Macroeconomia
Macroeconomia
Premessa:
Introduzione al corso
Microeconomia
Istituzioni di Economia
Politica II Analisi del comportamento ottimale del
singolo individuo (singolo consumatore e
singola impresa)
Istituzioni di Economia Politica II
Analisi del funzionamento di un singolo
mercato
1 2
3 4
1
Programma del Corso
Obiettivi del corso 1)Esame delle principali grandezze
macroeconomiche
Esaminare gli elementi che determinano il livello
e la dinamica nel tempo delle principali
grandezze economiche (produzione, consumo, 2) Analisi di breve periodo
investimento, disoccupazione, inflazione, ecc) Equilibrio del mercato dei beni
Equilibrio dei mercati finanziari
Equilibrio di breve periodo
Esaminare le modalità con cui le autorità di
politica economica (Governo e Banca Centrale)
possono agire in modo da promuovere la 3) La politica economica nel breve periodo
crescita, ridurre la disoccupazione e controllare Politica fiscale e conti pubblici
l’inflazione Politica monetaria e suoi strumenti
La politica economica in condizioni di incertezza
5 6
7 8
2
Informazioni generali
Modalità di esame
I lucidi delle lezioni sono disponibili on line
L’esame è composto da 3 domande
sulla piattaforma Elly (aggiornata
(tempo 90 minuti)
settimanalmente) e presso il Centro
stampa del Dipartimento.
Domanda 1 10 quesiti a risposta breve
Alcuni materiali di studio complementari ai Domanda 2 Esercizio numerico o
lucidi sono disponibili su Elly. applicazione
Domanda 3 Domanda teorica o
All’interno del corso sono previste alcune applicazione
applicazioni ed esercitazioni.
9 10
Le principali grandezze
macroeconomiche I
Perché è rilevante?
11 12
3
Le principali grandezze
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
macroeconomiche I
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
Il Pil è il valore dei beni e servizi finali
Identità e definizioni alternative
prodotti in un’economia in un determinato
Grandezze relative al Pil periodo di tempo
13 14
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil) Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
Elementi della definizione: Pil misura del valore e non della quantità
a) Il Pil è una misura del valore della prodotta
produzione
Valore di un bene prezzo x quantità Due ragioni:
Valore produzione di un’economia = I beni sono eterogenei (hanno unità di misura
p1 q 1 + p 2 q 2 + … differenti)
p1 – prezzo del bene 1
I beni hanno valore diverso
q1 – quantità prodotta del bene 1 …
15 16
4
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil) Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
17 18
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil) Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
Esempio numerico
c) Nel calcolo del Pil si considerano agricoltore
solamente beni e servizi finali Economia 3 settori mugnaio
panettiere
Vengono esclusi i beni intermedi rappresentati
dai beni che sono utilizzati come input nella a) Agricoltore
produzione di altri beni. Non usa materie prime o input
19 20
5
Definizione di Prodotto interno lordo (Pil) Definizione di Prodotto interno lordo (Pil)
c) Panettiere
Pil = Valore del pane = 250
Acquista la farina150
21 22
a) Produzione di legno
2) Il Pil è pari alla somma del valore
Non usa materie prime o beni intermedi
aggiunto dei diversi settori
Produce legno 100
dell’economia
Consideriamo altri due aspetti del settore:
3) Il Pil è pari alla somma dei redditi Valore aggiunto del settore (V.A.)
percepiti nell’economia Distribuzione dei ricavi ottenuti
23 24
6
Definizioni alternative del Pil Definizioni alternative del Pil
25 26
7
Definizioni alternative del Pil Definizioni alternative del Pil
3) Il Pil è pari alla somma dei redditi
percepiti nell’economia Intuizione:
29 30
31 32
8
Grandezze relative al Pil Grandezze relative al Pil
33 34
9
L’evoluzione del Pil nel tempo Pil Italia 1970-2017
Il livello del Pil di un’economia cambia di
anno in anno
La dinamica del Pil nel tempo evidenzia
alcuni fenomeni comuni a tutte le
economie industrializzate
Per illustrare questi fenomeni
consideriamo la dinamica del Pil italiano
37 38
Esaminando il grafico notiamo che il Pil cresce Disegniamo una retta che rappresenta la
durante il periodo considerato tendenza media di lungo periodo
1° fenomeno: Tendenza di lungo periodo (30 La crescita è a volte più rapida e a volte meno
anni) il Pil cresce nel tempo rapida della tendenza di lungo periodo
39 40
10
Consideriamo le variazioni rispetto alla tendenza di Esaminiamo infine la crescita annua del Pil
lungo periodo
Il Pil “fluttua” intorno alla tendenza di lungo periodo in diverse economie
2° fenomeno: Ciclo economico
41 42
43 44
11
Il ruolo dei prezzi: Pil reale e Pil nominale
Pil reale e Pil nominale
Pil Valore dei beni
Un solo bene
Valore dei beni Quantità x Prezzi di mercato
anno quantità prezzo
Quali prezzi?
2000 100 100
Pil nominale 2001 103 102
Valore di beni e servizi finali calcolato utilizzando
quantità correnti e prezzi correnti Pil nominale2000 =
prezzo2000 x q.tà2000 = 100x100 =10000
Pil reale
Valore di beni e servizi finali calcolato utilizzando Pil nominale2001 =
quantità correnti e prezzi di un anno di riferimento prezzo2001 x q.tà2001 = 102x103=10506
(detto “anno base”)
45 46
12
Pil reale e Pil nominale Inflazione
Crescita del Pil reale =
Tasso di inflazione (p) – Tasso di crescita
nel tempo del livello generale dei prezzi
49 50
Inflazione Inflazione
Anno base 2000
Deflatore del Pil =
Pil reale2000 = 10000
pt = Pil reale2001 = 10300
51 52
13
Inflazione Inflazione
Nel nostro esempio abbiamo
n = 5,06%
g = 3%
p = 2%
E’ inoltre possibile dimostrare che
Utilizzando la formula approssimata
pn-g
p n - g = 5,06% - 3% = 2,06% 2%
dove
g = tasso di crescita annuo del Pil reale Il deflatore del Pil considera i prezzi di tutti i beni
n = tasso di crescita annuo del Pil nominale finali prodotti nell’economia
Inflazione Inflazione
2) Indice dei prezzi al consumo (IPC) prezzo pane 11,110%
Considera solo i beni mediamente prezzo vestiti 1001011%
acquistati dai consumatori
Inflazione media fra le due variazioni
Esempio non media semplice
Due beni pane e vestiti media ponderata per quantità consumate e
Consumatore acquista in media ogni anno: valore dei beni
1 vestito - 10 kg di pane
pane vestiti
prezzo 2000 1 100
prezzo 2001 1,1 101
55 56
14
Inflazione Inflazione
Calcolo dell’IPC: p= =
57 58
59 60
15
L’inflazione è di norma positiva L’inflazione è diversa in periodi diversi
(i prezzi crescono nel tempo) (>10% fra il 1974 ed il 1984 ; < 3% dal 1997)
In periodi di forte crisi è possibile che l’inflazione
sia negativa (deflazione)
61 62
63 64
16
Mercato del lavoro Mercato del lavoro
Forze di lavoro = Occupati + Disoccupati Popolazione
Inattivi Individui in età lavorativa che non Popolazione non Popolazione in età
lavorano e non cercano lavoro in età lavorativa lavorativa
65 66
Le forze di lavoro crescono nel tempo per effetto In periodi di crisi economica la partecipazione al
di una maggiore partecipazione delle donne. mercato del lavoro può decrescere insieme
all’occupazione e alla disoccupazione (anni’90)
Il numero degli occupati è di norma crescente
per effetto della crescita economica Con forze lavoro costanti o crescenti una crisi
causa invece un calo dell’occupazione ed un
incremento della disoccupazione (anni ’10)
67 68
17
Mercato del lavoro Mercato del lavoro
69 70
71 72
18
Mercato del lavoro Mercato del lavoro
Flussi 3 Flussi 3 interni alla popolazione in età
lavorativa
Dis
Da occupati a disoccupati.
Da occupati a inattivi.
Occ
Da disoccupati ad occupati
Da disoccupati ad inattivi
Da inattivi a disoccupati
73 74
75 76
19
Mercato del lavoro Mercato del lavoro
Date le grandezze precedenti si possono
determinare alcuni indicatori (come rapporti fra
grandezze) Tasso di disoccupazione (u) =
77 78
79 80
20
La disoccupazione è di norma positiva (ci sono
lavoratori che non trovano un’occupazione) Mercato del lavoro
La disoccupazione è diversa in paesi diversi
81 82
21
Il tasso di interesse Il tasso di interesse
In cambio il soggetto in surplus riceve un Inoltre:
“titolo” (attività finanziaria) dal soggetto in Il soggetto in surplus sta prestando risorse
deficit che gli darà diritto a riottenere e diviene quindi “creditore” del soggetto in
risorse dopo un certo tempo deficit
Il soggetto in deficit sta ricevendo risorse e
Il titolo che rappresenta una “attività diviene quindi “debitore” del soggetto in
finanziaria” per il soggetto in surplus è una surplus
“passività finanziaria” per il soggetto in
deficit
85 86
87 88
22
Il tasso di interesse Il tasso di interesse
Vediamo un esempio numerico con tre
soggetti: A, B e C A presta risorse a B e C per un anno
91 92
23
Il tasso di interesse Il tasso di interesse
L’incontro fra i soggetti in surplus e quelli L’incontro fra i soggetti in surplus e quelli
in deficit avviene tramite il “sistema in deficit avviene tramite il “sistema
finanziario” dove intervengono anche finanziario” dove intervengono anche
operatori specifici (gli “intermediari operatori specifici (gli “intermediari
finanziari”) finanziari”)
Le attività finanziarie sono tante e con Le attività finanziarie sono tante con
caratteristiche anche molto diverse (Anche caratteristiche anche molto diverse.
se in parte del corso ne considereremo (Anche se in parte del corso ne
una per semplicità) considereremo una per semplicità)
93 94
24
Scomposizione del Pil Scomposizione del Pil
Dal punto di vista della domanda il Pil è b) Investimento (I) – Acquisto da parte delle
scomponibile in diverse categorie di spesa imprese di beni capitale che verranno
utilizzati per svolgere attività produttiva
futura (es. macchinari, fabbricati, ecc.)
a) Consumo (C) – Acquisto di beni e servizi
da parte delle famiglie
Una particolare categoria di investimento è
Beni durevoli (vita media >3 anni) l’investimento in scorte (beni prodotti e non
Beni non durevoli (vita media <3 anni) venduti)
Servizi Non è l’investimento finanziario
97 98
99 100
25
Scomposizione del Pil Scomposizione del Pil
Alla spesa nazionale devono dunque essere La domanda aggregata di beni nazionali (Z) è
sommate le dunque pari a:
Esportazioni (X) – Acquisto di beni e servizi Z=C+I+G+X-Q
nazionali da parte del resto del mondo (es.
vino italiano venduto in Germania)
Altre grandezze rilevanti sono infine:
e sottratte le
Disavanzo Commerciale =
Importazioni (Q) - Acquisto di beni e servizi Differenza fra importazioni ed esportazioni
prodotti all’estero da parte dei residenti (es.
