FILOSOFIA
HENRI BERGSON
HENRY BERGSON (PARIGI, 1859-1941)
LO SPIRITUALISMO FRANCESE
Bergson è il filosofo francese a cui più si ispira l’autore Proust. L’opera di Bergson si presenta come la
massima espressione dello spiritualismo francese (=uno dei movimenti anti-positivistici con cui prende avvio
la filosofia contemporanea di fine ‘800). I movimenti anti-positivistici presentano numerosi tratti in comune:
➢ Negano che la scienza sia l’unica forma di conoscenza autentica;
➢ Ammettono, al di là dei fatti materiali a cui riducono tutto (anche l’uomo e il suo mondo spirituale),
l’esistenza di una realtà spirituale. Di conseguenza, la loro filosofia non è solo materialistica o spiegabile
in base al rapporto di causa ed effetto;
➢ Individuano nella coscienza e nell’introspezione le vie per conoscere le realtà spirituali (lo spiritualismo,
quindi, rivaluta tale dimensione).
L’ESSENZA IN FILOSOFIA
L’ESSENZA IN FILOSOFIA
SCHOPENHAUER Volontà di vivere
Primo ‘800
HEGEL Dio/Ragione
POSITIVISMO (COMTE) Scienza
Secondo/fine ‘800 BERGSON Slancio vitale
NIETZSCHE Volontà di potenza
Novecento JONAS Istinto di conservazione
L’EVOLUZIONE CREATRICE (1907)
Ne l’Evoluzione creatrice (la sua opera principale), Bergson illustra l’autentica natura/essenza della vita: lo
slancio vitale (=energia spirituale, impulso creatore di forme sempre nuove e imprevedibili).
➢ Energia libera: Nonostante sembri identificarsi con la forza che Dio esercita nel mondo, questo “slancio
vitale” va inteso non come sostanza, ma come energia libera (=non persegue un bene né segue le leggi
meccanicistiche e finalistiche; se le seguisse, perderebbe la sua assoluta spontaneità). Tutto il contrario
di Hegel (per lui esiste un piano predeterminato che si deve realizzare).
➢ No meccanicismo: L’evoluzione creatrice di Bergson (che ha alla base l’energia inesauribile dello “slancio
vitale”) costituisce anche la causa di tutte le forme della realtà, che sono sempre nuove e originali, non
riducibili a quelle precedenti (di cui sono frutto) e non soggette al meccanicismo (l’effetto ha sì una causa,
ma allo stesso tempo ha qualcosa in più rispetto ad essa). Quello di Bergson è un evoluzionismo diverso
da quello di Spenser (=filosofo positivista), secondo cui la realtà si sviluppa lentamente in modo costante,
passando (per via di leggi meccanicistiche e deterministiche) dalla materia originaria, indeterminata e
omogenea, a realtà via via sempre più complesse.
➢ No finalismo: Oltre al meccanicismo di Spencer, Bergson rifiuta il finalismo (=no fine da raggiungere o
modello da realizzare): assegnare un fine significa infatti pensare ad un modello preesistente e concepire
lo sviluppo della realtà come attuazione progressiva di un piano prestabilito.
➢ La materia: La materia è costituita dall’arresto momentaneo dello “slancio vitale”, che si cristallizza in
forme diverse. Nonostante a prima vista (per chi guarda dall’esterno e superficialmente) sembri inerte e
soggetta a leggi deterministiche, anche la materia è espressione dell’energia spirituale, conserva
frammenti di vita e si espande in nuove strutture viventi (per Bergson non esiste niente di materiale).
➢ Dio e l’accusa di panteismo: Lo “slancio vitale” può essere identificato con Dio, che infonde amore al
fuori di sé. Di conseguenza, l’uomo (rivolgendosi alla realtà – manifestazione energia spirituale) ritrova
Dio, diventando consapevolmente compartecipe della sua attività (sembra quasi continuare la creazione
di Dio stesso). Per questo, Bergson è stato accusato di panteismo (=identificazione di Dio con l’Universo).
➢ Superamento del dualismo di Cartesio: Bergson supera il dualismo di Cartesio tra res extensa (=materia)
e res cogitans (=pensiero): per lui non c’è materia, ma solo pensiero. Il filosofo riprende inoltre il
monismo spiritualistico (=esiste un’unica realtà spirituale) dei filosofi idealisti (es. Hegel).
ISTINTO, INTELLIGENZA/RAGIONE E INTUIZIONE
ISTINTO INTELLIGENZA/RAGIONE INTUIZIONE
Capacità di aderire
immediatamente, senza la
COS’È Strumento conoscitivo
mediazione dei concetti, alla
realtà profonda.
