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Freud

Il documento esplora la scoperta dell'inconscio da parte di Freud e la nascita della psicoanalisi, evidenziando come i disturbi psichici, come l'isteria, siano legati a eventi traumatici piuttosto che a cause organiche. Freud introduce concetti chiave come l'inconscio, le topiche della psiche e il complesso di Edipo, sottolineando l'importanza della sessualità infantile e dei sogni come vie per accedere all'inconscio. Inoltre, l'arte è vista come una forma di sublimazione dei desideri repressi, simile ai sogni nel loro funzionamento.

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Il documento esplora la scoperta dell'inconscio da parte di Freud e la nascita della psicoanalisi, evidenziando come i disturbi psichici, come l'isteria, siano legati a eventi traumatici piuttosto che a cause organiche. Freud introduce concetti chiave come l'inconscio, le topiche della psiche e il complesso di Edipo, sottolineando l'importanza della sessualità infantile e dei sogni come vie per accedere all'inconscio. Inoltre, l'arte è vista come una forma di sublimazione dei desideri repressi, simile ai sogni nel loro funzionamento.

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FREUD

LA SCOPERTA DELL’INCONSCIO E LA NASCITA DELLA PSICOANALISI


Nell’Ottocento la medicina si muoveva in un orizzonte di tipo positivistico e materialistico. Tendeva a
interpretare i disturbi della personalità in chiave somatica, e di conseguenza a non considerare come
patologie degne di essere studiati quegli stati nevrotici ai quali non sembrava corrispondere alcuna lesione
organica. Nonostante ciò, un gruppo di medici, tra i quali spiccavano Charcot e Breuer, con i quali Freud,
grazie a una borsa di studio, riuscì a lavorare, furono attirati dall’isteria. L’isteria, termine che deriva dal greco
ystéra “utero”, era una malattia psichica che colpiva in modo particolare le donne. Essa si presentava
attraverso attacchi epilettici, cecità, perdita di coscienza, forme di paralisi. Per questi disturbi le donne
isteriche venivano considerate dall’opinione pubblica come possedute dal demonio. Freud, invece, inizia a
scorgere nei sintomi isterici gli effetti dei fenomeni di una società maschilista: il disagio della condizione della
donna e la condanna della sua sessualità. Charcot era giunto a usare come metodo terapeutico l’ipnosi,
riuscendo in certi casi e per brevi periodi a controllare i sintomi isterici mediante il sonno. Breuer, spingendosi
oltre, ricorreva l’ipnosi no come strumento di inibizione dei sintomi, ma come mezzo per richiamare la
memoria avvenimenti penosi dimenticati.

Particolarmente interessante a questo proposito si rivelò il caso di Anna O. (nome fittizio della scrittrice
Bertha Pappenheim), che mostrava gravi sintomi isterici e che era seguita da Breuer. Hanno manifestato
un’acuta idrofobia (paura dell’acqua). Durante le tue sedute di ipnosi, Breuer scoprì un episodio legato
all’acqua che la donna aveva dimenticato: da bambina aveva visto il cane della governante verso la quale
nutriva sentimenti di ostilità bere da un bicchiere. Seguendo Breuer, Freud potrei assistere alla scomparsa dei
sintomi idrofobici, che si manifestarono quando gli riportò alla mente l’episodio d’infanzia. Studiando questo
caso, Breuer e Freud misero a punto il “metodo catartico”, che consiste nel provocare una scarica emotiva
capace di liberare il malato dai disturbi.

Il caso di Anna O. segna l’inizio della riflessione autonoma di Freud. Egli si convince che i sintomi delle
patologie psichiche siano “psicogeni”, cioè non derivino da disturbi organici, ma da un evento psichico doloro
o traumatico che viene dimenticato dalla coscienza, e che a un certo punto riaffiora attraverso sintomi
patologici che si distacca dall’uso dell’ipnosi e inizia con nuovi metodi di cura, attribuendo sempre più
importanza alla parola. Il luogo della psiche in cui si nascondo queste forze o impulsi è l’inconscio. La scoperta
dell’inconscio segna l’atto di nascita della psicoanalisi, termine che letteralmente significa “analisi della
psiche”, che indica sia la terapia messa a punto da Freud (che si distacca dall’uso dell’ipnosi e inizia con nuovi
metodi di cura, attribuendo sempre più importanza alla parola) sia la sua teoria psicologica dell’inconscio.