Cioccolato svizzero venduto in Italia) Disavanzo pubblico =
Differenza fra uscite ed entrate dello Stato
101 102
103 104
26
L’equilibrio del mercato dei beni Premessa: breve, medio e lungo periodo
Premessa: breve, medio e lungo periodo
Possiamo distinguere tre orizzonti
Analisi delle componenti della domanda temporali diversi:
Determinazione della funzione di domanda Breve periodo fino a 1-2 anni
aggregata
Determinazione della produzione (Pil) di Medio periodo 10 anni
equilibrio nel breve periodo Lungo periodo 30-50 anni
105 106
Premessa: breve, medio e lungo periodo Premessa: breve, medio e lungo periodo
Perché utilizziamo questa differenziazione? 2) In orizzonti temporali diversi effettuiamo ipotesi
1) L’evidenza empirica mostra che in orizzonti diverse sul funzionamento dell’economia
temporali diversi l’evoluzione del livello della
produzione è guidata da fattori diversi a) Aggiustamento dei prezzi
27
Premessa: breve, medio e lungo periodo Premessa: breve, medio e lungo periodo
109 110
111 112
28
Componenti della domanda aggregata
Componenti della domanda aggregata
4) Con riferimento alle variabili esaminate abbiamo
due approcci alternativi:
Per alcune variabili Sotto le nostre ipotesi abbiamo
equazione di comportamento
equazione che descrive la regola seguita da alcuni Z=C+I+G
soggetti nelle loro scelte
variabili endogene
(“determinate all’interno”del modello) Esaminiamo ora le componenti della
Per altre variabili domanda (C, I, G)
valore dato e costante (nessuna equazione di
comportamento)
variabili esogene
(“determinate all’esterno”del modello)
113 114
29
Componenti della domanda aggregata Componenti della domanda aggregata
Per semplicità usiamo una funzione lineare:
C = C0 + c1YD
C = C0 + c1YD dove C0, c1– Parametri
b) c1 – Propensione marginale al consumo
Interpretazione dei parametri:
Indica di quanto aumenta il consumo se il
a) C0 - Consumo autonomo reddito disponibile cresce di una unità
Ad esempio se c1 = 0,6
Per ogni euro aggiuntivo di reddito
disponibile verranno incrementati i consumi di
60 centesimi e i risparmi di 40
119 120
30
Componenti della domanda aggregata
Componenti della domanda aggregata
Esogenità di I Ipotesi semplificatrice
Investimenti (I) e Spesa pubblica (G) che verrà rimossa in seguito
Consideriamo il loro valore come costante Esogenità di G e T Variabili di
(variabili esogene) “scelta” del Governo
I = I0 e G = G 0 dove I0, G0, - parametri Analisi della politica fiscale Effetti di scelte
di valori diversi di G e T
Allo stesso modo consideriamo esogene
le tasse (T) per cui
T = T0 dove T0 - parametro
121 122
31
Graficamente: Z = c1Y+SA Determinazione del reddito di equilibrio
L’analisi di un mercato è rappresentata
normalmente dall’analisi del suo equilibrio
Equilibrio di un mercato Microeconomia
L’equilibrio di un mercato è quello stato in cui
la domanda è uguale all’offerta
Condizione di equilibrio del mercato dei beni:
Domanda di beni = Offerta di beni
Domanda aggregata di beni Z
125 126
127 128
32
Determinazione del reddito di equilibrio Determinazione del reddito di equilibrio
Da cui:
(1- c1 )Y = SA Il moltiplicatore :
YE = SA dove YE – produzione di E’ detto moltiplicatore perché “moltiplica” la
equilibrio spesa autonoma
E’ sempre maggiore di 1 (per l’ipotesi 0<c1<1)
Questo risultato esprime il valore della produzione Cresce al crescere di c1
di equilibrio YE in funzione di parametri e costanti
Dipende dalle assunzioni sulle variabili
In particolare YE è pari al prodotto di: endogene ed esogene (Non è sempre )
SA Spesa autonoma
Moltiplicatore Spiegazione del ruolo del moltiplicatore
Esame di variazione di Y
129 130
45°
Y
131 132
33
Equilibrio del mercato dei beni: Equilibrio del mercato dei beni:
applicazioni applicazioni
Cosa spiega le variazioni del Pil nel breve Esempio numerico di determinazione del
periodo? Pil di equilibrio
Effetti di variazioni della spesa autonoma
Di quanto varia il Pil se variano le
Spiegazione del meccanismo del
componenti della domanda?
moltiplicatore
Come è possibile spiegare fenomeni come Espansione negli Stati Uniti negli anni ’90
l’espansione americana negli anni ‘90 o la Recessione 2008-09 in Italia
recente recessione del 2008-09? Risparmio e investimento in equilibrio
133 134
135 136
34
Esempio di determinazione del Pil Esempio di determinazione del Pil
La domanda aggregata Z è pari a
Z=C+I+G Imponiamo la condizione di equilibrio Z=Y da cui
137 138
Supponiamo che si modifichi qualche elemento = 200 + 0,6 (Y-100) + 50 + 250 = 0,6Y + 440
che influenza le scelte di consumo
Consumo autonomo (C0) Imponiamo la condizione di equilibrio Z=Y
da cui
Manteniamo i medesimi valori per le altre variabili
YE = 440 = 1100
139 140
35
Variazioni della spesa autonoma Variazioni della spesa autonoma
Spiegazione:
Abbiamo ottenuto che C0100200 a) Consumo autonomo (C0)
ha causato YE8501100
b) Poiché il consumo è un componente della
domanda aggregata (Z=C+I+G)
Un aumento di C0 di 100 ha causato un
Domanda aggregata ( Z= C0)
aumento di YE di 250
c) Poiché in equilibrio Y=Z
Perché? Produzione della stessa dimensione
(Y=Z =C0)
Se l’effetto di C0 terminasse qui avremmo
Y=C0
141 142
36
Variazioni della spesa autonoma Variazioni della spesa autonoma
Ciò si verifica perché ogni aumento del Analiticamente tale meccanismo è espresso
prodotto causa un aumento dei redditi e dal moltiplicatore
quindi un nuovo aumento della domanda (Moltiplicatoremoltiplica le variazioni della
spesa autonoma)
Gli aumenti sono via via più piccoli perché ad
ogni “passaggio” solo una parte dei nuovi Il meccanismo descritto può essere mostrato
redditi viene consumata (c1<1) anche graficamente
145 146
ZZ ZZ
B
C
YA
A A
45° 45°
Y
147 148
37
Y C Z Effetto finale: AA’
Z Y Per cui YA YA’
e così via L’aumento di Y è maggiore di quello di C0
Z,Y ZZ’ Z,Y ZZ’
ZZ A’ ZZ
D YA’ D
B E B E
C C
YA
A A
45° 45°
149 150
151 152
38
Variazioni della spesa autonoma
Espansione Stati Uniti negli anni ‘90
La scomposizione della domanda può essere
impiegata per analizzare alcuni eventi recenti. Nel periodo 1993 - 2000 gli Stati Uniti evidenziano
In particolare: una fase di forte espansione (in media +3,7%
all’anno; +4,1% dal 1996 al 2000)
Espansione degli Stati Uniti negli anni ’90
La crescita media è stata molto superiore alla
Recessione 2008-09 in Italia media dei paesi industrializzati (ad esempio UE in
media 2%)
153 154
Espansione Stati Uniti negli anni ‘90 Espansione Stati Uniti negli anni ‘90
Abbiamo visto che
b) Si è verificato un andamento molto positivo degli
YE = ( C0 - c1 × T0 + I0 + G0) indici di borsa (in particolare dei titoli della “new
economy”)
Cosa si è verificato nell’economia americana? ricchezza finanziaria delle famiglie
C0
Principalmente due fenomeni:
a) Lo sviluppo delle nuove tecnologie (Information
Technology) ha spinto le imprese ad innovare i
processi produttivi I0
155 156
39
Recessione nel 2008-2009
Espansione Stati Uniti negli anni ‘90 2° semestre 2008 Crisi nei mercati finanziari
In particolare in media: mondiali (“crisi dei mutui subprime”)
Ci occuperemo della crisi in alcune lezioni ad hoc
1993-2000 1996-2000
consumi + 3,4% + 4% Effetti recessivi (crescita negativa) in tutte le
investimenti + 6,7% + 8,4% principali economie mondiali
Pil + 3,7% + 4,1%
2007 2008 2009
Italia 1,6% -1,3% -5,1%
I0 e C0 spiegano Y
Francia 2,1% 0,3% -2,5%
NB: Altro elemento alla base della forte Germania 2,5% 1% -4,9%
espansione: la crescita della produttività UEM 2,7% 0,5% -4,1%
(fenomeno di medio/lungo periodo)
US 2% 0,4% -2,4%
157 158
159 160
40
Recessione nel 2008-2009 Recessione nel 2008-2009
161 162
163 164
41
Risparmio ed investimento in equilibrio
165 166
167 168
42
Costruzione della domanda di moneta
Costruzione della domanda di moneta
Distinzione preliminare reddito/ricchezza
Per l’analisi dei mercati finanziari
La ricchezza di un soggetto è ciò che egli
consideriamo la ricchezza finanziaria di un
possiede in un dato istante nel tempo
soggetto
Il reddito di un soggetto è ciò che egli guadagna
in un dato periodo di tempo La ricchezza finanziaria è la differenza fra
le attività finanziarie possedute (azioni,
Esempio:
obbligazioni, ecc.) e le passività finanziarie
stipendio annuale di un individuo reddito emesse (azioni, obbligazioni, ecc.)
immobili e titoli posseduti da un individuo oggi
ricchezza
169 170
43
Costruzione della domanda di moneta Costruzione della domanda di moneta
173 174
Può essere approssimato dal livello del Consideriamo il reddito nominale come esogeno
reddito nominale (€Y) (più il reddito è (valore costante)
elevato maggiore è il numero di transazioni) MD come funzione di i (dato €Y)
175 176
44
Determinazione dell’equilibrio
Determinazione dell’equilibrio
Graficamente: Relazione decrescente fra MD ed i Per esaminare l’equilibrio dei mercati finanziari
dobbiamo esaminare la condizione:
i
Domanda di moneta = Offerta di moneta
iE
E
MS
MD
179 180
45
Determinazione dell’equilibrio
iE – tasso di interesse per cui, dato il reddito Variazione dell’interesse di equilibrio
nominale, il livello della domanda di moneta è
uguale al valore esogeno dell’offerta di moneta Cosa accade se variano le variabili esogene
i MD €Y e MS ?
MS
MD
181 182
MD
183 184
46
Posizione iniziale delle curve
MS spostamento della curva MS verso destra Variazione dell’interesse di equilibrio
MS EE’ i in equilibrio
MD MS MS’ In conclusione:
i
Aumento del reddito nominale iE
Aumento dell’offerta di moneta iE
iE E E’
iE’
MD
185 186
187 188
47
Operazioni di mercato aperto Operazioni di mercato aperto
Le operazioni di mercato aperto della Banca Esaminiamo il mercato dei titoli. Assumiamo:
Centrale agiscono sull’offerta di moneta ma Titolo senza cedole
anche su domanda ed offerta di titoli Emesso oggi al prezzo PT
Rimborsato al tempo T per il valore nominale V
Cosa avviene sul mercato dei titoli quando Quale è il tasso di interesse pagato dal titolo?
la Banca Centrale effettua operazioni di
mercato aperto ? Interesse ricevuto è pari al guadagno in
proporzione al prezzo pagato
i=
189 190
i=
Spiegazione: Dato il valore di rimborso
da cui (100€), se il prezzo pagato per acquistare
il titolo è alto, l’interesse è basso
PB =
191 192
48
Operazioni di mercato aperto Operazioni di mercato aperto
Cosa accade quando la Banca Centrale modifica In conclusione:
MS?
MS Acquisto di titoli PT i
Se la Banca Centrale MS
MS Cessione di titoli PT i
Banca Centrale acquista titoli
Domanda di titoli
Prezzo dei titoli i Gli effetti sono i medesimi ottenuti
nell’analisi grafica precedente
Se la Banca Centrale MS
Banca Centrale vende titoli Gli effetti su i di una variazione di MS
Offerta di titoli possono essere visti sia sul mercato
Prezzo dei titoli i della moneta che sul mercato dei titoli
193 194
195 196
49
L’offerta di moneta e gli strumenti Banche e creazione di moneta
di politica monetaria Finora abbiamo assunto che l’offerta di
moneta fosse controllata completamente dalla
Ruolo delle banche nella creazione di Banca Centrale
moneta
In realtà nei sistemi economici esistono
Riesame dell’equilibrio dei mercati diversi intermediari finanziari (fra cui le
finanziari banche) che:
Ricevono fondi da individui e imprese
(deposito di contanti)
Concedono prestiti e acquistano e vendono titoli
Quota detenuta Quota depositata In realtà solo una parte dei depositi viene
presso di sé in banca prelevata
Le banche detengono in cassa contanti < depositi
Circolante Depositi
199 200
50
Banche e creazione di moneta Banche e creazione di moneta
Tale quota di contanti è detta c) Determinate le riserve cosa accade alla parte
Riserve bancarie (es 10% dei depositi). restante dei depositi?
Due forme di utilizzo:
La Banca Centrale fissa la percentuale Concessione di prestiti (mutui,anticipazioni su c/c,ecc.)
minima di riserve (Riserve obbligatorie) Acquisto di titoli sul mercato
Le banche possono detenere una
percentuale più elevata (Riserve volontarie) Depositi
Riserve Prestiti+Titoli
Riserve bancarie
Concessione di prestiti e acquisto di titoli hanno effetti
= Riserve obbligatorie + Riserve volontarie analoghi per semplicità assumiamo solamente
acquisto di titoli
201 202
Circolante Depositi
Circolante Depositi
e) Da ciò si riavvia il meccanismo precedente e così via…
203 204
51
Banche e creazione di moneta Equilibrio dei mercati finanziari
Ad ogni “passaggio” una quota sempre
minore di contanti viene reimmessa nel Dato questo meccanismo, rivediamo ora la
sistema determinazione dell’equilibrio dei mercati
finanziari
I contanti reimmessi possono essere
utilizzati per effettuare transazioni
Ciascuna reimmissione di contanti Elementi per la determinazione dell’equilibrio:
“crea” nuova moneta
a) Domanda di moneta
L’interazione fra banche, imprese e
famiglie “crea” nuova moneta MD=€YL(i) (capitolo 4)
205 206
207 208
52
Equilibrio dei mercati finanziari Equilibrio dei mercati finanziari
Dai calcoli precedenti sappiamo che
H = Circolante + Riserve
H = [c+(1-c)] €YL(i)
= CUD + RD
La condizione di equilibrio dei mercati finanziari è
Sostituendo le equazioni precedenti otteniamo
MS = €YL(i)
H = CUD + RD = cMD+DD
Sostituendo la seconda equazione nella prima si ha
= cMD+(1-c)MD
= [c+(1-c)] MD H = [c+(1-c)] MS
209 210
211 212
53
Equilibrio dei mercati finanziari Equilibrio dei mercati finanziari
Cosa accade se la Banca Centrale vuole MS?