FINE Risolvere i problemi e i bisogni della vita
Proprio degli animali, che Propria dell’uomo, che
utilizzano i propri organi invece di utilizzare gli
corporei per risolvere organi del proprio corpo
DI CHI È situazioni in modo costruisce (in modo
PROPRIA meccanico, senza averne artificiale e consapevole)
consapevolezza (il degli strumenti per
problema è avvertito e risolvere i problemi in cui
risolto immediatamente). si imbatte.
Si manifesta in forme che È la sintesi tra istinto e
preludono all’intelligenza intelligenza: come l’istinto è
ISTINTO E Conserva residui di
(la scimmia che vuole partecipazione diretta alla vita
INTELLIGENZA istintività
prendere una banana si profonda; come l’intelligenza
costruisce un bastone) è illuminata dalla coscienza
Tende alla conoscenza
della realtà in vista
dell’azione ed è limitata
Può cogliere la realtà vera
COGLIERE LA Non può cogliere la realtà all’aspetto esteriore e
(=spirito vitale) nel suo
REALTÀ nel suo perenne fluire superficiale delle cose
perenne fluire
(uniformi ed immobili).
Non può cogliere la realtà
nel suo perenne fluire
In letteratura, l’intuizione è
utilizzata dai simbolisti
francesi, da Pascoli (=l’essenza
della vita sta nelle piccole
LETTERATURA cose; il fanciullino), dal
superuomo (=ha una
sensibilità che gli permette di
cogliere ciò che l’uomo
comune non può cogliere)
LA VITA DELLA COSCIENZA
Per Bergson, la coscienza (=io penso di Cartesio) è un flusso di sensazioni, sentimenti e volizioni (=desideri)
che si compenetrano reciprocamente. Si tratta quindi di una durata reale (=tutto si conserva e si va ad
incrementare con nuove esperienze – Freud dirà “una trauma infantile che rimarrà tutta la vita”), un divenire
sospinto dallo “slancio vitale” (=essenza vita), un processo continuo, libero e imprevedibile che si accresce
istante per istante. La coscienza è dunque espressione dello “slancio vitale”.
IL TEMPO
TEMPO DELLA VITA O COSCIENZA / DURATA TEMPO DELLA SCIENZA
Costruzione artificiale e formale
COS’È Coincide con il fluire autocreativo della coscienza
di tipo fisico-matematico
È fatto di istanti diversi tra loro qualitativamente (nel
È costituito da istanti tutti
ISTANTI linguaggio comune si dice che 5 minuti possono
uguali
sembrare un’eternità)
Può essere colto
dall’intelligenza, che considera il
tempo in modo simile allo
spazio (tempo spazializzato),
vale a dire come una realtà
ESSERE Può essere colto solo dall’intuizione (non costituita da punti (=istanti)
COLTO dall’intelligenza) separati gli uni dagli altri. Si
tratta di una visione del tempo
che nasce da una visione
superficiale della realtà e della
vita della coscienza (separa ciò
che è intimamente congiunto)
È irripetibile: “ogni ricerca del tempo perduto“ (per
È reversibile (non a caso un
IRRIPETIBILE usare un’espressione di Proust che si richiama
esperimento può essere
VS Bergson) è destinata al fallimento. Una volta che è
ripetuto un numero infinito di
REVERSIBILE passata, infatti, un’esperienza non può essere
volte)
recuperata o vissuta con la stessa intensità
È costituito di momenti che si compenetrano e si È fatto di momenti distinti gli
MOMENTI
sommano tra loro uni dagli altri
È rappresentato come una valanga: via via che avanza,
il piccolo cumulo di neve si ingrossa sempre di più (i
granelli di neve si compenetrano l’uno con l’altro), fino
a dar vita ad una realtà nuova, che dipende pur sempre
dal nucleo essenziale (questo si conserva - per questo
“durata”). Un’altra immagine del tempo della vita o
della coscienza è il gomitolo di lana (si accresce sempre È rappresentato da una collana
IMMAGINI di più). Entrambe le immagini danno l’idea di una di perle, che sono tutte uguali e
conservazione totale in cui non ci si può mai sbarazzare separate le une dalle altre
del passato o riviverlo pienamente. Si parla, quindi, di
una “creazione totale“: ogni momento, pur essendo il
risultato di tutti i momenti che lo hanno preceduto, è
assolutamente nuovo rispetto ad essi, così come
imprevedibile e libero (non soggetto né a finalismo né
a meccanicismo)