LA VITA DELLA PSICHE


Prima di Freud si riteneva che la psiche si identificasse con la coscienza. Per Freud invece la maggior parte
della vita mentale si svolge fuori dalla coscienza: l’inconscio non costituisce il limite del conscio, ma è la sua
realtà primaria una realtà di cui inconscio non è che la manifestazione visibile. Si può paragonare il sistema
conscio-inconscio a un iceberg, di cui vediamo solamente la sommità, la parte più piccola che affiora, mentre
la quantità maggiore del ghiaccio rimane invisibile. Secondo Freud la psiche non è statica o semplice, ma è
un’unità complessa e dinamica, costituita da alcuni sistemi o istanze corrispondenti a funzioni diverse,
disposti in un certo ordine gli uni rispetto agli altri. Lo studio di questi luoghi (in greco topoi) porta Freud a
elaborare due topiche della psiche:
1. Nella prima topica Freud distingue tre sistemi:
• Conscio: include l’insieme dei pensieri e dei desideri coscienti
• Preconscio: comprende l’insieme dei ricordi, che pur trovandosi sotto la coscienza, possono
diventare consci
• Rimosso: comprende gli elementi psichici stabilmente inconsci, che sono divenuti tali perché
rimossi dalla coscienza

L’inconscio in senso stretto coincide con il rimosso

In un’ulteriore fase della sua filosofia Freud elabora una seconda topica

2. Nella seconda topica distingue tre istanze


• Es (che in tedesco è il pronome neutro della terza persona singolare) è il polo pulsionale della
personalità, ovvero la forza impersonale e caotica che costituisce la matrice originaria della
nostra psiche. L’Es non conosce né il bene né il male, ma obbedisce unicamente al principio
del piacere.
• Super-io: è ciò che comunemente si chiama “coscienza morale”, ovvero l’insieme di quelle
proibizioni che sono state instillate nell’individuo nei suoi primi anni di vita.
• Io: È la parte organizzata dalla personalità che si trova a dover fare i conti con le esigenze
dell’Es, Super-io e del mondo moderno. L’Io è l’istanza che si trova a dover equilibrare le
pressioni in contrasto tra loro

LA NEVROSI Il tipo di rapporto che l’Io riesce a instaurare con i suoi padroni, costituisce il criterio mediante il
quale si può distinguere la normalità dalle nevrosi. Per Freud nell’individuo normale l’Io riesce abbastanza
bene a padroneggiare la situazione, mantenendo l’equilibrio. Può succedere tuttavia che l’Io non riesca a
destreggiarsi tra le forze che lo opprimono generando così la nevrosi (stato di squilibrio). Può accadere che
l’Es abbia il sopravvento e travolga un Super-io troppo debole: il soggetto diventa così un delinquente oppure
un perverso. Oppure può accadere che il Super-io troppo rigido provochi la rimozione e le istanze dell’Es,
divenute inconsce, si manifestano con sintomi nevrotici.

LE VIE DI ACCESSO ALL’INCONSCIO


Quali sono le vie per superare le resistenze che sbarrano l’accesso ai contenuti rimossi?

I procedimenti ipnotici si rivelano scarsamente efficaci e i risultati ottenuti poco stabili. Egli elabora un nuovo
metodo: le associazioni libere. Anziché forzare il malato al ricordo Freud cerca di rilassarlo, facendolo sdraiare
sul celebre divano o lettino, in modo da porlo in una condizione in cui possa abbandonarsi al corso dei propri
pensieri. Egli lo invita a parlare a ruota libera e analizzando i suoi discorsi apparentemente senza costrutto,
Freud cerca di far emergere associazioni che possano in qualche modo rispecchiare i contenuti rimossi. Il
metodo delle libere associazioni presenta però difficoltà concrete, che possano essere superate mediante
uno sforzo solidale del paziente e dello psicoterapeuta. Tra i due viene a formarsi la condizione per la cura del
transfert, ossia quel fenomeno per il quale il paziente trasferisce sulla figura del medico una serie di stati
d’animo. Tali stati d’animo sono gli stessi provati dal paziente durante l’infanzia nei confronti delle figure
genitoriali. Sei il transfert è una condizione che favorisce lo psicoterapeuta nel raggiungere il rimosso, è
necessario che egli conosca le vie. Freud indica tali vie nei sogni, negli atti mancati e nei sintomi nevrotici.

