SIGMUND FREUD
Nel 1914 pubblica un testo intitolato per la storia del movimento psicoanalico in cui dirà "la psicanalisi è una mia invenzione". è la scienza dell'abisso, l'analisi della psiche ed è una
scienza che allora fu fortemente criticata, ma anche oggi, però è stata anche fortemente elogiata nel senso che non c'è fatto umano che non venga trattato dalla psicanalisi ad
oggi: quindi ciò che riguarda l'io, il sogno, le dimenticanze, la coscienza tutto, tutto passa per la psicanalisi.
Paul Ricoueur definisce Freud come uno dei 3 grandi maestri del sospetto, gli altri due sono Marx e Nietzsche: questo perché lui ha sospettosamente cercato le radici nascoste del
comportamento e soprattutto ha messo in dubbio certi comportamenti che sono acclamati. Viene paragonato a uomini come Darwin (ha fatto per la prima volta capire che l'uomo
non è superiore agli altri esseri viventi poiché discende anche dalle scimmie) o Copernico (che ha spodestato la terra dal centro dell'universo e ci ha messo il sole) e dice “ l'uomo
non è sempre padrone in casa propria": noi siamo convinti che tutti i comportamenti siano legati a uno stato di coscienza, ma non è vero perché sono inconsapevoli, sono legati
all'inconscio.
Nasce nel 1856 in Moravia (Austria) da una famiglia ebraica, il papà era medico e lui si laureerà in medicina; non era però appassionato alla medicina per cui si trasferi a Parigi e iniziò a
studiare con Scharkeatsche studiava le malattie mentali, come la nevrosi e l'isteria, e con lui comincia il metodo dell' ipnosi che serve ad inibire la malattia mentale. Poi si trasferisce
a Nancy e qui inizierà a studiare insieme a Vemaimé e studierà casi molto gravi di isteria; torna a Vienna e qui studia con Brauer e scrive un compendio, una memoria su un caso di
isteria gravissimo, su Anna O. (pseudonimo): è un caso famosissimo di isteria
Ma come giunse Freud a scoprire la psicoanalisi? Tutto ebbe inizio da un caso concreto, quello di una donna passata alla storia con lo pseudonimo di Anna O., una paziente di un amico
di Freud, il dottor Joseph Breuer. Il caso di Anna O. permise a Freud di comprendere che era possibile risalire alle cause della nevrosi. Freud raccontò il caso di Anna O. nella prima
delle cinque conferenze sulla psicoanalisi che terne dal 6 al 10 settembre 1909 negli Stati Uniti, (Boston). Anna O. era affetta da gravi disturbi isterici che la medicina tradizionale non
sapeva interpretare.
La paziente del dottor Breuer [Anna O.] era una ragazza ventunenne di notevole intelligenza che, nel corso della sua malattia durata due anni, aveva presentato una serie di disturbi
fisici e mentali, i quali meritavano un'attenta considerazione. Essa soffriva di una grave paralisi con anestesia di entrambi gli arti di destra, che a volte interessava anche quelli del
lato sinistro del corpo, di disturbi della motilità oculare, con notevole danno della vista, di difficoltà nella postura del corpo, di forte "tussis nervosa", di nausea ogni volta che cercava
di alimentarsi e, una volta, di incapacità di bere, durata molte settimane, nonostante la sete tormentosa. Anche la sua capacità di linguaggio si era deteriorata, fino ad arrivare
all'impossibilità di parlare e di capire la sua lingua madre; infine, la paziente andava soggetta a stati di "assenza", di confusione, di delirio, di alterazione
dell'intera personalità. Si era d’estate in un periodo di afa intensa, e la paziente aveva sofferto moltissimo la sete; sicché, senza ragioni plausibili, essa non era riuscita più a bere.
Così, prendeva un bicchiere d'acqua, ma non appena lo portava alle labbra lo respingeva bruscamente come se fosse affetta da idrofobia.
Naturalmente, in quei brevi attimi, era in stato di "assenza". Per alleviare in qualche modo la sete che la torturava, la paziente mangiava solo frutta, meloni e roba del genere. Dopo
circa sei settimane di un tale stato di cose, un giorno, mentre in ipnosi stava parlando della sua antipatica governante inglese, le uscì finalmente detto, con evidenti segni di
ribrezzo, che una volta era entrata nella sua stanza e aveva visto il suo odioso cagnolino che beveva in un bicchiere. Per una forma di cortesia, la paziente non aveva detto nulla.
Ora, dopo esser riuscita a esprimere violentemente tutta la sua collera repressa, chiese di bere e trangugiò una grande quantità di acqua senza il minimo disturbo; si svegliò dall'ipnosi
col bicchiere alle labbra. Da allora il sintomo scomparve definitivamente.
