RoadBook 46
RoadBook 46
PANORAMI
E STERRATE D’ABRUZZO
DAL GRAN SASSO ALLA MAIELLA
CON TRACCE GPX
SCARICABILI
CON LA ROYAL ENFIELD HIMALAYAN
PREZZI ESTERI: Aut 13,50 € - Be 10,50 € - Lux 9,90 € - F + PM 12,50 € - DE 13,90 € - ES 10,90 € - PT (Cont.) 9,90 € - CH 13,90 CHF - CH Ticino 13,50 CHF
IN PROVA
PIÙ ROADBOOK
Viviamo un’epoca di fortissima ancora il desiderio di poter fruire
crisi dell’editoria e sarebbe di contenuti di qualità, verificati
miope pensare che siano in con scrupolo giornalistico e
difficoltà solo i canali veicolati confezionati con passione.
su supporti cartacei. Tutto il Nonostante i venti di tempesta
mondo legato all’informazione abbiamo quindi in programma
sta attraversando una fase un 2025 ricco di iniziative senza farci troppe domande. viaggi-avventura con altrettante
di grande trasformazione: per intrattenervi e informarvi Lo troverete in edicola dal escursioni lungo facili percorsi
supposte intelligenze artificiali sul mondo dei viaggi e delle 10 aprile e qualche giorno fuoristrada accompagnati
promettono di rispondere a avventure in moto. Approfitto prima sarà possibile ordinarlo da istruttori federali che
qualsiasi domanda ma non di questo spazio per un paio online; gli abbonati facciano dispensano consigli su come
insegnano a dubitare della di anticipazioni. attenzione: è un numero extra impostare le traiettorie migliori
risposta, per avere successo e in quanto tale non viene e assumere una posizione di
su YouTube è sufficiente Chi frequenta il nostro sito e spedito automaticamente ma va guida corretta; i momenti in
adottare un’espressione la newsletter avrà notato che acquistato a parte. sella si alternano a occasioni
sconvolta e strillare un titolo da qualche venerdì ospitiamo di esercizio sugli aspetti teorici,
provocatorio, sui social i le Ciacciastorie, una rubrica La seconda anticipazione come progettazione di itinerari,
contenuti che funzionano di curiosità e aneddoti di vita travalica l’informazione e navigazione, tracce GPX ecc., da
sono quelli che scatenano una vissuta (in sella) a cura di riguarda la formazione. mettere subito in pratica quando
rissa nei commenti e vengono Mario Ciaccia, il nume tutelare Al Motor Bike Expo di gennaio poi si riparte.
di conseguenza progettati dell’adventouring in Italia. Il abbiamo replicato l’esperienza Il tutto nello “stile RoadBook”
volutamente per far litigare le problema è che se chiedi a dei workshop ed è stato ancora che già conoscete, ovvero con
persone. Un festival permanente Mario una riflessione di 3.000 una volta un grande successo uno spirito inclusivo e con
dell’ovvio, del demagogico battute, lui scrive un trattato (trovate l’articolo a pag. 62). Ci un occhio di riguardo per la
o dello stupido, dal cui stile di 30.000 e si lamenta pure abbiamo preso gusto e abbiamo genuinità delle strutture ricettive
ci siamo sempre dissociati che ne aveva ancora. Allora ci deciso di far sì che quel e l’approfondimento culturale
e potete essere sicuri che siamo detti: sguinzagliamolo e momento di approfondimento dei territori attraversati.
continueremo a farlo. vediamo cosa succede. così apprezzato possa ripetersi Ci attende quindi un anno
Qui in redazione siamo come È successo che ha sfornato nel corso dell’anno con una particolarmente ricco di
sempre ottimisti e convinti che un intero numero speciale di serie di appuntamenti in iniziative, che avviamo nel pieno
in tantissime persone alberghi RoadBook sui più intriganti collaborazione con Di Traverso della crisi di cui accennavo
luoghi misteriosi d’Italia (più Adventouring. all’inizio perché, piuttosto che
uno all’estero) che per qualche Stiamo ancora delineando gli lamentarsi e chiudersi a riccio, è
motivo sono pure divertenti da ultimi dettagli e riusciremo a sempre meglio rilanciare. Sta a
raggiungere in moto. Perplessi? darvi quanto prima maggiori ognuno di noi popolare lo spazio
Anche noi, ma siamo sicuri informazioni sulle modalità di e il tempo di cui disponiamo con
che sarà una cannonata per partecipazione. L’idea consiste attività buone, utili, positive.
cui abbiamo convinto l’editore comunque nell’organizzare tre
Sprea a metterlo in produzione fine settimana di introduzione ai DARIO TORTORA
EDITORIALE 3
SOMMARIO
IN COPERTINA
14
Royal Enfield Himalayan 411
13 PANORAMI E SAPORI
14 DI MONTE IN MONTE Abruzzo
24 ELOGIO ALL’ELEGANZA Lombardia
28 L’ISOLA MERAVIGLIOSA Sicilia
38 LA GRANDE VIA Alpi e Appennini
47 SU STRADA
48 NUOVE FORME, MOLTA SOSTANZA BMW R 1300 GS Adventure
56 TANTO CON POCO Honda Transalp 750 2025
62 TRE GIORNI DI FESTA Motor Bike Expo 2025
66
72
UNA POLTRONA PER DUE Honda NT1100 DCT Electronic Suspension
VECCHIA GUARDIA Garmin Montana 760i
38
RUBRICHE
3 Editoriale
8 Motocultura
10 In vetrina
111 Cose che capitano
112 Dietro le quinte - Dal web
56
4 SOMMARIO
inkgraphics.it
75 OLTRECONFINE
86
76 VERDI DISTESE E ROSSE CICATRICI Bosnia
78 ANCORA PIÙ A EST Asia
86 UN’AVVENTURA SABBIOSA Marocco
91 STORIE E PERSONE
92 I RE DELLA SAVANA BMW GS Trophy
100 L’APPARENZA INGANNA Andy Winkler 92
MV AGUSTA CONFERMA
DAL SITO
LA SEPARAZIONE DA KTM
www.roadbookmag.it/mv-agusta-
conferma-la-separazione-da-ktm/
VIDEO – LO STERRATO
PIÙ ALTO D’EUROPA
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PROVA VIDEO:
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ROADBOOK È UNA RIVISTA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE
6 SOMMARIO
Il catalogo SW-MOTECH, comprende oltre 4000
prodotti con il solo scopo di migliorare ulterior-
mente l’ esperienza di guida del motociclista.
Per questo ci piace definirci PART OF YOUR RIDE
Accessori di qualità premium dedicati a più di 40
case motociclistiche.
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ADVENTURE
BAGAGLIO
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ERGONOMIA
NAVIGAZIONE
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MOTOCULTURA
8 MOTOCULTURA
IN QUESTO NUMERO
MARIO CIACCIA
La sua vocazione è tracciare KLAUS NENNEWITZ
DAVIDE CROSTA percorsi, fotografarli e Giornalista freelance e grande
Viaggiatore per interesse, NADIA GIAMMARCO raccontarli. Convinto che appassionato di agricoltura,
motociclista per vocazione, si possa realizzare la moto ha 25 anni di esperienza
Fotografa e giornalista, ama
naturalmente attratto da tutto totale, sogna di attraversare in come meccanico, modellista,
scoprire mete sempre nuove
ciò che si muove grazie a un fuoristrada l’Himalaya da ovest ingegnere progettista e
per poi condividerle attraverso
motore. Tra una curva e l’altra a est. In alternativa vanno dirigente nell’industria moto
immagini e parole. La moto
ama perdersi in luoghi più o bene anche i gloriosi week end in Italia, Spagna, Germania
è il mezzo che preferisce:
meno noti, alla costante ricerca italiani, perché nel Bel Paese e Stati Uniti. Le prime gare
si gode la strada, i panorami
del nuovo e del diverso. è molto facile fare viaggi di trial su Zündapp a 13 anni,
che scorrono e spesso si
da sogno. poi cross, enduro e ora i rally.
perde. Anche dietro casa.
IN REDAZIONE
MOTOCULTURA 9
IN VETRINA
Indossare, accessoriare, ACERBIS RAMSEY
bagagliare, partire Il restiling della giacca Acerbis Ramsey ha introdotto un aumento del 20%
della superficie traforata per una migliore ventilazione nei giorni estivi.
Sono stati rivisti i dettagli stampati e le cuciture. Maniche, polsi e vita
sono regolabili e vi sono inserti riflettenti su torace, braccia e schiena
per migliorare la visibilità.
La fodera è in rete e presenta la
NOLAN: NUOVO DESIGN predisposizione per il fissaggio della
PER I CASCHI 2025 membrana interna impermeabile
La collezione 2025 di Nolan è all’insegna della rottura e traspirante (venduta
con la tradizione e adotta un nuovo linguaggio separatamente) che consente di
di design per valorizzare il Made in Italy. estendere l’utilizzo della giacca
I caschi evidenziano linee pulite ed essenziali, dove le tinte alle giornate meno calde.
unite si alternano a raffinate finiture multistrato, gli effetti La Ramsey è certificata
iridescenti si animano accanto alle superfici opache, EN 17092 in classe AA, con
i pattern geometrici e i blocchi di colore apportano protezioni su spalle e gomiti
un tocco di eleganza. di serie e predisposizione
Per definire la nuova palette di colori è stato fatto un per paraschiena.
importante lavoro di ricerca che ha portato alla creazione di Prezzo: 109,95 euro
miscele esclusive. L’innovazione coinvolge anche l’aspetto
tecnico, con l’introduzione di un nuovo e complesso processo
di verniciatura che combina due o più colori e decalcomanie.
SENA 60S
Il nuovo modello di punta di Sena è il primo a integrare la
tecnologia Wave Intercom che offre una portata virtualmente
illimitata sfruttando la rete cellulare e la connettività VoIP.
Questo permette di rimanere in contatto senza vincoli di portata
con un numero illimitato di utenti, fintanto che è disponibile
la copertura dati cellulare. Restano comunque presenti le
tecnologie Bluetooth e Mesh Intercom.
Inizialmente i dispositivi si connettono tra loro via Mesh e,
quando la distanza supera la portata massima, la tecnologia
Wave passa automaticamente dalla rete Mesh al VoIP
permettendo di mantenere attiva e stabile la comunicazione.
GIVI AIRFLOW Il sistema passa nuovamente alla connessione Mesh
Questo parabrezza è dotato di uno spoiler regolabile, capace non appena questa ritorna disponibile.
di scorrere in verticale su un’escursione di 12 centimetri, Prezzo: 399 euro
permettendo quindi di adattarlo all’altezza del pilota, alle
condizioni climatiche e al tipo di strada che si percorre.
Aggiornato dal punto di vista tecnico ed estetico, oltre che
per modelli specifici di moto è ora disponibile anche con una
versione universale (AF49B)
compatibile con moto dotate
di manubrio tubolare
da 22 mm.
La parte scorrevole in
policarbonato è lucidata
a specchio per offrire
la miglior visibilità
possibile e i bordi
arrotondati lungo
tutto il perimetro
rendono l’oggetto
ancora più sicuro e
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PRONTO A TUTTO.
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PANORAMI
E SAPORI
PANORAMI E SAPORI 13
PANORAMI E SAPORI
DI MONTE IN MONTE
DI DONATO NICOLETTI
14 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
ABRUZZO
PANORAMI E SAPORI 15
PANORAMI E SAPORI
2
3
1
Q
uesto viaggio nasce e si compie batoio dove stivare macchina fotografica e crocio con la strada che porta ai piedi del
per scandagliare un territorio che accessori, tenda, sacco a pelo e il necessa- Corno Grande e dopo un paio di chilometri
ho spesso attraversato con poca rio tripode per scattare le foto in assoluta svolto invece a destra. Al termine di una bre-
cura sulla rotta che solitamente autonomia: una volta caricato il mulo hima- ve sterrata – spesso ricoperta di fango e di
porta le mie terga verso la terra d’origine. layano posso meritatamente lasciarmi alle “souvenirs de vaches” – c’è il rifugio di lago
Allergico da sempre ai modi e ai costi della spalle Milano per mettermi in strada e cara- Racollo. La semplice costruzione si trova a
rete autostradale nostrana, sono uso per- collare a velocità codice verso sud attraver- 1.600 metri di quota e offre cucina tipica,
dermi e dilungarmi sulle strade tradizionali sando la geometrica concezione contadina una ventina di posti letto e una piccola area
che attraversano questo malandato, non dell’operosa e mai cheta Val Padana. recintata dove potersi accampare. Questo
solo logisticamente, Stivale. è l’unico luogo della zona dove piantare la
Quindi, con l’ausilio dello strumento del Grandi sassi e grandi pascoli tenda per più di una notte; io invece, dopo
demonio – Google Maps – e della mia me- Statale dopo statale, regionale dopo regio- essermi accordato con i gestori, decido di
moria ANASlogica, costruisco tratto dopo nale – senza tralasciare le vitali provinciali bivaccare libero tra i pascoli, e le vacche
tratto un itinerario che mi dia la possibilità – raggiungo la bucolica Assergi (l’ingresso di cui sopra, con il vincolo di smobilitare il
di sfruttare le qualità da passista, con o sen- del traforo del Gran Sasso situato nel suo giorno dopo di buon’ora onde evitare tirate
za asfalto, della Himalayan 411 gentilmente territorio comunale è pur sempre un buco) d’orecchie da parte dei guardiaparco.
messami a disposizione dalla filiale italiana dove faccio il pieno, recupero vivande e ge- Il Corno Grande domina l’orizzonte a nord,
di Royal Enfield. neri di conforto e mi arrampico sulla SS17 mentre a sud si ergono sinuosi rilievi sui
Borsone da 60 litri sul retro, borsa da ser- bis, direzione Campo Imperatore. Salto l’in- quali pascolano indisturbate giunoniche e
16 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
5
PANORAMI E SAPORI 17
PANORAMI E SAPORI
ca otto chilometri di asfalto, ma lo scrivente la sua posizione privilegiata a metà strada però sempre in conto di trovare delle ca-
preferisce dedicarsi alla sterrata che con un tra il massiccio del Sirente e il Gran Sasso. nale e qualche sasso vagabondo – e arriva
giro largo passa ai piedi del monte Carpe- Continuando verso sud si imbocca la SP38 alle Pagliare di Tione. Le pagliare (pagliai
sco prima di mettere le ruote sulla SS17 che che porta a Fonteavignone: una volta attra- nel dialetto locale) sono dei semplici casali
taglia la Piana di Navelli. Nel mezzo dell’al- versato il borgo si procede a mezza costa destinati a ospitare fieno, bestiame e con-
tipiano si trova Peltuinum, centro fondato raggiungendo un balcone naturale che si tadini. Oggi buona parte degli edifici sono
dai Vestini intorno al VII secolo a.C. e pas- affaccia sulla Piana di Navelli e dal quale stati ristrutturati e vengono utilizzati come
sato in seguito sotto il controllo di Roma. si può ammirare in tutta la sua interezza il residenze estive.
