Giovanni Verga nasce nel 1840 a Catania sia il padre che la madre hanno origini nobili e per questo
può avere un’educazione intellettuale i suoi maestri lo avvicinano alle Idee patriottiche ma sono poco
attenti alla Grammatica (errori ortogra ci) .
Nel 1861 si arruola alla guardia nazionale e sostiene con alcuni articoli politici sui giornali l’unità
d’Italia intanto ha pubblicato i primi romanzi però Non riscuotono alcun successo.
All’età di diciassette anni scrive i suoi primi romanzi di carattere storico-patriottico: Amore e patria,
quelli mai pubblicati sono I carbonari della montagna e sulle lagune dove ha uno scarso successo.
Nel 1864 Alla morte del padre decide di trasferirsi a Firenze dopo alcuni viaggi nel 1869 si sposta a
Firenze dove vive diversa avventure amorose senza però legarsi in modo stabile con nessuna donna,
Frequenta gli ambienti intellettuali più in vista dove viene apprezzato e dove conosce Luigi Capuana
che diventa il suo amico della vita.
A erma la sua convinzione che per crescere sia intellettualmente che per avere successo nel mondo
letterario deve stare con persone con successo e stimolanti, purtroppo però il problema economico
rimane un grosso limite, continua a chiedere i soldi alla sua famiglia perché anche i suoi abiti sono
inadeguati agli ambienti che frequenta. Si adegua così all’industria culturale di massa scrivendo
opere di tema passionale come “una peccatrice“ e “storia di una capinera“ per avere il consenso di
lettori e un riscontro economico.
nel 1871, Verga si sposta a Milano centro culturale e del progresso italiano, dove continua a scrivere
romanzi su temi romantici, raccontando vicende degli ambienti super ciali dell’alta società milanese e
scrive tre romanzi Eva, tigre reale e Eros.
Nell 1874 pubblica la novella “NEdda” che riscuote un buon interesse letterario, un racconto
ambientato in Sicilia ma ancora il narratore giudica e commenta i fatti.
Nel 1878 con la pubblicazione di Rosso Malpelo (verista) Verga riscuote un notevole successo, parla
ancora della sua Sicilia ma questa volta non è più il narratore a raccontare, ma sono i personaggi a
dar voce al racconto, l’interesse del pubblico sulle vicende del sud è ancora più favorito dalla presa
di coscienza della questione meridionale e dello sfruttamento dei bambini e dei e delle persone
povere del sud.
Dal 1878 al 1889 Verga continua a scrivere sia novelle su riviste che gli fanno ottenere un compenso
economico ma il suo progetto principale è trasformarle le novelle in un romanzo il primo dei quali è il
malavoglia pubblicato nel 1881 e successivamente mastro Don Gesualdo un progetto che però
doveva contenere cinque opere ma si interrompe lì.
alcune delle sue novelle, però, riscuotono successo nell’ambiente teatrale tra le più importanti
cavalleria rusticana.
dopo le prime due raccolte di novelle, Verga decide di scrivere il terzo romanzo che però non arriva
mai alla ne, Verga negli ultimi anni infatti si dedicherà soprattutto alla trasformazione delle sue
novelle in opere teatrali e cinematogra che senza però mai ricevere successo che ha riscosso con
cavalleria rusticana. nel frattempo, musicista Mascagni da un libretto non autorizzato di Verga ricava
molto successo a quel punto Verga intenta una causa del musicista e nel 1893 riscuote un’importante
somma di denaro che gli permette di risolvere i suoi problemi economici.
nel 1893 ritorna in Sicilia nel pieno delle rivolte dei fasci siciliani, lui però si schiera contro i
manifestanti poiché pensa che sia naturale la divisione tra poveri e ricchi, si schiera poi dalla parte di
nazionalisti e muore l’improvviso nel 1922 senza però vedere l’ascesa del fascismo a Roma era già
stato nominato dal governo italiano, senatore ma non si presenta neanche alla cerimonia per i
festeggiamenti poiché oramai viveva una vita in solitudine e disdegnoso verso la società.