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Storia Romana

Il documento tratta della storia di Roma, evidenziando la monarchia con i suoi sette re e le loro funzioni, il conflitto tra patrizi e plebei, e le guerre sannitiche. Viene descritta l'evoluzione delle istituzioni romane, come il senato e le magistrature, e le riforme sociali e militari che hanno caratterizzato la Repubblica. Infine, si analizzano i conflitti esterni e le alleanze che hanno contribuito all'espansione di Roma.
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Storia Romana

Il documento tratta della storia di Roma, evidenziando la monarchia con i suoi sette re e le loro funzioni, il conflitto tra patrizi e plebei, e le guerre sannitiche. Viene descritta l'evoluzione delle istituzioni romane, come il senato e le magistrature, e le riforme sociali e militari che hanno caratterizzato la Repubblica. Infine, si analizzano i conflitti esterni e le alleanze che hanno contribuito all'espansione di Roma.
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STORIA ROMANA

Sulla presenza di una figura regale a Roma ci vengono in aiuto il lapis niger,
iscrizione risalente al VI secolo e dedicata ad un re.
La tradizione letteraria ci consegna i nomi di sette re: Romolo, Numa
Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marcio, Tarquinio Prisco, Servo Tullio, Tarquinio
il Superbo,
Il re si occupava:
- Del mantenimento della pax deorum (funzione religiosa)
- Comandante in capo dell’esercito (Imperium)
- Attività giudiziaria

Inizialmente il re rivestiva una carica elettiva che diviene poi ereditaria per i
sovrani di origine etrusca. Allora morte del monarca, il senato nominava un
interrex per i cinque giorni successivi, necessari alla creatio del nuovo re.
- Il senato si esprimeva in prima battuta  fase consultiva
- Il popolo esprimeva voto favorevole o contrario  fase deliberativa

Il senato in epoca monarchica era un’assemblea di patres (capifamiglia) di


circa 100 anziani che forniva il proprio assenso alle decisioni del re.

Il popolo era suddiviso in 3 tribù:


- Tities (10 curie)
- Ramnes (10 curie)
- Luceres (10 curie)

C’erano 30 curie in totale che costituivano il corpo civico di Roma e si


chiamavano quiriti. In periodo di guerra garantivano 300 celeres e 3000
pedites.
Le curie inoltre si riunivano nei comitia curiata e oltre ad esprimere il
proprio assenso riguardo a pratiche sociali e culti gentilizi, emanavano la lex
curiata de imperio che attribuiva al sovrano il comando militare.

In età monarchica vengono attestate le prime magistrature:


- Magister populi
- Magister equitum

I RE DI ROMA.

Romolo (753-716 a.C) preferenza di espansione a danno delle popolazioni


vicine, ma anche progetto di integrazione multietnica (leggenda del ratto delle
Sabine), matrimoni misti e la presenza contingente di Tazio (sabino) al fianco
di Romolo.

Numa Pompilio (715 – 673 a.C) a lui si deve l’istituzione dei più antichi
sacerdozi: flamines, vestali e pontefices.
Tullo Ostilio (673-641 a.C) Re guerriero, a lui viene attribuita la conquista
di Alba Longa

Anco Marcio (641 – 616 a.C) fondò la colonia di Ostia e lo scalo portuale e
la via Ostiense.

I RE ETRUSCHI.

Lucio Tarquinio Prisco (616 – 579/578 a.C) ha inizio la fase etrusca della
monarchia, stavolta basata su un principio ereditario, la sua presenza al
trono legittima il principio di mobilitazione dei clan etruschi. Prisco introduce
a Roma idee e tecniche nuove:
- Nuove colture
- Bonifica dell’area tra Palatino e Aventino
- Realizza foro Boario
- Rete fognaria
- Progetta un tempio sul campidoglio dedicatto alla triade capitolina
- Assume i simboli del potere autocratico
- Introduce l’aruspicina
- Istituisce calendario segreto che tiene conto di giorni fasti e giorni
nefasti

