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Kant

Il documento analizza il pensiero di Immanuel Kant, evidenziando la sua posizione tra illuminismo e idealismo romantico, e le sue opere principali come la 'Critica della ragion pura'. Kant introduce la 'rivoluzione copernicana' nel pensiero, ponendo l'uomo e la sua ragione al centro della conoscenza, e distingue tra fenomeni e noumeni. La libertà morale, secondo Kant, è legata all'imperativo categorico e alla capacità di agire secondo la ragione, mirando al 'sommo bene' come unità di virtù e felicità.

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Il documento analizza il pensiero di Immanuel Kant, evidenziando la sua posizione tra illuminismo e idealismo romantico, e le sue opere principali come la 'Critica della ragion pura'. Kant introduce la 'rivoluzione copernicana' nel pensiero, ponendo l'uomo e la sua ragione al centro della conoscenza, e distingue tra fenomeni e noumeni. La libertà morale, secondo Kant, è legata all'imperativo categorico e alla capacità di agire secondo la ragione, mirando al 'sommo bene' come unità di virtù e felicità.

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1.

Elisa Meoli
6 maggio 2022, 10:06:16
la culla è la Francia

2. Elisa Meoli
19 settembre 2022, 15:38:24
non credere nelle sensazioni per
poter accingere all’intelligibile

Immanuel Kant
“2 cose sono degne di ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”

Kant è tedesco e vive nel pieno 1700. Nasce nel 1720 ma le opere più importanti le scrive negli anni ‘80
del 1700. Kant vive nel territorio della Prussia, con Federico II il Grande, c’è tolleranza religiosa verso le
altre religioni (ma non verso gli atei).
1 E’ il losofo che porta a termine l’illuminismo ma in realtà è un anello di passaggio tra Illuminismo e
idealismo romantico. Crede nell’universalità ma rimane illuminista, quindi crede nell’individuo e nelle sue
capacità.

Paragoni con altri intellettuali

1. Voltaire —> Kant e Voltaire non sono proprio simili, Kant è illuminista ma ha ancora una tendenza
meta sica, solo che si rende conto che non può essere provata scienti camente. Voltaire invece è più
rivoluzionario e antisacrale.
2. Cartesio —> mentre per Cartesio con il razionalismo epistemologico e la bontà di Dio, noi possiamo
conoscere oggettivamente la realtà, per Kant no. Un collegamento tra Kant e Cartesio è il concetto di
io.
3. Locke —> sviluppa lo scetticismo che Kant porta al massimo grado.
2 4. Platone —> è il rappresentante della meta sica razionale che è fortemente criticata da Kant. Tuttavia
sostiene che la tensione verso le idee di anima, mondo e Dio ha per Kant la valenza positiva di
spingere avanti la conoscenza come se si potesse giungere a un termine nale che va al di là delle
esperienze

Tutte le conoscenze sono al grado della probabilità (conoscenza = mediazione).


Problema dello scetticismo: le sensazioni sono mediate da noi, c’è una distanza tra me e il mondo
esterno.

Il Tacchino induttilista (dice Russell prendendo le idee di Iulm?) è quello che in base all’esperienza sa
quello che sa, sempre per probabilità, anche se pensa di sapere per necessità. Il primo giorno non lo
conosce, ne fa solo esperienza e pian piano lo conosce con la probabilità.

La loso a di Kant è detta criticismo. Le opere che scrive a riguardo, tra l’81 e il 90, sono:
1. Critica della ragion pura
2. Critica della ragion pratica
3. Critica del giudizio

Le domande a cui rispondono Le critiche:


Che cosa possiamo sapere? Cosa devo fare io nella mia vita? Cosa posso sperare?
Si può arrivare a sperare che ci sia qualcos’altro. Kant sostiene che non si possono sapere le cose no in
fondo ma che si può fare scienza. Non puoi sapere di avere un’anima ma puoi sapere che stai pensando.

1) Critica della ragion pura

Diviso in:
1. Estetica trascendentale —> ciò che riguarda le sensazioni
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2. Logica trascendentale:
A. Analitica trascendentale —> analitica dei concetti + analitica dei principi. Studia l’intelletto e
le categorie.
B. Dialettica trascendentale —> affronta il problema vero: quando l’intelletto diventa ragione e
cerca di dare risposte che non può dare, tutto il discorso sulla meta sica.

