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Il documento tratta vari aspetti fondamentali della teoria musicale, inclusi gli intervalli, la tonalità, gli accordi, le scale e la ritmica. Viene spiegato come calcolare e classificare gli intervalli, l'importanza della tonalità e dei rivolti, oltre a descrivere i diversi tipi di accordi e scale. Infine, si affrontano concetti come modulazione, ritmica, tremolo e gruppi irregolari, evidenziando la loro rilevanza nella musica.

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🎼 Gli Intervalli Musicali

Che cos’è un intervallo?


In musica, un intervallo è la distanza che intercorre tra due suoni, cioè tra due note. Questa
distanza può essere misurata sia in senso orizzontale (quando le note si succedono nel tempo), sia
in senso verticale (quando le note suonano insieme).
Gli intervalli si distinguono in due categorie:
 Intervallo melodico: quando i due suoni vengono eseguiti uno dopo l’altro, quindi in
successione.
 Intervallo armonico: quando i due suoni vengono eseguiti contemporaneamente, cioè
suonano nello stesso momento.

Come si calcola un intervallo?


Per riconoscere un intervallo, si contano i gradi della scala musicale che separano le due note,
compresi gli estremi.
Ad esempio:
 da Do a Mi = Terza (Do - Re - Mi → 3 note)
 da Sol a Re = Quinta (Sol - La - Si - Do - Re → 5 note)
Una volta individuato il numero (2a, 3a, 4a, ecc.), bisogna analizzare la qualità dell’intervallo,
cioè se è maggiore, minore, giusto, aumentato o diminuito.

Tipi di intervallo
Gli intervalli si dividono in maggiori, minori, giusti, aumentati ed eccedenti:
 Gli intervalli di 2ª, 3ª, 6ª e 7ª sono detti maggiori quando si trovano nella scala maggiore.
 Gli intervalli di 4ª, 5ª e 8ª (ottava) sono chiamati giusti, perché la loro intonazione è stabile
e non può essere "maggiore" o "minore".
Come cambiano gli intervalli?
 Un intervallo maggiore abbassato di un semitono diventa minore.
Es: Do – Mi (3ª maggiore) → Do – Mib (3ª minore)
 Un intervallo maggiore aumentato di un semitono diventa aumentato.
Es: Do – Mi → Do – Mi♯ (3ª aumentata)
 Un intervallo giusto abbassato di un semitono diventa diminuito, non minore.
Es: Do – Sol (5ª giusta) → Do – Sol♭ (5ª diminuita)
 Un intervallo giusto aumentato di un semitono diventa aumentato, e se aumentato
ulteriormente, eccedente.

In sintesi:
Tipo di intervallo Abbassato di 1 semitono Aumentato di 1 semitono
Maggiore Minore Aumentato
Minore Diminuito Maggiore
Giusto Diminuito Aumentato
Aumentato Maggiore o Giusto Eccedente

Importanza musicale degli intervalli


Conoscere gli intervalli è fondamentale perché:
 Formano la base degli accordi e delle scale
 Determinano il carattere emotivo di una melodia (ad esempio, una terza maggiore suona
allegra, una terza minore suona malinconica)
 Aiutano a leggere e scrivere la musica in modo corretto

🎼 TONALITÀ
La tonalità è il sistema che regola i rapporti gerarchici tra i suoni di una scala, basandosi su un
suono principale chiamato tonica. Tutti gli altri suoni si organizzano attorno a essa, creando un
senso di stabilità e tensione.
La tonalità si fonda su due elementi principali: il tono e il modo.
 Il tono è la nota che funge da punto di partenza, la tonica, cioè il primo grado della scala.
 Il modo, invece, indica il carattere della tonalità. Può essere maggiore, che ha un suono
brillante, oppure minore, che ha un suono più malinconico.
Per riconoscere la tonalità osservando l’armatura di chiave, ci sono due metodi:
 Con i diesis: si prende l’ultimo diesis presente e lo si alza di un semitono. La nota
ottenuta è la tonica della tonalità maggiore.
o Esempio: se l’ultimo diesis è Sol♯, la tonalità è La maggiore.
o L’ordine dei diesis è: Fa – Do – Sol – Re – La – Mi – Si.
 Con i bemolle: si prende il penultimo bemolle. Quella è la tonalità maggiore.
o Se c’è solo un bemolle, si è in Fa maggiore.
o L’ordine dei bemolle è: Si – Mi – La – Re – Sol – Do – Fa.