Servio Tullio (578/539 a.C) secondo le fonti si sarebbe insidiato a Roma con
l’aiuto della moglie di Prisco, la tradizione gli attribuisce un’attività
riformatrice:
- Incrementa i senatori da 100 a 300 con l’introduzione di conscripti sulla
base di un criterio timocratico
- Sostituisce le tre tribù quirite con 4 tribù su base territoriale
ETA’ ALTOREPUBBLICANA (VI-V a.C )

Nel V secolo si attestano situazioni di gravi carestie in cui gli agricoltori si


sono indebitati diventando nexi (schiavi per debiti) in cui il debitore era posto
sotto la totale giurisdizione del creditore. In relazione ai numerosi privilegi del
patriziato che, avendo il monopolio degli auspicia poteva accedere alle
magistrature, la plebe rivendicava alcuni diritti:
- L’abolizione del nexum
- L’equa spartizione dell’ager publicus
- L’accesso alle magistrature
La prima parte del conflitto patrizio plebeo (494 – 367 a.C) che si ha in età
alto repubblicana è caratterizzato dalla strategia dell’alterità e si articola in
diverse tappe:
Prima tappa  Secessione sull’Aventino in cui i plebei si allontanano
dall’urbe mettendo a rischio la pax deorum. La plebe decide di ritornare solo
dopo aver ottenuto il diritto di riunirsi nei concilia plebis che eleggeva:
- Due edili plebei
- Due tribuni della plebe che godevano di sacrosactisas ed esercitavano
lo ius auxilii, lo ius intercessionis, lo ius agendi cum plebe.

Seconda tappa  Nel 471 a.C si decise di prendere come unità di voto le
tribù territoriali, nascono i concilia plebis tributa e i tribuni della plebe
aumentarono a 4 in relazione alle tribù territoriali urbane.

Terza tappa (451- 450 a.C)  venne creato un decemvirato legislativo


(decemviri legibus scribundis) allo scopo di mettere per iscritto le leggi,
vedono la luce le leggi delle XII tavole che comprendevano diritto privato,
proprietà e famiglia.

Quarta tappa Tra queste leges ne spiccava una che vietava il matrimonio
misto tra patrizi e plebei e a proposito si muove Gaio Canuleio che con la sua
lex Canuleia legittima il matrimonio misto stabilendo che si conferisse lo
status paterno a prole nata da unioni legittime e lo status materno alla prole
illegittima.
Quinta tappa (444 – 367 a.C)  Istituzione dei tribuni militum consulari
potestate che potevano essere anche plebei, ma avevano potere inferiore
rispetto ai consoli. Rimangono comunque i problemi di povertà invalidante
della plebe.

I pilastri della repubblica sono:


- Magistrature
- Assemblee popolari
- Senato

Le magistrature si dividevano in magistrature inferiori sine imperio e


magistrature superiori cum imperio.
Tra le magistrature inferiori c’era la questura, ricoperta da 3 plebei perché
poco ambita dai patrizi, che affiancava il consolato nelle attività finanziarie, i
questori venivano eletti dai comizi tributi.
Nel 443 a.C viene istituita la censura, carica collegiale cum imperium che
poteva essere rivestita da ex consoli e che si occupava di salvaguardare il mos
maiorum, si occupavano del rito di purificazione del lustrum e in seguito
anche di controllare la condotta dei senatori.

Il senato  composto inizialmente da 300 patres poi ampliato durante le


dittature di Silla e Cesare, rappresenta la roccaforte delle tendenze
conservatrici, era convocato e presieduto dal princeps senatus e possedeva
l’auctoritas. Tale auctoritas limitava la libertà delle assemblee popolari che
dovevano essere convocate dai magistrati e non potevano modificare le
proposte di legge.

CONFLITTI CON LATINI, ITALICI ED ETRUSCHI.