Fa una distinzione tra intelletto e ragione.


Idee della ragione (meta sica):
1. Dio
2. anima
3. mondo nella sua totalità

La prima fase del pensiero di Kant è caratterizzata da un progressivo allontanamento dal razionalismo
(che usa la prova ontologica) meta sico e dall’empirismo di Locke. Lui all’inizio è un sico e riconosce in
Newton il nuovo profeta della scienza moderna che ha trovato un metodo per arrivare a verità condivise.
Con questo libro Kant cerca di dimostrare perché la sica sia una scienza nonostante le impressioni siano
sempre relative; secondo questo ragionamento quindi è l’uomo che produce l’uomo tramite le sue
strutture, il centro di gravità del conoscere è il pensiero dell’uomo.

Cosa intende Kant per ‘Rivoluzione copernicana’?


L’affermazione per la quale è il soggetto a porre le condizioni dell’esperienza e della conoscenza.
Lui chiama la sua rivoluzione (rivoluzione kantiana) rivoluzione copernicana. Che di per sé è paradossale
perchè Kant dà importanza all’uomo, ponendo al centro delle conoscenze il suo pensiero, mentre
Copernico fa proprio l’opposto, stabilisce la teoria eliocentrica togliendo l’uomo dal centro dell’universo.
Se l’universo lo si percepisce come in nito (cfr. Cusano) allora ogni uomo è al centro del mondo, se lo si
concepisce come nito allora l’uomo non può esserlo.
Copernico ha cambiato la scienza attraverso un’intuizione, ha cambiato il centro di gravità, così
metaforicamente ha fatto Kant —> il centro è la mente, attorno ruotano gli oggetti.
Dopo la decentralizzazione, Copernico parla di universo in nito.

Cosa signi ca criticare in senso puro?


Oggi ‘giudicare’ signi ca giudicare in modo negativo, mentre in senso puro signi ca giudicare e basta, è
un termine neutro. Critica della ragione signi ca quindi porre la ragione sotto il suo giudizio. Bisogna
quindi comprendere che l’uomo è ragione ma può sdoppiarsi (= essere oggetto e soggetto) e
autoanalizzarsi e giudicarsi per capire. Kant attraverso le categorie crea discorsi e concetti che hanno una
loro logica ma che non sono veri concretamente (problema del sillogismo aristotelico). L’uomo analizza il
suo intelletto quindi, per capire cosa può fare e cosa non può fare.

Le intuizioni senza i concetti sono cieche

I concetti senza le intuizioni sono vuoti

Le categorie dell’intelletto (la ragione) danno un senso alle intuizioni sensibili (le sensazioni).

I due aspetti a cui l’uomo deve dare spazio per accedere alla conoscenza sono:
1. le sensazioni (osservazioni del fenomeno)
2. la ragione (ci ragioni sopra)

Le categorie

Le categorie di Kant —> che applichiamo senza volere, fondano i nostri ragionamenti
Le categorie di Aristotele —> spiegano com’è fatto il mondo (sostanza, causa effetto)
fi
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3. Elisa Meoli
20 settembre 2022, 11:48:24
categoria della categorie

La categoria suprema per Kant è l’io penso. Un cane, che ha un conoscenza inferiore a quella dell’uomo,
3 che cosa gli manca? Non ha il linguaggio e l’io, l’auto-consapevolezza, noi sappiamo di essere qualcosa.
L’io penso è un riferimento a Cartesio.
καταγορειν - “andare in giro per la piazza”. L’essere si dice in molti modi e la sostanza per essere descritta
si parte dalle categorie, cioè qualità, quantità, …
De nizione di categoria: le categorie sono i modi con cui l’intelletto da’ ordine, giudizi, frasi categoriche
alle percezioni ordinate in spazio-tempo, quindi attribuendone anche un ordine logico.

La categoria è un recipiente morale che va riempito. L’uomo categorizza le sensazioni.


