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Problemi Di Epistemologia e Della Ricerca Sociale

Il documento tratta di un corso di filosofia della scienza con focus sulla filosofia della mente, esplorando il dibattito filosofico e scientifico dal 1950 e le interazioni tra scienze della mente e ricerca sociale. Viene analizzato il dualismo cartesiano e il dubbio iperbolico di Cartesio, evidenziando la distinzione tra mente e corpo e la centralità della coscienza. La nuova antropologia emergente suggerisce che gli esseri umani sono inclini sia alla cooperazione che alla competizione, influenzata da strutture cognitive ed evoluzionistiche.

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Problemi Di Epistemologia e Della Ricerca Sociale

Il documento tratta di un corso di filosofia della scienza con focus sulla filosofia della mente, esplorando il dibattito filosofico e scientifico dal 1950 e le interazioni tra scienze della mente e ricerca sociale. Viene analizzato il dualismo cartesiano e il dubbio iperbolico di Cartesio, evidenziando la distinzione tra mente e corpo e la centralità della coscienza. La nuova antropologia emergente suggerisce che gli esseri umani sono inclini sia alla cooperazione che alla competizione, influenzata da strutture cognitive ed evoluzionistiche.

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PROBLEMI DI EPISTEMOLOGIA E DELLA RICERCA SOCIALE E POLITICA

05.03

Domande di esercitazione per esame durante il corso. Esame finale scritto di un’ora e mezza
durante la sessione. Non ci saranno parziali. 28 domande a scelta multipla e due domande aperte.

È un corso di filosofia della scienza, di impostazione analitica.

Prima parte del corso -> incentrata sugli aspetti principali del dibattito filosofico e scientifico della
mente che si sviluppa dal 1950 circa, perché 1950? Sono gli anni in cui quello che viene dibattuto
oggi affonda le proprie radici. Parliamo di una sintesi tra la teoria funzionalista della mente, una
delle teorie dominanti, la teoria della computazione di Turing, la teoria rappresentazionalista del
linguaggio e del pensiero (in particolare la grammatica generativa di Chomsky -> avrà un impatto
profondo).

Bisogna introdurre anche un excursus storico sulle maggiori scuole di pensiero che sono confluite
in quel dibattito: tutto si origina nella svolta che Cartesio (fine 500) imprime un’evoluzione storica
del concetto di mente, una svolta legata alla sua tesi metafisica del dualismo delle sostanze.

Testi -> filosofia della mente. Corpo, coscienza, pensiero (capitoli 1,2,3, opzionale la lettura del
capitolo 4)

Parte Seconda del corso -> dedicata ad alcune interazioni produttive tra le scienze della mente e
alcuni settori della ricerca sociale ed economica. (teoria dei giochi -> economia sperimentale). In
qualche modo tutti questi pensatori si riferiscono ad un paradigma di mente messo a punto dalle
teorie prese in considerazione nella prima parte del corso.

Parleremo anche della nascita di una nuova antropologia che affonda le sue radici nello studio
delle strutture cognitive, evoluzionistiche.

Testi -> individualismo responsabilità e cooperazione. Psicologia e politica (integrale); storia


naturale della morale umana (capitoli 1,2,3); l’etica protestante e lo spirito del capitalismo
(opzionale).

Che cosa vuol dire fare filosofia della mente nel contesto filosofico contemporaneo?

- Un approccio consiste nello studiare come la psicologia scientifica emerge dalla psicologia
filosofica di tradizione cartesiana attraverso un percorso di naturalizzazione della mente.
(questo è il nostro approccio. Riflettiamo concettualmente sulla mente tenendo conto dei
risultati della psicologia scientifica, della neuroscienza e degli studi evoluzionistici sulla
natura umana).
- Un approccio diverso (minoritario del dibattito contemporaneo) consiste nel fare filosofia
della mente in modo puramente concettuale e anti-naturalistico, rimanendo all’interno
della cornice cartesiana caratterizzata sostanzialmente da due elementi:
1. il dualismo cartesiano delle sostanze e
2. la centralità della coscienza soggettiva nel dominio del mentale.
Ontologia -> è un settore della filosofia, spesso utilizzato come sinonimo di metafisica, nel contesto
della filosofia della scienza. Si occupa della definizione di realtà, di che cos’è che esiste, dell’essere
che esiste indipendentemente dal soggetto della conoscenza.