Le stesse carestie che avevano portato ai primi scontri interni tra patrizi e
plebei, erano causate a loro volta anche da conflitti esterni che riguardavano
Roma e le popolazioni confinanti. Sabini e Volsci ostacolavano le vie
commerciali, mentre i latini si erano coalizzati in una lega che si opponeva
alle pretese egemoniche di Roma.
Nel 496 a.C (due anni prima della secessione sull’Aventino) latini e Romani
giungono allo scontro presso il lago Regillo, segue un trattato di pace firmato
dal console Spurio Cassio e dunque chiamato foedus Cassianum.

- Scontro con i Volsci  Roma si trova a scontrarsi con loro, guidati da


Gneo Marcio Coriolano che, esiliato da Roma, aveva trovato
accoglienza presso di loro e che era giunto alle porte della città. Per far
fronte alle varie pressioni esterne Roma strinse un’alleanza con gli
ernici e sconfisse Equi e Volsci nel 458 e definitivamente nel 431.

Lo scontro più importante, parallelo allo scontro con Volsci ed Equi, fu quello
con la ricca città di Veio che si articolò in tre fasi:
- 483 – 474: la guerra scoppia per il controllo di Fidene posta lungo la via
Salaria.
- 437 – 426: Roma conquista Fidene e la trasforma in ager publicus.
- 406 – 396: Dopo un assedio decennale Roma espugna Fidene grazie al
dittatore Marco Furio Camillo, Veio fu rasa al suolo e trasformata in
ager publicus. Questa guerra durata quasi un secolo fu importante per
l’introduzione dello stipendium per il sostentamento dei soldati e per
l’introduzione di un tributum a carico delle centurie.

Procedendo verso gli inizi del IV secolo, ci furono diverse incursioni di Galli
nella pianura Padana. I Galli Sénoni sconfissero i Romani nel 39o a.C, al
punto che Roma (ad eccezione del Campidoglio) fu saccheggiata e bruciata.
Brenno abbandonò Roma solo dopo aver ricevuto un cospicuo riscatto in oro
che, secondo la tradizione, venne poi recuperato da Furio Camillo

ETA’ MEDIOREPUBBLICANA (IV-III a.C)

La seconda fase del conflitto patrizio-plebeo (367 – 287 a.C) fu caratterizzata


dalla strategia dell’integrazione, perché una volta ottenuti i concilia plebis
tributa e l’accesso a determinate magistrature, la plebe cerco di imporsi in
campo politico.
Nel 367 a.C (nello stesso periodo fu istituita l’edilità curule) i tribuni della
plebe Gaio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano fecero approvare un
pacchetto di leggi  leges Liciniae Sextiae che comprendevano:

- Legge sui debiti in cui si stabiliva che, detratti dal saldo il pagamento
già versato, il debito rimasto venisse ripartito in tre rate di uguale
ammontare.
- De modo agrorum, legge che stabiliva che nessuno potesse possedere
più di 500 iugeri.
- Legge sul ripristino del consolato dopo la parentesi dei tribuni
militum consulari potestas

In questi anni ci furono molte altre modifiche e varie aggiunte:

- 366 a.C venne creato il praetor urbanus


- 356 a.C i plebei ebbero accesso alla dittatura grazie a Gaio Marcio
Rutilo
- 351 a.C lo stesso Rutilo fu eletto censore
- 342 a.C la lex Genucia ammette che entrambi i consoli fossero plebei
- 339 a.C la lex Publilia de censore plebeio creando stabilisce che uno dei
censori dovesse essere plebeo
337 a.C i plebei furono ammessi alla pretura
- 326 a.C la lex Papiria Poetelia stabilisce che i creditori non potessero
ripiegare sulla persona fisica del creditore  liberazione dei nexi
- 312 a.C Appio Claudio Cieco elimina la differenza tra patres e
conscripti inscrivendo all’albo dei senatori plebei e figli di liberti.
- 304 a.C vengono rese pubbliche le procedure processuali per un
trattamento equanime
- 300 a.C la lex Valeria de provocatione concede a ogni cittadino
condannato alla pena capitale la provocatio ad populum.
- 300 a.C la lex Ogulnia rende l’augurato e il pontificato accessibili ai
plebei.
- 287 a.C la lex Hortensia stabilisce che i plebisciti avessero valore per
l’intera popolazione

In seguito a questo processo graduale di inclusione nacque una nuova


nobilitas patrizio-plebea (gens Fabii o Corneli x Patrizi – Sexti o Licinii x
Plebei). Coloro che non appartenevano a queste elites o senza illustri
predecessori erano considerati homines novi.