Abbandonata nel V secolo d.C. a seguito di massiccio del Gran Sasso. La SS261 supera Molina Aterno e si innesta
un catastrofico sisma, di Peltuinum restano sulla SS5, meglio nota come via Tiburtina.
oggi solo una parte delle mura occidentali, Le pagliare e il poeta La strada consolare sale ai 1.120 metri del
le fondamenta del tempio dedicato ad Apol- La stradina si inoltra nella macchia, attra- valico di Forca Caruso prima di scendere
lo e gli spalti dell’attiguo teatro: non è molto, versa piccole radure pietrose su un fondo nella piana del Fucino.
ma la collocazione del sito rende l’idea del- naturale facilmente percorribile – mettete Il lago endoreico che occupava la conca
18 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
tettonica venne fatto prosciugare a metà
dell’Ottocento da Alessandro Torlonia, il
quale portò a termine l’opera cominciata
dall’imperatore Claudio nel 52 d.C.
A est della piana si trova l’abitato di Pesci-
na, piccolo centro che diede i natali a Giulio
Mazzarino – cardinale e ministro alla corte
del Re Sole – e a Ignazio Silone, autore del
celeberrimo Fontamara, romanzo di denun-
cia sulle angherie e i soprusi perpetrati dal
regime dell’illuminato statista di Predappio.
Lasciata Pescina continuo in direzione sud-
est imboccando l’ennesima sterrata che
sale fino ad Aschi Alto e da qui prosegue,
tra ciottoli e canale, fino ai 1.224 metri di
Sperone, borgo medievale raso al suolo dal
sisma che colpì la Marsica nel 1915.
Il paese nuovo venne costruito leggermente
più a valle, ma fu anch’esso abbandonato
per le inadeguate condizioni di vita che of-
friva. Dei due centri restano solo l’antica tor-
re, la chiesa di San Nicola e le case minime
edificate nel doposisma.
3
1 AMMIRANDO IL GRAN SASSO
DA FONTEAVIGNONE 2 I RESTI
DELL’ANFITEATRO DI PELTUINUM
3 IL CASTELLO CAMPONESCHI
A PRATA D’ANSIDONIA
4 LO SI TROVA A OGNI INGRESSO
DEL PARCO NAZIONALE
D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE
PANORAMI E SAPORI 19
PANORAMI E SAPORI
1 LA STERRATA
ATTRAVERSA PICCOLE
RADURE PIETROSE
SU UN FONDO
NATURALE
FACILMENTE
PERCORRIBILE
2
MARCHE
Lazio e Molise che rappresenta il cuore natu-
Assergi ralistico della regione. Toccando Pescasse-
roli e Opi la SS83 raggiunge Villetta Barrea.
Santo Stefano Nel piccolo borgo è possibile fare provviste o
di Sessanio scegliere di passare la notte in una struttura
ricettiva o nel campeggio che si affaccia sul
Peltuinum Sangro. Durante la stagione estiva Villetta
Barrea viene presa d’assalto dai turisti poi-
ché si possono incrociare i maestosi cervi
Pagliare Majelletta
che spesso scendono in paese in cerca di
di Tione
cibo: sarebbe uno spettacolo affascinante,
se non fosse che la quasi totalità dei villeg-
gianti si approccia a loro come se fossero
Pacentro delle misere attrazioni circensi. Barrea è ar-
Pescina
Palena
LAZIO
Opi
www.roadbookmag.it/roadbook46-abruzzo
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.
20 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
DOVE MANGIARE
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21
PANORAMI E SAPORI
GLI ULTIMI VENTI CHILOMETRI nosciuta come Transiberiana d’Italia per via
del suo percorso che, attraversando i grandi
DI STRADA RAGGIUNGONO IL PIANORO altopiani dell’Abruzzo, in inverno raccoglie
SOMMITALE DELLA RISERVA NATURALE abbondanti nevicate che si protraggono nel
tempo a causa delle basse temperature.
PIANA GRANDE DELLA MAIELLETTA
Di monte in monte
La parte finale di questo itinerario gira in sen-
so orario intorno al Parco Nazionale della
Maiella utilizzando la SS487, la quale tocca
gli abitati di Pacentro, Sant’Eufemia a Maiel-
la, Caramanico Terme e Fonte Vetica. Poi si
prende la SP22 che sale a Roccamorice, da
cui si dipana una diramazione della stessa
arteria che si ferma al parcheggio dell’eremo
di Santo Spirito a Maiella, le cui origini risalga-
no all’XI secolo. L’eremo ebbe tra i suoi ospiti
anche Pietro da Morrone – il futuro pontefice
Celestino V – che durante la sua permanen-
za ampliò il complesso monastico e lo fece
aderire all’Ordine dei Benedettini.
Gli ultimi venti chilometri di strada salgono
dolcemente raggiungendo il pianoro sommi-
2 tale della riserva naturale Piana Grande della
22 PANORAMI E SAPORI
1 ALLA STAZIONE DI PALENA, IN ATTESA DELLA TRANSIBERIANA D’ITALIA
2 CON IL CIELO TERSO DALLA MAJELLETTA SI SCORGE L’ADRIATICO
3 PACENTRO, LUOGO D’ORIGINE DELLA FAMIGLIA CICCONE
4 L’EREMO DI SANTO SPIRITO A MAIELLA 5 DA QUESTE PARTI
LE COPPIETTE DI MAIALE SONO LO SNACK PER ECCELLENZA
6 BARREA SI AFFACCIA SULL’OMONIMO LAGO ARTIFICIALE
6
5
PANORAMI E SAPORI 23
PANORAMI E SAPORI
ELOGIO ALL’ELEGANZA
DI DAVIDE CROSTA
L
e Alpi non sono solo montagne, ma affaticare troppo la schiena: solo le pedane
immense cattedrali naturali circon- risultano un po’ troppo arretrate per le ginoc-
1
date da un intreccio di curve e pano- chia di chi ha un’altezza sopra la media.
rami da affrontare almeno una volta La GSX-S1000GX si pone come anello di
nella vita, e per me l’occasione arriva grazie congiunzione tra le sport tourer e le adventu-
all’invito giunto in redazione per provare la re tourer, plasmando l’insieme con soluzioni
Suzuki GSX-S1000GX sulle strade dell’Enga- tecnologiche come sospensioni elettroniche
dina, a ridosso del confine italiano. e piattaforma inerziale, che assistono il pilo-
ta adattando il comportamento della moto in
Si va verso nord base allo stile di guida. Il mototurismo non ha
Una volta lasciata Milano il percorso si sno- bisogno solo di prestazioni ma anche del giu-
da lungo la sponda orientale del Lago di sto tempo per mettere le gambe sotto al tavo-
Como, passa Chiavenna e si inerpica verso i lo: succede a Montespluga, complice l’orario
2.117 metri di altitudine del passo dello Splu- e la pioggerellina che bagna le selle.
ga che segna il confine fra Italia e Svizzera: Il pomeriggio scivola veloce come le gocce
il terreno ideale per testare le qualità della sulle tute antipioggia mentre affrontiamo l’a-
GSX-S1000GX che affronta agilmente curve scesa allo Julierpass sulla rotta per Silvapla-
e tornanti con una maneggevolezza sorpren- na, dove prevediamo di passare la notte.
dente.
La posizione in sella è azzeccata, grazie al La Bibbia nell’armadio
manubrio rialzato che non sovraccarica gli A Silvaplana il tempo sembra essersi ferma-
avambracci e mantiene il busto eretto senza to: non c’è frenesia ma solo pace e silenzio,
24 PANORAMI E SAPORI
LOMBARDIA
interrotto di tanto in tanto dalla pioggia che
batte sui tetti scoscesi delle case. All’hotel ci
accoglie la temibile Betty, che con tranquilla
determinazione impartisce le disposizioni per
ogni singola camera all’interno della quale,
una volta aperto l’armadio in cerca di asciuga-
mani, troviamo invece una copia della Bibbia.
L’indomani un piacevole sole riscalda la valle:
condizione utilissima, visto che la tempera-
tura è al di sotto dei 15°. Per fortuna il pro-
gramma non prevede immediate risalite di
LOMBARDIA
quota, permettendoci di sfruttare appieno
l’impeccabile asfalto svizzero. L’idillio bitumi-
noso dura giusto il tempo di attraversare il
tunnel Munt La Schera per rientrare in Italia
e constatare di come le ultime piogge hanno
ridotto l’asfalto. Così, un cratere dopo l’altro,
costeggiamo il lago di Livigno con il suo co-
lore turchese quasi fiabesco per dirigere poi 2
le ruote verso i 2.315 metri della Forcola di Li-
vigno. Ogni metro percorso è un’immersione 3
nella bellezza selvaggia delle Alpi, con il verde nina e il glamour di St. Moritz, prima
dei prati che lascia il passo alle cime innevate di rientrare in Italia attraverso il passo
in lontananza. del Maloja.
Rientrati in Svizzera affrontiamo il passo del Il passo offre una successione di cur-
Bernina, a quota 2.328 metri, attraversato ve ampie ma ripide; un’esperienza di
anche dal famoso trenino rosso. Il sole ri- puro piacere, con la moto che danza
scalda l’aria frizzante e la strada serpeggia precisa e leggera sulla strada e il pano-
tra i ghiacciai e le rocce, offrendo splendide rama che si apre lungo la valle in scor-
vedute sulla valle antistante. Pare incredibi- ci incantevoli a ogni tornante.
le, ma la strada ci riporta
esattamente al via come in 4
un meraviglioso Monopoli
montano, dove compaiono
la maestosità del Pizzo Ber-
25
PANORAMI E SAPORI
A pranzo in un crotto 1
Rientrati in Italia ci fermiamo a nord dell’abi-
tato di Piuro per visitare le cascate dell‘Ac-
quafraggia, una delle meraviglie naturali della
Valchiavenna, conosciute per la loro bellezza
scenografica e per il contesto naturale incon-
taminato in cui si trovano. L’acqua dell’omo-
nimo torrente scende a valle con forza attra-
verso diversi salti, il più suggestivo dei quali
su un dislivello di 170 metri. Il nome Acqua-
fraggia deriva dal termine latino aqua fracta
– acqua spezzata o acqua franta – che ben
descrive l‘aspetto delle cascate, dove l‘acqua
sembra rompersi creando un effetto visivo di
grande impatto.
Una volta scesi a fondo valle facciamo sosta
a Chiavenna per il pranzo. Scegliamo un ca-
ratteristico crotto dove gustiamo bresaola,
sciatt e pizzoccheri. I crotti sono locali tipici
della Valtellina, costruiti in pietra e talvolta
parzialmente scavati nella roccia. La partico-
larità del crotto è quella di presentare al suo
interno una temperatura costante ideale per
la conservazione e la stagionatura di cibi de-
peribili come formaggi, salumi, burro e vino.
Poi siamo pronti ad affrontare gli ultimi chi-
lometri che scorrono veloci verso la pianura.
Anche se è imbottita il giusto, la sella dalla li-
nea sportiveggiante non è certo quella di una
gran turismo, per cui le ore di guida comin-
ciano a far sentire il loro peso sui glutei. Nelle
26 PANORAMI E SAPORI
1 SCENDENDO DAL MALOJA VERSO
LOMBARDIA
CHIAVENNA 2 IN ATTESA DI AFFRONTARE
IL TUNNEL MUNT LA SCHERA DAL
VERSANTE SVIZZERO 3 IL FAMOSO
E SUGGESTIVO OSPIZIO BERNINA
4 PAUSA PRANZO AL CROTTO OMBRA
DI CHIAVENNA
PANORAMI E SAPORI 27
PANORAMI E SAPORI
L’ISOLA
MERAVIGLIOSA
DI NADIA GIAMMARCO
28 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
SICILIA
PANORAMI E SAPORI 29
PANORAMI E SAPORI
P
ur essendo la Sicilia la meta desi- 1
gnata di questa edizione di Won-
der Italy, tutto comincia nel cuo-
re dell’Umbria. Il ritrovo è infatti
fissato alla Comunità Incontro di Amelia,
dove abbiamo l’opportunità di ascoltare
le commoventi testimonianze di alcuni
ragazzi ospiti della struttura, che ci han-
no raccontato le loro esperienze di vita e
il percorso di recupero sociale. Poi, il gior-
no seguente, la nostra carovana si mette
in moto verso la Campania, attraversa non
senza difficoltà il traffico caotico di Napoli,
raggiunge il porto e si imbarca per affron-
tare comodamente in cabina la traversata
notturna.
L’alba a Palermo
L’alba del 25 aprile ci accoglie nel porto di
Palermo, una città che pare galleggiare tra
passato e presente, con i suoi palazzi ba-
rocchi e le viuzze intricate che profumano
di pane appena sfornato.
Dopo una sostanziosa colazione sul lungo-
mare di Mondello ci dirigiamo verso Erice,
la nostra prima tappa. Il percorso verso il
borgo è un’esperienza nell’esperienza: sa-
liamo lentamente lungo una strada che
si avvolge come una serpentina intorno
alla montagna. Da un lato il mare infinito,
dall’altro le colline dorate dal sole mattuti-
30 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
2
3 3
4
5
PANORAMI E SAPORI 31
PANORAMI E SAPORI
Nella Valle dei Templi ci mettiamo in moto al rallentatore, per- riverbera nel casco scandisce il ritmo,
La sera facciamo sosta a Sciacca, radu- ché dobbiamo ancora abituarci ai ritmi del mentre la Sicilia si rivela curva dopo curva,
nandoci alle terme per una foto di gruppo viaggio, ma già pregustiamo una giornata mostrandosi in tutta la sua bellezza.
in uno scenario incantevole. La terrazza ricca di scoperte. A Realmonte ci fermiamo per ammirare la
affacciata sul mare è rischiarata dai colori C’è qualcosa di unico che si percepisce Scala dei Turchi: una falesia di marna bian-
caldi del tramonto, che ci regalano un toc- solo quando lasci che sia la strada a gui- ca che spunta a picco sul mare lungo la
co di bellezza in più. Il mattino seguente darti. Il suono costante del motore che costa. È davvero uno spettacolo che lascia
senza fiato. Il sole illumina il paesaggio,
creando un contrasto tra il bagliore della
1 marna e l’azzurro profondo del mare.
