UOMO E NATURA
Il rapporto tra uomo e natura è un tema centrale nella riflessione filosofica, letteraria
e scientifica. Da sempre l’essere umano vive immerso nell’ambiente naturale,
traendone risorse, ispirazione e vita stessa, ma spesso anche modificandolo
profondamente, talvolta in modo distruttivo. Questo nucleo tematico invita a
interrogarsi sul legame che unisce l’uomo alla natura: un rapporto fatto di armonia,
conflitto, rispetto o dominio, che si è evoluto nel tempo e che oggi assume
un’importanza cruciale anche in relazione alle sfide ambientali e climatiche del
nostro presente.
ITALIANO
L’evoluzione del concetto di “natura” nel pessimismo e “La
ginestra” - G. Leopardi
Leopardi racchiude il suo pensiero nello zibaldone, il diario che egli possiede a
partire dal 1817 fino al 1832, e che possiamo definire il diario di un’anima, perché lo
zibaldone non racconta avvenimenti esperienze di vita, ma registra i pensieri, le
riflessioni per gli stati d’animo dell’autore in maniera disordinata.
Leopardi per una fase della sua vita è stato pessimista, ma quella di Leopardi ci
sono una filosofia pessimista può essere definita una lucida osservazione della
realtà.
Il pessimismo leopardiano, a seguito dalla concezione che l’autore ha della natura, si
evolve nel tempo e può essere suddiviso in varie fasi:
PESSIMISMO SOGGETTIVO (1817-1820): si definisce pessimismo soggettivo
perché Leopardi, chiuso nella mente recanatese, tra i problemi con i genitori e la
manifestazione delle prime problematiche fisiche, si convince di essere l’unico
infelice al mondo. Egli crede che la sua infelicità sia causata dalla perdita delle
illusioni adolescenziali, le quali sono vive nelle altre persone. In questa fase
dominano concetti come la noia e disperazione (= angoscia esistenziale).
In questa fase la natura benigna, è la colpa dell’infelicità è addossata dal fato.
Un testo perfetto per capire il pensiero leopardiano in questa fase è “L’infinito”. Qui la
natura è fonte di ispirazione, di immaginazione, di sentimento sublime. Il colle, la
siepe, il vento creano uno spazio interiore vasto, misterioso, nel quale l’io poetico
può perdersi e trovare un piacere “quasi infinito”. È proprio la forza immaginativa a
generare una felicità soggettiva, anche se fragile.
PESSIMISMO STORICO (1822): in seguito alla visita a Roma, Leopardi a modo di
constatare di non essere il solo infelice al mondo, perché l’infelicità riguarda l’intera
epoca moderna quello che lui stesso chiama “doglia storica”. .
Questa fase viene definita pessimismo storico perchè l'infelicità riguarda un definito
contesto storico, il quale ha visto un allontanamento dell'uomo da quello stato di
natura di quando egli viveva a contatto con essa ed era felice. Per questo motivo,
Leopardi considerava felici gli antichi greci e romani perchè vivevano a contatto con
la natura (Leopardi, però, considera lo stato di infelicità connaturato con la natura
dell'uomo. Perciò la felicità degli antichi era illusoria, perchè era un beneficio
concesso dalla natura benigna). Ad un certo punto, con il progresso, l'uomo si è
allontanato dalla natura, la quale gli consentiva capacità di illudersi.
Con l'avanzare del tempo l'illusione è stata sostituita dalla ragione (l'uomo si è
avvicinato alla realtà è automaticamente al vero. Un uomo razionale non ha la
capacità di illudersi e così diventa infelice).
Leopardi dà una spiegazione concreta di questo pessimismo, attraverso
l'elaborazione della "teoria del piacere" -> secondo Leopardi l'uomo aspira ad un
piacere infinito, sia per estensione che per durata. Ovviamente in natura non esiste
un piacere che riesca a soddisfare questi requisiti. Ne consegue l'infelicità dell'uomo
che tende ad un piacere irrealizzabile.
