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RoadBook 46

Il documento presenta la rivista RoadBook, dedicata ai viaggi in moto, con articoli su itinerari in Abruzzo, prove di moto come la BMW R 1300 GS Adventure e la Honda Transalp 750, e anticipazioni su eventi futuri come l'EICMA Riding Fest. Include anche un editoriale che riflette sulla crisi dell'editoria e l'importanza di contenuti di qualità. Infine, si menzionano iniziative per il 2025, tra cui workshop di formazione e eventi di avventura in moto.

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RoadBook 46

Il documento presenta la rivista RoadBook, dedicata ai viaggi in moto, con articoli su itinerari in Abruzzo, prove di moto come la BMW R 1300 GS Adventure e la Honda Transalp 750, e anticipazioni su eventi futuri come l'EICMA Riding Fest. Include anche un editoriale che riflette sulla crisi dell'editoria e l'importanza di contenuti di qualità. Infine, si menzionano iniziative per il 2025, tra cui workshop di formazione e eventi di avventura in moto.

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IT

ADBO OKMAG. GARMIN MONTANA 760I IL GPS MULTIFUNZIONE SI RINNOVA


W W W. R O

VIAGGI E AVVENTURE IN MOTO

PANORAMI
E STERRATE D’ABRUZZO
DAL GRAN SASSO ALLA MAIELLA
CON TRACCE GPX
SCARICABILI
CON LA ROYAL ENFIELD HIMALAYAN
PREZZI ESTERI: Aut 13,50 € - Be 10,50 € - Lux 9,90 € - F + PM 12,50 € - DE 13,90 € - ES 10,90 € - PT (Cont.) 9,90 € - CH 13,90 CHF - CH Ticino 13,50 CHF

IN PROVA

DUE DIMENSIONI DI VIAGGIO


BMW R 1300 GS ADV
Honda Transalp 750
P.I. 12-03-2025 - MAR/APR CONTO DEPOSITO
N.46 - BIMESTRALE - € 6,90

ASIA MERIDIONALE LA GRANDE VIA SICILIA


Sulla strada per Kathmandu Dai Colli Piacentini al Monte Bianco Il meglio dell’isola
EDITORIALE

PIÙ ROADBOOK
Viviamo un’epoca di fortissima ancora il desiderio di poter fruire
crisi dell’editoria e sarebbe di contenuti di qualità, verificati
miope pensare che siano in con scrupolo giornalistico e
difficoltà solo i canali veicolati confezionati con passione.
su supporti cartacei. Tutto il Nonostante i venti di tempesta
mondo legato all’informazione abbiamo quindi in programma
sta attraversando una fase un 2025 ricco di iniziative senza farci troppe domande. viaggi-avventura con altrettante
di grande trasformazione: per intrattenervi e informarvi Lo troverete in edicola dal escursioni lungo facili percorsi
supposte intelligenze artificiali sul mondo dei viaggi e delle 10 aprile e qualche giorno fuoristrada accompagnati
promettono di rispondere a avventure in moto. Approfitto prima sarà possibile ordinarlo da istruttori federali che
qualsiasi domanda ma non di questo spazio per un paio online; gli abbonati facciano dispensano consigli su come
insegnano a dubitare della di anticipazioni. attenzione: è un numero extra impostare le traiettorie migliori
risposta, per avere successo e in quanto tale non viene e assumere una posizione di
su YouTube è sufficiente Chi frequenta il nostro sito e spedito automaticamente ma va guida corretta; i momenti in
adottare un’espressione la newsletter avrà notato che acquistato a parte. sella si alternano a occasioni
sconvolta e strillare un titolo da qualche venerdì ospitiamo di esercizio sugli aspetti teorici,
provocatorio, sui social i le Ciacciastorie, una rubrica La seconda anticipazione come progettazione di itinerari,
contenuti che funzionano di curiosità e aneddoti di vita travalica l’informazione e navigazione, tracce GPX ecc., da
sono quelli che scatenano una vissuta (in sella) a cura di riguarda la formazione. mettere subito in pratica quando
rissa nei commenti e vengono Mario Ciaccia, il nume tutelare Al Motor Bike Expo di gennaio poi si riparte.
di conseguenza progettati dell’adventouring in Italia. Il abbiamo replicato l’esperienza Il tutto nello “stile RoadBook”
volutamente per far litigare le problema è che se chiedi a dei workshop ed è stato ancora che già conoscete, ovvero con
persone. Un festival permanente Mario una riflessione di 3.000 una volta un grande successo uno spirito inclusivo e con
dell’ovvio, del demagogico battute, lui scrive un trattato (trovate l’articolo a pag. 62). Ci un occhio di riguardo per la
o dello stupido, dal cui stile di 30.000 e si lamenta pure abbiamo preso gusto e abbiamo genuinità delle strutture ricettive
ci siamo sempre dissociati che ne aveva ancora. Allora ci deciso di far sì che quel e l’approfondimento culturale
e potete essere sicuri che siamo detti: sguinzagliamolo e momento di approfondimento dei territori attraversati.
continueremo a farlo. vediamo cosa succede. così apprezzato possa ripetersi Ci attende quindi un anno
Qui in redazione siamo come È successo che ha sfornato nel corso dell’anno con una particolarmente ricco di
sempre ottimisti e convinti che un intero numero speciale di serie di appuntamenti in iniziative, che avviamo nel pieno
in tantissime persone alberghi RoadBook sui più intriganti collaborazione con Di Traverso della crisi di cui accennavo
luoghi misteriosi d’Italia (più Adventouring. all’inizio perché, piuttosto che
uno all’estero) che per qualche Stiamo ancora delineando gli lamentarsi e chiudersi a riccio, è
motivo sono pure divertenti da ultimi dettagli e riusciremo a sempre meglio rilanciare. Sta a
raggiungere in moto. Perplessi? darvi quanto prima maggiori ognuno di noi popolare lo spazio
Anche noi, ma siamo sicuri informazioni sulle modalità di e il tempo di cui disponiamo con
che sarà una cannonata per partecipazione. L’idea consiste attività buone, utili, positive.
cui abbiamo convinto l’editore comunque nell’organizzare tre
Sprea a metterlo in produzione fine settimana di introduzione ai DARIO TORTORA

EDITORIALE 3
SOMMARIO

IN COPERTINA

14
Royal Enfield Himalayan 411

13 PANORAMI E SAPORI
14 DI MONTE IN MONTE Abruzzo
24 ELOGIO ALL’ELEGANZA Lombardia
28 L’ISOLA MERAVIGLIOSA Sicilia
38 LA GRANDE VIA Alpi e Appennini

47 SU STRADA
48 NUOVE FORME, MOLTA SOSTANZA BMW R 1300 GS Adventure
56 TANTO CON POCO Honda Transalp 750 2025
62 TRE GIORNI DI FESTA Motor Bike Expo 2025
66
72
UNA POLTRONA PER DUE Honda NT1100 DCT Electronic Suspension
VECCHIA GUARDIA Garmin Montana 760i
38
RUBRICHE
3 Editoriale
8 Motocultura
10 In vetrina
111 Cose che capitano
112 Dietro le quinte - Dal web
56
4 SOMMARIO
inkgraphics.it

O vunque sia la tua strada, qualunque sia la


tua personalità, chiunque sia al tuo f ianco,
la terza generazione dei DDS Shoei esprime al
meglio il tuo desiderio di viaggio, comfort e libertà.
Le nuove linee aerodinamiche, le prese d’aria
migliorate, il campo visivo più ampio e la nuova
omologazione 22/06 rappresentano l’evoluzione
perfetta di design, funzionalità e sicurezza. J-Cruise 3 Neotec 3 GT-Air 3
SOMMARIO

75 OLTRECONFINE
86
76 VERDI DISTESE E ROSSE CICATRICI Bosnia
78 ANCORA PIÙ A EST Asia
86 UN’AVVENTURA SABBIOSA Marocco

91 STORIE E PERSONE
92 I RE DELLA SAVANA BMW GS Trophy
100 L’APPARENZA INGANNA Andy Winkler 92
MV AGUSTA CONFERMA
DAL SITO

LA SEPARAZIONE DA KTM
www.roadbookmag.it/mv-agusta-
conferma-la-separazione-da-ktm/

VIDEO – LO STERRATO
PIÙ ALTO D’EUROPA
https://youtu.be/M7WXvj7KfWM

COME BAGAGLIARE LA MOTO:


NON LEGGETE QUESTO ARTICOLO
www.roadbookmag.it/come-bagagliare-
la-moto-non-leggete-questo-articolo/

PROVA VIDEO: CARPURIDE 702 PRO,


APPLE CARPLAY E ANDROID AUTO
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PROVA VIDEO:
VALIGIE MYTECH RAID PRO
100
https://youtu.be/kzywQ5EvW9c
ROADBOOK È UNA RIVISTA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

VIDEO: ANDY WINKLER


E JADER GIRALDI ALLO STAND
DI ROADBOOK
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6 SOMMARIO
Il catalogo SW-MOTECH, comprende oltre 4000
prodotti con il solo scopo di migliorare ulterior-
mente l’ esperienza di guida del motociclista.
Per questo ci piace definirci PART OF YOUR RIDE
Accessori di qualità premium dedicati a più di 40
case motociclistiche.

PART OF YOUR
ADVENTURE
BAGAGLIO
SICUREZZA
PROTEZIONE
ERGONOMIA
NAVIGAZIONE

sw-motech.com
MOTOCULTURA

EICMA RIDING FEST


EVENTI
Salgono a tre i giorni di eventi e demo ride su strada,
pista e off road previsti per la prossima edizione
dell’EICMA Riding Fest.
Seguendo lo slogan “Ne avete viste tante, ora è tempo
di provarle”, l’Esposizione Internazionale delle due
ruote ha annunciato la seconda edizione dell’EICMA
Riding Fest: un appuntamento interamente dedicato
ai demo ride delle moto viste e presentate lo scorso
novembre a Milano, che torna quest’anno nel paddock
del Misano World Circuit Marco Simoncelli
dal 25 al 27 aprile.
Dopo il successo dell’edizione 2024 che ha visto
la partecipazione di oltre 14.000 appassionati e la
presenza di oltre 300 motociclette in prova, per il 2025
l’organizzazione ha deciso di estendere la durata a tre
giorni durante i quali si potranno svolgere prove gratuite leggende del motorsport che presenteranno al pubblico il
su asfalto nel territorio collinare circostante, in pista ricco palinsesto di intrattenimento sviluppato sul modello
e in off road su uno specifico fettucciato aperto di MotoLive, il contenitore di EICMA che ospita spettacoli,
alle enduro specialistiche e alle bicilindriche. momenti sul palco con talent e piloti, run di trial acrobatico,
Ci saranno poi delle attività di avviamento alla guida gaming e tanto altro ancora.
delle due ruote dedicate ai più giovani e sviluppate in Come lo scorso anno l’entrata sarà completamente
collaborazione con FMI in aree propedeutiche pensate gratuita, così come la partecipazione alle prove delle moto
per bambini e bambine dal 6 ai 12 anni, per i quattordicenni che le Case costruttrici metteranno a disposizione,
e per i maggiori di 16 anni in un’area riservata a eccezione delle esperienze in pista che saranno
alle motociclette a marce da 125 cc. le uniche a pagamento e i cui ricavi verranno interamente
Nei tre giorni di evento saranno presenti anche alcune delle destinati a sostenere progetti di charity.

UNA VITA FUORI TRACCIA


LIBRI

a tempo pieno a una vita avventurosa.


Partecipa non solo alla Parigi-Dakar
ma anche al Rally dei Faraoni, il Rally
dell’Atlas, l’Incas Rally, il Rally di
Tunisia e il Rally di Islanda.
Con una smania di avventura innata,
si dedica anche alle quattro ruote,
vincendo le selezioni del Camel
Trophy e rappresentando l’Italia nella
spedizione in Borneo nel 1985.
Questo enorme bagaglio di
esperienza ha dato vita al suo ultimo
libro, presentato durante la scorsa
edizione di EICMA: Una vita fuori
traccia.
Si tratta di una raccolta di
innumerevoli aneddoti ed esperienze
vissute durante anni di rally in giro
per il mondo, accompagnati dagli
impareggiabili scatti di Gigi Soldano.
Per chi non lo conoscesse, Beppe Gualini è stato un Molte delle foto che troverete in questo libro sono
insegnante di educazione fisica bergamasco che si state recuperate dopo un lungo lavoro di ricerca tra le
è fatto presto rapire dalla passione per l’avventura, diapositive e i negativi storici dell’archivio di Gigi, altre
diventando uno dei primi italiani ad affrontare i rally sono state realizzate appositamente in studio, ritraendo
africani ai tempi in cui questi erano ancora sconosciuti i modelli da rally dell’epoca.
al grande pubblico. Una vita fuori traccia è disponibile presso la Libreria
Da pilota privato ottenne subito risultati eccellenti che lo dell’Automobile a Milano o presso la Libreria Gilena a
portarono ad abbandonare l’insegnamento per dedicarsi Brescia al prezzo di 75 euro.

8 MOTOCULTURA
IN QUESTO NUMERO

MARIO CIACCIA
La sua vocazione è tracciare KLAUS NENNEWITZ
DAVIDE CROSTA percorsi, fotografarli e Giornalista freelance e grande
Viaggiatore per interesse, NADIA GIAMMARCO raccontarli. Convinto che appassionato di agricoltura,
motociclista per vocazione, si possa realizzare la moto ha 25 anni di esperienza
Fotografa e giornalista, ama
naturalmente attratto da tutto totale, sogna di attraversare in come meccanico, modellista,
scoprire mete sempre nuove
ciò che si muove grazie a un fuoristrada l’Himalaya da ovest ingegnere progettista e
per poi condividerle attraverso
motore. Tra una curva e l’altra a est. In alternativa vanno dirigente nell’industria moto
immagini e parole. La moto
ama perdersi in luoghi più o bene anche i gloriosi week end in Italia, Spagna, Germania
è il mezzo che preferisce:
meno noti, alla costante ricerca italiani, perché nel Bel Paese e Stati Uniti. Le prime gare
si gode la strada, i panorami
del nuovo e del diverso. è molto facile fare viaggi di trial su Zündapp a 13 anni,
che scorrono e spesso si
da sogno. poi cross, enduro e ora i rally.
perde. Anche dietro casa.

IN REDAZIONE

DARIO ANTONIO MARCO DONATO LUIGI ANDREA FABIANO


TORTORA FEMIA MANZONI NICOLETTI DE SANTIS CARPANI MAGNANI

EVENTI ADVENTOURING 2025


Una selezione dei migliori eventi adventouring e turistici dell’anno, con indicazione di quelli a cui saremo presenti ( )
RoadBook Evento Data inizio Data fine Località FMI Sito
Romagna Trophy 21-03-2025 23-03-2025 San’Agata Feltria (RN) www.eroiciinmoto.it
Rally del Garda 28-03-2025 30-03-2025 Albarè Stazione (VR) www.rallydelgarda.it
Superbus 11-04-2025 13-04-2025 Lago di Bolsena (VT) www.eroiciinmoto.it
НАТ Bobbio Adventourfest 12-04-2025 13-04-2025 Bobbio (PC) www.hatseries.com
Bitume Rally 12-04-2025 12-04-2025 Emilia Romagna www.maprace.net
Moto Experience 12-04-2025 13-04-2025 Serra De’ Conti (AN) www.crilumamotoexperience.it
EICMA Riding Fest 25-04-2025 27-04-2025 Misano World Circuit www.eicma.it
Adventuring Mari e Monti 26-04-2025 27-04-2025 San Salvo (CH) www.roadab.it
Sterrare è Umano Trophy 01-05-2025 04-05-2025 Montesilvano (PE) www.sterrareeumano.it
La Morenica 07-05-2025 07-05-2025 Goito (MN) www.lamorenica.it
Way Point Rally - Sardegna 16-05-2025 18-05-2025 Genova www.adventureriding.it
Polvere & Gloria 16-05-2025 18-05-2025 Gaiole in Chianti (SI) www.eroiciinmoto.it
1000 Sassi 22-05-2025 25-05-2025 Orvieto (TR) www.1000sassi.it
Mototrek 500 23-05-2025 24-05-2025 Varzi (PV) www.mototrek.it
НАТ Pedavena Adventourfest 24-05-2025 25-05-2025 Pedavena (BL) www.hatseries.com
Rider Days 30-05-2025 01-06-2025 Pescara www.riderdays.it
HAT Pavia-Sanremo 06-06-2025 08-06-2025 Pavia www.hatseries.com
Maranello-Mugello-Maranello 07-06-2025 08-06-2025 Maranello (MO) www.motoclubmaranello.it
Transitalia Challenge 10-06-2025 14-06-2025 Termoli (CB) www.transitaliachallenge.com
20.000 Pieghe 12-06-2025 15-06-2025 Orvieto (TR) www.20000pieghe.it
НАТ Ponte di Legno Adventourfest 14-06-2025 15-06-2025 Ponte di Legno (BS) www.hatseries.com
1000 Curve 19-06-2025 22-06-2025 Sassocorvaro (PU) www.1000curve.com
MotoFestung & Lessinia AdvenTOUR 20-06-2025 22-06-2025 Pastrengo (VR) www.eatsleepride.it
Terre Lucane Adventure 20-06-2025 22-06-2025 Rionero in Vulture (PZ) www.terrelucane-adventure.it
Way Point Rally - Alpi Lombarde 21-06-2025 22-06-2025 Bienno (BS) www.adventureriding.it
НАТ Sestriere Adventourfest 28-06-2025 29-06-2025 Sestriere (TO) www.hatseries.com
HAT Sanremo-Sestriere 04-09-2025 07-09-2025 Sanremo (IM) www.hatseries.com
L’Imponente 06-09-2025 07-09-2025 Guastalla (RE) www.limponente.it
Queen Trophy 11-09-2025 14-09-2025 Bevagna (PG) www.motoclubpepebevagna.it
AUDAX1000 19-09-2025 21-09-2025 Pavia www.mototrek.it
Swank Rally di Sardegna 23-09-2025 27-09-2025 Gallarate (VA) www.adventureriding.it
Transitalia Marathon 26-09-2025 03-10-2025 Rimini www.transitaliamarathon.com
MotorPlay 26-09-2025 28-09-2025 Faenza (RA) www.motorplay.it
HAT Legend 04-10-2025 05-10-2025 Garessio (CN) www.hatseries.com
Rally dei Trabocchi 04-10-2025 05-10-2025 Torino di Sangro (CH) www.sterrareeumano.it
Malle Mutór 23-10-2025 26-10-2025 Rimini www.mallemutor.com

MOTOCULTURA 9
IN VETRINA
Indossare, accessoriare, ACERBIS RAMSEY
bagagliare, partire Il restiling della giacca Acerbis Ramsey ha introdotto un aumento del 20%
della superficie traforata per una migliore ventilazione nei giorni estivi.
Sono stati rivisti i dettagli stampati e le cuciture. Maniche, polsi e vita
sono regolabili e vi sono inserti riflettenti su torace, braccia e schiena
per migliorare la visibilità.
La fodera è in rete e presenta la
NOLAN: NUOVO DESIGN predisposizione per il fissaggio della
PER I CASCHI 2025 membrana interna impermeabile
La collezione 2025 di Nolan è all’insegna della rottura e traspirante (venduta
con la tradizione e adotta un nuovo linguaggio separatamente) che consente di
di design per valorizzare il Made in Italy. estendere l’utilizzo della giacca
I caschi evidenziano linee pulite ed essenziali, dove le tinte alle giornate meno calde.
unite si alternano a raffinate finiture multistrato, gli effetti La Ramsey è certificata
iridescenti si animano accanto alle superfici opache, EN 17092 in classe AA, con
i pattern geometrici e i blocchi di colore apportano protezioni su spalle e gomiti
un tocco di eleganza. di serie e predisposizione
Per definire la nuova palette di colori è stato fatto un per paraschiena.
importante lavoro di ricerca che ha portato alla creazione di Prezzo: 109,95 euro
miscele esclusive. L’innovazione coinvolge anche l’aspetto
tecnico, con l’introduzione di un nuovo e complesso processo
di verniciatura che combina due o più colori e decalcomanie.

SENA 60S
Il nuovo modello di punta di Sena è il primo a integrare la
tecnologia Wave Intercom che offre una portata virtualmente
illimitata sfruttando la rete cellulare e la connettività VoIP.
Questo permette di rimanere in contatto senza vincoli di portata
con un numero illimitato di utenti, fintanto che è disponibile
la copertura dati cellulare. Restano comunque presenti le
tecnologie Bluetooth e Mesh Intercom.
Inizialmente i dispositivi si connettono tra loro via Mesh e,
quando la distanza supera la portata massima, la tecnologia
Wave passa automaticamente dalla rete Mesh al VoIP
permettendo di mantenere attiva e stabile la comunicazione.
GIVI AIRFLOW Il sistema passa nuovamente alla connessione Mesh
Questo parabrezza è dotato di uno spoiler regolabile, capace non appena questa ritorna disponibile.
di scorrere in verticale su un’escursione di 12 centimetri, Prezzo: 399 euro
permettendo quindi di adattarlo all’altezza del pilota, alle
condizioni climatiche e al tipo di strada che si percorre.
Aggiornato dal punto di vista tecnico ed estetico, oltre che
per modelli specifici di moto è ora disponibile anche con una
versione universale (AF49B)
compatibile con moto dotate
di manubrio tubolare
da 22 mm.
La parte scorrevole in
policarbonato è lucidata
a specchio per offrire
la miglior visibilità
possibile e i bordi
arrotondati lungo
tutto il perimetro
rendono l’oggetto
ancora più sicuro e
piacevole da usare.
Prezzo: 228 euro
PROGETTATO PER LA STRADA,
PRONTO A TUTTO.

eurogripmoto
eurogriptyres.com
PANORAMI
E SAPORI

PAG 14 DI MONTE IN MONTE


PAG 24 ELOGIO ALL’ELEGANZ A
PAG 28 L’ISOLA MERAVIGLIOSA
PAG 38 LA GRANDE VIA

PANORAMI E SAPORI 13
PANORAMI E SAPORI

DI MONTE IN MONTE

DI DONATO NICOLETTI

14 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
ABRUZZO

Dal Gran Sasso ai piedi della Maiella:


alla scoperta dell’Abruzzo centrale su asfalto e sterrate,
paesaggi da cartolina e storie che si perdono nel tempo

PANORAMI E SAPORI 15
PANORAMI E SAPORI

2
3
1

Q
uesto viaggio nasce e si compie batoio dove stivare macchina fotografica e crocio con la strada che porta ai piedi del
per scandagliare un territorio che accessori, tenda, sacco a pelo e il necessa- Corno Grande e dopo un paio di chilometri
ho spesso attraversato con poca rio tripode per scattare le foto in assoluta svolto invece a destra. Al termine di una bre-
cura sulla rotta che solitamente autonomia: una volta caricato il mulo hima- ve sterrata – spesso ricoperta di fango e di
porta le mie terga verso la terra d’origine. layano posso meritatamente lasciarmi alle “souvenirs de vaches” – c’è il rifugio di lago
Allergico da sempre ai modi e ai costi della spalle Milano per mettermi in strada e cara- Racollo. La semplice costruzione si trova a
rete autostradale nostrana, sono uso per- collare a velocità codice verso sud attraver- 1.600 metri di quota e offre cucina tipica,
dermi e dilungarmi sulle strade tradizionali sando la geometrica concezione contadina una ventina di posti letto e una piccola area
che attraversano questo malandato, non dell’operosa e mai cheta Val Padana. recintata dove potersi accampare. Questo
solo logisticamente, Stivale. è l’unico luogo della zona dove piantare la
Quindi, con l’ausilio dello strumento del Grandi sassi e grandi pascoli tenda per più di una notte; io invece, dopo
demonio – Google Maps – e della mia me- Statale dopo statale, regionale dopo regio- essermi accordato con i gestori, decido di
moria ANASlogica, costruisco tratto dopo nale – senza tralasciare le vitali provinciali bivaccare libero tra i pascoli, e le vacche
tratto un itinerario che mi dia la possibilità – raggiungo la bucolica Assergi (l’ingresso di cui sopra, con il vincolo di smobilitare il
di sfruttare le qualità da passista, con o sen- del traforo del Gran Sasso situato nel suo giorno dopo di buon’ora onde evitare tirate
za asfalto, della Himalayan 411 gentilmente territorio comunale è pur sempre un buco) d’orecchie da parte dei guardiaparco.
messami a disposizione dalla filiale italiana dove faccio il pieno, recupero vivande e ge- Il Corno Grande domina l’orizzonte a nord,
di Royal Enfield. neri di conforto e mi arrampico sulla SS17 mentre a sud si ergono sinuosi rilievi sui
Borsone da 60 litri sul retro, borsa da ser- bis, direzione Campo Imperatore. Salto l’in- quali pascolano indisturbate giunoniche e

16 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
5

1 BIVACCO BUCOLICO A CAMPO


IMPERATORE 2 IL RIFUGIO DI LAGO
RACOLLO E IL CORNO GRANDE
3 IL SILENZIO A SANTO STEFANO
DI SESSANIO 4 LE ROVINE DI ROCCA
CALASCIO 5 SCENDENDO VERSO SANTO
STEFANO DI SESSANIO 6 LUNGO LA
STERRATA CHE DA SANTO STEFANO
DI SESSANIO PORTA A BARISCIANO

richiamate dagli affascinanti resti di Rocca


Calascio che dai suoi 1.460 metri domina da
6 posizione suggestiva l’area circostante.

