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RoadBook 24

Il documento celebra i 75 anni della Vespa, evidenziando la sua evoluzione e il suo successo globale, con 19 milioni di esemplari prodotti. Viene anche menzionato il Vespacross e le avventure di vari motociclisti che hanno utilizzato la Vespa per viaggi straordinari. Inoltre, il numero include articoli su eventi motociclistici e novità nel settore delle moto.

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Simone Torretta
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RoadBook 24

Il documento celebra i 75 anni della Vespa, evidenziando la sua evoluzione e il suo successo globale, con 19 milioni di esemplari prodotti. Viene anche menzionato il Vespacross e le avventure di vari motociclisti che hanno utilizzato la Vespa per viaggi straordinari. Inoltre, il numero include articoli su eventi motociclistici e novità nel settore delle moto.

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ADBO OKMAG. VESPACROSS FANGO E GLORIA CON GLI SCOOTER PIAGGIO


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Lungo la cortina di ferro Da nord a sud in lockdown Borghi e motori
EDITORIALE

HA LA VITA STRETTA
Nell’immediato dopoguerra anche su RoadBook con due
Enrico Piaggio aveva bisogno di servizi che rappresentano un
attuare una totale riconversione po’ i due poli delle cose che ci
industriale dell’azienda, i cui piace fare in sella: sfidarci e
stabilimenti erano usciti malconci viaggiare. Troverete quindi un
dalle distruzioni del conflitto. articolo sul Vespacross, ovvero
Scelse di puntare sulla nascente dei dissennati che si lanciano nel
esigenza di mobilità individuale del fango in sella a scooter Piaggio cinema agli anni della nostra che da Salvador Dalì, l’australiano
Paese, affidandosi alla matita di taroccati traendone divertimento, gioventù – ma non è nuova a Geoff Dean ha compiuto il giro
Corradino D’Ascanio per affinare il e un’intervista a Lorenzo esplorazioni di lungo corso e del mondo. Passano gli anni
progetto della Vespa. Quest’ultimo, Franchini, in cui ci racconta imprese al limite dell’eroico. Già e si alza l’asticella: il francese
di formazione aeronautica, dell’impegnativo viaggio nel 1951 venne portata fino in Pierre Delliere raggiunge Saigon
“detestava le motociclette”, che intrapreso insieme ad altri Congo, poi negli anni successivi da Parigi in 51 giorni passando
riteneva scomode, ingombranti, vespisti attraverso la Patagonia, Giancarlo Tironi ha raggiunto il per l’Afghanistan, lo svizzero
poco pratiche, sporche; attingendo fino a raggiungere Ushuaia lungo Circolo Polare Artico, Roberto Giuseppe Morandi percorre 6.000
alla sua formazione ingegneristica, la Ruta 40. Patrignani è andato da Milano km nel deserto africano su una
adottò per la Vespa una serie a Tokyo, James P. Owen dagli Vespa che aveva comprato nel
di soluzioni geniali: la scocca Non storcete il naso. La Vespa Stati Uniti alla Terra del Fuoco, 1948, fino ai celebri viaggi dello
portante, il cambio sul manubrio, è certamente un fenomeno Santiago Guillen e Antonio scrittore Giorgio Bettinelli che
la ruota di scorta, fino all’elemento di costume legato alle Veciana da Madrid ad Atene con nell’arco di tre anni e otto mesi
più iconico di tutti, ossia la celebre ambientazioni urbane – dal una Vespa decorata nientemeno attraversa 90 Paesi per un totale
carrozzeria a forma di imenottero di 250.000 chilometri. Pochi
in grado di riparare il guidatore sanno, infine, che nel 1980 due
dalla sporcizia e assicurargli una Vespa PX 200 giunsero addirittura
posizione ergonomicamente al traguardo della seconda
corretta. edizione della Parigi-Dakar.

Con 19 milioni di esemplari Festeggiamo quindi anche


prodotti, da allora la Vespa è noi 75 anni di evoluzione di un
stata un successo ininterrotto mezzo motorizzato a due ruote
che si è diffuso in tutto il mondo. che, pur rimanendo sempre
Quest’anno festeggia i 75 anni perfettamente riconoscibile, è
e abbiamo deciso di celebrarla stato in grado di adattarsi a ogni
situazione. Alla fine non è molto
diverso dalle maxienduro che ci
piacciono oggi.

DARIO TORTORA

EDITORIALE 3
SOMMARIO

ESPERIENZE DI STRADA
12 32
12 VIAGGI diVERSYS Kawasaki Versys 1000 S Grand Tourer
22 DI PADRE IN FIGLIO Italia centrale
26 INSETTI NEL FANGO Vespacross
32 IL BEL PAESE DESERTO Italia

PANORAMA
44 UNA NUOVA STRADA Harley-Davidson Pan America 1250 Special

PANORAMI E SAPORI
50 BORGHI, COLLINE E STORIA Emilia-Romagna 26
62 SCOLPITO NEL MARMO Toscana

RUBRICHE
3 Editoriale
8 Motocultura
10 In vetrina
98 Abbigliamento e accessori
111 Cose che capitano
112 In diretta dal mondo
50
NOI RISPETTIAMO L’AMBIENTE: ROADBOOK VIENE STAMPATO SU CARTA
114 Dietro le quinte CERTIFICATA PEFC, PROVENIENTE DA PIANTUMAZIONI A RIFORESTAZIONE
PROGRAMMATA GESTITE IN MANIERA SOSTENIBILE

4 SOMMARIO
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HD Speaker

Bluetooth 5.0

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Il tuoi viaggi più belli meritano Sena

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SOMMARIO

SOGNATORI E VIAGGIATORI
Lorenzo Franchini

100
TUTORIAL
70 SULLA STRADA GIUSTA Garmin Montana 750i 74
OLTRECONFINE
74 IL CONFINE LIBERATO Germania
86 L’ULTIMA FRONTIERA Alaska

PASSO GIAU IN MOTO:


DAL SITO

ITINERARIO SULLE DOLOMITI


[Link]/passo-giau-in-moto/

MOTO USATA: LE OTTO COSE


DA CONTROLLARE ASSOLUTAMENTE
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COSA PORTARE SEMPRE IN MOTO:


GLI INDISPENSABILI
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86
IL REGALO PERFETTO
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IL PROSSIMO NUMERO SARÀ
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6 SOMMARIO
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MOTOCULTURA
MOTOCULTURA

MOTOR BIKE EXPO 2021 A GIUGNO


EVENTI
Dopo il rinvio di aprile, MBE ha comunicato le nuove date per lo svolgimento dell’edizione 2021, la numero 13, del Motor Bike Expo.
Quest’anno la Fiera di Verona aprirà le porte dal 18 al 20 giugno per accogliere tutti gli appassionati del mondo a due ruote. A
giugno le temperature sono più miti e ciò consentirà di moltiplicare le attività all’aperto come demo ride, esibizioni e scuola di
guida sicura, ma anche di entrare in fiera con le proprie moto, grazie al nuovo parcheggio dedicato e dotato
di tutti i servizi. Sarà ovviamente
necessario adottare alcune
precauzioni per poter visitare
i padiglioni espositivi di MBE;
quindi rilevamento della
temperatura all’ingresso,
mascherina indossata,

distanziamento di un metro e dispenser di gel igienizzante disposti ovunque. Inoltre saranno


ampliate le dimensioni degli stand e dei corridoi per consentire la circolazione del pubblico
in sicurezza, sarà implementato il personale addetto alle pulizie (con sanificazione degli
ambienti) e ci sarà un terzo ingresso per facilitare l’afflusso del pubblico all’evento.
[Link]

IN QUESTO NUMERO

NADIA GIAMMARCO KLAUS NENNEWITZ LUCA ROSSI LISA MORRIS E JASON


Fotografa e giornalista, ama Giornalista freelance e grande Fotografo e designer di giocattoli, SPAFFORD
scoprire mete sempre nuove appassionato di agricoltura, romano con accento tosco- Un fotografo poliedrico e una
per poi condividerle attraverso ha 25 anni di esperienza milanese. Negli ultimi dieci anni cantastorie emozionale che
immagini e parole. La moto come meccanico, modellista, ha viaggiato zaino in spalla per si definiscono cercatori di
è il mezzo che preferisce: si ingegnere progettista e dirigente quattro continenti e ha da poco esperienze. Dalla Gran Bretagna
gode la strada, i panorami che nell’industria moto in Italia, scoperto che la passione dei sulle strade del mondo,
scorrono e spesso si perde. Spagna, Germania e Stati Uniti. viaggi si concilia bene con quella Lisa e Jason raccontano
Anche dietro casa. Le prime gare di trial su Zündapp a per le due ruote, aprendosi a le loro avventure di viaggiatori
13 anni, poi cross, enduro e ora i rally. nuovi spazi e confini da esplorare. di lungo corso.

IN REDAZIONE
MAVERICK DARIO ANTONIO MARCO DONATO LUIGI FABRIZIO ELISABETTA FABIANO
GREISSING TORTORA FEMIA MANZONI NICOLETTI DE SANTIS CEDRATI TESTA MAGNANI

8 MOTOCULTURA
IN VETRINA

Indossare, accessoriare,
bagagliare, partire

GIVI S430 SEATLOCK


TUCANO URBANO AIRSCUD
E BORSA ST610
Un airbag con servizi e funzioni di sicurezza in continuo aggiornamento mediante l’impiego
dell’intelligenza artificiale. Sviluppato in collaborazione con l’azienda francese In&motion Una nuova base di aggancio che replica
Airbag, applica l’esperienza nel campo dell’abbigliamento tecnico di Tucano Urbano e può l’immediatezza del sistema Tanklock, per la
essere utilizzato sopra l’abbigliamento classico o sotto la propria giacca da moto. Grazie al sella. Accoglie sulla sella posteriore le borse
design sobrio e alle maniche opzionali (in omaggio per chi acquista Airscud entro il 31 luglio) serbatoio con flangia Tanklock o TanklockED
può essere convertito in una giacca da moto. con una borsa progettata ad hoc: la ST610 da
Prezzo: 399 euro (in consegna da settembre 2021) 10 litri. Pensata per essere smontata e montata
in pochi minuti senza l’ausilio di attrezzi.
Prezzi: S430 25 euro, ST610 80 euro

EXAN SCARICHI PER YAMAHA TÉNÉRÉ 700


Exan dedica alla Ténéré 700 quattro scarichi appositamente studiati:
CARBON CAP – disponibile nelle varianti in carbonio, titanio, inox e inox nero esalta le prestazioni ai bassi e medi regimi. Prezzo: 415 euro.
X-BLACK Ovale – ha un carattere racing e fornisce un incremento di erogazione in particolare ai bassi e medi regimi. Prezzo 445 euro.
X-RALLY – dalla forma cilindrica vagamente retrò, esalta le prestazioni ai medi e alti regimi. Prezzo 425 euro.
OV RALLY – esalta le prestazioni ai medi e alti regimi ed è disponibile in carbonio, titanio, inox e inox nero,
con bocchettone d’uscita in acciaio inox con saldature a vista. Prezzo 395 euro.

10 IN VETRINA
CABERG AVALON GAERNE [Link] GORETEX
È l’integrale dell’azienda bergamasca, dal Uno stivale da turismo interamente fatto
design di ispirazione sportiva pensato per in Italia e pensato per le condizioni di
i più giovani e adatto ai brevi spostamenti caldo nei mesi estivi. La tomaia combina
urbani. Dotato di visiera antigraffio cordura e pelle e la membrana Gore-Tex
predisposta per l’inserimento della lente offre traspirabilità e impermeabilità.
antiappannamento e della visierina Presentano un rinforzo per il malleolo, una
parasole, offre abbondanti prese d’aria cerniera elastica, il velcro per regolarne la
regolabili, un interno, removibile e lavabile e chiusura e la suola in gomma progettata
la predisposizione per l’interfono. con aree di aderenza specifiche.
Taglie da XS a 2XL - Prezzo: da 159 euro Taglie: da 37 a 48 - Prezzo: da 179 euro

KAPPA K’MISSION
WUNDERLICH ZAINO SPORT MOVE Completamente costruite in Italia con
un design inedito e brevettato, la nuova HELD RAINSTRETCH TOP E
E SACCA CAMEL coppia di valigie laterali K’MISSION da
Una soluzione ottimale per dissetarsi mentre 36 litri è realizzata in alluminio naturale e RAINSTRETCH BASE
si è in viaggio. La sacca Camel ha una utilizza un sistema di aggancio Monokey,
Per affrontare le piogge o i temporali estivi,
capacità di due litri, è priva di PVC, adatta sgancio interno rapido e chiusura con Held ha realizzato un completo (giubbotto
agli alimenti e non cambia il sapore delle chiavi uguali. Sono pensate per maxienduro e pantalone) da indossare sopra il normale
bevande. Il liquido arriva alla bocca tramite e crossover e presentano una maniglia abbigliamento tecnico, studiato per non
un tubo flessibile dotato di valvola a morso. ergonomica integrata nella cerniera e intralciare i movimenti in sella grazie al
Lo zaino è particolarmente leggero e robusto, quattro passacinghia. Insieme alla coppia di tessuto di nylon elastico (stretch) in grado
la cinghia in vita e le bretelle sono larghe, valigie è incluso un cilindretto da montare di adattarsi perfettamente al capo tecnico.
imbottite e regolabili. Risulta quindi comodo sull’eventuale bauletto per utilizzare Taglie da XS a 5XL
da indossare sopra la giacca da moto. un’unica chiave. Prezzo: giacca 87,95 euro,
Prezzo: 40,91 euro Prezzo 533,99 euro pantaloni 87,95 euro

IN VETRINA 11
ESPERIENZE DI STRADA

VIAGGI diVERSYS
La Kawasaki Versys 1000 S in versione Grand Tourer è pronta
per i grandi viaggi. L’abbiamo provata tra le contorte stradine
che ripercorrono alcuni caratteristici luoghi della Lombardia.

DI MARCO MANZONI

FOTO DARIO TORTORA

12 ESPERIENZE DI STRADA
ESPERIENZE DI STRADA
13
KAWASAKI
KAWASAKI VERSYS 1000 S GRAND VERSYS 1000 S GRAND TOURER
TOURER
ESPERIENZE DI STRADA

L
a fama della fonte termale di San Orobie con la Kawasaki; la prova della Versys 1 TESTIMONIANZE LIBERTY
Pellegrino, in Val Brembana, attirava già ha rappresentato solo un buon pretesto per 2 L’IMPONENTE FACCIATA DEL GRAND
tra il Settecento e Ottocento i membri pianificare questo itinerario, che da tempo volevo HOTEL A SAN PELLEGRINO TERME
dell’aristocrazia da tutta Europa. Per portare su queste pagine insieme ad alcune 3 LA VERSYS È AGILE ANCHE NELLO
questo in piena Belle Époque, su iniziativa icone del passato e singolarità di quest’area della STRETTO 4 LA VECCHIA INSEGNA
di Cesare Mazzoni (fondatore della Società Lombardia che rischiano di essere dimenticate. S. PELLEGRINO 5 IL CASINÒ, OGGI
Anonima delle Terme di San Pellegrino), per
HALL E CAFFÈ DEL CENTRO TERMALE
valorizzare l’immagine dell’acqua e del paese, Come in crociera
vennero realizzati il nuovo impianto termale, La tourer giapponese si presenta come una
il Casinò e, tra il 1902 e il 1904, il Grand Hotel. moto grande, comoda è stabile, adatta a
Tutto questo diede una grande spinta al turismo macinare lunghe distanze. L’aspetto imponente 1
e durante gli anni precedenti la Prima Guerra e l’ampia sezione frontale (conseguenza anche
Mondiale San Pellegrino e il suo stile liberty dell’architettura del quattro cilindri) fanno subito
rappresentavano il ritrovo estivo d’eccellenza pensare a una destinazione d’uso pacata sulle
per illustri personalità politiche, artistiche e principali arterie ben asfaltate. Proprio in cerca
finanziarie e per l’alta borghesia, immancabile di una contrapposizione con questa idea,
oggetto delle cronache mondane. I due conflitti e anche perché alla nostra redazione piace
mondiali, purtroppo, stravolsero tutto portando complicarsi la vita pur di andare in esplorazione,
un lungo periodo di crisi da cui l’hotel non ho deciso di provarla su un percorso che sulla
si riprese mai veramente, mentre le terme e carta dovrebbe essere meno adatto a lei, in
l’industria dell’acqua in bottiglia riuscirono a modo da verificare quanto sia in grado di
reagire, soprattutto quest’ultima, diventando il adattarsi alle varie situazioni. Quella in prova è
colosso di eccellenza che tutti conosciamo. una 1000 S, ovvero la versione con sospensioni
È proprio di fronte al maestoso Grand Hotel che tradizionali, ma in allestimento Grand Tourer,
parte il nostro percorso tra le stradine delle Alpi che aggiunge alla dotazione standard il tris

14 ESPERIENZE DI STRADA
KAWASAKI VERSYS 1000 S GRAND TOURER
3 4

busto, testa e spalle (sono alto 187 cm), anche analogico, adornato dalle varie spie, mentre il
se il sistema di regolazione dell’altezza è display LCD raccoglie le classiche informazioni
davvero poco pratico: per alzarlo e abbassarlo è di viaggio, le impostazioni e l’indicazione delle
necessario intervenire contemporaneamente su mappe motore. Simpatica la presenza di un
due grosse viti ai lati dello stesso; l’operazione piccolo inclinometro che registra l’angolo di
impone l’uso di entrambe le mani ed è quindi piega destro e sinistro; fortunatamente sono
impossibile effettuarla in movimento. I paramani una persona adulta e responsabile, e non è
invece, con la loro forma allungata, sono ben certo partita alcuna sfida per raggiungere la
studiati e deviano i flussi anche da buona parte massima piega! È poi presente a schermo
degli avambracci. La sella è comoda, dopo un’iconcina “Eco” che si accende per segnalare
molte ore non provo alcun indolenzimento quando si sta guidando in modo parsimonioso…
alle natiche ma è leggermente bassa rispetto serve davvero? Forse con la stessa finalità
alla triangolazione con le pedane. Per i più alti dell’indicatore di piega: sfidarvi a fare di meglio.
questo comporta la necessità di sgranchire le La selezione del colore di sfondo bianco o nero,
ginocchia ogni tanto. infine, è manuale e si effettua attraverso un
Ho avvertito anche un leggero ondeggiamento tasto della manopola sinistra. Peccato che i
fastidioso, dovuto al tris di valigie non basculanti, comandi al manubrio non siano retroilluminati.
in un paio di allunghi (assolutamente involontari, Il tutto risulta comunque chiaro, visibile e pratico
giuro) sopra la velocità codice. Per il resto si perché leggibile a colpo d’occhio; la tecnologia
viaggia sui binari e le tre valigie garantiscono non manca, ma servirebbe una svecchiata
una grande capacità di carico: 28 litri ciascuna le per farne bella mostra. Tralasciando però le
5 due laterali e 47 litri il bauletto. considerazioni accessorie, il risultato è che sulla
L’altro piccolo neo è la presenza di una leggera Versys, in autostrada, si viaggia molto bene,
vibrazione nella parte bassa del serbatoio comodi e senza fatica anche per svariate ore.
intorno ai 6.000 giri che le prime volte sorprende
di valigie, l’adesivo protettivo sul serbatoio, le (vista la zona), ma che descriverei più come un Come al luna park
protezioni laterali, i faretti (il tasto di attivazione solletico piuttosto che un fastidio. Il problema Lasciata San Pellegrino, si percorre un breve
è però in una posizione scomoda: oltre il non si pone ad andature autostradali alle quali tratto di statale della Val Brembana per poi
manubrio, sotto il cruscotto), il supporto per il motore gira a un regime inferiore, silenzioso svoltare verso la Val Taleggio, territorio del
il navigatore e, per un periodo promozionale, e sornione, ma all’occorrenza sempre pronto in celebre formaggio omonimo. Poche centinaia
anche un TomTom Rider 550. caso di necessità. di metri dopo averla imboccata, la strada
Per raggiungere il Grand Hotel dalla redazione La gestione dei comandi è relativamente diventa più stretta e ci si insinua all’interno
ho avuto modo di macinare diversi chilometri in semplice anche perché il cruscotto della di un’affascinante forra scavata dal torrente
autostrada che, come prevedibile, si è rivelata Versys è un elemento meno all’avanguardia Enna dove scopro che la Versys, nonostante
uno dei terreni dove la Versys non teme rivali. rispetto alle concorrenti che montano dei l’apparenza ingombrante, si rivela molto
La protezione aerodinamica è buona sulle grandi display colmi di funzioni. Kawasaki agile grazie anche alle quote ciclistiche e alle
gambe, l’ampio cupolino protegge ottimamente punta piuttosto sulla semplicità: il contagiri è ruote da 17 pollici. I cambi di direzione sono

