Marketing Libro
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Quindi prima di tutto bisogna identi care quali sono i bisogni e desideri dei consumatori
e solo dopo produrre ciò che li possa soddisfare.
Bisogno o desiderio?
➡ Il bisogno si veri ca quando l’individuo si sente privato di necessita primarie
➡ Il desiderio è un bisogno determinato dall’apprendimento dell’individuo, dalla sua
cultura e personalità
Spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi a causa dell’acceso dibattito sul
loro esatto signi cato.
Mercato obiettivo = uno o più gruppi di potenziali acquirenti verso i quali l’impresa
orienta i propri sforzi al ne di soddisfare i loro bisogni.
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Una volta identi cati i consumatori del mercato obiettivo, l’azienda provvede al
soddisfacimento dei loro bisogni utilizzato il cosiddetto marketing mix, che è composto
dalle 4P:
(1) Prodotto
(2) Prezzo
(3) Promozione
(4) Punto di vendita
Esistono 5 categorie di forze che non ricadono sotto il controllo del marketing:
• Forze sociali
• Forze economiche
• Forze tecnologiche
• Forze concorrenziali
• Forze regolatorie o politico-istituzionali
Che cos’è il valore per il cliente?
La forte concorrenza e la complessità dei mercati odierni hanno portato numerose
imprese ad avviare programmi di riorganizzazione aziendale. Questa situazione ha
stimolato molte imprese a concentrarsi sul valore per il cliente e sulla sua delizzazione.
➡ Valore per il cliente = combinazione unica di bene ci ottenuti dagli acquirenti
obiettivo (target) che comprende qualità, prezzo, consegna puntuale, servizi pre- e
post-vendita ecc.
Ma perché è cosi importante?
E’ molto importante perché le imprese di cilmente raggiungere il successo attraverso
un’o erta di massa indi erenziata, e di conseguenza devono concentrarsi sulla
costruzione di rapporti duraturi con i clienti, in modo tale da o rirgli un valore unico e
distintivo rispetto alla concorrenza.
Il programma di Marketing:
Una volta individuati tali bisogni, l’impresa deve saper tradurre le informazioni ottenute in
idee per lo sviluppo di nuovi prodotti.
Ma cos’è il programma di marketing?
Il programma di marketing è un processo continuo che dettaglia tutte le azioni necessarie
attivando le diverse leve del marketing mix, al ne di favorire lo scambio.
Ovviamente, la base della gestione della relazioni con il cliente è l’esperienza del cliente
stesso, la quale deriva dalla risposta che egli da rispetto all’organizzazione e alla sua
o erta.
Per la de nizione delle forme di mercato è quindi necessario fare riferimento al grado di
differenziazione del prodotto e al livello di concentrazione di mercato (numerosità delle
imprese). Quando l’o erta è poco concentrata (o erta frammentata), il mercato si
ripartisce più o meno equamente fra molte imprese e nessuna di esse è in grado di
in uenzarlo con le proprie azioni.
Il livello di concentrazione di un settore può essere calcolato attraverso opportuni indici,
ad esempio:
→ indice di Her ndahl-Hirschman, per cui il valore della concentrazione è dato dalla
sommatoria delle quote di mercato di tutte le imprese, elevate al quadrato
→ rapporto di concentrazione CR4, per il quale il livello di concentrazione è espresso
dalla sommatoria delle quote di mercato delle prime quattro azienda del settore
5 - Il livello di internazionalizzazione:
Mentre alcuni settori hanno una con gurazione locale, o comunque nazionale, altri sono
ormai de niti a scala globale.
La globalizzazione ha effetti anche sulle piccole e medie imprese, costituendo non solo
una minaccia, ma anche una forte opportunità.
Concorrenti attuali:
Il livello di tensione concorrenziale dipende da vari fattori, come ad esempio la forma di
mercato, la struttura dei costi, il grado di concentrazione ecc.
Di norma, un elevato livello di concentrazione del settore o re maggiori possibilità di
de nire strategie e costruire un vantaggio competitivo in grado di aumentare la redditività
dell’impresa.
Anche il tasso di crescita della domanda ha un ruolo determinante. Nei mercati in forte
sviluppo la tensione è più bassa perché il progressivo aumento della domanda permette a
tutti i concorrenti di crescere senza interferire gli uni con gli altri.
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Marketing Capitolo 4
Potenziali entranti:
I potenziali entranti costituiscono una minaccia perché aumentano la contendibilità del
mercato e in questo modo riducono le prospettive di pro tto.
L’altro pericolo è che un nuovo entrante possa introdurre sul mercato un’innovazione tale
da erodere il vantaggio competitivo delle imprese esistenti.
I potenziali erranti possono essere individuati fra:
→ aziende la cui entrata nel mercato rappresenta un percorso di sviluppo logico
rispetto all’attività già svolta (es. casa di moda che dall’abbigliamento si estende agli
accessori)
→ aziende la cui entrata nel mercato costituisce fonte di sinergia rispetto all’attività
attuale (es. Parmalat che all’imbottigliamento del latte ha a ancato anche quello dei
succhi)
→ aziende clienti o fornitrici che potrebbero decidere di integrarsi a mente o a valle
→ piu in generale, tutte le aziende che possono superare le barriere all’entrata presenti
nel settore
A tal proposito, possiamo a ermare che le principali barriere sono rappresentate da:
• Economie di scala → un nuovo entrante deve necessariamente iniziare a produrre su
larga scala per evitare di intercorrere in svantaggi di costo
• Differenziazione e fedeltà alla marca
• Fabbisogno di capitali → necessita di e ettuare ingenti investimenti per poter
avviare l’attività nel settore
• Costi di trasferimento (switching costs) → sforzo economico e psicologico che il
cliente deve sostenere per cambiare prodotto
• Accesso ai canali di distribuzione
• Altre barriere indipendenti dalla dimensione dell’impresa, come ad es. la presenza
di brevetti
Prodotti sostitutivi:
La disponibilità di prodotti sostitutivi aumenta l’elasticità della domanda e quindi
costituisce una minaccia per chi opera in un dato settore.
In un’ottica di marketing, possono essere considerati sostitutivi tutti quei prodotti che,
pur basandosi su tecnologie diverse, sono idonei a soddisfare esigenze simili. Più è
generica la de nizione di un bisogno e più ampia sarà la sua sostituibilità.
Clienti:
Anche i clienti, se hanno un forte potere contrattuale, possono costituire una minaccia
alla pro ttabilità di una data attività. Maggiore è questo potere e maggiore è la riduzione
di prezzo che possono pretendere dai fornitori.
Il potere contrattuale aumenta quando:
la domanda di mercato è molto concentrata, ovvero costituita da un numero ristretto
di clienti che acquistano quantità considerevoli
i prodotti offerti sul mercato sono poco differenziati
i costi di trasferimento (da un fornitore ad un altro) per i clienti sono bassi
il cliente è perfettamente informato sulla situazione di mercato, sui prezzi e sulla
struttura dei costi del fornitore
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Marketing Capitolo 4
Fornitori:
Come i clienti, anche i fornitori se hanno un elevato potere contrattuale possono
costituire una minaccia.
Il potere contrattuale dei fornitori è forte quando:
il gruppo di fornitori è più concentrato di quello degli acquirenti
il fornitore non è minacciato dalla presenza di potenziali sostituti
il prodotto è altamente differenziato
l’impresa rappresenta un cliente marginale per il fornitore
il prodotto del fornitore è un mezzo di produzione importante per l’impresa cliente
Per portare avanti un’analisi dei gruppi strategici ci si può avvalere di una mappa della
posizione competitiva, in cui su un asse è riportata la segmentazione del mercato e
sull’altro la classi cazione delle diverse tipologie di prodotto.
Oltre alla mappa della posizione competitiva, nell’analisi dei gruppi strategici è bene
impiegare altre matrici basate sulle variabili strategiche. Ad esempio, la mappa dei
gruppi strategici permette la clusterizzazione delle imprese per omogeneità del mercato
servito, tipologia di prodotto e comportamento. Per esempio, nel settore moda, all’interno
della medesima posizione competitiva si possono trovare moltissimi brand, senza che
pero siano necessariamente in stretta concorrenza fra di loro. I concorrenti principali
sono quelli che adottano le medesime scelte strategiche di fondo.
Quindi, un’impresa che volesse lanciare un nuovo brand di abbigliamento dovrà valutare
in quale gruppo strategico posizionarsi.