Kant le divide in 12 categorie, a loro volta suddivise in 4 gruppi:
1. quantità —> uno, molti, tutti. Tutto può essere descritto in questi 3 termini di 3 soggetti quantitativi.
2. qualità —> causa ed effetto.
3. relazione
4. modalità
Come sono messe in rapporto libertà e dovere? L’uomo è libero ma deve comunque seguire delle leggi,
quindi è sia autonomo che eteronomo (=alcune cose non le può fare perchè altri glielo impediscono con
delle leggi).
Io penso a cos’è giusto, giusto in senso generale non giusto intesto come cosa mi conviene.
Anche all’interno di un bivio non sono sempre libero.

Trascendentale (= a priori)

Idealismo trascendentale = abbiamo dentro di noi soggettivismo che ci fa conoscere il mondo.


Signi ca “a priori dall’esperienza, ciò che sta prima dell’esperienza”. E’ quello che sta prima dell’esperienza
e che determina la nostra conoscenza dell’esperienza. È ciò che pur non avendo origine empirica, tuttavia si
applica all’esperienza, cioè è la condizione della possibilità di esperienza. Ad esempio: le forme della
conoscenza sensibile (spazio e tempo) e i concetti puri dell’intelletto (le 12 categorie) sono a priori, ma
hanno come campo di applicazione solo l’esperienza. La conoscenza umana, dunque, che è possibile in
forza dei sensi e dell’intelletto, è una conoscenza trascendentale.
E’ ciò che è in noi, è quello che è la nostra esperienza del mondo, non è la realtà ma è quello che cogliamo
e quello che sappiamo della realtà.
L’esperienza è il mondo come noi lo conosciamo, c’è qualcosa che viene prima dell’esperienza (il mondo
che manda degli in ussi) e un individuo che riesce a coglierli.
Non esiste l’innatismo in senso platonico o cartesiano, ma inteso come modo di ragionare.
Il trascendentale è quindi la condizione di possibilità dell’esperienza e della conoscenza.

Spazio e tempo

Quali sono le forme pure? Lo spazio e il tempo. Sono forme a propri della sensibilità.
Il tempo non esiste, se lo è inventato l’uomo per strutturale la realtà. Sensibilità vuol dire sensazione. Noi
abbiamo un concetto di spazio-tempo, che non deriva dall’esperienza. Spazio e tempo sono le forme della
conoscenza trascendentale, non sono innate ma sono a priori, servono per creare le categorie e dare un
senso a quello che vediamo. Sono il primo step del percorso conoscitivo, vengono prima dell’esperienza,
mentre le categorie servono a categorizzare dopo che si è visto qualcosa.

La metafora dell’isola e della colomba (pag 313)

Giunto alla ne dell’Analitica trascendentale, in cui ha elencato le categorie dell’intelletto e ha redatto la


tavola dei principi cui danno luogo, Kant arriva alla distinzione tra fenomeni e noumeni (cose per noi e
cose in sé).
Le cose in sé (noumeni) —> non potremo mai conoscerle perché la nostra conoscenza è sempre mediata
dai dati sensibili ed è quindi conoscenza dei fenomeni.
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4. Elisa Meoli
19 settembre 2022, 15:38:24
non credere nelle sensazioni per
poter accingere all’intelligibile

Il Noumeno è il limite di quello che possiamo conoscere. Nonostante questo, la nostra mente è sempre
portata a superare questi limiti —> metafora dell’isola circondata da un mare tempestoso.

isola = intelletto puro, territorio della verità (επιστηµι = ciò che è stabile, scienza), è il terreno stabile.
oceano = limiti dell’intelletto, a volte l’oceano inganna, generando illusioni di nuove terre. Il limite è
ontologico, non morale, signi ca che non si può superare.
navigante = l’uomo che cerca di capire

La metafora serve a spiegare la tendenza irresistibile degli uomini ad avventurarsi verso quello che non
conosce, per avventurarsi nel dominio delle idee meta siche (anima, mondo e Dio) analizzate nella
Dialettica trascendentale.

Metafora della colomba e opinione su Platone

Per volare non bastano le ali, serve l’aria, l’attrito.