L’atteggiamento di questo periodo è titanico, perchè il poeta si erge solitario come
depositario dell'antica virtù e sferza l'età moderna attraverso i suoi versi.
Ne consegue una poesia patriottica e civile.
Questo pessimismo considera la natura una madre benigna e provvidenziale, perchè
ha concesso all'uomo un rimedio all'infelicità, ossia la possibilità di illudersi
scappando dallo stato di amarezza(la natura ha funzione finalistica->ha un fine-›la
felicità dell'uomo).
PESSIMISMO COSMICO (1823/operette morali): Leopardi pensa che se in tutti gli
uomini è presente quel desiderio di felicità e se mai nessuno è riuscito ad appagarlo,
esiste una forza che ha prestabilito ciò e che gode dell'infelicità degli uomini. Questa
forza è la natura(gli antichi erano felici deriva da Rousseau). Si verifica, quindi, un
capovolgimento, dalla visione della natura come forza benigna alla natura come
forza malvagia, ostile al genere umano.
Decade la funzione finalistica della natura, e affiora una concezione materialistica e
meccanicistica, ossia tutto è materia e tutto è governato da leggi meccaniche.
Quindi l'infelicità non è causata dall'assenza di piacere, ma da mali che procura la
natura (malattie, calamità naturali, la vecchiaia e la morte). Leopardi arriva alla
conclusione che se ciò è giusto, ne consegue una "doglia mondiale", ossia tutti gli
esseri viventi di tutti i luoghi e tutti i tempi, l'intero universo è infelice.
Decade anche l'atteggiamento titanico, che viene sostituito da un atteggiamento
ironico, distaccato e contemplativo. Il modello non è più rappresentato dagli antichi,
ma dal saggio storico, (colui che persegue la thalassia), ossia il distacco del sapiente
dal resto del mondo.
GINESTRA: Ne La ginestra, Leopardi esprime la sua visione definitiva della natura,
ormai completamente negativa. La natura non è più madre benevola, ma una forza
indifferente e cieca, che crea e distrugge senza alcun riguardo per l’uomo. L’uomo
non è al centro del mondo, ma un essere fragile e insignificante, destinato a soffrire
e a morire senza un motivo. Da una parte affiora l’immagine dello “ sterminator
vesevo” (Vesuvio sterminatore), che incarna la natura maligna, e dall’altra abbiamo il
“fior del deserto” che pur essendo debole, consapevole di non poter resistere a
un’eruzione, afferma la sua resistenza alla natura avversa alla solidarietà
[Link] rappresenta gli uomini, che dinanzi a una natura maligna e che gode
nel vedere l’infelicità umana, si uniscono in una solidarietà sociale al fine di resistere
alla natura.
Così come per Leopardi, l’uomo, per fronteggiare la natura arcigna, deve
mirare alla realizzazione di una social catena, anche per Matisse gli uomini
dovrebbero puntare alla realizzazione di una solidarietà.
ARTE
“La danza” - Matisse
“LA DANZA” di Matisse è un dipinto che esiste in 2 serie:
[Link] prima serie fu dipinta nel 1909 ed è conservata al MOMA a New York;
[Link] 2ª serie fu completata nel 1911 ed è attualmente esposta al museo dell’Ermitage
a San Pietroburgo, in Russia.
2ª VERSIONE → il dipinto rappresenta figure nude (nella 1ª versione femminili) unite
in un cerchio mentre danzano una danza primordiale. È molto importante che i
soggetti non siano vestiti, poiché in questo modo Matisse coglie l’opportunità di
rappresentare l’umanità, e non un determinato popolo.
Per quanto riguarda la tecnica, è presente la MACCHIA MEDITERRANEA (termine
che indica l’uso di colori vivaci e forme organiche che Matisse usa, ispirandosi alla
natura e alla luce del Mediterraneo. In questo caso, egli evoca un senso di
movimento e gioia, che richiama le sensazioni di calore e luminosità tipiche della
regione mediterranea): dopo aver impiegato il verde e il blu, i corpi non potevano
non essere realizzati in rosso, poiché era cromaticamente corretto nel suo
immaginario.