ESPERIENZE DI STRADA 15
ESPERIENZE DI STRADA

1
2
LA VERSIONE GRAND TOURER COMPRENDE:
TRIS DI VALIGIE, ADESIVO PROTETTIVO SUL
SERBATOIO, PROTEZIONI LATERALI, FARETTI E
SUPPORTO PER IL NAVIGATORE
I COMANDI, PURTROPPO, NON SONO
RETROILLUMINATI
LA STRUMENTAZIONE ANALOGICO-DIGITALE È
BEN LEGGIBILE. IL TOMTOM 550 È ATTUALMENTE
IN PROMOZIONE CON LA GRAND TOURER
LE VALIGIE DA 28 LITRI CIASCUNA POSSONO
CONTENERE ANCHE UN CASCO INTEGRALE

3 4

16 ESPERIENZE DI STRADA
KAWASAKI VERSYS 1000 S GRAND TOURER
1 estremamente rapidi e solo leggermente
“ciondolanti” quando si usa troppa aggressività,
a causa della taratura confortevole della
forcella da 43 mm. Per questo genere di guida
avrei apprezzato le sospensioni elettroniche
della versione SE per poter adeguare la risposta
all’andatura, ma in poche curve ho trovato un
ottimo equilibrio con una guida più fluida: la
Versys è una moto da far scorrere sfruttandone
la linearità e l’erogazione rotonda e corposa
del motore.
Il quattro in linea Kawasaki non spicca per
potenza (120 CV) o cattiveria, non ha mai
quel momento in cui ti tira il famoso calcio nel
sedere che ti fionda in avanti come accade
sulle sorelle super sportive e che alle volte può
risultare spaventoso, ma ha una pienezza e
una rotondità di erogazione incredibilmente
appaganti. Mantiene egregiamente anche
le marce più alte ed esce dalle curve senza

1 VISTA SUL PAESINO DI SOTTOCHIESA


2 LA FORRA DELLA VAL TALEGGIO

ESPERIENZE DI STRADA 17
ESPERIENZE DI STRADA

1 2

incertezze e con una schiena sempre pronta da cui discesero il taleggio, lo stracchino 1 OPERE DEL MUSEO D’ARTE
e rassicurante. Agli alti regimi il suono di gorgonzola (antenato del famosissimo CONTEMPORANEA ALL’APERTO
dello scarico si riempie e il ruggito diventa erborinato) e tutti i formaggi tipici di quest’area DI MORTERONE 2 LASCIANDOLA
accattivante. Il cambio elettronico lavora bene alpina. A causa dell’isolamento geografico SCORRERE, LA VERSYS SA ESSERE
sia in salita sia in scalata, è veloce, preciso e però il paese cominciò a spopolarsi e oggi, con SPORTIVA 3 STRADA PER MORTERONE
permette di fare degli allunghi emozionanti 29 abitanti, detiene il primato di più piccolo 4 DISCESA DAL VALICO DI CULMINE
anche se la leva risulta piuttosto dura. Un plauso comune italiano per popolazione. La produzione SAN PIETRO 5 IL “PICCOLO STELVIO”
va fatto all’impianto frenante con doppi dischi casearia resta il simbolo storico e culturale della
a margherita semi-flottanti da 310 mm e pinze zona, ma da qualche anno è ridotta al minimo.
radiali: potente e deciso, interviene in maniera Il territorio e il piccolo abitato, però, offrono
molto modulabile consentendo una gestione ancora molto: escursionisti e ciclisti qui possono 3
precisa e cosciente delle decelerazioni. trovare una moltitudine di percorsi e sentieri
Attraversiamo boschi, paesini e prati e, giunti interessanti, ma anche i motociclisti amanti
quasi al valico di Culmine di San Pietro, dell’esplorazione e delle strade bianche hanno la
riusciamo a vedere sull’altro versante della possibilità di percorrere, a pagamento, la strada
valle Morterone, la nostra prossima tappa, agrosilvopastorale che scollina verso la Valle
ma dovremo scendere prima in Valsassina e Imagna. Il pedaggio si paga presso l’unico punto
risalire dal lato di Lecco per poter raggiungere il di ristoro del comune: la Trattoria dei Cacciatori
piccolo comune. La salita che si arrampica da dove entriamo per un caffè e quattro chiacchiere
Ballabio è chiamata dai locali il “Piccolo Stelvio” con gli esercenti. Morterone ospita inoltre
per via della serie di tornanti molto stretti che l’interessante Museo d’Arte Contemporanea
risale il pendio rivolto verso il lago di Lecco. Su all’Aperto che riprende la concezione poetico-
queste stradine molto strette e in alcuni tratti filosofica di Carlo Invernizzi, con oltre
sporcate dal brecciolino, la Versys si comporta trenta opere di artisti italiani e internazionali
bene e anche l’aderenza è rassicurante grazie disseminate nella natura e tra le case.
al lavoro della ciclistica. Si avverte solo la Rimontati in sella alla Versys, ancora per nulla
lunghezza dell’interasse nei tornanti più stretti e affaticati dalla guida, puntiamo le ruote verso
devo giocare con il manubrio e lo spostamento l’ultima curiosità storica di questa esplorazione:
di peso per farla girare ma, prese le misure, si Consonno. Ripercorriamo in discesa il “Piccolo
procede sufficientemente agili grazie anche Stelvio” e la Kawasaki si dimostra ancora
all’angolo di sterzata di 34° e, ancora una volta, una volta una valida compagna di viaggio: le
all’ottimo motore che aiuta con la sua elasticità sospensioni copiano le asperità molto bene
e regolarità nelle ripartenze sotto coppia. senza trasmettere al pilota alcun senso di
instabilità o precarietà, nonostante il “piccolo”
Come in un museo cerchio da 17 pollici all’anteriore. Anche
Il piccolo comune di Morterone contava all’inizio con questa taratura turistica sono sempre
del ‘900 circa 400 abitanti e un’antica tradizione precise in curva e stabili nei curvoni veloci che
casearia: qui nacque lo stracchino di Morterone incontriamo scendendo sull’ampia statale che

18 ESPERIENZE DI STRADA
KAWASAKI VERSYS 1000 S GRAND TOURER
Morterone

San Pellegrino
LOMBARDIA Terme

Consonno

[Link]/roadbook24-lombardia/

A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo


all’articolo. È consultabile online e scaricabile per il
proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

dalla Valsassina porta verso Lecco.


Ho avuto modo di provarla anche in coppia e il
riscontro del passeggero è stato ottimo riguardo
al comfort: la sella è larga e morbida al punto
giusto per non affaticare o indolenzire durante
l’arco della giornata, le pedane ben posizionate
e gommate azzerano eventuali vibrazioni. Il
bauletto presenta un’imbottitura molto curata
e accogliente per appoggiare la schiena e
non affaticarsi, e i maniglioni ampi offrono la
possibilità di variare la posizione per ottenere la
presa preferita.

ESPERIENZE DI STRADA 19
ESPERIENZE DI STRADA
Come in un film medievale e l’iconico “minareto”. Poco dopo bloccò per diverso tempo l’accesso al paese
Il Grande Ufficiale Conte di Villa dell’Olmo sorsero nuove attrattive come campi di calcio, intaccandone la fama e i bilanci; nel 1976
Mario Bagno acquistò nel 1962 tutti i terreni pallacanestro, tennis, bocce, golf, una pista una seconda frana distrusse la stessa via,
dell’area di Consonno con l’idea di un grande per il pattinaggio, un luna park e un giardino decretando il fallimento del progetto. Fino al
progetto: dapprima demolì il borgo antico, a zoologico, facendo diventare Consonno un 2007 la presenza della casa di riposo creata
eccezione della chiesa di San Maurizio, e poi, centro di divertimenti senza eguali che spesso all’interno del vecchio Hotel Plaza mantenne
in pochi anni, fece costruire ristoranti, una ospitava grandi personaggi della musica il paese in vita, ma poco dopo la sua
balera, un albergo di lusso, svariate costruzioni e dello spettacolo. Tutto questo purtroppo chiusura, un grande rave di tre giorni decretò
con variegati richiami culturali, un castello durò pochi anni perché nel 1967 una frana definitivamente la fine di Consonno. Atti di
vandalismo, graffiti e degrado lasciarono
un segno indelebile e trasformarono
definitivamente il paese in quello che
1 attualmente è soprannominato “La città
fantasma”: un luogo abbandonato e fatiscente,
che lascia ai visitatori un sapore agrodolce
di un qualcosa un tempo maestoso, ora

IN QUESTO SERVIZIO MARCO HA UTILIZZATO:


CASCO CABERG LEVO CARBON,
GIACCA CLOVER CROSSOVER-4 WP
PANTALONI CLOVER GTS-4 WP
STIVALI GAERNE CAPONORD GORE-TEX
2
3

1 NEI TORNANTI STRETTI, L’ANGOLO DI


STERZO DELLA VERSYS AIUTA 2 VISTA SU
LECCO 3 IL” MINARETO” DI CONSONNO,
TAPPA FINALE DEL NOSTRO VIAGGIO

dimenticato. Oggi è possibile raggiungerla a


piedi, mentre ai veicoli a motore è stato vietato
il transito tramite due stanghe posizionate
agli ingressi. Entrambe vengono aperte nei
mesi invernali ogni domenica dalle 10 alle 12,
mentre nel resto dell’anno ogni domenica dalle
10 alle 19. Un aneddoto simpatico è che, oltre
ad aver ospitato diversi set cinematografici,
Consonno è stata anche sede negli anni scorsi
dei mondiali di nascondino.
In questo paese così suggestivo e inquietante
termina il nostro breve viaggio nel tempo
in sella alla Kawasaki Versys 1000 S Grand
Tourer; è ora di tornare verso la metropoli e
restituire questa motocicletta che abbiamo
provato a mettere in difficoltà, ma che si è
rivelata degna dell’etimologia del nome che
porta grazie a una sorprendente versatilità.

20 ESPERIENZE DI STRADA
VADO E TORNO ESPERIENZE DI STRADA

DI PADRE IN FIGLIO DI GIOVANNI BALLEGGI

S
ono un motociclista
solitario sposato e con
prole, per cui non ho
molto tempo disponibile
e devo accontentarmi di qualche
scampolo domenicale da
dedicare alla mia passione. Da
tempo, però, pensavo a come
poter organizzare un viaggio
in moto, non necessariamente
un’avventura verso terre e
culture lontane, ma qualcosa
che mi desse la possibilità di
vivere appieno il piacere della
guida e il senso di libertà che
solo la motocicletta è in grado
di trasmettere. Il tutto senza
allontanarmi troppo da casa e
dai miei affetti. Così nel 2018,
una volta presa la decisione e
comunicate alla famiglia le mie 1
intenzioni, ricevo con grande
sorpresa la richiesta di mio figlio,
prossimo alla maggiore età,
di accompagnarmi in questa 2
esperienza. Visto l’interesse
dimostrato dall’erede maschio,
mi metto al lavoro per elaborare
un itinerario che ci consenta
di trascorrere insieme cinque
giorni sulla strada. La meta
predestinata è il centro Italia,
dove andremo a scoprire alcuni
angoli di Toscana, Umbria e
Marche.

Dal sogno alla realtà


Faccio ancora fatica a crederci,
ma la realtà è che sto per
partire in moto con mio figlio e
sono gasatissimo, perché sarà
qualcosa che ricorderò durante
la mia vecchiaia e che, spero,
servirà a lui per la sua crescita
personale. La prima tappa è
Pienza, uno dei borghi più belli
della Val d'Orcia e della Toscana
tutta. Il mattino seguente il centro America. Una volta proprietario dell’agriturismo La tappa del giorno seguente
affrontiamo le Crete Senesi per viaggiavo con gli amici, poi con Casavecchia ci racconta dei comincia con i Monti Sibillini,
poi entrare in Umbria, toccando la compagna e oggi con mio momenti terribili vissuti durante dove ci attende un clima freddo
in sequenza Panicale, Collicello figlio. Insomma, il percorso di il terremoto. Trascorriamo la ma con paesaggi davvero
e Macerino, e passando la notte una vita. serata in compagnia di un forte splendidi. I colori di questi rilievi
a Porzano. Qui l’atmosfera mi fa Il terzo giorno ci vede alla temporale, e guardare l’acqua sono uno spettacolo per gli
riassaporare sensazioni sopite cascata delle Marmore, a che cade copiosa sulla porta occhi e le strade sono un invito
del viaggiare, quando da giovane Leonessa e poi ad Abetito, un di quel luogo fuori dal tempo a nozze per le ruote della nostra
mi muovevo zaino in spalla per altro posto sperduto dove il aumenta il fascino del viaggio. BMW R 1200 GS Adventure.

22 ESPERIENZE DI STRADA
ITALIA CENTRALE
PARTO CON MIO FIGLIO
E SONO GASATISSIMO,
PERCHÉ SARÀ QUALCOSA
CHE RICORDERÒ DURANTE
LA VECCHIAIA

dall’essere vicina a condizioni di la mestizia e l’orgoglio perché


normalità accettabili. Possiamo l’esperienza si è conclusa,
solo immaginare lo stato dandoci però tante suggestioni,
d’animo e il senso di impotenza lasciandoci dentro la voglia di
di chi ha visto crollare davanti riprovarci in futuro.
ai propri occhi la propria casa
1 TROVARE UN LAGO La magia del luogo viene però o l’attività che magari aveva La seconda volta
IN FONDO AL SENTIERO inficiata da ciò che il sisma costruito con anni di sacrificio. L’inverno trascorre e un bel
È SEMPRE PIACEVOLE ha lasciato dietro di sé. Ogni L’ultima notte la trascorriamo giorno di primavera del 2019
2 UN TRANQUILLO BORGO piccolo centro ha subito danni sulle sponde del lago Trasimeno, mio figlio Matteo mi chiede:
più o meno ingenti; dalle crepe a Castiglione del Lago dove, «Babbo, quest’anno dove mi
TRA I MONTI SIBILLINI
sui muri alle case crollate è un per un’incredibile coincidenza, porti in moto?» La fiammella
3 LA PIANA DI
susseguirsi di immagini che assistiamo alla festa de “I si riaccende. Questa volta
CASTELLUCCIO DI NORCIA ci riportano a una triste realtà, borghi più belli d’Italia”. Il rientro posticipiamo il viaggio a luglio,
la quale sembra ancora lungi a casa è una via di mezzo tra visto che lui sarà impegnato
prima con gli esami di maturità.
Sarà la nostra seconda
esperienza insieme, e chissà che
3 non diventi una consuetudine.
Questa volta ci dirigeremo verso
la Liguria e il Piemonte toccando
l’Emilia-Romagna prima del
rientro in Toscana. Arriva luglio
con il suo caldo afoso, ma la
cosa non ci preoccupa, perché
la voglia di partire è tanta.
Attraversiamo la Garfagnana
e le Apuane, per raggiungere
Colonnata tra marmo, polvere
di storia e un immancabile
assaggio del famoso lardo IGP.
A seguire ci spostiamo a
Luni, entrando così in Liguria
e avvicinandoci al mare. Ci
trasliamo sulla costa, toccando
in sequenza Tellaro, Vernazza,
Framura e Moneglia, per poi
fare tappa a Varese Ligure. Il

ESPERIENZE DI STRADA 23
VADO E TORNO ESPERIENZE DI STRADA

1 LA ROCCA DI FONTANELLATO
2 SCORCIO PANORAMICO
A ORTONOVO 3 LE VIE DI
1 VARESE LIGURE

3
COMINCIAMO CON
I MONTI SIBILLINI,
DOVE CI ATTENDE
UN CLIMA FREDDO
MA CON PAESAGGI
DAVVERO SPLENDIDI

giorno seguente passiamo da


levante a ponente, alternando
tratti sulla SS1 Aurelia a puntate
nell’entroterra, toccando Campo
Ligure prima di spiaggiarci a Noli
per un aperitivo in riva al mare.
Esausti arriviamo all’agriturismo
Il Pernambucco della Contessa
a Finale Ligure. La serata è
magnifica. Percorrendo a
piedi una stradina in pietra
raggiungiamo un piccolo e Milano) del famoso “quarto sconosciute, assumono una bianco e nero, quando da
accogliente ristorante. Due stato” di Giuseppe Pelizza. valenza e un sapore particolare; ragazzino mi appassionai a
passi per tornare e una notte La destinazione di oggi è e le suggestioni aumentano se uno sceneggiato televisivo a
splendida ci accoglie in questo Bobbio, dove trascorriamo una a farti compagnia c’è tuo figlio, lui dedicato e interpretato dal
ritaglio di entroterra ligure. piacevole serata passeggiando ormai in procinto di intraprendere compianto Flavio Bucci.
L’indomani, dopo una settantina per il caratteristico borgo. Il il suo cammino personale. La Conclusa l’ultima tappa non ci
di chilometri percorsi con il mare penultimo giorno lo dedichiamo sera, invece, ci ritroviamo a resta che il ritorno a casa. Questa
alla nostra destra, riaffrontiamo ad altri borghi emiliani, come passeggiare per Gualtieri, paese volta, però, lo stato d’animo è
le falde dell’Appennino la splendida Castell’Arquato, dove visse Antonio Ligabue, diverso, perché Matteo mi ha
visitando Masone, Ovada, Vigoleno e Fontanellato. Quando uomo che ebbe un’esistenza già messo in preallarme per il
Garbagna e Volpedo, dove ci si è in viaggio ci si rende conto a dir poco travagliata ma che prossimo anno: dice che non c’è
immortaliamo di fianco a una che anche le piccole cose, come seppe comunque esprimere una due senza tre e che devo pensare
copia (l’originale è conservato lo stare seduti nella piazzetta di incredibile vena artistica. a un nuovo itinerario. Ormai ci ha
al Museo del Novecento di un paese o parlare con persone Di Ligabue ho dei ricordi in preso gusto, e io con lui.

24 ESPERIENZE DI STRADA
ESPERIENZE DI STRADA

INSETTI NEL FANGO


Non solo aperitivi, asfalto e la vita tranquilla di città.
C’è chi con la Vespa ci fa anche motocross... pardon, Vespacross.

