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Formulario Statistica

Il documento fornisce una panoramica delle principali formule statistiche, incluse quelle per calcolare frequenze, media, mediana, moda, varianza, deviazione standard e campo di variazione. Viene spiegato come utilizzare queste formule sia per dati grezzi che per distribuzioni di frequenze e per classi. Inoltre, si evidenziano le relazioni tra le diverse misure statistiche e le loro applicazioni pratiche.

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Il documento fornisce una panoramica delle principali formule statistiche, incluse quelle per calcolare frequenze, media, mediana, moda, varianza, deviazione standard e campo di variazione. Viene spiegato come utilizzare queste formule sia per dati grezzi che per distribuzioni di frequenze e per classi. Inoltre, si evidenziano le relazioni tra le diverse misure statistiche e le loro applicazioni pratiche.

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PRINCIPALI FORMULE PER STATISTICA

LEGENDA
FA = Frequenza assoluta
FR = Frequenza relativa
FP = Frequenza percentuale
FC = Frequenza cumulata
* è il simbolo utilizzato per la moltiplicazione
Formule per le FREQUENZE

[1] FR = FA : TOTALE FA RICORDA: TOTALE FA si indica anche con n

Dalla precedente formula si ricavano le seguenti formule inverse:

[1.1] FA = FR * TOTALE FA

[1.2] TOTALE FA = FA : FR

[2] FP = FR * 100

Dalla precedente formula si ricava la seguente formula inversa:

[2.1] FR = FP : 100

Sfruttando la formula [1], per il calcolo di FP si ottiene la seguente formula alternativa:

[2 bis]

Dalla precedente formula si ricavano le seguenti formule inverse:

[2 bis.1]

[2 bis.2]
Formule per la MEDIA

 Nel caso di dati grezzi, la formula da utilizzare è:

[3]

 Nel caso di distribuzioni di frequenze, la formula da utilizzare è:

[4]

dove si ha che:

x1, x2, x3, ecc. rappresentano le MODALITA’ (cioè i valori assunti dalla specifica
caratteristica studiata)

f1, f2, f3, ecc. rappresentano le corrispondenti FA

NOTA BENE: In pratica, il denominatore della formula coincide con il TOTALE FA (ossia
n)

RICORDA: La media ottenuta attraverso la formula [4] si chiama media aritmetica


ponderata (o pesata), in cui i “pesi” sono rappresentati dalle FA (ossia da f 1, f2, … , fn). In
questo modo, ad ogni valore x1, x2, … , xn viene attribuito un “peso” (ossia una importanza)
che è tanto più rilevante quanto maggiore è la sua FA.

NOTA BENE: Una formula alternativa per il calcolo della media aritmetica ponderata è
quella che considera come “pesi” le FR anziché le FA:

[4 bis]

Siccome il denominatore della formula coincide con il TOTALE FR, quindi è uguale a 1,
esso non si scrive. Perciò, la versione definitiva della formula [4 bis] è la seguente:

[4 bis]

 Nel caso di distribuzioni per classi (ossia quando i valori della caratteristica studiata
sono presentati sotto forma di intervalli tutti della stessa ampiezza) la formula da
utilizzare è ancora la [4], ma al posto di x1, x2, x3, ecc. si pongono i valori centrali di
ciascuna classe (ossia di ciascun intervallo).
Modalità di calcolo della MEDIANA

 Nel caso di dati grezzi, per determinare la mediana occorre anzitutto ordinare in
senso crescente o decrescente i dati a disposizione. Per stabilire la mediana
bisogna distinguere due casi:

1. n (ossia il numero di dati a disposizione) è DISPARI: la mediana coincide


con il numero che occupa la posizione centrale nella sequenza ordinata dei
dati

2. n (ossia il numero di dati a disposizione) è PARI: la mediana coincide con la


media aritmetica dei due numeri che occupano le posizioni centrali nella
sequenza ordinata dei dati

 Nel caso di distribuzioni di frequenze, la mediana è la modalità corrispondente alla


prima FC maggiore del 50% del TOTALE FA (ossia della metà del TOTALE FA).

 Nel caso di distribuzioni per classi (ossia quando i valori della caratteristica studiata
sono presentati sotto forma di intervalli tutti della stessa ampiezza) la mediana è
data dal valore centrale della classe corrispondente alla prima FC maggiore del
50% del TOTALE FA (ossia della metà del TOTALE FA).
Modalità di determinazione della MODA

 Nel caso di dati grezzi, la moda è il dato che si presenta il maggior numero di volte
(ossia quello con la frequenza – assoluta, relativa, percentuale – più elevata).

 Anche nel caso di distribuzioni di frequenze, la moda è il dato con la frequenza –


assoluta, relativa, percentuale – più elevata.

 Nel caso di distribuzioni per classi (ossia quando i valori della caratteristica studiata
sono presentati sotto forma di intervalli tutti della stessa ampiezza) si parla di classe
modale, ossia la classe (o intervallo) con la maggiore frequenza.
Formule per la VARIANZA

 Nel caso di dati grezzi, la formula da utilizzare è:

[5]

dove si ha che:

x1, x2, x3, ecc. rappresentano i valori assegnati

n rappresenta il numero totale di valori assegnati

Nella formula compare anche la media, che va calcolata preliminarmente.

RICORDA: Per calcolare la varianza, si può utilizzare anche una formula alternativa (che
naturalmente condurrà allo stesso risultato), impiegando le stesse grandezze appena
viste. Nel caso di dati grezzi, la formula alternativa è:

[5 bis]

NOTA BENE: Generalmente, tale formula alternativa si rivela più semplice da utilizzare.

 Nel caso di distribuzioni di frequenze, la formula da utilizzare è:

[6]

dove si ha che:

x1, x2, x3, ecc. rappresentano le MODALITA’ (cioè i valori assunti dalla specifica
caratteristica studiata)

f1, f2, f3, ecc. rappresentano le corrispondenti FA

NOTA BENE: In pratica, il denominatore della formula coincide con il TOTALE FA (ossia
n)

RICORDA: Per calcolare la varianza, si può utilizzare anche una formula alternativa (che
naturalmente condurrà allo stesso risultato), impiegando le stesse grandezze appena
viste. Nel caso della distribuzione di frequenze, la formula alternativa è:
[6 bis]

NOTA BENE: Generalmente, tale formula alternativa si rivela più semplice da utilizzare.

 Nel caso di distribuzioni per classi (ossia quando i valori della caratteristica studiata
sono presentati sotto forma di intervalli tutti della stessa ampiezza) la formula da
utilizzare è ancora la [6] (oppure, in alternativa, la [6 bis]), ma al posto di x 1, x2, x3,
ecc. si pongono i valori centrali di ciascuna classe (ossia di ciascun intervallo).
Formule per la DEVIAZIONE STANDARD

La formula da utilizzare è sempre:

[7]
Ossia la deviazione standard si ottiene calcolando semplicemente la radice quadrata della
varianza.

Formule per il CAMPO DI VARIAZIONE


La formula da utilizzare è:
[8] Campo di variazione (CdV) = Xmax – Xmin
dove Xmax e Xmin rappresentano i valori rispettivamente più grande e più piccolo tra i dati
assegnati.

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