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Gli Etruschi. Roma

Il documento esplora la storia degli Etruschi e la nascita di Roma, evidenziando la posizione strategica della Penisola Italica e l'importanza della civiltà etrusca. Descrive la fondazione leggendaria di Roma da parte di Romolo, il periodo monarchico, e l'emergere della Repubblica, con le sue istituzioni e le lotte tra patrizi e plebei per i diritti. Infine, analizza le guerre puniche e l'espansione romana, sottolineando il ruolo delle strade e delle colonie nel consolidamento del dominio romano.
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Gli Etruschi. Roma

Il documento esplora la storia degli Etruschi e la nascita di Roma, evidenziando la posizione strategica della Penisola Italica e l'importanza della civiltà etrusca. Descrive la fondazione leggendaria di Roma da parte di Romolo, il periodo monarchico, e l'emergere della Repubblica, con le sue istituzioni e le lotte tra patrizi e plebei per i diritti. Infine, analizza le guerre puniche e l'espansione romana, sottolineando il ruolo delle strade e delle colonie nel consolidamento del dominio romano.
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Gli Etruschi: Roma

1. La Penisola Italica è una stretta e lunga estensione di


terra che si trova nel Mar Mediterraneo, caratterizzata da
una forma allungata che si estende da nord a sud. È
circondata dal mare su tre lati: il Mar Adriatico a est,
il Mar Tirreno a ovest e il Mar Ionio a sud. La penisola è
divisa in una serie di regioni montuose e collinari, con
le Alpi che segnano il confine settentrionale e gli
Appennini che attraversano l’intera lunghezza della
penisola. Al centro, si trovano valli fertili e pianure
che hanno storicamente favorito lo sviluppo di civiltà
agricole. La sua posizione strategica ha fatto della
Penisola Italica un crocevia di popoli, culture e commerci
fin dall’antichità. È anche famosa per la sua varietà
climatica, che va da un clima temperato a nord a uno
mediterraneo a sud, ideale per l’agricoltura, in
particolare per la coltivazione di cereali, vino, olio
d’oliva e agrumi.

2. Gli Etruschi furono una delle civiltà più importanti


dell'Italia antica, precedendo la nascita di Roma. La loro
area di sviluppo si estendeva nella regione che oggi
comprende la Toscana, parte dell'Umbria e del Lazio,
conosciuta come Etruria. La civiltà etrusca si
caratterizzava per una cultura raffinata, con una lingua
che, sebbene non completamente decifrata, sembra
appartenere a una famiglia linguistica distinta. Gli
Etruschi erano abili artigiani e commercianti, con una
grande maestria nella lavorazione dei metalli, della
ceramica e dei tessuti. Inoltre, erano noti per la loro
religione politeista, che influenzò profondamente anche la
cultura romana, soprattutto per quanto riguarda la
divinazione e l'interpretazione dei segni. La loro
organizzazione politica era costituita da città-stato
autonome, ognuna con un proprio governo e leader. La
società etrusca era gerarchica, ma presentava anche una
certa uguaglianza tra i sessi, con le donne che godevano
di maggiore libertà rispetto ad altre civiltà dell'epoca.
Nonostante la loro influenza culturale, gli Etruschi
furono gradualmente assorbiti dalla nascente potenza
romana, a partire dal IV secolo a.C.

3. Secondo la leggenda, Roma fu fondata da Romolo il 21


aprile del 753 a.C. Romolo e Remo erano gemelli, figli di
Marte e della vestale Rea Silvia. Furono abbandonati in
una cesta sul fiume Tevere e una lupa li salvò
allattandoli. Cresciuti, decisero di fondare una città. I
due fratelli litigarono su dove costruirla. Romolo uccise
Remo e divenne il primo re. Chiamò la città "Roma" dal suo
nome. Così nacque la leggenda della fondazione di Roma.

4. Era un’antica strada usata per trasportare il sale dal


mare verso l’interno. Era importante per il commercio e la
conservazione dei cibi.