DI EMILIO BUCCIOTTI

FOTO SIMONE BRUZZI

26 ESPERIENZE DI STRADA
VESPACROSS
VESPACROSS
italiano della mobilità su due
ruote, celebrato al cinema con
Haudrey Hepburn e Gregory
Peck, come ovunque nel
mondo. Era il 1946 e l’Italia,
sfiancata e depressa dalla
Seconda Guerra Mondiale,
cercava di riprendersi dal
disastro bellico. Piaggio
pensò a un mezzo che fosse
economicamente alla portata
di tutti, una metafora dell’Italia
che si rimette in piedi e fa
ruggire i suoi motori; sì, ma
come realizzarla? L’incarico
progettuale fu affidato
all’ingegnere aeronautico
Corradino D’Ascanio e quello
che ne venne fuori fece
1 veramente spiccare il volo
all’Italia del dopoguerra;
uno scooter con carrozzeria

S
portante, ruota di scorta sul
embra una vespa!», retro, comando del cambio sul
disse Enrico Piaggio manubrio, motore carenato,
quando vide il prototipo, sospensione anteriore
nome in codice MP6, di monobraccio e un design che
quel mezzo visionario che era assorbe lo sforzo in modo
appena uscito dagli stabilimenti simile ad un aeromobile. La
di Pontedera. Non si sa se Vespa è un mezzo solido e
l’esclamazione scaturì alla vista compatto, concepito per stare
della silhouette dello scooter signorilmente in posizione
o per il rumore del motore che eretta, non sgualcire gli abiti
richiama quello del piccolo, o peggio ancora sporcarli, e
ma potenzialmente dannoso, per farsi un giro tra le strade di
imenottero. Del resto non si Roma con la fidanzata dietro e
sapeva nemmeno che quello vestiti rigorosamente in giacca
strano oggetto a due ruote e cravatta.
sarebbe divenuto, nel volgere
di breve tempo, il simbolo Dalla cravatta alla pettorina
Ora facciamo un salto in
avanti di settantacinque anni
spostandoci a Ottobiano (tra
2 le risaie della provincia di
Pavia), dove c’è un circuito
chiaramente destinato al
fuoristrada, dove il cielo è
grigio, piove e il pantano del
tracciato è solcato da numerosi
canaloni scavati dalle gomme
tassellate. Tutto nella norma,
quindi, se non fosse che nei
paddock si distinguono le
inconfondibili sagome di decine
di esemplari della mitica due
ruote, l’intramontabile Vespa;
ovunque ci aspetteremmo
di trovarla, tranne che qui.
Il mistero è presto svelato;
1 LA GOLIARDIA È UN un gruppo di appassionati,
REQUISITO FONDAMENTALE quasi una famiglia, ha deciso
2 OGNUNO HA IL SUO MOTTO di ritrovarsi con una certa
COME UN GRIDO DI BATTAGLIA frequenza sui circuiti della

ESPERIENZE DI STRADA 27
ESPERIENZE DI STRADA
Lombardia, del Piemonte e del
Veneto (a Ottobiano, Balocco
o Pragelato) per praticare
uno degli sport più folli e
originali dell’ultimo decennio,
il Vespacross. Sembra un
incrocio tra un film di Federico
Fellini e La grande fuga;
insomma, Steve McQueen che
incontra La dolce vita. Eppure,
il Vespacross è una cosa seria,
molto seria, anche se nasce
quasi per scherzo una decina
di anni fa dall’idea di un gruppo
di amici.
Per capire il popolo del
Vespacross basta incontrare la
famiglia Beretta, una “dinastia”
di appassionati di questa

1 2

1 SOTTO LO STRATO DI FANGO


UN SORRISO SODDISFATTO
2 PRONTI ALLA PARTENZA
SULLA PISTA DI OTTOBIANO
3 I SORPASSI SPERICOLATI
SONO ALL’ORDINE DEL GIORNO
4 PENDEZ, UN ATLETA DI
RIFERIMENTO DI QUESTO
SPORT RISALE IN SELLA DOPO
UNA CADUTA

Il Vespacross, insomma, ha le
carte in regola per diventare
ancora più popolare e ha già
attirato sguardi incuriositi
dall’estero, tanto che è stato
argomento di un episodio di
Throttle Out, una serie in lingua
inglese sul mondo delle due
ruote condotto da Ari Henning
e Zack Courts. Un aspetto che
colpisce è il clima di festa che
circonda questa nuova disciplina.
Insomma, lo si fa tra “birra e
gas” come dice un altro Beretta,
attività: «Chi partecipa a questi Il Vespacross è una realtà ambiente ancora sommerso Simone detto “Mambley”.
eventi non dev’essere del tutto ancora casereccia, con squadre e poco definito» ammette
a posto con la testa» sentenzia composte per lo più da amici e Roberto, «e riuscire a fare un Fango per tutti
scherzosamente Roberto famigliari, che provvedono ad calcolo di quanta gente ci sia e Attualmente il Vespacross
Beretta, detto “Berry”. La cerchia assemblare i mezzi nel pieno da dove venga è difficile, però vede una decisa predominanza
di persone che gravita in questo spirito artigianale del fai da te, è un mondo che comincia a maschile, con una ancora piccola
ambiente non è molto ampia per poi lanciarli sulle piste. Gli farsi notare. I crossisti, quando presenza femminile, ma quello
e nemmeno molto conosciuta, sponsor sono ancora pochi, arriviamo sulle piste e ci vedono che conta è che l’approccio non
ciò nonostante è difficile fare ma la fantasia, la creatività scaricare le vespe dai furgoni, è precluso a nessuno; i giovani
una stima precisa di quanti e soprattutto la goliardia e si mettono a ridere. Poi, se ci sono sempre i benvenuti e in
appassionati si cimentano nella la voglia di stare insieme guardano girare si appassionano numero crescente, ma anche
pratica. e divertirsi abbonda: «È un e si uniscono a noi». chi ha già diverse primavere

28 ESPERIENZE DI STRADA
VESPACROSS
3

Un incrocio tra un film


di Fellini e La grande fuga
ESPERIENZE DI STRADA 29
ESPERIENZE DI STRADA

1
2

3
1 È DIFFICILE TENERE LA VESPA
IN EQUILIBRIO NEL FANGO
2 OSPITI AMERICANI VENUTI
PER GAREGGIARE E DIVERTIRSI
3 CORRADO SI RILASSA CON
UNA BIRRA DOPO LA GARA
4 UNO SPORT PRINCIPALMENTE
MASCHILE 5 OGNI PILOTA
È ANCHE MECCANICO DEL
PROPRIO MEZZO

sulle spalle e spesso viene


tirato per la collottola dai
famigliari profonde il massimo
dell’impegno, magari per
rivivere i tempi della gioventù
spensierata, quando si avevano
molti sogni, tanta passione e
quasi sempre poca pecunia nelle
tasche. Quel che è certo, infatti,

30 ESPERIENZE DI STRADA
VESPACROSS
4 5

ALLA FINE QUELLO CHE CONTA È LA


GOLIARDIA E IL SENSO DI LIBERTÀ CHE IL
VESPACROSS È IN GRADO DI TRASMETTERE

è che il Vespacross non è uno finché non si impara a distribuire


sport elitario: «I costi possono il peso, accettando la bizzarra
variare significativamente se sfida di guidare un mezzo
tieni molto alla tua sicurezza, concepito per tutt’altro tipo di
ma ovviamente non si può utilizzo. Per il resto, le cadute,
prescindere dall’ambito; se non i salti sui dossi, le derapate
sei protetto, non giri» commenta alla sperindio e le scocche
Corrado, detto “Hello Kitty”. spennellate di pantano come i
L’atmosfera, però, rimane migliori quadri di Pollock sono
sempre quella di una disciplina situazioni ben conosciute da
amatoriale e alla portata di chi pratica enduro o motocross.
qualsiasi portafoglio. Alla fine Perché qui si suda, ci si sporca
dei conti, ciò che serve davvero e si impreca nel fango. Alla
è quel tocco di audacia che ti fine quello che conta è la
porta a guidare nel fango uno goliardia e il senso di libertà
scooter conosciuto per la sua che il Vespacross è in grado di
poco proverbiale agilità. In trasmettere, uno sport che non
buona sostanza, si lascia che rispecchia per nulla il classico
le ruote scavino nei solchi e Made in Italy perfettino e
vadano un po’ per conto loro pettinato.

ESPERIENZE DI STRADA 31
ESPERIENZE DI STRADA

IL BEL PAESE
DESERTO

Dodici giorni da nord a sud e ritorno, un viaggio in moto


per documentare il tempo sospeso che ha avvolto
strade e paesaggi d’Italia durante il secondo lockdown.

DI LUCA ROSSI

32 ESPERIENZE DI STRADA
ITALIA
ITALIA
P
er tutti noi l’ultimo anno ha portato È nato così il desiderio di mettermi in gioco
cambiamenti e limitazioni, per in qualcosa che fosse ampiamente al di fuori
qualcuno anche delle perdite. A me della mia zona di comfort. Sapevo di potermi
ha portato molto tempo in più – il mio esprimere al meglio con la fotografia ed è
lavoro di fotografo di eventi si è praticamente stato naturale per me pensare a un tour che,
azzerato – che mi ha obbligato a reinventarmi attraverso le immagini, potesse testimoniare il
e riprogrammare molte cose, ma anche la tempo sospeso che ha inghiottito i paesaggi e
possibilità di guardarmi dentro, riscoprendo le strade del Bel Paese.
la passione per le due ruote e il desiderio di L’itinerario doveva portarmi a esplorare angoli
viaggiare. A poco è servito fantasticare di rotte nascosti e zone remote in grado di stupire,
esotiche su strade avventurose e lontane: la quelli che si vorrebbe tenere per sé come un
realtà delle restrizioni in vigore e la situazione segreto ma poi se ne parla con tutti, perché la
sanitaria incerta e altalenante lasciavano bellezza va sempre condivisa. Dopo un mese
poco spazio a queste mete. L’iniziale senso di di studio e confronto con chi quelle strade le
frustrazione mi ha portato a confrontarmi con aveva già percorse, l’itinerario era tracciato:
altri appassionati (e navigati) motoviaggiatori, avrei attraversato dodici regioni e percorso
iniziando a sentire mia la situazione in cui si circa 4.000 chilometri con appena dodici
trovavano queste persone e in cui di fatto era giorni a disposizione: una giusta sfida per
paralizzato tutto il mondo del mototurismo. un novizio come il sottoscritto.

ESPERIENZE DI STRADA 33
ESPERIENZE DI STRADA
Partenza in lockdown 1
Il 6 aprile, giorno della partenza, metà
del Paese è ancora in piena zona rossa.
Ho con me tutti i permessi del caso e
ho già accordato le sistemazioni presso
bed & breakfast e agriturismi lungo il
percorso, fuori dai centri urbani principali.
Di distanziamento sociale ne abbiamo
avuto tutti abbastanza, perciò lo scopo è
di avvicinarmi – con tutte le cautele che il
buon senso richiede e la legge impone – a
quante più persone possibile per conoscerne
la storia. Non mancheranno gli incontri con
altri motoviaggiatori: il primo è Francesco
che incontro a Milano e che, suo malgrado,
diventa la “madrina” del viaggio. Ottenuta
la sua benedizione sono pronto a partire,
mentre le condizioni meteo si fanno
improvvisamente catastrofiche. Da Milano 2
seguo il corso del Po per valicare l’Appennino

TROVARE DESERTE
LE STRADE SOLITAMENTE
AFFOLLATE DI MOTOCICLISTI
LASCIA SPAESATI

AGRITURISMO POGGIO LANDI B&B IL MIRTO


Immersa nel verde, la struttura ampia e Questo capiente B&B è un luogo
panoramica accoglie moltissimi ospiti tranquillo e rilassante a pochi minuti
dalla primavera all’autunno. Gestito dalla da Oristano, gestito da una simpatica
cordiale Nadia e da sua figlia, serve piatti famiglia che mi ha accolto come un caro
tipici bolognesi e produce un ottimo miele. amico. La zona di Oristano vede meno
Nell’ultimo anno ha subito una durissima del 20% dell’afflusso dei turisti dell’isola
riduzione di lavoro ma Nadia non desiste e e la pandemia ha drasticamente i
con la sua forza e determinazione è sicura numeri già bassi, ciononostante
che presto tornerà ad accogliere le famiglie Donatella continua ad attendere i suoi
e intrattenerle con la sua buona cucina ospiti perché è convinta che quella
mentre si rilassano nell’ampio prato con parte dell’isola sia un tesoro da non
piscina. perdere in un viaggio in Sardegna.
[Link] [Link]

34 ESPERIENZE DI STRADA
ITALIA
3

1 LUNGO LA SS126 IN
SARDEGNA 2 FRA I
TRABUCCHI DI MARINA
DI PISA 3 DA SOLO TRA LE
DUNE PISCINAS FRANCESCO L.
4 IMPROVVISAMENTE LA
NEVE SUL PASSO DELLA
RATICOSA 5 LO SCENARIO Francesco è uno youtuber che, a bordo del
DELLA FUTA suo Fazer, è arrivato a Capo Nord vivendo
un’avventura molto avvincente, diventata
virale grazie al video che ne ha realizzato.
4
5

sui passi della Futa e della Raticosa, con i suoi graniti paleozoici vado in cerca
quest’ultima imbiancata dalla neve appena di paesaggi suggestivi come la vista dalla
caduta, per poi raggiungere la costa tirrenica scogliera di Capo Caccia e il paese di
EDOARDO
dove mi imbarco per la Sardegna. Bosa. Proseguo a sud verso le strade della
Sbarcare sull’isola in zona arancione si rivela Planargia che si affacciano sul Mediterraneo
un’operazione piuttosto critica a causa e che, oltre alla vista mozzafiato, offrono un A bordo delle sue Africa Twin 1000 e del
delle disposizioni che impongono a tutti di vento di maestrale piuttosto sostenuto. Ho suo KTM 250 EXC-F esplora, traccia e
presentare un tampone ma, nonostante le scelto la costa occidentale soprattutto per condivide una parte di Sardegna ancora
inevitabili attese, trovo grande efficienza e visitare la zona delle miniere e delle famose poco conosciuta per mostrare agli altri
organizzazione. Imbocco la SS126 puntando dune di Piscinas, caldamente consigliate da la storia dell’isola.
verso il lato ovest dell’isola: dalla Gallura Edoardo che conosce bene quella zona.

ESPERIENZE DI STRADA 35
ESPERIENZE DI STRADA
Le dune, tra le più alte d’Europa, danno vita
a un paesaggio dai colori impressionanti,
in cui l’ocra intenso della sabbia si
contrappone all’azzurro profondo del mare.
Ammirare un luogo simile in totale solitudine
e contemplazione restituisce sensazioni
forti che confermano la bontà della scelta.
Raggiungo trafelato Cagliari, giusto in
tempo per non perdere l’unico traghetto per
Palermo.

Meraviglie siciliane
Amo viaggiare in traghetto, ma la traversata
verso la Sicilia è stata così perigliosa da
farmi soffrire per la prima volta il mal
di mare. Altro tampone allo sbarco nel
porto di Palermo ma stavolta a tenermi
compagnia c’è Angelo, motociclista siculo
di rientro dalla Sardegna con la sua CBR

1
2
ANGELO

L’ho incontrato per caso mentre era anche


lui in viaggio. Nella vita fa la guardia
giurata e ama le moto vecchio stile,
semplici e potenti, come la sua CBR 600
del 2000.

600. La prima giornata è un susseguirsi di


luoghi e situazioni uniche come la scalata
vertiginosa sui tornanti che portano a Erice
o le saline di Marsala con i suoi pescatori.
Mi dirigo infine verso l’entroterra e, giunto
al suggestivo e silenzioso Cretto di Burri, mi
immergo in silenziosa contemplazione.
FABIO Il secondo giorno posso raggiungere
due tappe a cui tenevo particolarmente:
la splendida e sperduta riserva di Punta
Fabio è un viaggiatore siciliano che con Bianca e l’Etna. La prima è una delle spiagge
il suo R 1250 GS macina chilometri e più belle dell’isola, caratterizzata da una
fornisce informazioni utili e dettagliate sui scogliera bianchissima e dal rudere della
luoghi che visita. Ama profondamente la casa doganale che conferisce al luogo un
sua terra che conosce molto bene. alone di mistero. Bastano il panorama e
i colori dell’acqua cristallina a ripagare in

36 ESPERIENZE DI STRADA
Milano

ITALIA
Livorno

Montalcino

ITALIA

Olbia
Amalfi

Maratea
Arbus

Cagliari Tropea

pieno le peripezie del mio incerto off road Palermo


per raggiungerla.
Lasciata la costa taglio lungo l’interno
dell’isola verso Enna per incontrare Federico Nicolosi
e Fabio, due simpatici motovlogger
Punta Bianca
siculi che mi fanno compagnia fino alla
cima dell’Etna per goderci un tramonto
mozzafiato dal rifugio Sapienza. La mia
prima volta sul vulcano è un’emozione 1 ERICE, VENTOSA E DISABITATA
irripetibile per la sua imponenza (si vede da
oltre 100 km di distanza) e per il paesaggio
2 LA SPIAGGIA SPERDUTA DI PUNTA
surreale che lo circonda: strade e tetti sono BIANCA, RAGGIUNGIBILE SOLO IN [Link]/roadbook24-
ricoperti dai lapilli delle ultime eruzioni e la OFF ROAD 3 I PREZZI DELLA BENZINA attraverso-litalia-in-moto-in-lockdown
vista dal punto panoramico a quota 1910 fa NON HANNO SUBITO RIBASSI
perdere le parole (insieme alla carburazione). NONOSTANTE IL LOCKDOWN 4 TRA Seguendo il link è possibile guardare il
Il vulcano coincide anche col punto più LE ROCCE GRANITICHE DELLA GALLURA video relativo a questo articolo

4
AGRITURISMO CARBONA
Immerso nel silenzio tra le
distese di ulivi si trova questo
grande agriturismo che serve
ottimo cibo e produce olio
pregiato. Rosaria mi ha accolto
con il calore tipico dei siciliani,
raccontandomi la storia della
tenuta e dell’impegno profuso
nell’ultimo anno nel rinnovare il
marchio valorizzando la qualità
dei prodotti. Un buon modo
di affrontare la pandemia,
rimboccandosi le maniche per
investire sulla ripartenza.
[Link]

ESPERIENZE DI STRADA 37
ESPERIENZE DI STRADA
meridionale del mio itinerario: è tempo una tappa imprescindibile alla statua del
di lasciare l’isola, non senza prima aver Cristo Redentore che domina Maratea
gustato il rinomato arancino. Durante questo – e il Cilento puntando alla Costiera
viaggio in zona rossa sono proprio i pasti, Amalfitana. Qui mi aspetta Francesco,
soprattutto quelli di metà giornata, una delle collega fotografo e motociclista in giro per
maggiori difficoltà: evitando i grandi centri è lavoro con la sua BMW F 900 XR, che non
raro trovare locali aperti anche solo per un manca di mostrarmi le bellezze del posto
pranzo veloce. scortandomi per qualche chilometro sulla
trafficata strada panoramica fino ad Amalfi.
Verso nord sulla SS18 Un’interruzione della strada mi obbliga a
Se la Sicilia è il giro di boa, la Calabria una piacevole deviazione vero il valico della
scandisce i tempi della risalita verso nord. SP1 da Ravello che mi offre la possibilità di
Procedendo curva dopo curva lungo tutta la godere di una splendida vista sul Vesuvio in
SS18 si apprezza la varietà di paesaggi della tutta la sua imponenza.
costa calabrese, tra paesi in cui il tempo Il viaggio procede a ritmo serrato, mi sento
1
pare essersi fermato a un’altra epoca, borghi ormai tutt’uno con la strada e potrei guidare
solo apparentemente disabitati e piccole giorno e notte senza sosta, galvanizzato da
perle turistiche. La Calabria è anche la così tanta bellezza. Attraverso velocemente
regione in cui incrocio il maggior numero di il Lazio passando per quella splendida
posti di blocco, ma questo non mi impedisce terra chiamata Tuscia, ricca di boschi e
di attraversarla in un meno di due giorni. dolci colline, che entrando in Toscana si
Supero velocemente la Basilicata – con diradano per diventare le famose distese di

L’ASSENZA DELLE PERSONE MINA IL FASCINO DEI LUOGHI,


MA I PAESAGGI RECLAMANO CONTEMPLAZIONE

CASA AGRICOLA SCORZIELLO


In questo modernissimo B&B immerso
nella campagna ai piedi dei monti Alburni
si può godere della genuina ospitalità
campana. Giuseppe, il gentile e simpatico
proprietario, ha approfittato della situazione
di stallo per rinnovare completamente la 2
struttura pronto ad aprire il suo ristorante
appena costruito. A giudicare dal lavoro
fatto e dall’impegno profuso, sarà un sicuro
successo.
[Link]

MASSERIA CAPORELLI
Una grande azienda agricola che affitta
camere in un edificio di nuova costruzione.
Un ampio spazio è dedicato alla fattoria
didattica per i bambini delle scuole locali.
Mariagrazia, Francesca e Gaetano non
sono rimasti fermi e, oltre a continuare con
la produzione di olio d’oliva, hanno anche
investito puntando sulla ripresa ormai
prossima.
[Link]
3

38 ESPERIENZE DI STRADA
4

ITALIA
5

FEDERICO

Federico è un pallavolista professionista


con la passione per i viaggi in moto.
A bordo della sua R 1250 GS e di un
Husqvarna 701 ama imboccare strade
senza sapere bene dove portino.

FRANCESCO G.
1 UN TORNANTE SUL MARE A TROPEA Francesco è un fotografo ritrattista che
2 LA ROCCA DI SCILLA DOMINA LO STRETTO DI usa la sua BMW F 900 XR, oltre che per
MESSINA 3 LA SS18 CORRE LUNGO IL TIRRENO viaggiare, per spostarsi da un set all’altro.
4 CAMPI DI SPIGHE MOSSI DAL VENTO IN È stato la mia guida lungo la Costiera
SICILIA 5 SULLE STRADE DELL’ENTROTERRA amalfitana dove è di casa.
IN PROVINCIA DI ENNA

ESPERIENZE DI STRADA 39
ESPERIENZE DI STRADA
1

Ho spesso lasciato l’asfalto


per zone più remote

onde verdi su cui corrono i viali di cipressi


ALPACA COUNTRY HOUSE della Val d’Orcia. Quale miglior modo per
Giovanna, che gestisce il B&B e l’osteria, godersi questo paesaggio in moto se non
mi ha raccontato la storia di questa percorrendo le strade bianche dell’Eroica?
caratteristica struttura con vista Il penultimo giorno di viaggio si rivela uno
panoramica, fatta di sfide e visioni che dei più difficili per via dei tanti chilometri
si sono poi dimostrate essere intuizioni da affrontare sotto la pioggia. Lasciata
di successo. Oggi la tenuta conta su la Toscana punto alle Cinque Terre per
splendidi appartamenti finemente raggiungere le Langhe piemontesi ma,
ristrutturati che aspettano di poter giunto a Monterosso, il tempo peggiora
accogliere i turisti italiani e stranieri drasticamente: dopo qualche giorno di
che qui possono ammirare gli alpaca, tregua ritorna il vento forte accompagnato
i simpatici camelidi andini. da pioggia gelida. Trovo rifugio per la notte
[Link] da Enrico, un amico di Alessandria, insieme
al quale ammirerò l’ultimo tramonto di

40 ESPERIENZE DI STRADA
1 L’AFFASCINANTE

ITALIA
DESOLAZIONE DI ALCUNI
LUOGHI IN CALABRIA
2 LE STRADE CHE SI
DIRAMANO TRA LA CENERE
VULCANICA DELL’ETNA
3 UN PO’ DI FACILE
OFF ROAD SULLE VIE
DELL’EROICA 4 LA
CAMPAGNA TRA BOMARZO
E ORVIETO 5 AMANTEA:
ESPLORANDO CI SI IMBATTE
IN LUOGHI DA FILM

3
ENRICO
4
Enrico è un videografo che, quando non
è intento a realizzare i suoi assurdi lavori,
salta in sella alla sua gloriosa Transalp
del 1992 alla ricerca di nuovi itinerari su
strade fangose.

questo viaggio tra i campi del Monferrato,


entrambi sporchi di fango ma soddisfatti. È
fatta: dopo dodici giorni di viaggio serrato
rientro a Milano con la dovuta calma e un
bel carico di emozioni.

