HEGEL
1 Scritti giovanili:
denominatore comune è la religione. Si dividono in Tubinga, bernese e di Francoforte.
Particolare/universale, individuo/assoluto. Frequente riferimento alla classicità greca. Nella religione
popolare e cristianesimo tema centrale è la differenza tra la religione soggettiva (aspetto vivente) e quella
oggettiva (dogmi e pratiche). È lo stato a dover favorire il passaggio tra questi, processo di interiorizzazione.
Cristianesimo storico e non. Religione positiva ma alienante. Scissione ebrei. Centralità amore.
2 il confronto con le altre filosofie contemporanee
Tema della scissione e finito e infinito. Fichte parla di un cattivo infinito e un negativo non compreso. In
Schelling non c’è dialettica perché l’assoluto è indifferenziato e non è risolto il passaggio dall’assoluto al
finito. Hegel parte dal presupposto che la filosofia è l’assoluto stesso nel suo sviluppo storico
(completamento e superamento). Idealismo soggettivo, oggettivo e assoluto. Si distacca dal romanticismo
perché l’assoluto deve essere concepito non intuito.
Pdf: spirito= lo spirito Geist è la traduzione del termine greco pneuma che significa soffio o respiro. Acquista
importanza in età ellenistica perché viene usato come termine nella traduzione dell’antico testamento, si
manifesta in una serie di carismi. Dalla teologia si inserisce in filosofia nel 700/800, lega la concezione di Dio
come amore con quella della filosofia greca di Dio come logos. Riassume anche la dimensione individuale e
quella collettiva, è la coscienza che sorge dall’animalità, la cultura di un’epoca di un popolo.
3: i presupposti della filosofia hegeliana
Si parte dall’idea, vista agli inizi come progetto complessivo che da la razionalità al reale. Sistema unitario.
Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale. Questo significa che il mondo non è solo un
insieme di eventi casuali, ma ha una struttura razionale che la mente umana può comprendere. Per Hegel
l’idea preesiste al mondo fisico. La filosofia, quindi, non crea la razionalità nel mondo, ma la riconosce.
Esistente e reale non coincidono, l’esistente ha la razionalità ma non è la razionalità, ne costituisce l’aspetto
necessario. La razionalità non è nel singolo esistente, ma è la struttura delle singole esistenze ed è un
processo. Processualità circolare perché comprendiamo la singola cosa solo quando la cogliamo come
momento di una realtà complessiva. L’idea centrale di Hegel è che l’universale non è separato dal concreto,
ma si realizza in esso. L’idea di uomo esiste nei singoli individui, ma essi possono essere compresi solo
riconducendoli alla loro dimensione universale di uomini. L’universale non coincide con nessuno dei
momenti particolari in cui si articola, ma non è nemmeno separabile da essi. Frutta. La soluzione consiste
nel considerare il particolare come qualcosa che non si esaurisce in se stesso ma rimanda ad altro. Il
passaggio tra i diversi momenti è la dialettica. Si divide in intellettivo-astratto, negativo-razionale, positivo-
razionale.
Il vero è l’intero: è la pianta ad essere la realtà concreta non i momenti. Il vero è l’intero l’assoluto può
essere inteso solo come risultato di un processo che solo alla fine è la verità. Intendere l’assoluto come
risultato vuol dire intenderlo come la totalità dei suoi momenti. Tutti gli animali-> dialettica. La dialettica è
l’unione di individuale e assoluto, inteso come totalità. Ciò implica una nuova definizione di sostanza, ora
considerata processualità. La sostanza è soggetto. Posto ciò viene modificato anche il sapere: la singola
realtà è conoscibile solamente quanto sistema che comprende la totalità delle parti.
4: l’autocoscienza e il sapere
La filosofia ha senso solo come sistema perché il vero non è l’assoluto in se, ma nel suo sviluppo e il sistema
ne ripercorre i diversi momenti. Non può essere intuito. Si parte dall’idea che diventa realtà, si riconosce
nella realtà che ha prodotto, diventa idea autocosciente (il sapere) questo sapere che è spirito sostanzia le
coscienze individuali, ripercorrendo il cammino dello spirito nella storia. Conosciuto e noto. Scristallizzare.