Il linguaggio è caratterizzato da una linea di contorno, colore dato per grandi
campiture; grande semplificazione (come Gauguin).
Così come Jane Eyre trova nella natura un rifugio e un mezzo per esprimere la
propria interiorità, anche La danza di Matisse rappresenta l’unione armoniosa
tra l’uomo e la natura come simbolo di libertà e vitalità.
INGLESE
Jane Eyre
Jane Eyre, written by Charlotte Brontë in 1847, tells the story of a young orphaned
girl who grows up facing hardships and social limitations. Throughout the novel, Jane
tries to find her own identity, true love, freedom and self-respect in a rigid Victorian
society.
Jane's life is influenced by a fascination for the landscape. In fact, the reader meets
her for the 1st time while she is reading a book, Beckwick's History of British Birds.
What she seems to love in the book, however, are not the descriptions of the birds
themselves, but the places where they live. So, it is not difficult to see how Jane’s
character is strongly influenced by the concept of place, in particular by the natural
landscape. Even if Jane is fascinated by imaginary landscapes, her favourite place
to read is near the window, where she can switch between reading and the view of
the horizon, and then the imaginary world and the real one.
The concept of sitting at the window is crucial to connect her with nature, since the
glass panels are protecting her, but not separating her from the outside. The
horizons that you can see from these window seats are also important, since they
mean its attitude towards every particular house in which it is located. ES-> At
Gateshead she describes the landscape as "an empty field where no sheep were
feeding, where the short grass was nipped and blanched,".
Nature accompanies Jane's moments of inner transformation.
From the beginning of the novel, we see how Jane’s connection to nature sets her
apart. At Gateshead, she finds no comfort in her adoptive family, and instead finds
refuge in books about distant lands and wild landscapes. Nature becomes a form of
escape, but also of self-expression, since Jane is often suppressed by the rigid and
cold social environment around her.
One of the most powerful examples of the relationship between Jane’s interiority and
nature appears at Lowood School. The school is cold, grey, and surrounded by a
harsh climate, which represents the emotional repression and cruelty experienced by
Jane. However, when spring arrives, the blooming flowers and warmer air represent
the maturity reached by Jane.
As the novel progresses and Jane moves to Thornfield Hall, nature becomes even
more symbolic. The mansion is surrounded by wild landscapes and gardens, and
often described through Gothic imagery. These elements reflect Jane’s internal
struggles, her growing passion for Mr. Rochester, and her desire for independence.
Nature reveals what Jane cannot openly express: her conflict between reason and
emotion, between duty and desire.
A key scene that clearly shows this is when Jane sits under a chestnut tree with Mr.
Rochester, and he proposes to her. The tree symbolizes their union, but also the
tension in their relationship. After the proposal, a storm breaks and lightning splits
the tree in two.
Later, after discovering that Mr. Rochester is already married, Jane decides to leave
Thornfield. She walks alone in the moors. These scenes are some of the most
symbolic in the book: the landscape represents Jane’s isolation, but also a place of
spiritual purification.
Finally, when Jane returns to Rochester, who is now blind and physically
weakened, the natural imagery changes. The environment is peaceful, green, and
fertile, suggesting healing and harmony. Their love can now grow in a balanced way,
and nature reflects this new emotional equilibrium. The passionate storms are over;
now there is calm, both in the world and in Jane’s heart.
In conclusion, in Jane Eyre, nature is not passive. It is a mirror of the soul, a space
for emotional expression, self-discovery, and spiritual growth. Through Brontë’s use
of natural elements, we understand that the relationship between man and nature is
profoundly emotional. Jane does not dominate nature, nor is she dominated by it;
instead, she lives in harmony with it, drawing strength and clarity from the natural
world to shape her identity and destiny.
Così come “Jane Eyre” utilizza la natura per esprimere stati d’animo profondi
e conflittuali, anche ne “Les fleurs du mal” di Baudelaire la natura riflette
tormenti interiori, diventando specchio dell’anima inquieta e strumento di
esplorazione del sé.