5. I latini erano un popolo indoeuropeo stanziato nel


Lazio. Abitavano in villaggi e praticavano agricoltura e
pastorizia. Avevano lingua e cultura comuni. Roma nacque
proprio da una loro comunità.

6. Il periodo monarchico di Roma durò dal 753 a.C. al 509


a.C. La città era governata da un re che aveva potere
religioso, militare e giudiziario. I re erano sette, il
primo fu Romolo, l’ultimo Tarquinio il Superbo. I re
fondarono istituzioni come il Senato e i comizi. Durante
la monarchia Roma si ingrandì, costruì opere pubbliche e
rafforzò l'esercito. Numa Pompilio introdusse riti
religiosi. Tullo Ostilio e Anco Marzio ampliarono i
confini. Servio Tullio fece riforme sociali. Il malgoverno
di Tarquinio portò alla sua cacciata. I romani, stanchi
della tirannia, fondarono la Repubblica. Finì così la
monarchia e iniziò una nuova fase politica.
7. I patrizi erano i nobili, ricchi proprietari terrieri
che detenevano il potere politico. I plebei erano i
cittadini comuni, artigiani, contadini e commercianti. I
patrizi controllavano il Senato e le magistrature. I
plebei lottarono a lungo per ottenere diritti.

8. I clientes erano cittadini poveri che dipendevano da un


patrizio (padrone) in cambio di protezione e aiuti.
Partecipavano alle attività del loro patrono. Gli schiavi
erano persone senza libertà, spesso prigionieri di guerra.
Lavoravano nei campi, nelle case o nelle miniere. Non
avevano diritti e potevano essere venduti. Alcuni, però,
potevano ottenere la libertà.

9. Il paterfamilias era il capo della famiglia romana.


Aveva autorità su tutti i membri, anche adulti. Decidendo
su matrimoni, beni e punizioni, rappresentava la famiglia
davanti alla legge. Era responsabile del culto domestico.
Educava i figli e gestiva le ricchezze. La sua autorità
era chiamata "patria potestas".

[Link] Repubblica romana nasce nel 509 a.C., quando il re


Tarquinio il Superbo viene cacciato da Roma a causa del
suo comportamento tirannico. I romani decidono di non
avere più re e di affidare il potere a due consoli eletti
ogni anno. Nasce così un nuovo sistema politico in cui il
potere è diviso tra varie magistrature. L'obiettivo è
evitare il ritorno della monarchia. Inizialmente il potere
è nelle mani dei patrizi, la classe nobile. I plebei,
esclusi dal governo, iniziano a lottare per i propri
diritti. La Repubblica è una forma di governo oligarchica,
non democratica. Le istituzioni repubblicane si evolvono
nel tempo
11. Il potere nella Repubblica è suddiviso tra diverse
istituzioni per evitare abusi. I consoli hanno il potere
esecutivo. Il Senato è l'organo consultivo più importante.
Le magistrature esercitano funzioni civili, militari e
giudiziarie. I comizi popolari eleggono magistrati e
approvano leggi. I tribuni della plebe difendono gli
interessi dei plebei.

12.I consoli erano due e venivano eletti ogni anno.


Avevano il comando dell'esercito e l'autorità suprema in
ambito civile e militare. Potevano convocare il Senato e i
comizi. Ogni console poteva opporsi alle decisioni
dell’altro. Rappresentavano la massima carica dello Stato.
Erano sempre scelti tra i patrizi, almeno all’inizio.

[Link] magistrature erano cariche pubbliche elettive a


durata limitata. Le principali erano: consoli, pretori,
edili, censori e questori. Ogni magistrato aveva
competenze specifiche. Le cariche erano gratuite e
accessibili solo ai cittadini. I magistrati rispondevano
del loro operato al termine del mandato. Le magistrature
seguivano il principio della collegialità e della
temporaneità.

[Link] Senato era formato da ex-magistrati ed era l’organo


più influente. Non aveva potere legislativo, ma forniva
consigli vincolanti. Decideva in materia di politica
estera e finanze. Era dominato dai patrizi e aveva grande
autorità morale.