5: la fenomenologia dello spirito
Fenomenologia= scienza di ciò che appare alla coscienza. Ricostruisce il cammino della conoscenza
nell’esperienza dei fenomeni, dove fenomeno sono le manifestazioni storiche, dello spirito nella storia. Lo
spirito è riconosciuto come memoria dalla singola coscienza. La storia viene a far parte della coscienza. È
tutto già avvenuto. La fluidità non è del tempo storico ma della coscienza che si ritrova e cambia se stessa.
La prima parte (la coscienza) guida alla conoscenza dell’esistente tramite la certezza sensibile, la percezione
e l’intelletto-> la conoscenza non è delle cose ma dell’intelletto. Dopo aver preso consapevolezza di se la
coscienza singola deve interagire con le altre fino a raggiungere la consapevolezza della unità che le lega
(spirito). seconda parte: La coscienza ha preso consapevolezza di se nel rapporto con le cose e ritrovando se
stessa nelle cose, ora deve compiere un cammino di autoconsapevolezza con le altre coscienze tramite la
figura di signoria e servitù. Movimento di separazione e distinzione. Lotta dove la coscienza rischia la vita,
elevandosi accettando la morte (signore). L’altro rifiuta di negare se stesso. Al signore però, manca il
riconoscimento di se in un altro. Il servo trova poi nel lavoro la mediazione e garantisce
autoconsapevolezza. Rovesciamento dialettico. Stoicismo (indifferenza) scetticismo (negazione e
incoerenza). La contraddizione della coscienza scettica conduce alla coscienza infelice, scissa in due realtà.
Positiva e negativa. Religione concepita come alienazione. Nostalgia dell’infinito.
La coscienza supera la religione infelice vedendo la ragione come fondamento della realtà e riconoscendo in
se stessa il fondamento del mondo. In un primo momento (osservativa) individua la razionalità nelle leggi
della natura. Poi (agisce) cerca di subordinarla in base alle proprie esigenze morali. Infine, vede che la realtà
è razionale in se stessa e riconosce nella realtà una propria produzione (esaminatrice). Si chiude così la
prima parte della fenomenologia. Nella seconda parte segue le istituzioni in cui lo spirito si incarna a partire
dalla polis, centro di vita e conflitti.
6: la filosofia come sistema
Hegel concepisce la propria filosofia come sistema, esposto in maniera sistematica. Questo sistema si divide
in idea in-se= Logica, dottrina dell’essere, dell’essenza, del concetto
idea fuori di-se= Filosofia della natura, meccanica, fisica, organica
idea in-se e per-se= Filosofia dello spirito, spirito soggettivo, oggettivo e assoluto.
La realtà è la ragione che diventa mondo, l’idea che diviene natura, e in quanto consapevolezza di sé spirito.
Sviluppo dialettico che segue l’andamento triadico. Il primo momento (in se) è l’articolazione interna del
pensiero che non è ancora mondo. Poi (altro da-se) momento di negazione di se che è sia superamento del
pensiero sia il suo divenire mondo. L’ultimo momento (in se e per se) è la riappropriazione del momento
positivo + il negativo e anche il suo superamento. Logica natura e spirito.
La scienza della logica è divisa in dottrina dell’essere, essenza, concetto. Non come oggi. Per Hegel pensiero
e mondo si identificano. L’idea è il mondo pensato prima della sua realizzazione, prima di diventare realtà
ha un suo sviluppo. La logica, quindi, è studio dell’idea che diverrà mondo. La logica è dialettica: processo
con verità nell’intero. Ogni determinazione è negata e conservata, la sintesi comprende la totalità delle
determinazioni astratte. Processo sia del pensiero che della realtà, quindi entrambi dinamici no statici.
La dialettica ha il momento intellettivo-astratto (astrazione caratteristiche particolari), momento negativo-
razionale (negare e superare) momento positivo-razionale (primo+secondo).
La dottrina dell’essere= siamo arrivati al passaggio dalla coscienza comune a filosofica, modo filosofico per
guardare al reale. La logica ora deve analizzare l’essere in quanto tale. La coscienza dopo universalità deve
guardare il reale con un sapere puro. L’inizio della logica è quindi un essere senza determinazioni, ma esso
coincide con il non essere. La sintesi tra essere e non essere è il divenire= continuo passaggio che
costituisce la struttura logica della realtà intesa dialetticamente. Dialettico ma non contraddittorio.