FRANCESE
“Les Fleurs du mal” - C. Baudelaire
Le recueil de ‘Les fleurs du mal’ aborde la relation ambivalente entre homme et nature.
À ce propos, il faut remarquer que même le titre est ambivalent : d’un côté il suggère
l’idée des fleurs qui appartiennent au mal, tandis que d’un autre côté, il montre l’image
des fleurs qui naissent du mal, c’est-à-dire de la vie qui naît à partir de l’obscurité.
Le poème est organisé en six sections principales ou « livres », chacune avec un thème
central. La première section s’appelle « Spleen et Idéal ». Dans cette partie Baudelaire
oppose le mal-être profond à la recherche d’un idéal et d’une beauté transcendante.
Parmi les poèmes célèbres contenus dans cette section, il y a « L’albatros » et
«Correspondances ».
La deuxième section s’appelle « Tableau Parisien », dans laquelle le poète peint des
scènes de la vie urbaine à Paris, souvent sombre et réaliste. Le but principal est celui de
montrer la ville comme un lieu d’aliénation et de solitude.
La troisième partie s’appelle « Le vin ». « Le Vin » est présenté comme un moyen
d’évasion temporelle, capable d’exalter les sens, d’effacer la douleur et de permettre un
contact avec l’infini (una poesia celebre di Baudelaire si chiama “Enivrez- vous” che
significa “ubriacatevi”)
Encore, la quatrième section s’appelle « Fleurs du mal » : cette partie est centrée sur le
thème du mal sous ses différentes formes : décadence, péché, souffrance, mort. Dans
ce cas, l’angoisse existentielle est très présente, surtout en ce qui concerne la
description de la condition humaine.
La cinquième partie s’appelle « Révolte » et s’agit de l’expression d’un esprit rebel
contre Dieu, la société et la morale bourgeoise.
Enfin, la dernière section s’appelle « La mort » et traite du passage vers l’au-delà ou une
union avec l’infini.
Baudelaire considère la nature comme le miroir de l’âme humaine : les descriptions des
fleurs et des paysages reflètent souvent l’état d’ame des individus. Par exemple, les
fleurs sont présentés comme le symbole de la beauté, mais il s’agit toujours d’une
beauté transitoire et qui est destinée à la décadence (ES. Une charogne).
Au même temps le poète est la représentation de l’homme moderne qui se trouve en
dehors de la nature, parce qu’il vit dans une société en évolution continue. (lo puoi
collegare con « dialogodella natura con un islandese).
En outre, la décadence est un thème central dans les œuvres de Baudelaire et dans sa
vision de la nature. L’abondance d'images sensorielles remplit ses poèmes, mais
souvent les thèmes de la putréfaction et de la mort se manifestent. La beauté de la
nature se mêle à l'inévitabilité de la décomposition, en reflétant l'idée que la vie et la
mort sont intimement liées. (es. Une charogne – vision collegabile a Leopardi, fase
pessimismo cosmico).
Enfin, Baudelaire cherche le sublime dans la poésie, c’est-à-direune expérience qui
dépasse le monde matériel et se rapproche d'une forme d'élévation spirituelle. La nature
devient alors un moyen par lequel l'individu peut s’approcher de cette expérience.
Cependant, cette recherche incessante est compliquée par la sensation de perte
imminente et par les difficultés que l'homme rencontre dans sa tentative de se
reconnecter à cette beauté.
FISICA
Generare corrente elettrica con un satellite
È possibile generare corrente elettrica con un satellite?
Nel 1996, la missione STS-75 ha rappresentato un’importante tappa nella
sperimentazione dei sistemi a capo conduttore nello spazio.
Questo sistema era composto da un satellite collegato ad un oggetto mediante un
lungo cavo metallico lungo 20 km.
Il sistema fu ideato al fine di generare una corrente elettrica senza combustibile,
sfruttando solo il moto orbitale e il campo magnetico terrestre.