Sono infatti i colori i veri protagonisti di
questa avventura in moto, e noi abbiamo
la fortuna di viaggiare in Sicilia in una sta-
gione in cui la natura offre il meglio di sé,
continuando a meravigliarci di ciò che ci
circonda.
Poi è il turno della Valle dei Templi. Qualcu-
no di noi aveva già visitato la Sicilia, anche
se in automobile, ma farlo in gruppo alla
32 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
3
4 UN VIAGGIO IN MOTO IN
SICILIA PORTA A SCOPRIRE
UN SUSSEGUIRSI
DI MONTAGNE ASPRE
E COLLINE DORATE
guida della propria moto è tutta un’altra sciamo a sentire e a immaginare tutto que-
cosa. sto lo dobbiamo anche, e soprattutto, alle
Parcheggiati i mezzi ci incamminiamo tra guide che ci accompagnano nella visita.
le rovine dorate, percependo la presenza Fa caldo e l’abbigliamento da moto non è
della storia in ogni pietra. I templi, maesto- proprio l’ideale per un contesto come que-
si anche se non in perfette condizioni, si sto, ma non importa: l’atmosfera è magica,
stagliano in un cielo azzurro e immobile. quasi sacra, e noi non vorremmo essere da
Qui, tra le colonne antiche, si può imma- nessun’altra parte.
ginare il respiro di una civiltà che ha do-
minato il Mediterraneo e che ha lasciato In Sicilia come a casa
un segno indelebile nell‘architettura, nella Accoglienza è la parola d’ordine qui in Si-
storia e nella cultura di questa isola. Se riu- cilia: ne abbiamo la riprova ad Aragona,
PANORAMI E SAPORI 33
PANORAMI E SAPORI
Palermo Capo
d’Orlando
Erice Cefalù
Geraci Siculo
Castelmola
Rifugio
Sambuca Sapienza-Etna
di Sicilia
Valle
dei Templi
Palazzolo
Acreide
www.roadbookmag.it/roadbook46-sicilia
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.
IL PERCORSO È UN’ESPERIENZA
NELL’ESPERIENZA: LA STRADA
SI AVVOLGE COME UNA SERPENTINA
INTORNO ALLA MONTAGNA
34 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
Passeggiando tra le viuzze ascoltiamo le
nostre guide, immergendoci in un’atmosfe-
ra quasi irreale. Le persone che incrocia-
mo ci accolgono con un sorriso, facendoci
sentire parte di qualcosa di più grande,
come se questi luoghi avessero il potere
di connettere il visitatore con il residente.
Da Sutera ci spostiamo a Militello in Val
di Catania per scoprire uno dei borghi più
belli e caratteristici del nostro percorso. Il
paese è vivace, grazie a piazze e piazzette
che fungono da punti di aggregazione per
i residenti che noi osserviamo provando
a immaginare come scorre la vita di tutti
i giorni. La visita si conclude nel chiostro
del monastero di San Benedetto, da dove
poi raggiungiamo il ristorante U Trappitu.
Qui ci vengono serviti pomodori, salumi,
olive, ricotta fresca e altre specialità locali;
un vero inno alla semplicità e alla genuinità
della cucina siciliana.
Nel pomeriggio siamo a Palazzolo Acrei-
de, preziosa gemma della Sicilia barocca
imponente e raffinata. Le strade acciot-
tolate si snodano tra eleganti palazzi con
facciate che rivelano l’antico splendore del
luogo. Attraversiamo la suggestiva Piazza
del Popolo, dominata dalla chiesa di San
1 UN SONTUOSO BENVENUTO
GASTRONOMICO A PALAZZOLO ACREIDE
2 SCENDENDO DALLE FALDE DELL’ETNA
3 LASCIANDO L’INCANTEVOLE
PIAZZA ARMERINA 2
3
Paolo, dalle cui scale si gode di una vista
panoramica che abbraccia tutto il borgo.
Poi approfittiamo del banchetto allestito
nel palazzo del municipio e infine rientria-
mo in albergo, stanchi ma estasiati da tan-
ta bellezza.
Di tappa in tappa
Non c’è viaggio in Sicilia senza escursione
sull’Etna. Le strade sono larghe e l’asfalto
buono, condizioni ideali per lasciarsi an-
dare a una guida rilassata o per divertirsi
nei tanti tornanti che si snodano lungo il
percorso. Salendo di quota le pendici del
vulcano offrono paesaggi che sembrano
provenire da un altro mondo, con le nere
distese di basalto che fanno da contrasto
al cielo terso.
Dopo l’immancabile pranzo – da queste
parti è difficile morire di fame – ripartiamo
facendo tappa a Milo, sulle pendici orienta-
li dell‘Etna, in quella Piazza Belvedere che
ospita una scultura in bronzo dedicata a
Lucio Dalla e Franco Battiato. I due artisti,
entrambi legati a Milo, sono raffigurati a
grandezza naturale: Dalla siede al piano-
PANORAMI E SAPORI 35
PANORAMI E SAPORI
1
36 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
4
PANORAMI E SAPORI 37
PANORAMI E SAPORI
LA GRANDE VIA
DI DAVIDE CROSTA
38 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
ALPI E APPENNINI
PANORAMI E SAPORI 39
PANORAMI E SAPORI
L
a Grande Via è una vera e propria
spedizione fra strada e fuoristrada,
adatta a moto maxienduro: in parole
povere, dieci giorni di divertimento su
e giù per le dorsali appenniniche e alpine.
L’idea nasce dal team di Enduro Republic,
una sorta di casa dell’enduro che oltre a cor-
si giornalieri organizza viaggi e spedizioni in
diverse località internazionali con proposte
adatte sia al neofita, sia al pilota smaliziato
senza trascurare la platea di appassionati
del tassello. Avendo la sua base a Grazzano
Visconti, Enduro Republic è partita col pro-
porre la Via della Repubblica, una traversata
dall’Appennino piacentino fino al Mar Ligure,
per continuare poi con la Via delle Nuvole,
spedizione sulle antiche vie militari in quota
al confine tra Piemonte e Francia, e con la
Via del Sale. La logica conseguenza è sta- 1
ta quella di unire tutte queste esperienze e
trasformarle in una vera e propria transu-
manza motociclistica che partendo dalla
Pianura Padana attraversa l’Appennino e le
Alpi Marittime per terminare a La Thuile, in
Valle d’Aosta. Nasce così la Grande Via, die-
ci giorni di passione alla scoperta di impres-
sionanti strade panoramiche.
40 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
4
PANORAMI E SAPORI 41
1
La Via del Marmo
L’indomani troviamo le selle delle moto
completamente bagnate dalla brina mattuti-
na, poi il sole fa capolino e noi ci riscaldiamo
con una bella single-track per colazione. Si
procede lentamente su percorsi studiati per
le maxienduro e per le 4x4, per cui di tanto in
tanto ci si ritrova tutti insieme sul percorso.
Secondo la legge di Murphy, se qualcosa
può andare storto lo farà. Quindi, acca-
de che una jeep si incastri in un canalone
scavato dall’acqua, per cui in questo caso
il verricello della quattroruote risulta provvi-
denziale: se non fosse che, per colpa di un
fusibile in corto circuito, l’apparato diventa
inutilizzabile. Ecco a cosa servono gli sche-
mi dei manuali d’uso dei veicoli. 2
Il secondo giorno ci porta lungo antichi sen-
tieri, percorsi in passato da mercanti e pelle-
grini. Se la mattina la trascorriamo nel sotto-
bosco, il pomeriggio si apre a panorami che
attraversano piccoli borghi di pietra, dove il
tempo sembra essersi fermato.
Il percorso si fa impegnativo, con il fondo
che cambia consistenza mettendo alla pro-
va le nostre abilità di guida, ma la bellezza
dei paesaggi ripaga ogni sforzo. Tra un pen-
dio e l’altro ci ritroviamo infatti a lambire le
Alpi Apuane che cingono maestosamente
la Versilia, perché l’obiettivo della giornata
sono le cave di marmo di Carrara che rendo-
no unico questo territorio.
Lo scenario che ci troviamo di fronte è
42 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
suggestivo quanto impressionante: interi nite con viscida polvere di marmo; avrete
versanti vengono letteralmente “smontati” così il composto ideale per fermarvi sfiniti
blocco dopo blocco per arrivare al cuore più a fondo valle. D’altronde si sa che in discesa
candido e prezioso della montagna. Ci ritro- rotolano anche i sassi. Usciti da questo in-
viamo così immersi in una nuvola di borotal- ferno perlato tiriamo un sospiro di sollievo,
co marmoreo, in quello che potrebbe essere abbracciando l’asfalto e cullati dalle ultime
tranquillamente definito l’Erzberg Rodeo de dolci curve che ci separano dal bivacco pre-
noantri. Questo perché le cave sono disse- disposto dall’organizzazione.
minate di interminabili e ripidissime rampe Ebbene sì, questa notte si dorme in ten-
per i semoventi cingolati e per i camion da, nel campo allestito sulle Alpi Apuane
adibiti al trasporto dei blocchi: tutti i mezzi a 1.272 metri. La sera gustiamo un‘ottima
sono ricoperti da una polvere bianca più fine cena di pesce sotto il cielo stellato, preludio
del fech-fech sahariano. di una notte avvolta nel silenzio della natura.
Ecco quindi la ricetta per creare una perfetta Davanti a noi abbiamo le cave di Carrara e la
catastrofe: prendete 200 kg di maxienduro, Versilia, mentre in lontananza pare si intra-
allestitela con gomme semi-tassellate, lan- veda la Corsica o forse sono i fumi dell’alcol
ciatele su pendenze superiori al 20% e guar- assunto intorno a un falò acceso.
IL PERCORSO SI FA
IMPEGNATIVO E IL FONDO
CAMBIA CONSISTENZA
METTENDO ALLA PROVA
LE NOSTRE ABILITÀ DI GUIDA
PANORAMI E SAPORI 43
PANORAMI E SAPORI
La Via di Luni
Dopo un’abbondante colazione a base di
pancake e bacon croccante riprendiamo i
nostri destrieri per attraversare diagonal-
mente la Lunigiana: la via di oggi prende il
nome proprio da questa zona, coperta di
boschi in cui la luce filtra debolmente tra le
fronde degli alberi. Infatti, usciti dal sotto-
bosco sul confine tra Toscana e Liguria ci
ritroviamo in una vera e propria giungla: in
pratica il Borneo sopra Aulla. La vegetazione
è così fitta che fatichiamo a proseguire, fin
quando incrociamo l’Alta Via dei Monti Ligu-
ri che ci indirizza verso la baita deputata per
il ristoro di metà giornata. Prima però trovia-
mo un cartello che ci mette in allerta: “Inizio
1
2
44 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
3
La Via di levante
Purtroppo, arriva l’ultimo giorno pure per
noi, tocca rientrare alla frenesia quotidiana;
tuttavia, decidiamo di percorrere questa ulti-
ma giornata un chilometro alla volta, senza
pensare all’indomani. E così, partiamo dalla
baita con nuovi partecipanti in sella a moto
PANORAMI E SAPORI 45
1
46 PANORAMI E SAPORI
SU STRADA
PAG 48 NUOVE FORME, MOLTA SOSTANZA
PAG 56 TANTO CON POCO
PAG 62 TRE GIORNI DI FESTA
PAG 66 UNA POLTRONA PER DUE
PAG 72 VECCHIA GUARDIA
SU STRADA 47
SU STRADA
NUOVE FORME,
MOLTA SOSTANZA
DI DARIO TORTORA
Q
uante moto ci sono sul mercato in GS, l’ammiraglia delle ammiraglie, il modello ture, pronta per partire e fare il giro del mondo;
grado di garantire un’autonomia di che incute timore reverenziale già a partire dal che poi questo avvenga davvero dipende solo
oltre 500 chilometri, di grossa cilin- serbatoio gigantesco da trenta litri. dall’acquirente.
drata così da poter tenere una velo- I tecnici BMW l’hanno soprannominata The L’anno scorso, con la R 1300 GS, BMW ha sa-
cità di crociera elevata nel massimo comfort, Rock e, volente o nolente, si tratta della moto puto stupire anche gli appassionati più fedeli.
che possono essere caricate di bagagli molto da turismo a lungo raggio per antonomasia, Per la prima volta da tanti anni i progettisti
più del classico mulo e, nonostante tutto, ri- allo stesso tempo la più desiderata e la più hanno lavorato per sottrazione visiva, sem-
manere pure a proprio agio sugli sterrati non chiacchierata. Nonostante il prezzo elevato, in plificando le linee alla ricerca di essenzialità.
troppo impegnativi? Non pensateci troppo, ce Italia è pure una delle più vendute: una GS su Per questa nuova Adventure, che come da
n’è una sola ed è la versione Adventure della tre esce dal concessionario in versione Adven- tradizione segue a distanza di un anno, pare
48 SU STRADA
BMW R 1300 GS ADVENTURE
invece che in Germania abbiano lavorato di mo solo che troviamo un motore bialbero da più del modello precedente); nel computo va
addizione. La base meccanica è la stessa, ma 1.300 cc che eroga 145 CV a 7.750 giri dotato tenuto presente che la Adventure viene fornita
le sovrastrutture e le plastiche sono tutte nuo- di ben 149 Nm di coppia a 6.500 giri. Il telaio di serie con alcuni accessori che sono invece
ve, sia per assecondare un design più avven- è lo stesso (ma il telaietto posteriore è stato opzionali per il modello base.
turoso, sia per andare alla ricerca di soluzioni rivisto in funzione dell’aumentata capacità di Sono ovviamente presenti tutte le innovazioni
volte a migliorare l’ergonomia, il comfort e la carico) e le sospensioni sono state ovviamen- tecnologiche che abbiamo visto sulla GS stan-
capacità di carico. te tarate in funzione della massa maggiore. A dard, a partire dall’efficace cruise control adat-
Posto che la scheda tecnica è in comune con proposito, BMW comunica che la lancetta del- tivo con funzione di frenata e passando per il
la R 1300 GS “normale”, non vale la pena in- la bilancia arriva a 269 kg in ordine di marcia e parabrezza regolabile elettricamente: una di
dugiare più di tanto nelle specifiche. Ricordia- con serbatoio del carburante al 90% (un chilo quelle comodità su cui è facile ironizzare ma
SU STRADA 49
SU STRADA
che poi, all’atto pratico, si rivela utile per cucirsi
la moto addosso a seconda del contesto e di
come si sta guidando. In questo senso è vera-
mente un peccato che i pulsanti sul manubrio
non siano illuminati, anche perché i blocchetti
si affollano sempre di più e ormai, se si sbaglia
la mira col dito, non è che partono le frecce e
basta, ma si rischia di innescare delle reazioni
complesse e imprevedibili.
