotele ossia un poema con unità deve essere concepito dalla mente umana con
un inizio e una fine. Ci doveva essere una determinata lunghezza.
Invocazione ad apollo, poi l’antefatto della vicenda (Pelia che aveva detronizzato il
fratellastro Esone e che invia Giasone alla ricerca del vello d’oro sapendo che è
un’impresa impossibile). Poi c’è un secondo proemio con l’invocazione alla musa e il
catalogo degli argonauti (come quello delle navi nei poemi omerici). Viene nominata la
nave argo.
-prima tappa isola di Lemno dove vivono solo donne che sembrano apprezzare gli
argonauti tant’è che Eracle deve intervenire e rimproverarli per far riprendere il
viaggio.
-A Cizico dove aiutano i Dolioni vs dei giganti a 6 braccia e succede, ma la notte
vengono risospinti vs l’isola dal vento, non riconoscono i loro alleati e si sconteranno
con i Dolioni.
-Poi in Misia perdono Eracle;
-poi gara di pugilato tra Polluce e il re Amico che sfidava chiunque giungesse nella sua
terra.
- Poi nella terra di Tinia, Fineo (profeta) viene tormentato dalle arpie, gli argonauti lo
aiutano e ricevono il suggerimento per affrontare le simplegadi. Seguendo il consiglio
di Fineo davanti alla prua della nave viene liberata una colomba, le simplegadi
rilevano il movimento quindi si scontrano e quando si riaccostano si infila la nave argo
che passa incolume anche grazie l’intervento di Atena.
-Poi Nel mar nero gli argonauti perdono Tifi il timoniere e l’indovino Idmone ucciso da
un cinghiale.
-Poi riprendono il viaggio arrivano sull’isola di Ares dove gli argonauti incontrano i figli
di friso e della sorella di Medea, Calciope e grazie a loro giungono in Colchide.
-Qui c’è un altro proemio con l’invocazione alla musa della poesia d’amore che è Erato
perché si tratterà di raccontare l’amore tra Medea e Giasone. Era e Atena pregano
Afrodite di far intervenire eros perché scagli le proprie frecce contro Medea e quando
afrodite va dal figlio a chiederglielo lo trova che sta barando mentre gioca a dadi con
Ganimede quindi afrodite lo rimprovera aspramente e dopodiché eros accetta di
compiere ciò che la madre gli chiede.
-Giasone arrivato da Eeta tratta con lui le condizione per il vello d’oro: deve aggiogare
i tori che fumano fuoco dalle narici, seminare i denti di drago da cui nascono guerrieri
che Giasone dovrà combattere e eludere la sorveglianza del drago che non dorme
mai.
-Qui vengono specificati gli aiuti che Medea offre a Giasone: un filtro magico che lo
rende invulnerabile nei confronti delle fiamme dei tori, gli suggerisce come
sconfiggere i guerrieri ossia gettare una pietra così che si azzuffino tra di loro e
tramite un filtro addormenta il drago. Giasone si impossessa del vello e riparte con
Medea. Eeta manda Absirto all’inseguimento della nave, Medea tende un agguato al
fratello ed è Giasone ad ucciderlo.
-Il viaggio di ritorno segue un itinerario diverso, nel mar tirreno hanno un incontro con
circe, sorella di Eeta che compie una purificazione dell’omicidio compiuto, poi le
sirene, scilla e Cariddi.
-Poi arrivano dai feaci, si sposano e a causa di una tempesta approdano in Libia e
devono trasportare sulle loro spalle per 12 giorni l’imbarcazione
-poi a creta dove Medea uccide un gigante di bronzo, custode dell’isola e poi rientrano
in patria.
La saga mitica era nota: odissea, pindaro, però apollonio rodio introduce delle
innovazioni. Sappiamo che lui pubblicamente faceva delle recitazioni delle
argonautiche e che erano destinate alla lettura da parte di un pubblico selezionato,
colto. Non c’era lo stesso pubblico dell’aedo, ma destinata alla lettura individuale e da
parte di un pubblico più selezionato colto istruito che sapeva cogliere le varie allusioni.
Non c’è la formularità tipica dei poemi omerici perché l’uso delle forme era funzionale
alla recitazione orale. Lui rimodella le varie forme secondo il gusto tipico della poesia
ellenistica.
Si sente l’influsso della tragedia e anche della lirica. Caratteristiche estranee allo
spirito dell’epos perché l’io narrante si fa presente con vari interventi, erudizione e il
fatto che il racconto anche se ha un’unità d’azione è costruito episodio per episodio
(Callimaco diceva che non voleva comporre un poema continuo). Effettivamente c’è
una sorta di scansione della narrazione per episodi, scene a sé stanti. L’unità di azione
è solo apparente. In queste scene noviamo tutto il virtuosismo del poeta
Una differenza importante è l’introduzione del tema dell’amore e come sono
rappresentati i personaggieredità della tragedia euripidea che scandagliava nelle
minime sfumature la psicologia dei personaggiinfatti abbiamo un’attenzione vs la
complessa interiorità dei personaggi. L’indagine è condotta in particolare vs la
passione di medea per giasone (lui è un personaggio con meno doti intellettuali o
morali, fa tutto medea sostanzialmente, è un personaggio scialbo). Domina l’amore
visto come una passione travolgente che è tormentosa e l’altro elemento
fondamentale è la peripezia (fusione dei generi letterari tipica dell’epoca ellenistica).
La concezione del mito cambia perché non è più interprete di tutta l’esistenza o un
grande contenitore di valori ma solo il tessuto narrativo di un’opera letterariascarto
vs l’epoca arcaica
Non c’è una grande differenza rispetto ai dettami di Callimaco perché a prima vista c’è
una veste unitaria della narrazione, ma ad uno strato più profondo c’è una grande
varietà di stile, di piani narrativi e toni diversi. Sembra costruita come una serie di
episodi uno accanto all’altro in cui si riversa il virtuosismo stilistico.
Ebbe una grande fortuna infatti fu tradotta in latino da Varrone Atacino, influenza
Virgilio per Didone e Valerio Flacco.

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