Kant cita Platone dicendo che è il losofo che sostiene la necessità di liberarsi dai lacci del mondo
sensibile per poter attingere la realtà più vera del mondo intelligibile. Kant sostiene che il ragionamento di
Platone è un’illusione simile ad una colomba che crede di volare meglio senza l’impaccio dell’aria.
4 Quindi: Platone (= Innatismo) è il rappresentante della meta sica razionale che è fortemente criticata da
Kant. Tuttavia sostiene che la tensione verso le idee di anima, mondo e Dio ha per Kant la valenza
positiva di spingere avanti la conoscenza come se si potesse giungere a un termine nale che va al di là
delle esperienze. Kant, contrariamente a Platone non ha idee innate ma categorie, ha innata la capacità di
creare il suo mondo tramite le esperienze sensibili di quello che fa.

2) Critica della ragion pratica

Parola importante —> libertà.


Cos’è che permette all’uomo di capire se sei libero? il “tu devi”. L’uomo agisce sempre in base ad
imperativi. La scelta morale è libera, ma in realtà per Kant possiamo essere davvero liberi se ci
comportiamo bene, e siamo liberi dalle inclinazioni sensibili, per sentirci bene con noi stessi.
La libertà di Kant è quella di poter fare delle cose perchè te le imponi (che è un po’ come quello che ti dice
il prete).
Perché Kant parla di primato della Ragion pratica? Perché la via morale (l’etica razionale) apre
all’uomo la via della libertà, preclusa all’ambito conoscitivo. L’azione morale è una conseguenza del fatto
che siamo liberi perché signi ca che possiamo scegliere come comportarci. Quando l’uomo fa qualcosa, è
la volontà che glielo fa fare e spesso la volontà non coincide con il piacere carnale.

De nizione di ‘Sommo bene’ —> unità di virtù e felicità.


L’uomo vuole essere felice, il massimo bene è quando l’uomo è felice comportandosi nella maniera
corretta. Ma non è scontato che comportandoti nella maniera corretta sei felice. E’ come se noi ci
aspettassimo la giustizia.

Su cosa si fonda la Ragione pura? Sull’Imperativo categorico “io devo”.


Nella Critica alla ragion pratica rientrano le idee della ragione.
E in questa critica Kant ci dice chi siamo e in cosa possiamo sperare. L’uomo è un animale razionale
pratico.
L’empatia con la sofferenza degli altri funziona così: dato che non vogliamo essere tristi noi, aiutiamo gli
altri a non essere tristi così possiamo essere più sereni.
Ognuno si da delle massime: è come se l’uomo con la sua volontà razionale si dimostra di essere libero —>
Quando l’io dice a se stesso “tu devi” sta implicando “tu puoi”. E’ la tua coscienza la prova della tua
libertà.
Inizio di una dualità che divide:
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
1. etica razionale (spirituale)
2. desiderio carnale (es. amante e moglie).
Lo spirito libero ti impone un dovere. Il mio dovere è amare gli uomini, non mentire (categoria morale).
Quando parliamo di dualismo in Kant parliamo sempre di qualcosa che sembra esserci ma non è
esplicitata

I postulati della Critica alla ragion pratica

Sono problemi che si pone anche Locke

1. Fenomeno: —> lett. [φαινοµενον] φαινοµαι: “ciò che appare”


2. Νουµενον —> non può essere conosciuto perché manca l’esperienza. Lett. νουµενον: “ciò che è
pensato, ma non può essere conosciuto”. Io posso solo interpretare le mie sensazioni, sono discorsi
formalmente corretti che però vanno in direzioni diverse. Sono logici ma non possono essere provati
con l’esperienza. La libertà, l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio sono principi indimostrabili
che determinano la volontà di reagire moralmente.
Concetti pensabili ma non conoscibili:
A. Dio: Kant è fortemente credente, la loso a che contesta la religiosità come possibilità
razionale non vuol dire che sia ateo, signi ca solo che è un atto di fede, non si può
spiegare in modo razionale e oggettivo.
B. Anima: è un noumeno, non posso conoscerlo, posso pensarlo, è un discorso logico, in sé
(manca l’esperienza). Problema: così si possono però fare due discorsi puramente logici e
formalmente corretti che vanno in direzione opposta (es. 1- per forza c’è dio per orologio e
orologiaio, deismo es 2- io non posso immaginare che dal nulla si passa all’essere, allora
vuol dire che l'universo è eterno).
C. Universo nella sua totalità: non si può fare esperienza del totale.