15.I comizi centuriati erano assemblee divise per censo e


armamento militare. Eleggevano i magistrati superiori
(consoli e pretori) e approvavano leggi importanti. Ogni
centuria votava come un blocco unico, favorendo i più
ricchi. I comizi tributi erano divisi in tribù
territoriali, più democratici. Eleggevano magistrati
minori e votavano leggi civili. Le tribù rappresentavano i
cittadini in modo più equo rispetto alle centurie.
Entrambi i comizi avevano anche funzioni giudiziarie. Solo
i cittadini maschi potevano partecipare. Le votazioni
avvenivano all'aperto, a Roma. Queste assemblee erano
espressione della sovranità popolare.
[Link] lotte della plebe iniziano nel 494 a.C., con la
prima secessione sull’Aventino. I plebei, oppressi dai
debiti e senza diritti politici, si ribellano al dominio
patrizio. Chiedono leggi scritte e protezione dai
magistrati. Nasce la carica dei tribuni della plebe per
tutelarli. Seguono varie conquiste, come la Legge delle
XII Tavole. Col tempo ottengono l’accesso alle
magistrature e al consolato. La lotta è lunga e pacifica,
fatta di pressioni e scioperi civili. Le secessioni plebee
sono strumenti di protesta efficaci. L’obiettivo è
ottenere uguaglianza giuridica e politica. La parità si
avrà solo nel IV secolo a.C.

[Link] secessione era una forma di protesta in cui i plebei


abbandonavano la città e si rifiutavano di combattere.
Serviva a fare pressione sui patrizi per ottenere diritti.

18.I tribuni della plebe nascono nel 494 a.C., dopo la


prima secessione plebea. Sono rappresentanti eletti dai
plebei per difenderli dagli abusi dei patrizi. Avevano il
diritto di veto (intercessio) contro atti e decisioni
ingiuste. Erano inviolabili: chi li aggrediva rischiava la
morte. Potevano convocare il concilio della plebe e
proporre leggi. Si opponevano ai magistrati patrizi in
nome del popolo. Il numero dei tribuni aumentò nel tempo
fino a 10. Non potevano uscire da Roma, per garantire
protezione continua. Avevano grande influenza politica,
pur non essendo magistrati ordinari. Furono fondamentali
per l’equilibrio tra le classi sociali.

19. Elenca le conquiste legislative, a partire dalla


Legge delle XII tavole.

451-450 a.C.: Legge delle XII Tavole, primo codice


scritto.​
367 a.C.: Leggi Licinie-Sestie, accesso dei plebei al
consolato.

287 a.C.: Lex Hortensia, le leggi della plebe valgono per


tutti.​
Queste conquiste sancirono l’uguaglianza giuridica tra
patrizi e plebei.

[Link] la cacciata dei re, Roma inizia ad affermarsi nel


Lazio. Lotta contro varie città latine e sabine. Nel 493
a.C. stipula il foedus Cassianum, un’alleanza con le città
latine. Sconfigge i Volsci, gli Equi e gli Ernici in
battaglie continue. Consolida il proprio dominio nella
regione. Concede la cittadinanza romana o diritti parziali
ai popoli sottomessi. Costruisce strade e colonie per
rafforzare il controllo. Alla fine del IV secolo a.C.,
Roma domina tutto il Lazio.

21.L’Etruria era abitata da ricche e potenti città-stato.


Roma entra in conflitto con Veio, la più vicina. Dopo una
lunga guerra, Veio viene conquistata nel 396 a.C. da Furio
Camillo. Questa vittoria segna l’espansione romana a nord.
Successivamente, Roma combatte contro altre città
etrusche. Alcune vengono sottomesse, altre stipulano
alleanze. La conquista è lenta e diplomatica. Verso la
metà del III secolo a.C., l’Etruria è sotto controllo
romano.

[Link] guerre sannitiche furono tre: 343-341, 326-304,


298-290 a.C.. Opposero Roma ai Sanniti, un popolo
montanaro dell’Italia centrale. Furono guerre dure e
lunghe, con alterni successi. Famosa è la sconfitta romana
delle Forche Caudine. Roma riorganizzò l’esercito e
costruì strade militari. Vinse definitivamente nella terza
guerra. Conquistò il Sannio e impose il proprio dominio in
Campania. Queste guerre aprirono la strada al controllo
romano sull’Italia centrale.