L’importanza degli incontri


Questo viaggio in solitaria lungo un’Italia
semideserta mi ha fatto spesso sentire il
solo e unico ad attraversarla: invisibile ai
posti di blocco, nessun motociclista da
salutare con il consueto gesto, nessun
curioso che venisse a osservare la moto
durante le soste. Un’esperienza foriera di
riflessioni interiori, influenzate senza dubbio

ESPERIENZE DI STRADA 41
ESPERIENZE DI STRADA
dalle strade vuote e dalle interazioni ridotte al
minimo. Viaggiare è un’attività di conoscenza,
fatta di ospitalità e culture da scoprire e gente
con cui confrontarsi e magari fare amicizia.
Con le attività di ristoro chiuse e le piazze dei
paesi semideserte, gli incontri fortuiti nei bar
sono stati distanziati e frettolosi. Le persone
che, con gentilezza e senso di ospitalità, mi
hanno accolto nelle loro strutture sono state
di fatto le uniche incontrate durante le mie
giornate. Questo aspetto è stato di certo
enfatizzato dalla velocità del viaggio, quasi

1
2
1 IN UN CAMPO DEL MONFERRATO
2 L’IMPONENZA DEL VESUVIO
3 L’INCONFONDIBILE CAMPAGNA
ITALIANA

una maratona, e sono certo che dietro alle


tante porte chiuse ci siano altrettante persone
in attesa di un clima migliore per tornare ad
accogliere quei forestieri che si presentano
con grossi stivali e buffe tute da moto. Questa
esperienza mi ha confermato che molto del
fascino dei luoghi è dato da chi lo abita e
che, per quanto sia bello perdersi nel silenzio
e guidare inseguendo solo i propri pensieri,
incontrare un altro sguardo a fine giornata fa
sentire a casa ovunque ci si trovi.

42 ESPERIENZE DI STRADA
LE DISTANZE?
MAI STATE UN PROBLEMA
Moto Guzzi Experience: i viaggi in sella alle bicilindriche di Mandello che
regalano emozioni autentiche a tutti gli amanti dell’esperienza on the road.
Un’avventura coinvolgente alla scoperta di nuovi paesaggi e nuovi amici,
sempre in sicurezza.

Scopri gli itinerari 2021 su [Link]


PANORAMA

UNA NUOVA STRADA


Harley-Davidson entra nel segmento delle grandi crossover
con la inedita e originale Pan America. Anche se è la prima volta
che la Casa americana si cimenta in questo ambito,
ha ben messo a frutto i suoi 118 anni di esperienza motociclistica.

DI DONATO NICOLETTI

A
Milwaukee hanno maggiore tra le sue pari grado, blocchetti del manubrio (non
finalmente capito che distinguendosi per l’originalità. Il retroilluminati) allo schermo TFT
non si vive di sole gusto, essendo soggettivo, fa testo da 6,8” (l’opzione touchscreen
cromature, che non si relativamente. Poi c’è il motore, un è utilizzabile solo a veicolo
può farlo in eterno e che era giunto classico bicilindrico nel più puro fermo) i cui dati sono facilmente
il momento di esplorare nuove stile H-D, ma con una V di 60° e leggibili ed è all’occorrenza
strade con nuove visioni e con 152 CV di potenza, che funge da regolabile nell’inclinazione.
un prodotto capace di demolire elemento stressato alle cui testate Il parabrezza è anch’esso
definitivamente gli stantii cliché sono ancorati il telaio anteriore regolabile manualmente (con
che vedono Harley-Davidson come che supporta l’avantreno, la coda una escursione di 45 mm),
un dinosauro confinato in una che sorregge la sella e il forcellone. l’accensione è keyless ma la
sorta di Jurassic Park tecnologico. Questi sono i dati principali, per chiave ve la danno comunque
Anche se non vibra, la Pan i dettagli potete consultare il per accedere al serbatoio,
America è una Harley-Davidson box informativo più avanti; ora è al sottosella e per inserire il
perché sfoggia orgogliosa il Bar meglio salire in sella e scoprire bloccasterzo.
& Shield sul serbatoio, sotto al finalmente come è fatta e come va Pur essendo una Harley-
quale si cela tutta la tecnologia la Pan America. Davidson, la Pan America è una
necessaria per affrontare la La seduta è comoda, grazie moto concettualmente attuale,
strada, l’agguerrito segmento delle al profilo della sella che evita per cui non aspettatevi il classico
crossover, e anche gli scettici e i di comprimere i gioielli di e irregolare borbottio baritonale
detrattori del marchio. famiglia contro il serbatoio dal suo motore; il Revolution
Tutto è nuovo nella Pan America, (in alluminio da 21,2 litri), e la Max esegue altri spartiti, di
a cominciare dal design che triangolazione ergonomica è almeno un’ottava superiori a
si discosta decisamente dalla ottimale. Dal ponte di comando quelli conosciuti, e lo fa molto
corrente stilistica che va per la si ha tutto sotto controllo, dai rapidamente.

44 PANORAMA
PANORAMA
45
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 SPECIAL
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 SPECIAL
PANORAMA

Sulla strada del pilota – le leggi della fisica. inerziale di gestire le sospensioni 1 I COMANDI SONO INTUITIVI
Kerouac c’entra poco, ma ci Quelli che un tempo erano limiti semiattive e far sì che la ciclistica MA NON RETROILLUMINATI
stava la citazione. Si parte con affrontabili solo dagli Agostini, non mostri segni di cedimento, 2 LO SCHERMO TFT HA
la mappatura Road; il motore dagli Sheene o dai Roberts, sono tenendo il mezzo costantemente L’INCLINAZIONE REGOLABILE
sale con una linea di fluidità poco oggi alla portata di tutti grazie in contatto con il suolo senza 3 LA SELLA È COMODA
alterata dai cambi di marcia. Fino al massiccio e fondamentale incertezze, consentendo pieghe
ANCHE PER IL PASSEGGERO E
ai 4.000 giri si mostra sornione, apporto dell’elettronica, capace incisive e beneficiando della
ma consente di affrontare tratti di farci sentire all’altezza in ogni frizione antisaltellamento che
INCLUDE GLI ATTACCHI PER LE
ricchi di pieghe senza dover situazione, pronti a mordere ogni elimina ogni sussulto in fase di VALIGIE 4 LA LUCE DI CODA
necessariamente interpellare il strada e con buoni margini di scalata; più che curve sembrano A LED È SOTTILE E STILOSA 5
cambio e i freni, grazie al freno sicurezza. È quello che succede pennellate di piacere. Quando, POSIZIONE DI GUIDA OTTIMALE
motore elettronico. Insomma, si con la Pan America. Quando si invece, le pieghe si fanno più ottuse E BUON RIPARO AERODINAMICO
può tranquillamente caracollare nel attiva la modalità Sport, il recinto e serrate, si avverte una certa
misto e godersi il panorama. viene abbattuto e la mandria di inerzia e occorre dare l’abbrivio
La vera erogazione la si comincia cavalli è libera di correre al galoppo sulle pedane per innescare i collega ha definito l’erogazione
a gustare oltre i 3.500 giri, ovunque, anche sulle strade dalle rapidi cambi di traiettoria se si del motore una castagna: io, che
quando si moltiplica in maniera parti della Pietra di Bismantova, intende procedere con “la testa in non sono avvezzo a questo tipo di
esponenziale grazie al prezioso dove l’asfalto si contorce carena”. Ma è quando la strada prestazioni, ci aggiungerei anche
apporto della fasatura variabile. continuamente su un fondo che fa si distende, alternando curve a il riccio.
La tecnologia contemporanea affiorare insidiose gibbosità, pronte tratti più scorrevoli, che la Pan
sta inesorabilmente mandando a minare la tenuta del mezzo e America mostra la vera natura Acqua e terra
in pensione quella concezione la tranquillità del conducente. È della sua catapulta bicilindrica, In modalità Rain la guida diventa
romantica del motociclismo, dove in questo frangente che la Pan capace di spingere in maniera decisamente rilassata nonostante
era ancora l’uomo a dirigere la America sorprende per la sua possente e costante, così come l’acqua, grazie alla mappatura che
macchina, se questa non partiva solida stabilità, capace di leggere l’impianto frenante Brembo, con ammansisce considerevolmente
per la tangente sfidando a viso quasi fedelmente ogni asperità, pinze e pompa radiali, interviene l’erogazione, e le Michelin
aperto – tendenzialmente quello dando modo alla piattaforma con potenza e decisione. Qualche Scorcher Adventure che faticano

46 PANORAMA
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 SPECIAL
1 2

3 4

a trasmettere un feedback 5
empatico soddisfacente. E quando
l’asfalto finisce? La Pan America
è una crossover concepita per
il turismo che può permettersi
anche divagazioni su fondi naturali.
Con la mappatura Off Road il
controllo di trazione risulta meno
invasivo e consente di percorrere
tranquillamente le sterrate di
campagna o quelle umide e
scivolose di un bosco. Se invece
si vuole insistere per affrontare
pendenze di un certo grado con
pietre smosse o fondo cedevole,
la modalità Off Road Plus offre la
possibilità di escludere l’ABS (solo
dietro) e il controllo di trazione, a
patto che siate in grado di gestirne
l’esuberanza, e la massa. In buona
sostanza, se non si ha la pretesa
di acquistare la Pan America per
farci la Dakar, può cavarsela anche

PANORAMA 47
PANORAMA
1 COMPLETAMENTE NUOVO IL MOTORE DELLA PAN
AMERICA, SEMPRE BICILINDRICO MA CON V A 60°,
RAFFREDDATO A LIQUIDO E CON FASATURA VARIABILE
2 LA PAN AMERICA SA FARSI VALERE ANCHE LONTANO
DALL’ASFALTO… 3 …NON SOLO SULLO STERRATO, MA
ANCHE CON FONDI PIÙ IMPEGNATIVI 4 LA VERSIONE
ACCESSORIATA DELLA PAN AMERICA: CERCHI A RAGGI,
PROTEZIONI MOTORE, PARACOPPA ESTESO, SCARICO
PERFORMANTE E TRIS DI VALIGE IN ALLUMINIO

in queste circostanze, riuscendo


comunque a trasmettere fiducia in
chi la conduce. IN SINTESI
A proposito di trasmissione; non PREGI • Elettronica: TFT da 6,8” con controllo funzioni
è previsto il Quick Shift, ma non • Motore, ciclistica, comfort di marcia, principali, ride by wire, cruise control, 5 riding
se ne sente la mancanza tanto assistenza alla guida mode + 2 personalizzabili, sospensioni semi
è piacevole usare il cambio, DIFETTI attive regolabili, cornering ABS, traction control
come dovrebbe fare ogni buon • Cavalletto laterale corto, parafango posteriore e cornering t.c., cornering light, piattaforma
motociclista invece di storcere il insufficiente, radiatore esposto IMU a 6 assi, frenata combinata, Bluetooth,
naso se nel corredo elettronico PREZZI navigazione tramite app H-D Connect.
manca l’ennesimo gadget; nel caso, • Pan America 1250, 16.300 euro Nero, 16.570 ACCESSORI
ci sono molti scooter interessanti euro River rock Gray. • Come da tradizione, Harley-Davidson ha
sul mercato. È invece disponibile
• Pan America 1250 Special, 18.700 euro Nero, in serbo un corposo catalogo di accessori
l’innovativo Rider Adaptive Height,
18.970 euro Deadwood Green o Gauntlet anche per la Pan America, inclusa una linea
il quale abbassa la moto di 2,5 cm
Gray Metallic, 19.300 euro Baja Orange/Stone di abbigliamento dedicato, sviluppata in
in fase di rallentamento e fermata
Washed White Pearl. collaborazione con REV’IT. Ne riportiamo solo
per agevolare l’appoggio a terra
TECNICA PAN AMERICA 1250 SPECIAL alcuni come esempio:
dei piedi, riprendendo l’assetto
originale quando si riparte. I nei: • Motore a V di 60°, 1.252 cc, DOHC a fasatura • Ruote a raggi 500 euro
talvolta si ha una certa difficoltà variabile con contralberi antivibrazioni, 152 CV • Ride Adaptive Height 670 euro
nel trovare la folle tra la seconda a 8.750 giri e 128 Nm a 6.750 giri. Cambio a 6 • Borse laterali Sport 1.062 euro
e la prima quando si rallenta o si velocità. Sospensioni: forcelle a steli rovesciati • Top case in alluminio 704 euro.
è fermi, il cavalletto laterale non è da 47 mm e mono posteriore, entrambi con Per il resto sono disponibili protezioni per
immediato da azionare e ha una escursione di 190 mm. Interasse 1.580 mm. Freni: radiatore e motore, parabrezza maggiorato,
gamba alquanto corta, specie se si dischi anteriori da 320 mm con pinze monoblocco borsa da serbatoio, valige laterali in alluminio, set
deve parcheggiare in pendenza o radiali, posteriore flottante da 280 mm. Pneumatici: di borse laterali morbide impermeabili, pedaline
su fondi sconnessi, dove la mole del 120/70R19 e 170/60R17. Altezza sella 850/875 maggiorate, pneumatici tassellati, filtri aria e
mezzo risulta complessa da gestire mm. Peso 253 kg in ordine di marcia. scarico sportivo.
nelle manovre da fermo.

48 PANORAMA
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 SPECIAL
2

IN QUESTO SERVIZIO
DONATO HA UTILIZZATO:
CASCO CABERG LEVO CARBON
GIACCA IXON CROSSTOUR HP
STIVALI TCX BAJA GORE-TEX 3

4 Il regolatore di tensione è montato


in una posizione esposta a
sassi e detriti, ma si può ovviare
con un paracoppa più esteso.
Il parafango posteriore palesa
limiti di funzionalità in caso
di pioggia. Si potrebbe anche
opinare per la qualità di qualche
dettaglio tecnico o di finitura ma,
considerando che Harley-Davidson
è partita da un foglio bianco senza
nessuna esperienza pregressa in
questo importante e combattuto
segmento di mercato, la Pan
America ne esce decisamente
a testa alta, sorprendendo
positivamente per la bontà globale
del progetto e per le insospettabili
qualità tecniche e dinamiche che
ha saputo sfoderare durante il test.
In conclusione, la Pan America
sarà anche l’ultima arrivata ma è
pronta a dare battaglia nell’arena
sempre più affollata delle
maxienduro stradali turistiche.
D’altronde Harley-Davidson
produce motociclette da 118 anni;
saprà di certo come affrontare una
nuova strada.

PANORAMA 49
PANORAMI E SAPORI

DI NADIA GIAMMARCO

50 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
EMILIA-ROMAGNA
BORGHI,
COLLINE E STORIA

Il versante emiliano dell’Appennino


rapisce con i suoi paesaggi e vizia con una cucina eccellente.
È un viaggio di scoperta lento, fra storia e tradizioni.

PANORAMI E SAPORI 51
PANORAMI E SAPORI

L
a via Emilia è la direttrice lungo la
quale si è sviluppata la Motor Valley,
il cuore pulsante del motorismo
nostrano, dove vi è un’alta
concentrazione di case automobilistiche
e motociclistiche, di autodromi, musei e
collezionisti. Però noi non seguiremo il
percorso della storica strada consolare
romana che sale verso Piacenza, ma ci
limiteremo a percorrerne un brevissimo
tratto prima di dirigerci verso il vero
obiettivo di questo itinerario che si
annida tra i rilievi dell’Appennino tosco-
romagnolo, per scoprire borghi suggestivi
e per ricordare eventi storici nefasti che vogliamo soddisfare, per cui ci facciamo solo l’inizio. Poi venne tutto il resto».
insanguinarono queste terre. raccontare da lui quando e perché tutto Ovunque ci voltiamo c’è qualcosa che
Visto che siamo a Imola, e siamo in moto, ebbe inizio: «Difficile dirlo, non c’è un attira il nostro sguardo. I primi modelli
cominciamo il nostro viaggio visitando momento preciso. Credo che la scintilla di moto prodotte, marchi scomparsi,
la Collezione Benito Battilani. Benito ci sia scoccata per l’emozione che provavo esemplari usati dai militari, sidecar. E poi
accoglie con il suo spirito gioviale, sempre da bambino quando mio padre accendeva trofei, medaglie, caschi, abiti. Una parte
ben disposto verso chi condivide la il trattore per andare a lavorare nei campi, della collezione è dedicata al marchio
passione per le due ruote. Non è prevista poi crescendo, con un amico comprammo Frera, una casa motociclistica italiana
una visita guidata ufficiale, è il padrone di una vecchia Harley e con la complicità di attiva fino al 1936. Tra gli esemplari
casa a chiederci quali sono le curiosità che uno zio la rimettemmo a posto; quello fu esposti notiamo la prima moto guidata

52 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
2

OVUNQUE C’È QUALCOSA CHE ATTIRA


IL NOSTRO SGUARDO. I PRIMI MODELLI
DI MOTO PRODOTTE, MARCHI SCOMPARSI

1IL MULINO SCODELLINO, UN LUOGO


RICCO DI STORIA, TRADIZIONE E
TECNOLOGIA 2 L’AREA DELLA COLLEZIONE
BATTILANI DEDICATA AL MARCHIO FRERA
3 TUTTO EBBE INIZIO DA UNA VECCHIA
HARLEY-DAVIDSON 4 ANTICHI STRUMENTI
E NUOVE TECNICHE PRODUTTIVE
3 ALL’INTERNO DEL MULINO

4 da Loris Capirossi e la Harley-Davidson


che negli anni venti, guidata da Umberto
Faraglia, stabilì il record di 175 chilometri
orari nel chilometro lanciato sulla
Roma-Ostia. Passeremmo giorni ad
ammirare questo spettacolo di passione
e tecnologia, ma la strada chiama e noi
rispondiamo.

Di borgo in borgo
Ci spostiamo dalla provincia di Bologna
a quella di Ravenna, perché prima di
affrontare le colline vogliamo visitare un
luogo particolare; un mulino. Rosanna Pasi
presiede l’associazione Amici del Mulino
Scodellino, e Pino è il custode, tecnico,
manutentore, mugnaio. È lui a raccontarci
la storia di questa realtà: «Il nucleo più
antico dell’edificio è del 1398, poi venne in
seguito ampliato. Il grano una volta veniva

PANORAMI E SAPORI 53
PANORAMI E SAPORI
PERCORRIAMO GLI ULTIMI 1
TORNANTI CHE CONDUCONO
A RIDOSSO DEL BORGO,
CON LA ROCCA IN BELLA VISTA

3 4

54 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
5

portato nei sacchi, ora il processo deve 1 LA ROCCA CI APPARE MENTRE


essere completamente automatizzato. Il
PERCORRIAMO GLI ULTIMI TORNANTI 2 IL
mulino è stato rimodernato affinché possa
produrre una farina commercializzabile
T-6 TEXAN IN BELLA MOSTRA NEI GIARDINI
utilizzando grano della zona». Dall’area DI PALAZZO ALIDOSI 3 4 LA VIA DEGLI
produttiva accediamo all’abitazione del ASINI A BRISIGHELLA 5 PARTICOLARE
mugnaio, dove alle pareti sono appesi DEL MULINO SCODELLINO 6 LA SP23 CHE
stoviglie e strumenti delle cucine di una CONDUCE FINO AL BORGO DI BRISIGHELLA
volta, e i muri hanno ancora quel profumo
di tradizione ormai raro da ritrovare. Grazie
a Rosanna, Pino e a tutti i volontari che
si impegnano ogni giorno, la comunità un paesaggio mutevole. La strada sale,
può godere di un luogo didattico e di regalandoci una bella vista sui calanchi,
aggregazione molto attivo. poi entriamo nel borgo. Ci accontentiamo
Lasciamo i nostri ospiti e ci avviamo verso di vedere la Rocca Manfrediana e la
la via Emilia, la attraversiamo e iniziamo Torre dell’Orologio dall’esterno, ma non
lentamente a salire. Ci aspetta il borgo di rinunciamo a una passeggiata sulla via
Brisighella, che raggiungiamo con la SP23, degli Asini, una strada sopraelevata che
che offre curve meravigliose immerse in nacque nel XIV secolo come baluardo

PANORAMI E SAPORI 55
PANORAMI E SAPORI
CASTEL DEL RIO SI TROVAVA SULLA LINEA 1
GOTICA, TEATRO DI ASPRE BATTAGLIE DURANTE
LA SECONDA GUERRA MONDIALE

difensivo a protezione del borgo. Un tempo


il suo camminamento era scoperto, ma
quando si esaurì la funzione militare venne
inglobato dalle abitazioni adiacenti. Il
bizzarro nome della via deriva dal fatto che
in passato veniva utilizzata per il trasporto
del gesso, ricavato dalle cave sovrastanti
il paese, per mezzo degli asini. Prima di
Imola lasciare Brisighella facciamo tappa al
EMILIA-ROMAGNA chiosco accanto alla stazione ferroviaria,
Mulino dove ci hanno consigliato di fermarci per
Scodellino una pausa gastronomica, e dove troviamo
Casaglia piadina, crescioni e torta fritta; è tutto
ottimo, e poi c’è un parcheggio comodo
Monzuno per le moto e un bel parco con le panchine.
Rio Manzolo Riprendiamo la strada e rientriamo nella
provincia di Bologna, grazie alla SP63
che ci indirizza verso Castel del Rio,
percorrendo con calma le dolci curve tra le
Brisighella vigne e gli alberi da frutto in fiore. Siamo
Castel del Rio in piena primavera, e la natura è più che
mai rigogliosa. A Castel del Rio spicca
il palazzo degli Alidosi, un bellissimo
edificio rinascimentale sede degli uffici
del Comune e del Museo della Guerra.
[Link]/roadbook24-emilia-romagna Sì, perché Castel del Rio si trovava sulla
Linea Gotica, l’ultimo fronte italiano della
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo all’articolo. Seconda Guerra Mondiale che per otto
È consultabile online e scaricabile per il proprio navigatore mesi fece da sfondo ai conflitti tra le
satellitare o dispositivo GPS. truppe alleate e l’esercito tedesco.