Il borgo rifiorito e quello ultra millenario


LASCIATO IL RACOLLO SI PRENDE VERSO SUD, Santo Stefano di Sessanio è un esempio di
PERCHÉ LA STRADA MERITA ASSOLUTAMENTE riqualificazione del territorio che ha porta-
to il vecchio borgo medievale a rinascere
DI ESSERE PERCORSA IN MOTO grazie a una serie di iniziative che hanno
letteralmente ricostruito la valenza cultu-
candide macchine da latte a quattro zam- Lasciato il Racollo si prende verso sud, per- rale del piccolo comune, passato di mano
pe. Le podoliche abruzzesi sono dei veri e ché la strada merita assolutamente di esse- nel corso del tempo dai Piccolomini ai Me-
propri automatismi biologici, poiché si muo- re percorsa in moto. Dall’esterno dell’ultimo dici, ai Borbone. Tra le viuzze e i passaggi
vono senza controllo umano seguendo l’an- tornante parte una facile sterrata che dopo a volta si possono ancora scorgere esempi
damento del sole; al sorgere dell’astro dallo tre chilometri raggiunge il borgo di Calascio: di architettura rinascimentale abbinati a
stallo al pascolo e in direzione opposta al attenzione però, questo tratto viene chiuso opere più datate ma non per questo meno
tramonto, punteggiando col loro tenue gri- al traffico veicolare tra giugno e settembre interessanti.
gio il verde delle praterie. durante il picco delle presenze turistiche, Da Santo Stefano a Barisciano ci sono cir-

PANORAMI E SAPORI 17
PANORAMI E SAPORI
ca otto chilometri di asfalto, ma lo scrivente la sua posizione privilegiata a metà strada però sempre in conto di trovare delle ca-
preferisce dedicarsi alla sterrata che con un tra il massiccio del Sirente e il Gran Sasso. nale e qualche sasso vagabondo – e arriva
giro largo passa ai piedi del monte Carpe- Continuando verso sud si imbocca la SP38 alle Pagliare di Tione. Le pagliare (pagliai
sco prima di mettere le ruote sulla SS17 che che porta a Fonteavignone: una volta attra- nel dialetto locale) sono dei semplici casali
taglia la Piana di Navelli. Nel mezzo dell’al- versato il borgo si procede a mezza costa destinati a ospitare fieno, bestiame e con-
tipiano si trova Peltuinum, centro fondato raggiungendo un balcone naturale che si tadini. Oggi buona parte degli edifici sono
dai Vestini intorno al VII secolo a.C. e pas- affaccia sulla Piana di Navelli e dal quale stati ristrutturati e vengono utilizzati come
sato in seguito sotto il controllo di Roma. si può ammirare in tutta la sua interezza il residenze estive.
Abbandonata nel V secolo d.C. a seguito di massiccio del Gran Sasso. La SS261 supera Molina Aterno e si innesta
un catastrofico sisma, di Peltuinum restano sulla SS5, meglio nota come via Tiburtina.
oggi solo una parte delle mura occidentali, Le pagliare e il poeta La strada consolare sale ai 1.120 metri del
le fondamenta del tempio dedicato ad Apol- La stradina si inoltra nella macchia, attra- valico di Forca Caruso prima di scendere
lo e gli spalti dell’attiguo teatro: non è molto, versa piccole radure pietrose su un fondo nella piana del Fucino.
ma la collocazione del sito rende l’idea del- naturale facilmente percorribile – mettete Il lago endoreico che occupava la conca

1 UN BALCONE NATURALE CHE


SI AFFACCIA SULLA PIANA
DI NAVELLI E DAL QUALE
AMMIRARE IL GRAN SASSO

18 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
tettonica venne fatto prosciugare a metà
dell’Ottocento da Alessandro Torlonia, il
quale portò a termine l’opera cominciata
dall’imperatore Claudio nel 52 d.C.
A est della piana si trova l’abitato di Pesci-
na, piccolo centro che diede i natali a Giulio
Mazzarino – cardinale e ministro alla corte
del Re Sole – e a Ignazio Silone, autore del
celeberrimo Fontamara, romanzo di denun-
cia sulle angherie e i soprusi perpetrati dal
regime dell’illuminato statista di Predappio.
Lasciata Pescina continuo in direzione sud-
est imboccando l’ennesima sterrata che
sale fino ad Aschi Alto e da qui prosegue,
tra ciottoli e canale, fino ai 1.224 metri di
Sperone, borgo medievale raso al suolo dal
sisma che colpì la Marsica nel 1915.
Il paese nuovo venne costruito leggermente
più a valle, ma fu anch’esso abbandonato
per le inadeguate condizioni di vita che of-
friva. Dei due centri restano solo l’antica tor-
re, la chiesa di San Nicola e le case minime
edificate nel doposisma.

Nel cuore dell’Abruzzo


L’asfalto della SS83 Marsicana consente di
entrare in quel parco nazionale di Abruzzo

3
1 AMMIRANDO IL GRAN SASSO
DA FONTEAVIGNONE 2 I RESTI
DELL’ANFITEATRO DI PELTUINUM
3 IL CASTELLO CAMPONESCHI
A PRATA D’ANSIDONIA
4 LO SI TROVA A OGNI INGRESSO
DEL PARCO NAZIONALE
D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

PANORAMI E SAPORI 19
PANORAMI E SAPORI
1 LA STERRATA
ATTRAVERSA PICCOLE
RADURE PIETROSE
SU UN FONDO
NATURALE
FACILMENTE
PERCORRIBILE

2
MARCHE
Lazio e Molise che rappresenta il cuore natu-
Assergi ralistico della regione. Toccando Pescasse-
roli e Opi la SS83 raggiunge Villetta Barrea.
Santo Stefano Nel piccolo borgo è possibile fare provviste o
di Sessanio scegliere di passare la notte in una struttura
ricettiva o nel campeggio che si affaccia sul
Peltuinum Sangro. Durante la stagione estiva Villetta
Barrea viene presa d’assalto dai turisti poi-
ché si possono incrociare i maestosi cervi
Pagliare Majelletta
che spesso scendono in paese in cerca di
di Tione
cibo: sarebbe uno spettacolo affascinante,
se non fosse che la quasi totalità dei villeg-
gianti si approccia a loro come se fossero
Pacentro delle misere attrazioni circensi. Barrea è ar-

Pescina

Palena
LAZIO

Opi

www.roadbookmag.it/roadbook46-abruzzo
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

20 PANORAMI E SAPORI
ABRUZZO
DOVE MANGIARE
E DORMIRE
HOTEL GIAMPY
SS17 bis, km 18
67100 Assergi (AQ)
Tel. 3475865121
3 www.hotelgiampy.octosite.net

RIFUGIO DI LAGO RACOLLO


Località Lago Racollo
67020 S. Stefano di Sessanio (AQ)
1 NON C’È ABRUZZO SENZA
3 Tel. 3281649396
PECORE 2 UNA SPILLATRICE
BICILINDRICA IN GHISA CAMPING NATURA LE QUITE
AMERICANA 3 CON UNA SP 59
DEVIAZIONE DALLA SS5 SI 67030 Villetta Barrea (AQ)
PUÒ RAGGIUNGERE IL PARCO Tel. 3318121978
www.campinglequite.eu
EOLICO DI COLLARMELE
4 LA TOMBA DI IGNAZIO ALBERGO RISTORANTE IL PESCATORE
SILONE A PESCINA Via Roma, 80
67030 Villetta Barrea (AQ)
Tel. 086489347
www.albergoilpescatore.it
4
MAIELLA RIFUGIO BRUNO POMILIO
Località Majelletta
66010 Pretoro (CH)
Tel. 0871447830
www.rifugiopomilio.eatbu.com

roccata su uno sperone a sud dell’omonimo


lago artificiale, ottenuto sbarrando il corso
del Sangro per produrre energia elettrica.
Conta poco meno di 700 abitanti ma la sua
posizione scenografica e il suo castello atti-
rano un consistente flusso turistico.
A Castel di Sangro si lascia la SS83 piegando
a nord, si passa Roccaraso e ci si immette
sulla SS84 che porta al Valico della Forchet-
ta e alla stazione ferroviaria di Palena la qua-
le, caso più unico che raro, si eleva a 1.200
metri di altitudine mentre il borgo a cui fa
capo si trova cinquecento metri più in basso.
Palena è una delle stazioni presenti sulla li-
nea ferroviaria Sulmona-Isernia, meglio co-

21
PANORAMI E SAPORI

GLI ULTIMI VENTI CHILOMETRI nosciuta come Transiberiana d’Italia per via
del suo percorso che, attraversando i grandi
DI STRADA RAGGIUNGONO IL PIANORO altopiani dell’Abruzzo, in inverno raccoglie
SOMMITALE DELLA RISERVA NATURALE abbondanti nevicate che si protraggono nel
tempo a causa delle basse temperature.
PIANA GRANDE DELLA MAIELLETTA
Di monte in monte
La parte finale di questo itinerario gira in sen-
so orario intorno al Parco Nazionale della
Maiella utilizzando la SS487, la quale tocca
gli abitati di Pacentro, Sant’Eufemia a Maiel-
la, Caramanico Terme e Fonte Vetica. Poi si
prende la SP22 che sale a Roccamorice, da
cui si dipana una diramazione della stessa
arteria che si ferma al parcheggio dell’eremo
di Santo Spirito a Maiella, le cui origini risalga-
no all’XI secolo. L’eremo ebbe tra i suoi ospiti
anche Pietro da Morrone – il futuro pontefice
Celestino V – che durante la sua permanen-
za ampliò il complesso monastico e lo fece
aderire all’Ordine dei Benedettini.
Gli ultimi venti chilometri di strada salgono
dolcemente raggiungendo il pianoro sommi-
2 tale della riserva naturale Piana Grande della

22 PANORAMI E SAPORI
1 ALLA STAZIONE DI PALENA, IN ATTESA DELLA TRANSIBERIANA D’ITALIA
2 CON IL CIELO TERSO DALLA MAJELLETTA SI SCORGE L’ADRIATICO
3 PACENTRO, LUOGO D’ORIGINE DELLA FAMIGLIA CICCONE
4 L’EREMO DI SANTO SPIRITO A MAIELLA 5 DA QUESTE PARTI
LE COPPIETTE DI MAIALE SONO LO SNACK PER ECCELLENZA
6 BARREA SI AFFACCIA SULL’OMONIMO LAGO ARTIFICIALE

6
5

Maielletta. Da qui, quando il cielo terso


e le condizioni climatiche generali lo
consentono, è possibile far spaziare la
vista dai rilievi collinari fino all’Adriatico.
La strada carrozzabile termina al rifugio
Bruno Pomilio, dopodiché si hanno due
opzioni: entrare nel suddetto e rifocil-
larsi come si deve, oppure decidere di
6
imbarcarsi in una salutare camminata
di tre chilometri, tra una selva di ripetitori
radio-televisivi, per raggiungere i resti del
Blockhaus, un avamposto dell’esercito unita-
rio edificato nel 1864 per fronteggiare l’allora
crescente fenomeno del brigantaggio.
È un pomeriggio inoltrato di agosto, il rifugio
Pomilio ha esaurito i posti letto in camerata e
lo scrivente non ha poi molta voglia di risalire
in sella per scendere verso l’afosa e affolla-
ta pianura adriatica alla ricerca di ospitalità:
così approfitto del rifugio per fare scorta di
provviste, trovo un luogo appartato lontano
da sguardi indiscreti, pianto la tenda e quan-
do il sole tinge di un caldo arancio il cielo co-
mincio a prepararmi una frugale cena. Così
com’era cominciato, con un bivacco all’om-
bra del Gran Sasso, questo viaggio termina in
tenda di fronte alla maestosa Maiella, conclu-
dendo un percorso che unisce le due eccel-
lenze geologiche di un Abruzzo da scoprire
vagabondando di monte in monte.

PANORAMI E SAPORI 23
PANORAMI E SAPORI

ELOGIO ALL’ELEGANZA

DI DAVIDE CROSTA

Un breve itinerario tocca i luoghi più suggestivi di quella parte


dell’arco alpino a cavallo tra la Valchiavenna, l’Engadina svizzera
e l’Alta Valtellina, luoghi capaci di attirare ogni motociclista

L
e Alpi non sono solo montagne, ma affaticare troppo la schiena: solo le pedane
immense cattedrali naturali circon- risultano un po’ troppo arretrate per le ginoc-
1
date da un intreccio di curve e pano- chia di chi ha un’altezza sopra la media.
rami da affrontare almeno una volta La GSX-S1000GX si pone come anello di
nella vita, e per me l’occasione arriva grazie congiunzione tra le sport tourer e le adventu-
all’invito giunto in redazione per provare la re tourer, plasmando l’insieme con soluzioni
Suzuki GSX-S1000GX sulle strade dell’Enga- tecnologiche come sospensioni elettroniche
dina, a ridosso del confine italiano. e piattaforma inerziale, che assistono il pilo-
ta adattando il comportamento della moto in
Si va verso nord base allo stile di guida. Il mototurismo non ha
Una volta lasciata Milano il percorso si sno- bisogno solo di prestazioni ma anche del giu-
da lungo la sponda orientale del Lago di sto tempo per mettere le gambe sotto al tavo-
Como, passa Chiavenna e si inerpica verso i lo: succede a Montespluga, complice l’orario
2.117 metri di altitudine del passo dello Splu- e la pioggerellina che bagna le selle.
ga che segna il confine fra Italia e Svizzera: Il pomeriggio scivola veloce come le gocce
il terreno ideale per testare le qualità della sulle tute antipioggia mentre affrontiamo l’a-
GSX-S1000GX che affronta agilmente curve scesa allo Julierpass sulla rotta per Silvapla-
e tornanti con una maneggevolezza sorpren- na, dove prevediamo di passare la notte.
dente.
La posizione in sella è azzeccata, grazie al La Bibbia nell’armadio
manubrio rialzato che non sovraccarica gli A Silvaplana il tempo sembra essersi ferma-
avambracci e mantiene il busto eretto senza to: non c’è frenesia ma solo pace e silenzio,

24 PANORAMI E SAPORI
LOMBARDIA
interrotto di tanto in tanto dalla pioggia che
batte sui tetti scoscesi delle case. All’hotel ci
accoglie la temibile Betty, che con tranquilla
determinazione impartisce le disposizioni per
ogni singola camera all’interno della quale,
una volta aperto l’armadio in cerca di asciuga-
mani, troviamo invece una copia della Bibbia.
L’indomani un piacevole sole riscalda la valle:
condizione utilissima, visto che la tempera-
tura è al di sotto dei 15°. Per fortuna il pro-
gramma non prevede immediate risalite di

LOMBARDIA
quota, permettendoci di sfruttare appieno
l’impeccabile asfalto svizzero. L’idillio bitumi-
noso dura giusto il tempo di attraversare il
tunnel Munt La Schera per rientrare in Italia
e constatare di come le ultime piogge hanno
ridotto l’asfalto. Così, un cratere dopo l’altro,
costeggiamo il lago di Livigno con il suo co-
lore turchese quasi fiabesco per dirigere poi 2
le ruote verso i 2.315 metri della Forcola di Li-
vigno. Ogni metro percorso è un’immersione 3
nella bellezza selvaggia delle Alpi, con il verde nina e il glamour di St. Moritz, prima
dei prati che lascia il passo alle cime innevate di rientrare in Italia attraverso il passo
in lontananza. del Maloja.
Rientrati in Svizzera affrontiamo il passo del Il passo offre una successione di cur-
Bernina, a quota 2.328 metri, attraversato ve ampie ma ripide; un’esperienza di
anche dal famoso trenino rosso. Il sole ri- puro piacere, con la moto che danza
scalda l’aria frizzante e la strada serpeggia precisa e leggera sulla strada e il pano-
tra i ghiacciai e le rocce, offrendo splendide rama che si apre lungo la valle in scor-
vedute sulla valle antistante. Pare incredibi- ci incantevoli a ogni tornante.
le, ma la strada ci riporta
esattamente al via come in 4
un meraviglioso Monopoli
montano, dove compaiono
la maestosità del Pizzo Ber-

1 DISCESA DAL VERSANTE SVIZZERO


DELLO SPLUGA 2 L’ASFALTO SVIZZERO
È INVITANTE COME L’OMONIMO
CIOCCOLATO 3 L’ERGONOMIA
DELLA GSX-S1000GX È OTTIMALE
4 TAPPA PER LA NOTTE A SILVAPLANA
5 FOTO DI GRUPPO SULLA STRADA
PER SILVAPLANA

25
PANORAMI E SAPORI
A pranzo in un crotto 1
Rientrati in Italia ci fermiamo a nord dell’abi-
tato di Piuro per visitare le cascate dell‘Ac-
quafraggia, una delle meraviglie naturali della
Valchiavenna, conosciute per la loro bellezza
scenografica e per il contesto naturale incon-
taminato in cui si trovano. L’acqua dell’omo-
nimo torrente scende a valle con forza attra-
verso diversi salti, il più suggestivo dei quali
su un dislivello di 170 metri. Il nome Acqua-
fraggia deriva dal termine latino aqua fracta
– acqua spezzata o acqua franta – che ben
descrive l‘aspetto delle cascate, dove l‘acqua
sembra rompersi creando un effetto visivo di
grande impatto.
Una volta scesi a fondo valle facciamo sosta
a Chiavenna per il pranzo. Scegliamo un ca-
ratteristico crotto dove gustiamo bresaola,
sciatt e pizzoccheri. I crotti sono locali tipici
della Valtellina, costruiti in pietra e talvolta
parzialmente scavati nella roccia. La partico-
larità del crotto è quella di presentare al suo
interno una temperatura costante ideale per
la conservazione e la stagionatura di cibi de-
peribili come formaggi, salumi, burro e vino.
Poi siamo pronti ad affrontare gli ultimi chi-
lometri che scorrono veloci verso la pianura.
Anche se è imbottita il giusto, la sella dalla li-
nea sportiveggiante non è certo quella di una
gran turismo, per cui le ore di guida comin-
ciano a far sentire il loro peso sui glutei. Nelle

SCESI A FONDO VALLE FACCIAMO SOSTA


A CHIAVENNA PER IL PRANZO, SCEGLIENDO
UN CARATTERISTICO CROTTO

26 PANORAMI E SAPORI
1 SCENDENDO DAL MALOJA VERSO

LOMBARDIA
CHIAVENNA 2 IN ATTESA DI AFFRONTARE
IL TUNNEL MUNT LA SCHERA DAL
VERSANTE SVIZZERO 3 IL FAMOSO
E SUGGESTIVO OSPIZIO BERNINA
4 PAUSA PRANZO AL CROTTO OMBRA
DI CHIAVENNA

giornate impegnative, quando si passa mol- Suzuki GSX-S1000GX riesce a trasmettere la


to tempo in moto, la sella potrebbe risultare sua anima sportiva e la sua versatilità anche
poco confortevole per la forma rastremata sulle strade incastonate tra le cime alpine, in
ma si sa: per un motociclista appassionato un continuo danzare tra il fascino selvaggio
la coperta non è mai sufficientemente lunga. della natura e la precisione delle curve dise-
Questi due giorni passati a bighellonare tra gnate dall‘uomo. Con le sue linee sinuose
Italia e Svizzera hanno confermato quanto e futuristiche la GSX-S1000GX si propone
il mototurismo non sia solo una questione come un’elegante crossover per i mototuristi
di destinazione, ma soprattutto di continue che mirano tanto alle prestazioni quanto al
occasioni in cui accumulare esperienze. La comfort di guida.

PANORAMI E SAPORI 27
PANORAMI E SAPORI

L’ISOLA
MERAVIGLIOSA

DI NADIA GIAMMARCO

FOTO AMEDEO ROMA

28 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
SICILIA

L’edizione 2024 di Wonder Italy ha avuto


un teatro d’eccezione: la Sicilia. Sull’isola più grande
del Mediterraneo si sono ritrovati gli appassionati
del mototurismo nostrano per scoprire i tesori nascosti
e gli autentici sapori della Trinacria

PANORAMI E SAPORI 29
PANORAMI E SAPORI

P
ur essendo la Sicilia la meta desi- 1
gnata di questa edizione di Won-
der Italy, tutto comincia nel cuo-
re dell’Umbria. Il ritrovo è infatti
fissato alla Comunità Incontro di Amelia,
dove abbiamo l’opportunità di ascoltare
le commoventi testimonianze di alcuni
ragazzi ospiti della struttura, che ci han-
no raccontato le loro esperienze di vita e
il percorso di recupero sociale. Poi, il gior-
no seguente, la nostra carovana si mette
in moto verso la Campania, attraversa non
senza difficoltà il traffico caotico di Napoli,
raggiunge il porto e si imbarca per affron-
tare comodamente in cabina la traversata
notturna.