Un particolare che colpisce positivamente, in-
vece, è una finezza relativa alla chiave keyless:
se non viene usata per qualche decina di se-
condi va in standby per risparmiare la batteria
e per risvegliarla è sufficiente riprenderla in
mano o scuoterla leggermente.
Bagaglio ed ergonomia
La moto è disponibile in quattro colorazioni
che rispecchiano anche l’allestimento, ma va
evidenziato che tutti gli accessori – tantissi-
mi come sempre ed eventualmente riassu-
mibili per pacchetti, che fanno inevitabilmen-
te salire il prezzo – si possono scegliere per
1
qualsiasi modello.
Spiccano le protezioni laterali per il serbatoio
ordinabili grandi o piccole, con le prime dota-
te di ganci per delle pratiche borse aggiuntive
da quattro litri l’una. Altre borsette da due li-
tri l’una si possono applicare al telaio, dietro
le gambe, e non manca la borsa da serbatoio
dotata di un pratico sistema di sgancio rapido
o di ribaltamento per fare rifornimento.
Belli anche i supporti opzionali per le valigie
laterali, che rinunciano al classico telaietto
rettangolare in tubi e sfoggiano un’architettura
inedita e apparentemente molto solida. Quello
sinistro e il portapacchi sono elettrificati, es-
sendo le rispettive valigie in alluminio dotate di
2 prese USB-C per la ricarica di oggetti elettroni-
ci e il bauletto anche di illuminazione interna e
chiusura centralizzata.
La somma delle tre valigie supera i 110 litri
di carico (e si possono eventualmente appli-
care delle espansioni da 10+10 litri opzionali
per quelle laterali) a cui va aggiunto il litraggio
delle borsette aggiuntive sparse in giro per la
moto. Nessuno avrà quindi problemi a trovare
spazio per il costume da bagno ed è apprez-
50 SU STRADA
3
SU STRADA 51
SU STRADA
Insospettabile agilità
Nel campo della fisica ci sono ancora nume-
rose questioni irrisolte. Esiste una teoria che
possa spiegare tutti i fenomeni conosciuti?
Perché il tempo si muove in un’unica direzio-
Carpaneto ne? Com’è possibile che la GS Adventure sia
Piacentino
una moto maneggevole? Eppure è quello che
Relais
La Colombara si prova in sella una volta superato il momento
Veano di soggezione iniziale.
Nonostante le masse in gioco, il comporta-
Travo Ponte dell’Olio mento dinamico della giramondo BMW è
Castell’Arquato veramente sorprendente e abbiamo modo di
verificarlo con un ampio giro nel Piacentino,
Perino ossia quella zona che frequentiamo spesso
Lugagnano essendo ricca di stradine di infima qualità e
Val D’arda
Bettola
Farini Morfasso 3
Groppallo
www.roadbookmag.it/roadbook46-emilia-romagna
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.
52 SU STRADA
BMW R 1300 GS ADVENTURE
5
CONTRO
Massa indubbiamente elevata
Blocchetti comandi non illuminati
Prezzo impegnativo
1 IL PORTAPACCHI POSTERIORE
È BASCULANTE ED È PRESENTE UNA
PRESA ELETTRICA PER LA VALIGIA
2 IL CATALOGO DELLE SELLE OFFRE
UNA VASTA SCELTA DI OPZIONI
3 LE SELLE SONO RISCALDATE
4 LA BORSA DA SERBATOIO SI SOLLEVA
PER CONSENTIRE IL RIFORNIMENTO
IN MANIERA AGILE 5 NUOVI ANCHE
I TELAIETTI PER LE VALIGIE CHE
NON SONO PIÙ TUBOLARI
53
SU STRADA
Il motore boxer, che una volta era famoso solo completamente automatica, che interviene
per la coppia generosa, da un paio di gene- presto o tardi a seconda della mappa motore
razioni ha da dire la sua anche in allungo. La impostata. In questo caso rimane sempre la
grinta è tale che, pure accettando di chiudere possibilità di cambiare quando si vuole sem-
un occhio sul Codice della strada, non sono ri- plicemente agendo sul pedale: se le condizioni
uscito a trovare un tratto di asfalto sufficiente non lo permettono, ad esempio perché si cer-
per sfogare la cavalleria fino alla zona rossa, ca di scalare a un numero di giri troppo alto, la
considerando anche che fra moto e pilota sta- centralina impedirà l’attuazione del comando.
vo sparando in avanti l’equivalente del peso di All’atto pratico l’ASA prende delle decisioni
un’utilitaria.
Tuttavia le vere sorprese della giornata sono
altre, a partire dal comparto sospensioni.
Davanti troviamo l’ennesima evoluzione del
sistema Telelever che, senza entrare in tec-
nicismi, è stato ulteriormente affinato con il
preciso intento di restituire al pilota un po’ di
feeling della ruota anteriore (ma chi viene da
un’architettura tradizionale come il sottoscrit- A questo indirizzo è disponibile la prova in video
to fatica ancora ad abituarsi). https://www.roadbookmag.it/video-prova-bmw-r-1300-gs-adventure
Inoltre la GS Adventure monta di serie le so-
spensioni elettroniche DSA (Dynamic Suspen-
sion Adjustment) che, fra l’idraulica che lavora
con una logica semiattiva e una centralina
elettronica che elabora le sue decisioni in si-
nergia con gli altri parametri della moto mo-
dificando il coefficiente K delle sospensioni,
la tengono letteralmente incollata al terreno
e provvedono ad assorbire con mirabile pre-
cisione i trasferimenti di carico nei cambi di
direzione e in frenata.
54
BMW R 1300 GS ADVENTURE
tutto sommato condivisibili. In mappa Road
tende a usare poco il freno motore, cosa che
a me non piace perché ho uno stile di guida
che cerca di frenare il meno possibile e usare
molto il cambio, ma in Dynamic cambia quasi
sempre quando lo farei io, anche per quanto
riguarda gli allunghi. Non intendo che le mie
decisioni siano “più giuste”, ma che con questi
sistemi semiautomatici è molto importante
che la moto lavori sulla stessa lunghezza d’on-
da del pilota, altrimenti quest’ultimo si sente
spiazzato.
A questo proposito BMW sostiene che il si-
stema è stato progettato per apprendere in
continuazione per cui, col passare del tempo,
si adatta allo stile di guida del pilota, oltre a
tenere conto in tempo reale di una marea di
informazioni in arrivo dalla piattaforma iner-
ziale e dagli altri apparati elettromeccanici del-
la moto (apertura del gas, freni, sospensioni).
Il sorriso sotto il casco, però, arriva quando
passo in modalità manuale. Non nascondo
che ho sempre ritenuto che il cambio legno- praticamente istantanee. Il motivo è presto riva dalla centralina.
so, duro, fosse il vero punto debole della GS; detto: a differenza di un quickshifter tradizio- Complimenti a BMW: è il suo debutto in que-
anche aiutati dal quickshifter, quando si pas- nale, che in sostanza è una leva meccanica sto tipo di tecnologia eppure il livello qualitati-
sa da una marcia all’altra sembra sempre di elettroassistita, l’ASA rimane elettronico, con vo è già altissimo. Non resta che “mettere la
avere il tempo per un caffè. Con l’ASA in mo- il pedale che semplicemente attua un co- prima” e partire per il giro del mondo di cui si
dalità manuale le cambiate sono fulminee, mando come se fosse un’istruzione che ar- diceva all’inizio.
55
SU STRADA
DI ANTONIO FEMIA
P
resentata a EICMA 2022, la riedizione quasi archetipica nella sua semplicità. Tecnici re. Oltre ai quattro riding mode preimpostati
della Honda Transalp rappresenta la e designer di Honda non si sono comunque (Standard, Sport, Rain, Gravel) sono disponibili
reincarnazione della media tuttofare seduti sugli allori, concentrandosi sugli aspetti due mappe User configurabili in potenza, freno
che ha segnato una generazione di critici. Dal punto di vista tecnico, a convincere motore, controllo trazione, modalità di inter-
viaggiatori ed esploratori in moto. Con lei è tor- poco era anche la sospensione posteriore piut- vento dell’ABS. Quando si disattivano comple-
nata in gamma Honda un’alternativa più pic- tosto morbida e caratterizzata da un SAG stati- tamente il controllo trazione e l’ABS al poste-
cola ed economica all’ammiraglia Africa Twin, co importante che riduceva di molto l’escursio- riore, tali funzioni vengono ripristinate al valore
ma più votata alla praticità e versatilità per via ne disponibile, abbassando l’altezza da terra. È minimo alla successiva accensione del quadro
delle dimensioni contenute. La prima versione proprio da qui che il team Honda è partito per come misura di sicurezza. Tra le varie configu-
del 2023 fece molto discutere per il frontale realizzare questa nuova versione, che abbia- razioni segnaliamo la possibilità di impostare
mutuato dalla CB500X, che la vulgata bollò mo avuto modo di provare in occasione della tre livelli di reattività del quickshifter sia a salire
come troppo banale e povero, non all’altezza presentazione stampa tenutasi nell’entroterra che a scendere.
di un nome così importante. Un’operazione tut- di Tavira, in Algarve. La regione meridionale del A tutte queste funzioni si accede in modo mol-
to sommato in linea con la politica di Honda Portogallo è stata scelta dalla Casa giappone- to intuitivo tramite la strumentazione TFT da
che spesso utilizza gli stessi componenti per se per via delle strade ben asfaltate e scarsa- 5″, rinnovata con icone più grandi e visibilità
modelli diversi (ad esempio troviamo lo stes- mente trafficate. migliorata grazie all’incollaggio ottico, una par-
so frontale su NT1100 e X-ADV) che però ha ticolare colla tra schermo e vetro esterno che
in qualche modo raffreddato l’entusiasmo per Le novità che servono riduce riflessi e aberrazioni. La strumentazione
questo grande ritorno. Dal punto di vista meccanico nulla è cambiato: è dotata di connettività Honda RoadSync che
A dispetto di tutto il chiacchiericcio, nel 2024 la il motore rimane il bicilindrico in linea da 755 permette di effettuare e ricevere telefonate e
nuova Transalp 750 è stata la quinta moto più cc capace di 92 CV e 75 Nm che per questa messaggi (grazie alle istruzioni vocali con det-
venduta in Italia (la seconda della Casa dopo nuova versione riceve aggiornamenti sull’elet- tatura), ascoltare musica, ricevere indicazioni
Africa Twin), segno della bontà del progetto: tronica. La revisione dei parametri di iniezione di navigazione turn-by-turn con pittogrammi e
una moto ben dotata dal punto di vista tecno- ha portato a un’erogazione più fluida e un’ac- ottenere informazioni meteo. Tutte le funzioni
logico, dalle linee essenziali e senza fronzoli, centuata differenziazione tra le mappe moto- a schermo vengono gestite dal nuovo joysti-
56 SU STRADA
SU STRADA
57
HONDA TRANSALP 750 2025
SU STRADA
ck retroilluminato a quattro vie sul blocchetto di un’apertura anteriore atta a far entrare l’aria
sinistro, forse un po’ piccolo per l’utilizzo con per attenuare le turbolenze intorno al casco.
i guanti invernali ma di sicura efficacia nell’u- L’aggiornamento più importante riguarda le
tilizzo generale. Per muoversi tra i riding mode sospensioni e ha come protagonista il mono-
c’è il tasto dedicato sulla sinistra del joystick: ammortizzatore posteriore con leveraggio Pro-
premendolo a lungo si attiva una scorciatoia Link. Il componente è stato rivisto per offrire un
per la configurazione delle mappe User, utile maggiore sostegno, e anche la forcella è stata
ad esempio per disattivare al volo il controllo modificata per lavorare in accordo con le nuo-
di trazione. La strumentazione offre tre diversi ve impostazioni del mono. Sia la forcella che il
layout, due dei quali (contagiri a barra e circo- mono sono regolabili nel precarico, rispettiva-
lare) mostrano tutte le informazioni desiderate mente su quindici e sette livelli: purtroppo non
che possono essere scelte dall’apposito menu, è presente un pomello al posteriore, e la forcel-
mente il terzo è estremamente semplificato al la si regola “all’antica”, contando i giri del dado
punto di non visualizzare il contagiri. È un pec- superiore senza l’ausilio di un clic.
cato che un cruscotto così chiaro e completo
abbia come complemento solo una predispo- Agile giramondo
sizione per presa 12 V mentre la presa USB-C Appena saliti in sella si sente di avere per le
è relegata al vano sottosella. mani una vera tuttofare. La Transalp 750 2025
Come detto all’inizio, il gruppo ottico è cambia- è una moto compatta che dà la sensazione
to: al posto del riflettore singolo c’è ora un dop- di avere tutto sotto controllo, anche grazie al
pio proiettore alloggiato dietro a un vetro unico peso di 208 kg in ordine di marcia. La sella a
la cui forma può vagamente ricordare il doppio 850 mm di altezza permette un buon appog- www.roadbookmag.it/
faro dell’Africa Twin. Oltre a produrre un fascio gio a terra e la triangolazione ergonomica roadbook46-portogallo
di luce più ampio e profondo, il nuovo gruppo da seduti è molto comoda: braccia distese e
ottico è il fulcro di una modifica estetica e fun- polsi non troppo in alto, busto eretto e piega A questo indirizzo è disponibile
zionale importante: il frontale è ora più scolpito delle ginocchia corretta. La triangolazione in il percorso relativo all’articolo.
e la parte superiore è cresciuta in ampiezza, piedi è accettabile, ma un serbatoio più stret- È consultabile online e scaricabile
con un profilo laterale che si raccorda alla li- to all’altezza delle ginocchia renderebbe tutto per il proprio navigatore
nea del parabrezza; quest’ultimo è ora dotato più facile durante i trail più impegnativi. I piccoli satellitare o dispositivo GPS.