RIVOLTI DEGLI INTERVALLI


Rivoltare un intervallo significa invertire le due note che lo compongono. La seconda nota
diventa la prima, mentre la prima viene alzata di un’ottava.
Una regola importante da ricordare è che la somma tra l’intervallo e il suo rivolto è sempre 9.
Ad esempio:
 Una 3ª si trasforma in una 6ª (perché 3 + 6 = 9)
 Una 4ª si trasforma in una 5ª, e così via.
Ma il rivolto modifica anche la qualità dell’intervallo:
 Un intervallo maggiore diventa minore
 Un minore diventa maggiore
 Un aumentato diventa diminuito
 Un diminuito diventa aumentato
 Solo l’intervallo giusto rimane giusto
Questo meccanismo serve per comprendere meglio le relazioni armoniche tra le note e costruire
accordi più complessi.

🎹 ACCORDI
Un accordo è l’esecuzione simultanea di tre o più suoni. È uno degli elementi più importanti
dell’armonia musicale.
A seconda del numero di suoni, l’accordo può essere:
 Una triade (3 suoni)
 Un accordo di settima (4 suoni)
 Un accordo di nona (5 suoni)

Le triadi sono le più semplici e si dividono in quattro tipi, a seconda della combinazione tra terza e
quinta:
1. Perfetta maggiore: ha una terza maggiore e una quinta giusta
(es. Do – Mi – Sol)
2. Perfetta minore: ha una terza minore e una quinta giusta
3. Diminuita: ha una terza minore e una quinta diminuita
4. Aumentata: ha una terza maggiore e una quinta aumentata
Inoltre, un accordo può presentarsi in stato fondamentale o in rivolto.
 In stato fondamentale, parte dalla tonica (cioè la nota principale dell’accordo)
 Nel primo rivolto, l’accordo inizia dalla terza
 Nel secondo rivolto, inizia dalla quinta
Esempio:
Accordo di Do maggiore (Do – Mi – Sol)
 Primo rivolto: Mi – Sol – Do
 Secondo rivolto: Sol – Do – Mi
Questi rivolti non cambiano i suoni dell’accordo, ma ne modificano la disposizione, creando nuove
sonorità.

🎤 TIPI DI VOCE
Esistono diversi tipi di voce, classificati in base all’altezza e all’estensione:
 Il soprano si trova 3 note sotto la nota di riferimento.
 Il contralto si trova 1 nota sopra.
 Il tenore si trova 1 nota sotto.
 Il mezzosoprano può trovarsi 3 note sopra oppure una nota sopra al basso.
Queste indicazioni aiutano a collocare la voce in un coro o in un brano, scegliendo la parte più
adatta alla propria estensione vocale.

🎼 SCALE
La scala è una successione ordinata di sette suoni disposti secondo una sequenza precisa di toni e
semitoni, con la ripetizione del primo suono all’ottava.
Esistono due principali tipi di scala:
1. Scala diatonica: è composta da 5 toni e 2 semitoni. I due semitoni si trovano
obbligatoriamente tra il 3° e il 4° grado, e tra il 7° e l’8°.
2. Scala cromatica: è formata solo da semitoni consecutivi, quindi ha 12 suoni totali.
Per mantenere la struttura corretta di toni e semitoni, si utilizzano le alterazioni (diesis e bemolle),
che servono ad adattare le note a seconda della tonalità.
Una scala maggiore ha sempre una relativa minore, che si ottiene scendendo di tre semitoni dalla
tonica della scala maggiore. Questo tipo di minore prende il nome di relativa perché condivide la
stessa armatura di chiave della sua relativa maggiore.

🔎 SENSIBILE E SOTTOTONICA
Entrambe sono il settimo grado della scala, ma c’è una differenza importante:
 La sensibile dista un semitono dalla tonica, ed è sempre presente nelle scale maggiori e
minori armoniche.
 La sottotonica, invece, dista un tono intero dalla tonica e si trova solo nella scala minore
naturale.