56 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
3

1 IL FORTE RICHIAMO DELLE STRADE


BIANCHE ROMAGNOLE 2 BELLISSIMA
VISTA SUI CALANCHI LUNGO LA SP23
3 PALAZZO ALIDOSI CI DÀ IL BENVENUTO
A CASTEL DEL RIO 4 NEL MUSEO DELLA
GUERRA UNA WILLYS ORIGINALE USATA
SUL FRONTE ITALIANO

È il sindaco Alberto Baldazzi a condurci


tra gli spazi del museo e a raccontarci
l’importanza che ha questo luogo per la
popolazione: «Gli alleati arrivarono qui
nel settembre del ‘44 e se ne andarono
nell’aprile dell’anno successivo. La loro
presenza prolungata ha lasciato dietro
di sé una grande quantità di reperti che
tutt’ora riemergono durante i lavori nei
campi o lo sgombero di cantine. Il museo
nacque alla fine degli anni ‘70, nonostante
le contrarietà dell’epoca. La sua funzione
principale è quella di preservare la
memoria di un periodo fondamentale per
la storia del nostro Paese, ma col tempo
ha favorito il fenomeno dell’emersione,

PANORAMI E SAPORI 57
PANORAMI E SAPORI
1 che è tutt’ora in atto nonostante siano
passati oltre settant’anni dalla fine
del conflitto». I reperti, tutti originali e
minuziosamente catalogati, sono raccolti
negli ampi spazi del museo, dove si trova
di tutto; dalla jeep militare agli attrezzi, e
poi bandiere, stoviglie, uniformi, elmetti,
monete, radio da campo. La visita è
davvero suggestiva e può contribuire a
mantenere vivo il ricordo di quel periodo
storico, per far sì che le nuove generazioni
ne abbiano una piena percezione, perché
la memoria è importante per evitare che
ciò che è stato si ripeta.

DOVE MANGIARE
E DORMIRE
L’itinerario è percorribile con calma in un
paio di giorni, per visitare con la massima
tranquillità i vari punti di interesse.
Se intendete pernottare in zona
consigliamo di fermarvi nei dintorni di
Brisighella, in modo che possiate godere il
borgo anche durante il tramonto.

AGRITURISMO RIO MANZOLO


A stretto contatto con la natura, ideale
dopo una giornata in moto. Cucina molto
curata, si può mangiare sia all’aperto che
nella vecchia stalla.
Via Trieste 99 – 48013 Villa Vezzano (RA)
Tel. 339 7990144
[Link]

L’OSTERIA DI GUERCINORO
È una tipica osteria, curata ma senza
troppi fronzoli, dove la cucina è la vera
protagonista. Piatti semplici, della
tradizione, realizzati con prodotti della zona
attentamente selezionati.
Piazza Guglielmo Marconi, 7 –
48013 Brisighella (RA)
Tel. 0546 80464

DA LORI PIADINERIA
Offre un ampio spazio all’aperto con
tavoli all’ombra. Ci sono piadine crescioni
focacce pinse e servono un’ottima birra.
L’ideale per una sosta breve ma rilassante.
Via Cantone – 48032 Casola Valsenio (RA)
Tel. 339 1782830

58 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
Non si può lasciare Castel del Rio senza riflessi di smeraldo. Le sue rive sono una parco regionale storico di Monte Sole è
provare l’emozione di attraversare il ponte meta molto frequentata durante l’estate, immersa nella natura tipica dell’Appennino
degli Alidosi. Costruito cinquecento anni un vero e proprio luogo di relax, dove bolognese. Noi saliamo da Rioveggio,
fa su commissione di Obizzo Alidosi prendere il sole, bagnarsi, e trascorrere dalla valle del fiume Setta. Tutta l’area di
come simbolo della potenza dell’omonima qualche ora al fresco. Monte Sole è un grande parco naturale di
famiglia, facilitava gli scambi commerciali cui fanno parte i comuni di Marzabotto,
della vallata in un’epoca in cui i ponti erano Il percorso della memoria Monzuno e Grizzana Morandi. La riserva
decisamente rari. La struttura a schiena La destinazione finale del nostro percorso naturale è ricca di straordinarie bellezze
d’asino poggia su un’unica arcata di 42 è per noi la più significativa, perché naturalistiche e faunistiche, ma racchiude
metri e percorrerla in moto è un’esperienza siamo consapevoli del fatto che quello al suo interno tracce storiche di assoluto
da non mancare. Il transito è regolato dal che vedremo rimarrà nelle nostre teste e interesse.
semaforo, e siamo certi che farlo una sola continuerà a farci riflettere durante tutto Raggiunto il centro visite sono diversi i
volta non vi basterà. Sotto al ponte scorre il tragitto di ritorno verso casa. percorsi che si possono intraprendere, a
il Santerno, dalle acque trasparenti con E anche oltre. La strada che conduce al piedi in bici e alcuni anche in moto. Nella
bella stagione il parco è molto frequentato
da turisti, famiglie e persone in cerca di
tranquillità quindi, anche nei casi in cui il
transito sia consentito ai mezzi a motore,
occorre ridurre la velocità e rispettare

IL PARCO REGIONALE
STORICO DI MONTE SOLE
È IMMERSO NELLA NATURA
TIPICA DELL’APPENNINO
BOLOGNESE

1PONTE ALIDOSI A CASTEL DEL RIO


2VIAGGIO NELLA MEMORIA NEL PARCO
REGIONALE STORICO DI MONTE SOLE

PANORAMI E SAPORI 59
PANORAMI E SAPORI

COLLEZIONE BENITO BATTILANI 1

Benito Battilani è uno dei precursori italiani del collezionismo di moto d’epoca.
Sarà lui stesso ad accompagnarvi nella visita alla sua ampia e interessantissima
esposizione, dove potrete trovare la quint’essenza del motociclismo dei tempi eroici,
e non solo. Riceve solo su appuntamento.
Via Poiano, 1/b – 40026 Imola (BO) – Tel.054 2640961

1 LE DOLCI CURVE TRA I FRUTTETI DELLA


ROMAGNA 2 LE ROVINE DELLA CHIESA DI
CASAGLIA NARRANO GLI ORRORI DELLA
GUERRA E TENGONO VIVA LA MEMORIA

il prossimo. Noi abbiamo scelto di


proseguire verso Caprara per poi terminare
alla chiesa di Casaglia e al locale
cimitero. Tutti sappiamo della strage di
Marzabotto, ma immergersi nei luoghi che
fecero da sfondo a tali orribili vicende è
tutt’altra cosa. Toccare con mano l’orrore
trasmesso dalle rovine e sapientemente
raccontato dai pannelli esplicativi,
emoziona e commuove. Un luogo denso
di storia, circondato da una meravigliosa
natura che tutti dovrebbero visitare
almeno una volta, per tenere vivo il ricordo
di ciò che successe da queste parti. La
strada, a tratti non asfaltata, ci porta a
Caprara di Sopra, a quel che ne rimane
dopo i tragici eventi che ne segnarono
la distruzione. Parcheggiamo le moto
e camminiamo in silenzio osservando i
ruderi delle case, luoghi simbolici in cui

60 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
sono ancora palpabili il dolore e l’orrore.
Caprara era un piccolo borgo quando il
29 settembre 1944 arrivarono i soldati
tedeschi e scovarono una quarantina
di persone (donne e bambini per la
maggior parte) nascosti in un rifugio. Li
radunarono, li rinchiusero nella cucina di
una casa e poi gettarono delle bombe al
suo interno. La casa crollò, pochi ebbero
scampo. Sembra ancora di sentire le urla.
Da Casaglia, poco distante, si udivano
i bombardamenti e si avvistavano gli
incendi. Don Ubaldo Marchioni accolse
tutti gli abitanti, donne e bambini, nella
chiesa. Gli uomini erano già fuggiti nei
boschi, convinti di essere loro l’obiettivo
del rastrellamento. Fu una strage. La porta
si spalancò, e solo alcuni fecero in tempo
a mettersi in salvo nella sagrestia. Don
Ubaldo Marchioni fu ucciso sull’altare, gli altri
furono portati nel vicino cimitero. La chiesa
di Casaglia fu incendiata. Ora davanti ai
nostri occhi ci sono i resti di questo luogo di
culto, che non servì a mettere in salvo i suoi
fedeli. Una calma surreale ci accompagna
nella nostra passeggiata in questi luoghi
dalla memoria triste ma necessaria. Ritengo
doveroso fermarmi e riflettere. Le rovine sono
UNA CALMA SURREALE CI ACCOMPAGNA testimonianze silenziose, capaci di scuotere
la coscienza per fare in modo che quei valori
NELLA NOSTRA PASSEGGIATA IN QUESTI siano l’unica arma impugnabile contro il
LUOGHI DELLA MEMORIA reiterarsi di tali orrori, ora e per sempre.

PANORAMI E SAPORI 61
PANORAMI E SAPORI

SCOLPITO
NEL MARMO

Una breve scorribanda in moto sulle Alpi Apuane


in cerca della storia, tra i luoghi di estrazione della bianca pietra
e un importante luogo della memoria.

DI ANTONIO FEMIA

FOTO DONATO NICOLETTI

62 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
TOSCANA

PANORAMI E SAPORI 63
PANORAMI E SAPORI

C
ome tutti i lavori, fare il reporter probabile è che nelle macchie del soffitto testimoniata nei suoi scritti anche dallo
di viaggio offre gioie e impone si vedano davvero le loro sagome o che lo scultore che più di tutti ha reso celebri
dolori. Donato e io abbiamo appena spirito dello stalliere si aggiri tra le mura del questi luoghi. Michelangelo Buonarroti
finito di realizzare un servizio in castello. aveva un particolare legame con il marmo
Lunigiana in due giorni di pioggerellina delle Apuane – di un bianco puro e senza
fredda e quasi costante. Potremmo Le montagne dal cuore bianco imperfezioni, tenero allo scalpello – e con
prendere la strada di casa ma abbiamo Queste storie sono sempre appassionanti, le sue cave, che frequentò per trent’anni
terminato con un giorno d’anticipo, ma la voglia di guidare e mettere un scegliendo personalmente i blocchi da
finalmente è uscito il sole e abbiamo po’ sotto torchio la Ducati Scrambler lavorare. Michelangelo vedeva queste
due moto col pieno. Non ci vuole molto a che mi ritrovo per le mani ha la meglio. montagne come uno scrigno di opere che
convincere il compagno di scorribande a Imbocchiamo la SP73, trotterellando aspettavano solo di essere scolpite con un
concederci una deviazione verso luoghi allegramente nell’aria frizzantina, mentre lavoro attento di sottrazione della materia
che da tempo volevo visitare. Donato non il sole che si alza riscalda l’asfalto superflua. Si parla spesso del non-finito
se lo fa ripetere due volte: in un esempio di rendendo la guida ancora più sfiziosa. Sulla michelangiolesco – le statue dei Prigioni
bipolarismo da manuale entra in modalità Scrambler sembra di andare in bicicletta: che sembrano volersi liberare dal blocco di
tour leader e con un perentorio «Seguimi!» leggera, maneggevole e sprintosa quanto marmo che li trattiene ne sono un esempio
dà il via alla nostra fuga segreta verso sud. basta per un turismo da gita fuori porta; – ma pochi sanno del suo “mai iniziato”:
Ancora sonnecchianti raggiungiamo avesse più serbatoio e qualche appiglio uno dei suoi grandi crucci è stato infatti la
Fosdinovo, dominato dalla sagoma turrita in più per i bagagli sarebbe una buona mancata realizzazione di un colosso su un
del castello Malaspina. Come si intuisce scelta per un turismo a raggio più lungo. fianco libero delle Apuane che fosse visibile
dalla sua vista sulla costa tirrenica, il Tra una curva e un tornante raggiungiamo dal mare. Possiamo solo immaginarne la
borgo ha per secoli svolto la funzione di le porte dell’abitato di Marina di Carrara, possenza mentre gironzoliamo sulle strade
porta d’accesso alla Lunigiana vivendo dove deviamo verso le storiche cave
l’epoca di maggior splendore dal XIV al dell’omonimo marmo. Il paesaggio è
XVIII secolo sotto i marchesi Malaspina notevole: il bianco candido della cava
che furono vicari imperiali con tanto di rende ancora più drammatico il contrasto
permesso di coniare la propria moneta. tra il profilo naturale delle Alpi Apuane e il
Come da copione la storia si intreccia con disegno geometrico generato da millenni di
la leggenda: è certo che Dante Alighieri vi estrazione.
soggiornò per un anno, chiamato a dirimere Fino alla fine XIX secolo, quando venne
una controversia tra i marchesi e i visconti introdotto il taglio con trefolo d’acciaio e
di Luni; appassionante e verosimile è la acqua, i blocchi venivano staccati dalla
storia di Bianca Maria Aloisia, la figlia del montagna con cunei di ferro e martellate,
marchese che nel 1620 venne murata viva e fatti poi scivolare a valle su un letto
per aver coltivato una relazione con uno di detriti. Un’attività particolarmente
degli stallieri (possiamo solo immaginare rischiosa, soprattutto quando non
cosa sia accaduto a quest’ultimo). Meno esisteva il concetto di sicurezza sul lavoro,

64 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
3

1 IL CASTELLO MALASPINA tortuose che si arrampicano tra i candidi


fianchi squadrati della montagna, riuscendo
A FOSDINOVO 2 IL CASTELLO
quasi a vedere il “popolo di sculture” lì
ERA UN PUNTO DI CONTROLLO sepolto che Buonarroti intravedeva durante
DEGLI ACCESSI ALLA i suoi sopralluoghi.
LUNIGIANA 3 TRA I TORNANTI Arrivati all’ingresso della cava di Fantiscritti
DELLE CAVE 4 L’IMPATTO entriamo nelle viscere della montagna,
VISIVO DELLE CAVE DI attraversata dal lungo e stretto tunnel che
CARRARA È NOTEVOLE sbuca sul versante meridionale, dove un

PANORAMI E SAPORI 65
PANORAMI E SAPORI
1 TANTE GALLERIE IN DISUSO DA
ESPLORARE 2 IL CRISTO DEI CAVATORI
A COLONNATA 3 I PERCORSI CHE SI
SNODANO SULLA MONTAGNA DOMINANO
LA PIANURA SU CUI SI ESTENDE LA CITTÀ
4 LO STRETTO TUNNEL CHE PORTA AL
FIANCO MERIDIONALE DELLA MONTAGNA
5 SULLA STRADA PER SANT’ANNA

tempo sorgeva la stazione della ferrovia conche di marmo. Furono probabilmente


marmifera privata di Tarnone, snodo tra i Longobardi a introdurre la pratica
i tracciati per Fantiscritti e Colonnata. dell’allevamento dei maiali, favorito dai
Questo piccolo borgo, sorto al tempo dei castagneti della zona. Il lardo di Colonnata,
romani per ospitare gli schiavi destinati al oggi commercializzato come prelibatezza
lavoro nelle cave, è conosciuto nel mondo IGP, nacque come umile ed economico
intero per il lardo suino stagionato in companatico dei cavatori: quando si dice

66 PANORAMI E SAPORI
Fosdinovo

TOSCANA
Cava Museo
Fantiscritti
Colonnata

TOSCANA

Sant’Anna
di Stazzema

4 [Link]/roadbook24-
toscana

A questo indirizzo è disponibile il percorso


relativo all’articolo. È consultabile online
e scaricabile per il proprio navigatore
satellitare o dispositivo GPS.

bella strada nel verde inizia la sua dolce


arrampicata, diventando a ogni tornante
una terrazza panoramica. Di tanto in tanto
una costruzione arrugginita racconta di
una qualche attività del passato mentre ci
avviciniamo alla nostra meta. Sant’Anna di
Stazzema, o meglio ciò che ne rimane, è
avvolta nel silenzio più totale. Non potrebbe
essere altrimenti perché questa manciata di
case fu teatro di una delle pagine più nere tra

di necessità virtù. Proprio ai lavoratori 5


delle cave è dedicata la scultura del Cristo
dei cavatori, che in piazza Palestro paga
il suo tributo alla montagna antistante.
Non potevamo esimerci dall’acquisto di un
succulento souvenir da portare a casa.

La zona bianca
Mancano una trentina di chilometri alla
nostra destinazione. «Donato, Sant’Anna è
qui vicino. Metto il navigatore e andiamo?»
Disgustato, mi fa segno di mettere via quello
strumento del demonio e inizia a fiutare
l’aria, a metà tra un capo indiano e un cane
da punta. «Di là! Andiamo». E chi sono io
per oppormi? Ridiscendiamo verso l’Aurelia
e il suo quieto brulicare di attività da strada
consolare per poi svoltare nuovamente verso
l’interno poco più a sud di Pietrasanta. Una

PANORAMI E SAPORI 67
PANORAMI E SAPORI
1 IL VOLTO UMANO
NESSUN MIRACOLO IMPRIGIONATO NELLA PIETRA A
SANT’ANNA DI STAZZEMA
A SANT’ANNA 2 IL SACRARIO DELLE VITTIME
DELL’ECCIDIO DI SANT’ANNA
DOMINA SILENZIOSO LA
Nel 2008 uscì nelle sale il film
PIANURA SOTTOSTANTE
“Miracolo a Sant’Anna” di Spike
Lee, che narra di quattro soldati
afroamericani della divisione Buffalo 1
dispersi tra le Alpi Apuane, le cui
vicende si intrecciano a quelle di
partigiani e civili. Sostanzialmente
una fiaba ambientata in tempi di
guerra, la storia narrata nel film lascia
intendere che l’eccidio di Sant’Anna
sia stato una rappresaglia in risposta
alle azioni dei partigiani e non un atto
di violenza immotivata. Questo gli
valse aspre critiche da parte dell’ANPI.
Di ben altro tono il documentario
“Inside Buffalo” realizzato nel 2010 da
Fred Kudjo Kuwornu, assistente alla 2
regia nel film di Lee, che analizza la
figura dei soldati di colore americani
che, oltre al nazismo, combattevano
la discriminazione di cui erano
vittime. Basato su interviste ai militari
ancora vivi e ai partigiani italiani, il
film è teso a ridare valore e dignità a
chi ha combattuto per rendere l’Italia
un posto in cui vivere. Il film ha vinto
il Festival di Berlino come miglior
documentario.

dichiarata dall’esercito tedesco “zona al monumento, alto verso il cielo terso al


bianca”, ovvero deputata ad accogliere gli cospetto del Tirreno di un blu commovente.
sfollati dei bombardamenti, motivo per cui A essere scolpita nel marmo delle Apuane
la popolazione del paese era cresciuta fino a stavolta non è la gloria di un papa, ma le urla
circa mille unità. Fiducia mal riposta, perché di strazio di civili inermi stroncati dalla furia
entro mezzogiorno il paese non esisteva cieca. È difficile immaginare tanta violenza in
le tante della Seconda Guerra Mondiale. più, come circa 560 delle persone che lì si un posto del genere, soprattutto per noi che la
Il fatto avvenne all’alba del 12 agosto del trovavano, eliminate nei modi più truculenti. guerra non l’abbiamo mai vista, ma Sant’Anna
1944, quando quattro reparti della 16. SS- Inizialmente si parlò di rappresaglia in ci ricorda che da qualche parte nel mondo
Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS” risposta a un’azione partigiana, ma lunghe tutto ciò accade ancora. Al rientro a casa in
(solo il nome fa paura) circondarono il e difficili indagini appurarono che si trattò tarda serata apprendiamo che l’indomani
paese con l’intento deliberato di raderlo al di un atto terroristico deliberato volto a tutta l’Italia sarà zona rossa: inizia il primo
suolo. Gli uomini si diedero alla macchia soggiogare la popolazione. lockdown da Covid-19. Di lì a poche settimane
per evitare di essere deportati come da Il segugio fiuta la strada carrabile che qualcuno inizierà a vaneggiare di dittatura
prassi, mentre donne, vecchi e bambini aggira le colline e porta al sacrario che sanitaria e di un’Italia vittima della Germania
rimasero nelle case. Tanta fiducia era raccoglie i resti delle vittime. Rimaniamo e delle politiche europee. Beh, senza dubbio
dovuta al fatto che Sant’Anna era stata in silenzio per un tempo indefinito davanti nel ’44 andava decisamente peggio.