Da ora in avanti assumeremo che c e siano costanti
1) La Banca Centrale agisce sull’Offerta di moneta nel tempo
aumentando la Base monetaria (H)
2) L’effetto di H è amplificato dall’azione delle banche Controllare H controllare MS
3) L’effetto complessivo è controllato solo in parte dalla
Nelle prossime lezioni assumeremo nuovamente che
Banca centrale
la Banca Centrale controlli pienamente MS
(Se le banche o le famiglie e le imprese modificano il
loro comportamento il moltiplicatore cambia)
4) L’effetto della manovra può essere previsto dalla
Banca Centrale solo in modo “approssimato”
213 214
215 216
54
L’equilibrio di breve periodo
Nelle lezioni precedenti abbiamo esaminato
separatamente l’equilibrio del mercato dei beni e
l’equilibrio dei mercati finanziari
L’equilibrio di breve periodo:
il modello IS-LM Cosa accade se consideriamo contemporaneamente
l’equilibrio del mercato dei beni e dei mercati
finanziari?
217 218
Esame delle scelte di investimento delle Equilibrio del mercato dei beni (Capitolo 3)
imprese 1 condizione di equilibrio Y = Z
1 variabile Y
Costruzione della curva IS
219 220
55
Introduzione Introduzione
Per esaminare l’equilibrio di breve
Ora consideriamo congiuntamente i due
periodo è necessario riconsiderare le
mercati
due condizioni di equilibrio esaminate
Ciò implica l’utilizzo di: nel capitolo 3 e nel capitolo 4
2 Condizioni di equilibrio
Prima di farlo è opportuno rivedere le
2 Curve nostre assunzioni in merito alla
IS – equilibrio del mercato dei beni determinazione degli investimenti
LM – equilibrio del mercato della moneta
2 Variabili Y,i
221 222
56
La funzione degli investimenti La funzione degli investimenti
b) L’impresa utilizza fondi propri
2) Costo dell’investimento tasso di interesse i L’investimento in capitale è tanto più conveniente
quanto minore è la remunerazione di impieghi
Per comprendere questa relazione finanziari alternativi
consideriamo due casi differenti:
Es. impieghi alternativi BOT
a) L’impresa prende a prestito i fondi per finanziare Se il rendimento dei BOT cresce diviene più
l’investimento conveniente utilizzare i propri fondi per acquistare
Il costo del finanziamento dipende positivamente BOT anziché capitale
dagli interessi pagati
Costo opportunità
Costo di rinunciare all’impiego alternativo
225 226
227 228
57
Costruzione della curva IS Per costruire la curva consideriamo il grafico
Sostituendo le componenti di Z dell’equilibrio del mercato dei beni capitolo 3
Z = C(Y-T0) + I(Y,i) + G0
Condizione di equilibrio del mercato dei beni Z=Y Z,Y
ZZ ZZ
A A
YA YA ZZ’
A’
YA’
45° 45°
Y Y
231 232
58
Costruzione della curva IS i
In equilibrio i Y
Spiegazione:
icosto finanziamento I Z (in equil.)Y
+effetto del moltiplicatore Y C e I Z
(in equil.)Y IS
233 234
D B IS
Y IS
In punti come A e B mercato dei beni è in
equilibrio IS’
In punti come C e D mercato dei beni non Y
è in equilibrio
235 236
59
Cosa accade alla curva IS se G0 cambia?
G0 Z(in equilibrio) Y dato i
Curva IS verso destra Costruzione della Curva LM
i Riesaminiamo l’equilibrio dei mercati
finanziari:
IS
L’offerta di moneta è fissata dalla Banca centrale
Y
Ms esogena
Effetti analoghi per C0
237 238
239 240
60
€Y Y (P è fisso) spostamento della curva MD
Costruzione della Curva LM verso destra
€Y EE’ i in equilibrio
Per costruire curva la LM esaminiamo l’effetto
di un Y nei mercati finanziari i MD MD’ MS
iE’ E’
In equilibrio c’è una relazione crescente fra Y
e i La curva LM è crescente E
iE
MD
241 242
i LM i LM
C
B
A
D
Y Y
In punti come A e B i mercati finanziari
La curva LM indica tutte le coppie (Y,i) per cui i sono in equilibrio
mercati finanziari sono in equilibrio In punti come C e D i mercati finanziari
non sono in equilibrio
243 244
61
Cosa accade alla curva LM se MS cambia? Determinazione dell’equilibrio di
MS dato Y i LM verso destra
breve periodo
i
LM LM’
245 246
i i
LM LM
E E
iE
IS IS
YE
Y Y
E – Equilibrio di breve periodo del sistema iE – interesse di equilibrio e YE – reddito di equilibrio
In E siamo sulla IS eq. mercato beni La coppia (YE, iE) è l’unica per cui il mercato dei beni
ed i mercati finanziari sono contemporaneamente in
In E siamo sulla LM eq. mercati finanziari equilibrio
247 248
62
La politica fiscale, deficit e debito
pubblico
Quali sono gli obiettivi della politica
economica?
63
Gli obiettivi della politica Gli obiettivi della politica
economica economica
Non abbiamo ancora esaminato u e p introduzione Le due relazioni precedenti indicano che:
del mercato del lavoro lezione 14
Yu, p
Yu, p
Per il momento è sufficiente ricordare due relazioni:
Aumentare Y Impiegare più input La politica economica agisce su Y, u e p
Impiegare più lavoro Un primo tipo di manovra stimolare l’economia in
Y=f(u) caso di recessione
-
Esiste una relazione empirica crescente fra Y e p Assumiamo che si verifichi una riduzione della spesa
(spiegazione teorica nelle lezioni seguenti) autonoma (ad esempio per C0)
p=g(Y) L’analisi del capitolo 3 mostra che ciò causa Y
+ La relazione fra Y e u mostra che ciò causa u
253 254
255 256
64
Gli strumenti della politica Effetti della politica fiscale
economica
Le autorità di politica economica possono agire 1) Aumento della spesa pubblica (G)
sull’equilibrio di breve periodo in modi diversi:
Governo Spesa pubblica (G) e Tasse (T) Per studiare gli effetti di G usiamo il modello
Politica fiscale IS-LM:
Banca Centrale Offerta di moneta ( ) o tasso
di interesse di riferimento (ir) Politica monetaria G compare nella IS IS va verso destra
257 258
65
Effetti della politica fiscale Effetti della politica fiscale
Effetti sulle altre componenti della domanda b) Investimenti I = I(Y,i)
aggregata +-
G causa due effetti contrastanti
a) Consumi C = C (Y-T)
G Y vendite I
+
G i costo finanziario I
G Y YD C
261 262
Partiamo dall’equilibrio E
Effetti della politica fiscale T IS verso sinistra
i LM
2) Aumento della tasse (T)
263 264
66
Effetti della politica fiscale
Effetti della politica fiscale
Spiegazione Y : Spiegazione i analisi analoga al caso
Aumento delle tasse (T) precedente
Riduzione del reddito disponibile (YD)
Riduzione dei consumi (C) Effetti sulle altre componenti della domanda
Riduzione della domanda aggregata(Z) aggregata C e effetto ambiguo su I Analisi
analoga al caso precedente
Riduzione della produzione (Y)
+ Effetti moltiplicatore
265 266
267 268
67
Deficit e debito pubblico Deficit e debito pubblico
Se G>T Le tasse non finanziano completamente la
spesa pubblica Considerazioni precedenti: Deficit Debito
Altra forma di finanziamento In realtà è vero anche il contrario: Debito Deficit
269 270
iB>0
iB>T-G D>0
271 272
68
Deficit e debito pubblico Deficit e debito pubblico
Consideriamo, infine, le implicazioni di politica
economica del disavanzo pubblico Se il deficit permane nel tempo il debito aumenta di
anno in anno
1) Politica fiscale espansiva G o T D
Ma il debito può crescere illimitatamente?
Inoltre abbiamo visto che il deficit pubblico genera Ciò può determinare rischi di insolvenza
debito pubblico
273 274
La grandezza rilevante è quindi il rapporto Debito/Pil L’effetto finale sul rapporto Debito/Pil non è univoco
Politiche restrittive possono aumentare il rapporto
La politica fiscale agisce sia sul numeratore che sul Debito/Pil
denominatore di tale rapporto
275 276
69
L’equilibrio di breve periodo
Equilibrio nel mercato dei beni: la curva IS
Equilibrio di breve periodo
e politica fiscale: esercizi Equilibrio nei mercati finanziari: la curva LM
numerici i
LM
iE
IS
YE Y
277 278
279 280
70
L’equilibrio di breve
L’equilibrio di breve periodo
periodo
I dati per l’esercizio: Mercato della moneta
MD = 0,5Y - 7500i
Mercato dei beni
C = 400 + 0,5·YD MS/P= 500
I = 700 – 4000·i + 0,1·Y
G = 200 N.B.
T = 200
Per semplicità tutte le equazioni di
comportamento sono lineari
281 282
71
L’equilibrio di breve periodo L’equilibrio di breve periodo
285 286
72
L’equilibrio di breve periodo L’equilibrio di breve periodo
289 290
291 292
73
Determinazione dell’equilibrio di
L’equilibrio di breve periodo
breve periodo
i
LM
CE + IE + G = 1400 + 600 + 200 = 2200 =
YE
iE
E’ sempre vero per la condizione di
equilibrio del mercato dei beni
IS
YE Y
293 294
295 296
74
Effetti della politica fiscale Effetti della politica fiscale
In equilibrio Y=Z → Y=1700 + 0,6·Y- 4000·i
da cui Calcoliamo YE sostituendo LM in IS
Y= 4250 – 10000·i
LM Non si modifica
(G non compare nell’equazione di equilibrio dei
mercati finanziari) da cui:
YE = 2950
297 298
Calcoliamo CE e IE :
Sostituendo YE nella LM si ha:
CE = 400 + 0,5·2950 - 0,5·200 = 1775
299 300
75
Effetti della politica fiscale Effetti della politica fiscale
G YE iE CE IE
200 2200 8% 1400 600 iE’
700 2950 13% 1775 475 iE G
↑ ↑ ↑ ↑ ↓
IS’
IS
YE YE’ Y
301 302
I = I(Y,i)
Effetti su C (consumi): +, -
C = C(Y - T)
+ In generale
G YE CE (da 1400 a 1775) YE IE
G DIE=?
iE IE
303 304
76
La politica monetaria
305 306
77
Partiamo dall’equilibrio E
Politica monetaria e offerta di MS/P LM verso destra
moneta
i LM LM’
Aumento dell’offerta di moneta ( )
IS-LM:
non compare nella IS IS non si muove iE E
E’ IS
iE’
compare nella LM LM va verso destra Y
YE YE’
Effetti: E E’
iE iE’ i e YE YE’ Y
309 310
311 312
78
Politica monetaria e offerta di
Politica monetaria e offerta di
moneta
moneta
b) Investimenti I = I(Y,i)
Abbiamo esaminato:
+-
Y Politica monetaria espansiva
causa due effetti nella stessa direzione:
i costo finanziario I
Un effetto opposto su Y si ottiene
Y vendite I politica monetaria restrittiva
Una politica di tale genere produce effetti
L’aumento dell’offerta di moneta accresce gli opposti anche su i, C e I
investimenti
313 314
315 316
79
Politica monetaria e tasso di Politica monetaria e tasso di
interesse di riferimento interesse di riferimento
La scelta su quale titolo investire dipenderà dalla
remunerazione (l’interesse pagato) Implicazione:
se abbiamo iA=iB e si verifica iA iB
Assumiamo che iA > iB
tutti acquisteranno il titolo A L’incremento della remunerazione di un titolo fa
domanda nulla del titolo B crescere la remunerazione di tutti i titoli identici
Prezzo di B iB
Cosa accade quando i titoli (A e B) non sono
L’aumento di iB si arresta quando iB=iA identici?