Nel caso in cui un’impresa non possegga alcuna risorsa di questo tipo, si troverà in una
situazione di svantaggio competitivo. Se, invece, esiste ma è ugualmente presente
presso i concorrenti, l’impresa si troverà in una posizione di parità competitiva.
Ovviamente, la risorsa strategica (di valore) si tradurrà in vantaggio competitivo solo se
l’organizzazione ha la capacità di sviluppare il potenziale.
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Marketing Capitolo 5
Dal punto di vista professionale, l’etica comprende l’insieme di principi e norme codi cate
e de nite al ne di indicare a chi opera nel marketing i criteri e le modalità con cui
impiegare le competenze di cui dispone nell’interesse dei suoi stakeholder.
Il rapporto fra l’impresa e i suoi portatori di interesse si è evoluto nel tempo. Se per la
teoria economica classica l’impresa deve mirare esclusivamente alla massimizzazione dei
pro tti degli azionisti, per la stakeholder theory di Freeman ciò non basta. Infatti a erma
che al perseguimento del pro tto deve accompagnarsi anche l’attenzione per il ruolo che
essa svolge nella comunità in cui opera.
Il concetto di stakeholder viene successivamente ripreso da Goodposter, il quale ha
sviluppato il concetto di multistakeholder. Infatti rispetto al passato il numero di
stakeholder è aumentato, portando l’impresa a una tipologia più varia di interventi nel
sociale.
Proprio su queste considerazioni si fonda la piramide della responsabilità sociale di
Carroll, in cui vengono identi cati in orine crescente 4 livelli di responsabilità dell’impresa:
Un altro tema spesso dibattuto parlando di etica d’impresa, riguarda le cosiddette bad
company, ovvero imprese che operano in settori eticamente controversi, quali quello del
tabacco, dell’alcol ecc.
Oggi molte imprese hanno infatti iniziato a fare formazione sui temi dell’etica e a mettere
in atto un audit interno del comportamento per sostenere e controllare la performance
etica attraverso l’allineamento delle politiche e delle strategie aziendali con i valori e i
principi etici condivisi.
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Marketing Capitolo 5
La funzione dell’internal ethical auditor prevede:
analisi dei rischi etici
veri ca dell’integrità dei comportamenti etici d’impresa
controllo dei sistemi volti ad assicurare il rispetto delle politiche
veri ca dell’attività dell’azienda
misurazione della performance etico-sociale dell’impresa
Cultura organizativa:
La cultura organizzativa è l’insieme di valori, idee, atteggiamenti appresi e condivisi fra i
membri di un’organizzazione. Questo concetto però non va confuso con quello di cultura
d’impresa.
→ cultura organizzativa = riguarda i rapporti interni all’impresa
→ cultura d’impresa = riguarda le relazioni dell’impresa con il mercato e i concorrenti
✰Responsabilità nei conforti della società → sottolinea gli obblighi dell’organizzazione nei
confronti sia dell’ambiente che della collettività. Per quando riguarda l’ambiente si può
fare riferimento al cosiddetto Green Marketing ( o marketing ambientale), ossia un
approccio basta su un’attenzione molto forte alle implicazioni ambientali dei processi di
produzione e dei prodotti che l’impresa mette sul mercato.
Invece, per quando riguarda la responsabilità verso la collettività, si sta di ondendo
negli ultimi anni una pratica de nita cause related marketing, ovvero iniziative di raccolta
di fondi per scopi umanitari o per progetti di interesse collettivo.
L’audit sociale:
Trasformare idee socialmente responsabili in azioni comporta un’attenta piani cazione e il
monitoraggio dei programmi. Molte aziende sviluppano e valutano la loro responsabilità
sociale per mezzo dell’audit sociale. L’audit sociale consiste in una valutazione
sistematica degli obiettivi, delle strategie e delle performance in termini di responsabilità
sociale.
Puo essere articolato nelle cinque fasi riportate di seguito:
• Individuazione delle aspettative sociali di un’azienda e della logica attraverso cui
concretizzare la responsabilità sociale
• Individuazione di cause o programmi socialmente utili coerenti alla mission aziendale
• Individuazione delle priorità e degli obiettivi organizzativi per i programmi da
realizzare
• De nizione del tipo e dell’ammontare delle risorse necessarie a raggiungimento degli
obiettivi de niti
• Valutazione programmi e attività di responsabilità sociale intraprese e delle azioni
future
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Marketing Capitolo 6
In primo luogo il consumatore metterà in atto una ricerca interna, ossia farà riferimento
alle esperienze già avute con determinati prodotti o marche. Questo tipo di ricerca è
su ciente nel caso di prodotti ad alta frequenza d’acquisto (prodotti abituali).
La ricerca esterna, invece, prevede come principali fonti di informazione esterna: fonti
personali (amici, famiglia ecc), fonti pubbliche e fonti commerciali.
4 - Decisione d’acquisto:
Una volta valutate le diverse alternative, il consumatore può procedere all’e ettivo
acquisto, e ciò comporta decisioni relative a dove e quando farlo.
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Marketing Capitolo 6
La scelta del luogo d’acquisto dipende da diversi fattori, infatti oltre alla disponibilità del
prodotto desiderato, il consumatore può prendere in considerazione altri elementi quali: le
condizioni di vendita, eventuali politiche di reso o l’assistenza.
La scelta del momento nel quale effettuare l’acquisto è spesso determinata da una serie
di fattori come ad esempio la presenza di saldi e promozioni.
Inoltre, l’utilizzo di Internet per raccogliere informazioni, valutare alternative e prendere
decisioni, aggiunge una dimensione tecnologica al processo decisionale e all’esperienza
d’acquisto. A tal proposito, circa il 45% dei consumatori utilizza regolarmente le app di
confronto dei prezzi prima di prendere una decisione.
5 - Comportamento post-acquisto:
In seguito all’acquisto il consumatore valuta (consapevolmente o non) l’adeguatezza del
prodotto rispetto alle proprie attese. L’eventualità che un consumatore non sia
soddisfatto del prodotto acquistato può dipendere da e ettive carenze nello stesso o da
aspettative eccessivamente elevate.
Inoltre va considerata anche l’ipotesi che il consumatore non sia in grado di utilizzare
correttamente il prodotto, per cui un’azione di comunicazione appropriata o un servizio di
customer service potrebbe risolvere il problema.
Un altro aspetto molto rilevante del comportamento post-acquisto è relativo alla
possibilità che si manifesti una dissonanza cognitiva:
→ dissonanza cognitiva = condizione psicologica generata dal dubbio che un individuo
può avere circa l’adeguatezza di una decisione presa
In uenze situazionali:
Tra i fattori che in uenzano il processo d’acquisto, le in uenze situazionali rivestono un
ruolo determinante.
Le variabili situazionali sono:
• Finalità dell’acquisto
• Ambiente sociale
• Ambiente sico
• Fattore tempo
• Situazione antecedente
I consumer touchpoint e le consumer journey map:
I marketer visualizzano il processo d’acquisto e l’esperienza del consumatore attraverso
la lente dei touchpoint e della consumer journey map.
✰ consumer touchpoint = tutti i punti di contatto di un prodotto, servizio o marchio con
il consumatore (es. pubblicità cartacea o digitale). Questi punti di contatto, però, non
sono sempre controllati dall’azienda.
✰ consumer journey map = rappresentazione visiva di tutti i touchpoint che un
consumatore può utilizzare per entrare in contatto con i prodotti, servizi o marchi di
un’azienda prima, durante e dopo l’acquisto.
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Marketing Capitolo 6
Motivazione e personalità:
I concetti psicologici di motivazione e personalità sono strettamente correlati che
vengono utilizzati per spiegare perché gli individui decidono di compiere determinate
azioni piuttosto di altre.
✦ Motivazione:
→ motivazione = forza che stimola un determinato comportamento in vista della
soddisfazione di un determinato bisogno
Nella letteratura sulla motivazione si è a ermata la consapevolezza della natura
gerarchica dei bisogni. Tale teoria trova il suo punto di riferimento nella piramide di
Maslow, la quale identi ca 5 classi di bisogni:
• Bisogni siologici
• Bisogni di sicurezza
• Bisogni sociali
• Bisogni di autostima
• Bisogni di autorealizzazione
Molti prodotti e marchi sono in grado di soddisfare più bisogni contemporaneamente.
✦ Personalità:
La personalità in uisce sui comportamenti, determinando la regolarità nella risposta
degli individui a situazioni simili o che si ripetono nel tempo.
Le teorie elaborate sulla personalità sono molteplici, ad esempio l’identi cazione dei
tratti dell’individuo. I tratti sono in parte ereditari o si sviluppano in giovane età ed è
complesso che mutino nell’età adulta, se non a fronte di eventi particolarmente
signi cativi.