68 PANORAMI E SAPORI
TUTORIAL

SULLA STRADA GIUSTA


Anche lontano da deserti e mulattiere il Garmin Montana 750i
è un buon compagno di viaggio.
Ecco come utilizzarlo in modalità navigatore.

I
l Garmin Montana è un dispositivo GPS nato per le attività outdoor e predisposto per essere
DI ANTONIO FEMIA alimentato continuamente tramite l’apposita staffa. Questa caratteristica, insieme alle
dimensioni relativamente contenute, lo rendono ideale per essere montato su una moto per
esplorazioni fuori dall’asfalto. Si tratta di un GPS nella sua accezione più pura, ovvero vi si
può caricare una traccia GPX indipendente dalla cartografia e completa di waypoint da seguire
“a vista”. Anche se non è la sua destinazione d’uso specifica, però, il Garmin Montana 750i
può essere utilizzato come un classico navigatore satellitare: può quindi calcolare i percorsi
in base alle strade presenti sulla cartografia secondo i parametri definiti dall’utente, fornendo
indicazioni di svolta, distanze e tempi di percorrenza. Analizziamo in dettaglio i diversi modi per
modificare o costruire il percorso “sul campo” in base alle varie situazioni.

70 ESPERIENZE DI VITA
CREARE E MODIFICARE UN PERCORSO

CARTOGRAFIA
SUL MONTANA 750i

PUNTI E PERCORSO CARICATI


1 PRECEDENTEMENTE
In questo caso abbiamo già scelto i punti
principali del percorso in BaseCamp (l’applicazione
desktop gratuita di Garmin per la gestione di tracce e
dispostivi) che abbiamo caricato insieme alla rotta sul
Montana. Quest’ultima è divisa in segmenti rettilinei tra
un waypoint e l’altro: è l’utente a dare la forma definitiva
scegliendo se dare priorità al percorso più breve, a
quello più veloce o a quello con minore salita (utile per
il cicloturismo). Il percorso è ulteriormente affinabile
scegliendo di evitare alcuni tipi di strade, come le
sterrate o quelle a pedaggio. Impostando il percorso
su minor tempo ed evitando i pedaggi, ad esempio,
verremo indirizzati su una tangenziale o una strada a
quattro corsie; dando preferenza alla minore distanza,
il navigatore ci indirizzerà sulla strada più breve
attraverso i centri abitati.

AGGIUNGERE PUNTI AL PERCORSO


2 Toccando l’icona del percorso attivo si
può cambiare destinazione o l’attività del percorso
(guida di una moto preferisce le strade secondarie,
guida di un’auto le strade principali) oppure impostare
un punto intermedio. Scegliendo quest’ultimo si apre
la schermata Dove si va? da cui selezionare il punto
che ci serve. Si può scegliere dai punti d’interesse
divisi per categorie (città, ristoranti, negozi ecc.),
digitare un indirizzo, scegliere tra i waypoint caricati
precedentemente o sceglierlo dalla mappa. Trovati
così i punti, si può scegliere se inserirli direttamente
nel percorso oppure, preferibilmente, salvarli prima
nell’elenco dei waypoint per averli rapidamente a
disposizione in un secondo momento.

CREARE UN PERCORSO DA ZERO


3 Dalla schermata Home si accede alla
funzione Pianifica Percorso che, oltre
all’elenco di quelli esistenti, consente di crearne di nuovi.
Toccando Crea percorso si accede ancora a “Dove si
va?”, da cui scegliere i waypoint nelle modalità prima
descritte. Si può assegnare un nome al percorso e
modificare la successione dei singoli punti nell’elenco;
quando soddisfatti tocchiamo su Mappa per avere
un’anteprima del percorso, toccando su Vai in questa
schermata si attiva la navigazione. Dal menu in basso a
destra possiamo andare sulle impostazioni della mappa
e scegliere il campo dati a tendina (per la navigazione
suggeriamo “Campi dati piccoli” che visualizza quota,
velocità e contachilometri) e impostare l’orientamento in
Modalità Autoveicolo per la vista in prospettiva.

ESPERIENZE DI VITA 71
TUTORIAL

COSTRUIRE UN PERCORSO
CON GARMIN EXPLORE
GARMIN MONTANA 750i

L’icona in alto a sinistra apre la gestione della mappa Per costruire un percorso si parte dai waypoint che
1 e degli elementi visualizzati. Toccando su Mappa si
ha la possibilità di scaricare la cartografia necessaria
2 possono essere selezionati in due modi. Il primo è
mediante il tasto Ricerca (la lente d’ingrandimento in alto
al funzionamento dell’app: da Download mappe basta inquadrare a destra) che apre un campo di testo con completamento automatico.
la porzione di territorio interessata e l’app riconosce i Paesi di cui Per accedere al database dei toponimi il telefono deve essere collegato
scaricare la cartografia. Importante è la seconda icona in basso a alla rete. Selezionata la voce, il punto viene inquadrato insieme a
sinistra che apre la gestione della Libreria di elementi (waypoint, dettagli come distanza, coordinate e CAP. Si può scegliere se navigare
tracce ecc.) che possono essere raggruppati in Raccolte: una direttamente verso il punto o registrarlo come waypoint. Scegliendo
funzione utile a tenere le cose in ordine. questa opzione possiamo rinominarlo a piacimento.

Selezioniamo il punto successivo Una volta scelti i punti creiamo il percorso toccando l’icona “+” in alto a sinistra.
3 toccandolo direttamente sulla 4 Tocchiamo i waypoint nell’ordine di percorrenza, visibile dai segmenti rettilinei
mappa e aggiungendolo come che man mano vengono visualizzati. I punti possono essere eliminati o spostati;
waypoint. Continuiamo ad aggiungere i punti si possono aggiungere punti ulteriori per modellare il percorso semplicemente toccando sulla
che ci servono secondo queste due modalità. mappa. Una volta terminato tocchiamo su Naviga. Parte il processo di sincronizzazione che
Al momento della creazione, è opportuno trasferisce le informazioni al Montana, che definisce il percorso in base alle impostazioni
assegnare ogni waypoint alla sua raccolta di di calcolo. Alla fine del processo avremo lo stesso percorso visualizzato su entrambi i
destinazione. dispositivi, con il Montana pronto alla navigazione.

72 ESPERIENZE DI VITA
Scopri le novità su:

[Link]
[Link]

Importato da
OLTRECONFINE

IL CONFINE LIBERATO

Il centro della Germania offre paesaggi bucolici punteggiati


di memorie del passato recente. Assaporiamo il gusto della guida
sulle tortuose strade a ridosso della cortina di ferro.

DI KLAUS NENNEWITZ

74 OLTRECONFINE
OLTRECONFINE
75
GERMANIA GERMANIA
OLTRECONFINE

L
e regioni meridionali della Germania 1
quali Baviera e Baden-Württemberg
godono di bellissimi paesaggi, molto
invitanti per i motociclisti italiani che
sperano di trovare sollievo dall’afa del Bel
Paese. L’afa non c’è, ma si incontrano altri
problemi: strade superaffollate, code sui
passi di montagna e stress da vacanzieri .
Esistono però alcune regioni tedesche poco
conosciute all’estero con ottime strade, che
offrono quelle sensazioni di guida in moto
ormai difficili da trovare nel sud del Paese.
Magari non hanno i paesaggi spettacolari
delle Alpi, ma sono davvero l’ideale per
godersi una vera vacanza in moto puntando
sul piacere di guida.

Basta una mezza giornata in autostrada


da Monaco in direzione nord per trovarsi
a Bischofsheim nel nord della Baviera.
Lì, sulle montagne della Rhön inserite
nel patrimonio UNESCO, comincia una
delle strade più belle della Germania, la
Hochrhönstraße: 25 km di panorama
sull’altopiano a quasi 900 m di quota:
niente case o paesi, solamente prati
fioriti e una gran bella vista sulle pianure
circostanti.
Saltiamo dalla Baviera all’Assia per poi 3
entrare in Turingia, una delle cinque
regioni facenti parte dell’ex-Germania
Est. Sono ormai passati più di tre decenni
dalla caduta dal Muro di Berlino, la cui Si possono ancora vedere le differenze lungo la Una volta era DDR
costruzione avveniva esattamente 60 anni vecchia “striscia della morte”? Procediamo verso Melpers, il primo villaggio
fa, nell’agosto del 1961. Prima di entrare Le strade saranno ancora coperte di buche? dell’Est, nel paesaggio agricolo fra mandrie di
nell’area inclusa nel Patto di Varsavia Si respirerà ancora l’atmosfera dell’inverno mucche che pascolano nell’aria estiva. Il sole
viene spontaneo chiedersi come saranno del 1989, con le macchinine Trabant sulle splende come in Baviera e il villaggio appare
cambiati i paesaggi di qua e di là del confine. strade e l’odore di carbone nell’aria? pulito e ordinato: bisogna guardare molto da

76 OLTRECONFINE
GERMANIA
4

I RETTILINEI INFINITI TRA I CAMPI DEL


PARCO NAZIONALE HAINICH RICORDANO
LE PIANURE AMERICANE

vicino per scoprire le tracce, sparse qua e là, della L2608, un percorso estremamente
della vecchia DDR. La strada è un susseguirsi tortuoso in mezzo alla foresta. Qui il traffico
di viste bellissime sulle montagne e sulle valli in è praticamente assente, ma nel sud della
lontananza in direzione ovest. All’epoca doveva repubblica tedesca una strada così sarebbe
essere dolorosa anche la vista verso la libertà: invasa dagli smanettoni. L’attraversamento del
1 CAMPI DI GRANO SUL FIUME nel castello sulla collina di Creuzburg, per parco inglese di Bad Liebenstein è un cambio
esempio, vennero installate finestre di piombo totale di scenario prima di proseguire sulla
WERRA 2 CASE A GRATICCIO IN per ostruire la vista del mondo libero. Glasbachkopf – la strada su cui si svolgono
ASSIA DEL NORD 3 LA STRADA VERSO Su strade strette e di buona qualità gare in salita – fino alle cime della foresta
WEISSENBORN SULL’ALTOPIANO DEL raggiungiamo Schmalkalden, dove nel 1531 della Turingia da cui passa il famoso sentiero
RINGGAU 4 PAPAVERI NELLA PIANURA venne fondata l’omonima Lega sotto la quale di lunga percorrenza Rennsteig. Sulle cime
DELL’EICHSFELD 5 IL CENTRO GEOGRAFICO si unirono gli stati imperiali protestanti. Da lì ci dell’Inselsberg, a quota 916, sono ancora visibili
DELLA GERMANIA A NIEDERDORLA dirigiamo per Trusetal lungo i dodici chilometri le attrezzature per le intercettazioni telefoniche

OLTRECONFINE 77
OLTRECONFINE
in uso durante la guerra fredda. Più bella la vista
sulle piste da sci coperte di fiori fino al bacino
della Turingia a nord. Nella città di Eisenach è da
non perdere una visita al castello di Wartburg,
mentre gli appassionati di musica classica non
possono mancare un passaggio alla casa di
Bach nel centro storico.
Fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO
anche il parco nazionale di Hainich con un
sentiero attrezzato in cima agli alberi a 24 metri
di altezza per ammirare la fauna della più grande
foresta di faggi della Germania. Per l’ultima
foto della prima tappa ci fermiamo al centro
geografico della Germania a Niederdorla, dove
una strada romantica ci conduce direttamente

1
2

lungo il fiume Werra a un agriturismo a


Wilhelmsglücksbrunnen, vicino a Creuzburg.

Memorie dalla frontiera


Iniziamo la seconda tappa passando dalla
“Croce degli alberi” vicino a Ifta, una scultura
che incorpora la vecchia recinzione di confine
al posto di passaggio in Assia. A Ovest c’era
la libertà, ma finiva al recinto, si stava un po’
stretti anche lì e la vita spesso era desolante:
gli anziani erano convinti che un giorno l’altro
sarebbero stati presi dai russi senza che
nessuno se ne accorgesse. Il governo tentava
di mantenere viva la regione sul confine
orientale – limite del mondo libero e della
democrazia – con sovvenzioni e agevolazioni

78 OLTRECONFINE
GERMANIA
4 col suo motore Boxer, contagiando così il
sottoscritto col virus delle due ruote. I sentieri
di pattugliamento della Guardia Federale lungo
il confine della DDR erano delle mulattiere
perfette per le 125 da cross anni 80.
Le testimonianze della Cortina di Ferro sono
conservate in modo eccellente nel museo
della frontiera Schifflersgrund a Bad Sooden-
Allendorf. Vi si possono ammirare veicoli ed
elicotteri di entrambi gli schieramenti, insieme
a interessanti plastici e fotografie originali della
guerra fredda, che ha segnato particolarmente
l’Assia e la Turingia. Durante la visita ascoltiamo
frammenti di conversazioni dei visitatori anziani
che lavoravano qui sul confine o che erano
stati direttamente coinvolti nelle dinamiche
dell’epoca: «Me lo ricordo ancora, ma allora
era diverso». Pelle d’oca, sgomento e rispetto
silenzioso, umiltà e gratitudine per essere nato
solo cinque chilometri più a ovest; storie che

1 CARTELLI STORICI DEL VECCHIO


CONFINE NEL MUSEO SCHIFFLERSGRUND
LA STRISCIA DELLA MORTE
2 IL CARTELLO RICORDA L’APERTURA DEL
Alla fine della Seconda Guerra
CONFINE IN QUEL PUNTO ESATTO Mondiale, le forze alleate
3 IL SENTIERO DI PATTUGLIAMENTO A
vincitrici del conflitto diedero
SCHIFFLERSGRUND 4 IL RECINTO DOTATO il via alla suddivisione della
DI SISTEMI DA SPARO AUTOMATICI Germania in zone di controllo.
La parte occidentale del
fiscali per le imprese. La città di Eschwege Paese venne spartita tra il
aveva tratto beneficio dalla frontiera: vendita al Regno Unito che presidiava
dettaglio, auto usate, un commercio prospero. le regioni del nord, mentre la
Negli anni 60 e 70 il capoluogo era anche Francia controllava l’ovest, gli
una delle roccaforti tedesche delle gare di USA il sud e la parte centrale;
regolarità: BMW si presentò per la prima volta tutto il settore orientale
al campionato europeo del 1979 a Eschwege andò sotto il controllo
dell’Unione Sovietica. Anche
la capitale Berlino, nel cuore
della zona di occupazione
sovietica, venne suddivisa
dagli alleati in quattro
settori. In seguito al blocco
degli accessi a Berlino del
1949 proclamato dalle forze
armate sovietiche, nacquero
la Repubblica Federale
Tedesca (BRD) e la Repubblica
Democratica Tedesca (DDR).
Successivamente iniziò la costruzione delle recinzioni che separavano i due stati,
culminata con l’edificazione del Muro di Berlino nel 1961. La linea di confine venne
perfezionata fino a diventare una barriera impenetrabile per i cittadini della DDR
che vivevano nel controllo totale da parte della Stasi (l’organizzazione di sicurezza
e spionaggio) e prigionieri dentro i propri confini, impossibilitati a viaggiare fuori dai
Paesi del Patto di Varsavia. Un recinto alto quattro metri si estendeva dal Baltico
alla Cecoslovacchia per 1.400 km, a ridosso del quale vi era la famigerata striscia
della morte, completamente disboscata e larga fino a 100 metri, continuamente
sorvegliata dalle guardie della DDR. Va da sé che la striscia della morte più difficile da
oltrepassare era quella del Muro di Berlino: 155 km di mine antiuomo, trappole e torri
di controllo da cui si sparava a vista su chiunque provasse a oltrepassarla.

OLTRECONFINE 79
OLTRECONFINE

Einbeck

Pullman City
Western

GERMANIA

Sickenberg

Eisenach

1 SULL’ALTOPIANO DELLA
HOCHRHÖNSTRASSE
2 IL TRENO A VAPORE
HARZQUERBAHN VICINO
ALLA CIMA BROCKEN NELLE
MONTAGNE DELL’HARZ
Bischhofsheim 3 L’EX-PORTO FLUVIALE
SCHLAGD DIE WANFRIED,
OGGI PUNTO DI RISTORO
SUL FIUME
[Link]/roadbook24-germania

A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo all’articolo.


È consultabile online e scaricabile per il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

80 OLTRECONFINE
GERMANIA
MINE, TRAPPOLE E TORRI DI CONTROLLO
DA CUI SI SPARAVA A VISTA SU
CHIUNQUE PROVASSE A OLTREPASSARE
LA STRISCIA DELLA MORTE

OLTRECONFINE 81
OLTRECONFINE
1

mi toccano particolarmente perché anche neanche lontanamente corrisponde al solito


mio padre è nato in Turingia. Commossi dagli cliché del grigiore della DDR. I villaggi ben tenuti
incontri umani che sempre si fanno in questi furono ripuliti dopo la riunificazione e presto
memoriali, percorriamo alcuni chilometri sorsero nuove villette e fattorie; le Volkseigenes
lungo l’originale sentiero di pattugliamento Gut (ossia le aziende agricole popolari) furono
delle truppe di frontiera della DDR, prestando privatizzate, ma vennero conservati gli enormi
molta attenzione alle lastre di cemento, molte campi statali. Il paesaggio si presenta quindi più
delle quali sono fuori posto formando bordi e monotono e meno vario tra le solitarie strade
sporgenze pericolose. di campagna in direzione delle montagne
Proseguendo in direzione nord passiamo dell’Harz. Stradine tortuose ci portano lungo
per Heiligenstadt e Duderstadt attraverso la il bordo meridionale delle montagne fino alla
provincia Eichsfeld, di influenza cattolica, che pausa caffè nella cittadina ricca di case a

82 OLTRECONFINE
GERMANIA
3

1 IMPIANTI E
ATTREZZATURE DELLA
MINIERA RAMMELSBERG
A GOSLAR 2 TRA PRATI E
BOSCHI DELL’HARZ
3 UNA SOSTA SUL LAGO
DERTEICH NELL’HARZ

graticcio di Stolberg. Pochi chilometri dopo, DA NON PERDERE


la prossima fermata è un paese da far west:
Pullman City vicino a Hasselfelde. Qui si MUSEO DELLA FRONTIERA
passeggia sul viale polveroso insieme ai “SCHIFFLERSGRUND”
cowboy, si beve un drink al saloon e, con un po’ Accanto a un tratto originale
di fortuna, si può anche assistere a un rodeo. della striscia della morte
Superata la diga del lago Rappbode si torna nel vicino a Bad Sooden
cuore del parco nazionale dell’Harz, stavolta Allendorf si trova il museo
nella regione Sassonia-Anhalt. A Drei Annen che raccoglie fotografie
Hohne conviene fermarsi alla stazione della e documenti storici che
Harzquerbahn per non perdere lo spettacolo spiegano il conflitto della
guerra fredda e l’impatto
sulla vita quotidiana della
gente di campagna. Il museo
vanta una grande collezione
di mezzi tecnici quali camion,
elicotteri e carri armati della
NATO e del Patto di Varsavia.
[Link]

MUSEO PS SPEICHER EINBECK


Una delle più grandi
collezioni private di moto
e macchine al mondo.
Nel vecchio magazzino
di frumento, costruito nel
1898, sono esposti circa 300
veicoli storici in relazione al
contesto storico, culturale
e politico delle relative
epoche, su sei piani per una
superficie di 4.000 mq. Di
recente sono stati aperti al
pubblico anche i magazzini
con complessivamente circa
3.000 veicoli.
[Link]