58 SU STRADA
1 IL MOTORE
SU STRADA 59
SU STRADA
mode danno un effettivo carattere alla moto: È con questa mappa che abbiamo percorso 1
come da tradizione Honda, a cambiare da una un tratto smosso in salita piuttosto lungo, che
mappa all’altra non è la potenza massima ma la Transalp 750 2025 ha masticato in modo
l’erogazione. In parole povere, i CV sono sem- eccellente. Non è stato necessario disattivare
pre 92 ma cambia la risposta dell’acceleratore. il controllo di trazione per arrampicarsi in velo-
La mappa Standard è quella più equilibrata cità, con accelerazioni brusche e riprese brio-
e adatta a un turismo rilassato. Attivando la se. Anche in questo caso le sospensioni con
mappa Sport si ha per le mani una moto vi- escursione da 200 mm all’anteriore e 190 mm
brante e reattiva, con un’accelerazione potente al posteriore si sono rivelate all’altezza della si-
e decisa ma sempre gestibile, in una parola go- tuazione offrendo il pieno controllo della moto.
duriosa. La ciliegina sulla torta è il cambio qui- La frenata è molto buona sia su asfalto che
ckshifter che, impostato a livello medio, lavora su fondi naturali: le pinze Nissin mordono con
con precisione e senza sobbalzi anche quando decisione e modulabilità i due dischi a marghe-
lo si strapazza. Il serbatoio da 16,9 litri potreb- rita anteriori da 310 mm, con l’ABS che entra in
be far pensare a una scarsa autonomia ma i funzione in modo discreto solo nelle situazioni
consumi rilevati durante questa prova (in cui limite; anche il posteriore da 256 mm offre un
non ci siamo affatto risparmiati nel ruotare la buon controllo della direzionalità e una frenata
manopola) si sono attestati intorno ai 20 km/l, decisa in fuori strada. Dispiace solo che su un
che si traducono in una percorrenza di quasi mezzo pronto a tutto e dall’elettronica raffinata
350 km prima di rimanere a secco. Ad anda- manchi il cruise control e che i cerchi a raggi
ture turistiche è da ritenere quindi attendibile siano con camera d’aria.
l’autonomia dichiarata di circa 390 km. Poco male perché se, come prevedibile, il
Tra i riding mode si apprezza in modo partico- prezzo rimarrà pressappoco invariato si potrà
lare Gravel, “scritto” per affrontare le strade a avere per le mani una vera globe-trotter con lo dato nuova vita a un progetto già buono in par-
fondo naturale mantenendo l’utilizzo di con- stesso rapporto peso/potenza dell’Africa Twin tenza. Le nuove sospensioni non solo lavorano
trollo di trazione e ABS opportunamente tarati. a poco più di 10.000 euro. In conclusione gli meglio, ma permettono di usare fino in fondo
interventi effettuati sulla nuova Transalp 750 un motore che lavora bene già dai bassi regimi
2025 sono minimi eppure così mirati da aver e allunga fino a 9.500 giri; la protezione aero-
IN SINTESI
PRO CONTRO
Motore reattivo ed elastico Assenza cruise control
Elettronica raffinata Cerchi con camera d’aria
Comfort ed ergonomia Sospensioni regolabili solo con attrezzi
COLORAZIONI
TRICOLOUR ROSS WHITE, PEARL DEEP MUD GREY, GRAPHITE BLACK
ACCESSORI
• RALLY PACK
PROTEZIONI MOTORE, PARAMANI, PEDANE RALLY, QUICKSHIFTER • URBAN PACK
• ADVENTURE PACK TOPCASE 50 LITRI COMPLETO DI PIASTRA, SCHIENALINO E
BARRE PARACARENA, PROTEZIONE RADIATORE, FARETTI LED BORSA INTERNA, PARABREZZA ALTO, CAVALLETTO CENTRALE
• COMFORT PACK • TRAVEL PACK
BORSA SERBATOIO DA TRE LITRI, DEFLETTORI, SELLA COMFORT, VALIGIE LATERALI CON TELAIO E BORSE INTERNE, PRESA 12V
MANOPOLE RISCALDATE, PEDANE PASSEGGERO COMFORT
60 SU STRADA
2
1 IL GRUPPO OTTICO
È STATO RIVISTO E SI
INSERISCE BENE NEL
FRONTALE CON IL NUOVO
PARABREZZA 2 LA SELLA
3 ALTA 850 MM È ALLA
5 PORTATA DI MOLTI ED È
COMODA SULLE LUNGHE
4 DISTANZE; PERMETTE
DI VARIARE POSIZIONE
ED È ADEGUATA ALLA
GUIDA OFF ROAD
3 LA STRUMENTAZIONE
TFT CON CONNETTIVITÀ
HA UNA GRAFICA PIÙ
VISIBILE; L’ELETTRONICA
PERMETTE DI IMPOSTARE
DIVERSI PARAMETRI DEL
MOTORE 4 IL COMPUTER
DI BORDO È INTERAMENTE
GESTIBILE DAL JOYSTICK
RETROILLUMINATO SUL
BLOCCHETTO SINISTRO;
I RIDING MODE HANNO
UN TASTO DEDICATO
SU STRADA 61
SU STRADA
DI ANTONIO FEMIA
C
ome ogni anno è stata anche per biamo infatti voluto replicare la formula dei saperi e buone pratiche che fanno la dif-
noi una grande fatica ampiamen- workshop gratuiti su argomenti utili duran- ferenza tanto quando si è in sella lontano
te ripagata dai tanti lettori affe- te un viaggio in moto, il nostro doposcuola da casa quanto negli spostamenti di tutti
zionati che sono venuti a trovarci per chi ha voglia di perdersi consapevol- i giorni.
per un saluto, recuperare un arretrato o rin- mente nel mondo.
novare l’abbonamento, insieme ai tanti che Anche quest’anno l’iniziativa ha incontrato I workshop di RoadBook a MBE 2025
hanno frequentato i nostri seminari. la fiducia dei partner che ci hanno suppor- I seminari del doposcuola di RoadBook
Forti del successo dello scorso anno, ab- tato in questo momento di condivisione di hanno come scopo quello di lasciare a chi
62 SU STRADA
IL SEMINARIO SU
SU STRADA 63
SU STRADA
MARINO BOLOGNA
SPIEGA INSIEME
A TOTÒ COME
DISTRICARSI
NELL’UTILIZZO
DELL’APP
OSMAND
64 SU STRADA
ANDY WINKLER E JADER GIRALDI
RACCONTANO LA LORO ESPERIENZA
ALL’ULTIMA DAKAR
SU STRADA 65
SU STRADA
UNA POLTRONA
PER DUE
66 SU STRADA
SU STRADA
67
DI DONATO NICOLETTI
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
SU STRADA
D
opo tre anni di onorato servizio Il TFT da 6,5” è touchscreen (per ragioni di maggiore fluidità di funzionamento. Il DCT
nel listino del colosso giapponese sicurezza solo a veicolo fermo) e gestisce lavora in combinazione con la piattaforma
e ventimila esemplari venduti, la le funzioni principali del mezzo, inclusi Blue- inerziale a sei assi la quale misura velocità,
NT1100 si rinnova nel corpo e nello tooth e le opzioni Apple CarPlay e Android angolo di inclinazione, accelerazioni verticali
spirito con una serie di migliorie che imple- Auto. Le linee del serbatoio da 20,4 litri resta- e laterali, forza centrifuga per impostare la
mentano le qualità intrinseche del progetto no sostanzialmente invariate; la sella invece cambiata ottimale. Le novità riguardano an-
originario. ha una seduta più ampia pur risultando più che l’ABS con funzione cornering, il controllo
La gran turismo, o crossover che dir si voglia, scavata nella parte anteriore. Riviste anche di trazione HSTC selezionabile su tre livelli
di casa Honda è stata sottoposta a un’atten- le valigie laterali, più larghe di 25 mm e con ed escludibile, anti-impennata, segnalatore
ta analisi da parte dei tecnici i quali sono capienza incrementata: 37 litri a sinistra e 36 della frenata di emergenza e l’immancabile
intervenuti, con lo zelo e la precisone che li a destra, tanto che possono accogliere an- cruise control.
contraddistingue, sull’estetica e sulle qualità che un casco integrale. Per il 2025 la NT1100 si presenta anche
aerodinamiche (qui le variazioni più evidenti con le sospensioni elettroniche sviluppate
a occhio nudo) e in maniera più incisiva su Sotto il vestito da Showa con il progetto EERA, Electroni-
propulsore e ciclistica. È però sotto il “vestito” che si scoprono cally Equipped Ride Adjustment. Il sistema
le vere novità della Honda NT1100 DCT funziona in base a tre parametri definiti dal
Sopra il vestito Electronic Suspension – la versione stan- sensore dell’escursione (150 mm di corsa su
Le linee della NT1100 diventano più affuso- dard conserva invece il cambio manuale e le entrambi gli assi) dalla piattaforma inerzia-
late, con i volumi che si raccordano tra loro sospensioni tradizionali. Sotto la carrozzeria le e dalla ECU. L’EERA calcola e ottimizza lo
grazie a linee spigolose capaci di snellire l’in- gli ingegneri giapponesi hanno lavorato di smorzamento della forcella a steli rovescia-
sieme nonostante la carrozzeria nella zona fino su meccanica e ciclistica per migliora- ti da 43 mm e del mono posteriore su ogni
del pilota sia diventata più avvolgente e pro- re la qualità generale del mezzo. Grazie agli tipo di terreno, irrigidendo progressivamente
tettiva, con il faro anteriore a LED che ingloba interventi su elettronica e idraulica il sistema le sospensioni di pari passo con l’aumento
anche gli indicatori di direzione, eliminando DCT (Dual Clutch Transmission) opera ora in della velocità, con tempi nell’ordine dei 15
così quelle antiestetiche piccole protuberan- maniera più dolce, annullando quel fastidio- millisecondi.
ze laterali all’avantreno. so “effetto fionda” nel passaggio tra un rap- Il monoammortizzatore ha quattro modalità
Il parabrezza ha dimensioni più compatte e porto e l’altro del cambio. Succede infatti che di precarico eseguibili anche in movimento,
ora può essere regolato manualmente dalla un nuovo algoritmo calcola viscosità e resi- che vanno dal solo pilota alla presenza di
sella – cinque le posizioni disponibili, 167 i stenza del lubrificante all’interno del circuito, passeggero e bagagli.
millimetri di escursione. attuando la frizione in tempi più celeri e con Le Showa EERA lavorano con i riding mode
68 SU STRADA
1 IL PARABREZZA È REGOLABILE
1 2
4
5
SU STRADA
Tour, Urban, Rain e User, due modalità com- maggiorate, cornetti di aspirazione allungati
pletamente personalizzabili che offrono ben di 65 mm, nuova fasatura e centralina con
24 impostazioni di precarico. nuove mappature. L’erogazione risulta più
In Honda non si sono però limitati a lavorare dolce e la coppia sale a 112 Nm, ottenibili a
su estetica, sospensioni e trasmissione, in- 5.500 giri.
tervenendo anche sul propulsore. Cilindrata
e potenza restano invariate (1.084 cc e 102 In strada, comodamente
CV), ma ora ci sono prese d’aria dell’airbox Una volta accomodati sul ponte di comando
si apprezza l’ergonomia della triangolazione
IN SINTESI
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
PREZZO: NT1100 STANDARD 14.890 EURO, NT1100 DCT ES 16.890 EURO
PRO CONTRO 2
Comfort di marcia Complessità blocco comandi sinistro
Ergonomia Accensione schermo touch
Trasmissione Luce a terra in caso di pieghe accentuate 1 IL TOP CASE DA 50 LITRI È OFFERTO
COME ACCESSORIO 2 LE VALIGIE
ACCESSORI
LATERALI, DA 36 E 37 LITRI, SONO
• SELLA COMFORT • BORSA INTERNA TOP CASE DA 25 LITRI
FACILMENTE ASPORTABILI 3 LA BORSA
• PEDANE PASSEGGERO COMFORT • BORSA SERBATOIO DA 4,5 LITRI
DA 4,5 LITRI È UTILE PER RIPORRE
• FENDINEBBIA A LED • SCHIENALE COMFORT PER TOP CASE
IL TELEFONO E ALTRI PICCOLI OGGETTI
• TOP CASE DA 50 LITRI • PANNELLO IN TINTA PER TOP CASE 4 LA STRUMENTAZIONE È RACCHIUSA
NELLO SCHERMO TFT DA 6,5”
70 SU STRADA
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
3
SU STRADA 71
SU STRADA
VECCHIA GUARDIA
DI MARIO CIACCIA
C
oloro che navigano seguendo È quindi un’ottima notizia quella che Gar- Circa dieci anni fa è però uscito il Montana
le tracce, specie in fuoristrada, min abbia deciso di rinnovare la sua serie della serie 600, con schermo da 4” touch
sono divisi tra chi lo fa con lo Montana 700, sostanzialmente in quattro usabile anche con i guanti. 253 g il corpo,
smartphone e chi con dispositivi cose: schermo più luminoso, batteria più 41 g la batteria da 7 Wh. Lo schermo era
specializzati. Gergalmente li chiamiamo potente, ricarica tramite presa USB-C e molto luminoso, se usato alla massima
GPS, ma non esiste un termine preciso, se memoria interna più capace. Esternamen- impostazione.
pensate che in Garmin usano “dispositivo te non cambia nulla, né a livello estetico, Scendendo di livello, navigare diventava
portatile GPS” (DPG). né di dimensioni. difficile. Se non avevi l’attacco del GPS sul
Non staremo qui a disquisire sui pro e Breve passo indietro: nel campo dei dispo- manubrio collegato alla batteria, usare il
contro di entrambe le soluzioni, ma dire- sitivi Garmin specifici per navigare tracce, Montana 600 con lo schermo “a palla” era
mo che la tendenza della popolazione è di per noi motociclisti c’era il 276, con scher- possibile soltanto per tre ore. Poco male:
abbandonare sempre di più i DPG a favore mo da 5” e pulsanti. Ma molti lo trovavano la batteria era piccola, si trovava in rete a
degli smartphone, per cui gli amanti dei troppo grosso e gli preferivano i GPSMAP 21 euro, era facile portarne dietro un po’ di
primi hanno paura che questi si estingue- 60/65 per camminatori a piedi, con scher- scorta e al limite si potevano rimpiazzarle
ranno per sempre. mino da 3”. con tre stilo AA.