L’analisi interculturale suggerisce che gli individui presentano caratteristiche peculiari in
base alla loro nazionalità o che, ad ogni modo, la loro personalità è caratterizzata da un
insieme di fattori comuni fra i membri di uno stesso Paese o società.
Le caratteristiche che contraddistinguono la personalità di un individuo vengono spesso
rivelate dalla sua immagine di sè:
→ immagine di sé = costrutto psicologico dato dall’opinione che un individuo ha di sé e
da quella che ritiene essere l’opinione degli altri nei suoi confronti.
Percezione:
→ percezione = processo in base al quale l’individuo seleziona, organizza e interpreta le
informazioni contenute negli stimoli cui è sottoposto per crearsi
una ra gurazione signi cativa del mondo
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Marketing Capitolo 6
Il rischio percepito:
→ rischio percepito = conseguenza dell’incertezza che il consumatore prova per le
possibili conseguenze dei suoi acquisti, soprattutto se ritiene che
queste potrebbero essere negative (es. eccessivo impegno in
termini economici)
Il rischio percepito ha anche una dimensione più astratta, di cui un esempio i dubbi che
il consumatore può avere su ciò che gli altri penseranno del suo acquisto.
Apprendimento:
Per apprendimento si intendono tutti quei comportamenti risultanti:
• Dalla reiterazione di un’esperienza
• Dal ragionamento
1 - Apprendimento comportamentale:
L’apprendimento comportamentale è il processo attraverso il quale si sviluppano
risposte automatiche a situazioni che si ripetono nel tempo.
Nel marketing si impiegano 2 concetti derivanti dalla teoria dell’apprendimento
comportamentale:
✰ generalizzazione dello stimolo → consiste nela generalizzazione della risposta a
fronte di stimoli simili e in base a essa un’impresa può decidere di utilizzare lo stesso
brand name per i vari prodotti che commercializza.
✰ discriminazione dello stimolo → si ha quando l’individuo è in grado di percepire le
di erenze fra gruppi di stimoli simili e organizza la propria risposta di conseguenza
(es. quando un consumatore paragona due prodotti simili, ma riesce a percepirne le
di erenze signi cative).
2 - Apprendimento cognitivo:
I consumatori non apprendono soltanto attraverso l’esperienza, ma anche utilizzando
processi mentali come il pensiero, il ragionamento e il problem solving. In questo caso si
parla di apprendimento cognitivo, che comporta la creazione di una serie di connessioni
fra due o più idee, oppure la semplice osservazione delle conseguenze del
comportamento degli altri individui, in modo tale da adeguare il proprio.
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Marketing Capitolo 6
Valori, credenze e atteggiamenti:
Formazione dell’atteggiamento:
L’atteggiamento può essere visto come una disposizione dell’individuo a rispondere in
modo favorevole o sfavorevole a un oggetto o una classe di oggetti.
Gli atteggiamenti di un individuo sono determinati dai suoi valori e della sue convinzioni.
I valori possono variare in base al loro grado di speci cità: si può quindi parlare di valori
fondamentali e di valori personali. Il marketing li prende in considerazione entrambi, ma
si concentra maggiormente su quelli personali perché è ciò che riesce a plasmare
l’atteggiamento.
Anche le credenze hanno un ruolo determinante e corrispondono alle percezioni
soggettive che il consumatore sviluppa sulle caratteristiche di un prodotto o di una
marca.
Variazione dell’atteggiamento:
Il marketing si serve di 3 metodi per tentare di modi care gli atteggiamenti dei
consumatori verso i prodotti e le marche:
→ modi care le credenze sviluppate su alcune caratteristiche della marca
→ modi care l’importanza attribuita alle caratteristiche
→ aggiungere nuove caratteristiche al prodotto
Stile di vita:
Lo stile di vita viene de nito come un criterio psico-gra co di segmentazione e consiste
nell’insieme di opinioni, interessi e atteggiamenti che caratterizzano l’individuo nel
modo in cui si relazione con l’ambiente e con gli altri soggetti.
Un esempio di classi cazione è proposta dal modello VALS elaborato dalla SRI
Consulting Business Intelligence. Questo modello si propone di illustrare come e perché i
consumatori prendono le loro decisioni d’acquisto e ha permesso di capire che i
consumatori sono guidati da determinate convinzioni e principi e, quindi, i suddividono in
thinkers e believers.
✰ leadership di opinione → gli individui che esercitano sugli altri un’in uenza sociale
diretta o indiretta vengono de niti opinion leader, i quali posseggono un grado di
conoscenza elevato con riguardo ad alcuni prodotti o che comunque li utilizzano
abitualmente.
Individuare gli opinion leader in modo tale da raggiungerli ed in uenzarli è una delle s de
maggiori per le aziende.
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Marketing Capitolo 6
✰ passaparola → l’in uenza che si esercita sulle persone durante una normale
conversazione viene de nita passaparola. Il potere dell’in uenza personale ha spinto le
aziende a favorire il passaparola positivo e a ostacolare quello negativo.
Il gruppo di riferimento:
Il gruppo di riferimento è costituito dall’insieme di persone che hanno un’in uenza sugli
atteggiamenti e comportamenti di un individuo e quindi ne condizionano anche gli
acquisti.
I gruppi di riferimento sono molteplici, ad esempio gruppo di appartenenza, gruppo di
aspirazione e gruppo di dissociazione.
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Marketing Capitolo 8
Nello studio e ettuato da Porter è quindi emerso che le strategie adottate dai maggiori
leader del mondo, seppur diverse, evidenziano un tratto comune: un’azienda, prima di
imporsi su un mercato mondiale, s’impone su quello interno.
I dazi:
→ dazi = imposte che lo Stato applica sui beni e servizi importati, per favorire i prodotti
nazionali
Le imprese a causa dei dazi subiscono un aumento dei costi che erode i margini di
pro tto, riducendo quindi la convenienza ad esportare. Il dazio medio sui prodotti
fabbricati nei Paesi industrializzati è pari al 4%, ma esistono di erenze molto ampie.
I contingentamenti:
→ contingentamento (o quota) = politica di restrizione sulle quantità di prodotto
esportabili o importabili stabilita dal governo di un
Paese
I contingentamenti hanno l’obiettivo di limitare l’acquisizione di quote di mercato da
parte di imprese estere, a vantaggio di quelle locali (es. la Gran Bretagna ha imposto limiti
sulle importazioni di televisori e l’Italia ha ssato quote per le moto giapponesi).
Queste misure:
- Da un lato, favoriscono le imprese e l’economica nazionale
- Dall’altro, danneggiano il consumatore che si torva impossibilitato ad acquistare
prodotti a prezzi più bassi
Nel 1995 i maggiori Paesi industrializzati del mondo hanno fondato l’Organizzazione
Mondiale per il Commercio (World Trade Organization, WTO), ossia un’istituzione
permanente che regola l’interscambio di beni e servizi fra i suoi stati membri e
interviene per risolvere il contenzioso commerciale con potere decisionale.
I Paesi membri dell’organizzazione sono 150, compresa l’Italia.
3 - Competizione globale:
Concorrenza globale:
Quando l'impresa e concepiscono, producono e commercializzano loro prodotti e servizi
su scala mondiale, si instaura fra di esse una concorrenza globale. In risposta a questa
dimensione globale della concorrenza si stanno di ondendo fra le imprese rapporti di
cooperazione che spesso portano ad alleanze strategiche, volte a favorire una
collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni.
Imprese globali:
Le imprese che operano su scala globale possono essere classi cate in tre tipologie:
internazionali = operano in più paesi e le loro strategie di marketing sono
un'estensione di quelle che attuano a livello nazionale
multinazionali = si servono di una strategia di marketing multi locale, il che signi ca
prodotti, marche e comunicazioni diverse da paese a paese (es. Lever Europe
commercializzano stessa ammorbidente in 10 paesi europei utilizzando sette marche diverse,
tra cui Coccolino per l’Italia).
transnazionali = concepiscono il mondo come un singolo mercato e si concentrano
maggiormente sugli aspetti culturali comuni e vari paesi e sui bisogni desideri dei
consumatori che possono essere considerati come universali, piuttosto che sulle
di erenze. Le imprese transnazionali adottano quindi una strategia di marketing globale in
base alla quale l'attività di marketing vengono standardizzate in presenza di tratti
culturali comuni e adattate sono in presenza di differenze signi cative. E’ quindi un
approccio vantaggioso poiché permette di fare leva su economie di scala.