L’alba a Palermo
L’alba del 25 aprile ci accoglie nel porto di
Palermo, una città che pare galleggiare tra
passato e presente, con i suoi palazzi ba-
rocchi e le viuzze intricate che profumano
di pane appena sfornato.
Dopo una sostanziosa colazione sul lungo-
mare di Mondello ci dirigiamo verso Erice,
la nostra prima tappa. Il percorso verso il
borgo è un’esperienza nell’esperienza: sa-
liamo lentamente lungo una strada che
si avvolge come una serpentina intorno
alla montagna. Da un lato il mare infinito,
dall’altro le colline dorate dal sole mattuti-

no. L’aria fresca riempie i polmoni mentre


il rombo delle moto si fonde con il sibilo
del vento.
Erice, arroccata su una collina rivolta ver-
so il mare, ci accoglie con il suo silenzio
solenne. Le pietre delle case sono segnate
dal tempo, i vicoli stretti sembrano custo-
dire segreti antichi. Qui, ogni passo evoca
leggende medievali. E noi, con il nostro
camminare in ordine sparso e le nostre
risate attiriamo l’attenzione delle persone,
che si affacciano curiose al nostro passag-
gio.
Guidiamo da un borgo all’altro circondati
da colori sgargianti e sembra di essere so-
spesi in un mondo a parte, dove la natura
regna incontrastata: è la Sicilia che si rivela
in tutta la sua bellezza, e la sensazione di
pace è tangibile.
Ogni sosta è segnata da un‘accoglienza
calorosa, anche quando facciamo tappa a
Salemi, un autentico gioiello immerso nel
cuore delle colline siciliane. Prendiamo di

30 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
2

1 I PREPARATIVI PRIMA DELLA PARTENZA 2 L’EX CHIESA


MADRE DI SALEMI 3 IL RITROVO DEI PARTECIPANTI A TERNI
4 L’ARRIVO DEL GRUPPO A SUTERA 5 LA TOMBA DI DON PIERINO
GELMINI, FONDATORE DELLA COMUNITÀ INCONTRO, AD AMELIA

3 3

4
5

mira il castello e dopo esserci arrampicati


sui ripidi gradini che portano alla sommità
della torre veniamo ricompensati da una
vista spettacolare.
A seguire ci immergiamo nell‘incanto di
Sambuca di Sicilia, un borgo dove il tempo
sembra essersi fermato. L‘atmosfera è ma-
gica, le stradine pittoresche e i colori caldi
delle case raccontano storie di un passato
affascinante.
Ci arriviamo in piccoli gruppi e troviamo il
sindaco in persona ad attenderci, il quale
ci accoglie calorosamente. Il primo citta-
dino esprime il suo apprezzamento per la
Royal Enfield con cui Cesare sta intrapren-
dendo questo viaggio, e noi condividiamo
con lui lo stesso entusiasmo.

PANORAMI E SAPORI 31
PANORAMI E SAPORI
Nella Valle dei Templi ci mettiamo in moto al rallentatore, per- riverbera nel casco scandisce il ritmo,
La sera facciamo sosta a Sciacca, radu- ché dobbiamo ancora abituarci ai ritmi del mentre la Sicilia si rivela curva dopo curva,
nandoci alle terme per una foto di gruppo viaggio, ma già pregustiamo una giornata mostrandosi in tutta la sua bellezza.
in uno scenario incantevole. La terrazza ricca di scoperte. A Realmonte ci fermiamo per ammirare la
affacciata sul mare è rischiarata dai colori C’è qualcosa di unico che si percepisce Scala dei Turchi: una falesia di marna bian-
caldi del tramonto, che ci regalano un toc- solo quando lasci che sia la strada a gui- ca che spunta a picco sul mare lungo la
co di bellezza in più. Il mattino seguente darti. Il suono costante del motore che costa. È davvero uno spettacolo che lascia
senza fiato. Il sole illumina il paesaggio,
creando un contrasto tra il bagliore della
1 marna e l’azzurro profondo del mare.
Sono infatti i colori i veri protagonisti di
questa avventura in moto, e noi abbiamo
la fortuna di viaggiare in Sicilia in una sta-
gione in cui la natura offre il meglio di sé,
continuando a meravigliarci di ciò che ci
circonda.
Poi è il turno della Valle dei Templi. Qualcu-
no di noi aveva già visitato la Sicilia, anche
se in automobile, ma farlo in gruppo alla

1 ALLA SCOPERTA DELLA VALLE DEI TEMPLI


2 PER RAGGIUNGERE LA SCALA DEI TURCHI
È SUFFICIENTE UNA PICCOLA MA GENEROSA
MOTOCICLETTA INDIANA 3 LA BENEDIZIONE
DEI PARTECIPANTI AD ARAGONA
4 LA SICILIA È LA TERRA DEL BAROCCO
E BUCCHERI NON FA ECCEZIONE

32 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
3

4 UN VIAGGIO IN MOTO IN
SICILIA PORTA A SCOPRIRE
UN SUSSEGUIRSI
DI MONTAGNE ASPRE
E COLLINE DORATE

guida della propria moto è tutta un’altra sciamo a sentire e a immaginare tutto que-
cosa. sto lo dobbiamo anche, e soprattutto, alle
Parcheggiati i mezzi ci incamminiamo tra guide che ci accompagnano nella visita.
le rovine dorate, percependo la presenza Fa caldo e l’abbigliamento da moto non è
della storia in ogni pietra. I templi, maesto- proprio l’ideale per un contesto come que-
si anche se non in perfette condizioni, si sto, ma non importa: l’atmosfera è magica,
stagliano in un cielo azzurro e immobile. quasi sacra, e noi non vorremmo essere da
Qui, tra le colonne antiche, si può imma- nessun’altra parte.
ginare il respiro di una civiltà che ha do-
minato il Mediterraneo e che ha lasciato In Sicilia come a casa
un segno indelebile nell‘architettura, nella Accoglienza è la parola d’ordine qui in Si-
storia e nella cultura di questa isola. Se riu- cilia: ne abbiamo la riprova ad Aragona,

PANORAMI E SAPORI 33
PANORAMI E SAPORI

Palermo Capo
d’Orlando

Erice Cefalù

Geraci Siculo
Castelmola

Rifugio
Sambuca Sapienza-Etna
di Sicilia

Valle
dei Templi

Palazzolo
Acreide

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A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

IL PERCORSO È UN’ESPERIENZA
NELL’ESPERIENZA: LA STRADA
SI AVVOLGE COME UNA SERPENTINA
INTORNO ALLA MONTAGNA

dove veniamo invitati per il pranzo al palaz-


zo del principe Baldassarre Naselli. Gustia-
mo arancini, salumi, formaggi; e poi can-
noli come se piovesse. Alzarsi per seguire
la guida che racconta passo dopo passo
la storia dell‘edificio ci risulta decisamente
faticoso, ma ne vale la pena.
Dopo questa immersione nella storia, e il
pranzo sostanzioso, muoviamo alla volta
di Sutera, un borgo incantevole incastona-
to tra dolci colline dove veniamo accolti dal
Sindaco e dalla giunta comunale. Sutera è
l’ennesimo luogo che sembra uscito da
una fiaba. Le case in pietra si arrampicano
lungo il fianco della montagna, e il sole al
tramonto getta una luce calda sulle strade
strette e silenziose.

34 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
Passeggiando tra le viuzze ascoltiamo le
nostre guide, immergendoci in un’atmosfe-
ra quasi irreale. Le persone che incrocia-
mo ci accolgono con un sorriso, facendoci
sentire parte di qualcosa di più grande,
come se questi luoghi avessero il potere
di connettere il visitatore con il residente.
Da Sutera ci spostiamo a Militello in Val
di Catania per scoprire uno dei borghi più
belli e caratteristici del nostro percorso. Il
paese è vivace, grazie a piazze e piazzette
che fungono da punti di aggregazione per
i residenti che noi osserviamo provando
a immaginare come scorre la vita di tutti
i giorni. La visita si conclude nel chiostro
del monastero di San Benedetto, da dove
poi raggiungiamo il ristorante U Trappitu.
Qui ci vengono serviti pomodori, salumi,
olive, ricotta fresca e altre specialità locali;
un vero inno alla semplicità e alla genuinità
della cucina siciliana.
Nel pomeriggio siamo a Palazzolo Acrei-
de, preziosa gemma della Sicilia barocca
imponente e raffinata. Le strade acciot-
tolate si snodano tra eleganti palazzi con
facciate che rivelano l’antico splendore del
luogo. Attraversiamo la suggestiva Piazza
del Popolo, dominata dalla chiesa di San

1 UN SONTUOSO BENVENUTO
GASTRONOMICO A PALAZZOLO ACREIDE
2 SCENDENDO DALLE FALDE DELL’ETNA
3 LASCIANDO L’INCANTEVOLE
PIAZZA ARMERINA 2

3
Paolo, dalle cui scale si gode di una vista
panoramica che abbraccia tutto il borgo.
Poi approfittiamo del banchetto allestito
nel palazzo del municipio e infine rientria-
mo in albergo, stanchi ma estasiati da tan-
ta bellezza.

Di tappa in tappa
Non c’è viaggio in Sicilia senza escursione
sull’Etna. Le strade sono larghe e l’asfalto
buono, condizioni ideali per lasciarsi an-
dare a una guida rilassata o per divertirsi
nei tanti tornanti che si snodano lungo il
percorso. Salendo di quota le pendici del
vulcano offrono paesaggi che sembrano
provenire da un altro mondo, con le nere
distese di basalto che fanno da contrasto
al cielo terso.
Dopo l’immancabile pranzo – da queste
parti è difficile morire di fame – ripartiamo
facendo tappa a Milo, sulle pendici orienta-
li dell‘Etna, in quella Piazza Belvedere che
ospita una scultura in bronzo dedicata a
Lucio Dalla e Franco Battiato. I due artisti,
entrambi legati a Milo, sono raffigurati a
grandezza naturale: Dalla siede al piano-

PANORAMI E SAPORI 35
PANORAMI E SAPORI
1

forte rivolto verso il mare, mentre Battiato


guarda l‘Etna, un omaggio emozionante
che celebra i due musicisti in una cornice
di rara suggestione.
Castelmola sovrasta Taormina regalando
uno dei panorami più incredibili del viag-
gio, dove la vista spazia dal mare all’Etna
e ogni angolo offre scorci da cartolina. Qui
ne approfittiamo per gustare il vino alla
mandorla, rinomata specialità locale.
Un viaggio in moto in Sicilia porta sempre
a scoprire nuove meraviglie in un susse-
guirsi di montagne aspre, colline dorate e
coste mozzafiato incorniciate da un mare
cristallino che sembra fondersi con il cielo.
Tra un paese e l‘altro ci imbattiamo in cam-
pi di grano punteggiati di papaveri, nelle di-
stese di vigneti e uliveti, e nei parchi eolici
con il loro roteare placido e imperturbabile.
Ci troviamo in una tavolozza di colori e pro-
fumi indimenticabili.
E il borgo di Gangi sembra davvero un
quadro con le case incastrate tra loro a
formare un mosaico di tetti e finestre, un
tessuto di pietra e tegole che si arrampi-
ca lungo la collina. A Geraci Siculo invece
ci attendono indossando abiti tradizionali
e offrendoci una spremuta d‘arancia pre-
parata al momento. Praticamente tutto il
SIAMO SULLA BANCHINA DOVE TUTTO È INIZIATO: paese partecipa alla nostra accoglienza e
SAPPIAMO CHE QUESTO NON È UN ADDIO, l‘ospitalità della gente è una coccola per il
cuore, un abbraccio che rende l‘esperienza
MA UN ARRIVEDERCI davvero indimenticabile.

36 PANORAMI E SAPORI
SICILIA
4

1 SULLA SS 114 ORIENTALE SICULA,


DIREZIONE TAORMINA 2 LE GRAZIOSE
CERAMICHE DECORATE A MANO
DI CASTELMOLA 3 IL BORGO DI
CASTELMOLA DOMINA LA PIÙ NOTA
TAORMINA 4 L’IMPERDIBILE MUSEO
DELLA TARGA FLORIO A COLLESANO
5 LE MOTO PARCHEGGIATE IN PIAZZA
DEL MUNICIPIO A GERACI SICULO
6 CI GODIAMO UNA BUONA SPREMUTA
DI ARANCE FRESCHE

Sulle strade della Targa Florio


È il primo maggio, il giorno dell’ultima tap-
pa. Vuoi per il maltempo, o per la paura
del traffico di un giorno festivo, il gruppo
si divide in due. C’è chi decide di andare
a Cefalù, mentre gli altri optano per rag-
giungere direttamente il Museo della Targa
Florio, luogo che celebra la storica corsa
automobilistica siciliana e il suo profondo
legame con l‘isola. 5
Situato a Collesano, nelle Madonie, il mu-
seo raccoglie una ricca collezione di cime-
li, fotografie, trofei e documenti che testi- di festa. Il traffico intenso di auto e moto si
moniano la leggenda della Targa Florio, mescola al vociare delle persone, mentre
una delle gare automobilistiche più antiche lungo le strade bancarelle affollate pro-
al mondo. Attraverso l‘esposizione si pos- pongono spiedini alla brace che diffondo-
sono ammirare pezzi unici, come le vetture no un profumo invitante nell’aria. Ovunque
d‘epoca che hanno percorso le strade sici- ci sono sorrisi, chiacchiere e musica che
liane, e percepire l’atmosfera di un periodo riempiono l’ambiente.
storico in cui la passione per i motori e la Anche se siamo sulla banchina dove tutto
sfida al suo impegnativo percorso rende- è iniziato ognuno di noi sa che questo non
vano questa gara un vero e proprio mito. Al è un addio, ma un arrivederci. La Sicilia,
termine della visita approfittiamo del mo- con le sue strade tortuose, i suoi borghi
mento per una foto di gruppo prima di ri- incantati e il suo cuore generoso, ci ha do-
montare in sella per raggiungere Palermo. nato molto più di un semplice viaggio: ci
Il primo maggio il porto del capoluogo sici- ha insegnato la bellezza dell’incontro, della
liano si trasforma in un’esplosione di vita e scoperta e del ritorno alle radici. 6

PANORAMI E SAPORI 37
PANORAMI E SAPORI

LA GRANDE VIA

DI DAVIDE CROSTA

38 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
ALPI E APPENNINI

Una suggestiva esperienza in fuoristrada dalle colline


piacentine fino alla Valle d’Aosta passando per le Alpi Apuane,
la Lunigiana, l’Alta Via dei Monti Liguri e la Via del Sale:
dieci giorni di passione e tassello

PANORAMI E SAPORI 39
PANORAMI E SAPORI

L
a Grande Via è una vera e propria
spedizione fra strada e fuoristrada,
adatta a moto maxienduro: in parole
povere, dieci giorni di divertimento su
e giù per le dorsali appenniniche e alpine.
L’idea nasce dal team di Enduro Republic,
una sorta di casa dell’enduro che oltre a cor-
si giornalieri organizza viaggi e spedizioni in
diverse località internazionali con proposte
adatte sia al neofita, sia al pilota smaliziato
senza trascurare la platea di appassionati
del tassello. Avendo la sua base a Grazzano
Visconti, Enduro Republic è partita col pro-
porre la Via della Repubblica, una traversata
dall’Appennino piacentino fino al Mar Ligure,
per continuare poi con la Via delle Nuvole,
spedizione sulle antiche vie militari in quota
al confine tra Piemonte e Francia, e con la
Via del Sale. La logica conseguenza è sta- 1
ta quella di unire tutte queste esperienze e
trasformarle in una vera e propria transu-
manza motociclistica che partendo dalla
Pianura Padana attraversa l’Appennino e le
Alpi Marittime per terminare a La Thuile, in
Valle d’Aosta. Nasce così la Grande Via, die-
ci giorni di passione alla scoperta di impres-
sionanti strade panoramiche.

La Via della Repubblica


Le prime giornate si sviluppano intorno a
un concetto fondamentale per un viaggio di
questa intensità e durata: conoscere e co-
noscersi. I partecipanti sono infatti ancora
singole entità che hanno bisogno del giusto
tempo per amalgamarsi, come fossero gli
ingredienti di una pietanza che necessita
di una appropriata preparazione; fortunata-

mente lo staff è ben organizzato anche in


cucina. Si parte quindi da Grazzano Visconti
carichi di speranze e aspettative perché, si
sa, viaggiare nel Belpaese in motocicletta ha
sempre il suo impagabile fascino.
Il percorso tocca paesi più o meno dimenti-
cati: è incredibile come a due passi da casa
ci si possa sentire ai confini della civiltà.
La prima tappa si snoda tra le colline emi-
liane, un dolce saliscendi di viottoli, strade
secondarie che paiono dipinte tra i campi di
grano e le vigne tipiche di questa regione.

1 LORENZO NAPODANO, FONDATORE DI


ENDURO REPUBLIC 2 ANTICHE USANZE
E MODERNE CAVALCATURE
3 PAUSA E FOTO RICORDO CON
CHIESETTA APPENNINICA 4 NEI BOSCHI
SI TROVANO INTERESSANTI PASSAGGI
5 NON DI SOLA POLVERE VIVE
3 IL FUORISTRADISTA

40 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
4

UNA TRANSUMANZA MOTOCICLISTICA CHE, PARTENDO


DALLA PIANURA PADANA, ATTRAVERSA L’APPENNINO
Sosta d’obbligo all’ombra del forte che do- da, scaviamo in profondità per riscoprire
mina Bardi e la Val Ceno, quanto mai prov- gemme e tesori del territorio nostrano.
videnziale visto il temporale che si scatena Ci troviamo così a Zum Zeri, piccola stazio-
in poco tempo. Il meteo tuttavia ci sorride, ne sciistica in cima al Passo dei Due Santi.
rinfrescando un poco l’afa estiva mentre ci Siamo in Lunigiana, terra di mezzo tra la Li-
immergiamo tra le fitte vallate al confine tra guria del pesto genovese e la Toscana della
Liguria e Toscana. D’altronde, queste colline schiacciata sciocca: chissà cosa si man-
altro non sono che antichi fondali marini e gerà a cena? Nulla di tutto ciò, dato che il
noi, come moderni palombari del fuoristra- borgo è rinomato per l’agnello fritto.

PANORAMI E SAPORI 41
1
La Via del Marmo
L’indomani troviamo le selle delle moto
completamente bagnate dalla brina mattuti-
na, poi il sole fa capolino e noi ci riscaldiamo
con una bella single-track per colazione. Si
procede lentamente su percorsi studiati per
le maxienduro e per le 4x4, per cui di tanto in
tanto ci si ritrova tutti insieme sul percorso.
Secondo la legge di Murphy, se qualcosa
può andare storto lo farà. Quindi, acca-
de che una jeep si incastri in un canalone
scavato dall’acqua, per cui in questo caso
il verricello della quattroruote risulta provvi-
denziale: se non fosse che, per colpa di un
fusibile in corto circuito, l’apparato diventa
inutilizzabile. Ecco a cosa servono gli sche-
mi dei manuali d’uso dei veicoli. 2
Il secondo giorno ci porta lungo antichi sen-
tieri, percorsi in passato da mercanti e pelle-
grini. Se la mattina la trascorriamo nel sotto-
bosco, il pomeriggio si apre a panorami che
attraversano piccoli borghi di pietra, dove il
tempo sembra essersi fermato.
Il percorso si fa impegnativo, con il fondo
che cambia consistenza mettendo alla pro-
va le nostre abilità di guida, ma la bellezza
dei paesaggi ripaga ogni sforzo. Tra un pen-
dio e l’altro ci ritroviamo infatti a lambire le
Alpi Apuane che cingono maestosamente
la Versilia, perché l’obiettivo della giornata
sono le cave di marmo di Carrara che rendo-
no unico questo territorio.
Lo scenario che ci troviamo di fronte è

1 TRA LE CAVE DI MARMO A CARRARA


2 PASSAGGIO TRA VARNI E ALPE,
ALTA VAL TREBBIA 3 “PER QUALCHE
FUSIBILE IN PIÙ” NON È IL TITOLO
DI UN FILM DI SERGIO LEONE
4 “INIZIO TRATTO TECNICO”
IN ALTO I CUORI E LE TERGA...
5 “VIENI, C’È UNA STRADA
NEL BOSCO...” 3

42 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
suggestivo quanto impressionante: interi nite con viscida polvere di marmo; avrete
versanti vengono letteralmente “smontati” così il composto ideale per fermarvi sfiniti
blocco dopo blocco per arrivare al cuore più a fondo valle. D’altronde si sa che in discesa
candido e prezioso della montagna. Ci ritro- rotolano anche i sassi. Usciti da questo in-
viamo così immersi in una nuvola di borotal- ferno perlato tiriamo un sospiro di sollievo,
co marmoreo, in quello che potrebbe essere abbracciando l’asfalto e cullati dalle ultime
tranquillamente definito l’Erzberg Rodeo de dolci curve che ci separano dal bivacco pre-
noantri. Questo perché le cave sono disse- disposto dall’organizzazione.
minate di interminabili e ripidissime rampe Ebbene sì, questa notte si dorme in ten-
per i semoventi cingolati e per i camion da, nel campo allestito sulle Alpi Apuane
adibiti al trasporto dei blocchi: tutti i mezzi a 1.272 metri. La sera gustiamo un‘ottima
sono ricoperti da una polvere bianca più fine cena di pesce sotto il cielo stellato, preludio
del fech-fech sahariano. di una notte avvolta nel silenzio della natura.
Ecco quindi la ricetta per creare una perfetta Davanti a noi abbiamo le cave di Carrara e la
catastrofe: prendete 200 kg di maxienduro, Versilia, mentre in lontananza pare si intra-
allestitela con gomme semi-tassellate, lan- veda la Corsica o forse sono i fumi dell’alcol
ciatele su pendenze superiori al 20% e guar- assunto intorno a un falò acceso.

IL PERCORSO SI FA
IMPEGNATIVO E IL FONDO
CAMBIA CONSISTENZA
METTENDO ALLA PROVA
LE NOSTRE ABILITÀ DI GUIDA

PANORAMI E SAPORI 43
PANORAMI E SAPORI
La Via di Luni
Dopo un’abbondante colazione a base di
pancake e bacon croccante riprendiamo i
nostri destrieri per attraversare diagonal-
mente la Lunigiana: la via di oggi prende il
nome proprio da questa zona, coperta di
boschi in cui la luce filtra debolmente tra le
fronde degli alberi. Infatti, usciti dal sotto-
bosco sul confine tra Toscana e Liguria ci
ritroviamo in una vera e propria giungla: in
pratica il Borneo sopra Aulla. La vegetazione
è così fitta che fatichiamo a proseguire, fin
quando incrociamo l’Alta Via dei Monti Ligu-
ri che ci indirizza verso la baita deputata per
il ristoro di metà giornata. Prima però trovia-
mo un cartello che ci mette in allerta: “Inizio

1
2

1 COME LAVARE LA MOTO SENZA


SPENDERE UN CENTESIMO 2 ANCHE
LE MOTO HANNO BISOGNO DI RIPOSARE
3 DAL BOSCO ALLE NUVOLE È
UN ATTIMO 4 IL BIVACCO SERALE
È IL MOMENTO PIÙ ALTO PER LA
COMUNANZA E LA CONDIVISIONE
5 IL FAI DA TE È LA REGOLA AUREA
DEL BUON FUORISTRADISTA

44 PANORAMI E SAPORI
ALPI E APPENNINI
3

tratto tecnico”, cosa vorrà dire? percorso originale. Nonostante la pianifica-


Lo scopriamo poco più a monte, davanti a zione e lo scouting effettuati ad hoc dall’or-
una ripidissima mulattiera disseminata di ganizzazione, il percorso cambia di volta in
sassi aguzzi e appuntiti che rende necessa- volta, risultando mai scontato né banale: in
rio l’operato della “Compagnia della spinta” un’esperienza del genere è necessario sa-
per arrivare tutti in cima. persi adattare camaleonticamente.
Passiamo il pomeriggio danzando per l‘Alta La destinazione della giornata è una inconta-
Via, anche se ogni tanto incrociamo cartelli minata baita nel cuore della Val d’Aveto, che
di divieto che ci impongono di deviare dal ci ripaga delle fatiche odierne con il silenzio
della natura che qui regna incontrastata.
Scambiando qualche parola con Lorenzo
Napodano, fondatore di Enduro Republic,
emergono palesi gli elementi che pervadono
l’anima di questa organizzazione: autentici-
5 tà, divertimento, conoscenza. Nulla è lascia-
to al caso, anche se ci si trova piacevolmen-
te a improvvisare. Come irrazionali robot, ci
lasciamo trasportare dagli eventi, obbligati
ad adattarci come l’acqua che prende la
forma del recipiente in cui si trova. Questa
serata coincide anche con la fine della pri-
ma Mini Ride: la formula dell’evento infatti
permette ai partecipanti di percorrere il trat-
to che si vuole, unendosi o sganciandosi dal
gruppo a piacimento. Ecco quindi terminare
i primi tre giorni del percorso, con il saluto
di alcuni partecipanti e l’arrivo di nuovi. Un
gruppo vivo, insomma, una creatura che si
alimenta e che si evolve di giorno in giorno.
Come premio, oltre a degli ottimi ravioli, una
stellata pazzesca.