3. Volontà: è l’ultimo atto deliberativo della ragione che spinge ad agire. Non è desiderio, è un atto della
ragione, quindi un atto razionale.

Qual è quindi la differenza tra fenomeno e noumeno? Il fenomeno è ciò che si manifesta, il noumeno è
quello che è pensabile ma non esperibile, puramente pensato ma non visto

Le etiche e gli imperativi: come mi devo comportare?

L’etica cambia a seconda del contesto, della persona e del tempo. L’etica risponde alla domanda “cosa devo
fare? Come mi devo comportare?”.
L’etica è anche ciò che ci fa giudicare, perché se abbiamo un’etica abbiamo anche un idea del giusto
comportamento, se un’altra persone quindi, inizia a comportarsi in modo che secondo noi è sbagliato,
diamo dei giudizi morali.
Astrazione eccessiva: per Kant non bisogna dire bugie e bisogna sempre dire la verità. Tu non sai la
conseguenza delle tue azioni, però l’unica cosa che sai è che dire le bugie è sbagliato e bisogna dire sempre
la verità perchè è giusto così, è un imperativo categorico.
Kant dice che tu hai l’imperativo di aiutare gli altri ma allo stesso tempo non devi dire bugie.
Aristotele dice invece che bisogna capire al momento qual è la cosa giusta da fare, a volte è giusto dire
bugie. Il gesto è nobile in se ma non per se (non è giusto mentire ma è giusto mentire per una causa
giusta).
Perché la morale di Kant di dice formale? la forma della morale di Kant è l’imperativo categorico. La
forma del “tu devi”. Formale = è come se fosse un contenitore pre-costituito, devo riempirlo di sostanza.

In fondo la morale non ti assicura il Massimo bene, perché non ti assicura che sarai felice, perché magari
noti che tu fai dei sacri ci e gli altri no.
Il sommo bene è rarissimo da trovarsi. E da qui senti che ci deve essere un’entità che permetta che questo
avvenga. Noi, quando ci diamo dei vincoli, ci sdoppiamo (l’io dà degli imperativi a se stesso).
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fi
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5. Elisa Meoli
10 settembre 2022, 17:22:32
devi fare del bene agli altri.
La tesi utilitaristica non è condivisa
da Kant.

Cosa ne ricavo se mi comporto bene, sapendo che non ho la certezza che sarò felice? La ratio essendi
della vita morale è la libertà. “Non desiderare la donna d’altri” —> non si può non desiderare ma si può
vincere il desiderio. E che cosa ne ricavi a non desiderare? Kant è molto sereno come persona, come i
greci, si contengono dalle pulsioni, diventi ero di te stesso, uno si sente bene quando sei coerente per te
stesso.

la morale non ti porta a essere felice ma ti fa pensare di essere degno di essere felice

Etica eudaimonistica: Grecia antica, faccio così perché ho come ne la mia felicità.
5 Etica utilitaristica: Inghilterra, faccio delle scelte sulla concretezza utile e calcolata (es. se ho solo un
organo a disposizione per un trapianto e 3 pazienti, i medici applicano un’etica utilitaristica, cioè dò
l’organo al paziente che ha più speranze). Imperativo ipotetico ha una sua validità ma non ha un
aspetto etico bensì utilitaristico. Etica utilitaristica signi ca produrre il bene per la comunità, compiere
azioni utili per gli altri e per il bene collettivo (concetti anche illuministici). L’etica che più disprezza è
(oltre a quella utilitaristica) l’epicureismo (è un etica endo..??).
Etica del dovere (Kant): per Kant l’uomo giusto è quello che si comporta bene.
Gli imperativi categorici sono tipo non mentire (mai). C’è anche una forma di egoismo, fai del
bene secondo ciò che tu consideri bene e poi rispettalo. Kant disprezza l’utilitarismo inglese, lui è
un po’ luterano e astrattista. Kant ha invece fede nelle cose che vuole fare, che pensa di dover fare
e così sta apposto con la sua coscienza perché ti senti coerente e maturo.