Lo stesso accadrebbe se iB > iA
Se A e B hanno durata, liquidità e rischio differenti la
Conclusione: Due titoli identici debbono fornire la scelta fra i due titoli non dipende solo dall’interesse
medesima remunerazione pagato
317 318
319 320
80
Politica monetaria e tasso di
Politica monetaria e tasso di
interesse di riferimento
interesse di riferimento In un diagramma cartesiano (Y,i) retta orizzontale
Come si esamina l’equilibrio di breve periodo
quando la Banca centrale utilizza ir? (MP) al livello del tasso di interesse di equilibrio
i
Il mercato dei beni rimane come in precedenza
curva IS
321 322
MP
iE E iE E MP
E’ MP’
iE’
IS IS
Y Y
YE YE YE’
323 324
81
Politica monetaria e tasso di Politica monetaria e tasso di
interesse di riferimento interesse di riferimento
Spiegazione i :
Riduzione del tasso di interesse di riferimento (ir) Effetti su consumi e investimenti e la loro
Riduzione del tasso di interesse (i) spiegazione come per MS
325 326
In particolare:
nella esperienza recente le Banche Centrali usano iR
in passato esse usavano MS
327 328
82
Confronto fra i due strumenti
Spiegazione:
nei modelli precedenti
condizioni di piena certezza sul mercato dei beni e
sul mercato finanziario
le autorità di politica economica conoscono
La politica monetaria in
esattamente le caratteristiche dei due mercati
nella realtà condizioni di incertezza
condizioni di incertezza
le autorità di politica economica conoscono le
caratteristiche dei due mercati solo in modo
La regola di Taylor
approssimato
331 332
83
La politica monetaria in condizioni di Introduzione
incertezza
Incertezza impossibilità di determinare in modo
Introduzione sull’incertezza esatto l’equilibrio di un mercato
333 334
Introduzione Introduzione
Iniziamo considerando l’equilibrio del mercato dei Incertezza nel mercato dei beni
beni Impossibilità di determinare esattamente la
posizione della curva IS
Incertezza nel mercato dei beni Stima della posizione della curva con un margine
Impossibilità di determinare esattamente: di variabilità
le scelte di consumo
- il consumo autonomo (C0)
- l’effetto di Yd sul consumo (c1)
Le scelte di investimento
- gli investimenti autonomi (I0)
- il legame fra reddito e investimento (d1)
- il legame fra interesse e investimento (d2)
335 336
84
i Introduzione
Allo stesso modo considerando l’equilibrio dei
mercati finanziari
337 338
85
i i
LM
B
A
E
IS1 C E D IS1 MP
IS IS
IS0 IS0
Y0 Y* Y1 Y Y2 Y* Y3 Y
IS è la stima della condizione di equilibrio del mercato dei beni Impiegando il tasso di interesse di riferimento modello IS-MP
Assumiamo che la Banca Centrale voglia avere Y=Y* IS stima della Banca Centrale e obiettivo Y=Y*
Per ottenerlo MS tale per cui LM e IS si intersechino per Y=Y* Per ottenerlo ir tale per cui MP e IS si intersechino per Y=Y*
In realtà la IS è fra IS0 e IS1 In realtà la IS è fra IS0 e IS1
La manovra implica che il valore di Y sarà compreso fra Y0 e Y1 La manovra implica che il valore di Y sarà compreso fra Y2 e Y3
341 342
343 344
86
LM0
i LM i
LM1
A
E B E MP
IS IS
Y0 Y* Y1 Y Y* Y
IS indica con certezza l’equilibrio del mercato dei beni Impiegando il tasso di interesse di riferimento modello IS-MP
Assumiamo che la Banca Centrale voglia avere Y=Y* IS equilibrio del mercato dei beni e obiettivo Y=Y*
Per ottenerlo MS tale per cui LM e IS si intersechino per Y=Y* Per ottenerlo ir tale per cui MP e IS si intersechino per Y=Y*
In realtà la LM è fra LM0 e LM1 L’incertezza sulla LM non influenza l’equilibrio
La manovra implica che il valore di Y sarà compreso fra Y0 e Y1 La manovra porta Y a Y*
345 346
i
LM0 Politica monetaria e incertezza
LM
LM1 in entrambi i mercati
Consideriamo infine il caso in cui vi sia incertezza
sia nel mercato dei beni che nei mercati finanziari
87
Politica monetaria e incertezza
La regola di Taylor
in entrambi i mercati
L’analisi precedente ha mostrato perché le Banche
In condizioni di incertezza Centrali utilizzano oggi il tasso di interesse di
Impiego di MS o di ir produce risultati diversi riferimento come strumento
Logica coerente con obiettivi della politica economica Possiamo vedere in che misura essa è efficace
a) Assumiamo che inizialmente e si verifichi Y esaminando il comportamento di Federal Reserve e
Produzione diventa troppo bassa ( ) delle Banche Centrali Europee
Secondo la regola di Taylor Y ( ) ir i
I Y riportandolo verso il livello ottimale
b) Assumiamo che inizialmente e si verifichi p
Inflazione diventa troppo alta ( )
Secondo la regola di Taylor p ( ) ir i
I Y p riportandolo verso il livello desiderato
351 352
88
Tasso di riferimento US (Federal funds rate) nel periodo Il diagramma evidenzia un andamento simile di tasso
1970-98: tasso effettivo e tasso previsto dalla regola di previsto e tasso effettivo
Taylor (fonte: Judd e Rudebush (1998))
353 354
Tasso di riferimento medio nel periodo 1990-98 nei paesi Il diagramma evidenzia un andamento simile di tasso
dell’area dell’Euro: tasso effettivo e tasso previsto dalla previsto e tasso effettivo (con l’eccezione del 1993)
regola di Taylor (fonte: Gerlach e Schnabel (2000) )
355 356
89
La regola di Taylor
In conclusione la regola di Taylor sembra descrivere
correttamente i comportamenti delle Banche Centrali
357 358
359 360
90
Politica monetaria: effetti di una variazione
del livello dell’offerta di moneta. Equilibrio di breve periodo
Mercato dei beni
i C = 400 + 0,5∙YD
LM
LM’ I = 700 – 4000∙i + 0,1∙Y
G = 200
MS/P T = 200
Curva IS:
iE Y = 3000 – 10000∙i
iE’
Mercato della moneta
IS MD = 0,5∙Y - 7500∙i
MS/P= 500
YE YE’ Y Curva LM:
i =(0,5/7500)∙Y - 1/15
361 362
363 364
91
MS/P LM va verso destra Sostituendo i dalla LM nella IS
e infine
Y = 3/5∙(3000 +4000/3) = 2600
365 366
Calcoliamo CE e IE i
LM
CE = 400 + 0,5∙YE - 0,5∙T0 = 1600 Effetti su YE e iE
LM’
IE = 700 – 4000∙iE + 0,1∙YE = 800
8%
N.B. 4%
2200 2600 Y
367 368
92
Effetti su Consumo e investimento
C = C(Y -T) Pol. monetaria e tasso di interesse
+ di riferimento
MS/P YE CE (da 1400 a 1600) Il secondo strumento della politica monetaria è il
tasso di interesse di riferimento
I = I(Y,i)
+, - Tasso di interesse di riferimento (ir):
In generale pagato dalle banche per le operazione di
rifinanziamento presso la Banca Centrale
YE IE
fa riferimento al brevissimo termine (alcuni
M /P
S IE giorni)
iE IE controllato pienamente dalla B. C. esogeno
Si ricordi che:
In questo caso l'investimento aumenta (da 600 a 800) irbanche, brevissimo termine
i imprese e Stato, breve-medio termine
369 370
371 372
93
L’equilibrio di breve periodo dell’economia Determinare la curva IS imponendo Y=Z
può essere ottenuto tramite i passi
seguenti: Z=C+I+G
1. Determinare la curva IS imponendo Y=Z.
2. Determinare i sulla base della relazione Sostituiamo C, I, G e T:
i=g(ir).
3. Sostituire i nella IS e determinare Y di Z = 4000 + 0,3∙(Y - 5500) + 5000 + 0,2∙Y -
equilibrio. 5000∙i + 4500 =
4. Sostituire YE ed iE nelle equazioni di
consumo e investimento e determinare
CE e I E . = 11850 + 0,5∙Y – 5000∙i
373 374
i = g(ir) = 2ir
Esprimiamo il reddito in funzione del tasso di
interesse (Y=f(i)) ed otteniamo la curva IS: sostituendo il valore di ir otteniamo il tasso
d’interesse di equilibrio
Y = 23700 - 10000∙i
iE = 2∙0,005 = 0,01 = 1%
375 376
94
Sostituire i nella IS e determinare Y di Sostituire YE ed iE nelle equazioni di
equilibrio. consumo e investimento e determinare
CE e I E .
Curva IS:
Y = 23700 - 10000∙i CE = 4000 + 0,3∙23600 – 0,3∙5500 = 9430
377 378
Effetti di una variazione del tasso d’interesse Effetti di un aumento del tasso d’interesse di
di riferimento riferimento (politica monetaria restrittiva)
i ir
ir 0,005 0,015
MP’
i’E ir ir non compare nella curva IS
MP
iE IS non varia rispetto alla forma ‘base’
IS
IS : Y = 23700 -10000∙i
Y’E YE Y
379 380
95
ir MP va verso l’alto Calcoliamo CE e IE
381 382
383 384
96
Il Mix di politica economica
Nelle lezioni precedenti abbiamo esaminato gli
effetti di politica fiscale e monetaria utilizzate
separatamente
Il mix di politica
economica Cosa accade se politica fiscale e politica
monetaria vengono usate contemporaneamente?