Naturalizzare la mente -> consideriamo la mente come una struttura e cerchiamo di capirla
tenendo conto dei risultati empirici della psicologia scientifica, della neuroscienza e degli studi
evoluzionistici.

La descrizione dell’approccio nel punto 1-> L’idea della naturalizzazione della mente, si completa
nella descrizione di un ulteriore approccio, in quanto essi sono collegati:

- Lo studio di alcune interazioni produttive tra lo studio della mente, la ricerca scoiale, e
alcuni paradigmi di ricerca linguistica. Gli apporti dalla linguistica contemporanea, dalla
teoria dei giochi, dalla sociologia e l’economia sperimentale hanno infatti creato negli ultimi
quarant’anni un buon connubio, facendo emergere una nuova antropologia: gli esseri
umani non sono per natura interamente buoni, né interamente cattivi.

La nuova antropologia ci consegna un’immagine in cui gli individui sono naturalmente portati da
un lato a forme di socialità, di cooperazione e perfino di altruismo, dall’altro a forme di
competizione e talora distruttività.

La morale emerge da un rapporto dialettico fra sistemi motivazionali (che affondano le radici in
strutture cognitive ed evoluzionistiche) e contesto socio-culturale di riferimento.

Asimmetria tra la conoscenza degli stati mentali altrui e i propri da un punto di vista fenomenico.
06.03

Dualismo e filosofia della mente

Nel XIX secolo il dualismo cartesiano era il modello concettuale dominate nel contesto degli studi
sulla mente; faceva sentire il suo influsso sulle nascenti scienze del cervello o della psiche

Dualismo delle sostanze: riguarda un ventaglio di posizioni concettuali che supportano la tesi
cartesiana circa l’esistenza di due sostante distinte e separate -> sostanza estesa, materia vs
sostanza pensante, mente.

- La loro esistenza è distinta nel senso che l’una può esistere senza l’altra; l’una ha proprietà
che l’altra non può avere. PER ESEMPIO -> soltanto i sistemi materiali possono avere
estensione spaziale, forma e localizzazione (ritornerà sulla concezione meccanicistica,
concetto importante); laddove soltanto le menti possono avere proprietà come razionalità,
intenzionalità.
- Cartesio sviluppa una serie di linee argomentative a sostegno del dualismo delle sostanze,
che qui raggruppiamo in due tematiche: il problema cartesiano della natura dell’io e il tema
del dubbio iperbolico.

Il problema cartesiano della natura dell’io

Nella seconda meditazione dopo aver sottoposto a dubbio scettico gran parte delle sue credenze
precedenti, cartesio cerca che cosa resti di certo alla sua conoscenza e giunge alla scoperta finale
che “l’asserto io esisto è impossibile che non sia vero, ogniqualvolta io lo pronunci o lo concepisca
mentalmente”

“se io penso allora io sono” -> chi è o che cosa è questo io pensante? “dovrò stare attento a non
scambiare per me … qualcosa che sia diverso da me”

Sembra un paradosso, ma quello che egli cerca è l’assenza dell’io.


Cartesio parte dall’analisi della concezione dell’io fornita dal senso comune: “anzitutto di certo mi
veniva in mente che avevo un volto, delle mani, delle braccia e tutto quel congegno di membra …
che chiamavo coropo. Ma poi mi veniva in mente anche che mi nutrivo, camminavo, sentivo e
pensavo”

Questa caratterizzazione del tutto naturale, in accordo con la visione tradizionale aristotelica della
natura della persona, entra in crisi attraverso il test del “dubbio iperbolico”.

Nel dubbio iperbolico:

- Io potrei avere una serie di illusioni in merito a quello che sono: in particolare potrei non
avere un corpo. Ciò che Cartesio cerca è una definizione di soggetto che non sia messa in
crisi dal dubbio scettico.
- Che fondamento certo trovo nell’identificazione di me stesso con il possessore delle
proprietà elencate sopra?
- Se si adotta l’ipotesi del genio maligno che può ingannarmi su tutte le mie percezioni, le
connessioni fra me stesso e queste proprietà sembrano svanire: non c’è alcuna certezza di
possedere veramente proprietà corporee di avere un viso, delle braccia, e così via.