→ marca globale = marca venuta in più paesi con programmi di marketing simile
coordinate livello centrale (es. McDonald’s ha adattato la sua
consolidata formula "cibo, divertimento, famiglia" in 119 paesi.
L'immagine di McDonald's con la grande M gialla e Ronald, il
pagliaccio simbolo della catena, sono rimasti gli stessi, ma alcuni
adattamenti delle politiche di marketing sono stati fatti)
Consumatori globali:
La concorrenza globale fra imprese si concentra molto spesso sull'identi cazione e
raggiungimento di consumatori globali:
→ consumatori globali = gruppi di consumatori, situati in diversi paesi che presentano
gli stessi bisogni o che ricercano nei prodotti e servizi
caratteristiche vantaggi simili
4 - Lo sviluppo di internet:
L'utilizzo di Internet per lo scambio di merci, servizi informazioni e il quarto dei fattori citati
come distintivi del commercio globale. Il grande vantaggio o erto dal marketspace
globale in rete e che permette lo scambio di merci, servizi informazioni dall'imprese
clienti, ovunque si trovino, in qualsiasi momento e a basso costo (es. Nestlè gestisce 65
siti internet nazionali in più di 20 lingue e sui cinque continenti)
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Marketing Capitolo 8
La diversità culturale:
Gli operatori di marketing devono tenere in considerazione le basi culturali delle di erenti
società se vogliono iniziare instaurare con successo relazioni di scambio con i
consumatori globali. Un passo necessario è quindi l'analisi interculturale, la quale
consiste nello studio delle similarità delle differenze fra i consumatori di due o più
nazioni e società.
L'analisi interculturale si fonda sulla comprensione dei valori, delle usanze, dei simboli e
dei linguaggi delle altre società:
✦ Valori → determinano le modalità di condotta a livello personale sociale che sono
ritenute accettabili presso una data comunità.
✦ Usanze → rappresentano un modo di vivere o di agire di uso o ammesso in un
determinato gruppo sociale di uno speci co paese e possono variare
signi cativamente. Le usanze riguardano anche i comportamenti non verbali degli
individui nei diversi gruppi culturali.
✦ Simboli culturali → rappresentano idee o concetti hanno ruolo fondamentale
nell'analisi interculturale, in quanto culture diverse attribuiscono diversi signi cati alle
stesse cose. La semiotica e quindi la scienza che studia i segni e si occupa di
esaminare la corrispondenza fra i simboli e signi cato che ad essi viene attribuito.
✦ Lingua → le imprese globali non solo devono conoscere le lingue dei paesi in cui
commercializzano prodotti o servizi, ma anche le sfumature e gli idiomi di una lingua.
Molte imprese usano la tecnica della back translation, ossia una tecnica di controllo
sugli e etti di senso di una traduzione di un messaggio, la quale prevede una parola o
una frase tradotta venga nuovamente trasposta e la lingua originale da un interprete
di erente per individuare eventuali distorsioni di signi cato.
✦ Etnocentrismo culturale → È la tendenza dei popoli a considerare i propri valori,
usanze, simboli e lingua superiori a quelli di un'altra. L'etnocentrismo culturale
rappresenta quindi una minaccia per il marketing globale.
Il consumo etnocentrico consiste nella tendenza a credere che sia inappropriato e
immorale acquistare prodotti fatti all'estero. I consumatori etnocentrici ci ritengono che
l’importazione di prodotti esteri danneggi le aziende nazionali e sia fonte di
disoccupazione.
Considerazione economiche:
Il marketing globale anche in uenzato da considerazioni di tipo economico:
2 - Infrastrutture economiche:
Le infrastrutture economiche (i sistemi nanziari, di comunicazioni, di trasporto e
distribuzione di un paese) rappresentano un punto critico nel valutare l'opportunità di
entrare in un mercato estero.
4 - Tassi di cambio:
→ tasso di cambio = esprime il prezzo di una valuta in rapporto a un’altra
Le uttuazioni dei tassi di cambio fra le valute mondiali sono spesso di importanza
critica, e commettere errori nello stimare l'andamento dei tassi di cambio al momento
della ssazione del prezzo dei prodotti destinati ai mercati globali può avere conseguenze
notevoli (es. Mattel → I prezzi, espressi in dollari americani, erano stati ssati senza
considerare il cambio delle rispettive valute straniere e furono considerati troppo alti in
relazione al potere d'acquisto per molti acquirenti di altri paesi)
Le uttuazioni dei tassi di cambio hanno un impatto diretto sulle vendite sui pro tti
realizzati dall'impresa globali.
Clima politico-istituzionale:
Stabilità politica:
La stabilità politica è in uenzata da molti fattori fra questi anche la posizione assunta dal
governo di un paese nei confronti delle imprese straniere del commercio internazionale.
L'imprese tenderanno quindi orientare i propri programmi di investimento verso i paesi
che o rono maggiori garanzie di stabilità.
Norme commerciali:
Un altro elemento di valutazione nella scelta di mercato internazionale costituito dal
sistema normativo che regola le pratiche commerciali. Un eccesso di regolamentazione
delle attività commerciali può costituire un vero e proprio deterrente per le imprese
estere.
In alcuni paesi, inoltre, a di erenza di altri, velocità di alcuni prodotti è illegale (es. La
Svezia a bandito tutti i messaggi e poi citare di volte i bambini e in Arabia Saudita è stata
bandita la vendita di Barbie Mattel perché considerato il simbolo della decadenza
dell’Occidente).
Strategie di internazionalizzazione:
Una volta stabilito di poter entrare nel mercato globale che regola l'impresa deve
identi care una strategia di ingresso in uno o più mercati obiettivo.
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Marketing Capitolo 8
Le possibilità fra le quali scegliere sono quattro:
• Esportazioni
• Licensing
• Joint venture
• Investimenti diretti
1 - Esportazioni:
Le esportazioni sono l'insieme di beni e servizi prodotti all'interno di un paese e
destinati ad altri paesi. Questa modalità di internazionalizzazione permette all'impresa di
e ettuare il minor numero di cambiamenti in termini di prodotto, organizzazione obiettivi
generali di impresa.
Esistono due tipi di esportazioni:
➤ esportazioni indirette → sono realizzate tramite intermediari, comportano minori
rischi sforzi, ma possono essere anche meno vantaggiose. Sono l'ideale per le imprese
che desiderano commercializzare i prodotti all'estero, ma che non conoscono il mercato
obiettivo e che non hanno i contatti necessari.
➤ esportazioni dirette → sono gestite direttamente dall'impresa e vengono
generalmente adottate quando l'azienda ritiene di avere raggiunto un volume di vendite
tale da giusti care lo sviluppo di una struttura commerciale propria dedicata alle
esportazioni. Le esportazioni dirette comportano maggiori rischi di quelle indirette, ma
aprono anche la via a maggiori pro tti.
2 - Licensing:
Il licensing consiste nella concessione da parte di un'impresa del diritto di utilizzare un
suo marchio registrato, un suo brevetto, un suo segreto industriale o qualsiasi altro
importante elemento che costituisce proprietà intellettuale, dietro pagamento di una
royalty. Il vantaggio per l'impresa che concede la licenza, ossia il licenziante, e che
riesce a penetrare un mercato con pochi rischi e senza dover e ettuare investimenti
diretti. Questa strategia ha però anche aspetti negativi: il licenziante rinuncia a controllare
i suoi prodotti e riduce potenziali pro tti realizzabili. Inoltre, è possibile che il licenziante in
futuro ti venga esso stesso un concorrente; infatti, può capitare che il licenziatario riesca
a modi care qualche modo il prodotto e entrare con esso nel mercato grazie di
conoscenze acquisite a spese dell'impresa licenziante. Per ovviare il problema, molte
imprese si impegnano nell'innovazione continua in modo tale da mantenere in uno stato
di dipendenza l'impresa licenziataria.
Esistono due tipologie di licensing: una che riguarda l'intero ciclo di produzione e l'altra la
sola fase di assemblaggio.
In alternativa licensing è anche possibile utilizzare il franchising.
3 - Joint venture:
Quando un'azienda straniera e una locale investono insieme in una nuova attività locale,
costituiscono una joint venture.
I vantaggi o erti da questo tipo di strategia sono essenzialmente due: il primo è che
un'azienda potrebbe non avere le risorse nanziarie, siche o manageriali necessarie per
poter entrare in un nuovo mercato da sola. Il secondo grande vantaggio è costituito
dall'esistenza di vincoli all'investimento diretto (es. alcuni governi richiedono o incoraggiano
la creazione di una joint venture prima di consentire un'azienda straniera di entrare nell'ora
mercato nazionale; ed è il caso della Cina).