LE GUERRE SANNITICHE E LA GUERRA LATINA.

Con la definizione di guerre sannitiche si indica un lungo periodo di ostilità


che abbraccia la seconda metà del IV secolo e gli inizi del III.

Prima guerra sannitica 343-341 a.C  Capua chiede aiuto Roma perché
minacciata dai Sanniti. Roma era alleata dei sanniti, ma ottenendo la deditio
in fidem di Capua legittimò la guerra rendendola un bellum iustum, dopo
aver sconfitto i Sanniti, firmò un trattato di pace nel 341 e assunse la
Campania.

Subito dopo il primo scontro con i Sanniti ci fu la grande guerra latina


(340- 338 a.C) in cui Roma dovette affrontare una coalizione delle città della
Lega Latina, ne uscì vincitrice (grazie al rito della devotio) ed estese così il
suo dominio anche sul latium adiectus (Etruria meridionale e Campania
Settentrionale).

Lo scioglimento del foedus cassianum portò Roma ad elaborare una nuova


modalità di relazione giuridico-diplomatica grazie a cui si strinsero
relazioni individuali con i singoli popoli dosando obblighi e privilegi.
La seconda guerra sannitica (326 – 304 a.c) (inizio nello stesso anno della
lex Papiria Poetelia. Questo scontro fu caratterizzato da un’iniziale vittoria dei
Romani a cui seguì una tragica disfatta nella Valle di Caudio (campania) nel
321 a.C dove 20.000 legionari furono costretti alla resa in una stretta gola
Forche caudine.

Successivamente i romani attaccarono Saticula e nel 315 ebbero nuovamente


la peggio a Lautulae, ma la successiva vittoria nel molise di Roma portò i
Sanniti a chiedere la pace.

La riforma dell’esercito.

La dolorosa sconfitta subita alle forche caudine rese necessaria una riforma
dell’esercito che passò dal tipo oplitico al tipo manipolare che prevedeva
una suddivisione delle legioni in senso orizzontale e verticale composte da
1200 velites; 1200 hastati; 1200 principes; 600 triari; 300 equites
suddivisi in due squadroni da 150 e dislocati a destra e sinistra dell’esercito.

Esistevano anche delle truppe ausiliarie che venivano fornite dalle colonie
latine e dalgi alleati italici.

I consoli erano al comando delle legioni, i tribuni militum erano 6 per


legione.

La terza guerra sannitica (298-290) vide l’ennesimo caso di devotio, nel


295 i Romani vinsero contro una coalizione di popolazioni sannite e Galli
Sènoni

LA GUERRA TARANTINA E LO SCONTRO CON PIRRO.

Nella prima metà del III secolo, Manio Curio Dentato sconfisse una colazione
etrusco-celtica (284-282 a.C), ma i conflitti che seguirono furono di portata
maggiore. Alla fine del IV secolo (302 a.C) Taranto aveva stretto con Roma
un’alleanza antisannitica, in cui Roma si impegnava a non far navigare le
proprie navi al largo di Capo Lacinio, ma l’alleanza si ruppe quando Turi
(Colonia greca ostile a Taranto e situata a nord di Capo Lacinio) chiese aiuto a
Roma, perché pressata dai Lucani. Fu così che una flottiglia romana sconfinò
nelle acque del Golfo di Taranto che affondò le navi ed espulsero da Turi la
fazione filo romana. Il conflitto fra Roma e Taranto fu inevitabile, tanto che
Taranto si alleò con Pirro (re dell’Epiro tra Albania meridionale e Grecia
nordoccidentale).
Per la prima volta Roma affrontò un esercito greco organizzato con
schieramento a falange e dotato di 20 elefanti, animali che Roma non aveva
ancora conosciuto.