72 SU STRADA
LA SCOCCA ROBUSTA
IL DISPOSITIVO
È DOTATO DI
FOTOCAMERA DA
8 MP UTILE PER
ACCOMPAGNARE
LE DESCRIZIONI
DEI PUNTI SALVATI.
LA TECNOLOGIA
INREACH PERMETTE
DI LANCIARE UN SOS
E COMUNICARE CON
I SOCCORSI MEDIANTE
RETE SATELLITARE
IRIDIUM. TRA LE
FUNZIONI EXTRA C’È
ANCHE IL METEO
SU STRADA 73
SU STRADA
non arriva neanche lui ai livelli del 600; co- mera – sempre da 8 Mp – ce l’ha solo il 760i.
munque col 700 si navigava benissimo, E restano, purtroppo, l’interfaccia e i menu
come abbiamo già detto durante la prova delle versioni precedenti, che già segnava-
del 2021. Nelle foto il 760i è quello al centro. no il passo nei confronti degli smartphone.
La memoria interna passa da 16 GB, che Però è facile abituarsi e agire velocemente
erano già tanti, a 32. Per le mappe che ca- anche mentre si guida.
richiamo noi motociclisti forse è una novità Ciò che preme sapere della nuova famiglia
di poco conto, mentre chi va per mare avrà sono la durata della batteria e della ricarica.
maggiore spazio per le carte nautiche digita- Alla massima luminosità è rimasto acceso
li nBlueChart g3. per nove ore, quindi dura il 64% in più. Gar-
Più interessanti sono le altre due modifiche. min dichiara 18 ore col GPS attivo per il 750i
La batteria adesso ha 17 Wh, quindi un bel e 24 per il nuovo, quindi il 33% in più; questa
42% in più, ma esternamente è identica alla durata si raggiunge con l’illuminazione al
precedente: significa che, se hai un 700/750, minimo.
puoi aumentarne l’autonomia di un bel po’. Il A questo grosso miglioramento si aggiunge
prezzo è sempre di 100 euro. la sostituzione della porta Micro USB con
Evidentemente, quando sono stati fatti i pri- la USB-C, che sta già simpatica perché non
mi 700, si era già previsto di aumentare l’au- devi stare ad azzeccare il verso di innesto,
tonomia, per cui quello sportellino-involucro ma soprattutto permette di ricaricare 17 Wh
dev’essere stato progettato più abbondante di batteria in tre ore e venti minuti, mentre il
del necessario, “in increscimento”, come si 700 caricava la 12 Wh in cinque ore. Sulla bi-
diceva quando si compravano i vestiti da 7 lancia, la batteria pesa solo 7 grammi in più.
anni ai bambini di 5. I nuovi 700 costano dai 50 ai 100 euro in più,
Nel suo sito, Garmin spiega bene il funzio- di listino ufficiale Garmin, rispetto ai prece-
namento del sistema inReach ma lo abbia- denti: stiamo parlando di 700 euro per il 700,
mo provato anche noi. Per attivare l’SOS è 850 euro per il 710i e 950 euro per il 760i. Il
sufficiente spostare il coperchio di gomma prezzo lo mette in diretta concorrenza con
e premere a lungo il tasto. È un sistema che gli smartphone più dotati che, oltre a navi-
può salvarvi la vita, se doveste trovarvi per gare molto bene, fanno un milione di altre
terra, fratturati, da soli e nel mezzo del nulla. cose.
Questa prova s’è svolta durante una bella Ma ha certamente senso considerare un
OLTRE CHE CON LA STAFFA È
giornata di nebbia, di quelle dove, a momen- dispositivo specifico come questo, più re-
POSSIBILE ALIMENTARE IL DISPOSITIVO
ti, devi usare il GPS persino per trovare la via sistente alle intemperie e alle vibrazioni,
dove abiti. Lo schermo si vede meglio, spe- dotato a richiesta di supporto specifico MEDIANTE LA PRESA USB-C PROTETTA
cie mentre si guida e si possono buttare solo alimentato e, a sua volta, studiato per re- DA UNA COVER IN GOMMA. IL TASTO
occhiate veloci sullo strumento. sistere alla dura vita di qualsiasi oggetto SOS È PROTETTO DA UN COPERCHIO
Quindi, per esempio, le previsioni meteo venga fissato su una moto, specie se usata RIGIDO PER EVITARNE L’ATTIVAZIONE
sono sul 710i e sul 760i, mentre la fotoca- in fuoristrada. INVOLONTARIA
L’INTERFACCIA
È UN PO’ DATATA,
SOPRATTUTTO PER
QUANTO RIGUARDA
LA GRAFICA DEI
MENU E LA LOGICA
DI FUNZIONAMENTO.
IN COMPENSO
LA QUALITÀ
DELLO SCHERMO
TRANSFLETTIVO,
LA ROBUSTEZZA
E LA PRECISIONE
DELLE MISURAZIONI
RENDONO IL MONTANA
UNO STRUMENTO
TRA I PIÙ AFFIDABILI
74 SU STRADA
OLTRECONFINE
OLTRECONFINE 75
OLTRECONFINE
DI NICOLA FIORESE
VERDI DISTESE
E ROSSE CICATRICI
In Bosnia sulle tracce della storia recente del Paese
balcanico. Da Sarajevo a Mostar tra un passato
difficile da dimenticare e un futuro pieno di speranza
A
pprofittando del ponte del 25 apri- di mortai ricordo della guerra civile riempiti Verso Mostar
le decido di visitare la Bosnia ed di vernice rossa a titolo commemorativo. Il mattino seguente mi metto in strada per
Erzegovina. Parto senza un pro- La Baščaršija è il cuore storico della città; raggiungere Mostar. Facendomi largo tra i
gramma preciso, perché voglio qui si trova la Sebilj, una fontana rivestita turisti entro in uno dei numerosi locali per
che siano il caso e l’istinto a guidarmi. Da in legno nei pressi della quale mi conce- assaggiare un’altra specialità di origine tur-
Trieste raggiungo la Slovenia e passo in do un caffè bosniaco. Poi visito la Galerija ca: il börek è una torta salata arrotolata che
Croazia. Piove, fa freddo e le cime delle Alpi 11/07/95, una toccante mostra fotografica può essere riempita con carne macinata,
Dinariche sono ancora coperte di neve. sul genocidio di Srebrenica operato dall’e- verdure o formaggio.
sercito serbo. A seguire incrocio la bibliote- Oltre al cibo, Mostar offre la moschea Koski
In Bosnia ca universitaria, la cattedrale del Sacro Cuo- Mehmed-Pasha, dal cui minareto si può
Entro in Bosnia e a Drvar trovo un B&B per la re e il Ponte Latino. godere il migliore panorama della città, e
notte. L’indomani ci sono 2 gradi: mi metto Al tramonto mi sposto verso il Bastione ovviamente lo Stari Most – il ponte vecchio
addosso di tutto e prendo la via di Sarajevo. Giallo, dal quale si gode un bel panorama – distrutto nel 1993 dai croato-bosniaci e ri-
La strada è una sorpresa: curve, rettilinei, la- della città, mentre riecheggiano i richiami costruito solo undici anni dopo.
ghi e punti panoramici, ideali per fotografa- alla preghiera dei muezzin: uno spettacolo Ripresa la moto procedo verso Knin, dove
re. A Sarajevo mi concedo un piatto di pita e unico che difficilmente dimenticherò. Trovo ho previsto di passare la notte. Quindi rien-
ćevapčići e mi dedico al baklava, lo stucche- un ristorante e ceno con zuppa di verdure e tro in Croazia e lungo la strada faccio sosta
vole e zuccheroso dolce turco. Meno dolci un delizioso stufato. Ancora due passi per per il pranzo a Sinj. Ne approfitto per visitare
sono le “rose di Sarajevo” i fori di proiettili e gli ultimi scatti e poi mi infilo in branda. la locale fortezza, e penso a quanto sia me-
76 OLTRECONFINE
1
BOSNIA ED ERZEGOVINA
1 NEL CENTRO STORICO DI SARAJEVO 2 L’INCONFONDIBILE STARI
MOST A MOSTAR 3 L’ANTICA FORTEZZA DI KNIN
Di nuovo in Croazia
Raggiungo il B&B a Knin in contemporanea
con Rastislvs, un motociclista slovacco il
quale mi offre un bicchiere di whisky che
accetto volentieri.
Knin non ha un vero centro storico, però
c’è l’immancabile fortezza sulla collina
che domina la cittadina: il suo panorama è
l’ennesimo regalo di questa esperienza. A
cena – una pizza decente – Rastislvs mi
racconta dei suoi viaggi, e rifletto sul fatto
che non viaggio mai abbastanza. Rientrati
al B&B troviamo i padroni di casa che ci at-
tendono con una bottiglia di Jägermeister.
Dopo qualche bicchiere e molte chiacchie-
re mi rendo conto che le lingue slave sono
OLTRECONFINE
ANCORA
PIÙ A EST
E
ro rimasto a Ghazni in Afghani- La TV della verità è altrettanto emblematica: «I nostri morti
stan (RoadBook 43) e da qui ri- Le nicchie che ospitavano i giganteschi non avevano peso mediatico, le statue in-
prendo a narrare la mia esperien- Buddha sono desolatamente vuote da vece sì. Così venne deciso di farle saltare
za di vita motociclistica sulle rotte quando, nel 2001, l’iconoclastia talebana in aria per mostrare al mondo la nostra
dell’Oriente, intenzionato a raggiungere decise di eliminare ogni traccia di ciò che determinazione nel volerci riprendere la
la catena montuosa più alta del pianeta, veniva venerato prima che Maometto dif- nostra terra».
quell’Himalaya il cui nome evoca vette fondesse la sua parola in questa parte di Dopo aver visitato il parco nazionale
mitiche, imprese leggendarie e spiritualità mondo. Qui incontro una troupe televisiva, Band-e-Amir arrivo a Kabul ritrovando po-
tanto semplice negli usi quanto profonda la quale mi propone un’intervista: accetto vertà, polvere e posti di blocco, ma anche
nella capacità di sondare l’animo umano. a condizione che poi sia io a porre loro frammenti di normalità in un Paese con
Ed è proprio la ricerca della spiritualità – alcuni quesiti. Per cui chiedo come mai ancora troppe contraddizioni, come i muri
quantomeno quella visiva – che mi porta in pochi parlano inglese nonostante la e il filo spinato che fanno ancora parte
a Bamiyan, dove la montagna fu scavata ventennale presenza americana: mi vie- dell’arredo urbano ordinario. La strada Ka-
dall’uomo per renderla prima luogo di ri- ne risposto che «gli yankee se ne stavano bul-Jalalabad è considerata tra le arterie
fugio e poi centro religioso, in seguito bru- chiusi nelle loro basi e quando uscivano più pericolose del pianeta, perché si snoda
talmente mutilato da chi ha una visione non era mai un buon segno». La risposta in territorio talebano ed è teatro di inciden-
delle cose retrograda e mistificatrice. sulla scomparsa dei Buddha di Bamiyan ti mortali a causa delle precarie condizioni
78 OLTRECONFINE
ASIA
prima città in territorio pakistano; vecchia
e fatiscente ma con infrastrutture moder-
ne. Esco a fare due passi tra odore di frit-
to e immondizia, tra medicanti, sirene e gli
immancabili tuk-tuk.
Un commerciante mi invita nel suo picco-
1 lo negozio offrendomi del lassi, tipica be-
vanda a base di yogurt, e la possibilità di
conversare con qualcuno del posto.
Peshawar mi ospita per un paio di giorni,
poi decido che è tempo di muovermi ver-
so nord. Guidare tra le zone montuose del
Pakistan non è qualcosa che può essere
affrontata con leggerezza: il navigatore
GPS mi aveva allertato paventandomi
circa sette ore di percorrenza per coprire
trecento chilometri, ma io non gli avevo
creduto. Pensavo, ingenuamente, che le
mie capacità di guida e una moto legge-
1 IL CONCETTO DI STRADA IN
AFGHANISTAN 2 UNO DEI NUMEROSI
POSTI DI BLOCCO CONTROLLATI DAI
TALEBANI 3 GHAZNI, IL NIENTE
IN MEZZO AL NULLA
2
3
di sicurezza. Eppure da qui passano tutte
le merci provenienti dal Pakistan, uno dei
pochi Paesi che intrattiene rapporti com-
merciali con l’Afghanistan. Di questa terra
che sto per lasciare conserverò lo stupo-
re della sua gente, i sorrisi, la curiosità, la
gentilezza, l’ospitalità e le bottiglie d’acqua
offertemi direttamente dalle auto in corsa.
Ma anche i paesaggi, i monumenti e –
sembrerò blasfemo – gli occhi penetranti
dei talebani dei quali faticavo a sostenere
gli sguardi perché trasmettevano più tri-
stezza che cattiveria.
3
UNA TROUPE TELEVISIVA MI PROPONE UN’INTERVISTA:
ACCETTO A CONDIZIONE CHE POI SIA IO
A PORRE LORO ALCUNI QUESITI
sembrano migliori rispetto a quelle dei arroganza. Incrocio padre e figlio con mo-
territori appena lasciati che segnano il torino: hanno bucato, sono in ritardo ma
confine con l’Afghanistan. Qui le baracche non posso abbandonarli e impieghiamo
sono meno fatiscenti e più ordinate, le due ore per riparare la gomma. Sta fa-
donne esistono, hanno un volto e in alcuni cendo buio e non riuscirò a raggiungere
casi anche i capelli. il primo villaggio, ma il karma mi premia:
La gente è cordiale, i bambini si sbracciano un ragazzo spunta dal nulla e mi invita a
per salutare, le auto si muovono con meno passare la notte nella sua casa sul fiume.