Lo stesso vale per le proprietà dell’anima come nutrirsi, camminare, vedere, sentire, possono
essere illusori (Cartesio non comprende tra queste proprietà il pensare). Non si può sentire senza
un corpo, io potrei essere ingannato rispetto all’esistenza del mio corpo (il caso degli “arti
fantasma” percepiti da chi ha subito un’amputazione).

Schema sulla struttura del metodo del dubbio

Il dubbio iperbolico: le fonti della conoscenza

Il processo di conoscenza del mondo materiale ha un primo stadio concernente l’uso dei cinque
senti, mentre il processo di conoscenza della matematica e della logica avviene attraverso la
ragione. Il dubbio iperbolico consiste nel testare l’affidabilità delle fonti e la correttezza dei processi
e sopravvive al dubbio scettico e a questo scopo sviluppa tre sfide:

1. Le illusioni sensoriali
2. L’argomento del sogno
3. L’argomento del “genio maligno”

[Link] illusioni sensoriali

Cartesio sostiene che i nostri sensi si mostrano spesso inaffidabili se considerati fonte di vera
conoscenza. Cartesio non dubita il fatto che noi abbiamo esperienze sensoriali, bensì dubita che
non si possa conoscere con certezza che cosa le causa. L’errore è possibile, le esperienze sensoriali
molto spesso sono in contraddizione tra di loro. Se la comprensione delle cose è interamente
affidata soltanto al contenuto dei nostri sensi, non ci sono modi affidabili per verificarne il grado di
correttezza. Cartesio non sostiene che i nostri sensi producano una rappresentazione illusoria,
piuttosto che il contenuto sensoriale ci consegna una descrizione approssimativa di ciò che esiste.
Per questo motivo quello che i sensi di dicono sul mondo producono un tipo di conoscenza che
non supera il dubbio scettico sull’illusorietà della percezione.

ESEMPIO -> bastone nella vasca d’acqua. Sensi della vista e del tatto in contraddizione per la forma
del bastone all’interno dell’acqua che tramite la vista sembra essere piegato, ma si tratta di
un’illusione ottica.

2. L’argomento del sogno

In che senso l’informazione che riceviamo dai sensi, quando, per esempio, impugniamo una penna,
è indubitabile? Impugniamo una penna veramente o stiamo sognando di impugnarla? Quale è il
discrimine fra sogno e realtà? Come dobbiamo leggere questa parte del dubbio?

La nostra conoscenza del mondo è confinata all’interno della nostra soggettività mediata da
rappresentazioni mentali interne. L’impossibilità di superare questo confine e di accedere ai
meccanismi causali che producono le rappresentazioni mentali non ci consente di tracciare questo
discrimine.

Anche chiedere conferme a persone esterne se effettivamente sto realizzando una cosa o la sto
solo sognando ricade in una rappresentazione interna del mondo esterno, per questo motivo
anche questa può essere ingannevole.

La credenza nell’esistenza del mondo esterno e averne l’accesso è un tipo di accesso mediato dal
nostro corpo, ma tutto ciò che riguarda la nostra conoscenza sensoriale non è una prova
inconfutabile dell’esistenza di un mondo esterno.

La critica cartesiana all’affidabilità dei sensi è parzialmente ispirata al razionalismo platonico.

Cartesio in realtà costruisce una concezione razionalista della conoscenza ancora più radicale di
quella platonica, che include anche i contenuti mentali, ma non solo. Infatti il dubbio scettico
cartesiano arriva a sfidare anche le verità matematiche e logiche, mostrano infine la loro
inadeguatezza ad essere principi primi della conoscenza, differentemente dall’approccio platonico.

I veri meccanismi causali non possono venire alla luce finché siamo bloccati nella nostra
soggettività esperenziale; la quale si distingue dalla soggettività razionale che fa riferimento alla
coscienza, mentre la prima si poggia sul corpo, l’altra rientra nel contesto della sostanza pensante
poiché è indipendente dalla sostanza del corpo.

3.L’argomento del “genio maligno”

Come possiamo giustificare la nostra certezza che 2 E 2 FA 4 è la corretta identità matematica?

La matematica sembra essere testabile e autonoma dalla soggettività. Tuttavia, il problema per
Cartesio è più sottile: come posso sapere con certezza di star seguendo correttamente quando
faccio quell’operazione?