OLTRECONFINE 83
OLTRECONFINE
DOVE MANGIARE E DORMIRE 1 TORFHAUS È UN
PUNTO DI INCONTRO DEI
MOTOCICLISTI CON VISTA
SCHWARZER ADLER GLÜCK AUF RESTAURANT SULLA CIMA BROCKEN
La birreria bavarese con giardino Piatti tipici regionali di carne e 2 NELL’HARZ LA MORIA
offre piatti tipici della Germania selvaggina dalla propria macelleria. DELLE CONIFERE HA
settentrionale e ottime birre. An der Marktkirche, 7 - 38678 ASSUNTO DIMENSIONI
Aumühlweg - 97650 Fladungen Clausthal-Zellerfeld DRAMMATICHE 3 LE CURVE
Tel. +49 9778 661 Tel. +49 5323 1616
AMPIE DELLA RHÖN 4 UN
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GRUPPO DI SMANETTONI
ESKINIVVACH BURGER WILHELMSGLÜCKSBRUNNEN CREUZBURG
SUPERMOTARD NELL’HARZ
Hamburger di alta qualità con Biohotel all’interno di una vecchia
ingredienti locali in un piccolo locale fattoria restaurata con molto gusto
molto accogliente. nella campagna punteggiata dei nidi di 1
Frauenberg, 1 - 99817 Eisenach cicogne sui tetti delle case. Piatti locali
+49 3691 8848515 con ingredienti biologici.
[Link] Wilhelmsglücksbrunn, 1 - 2
99831 Amt Creuzburg
RESTAURANT BEI HELENA Tel. +49 36926 7100325
Cucina mediterranea e greca nel centro [Link]
della città con piatti freschi del giorno.
Hindenburgstraße, 3 - HEARTS HOTEL BRAUNLAGE
37441 Bad Sachsa Il migliore hotel neo-classico della
+49 5523 952333 regione. Recentemente restaurato e
[Link] arredato con mobili ripristinati o di
propria creazione. Molto accogliente
PULLMAN CITY BIKER RANCH e con stile e personale molto gentile.
Biker bar vicino alla cittadina da far Ottima colazione di buona qualità.
west Pullman City. Fast food e piatti Am Jermerstein, 15 - 38700 Braunlage
rapidi. Tel. +49 5520 9989997
Am Rosentale, 1 - 38899 Hasselfelde [Link]
+49 174 4882259
[Link] HOTEL FREIGEIST A EINBECK
L’hotel si trova a fianco del museo
BAVARIA ALM PS Speicher e segue lo stesso stile
Anche se si tratta di un posto turistico di arredamento e allestimento: moto
molto frequentato, la qualità dei piatti appese ai muri, mobili creati con
tipici bavaresi è straordinaria. oggetti tecnici di grandissimo valore
Torfhaus, 10 - 38667 Altenau storico, sale particolari tipo l’American
Tel. +49 5320 331034 Diner anni 50. della locomotiva a vapore che attraversa
[Link] Tiedexer Tor, 5 - 37574 Einbeck l’Harz su un percorso di 60 km fino alla cima
+49 5561 3199970 Brocken. Purtroppo per noi, sulla montagna più
[Link] alta dell’Harz a 1.142 metri ci si può arrivare
solamente a piedi, in bici o con la ferrovia. La
cima, interdetta ai tempi della DDR, è oggi
uno dei luoghi più inospitali della Germania in
inverno, con temperature estreme e vento a
oltre 200 km/h.
Raggiungiamo la fine della seconda tappa
passando per il villaggio di Elend (“miseria”),
il cui nome dà un’idea di quanto dev’essere
stata difficile la vita in questa grande e antica
regione mineraria dove si estraeva argento,
rame, piombo e zinco. Nel Medioevo la
zona era il centro della finanza europea, e
l’Oberharzer Wasserwirtschaft (“gestione delle
acque dell’Alto Harz”), con la sua chilometrica
rete idrica, era il più grande sistema di
interconnessione energetica del mondo ancor
prima della rivoluzione industriale. Terminiamo
la seconda giornata in relax nell’atmosfera
accogliente Hearts Hotel a Braunlage.

84 OLTRECONFINE
GERMANIA
3

L’ultimo sprint tra le foreste


La terza e ultima giornata inizia al bar dei
motociclisti di Torfhaus. Tutt’intorno, gli
scheletri bianchi degli abeti morti che coprono
intere creste di colline sono scioccanti. Dal
2017 in poi, le estati siccitose hanno favorito
il proliferare dei coleotteri della corteccia, 4
causando la moria delle conifere. I motociclisti
vengono ancora a Torfhaus, ma il turismo
escursionistico è notevolmente diminuito.
Sempre affascinante rimane l’Oderteich, una lussureggianti e laghi artificiali. I tornanti e le pernottamento nel vicino hotel Freigeist
volta il più grande serbatoio d’acqua della curve sembrano disegnati con un compasso a Einbeck è la degna conclusione di
Germania che con le sue arenarie potrebbe fare e i numerosi punti d’incontro dei motociclisti un’esperienza di scoperta di un mondo
bella figura in un parco nazionale americano. invitano a una chiacchierata durante la pausa motociclistico alternativo nel cuore
Il percorso prosegue rapidamente via Altenau caffè: l’Harz è il paradiso motociclistico per il dell’Europa. Per me è chiarissimo: la poco
fino alla diga del lago Oker, poi attraverso la turismo sportivo della Germania centrale, ma appariscente Assia del Nord è perfetta come
valle sulla tortuosa B498 fino a Goslar. Lì è bisogna prestare attenzione perché nel fine punto di partenza per giri in moto da sogno
bene prendersi il tempo per una passeggiata settimana è molto trafficato. senza lo stress del traffico. La Rhön, la
nel centro storico o per una visita alla miniera Dopo aver attraversato più volte la montagna Foresta di Turingia, la montagna del Meißner,
di Rammelsberg. Le ampie curve delle strade in direzione nord-sud, l’ultima parte del l’Harz e il Weserbergland offrono una
ben asfaltate ci conducono, attraverso le percorso inizia attraverso le pianure della stupenda varietà paesaggistica e culturale
foreste delle valli profonde, fino agli altipiani con Bassa Sassonia. La visita al più grande condita di memorie storiche lungo quello che
impenetrabili e dense foreste di conifere, prati museo europeo di moto PS Speicher e il fu il confine interno della Germania.

OLTRECONFINE 85
OLTRECONFINE

L’ULTIMA FRONTIERA

Varcare il circolo polare artico è l’ultima fatica che conduce


al termine della Panamericana. Sulle strade dei cercatori d’oro
tra le terre incontaminate dell’Alaska.

DI LISA MORRIS

FOTO JASON SPAFFORD

86 OLTRECONFINE
ALASKA
ALASKA

OLTRECONFINE 87
OLTRECONFINE

AMMALIATI DA TANTA BELLEZZA


VIAGGIAMO COME IN UNO STATO DI ESTASI

C
osteggiando il Denali National Park accettare il loro invito di unirci all’evento
verso nordest, la cosa che colpisce Dust to Dawson che si svolge a fine giugno
sono le montagne innevate e a Dawson City: un ultimo svago mondano
costellate di ghiacciai che si prima di puntare a Prudhoe Bay, ovvero il
ergono come vele. Un ottimo aperitivo per punto più settentrionale degli Stati Uniti
chi ha fame d’avventura, ma per noi è la e dell’intero continente raggiungibile su
conclusione di un lungo viaggio di oltre due strada.
anni attraverso il continente americano e ha
tutto il sapore dell’ultima frontiera. Mentre Un inizio non proprio facile
ci avvicinavamo a queste terre abbiamo Non sapevamo cosa aspettarci da queste
contattato i Fishook Fatties, un gruppo strade, se non che ci avrebbero obbligato
di motociclisti dell’Alaska meridionale il a rivedere i nostri ritmi e andature.
cui motto è “lavorare duro, divertirsi duro” Quando non è oscurato dalle nuvole il
— per lo meno nei mesi estivi quando ci parco nazionale offre viste eccezionali
sono più ore di luce. Abbiamo deciso di dominate dalla sagoma del monte Denali

88 OLTRECONFINE
1 NEBBIA TRA GLI ALBERI ANCHE IN

ALASKA
ESTATE 2 ACCAMPATI DAVANTI AL
GHIACCIAIO SALMON 3 UN VECCHIO
PONTE FERROVIARIO IN LEGNO NEI
PRESSI DI MCCARTHY, ALASKA
MERIDIONALE

che, con i suoi 6.194 metri, è il picco più


alto dell’America settentrionale. Ammaliati
da tanta bellezza viaggiamo come in uno
stato di estasi che ci fa attraversare senza
battere ciglio la tundra da Cantwell a
Paxson. Dopo un rifornimento a Fairbanks,
trotterelliamo verso nordovest sulla Elliot
Highway, il punto di partenza della vecchia
strada della corsa all’oro che attraversa le
Minto Flats, la cui vista vale ogni chilometro
della strada sciatta che le attraversa.
La fortuna si gira dall’altra parte e arrivano
nuvole pesanti che ci scaricano addosso
tutto il loro contenuto martellandoci
fino a Manley Hot Springs. La strada

OLTRECONFINE 89
OLTRECONFINE
diventa uno scivolo su cui arranchiamo DI CERTO QUESTE STRADE MALCONCE CI OBBLIGANO
tra coreografiche quanto indesiderate
derapate, con i muscoli tesi e le bocche A RIVEDERE I NOSTRI RITMI E ANDATURE
serrate. Del resto cosa potevo aspettarmi
da Pearl, la mia piccola F 650 GS caricata
come un mulo? Perdo il controllo e striscio
per un bel po’ tra le nuvole di acqua e 1
terriccio spruzzate tutt’intorno dalle ruote.
Riparto e individuo un tratto più asciutto:
sorrido come se fosse tornato il sole e mi ci
butto dentro a manetta, senza accorgermi
che presto il maledetto fango assassino
è di nuovo sulla mia strada. Giro e rigiro
su me stessa nel pantano a 100 km/h,
strisciando per un tempo indefinito con
mille pensieri in testa, aspettando poi che il
batticuore si plachi un po’.
Quando raggiungiamo quello che sembra
un villaggio fatto di Post-it sulle rive del
fiume Tanana, ci sembra di aver trovato
l’oro come i cercatori di un tempo.
Montiamo la nostra tenda nel campo
allestito fuori dal lodge Manley Roadhouse,
nella piccola folla di bicilindrici i cui
proprietari si precipitano ad accoglierci.
Spogliati dell’abbigliamento da moto, siamo
così bianchicci da sembrare pronti per la

2 3

90 OLTRECONFINE
ALASKA
4

1 UNA TERRA PERFETTA


PER CHI HA VOGLIA DI GUADI
2 CHI CERCA SENTIERI DA
ESPLORARE NON RIMANE
DELUSO 3 RUDIMENTALI
VASCHE TERMALI DI MANLEY
HOT SPRINGS 4 I PAESAGGI
SCONFINATI DELLA DENALI
HIGHWAY

OLTRECONFINE 91
OLTRECONFINE

LA COSA CHE COLPISCE SONO LE MONTAGNE INNEVATE


E COSTELLATE DI GHIACCIAI CHE SI ERGONO COME VELE

92 OLTRECONFINE
Prudhoe Bay

ALASKA
Wiseman

Manley Fairbanks
Hot Springs

ALASKA Dawson
City

Wasilla

[Link]/roadbook24-alaska

A questo indirizzo è disponibile il percorso relativoall’articolo.


È consultabile online e scaricabile per il proprio
navigatore satellitare o dispositivo GPS.

OLTRECONFINE 93
OLTRECONFINE
1

1 IL GRANDE OLEODOTTO
CONFERISCE UN FASCINO
PARTICOLARE ALLA DALTON
HIGHWAY 2 UN ALCE PASCOLA
TRANQUILLO TRA LE FRONDE
3 NON È RARO INCONTRARE DA
VICINO UN BUE MUSCHIATO

cottura: ci immergiamo immediatamente luogo con la caciara tipica dei raduni da dare in beneficenza, si assegnano premi
nell’acqua calda sorgiva per rilassare i motociclistici. L’indomani ancora asfalto per le categorie più disparate: a noi è andato
muscoli e difenderci dal nugolo di zanzare. per 100 km sulla Taylor Highway, prima di quello per il viaggio più lungo. Dust to
Un premio più che meritato dopo la imboccare l’ottimo sterrato della Top of the Dawson è di sicuro il più vivace dei non-rally
giornata appena trascorsa. World Highway che ci porta a Dawson City, a cui abbiamo mai partecipato: ne è prova
L’alba seguente vede la nostra rivincita: in territorio canadese. il fatto che all’indomani dell’ultimo giorno
il sole è tornato a splendere e, insieme ai mi sveglio con gli occhi appiccicati per la
nuovi amici dei Fishook Fatties, rifacciamo L’ultima baldoria baldoria della notte precedente. Salutiamo
a ritroso la strada del giorno prima fino Non avevamo mai sentito parlare prima col magone nel cuore i Fishook Fatties
a Fairbanks stavolta col fondo asciutto e dell’evento a cui stavamo per partecipare e lasciamo Tok per riprendere la Dalton
liscio come velluto. Proseguiamo poi per e siamo rimasti davvero sorpresi di Highway da Fairbanks per l’ultima parte del
300 km di ottimo asfalto sulla Richardson cos’abbiamo trovato. Non è un rally di certo: nostro viaggio.
Highway per arrivare al Thompson’s Eagle la gente ci arriva con calma, godendosi ciò Una Dalton completamente asciutta e senza
Claw Motorcycle Park a Tok. Si tratta di che di bello ha da offrire questa terra in intoppi per ben 400 km ci fa sospettare che
un bel campeggio dedicato ai motociclisti estate. la dea bendata abbia ricominciato a nutrire
di ogni tipo, oggi popolato dai centauri L’atmosfera è piacevole e satura di gioia simpatie per noi. Arriviamo senza battere
diretti come noi al Dust to Dawson, che e calore umano, e per tre giorni si gioca, ciglio a Wiseman, l’ultimo posto per fare
inevitabilmente animano la quiete del ci si sfida in amicizia, si raccolgono fondi benzina a metà strada per Prudhoe Bay.

94 OLTRECONFINE
ALASKA
LASCIAMO I NOSTRI AMICI
E DA FAIRBANKS RIPRENDIAMO
LA DALTON HIGHWAY
PER L’ULTIMA PARTE DEL
NOSTRO VIAGGIO
3

LE CENERI DI DAWSON
Gli organizzatori ci tengono molto: non chiamatelo rally.
Dust to Dawson è in realtà una sorta di pellegrinaggio,
un evento in cui si respira la gioia delle due ruote e
l’amicizia tra chi con esse esplora il mondo. La storia
inizia nel 1992, quando tre tizi senz’arte né parte si
incontrarono per la prima volta al bar dell’Hotel Midnight
Sun di Dawson. John Register, Jim Coleman e Mike Stein
partirono insieme per un viaggio di 800 km fino a Inuvik,
nei Territori del Nord-Ovest; al ritorno Coleman e Register
deviarono verso Eagle, Alaska, dove vennero colpiti dalla
bellezza del luogo al punto tale da suggellare un patto:
quando uno dei due sarebbe morto, l’altro avrebbe portato
lì le ceneri del defunto. Due anni dopo Coleman ebbe un
incidente mortale in sella alla sua R 1200 GS, così Register
pagò il tributo promesso l’anno seguente. Ripercorse la
stessa strada con gli stessi pit stop, si fermò negli stessi
bar e bevve una birra ghiacciata al Midnight Sun, tutto
questo con le ceneri di Coleman nella borsa da serbatoio.
La storia si diffuse presto, attirando molte persone
desiderose di rendere omaggio alla memoria di Coleman e
celebrare questa dimostrazione di amicizia.
La ventiquattresima edizione dell’evento ha visto
motociclisti provenienti da venti stati americani e sei Paesi
del mondo, per un totale di 400 partecipanti che in tre
giorni hanno festeggiato e raccolto fondi per beneficienza.

OLTRECONFINE 95
OLTRECONFINE

DA SAPERE 1 INCONTRI SULLA STRADA: Il paesaggio assume qui una bellezza


LYNDON POSKITT, IL NOTO cruda e quasi tetra. A catturare la nostra
attenzione, oltre all’oleodotto che sembra
RALLISTA-VIAGGIATORE
PRIMA DI PARTIRE 2 UNA FAMIGLIA DI CARIBÙ
seguirci incessantemente da Fairbanks,
c’è l’Atigun Pass dove la Dalton incrocia il
ATTRAVERSA LA STRADA Continental Divide.
3 A WISEMAN L’ULTIMA
Necessario passaporto valido oltre la Jason si lascia sfuggire di sentirsi un po’
scadenza del soggiorno. Per soggiorni turistici STAZIONE DI RIFORNIMENTO deluso da questi cieli blu e dalle condizioni
di durata inferiore ai 90 giorni è necessario 4 L’ACCOGLIENZA DELLE di guida ideali perché si aspettava qualcosa
l’ESTA ([Link] ottenibile TERRE REMOTE di più estremo. Ma questo clima perfetto ci
elettronicamente al costo di circa 15 euro. La
patente di guida italiana è riconosciuta ma è
sempre consigliabile avere con sé la patente
internazionale. Al momento dell’ingresso nel 1
Paese è obbligatorio munirsi di assicurazione
RC temporanea; sono riconosciute quelle
stipulate in Canada. Come in tutto il territorio
statunitense è obbligatorio stipulare
un’assicurazione medica valida per il periodo
del viaggio. Nel caso di invio della propria
moto si consiglia la spedizione per via aerea,
dai tempi più certi e senza costi occulti.
Consigliamo di affidarsi a una compagnia
specializzata nella spedizione di motociclette in
grado di seguire le complesse pratiche doganali
([Link]).
L’alternativa è la formula Fly&Ride, ovvero
raggiungere il Paese in aereo e noleggiare una
moto in loco. L’aeroporto internazionale è ad
Anchorage e lì hanno sede piccole agenzie
locali come colossi internazionali. Tutte offrono
dal solo noleggio al tour organizzato con
guida e supporto. I prezzi possono risultare
ragionevoli rispetto alla spedizione di una moto,
soprattutto per le cilindrate più piccole; molte
compagnie applicano però un sovrapprezzo
qualora ci si voglia spingere fino a Prudhoe Bay
o nei Territori del Nord-Ovest per via degli alti
rischi legati alla strada e alle condizioni meteo.

MOTOQUEST
È un tour operator attivo in tutto il mondo 2
con una sede ad Anchorage. Possibilità di
noleggiare moto di varie dimensioni dalla
Suzuki V-Strom 650 alla BMW R1250 GS, da
soli o in tour organizzato.
[Link]

ALASKA MOTORCYCLE ADVENTURES


Fondata nel 1994, è un’azienda a gestione
familiare specializzata nei viaggi in moto in
Alaska e Yukon. Le moto disponibili per il
noleggio sono BMW della serie GS, Africa Twin
e KLR650.
[Link]

ALASKA MOTORCYCLE TRIPS


Il piccolo tour operator di Anchorage offre
pacchetti di tour guidati, viaggi su misura e
servizio di noleggio. Il parco moto è interamente
KTM, dalla 790 Adventure alla 1090 Adventure R.
[Link]

96 OLTRECONFINE
ALASKA
UNA LUNGA STRADA SU CUI SONO
SBOCCIATE NUOVE AMICIZIE E SU CUI
ABBIAMO VISSUTO COSÌ TANTE ESPERIENZE

permette di godere degli incontri faunistici in


tranquillità: un gruppo di pecore bighorn che
pascolano sulle rocce, un branco di caribù
che attraversa la strada mentre le aquile ci
sorvolano, una famigliola di buoi muschiati. noto rallista-viaggiatore inglese incrociato Avrò sempre in mente questi giorni di
Dicono che in Alaska ci siano due stagioni: casualmente, che mi istiga a tirar fuori cieli sconfinati, l’aria dalla luce dorata e
l’inverno e i lavori in corso. Ed è vero. un’arroganza nei confronti della strada l’adrenalina alle stelle. Nonostante siamo
Vicino a Prudhoe Bay inizia una giostra di che non pensavo di avere e che mi porta a arrivati fin qui, la sensazione è quella di non
cantieri stradali che pare il pegno da pagare concludere il percorso. aver ancora raggiunto un traguardo. Poco
per viaggiare sotto un sole così caldo. In Eccola Prudhoe Bay, alla fine di una lunga importa perché, seppur importante, è solo
questa ennesima gara di equilibrio arriva strada su cui sono sbocciate amicizie e su un’altra tappa di un cammino su due ruote
inaspettatamente in aiuto Lyndon Poskitt, il cui abbiamo vissuto così tante esperienze. verso la scoperta del mondo.