La dottrina dell’essenza= il fulcro è l’analisi del rapporto essenza/fenomeno che per Hegel coincidono
perché l’essenza è costituita dall’insieme delle sue manifestazioni. Il metodo dialettico definisce la realtà
della cosa come essenza e apparenza. L’antitesi nega la tesi ma nella sintesi vengono congiunte nell’intero.
L’essenza deve essere definita in modo dialettico in quanto è l’insieme dei suoi momenti, ognuno nega
l’altro. Tutte le cose sono in se stesse contraddittorie. Per superare la contraddittorietà, l’essenza deve
diventare fenomeno. La forma coincide con gli accidenti. La realtà in atto è quindi unione di forma,
accidenti, essenza e fenomeni.
La dottrina del concetto= rapporto tra esistente e universale. Nel passaggio da reale a concetto l’individuo
trova la propria vera realtà, ottiene senso di appartenenza a una totalità. Trovare, reciprocità, dimensione
spirituale, universalità. L’unità di individuale e universale deve esplicitarsi nel giudizio. È= il particolare
diventa universale. Si sviluppa nel sillogismo che per Hegel è la struttura stessa del reale, univ diventa indiv
e viceversa, ogni cosa esce dalla propria finitezza. La logica formale diviene logica dell’oggetto, cioè
costruzione della realtà con i propri contenuti. Il concetto oggettivo si divide in meccanismo chimismo e
teologia.
L’ultima sezione riguarda l’idea=pensiero+realtà. Si realizza come vita, conoscere, idea assoluta.
Filosofia della natura: meccanica, fisica e organica. La natura è l’idea ma non ne costituisce la realtà, nel
diventare altro da se l’idea si spazializza e i diversi momenti che la caratterizzano appaiono esterni. Il
rapporto dialettico rimane nella natura pensata, ma nel suo essere effettivo le forme sono cristallizzate,
non si evolvono. Hegel preferisce parlare di gradi. La cristallizzazione delle forme impedisce ai concetti di
passare l’uno nell’altro nel processo dialettico->perdono contraddizione->decadenza dell’idea. È invece
evidente la finalità generale che ne fa comunque uno sviluppo dell’idea: con i gradi crea organismi
complessi, fino all’uomo, tramite il quale l’idea, uscita da se per farsi mondo, ritorna in se diventando
spirito. Non esiste evoluzione sul piano dell’essere.
La filosofia dello spirito= l’idea dopo alienazione ritorna in se stessa acquistando coscienza di se. Lo spirito
è il momento di consapevolezza che diventa prima cosciente in maniera individuale (sogg) poi nell’unità
con gli altri (ogg) e infine nella sintesi di questi momenti (assol).
BONUS: arte= manifestazione sensibile dello spirito. Si occupa del bello in quanto produzione umana.
Attribuisce dimensione storica e sociale, l’’opera non è mai individuale, ma è espressione di una civiltà.
Manifestazione dello spirito autocosciente di cui l’individuo è uno strumento. È autonoma, quando è
ornamento non è arte. L’arte è sviluppo dello spirito e razionalità= espressione sensibile e concettualità.
Hegel distingue l’arte simbolica (la forma domina sul contenuto), l’arte classica (equilibrio tra forma e
contenuto), arte romantica (squilibrio perché il contenuto spirituale è troppo ricco). Nessuna forma artistica
può esprimere la pienezza dell’assoluto-> morte dell’arte.
Religione= rappresenta l’assoluto non in forma sensibile, ma nell’interiorità della coscienza, in modo
soggettivo. Si va dal naturalismo al cristianesimo dove Dio è puro spirito, è detta religione liberata perché
manifesta lo spirito nei tre momenti: idea in se (dio padre) fuori di se (il figlio) per se (lo spirito).
Filosofia= la sintesi dello spirito assoluto è la filosofia che unisce arte e religione. La fine dello spirito
assoluto è la storia della filosofia=della riflessione umana. Lo spirito deve essere inteso come razionalità
spogliata di accidenti. Ne costituisce svolgimento e sintesi, ritorno idea in se. È l’idea che contiene il proprio sviluppo.