385 386
Aumentare la spesa pubblica senza causare In realtà esse possono essere utilizzate
inflazione (Reagan + Volcker) anche congiuntamente
Ridurre il disavanzo senza causare una mix di politica economica (policy mix)
recessione (Clinton + Greenspan e Unione
Europea)
387 388
97
Il Mix di politica economica: la Il Mix di politica economica: la
definizione definizione
Dal punto di vista degli strumenti il mix :
Mix di politica economica (Policy mix) usa congiuntamente strumenti di politica fiscale e
monetaria (ad esempio G e MS)
Combinazione di politiche (fiscale e monetaria)
(NB: non G e T)
attuate congiuntamente allo scopo di perseguire
con maggior efficacia un obiettivo economico o
di perseguire contemporaneamente obiettivi Dal punto di vista degli obiettivi il mix:
economici diversi permette di perseguire un obiettivo con più efficacia
permette di perseguire più obiettivi
contemporaneamente
389 390
98
G o T IS verso destra
Effetto: EE’ YE
Mix di politiche espansive
Il livello YE’ può essere giudicato insoddisfacente
i LM dalle autorità di politica economica
393 394
E’ E’
E E’’ E E’’
IS’ IS’
IS IS
YE YE’ YE’’ Y YE YE’ YE’’ Y
395 396
99
La politica economica di Bush e La politica economica di Bush e
Greenspan Greenspan
Un esempio di mix di politiche espansive è il mix
attuato da Bush e Greenspan Era diffuso il timore che la politica di Bush fosse
Nel 2001 l’economia americana entra in recessione insufficiente per uscire dalla recessione
397 398
100
Partiamo da E
Aumentare la spesa pubblica senza Infrastrutture G IS verso destra
causare inflazione Effetto: EE’ Y
In questo caso abbiamo due obiettivi: Problema: Y inflazione
infrastrutture
i
non Y (per non inflazione) LM
403 404
101
Reagan e Volcker
Reagan e Volcker
L’inflazione statunitense era all’inizio degli anni ’80
oltre il 10% Risultati ottenuti
Pur in presenza della politica fiscale espansiva,
l’inflazione statunitense scese dal 12,5% del
La Federal Reserve temeva che Y provocasse una 1980 al 3,8% nel 1982
forte accelerazione dell’inflazione
405 406
Riduzione del disavanzo senza recessione Riduzione del disavanzo senza recessione
Lezione 8 Problema: politica fiscale restrittiva Y
Se le uscite dello Stato sono maggiori delle entrate
si genera disavanzo pubblico In questo caso le autorità di politica economica
vogliono:
Disavanzo pubblico Emissione di titoli di Stato ridurre il disavanzo G o T
Debito pubblico non YE
407 408
102
Partiamo dal punto E
Per evitarlo utilizziamo l’altro strumento disponibile:
Disavanzo G o T IS verso sinistra
MS/P (politica monetaria espansiva)LM verso destra
Politica fiscale restrittiva utilizzata da sola Y
Effetti complessivi: EE’’ Y non cambia
i LM i LM
LM’
E E
E’ E’
IS IS
E’’
IS’ IS’
YE’ YE Y YE’ YE Y
409 410
411 412
103
La politica economica di Clinton e La politica economica di Clinton e
Greenspan Greenspan
Il Governo statunitense ha dunque avviato una
Per favorire il programma di Clinton graduale riduzione del deficit pubblico
Intervento della Federal Reserve 1992 1994 1996 1998
Deficit in 4,5% 2,7% 1,4% -0,8%
La Federal Reserve (Greenspan) si è
impegnata ad attuare una politica monetaria % sul Pil (T>G)
espansiva se il piano di riduzione del
disavanzo fosse stato approvato La Federal Reserve ha accompagnato la prima
parte della manovra tagliando i tassi di interesse
1992 1993 1994
interesse 5,5% 3,7% 3,3%
413 414
415 416
104
La politica economica nell’Unione
Europea fra il 2001 ed il 2003
Molti paesi europei presentavano conti pubblici in
difficoltà Politica fiscale vincolata al controllo del deficit
419 420
105
Vincoli di lungo periodo sui conti pubblici Vincoli di lungo periodo sui conti pubblici
Lezione 8 Lezione 8
Deficit pubblico Emissione di titoli Nel lungo periodo rischio di crisi finanziaria
Debito pubblico
Debito Spesa per interessi Deficit Disavanzo pubblico è insostenibile nel lungo periodo
421 422
Vincoli di lungo periodo sui conti pubblici Vincoli di lungo periodo sui conti pubblici
Disavanzo mediamente nullo nel lungo periodo
somma delle entrate = somma delle uscite
Vincolo intertemporale
spesa di oggi NON deve necessariamente essere
Vincolo intertemporale finanziata oggi
si considera il valore attuale di entrate e uscite spesa di oggi deve necessariamente essere
attualizzazione al tasso di interesse i finanziata oggi o in futuro
lo Stato esiste per un tempo illimitato si considera
un orizzonte infinito Il vincolo è una formalizzazione delle conclusioni
della lezione precedente
423 424
106
Vincoli e decisioni di consumo Vincoli e decisioni di consumo
Teoria del consumo diversa dalla teoria utilizzata Consumo di oggi viene determinato sulla base del
finora reddito di oggi (“reddito corrente”)
425 426
Consumo di oggi viene determinato sulla base della Manovra T senza modificare G
media dei redditi presente e futuri
(reddito medio = “reddito permanente”) 1) Reddito corrente (analisi delle lezioni precedenti):
427 428
107
Vincoli e decisioni di consumo Equivalenza ricardiana
2) Reddito permanente La manovra fa aumentare il reddito corrente ma
riduce i redditi futuri
T oggi Yd corrente Y permanente (media di il reddito permanente è invariato
reddito corrente e redditi futuri) C Y il consumo non cambia
429 430
In realtà esistono diverse ragioni per cui ciò non è Il vincolo implica che se oggi T dovrò in futuro
vero T
1) Orizzonte temporale delle famiglie diverso da quello T futuro può essere molto lontano nel tempo
dello Stato (l’orizzonte temporale dello Stato è infinito)
Rivediamo vincolo intertemporale dei conti pubblici Gli individui non hanno un orizzonte temporale
infinito T può verificarsi in un futuro lontano
fuori dal loro orizzonte temporale
431 432
108
Limiti dell’equivalenza ricardiana Limiti dell’equivalenza ricardiana
2) Immigrazione 3) Vincoli di liquidità
433 434
109
Limiti dell’equivalenza ricardiana Conclusioni
437 438
Conclusioni
439 440
110
Riduzione del disavanzo senza
Introduzione
causare una recessione I
Fino ad oggi esercizi su:
politica fiscale: si muove la curva IS Consideriamo i dati di partenza:
politica monetaria: si muove la curva LM C = 400 + 0,5·YD
oppure la curva MP I = 700 – 4000·i + 0,1·Y
G = 700
Oggi esercizi sul “policy mix”
T = 200
MD = 0,5·Y − 7500·i
MS/P= 500
441 442
443 444
111
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione I causare una recessione I
Equilibrio mercato dei beni Y=Z 2) Equazione curva LM
112
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione I causare una recessione I
4)Sostituiamo YE nella LM
Equilibrio:
LM iE = (0,5/7500)·YE − 1/15 YE = 2950
iE = 13%
Sostituendo YE
449 450
451 452
113
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione I causare una recessione I
YE, iE
IS = f(i)
LM =g(MS/P,i)
453 454
455 456
114
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione I causare una recessione I
Sostituendo i valori obiettivo di Y, G e T La curva LM è data da
otteniamo MS/P= 0,5·Y − 7500·i
2950 = 400 + 0,5·(2950 - 700)+ 700 +0,1·2950
− 4000·i + 700 Sostituendo il valore obiettivo di Y ed il valore di
i appena calcolato ottengo
Risolvendo per i ottengo
i = (3470 − 2950)/4000 = 0,0675 → 6,75% MS/P = 0,5·2950 − 7500·0,0675 = 968,75
457 458
IS’ IS
YE Y
459 460
115
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione II causare una recessione II
Consideriamo un’economia caratterizzata
dalle seguenti equazioni: a) Si calcoli l’equilibrio iniziale
b) Si assuma che il Governo aumenti il
C = 400 + 0,5·YD livello della tassazione a 700 in modo da
riportare in pareggio il bilancio pubblico.
I = 700 + 0,1·Y – 4000·i
Quale variazione del tasso di interesse di
G = 700
riferimento deve essere effettuata per
T = 500 mantenere il reddito di equilibrio al livello
i = 2,5·ir precedente, dato il nuovo livello di
ir = 2% tassazione?
461 462
116
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione II causare una recessione II
Imponendo Y=Z e esprimendo Y in funzione Calcolando i sulla base della relazione con ir
di i (nella forma Y=f(i)) si ha abbiamo:
465 466
467 468
117
Riduzione del disavanzo senza Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione II causare una recessione II
469 470
118
Riduzione del disavanzo senza
causare una recessione II
i
iE’ MP’
IS’ IS
YE Y
473 474
475 476
119
Premessa Domanda ed offerta di lavoro
Mercato del lavoro Analisi di medio periodo E’ il modello più semplice per esaminare il mercato del
lavoro (Economia Politica I)
In questa lezione esaminiamo il funzionamento
del mercato del lavoro e la determinazione della Le imprese “domandano” lavoro
disoccupazione La domanda di lavoro (DL) indica quanti lavoratori le
imprese vogliono assumere al salario di mercato(W)
Nelle prossime lezioni torneremo sul passaggio Più è alto il salario meno le imprese desiderano
da breve a medio periodo utilizzando parte dei assumere
risultati ottenuti oggi DL è una funzione decrescente del salario
477 478
DL
NE N° lavoratori
479 480
120
In equilibrio:
Domanda ed offerta di lavoro
Siamo su DL le imprese assumono il numero di
lavoratori che desiderano
Siamo su OL i lavoratori che desiderano lavorare In realtà nelle economie c’è disoccupazione
sono assunti non c’è disoccupazione
(circa 8,5% in UE e 6% in US)
W OL
Per spiegare l’esistenza di disoccupazione
E modello WS-PS
DL
NE N° lavoratori
481 482
483 484
121
Costruzione del modello WS-PS Costruzione del modello WS-PS
Esaminiamo gli elementi dell’ equazione
b) Nell’equazione abbiamo PE anziché P
W = PE F(u,z)
I salari sono fissati anticipatamente per un certo
tempo per cui i prezzi non sono noti con certezza
a) W dipende da P
Ai lavoratori non interessa quanto denaro ricevono I salari dipendono dal livello “atteso” dei prezzi PE
ma quanti beni possono acquistare con il loro (NB: Rilevante per distinguere breve e medio periodo)
salario
Ai lavoratori interessa il salario “in proporzione” al
c)F(u,z) W dipende negativamente da u
livello dei prezzi
u Maggiore concorrenza fra i lavoratori
potere contrattuale dei lavoratoriW
485 486
487 488
122
Costruzione del modello WS-PS Costruzione del modello WS-PS
Disegniamo l’equazione in un diagramma
cartesiano (W/P, u) La determinazione dei prezzi
F è decrescente in u la curva WS è decrescente
Comportamento delle imprese produzione
W/P
Due semplificazioni principali:
Un solo input lavoro (N)
Il livello del prodotto (Y) è pari al lavoro impiegato
Y=N
489 490
491 492
123
Costruzione del modello WS-PS Costruzione del modello WS-PS
Disegniamo l’equazione PS in un diagramma
cartesiano (W/P, u)
Riprendiamo l’equazione PS P = W(1+m) Nella PS il salario reale W/P non dipende da u
la curva PS è una retta orizzontale
Operando algebricamente otteniamo W/P
PS
u
493 494
un u
495 496
124
Le determinanti della disoccupazione Le determinanti della disoccupazione
Anche il livello di disoccupazione un dipende da tali
Nel modello WS-PS il sistema presenta elementi
disoccupazione in equilibrio
In particolare un è influenzato:
dal grado di concorrenza fra le imprese
Ciò avviene per due elementi del modello (assenti dalle caratteristiche istituzionali del mercato del lavoro
nel modello di domanda ed offerta di lavoro):
concorrenza non perfetta fra le imprese sul mercato Per comprendere queste relazioni vediamo gli effetti
dei beni prodotti su un di:
introduzione di un meccanismo di contrattazione dei concorrenza
salari modifiche della legislazione sul lavoro
( sussidi di disoccupazione)
497 498
W/P W/P
E PS E E’ PS
E’ PS’ WS’
WS WS
un un ’ u un un ’ u
499 500
125
Le determinanti della disoccupazione
I risultati ottenuti evidenziano che:
concorrenza fra le imprese un
modifiche alla legislazione sul lavoro influenzano un Il passaggio dal breve al
(ad es. sussidi di disoccupazione un)
medio periodo:
La disoccupazione un dipende dai fattori il modello AD-AS
strutturali dell’economia (come funzionano i
mercati) per questo motivo è chiamata
“disoccupazione naturale”
501 502
503 504
126
Premessa: breve vs medio periodo Premessa: breve vs medio periodo
Nella terza lezione abbiamo distinto diversi 2) Grado di correttezza delle aspettative
orizzonti temporali: breve, medio e lungo periodo
Nella lezione precedente abbiamo introdotto le
aspettative dei lavoratori sui prezzi (curva WS)
Cosa differenzia breve e medio periodo?
In quale contesto le aspettative sono corrette?
1) Grado di flessibilità dei prezzi
E’ plausibile assumere che:
Breve periodo (IS - LM) parzialmente flessibili Nel breve periodo i lavoratori possono commettere
Medio (e lungo) periodo errori nel prevedere i prezzi (PE può essere da P)
prezzi pienamente flessibili Con il passare del tempo gli individui si accorgono
dell’errore
Prezzi flessibili Gli individui correggono le aspettative
Meccanismo di aggiustamento dei prezzi Nel medio periodo la previsione è sempre corretta
(PE = P)
505 506
507 508
127
Premessa: breve vs medio periodo Premessa: breve vs medio periodo
Disoccupati = Forze di Lavoro - Occupati Consideriamo il passaggio dal breve al medio
periodo Aggiustamento dei prezzi
U =L-N
Regola con cui le imprese fissano i prezzi e
e quindi determinazione dei costi di produzione
Modello WS – PS ed analisi del mercato del lavoro
Infine, per l’assunzione Y=N, abbiamo Passaggio dal breve al medio periodo
Equil. mercato dei beni + Equil. mercati finanziari +
Quando P=PE abbiamo u=un Equil. mercato del lavoro
128
Costruzione della curva AS P
Spiegazione economica (mercato del lavoro): AS
Y
Occupazione N
u
Potere contrattuale dei lavoratori
W (via mark up)
P
Y
La relazione fra P e Y è crescente
l’equazione di offerta aggregata è una curva Curva AS Equilibrio mercato del lavoro
crescente in un diagramma cartesiano (Y,P) NB: La curva non è necessariamente una retta
513 514
IS
Y
Y
515 516
129
Finora abbiamo considerato il modello a P fissi
Cosa accade se variano i prezzi? Relazione decrescente fra Y e P Curva decrescente
P compare nella curva LM in un diagramma cartesiano (Y,P) Curva AD
PMS/P analogo a MS LM verso sinistra P
Effetti: E→E’ YE→YE’ Y
In equilibrio PY
i LM’
LM
E’ AD
E
IS Y
Curva AD Equilibrio del mercato dei beni e dei
mercati finanziari
YE ’ YE Y NB: La curva non è necessariamente una retta
517 518
AD’ AD’
AD AD
Y Y
519 520
130
c)T IS verso sinistra Y dato P Costruzione della curva AD
Y avviene per ogni livello di P AD verso sinistra
I risultati precedenti indicano che nell’equilibrio del
mercato dei beni e dei mercati finanziari Y è:
P
una funzione crescente di
una funzione crescente di G
una funzione decrescente di T
AD Abbiamo quindi
Curva AD Y=Y( , G, T)
AD’
+ + -
Y
521 522
A A
PA PA
AD AD
YA Y YA Y
523 524
131
Determinazione dell’equilibrio Nel breve periodo PE può essere da P
Ad esempio PE<P YA>Yn
Il punto A può rappresentare sia l’equilibrio di breve che
di medio periodo a seconda delle assunzioni su PE P
AS
La posizione di A, infatti, dipende dalla posizione della
curva AS e quindi da PE
In particolare: A
Medio periodo PE=P u=un Y=Yn
Nell’ equilibrio di medio periodo Y è sempre pari a Yn
Breve periodo PE può essere da P YYn
Tre casi: AD
PE=P Y=Yn
PE>P Y<Yn
PE<P Y>Yn Yn YA Y
525 526
A A
AD AD
Yn YA Y Yn YA Y
527 528
132
Aggiustamento graduale spostamento della AS
L’aggiustamento verrà esaminato nella prossima
lezione
Yn YA Y
529 530
Cosa accade nel medio periodo quando si Effetti di un aumento dell’offerta di moneta
aumenta l’offerta di moneta?