OLTRECONFINE 97
ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI

VIAGGIARE
SENZA FILTRO
La vera bellezza di un viaggio è fatta di emozioni e sensazioni, quelle che ti entrano dentro e che
ricorderai molto più a lungo delle strade o dei singoli luoghi perché restano vive anche dopo anni.
In “Alla ricerca del tempo perduto”, Marcel Proust racconta di come la memoria ci dia la possibilità
di rivivere momenti passati, associati a determinate sensazioni. Nel suo caso, il sapore della
madeleine riassaporata dopo anni, scatena il ricordo delle giornate d’infanzia passate a casa della
zia facendo riaffiorare piacevoli sensazioni di spensieratezza e affetto.
Allo stesso modo, gli odori e i sapori che percepiamo viaggiando in moto si legano alle emozioni
che stiamo vivendo: il gusto della polvere delle strade bianche toscane che entra in bocca, il
NEXX [Link] CONTINENTAL
profumo di resina in una pineta sulle Alpi, l’aria salmastra della Costiera Amalfitana o il profumo
della lavanda in Provenza; ma potrebbe anche essere qualcosa di più banale come l’odore di Il modulare adventure di NEXX è stato
asfalto bagnato dopo un temporale estivo che vi ha costretto sotto una pensilina di una fermata realizzato prestando molta attenzione ai flussi
dell’autobus chissà dove. d’aria e alle soluzioni tecniche che aumentano
Tutto questo perché in moto si attraversa il mondo a stretto contatto con esso. E queste il comfort del pilota. È dotato di una
sensazioni possono essere ulteriormente amplificate con l’utilizzo di un casco modulare membrana invernale appositamente
che, senza rinunciare alla protezione necessaria a viaggiare in sicurezza, consente sviluppata che offre un migliore controllo del
di essere aperto e di inebriarsi di odori e sapori ancora più intensamente, flusso d’aria fresca e può essere disattivata
in modo diretto e senza il filtro di una visiera e della mentoniera di un ripiegandola sulla parte posteriore della fodera
casco integrale. Per non parlare delle più banali questioni legate interna. Completa la dotazione l’immancabile
al caldo in estate o alla necessità di parlare e farsi vedere visierina parasole.
in volto. Abbiamo quindi selezionato alcuni modelli di Disponibile nelle taglie da 2XS a 3XL.
caschi modulari in linea con lo stile di RoadBook. Prezzo: da 407 euro

GIVI X.33 CANYON DIVISION TOURATECH AVENTURO TRAVELLER CARBON


Questo modulare top di gamma GIVI unisce grafiche accattivanti a una Progettato per un motociclismo d’avventura, l’Aventuro Traveller è
dotazione tecnica completa, per i piloti di maxienduro. Il frontino anteriore un casco modulare che unisce protezione e resistenza, a un ottimo
è removibile per adattarsi alle diverse tipologie di viaggiatore e ai gusti sistema di ventilazione. L’imbottitura e la forma aerodinamica
personali. Disponibile nelle taglie da XS a 2XL, pesa circa 1.690 grammi e garantiscono silenziosità anche a velocità elevate. Dotato di visierina
offre un’imbottitura interna estraibile e anallergica, la visiera antigraffio, parasole, del Pinlock e di un sistema per montare l’action cam sopra
la chiusura micrometrica, la visierina parasole e il sistema Pinlock. al casco. Disponibile nelle taglie da S a 3XL.
Prezzo: da 199 euro Prezzo: 707,41 euro

98 ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI


BORSE PER PARATELAIO
SCORPION ADX-1
Un casco adventure touring versatile
che può essere impiegato come casco
integrale con il frontino oppure come casco
da turismo rimuovendolo. L’ampia visiera
aiuta la visibilità laterale e frontale. NOLAN N70-2 X
Alla visierina parasole e agli interni è
affidato il compito di renderlo confortevole L’unico casco del lotto, da strada e fuoristrada, non propriamente modulare. Ha infatti un
in tutte le situazioni. La visiera sistema di apertura che prevede la possibilità di sganciare la mentoniera. Possiede la doppia
removibile è dotata di sistema Pinlock omologazione P/J, una visiera molto ampia e un oblò compatibile con l’uso della maschera
antiappannamento. (anche a visiera montata e aperta). La visierina parasole, infine, è dotata di sistema di richiamo
Disponibile nelle taglie da XS a 2XL. a molla. Disponibile nelle taglie da 3XS a 3XL.
Prezzo: da 199 euro Prezzo: da 199 euro

HJC C80 BULT SCHUBERT E1 CABERG TOURMAX


Progettato per essere utilizzato sia su strada Un casco che unisce la cura delle finiture, la Il modulare dell’azienda bergamasca propone
che fuoristrada, questo modello permette silenziosità e la comodità di un modello da un interessante sistema che avvicina
l’utilizzo in diverse configurazioni grazie turismo di alta gamma all’estetica adventure. automaticamente il frontino alla visiera
al frontino removibile. Il C80 è composto La forma sviluppata in galleria del vento quando viene aperta la mentoniera in modo
da una calotta in policarbonato composito migliora la stabilità e le prese d’aria, da ridurre al massimo la resistenza all’aria.
avanzato che ospita il sistema di aerazione, insieme ai canali interni, garantendo È dotato inoltre di doppia omologazione P/J,
degli interni sfoderabili e la visierina parasole. l’areazione necessaria. Il frontino anteriore della visierina parasole, del sistema Pinlock
È inoltre dotato del sistema Pinlock. è regolabile su diverse posizioni. e di un’imbottitura confortevole ed estraibile.
Disponibile nelle taglie da XS a 2XL. Disponibile nelle taglie da XS a 2XL. Disponibile nelle taglie da XS a XL.
Prezzo: 279,90 euro Prezzo da 559 euro Prezzo: da 269 euro

ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI 99


SOGNATORI E VIAGGIATORI

DOVE IL MONDO FINISCE

Decoratore e scrittore per diletto, Lorenzo Franchini


ha raggiunto Ushuaia sulla famigerata Ruta 40
in sella alla sua Vespa, e ci ha scritto anche un libro.
Abbiamo fatto quattro chiacchiere su questa “folle impresa”.

DI SONJA VIETTO RAMUS

100 SOGNATORI E VIAGGIATORI


SOGNATORI E VIAGGIATORI
101
LORENZO
LORENZO FRANCHINI
FRANCHINI
SOGNATORI E VIAGGIATORI

L
orenzo Franchini è il titolare di
un laboratorio di decorazione
pubblicitaria, dove realizza insegne
e decorazioni per veicoli, ma è
anche un grande appassionato di Vespa,
viaggi e scrittura. Qualche anno fa con
un gruppo di amici, tutti rigorosamente
in sella al mitico scooter Piaggio, ha
affrontato un’avventura che lo ha portato
ad attraversare l’Argentina. Il viaggio lo

ha coinvolto dalla Pampa alla Patagonia,


fino a raggiungere Ushuaia nella Terra del
Fuoco lungo la Ruta 40, la più iconica delle
strade che solca il Paese sudamericano
da nord a sud correndo ai piedi della
cordigliera delle Ande. Insieme a Lorenzo,
i protagonisti della spedizione sono una
ventina di appassionati vespisti, di età fra i
26 e i 50 anni, che dalla capitale argentina
hanno affrontato i 4.700 chilometri (3.000
su asfalto e i restanti su sterrato) di strada
per raggiungere la Terra del Fuoco, là dove
il mondo finisce davvero. RoadBook lo ha
incontrato e si è fatto raccontare come
ha vissuto e cosa gli ha lasciato questa
esperienza.

2 3

102 SOGNATORI E VIAGGIATORI


LORENZO FRANCHINI
TUTTI VOLEVAMO L’AVVENTURA. ALLA FINE NE ABBIAMO
TROVATA PIÙ DI QUANTO CI ASPETTASSIMO

4 Lorenzo, come ha avuto inizio il raid?


Intanto premetto che da solo non sarei
mai arrivato così lontano; la nostra è stata
un’impresa di squadra. L’inizio di tutto è
stato il giorno in cui abbiamo caricato il
container che, dopo un mese via mare,
sarebbe arrivato a Buenos Aires. Una
volta sdoganati i mezzi con l’appoggio di
un Vespa Club locale, abbiamo allestito
il campo base all’aeroporto turistico di
Luján, e da lì siamo partiti in direzione
di Trenque Lauquen. Poi a Santa Rosa,
mentre eravamo fermi per fare spesa
e rifornimento, veniamo notati da un
giornalista; il giorno seguente eravamo
sulla prima pagina del quotidiano locale.
Ben presto ci rendiamo conto che il
viaggio non sarà così semplice come

1 L’INTERESSE DELLA 5
STAMPA ARGENTINA
2 LORENZO FRANCHINI IN
SELLA ALLA SUA VESPA
3 TUTTO PRONTO PER
SPEDIRE LE VESPE OLTREMARE
4 SI ALLESTISCE IL BIVACCO
PER TRASCORRERE LA NOTTE
5 IL GRUPPO DEI VESPISTI IN
VIAGGIO

SOGNATORI E VIAGGIATORI 103


SOGNATORI E VIAGGIATORI

1 l’avevamo immaginato. Gigi, uno del


gruppo, viene investito da un’auto: per un
vero miracolo la cosa si risolve con una
notte in ospedale, poi il mattino seguente
lo sfortunato compagno d’avventura si
accomoda sul veicolo di appoggio per
riprendere il cammino insieme a noi.
Dopo le aree pianeggianti della pampa
raggiungiamo Bariloche, la cosiddetta
“Svizzera dell’Argentina” che si stende
ai piedi della cordigliera andina. Anche
il meteo cambia, visto che facciamo la
conoscenza di pioggia gelata e basse
temperature.

SE SOTTOPOSTA
A UNA
MANUTENZIONE
REGOLARE,
LA VESPA È
UN VEICOLO
DAVVERO
AFFIDABILE

104 SOGNATORI E VIAGGIATORI


LORENZO FRANCHINI
1 LE GRANDI STERRATE
ARGENTINE 2 IL BENVENUTO
IN CILE A LORENZO FRANCHINI
E AI SUOI COMPAGNI DI
AVVENTURA 3 IL TRAGHETTO
PER L’ISLA GRANDE DE TIERRA
DEL FUEGO, LA PRINCIPALE
DELL’ARCIPELAGO

Panorami assai differenti dunque, un


altopiano spazzato dal forte vento e
scenari che ricordano i film western, con
gauchos a cavallo a governare migliaia di
pecore, che sono la concausa di un altro
incredibile incidente.
Esatto. Un gregge sfuggito al controllo
dei mandriani invade la strada, l’amico
Vittorio cade rovinosamente e si frattura
una caviglia. Quindi, altro ricovero e un
secondo passeggero da scarrozzare in
auto. A quel punto qualcuno ha cominciato
a chiedersi se fosse saggio proseguire, ma
il gruppo si è fatto forza e siamo ripartiti più

determinati che mai, giusto quando l’asfalto trasforma la pista polverosa in qualcosa
lasciava strada allo sterrato. La Patagonia è al limite dell’impraticabile per le piccole
una terra che regala forti emozioni, la pista ruote di una Vespa. Un viscido strato di
diventa davvero impegnativa, le nostre due fango argilloso ci obbliga a viaggiare a
ruote si guastano e richiedono riparazioni bassa velocità, e con fatica raggiungiamo la
complesse. cittadina di Rio Gallegos, prima di entrare in
Una volta arrivati a El Calafate non si può Cile per attraversare lo Stretto di Magellano
rinunciare alla visita del ghiacciaio Perito e approdare sulla Isla Grande de Tierra del
Moreno. Poi ci si mette la pioggia, che Fuego.

SOGNATORI E VIAGGIATORI 105


SOGNATORI E VIAGGIATORI
La frontiera tra Argentina e Cile è stata LA VESPA? CON LA SUA VELOCITÀ È PERFETTA
burocraticamente impegnativa, ma vi
stavate avvicinando sempre più alla meta PER VIAGGIARE E GUARDARSI INTORNO
del vostro viaggio, Ushuaia, che avrebbe
però sancito anche la fine dell’avventura.
AMMIRANDO IL PANORAMA
L’ultima tappa è stata la più generosa
in termini di emozioni e difficoltà. Sul
Passo Garibaldi abbiamo affrontato il
vento più forte di tutto il viaggio, poi è
stata una lunga discesa verso Ushuaia.
Quel giorno ricordo di essermi attardato
nel ripartire dopo una sosta e di aver
perso la coda del gruppo. Sbagliando
strada finisco nella zona portuale, dove
su un muro campeggia una gigantesca
scritta profetica: “Ushuaia, fin del mundo,
principio de todo”. Solo a quel punto mi
rendo conto di essere arrivato alla fine
di un’avventura speciale. Alcuni di noi
rientrano a Buenos Aires in Vespa, io e
gli altri spediamo le moto con un camion
verso la capitale. Il volo di ritorno mi riporta

106 SOGNATORI E VIAGGIATORI


LORENZO FRANCHINI
1

a casa in tempo per festeggiare il Natale


in famiglia, ma avrò bisogno di tempo per
tornare a sintonizzarmi sul consueto vivere
quotidiano.

Quale è il ricordo più bello di questo


viaggio?
Difficile trovarne uno solo, ci sono stati diversi
momenti magici a cui mi capita di ripensare 2
ancora oggi a distanza di anni. Eravamo in
una zona desertica della Patagonia, dove ci
accampammo con le tende nel mezzo del 3
nulla. L’unico punto di riferimento era la Ruta
40 a poca distanza da noi. Nel buio della
notte la Via Lattea era così luminosa che
sembrava di poter toccare le stelle alzando
le braccia. Una mattina, invece, aperta la zip

della tenda, rimasi ad ammirare la mia Vespa


in mezzo a quel mare ondeggiante di erba,
domandandomi se fosse tutto vero.

Nell’introduzione al tuo libro parli di come


nacque la Vespa, un veicolo straordinario
che deve il suo grande successo alle
caratteristiche costruttive volute da Enrico

1 UN CARTELLO STRADALE LUNGO LA


MITICA RUTA 40 2 I RIFORNIMENTI
IN PATAGONIA NON SONO FACILI E
POSSONO DISTARE TRA LORO ANCHE 300
CHILOMETRI 3 I PINGUINI REALI DELLA
TERRA DEL FUOCO, L’UNICO LUOGO DOVE
È POSSIBILE VEDERLI IN SUD AMERICA

SOGNATORI E VIAGGIATORI 107


SOGNATORI E VIAGGIATORI
Piaggio e realizzate da Corradino D’Ascanio. 1
Se dovessi descrivere la Vespa con un solo
aggettivo, quale useresti?
Se sottoposta a una manutenzione regolare
è un veicolo davvero affidabile, e in caso di
guasti quasi sempre si riesce a porvi rimedio.
Trovo inoltre perfetta la sua velocità per
viaggiare, per coprire distanze importanti
in una giornata, avendo anche il tempo per
guardarsi intorno e apprezzare il contesto in
cui ci si trova. Credo che l’aggettivo adatto
sarebbe “Ideale”.

1 UNA MAGLIA DEL “PIBE DE ORO”,


DIEGO ARMANDO MARADONA, ESPOSTA DOVE IL MONDO
IN UN LOCALE ARGENTINO 2 SOSTA PER
SISTEMARE UN PICCOLO GUASTO
FINISCE
Lorenzo racconta in questo libro l’idea,
la genesi e il compimento di quello che
a fatica veste gli abiti di un semplice
2 viaggio, ma che è in realtà la summa di
un’esperienza di vita collettiva. Nata quasi
come un gioco, si è invece trasformata in
qualcosa che verrà ricordata a lungo, da
lui e dai suoi 22 compagni di avventura.
«La proposta di attraversare l’Argentina
lungo la Ruta 40 venne da Daniel, uno
dei miei compagni di viaggio e argentino
di nascita. Credo ci siano poche aree del
pianeta evocative come la Patagonia e la
sua idea fu subito accettata. Qualcuno,
me compreso, non era conscio di dove
saremmo andati e cosa avremmo
incontrato, ma tutti volevamo l’avventura.
Alla fine ne abbiamo trovata più di quanto
ci aspettassimo».
“Dove il mondo finisce”, di Lorenzo
Franchini, Alpine Studio

Un’ultima domanda, forse scontata;


quando è nata la tua passione per la
Vespa?
È qualcosa che si è sviluppato negli anni.
La utilizzavo come mezzo di trasporto
quotidiano, poi per andarci in vacanza,
e ogni anno la meta finiva per essere
sempre un po’ più lontana. Erano vacanze
itineranti che somigliavano a piccoli viaggi.
L’altra mia passione, la narrativa di viaggio,
ha fatto il resto. Leggere le storie di chi ha
girato il mondo mi ha fatto vedere la Vespa
con occhi nuovi. Poi ho conosciuto altri
con la stessa passione e un bel giorno ci
siamo trovati a infilare i nostri scooter in
3 un container diretto a Buenos Aires.

108 SOGNATORI E VIAGGIATORI


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cose
che
capitano
PERCHÉ LE MACCHINE
VINCERANNO SULL’UMANITÀ

U
no dei cliché del lontano da casa, e il racconto di guadagnarsi all’istante il rispetto atteggiamento sbagliato.
catastrofismo quelle peripezie mi ha aperto gli di chiunque incontrassimo. Quel Una macchina è una macchina,
fantascientifico è quello occhi su quanto fosse impellente viaggio in coppia su una Yamaha e lei non si affeziona. Certo, è
che vede le macchine il mio bisogno di continuare a Ténéré 660 è stato il tirocinio per bello avere un oggetto che con
ribellarsi all’uomo una volta cercare guai per poi raccontare questo lavoro — se non altro della uno sguardo fugace ci ricordi
diventate intelligenti. com’è andata. Su quella moto sua parte più emozionante — che cos’abbiamo vissuto, ma ce
Che la vittima sia il singolo caricata come un mulo la mia spero di fare fin quando ne avrò ne sono di meno ingombranti
scienziato andato oltre i suoi signora e io siamo stati in giro voglia e forze. e che non hanno bisogno di
limiti o l’intera specie umana, per tre continenti in un anno Su quella moto non ci sono assicurazione e manutenzione. Il
nessuno riesce a fermare la che ne è valsi cinque. Sembrava solo il tempo e i soldi spesi per punto è che non bisogna restare
spietatezza di quegli apparati enorme tra le motorette che migliorarla e renderla pronta a prigionieri delle cose, tantomeno
senzienti. E beh… sono macchine, sciamano sulle strade tra l’Iran tutto: c’è un universo personale e dei ricordi che evocano.
mica gattini: sono organismi e la Thailandia, troppo piccola familiare di ricordi ed esperienze, Arriveranno altre avventure e
artificiali che esistono per e delicata sul ripio cileno e al momenti di sconforto e attimi di saranno in sella a un’altra moto.
svolgere un compito e se quello è cospetto dei vulcani andini. Mezzo gloria fugace. Abbandonando in Conta solo questo.
distruggere, distruggono. In realtà metro di sella e un centinaio di litri altre mani quel pezzo di acciaio Ora scusate ma devo andare…
le macchine ci fregheranno per di bagaglio sono stati la nostra e plastica sembra di lasciare ho un groppo in gola.
un motivo molto più banale: noi ci casa per un anno, un biglietto andare un pezzo di vita, mio e
affezioniamo, loro no. da visita ineguagliabile per della mia compagna, ma è un ANTONIO FEMIA
Sono giunto a questa conclusione
perché ho preso una decisione
piuttosto sofferta: è ora di
cambiare moto. Vado per i
cinquanta e il monocilindrico, per
quanto emozionante e arrogante,
comincia a essere impegnativo da
sfruttare in viaggio; soprattutto,
il progresso è andato avanti ed è
piuttosto insensato continuare a
viaggiare su un mezzo sprovvisto
di apparati salvavita come l’ABS
e il controllo di trazione. Fin
qui niente di strano, le moto
si vendono e si comprano,
si mandano allo sfascio se
necessario; sono principalmente
strumenti per andarsene in giro in
allegria e col vento in faccia.
Il problema è che a quella
moto sono particolarmente
legato perché in sella a lei sono
successe tante cose. È stata
lo strumento con il quale ho
letteralmente cambiato vita: con
lei mi sono infognato (molto)

COSE CHE CAPITANO 111


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112 VIAGGI E SCOPERTE IN MOTO


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VIAGGI E SCOPERTE IN MOTO 113


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DIETRO LE QUINTE IL DURO LAVORO CHE QUALCUNO DEVE PUR FARE

TÒ E DARIO
MARCO, TO ALASKA CANALI (RE)
Probabilmente una zampata I
RANCHIN «Senti, quante volte ti ho detto
di un orso sulla gomma avrebbe L ORENZO F che non si gioca nel fango con
fatto meno danni. i vestiti nuovi?» Adesso per
punizione mi porti a fare un
LISA MORRIS giro… di un paio di settimane!

DONATO

CONSONNO (LC)
Genitori: «Con tutti i soldi che abbiamo ARGENTINA
speso per farvi studiare… » “Tra duecentoquarantasette
Sì, lo sappiamo che la matrioska di foto chilometri, alla rotonda,
è un giochino infantile e desueto, ma fa prendere la prima a destra”.
sempre simpatia.

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