La Via di levante
Purtroppo, arriva l’ultimo giorno pure per
noi, tocca rientrare alla frenesia quotidiana;
tuttavia, decidiamo di percorrere questa ulti-
ma giornata un chilometro alla volta, senza
pensare all’indomani. E così, partiamo dalla
baita con nuovi partecipanti in sella a moto

PANORAMI E SAPORI 45
1

GLI SCONOSCIUTI SI TRASFORMANO IN SORRIDENTI


COMPAGNI DI VIAGGIO, MEMBRI DELLA FAMIGLIA
ALLARGATA DEL MOTOCICLISMO TUTTO TERRENO

trare, ma una vallata alla volta, ci ritroviamo


immersi in un torrente rinfrescante, con delle
birre ghiacciate in mano. Che dire, incredibile
come passi il tempo quando ci si diverte. Pri-
ma che tramonti il sole però, è bene lasciare
questi territori aspri e isolati, per rientrare ra-
pidamente verso la civiltà della Val Padana.
Il nostro viaggio termina qui, ma la Grande
2 Via continua danzando sulle creste delle Alpi
Marittime per altri cinque giorni, attraverso
territori incontaminati in cui solo pietre e pol-
datate. Che forza questa evoluzione con- vere scandiscono i chilometri, come se un
tinua del gruppo: conoscere e conoscersi, gigantesco autocarro avesse rovesciato un
come estranei che si incrociano per strada, oceano di sassi su questo spicchio d’Italia.
tuffandosi nel passato per ritornare al giorno Alla fine, gli sconosciuti si trasformeranno in
uno. Al confine tra Emilia-Romagna e Liguria sorridenti compagni di viaggio, membri della
veniamo accolti dalla straordinaria bellezza famiglia allargata del motociclismo tutto ter-
del Monte Penna, caratterizzato da una vege- reno perché, si sa, l’elica del DNA dell’enduri-
tazione densa e rigogliosa. I faggi imponenti sta è tassellata.
e gli abeti maestosi dominano il paesaggio, Il percorso della Grande Via prosegue allun-
creando un‘ombra fresca e protettiva durante gandosi sui crinali liguri, toccando foreste e
le giornate estive. boschi per continuare verso le sterrate milita-
Questo idillio svanisce però con il più classi- ri in alta quota tra Liguria e Piemonte, come
co dei divieti di transito in mezzo al nulla: ci la Via del Sale e l’Altopiano della Gardetta.
tocca quindi circumnavigare la collina e ridi- Poi risale verso il Colle dell’Assietta, il Monte
scendere in Val Trebbia a Ottone, uno dei tan- Jafferau e il Colle del Sommeiller: insomma, il
ti borghi disseminati in questa lingua di terra non plus ultra del fuoristrada panoramico ita-
disegnata dal fiume che ne definisce l’orogra- liano. L’arrivo infine è posto a La Thuile in una 3
fia. Lasciata l’ospitalità emiliana, ci adden- baita immersa in un fitto bosco, arredata a
triamo nuovamente in territorio ligure subito immagine e somiglianza della famiglia Napo-
1 LA MERITATA FESTA FINALE ALLA
evidente, vuoi per le vallate ripide e chiuse dano. Qui sono infatti presenti cimeli e ricordi
rispetto ai dolci pendii piacentini, vuoi per il iconici, come le gomme da trial appese in sa- BAITA DI LA THUILE 2 FOTO RICORDO
mugugno tipico di queste zone. È proprio Li- lotto, oppure il bagno ricavato da una barca SUL COLLE DELL’ASSIETTA
guria mon amour, nient’altro da aggiungere. a vela, trasportato direttamente dal cantiere 3 SULLE STERRATE MILITARI
Dovremmo sganciarci dal gruppo per rien- nautico alla Valle d’Aosta. TRA ITALIA E FRANCIA

46 PANORAMI E SAPORI
SU STRADA
PAG 48 NUOVE FORME, MOLTA SOSTANZA
PAG 56 TANTO CON POCO
PAG 62 TRE GIORNI DI FESTA
PAG 66 UNA POLTRONA PER DUE
PAG 72 VECCHIA GUARDIA

SU STRADA 47
SU STRADA

NUOVE FORME,
MOLTA SOSTANZA

DI DARIO TORTORA

Sulla base tecnica della R 1300 GS, BMW presenta


anche la versione Adventure caratterizzata dal serbatoio
maggiorato e pronta per qualsiasi destinazione.
Sorprendenti le sospensioni DSA e soprattutto
il cambio assistito ASA

Q
uante moto ci sono sul mercato in GS, l’ammiraglia delle ammiraglie, il modello ture, pronta per partire e fare il giro del mondo;
grado di garantire un’autonomia di che incute timore reverenziale già a partire dal che poi questo avvenga davvero dipende solo
oltre 500 chilometri, di grossa cilin- serbatoio gigantesco da trenta litri. dall’acquirente.
drata così da poter tenere una velo- I tecnici BMW l’hanno soprannominata The L’anno scorso, con la R 1300 GS, BMW ha sa-
cità di crociera elevata nel massimo comfort, Rock e, volente o nolente, si tratta della moto puto stupire anche gli appassionati più fedeli.
che possono essere caricate di bagagli molto da turismo a lungo raggio per antonomasia, Per la prima volta da tanti anni i progettisti
più del classico mulo e, nonostante tutto, ri- allo stesso tempo la più desiderata e la più hanno lavorato per sottrazione visiva, sem-
manere pure a proprio agio sugli sterrati non chiacchierata. Nonostante il prezzo elevato, in plificando le linee alla ricerca di essenzialità.
troppo impegnativi? Non pensateci troppo, ce Italia è pure una delle più vendute: una GS su Per questa nuova Adventure, che come da
n’è una sola ed è la versione Adventure della tre esce dal concessionario in versione Adven- tradizione segue a distanza di un anno, pare

48 SU STRADA
BMW R 1300 GS ADVENTURE

invece che in Germania abbiano lavorato di mo solo che troviamo un motore bialbero da più del modello precedente); nel computo va
addizione. La base meccanica è la stessa, ma 1.300 cc che eroga 145 CV a 7.750 giri dotato tenuto presente che la Adventure viene fornita
le sovrastrutture e le plastiche sono tutte nuo- di ben 149 Nm di coppia a 6.500 giri. Il telaio di serie con alcuni accessori che sono invece
ve, sia per assecondare un design più avven- è lo stesso (ma il telaietto posteriore è stato opzionali per il modello base.
turoso, sia per andare alla ricerca di soluzioni rivisto in funzione dell’aumentata capacità di Sono ovviamente presenti tutte le innovazioni
volte a migliorare l’ergonomia, il comfort e la carico) e le sospensioni sono state ovviamen- tecnologiche che abbiamo visto sulla GS stan-
capacità di carico. te tarate in funzione della massa maggiore. A dard, a partire dall’efficace cruise control adat-
Posto che la scheda tecnica è in comune con proposito, BMW comunica che la lancetta del- tivo con funzione di frenata e passando per il
la R 1300 GS “normale”, non vale la pena in- la bilancia arriva a 269 kg in ordine di marcia e parabrezza regolabile elettricamente: una di
dugiare più di tanto nelle specifiche. Ricordia- con serbatoio del carburante al 90% (un chilo quelle comodità su cui è facile ironizzare ma

SU STRADA 49
SU STRADA
che poi, all’atto pratico, si rivela utile per cucirsi
la moto addosso a seconda del contesto e di
come si sta guidando. In questo senso è vera-
mente un peccato che i pulsanti sul manubrio
non siano illuminati, anche perché i blocchetti
si affollano sempre di più e ormai, se si sbaglia
la mira col dito, non è che partono le frecce e
basta, ma si rischia di innescare delle reazioni
complesse e imprevedibili.
Un particolare che colpisce positivamente, in-
vece, è una finezza relativa alla chiave keyless:
se non viene usata per qualche decina di se-
condi va in standby per risparmiare la batteria
e per risvegliarla è sufficiente riprenderla in
mano o scuoterla leggermente.

Bagaglio ed ergonomia
La moto è disponibile in quattro colorazioni
che rispecchiano anche l’allestimento, ma va
evidenziato che tutti gli accessori – tantissi-
mi come sempre ed eventualmente riassu-
mibili per pacchetti, che fanno inevitabilmen-
te salire il prezzo – si possono scegliere per

1
qualsiasi modello.
Spiccano le protezioni laterali per il serbatoio
ordinabili grandi o piccole, con le prime dota-
te di ganci per delle pratiche borse aggiuntive
da quattro litri l’una. Altre borsette da due li-
tri l’una si possono applicare al telaio, dietro
le gambe, e non manca la borsa da serbatoio
dotata di un pratico sistema di sgancio rapido
o di ribaltamento per fare rifornimento.
Belli anche i supporti opzionali per le valigie
laterali, che rinunciano al classico telaietto
rettangolare in tubi e sfoggiano un’architettura
inedita e apparentemente molto solida. Quello
sinistro e il portapacchi sono elettrificati, es-
sendo le rispettive valigie in alluminio dotate di
2 prese USB-C per la ricarica di oggetti elettroni-
ci e il bauletto anche di illuminazione interna e
chiusura centralizzata.
La somma delle tre valigie supera i 110 litri
di carico (e si possono eventualmente appli-
care delle espansioni da 10+10 litri opzionali
per quelle laterali) a cui va aggiunto il litraggio
delle borsette aggiuntive sparse in giro per la
moto. Nessuno avrà quindi problemi a trovare
spazio per il costume da bagno ed è apprez-

50 SU STRADA
3

BMW R 1300 GS ADVENTURE


4 5

1 IL FRONTALE IMPONENTE INTEGRA I


FARETTI DI PROFONDITÀ 2 IL CUPOLINO
SI REGOLA ELETTRICAMENTE
3 IL SERBATOIO È DA 30 LITRI
4 SUPERFICI E PASSANTI STUDIATI PER
ACCOGLIERE PICCOLI BAGAGLI
5 IL SERBATOIO È IMPONENTE,
MA STRETTO NELLA ZONA
DI RACCORDO CON LA SELLA

in 1,5 secondi, per tornare in tre secondi all’al-


tezza impostata una volta ripartiti. La funzio-
ne non va sottovalutata perché aiuta anche i
piloti più alti a salire e scendere dalla moto, e
a sollevarla dal cavalletto laterale per mettersi
in marcia; lo stesso meccanismo interviene
anche alzando la ruota posteriore come au-
silio per issare la GS Adventure sul cavalletto
centrale, una manovra che, osservandola par-
cheggiata, si direbbe impossibile per chiunque
e invece si rivela più facile del previsto.
Passando all’ergonomia si apre il capitolo del-
le selle che, non è uno scherzo, in occasione
della presentazione stampa ha occupato lo
spazio di almeno tre slide PowerPoint. Ce ne
sono per tutti i gusti (sportive, riscaldate, più
basse, più alte ecc.) e non le riassumiamo qui
per ovvi motivi di spazio. Basti sapere che in-
crociando le opzioni si arriva a dodici varianti,
con un’altezza della sella da 790 a 915 mm.

zabile il fatto che il tutto sia stato progettato e


integrato dalla Casa madre con un design cer-
tamente massiccio ma con interessanti doti
di modularità che, ne siamo certi, farà scuola.
Come dicevamo la massa è imponente e figu-
riamoci a pieno carico, tuttavia le gambe arri-
vano facilmente a terra grazie alla sella mol-
to rastremata. Le manovre a bassa velocità
sono agevolate anche dal raggio di sterzo da
record e dalla funzione di abbassamento delle
sospensioni che interviene quando si scende
sotto i 25 km/h. In questo frangente la moto
si abbassa automaticamente di tre centimetri

SU STRADA 51
SU STRADA

Insospettabile agilità
Nel campo della fisica ci sono ancora nume-
rose questioni irrisolte. Esiste una teoria che
possa spiegare tutti i fenomeni conosciuti?
Perché il tempo si muove in un’unica direzio-
Carpaneto ne? Com’è possibile che la GS Adventure sia
Piacentino
una moto maneggevole? Eppure è quello che
Relais
La Colombara si prova in sella una volta superato il momento
Veano di soggezione iniziale.
Nonostante le masse in gioco, il comporta-
Travo Ponte dell’Olio mento dinamico della giramondo BMW è
Castell’Arquato veramente sorprendente e abbiamo modo di
verificarlo con un ampio giro nel Piacentino,
Perino ossia quella zona che frequentiamo spesso
Lugagnano essendo ricca di stradine di infima qualità e
Val D’arda
Bettola

Farini Morfasso 3
Groppallo

www.roadbookmag.it/roadbook46-emilia-romagna
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

52 SU STRADA
BMW R 1300 GS ADVENTURE
5

misto strettissimo che troviamo divertenti


da esplorare. Ci accompagna in moto Gian
Francesco Tiramani, l’ospite dell’evento or- IN SINTESI
ganizzato da BMW, originario di Morfasso in BMW R 1300 GS ADVENTURE
Alta Val d’Arda. Gian Francesco ci racconta PREZZO: A PARTIRE DA 24.050 EURO
di questo territorio ancora poco aggredito dal
turismo, a differenza della vicina val Trebbia,
e del suo passato di ideatore dell’elisoccorso • PACCHETTO DYNAMIC, 860 EURO
in Italia («I primi esperimenti con una barella Riding Mode Pro, freni sportivi,
e un manichino appesi fuori») e di pilota di cambio elettroassistito Pro
soccorso medico a varie edizioni del Rally dei
• PACCHETTO INNOVATION, 1.370 EURO
Faraoni. Sempre lui è il regista del toccante
Riding Assistant, sensore di collisione
cortometraggio Seventyfive BPM, che raccon- cando susciti in me alcuna preoccupazione.
posteriore, fari a matrice
ta la storia vera di un trapianto di cuore tra due Probabile che sia merito del grandissimo
bambini, supportato dall’Associazione Italiana equilibrio generale, o del feeling immediato • PACCHETTO TOURING, 790 EURO
per la Donazione di Organi e presentato all’ul- fra manopola del gas e risposta del motore, Parabrezza elettrico, supporti per valigie
tima Mostra del cinema di Venezia. Mi rendo o magari dell’efficace posizione di guida che in alluminio, predisposizione GPS,
conto che sto divagando, ma come si fa a re- fa sentire allo stesso tempo protetti e piena- cavalletto centrale, collettore
sistere di fronte a storie così? mente al comando. La sella è molto comoda, di scarico cromato
Faccio queste riflessioni mentre macino chi- la protezione aerodinamica superlativa, se
lometri con ritmo allegro senza che l’enorme manovrata con decisione la moto scende in PRO
massa di plastica e metallo che sto infor- piega rapida e sicura. Protezione aerodinamica
Cambio ASA
Capacità di carico

CONTRO
Massa indubbiamente elevata
Blocchetti comandi non illuminati
Prezzo impegnativo

1 IL PORTAPACCHI POSTERIORE
È BASCULANTE ED È PRESENTE UNA
PRESA ELETTRICA PER LA VALIGIA
2 IL CATALOGO DELLE SELLE OFFRE
UNA VASTA SCELTA DI OPZIONI
3 LE SELLE SONO RISCALDATE
4 LA BORSA DA SERBATOIO SI SOLLEVA
PER CONSENTIRE IL RIFORNIMENTO
IN MANIERA AGILE 5 NUOVI ANCHE
I TELAIETTI PER LE VALIGIE CHE
NON SONO PIÙ TUBOLARI

53
SU STRADA

Il motore boxer, che una volta era famoso solo completamente automatica, che interviene
per la coppia generosa, da un paio di gene- presto o tardi a seconda della mappa motore
razioni ha da dire la sua anche in allungo. La impostata. In questo caso rimane sempre la
grinta è tale che, pure accettando di chiudere possibilità di cambiare quando si vuole sem-
un occhio sul Codice della strada, non sono ri- plicemente agendo sul pedale: se le condizioni
uscito a trovare un tratto di asfalto sufficiente non lo permettono, ad esempio perché si cer-
per sfogare la cavalleria fino alla zona rossa, ca di scalare a un numero di giri troppo alto, la
considerando anche che fra moto e pilota sta- centralina impedirà l’attuazione del comando.
vo sparando in avanti l’equivalente del peso di All’atto pratico l’ASA prende delle decisioni
un’utilitaria.
Tuttavia le vere sorprese della giornata sono
altre, a partire dal comparto sospensioni.
Davanti troviamo l’ennesima evoluzione del
sistema Telelever che, senza entrare in tec-
nicismi, è stato ulteriormente affinato con il
preciso intento di restituire al pilota un po’ di
feeling della ruota anteriore (ma chi viene da
un’architettura tradizionale come il sottoscrit- A questo indirizzo è disponibile la prova in video
to fatica ancora ad abituarsi). https://www.roadbookmag.it/video-prova-bmw-r-1300-gs-adventure
Inoltre la GS Adventure monta di serie le so-
spensioni elettroniche DSA (Dynamic Suspen-
sion Adjustment) che, fra l’idraulica che lavora
con una logica semiattiva e una centralina
elettronica che elabora le sue decisioni in si-
nergia con gli altri parametri della moto mo-
dificando il coefficiente K delle sospensioni,
la tengono letteralmente incollata al terreno
e provvedono ad assorbire con mirabile pre-
cisione i trasferimenti di carico nei cambi di
direzione e in frenata.

BMW ASA: il cambio che cambia la GS


L’ultima grande sorpresa non è legata al mo-
dello Adventure in sé, visto che nel 2025 la
troveremo anche sulla GS normale, ed è rap-
presentata dal cambio automatico opzionale
ASA (Automated Shift Assistant). Ci si trova
con il pedale del cambio tradizionale, ma privi
della leva della frizione; alla guida si può de-
cidere di cambiare “manualmente” (col piede)
e ci verrà a mancare solo l’uso della leva con
la mano sinistra, oppure, premendo in qualsi-
asi momento un bottone in prossimità dello
specchietto sinistro, passare alla modalità

54
BMW R 1300 GS ADVENTURE
tutto sommato condivisibili. In mappa Road
tende a usare poco il freno motore, cosa che
a me non piace perché ho uno stile di guida
che cerca di frenare il meno possibile e usare
molto il cambio, ma in Dynamic cambia quasi
sempre quando lo farei io, anche per quanto
riguarda gli allunghi. Non intendo che le mie
decisioni siano “più giuste”, ma che con questi
sistemi semiautomatici è molto importante
che la moto lavori sulla stessa lunghezza d’on-
da del pilota, altrimenti quest’ultimo si sente
spiazzato.
A questo proposito BMW sostiene che il si-
stema è stato progettato per apprendere in
continuazione per cui, col passare del tempo,
si adatta allo stile di guida del pilota, oltre a
tenere conto in tempo reale di una marea di
informazioni in arrivo dalla piattaforma iner-
ziale e dagli altri apparati elettromeccanici del-
la moto (apertura del gas, freni, sospensioni).
Il sorriso sotto il casco, però, arriva quando
passo in modalità manuale. Non nascondo
che ho sempre ritenuto che il cambio legno- praticamente istantanee. Il motivo è presto riva dalla centralina.
so, duro, fosse il vero punto debole della GS; detto: a differenza di un quickshifter tradizio- Complimenti a BMW: è il suo debutto in que-
anche aiutati dal quickshifter, quando si pas- nale, che in sostanza è una leva meccanica sto tipo di tecnologia eppure il livello qualitati-
sa da una marcia all’altra sembra sempre di elettroassistita, l’ASA rimane elettronico, con vo è già altissimo. Non resta che “mettere la
avere il tempo per un caffè. Con l’ASA in mo- il pedale che semplicemente attua un co- prima” e partire per il giro del mondo di cui si
dalità manuale le cambiate sono fulminee, mando come se fosse un’istruzione che ar- diceva all’inizio.