Cartesio usa una metafora -> come posso essere certo che non ci sia un demone invisibile che
controlla la mia mente in modo tale da farmi fare un errore tutte le volte che applico le regole delle
somme (metafora che sarà rappresentata cinematograficamente dal film Matrix (1999).
L’ipotesi del demone invisibile è una metafora usata per descrivere la difficoltà che emerge non
appena cerchiamo di fondare le nostre certezze, anche matematiche, su criteri di correttezza
esterni alla nostra soggettività. Ma usare criteri di correttezza all’interno della nostra soggettività
sensoriale non aiuta.

Le versioni contemporanee del demone invisibile sono spesso storie sull’irrealtà delle nostre
rappresentazioni del mondo esterno e di noi stessi; tutto ciò che esiste sono cervelli in una vasca
stimolati da elettrodi, che producono la realtà virtuale in cui siamo intrappolati.

Se il tuo cervello fosse davvero costantemente stimolato a produrre una serie di false esperienze
nella tua mente, o a farti erroneamente credere di star applicando correttamente le regole della
matematica, come saresti in grado di scoprirlo?

Vengono messe in dubbio anche tutte quelle certezze matematiche, che non risiedono nella
soggettività di chi le applica.

Argomenti cartesiani per il dualismo

Il genio può ingannarmi sul sentire ma non sulla coscienza che ho del sentire. La coscienza del
sentire è qualcosa che potremmo avere anche in assenza di un corpo se il genio ci ingannasse.

La soggettività razionale diventa così il nucleo essenziale della mente. Il ruolo fondante della
nozione di coscienza è il frutto di una rivoluzione epistemologica che pone l’esperienza cosciente al
centro del rapporto fra il soggetto e il mondo.

Su una cosa che lo scettico non può farmi dubitare - > ossia che sto dubitando, perché sono
cosciente di star dubitando. È uno stato mentale ma è l’unica che sopravvive allo scettico. Si apre
comunque uno scenario soggettivo ma è una soggettività razionale, legata all’autocoscienza di star
facendo qualcosa (autocoscienza riflessiva).

In questo senso si chiude la parentesi scettica perché individua il nucleo essenziale della mente,
come appartenente alla sostanza pensante.

Le argomentazioni cartesiane in favore del dualismo si possono dividere in due classi: quelle ti tipo
empirico, basate sui limiti della spiegazione meccanicistica quando è applicata alla mente
(autocoscienza riflessiva), e quelle di tipo concettuale che mirano a mettere in luce l’impossibilità
di identificare mente e materia.

Cogito ergo sum -> dato oggettivamente primitivo dal punto di vista ontologico, dato limpido che
supera il dubbio scettico. Questo pensiero viene criticato a Cartesio.

Argomenti cartesiani per il dualismo (argomento empirico)

Nel discorso sul metodo Cartesio afferma che un automa perfettamente costruito non potrebbe
esibire un comportamento linguistico simile al nostro, in quanto il suo repertorio sarebbe limitato.
Ciò che per Cartesio manca all’automa è la ragione, ossia uno strumento universale che può servire
in ogni tipo di circostanza.

Gli aspetti creativi del linguaggio e del pensiero non possono essere spiegati meccanicisticamente.
Che cosa vuol dire spiegazione meccanicistica per Cartesio? -> egli è uno dei protagonisti della
rivoluzione scientifica moderna. Tuttavia la spiegazione meccanicistica (il metodo scientifico della
fisica classica) si applica alla res extensa (materia) ma non alla res cogitans (pensiero).

Ciò significa -> una spiegazione meccanicistica è una spiegazione causale (pur non essendo
sinonimi, nonostante siano due facce della stessa medaglia per il contesto e per come le indende
l’autore), viene usata in fisica, ad esempio, e consiste nel delimitare ciò che è reale, che esiste nello
spazio e nel tempo. Spiegare il funzionamento di un sistema fisico e la causa del suo
comportamento.

Proprio perché l’autocoscienza è un dato primitivo ontologico non è scomponibile nelle sue unità
primitive. E soprattutto non vive nello spazio-tempo.

Argomenti cartesiani per il dualismo (argomento concettuale)

Cartesio attribuisce molta importanza ad un argomento a priori volto a mostrare la distinzione di


principio tra mente e corpo.

Se possiamo concepire in modo chiaro e distinto che una cosa esiste indipendentemente da
un’altra allora sembra indubitabile che non siano la stessa cosa, poiché è quanto meno possibile
che Dio le abbia poste separatamente.

