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Locke

Il documento analizza il pensiero di John Locke, considerato il fondatore dell'empirismo, che sostiene che la conoscenza deriva dall'esperienza sensibile piuttosto che da principi innati. Locke critica il razionalismo di Cartesio, evidenziando i limiti della ragione umana e la necessità di basare le idee su esperienze concrete. La sua opera esplora la natura delle idee, la conoscenza e la coscienza, stabilendo un'importante distinzione tra idee semplici e complesse.

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Locke

Il documento analizza il pensiero di John Locke, considerato il fondatore dell'empirismo, che sostiene che la conoscenza deriva dall'esperienza sensibile piuttosto che da principi innati. Locke critica il razionalismo di Cartesio, evidenziando i limiti della ragione umana e la necessità di basare le idee su esperienze concrete. La sua opera esplora la natura delle idee, la conoscenza e la coscienza, stabilendo un'importante distinzione tra idee semplici e complesse.

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È il vero fondatore dell’empirismo.

Con lui inizia anche il criticismo ossia comprendere quali siano


le reali limite della ragione umana, la ragione indaga se stessa. Cartesio parte dalla sostanza
divina e dalla certezza del cogito, Locke invece parte non da principi universali ma indaga il
funzionamento della psiche e gli oggetti della coscienza che sono le idee. Locke dice che ciò di
cui siamo certi è che il fondamento della nostra coscienza è l’esperienza sensibile.
- si parte dal nito per rimanere nel nito e non per andare all’in nito.
- Razionalismo = fondamento della conoscenza è la ragione = concetto di innatismo ovvero che
la conoscenza c’è già
- Empirismo= fondamento della conoscenza è l’esperienza sensibile e la nostra conoscenza
deriva da essa

VITA
Nasce nel 1632. Riesce a fare anche 7na vita politica e verso la ne del 600 si ritrova in Olanda e
prende parte attiva alla spedizione di Guglielmo D’orange. Poi torna in patria e questo punto inizia
a comporre i suoi scritti. I più importanti sono:
- Saggio sull’intelletto umano
- Lettera sulla tolleranza
L’Empirismo
È caratterizzato dall’idea che la concezione di ragione come facoltà i cui poteri sono limitati
dall’esperienza è sia origine del processo conoscitivo
Criterio di verità
C’è dunque un approccio critico verso la ragione, e ciò che non può essere veri cano non ha più
un valore conoscitivo: quando si parla della sostanza, anima, Dio, causa stiamo parlando di cose
di cui non abbiamo esperienza.

Rispetto all’opera di Cartesio Locke si pone in una posizione critica.


• la ragione non è unica o uguale in tutti gli uomini perché essi ne partecipano in misura
diversa;
• la ragione non è infallibile perché le idee di cui la mente dispone sono spesso in numero
limitato o sono oscure o non si lasciano concatenare tra loro in forma di ragionamento;
• la ragione non può ricavare da sé principi e idee ma deve ricavarli dall’esperienza.

Con Locke inizia la prima indagine critica della loso a moderna considerando anche i limiti che
sono propri dell’uomo.

L’oggetto della nostra coscienza è l’idea, ovvero quando noi parliamo di idee intendiamo
qualunque cosa oggetto dell’intelletto che uno pensa, ma le idee derivano esclusivamente
dall’esperienza. Questo è il primo limite che identi ca Locke
Per l’uomo l’idea è o realtà esterna (le cose naturali idee di sensazione)= idea di duro, caldo ..
idea interna (il suo spirito idee di ri essione)= ragionamento, dubitare, conoscenza…

Avere un idea signi ca essere cosciente ma se non le pensiamo esse non esistono. Per le idee
esistere signi ca essere pensata. Questo discorso confuta la teoria delle innatismo = le idee
innate dovrebbe esistere in tutte le persone ma poiché da certe persone non sono pensate, esse
non esistono in loro, dunque non sono innate.

La nostra coscienza è fatta di idee le quali derivano dall’esperienza che classi ca le idee stesse.
L’esperienza ci fornisce soltanto
• Idee semplici = l’intelletto non può creare un’idea semplice nuova dunque sono
necessariamente derivate dall’esperienza
• Idee complesse = sono prodotte dal nostro spirito tramite l’aggregazione in modi
in nitamente vari di varie idee semplici.
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Per quanto riguarda le idee di sensazioni, Locke distingue le sensazioni e le qualità delle cose che
si dividono in:
Qualità oggettive ovvero quelle primarie
Qualità soggettive ovvero quelle secondarie.