CON L’ASA IN MODALITÀ


MANUALE LE CAMBIATE
SONO PRATICAMENTE
ISTANTANEE

55
SU STRADA

TANTO CON POCO

A due anni dal suo ritorno la nuova Honda Transalp 750


riceve per il 2025 un aggiornamento estetico e tecnico:
interventi apparentemente piccoli ma dal risultato notevole

DI ANTONIO FEMIA

P
resentata a EICMA 2022, la riedizione quasi archetipica nella sua semplicità. Tecnici re. Oltre ai quattro riding mode preimpostati
della Honda Transalp rappresenta la e designer di Honda non si sono comunque (Standard, Sport, Rain, Gravel) sono disponibili
reincarnazione della media tuttofare seduti sugli allori, concentrandosi sugli aspetti due mappe User configurabili in potenza, freno
che ha segnato una generazione di critici. Dal punto di vista tecnico, a convincere motore, controllo trazione, modalità di inter-
viaggiatori ed esploratori in moto. Con lei è tor- poco era anche la sospensione posteriore piut- vento dell’ABS. Quando si disattivano comple-
nata in gamma Honda un’alternativa più pic- tosto morbida e caratterizzata da un SAG stati- tamente il controllo trazione e l’ABS al poste-
cola ed economica all’ammiraglia Africa Twin, co importante che riduceva di molto l’escursio- riore, tali funzioni vengono ripristinate al valore
ma più votata alla praticità e versatilità per via ne disponibile, abbassando l’altezza da terra. È minimo alla successiva accensione del quadro
delle dimensioni contenute. La prima versione proprio da qui che il team Honda è partito per come misura di sicurezza. Tra le varie configu-
del 2023 fece molto discutere per il frontale realizzare questa nuova versione, che abbia- razioni segnaliamo la possibilità di impostare
mutuato dalla CB500X, che la vulgata bollò mo avuto modo di provare in occasione della tre livelli di reattività del quickshifter sia a salire
come troppo banale e povero, non all’altezza presentazione stampa tenutasi nell’entroterra che a scendere.
di un nome così importante. Un’operazione tut- di Tavira, in Algarve. La regione meridionale del A tutte queste funzioni si accede in modo mol-
to sommato in linea con la politica di Honda Portogallo è stata scelta dalla Casa giappone- to intuitivo tramite la strumentazione TFT da
che spesso utilizza gli stessi componenti per se per via delle strade ben asfaltate e scarsa- 5″, rinnovata con icone più grandi e visibilità
modelli diversi (ad esempio troviamo lo stes- mente trafficate. migliorata grazie all’incollaggio ottico, una par-
so frontale su NT1100 e X-ADV) che però ha ticolare colla tra schermo e vetro esterno che
in qualche modo raffreddato l’entusiasmo per Le novità che servono riduce riflessi e aberrazioni. La strumentazione
questo grande ritorno. Dal punto di vista meccanico nulla è cambiato: è dotata di connettività Honda RoadSync che
A dispetto di tutto il chiacchiericcio, nel 2024 la il motore rimane il bicilindrico in linea da 755 permette di effettuare e ricevere telefonate e
nuova Transalp 750 è stata la quinta moto più cc capace di 92 CV e 75 Nm che per questa messaggi (grazie alle istruzioni vocali con det-
venduta in Italia (la seconda della Casa dopo nuova versione riceve aggiornamenti sull’elet- tatura), ascoltare musica, ricevere indicazioni
Africa Twin), segno della bontà del progetto: tronica. La revisione dei parametri di iniezione di navigazione turn-by-turn con pittogrammi e
una moto ben dotata dal punto di vista tecno- ha portato a un’erogazione più fluida e un’ac- ottenere informazioni meteo. Tutte le funzioni
logico, dalle linee essenziali e senza fronzoli, centuata differenziazione tra le mappe moto- a schermo vengono gestite dal nuovo joysti-

56 SU STRADA
SU STRADA
57
HONDA TRANSALP 750 2025
SU STRADA

ck retroilluminato a quattro vie sul blocchetto di un’apertura anteriore atta a far entrare l’aria
sinistro, forse un po’ piccolo per l’utilizzo con per attenuare le turbolenze intorno al casco.
i guanti invernali ma di sicura efficacia nell’u- L’aggiornamento più importante riguarda le
tilizzo generale. Per muoversi tra i riding mode sospensioni e ha come protagonista il mono-
c’è il tasto dedicato sulla sinistra del joystick: ammortizzatore posteriore con leveraggio Pro-
premendolo a lungo si attiva una scorciatoia Link. Il componente è stato rivisto per offrire un
per la configurazione delle mappe User, utile maggiore sostegno, e anche la forcella è stata
ad esempio per disattivare al volo il controllo modificata per lavorare in accordo con le nuo-
di trazione. La strumentazione offre tre diversi ve impostazioni del mono. Sia la forcella che il
layout, due dei quali (contagiri a barra e circo- mono sono regolabili nel precarico, rispettiva-
lare) mostrano tutte le informazioni desiderate mente su quindici e sette livelli: purtroppo non
che possono essere scelte dall’apposito menu, è presente un pomello al posteriore, e la forcel-
mente il terzo è estremamente semplificato al la si regola “all’antica”, contando i giri del dado
punto di non visualizzare il contagiri. È un pec- superiore senza l’ausilio di un clic.
cato che un cruscotto così chiaro e completo
abbia come complemento solo una predispo- Agile giramondo
sizione per presa 12 V mentre la presa USB-C Appena saliti in sella si sente di avere per le
è relegata al vano sottosella. mani una vera tuttofare. La Transalp 750 2025
Come detto all’inizio, il gruppo ottico è cambia- è una moto compatta che dà la sensazione
to: al posto del riflettore singolo c’è ora un dop- di avere tutto sotto controllo, anche grazie al
pio proiettore alloggiato dietro a un vetro unico peso di 208 kg in ordine di marcia. La sella a
la cui forma può vagamente ricordare il doppio 850 mm di altezza permette un buon appog- www.roadbookmag.it/
faro dell’Africa Twin. Oltre a produrre un fascio gio a terra e la triangolazione ergonomica roadbook46-portogallo
di luce più ampio e profondo, il nuovo gruppo da seduti è molto comoda: braccia distese e
ottico è il fulcro di una modifica estetica e fun- polsi non troppo in alto, busto eretto e piega A questo indirizzo è disponibile
zionale importante: il frontale è ora più scolpito delle ginocchia corretta. La triangolazione in il percorso relativo all’articolo.
e la parte superiore è cresciuta in ampiezza, piedi è accettabile, ma un serbatoio più stret- È consultabile online e scaricabile
con un profilo laterale che si raccorda alla li- to all’altezza delle ginocchia renderebbe tutto per il proprio navigatore
nea del parabrezza; quest’ultimo è ora dotato più facile durante i trail più impegnativi. I piccoli satellitare o dispositivo GPS.

58 SU STRADA
1 IL MOTORE

HONDA TRANSALP 750 2025


1
BICILINDRICO IN LINEA
DA 755 CC 8V È LO
STESSO IN DOTAZIONE
ALLA HORNET E SI
CARATTERIZZA PER
L’ELASTICITÀ E LA
GRINTA. IL RAPPORTO
PESO/POTENZA È
IDENTICO A QUELLO
DELL’AFRICA TWIN
2 IL CAMBIO
QUICKSHIFTER È
PRECISO E PUÒ ESSERE
REGOLATO SU TRE
LIVELLI DI REATTIVITÀ
2
3 LO SCARICO BASSO
CONVINCE POCO SU UNA
MOTO DEL GENERE
4 LE PINZE NISSIN E
I DISCHI A MARGHERITA
OFFRONO UNA FRENATA
POTENTE E MODULABILE

interventi sulla parte superiore della carena


hanno decisamente sortito l’effetto desidera-
to: nonostante l’esilità del parabrezza di serie,
questo offre un buon riparo dal vento e dalle
turbolenze a un pilota alto 175 centimetri. Per
i più corpulenti e per chi vuole maggior riparo
sono disponibili opzionalmente sia il parabrez-
za maggiorato più alto di 75 mm, sia i defletto-
ri laterali per ridurre le turbolenze intorno alle
braccia.
Il lavoro fatto sulle sospensioni risulta vera-
mente efficace: la forcella e il mono Showa
copiano bene le asperità dell’asfalto ingoiando
senza scomporsi intoppi e ostacoli come radici
e buche impreviste, quelle su cui si finisce sen-
za neanche rallentare. La stessa compostezza
si ritrova quando si spalanca il gas in uscita di
curva o nei cambi repentini di direzione: una
guida quasi telepatica che spesso fa dimen-
ticare di trovarsi alla guida di una moto con
anteriore da 21” e posteriore da 18”. I riding

SU STRADA 59
SU STRADA
mode danno un effettivo carattere alla moto: È con questa mappa che abbiamo percorso 1
come da tradizione Honda, a cambiare da una un tratto smosso in salita piuttosto lungo, che
mappa all’altra non è la potenza massima ma la Transalp 750 2025 ha masticato in modo
l’erogazione. In parole povere, i CV sono sem- eccellente. Non è stato necessario disattivare
pre 92 ma cambia la risposta dell’acceleratore. il controllo di trazione per arrampicarsi in velo-
La mappa Standard è quella più equilibrata cità, con accelerazioni brusche e riprese brio-
e adatta a un turismo rilassato. Attivando la se. Anche in questo caso le sospensioni con
mappa Sport si ha per le mani una moto vi- escursione da 200 mm all’anteriore e 190 mm
brante e reattiva, con un’accelerazione potente al posteriore si sono rivelate all’altezza della si-
e decisa ma sempre gestibile, in una parola go- tuazione offrendo il pieno controllo della moto.
duriosa. La ciliegina sulla torta è il cambio qui- La frenata è molto buona sia su asfalto che
ckshifter che, impostato a livello medio, lavora su fondi naturali: le pinze Nissin mordono con
con precisione e senza sobbalzi anche quando decisione e modulabilità i due dischi a marghe-
lo si strapazza. Il serbatoio da 16,9 litri potreb- rita anteriori da 310 mm, con l’ABS che entra in
be far pensare a una scarsa autonomia ma i funzione in modo discreto solo nelle situazioni
consumi rilevati durante questa prova (in cui limite; anche il posteriore da 256 mm offre un
non ci siamo affatto risparmiati nel ruotare la buon controllo della direzionalità e una frenata
manopola) si sono attestati intorno ai 20 km/l, decisa in fuori strada. Dispiace solo che su un
che si traducono in una percorrenza di quasi mezzo pronto a tutto e dall’elettronica raffinata
350 km prima di rimanere a secco. Ad anda- manchi il cruise control e che i cerchi a raggi
ture turistiche è da ritenere quindi attendibile siano con camera d’aria.
l’autonomia dichiarata di circa 390 km. Poco male perché se, come prevedibile, il
Tra i riding mode si apprezza in modo partico- prezzo rimarrà pressappoco invariato si potrà
lare Gravel, “scritto” per affrontare le strade a avere per le mani una vera globe-trotter con lo dato nuova vita a un progetto già buono in par-
fondo naturale mantenendo l’utilizzo di con- stesso rapporto peso/potenza dell’Africa Twin tenza. Le nuove sospensioni non solo lavorano
trollo di trazione e ABS opportunamente tarati. a poco più di 10.000 euro. In conclusione gli meglio, ma permettono di usare fino in fondo
interventi effettuati sulla nuova Transalp 750 un motore che lavora bene già dai bassi regimi
2025 sono minimi eppure così mirati da aver e allunga fino a 9.500 giri; la protezione aero-

IN SINTESI
PRO CONTRO
Motore reattivo ed elastico Assenza cruise control
Elettronica raffinata Cerchi con camera d’aria
Comfort ed ergonomia Sospensioni regolabili solo con attrezzi

COLORAZIONI
TRICOLOUR ROSS WHITE, PEARL DEEP MUD GREY, GRAPHITE BLACK

ACCESSORI
• RALLY PACK
PROTEZIONI MOTORE, PARAMANI, PEDANE RALLY, QUICKSHIFTER • URBAN PACK
• ADVENTURE PACK TOPCASE 50 LITRI COMPLETO DI PIASTRA, SCHIENALINO E
BARRE PARACARENA, PROTEZIONE RADIATORE, FARETTI LED BORSA INTERNA, PARABREZZA ALTO, CAVALLETTO CENTRALE
• COMFORT PACK • TRAVEL PACK
BORSA SERBATOIO DA TRE LITRI, DEFLETTORI, SELLA COMFORT, VALIGIE LATERALI CON TELAIO E BORSE INTERNE, PRESA 12V
MANOPOLE RISCALDATE, PEDANE PASSEGGERO COMFORT

60 SU STRADA
2

1 IL GRUPPO OTTICO
È STATO RIVISTO E SI
INSERISCE BENE NEL
FRONTALE CON IL NUOVO
PARABREZZA 2 LA SELLA
3 ALTA 850 MM È ALLA
5 PORTATA DI MOLTI ED È
COMODA SULLE LUNGHE
4 DISTANZE; PERMETTE
DI VARIARE POSIZIONE
ED È ADEGUATA ALLA
GUIDA OFF ROAD
3 LA STRUMENTAZIONE
TFT CON CONNETTIVITÀ
HA UNA GRAFICA PIÙ
VISIBILE; L’ELETTRONICA
PERMETTE DI IMPOSTARE
DIVERSI PARAMETRI DEL
MOTORE 4 IL COMPUTER
DI BORDO È INTERAMENTE
GESTIBILE DAL JOYSTICK
RETROILLUMINATO SUL
BLOCCHETTO SINISTRO;
I RIDING MODE HANNO
UN TASTO DEDICATO

dinamica è buona e la bagagliabilità di tutto ri-


spetto. Poco importa lo scarico basso: questa
non è una moto per correre ma per esplorare
il mondo portando con sé il necessario, perfet-
tamente a suo agio quando l’asfalto finisce e
inizia il divertimento.
La Honda Transalp 750 2025 è disponibile in
tre livree differenti: oltre alla classica Tricolor,
aggiornata e alleggerita, c’è anche la nuova
Graphite Black a omaggiare il modello degli
anni che furono. Completamente nuova è in-
vece la colorazione Pearl Deep Mud Grey a
base grigia con inserti in giallo. Come sempre
il parco accessori Honda è ricco di componen-
ti acquistabili singolarmente o a pacchetti. Tra
i cinque pacchetti disponibili per esplorare le
strade del mondo riteniamo indispensabili il
Rally Pack (piastra paracoppa avvolgente in
alluminio, barre paramotore e paramani in pla-
stica) e l’Adventure Pack con paracarena tubo-
lare e fari LED supplementari.

SU STRADA 61
SU STRADA

TRE GIORNI DI FESTA

DI ANTONIO FEMIA

FOTO MARCO MANZONI E ANTONIO FEMIA

L’ultima edizione di Motor Bike Expo è stata la più grande


di sempre con oltre 700 espositori da 20 Paesi su 120.000 mq,
più di 3.000 moto esposte e ben 170.000 visitatori che hanno
affollato gli otto padiglioni di Veronafiere. Anche quest’anno
i nostri workshop hanno riscosso un grande successo

C
ome ogni anno è stata anche per biamo infatti voluto replicare la formula dei saperi e buone pratiche che fanno la dif-
noi una grande fatica ampiamen- workshop gratuiti su argomenti utili duran- ferenza tanto quando si è in sella lontano
te ripagata dai tanti lettori affe- te un viaggio in moto, il nostro doposcuola da casa quanto negli spostamenti di tutti
zionati che sono venuti a trovarci per chi ha voglia di perdersi consapevol- i giorni.
per un saluto, recuperare un arretrato o rin- mente nel mondo.
novare l’abbonamento, insieme ai tanti che Anche quest’anno l’iniziativa ha incontrato I workshop di RoadBook a MBE 2025
hanno frequentato i nostri seminari. la fiducia dei partner che ci hanno suppor- I seminari del doposcuola di RoadBook
Forti del successo dello scorso anno, ab- tato in questo momento di condivisione di hanno come scopo quello di lasciare a chi

62 SU STRADA
IL SEMINARIO SU

MOTOR BIKE EXPO 2025


POSIZIONE
DI GUIDA
E BAGAGLIO
È STATO TENUTO
DA ALESSANDRO
PAGANI DELLA
DI TRAVERSO
ADVENTOURING
INSIEME
A MARCO

vi assiste qualche conoscenza in più su ar-


gomenti spesso molto conosciuti ma poco
compresi, tentando di correggere alcune
pratiche errate ma sedimentate nel tempo.
È il caso del corso su ergonomia e bagaglio Una condivisione di saperi
condotto da Alessandro Pagani, istruttore e buone pratiche
federale della Di Traverso Adventouring, Alla fine di ogni sessione abbiamo
presentato e incalzato dal nostro Marco rilasciato l’attestato di partecipa-
Manzoni. zione, che non abilita a nulla ma
Il soggetto delle dimostrazioni dal vivo è è un souvenir carino da appendere
stata una BMW F 900 GS allestita con ba- impiegate dall’industria per ottenere sicu- in garage: è stato bello scoprire che c’è
gagli e accessori SW-Motech, in sella alla rezza e prestazioni. chi lo metterà vicino a quello ricevuto lo
quale Alessandro ha mostrato il modo cor- Il workshop sulla navigazione GPS ha avu- scorso anno.
retto di caricare i bagagli e le posture da to come oggetto la configurazio-
tenere nelle diverse situazioni. ne e l’uso di OsmAnd, l’app carto-
Metzeler è stata partner del seminario sul- grafica tra le più diffuse. Presen-
la scelta e l’utilizzo degli pneumatici tenuto tato dal nostro Antonio Femia, a
da Alessandro Brevi, product manager del suggerire come districarsi nella
marchio presentato dal nostro Dario Tor- complessa interfaccia c’era Mari-
tora. Il suo intervento è stato preciso ed no Bologna, esperto di cartogra-
esaustivo nello spiegare le forze che inter- fia e orienteering e nostro fidato
vengono durante la marcia e le tecnologie collaboratore sull’argomento.

PRESENTATO DA DARIO, ALESSANDRO


BREVI DI METZELER SPIEGA
COME SCEGLIERE E UTILIZZARE
GLI PNEUMATICI DA MOTO

SU STRADA 63
SU STRADA

MARINO BOLOGNA
SPIEGA INSIEME
A TOTÒ COME
DISTRICARSI
NELL’UTILIZZO
DELL’APP
OSMAND

Chi non fosse riuscito a


seguire i nostri corsi non
deve crucciarsi perché
abbiamo avuto la premu-
ra di registrarli e a breve
saranno disponibili sul
nostro canale YouTube,
un buon motivo per iscri-
versi e rimanere sempre
aggiornati sul mondo dei
viaggi in moto e dell’adventouring.

Dakariani allo stand di RoadBook


RoadBook è la casa di chi vive il viaggio
in moto come scoperta del mondo e di
sé stesso, perciò al nostro
stand non poteva mancare
la testimonianza di due pilo-
ti reduci dall’ultima edizione
del rally più blasonato e mito-
logico della storia del motor-
sport.
A raccontarci della loro Dakar
c’erano Jader Giraldi, nostra
vecchia conoscenza, e Andy
Winkler di cui trovate l’inter-
vista a pagina 100 di questo
numero: estroverso e pirotec-
nico il primo quanto timido e
riservato l’altro, hanno dato vita
a un botta e risposta divertente
quanto introspettivo.
È sempre emozionante avere di fronte in
carne, ossa e voce i personaggi di cui si
sono seguite le gesta in gara, ed è ancora
più coinvolgente sentirli parlare e interro-
garli sugli aspetti più intimi e profondi della
competizione.

64 SU STRADA
ANDY WINKLER E JADER GIRALDI
RACCONTANO LA LORO ESPERIENZA
ALL’ULTIMA DAKAR

Motor Bike Expo 2025: com’è andata


L’evento, nato trent’anni fa in altri luoghi
e con altro nome, si è attestato negli anni
come il punto d’incontro per tutti i soggetti
dell’universo motociclistico, andando ben
oltre il mondo custom con cui la manife-
stazione ha mosso i primi passi.
Difficile citare qui tutte le iniziative presen-
tate durante questa edizione, dall’esposi-
zione dei nuovi modelli delle oltre trenta
Case presenti ai test ride, dai contest de-
dicati ai preparatori agli show nelle aree
esterne.
Non sono mancati gli incontri tra il pub-
blico e i piloti reduci dalle recenti compe-
tizioni, le aree di vendita di abbigliamento
e accessori, gli organizzatori di eventi ad-
ventouring e i tour operator.
In attesa di conoscere le date di Motor Bike
Expo 2026 vi diamo già appuntamento alla
prossima edizione.

SU STRADA 65
SU STRADA

UNA POLTRONA
PER DUE

Honda rinnova la sua gran turismo nell’estetica,


nella meccanica e nella ciclistica: motore con più coppia,
piattaforma inerziale e sospensioni elettroniche
per viaggiare comodi e sicuri

66 SU STRADA
SU STRADA
67
DI DONATO NICOLETTI
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
SU STRADA

D
opo tre anni di onorato servizio Il TFT da 6,5” è touchscreen (per ragioni di maggiore fluidità di funzionamento. Il DCT
nel listino del colosso giapponese sicurezza solo a veicolo fermo) e gestisce lavora in combinazione con la piattaforma
e ventimila esemplari venduti, la le funzioni principali del mezzo, inclusi Blue- inerziale a sei assi la quale misura velocità,
NT1100 si rinnova nel corpo e nello tooth e le opzioni Apple CarPlay e Android angolo di inclinazione, accelerazioni verticali
spirito con una serie di migliorie che imple- Auto. Le linee del serbatoio da 20,4 litri resta- e laterali, forza centrifuga per impostare la
mentano le qualità intrinseche del progetto no sostanzialmente invariate; la sella invece cambiata ottimale. Le novità riguardano an-
originario. ha una seduta più ampia pur risultando più che l’ABS con funzione cornering, il controllo
La gran turismo, o crossover che dir si voglia, scavata nella parte anteriore. Riviste anche di trazione HSTC selezionabile su tre livelli
di casa Honda è stata sottoposta a un’atten- le valigie laterali, più larghe di 25 mm e con ed escludibile, anti-impennata, segnalatore
ta analisi da parte dei tecnici i quali sono capienza incrementata: 37 litri a sinistra e 36 della frenata di emergenza e l’immancabile
intervenuti, con lo zelo e la precisone che li a destra, tanto che possono accogliere an- cruise control.
contraddistingue, sull’estetica e sulle qualità che un casco integrale. Per il 2025 la NT1100 si presenta anche
aerodinamiche (qui le variazioni più evidenti con le sospensioni elettroniche sviluppate
a occhio nudo) e in maniera più incisiva su Sotto il vestito da Showa con il progetto EERA, Electroni-
propulsore e ciclistica. È però sotto il “vestito” che si scoprono cally Equipped Ride Adjustment. Il sistema
le vere novità della Honda NT1100 DCT funziona in base a tre parametri definiti dal
Sopra il vestito Electronic Suspension – la versione stan- sensore dell’escursione (150 mm di corsa su
Le linee della NT1100 diventano più affuso- dard conserva invece il cambio manuale e le entrambi gli assi) dalla piattaforma inerzia-
late, con i volumi che si raccordano tra loro sospensioni tradizionali. Sotto la carrozzeria le e dalla ECU. L’EERA calcola e ottimizza lo
grazie a linee spigolose capaci di snellire l’in- gli ingegneri giapponesi hanno lavorato di smorzamento della forcella a steli rovescia-
sieme nonostante la carrozzeria nella zona fino su meccanica e ciclistica per migliora- ti da 43 mm e del mono posteriore su ogni
del pilota sia diventata più avvolgente e pro- re la qualità generale del mezzo. Grazie agli tipo di terreno, irrigidendo progressivamente
tettiva, con il faro anteriore a LED che ingloba interventi su elettronica e idraulica il sistema le sospensioni di pari passo con l’aumento
anche gli indicatori di direzione, eliminando DCT (Dual Clutch Transmission) opera ora in della velocità, con tempi nell’ordine dei 15
così quelle antiestetiche piccole protuberan- maniera più dolce, annullando quel fastidio- millisecondi.
ze laterali all’avantreno. so “effetto fionda” nel passaggio tra un rap- Il monoammortizzatore ha quattro modalità
Il parabrezza ha dimensioni più compatte e porto e l’altro del cambio. Succede infatti che di precarico eseguibili anche in movimento,
ora può essere regolato manualmente dalla un nuovo algoritmo calcola viscosità e resi- che vanno dal solo pilota alla presenza di
sella – cinque le posizioni disponibili, 167 i stenza del lubrificante all’interno del circuito, passeggero e bagagli.
millimetri di escursione. attuando la frizione in tempi più celeri e con Le Showa EERA lavorano con i riding mode

68 SU STRADA
1 IL PARABREZZA È REGOLABILE

HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION


SU 5 POSIZIONI E IL GRUPPO OTTICO
A LED INCLUDE ANCHE LE FRECCE
2 LE SOSPENSIONI EERA DI SHOWA SONO
LA NOVITÀ PRINCIPALE DELLA NT1100 DCT
3 SONO TRE LE COLORAZIONI DISPONIBILI
PER LA NT1100 DCT ELECTRONIC
SUSPENSION 2025 4 IL DCT FA BELLA
MOSTRA DI SÈ SUL LATO DESTRO DEL
PROPULSORE 5 IL BLOCCHETTO SINISTRO
DEI COMANDI CHE REGOLA LE FUNZIONI
PRINCIPALI DELLA NT1100 DCT