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Marketing Capitolo 8
Questo tipo di strategia può comportare, però, anche inconvenienti dovuti alla diversa
cultura manageriale delle due imprese o a contenziosi in merito alla congruità
dell'apporto del partner all’iniziativa.
4 - Investimenti diretti:
Il modo più impegnativo per penetrare il mercato globale è quello dell'investimento
diretto, il quale prevede la presenza attiva dell'impresa nel nuovo paese attraverso
l'apertura di una liale o l'acquisizione di un'impresa locale. Molte aziende scelgono
questo tipo di strategia e dopo aver già adottato una delle altre tre appena analizzate.
L'investimento diretto consente di risparmiare sui costi di intermediazione e di
conoscere meglio le condizioni del mercato globale.
Per quanto riguarda la comunicazione, l'ideale per l'impresa sarebbe poter mantenere
invariati i messaggi. In questo modo è possibile ottimizzare i costi di ideazione delle
campagne pubblicitarie garantire la coerenza di immagini su scala globale (es. Gillette
utilizza sempre lo stesso messaggio globale per i suoi prodotti da uomo).
Tuttavia non è sempre consigliabile e si può preferire la promozione di uno stesso
prodotto con campagne di comunicazione di erenti.
È inoltre possibile una modi ca simultanea sia delle caratteristiche del prodotto che nel
messaggio promozionale.
Strategia distributiva:
Un ulteriore ambito decisionale per le imprese che si avventurano nel mercato globale è
rappresentato dalla strategia distributiva. Esistono diverse scelte di canale che
un'impresa che si internazionalizza può adottare. La prima azione consiste nella
distribuzione diretta, ossia l'organizzazione centrale del venditore è il punto di partenza il
responsabile della distribuzione no a che tradotto non arriva al consumatore nale.
Un'altra opzione, invece, prevede la collaborazione fra l'organizzazione del venditore e
una che organizzazioni distributive nel paese di destinazione. Fra gli intermediari
distributivi del paese di destinazione vanno distinti i grossisti (che acquistano e rivendono
il prodotto) e gli agenti (che si limitano a facilitare lo scambio facendo incontrare
acquirenti e venditori).
Una volta che il prodotto raggiunge il paese destinatario, entrano in gioco i canali
distributivi interni del paese estero. Questi canali possono essere più o meno lunghi,
dove la lunghezza del canale è data dal numero di passaggi intermedi attraverso i quali il
prodotto arriva al consumatore nale (es. In Giappone il pesce fresco passa attraverso tre
intermediari prima di arrivare a sui banchi delle pescherie; mentre nel caso delle scarpe viene
di norma un unico intermediario).
In molti casi le aziende possono optare per una strategia multicanale, che prevede il
ricorso a più canali di diversa lunghezza e complessità per ottimizzare gli sforzi
distributivi.
Strategie di prezzo:
Anche nella de nizione delle loro strategie di prezzo, le aziende che operano sul mercato
globale devono a rontare un elevato numero di criticità.sì prezzi praticati in un paese
appaiono troppo bassi, l'azienda può essere accusata di dumping incorrere in sanzioni
penali e contravvenzioni.
→ dumping = consiste nella vendita di un prodotto all'estero a un prezzo inferiore a
quello praticato sul mercato nazionale o addirittura sottocosto, con lo
scopo di penetrare rapidamente il mercato obiettivo o di smaltire stock
che l'azienda nel tuo paese non riesce o non può vendere.
Forti di erenze nel livello di prezzo praticato per lo stesso prodotto in paesi diversi
possono facilitare l'insorgere del mercato parallelo (grey market), o di importazioni
parallele. Si tratta di una situazione in cui i prodotti vengono venduti attraverso canali
distributivi non autorizzati.
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Marketing Capitolo 10
Dopo aver valutato le varie combinazioni prodotto-mercato, l'azienda può procedere alla
selezione dei suoi mercati obiettivo. Nel farlo e anche molto importante valutare
l'opportunità di sinergie nel marketing se nella produzione e in generale tutte le funzioni
aziendali per rilevanti (es. Un'impresa che abbia disposizione un impianto di
imbottigliamento la cui capacità è parzialmente sottoutilizzata, può avere costi di entrata in un
nuovo segmento di mercato più bassi rispetto nuovi entranti che debbano invece costruire
impianti ex novo).
Tutti questi sforzi questa ricerca di coerenza hanno come obiettivo di posizionare il
prodotto nel modo desiderato sistema di percezione del consumatore (posizionamento).
La scelta di una di erenziazione e di un posizionamento e caci non nasce solo facendo
riferimento alle caratteristiche dei segmenti obiettivo selezionati, ma deve anche fare i
conti con l'esistenza di una concorrenza, che di norma impone a chi innova o modi ca la
sua o erta dei vincoli più o meno forti.
In genere ci sono due approcci che si possono seguire rispetto la concorrenza:
✰ Approccio di contrapposizione → l'impresa punta allo stesso mercato obiettivo dei
concorrenti con un prodotto simile, cercando però di far percepire al consumatore la sua
o erta come migliore
✰ Approccio differenziale → l'impresa non cerca lo scontro diretto, ma mira a un
segmento di mercato diverso e meno presidiato dalla concorrenza. I posizionamenti
di erenziali sono tipici dei prodotti che convivono nel portafoglio di una stessa azienda
per evitare fenomeni di cannibalizzazione delle vendite.
La stima può basarsi su uno dei seguenti approcci o sulla loro combinazione:
✰ Valutazione dei decision makers
✰ Ascolto delle antenne di marketing → alcune imprese ricorrono indagini di mercato
coinvolgendo i propri clienti, qui chiedono quali siano le intenzioni di acquisto del
prodotto. Un'altra antenna di marketing rilevante per la stima delle vendite è
rappresentata dalla cosiddetta forza vendita. La forza vendita è portata a presentare
stime eccessivamente prudenti per mantenere bassi i preventivi di vendita.
✰ Tecniche statistiche → la più nota è quella dell'estrapolazione del trend (trend
extrapolation), la quale è basata sull'analisi delle serie storiche, ossia sull'andamento
delle vendite negli ultimi anni per de nire la funzione attraverso cui stimare l’andamento
delle vendite nei periodi futuri.
Se l'andamento delle vendite può essere descritta prossima attivamente attraverso una
linea retta, si parla di estrapolazione lineare.
Una volta stimate le vendite si dovrà confrontare la propria situazione con quella dei
concorrenti. A tal ne si possono utilizzare le pubblicazioni e le ricerche delle associazioni
di categoria che forniscono dati sulle vendite totali del settore, ovviamente senza
speci care l'ammontare di quelle delle singole imprese che vi operano.
Sulla base di queste informazioni l'impresa può valutare la propria quota di mercato
assoluta e relativa.
Un mix di prodotti o portafoglio prodotti e invece insieme delle linee di prodotto o erti
da un’impresa.
Il grado di novità dal punto di vista dell'impresa varia in base a quanto il nuovo prodotto
richiede la modi ca delle sue competenze produttive e di mercato.
Il livello minimo di innovazione coincide con l'estensione di una linea di prodotti, ossia un
miglioramento incrementale di un prodotto già presente nel portafoglio.
A livello successivo si trova una discontinuità rilevante nell'innovazione o tecnologia,
mentre il terzo livello costituisce l'innovazione vera e propria.
Un'altra modalità per de nire i nuovi prodotti e legata ai loro e etti sui consumi. Questo
approccio classi ca i nuovi prodotti in base al grado di conoscenza necessario da
parte dei consumatori per il loro utilizzo.
Si può quindi distinguere tra innovazione continua e discontinua:
→ nel caso di un'innovazione continua il consumatore non deve apprendere nuovi
comportamenti o abilità di consumo. Per il marketing questo tipo di novazione non
comporta problemi particolarmente complessi poiché non è necessario insegnare al
consumatore un nuovo modo di utilizzare il prodotto, ma è suf ciente creare
consapevolezza circa i differenziali di performance che offre. In alcuni casi, innovazione
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Marketing Capitolo 11
continua può rendere necessarie solo piccole modi cazioni del comportamento di
consumo da parte degli utilizzatori.
→ un'innovazione discontinua invece implica l'apprendimento da parte dei
consumatori di modelli di consumo completamente nuovi (es. introduzione computer).
In questo caso il ruolo del marketing è quello di sviluppare un iniziale consapevolezza da
parte dei consumatori e di aiutarli ad apprendere come utilizzare in modo appropriato il
nuovo prodotto.