Effetti di una riduzione del disavanzo
pubblico
Cosa accade nel medio periodo quando si
riduce il disavanzo pubblico? Effetti degli shock di domanda
531 532
133
La transizione da breve a medio periodo La transizione da breve a medio periodo
P P
AS AS
A A
PA PA
AD AD
YA =Yn Y Yn YA Y
Il punto A può essere sia l’equilibrio di breve che di Nel breve periodo PE può essere da P
medio periodo a seconda delle assunzioni su PE Ad esempio PE<P YA>Yn
Medio periodo PE=P u=un Y=Yn Come si passa dall’equilibrio di breve periodo A
all’equilibrio di medio periodo?
533 534
535 536
134
PE A→A’
PE AS verso l’alto
A’ è l’equilbrio finale del sistema?
In A’ Y>Yn e P>PE PE prosegue
AS’ AS’
P P
AS AS
A’ A’
PA’ A PA’ A
PA PA
AD AD
Yn YA’ YA Yn YA’ YA
Nuovo equilibrio A’
Y (da YA a YA’) P (da PA a PA’)
537 538
539 540
135
Gli shock di domanda Politica monetaria espansiva
1) Politica monetaria espansiva ( MS)
Utilizzando il modello AD-AS esaminiamo:
Politica monetaria espansiva Assumiamo Y = Yn
Riduzione del disavanzo pubblico La Banca Centrale aumenta MS
541 542
136
Dopo MS siamo in A’ Politica monetaria espansiva
AS verso l’alto finché Y>Yn AS’’ Effetti complessivi della manovra
breve periodo Y P
P transizione Y P
AS
medio periodo Y=, P
PA’’ Nel medio periodo Y non cambia. E’ cambiata la
A’ composizione della domanda (Z=C+I+G) ?
PA’ Z non è cambiata (in equilibrio Y=Z)
C non è cambiato (Y e T non sono cambiati)
PA G non è cambiato (esogeno)
AD’
AD Perciò nemmeno I è cambiato
YA’’= Yn YA’ Y
Nel medio periodo la moneta non ha effetti sulle
Durante la transizione Y P variabili reali ma solo sul livello dei prezzi
Nel medio periodo YA’’ =Yn=YA PA’’ >PA “neutralità” di medio periodo della moneta
545 546
547 548
137
G AD verso sinistra
PE AS verso il basso
Equilbrio AA’ Y (da YA a YA’) P (da PA a PA’)
In A’ Y<Yn P<PE PE inizia la transizione Quando Y=Yn l’aggiustamento si interrompe
P P
AS
AS
AS’’
A A
PA PA
PA’ A’ PA’ A’
PA’’
A’’
AD AD
AD’ AD’
YA’ Yn Y YA’ Yn=YA’’ Y
549 550
551 552
138
Riduzione del disavanzo pubblico Effetti degli shock di domanda
Nel breve periodo una riduzione del disavanzo I casi esaminati sono shock di domanda
pubblico provoca una recessione Shock di domanda Variazioni nei valori delle
variabili che influenzano la domanda aggregata
L’effetto è solo temporaneo Nel medio periodo
la produzione torna al livello precedente Shock di domanda:
Variazioni spesa pubblica e tassazione
Nel breve periodo una riduzione del disavanzo Variazioni offerta moneta (e tasso di riferimento)
pubblico ha un effetto ambiguo sugli investimenti
(lezione 8) Variazioni dei consumi autonomi (gusti, fiducia
consumatori)
Nel medio periodo l’effetto sugli investimenti è Variazioni degli investimenti (fiducia delle imprese)
certamente positivo
553 554
555 556
139
Gli effetti di un aumento del prezzo
del petrolio e il ciclo economico
Gli effetti di un aumento Quali sono gli effetti di un aumento del
del prezzo del petrolio prezzo del petrolio nel breve e nel medio
periodo?
Il ciclo economico
Quali sono gli effetti di shock di offerta?
557 558
Gli effetti di un aumento del prezzo Dinamica del prezzo del petrolio nel periodo 1947-2009
del petrolio e il ciclo economico
559 560
140
Prezzo stabile anni ’50 e ’60 (modesta riduzione) Forte aumento fra il 2000 e il 2008
Forte aumento negli anni ’70 Calo dalla seconda metà 2008
Riduzione dagli anni ’80 ma parziale volatilità
561 562
563 564
141
Aumento del prezzo del petrolio Aumento del prezzo del petrolio
Spiegazione:
Esaminiamo l’effetto di P petrolio
Regola di determinazione dei prezzi
P = Costo unitario di produzione (1+m)
Problema analitico
Funzione di produzione Y=N
Il lavoro è l’unico input e non si usa il petrolio Se esistono diversi input (ad es. lavoro e
petrolio) il costo unitario di produzione
Soluzione possibile Introdurre diversi input
dipende dal costo di tutti tali input
Soluzione utilizzata
Lavoro come unico input e mark up (m) prezzo del petrolio a parità di W
costi di produzione a parità di W
P a parità di W
565 566
567 568
142
Assumiamo di essere in equilibrio in cui Y=Yn b) m Curva AS P= PE (1+ m) F( ,z )
m Yn m AS verso l’alto
Yn YnYn’ Equilibrio di breve periodo AA’ Y e P
P P AS’
AS AS
A’
A PA’ A
PA PA
AD AD
569 570
Aumento del prezzo del petrolio Aumento del prezzo del petrolio
Analizziamo ora la transizione e l’equilibrio di
medio periodo
Gli effetti di breve periodo dell’aumento del Nel nuovo equilibrio A’ abbiamo Y >Yn’
prezzo del petrolio sono dunque: la produzione è maggiore rispetto al nuovo livello
produzione naturale
le aspettative sui prezzi sono errate P>PE
prezzi
P>PE
aggiustamento delle aspettative
Il livello della produzione naturale si è ridotto (esaminato nella lezione precedente)
(YnYn’) PEAS verso l’alto
Lo spostamento verso l’alto prosegue fino a che Y
raggiunge Yn (e PE raggiunge P)
571 572
143
Partiamo dall’equilibrio A’
PE La curva AS si sposta gradualmente verso l’alto In A’’ Y=Yn’ e P=PE l’aggiustamento termina
Punto A’’ Equilibrio di medio periodo
L’aggiustamento prosegue finché Y >Yn’ e P>PE In A’’ YA’’<YA e PA’’ >PA
AD AD
573 574
Aumento del prezzo del petrolio Aumento del prezzo del petrolio
Un aumento del prezzo del petrolio causa una
Sia durante la transizione che nel medio riduzione della produzione accompagnata da un
periodo un aumento del prezzo del petrolio aumento del livello dei prezzi
causa:
Ad esempio: nel 1974 il P del petrolio è aumentato
produzione di oltre il 50%. Effetti:
prezzi
1973 1974 1975
US crescita 5,2% -0,6% -0,8%
inflazione 6,4% 8,7% 9,6%
575 576
144
Effetti degli shock di offerta Effetti degli shock di offerta
Shock negativi (P materie prime, m, z) AS a
Aumento del prezzo del petrolio shock di offerta
sinistra
Shock positivi (P materie prime, m, z,
Shock di offerta Variazioni nei valori delle miglioramenti della tecnologia) AS a destra
variabili che influenzano la produzione P AS’
Shock di offerta:
AS
Variazioni prezzo input (materie prime, petrolio)
Variazioni delle variabili istituzionali del mercato
del lavoro (salario minimo, sussidi, livello di
protezione)
AD
Modifiche della tecnologia produttiva
Variazioni del mark up Y
577 578
Yn’ Yn Y
4) Gli shock di offerta modificano la produzione di
medio periodo
579 580
145
Il ciclo economico Il ciclo economico
Nella seconda lezione abbiamo visto come la
Le fluttuazioni sono spiegate dai meccanismi descritti
dinamica del Pil sia caratterizzata da fluttuazioni
nelle applicazioni del modello AD-AS
intorno alla tendenza di lungo periodo
Esempio Pil italiano nel periodo 1970-2004 L’origine delle fluttuazioni è la seguente:
L’economia è colpita continuamente da shock di
domanda e di offerta
Ciascuno shock tende ad allontanare l’economia
dall’equilibrio di medio periodo
(Y si allontana da Yn)
I meccanismi di aggiustamento tendono a riportare
l’economia verso l’equilibrio di medio periodo
(Y va verso Yn)
581 582
583 584
146
La curva di Phillips
585 586
587 588
147
Costruzione della curva di Phillips Costruzione della curva di Phillips
La CP esamina l’inflazione determinazione Forma generale della Curva di Phillips ottenuta
dei prezzi già esaminata nella curva AS dalla AS
591 592
148
Curva di Phillips e aspettative
Costruzione della curva di Phillips
La curva di Phillips ha forme diverse al variare di ptE
CP
Due casi di maggiore interesse:
4) Riscrivendola come:
1) ptE = 0
La curva di Phillips evidenzia anche la relazione Gli individui si attendono sempre una inflazione nulla
negativa fra “l’inflazione inattesa” (“surprise ossia che i prezzi rimangano costanti (Pt=PtE)
inflation”) (pt - ptE ) e disoccupazione
In questo caso CP
593 594
595 596
149
Curva di Phillips e aspettative Curva di Phillips e aspettative
In particolare, forma utilizzata da Phillips, Samuelson Spiegazione:
e Solow l’ipotesi ptE = 0 da cui deriva la formulazione
Relazione esistente negli anni ’50 e ’60 precedente è verificata negli anni ’50 e ‘60
Negli anni ’50 e ‘60 l’inflazione era
mediamente molto bassa
Gli agenti si attendevano prezzi più o meno
costanti
597 598
CP
m La relazione fra pt e ut cambia
599 600
150
Curva di Phillips e aspettative
Curva di Phillips e aspettative
Con abbiamo
Da a) + b) deriva una nuova formulazione delle
aspettative sull’inflazione da cui
2) con
601 602
603 604
151
Curva di Phillips e tasso naturale di Curva di Phillips e tasso naturale di
disoccupazione disoccupazione
Dalla formulazione Poiché conosciamo i prezzi passati (Pt-1) avere
aspettative corrette su Pt implica avere aspettative
corrette su pt
605 606
607 608
152
Curva di Phillips e tasso naturale di Curva di Phillips e tasso naturale di
disoccupazione disoccupazione
1) L’ inflazione è costante quando la disoccupazione
è al tasso naturale
Cosa evidenzia la seconda formulazione?
Inflazione costante
609 610
611 612
153
Inflazione e disoccupazione: Inflazione e disoccupazione:
Applicazioni Applicazioni
613 614
615 616
154
Il trade off inflazione-disoccupazione Il trade off inflazione-disoccupazione
1) Disoccupazione inferiore a un
Relazione fra variazione dell’inflazione e distanza fra
disoccupazione e disoccupazione naturale Supponiamo che inizialmente ut=un e che le autorità
Esistenza di un “trade off ” (effetto di sostituzione) fra di politica economica vogliano ottenere ut<un
l’obiettivo inflazionistico e l’obiettivo occupazionale
CP
In particolare due casi rilevanti in cui la autorità di
politica economica vogliono:
Mantenere la disoccupazione sotto il livello naturale
Ridurre l’inflazione Se si vuole mantenere la disoccupazione al di sotto
del livello naturale si deve sopportare una inflazione
crescente
617 618
Miglioramento per un obiettivo implica un costo per
l’altro
619 620
155
Curva di Phillips: Esercizi numerici Curva di Phillips: Esercizi numerici
Assumiamo che un’economia si caratterizzata dalla a) Quale è il valore della disoccupazione naturale un?
curva di Phillips
Per calcolare un partiamo dalla curva di Phillips
156
Curva di Phillips: Esercizi numerici Curva di Phillips: Esercizi numerici
Poiché pt = pt+1 sappiamo che ut+1=un=6% Tempo t
625 626
627 628
157
Curva di Phillips: Esercizi numerici Il costo in termini di disoccupazione è quindi il
Confrontando le due strategie notiamo che: seguente (doccia fredda- linea continua, gradualità-
linea tratteggiata)
riduzione immediata o doccia fredda (4% in t)
aumento della disoccupazione al 7,33% per un
periodo
riduzione graduale ( 2% in t e 2% in t+1)
aumento della disoccupazione al 6,66% per due
periodi
629 630
631 632
158
Curva di Phillips: Esercizi numerici Curva di Phillips: Esercizi numerici
Sappiamo che ut=un se pt=ptE ossia se pt=pt-1
Due domande:
a) Calcolo di un Imponendo pt=pt-1 otteniamo
b) Quale è il costo di mantenere ut<un?
a) Quale è il valore della disoccupazione naturale un?