23. Descrivi le guerre puniche: Le guerre puniche furono


tre conflitti tra Roma e Cartagine, tra il 264 e il 146
a.C.

Prima guerra punica (264-241 a.C.): lotta per la Sicilia,


vinta da Roma.​
Seconda (218-202 a.C.): Annibale attraversa le Alpi e
sconfigge i romani a Canne, ma è battuto a Zama da
Scipione.​
Terza (149-146 a.C.): Roma attacca e distrugge Cartagine.​
Queste guerre trasformarono Roma in potenza mediterranea.
Ottenne Sicilia, Spagna, Africa. Fu un periodo di grande
espansione militare. Roma impone nuove province e tributi.
Le guerre puniche segnarono l’inizio dell’impero romano.

24. Roma sviluppò una rete di strade fondamentali per il


controllo e la comunicazione del vasto territorio. Le
strade romane, come la Via Appia, collegavano le città e
facilitavano spostamenti rapidi di legioni e merci. Le
colonie erano insediamenti di soldati e civili inviati per
diffondere la cultura romana nelle terre conquistate. Le
colonie avevano diritti simili a quelli dei cittadini
romani e favorivano l'integrazione delle nuove regioni nel
sistema romano. I municipi erano città che, pur mantenendo
una certa autonomia, riconoscevano Roma come capitale.
Queste città avevano una propria amministrazione, ma
dovevano rispettare le leggi romane e inviare truppe in
caso di necessità. In tal modo, Roma riusciva a
consolidare il suo dominio attraverso l'organizzazione del
territorio.

25. Cartagine fu fondata dai Fenici di Tiro nel IX secolo


a.C. come un avamposto commerciale lungo le coste del Nord
Africa. Divenne rapidamente una potente città-stato,
grazie alla sua posizione strategica per il commercio nel
Mediterraneo e alle sue abilità navali.

26. La prima guerra punica scoppiò nel 264 a.C.

27. I mamertini erano mercenari italici di origine campana


che, dopo essere stati espulsi da Siracusa, occuparono la
città di Messina. Si allearono prima con Cartagine e poi
con Roma.

28. La prima guerra punica (264-241 a.C.) fu una lunga e


sanguinosa contesa tra Roma e Cartagine, principalmente
per il controllo della Sicilia. I conflitti iniziarono
quando i Mamertini, una banda di mercenari, chiesero aiuto
a Roma per difendersi da Cartagine. La guerra si combatté
principalmente via mare, con le due potenze che si
scontrarono per il dominio delle rotte commerciali. Roma,
pur non avendo una potente flotta, riuscì a costruirne una
rapidamente, infliggendo sconfitte decisive ai
cartaginesi. La guerra culminò con la vittoria romana, che
ottenne la Sicilia come sua prima provincia. Cartagine fu
costretta a pagare una pesante guerra di riparazione e a
cedere la maggior parte delle sue terre in Sicilia a Roma.

29. La seconda guerra punica (218-201 a.C.) è famosa per


la straordinaria incursione di Annibale, che attraversò le
Alpi con il suo esercito e minacciò Roma stessa.
Nonostante le vittorie iniziali, come la battaglia di
Canne, Annibale non riuscì a distruggere Roma, che infine
contrattaccò sotto la guida di Scipione l'Africano,
sconfiggendo Cartagine a Zama. La terza guerra punica
(149-146 a.C.) vide l'assedio finale di Cartagine. Dopo un
lungo conflitto, la città fu distrutta, i suoi abitanti
uccisi o ridotti in schiavitù, e il territorio divenne una
provincia romana.