Roma venne brutalmente sconfitta due volte:

- 280 a.C Eraclea


- 279 a.C Ascoli Satriano

Anche Pirro subì delle pesanti sconfitte  def. “Vittorie di Pirro”

Pirro dunque cerco di sollevare gli alleati italici facendosi promotore di una
crociata antiromana, ma fallì e si ritrovò a chiedere la pace a Roma che però
rifiutò sotto consiglio di Appio Claudio Cieco.

Siracusa  Chiede aiuto a Pirro contro Cartagine che, nello stesso anno
della disfatta di Ascoli Satriano, stringe l’ultimo accordo di pace con Roma.
Pirro allora si trasferisce in Sicilia per contrastare la presenza punica nella
parte occidentale dell’isola, ma non consegue risultati significativi e perde
l’appoggio dei siracusani anche a causa delle sue reiterate richieste di denaro.

Pirro torna in Italia  si scontra con le legioni di Manio Curio Dentato (il
vincitore della coalizione etrusco - celtica) e viene sconfitto nel 275 a.C a
Maleventum.

Socii navales  Roma strinse trattati di alleanza con diversi centri


magnogreci (tra cui Taranto) che erano tenuti a fornire flottiglie, fu dedotta in
Lucania la colonia di Paestum e in tal modo la Repubblica era padrona di tutta
l’italia meridionale fino a Reggio.

TRATTATI DI ROMA E CARTAGINE.

1) 509/508 a.C  primo trattato interstatale tra Roma e Cartagine che


vietava ai Romani di navigare al largo di Capo Bello, ma lasciava a Roma
il controllo del Latium Vetus
2) 348 a.C  poco prima dello scoppio delle guerre sannitiche, Roma e
Cartagine stipulano un secondo trattato che riconosce a Cartagine un
amplissimo monopolio commerciale.
3) 306 a.C  15 anni dopo la fine della seconda guerra sannitica Roma e
Cartagine stipulano un altro trattato di alleanza.
4) 279/278 a.C  in occasione della guerra contro Pirro, Roma e
Cartagine stipulano per l’ultima volta un trattato di alleanza contro il re
dell’Epiro stabilendo di non trattare con esso separatamente la pace.
LA PRIMA GUERRA PUNICA (264-241 a.C)

L’acquisizione di socii navales da parte di Roma mise l’urbe, precedentemente


potenza di terra, in condizione di sostenere scontri navali di considerevole
portata.

Il casus belli della prima guerra punica fu la richiesta di aiuto di Messana


occupata dai mamertini (mercenari campani) che nello scontro con Pirro
erano stati al soldo dei cartaginesi. Ierone aveva sconfitto i mamertini dediti a
saccheggi che avevano poi chiesto aiuto a Cartagine, la quale aveva mandato
un presidio militare nella città, si risolsero quindi a chiedere aiuto a Roma che
ottenne la deditio in fidem di Messana, si aveva così un bellum iustum.

Messana viene liberata nello stesso 264 e i romani sconfiggono la coalizione


siracusano – cartaginese creatosi, successivamente portano Ierone II a
cambiare schieramento in cambio di una lunga permanenza al potere.

261 a.C  Roma prende Agrigento.

261 a.C  grazie ad una flotta di socii navales, Roma sconfigge la flotta
cartaginese nelle acque di Milazzo, grazie alla strategia dei corvi.

256 a.C  si ha inizialmente una vittoria a Capo Ecnomo, dopo la guerra si


sposta in Africa settentrionale dove il console Marco Attilio Regolo viene
pesantemente sconfitto da Santippo e poi giustiziato.

249 a.C  La flotta di Publio Claudio Pulcro viene sconfitta nella battaglia
navale di Drepanum e poco dopo, al largo di Capo Pachino, un’altra flotta fu
devastata da una tempesta.

I cartaginesi non seppero sfruttare il vantaggio su Roma che ebbe il tempo di


allestire una nuova flotta.