1 2

4
5
SU STRADA

Tour, Urban, Rain e User, due modalità com- maggiorate, cornetti di aspirazione allungati
pletamente personalizzabili che offrono ben di 65 mm, nuova fasatura e centralina con
24 impostazioni di precarico. nuove mappature. L’erogazione risulta più
In Honda non si sono però limitati a lavorare dolce e la coppia sale a 112 Nm, ottenibili a
su estetica, sospensioni e trasmissione, in- 5.500 giri.
tervenendo anche sul propulsore. Cilindrata
e potenza restano invariate (1.084 cc e 102 In strada, comodamente
CV), ma ora ci sono prese d’aria dell’airbox Una volta accomodati sul ponte di comando
si apprezza l’ergonomia della triangolazione

IN SINTESI
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
PREZZO: NT1100 STANDARD 14.890 EURO, NT1100 DCT ES 16.890 EURO

PRO CONTRO 2
Comfort di marcia Complessità blocco comandi sinistro
Ergonomia Accensione schermo touch
Trasmissione Luce a terra in caso di pieghe accentuate 1 IL TOP CASE DA 50 LITRI È OFFERTO
COME ACCESSORIO 2 LE VALIGIE
ACCESSORI
LATERALI, DA 36 E 37 LITRI, SONO
• SELLA COMFORT • BORSA INTERNA TOP CASE DA 25 LITRI
FACILMENTE ASPORTABILI 3 LA BORSA
• PEDANE PASSEGGERO COMFORT • BORSA SERBATOIO DA 4,5 LITRI
DA 4,5 LITRI È UTILE PER RIPORRE
• FENDINEBBIA A LED • SCHIENALE COMFORT PER TOP CASE
IL TELEFONO E ALTRI PICCOLI OGGETTI
• TOP CASE DA 50 LITRI • PANNELLO IN TINTA PER TOP CASE 4 LA STRUMENTAZIONE È RACCHIUSA
NELLO SCHERMO TFT DA 6,5”

sella-manubrio-pedane e la leggibilità dello


schermo. Meno immediato il rapporto con
il blocchetto sinistro del manubrio che ge-
stisce le funzioni principali della NT1100. La
visione di insieme potrebbe risultare com-
plessa e probabilmente a qualcuno occor-
rerà del tempo per memorizzare la funzio-
ne a cui corrisponde ognuno dei numerosi
tasti.
Scegliamo la mappatura Tour e partiamo.
La prima sorpresa arriva dalla dolcezza di
esecuzione del DCT, il quale ha perso il rude
stacco di avvio rendendo le partenze e i mo-
vimenti a basse velocità privi di incertezze;
praticamente un burro, e anche con l’au-
mento dell’andatura le cose non cambiano.
Lo stesso comportamento lo si ha nella mo-

70 SU STRADA
HONDA NT1100 DCT ELECTRONIC SUSPENSION
3

Il turismo nel DNA


La NT1100 DCT è indub-
biamente una moto da
turismo e come tale va
approcciata. Ha potenza
a sufficienza e l’erogazio-
ne del propulsore riflette
dalità manuale: utilizzando le palette il DCT le caratteristiche princi-
reagisce in modo fluido e veloce. pali che un mezzo di que-
Definire la NT1100 DCT Electronic Suspen- sto tipo deve possedere:
sion una poltrona non è un esercizio di cavalli erogati senza ru-
ruffianeria, ma una reale percezione fisica dezza, compostezza e
perché con il DCT migliorato, la sella ampia 4 decisione, ergonomia e
e soffice e l’incessante lavoro delle sospen- comodità, volume di ca-
sioni EERA la guida risulta vellutata e senza rico, protezione aerodina-
sgradevoli reazioni cinematiche. NT1100 DCT continua invece a mantenere mica anche a velocità decisamente extra
A prescindere dal tipo di curva o dalle con- la sua rotta con sorprendente facilità. Qua- codice, impianto frenante capace di risol-
dizioni dell’asfalto – certo non un campo da lunque sia il raggio della curva la moto non vere situazioni critiche e una nutrita serie
golf – la NT1100 DCT neutralizza le imper- cambia atteggiamento: nonostante i 261 di accessori dedicati per renderla completa
fezioni della strada mantenendo un equili- chilogrammi di peso resta salda in traietto- e pienamente fruibile. Per il 2025 Honda
brio e una linearità ottimali. Di primo acchito ria senza scomporsi. Inoltre, grazie alla sua propone due versioni della NT1100: la stan-
la continua variazione di assetto, dovuto dinamicità, nel caso si percorra una curva dard (solo nera) con cambio e sospensioni
alle sospensioni elettroniche, potrebbe far con brio non è difficile mettere in connessio- tradizionali e la DCT Electronic Suspension
pensare a una tenuta di strada latente; la ne le pedane con l’asfalto. in tre colori differenti.

SU STRADA 71
SU STRADA

VECCHIA GUARDIA

DI MARIO CIACCIA

Nuova generazione per la famiglia dei Montana 700:


presente uno schermo più luminoso, una memoria raddoppiata,
una batteria più potente e una presa di ricarica USB-C.
Durano più a lungo e si ricaricano più in fretta

C
oloro che navigano seguendo È quindi un’ottima notizia quella che Gar- Circa dieci anni fa è però uscito il Montana
le tracce, specie in fuoristrada, min abbia deciso di rinnovare la sua serie della serie 600, con schermo da 4” touch
sono divisi tra chi lo fa con lo Montana 700, sostanzialmente in quattro usabile anche con i guanti. 253 g il corpo,
smartphone e chi con dispositivi cose: schermo più luminoso, batteria più 41 g la batteria da 7 Wh. Lo schermo era
specializzati. Gergalmente li chiamiamo potente, ricarica tramite presa USB-C e molto luminoso, se usato alla massima
GPS, ma non esiste un termine preciso, se memoria interna più capace. Esternamen- impostazione.
pensate che in Garmin usano “dispositivo te non cambia nulla, né a livello estetico, Scendendo di livello, navigare diventava
portatile GPS” (DPG). né di dimensioni. difficile. Se non avevi l’attacco del GPS sul
Non staremo qui a disquisire sui pro e Breve passo indietro: nel campo dei dispo- manubrio collegato alla batteria, usare il
contro di entrambe le soluzioni, ma dire- sitivi Garmin specifici per navigare tracce, Montana 600 con lo schermo “a palla” era
mo che la tendenza della popolazione è di per noi motociclisti c’era il 276, con scher- possibile soltanto per tre ore. Poco male:
abbandonare sempre di più i DPG a favore mo da 5” e pulsanti. Ma molti lo trovavano la batteria era piccola, si trovava in rete a
degli smartphone, per cui gli amanti dei troppo grosso e gli preferivano i GPSMAP 21 euro, era facile portarne dietro un po’ di
primi hanno paura che questi si estingue- 60/65 per camminatori a piedi, con scher- scorta e al limite si potevano rimpiazzarle
ranno per sempre. mino da 3”. con tre stilo AA.

72 SU STRADA
LA SCOCCA ROBUSTA

GARMIN MONTANA 760I


È SAGOMATA PER
ACCOGLIERE LA
STAFFA DI AGGANCIO
SIMILE A QUELLA DEL
MODELLO PRECEDENTE
MA DIVERSA DI
POCHI MILLIMETRI.
LA BATTERIA OFFRE
UN’AUTONOMIA
DI NOVE ORE ALLA
MASSIMA LUMINOSITÀ,
CHE DIVENTANO
24 CON LUMINOSITÀ
AL MINIMO

Quando lo abbiamo avuto in prova ci siamo


subito resi conto che, alla massima impo-
stazione, era meno luminoso del 600, men-
tre la batteria più grossa permetteva di usar-
lo per cinque ore e mezza, sempre alla mas-
sima luminosità. Portarsi dietro una batteria
Da quattro a cinque pollici 700i dotato di fotocamera da 8 MP in grado di scorta era meno agevole che col 600: era
Nel 2020 è arrivata la famiglia dei Montana di geolocalizzare le immagini. Il 750i è stato molto più grossa e costosa (100 euro).
700, che dovevano offrire qualcosa in più provato da RoadBook nel 2021. Invece nel Il 700 era più moderno, come impostazione,
perché erano già in conflitto con le app di 2023 abbiamo provato lo Zumo XT2: Gar- rispetto al 600 e lo schermo più grande con-
navigazione degli smartphone. Così il 700i min continua a produrre strumenti diversi sentiva di navigare meglio. La differenza più
poteva essere dotato, tramite abbonamen- indirizzati sia a coloro più interessati alla grossa la si notava usandolo con “traccia in
to satellitare, della tecnologia inReach, che navigazione stradale con indicazioni, sia alto” nell’impostazione simil navigatore, con
permetteva funzioni al servizio della sicu- agli appassionati di fuoristrada che usano le frecce di svolta.
rezza come il servizio SOS interattivo, la le tracce.
possibilità di inviare e ricevere messaggi, le Rispetto ai 600, i 700 erano più grandi come I nuovi Garmin Montana 710 e 760
previsioni meteo e la rete satellitare globale corpo (315 g), come schermo (5”) e come Adesso arrivano i 710, 710i e 760i, che fanno
Iridium. batteria, che era da 12 Wh, era integrata nel- le stesse cose dei 700, 700i e 750i ma con
Invece per scaricare le mappe satellitari lo sportellino e pesava 92 g. Era ancora pos- in più le novità di cui parlavamo prima. Lo
BirdsEye non serviva l’abbonamento. Il 700 sibile rimpiazzarla con tre stilo, ma serviva schermo è sempre transflettivo da 480×800
base era privo di queste cose, il 750i era un un adattatore da acquistare separatamente. pixel, è effettivamente più luminoso ma

IL DISPOSITIVO
È DOTATO DI
FOTOCAMERA DA
8 MP UTILE PER
ACCOMPAGNARE
LE DESCRIZIONI
DEI PUNTI SALVATI.
LA TECNOLOGIA
INREACH PERMETTE
DI LANCIARE UN SOS
E COMUNICARE CON
I SOCCORSI MEDIANTE
RETE SATELLITARE
IRIDIUM. TRA LE
FUNZIONI EXTRA C’È
ANCHE IL METEO

SU STRADA 73
SU STRADA
non arriva neanche lui ai livelli del 600; co- mera – sempre da 8 Mp – ce l’ha solo il 760i.
munque col 700 si navigava benissimo, E restano, purtroppo, l’interfaccia e i menu
come abbiamo già detto durante la prova delle versioni precedenti, che già segnava-
del 2021. Nelle foto il 760i è quello al centro. no il passo nei confronti degli smartphone.
La memoria interna passa da 16 GB, che Però è facile abituarsi e agire velocemente
erano già tanti, a 32. Per le mappe che ca- anche mentre si guida.
richiamo noi motociclisti forse è una novità Ciò che preme sapere della nuova famiglia
di poco conto, mentre chi va per mare avrà sono la durata della batteria e della ricarica.
maggiore spazio per le carte nautiche digita- Alla massima luminosità è rimasto acceso
li nBlueChart g3. per nove ore, quindi dura il 64% in più. Gar-
Più interessanti sono le altre due modifiche. min dichiara 18 ore col GPS attivo per il 750i
La batteria adesso ha 17 Wh, quindi un bel e 24 per il nuovo, quindi il 33% in più; questa
42% in più, ma esternamente è identica alla durata si raggiunge con l’illuminazione al
precedente: significa che, se hai un 700/750, minimo.
puoi aumentarne l’autonomia di un bel po’. Il A questo grosso miglioramento si aggiunge
prezzo è sempre di 100 euro. la sostituzione della porta Micro USB con
Evidentemente, quando sono stati fatti i pri- la USB-C, che sta già simpatica perché non
mi 700, si era già previsto di aumentare l’au- devi stare ad azzeccare il verso di innesto,
tonomia, per cui quello sportellino-involucro ma soprattutto permette di ricaricare 17 Wh
dev’essere stato progettato più abbondante di batteria in tre ore e venti minuti, mentre il
del necessario, “in increscimento”, come si 700 caricava la 12 Wh in cinque ore. Sulla bi-
diceva quando si compravano i vestiti da 7 lancia, la batteria pesa solo 7 grammi in più.
anni ai bambini di 5. I nuovi 700 costano dai 50 ai 100 euro in più,
Nel suo sito, Garmin spiega bene il funzio- di listino ufficiale Garmin, rispetto ai prece-
namento del sistema inReach ma lo abbia- denti: stiamo parlando di 700 euro per il 700,
mo provato anche noi. Per attivare l’SOS è 850 euro per il 710i e 950 euro per il 760i. Il
sufficiente spostare il coperchio di gomma prezzo lo mette in diretta concorrenza con
e premere a lungo il tasto. È un sistema che gli smartphone più dotati che, oltre a navi-
può salvarvi la vita, se doveste trovarvi per gare molto bene, fanno un milione di altre
terra, fratturati, da soli e nel mezzo del nulla. cose.
Questa prova s’è svolta durante una bella Ma ha certamente senso considerare un
OLTRE CHE CON LA STAFFA È
giornata di nebbia, di quelle dove, a momen- dispositivo specifico come questo, più re-
POSSIBILE ALIMENTARE IL DISPOSITIVO
ti, devi usare il GPS persino per trovare la via sistente alle intemperie e alle vibrazioni,
dove abiti. Lo schermo si vede meglio, spe- dotato a richiesta di supporto specifico MEDIANTE LA PRESA USB-C PROTETTA
cie mentre si guida e si possono buttare solo alimentato e, a sua volta, studiato per re- DA UNA COVER IN GOMMA. IL TASTO
occhiate veloci sullo strumento. sistere alla dura vita di qualsiasi oggetto SOS È PROTETTO DA UN COPERCHIO
Quindi, per esempio, le previsioni meteo venga fissato su una moto, specie se usata RIGIDO PER EVITARNE L’ATTIVAZIONE
sono sul 710i e sul 760i, mentre la fotoca- in fuoristrada. INVOLONTARIA

L’INTERFACCIA
È UN PO’ DATATA,
SOPRATTUTTO PER
QUANTO RIGUARDA
LA GRAFICA DEI
MENU E LA LOGICA
DI FUNZIONAMENTO.
IN COMPENSO
LA QUALITÀ
DELLO SCHERMO
TRANSFLETTIVO,
LA ROBUSTEZZA
E LA PRECISIONE
DELLE MISURAZIONI
RENDONO IL MONTANA
UNO STRUMENTO
TRA I PIÙ AFFIDABILI

74 SU STRADA
OLTRECONFINE

PAG 76 VERDI DISTESE E ROSSE CICATRICI


PAG 78 ANCORA PIÙ A EST
PAG 86 UN’AVVENTURA SABBIOSA

OLTRECONFINE 75
OLTRECONFINE

DI NICOLA FIORESE

VERDI DISTESE
E ROSSE CICATRICI
In Bosnia sulle tracce della storia recente del Paese
balcanico. Da Sarajevo a Mostar tra un passato
difficile da dimenticare e un futuro pieno di speranza

A
pprofittando del ponte del 25 apri- di mortai ricordo della guerra civile riempiti Verso Mostar
le decido di visitare la Bosnia ed di vernice rossa a titolo commemorativo. Il mattino seguente mi metto in strada per
Erzegovina. Parto senza un pro- La Baščaršija è il cuore storico della città; raggiungere Mostar. Facendomi largo tra i
gramma preciso, perché voglio qui si trova la Sebilj, una fontana rivestita turisti entro in uno dei numerosi locali per
che siano il caso e l’istinto a guidarmi. Da in legno nei pressi della quale mi conce- assaggiare un’altra specialità di origine tur-
Trieste raggiungo la Slovenia e passo in do un caffè bosniaco. Poi visito la Galerija ca: il börek è una torta salata arrotolata che
Croazia. Piove, fa freddo e le cime delle Alpi 11/07/95, una toccante mostra fotografica può essere riempita con carne macinata,
Dinariche sono ancora coperte di neve. sul genocidio di Srebrenica operato dall’e- verdure o formaggio.
sercito serbo. A seguire incrocio la bibliote- Oltre al cibo, Mostar offre la moschea Koski
In Bosnia ca universitaria, la cattedrale del Sacro Cuo- Mehmed-Pasha, dal cui minareto si può
Entro in Bosnia e a Drvar trovo un B&B per la re e il Ponte Latino. godere il migliore panorama della città, e
notte. L’indomani ci sono 2 gradi: mi metto Al tramonto mi sposto verso il Bastione ovviamente lo Stari Most – il ponte vecchio
addosso di tutto e prendo la via di Sarajevo. Giallo, dal quale si gode un bel panorama – distrutto nel 1993 dai croato-bosniaci e ri-
La strada è una sorpresa: curve, rettilinei, la- della città, mentre riecheggiano i richiami costruito solo undici anni dopo.
ghi e punti panoramici, ideali per fotografa- alla preghiera dei muezzin: uno spettacolo Ripresa la moto procedo verso Knin, dove
re. A Sarajevo mi concedo un piatto di pita e unico che difficilmente dimenticherò. Trovo ho previsto di passare la notte. Quindi rien-
ćevapčići e mi dedico al baklava, lo stucche- un ristorante e ceno con zuppa di verdure e tro in Croazia e lungo la strada faccio sosta
vole e zuccheroso dolce turco. Meno dolci un delizioso stufato. Ancora due passi per per il pranzo a Sinj. Ne approfitto per visitare
sono le “rose di Sarajevo” i fori di proiettili e gli ultimi scatti e poi mi infilo in branda. la locale fortezza, e penso a quanto sia me-

76 OLTRECONFINE
1

BOSNIA ED ERZEGOVINA
1 NEL CENTRO STORICO DI SARAJEVO 2 L’INCONFONDIBILE STARI
MOST A MOSTAR 3 L’ANTICA FORTEZZA DI KNIN

alquanto diverse dall’italiano, ragion per cui


saluto la compagnia e mi accomodo nel
mio giaciglio.
Sulla via del ritorno faccio tappa alla fortez-
za di Nehaj a Senj, attraverso l’Istria, passo
Trieste ed entro in autostrada: il viaggio è
al suo termine, non mi resta che tornare a
casa, conservare i ricordi e le suggestioni di
questa esperienza e guardare avanti, verso
la prossima avventura.

raviglioso viaggiare senza troppi program-


mi, lasciandosi guidare dal caso.

Di nuovo in Croazia
Raggiungo il B&B a Knin in contemporanea
con Rastislvs, un motociclista slovacco il
quale mi offre un bicchiere di whisky che
accetto volentieri.
Knin non ha un vero centro storico, però
c’è l’immancabile fortezza sulla collina
che domina la cittadina: il suo panorama è
l’ennesimo regalo di questa esperienza. A
cena – una pizza decente – Rastislvs mi
racconta dei suoi viaggi, e rifletto sul fatto
che non viaggio mai abbastanza. Rientrati
al B&B troviamo i padroni di casa che ci at-
tendono con una bottiglia di Jägermeister.
Dopo qualche bicchiere e molte chiacchie-
re mi rendo conto che le lingue slave sono
OLTRECONFINE

ANCORA
PIÙ A EST

Dopo essere partito dal Salento per raggiungere


l’Afghanistan, Rocco continua a raccontarci
del suo itinere che lo ha spinto fino in Nepal,
nel cuore dell’Himalaya

DI ROCCO ANTONIO COSSA

E
ro rimasto a Ghazni in Afghani- La TV della verità è altrettanto emblematica: «I nostri morti
stan (RoadBook 43) e da qui ri- Le nicchie che ospitavano i giganteschi non avevano peso mediatico, le statue in-
prendo a narrare la mia esperien- Buddha sono desolatamente vuote da vece sì. Così venne deciso di farle saltare
za di vita motociclistica sulle rotte quando, nel 2001, l’iconoclastia talebana in aria per mostrare al mondo la nostra
dell’Oriente, intenzionato a raggiungere decise di eliminare ogni traccia di ciò che determinazione nel volerci riprendere la
la catena montuosa più alta del pianeta, veniva venerato prima che Maometto dif- nostra terra».
quell’Himalaya il cui nome evoca vette fondesse la sua parola in questa parte di Dopo aver visitato il parco nazionale
mitiche, imprese leggendarie e spiritualità mondo. Qui incontro una troupe televisiva, Band-e-Amir arrivo a Kabul ritrovando po-
tanto semplice negli usi quanto profonda la quale mi propone un’intervista: accetto vertà, polvere e posti di blocco, ma anche
nella capacità di sondare l’animo umano. a condizione che poi sia io a porre loro frammenti di normalità in un Paese con
Ed è proprio la ricerca della spiritualità – alcuni quesiti. Per cui chiedo come mai ancora troppe contraddizioni, come i muri
quantomeno quella visiva – che mi porta in pochi parlano inglese nonostante la e il filo spinato che fanno ancora parte
a Bamiyan, dove la montagna fu scavata ventennale presenza americana: mi vie- dell’arredo urbano ordinario. La strada Ka-
dall’uomo per renderla prima luogo di ri- ne risposto che «gli yankee se ne stavano bul-Jalalabad è considerata tra le arterie
fugio e poi centro religioso, in seguito bru- chiusi nelle loro basi e quando uscivano più pericolose del pianeta, perché si snoda
talmente mutilato da chi ha una visione non era mai un buon segno». La risposta in territorio talebano ed è teatro di inciden-
delle cose retrograda e mistificatrice. sulla scomparsa dei Buddha di Bamiyan ti mortali a causa delle precarie condizioni

78 OLTRECONFINE
ASIA
prima città in territorio pakistano; vecchia
e fatiscente ma con infrastrutture moder-
ne. Esco a fare due passi tra odore di frit-
to e immondizia, tra medicanti, sirene e gli
immancabili tuk-tuk.
Un commerciante mi invita nel suo picco-
1 lo negozio offrendomi del lassi, tipica be-
vanda a base di yogurt, e la possibilità di
conversare con qualcuno del posto.
Peshawar mi ospita per un paio di giorni,
poi decido che è tempo di muovermi ver-
so nord. Guidare tra le zone montuose del
Pakistan non è qualcosa che può essere
affrontata con leggerezza: il navigatore
GPS mi aveva allertato paventandomi
circa sette ore di percorrenza per coprire
trecento chilometri, ma io non gli avevo
creduto. Pensavo, ingenuamente, che le
mie capacità di guida e una moto legge-

1 IL CONCETTO DI STRADA IN
AFGHANISTAN 2 UNO DEI NUMEROSI
POSTI DI BLOCCO CONTROLLATI DAI
TALEBANI 3 GHAZNI, IL NIENTE
IN MEZZO AL NULLA

2
3
di sicurezza. Eppure da qui passano tutte
le merci provenienti dal Pakistan, uno dei
pochi Paesi che intrattiene rapporti com-
merciali con l’Afghanistan. Di questa terra
che sto per lasciare conserverò lo stupo-
re della sua gente, i sorrisi, la curiosità, la
gentilezza, l’ospitalità e le bottiglie d’acqua
offertemi direttamente dalle auto in corsa.
Ma anche i paesaggi, i monumenti e –
sembrerò blasfemo – gli occhi penetranti
dei talebani dei quali faticavo a sostenere
gli sguardi perché trasmettevano più tri-
stezza che cattiveria.