30. Le guerre contro gli Illiri (229-168 a.C.) e i Galli


(in particolare le guerre galliche 225-101 a.C.) videro
Roma espandere il suo dominio sui Balcani e sulla Gallia.
Gli Illiri, una popolazione del sud-est europeo, furono
sconfitti e la loro terra fu inglobata nel sistema romano.
Le guerre contro i Galli, tra cui la famosa battaglia di
Arausio, permisero a Roma di consolidare il controllo
sulla Gallia Cisalpina e successivamente di espandersi più
a nord.

31. La guerra in Macedonia (200-148 a.C.) fu una serie di


conflitti che videro Roma impegnata contro il regno
macedone. Dopo la vittoria contro Filippo V di Macedonia
nella seconda guerra macedonica, Roma divenne la potenza
dominante nei Balcani. La terza guerra macedonica portò
alla definitiva sottomissione di Macedonia, che divenne
una provincia romana. Questa guerra segna l’inizio della
crescente influenza romana nelle terre greche e
balcaniche.

32. Con l’espansione dell’impero, Roma suddivise i suoi


territori conquistati in province, amministrate da
governatori inviati dalla capitale. Le province venivano
classificate come senatoriali, sotto il controllo del
Senato, o imperiali, sotto il controllo dell’imperatore.
Ogni provincia aveva un governatore che amministrava la
giustizia, riscuoteva le tasse e manteneva l’ordine
pubblico. Le province imperiali, come l’Egitto, erano
direttamente controllate dall’imperatore per motivi di
sicurezza strategica, mentre le senatoriali erano
governate da un proconsole o da un legato. La gestione
delle province era essenziale per il mantenimento della
pace e della prosperità dell’Impero.

33. Il latifondo è una grande tenuta agricola, di solito


di proprietà di una famiglia aristocratica o di una classe
terriera, in cui si coltivano principalmente cereali e si
allevano bestiame. Si formava attraverso l’acquisto di
terre o la spartizione di terre pubbliche durante
l'espansione romana. Con l’uso degli schiavi, il latifondo
divenne un’unità economica altamente redditizia, ma anche
un simbolo delle disuguaglianze sociali, poiché sottraeva
terre ai piccoli agricoltori, costringendoli a diventare
proletari o a emigrare.

34. Gli schiavi a Roma erano trattati come proprietà e non


come esseri umani, anche se le loro condizioni variavano a
seconda del loro impiego. Lavoravano nei campi, nelle
miniere, come servitori domestici o come gladiatori.
Alcuni schiavi potevano ottenere la libertà
(manomissione), ma molti vivevano in dure condizioni,
senza diritti legali e soggetti a maltrattamenti.

35. La villa era una grande residenza rurale, tipica delle


classi patrizie romane, dove si svolgevano attività
agricole e sociali. La villa era un centro produttivo e al
contempo una residenza per il riposo e il piacere della
famiglia proprietaria.

36. I cavalieri (equites) erano una classe sociale romana


che occupava una posizione intermedia tra i patrizi e i
plebei. Originariamente componevano la cavalleria
dell’esercito, ma con il tempo divennero una classe di
imprenditori e banchieri, partecipando anche alla gestione
delle finanze pubbliche e alla raccolta delle imposte.

37. I proletari erano i cittadini romani appartenenti alla


classe più bassa, senza proprietà terriere e senza una
stabile fonte di reddito. La loro forza lavoro era un bene
per lo stato, che li utilizzava come soldati o per lavori
pubblici.

[Link] "uomini nuovi" erano individui provenienti da


famiglie plebee che riuscivano a salire alla ribalta
politica e sociale, raggiungendo cariche pubbliche grazie
al loro talento e alla loro capacità. Questo termine
indicava persone come Gaio Mario, che rompendo con la
tradizione aristocratica, raggiungevano il potere a Roma.

[Link] ottimati erano un gruppo politico conservatore che


rappresentava le classi aristocratiche e il Senato.
Difendevano gli interessi della nobiltà e cercavano di
limitare il potere popolare. I popolari, al contrario,
erano una fazione che cercava di ottenere il favore del
popolo, spesso promuovendo riforme sociali e politiche,
come quelle di Tiberio e Gaio Gracco, per migliorare le
condizioni dei plebei.

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