80 OLTRECONFINE
ASIA
Khunjerab Pass
AFGHANISTAN
Kabul
Bamiyan
www.roadbookmag.it/roadbook46-asia
Islamabad
Ghazni A questo indirizzo è disponibile
il percorso relativo all’articolo.
Manali È consultabile online e scaricabile
per il proprio navigatore satellitare
Lahore o dispositivo GPS.
PAKISTAN
NEPAL
Agra Katmandu
Varanasi
INDIA
OLTRECONFINE 81
OLTRECONFINE
no dicendomi che potrò contare su di lei
in caso di bisogno. Non male come ben-
venuto in India!
Amritsar dista trenta chilometri dalla fron-
tiera ed è li che mi dirigo perché la picco-
la KTM necessita di un tagliando già da
parecchio tempo. Trovo un hotel, mi lavo,
esco, attraverso la strada ed entro in un
wine shop: non resisto, e dopo quasi un
mese di rettitudine analcolica mi regalo
una piccola quantità di vodka.
Bottiglia in tasca e sigaretta accesa mi
dirigo baldanzoso verso il Golden Temple
– il centro spirituale del sikhismo – ma
la security mi blocca ancor prima dell’in-
gresso contestandomi la pratica del taba-
gismo e soprattutto il flacone di vodka. Mi
trattano come un balordo, tento di convin-
cerli che non lo sono, ma vengo respinto.
Fortunatamente la visita è solo rimanda-
1
2
82 OLTRECONFINE
ASIA
ta al giorno seguente quando incontro Finisco la serata a casa della sua fami- sare a Tiziano Terzani e al suo rapporto
Ronjiee Singh, giovane sikh al quale mi glia, discutendo con la madre sul karma con l’India che, seppur sporca, povera,
accomuna il possesso della KTM 390 Ad- del nostro incontro. bugiarda, corrotta, impietosa e indifferen-
venture. Grazie a lui posso vivere la visita te, una volta incontrata difficilmente la si
al Golden Temple in maniera speciale: se- Da un misticismo all’altro dimentica.
guo la sua preghiera, mi immergo con lui Muovendo verso McLeod Ganj – dove vi- Continuo verso nord con l’intenzione di
nelle acque della vasca sacra ed entro in vono il Dalai Lama e il governo tibetano raggiungere il Ladakh e i suoi passi verti-
diretto contatto con il misticismo dei sikh. in esilio – non posso fare a meno di pen- ginosi, ma dopo Manali trovo frane, strade
impraticabili e blocchi stradali che mi fan-
no desistere dal proposito, visto il poco
tempo che ancora mi rimane per raggiun-
gere la mia meta.
Dato che la strada verso l’Himalaya india-
no mi è preclusa decido allora di punta-
re verso sud, cercando di ripercorrere in
qualche modo le orme del buon Tiziano.
Quindi lascio l’Himachal Pradesh, attra-
verso Delhi ed entro nell’Uttar Pradesh la
cui capitale Agra custodisce il luogo più
famoso dell’India, quel Taj Mahal rivesti-
to di candido marmo e ridotto a feticcio
4
5
4
OLTRECONFINE
per turisti provenienti da ogni dove.
Era solo questione di tempo, l’india che 1 SOSTA RISTORATRICE
cercavo non era ad Agra ma a Varanasi. È LUNGO LE STRADE DEL
questa l’India di Terzani: la vedo ovunque
NEPAL 2 KATMANDU,
tra mercati rumorosi e tuk-tuk beffardi,
tra clacson impazziti e pedoni strafot-
LA MOTO VIENE PREPARATA
tenti, tra case fatiscenti e hotel di lusso PER LA SPEDIZIONE AEREA
3 OSPITE A CASA DELLA
ma soprattutto nella melma del Gange
tra escrementi, preghiere e pire funerarie. GIOVANE HARTY
Dalle finestre delle case risuonano canti 4 L’INTERNO DI UN TEMPIO
e nenie mentre pittoreschi sādhu e occi- BUDDHISTA A KATMANDU
84 OLTRECONFINE
ASIA
3
OLTRECONFINE 85
OLTRECONFINE
UN’AVVENTURA
SABBIOSA
Un viaggio in Marocco con tanto off road alla scoperta
di un popolo e di una terra affascinante. Tra imprevisti
e incontri, la realizzazione di un viaggio tanto sognato per anni
S
barcati a Tangeri e compiuto con- Si va a sud vare dall’alto le vasche dove vengono trattate
trolli e registrazioni di rito ci diri- Anche se prevalentemente su asfalto, in que- le pelli, abbiamo la possibilità di ammirare a
giamo verso Chefchaouen, che ci sta prima tappa non ci facciamo mancare le distanza ravvicinata la maestria dei conciatori
affascina fin da subito. Appena arri- difficoltà, tra la pioggia battente e una tempe- che le lavorano con dei coltellacci come fosse
viamo ci si avvicina un locale per indicarci un sta di sabbia che ci sferza per bene. Fès è tra le la cosa più facile al mondo.
luogo sicuro dove parcheggiare e un riad in città più importanti e antiche del Marocco e il Lasciamo la città imperiale, stavolta inten-
cui passare la notte. Il nostro nuovo amico ci suo suq rimane autentico e vivace nonostante zionati a impolverare le moto. Iniziamo con
porta poi a visitare la medina della Città Blu, i tanti turisti. È qui che la sera ci perdiamo volu- un po’ di sterrati e piste poco impegnativi. A
così viene chiamata, dove possiamo saggia- tamente a piedi, facendo nuove conoscenze e un certo punto ci ritroviamo in mezzo a un
re l’ospitalità locale. La colazione sulla terraz- cenando alla buona nei luoghi frequentati dai piccolo canyon profondo e largo una decina
za dell’hotel il mattino dopo ci permette di locali. L’antica città è famosa per il commer- di metri. Torniamo indietro per trovare come
ammirare dall’alto i tetti della medina, che vi- cio e le sue storiche concerie che riusciamo a uscirne ma non capiamo come fare: ci tocca
sitiamo ancora una volta per godere alla luce visitare dall’interno: le raggiungiamo prima di proseguire fin quando non troviamo un guado
del sole dei suoi vividi colori che ci rapiscono lasciare la città, con le moto cariche che affi- particolarmente ostico in fondo a una frana.
al punto di perdere la via dell’hotel. Una volta diamo a un parcheggiatore mentre l’ennesimo Decidiamo di lanciarci giù, superando l’osta-
trovata la strada, carichiamo le moto e pun- figuro si offre di farci da guida. Decidiamo di fi- colo senza intoppi. Concludiamo la prima
tiamo verso Fès darci e facciamo bene perché, invece di osser- giornata di off road in un alberghetto anonimo
DI DAVIDE MORRA
1
MAROCCO
2
in un punto imprecisato sulla strada verso Er- ramente da soli e bisogna ricordarsi sempre
rachidia. di avere con sé acqua, carburante, cibo e una
L’indomani cominciamo a fare sul serio inol- tenda dove poter riposare. Inizia una discesa
trandoci su strade che da asfaltate diventano durissima dove appoggiamo le moto a terra
piste facili e divertenti, ma dura poco. Le piog- un paio di volte. Per evitare di passare il po-
ge dei giorni precedenti hanno trasformato la meriggio a contare le buche, ci decidiamo a
pista in una palude di argilla nella quale riman- percorrerla tutta d’un fiato.
go invischiato rimediando una dolorosissima Riusciamo a fare rifornimento un attimo pri-
storta alla caviglia e al ginocchio che mi fa ma di finire a secco in un villaggio proprio
cadere da fermo. Marco, il mio compagno di quando il sole sta per calare. Mentre cerchia-
viaggio, mi aiuta a rialzarmi e riparto con fati- mo sul web dove passare la notte, sbuca il so-
ca per via del ginocchio gonfio. lito locale che si ferma ad attaccare bottone e
Ho difficoltà a guidare in piedi e a governare ci consiglia un albergo gestito da una signora
la moto, ma proseguiamo ugualmente fino italiana, dove possiamo parcheggiare in sicu-
a 2.700 metri di altitudine, mentre l’off road rezza le moto e assaggiare i suoi famosi spa-
comincia a farsi impegnativo. In questi luoghi ghetti. Per stasera niente passeggiata perché
sperduti, fantastici ma ricchi di insidie, si è ve- il ginocchio fa molto male.
OLTRECONFINE 87
OLTRECONFINE
1 LE CASCATE DI OUZOUD
2 VERSO LE GOLE DEL TODRA 1
DOVE MANGIARE
E DORMIRE
RIAD LA SANTA
Rue Benjelloun Rue Bendiban
91000 Chefchaouen
Tel.+212 609910089 1
RIAD KHOULOUD
Bab El Khoukha Hay Akesbi, 8 www.roadbookmag.it/roadbook46-marocco/
30000 Fès - Tel. +212 661686117
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N10 Route de Goulmima, il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.
52000 Errachidia
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88 OLTRECONFINE
MAROCCO
Nel deserto vero dopo una cena a lume di candela come una
Dolorante sì, ma l’ostinazione non cala. Ri- vecchia coppia affiatata. Non manchiamo di
partiamo verso l’agognata Merzouga, inol- fare una vista alle cascate l’indomani, ma tut-
trandoci su un terreno duro che presto lascia to quel camminare mette a dura prova il mio
spazio a lingue di sabbia insidiose. Marco ginocchio dolorante.
cade e veniamo subito soccorsi da alcuni no- Meglio rimettersi in moto e proseguire verso
madi che si offrono di guidarci fino a un loro Marrakech dove, dopo esserci sistemati in
accampamento. Qui li salutiamo per prose- hotel e strigliati ben bene, prendiamo un taxi
guire da soli: riusciamo a uscire dal deserto, per raggiungere la caotica piazza Jamaa el
trovando da dormire proprio alle porte della Fna e il suq adiacente, nel quale ci perdiamo
distesa di dune in un hotel lussuoso ma tutto piacevolmente tra un souvenir e l’altro prima
sommato abbordabile. di dedicarci alla cena in un ristorante con ter-
L’indomani attraversiamo il paesaggio di roc- razza ad ammirare lo spettacolo della piazza
ce rosse e strade tortuose che conducono brulicante. Da qui in poi puntiamo a nord ver-
alle gole del Todra, passate le quali incon- so la fine del viaggio: di volata ci fermiamo
triamo piste facili e divertenti. Dopo un intero a Casablanca per un panino con vista sulla
pomeriggio di trastullo raggiungiamo Bou- grande moschea per poi proseguire e rag-
malne Dades, dove ci fermiamo per la notte giungere prima possibile l’imbarco. Arrivati a
prima di visitare le omonime gole alla luce Tangeri ritroviamo altri viaggiatori incontrati
del giorno. Dopo questo capolavoro della na- per strada durante questo viaggio, altri anco-
tura affrontiamo uno sterrato che ci porta a ra conosciuti durante la traversata di andata,
quasi 3.000 metri di quota e poi giù fino alle che rendono meno tristi le operazioni di im-
cascate di Ouzoud, dove passiamo la notte barco per il rientro a casa.
2
OLTRECONFINE 89
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STORIE E PERSONE 91
STORIE E PERSONE
DI KLAUS NENNEWITZ
92 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
I RE DELLA SAVANA
Si è svolta in Namibia la nona edizione
dell’International BMW GS Trophy. Sei squadre femminili
e sedici team maschili si sono dati battaglia per aggiudicarsi
gli ambiti trofei: quest’anno c’era anche una squadra italiana
STORIE E PERSONE 93
STORIE E PERSONE
O
gni due anni BMW Motorrad
organizza questo spettacolare
evento in alcune delle aree più
esotiche del pianeta. Il BMW GS
Trophy però non ha molto a che fare con
la pura competizione, con la velocità o i
tempi delle prove speciali, ma ha invece
attinenza con le capacità di guida, la de-
strezza, le competenze tecniche, la cultu-
ra motociclistica e, soprattutto, lo spirito
di squadra.
Chiunque sia interessato può partecipa-
re al GS Trophy, una tantum, a patto che
superi le impegnative selezioni. 1.200 ap-
passionati di tutto il mondo si sono iscrit-
ti alle prove di qualificazione: ne sono
uscite sedici squadre maschili – formate
da tre piloti – e sei squadre femminili –
con due amazzoni ciascuna – provenienti
da ben ventitre Paesi. Le moto prescelte
erano naturalmente le BMW R 1300 GS di
serie, equipaggiate con accessori origina-
li e pneumatici Metzeler Karoo 4 montati
su ruote a raggi tubeless.
1
Il lodge sull’altopiano
Il fulcro dell’evento è stato il Midgard Lo-
dge di Okahandja sull’altopiano centrale
della Namibia, situato novanta chilome-
tri a nord della capitale Windhoek, dove
il clima estremamente secco e caldo e
le forti escursioni termiche tra il giorno
e la notte hanno messo a dura prova le
capacità psicofisiche dei partecipanti. I
pernottamenti in tenda e le lunghe tap-
pe giornaliere, fino a 450 chilometri con
quasi dieci ore di guida, hanno richiesto
prestanza fisica, resistenza mentale e
un intenso lavoro di squadra, soprattutto
durante le sezioni speciali. In ogni tappa i
partecipanti si sono trovati ad affrontare
diversi passaggi selettivi, alcuni dei quali
erano percorsi combinati di enduro e trial
dove l’obiettivo principale era quello di
LE MOTOCICLETTE BLOCCATE
NELLA SABBIA POTEVANO ESSERE
RECUPERATE SOLAMENTE CON
L’AIUTO DEI COMPAGNI DI SQUADRA
94 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
4
STORIE E PERSONE 95
STORIE E PERSONE
terminare il tracciato prestabilito in modo
pulito, per intenderci senza poggiare i pie-
di a terra, mentre i tempi di percorrenza
avevano importanza secondaria. Le mo-
tociclette incagliate o bloccate nella sab-
bia potevano essere recuperate solamen-
te con l’aiuto dei compagni di squadra e il
tempo segnato valeva sempre per l’intero
team. Oltre alle pure esperienze di guida
si sono svolte anche prove di riparazione
degli pneumatici, di navigazione a piedi
con la bussola, una sfida fotografica e
un quiz per testare la cultura generale dei
partecipanti con domande sulla Namibia,
sulla BMW R 1300 GS o sul trofeo stesso.