Durante la missione, il satellite Tethered Satellite System - 1 Reflight (TSS-1R) è
stato rilasciato dallo space Shuttle Columbia collegato tramite un cavo conduttore
lungo 20 [Link] il capo si sia spezzato a 19,7 km di estensione, l’esperimento
ha fornito dati significativi.è stata misurata una tensione di circa 3500 V generata dal
movimento del capo attraverso il campo magnetico terrestre, confermando la
possibilità di produrre energia elettrica mediante un conduttore in movimento in un
campo magnetico.
Alla base dell’esperimento, c’è la legge di Faraday-Neumann-Lenz, che spiega come
si genera corrente elettrica quando un conduttore si muove in un campo magnetico.
…
Nel nostro caso, il FILO MAGNETICO è il conduttore e il CAMPO MAGNETICO
TERRESTRE è il campo esterno. Il movimento orbitale del satellite cambia il flusso
del campo magnetico attraverso il filo. In questo modo si genera tensione elettrica
(f.e.m.) e si genera una corrente elettrica.
IL CONTESTO NELLO SPAZIO: un satellite collegato allo SPACE SHUTTLE con un
cavolo lungo 20 km orbita attorno alla terra circa 27.000 km/h. Durante il movimento
il capo taglia le linee di campo magnetico terrestre. Proprio questo “tagliare“ le linee
del campo magnetico genera una corrente elettrica all’interno del cavo, secondo la
legge di Faraday.
Dopo il 1996, sono state condotte altre missioni per esplorare le potenzialità dei
sistemi a cavo nello spazio:
-Tether Physics and Survability Experiment (TiPS) lanciato nel giugno del 1996 ha
utilizzato un capo lungo 4 km per studiare la dinamica e la durabilità dei cavi nello
spazio. TiPS è rimasto operativo fino a luglio del 2006.
-Progetti futuri: NASA ed ESA hanno continuato a studiare applicazioni dei sistemi a
cavo, come generazione di propulsione elettromagnetica, ma non sono state
effettuate missioni con cavi così lunghi come quello del TSS-1R.
TEDESCO
“Lebens des Galilei” - B. Brecht
Lebens des Galilei“ wurde von Bertolt Brecht geschrieben.
Der Roman geht es um den Mathematiker und Astronom Galileo Galilei. Er entdeckt
den Jupitermond und das kopernikanische heliozentrische Weltsystem.
Für mich ist diesen Roman ein gutes Beispiel für das Thema „existenzielle Unruhe“,
weil Galilei viele Zweifel hat und am Ende nicht mehr weiß, was richtig oder falsch
ist.
Eines der Hauptthemen von Bertolt Brechts Werk Leben des Galilei ist die
Beziehung zwischen Mensch und Natur, die als Gegenstand wissenschaftlicher
Untersuchung verstanden wird. Durch die Figur des Galilei reflektiert Brecht die
Rolle des Menschen beim Verständnis der Naturgesetze und hebt den Konflikt
zwischen Wissen, Macht und Wahrheit hervor.
Galilei und seine Theorien wurden von der Kirche verurteilt, weil sie eine Gefahr
(Minaccia) für die Kirche waren.
Auch Brechts Theaterstücke wurden vom Nazi verboten und seine Bücher verboten,
weil er die kritische Meinung des Publikums entwickeln wollte.
Wir können Unterschiede zwischen G. und B. finden:
1. MACHT DER KIRCHE UND MACHT DES NAZI → wie die Kirche große Macht im
17. Jh hatte, so war Nazi gegen die oppositionellen Bewegungen, durch Terror.
2. WISSENSCHAFTLICHE ERKENNTNIS – KRITISCHES DENKEN → G. entdeckte
(entdecken, scoprire), dass die Erde um die Sonne rotiert. Diese Entdeckung war
revolutionär, deshalb hieß es, dass der Mann und Gott nicht mehr im Mittelpunkt der
Erde stehen.
Die Z.T.B wollte die kritische Meinung entwickeln.
3. GESELLSCHAFTSKRITIK → G. kritisierte die Kirche, weil sie die Wahrheit (verità)
nicht akzeptieren wollte.
Auch Brecht kritisierte die Politik des Nazi, weil es ungerecht und nicht demokratisch
war.