Dato questo risultato otteniamo la seconda
formulazione della curva di Phillips
Risoluzione come nell’esercizio precedente
Per calcolare un partiamo dalla curva di Phillips
633 634
Abbiamo visto che la disoccupazione naturale è pari Partiamo dalla curva di Phillips
al 6%
635 636
159
Curva di Phillips: Esercizi numerici Curva di Phillips: Esercizi numerici
Tempo t+1 Procedendo in modo analogo nei periodi successivi
otteniamo:
Curva di Phillips in t+1 pt+2=8%
pt+3=10%
….
637 638
Nel caso del nostro esercizio Nel caso del nostro esercizio
639 640
160
Curva di Phillips: Esercizi numerici
In conclusione, mantenere ut<un costo elevato in
termini di inflazione
641 642
Cosa caratterizza la dinamica di lungo periodo del La dinamica di lungo periodo del Pil
Pil?
Confronti fra paesi
La crescita di lungo periodo è analoga in paesi
diversi? Le fonti della crescita
643 644
161
Nella lezione 1 Pil Italia 1970-2005 Nella lezione 1
Tendenza di lungo periodo (30 anni) Pil pro capite altra grandezza rilevante
il Pil cresce nel tempo Grafico Pil pro capite Italia 1970-2005
Anche il Pil pro capite cresce nel lungo periodo
35000
30000
25000
20000
10000
5000
0
1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010
645 646
Soluzione
Dati in “parità di potere di acquisto” (PPP)
Cambio reale (lezione 25)
647 648
162
L’evidenza sulla crescita L’evidenza sulla crescita
Ulteriore confronto fra paesi Il Pil pro capite è aumentato molto nel corso del
crescita media e Pil iniziale e sottoperiodi cinquantennio 1950-2000
Pil pro capite (in dollari del 1996) e crescita media La crescita del Pil pro capite nei primi 25 anni è stata
maggiore che nei secondi 25 anni
Pil p.c. 1950 1950-2000 50-73 74-00 Pil p.c. 1950 1950-2000 50-73 74-00
Francia 5.500 2,9 4,1 1,6 Francia 5.500 2,9 4,1 1,6
Germania 4.600 3,3 4,8 1,7 Germania 4.600 3,3 4,8 1,7
Giappone 1.900 5,0 7,8 2,4 Giappone 1.900 5,0 7,8 2,4
UK 7.300 2,2 2,5 1,9 UK 7.300 2,2 2,5 1,9
US 11.900 2,0 2,2 1,7 US 11.900 2,0 2,2 1,7
Italia 4.100 3,4 4,9 2,1 Italia 4.100 3,4 4,9 2,1
649 650
651 652
163
Pil pro capite iniziale e crescita nei paesi OCSE Evidenza di una relazione negativa fra le due
grandezze
I paesi inizialmente più poveri crescono di più
653 654
655 656
164
Convergenza paesi Asia rispetto alle economie ricche
Dividiamo i paesi in gruppi Forte espansione delle “Tigri asiatiche” (Corea del
Convergenza fra paesi OCSE
Conferma risultati precedenti sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore)
crescita media 6% negli ultimi 30 anni
657 658
659 660
165
L’evidenza sulla crescita Le fonti della crescita
L’analisi precedente ha evidenziato alcuni Crescita del Pil crescita della produzione
risultati:
1) Il Pil dei paesi industralizzati tende a crescere Tecnica utilizzata per produrre
nel tempo Funzione di produzione
2) Considerando l’ultimo cinquantennio la crescita Relazione fra input impiegati e output prodotto
si è ridotta dalla metà degli anni ’70
3) Fra i paesi sviluppati c’è convergenza dei livelli Nell’analisi di medio periodo funzione di produzione
del Pil pro capite Lavoro unico input Y=N
4) La leadership nel livello del Pil pro capite tende a
cambiare nel tempo Nell’analisi della crescita di lungo periodo
Diversi input nelle produzione
Cerchiamo di spiegare questi risultati Capitale (K) e Lavoro (N)
Fonti della crescita
Funzione di produzione
Y = F(K,N)
661 662
663 664
166
Le fonti della crescita Le fonti della crescita
3) Rendimenti del capitale decrescenti
La funzione di produzione Y=F(K,N) esprime il
Se il capitale impiegato aumenta di una unità livello del prodotto
l’aumento del prodotto è tanto più piccolo quanto più è
elevato lo stock di capitale
I risultati precedenti riguardano il Pil pro capite
Esempio: K=10 K di 1 unità Y di 0,5
K=20 K di 1 unità Y di 0,3 Pil pro capite Pil per lavoratore
665 666
Y/N
667 668
167
Vediamo effetti di K/N
Consideriamo un diverso K/N iniziale punto C
Assumiamo K/N iniziale punto A
K/N pari a C Y/N pari a C’
K/N pari a A Y/N pari a A’
K/N da C a D
K/N da A a B
Y/N da C’ a D’
Y/N da A’ a B’
Y/N è minore se K/N è più alto
Y/N Y/N
D’
C’
B’ B’
A’ A’
A B K/N A B C D K/N
669 670
671 672
168
Assumiamo K/N sia pari a A Y/N è pari a A’ Le due fonti della crescita possono essere viste insieme
Progresso tecnico F si sposta verso l’alto Consideriamo congiuntamente:
Determiniamo il nuovo Y/N Progresso tecnico
A parità di K/N il livello di Y/N aumenta Accumulazione del capitale
Y/N Y/N
B’
A’
A K/N K/N
673 674
A B K/N
675 676
169
L’origine della crescita L’origine della crescita
677 678
679 680
170
Il modello di Solow
Cosa determina la dinamica di K?
Il modello di Solow
d - tasso di deprezzamento
681 682
Il modello di Solow
Il modello di Solow
Dividendo per N abbiamo
Le famiglie consumano una parte del proprio
reddito e risparmiano l’altra
Il livello del risparmio dipende dal reddito Sostituendo la funzione di produzione abbiamo
683 684
171
Il modello di Solow può essere studiato graficamente
Il modello di Solow Lezione 22 grafico della funzione di produzione
Y/N
f(K/N)
L’accumulazione di capitale è:
causata dall’investimento proporzionale al reddito
rallentata dal deprezzamento
Si noti che:
investimento > deprezzamento
investimento < deprezzamento
K/N
685 686
L’investimento per lavoratore è pari a Y/N moltiplicato Il deprezzamento è pari a dK/N retta
per 0<s<1
Y/N Y/N
f(K/N) dK/N
sf(K/N)
K/N K/N
687 688
172
Consideriamo diversi livelli di K/N K0/N
Mettiamo insieme investimento e deprezzamento
K0/N Investimento (A) e deprezzamento (B)
Investimento > deprezzamento K/N aumenta
Y/N dK/N Y/N dK/N
sf(K/N) sf(K/N)
689 690
A A
B B
691 692
173
K/N < K*/N K/N Spiegazione della crescita per accumulazione di capitale
K/N > K*/N K/N Introduciamo nel grafico Y/N = f(K/N)
K/N = K*/N K/N costante stato stazionario K/N iniziale = K0/N
Y/N dK/N Y/N iniziale = Y0/N dK/N
D Y/N f(K/N)
C sf(K/N) sf(K/N)
A Y0/N
693 694
K0/N < K*/N K/N La crescita prosegue fino a che si raggiunge K*/N
K/N Y/N Determiniamo il livello di produzione associato a K*/N
In stato stazionario la produzione è pari a Y*/N
dK/N dK/N
Y/N f(K/N) Y/N f(K/N)
sf(K/N) Y*/N sf(K/N)
Y0/N Y0/N
695 696
174
Notiamo infine che avvicinandosi allo stato stazionario
l’aumento di K/N rallenta gradualmente fino a fermarsi
Anche la crescita di Y/N rallenta gradualmente fino a
Il modello di Solow
fermarsi quando la produzione raggiunge Y*/N dK/N
Y/N Il modello di Solow evidenzia dunque che:
f(K/N)
Y*/N sf(K/N)
Per K basso l’investimento eccede il deprezzamento e
si accumula capitale
Tale accumulazione genera la crescita del prodotto
Y0/N
L’accumulazione non è illimitata ma si ferma ad un
dato livello di K
A quel punto anche la crescita del prodotto si ferma
“Stato Stazionario”
Ciò significa che l’accumulazione del capitale guida la
crescita per un certo periodo di tempo ma non genera
K0/N K*/N K/N crescita illimitata
697 698
699 700
175
Accumulazione e progresso tecnico Modello di Solow ed evidenza empirica
701 702
2) La crescita nel periodo 1950-75 è stata maggiore che 3) Fra i paesi sviluppati abbiamo convergenza del Pil
nel periodo 1975-2000 pro capite
Spiegazione: Spiegazione:
La spinta alla crescita dovuta all’accumulazione di L’accumulazione del capitale è maggiore dove il
capitale si riduce più ci si avvicina allo stato capitale è minore (dove si è più lontani dallo stato
stazionario stazionario)
La crescita cala nel tempo La crescita è maggiore nei paesi più poveri
703 704
176
L’origine della crescita
Nella lezione 23
Accumulazione di Ruolo dell’accumulazione del capitale nella
capitale e crescita: crescita modello di Solow
applicazioni
In questa lezione
Esercizi numerici sul modello di Solow
705 706
Dati Dati
Yt = F(Kt ,Nt)
equazione dinamica del capitale
Assumiamo che N sia costante
(perciò non ha pedice t)
707 708
177
Dati Dati
Equazione dinamica del capitale
Il prodotto per lavoratore è pari alla radice Ripetiamo alcuni passaggi visti nella lezione 23
quadrata del capitale per lavoratore
Sappiamo che
It = St = sYt con 0<s<1
709 710
Dati Dati
Dividendo per N abbiamo Sulla base dei dati
s=0,5 e d=0,2
Sostituendo la funzione di produzione
abbiamo Abbiamo le due equazioni
Dati dell’esercizio s=0,5 e d=0,2
711 712
178
Domande
Domanda 1
Tre domande: Domanda 1
1) Assumiamo che nel periodo 0 il livello di K/N sia
pari a 3
Di quanto crescono K/N e Y/N nel periodo 1?
713 714
Domanda 1 Domanda 1
Di quanto cresce Y/N?
Abbiamo quindi
Sappiamo che
179
Domanda 1 Domanda 1
Sapendo che La crescita percentuale di Y/N sarà quindi
Abbiamo
717 718
719 720
180
Domanda 2 Domanda 2
Abbiamo visto nella lezione 23 che in stato
stazionario abbiamo
Con alcuni passaggi algebrici
investimento = deprezzamento
I=dK
Considerando i nostri dati e l’equazione di
accumulazione del capitale
ciò implica
721 722
Abbiamo
723 724
181
Domanda 3
3) Cosa accade se s aumenta e passa a 0,6?
Domanda 3
725 726
Abbiamo
727 728
182
s Curva sf(K/N) verso l’alto Domanda 3
Nuovi livelli di stato stazionario K*’/N=9 Y*’/N=3
b) Maggiore accumulazione di capitale
s risparmio investimento
729 730
Domanda 3 Domanda 3
La nuova accumulazione di capitale fa riprendere Cosa accade quando si raggiunge il nuovo stato
la crescita stazionario?
Un aumento del saggio di risparmio genera Raggiunto il nuovo stato stazionario la crescita si
interrompe nuovamente
quindi una nuova fase di crescita
Un aumento del saggio di risparmio genera
L’accumulazione di capitale e la cresciuta quindi una nuova fase di crescita temporanea
proseguono fino al raggiungimento del nuovo
stato stazionario (K/N=9 e Y/N=3) Un aumento del saggio di risparmio non genera
una crescita illimitata
731 732
183
Il cambio e i mercati finanziari in
economia aperta
Cosa è il tasso di cambio fra due
valute?