Differenza tra imperativo e massima:


1. imperativo —> proposizione che dichiara una certa azione (o anche un'omissione) essere necessaria.
2. massima —> principio soggettivo (oggettività individuale), l'imperativo categorico è invece un
principio oggettivo; l'intenzione è poi il fondamento intrinseco della massima. La soggettività (non
vuol dire che non sia universale) della massima, signi ca che lo penso io.

Ci sono 2 formule con cui puoi pensare che la tua massima può diventare un imperativo categorico:
1. l’universalità
2. gli altri devono essere un ne non un mezzo

Il vero ma oso è quello che rispetta sempre il SUO imperativo categorico (la ma a è morale in un certo
senso).

3) Critica del giudizio

L’oggetto della Critica del Giudizio e il giudizio ri ettente.


In questa critica Kant si occupa del bello e del sublime (da sapere).
Aspetto del bello —> l’uomo riesce a trovare armonia. In questa Critica l’arte diventa molto più
importante di quello che era. C’è il divino che sta nelle cose —> l’arte viene de nita come meta sica, la
musica ti fa sentire dio in senso mistico

- Sentimento del bello (diverso dal piacevole/desiderabile) —> facoltà universale. E’ un accordo tra
immaginazione ed intelletto, quando quello che vedo è in piena armonia con le mie categorie morali.
Perché c’è qualcosa che è bello per tutti? Perché è riconosciuto come universalmente bello, simmetrico,
armonioso, matematico (Neoclassicismo artistico).
- Sublime —> quello spettacolo naturale o artistico in cui l’uomo di trova di fronte alla grandezza e
all’immensità di quello che si ha davanti, il sublime agita, e ci da la duplice consapevolezza che:
1) siamo piccoli e non contiamo niente
2) riconosci la forza della volontà morale, cioè, anche se non sei grande come una montagna, hai lo
spirito e la volontà —> che sfocia in υβρις
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2 tipi di sublime:
1. matematico —> quantità, enormità (oceano, montagna)
2. dinamico —> non è la grandezza ma la potenza della natura (la tempesta, l’eruzione vulcanica)

Discorso sulla politica

A favore del sovranismo illuminato:


1. laicismo
2. istruzione che lo stato organizza per i suoi sudditi/cittadini. Qual è il vantaggio di istruire i cittadini?

A livello politico, che la dialettica si limitata nelle imprese, come si realizza ? col sovranismo illuminato.
Con assoluta libertà di espressione, particolarmente in un ambito religioso. Kant non è democratico ma
repubblicano: le cose devono appartenere a tutti. Infatti Kant è contro le democrazie non liberali: ovvero
lo stato pone dei limiti alle libertà individuali (separazione dei poteri, diritto di stampa, diritti individuali;
quindi governa la maggioranza senza le premesse costituzionali (= se la maggioranza voto contro un
diritto, quel diritto viene tolto). Kant non è democratico ma repubblicano: le cose devono appartenere a
tutti.

Nesso causa-effetto

Il nesso causa-effetto è nella nostra categoria mentale, questo comporta che io ho delle percezioni e che
quando vedo dei movimenti, attribuisco ad alcune azioni il concetto di causa e ad altre azioni il concetto di
effetto.
Ad esempio, noi attribuiamo al gatto nero il concetto di sfortuna perché magari tante volte abbiamo visto
seguire conseguenze negative dopo aver visto un gatto nero.
Secondo Kant nella natura esistono dei meccanismi causa effetto ma esistono anche tante altre cose. Non
è solo meccanismo. L’uomo è ne a se stesso, è unico e irripetibile, ecco perché non è una macchina
(rastrello, aratro se li distruggi li puoi ricreare, l’uomo no). Come fa ad esserci l’uomo libero in una natura
meccanica? Perché c’è una sorta di unione tra l’uomo e la natura, ovvero il sentimento del bello che ha
l’uomo ri ettendo sulla natura, può iniziare a pensare che ci sono degli aspetti della natura che in fondo
possono essere considerati verosimili, come la nalità (un ore che sboccia), che è appunto simili
all’uomo, che è un animale ne a se stesso.
La logica in sé non vale se non c’è l’esperienza, ad esempio, parlando di Dio si possono creare dei
ragionamenti logici, ma mancando l’esperienza non si può dare attendibilità; logico non vuol dire vero,
vuol dire solo che segue dei passaggi.
Gli scienziati si trovano d’accordo perché osservano lo stesso fenomeno, coloro che discutono di
meta sica non si troveranno mai d’accordo (discorsi sull’anima, su Dio, …). La meta sica però fa parte
dell’essere umano, perché parlare di Dio, dell’anima della libertà e di questi concetti qua, è una cosa che ci
viene naturale.
Mentre Kant scrive, i suoi contemporanei pensano che l’uomo siano una macchina, Kant va contro
corrente.
Categoria necessaria alla sica che ha bisogno di un prima e di un dopo, Qual è la legge che so fonda sulla
scienza moderna? La forza, la causa e l’effetto.