Il crowdsourcing è un altro metodo per generare idee creative quando il marketing vuole
ottenere idee da molti clienti e fornitori. Inoltre, comporta la generazione di intuizioni che
portano ad azioni basate su idee provenienti da un gran numero di persone.
Il crowdsourcing richiede che venga formulata una domanda molto semplice e precisa
che possa facilmente attivare il processo di generazione delle idee.
Fase 5 - Sviluppo:
Le idee di prodotto che sopravvivono all'analisi economica arrivano alla fase di sviluppo,
che consiste nel trasformare le idee rimaste no a quel momento allo stadio di
formulazione concettuale e di rappresentazioni gra che, in un prototipo. Questa fase è
complessa perché occorre che i prototipi vengono sottoposti a test funzionali e di
mercato.
I test funzionali sono e ettuati in condizioni operative e di laboratorio per garantire che il
prodotto sia sicuro e svolga in modo e cace la funzione che gli è stata assegnata.
I test effettuati sul consumatore hanno, invece, l'obiettivo di ottenere un primo riscontro
diretto sull'impatto che il prodotto potrà avere sul mercato target, veri cando l'e ettivo
apprezzamento delle caratteristiche che lo di erenziano da quelle concorrenti e la
presenza di eventuali problemi d’uso.
Fase 7 - Commercializzazione:
In questa fase l'impresa deve capire qual è il momento più opportuno per il lancio. Se il
nuovo prodotto è destinato a sostituirne uno precedente, può essere opportuno ritardare
la sua commercializzazione no al momento in cui le scorte del vecchio prodotto siano
esaurite.
Occorre, inoltre, decidere se lanciare il nuovo prodotto in un mercato test o su tutto il
mercato, cioè se lanciarlo in una sua località, in più regioni, sul mercato nazionale o sul
mercato internazionale.
E anche importante decidere quale strategia di sell in (vendita alla distribuzione)
utilizzare: de nire le azioni promozionali e di comunicazione nei confronti del trade;
negoziare con gli intermediari le condizioni di acquisto del nuovo prodotto; de nire il più
conveniente posizionamento sca ale ecc.
In ne, è anche bene decidere quando presentare il nuovo prodotto agli intermediari:
può avvenire in anticipo rispetto all'e ettiva disponibilità sica del prodotto (previsita)
oppure contestualmente a questa. Attraverso la previsita si riesce ad avere una maggiore
essibilità nella programmazione dell'attività produttiva e si favorisce il raggiungimento
di una copertura distributiva elevata ancora prima che il prodotto sia lanciato. Tuttavia,
il suo principale svantaggio è dato dalla possibilità che la concorrenza possa
intraprendere azioni di disturbo o anticipare l'arrivo del prodotto sugli sca ali con una
propria versione uguale o addirittura migliore.
✰ Fase della crescita → È caratterizzata dal rapido aumento delle vendite e dalla
comparsa sul mercato dei concorrenti. E di norme in questa fase che si riescono ad
avere i migliori risultati in termini di redditività, che comincerà invece a decrescere
quando i concorrenti contenderanno all'innovatore parte del mercato che ha creato. La
leva di comunicazione dovrà quindi essere sempre meglio nalizzato allo stimolo della
domanda selettiva. Ciò implicherà anche l'uso della leva di prodotto. Per di erenziare la
propria o erta da quello dei concorrenti sarà infatti necessario sviluppare il prodotto sia
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Marketing Capitolo 12
migliorandolo (di erenziazione verticale), sia creando nuove varianti (di erenziazione
orizzontale).
Sul fronte della distribuzione gli sforzi saranno diretti all'aumento della copertura della rete
distributiva, per rendere il prodotto accessibile al maggior numero di potenziali clienti.
✰ Fase del declino → questa fase si caratterizza per un andamento decrescente delle
vendite e la conseguente riduzione della redditività. E’ una fase inevitabile che
determina l'obsolescenza di prodotti ormai superati. Per i prodotti nella fase di declino
l'impresa dovrà valutare se esiste la possibilità di rilancio o se il prodotto dovrà essere
eliminato. Una scelta intermedia può essere rappresentata da un mantenimento limitato
nel tempo, accompagnato dalla riduzione dell'investimenti e delle risorse assorbite e
tradotto, che consenta di recuperare i residui margini pro ttabilità che esso è ancora in
grado di generare.
Le possibilità quindi sono:
Rilancio → È frutto di un rinnovamento del posizionamento di un prodotto e del suo
marketing mix. Non è sempre un'alternativa praticabile e sarà necessario
valutare se le opportunità che ancora esistono giusti cano un
investimento nel rilancio.
Mietitura → se non vi sono i presupposti per un rilancio, si può valutare una strategia
di mietitura. La miti Tura consiste nel mantenimento del prodotto,
riducendo però al minimo le risorse che gli vengono dedicate. Lo scopo è
quindi quello di mantenere la capacità di soddisfare le richieste di un
gruppo, seppur piccolo, di consumatori.
Eliminazione → eliminazione è la scelta più drastica, attuata quando non si vedono
possibilità di rilancio è una strategia di mietitura non garantisce
un'adeguata redditività.
➤ Livello di analisi → il modello del ciclo di vita del prodotto può essere applicato sia
singoli prodotti (o marche), sia intere categorie.
➤ Velocità di adozione → l'andamento del ciclo di vita di un prodotto dipende anche
dalla rapidità con cui i consumatori lo adottano. Di norma, il processo di di usione di
un nuovo tradotto e graduale: possiamo infatti parlare di diffusione dell'innovazione,
ossia alcuni consumatori acquistano il prodotto subito, mentre altri valutano prima le
reazioni di chi lo utilizza. A tal proposito, nella fase di lancio l'impresa deve puntare a gli
innovatori e subito dopo agli early adopter. Una volta accettati questi ultimi, i nuovi
prodotti verranno acquistati dalla maggioranza anticipatrice, poi dalla maggioranza
ritardataria, e in ne dai ritardatari.
Diversi fattori in uiscono sulla di usione dell'innovazione. Fra le ragioni più comuni che
rendono un consumatore restio sono:
• Barriere all’uso → il prodotto non è compatibile con le abitudini esistenti
• Barriere di valore → il prodotto non o re incentivi al cambiamento
• Barriere di rischio ( sico, economico o sociale)
• Barriere psicologiche
Per superare queste barriere le imprese ricordano a varie tecniche e, in particolare
all'o erta di garanzie, alla promessa di rimborsi, alla stesura di istruzioni dettagliate ecc.
La crescente importanza della marca ha portato allo sviluppo del concetto di brand
equity, cioè il valore aggiunto che una data marca conferisce a un prodotto oltre ai
bene ci funzionali che esso o re. Questo valore si traduce per le imprese in due vantaggi
distinti, uno competitivo e l'altro di prezzo.
Un ulteriore vantaggio deriva dalla disponibilità di consumatori a pagare un prezzo più
alto per un prodotto che possiede una forte identità.
Queste quattro funzioni non hanno le stesse valenze per le diverse tipologie di beni e
servizi:
▸ la funzione di identi cazione e quella di orientamento rimandano a ruolo informativo
che la marca assolve a prescindere dei singoli beni.
▸ le funzioni di garanzia e di personalizzazione assumono ruolo più o meno importante
in base al grado di complessità di prodotti, a livello di coinvolgimento e alla loro maggiore
o minore importanza come elementi da esibire.
Strategie di branding:
Le strategie di branding sono varie; le principali possono essere sintetizzate nella
seguente classi cazione:
✰ Strategia monomarca → una strategia monomarca consiste nell'impiegare la stessa
marca per i prodotti appartenenti a una stessa categoria o anche a categorie diverse.
Questo approccio è detto anche family branding, corporate branding o marca ombrello.
Il vantaggio di questa strategia è anzitutto la possibilità di estendere un vissuto positivo
dei consumatori costruito su un insieme di prodotti ad altri che vengono via via associati
alla stessa marca.
Inoltre, l'uso della stessa marca rende più semplice l'entrata in nuovi segmenti di
mercato, riducendo i costi pubblicitari e promozionali grazie alla possibilità di fare leva
su una già consolidata brand awareness. In generale, questa strategia consente di
sfruttare economie di scala e sinergie nella comunicazione, infatti ogni volta che uno dei
prodotti che si denti ca viene promosso si ra orza anche indirettamente la notorietà
degli altri.
Nei casi in cui la stessa marca viene usata per identi care i prodotti che soddisfano
bisogni molto diversi fra loro, si parla di brand extension.