Accoglienza e strade impossibili


Una volta passato il confine ai 1.070 metri
del passo Khyber raggiungo Peshawar, la
OLTRECONFINE
1 INTERVISTATO DALLA TV LOCALE
A BAMIYAN 2 LO SPETTACOLARE
PARCO NAZIONALE DI BAND-E-AMIR
3 RIFORNIMENTO VOLANTE A GILGIT,
PAKISTAN 4 IL PASSO KHUNJERAB
SEGNA IL CONFINE TRA PAKISTAN
E CINA 5 LUNGO LA FAMOSA
E TEMUTA KARAKORUM HIGHWAY

ra avrebbero sicuramente avuto ragione


di quelle previsioni esagerate, invece mi
sbagliavo. Da queste parti frane e smotta-
menti sono all’ordine del giorno, le strade
si trasformano in pietraie sconnesse, le
curve si affacciano a strapiombo nel vuo-
to con salti di centinaia di metri.
La tappa da Chitral a Gilgit si rivela 1
la più impegnativa. Dopo Mastuj
il traffico scompare e mi ritrovo
da solo nel nulla, senza connes-
sione ma felice tra le montagne,
il verde della valle e il fiume im-
petuoso. È l’adrenalina a guidarmi
fino ai 3.719 metri dello Shandur
Pass, il valico che divide il Khyber
Pakhtunkhwa dal Gilgit-Baltistan,
regione dove le condizioni di vita

3
UNA TROUPE TELEVISIVA MI PROPONE UN’INTERVISTA:
ACCETTO A CONDIZIONE CHE POI SIA IO
A PORRE LORO ALCUNI QUESITI

sembrano migliori rispetto a quelle dei arroganza. Incrocio padre e figlio con mo-
territori appena lasciati che segnano il torino: hanno bucato, sono in ritardo ma
confine con l’Afghanistan. Qui le baracche non posso abbandonarli e impieghiamo
sono meno fatiscenti e più ordinate, le due ore per riparare la gomma. Sta fa-
donne esistono, hanno un volto e in alcuni cendo buio e non riuscirò a raggiungere
casi anche i capelli. il primo villaggio, ma il karma mi premia:
La gente è cordiale, i bambini si sbracciano un ragazzo spunta dal nulla e mi invita a
per salutare, le auto si muovono con meno passare la notte nella sua casa sul fiume.

80 OLTRECONFINE
ASIA
Khunjerab Pass
AFGHANISTAN

Kabul
Bamiyan
www.roadbookmag.it/roadbook46-asia
Islamabad
Ghazni A questo indirizzo è disponibile
il percorso relativo all’articolo.
Manali È consultabile online e scaricabile
per il proprio navigatore satellitare
Lahore o dispositivo GPS.

PAKISTAN
NEPAL

Agra Katmandu

Varanasi

INDIA

Però una frana La grande India


può darti la pos- Quello di Wagah-Attari è l’unico confine
sibilità di fare terrestre transitabile fra Pakistan e India.
nuovi incontri: Sul lato indiano mi accoglie una ragazza
mentre aspet- minuta in divisa, dai capelli neri e lo sguar-
to che la strada do ordinario. Mi rende il passaporto con
4 venga libera- fare gentile e pochi metri dopo realizzo
ta conosco un che, per settimane, sono stato talmente
gruppo di ragazzi immerso in un mondo di veli da non ricor-
Karakorum Highway in viaggio da una settimana armati solo dare più l’immensa emozione che provo-
Tanto suggestiva quanto famigerata, di zaino e piccole motorette da 150 cc. ca il semplice sguardo di una donna. Du-
la Karakorum Highway prima mi illude Mi rivedo nella loro semplicità, quando ai rante il controllo del Carnet de Passages
facendomi godere panorami strepito- tempi della mia gioventù vivevo gli stessi en Douane ritrovo la giovane poliziotta, la
si, come l’incredibile lago di Attabad o il sogni motociclistici. quale mi passa il suo numero di telefo-
passo Khunjerab – dove a 4.693 metri
un cancello divide il Pakistan dalla Cina
– poi, a sud di Gilgit, si rivela una strada 5
trafficata, asfaltata a tratti e per lo più pe-
ricolosamente dissestata.
La stagione del monsone è appena pas-
sata e a causa delle frane ci sono sassi
ovunque e camion, bus e auto si infilano
dappertutto incuranti di moto e motorini;
per non finire nel vuoto sono spesso co-
stretto a frenate di emergenza sul ciglio
dei burroni. In tutto questo disagio ci sono
posti di blocco ovunque che dilatano i
tempi di percorrenza e talvolta impongo-
no scorte armate anche solo per pochi
chilometri. Poi, quando le cose sembrano
migliorare, una nuova frana rimescola le
carte facendo saltare tutti i piani di viag-
gio con attese lunghissime.

OLTRECONFINE 81
OLTRECONFINE
no dicendomi che potrò contare su di lei
in caso di bisogno. Non male come ben-
venuto in India!
Amritsar dista trenta chilometri dalla fron-
tiera ed è li che mi dirigo perché la picco-
la KTM necessita di un tagliando già da
parecchio tempo. Trovo un hotel, mi lavo,
esco, attraverso la strada ed entro in un
wine shop: non resisto, e dopo quasi un
mese di rettitudine analcolica mi regalo
una piccola quantità di vodka.
Bottiglia in tasca e sigaretta accesa mi
dirigo baldanzoso verso il Golden Temple
– il centro spirituale del sikhismo – ma
la security mi blocca ancor prima dell’in-
gresso contestandomi la pratica del taba-
gismo e soprattutto il flacone di vodka. Mi
trattano come un balordo, tento di convin-
cerli che non lo sono, ma vengo respinto.
Fortunatamente la visita è solo rimanda-

1
2

ERA SOLO QUESTIONE DI TEMPO:


L’INDIA CHE CERCAVO NON ERA
AD AGRA MA A VARANASI

82 OLTRECONFINE
ASIA
ta al giorno seguente quando incontro Finisco la serata a casa della sua fami- sare a Tiziano Terzani e al suo rapporto
Ronjiee Singh, giovane sikh al quale mi glia, discutendo con la madre sul karma con l’India che, seppur sporca, povera,
accomuna il possesso della KTM 390 Ad- del nostro incontro. bugiarda, corrotta, impietosa e indifferen-
venture. Grazie a lui posso vivere la visita te, una volta incontrata difficilmente la si
al Golden Temple in maniera speciale: se- Da un misticismo all’altro dimentica.
guo la sua preghiera, mi immergo con lui Muovendo verso McLeod Ganj – dove vi- Continuo verso nord con l’intenzione di
nelle acque della vasca sacra ed entro in vono il Dalai Lama e il governo tibetano raggiungere il Ladakh e i suoi passi verti-
diretto contatto con il misticismo dei sikh. in esilio – non posso fare a meno di pen- ginosi, ma dopo Manali trovo frane, strade
impraticabili e blocchi stradali che mi fan-
no desistere dal proposito, visto il poco
tempo che ancora mi rimane per raggiun-
gere la mia meta.
Dato che la strada verso l’Himalaya india-
no mi è preclusa decido allora di punta-
re verso sud, cercando di ripercorrere in
qualche modo le orme del buon Tiziano.
Quindi lascio l’Himachal Pradesh, attra-
verso Delhi ed entro nell’Uttar Pradesh la
cui capitale Agra custodisce il luogo più
famoso dell’India, quel Taj Mahal rivesti-
to di candido marmo e ridotto a feticcio

1 BAGNO NELLE SACRE ACQUE DEL


GANGE A VARANASI 2 SOCCORSO
A MOTOCICLISTI INDIANI DALLE PARTI
DI DELHI 3 MONACI BUDDHISTI
A DHARAMSALA 4 IL GOLDEN TEMPLE
AD AMRITSAR 5 LA STRADA CHE
DA MANALI SALE VERSO
IL ROTHANG PASS E IL LADAKH

4
5

4
OLTRECONFINE
per turisti provenienti da ogni dove.
Era solo questione di tempo, l’india che 1 SOSTA RISTORATRICE
cercavo non era ad Agra ma a Varanasi. È LUNGO LE STRADE DEL
questa l’India di Terzani: la vedo ovunque
NEPAL 2 KATMANDU,
tra mercati rumorosi e tuk-tuk beffardi,
tra clacson impazziti e pedoni strafot-
LA MOTO VIENE PREPARATA
tenti, tra case fatiscenti e hotel di lusso PER LA SPEDIZIONE AEREA
3 OSPITE A CASA DELLA
ma soprattutto nella melma del Gange
tra escrementi, preghiere e pire funerarie. GIOVANE HARTY
Dalle finestre delle case risuonano canti 4 L’INTERNO DI UN TEMPIO
e nenie mentre pittoreschi sādhu e occi- BUDDHISTA A KATMANDU

re a casa e da valorizzare. Non posso che


essere grato alla vita e a me stesso.
È giunto così il tempo di impacchettare la
moto, spedirla in Italia e tornare alla vita
normale. La piccola grande KTM 390 Ad-
venture mi ha portato ovunque, agevolan-
domi su ogni tipo di percorso, soprattutto
su quelli che ritenevo improbi per le mie
scarse capacità.
Gli ultimi giorni conosco Harty, una gio-
vanissima artista che mi ospita nella mo-
destissima casa della sua famiglia – una

dentali affascinati si scambiano quesiti e 2


risposte. Questa è l’India che desideravo
respirare e portarmi via, come un souve-
nir emotivo: ora posso raggiungere Kat-
mandu e prepararmi al rientro.

Nel cuore dell’Himalaya


Ma, tra il dire e il fare ci sono sempre di
mezzo le strade indiane e anche quelle
nepalesi, un classico percorso su asfalti
disastrati intasati da lenti e fumosissi-
mi camion che ondeggiano stracarichi
tra una buca e l’altra. Impiego dodici ore
per coprire 280 chilometri pieni di fati-
ca, adrenalina, stress, paura e gioia. Ora
che sono a Katmandu posso finalmente
far riposare il mio corpo e anche la mia
mente, dopo che per decine di volte mi ha
chiesto, inascoltata, chi mai mi avesse or-
dinato di arrivare fino a qui. Il punto è che
ho fatto tutto da solo; l’ho desiderato, l’ho
realizzato, sono ancora tutto intero e con
un nuovo bagaglio di esperienze da porta-

84 OLTRECONFINE
ASIA
3

stanza per dieci persone nello slum di


Katmandu – dove sua madre, poco meno
povera degli altri, provvede ogni giorno a
sfamare i bambini della comunità, coin-
volgendomi nella distribuzione dei pasti
e regalandomi così momenti di indimen-
ticabile, semplice e profonda umanità. 4

OLTRECONFINE 85
OLTRECONFINE

UN’AVVENTURA
SABBIOSA
Un viaggio in Marocco con tanto off road alla scoperta
di un popolo e di una terra affascinante. Tra imprevisti
e incontri, la realizzazione di un viaggio tanto sognato per anni

S
barcati a Tangeri e compiuto con- Si va a sud vare dall’alto le vasche dove vengono trattate
trolli e registrazioni di rito ci diri- Anche se prevalentemente su asfalto, in que- le pelli, abbiamo la possibilità di ammirare a
giamo verso Chefchaouen, che ci sta prima tappa non ci facciamo mancare le distanza ravvicinata la maestria dei conciatori
affascina fin da subito. Appena arri- difficoltà, tra la pioggia battente e una tempe- che le lavorano con dei coltellacci come fosse
viamo ci si avvicina un locale per indicarci un sta di sabbia che ci sferza per bene. Fès è tra le la cosa più facile al mondo.
luogo sicuro dove parcheggiare e un riad in città più importanti e antiche del Marocco e il Lasciamo la città imperiale, stavolta inten-
cui passare la notte. Il nostro nuovo amico ci suo suq rimane autentico e vivace nonostante zionati a impolverare le moto. Iniziamo con
porta poi a visitare la medina della Città Blu, i tanti turisti. È qui che la sera ci perdiamo volu- un po’ di sterrati e piste poco impegnativi. A
così viene chiamata, dove possiamo saggia- tamente a piedi, facendo nuove conoscenze e un certo punto ci ritroviamo in mezzo a un
re l’ospitalità locale. La colazione sulla terraz- cenando alla buona nei luoghi frequentati dai piccolo canyon profondo e largo una decina
za dell’hotel il mattino dopo ci permette di locali. L’antica città è famosa per il commer- di metri. Torniamo indietro per trovare come
ammirare dall’alto i tetti della medina, che vi- cio e le sue storiche concerie che riusciamo a uscirne ma non capiamo come fare: ci tocca
sitiamo ancora una volta per godere alla luce visitare dall’interno: le raggiungiamo prima di proseguire fin quando non troviamo un guado
del sole dei suoi vividi colori che ci rapiscono lasciare la città, con le moto cariche che affi- particolarmente ostico in fondo a una frana.
al punto di perdere la via dell’hotel. Una volta diamo a un parcheggiatore mentre l’ennesimo Decidiamo di lanciarci giù, superando l’osta-
trovata la strada, carichiamo le moto e pun- figuro si offre di farci da guida. Decidiamo di fi- colo senza intoppi. Concludiamo la prima
tiamo verso Fès darci e facciamo bene perché, invece di osser- giornata di off road in un alberghetto anonimo

DI DAVIDE MORRA
1

MAROCCO
2

in un punto imprecisato sulla strada verso Er- ramente da soli e bisogna ricordarsi sempre
rachidia. di avere con sé acqua, carburante, cibo e una
L’indomani cominciamo a fare sul serio inol- tenda dove poter riposare. Inizia una discesa
trandoci su strade che da asfaltate diventano durissima dove appoggiamo le moto a terra
piste facili e divertenti, ma dura poco. Le piog- un paio di volte. Per evitare di passare il po-
ge dei giorni precedenti hanno trasformato la meriggio a contare le buche, ci decidiamo a
pista in una palude di argilla nella quale riman- percorrerla tutta d’un fiato.
go invischiato rimediando una dolorosissima Riusciamo a fare rifornimento un attimo pri-
storta alla caviglia e al ginocchio che mi fa ma di finire a secco in un villaggio proprio
cadere da fermo. Marco, il mio compagno di quando il sole sta per calare. Mentre cerchia-
viaggio, mi aiuta a rialzarmi e riparto con fati- mo sul web dove passare la notte, sbuca il so-
ca per via del ginocchio gonfio. lito locale che si ferma ad attaccare bottone e
Ho difficoltà a guidare in piedi e a governare ci consiglia un albergo gestito da una signora
la moto, ma proseguiamo ugualmente fino italiana, dove possiamo parcheggiare in sicu-
a 2.700 metri di altitudine, mentre l’off road rezza le moto e assaggiare i suoi famosi spa-
comincia a farsi impegnativo. In questi luoghi ghetti. Per stasera niente passeggiata perché
sperduti, fantastici ma ricchi di insidie, si è ve- il ginocchio fa molto male.

1 NEL ROSSO DEL MAROCCO


2 CHEFCHAOUEN LA CITTÀ BLU
3 LE VASCHE DOVE VENGONO
TRATTATE LE PELLI A FÈS

OLTRECONFINE 87
OLTRECONFINE

1 LE CASCATE DI OUZOUD
2 VERSO LE GOLE DEL TODRA 1

DOVE MANGIARE
E DORMIRE
RIAD LA SANTA
Rue Benjelloun Rue Bendiban
91000 Chefchaouen
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88 OLTRECONFINE
MAROCCO
Nel deserto vero dopo una cena a lume di candela come una
Dolorante sì, ma l’ostinazione non cala. Ri- vecchia coppia affiatata. Non manchiamo di
partiamo verso l’agognata Merzouga, inol- fare una vista alle cascate l’indomani, ma tut-
trandoci su un terreno duro che presto lascia to quel camminare mette a dura prova il mio
spazio a lingue di sabbia insidiose. Marco ginocchio dolorante.
cade e veniamo subito soccorsi da alcuni no- Meglio rimettersi in moto e proseguire verso
madi che si offrono di guidarci fino a un loro Marrakech dove, dopo esserci sistemati in
accampamento. Qui li salutiamo per prose- hotel e strigliati ben bene, prendiamo un taxi
guire da soli: riusciamo a uscire dal deserto, per raggiungere la caotica piazza Jamaa el
trovando da dormire proprio alle porte della Fna e il suq adiacente, nel quale ci perdiamo
distesa di dune in un hotel lussuoso ma tutto piacevolmente tra un souvenir e l’altro prima
sommato abbordabile. di dedicarci alla cena in un ristorante con ter-
L’indomani attraversiamo il paesaggio di roc- razza ad ammirare lo spettacolo della piazza
ce rosse e strade tortuose che conducono brulicante. Da qui in poi puntiamo a nord ver-
alle gole del Todra, passate le quali incon- so la fine del viaggio: di volata ci fermiamo
triamo piste facili e divertenti. Dopo un intero a Casablanca per un panino con vista sulla
pomeriggio di trastullo raggiungiamo Bou- grande moschea per poi proseguire e rag-
malne Dades, dove ci fermiamo per la notte giungere prima possibile l’imbarco. Arrivati a
prima di visitare le omonime gole alla luce Tangeri ritroviamo altri viaggiatori incontrati
del giorno. Dopo questo capolavoro della na- per strada durante questo viaggio, altri anco-
tura affrontiamo uno sterrato che ci porta a ra conosciuti durante la traversata di andata,
quasi 3.000 metri di quota e poi giù fino alle che rendono meno tristi le operazioni di im-
cascate di Ouzoud, dove passiamo la notte barco per il rientro a casa.
2

OLTRECONFINE 89
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STORIE E PERSONE
I deserti ci affascinano, li sogniamo al
punto che investiamo risorse ed energie per
prepararci ad affrontarli, consapevoli delle
difficoltà e dei pericoli a cui andiamo incontro.
Nelle pagine che seguono vi raccontiamo due
modi di sfidare sé stessi: Klaus Nennewitz
ci porta tra le sabbie della Namibia per un
reportage dal nono International GS Trophy
dove ventidue squadre si sono date battaglia
in gare che a tratti ricordano Giochi senza
Frontiere. Aldo Winkler, reduce dalla sua
seconda Dakar, ci racconta invece il punto di
vista di chi affronta il nulla in solitaria, in lunghe
giornate segnate dal road book dove si è l’unica
persona su cui contare nell’immediato.

STORIE E PERSONE 91
STORIE E PERSONE

DI KLAUS NENNEWITZ

92 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
I RE DELLA SAVANA
Si è svolta in Namibia la nona edizione
dell’International BMW GS Trophy. Sei squadre femminili
e sedici team maschili si sono dati battaglia per aggiudicarsi
gli ambiti trofei: quest’anno c’era anche una squadra italiana

STORIE E PERSONE 93
STORIE E PERSONE

O
gni due anni BMW Motorrad
organizza questo spettacolare
evento in alcune delle aree più
esotiche del pianeta. Il BMW GS
Trophy però non ha molto a che fare con
la pura competizione, con la velocità o i
tempi delle prove speciali, ma ha invece
attinenza con le capacità di guida, la de-
strezza, le competenze tecniche, la cultu-
ra motociclistica e, soprattutto, lo spirito
di squadra.
Chiunque sia interessato può partecipa-
re al GS Trophy, una tantum, a patto che
superi le impegnative selezioni. 1.200 ap-
passionati di tutto il mondo si sono iscrit-
ti alle prove di qualificazione: ne sono
uscite sedici squadre maschili – formate
da tre piloti – e sei squadre femminili –
con due amazzoni ciascuna – provenienti
da ben ventitre Paesi. Le moto prescelte
erano naturalmente le BMW R 1300 GS di
serie, equipaggiate con accessori origina-
li e pneumatici Metzeler Karoo 4 montati
su ruote a raggi tubeless.

1
Il lodge sull’altopiano
Il fulcro dell’evento è stato il Midgard Lo-
dge di Okahandja sull’altopiano centrale
della Namibia, situato novanta chilome-
tri a nord della capitale Windhoek, dove
il clima estremamente secco e caldo e
le forti escursioni termiche tra il giorno
e la notte hanno messo a dura prova le
capacità psicofisiche dei partecipanti. I
pernottamenti in tenda e le lunghe tap-
pe giornaliere, fino a 450 chilometri con
quasi dieci ore di guida, hanno richiesto
prestanza fisica, resistenza mentale e
un intenso lavoro di squadra, soprattutto
durante le sezioni speciali. In ogni tappa i
partecipanti si sono trovati ad affrontare
diversi passaggi selettivi, alcuni dei quali
erano percorsi combinati di enduro e trial
dove l’obiettivo principale era quello di

LE MOTOCICLETTE BLOCCATE
NELLA SABBIA POTEVANO ESSERE
RECUPERATE SOLAMENTE CON
L’AIUTO DEI COMPAGNI DI SQUADRA

94 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
4

1 A GAS SPALANCATO SULLE PISTE


DI SABBIA 2 LO SQUADRONE
TEDESCO PRIMA DELLA PARTENZA
3 POLVERE? QUALE POLVERE?

STORIE E PERSONE 95
STORIE E PERSONE
terminare il tracciato prestabilito in modo
pulito, per intenderci senza poggiare i pie-
di a terra, mentre i tempi di percorrenza
avevano importanza secondaria. Le mo-
tociclette incagliate o bloccate nella sab-
bia potevano essere recuperate solamen-
te con l’aiuto dei compagni di squadra e il
tempo segnato valeva sempre per l’intero
team. Oltre alle pure esperienze di guida
si sono svolte anche prove di riparazione
degli pneumatici, di navigazione a piedi
con la bussola, una sfida fotografica e
un quiz per testare la cultura generale dei
partecipanti con domande sulla Namibia,
sulla BMW R 1300 GS o sul trofeo stesso.
Uno dei parametri fondamentali era la ne-
cessità di completare l’evento portando
la propria moto integra al traguardo, per-
ché a ogni danno causato venivano asse-
1

1 IL NOSTRO KLAUS, DA BRAVO


INGEGNERE TEDESCO, CI TIENE
A PRECISARE LA DISTANZA
PERCORSA: 437 KM
2 LA SALITA AL BOSUA PASS
3 BRIEFING AL FEMMINILE
4 IN CODA PER
IL RIFORNIMENTO
3

96 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
gnati dei punti di penalità e gli pneumatici
dovevano durare per tutta la settimana.
La prima tappa si è sviluppata principal-
mente sui pistoni di ghiaia, larghi fino a
venti metri, che si diramano in direzione
ovest per raggiungere il Rock Painting Lo-
dge ad Ai Aiba. La seconda prova speciale
della giornata, svoltasi nel letto sabbioso
di un fiume in secca, ha riservato delle
vere e proprie sorprese, specialmente per
la classifica femminile. Il team maschile
sudafricano, vincitore delle ultime quat-
tro edizioni, ha preso il comando dopo la
prima tappa davanti alla squadra tedesca,
mentre l’Italia con Andrea e Massimo Gio-
ia (padre e figlio) e Mauro Zucca si instal-
lava in una promettente quinta posizione.