241 a.C  La battaglia decisiva si ebbe alle Isole Egadi e vide scontrarsi
Gaio Lutazio Catulo e Annone (padre di Annibale) che non riuscì a far
imbarcare le truppe di Amilcare e Cartagine venne sconfitta.

Cartagine subì durissime condizioni di pace:

- I cartaginesi dovevano abbandonare la Sicilia, le Egadi e Lipari


- Restituire tutti i prigionieri senza riscatto
- Versare in un decennio 3200 talenti euboici d’argento

Nel 238 a.C dopo una serie di scompigli a causa del malcontento dei
mercenari cartaginesi, fu intimato loro di abbandonare Sardegna e Corsica.
La vittoria su Cartagine diede il via all’espansione su territori extraitalici nel
bacino del Mediterraneo. La Sicilia e la Sardinia et Corsica divennero le
prime due provinciae romane.

Gaio Flaminio  primo governatore della Sicilia, coadiuvato da un questore


per gli incarichi finanziari.

Muta il significato di provincia, che passa dal delineare la sfera di


competenza di un magistrato dotato di imperium militiae a designare un
territorio sottoposto ad un governatore e abitato da peregrini dedictii e alla
conseguente creazione di una lex provinciae.

LA CONQUISTA DELLA GALLIA CISALPINA.

Nell’arco di tempo compreso tra la conclusione della prima guerra punica e lo


scoppio della seconda, Roma si trovò a fronteggiare una coalizione di celtici di
70.000 uomini.
Nel 222 i Galli furono sconfitti a Clastidium e fu presa Mediolanum,
capitale degli Insubri, successivamente le popolazioni stanziate a nord del Po
furono legate a Roma da un foedus.
Fu lastricata la Via Flaminia e vennero dedotte le colonie di Piacenza e
Cremona.
Nel 232 Gaio Flaminio promulgò una legge per la distribuzione dei terreni,
dato che l’espansione verso il fronte cisalpino aveva fatto acquisire nuove
terre coltivabili.

LA PRIMA E SECONDA GUERRA ILLIRICA.

Approfittando della morte di Pirro, gli Illiri, stanziati lungo la costa orientale
dell’Adriatico si erano costituiti in un regno nel 240 sotto la guida di Agrone e
si erano dati alla pirateria. Furono inviati da Roma due ambasciatori per
scoprire il motivo dell’uccisione di negotiatores romani da parte dei pirati, ma
uno dei due fu ucciso.
Il conseguente conflitto si articolò in due fasi:
- 229  i Romani vincono ad Apollonia e Durazzo, mentre le altre città si
arresero insieme alla loro regina Teuta.
- 219  Roma sconfisse i nemici a Dimale, Demetrio di Faro si rifugiò
presso il re di Macedonia Filippo V.

Il risultato di tali guerre fu l’ennesima direttrice espansionistica oltre


quella africana, vennero creati avamposti romani a Durazzo e Apollonia.
LA SECONDA GUERRA PUNICA 218 – 202 a.C

Asdrubale, genero di Amilcare Barca, firma nel 226 a.C il trattato dell’Ebro
che delimita le sfere di competenza delle due popolazioni: romana a nord e
cartaginese a sud. L’espansione cartaginese in Spagna fa preoccupare sia
Massalia e Roma, ma la guerra scoppia a causa dell’attacco alla città di
Sagunto, situata a sud dell’Ebro, ma che essendo alleata di Roma ne chiede
l’aiuto.
218 a.C Annibale inizia a marciare verso l’Italia, valica i Pirenei e le Alpi in
cui ricevette l’appoggio dei Celti Padani e dei liguri, infliggendo sconfitte nel
218 ai Romani (guidati da Publio Cornelio Scipione, padre del futuro Publio
Cornelio Scipione l’Africano).
I romani vengono sconfitti presso il fiume Ticino e Trebbia e l’anno
successivo sul lago Trasimeno.
Roma, condotta dal dittatore Quinto Fabio Massimo (detto cunctator) usò la
strategia del logoramento e dell’attendismo.
216  Battaglia di Canne  ennesima sconfitta per i Romani.