Quando invece parliamo di co-branding facciamo riferimento all'associazione di due
marche esistenti per il lancio di un nuovo prodotto.
Il packaging e il labeling:
Per packaging si intende qualsiasi tipo di contenitore con il quale il prodotto viene
commercializzato.
L'etichetta è parte integrante della confezione identi ca la marca, il produttore, il luogo e
la data di produzione, le modalità di utilizzo, il contenuto e gli ingredienti.
Il packaging e l'etichetta sono il primo elemento di contatto con il prodotto e, se ben
utilizzati, possono costituire un vantaggio competitivo notevole.
Il service continuum:
Il service continuum è una classi cazione delle possibili forme di o erta a partire da
quelle in cui predomina la componente materiale no ad arrivare a quello in cui prevale la
componente di servizio.
I prodotti di molte aziende si collocano in genere in una posizione intermedia (es. un
sarto su misura offre un servizio manchi un bene, ossia l'abito nito).
Oggi, per molte aziende è utile distinguere fra il prodotto principale, un bene o un
servizio, i servizi integrativi. Spesso, i servizi integrativi consentono all'impresa di
di erenziare l'o erta da quella dei concorrenti e di aggiungere valore per i consumatori.
Esistono diverse tipologie di servizi integrativi, ma le principali possono essere riportate
alla fornitura di informazioni, alla consulenza ecc.
Il processo d’acquisto:
Molti aspetti dei servizi in uiscono sulla valutazione dell'acquisto da parte di un
consumatore. Poiché essi non sono esposti o dimostrati, i consumatori non sono in grado
di e ettuare una valutazione di tutte le loro caratteristiche prima dell'acquisto.
Analogamente, poiché il modo in cui i prestatori di servizi svolgono la loro attività può
variare di volta in volta, la valutazione di un servizio può essere diversa per ogni singolo
acquisto.
I beni tangibili hanno proprietà di ricerca, che possono essere determinate e valutate
prima dell'acquisto. I servizi hanno proprietà di esperienza, che possono essere compresi
soltanto dopo l'acquisto o durante il consumo. In ne, i servizi resi da professionisti
specializzati hanno tutti età di ducia o caratteristiche che per il consumatore potrebbero
risultare impossibili da valutare anche dopo l'acquisto e il consumo.
Per ridurre l'incertezza creata da queste proprietà, i consumatori, quando devono valutare
l'acquisto di un servizio, si rivolgono alle loro fonti persona informazioni (es. opinion leader,
membri gruppo di riferimento ecc).
Il Prodotto:
Tre elementi relativi al prodotto che sono validi anche per i servizi, sono:
▸ Esclusività → l'incentivo a innovare e il successo di nuovo prodotto dipendono in modo
non marginale dalla possibilità di brevettarlo, ottenendo così il diritto di sfruttare
l'innovazione in modo esclusivo per un certo numero di anni al riparo da potenziali
concorrenti. Un importante di erenza fra beni e servizi è che questi ultimi non possono
essere brevettati e l'innovazione può di conseguenza essere immediatamente copiata da
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Marketing Capitolo 13
imprese rivali. Nei servizi è dunque più di cile difendere l'esclusività della propria o erta
e la concorrenza tende a essere particolarmente forte.
Prezzo:
La leva del prezzo dei servizi ha un ruolo di particolare rilievo perché può essere usata per
cercare di bilanciare capacità e domanda
Quando parliamo di discriminazione temporale dei prezzi, facciamo riferimento ad una
politica di discriminazione del prezzo in base alla ciclicità della domanda.questa politica
consiste nell'applicare prezzi diversi nelle diverse ore del giorno con i diversi giorni alla
settimana, con l'obiettivo di ri ettere le variazioni nella domanda del prodotto (es. le
compagnie aeree offre una sconti per i viaggi durante i ne settimana).
Distribuzione:
Anche i servizi necessitano di un supporto distributivo. Spesso si tratta di reti che si
limitano a vendere il diritto di fruire di un servizio in un dato momento nel tempo in un
dato luogo (es. agenzia di viaggio). Ma ci sono comparti in cui la rete di vendita non si
limita a vendere un diritto, ma contribuisce almeno in parte alla prestazione.
Promozione:
Per molti servizi il valore della promozione e della pubblicità consiste nel mostrare i
bene ci del servizio per l’acquirente.
Infatti, è necessario sottolineare la qualità della prestazione, l'e cienza e la disponibilità
del personale e, nei casi in cui la prestazione si svolge in un luogo particolare,
quest'ultimo andrà indicato e rappresentato.
Il livello ASA è quello al quale il management prende decisioni in merito alle strategie
necessarie per cogliere tutte le opportunità che possano creare valore nel mercato di
riferimento.
Il marketing e le attività specializzate sono presenti nell’ASA come funzioni, ossia gruppi
di professionisti specializzati che operano quotidianamente per presidiare un certo ambito
dell’attività dell’impresa. Il termine area viene spesso utilizzato per indicare tali funzioni
specializzate, come ad esempio l'area marketing.
E comunque è bene sottolineare che non per tutte le imprese e necessaria la distinzione
fra una struttura corporate e le ASA. Infatti, in quelle più piccole o monoprodotto, i tuoi
livelli di norma coincidono.
I team interfunzionali:
L'area marketing non è a sestante, anzi, collabora con tutte le altre per soddisfare i clienti
e creare valore. Infatti, per lo sviluppo di nuovi prodotti o la realizzazione di altri progetti, e
oggi comune ricorrere a team interfunzionali, ossia piccoli gruppi di persone appartenenti
alle diverse funzioni che sono responsabili del conseguimento di una serie di obiettivi
comuni.
Organizzazioni e strategie:
Tutte le organizzazioni hanno bisogno di una ragion d'essere e di una linea di indirizzo che
consenta di renderla praticabile. Campo di attività, missione, cultura e obiettivi
convergono a realizzarle:
- Campo di attività e missione sono speci ci del livello corporate e ASA
- Cultura e obiettivi sono invece comuni a tutti e tre i livelli (corporate, ASA e
funzionale)
1 - Il campo di attività:
Un modo per de nire il campo di attività di un’organizzazione è quello di cercare di
conoscere coloro ai quali o re i suoi prodotti e il valore che questi ricevono.
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Marketing Capitolo 2
2 - La missione:
Una volta stabilito il campo di attività, ossia la/le ASA, l’organizzazione può iniziare a
de nire la sua missione, ossia il suo obiettivo dichiarato.
Quando invece parliamo di visione, facciamo riferimento alla dichiarazione scritta degli
obiettivi a lungo termine.
La missione consiste quindi in un’enunciazione in grado di esprimere in modo chiaro e
sintetico l’elemento di distintività dell’o erta dell’impresa al mercato.
Allo stesso tempo dalla missione devono derivare in modo uido le implicazioni circa le
linee strategiche e operative da seguire sia in situazioni ordinarie sia critiche.
3 - La cultura organizzativa:
L’organizzazione non deve solo relazionarsi con i suoi clienti, ma anche con i suoi
stakeholder.
Che si trovi a livello corporate, ASA o funzionale, la cultura organizzativa esiste come fatto
unitario, ossia insieme di valori, idee e atteggiamenti appresi e condivisi da tutti i membri
dell’organizzazione.
4 - Gli obiettivi:
Gli obiettivi traducono la missione in prestazioni mirate che devono essere raggiunte in un
lasso di tempo normalmente prede nito.
Tali obiettivi permettono di valutare come l’organizzazione sta realizzando la sua missione
a tutti e tre i livelli.
✰ Competenze → le competenze sono l’insieme delle capacita speci che (in termini di
abilità, tecnologie e risorse) che contraddistinguono
un’organizzazione dalle con cui compete. Sfruttando tali
competenze, un’organizzazione può giungere al successo, ma solo a
patto che queste siano su cientemente distintive per garantire un
vantaggio competitivo.
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Marketing Capitolo 2
In termini di qualità si riferisce alle caratteristiche e proprietà di un
prodotto che determinano la sua capacita di soddisfare i bisogni dei
clienti. Uno strumento con cui può essere perseguito il
miglioramento della qualità è il benchmarking, ossia cercando di
capire in che modo la concorrenza riesce ad ottenere risultati
migliori.
✰ Concorrenza → le organizzazioni che sviluppano o erte simili creano un'industria. Di
conseguenza, le organizzazioni prendono decisioni strategiche che
ri ettono le dinamiche dell'industria per creare un vantaggio
convincente e sostenibile per le loro o erte rispetto a quella dei
concorrenti.