La sabbia indigesta
Il giro mattutino del secondo giorno, svol-
tosi su un percorso molto tecnico fra le
rocce, è stato una sofferenza per molti
concorrenti a causa della sabbia morbida
che ha creato profondi solchi e alzato

LE TAPPE PIÙ DIFFICILI


DELL’EVENTO SI SONO
SVOLTE NEI DINTORNI
DELLE SUGGESTIVE
ROCCE MONOLITICHE
DELLO SPITZKOPPE
1

1 IL TRIO TEDESCO TRIONFATORE IN NAMIBIA


2 IL TEAM INTERNAZIONALE CHE HA VINTO NELLA
CLASSIFICA FEMMINILE 3 UNA GS 1300 COME NON
L'AVETE MAI VISTA 4 OGNI TEAM POTEVA CONTARE
SOLO SULLE PROPRIE RISORSE UMANE

98 STORIE E PERSONE
BMW GS TROPHY
nuvole di polvere impenetrabile. Diversi ca, i concorrenti sono tornati a percorrere stopher Michi, Jan Stahl e Niko Wecker
team si sono trovati in grande difficoltà, le piste veloci, questa volta dalle aree mi- nella prova speciale finale: i tre piloti te-
impiegando oltre cinque ore per comple- nerarie del deserto del Namib fino al Bo- deschi hanno danzato lungo il percorso
tare il percorso di appena quaranta chilo- sua Pass, transitando infine per la capita- completandolo in maniera netta, vale a
metri, incluse le due prove speciali. le Windhoek prima di fare ritorno al cam- dire senza mai mettere un piede a terra.
È andata meglio nel pomeriggio, perché po base del Midgard Lodge di Okahandja. Così, dopo dodici lunghi anni di attesa il
i partecipanti hanno beneficiato di invi- Dopo circa 450 chilometri di prove spe- team tedesco torna a primeggiare nel GS
tanti piste veloci per raggiungere lo Spi- ciali, alcune delle quali percorse in mezzo Trophy, questa volta davanti a Sudafrica
tzkoppe, una montagna che si erge per alla polvere, il team tedesco rafforzava il e Brasile. Niente podio invece per gli ita-
700 metri sopra la pianura – conosciuta suo primato mentre quello tricolore risa- liani: Andrea e Massimo Gioia con Mauro
anche come il Cervino della Namibia per liva in sesta posizione, teoricamente non Zucca hanno mostrato ottime capacità
la sua forma impressionante – che ha molto distante dal podio. nella guida in fuoristrada, ma l’agguerri-
compensato le sofferenze patite dai più In ambito femminile invece la lotta era tissima concorrenza internazionale non
al mattino. Lo Spitzkoppe è stato per due ben più serrata e tutto era ancora in palio ha permesso loro di andare oltre il setti-
notti il campo base del GS Trophy, visto nell’ultima giornata. Dopo una prova mol- mo posto finale.
che le tappe più difficili dell’evento si to convincente la squadra internazionale
sono svolte nei dintorni delle sue sugge- – composta dalla polacca Malgorzata Ja-
stive rocce monolitiche, come le decine
di chilometri percorsi nei letti sabbiosi dei
kubiak e dalla ceca Anna Cordovà – si è
aggiudicata il trofeo prevalendo sul team
RISULTATI
fiumi che hanno messo a dura prova le giapponese e su quello francese.
TEAM MASCHILI:
capacità di guida e la resistenza fisica dei Superlativa invece la prestazione di Chri-
1. Germania, 283 punti
partecipanti. Dopo la quarta tappa, con
2. Sudafrica, 223
arrivo a Swakopmund sull’Oceano Atlan-
3. Brasile, 177
tico, il team tedesco precedeva di poco
quello sudafricano, mentre il trio italiano
TEAM FEMMINILI:
era sceso al settimo posto.
1. Internazionale, 278 punti
Il penultimo giorno, dopo la partenza con
2. Giappone, 273
temperature mitigate dalla brezza atlanti-
3. Francia, 267

1.200 APPASSIONATI DI TUTTO IL MONDO


SI SONO ISCRITTI ALLE SELETTIVE
PROVE DI QUALIFICAZIONE

STORIE E PERSONE 99
STORIE E PERSONE

L’APPARENZA
INGANNA
Fisico minuto, sguardo vispo e dolce, modi gentili:
Andy Winkler non ha certamente le fattezze del pilota da battaglia
pronto per la brutalità dei rally, eppure è appena tornato
dall’Arabia Saudita dove ha partecipato alla Dakar
nella logorante categoria Malle Moto

100 STORIE E PERSONE


ANDY WINKLER

DI DARIO TORTORA

STORIE E PERSONE 101


STORIE E PERSONE

U
na delle tante belle storie dalla
Dakar 2022 fu la partecipazione
del veterano Aldo Winkler (sette
edizioni in terra d’Africa) insieme
al figlio Andy, gran manico nel cross ma
praticamente debuttante nei rally. Elegan-
tissimi nelle loro tute bianche e nere su
cui spiccavano i loghi Nikon, Schuberth,
Bell e gli altri marchi di cui sono distri-
butori per l’Italia tramite le loro aziende,
hanno coronato il sogno di vivere insieme
un’avventura in grado di condensare il loro
amore per la natura, i viaggi e ovviamente
le motociclette.
Nel nutrito plotone di italiani che si sono
cimentati nella Dakar 2025 spiccava an-
cora il nome di Andy, questa volta da solo
e iscritto alla categoria Malle Moto, la sfi-
da suprema, quella in cui ogni pilota deve
bastare a se stesso per tutta la durata
della gara senza poter contare su alcun
tipo di assistenza se non quella eventual-
mente offerta dai compagni di categoria e
con le attrezzature e i ricambi che trovano
posto nella famosa cassa da 80 litri.
Nella Malle Moto si corre durante il giorno Dopo tanti anni di motocross, anche to, avventure e incontri con i Tuareg cosa
per 500, 800 chilometri e all’arrivo al bi- competitivo, ti sei affacciato ai rally. può arrivare a immaginarsi. Sono cresciu-
vacco bisogna rimettere in sesto il mezzo Come è nata questa decisione e quan- to con questi sogni incredibili, ma allo
e il pilota. Un’esperienza estenuante, una to hanno influito i racconti di tuo padre stesso tempo anche con storie di grandi
feroce privazione fisica (di cibo, di sonno), Aldo sulle sue avventure alle edizioni pericoli e raccomandazioni sulla pericolo-
ma per ognuno dei partecipanti la vera africane? sità del deserto.
vittoria consiste nel riuscire ad arrivare al I racconti di Aldo mi hanno sempre affa- La decisione di fare i rally è stata forte-
traguardo e nessuno vorrebbe affrontare scinato, immaginatevi un bambino che mente influenzata da questi racconti, ho
l’esperienza in modo diverso. sente le storie di gare in moto nel deser- deciso di parteciparvi quando è diminu-

102 STORIE E PERSONE


ANDY WINKLER

STORIE E PERSONE 103


STORIE E PERSONE
ito in me l’impulso agonistico. Era anche
un patto con la mia famiglia: sono in cerca
di grandi avventure e di vedere posti bel-
lissimi in moto, ma cerco il più possibile
di stare lontano dai pericoli di cui ho tanto
sentito parlare.

La Dakar è una gara ma anche un’avven-


tura. A te interessa di più l’aspetto com-
petitivo o vivere un’esperienza?
Sicuramente per me, oggi, è molto più
importante vivere l’esperienza, fare una
grande avventura. Quando poi ci si ritrova
alla partenza della tappa speciale lo spi-
rito competitivo riemerge e qualche sga-
sata inevitabilmente scappa, ma sempre
con attenzione perché è molto pericoloso
andare oltre il limite di sicurezza.

Nel 2022 hai partecipato alla Dakar in


Arabia Saudita proprio insieme a tuo
papà e ricordiamo con affetto il tuo
sguardo preoccupato quando, al termine
della nona tappa, lo aspettavi al bivacco
e lui tardava. Scoprirai solo al suo arri-
vo dell’incidente con Tiziano Internò, per
fortuna non gravissimo ma sufficiente a
porre fine alla sua esperienza. Quest’an-
no hai partecipato da solo, ma cosa ti sei
portato dentro di te di quell’episodio?
Nel 2022 i momenti in cui ero da solo –

VOLEVO VIVERE IN PRIMA


PERSONA LE AVVENTURE
DI CUI AVEVO TANTO
SENTITO PARLARE

104 STORIE E PERSONE


ANDY WINKLER
tutti non voluti – sono stati anche quelli
di più grande preoccupazione. Quest’anno
ho cercato di godermi al massimo questa
esperienza da solo anche se la mente an-
dava spesso agli indimenticabili ricordi
con Aldo, soprattutto i consigli utilissimi
che mi dava in continuazione!

Quest’anno sei tornato alla Dakar per la


seconda volta, oltretutto nella massa-
crante categoria Malle Moto senza as-
sistenza. Cosa ti ha spinto a riprovarci?
Dopo la Dakar con Aldo mi è rimasta an-
cora un po’ di acquolina in bocca. Avevo
tantissima voglia di vivere in prima perso-
na le avventure di cui avevo tanto sentito
parlare, compresa quella di trovarsi da
solo nel deserto e doversela cavare con
le proprie forze. Credo che per me sia una
sorta di viaggio spirituale. Inoltre, ho deci-
so di affrontare la Malle Moto anche come
stimolo per appassionarmi di meccanica.
Non ho mai messo molto le mani sulla
moto, ma penso che, per godersi al mas-
simo questa passione, la si debba esplora-
re a 360 gradi. Quest’anno ho fatto grandi
progressi e mi sta piacendo sempre di più
anche questo aspetto.

Dando per scontata la manetta, come ti


sei preparato da un punto di vista orga-
nizzativo? Nella famosa cassa avevi at-
trezzature e ricambi a sufficienza e ti sei
fatto consigliare da qualcuno?
Devo dire di essermi impegnato tantissimo
per avere tutto organizzato e pronto per

STORIE E PERSONE 105


STORIE E PERSONE
qualsiasi evenienza. Ho chiesto consigli a
tutti e Tiziano Internò è stato il mio mentore
per organizzare la cassa, suddividendola in
cassette con tutti i tipi di ricambi. Ho anche
preparato una checklist, come quelle che
usano i piloti di aerei, con tutte le cose da
controllare e sistemare ogni giorno.

L’Arabia Saudita si sta lentamente apren-


do al turismo e per certi versi è un Paese
di cui sappiamo ancora poco. Da quel-
lo che vediamo da qui i paesaggi sono
magnifici. Correndo la gara c’è modo di
esplorarla, di assaporare la cultura lo-
cale e interagire con la popolazione, op-
pure si vive in una sorta di bolla con un
occhio al road book e l’altro alle insidie
del terreno?
Facendo la Dakar abbiamo visto tantissi-
mi posti diversi in poco tempo e adesso
che è finita è come aver fatto mille sogni
incredibili. Mi sono rimaste impresse nel-
la mente alcune scene e paesaggi che,
grazie alle emozioni che ho vissuto in
quei momenti, mi rimarranno per sempre.
La penisola araba è un posto veramente
speciale, si va dalle rocce extraterrestri di
Al-'Ula alle gigantesche dune
dell’Empty Quarter, per me
alcuni dei paesaggi più belli
che si possano ammirare. Per
quanto riguarda la cultura del
posto, invece, non si ha molto
la possibilità di entrarci, un po’
per il ritmo serrato della gara,
un po’ per la loro cultura abba-
stanza riservata.

106 STORIE E PERSONE


ANDY WINKLER
Che atmosfera si respira al bivacco di una
Dakar moderna? Negli ultimi anni la com-
pagine di italiani si è fatta notare parec-
chio, magari non sul piano della classifica
ma di sicuro su quello della simpatia.
Anche in questa Dakar ho scoperto perso-
ne fantastiche e nuovi grandi amici. Come
sempre in queste occasioni si creano dei
rapporti umani molto forti, soprattutto nella
Malle Moto si forma una famiglia bellissi-
ma. Tra noi italiani questa cosa è ancora più
forte, grazie anche al lavoro di Tiziano che
ci unisce tutti. Sono contento di aver cono-
sciuto e fatto entrare nella mia vita persone
così speciali e uniche. Tra di noi ci diciamo
spesso di essere in mezzo a dei matti, alla
Dakar ognuno ha qualcosa di strano… è uno
degli aspetti che mi piace di più.

Raccontaci dei problemi meccanici che


hai dovuto affrontare e della famosa afri-
canata.
Ormai ho capito che nei rally l’africanata è
qualcosa di obbligatorio. Significa riuscire
ad aggiustare la moto con quello che si tro-
va per strada ottenendo un risultato non

ABBIAMO VISTO TANTISSIMI POSTI IN POCO


TEMPO E ADESSO CHE È FINITA È COME
AVER FATTO MILLE SOGNI INCREDIBILI
L’AFRICANATA È RIUSCIRE
AD AGGIUSTARE LA MOTO
CON QUELLO CHE SI TROVA
PER STRADA

perfetto ma quantomeno funzio- tere il filo pochissime volte. Che tensione


nale. Sono cresciuto prendendo in però! Tutta la tappa con l’orecchio teso per
giro mio papà per le sue africanate sentire se c’erano rumori strani.
ma mi sto rendendo conto di farne
sempre di più anche io. Un esempio La Dakar è un momento di privazione: di
è stato quando ho spezzato in due sonno, di energia, di soldi, di igiene. Cosa
la cruna catena nella tappa Mara- si ottiene in cambio?
thon (senza accesso ai ricambi), Nella Dakar si scambia tutto ciò che è ma-
rischiando quindi di rompere la ca- teriale per delle esperienze spirituali fortissi-
tena, il carter e non finire la gara. Do- me. È un viaggio che mi ha fatto crescere
vendo percorrere ancora 450 km mi molto, sono ricordi indelebili che porterò con
sono inventato di fare dei buchi nel- me per tutta la vita. Tutto è esasperato: fe-
la plastica con un coltellino per poi licità, tristezza, preoccupazioni, momenti di
“cucirlo” con filo di ferro e fascette. sollievo, amicizie, amore, paura. È come re-
Devo dire che ha tenuto molto bene settare il proprio sistema tramite la passione
e mi sono dovuto fermare a rimet- che amo di più: la moto nella natura.
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del telefono (basta

L
usare la fotocamera
e tracce GPX sono insiemi di punti che disegnano un su iOS e sulla
itinerario nello spazio; non sono navigabili con indicazioni maggior parte dei
di svolta come quando ci facciamo portare verso una telefoni Android)
destinazione (ad esempio quando si usa Google Maps, e confermate
che infatti per il GPX non va bene). È compito del pilota seguirle l’apertura
verificando che la propria posizione indicata da un dispositivo dell’indirizzo.
GPS (navigatore o smartphone) rimanga sulla traccia indicata. Si apre la pagina dell’itinerario.
Non è strettamente necessaria ma è ovviamente utile avere una In alto c’è l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico;
in basso si trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX.
cartografia raffigurata sotto la nostra posizione e la traccia.
Noi forniamo le tracce in formato GPX (il formato universale utilizzato Nella cartella download dello smartphone toccate sul file GPX
per scambiare punti con coordinate geografiche tra software e della traccia per aprirla e scegliete l’app che preferite. A titolo di
dispositivi diversi) e KMZ (il formato nativo di Google Earth e Google esempio riportiamo le schermate di OsmAnd, Guru Maps e Locus
MyMaps che contiene le stesse informazioni del GPX). Map, ma va bene qualsiasi app che trovate sugli store in grado di
visualizzare file GPX.
PER CHI USA UN NAVIGATORE GPS TIPO GARMIN O TOMTOM
Ricordate che
Dal browser del computer digitate l’indirizzo web a corredo della gli smartphone
mappa nell’articolo. Si apre la pagina dell’itinerario. In alto c’è moderni dotati
l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico; in basso si di fotocamera
trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX. stabilizzata si
danneggiano con
le vibrazioni, per
cui è utile usare un
supporto adeguato
o dotarsi di un
apposito terminale,
magari rugged.

MODIFICARE LE TRACCE DI ROADBOOK


Le nostre tracce possono essere seguite così come sono,
oppure modificate a piacere per costruire il proprio itinerario.
Per fare questo serve avere sul computer un editor di file GPX
(come Garmin BaseCamp, GPX Editor ecc.) oppure si possono
usare servizi online come GPX Studio e Calimoto.
Una volta scaricato, il file GPX può essere caricato sul navigatore
GPS utilizzando i sistemi previsti dal produttore: può essere
un’applicazione tramite cavo USB (come Garmin BaseCamp)
o un servizio cloud come Garmin Explore e TomTom MyDrive.

Se

E il file KMZ? Serve per essere usato con Google Earth nel
caso si voglia verificare la traccia in 3D e l’orografia del terreno;
consente inoltre di individuare al volo i punti di interesse grazie
alle icone
specifiche e
di verificare
potenzialmente
invece preferite scaricare le tracce GPX di RoadBook con uno ogni tratto di
smartphone, seguite le indicazioni a lato per scaricare il file strada coperto
e poi utilizzate l’app del produttore del navigatore GPS per il da Street View.
caricamento del file GPX sul suo servizio cloud (come Garmin
Explore e TomTom MyDrive).

110
cose
che
capitano
DOVE OSANO I QUADRICOTTERI

E
state 2022: siamo in Grecia, sulla le sue routine di avvio mentre aggancio il si ricollega al drone. Dopo circa un minuto,
statale 82 che collega la piana di radiocomando al telefono. sentiamo il ronzio delle eliche ma qualcosa
Sparta a Kalamata. La mia signora e non va: il drone non riceve più le istruzioni
io siamo in vacanza ma abbiamo un I droni DJI Air della prima versione hanno del radiocomando (o è quest’ultimo a non
patto: Alessandra mi farà da fotografa per i un’autonomia sufficiente e una buona qualità inviarle), per cui il rientro automatico non può
tre giorni necessari a tirare fuori un reportage dell’immagine ma soffrono di un’antenna essere interrotto e lui continua ad andare
di viaggio, e in cambio negli altri giorni ci GPS poco potente, che spesso implica tempi verso quello che ritiene il suo punto di decollo.
fermeremo ovunque e in qualsiasi momento biblici per l’acquisizione del punto Home,
lei desideri per un numero indefinito ovvero le coordinate del punto di decollo: Avete capito il colpo di genio, vero? Non
di bagni nell’acqua cristallina dello Ionio. senza questo, il drone può solo alzarsi a ancora? Ve lo spiego. Il suo punto Home è
Tutto sommato un sacrificio accettabile. due metri dal suolo. Siccome ci troviamo al centro della gola, il cui suolo giace però
sul fianco di una gola, il quadricottero non ad almeno 50 metri più in basso rispetto alla
È la fine della prima giornata di lavoro e di riesce ad agganciare un numero di satelliti strada dove ci troviamo: se non riprendo il
foto ne abbiamo fatte davvero tante: già sufficiente a calcolare la propria posizione. controllo, è lì che pensa di dover atterrare.
so che ci vorranno ore per scegliere quelle Panico: ora il drone è a pochi metri da noi ma
quattro o cinque, non di più, che riempiranno Ed è qui che arriva il colpo di genio, l’intuizione irraggiungibile, mi guarda piccolo e bianco
le prime pagine del servizio che vedrà la luce di una vita: lo faccio decollare a due metri che sembra una colomba sacrificale. Con
qualche mese più avanti su RoadBook 33. di altezza per poi farlo volare al centro aria impassibile, piano piano scende sempre
La statale segue la gola scavata dal fiume della gola in modo da dargli più cielo libero. più di quota mentre io schiaccio inutilmente i
Langáda che dà il nome al passo a quota Funziona: il segnale viene agganciato, lui tasti del radiocomando tra mille imprecazioni.
1.415: una giostra d’asfalto appena steso, registra la sua posizione Home e tutte le Capisco che ormai non c’è nulla da fare e,
scavata nelle rocce tra le cime austere del funzionalità vengono sbloccate. Il drone disperato, lo guardo andare giù come John
Taigeto, campo di gioco perfetto per la Guzzi vola alto e lontano, scatto un paio di foto Connor bambino vide affogare nell’acciaio
V85 TT che ci porta allegramente in giro. Il buone ma quella perfetta è (come sempre) fuso lo stoico androide T-800, quello buono
sole sta iniziando la sua discesa, illuminando un po’ più in là, quanto basta perché salti il di Terminator 2.
di traverso i rilievi che sembrano gonfiarsi collegamento tra radiocomando e drone.
come i muscoli di un culturista: sarebbe Poco male: inizia la procedura di rientro e In tutto questo Alessandra mi dice
un vero peccato non fotografare dall’alto atterraggio automatico al punto Home; la «Ma scusa, prova a chiedere a Marco o a
questo spettacolo. Perciò tiro fuori il drone, pratica consolidata prevede di riprendere Dario che magari loro sanno come fare».
ne dispiego i bracci, lo accendo e lui pratica il pilotaggio non appena il radiocomando Oltre al danno la beffa: e certo, ora chiamo
i miei compagni di redazione per farmi
prendere per il culo in diretta! Piuttosto devo
muovermi prima che faccia buio: l’ultima
speranza è di raggiungerlo a piedi perché ho
la sua ultima posizione inviata. Raggiungo
a fatica il letto del fiume formato da enormi
massi, procedo per un centinaio di metri ma
devo arrendermi al primo salto: i ganci da
ferrata sulle rocce mi fanno capire che è
un percorso tecnico e troppo rischioso.

Finisce così la gloriosa vita del mio primo


drone, che mi ha insegnato una cosa
importante: quando pensi di aver avuto un
colpo di genio, respira e ripensaci bene perché
potrebbe essere invece una gran cappellata.

ANTONIO FEMIA

COSE CHE CAPITANO 111


DIE TRO LE QUINTE
(IL DURO LAVORO
CHE QUALCUNO DEVE PUR FARE) DAL WEB

DI ROADBOOK
DAKARIANI ALLO STAND
JADER GIRALDI E ANDY WINKLER
Andy e Jader poco prima del loro intervento
per raccontare cosa è stata la Dakar 2025.
Al nostro stand ci si vuole tutti bene!
Sogno, polvere, sofferenza e destino: Gioele Meoni si confronta
con il mito di suo padre e decide di partecipare alla gara più
LA SCIGHERA
dura del mondo: la Dakar.
Presentato alle Giornate degli Autori durante l’81esima Mostra
del Cinema di Venezia, “Nel nome del padre”
è un docufilm che segue per due anni Gioele,
figlio del pilota Fabrizio Meoni, durante la sua
preparazione alla gara.
https://www.primevideo.com/-/it/
detail/0MWRYDRN0K5ULAUFABVRKSMTRI

MARIO NEL NULLA A SUD DI MILANO


La scighera (la nebbia in dialetto milanese)
è solitamente odiata da tutti, ma pare Nel marasma dell’eterna
che Mario trovi ispirazione anche diatriba tra favorevoli e
solo guardandola. contrari, all’improvviso
si è palesato un genio
sotto al nostro post su
NUOVE TENDENZE Facebook relativo alla
prova della BMW R
1300 GS Adventure.
Quasi cadiamo dalla
sedia per le risate e
l’arguzia di questo
commento:
«Stare in sella
per 500 km lo può
fare solo chi
è inseguito».
Come dargli torto.
DONATO IN ABRUZZO Mario, ti vogliamo
Il nostro trend setter Donato ha deciso bene!
che il nuovo must have per la stagione
2025 è il “pizzetto a V”. Sappiatelo.

112 VIAGGI E AVVENTURE IN MOTO


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VIAGGI E AVVENTURE IN MOTO 113


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