Le idee complesse e l’attività della mente


Lo spirito diventa attivo nel organizzare in modo vario le idee semplici, mentre è passivo nel
riceverle.
Le idee complesse possono riunirsi in 3 categorie
1. sono dette sostanze le idee di ciò che è percepito come sussistente di per sé (esempio l'idea
di un uomo)
2. Sono detti modi le idee di ciò che non è percepito come sussistente di per sé, ma come
manifestazione di sostanza (idea di triangolo)
3. Sono dette relazioni le idee che scaturiscono dal mettere a confronto le idee semplici (idea di
causa-effetto e di identità e di diversità).
E particolarmente importante l'analisi critica per ciò che riguarda l'idea complessa di sostanza.
Considerando che varie idee semplici sono costantemente unite fra loro, la nostra mente è portata
a considerarle come un'unica idea semplice; e poiché non arriva a immaginare come un'idea
semplice possa sussistere di per sé, si abitua a supporre un qualche substratum che ne sia alla
base. Ciò vale sia per la sostanza corporea sia per la sostanza spirituale: la prima è il substrato
sconosciuto delle qualità sensibili, a seconda è il substrato altrettanto sconosciuto delle operazioni
dello spirito.

Lock affronta i problemi di identità di persona e questa identità egli la stanzia nella coscienza. A
tutte le percezioni e sensazioni si accompagna anche la consapevolezza del percepire o del
sentire.
E proprio questa consapevolezza a permettere che le varie sensazioni o percezioni costituiscano
un unico io e a rappresentare di conseguenza il fondamento dell'unità della persona.

Le idee generali sono segni di un insieme di cose particolari ricavati dal processo di astrazione.
A queste idee generali corrisponde soltanto a un certo rapporto di somiglianza tra le cose
particolari , che sono cose esistenze.

La conoscenza e le sue forme


La mente è in possesso di idee semplici e complesse ma possedere idee non signi ca conoscerle.
La conoscenza consiste nella percezione di un accordo o di un disaccordo delle idee tra
loro. Come tale, la conoscenza può essere di due specie diverse:
• Conoscenza intuitiva= quando l'accordo o il disaccordo di due idee è visto immediatamente e
in virtù di queste idee stesse, senza l'intervento di altre idee; è il fondamento della certezza di
ogni conoscenza
• Conoscenza dimostrativa= quando l'accordo o il disaccordo tra due idee non è percepito
immediatamente ma viene reso evidente mediante l'uso di idee intermedie chiamate prove. La
conoscenza dimostrativa consiste evidentemente in una catena di conoscenze intuitive.
(Quindi la certezza della dimostrazione si fonda su quella dell'intuizione. Ma specialmente nelle
lunghe dimostrazioni, quando le prove sono molto numerose, l'errore diventa possibile, per questo
la conoscenza dimostrativa è molto meno sicura di quella intuitiva.)

Accanto a questi due tipi di conoscenze, c'è la conoscenza delle cose esistenti al di fuori delle
idee. Se lo spirito, in tutti i suoi pensieri e ragionamenti, ha a che fare solo con le idee, in che
modo si può giungere a conoscere una realtà diversa dalle idee? Locke risponde che ci sono tre
ordini di realtà e tre modi diverse di giungere alla certezza di tali realtà:
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• l'esistenza dell'io è affermata attraverso l'intuizione. Locke si avvale del procedimento
cartesiano: io penso, ragiono, dubito e con ciò intuisco la mia propria esistenza e non posso
dubitare di essa.
• L'esistenza di Dio è affermata tramite la dimostrazione: Locke rielabora la prova causale della
tradizione dicendo che il nulla non può produrre nulla; se qualcosa c'è (l'io) vuol dire che è stata
prodotta da un'altra cosa, e non potendo risalire all'in nito, si deve ammettere un essere eterno
che ha prodotto ogni cosa. Questo essere eterno, potentissimo e intelligentissimo è Dio.
• L'esistenza del mondo è affermata attraverso la sensazione e precisamente attraverso la
sensazione attuale: «solo la ricezione attuale delle idee dall'esterno ci dà notizia dell'esistenza
delle altre cose e ci fa conoscere che in quel momento esiste fuori di noi qualcosa che è causa
dell'idea in noi». Quando invece l'oggetto non è più testimoniato dai sensi, la certezza della sua
esistenza sparisce ed è sostituita da una semplice probabilità.

LA POLITICA
liberalismo
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