📚 I GRADI DELLA SCALA


Ogni nota all’interno della scala occupa un grado e ha un nome specifico:
1. Tonica – è la nota principale, dà il nome alla tonalità
2. Sopratonica – è il grado sopra la tonica
3. Modale – determina il modo della scala (maggiore o minore)
4. Sottodominante
5. Dominante – molto importante per creare tensione e risoluzione
6. Sopradominante
7. Sensibile (o sottotonica, a seconda della distanza dalla tonica)

🎼 ALTRE SCALE IMPORTANTI


Esistono anche scale meno comuni, usate soprattutto nella musica moderna o in contesti particolari:
 Scala minore mista: ascendente come quella armonico-minore, ma discendente come la
melodica.
 Scala bachiana: è simile alla scala armonica, ma modifica il 7° e l’8° grado sia in salita
che in discesa.
 Scala minore napoletana: caratterizzata dal 2° grado abbassato di un semitono.
 Scala esatonale: formata solo da toni interi, è una scala di 6 note usata da Debussy.
 Scala pentafonica: conosciuta anche come scala cinese, è formata da 5 suoni, tra cui 2
terze minori e 3 toni.
 Scala di sesta minore: è una scala maggiore con il 6° grado abbassato, usata da Bellini e
da compositori russi.

🔄 MODULAZIONE
Modulare significa passare da una tonalità all’altra, e si può fare verso tonalità vicine o lontane,
a seconda del numero di alterazioni che cambiano.
Le modulazioni ai toni vicini sono quelle più comuni e comprendono:
1. Relativa minore
2. Tonalità della dominante
3. Relativa minore della dominante
4. Tonalità della sottodominante
5. Relativa minore della sottodominante
In genere, si riconosce una modulazione quando una tonalità con poche alterazioni passa a una
tonalità con più alterazioni o viceversa.

🥁 RITMICA E ICTUS
La ritmica studia il modo in cui i suoni si distribuiscono nel tempo. L’elemento fondamentale è
l’ictus, che è l’accento ritmico che spesso coincide con l’accento metrico all’interno della battuta.
L’ictus può essere:
🔹 Iniziale
 Tetico: quando il frammento inizia in battere
 Protetico: quando il frammento inizia in levare, cioè verso la fine della battuta precedente
 Acefalo: quando l’inizio presenta una pausa sull’accento principale

🔸 Finale
 Maschile: termina in battere
 Femminile: termina con un’appoggiatura
 Maschile femminilizzato: termina con note ribattute, che prolungano il motivo

🪶 TREMOLO
Il tremolo è un segno di abbreviazione musicale. Consiste nella rapida alternanza tra due suoni
diversi. Si indica con linee oblique tra le note.
Il numero di linee rappresenta la velocità dell’alternanza:
 Una linea = a crome
 Due linee = a semicrome
 Tre linee = a biscrome, e così via
Quando il tremolo è su una singola nota, si parla di taglio di frazionamento, mentre se è tra due
note, si chiama segno di ripetizione.

🔊 ARMONICI
Gli armonici, detti anche ipertoni, sono suoni impercettibili che si generano insieme alla nota
principale. Sono prodotti per la vibrazione naturale di un corpo elastico (come una corda o una
colonna d’aria).
La successione naturale degli armonici è la seguente:
1. Ottava giusta
2. Quinta giusta
3. Quarta giusta
4. Terza maggiore
Gli armonici sono fondamentali per il timbro degli strumenti musicali.

🌀 GRUPPI IRREGOLARI
I gruppi irregolari sono insiemi di note che non rispettano il numero standard di valori in una
battuta, movimento o suddivisione.
Si dividono in:

➕ Gruppi per eccesso:


Quando ci sono più note di quelle previste

➖ Gruppi per difetto:


Quando ci sono meno note del previsto
Sono indicati con un numero sopra il gruppo, ad esempio:
 Terzina (3) → 3 note in uno spazio normalmente occupato da 2
 Duina (2) → 2 note dove normalmente ci sarebbero 3

I gruppi irregolari rispetto al tempo includono:


Quintine, settimine, gruppi da 11, 13, ecc.
In base alla loro struttura, si dividono in:
 Semplici: tutte le note sono uguali e corrispondono al numero indicato
 Composti: le note sono diverse e possono esserci più o meno suoni del numero segnato
 Complessi: un gruppo irregolare dentro un altro gruppo irregolare

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