STORIA: SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
La Seconda Rivoluzione Industriale è un periodo di profondi cambiamenti economici, tecnologici
e sociali che si sviluppò tra il 1870 e il 1914, prima della Prima Guerra Mondiale. A differenza
della Prima Rivoluzione Industriale (fine XVIII - inizio XIX secolo), che era basata principalmente
su carbone, vapore e tessile, questa seconda fase vide l’introduzione di nuove fonti di energia,
nuovi materiali e nuove forme di produzione.
⚙️Caratteristiche principali
1. Nuove fonti di energia
o Elettricità: rivoluziona l’industria e la vita quotidiana (lampadina di Edison, 1879).
o Petrolio: utilizzato per motori a combustione interna (automobili).
o Acciaio: sostituisce il ferro grazie al processo Bessemer, più resistente ed
economico.
2. Innovazioni tecnologiche
o Motore a scoppio (Otto, Daimler, Benz): base per l’automobile.
o Telefono (Bell, 1876) e radio (Marconi, fine '800).
o Catena di montaggio (Henry Ford, 1913): produzione in serie, aumento della
produttività.
3. Sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni
o Reti ferroviarie sempre più estese.
o Navi a vapore più rapide e capaci.
o Telegrafo e telefono rendono istantanea la comunicazione a distanza.
4. Espansione del capitalismo e delle grandi imprese
o Nascita di grandi industrie, monopoli e multinazionali (es. Standard Oil,
Siemens).
o Borsa e banche diventano centrali nel finanziamento industriale.
🌍 Conseguenze economiche e sociali
Urbanizzazione massiccia: le città crescono attorno ai poli industriali.
Nuove classi sociali:
o Proletariato urbano: operai spesso sfruttati, nascono movimenti sindacali e
socialisti.
o Borghesia industriale: imprenditori e dirigenti d’industria si arricchiscono.
Inizio del consumismo: nascono grandi magazzini, pubblicità e prodotti standardizzati.
Colonialismo economico: i Paesi europei usano le colonie come mercati e fonti di materie
prime.
🧠 Aspetti culturali e ideologici
Fede nel progresso e nella scienza (positivismo).
Nascita della sociologia moderna per studiare gli effetti del cambiamento.
Critiche sociali: Marxismo, anarchismo e socialismo si diffondono per contrastare le
disuguaglianze.
Rosso Malpelo è una celebre novella verista di Giovanni Verga, pubblicata nel 1878 e inclusa nel
1880 nella raccolta Vita dei campi . Ambientata in una cava di sabbia rossa in Sicilia, racconta la
drammatica storia di un ragazzo emarginato sia per i capelli rossi — considerati simbolo di
malvagità nella tradizione popolare siciliana — sia per la sua condizione di povertà.
🔍 Trama in breve
Malpelo, soprannominato così perché “rosso malpelo” significa “capelli rossi e malvagi”,
lavora nella cava con il padre Mastro Misciu, affettuoso e forte.
Il padre muore sepolto durante un crollo in cava. Malpelo, isolato e deriso, diventa sempre
più ostile, anche verso il più debole Ranocchio, che in qualche modo protegge… ma anche
maltratta per insegnargli la durezza della vita.
Alla morte di Ranocchio e con la madre che se ne va, Malpelo, solo, vaga in una galleria
minatoria: scompare misteriosamente, simbolizzando l’assenza totale di speranza in una
società ingiusta .
🎯 Temi e stile
1. Emarginazione e pregiudizio: i capelli rossi diventano marchio d’infamia, e Malpelo viene
trattato come un emarginato sin dall’infanzia.
2. Sfruttamento minorile: la novella descrive rigorosamente le condizioni disumane dei
giovani lavoratori nelle cave.
3. Verismo e impersonalità: Verga utilizza un narratore che si limita a riportare i fatti,
adottando il punto di vista popolare per suscitare straniamento e distacco .
4. Pessimismo tragico: il finale senza redenzione riflette il pessimismo del verismo: i “vinti”
non hanno via d’uscita .
📌 Perché è importante
È un ritratto crudo e realistico delle classi subalterne del Sud Italia post-unitario .
Rivela un critica sociale forte, denunciando povertà, superstizione e ingiustizia.
Esprime una narrazione etica, che non dà giudizi ma invita il lettore a riflettere
sull’estraneazione, la brutalità dell’ambiente e l’assenza di alternative per i più deboli.
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u(t) = i(t) ∙ K + d(t)