Posso concepire la mente come esistente indipendentemente dal corpo, dunque è impossibile che
si tratti della stessa entità.

Dualismo interazionista – aspetti problematici del dualismo cartesiano.

il corpo è parte della sostanza materiale, la mente è parte della sostanza pensante. Cartesio
capisce che è un dato indubitabile che mente e corpo interagiscono, sostanzialmente bisogna fare i
conti con il rigore della sua formazione da scienziato -> l’interazione fra sistema fisico e un’entita
immateriale va spiegata.

Il problema -> interazione. Cartesio parla di interazione. Qual è la spiegazione che vuole utilizzare?
La spiegazione meccanicistica. Quest’ultima però è un tipo di spiegazione spiegabile nei termini
dell’interazione fisica delle parti del sistema, che condividono lo stesso spazio-tempo. Spiegare
meccanicisticamente tra un sistema fisico, la res extensa, e un sistema non fisico, la res cogitans,
rappresenta un problema -> queste res sono distinte ma sono capaci di interagire nell’ambito
dell’unità psico-fisica.

Esiste un’interazione fra stati mentali e stati cerebrali (corporei), ma non esiste una correlazione:
ad uno stato mentale Cartesio non fa corrispondere uno stato del sistema fisico del cervello,
nonostante postuli che il primo eserciti una azione causale sul secondo. Una correlazione di
qualche tipo equivarrebbe all’uso di una forma di riduzione della mente al corpo.

Il problema mente-corpo -> è esattamente la tensione concettuale che emerge dal fatto che
Cartesio argomenta che gli stati mentali causano gli stati corporei.

07.03
Perché il problema mente-corpo è un problema?

Il ruolo problematico della nozione di causalità nel contesto dell’interazione mente-corpo.

La fisica è causalmente completa: ogni evento fisico ha una causa che è a sua volta un altro evento
fisico -> principio di chiusura causale. Secondo cartesio un evento mentale (dunque non fisico) può
causare un evento fisico. Dunque per il principio di chiusura causale della fisica i fenomeni mentali
devono essere eventi fisici. Ma cartesio non accetta la natura fisica del mentale.

Dunque come può la mente influenzare causalmente il corpo? Cartesio sapeva di non poter
applicare la spiegazione meccanicistica. Per cartesio spiegare meccanicisticamente è spiegare
scientificamente.

Diventa un principio sistematico dell’attività scientifica da galilei in poi -> principio di chiusura
causale.

Dualismo delle proprietà -> alcuni recenti tentativi di risolvere il problema mantenendo il dualismo
(schema)

Dualismo delle proprietà che comporta una forma di anti-riduzionismo radicale: secondo questo
approccio pur esistendo un solo tipo di sostanza (verosimilmente quella materiale) alcune delle sue
proprietà non sono riducibili a proprietà fisiche – Negel (1986) : sistemi fisici complessi di origine
biologica con proprietà non fisiche, con proprietà non spiegabili in termini delle loro costituzioni
materiali; Chalmers (1996).

- Terminologia: riduzionismo, anti-riduzionismo; fisicalismo (l’idea che gli elementi di base


del mondo siano di natura fisica).

Dualismo delle proprietà ontologicamente compatibile con il monismo, è una froma di fisicalismo
moderato: pu ammettendo proprietà mentali non fisiche e concedendo ad esse una certa
autonomia, le lega in modo ontologicamenre stretto alla base fisica. Fisicalismo anti-riduzionista:
dal punto di vista ontologico è una forma di fisicalismo, dal punto di vista epistemologico è una
fora di anti-riduzionismo.

Epifenomenismo (liquida la causazione mentale cartesiana): la materia agisce sulla mente e non
viceversa;

realizzabilità multipla: un evento mentale non è identico ad un evento fisico del cervelllo, ma può
essere realizzato fisicamente in più modi – putnam (1967).

Doppia eredità della teoria cartesiana del mentale:

- Una legata agli sviluppi delle ricerche anatomiche e fisiologiche, indirizzate allo studio del
meccanismo del corpo;
- L’altra indirizzata allo studio del pensiero, che si identifica con lo studio delle idee, della loro
genesi e delle modalità di combinazione e relazione
Il XIX secolo fu testimone di grandi progressi nella neuroanatomia, in particolare nel cinquantennio
fra onthe function of the brain (1822-25) di Franz Joseph gall e the function of the brain (1876) di
david ferrier.