Il cambio e i mercati
finanziari in economia Cosa misura?
aperta Cosa differenzia il cambio nominale ed
il cambio reale?
Istituzioni di Economia Politica II
Che influenza hanno i rapporti fra le
economie sui mercati finanziari?
733 734
all’interno all’estero
735 736
184
Introduzione al ruolo dei rapporti con l’estero Introduzione al ruolo dei rapporti con l’estero
Mercati finanziari
Con riferimento ai tre mercati esistono limitazioni ai
rapporti con l’estero:
Gli individui possono acquistare
Dazi Mercato dei beni e dei fattori produttivi
attività finanziarie attività finanziarie Limiti all’investimento all’estero o tasse
nazionali estere Mercati finanziari
Le imprese possono acquistare gli input Nella nostra analisi trascureremo le possibili
limitazioni
all’interno all’estero
737 738
739 740
185
Tasso di cambio nominale Tasso di cambio nominale
I cambi fra due valute possono essere
In generale EA/B =
flessibili determinati dal mercato
Se scambio la valuta nazionale e la valuta (domanda e offerta di valuta)
estera il cambio è pari all’inverso del cambio
precedente Es: euro con dollaro o yen
E$/e = =0,83
741 742
743 744
186
Il tasso di cambio reale Il tasso di cambio reale
Assumiamo che esista un unico bene prodotto in
Cambio nominale Scambio di valute Italia e negli Stati Uniti
Scelte delle famiglie in economia aperta: Escludendo costi trasporto, la scelta dipende dal
confronto fra il prezzo italiano e quello americano
Consumo e risparmio
Acquisto beni nazionali o esteri
Italia P (in euro)
US P* (in dollari)
Come scelgo fra beni nazionali e beni esteri?
Confronto fra i prezzi Per confrontare i prezzi valuta uguale
P in euro in $ Ee/$P
745 746
Il cambio reale indica quanto i beni nazionali “sono e apprezzamento reale (minore competitività)
costosi” rispetto ai beni esteri Competitività e deprezzamento reale (maggiore competitività)
747 748
187
I mercati finanziari in economia aperta I mercati finanziari in economia aperta
749 750
Impiego alternativo di 1euro in Italia e in US in titoli Al tempo t+1 1x(1+i) euro = (1+i) euro
annuali con uguali caratteristiche:
i – tasso di interesse in Italia fra t e t+1
B) Impiego di 1 euro in US al tempo t
i* – tasso di interesse negli US fra t e t+1
Chiamiamo Ee/$E Tre fasi:
L’euro è la valuta nazionale
(quanti dollari servono per comprare un euro) 1) Al tempo t si cambia 1euro in $ per acquistare
titoli in US
Ipotesi: Ee/$=Et quanti $ per 1 euro al tempo t
mobilità dei capitali senza costi
uguale durata dell’impiego 1 euro = E dollari
consideriamo risparmiatore in Italia
751 752
188
I mercati finanziari in economia aperta I mercati finanziari in economia aperta
753 754
Se
Se valuto l’investimento dopo averlo effettuato (in
t+1) conosco il cambio Et+1 Tutti vogliono acquistare i titoli italiani
Domanda titoli italianirendimento titoli
Se sto confrontando i due investimenti in US e in italianii
Italia prima di effettuarli (in t) non conosco Et+1
Aspettative Cambio atteso
755 756
189
I mercati finanziari in economia aperta I mercati finanziari in economia aperta
Se
Tutti vogliono acquistare i titoli US La condizione (1+i) = può essere
approssimata da
Domanda titoli USrendimento titoli USi*
In equilibrio, dunque,
La condizione ottenuta esprime una relazione fra Il tasso di interesse nazionale deve essere pari
interesse interno, interesse estero e cambio al tasso estero meno la variazione attesa del
tasso di cambio
Parità scoperta dei tassi di interesse
(Uncovered interest rate parity UIRP)
757 758
759 760
190
I mercati finanziari in economia aperta I mercati finanziari in economia aperta
Ciò spiega la dinamica recente dei tassi nei paesi Introduzione dell’Euro
dell’Unione Europea convergenza dei tassi
Forte riduzione dei tassi in Italia
761 762
763 764
191
Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta
Domanda aggregata in economia chiusa
Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta
Domanda aggregata in economia aperta
Definiamo e il cambio reale fra beni nazionali e
e beni esteri Z = C + I + G + X –IM/e
Per convertire il valore dei beni esteri in
termini di beni nazionali usiamo 1/e Alcune grandezze sono analoghe a quelle di
economia chiusa:
Importazioni espresse in termini di beni
nazionali IM/e C = C(Y-T)
+
I = I(Y,i)
+,-
G = G0
T = T0
i = i0
767 768
192
Il mercato dei beni in economia aperta
Il mercato dei beni in economia aperta Esportazioni (X)
X = X(Y*, e)
Esaminiamo ora importazioni ed esportazioni
+ -
Importazioni (IM) dove Y* - reddito estero
IM = IM(Y,e) reddito estero domanda di beni
++ domanda estera di beni nazionali (X)
Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta
La bilancia commerciale è parte della contabilità
Contabilità di esportazioni ed importazioni complessiva dei rapporti con l’estero
Bilancia commerciale Bilancia dei pagamenti
771 772
193
Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta
Transazioni in conto corrente: In teoria:
Bilancia commerciale Saldo di conto corrente = - Saldo in conto capitale
Esportazioni ed importazioni
Redditi da investimento Redditi conseguiti dai Nella contabilità i due aggregati sono rilevati
possessori di attività finanziarie da e verso l’estero separatamente Discrepanza statistica
Trasferimenti fra paesi Aiuti da e verso l’estero
773 774
Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta
Date le equazioni descritte la domanda aggregata Z Y = C(Y-T0) + I(Y,i0) + G0 + X(Y*, e) - IM(Y,e)/e
può essere scritta come
Y è l’unica variabile endogena L’equazione
Z = C + I + G + X –IM/e determina in modo implicito Y
194
La curva è simile a quella ottenuta in economia Equilibrio Z=Y
chiusa ma non uguale Introduciamo retta a 45° valori di Y
(in questo caso anche IM dipende da Y) Nel punto E Y=Z Equilibrio
Z, Y Z, Y
ZZ ZZ
YE
E
45°
Y Y
777 778
Y YTB Y
779 780
195
Consideriamo YE e YTB congiuntamente
YE Y=Z Shock e variazioni dell’equilibrio
YTB NX =0
YTB e YE sono di norma diversi Esaminiamo gli effetti di alcune variazioni di
Z,Y variabili esogene:
Politica fiscale espansiva (G)
Aumento della produzione estera (Y*)
Deprezzamento del cambio reale
NX YE Y
YTB Y
781 782
1) Politica fiscale espansiva (G) Curva ZZ verso l’alto Y (da YE a YE’)
Assumiamo YE=YTB Vediamo l’effetto sulla bilancia commerciale
GZCurva ZZ verso l’alto NX<0 Disavanzo commerciale
Z,Y Z,Y
ZZ’ ZZ’
ZZ ZZ
YE YE’ Y YE YE’ Y
NX NX
YTB Y YTB Y
783 784
196
2) Aumento della produzione estera (Y*)
Assumiamo YE=YTB
Shock e variazioni dell’equilibrio
Z,Y
Spiegazione: GZ Y IM
ZZ
Una politica fiscale espansiva genera un incremento
della produzione di equilibrio ma causa anche un
peggioramento della bilancia commerciale
YE Y
NX
Sappiamo anche che G peggiora il bilancio pubblico
YTB Y
G Disavanzo pubblico e disavanzo commerciale
Disavanzi gemelli (Twin deficit)
NX
785 786
YE YE’ Y YE YE’ Y
NX NX
197
Shock e variazioni dell’equilibrio
Abbiamo diversi effetti sulla bilancia commerciale:
Effetto principale Y*X NX Il mercato dei beni in
Effetto secondario Y*ZYE IM NX economia aperta:
esercitazione
Effetto netto NX
NX aumenta ma meno di X
789 790
198
Descrizione di un’economia Economia Aperta: Bilancia
aperta Commerciale
Alle consuete C = C0 + c1·Yd La variabile che sintetizza l’equilibrio sul
equazioni che mercato dei beni in economia aperta è il saldo
I = I0 + I1·Y – I2·i della bilancia commerciale
descrivono il mercato
dei beni in economia G=G0
T=T0 Bilancia Commerciale = Esportazioni nette =
chiusa.
Esportazioni – (Importazioni / Tasso di Cambio)
i = i0
Aggiungiamo NX = X - IM/e
X= x1·Y*- x2·ε
quelle che
definiscono IM= IM1·Y + IM2· ε
NX=0 Pareggio della bilancia commerciale
l’andamento di ε = ε0 -
NX>0 Avanzo commerciale
esportazioni ed Y*= Y*0 NX<0 Disavanzo commerciale
importazioni
793 794
Y*= 1000
795 796
199
Esercizio 1 Esercizio 1 - passaggi
Si calcolino i valori di equilibrio di: reddito
consumo, investimento, esportazioni e 1. Si definisce ZZ = Domanda aggregata
importazioni ed il saldo della bilancia di beni nazionali.
commerciale 2. Si impone Y = ZZ; condizione di
equilibrio sul mercato dei beni
Si calcolino i nuovi valori di equilibrio nei casi produzione(offerta) = domanda
in cui: 3. Si calcola YE
- La spesa pubblica G diminuisca da 200 a 100 4. Si calcolano CE, IE, XE, IME e NXE
- Il reddito estero Y* aumenti da 1000 a 1200
797 798
200
Esercizio 1 - soluzione Esercizio 1 - soluzione
2. Si impone Y = ZZ; condizione di equilibrio sul 3. Si calcola YE
mercato dei beni.
801 802
IME=0,1 ·(1700) + 100 ·(½)= 220 = 1150 + 640 + 200 - 290= 1700 = YE
803 804
201
ZZ Diminuzione della spesa
ZZ
pubblica
E
La spesa pubblica diminuisce: ΔG=-100.
G’ = G - 100 = 100
1. Si definisce la nuova curva ZZ
ZZ= C + I + G’ + NX = C+I+G’+ X - IM/e
45°
Sostituendo
YE = 1700 Y
NX
= 400 + 0,5(Y-200) + 700 + 0,2Y - 4000i + 100 +
100+ 0,1·(1000) - (100)· ½ –·[0,1Y+(100)· ½]/½=
0
Y = 1150+0,5·Y- 4000·i
Disavanzo commerciale NX
E
805 806
202
Diminuzione della spesa Diminuzione della spesa
pubblica pubblica
La diminuzione della spesa pubblica ha
determinato una riduzione del livello del Le esportazioni sono rimaste invariate mentre
prodotto le importazioni (che dipendono dal reddito
Il calo della domanda derivante da una interno) sono diminuite
diminuzione di G si è tradotta in minor
produzione e minor reddito. Il saldo della bilancia commerciale è migliorato
Il minor reddito ha fatto diminuire la domanda (in questo caso il disavanzo si è ridotto)
di beni; il calo della domanda riguarda in parte
i beni esteri cosicchè le importazioni
diminuiscono.
809 810
ZZ ZZ
zz zz
E E
ZZ’= ZZ-DG
E E
’ ’
Y’E > Ytb NX<0
Y Y
0 0
Disavanzo commerciale Disavanzo commerciale
NX NX
811 812
203
Aumento del reddito mondiale Aumento del reddito mondiale
Il prodotto reale mondiale aumenta: ΔY*= 2. Si impone Y = ZZ; condizione di equilibrio sul
200 mercato dei beni.
Y*’ = Y* + 200 = 1200
G torna a 200 (per semplicità di calcolo). Y(1-0,5)= 1270 - 4000·i
Y E ’’= 2·(1270) – 2·(4000·i)
1. Si definisce la nuova curva ZZ nuova IS Y E’’ = 2540 – 8000·i
ZZ’’ = C+I+G+NX =C+I+G+X-IM/e
3. Si calcola il nuovo livello di Y’’E sostituendo
= 400 + 0,5·(Y-200) + 700 + 0,2·Y - 4000·i + per i = 0,1
200+ 100 + 120 - 50 –(0,1·Y+50)/½ = Y E’’ = 2540 - 8000·(0,1) = 1740
= 1270+0,5·Y- 4000·i
813 814
815 816
204
zz zz ZZ’’
ZZ
ZZ
0 0
Y Y
disavanzo disavanzo
commerciale NX commerciale NX
817 818
zz
ZZ’’=ZZ+DX = ZZ+(X1DY*)
ZZ
0
Y
disavanzo NX’E
commerciale NX
819
205