La religione
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6. Elisa Meoli
17 settembre 2022, 09:45:51
non ne abbiamo percezione

Lui non è ateo.


Che fede ha Kant? Una fede interiorizzata quasi luterana.
Da un punto di vista scienti co Dio non può essere provato, anzi è più probabile che non ci sia (sempre
da un punto di vista scienti co). Nonostante questo, Kant sostiene che sia ugualmente importante.
In ogni essere umano c’è l’io cosciente e razionale e viene in un certo senso idealizzato. Gli idealisti
diranno che l’uomo è Dio. L’uomo non deve pensare di avere limiti.

6 Protagora - “degli dei non posso dire ne che esistono ne che non esistono perché troppo oscuro come argomento e troppo
breve la vita umana”.
Con Kant si parla di ‘Agnosticismo’ = tutte le idee che non possiamo raggiungere. Diventano i cosiddetti
postulati della Critica alla ragion pratica (dio, anima, universo). Per agnosticismo kantiano si intende che
non potremo mai conoscere la realtà in senso assoluto. L’autonomia della ragione è importantissima per
Kant: se pensi tanto non diventi ateo ma agnostico —> cioè ti rendi conto che non potrai mai provare Dio
ma nemmeno il contrario.

Cosa dice Kant sull’Illuminismo

E’ l’uscita dallo stato di minorità.


Cosa vuol dire che deve uscire dallo stato di minorità?
Quando l’uomo diventa adulto? Quando è autonomo nel pensiero.

Minorità = essere dei piccoli bambini ovvero non essere autonomi. Fino add& un certa età è consigliato, è
naturale essere guidati.
Uscita dell’uomo dallo stato di minorità
Kant parla di:
1. paura —> di sbagliare o di essere punito (dal gruppo o dallo stato)
2. pigrizia —> per questo scrive trattati educativi, per far capire ai bambini/ragazzi che ognuno è
spiritualmente libero.
Forse non tutti sono così intelligenti ma di fondo anche chi potrebbe, dotato di intelligenza normale, non
pensa da solo perché gli manca il coraggio → ci vuole coraggio perché c’è il rischio di sbagliare e andare
contro l’autorità del singolo e anche del gruppo.

Il problema del non pensare (che sarebbe più semplice) è che gli altri lo faranno per te, è anche un
discorso politico. I sovrani e i preti ad esempio ti invogliano a rimanere in uno stato di minorità, perché a
loro conviene che tu non pensi, così loro ti possono manipolare e farti fare quello che vogliono perché loro
pensano per te e tu gli credi.
Abbi il coraggio di sapere
Utilizza il tuo intelletto in maniera autonoma

pag 328

Non spiegati bene

Lo spazio è il vuoto ma il vuoto non esiste.


Siamo la stessa cosa anche se siamo differenti.
La psicanalisi di Kant parla dell’anima, dall’invisibile.
I giudizi di Kant sono sintetici (che danno qualcosa di più alla frase) a priori.
Il giudizio ideologico
Meta sica dei costumi
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Dato che non posso più pensare a dio dove posso trovarlo?
Cosmologia razionale
Lo scorrere del tempo è ciclico. La storia ha un andamento lineare a non per forza prevedibile

Sapere i 2 termini (di Galileo e Cartesio)


1. ANALITICO
2. SINTETICO

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