Malgrado i progressi nella localizzazione neurofisiologica di funzioni psicologiche il XIX secolo non
assistette al graduale trionfo del materialismo e della spiegazione fisiologica riduzionistica della
psicologia animale e umana.

Al contrario -> molti fra i pionieri della localizzazione neurofisiologica difesero una forma di
dualismo delle sostanze. Altri adottarono una forma di parallelismo neutrale, che gli consentiva di
evitare le accuse di materialismo e ateismo.

Parallelismo psicofisico

L’approccio originariamente proposto dal filosofo tedesco GOTTFRIED wilhelm leibniz (1646-1716)
all’inizio del diciottesimo secolo: una forma di dualismo secondo la quale processi mentali e fisici
sono perfettamente correlati ma non causalmente connessi, come i moviementi di due orologi
sincronizzati.

Non rispetta il principio di nesso causale scientifico e quindi è un tentativo di chiudere il cerchio
non di natura scientifica. Questa forma sul momento non fu presa i ncosiderazione da parte della
comunità scientifica ma esistono gruppi del XIX secolo che adottano questa froma di parallelismo
neutrale.

Cartesio aveva sostenuto che tutto il comportamento appreso degli animali, e una aprte coscpicua
del comportamento appreso degli esseri umani, è tanto automatico e involontario quanto lo sono i
riflessi e gli istinti innati; e può wssere spiegato senza far riferimento alla coscienza e alla sua
efficacia causale.

Tuttavia, sebbene egli credesse che le spiegazioni meccanicistiche basate sulla nozione di riflesso
potessero spiegare tutto il comportamento animale e una parte del comportamento umano,
negava che potessero speigare il comportamento volontario umano.

Riflesso -> in fisiologia è una rispsota motoria o secretoria che si svolge automaticamente e quindi
al di fuori della volotà dell’indivuido, consiste nella trasmissione di uno stimolo da un recettore
periferico, attraverso le vie afferenti, a un orgnao centrale e da qeusto, attraverso le vie efferenti, a
un organo effettore – N.B. che questa è una spiegazione meccanicistica.

Molti psicologi cognitivisti oggi affermano che i comportamneti volontari umani (intenzionali) non
hanno la natura di riflessi perché richiedono una qualche forma di elaborazione cognitiva interna, e
quindi richiedono una soeigazione meccanicistica più complessa.

Cartesio invece:

- Affermava che è del tutto impossible spiegare meccanicisticamente il comportamento


volontario umano
- Affermava che quel tipo di comportamento è generato dall’azione di una mente
immateriale, la cui essenza è il pensiero
Almeno nella prima metà del XIX ecolo perfino quei ricercatori che avevnao abbandonato il
dualismo delle sostanze continuavano ad aderire a una forma di dualismo feurofisiologico che
preservana l’autonomia razione dell’intelletto e della volontà umana sostenuto dai dualisti delle
sostanze tradizionali. Molti teorici sostennero che le funzioni cognitive della corteccia cerebrale
fossero categoricamente distinte dalle funzioni senso-motorie delle strutture sottocorticale.

La nozione di arco riflesso

Il fisiologo inglese Marshall Hall (1790-1857) -> identifica numerose connessioni tra i nervi
sensoriali e i nervi motori e introduce la nozione di arco riflesso: un sistema costituito da un nervo
sensoriale, un tessuto nervoso connettivo e un nervo motorio.

Hall ha due sistemi -> distingue fra il sistema “eccitatorio-motorio”, collocato nelle strutture
sottocorticali, e il sistema “sensoriale-volizionale”, collocato nella corteccia cerebrale.

- Il sistema eccitatorio-motorio riflesso spiega il comportamento automatico, istintivo ed


emotivo
- Il sistema sensoriale-volizionale spiega il comportamento appres, finalizzato e razionale.

Il secondo filone di ricerca si sviluppa innanzi tutto attraverso l’empirismo inglese da locke a hume,
e si approfondisce nell’associazionismo di james mill, di suo figlio john stuart mill e di alexander
bain (quella indirizzata allo studio del pensiero).

Nel suo classico principles of psychology (1890) affrontando il tema degli scopi e della natura
generale della psicologia, william james indica proprio la tradizione associazionistica derivante
dall’empirismo britannico come terreno su cui è andata prendendo forma una scienza della mente
intesa in senso laico o anti-sostanzialista.

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