Uno dei parametri fondamentali era la ne-
cessità di completare l’evento portando
la propria moto integra al traguardo, per-
ché a ogni danno causato venivano asse-
1
96 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
gnati dei punti di penalità e gli pneumatici
dovevano durare per tutta la settimana.
La prima tappa si è sviluppata principal-
mente sui pistoni di ghiaia, larghi fino a
venti metri, che si diramano in direzione
ovest per raggiungere il Rock Painting Lo-
dge ad Ai Aiba. La seconda prova speciale
della giornata, svoltasi nel letto sabbioso
di un fiume in secca, ha riservato delle
vere e proprie sorprese, specialmente per
la classifica femminile. Il team maschile
sudafricano, vincitore delle ultime quat-
tro edizioni, ha preso il comando dopo la
prima tappa davanti alla squadra tedesca,
mentre l’Italia con Andrea e Massimo Gio-
ia (padre e figlio) e Mauro Zucca si instal-
lava in una promettente quinta posizione.
La sabbia indigesta
Il giro mattutino del secondo giorno, svol-
tosi su un percorso molto tecnico fra le
rocce, è stato una sofferenza per molti
concorrenti a causa della sabbia morbida
che ha creato profondi solchi e alzato
98 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
nuvole di polvere impenetrabile. Diversi ca, i concorrenti sono tornati a percorrere stopher Michi, Jan Stahl e Niko Wecker
team si sono trovati in grande difficoltà, le piste veloci, questa volta dalle aree mi- nella prova speciale finale: i tre piloti te-
impiegando oltre cinque ore per comple- nerarie del deserto del Namib fino al Bo- deschi hanno danzato lungo il percorso
tare il percorso di appena quaranta chilo- sua Pass, transitando infine per la capita- completandolo in maniera netta, vale a
metri, incluse le due prove speciali. le Windhoek prima di fare ritorno al cam- dire senza mai mettere un piede a terra.
È andata meglio nel pomeriggio, perché po base del Midgard Lodge di Okahandja. Così, dopo dodici lunghi anni di attesa il
i partecipanti hanno beneficiato di invi- Dopo circa 450 chilometri di prove spe- team tedesco torna a primeggiare nel GS
tanti piste veloci per raggiungere lo Spi- ciali, alcune delle quali percorse in mezzo Trophy, questa volta davanti a Sudafrica
tzkoppe, una montagna che si erge per alla polvere, il team tedesco rafforzava il e Brasile. Niente podio invece per gli ita-
700 metri sopra la pianura – conosciuta suo primato mentre quello tricolore risa- liani: Andrea e Massimo Gioia con Mauro
anche come il Cervino della Namibia per liva in sesta posizione, teoricamente non Zucca hanno mostrato ottime capacità
la sua forma impressionante – che ha molto distante dal podio. nella guida in fuoristrada, ma l’agguerri-
compensato le sofferenze patite dai più In ambito femminile invece la lotta era tissima concorrenza internazionale non
al mattino. Lo Spitzkoppe è stato per due ben più serrata e tutto era ancora in palio ha permesso loro di andare oltre il setti-
notti il campo base del GS Trophy, visto nell’ultima giornata. Dopo una prova mol- mo posto finale.
che le tappe più difficili dell’evento si to convincente la squadra internazionale
sono svolte nei dintorni delle sue sugge- – composta dalla polacca Malgorzata Ja-
stive rocce monolitiche, come le decine
di chilometri percorsi nei letti sabbiosi dei
kubiak e dalla ceca Anna Cordovà – si è
aggiudicata il trofeo prevalendo sul team
RISULTATI
fiumi che hanno messo a dura prova le giapponese e su quello francese.
TEAM MASCHILI:
capacità di guida e la resistenza fisica dei Superlativa invece la prestazione di Chri-
1. Germania, 283 punti
partecipanti. Dopo la quarta tappa, con
2. Sudafrica, 223
arrivo a Swakopmund sull’Oceano Atlan-
3. Brasile, 177
tico, il team tedesco precedeva di poco
quello sudafricano, mentre il trio italiano
TEAM FEMMINILI:
era sceso al settimo posto.
1. Internazionale, 278 punti
Il penultimo giorno, dopo la partenza con
2. Giappone, 273
temperature mitigate dalla brezza atlanti-
3. Francia, 267
STORIE E PERSONE 99
STORIE E PERSONE
L’APPARENZA
INGANNA
Fisico minuto, sguardo vispo e dolce, modi gentili:
Andy Winkler non ha certamente le fattezze del pilota da battaglia
pronto per la brutalità dei rally, eppure è appena tornato
dall’Arabia Saudita dove ha partecipato alla Dakar
nella logorante categoria Malle Moto
DI DARIO TORTORA
U
na delle tante belle storie dalla
Dakar 2022 fu la partecipazione
del veterano Aldo Winkler (sette
edizioni in terra d’Africa) insieme
al figlio Andy, gran manico nel cross ma
praticamente debuttante nei rally. Elegan-
tissimi nelle loro tute bianche e nere su
cui spiccavano i loghi Nikon, Schuberth,
Bell e gli altri marchi di cui sono distri-
butori per l’Italia tramite le loro aziende,
hanno coronato il sogno di vivere insieme
un’avventura in grado di condensare il loro
amore per la natura, i viaggi e ovviamente
le motociclette.
Nel nutrito plotone di italiani che si sono
cimentati nella Dakar 2025 spiccava an-
cora il nome di Andy, questa volta da solo
e iscritto alla categoria Malle Moto, la sfi-
da suprema, quella in cui ogni pilota deve
bastare a se stesso per tutta la durata
della gara senza poter contare su alcun
tipo di assistenza se non quella eventual-
mente offerta dai compagni di categoria e
con le attrezzature e i ricambi che trovano
posto nella famosa cassa da 80 litri.
Nella Malle Moto si corre durante il giorno Dopo tanti anni di motocross, anche to, avventure e incontri con i Tuareg cosa
per 500, 800 chilometri e all’arrivo al bi- competitivo, ti sei affacciato ai rally. può arrivare a immaginarsi. Sono cresciu-
vacco bisogna rimettere in sesto il mezzo Come è nata questa decisione e quan- to con questi sogni incredibili, ma allo
e il pilota. Un’esperienza estenuante, una to hanno influito i racconti di tuo padre stesso tempo anche con storie di grandi
feroce privazione fisica (di cibo, di sonno), Aldo sulle sue avventure alle edizioni pericoli e raccomandazioni sulla pericolo-
ma per ognuno dei partecipanti la vera africane? sità del deserto.
vittoria consiste nel riuscire ad arrivare al I racconti di Aldo mi hanno sempre affa- La decisione di fare i rally è stata forte-
traguardo e nessuno vorrebbe affrontare scinato, immaginatevi un bambino che mente influenzata da questi racconti, ho
l’esperienza in modo diverso. sente le storie di gare in moto nel deser- deciso di parteciparvi quando è diminu-
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TRACCE GPX
Code con un
lettore di codici
del telefono (basta
L
usare la fotocamera
e tracce GPX sono insiemi di punti che disegnano un su iOS e sulla
itinerario nello spazio; non sono navigabili con indicazioni maggior parte dei
di svolta come quando ci facciamo portare verso una telefoni Android)
destinazione (ad esempio quando si usa Google Maps, e confermate
che infatti per il GPX non va bene). È compito del pilota seguirle l’apertura
verificando che la propria posizione indicata da un dispositivo dell’indirizzo.
GPS (navigatore o smartphone) rimanga sulla traccia indicata. Si apre la pagina dell’itinerario.
Non è strettamente necessaria ma è ovviamente utile avere una In alto c’è l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico;
in basso si trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX.
cartografia raffigurata sotto la nostra posizione e la traccia.
Noi forniamo le tracce in formato GPX (il formato universale utilizzato Nella cartella download dello smartphone toccate sul file GPX
per scambiare punti con coordinate geografiche tra software e della traccia per aprirla e scegliete l’app che preferite. A titolo di
dispositivi diversi) e KMZ (il formato nativo di Google Earth e Google esempio riportiamo le schermate di OsmAnd, Guru Maps e Locus
MyMaps che contiene le stesse informazioni del GPX). Map, ma va bene qualsiasi app che trovate sugli store in grado di
visualizzare file GPX.
PER CHI USA UN NAVIGATORE GPS TIPO GARMIN O TOMTOM
Ricordate che
Dal browser del computer digitate l’indirizzo web a corredo della gli smartphone
mappa nell’articolo. Si apre la pagina dell’itinerario. In alto c’è moderni dotati
l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico; in basso si di fotocamera
trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX. stabilizzata si
danneggiano con
le vibrazioni, per
cui è utile usare un
supporto adeguato
o dotarsi di un
apposito terminale,
magari rugged.
Se
E il file KMZ? Serve per essere usato con Google Earth nel
caso si voglia verificare la traccia in 3D e l’orografia del terreno;
consente inoltre di individuare al volo i punti di interesse grazie
alle icone
specifiche e
di verificare
potenzialmente
invece preferite scaricare le tracce GPX di RoadBook con uno ogni tratto di
smartphone, seguite le indicazioni a lato per scaricare il file strada coperto
e poi utilizzate l’app del produttore del navigatore GPS per il da Street View.
caricamento del file GPX sul suo servizio cloud (come Garmin
Explore e TomTom MyDrive).
110
cose
che
capitano
DOVE OSANO I QUADRICOTTERI
E
state 2022: siamo in Grecia, sulla le sue routine di avvio mentre aggancio il si ricollega al drone. Dopo circa un minuto,
statale 82 che collega la piana di radiocomando al telefono. sentiamo il ronzio delle eliche ma qualcosa
Sparta a Kalamata. La mia signora e non va: il drone non riceve più le istruzioni
io siamo in vacanza ma abbiamo un I droni DJI Air della prima versione hanno del radiocomando (o è quest’ultimo a non
patto: Alessandra mi farà da fotografa per i un’autonomia sufficiente e una buona qualità inviarle), per cui il rientro automatico non può
tre giorni necessari a tirare fuori un reportage dell’immagine ma soffrono di un’antenna essere interrotto e lui continua ad andare
di viaggio, e in cambio negli altri giorni ci GPS poco potente, che spesso implica tempi verso quello che ritiene il suo punto di decollo.
fermeremo ovunque e in qualsiasi momento biblici per l’acquisizione del punto Home,
lei desideri per un numero indefinito ovvero le coordinate del punto di decollo: Avete capito il colpo di genio, vero? Non
di bagni nell’acqua cristallina dello Ionio. senza questo, il drone può solo alzarsi a ancora? Ve lo spiego. Il suo punto Home è
Tutto sommato un sacrificio accettabile. due metri dal suolo. Siccome ci troviamo al centro della gola, il cui suolo giace però
sul fianco di una gola, il quadricottero non ad almeno 50 metri più in basso rispetto alla
È la fine della prima giornata di lavoro e di riesce ad agganciare un numero di satelliti strada dove ci troviamo: se non riprendo il
foto ne abbiamo fatte davvero tante: già sufficiente a calcolare la propria posizione. controllo, è lì che pensa di dover atterrare.
so che ci vorranno ore per scegliere quelle Panico: ora il drone è a pochi metri da noi ma
quattro o cinque, non di più, che riempiranno Ed è qui che arriva il colpo di genio, l’intuizione irraggiungibile, mi guarda piccolo e bianco
le prime pagine del servizio che vedrà la luce di una vita: lo faccio decollare a due metri che sembra una colomba sacrificale. Con
qualche mese più avanti su RoadBook 33. di altezza per poi farlo volare al centro aria impassibile, piano piano scende sempre
La statale segue la gola scavata dal fiume della gola in modo da dargli più cielo libero. più di quota mentre io schiaccio inutilmente i
Langáda che dà il nome al passo a quota Funziona: il segnale viene agganciato, lui tasti del radiocomando tra mille imprecazioni.
1.415: una giostra d’asfalto appena steso, registra la sua posizione Home e tutte le Capisco che ormai non c’è nulla da fare e,
scavata nelle rocce tra le cime austere del funzionalità vengono sbloccate. Il drone disperato, lo guardo andare giù come John
Taigeto, campo di gioco perfetto per la Guzzi vola alto e lontano, scatto un paio di foto Connor bambino vide affogare nell’acciaio
V85 TT che ci porta allegramente in giro. Il buone ma quella perfetta è (come sempre) fuso lo stoico androide T-800, quello buono
sole sta iniziando la sua discesa, illuminando un po’ più in là, quanto basta perché salti il di Terminator 2.
di traverso i rilievi che sembrano gonfiarsi collegamento tra radiocomando e drone.
come i muscoli di un culturista: sarebbe Poco male: inizia la procedura di rientro e In tutto questo Alessandra mi dice
un vero peccato non fotografare dall’alto atterraggio automatico al punto Home; la «Ma scusa, prova a chiedere a Marco o a
questo spettacolo. Perciò tiro fuori il drone, pratica consolidata prevede di riprendere Dario che magari loro sanno come fare».
ne dispiego i bracci, lo accendo e lui pratica il pilotaggio non appena il radiocomando Oltre al danno la beffa: e certo, ora chiamo
i miei compagni di redazione per farmi
prendere per il culo in diretta! Piuttosto devo
muovermi prima che faccia buio: l’ultima
speranza è di raggiungerlo a piedi perché ho
la sua ultima posizione inviata. Raggiungo
a fatica il letto del fiume formato da enormi
massi, procedo per un centinaio di metri ma
devo arrendermi al primo salto: i ganci da
ferrata sulle rocce mi fanno capire che è
un percorso tecnico e troppo rischioso.
ANTONIO FEMIA
DI ROADBOOK
DAKARIANI ALLO STAND
JADER GIRALDI E ANDY WINKLER
Andy e Jader poco prima del loro intervento
per raccontare cosa è stata la Dakar 2025.
Al nostro stand ci si vuole tutti bene!
Sogno, polvere, sofferenza e destino: Gioele Meoni si confronta
con il mito di suo padre e decide di partecipare alla gara più
LA SCIGHERA
dura del mondo: la Dakar.
Presentato alle Giornate degli Autori durante l’81esima Mostra
del Cinema di Venezia, “Nel nome del padre”
è un docufilm che segue per due anni Gioele,
figlio del pilota Fabrizio Meoni, durante la sua
preparazione alla gara.
https://www.primevideo.com/-/it/
detail/0MWRYDRN0K5ULAUFABVRKSMTRI
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