SOGNI, ATTI MANCATI E SINTOMI NEVROTICI

Nell’opera fondamentale l’Interpretazione dei sogni Freud indica nei sogni la via che porta alla conoscenza
dell’inconscio. Egli ritiene che i fenomeni onirici siano l’appagamento camuffato di un desiderio rimosso.
Freud distingue nei sogni
• un contenuto manifesto, che corrisponde alla scena onirica così come viene ricordata dal soggetto al
momento del risveglio
• un contenuto latente, cioè nascosto, che coincide con l’insieme delle tendenze o dei desideri profondi
che danno luogo alla scena onirica

Perché se i sogni richiamo i desideri profondi non lo fanno in forma diretta e hanno invece bisogno di
nasconderli? Freud risponde dicendo che i desideri da cui si generano i sogni sono desideri che il soggetto, o
meglio il Super-io, giudica inaccettabili e che pertanto vengono censurati. Il contenuto manifesto dei sogni è
quindi la forma elaborata e travestita in cui si presentano i desideri latenti.

Freud pone in esame anche gli atti mancati, ovvero tutti quei piccoli contrattempi della vita (lapsus linguistici,
dimenticanze, incidenti banali) che si è soliti attribuire al caso. Freud applica anche a questi il principio del
determinismo psichico, secondo il quale tutto ciò che accade nella nostra mente non avviene in modo fortuito
ma ha una qualche ragione: proprio come i sogni anche essi sono una manifestazione camuffata
dell’inconscio.

Per quanto riguarda i sintomi nevrotici Freud fa un discorso analogo sostenendo che il sintomo rappresenta
il punto di incontro tra una o più tendenze rimosse e quelle forze della psiche che si oppongono all’ingresso
dell’itali tendenze nel sistema conscio. Ben presto Freud scopre che gli impulsi o desideri rimossi, che stanno
alla base dei sintomi nevrotici, sono sempre di natura sessuale.

LA CONCEZIONE DELLA SESSUALITÀ


La teoria della sessualità costituisce l’aspetto storicamente e culturalmente più dirompente della psicoanalisi,
e insieme a quello che ha generato nei suoi confronti le maggiori opposizioni.

Prima di Freud, la sessualità era sostanzialmente identificata con la genitalità, ossia con il congiungimento di
un individuo con un individuo di sesso opposto ai fini della procreazione. In questo modo però rimarrebbero
spiegati fenomeni come

• la presenza della sessualità infantile


• la sublimazione, il trasferimento di una carica originariamente sessuale su oggetti non sessuali come
il lavoro, studio, l’arte
• la perversione ovvero l’attività sessuale che ha rinunciato al fine riproduttivo e persegue il
conseguimento del piacere come fine

Freud amplia il concetto di sessualità, riconducendola a un’energia che può dirigersi verso le mete più
diverse, investendo gli oggetti più disparati. Egli utilizza il termine libido che letteralmente significa “voglia”,
“desiderio sessuale”. La libido, durante le fasi dello sviluppo dell’individuo migra, localizzandosi in parti diverse
del corpo, che Freud chiama zone erogene, cioè generatrice di piacere.

LA TEORIA DELLA SESSUALITÀ INFANTILE

Celebre è la teoria freudiana della sessualità infantile. Freud demolisce il pregiudizio secondo cui la sessualità
apparterrebbe soltanto all’età adulta e sviluppa una nuova concezione del bambino visto come “essere
perverso e polimorfo”, ossia come individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi
riproduttivi e mediante diversi organi corporei. Nello sviluppo sessuale di ogni bambino Freud individua tre
fasi

1. La fase orale (fino a un anno e mezzo) ha come zona erogena la bocca e risulta connessa alla
principale attività del bambino, ovvero il poppare
2. La fase anale (da un anno e mezzo fino ai tre anni) ha una zona erogena l’ano ed è collegata alle
funzioni escrementizie, che per il bambino sono soggetto di particolare interesse e piacere
3. La fase fallica(dai tre anni fino alla pubertà) detta così perché coincide con la scoperta del pene, tanto
per il bambino quanto per la bambina. In questa fase, secondo Freud, sia il maschietto sia la
femminuccia soffrono di un complesso di castrazione.