La matrice BCG:
Il modello di analisi del portafoglio attività del Boston Consulting Group (BCG) si serve
degli indicatori quantitativi di performance e degli obiettivi di sviluppo per analizzare le
aree d’a ari di un’organizzazione.
Oltre ad essere utilizzato a livello ASA, questa matrice viene applicata anche a livello di
linea di prodotto e di marca.
▸ Cash cow → il quadrante delle cash cow coincide con situazioni di limitata crescita, ma
con elevata penetrazione sul mercato. Questa condizione è tipica della fase di maturità
del ciclo di vita, dove sono necessari elevati investimenti per lo sviluppo della notorietà.
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Marketing Capitolo 2
▸ Star → il quadrante star individua i prodotti con valori elevati sia per quanto riguarda il
tasso di crescita e sia la quota di mercato. Se la loro crescita rallenta, passano nel
quadrante cash cow.
▸ Question Mark → Il quadrante delle question mark individua i prodotti a elevato tasso di
espansione, ma con una quota di mercato bassa. Questa condizione è tipica di molti
prodotti nella fase iniziale del loro ciclo di vita. Le question mark richiedono elevati
investimenti, poiché devono sviluppare e consolidare la propria presenza nel mercato.
▸ Dog → vengono de nite dog le ASA a bassa quota di mercato e modesto tasso di
crescita. A meno che non si prevedano opportunità di ripresa per questi prodotti, la
scelta più opportuna è quella di dismetterli in quanto rappresentano un peso inutile.
Un portafoglio attività equilibrato deve avere un’adeguata quantità di cash cow (che
garantiscono la redditività attuale), alcune star (redditività a medio termine) e question
mark (redditività a lungo termine); mentre è preferibile che i dog vengano eliminati.
Limitazioni matrice BCG → puoi essere limitativo valutare l’attrattiva di un’attività solo
attraverso il suo tasso di crescita e, allo stesso modo, può essere limitativo associare una
posizione di vantaggio competitivo solo basandosi su un’elevata quota di mercato. Infatti
queste due dimensioni dipendono da molti fattori, ad esempio il vantaggio competitivo
può derivare anche da una forte brand image ecc.
La matrice GE:
Questa matrice mette in relazione una valutazione dell’attrattiva del mercato rispetto alla
posizione competitiva che in esso ha l’azienda.
La scelta dell’elenco di fattori da prendere in considerazione per de nire la matrice GE
non è sempre uguale, ma varia in base al contesto in cui si vuole condurre l’analisi.
Al contrario della BCG, la matrice GE non si basa solo su fattori oggettivi, ma anche su
valutazione che il management attribuisce agli elementi che concorrono a de nire
attrattività e posizione competitiva. Per ciascun elemento vengono infatti attribuiti valori
da 1 a 7, dove il valore nale sarà dato dalla media dei fattori utilizzati.
A livello gra co, si suddivide l’asse dell’attrattività in: bassa, media e alta. Invece, l’asse
della poszione competitiva si suddivide in: debole, media e forte.
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Marketing Capitolo 2
All’interno della rappresentazione gra ca, ciascuna ASA è rappresentata con un cerchio
la cui area corrisponde al valore del mercato; all’interno della super cie del cerchio è
possibile trovare una sezione che sia proporzionale alla quota di mercato dell’impresa.
Il vantaggio principale rispetto alla matrice BCG è che con la matrice GE si possono
analizzare molti più fattori, aumentando di conseguenza la generalizzabilità di
applicazione.
La matrice performance/importanza:
Tale valutazione si basa anzitutto sull’importanza che l’attività o il prodotto riveste per
l’impresa, ovvero sulla rilevanza strategica. Il secondo fattore, invece, riguarda la
performance dell’impresa relativa alle attività o ai prodotti.
Una valutazione di questo tipo permette di individuare i punti di forza e di debolezza
dell’impresa, ossia le attività o i prodotti che costituiscono un forte vantaggio competitivo
rispetto a quelli su cui l’impresa è in difetto.
La matrice di Anso :
La matrice di Anso mette in relazione le dimensioni di prodotto e mercato; ed è utile a
classi care strategie di crescita intensiva e diversi cativa e a valutare le implicazioni in
termini di mutamento delle competenze necessarie.
Piani cazione:
La piani cazione consiste in:
identi cazione del campo di attività e delle linee guida
determinazione degli obiettivi e nella loro riparazione ai vari livelli
assegnazione dei compiti e dei budget
Il processo di piani cazione si svolge rispettivamente lungo i tre livelli (corporale, ASA e
funzionale) attraverso il seguente processo:
• Il management aziendale de nisce le linee generali della piani cazione strategica
(livello corporale) in modo da assicurare all’impresa una pro ttabilita sia attuale che
prospettica
• All’interno di ciascuna ASA, deve essere poi realizzato un piano volto al
conseguimento della massima pro ttabilità, tenuto conto degli obiettivi generali e
delle risorse messe a disposizione
• Internamente a ciascuna ASA, verranno attribuite risorse ed obiettivi speci ci ai
responsabili funzionali di ogni marca/linea di prodotto
Attraverso le fasi sopracitate si giunge in seguito alla de nizione del piano di marketing.
Ma cos’è un piano di marketing?
Il piano di marketing è un progetto sviluppato per raggiungere i consumatori, utilizzando
una combinazione di quattro strumento: prezzo, prodotto, promozione e punto vendita
(marketing mix).
I piani di marketing possono essere annuali o a lungo termine:
→ i piani a lungo termine interessano un arco temporale che in genere va dai 2 ai 5 anni
e vengono redatti e gestiti dai livelli manageriali più alti. Inoltre il loro contenuto è piuttosto
generale
→ i piani annuali, invece, vengono sviluppati e redatti dal responsabile marketing
dell’impresa/ASA e contiene indicazioni speci che circa gli obiettivi di marketing e le
strategie per un determinato prodotto/linea/impresa.
Piani cazione orientata al valore → si parla di piani cazione orientata al valore quando,
nel valutare la bontà di un piano di marketing, le imprese ricorrono a criteri di natura
nanziaria confrontando i proventi generati da un’ASA rispetto al costo necessario per
nanziarla.
Sempre più azienda oramai integrano l’orientamento al valore con quello ai valori
(approccio di responsabilità sociale). Ne deriva che i contenuti del piano di marketing
verranno valutati non solo in base a criteri nanziari, ma anche in rapporto a temi quali
l’etica, l’integrità ecc.
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Marketing Capitolo 3
Implementazione:
L’implementazione consiste nelle decisioni e nelle azioni necessarie ad attuare quanto
piani cato, sempre tenuto conto degli obiettivi e dei budget assegnati.
I responsabili funzionali, sotto supervisione del responsabile dell’ASA, ripartiscono i
compiti operativi i budget fra i membri dell’area marketing e stabiliscono il timing (tabella
di marcia).
Controllo:
La fase di controllo viene effettuata periodicamente per veri care che gli obiettivi
pre ssati siano stati raggiunti e, nel caso ciò non fosse avvenuto, per capire le ragioni del
fallimento.
Possiamo quindi a ermare che l’obiettivo ultimo dell’analisi SWOT è identi care i fattori
critici che in uiscono sulla sua attività, sfruttare i punti di forza, correggere le debolezze
più evidenti, appro ttare delle opportunità ed evitare le minacce più temibili.
Le operazioni compiute in questa fase chiariscono al manager quali sono i clienti obiettivo
e i bisogni che i prodotti dell’azienda devono soddisfare.
La fase di implementazione:
Nella fase di implementazione si deve mettere in atto il piano di marketing elaborato
nella fase di piani cazione.
Per realizzare il piano di marketing è necessario fare molta attenzione e considerare ogni
dettaglio delle strategie e tattiche di marketing.
Tecniche di analisi:
Per valutare l’e cacia dei piani di marketing e i relativi punti di forza/debolezza è
possibile ricorrere ad una microanalisi delle vendite, che consiste nell’analizzare i risultati
ottenuti rispetto alle vendite, che consiste nell’analizzare i risultati ottenuti rispetto alle
diverse variabili:
- Caratteristiche del cliente
- Caratteristiche del prodotto
- Area geogra ca
- Dimensioni dell’ordine o dello scontrino medio
- Classe di prezzo o di sconto
- Commissione per il rappresentante
La macroanalisi delle vendite è utilizzata spesso per realizzare l’analisi della redditività,
che permette di identi care lo speci co contributo dei canali, delle aree geogra che o dei
clienti a determinare il fatturato dell’impresa.
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