Dunque, l'ipnosi a cui Breuer aveva sottoposto Anna O. aveva consentito di comprendere che la causa dell'incapacità di Anna O. di bere, di mangiare,di vedere e di parlare andava
ricercata in un episodio che a livello cosciente Anna O. non ricordava più ma che era ben presente nel suo inconscio: aveva visto «il suo odioso cagnolino che beveva da un
bicchiere»:
In conclusione, non vi erano differenze significative tra il cervello di una persona sana e quello di una nevrotica; non era inoltre vero che fosse impossibile risalire alle cause delle
nevrosi, come si sosteneva da secoli: al contrario, era possibile non solo individuarle ma anche curarle. E la causa della nevrosi andava ricercata in un trauma infantile di natura
sessuale in quanto la sessualità (intesa in senso lato) è una sorta di forza di gravità presente in tutta la vita umana, dalla nascita alla morte.
La medicina del 20esimo secolo era behaviorista, positivista: si curavano le malattie mentali come fossero problemi fisiologici; attraverso questi grandi studiosi le cose cambiano
perché le malattie mentali devono essere curate a livello psichico l'ipnosi è utilizzata come mezzo per guarire (sciarko). Brauer e Freud per capire la motivazione che ha scaturito il
trauma., scopre che la maggior parte di questi problemi spesso si verificano durante l'età infantile per motivi sessuali linibizione alla libera sessualità. Questi traumi rimossi, risalgono
alla coscienza man mano che si cresce. Per lui la sessualità è fondamentale, come fosse una forza di gravità che ci tiene attaccati alla vita (pansessuale)
Il compendio si intitola Studi sull'isterismo e cominciano le sue ricerche sulla psiche e lui scrivera poi una serie di altri testi: totem e tabù, aldilà del principio del piacere, l’io e l'es.
Nel 1933 i tedeschi bruciano i suoi primi testi, sarà costretto a scappare da vienna e si trasferisce in inghilterra e qui muore con un cancro alla mascella; lascerà in interrotta la
stesura del compendio di psicanalisi e muore nel (1939)
Freud convinse Breuer a studiare altri casi simili e a collaborare alla stesura degli Studi sull'isteria pubblicati nel 1895. Il risultato fu la messa a punto del metodo catartico inventato
da Breuer: Freud e Breuer si convinsero cioè che la psiche contenga al proprio interno una parte inconscia costituita da ricordi traumatici e ipotizzarono che dopo aver indotto il
paziente in ipnosi la scarica emotiva provocata dal ricordo potesse innescare un processo catartico (o di purificazione) in grado di liberare il malato dai suoi disturbi. (ABREAZIONE).
Dopo alcuni anni però, Freud decise di abbandonare l'ipnosi per due ragioni principali: creava dipendenza nel paziente in quanto i suoi risultati erano instabili; poteva essere applicata
solo agli individui più facilmente suggestionabili. Sostituí quindi l'ipnosi con il metodo della pressione che consisteva nel provocare il ricordo mediante la pressione della sua mano sulla
fronte del paziente. Ecco come Freud descrive questo metodo: Quando perciò accadeva che alla domanda: "Da quando ha questo sintomo?" oppure: "Da dove proviene questo?"
ricevevo la risposta "Questo davvero non lo so", agivo nel modo seguente: mettevo la mano sulla fronte della paziente o prendevo il suo capo fra le mani, affermando: "Le verrà ora
in mente sotto la pressione della mia mano [...]. Lei vedrà qualcosa davanti a sé o le passerà qualcosa per la testa, e lei questa cosa la deve afferrare. E proprio quello che noi
cerchiamo. (Studi sull'isteria)
Infine nel 1903 Freud abbandonò anche questo sistema per adottare il metodo delle libere associazioni con il quale ribaltava l'impostazione precedente: invece cioè di spingere il
paziente a ricordare cercava di rilassarlo in modo che, abbandonandosi ai propri pensieri, associasse liberamente le parole tra loro con l’aiuto del terapeuta ( che segna tutto ciò che
ritiene rilevante e portandoti a parlare di quest’ultime) fino a risalire agli eventi traumatici causa dei suoi disturbi.
Con le parole un uomo può rendere felice l'altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l'insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l'oratore trascina con sé
l'uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l'uso delle
parole nella psicoterapia e saremo soddisfatti se ci verrà data l'occasione di ascoltare le parole che si scambiano l'analista e il suo paziente. (Introduzione alla psicoanalisi)
Con il metodo delle libere associazioni Freud mise a fuoco anche un altro importante limite della catarsi: i disturbi dei pazienti erano il risultato di un conflitto interiore di cui l'evento
traumatico era solo un aspetto. Occorreva dunque allargare l'analisi a tutta la personalità del paziente in quanto da sola la catarsi non poteva essere risolutiva.