La fase fallica è seguita da un periodo di latenza, ovvero un indebolimento delle pulsioni sessuali che tornano
a manifestarsi soltanto all’inizio della pubertà.

IL COMPLESSO DI EDIPO Connessa alla teoria della sessualità infantile è una delle più note teorizzazioni
freudiane il complesso di Edipo. Il nome richiama la vicenda di Edipo, personaggio della mitologia greca:
allontanato alla nascita dalla propria madre, Edipo non sa che figlio di Laio, re di Tebe, e di sua moglie
Giocastra. Il destino lo porta a uccidere il proprio padre e sposare la propria madre. Freud descrive il
complesso edipico, che ha luogo durante la fase fallica, come un attaccamento libidico verso il genitore di
sesso opposto e un atteggiamento ambivalente verso il genitore di egual sesso. Il maschietto vuole avere la
madre soltanto per sé e avverte come incomodo la presenza del padre. Quanto alla femmina il complesso di
Edipo si configura in modo analogo: l’attaccamento affettuoso al padre, la necessità di eliminare la madre
come superflua e di occuparne il posto. La fase edipica viene superata mediante l’identificazione del bambino
con il genitore del proprio sesso: gradualmente il maschietto e la femminuccia abbandonano il desiderio di
possedere, rispettivamente, la madre e il padre, e viceversa assumono il padre o la madre come modello.

LA CONCEZIONE DELL’ARTE
Freud concepisce la produzione artistica in stretta analogia con la produzione onirica. Così come i sogni
costituiscono il soddisfacimento mascherato di un desiderio sessuale represso, anche l’arte è un modo per
esprimere desideri proibiti che agiscono al livello inconscio. Il soddisfacimento del desiderio proibito si
raggiunge mediante la sublimazione. In chimica questo termine indica il passaggio di una sostanza dallo stato
solido a quello aeriforme senza passare per lo stato liquido. Nell’utilizzo freudiano esso si riferisce allo
spostamento di una pulsione sessuale su oggetti non sessuali. L’arte si presenta come una forma più
evidente e culturalmente più importante di sublimazione dato che acquisisce un significato universale.
L’arte, dunque, per Freud è un’attività che consente di dare a desideri inconfessabili una forma visibile,
trasformandole da qualcosa che non si può o non si sa gestire in qualcosa che la società apprezza. Ciò che
l’uomo comune non può confessare, perché attirerebbe la riprovazione della società, nella produzione
artistica viene trasfigurato in modo tale da riscuotere l’interesse generale e da infondere piacere. Per questo
motivo l’arte è una sorta di terapia che risulta utile, non soltanto all’artista, ma anche allo spettatore.

LA CONCEZIONE DELLA RELIGIONE E DELLA CIVILTÀ


Nell’ultimo periodo della sua vita Freud si esprime in modo originale sui temi della religione e della civiltà.

Per quanto riguarda le rappresentazioni religiose, Freud ritiene che esse siano illusioni, appagamenti di
desideri più antichi, più forti, più presenti dell’anima. Tali desideri sarebbero quelli tipicamente infantili di
sentirsi protetti. L’amato e temuto padre celeste (Dio) non sarebbe dunque altro che la proiezione psichica
dei rapporti con il proprio padre terreno.

Per quanto riguarda la civiltà, Freud afferma che essa implica un costo in termini di libidici in quanto devia la
ricerca del piacere in prestazioni sociali e lavorative. Essa prosegue l’opera educativa e moralistica svolta dai
genitori generando, un Super-io collettivo che si incarna in una serie di norme e divieti. Freud utilizza
l’espressione “disagio della civiltà” per indicare tutti quegli aspetti per i quali la vita sociale e civile, con i suoi
divieti e le sue censure, impedisce all’individuo la piena realizzazione di se stesso e dei propri impulsi. Questo
non significa che Freud sia contro la civiltà, anzi egli pensa che lo stato civile è un m minore rispetto a
un’umanità senza società. Infatti, se l’essere umano potesse dare liberamente sfogo a tutti i suoi desideri, non
soltanto non sarebbe felice, ma diventerebbe ancora più pericoloso per i propri simili.

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