Roma venne abbandonata dagli alleati dell’Italia meridionale, tanto che Capua
aveva accolto Annibale, il quale aveva stretto alleanza con Filippo V che non
accettava la presenza di avamposti Romani sul litorale costiero orientale in
seguito alle guerre illiriche.

Gneo Cornelio Scipione Calvo aveva raggiunto il fratello Publio Cornelio


Scipione in Spagna per bloccare l’invio di aiuti ad Annibale, ma entrambi
morirono in battaglia nel 211.
211  Capua viene costretta alla resa e viene recuperata Siracusa da Marco
Claudio Marcello.
209  Publio Cornelio Scipione (l’Africano) era stato eletto dall’assemblea
popolare ristabilisce il controllo sulla Spagna e sconfigge i Cartaginesi a
Carthago Nova e a Baecula nel 208.
207  viene sconfitto Asdrubale Barca
206  Scipione espelle i Cartaginesi dalla Spagna
205  viene eletto console.
203  Scipione si sposta in Africa, dov’era rientrato anche Annibale e lì
sconfigge i Cartaginesi e Siface (re di Numidia) e al suo posto fu insediato un
re filo romano, Massinisa, privando i cartaginesi dell’ausilio della cavalleria
numidica.
202  Scipione l’Africano sconfigge definitivamente i Cartaginesi nella
battaglia di Zama.

Cartagine fu costretta a subire condizioni di pace gravose, pur potendo


mantenere la propria autonomia e identità, fu costretta a restituire prigionieri
e schiavi fuggitivi, a consegnare elefanti e navi e a non dichiarare guerra ad
alcuno se non previa approvazione dei Romani ecc…..

LA PRIMA GUERRA MACEDONICA

L’alleanza del 215 tra Annibale e Filippo V porta alla prima guerra
macedonica, conflitto parallelo a quello della seconda guerra punica. Per
contrastare i Macedoni, Roma conta sull’aiuto di una coalizione
antimacedone costituita da Lega etolica, Messeni, Sparta e Regno di
Pergamo.

LA SECONDA GUERRA MACEDONICA

Le mire espansionistiche di Filippo V non si erano fermate, aveva infatti


attaccato le città di Lisimachia, Cio, Calcedone, Perinto e Taso e giunse fino a
Pergamo, dove sconfisse Rosi 201. Gli ambasciatori di Rodi e Pergamo allora
chiesero aiuto in senato ai Romani che nel 200 a.C deliberarono l’intervento.
Il senato invia un ultimatum a Filippo V, ma senza alcun successo, scoppiò la
guerra.
199 a.C  Publio Sulpicio Galba conquista una prima vittoria in Macedonia
e la Lega Achea si schiera con Roma.
198 a.C  subentra Flaminino
197 a.C  Flaminino sconfigge Filippo a Cinocefale

I rapporti tra Romani ed Etoli si sgretolano per la divisione sperequata del


bottino e per il fatto che Flaminino avesse concesso subito la pace a Filippo.
195  Flaminino dichiara guerra a Nabide re di Sparta, che era venuto in
urto con gli achei, alleati di Roma, per il possesso di Argo che gli era stata
ceduta da Filippo V. Nabide fu sconfitto e costretto ad abbandonare Argo.

LA GUERRA SIRIACA

Nel 204, dopo la morte del sovrano d’Egitto Tolomeo IV Filopatore, Antioco III
re di Siria aveva intrapreso la conquista dei territori egiziani in Asia Minore.
Lampsaco e Smirne, appoggiati dal regno di Pergamo, chiesero l’intervento
dei Romani e di Corinto (nel 196 Flaminino aveva proclamato l’indipendenza
delle città greche). Gli Etoli, che avevano appoggiato Roma in occasione della
prima e della seconda guerra siriaca, si allearono invece con Antioco III che
mosse guerra a roma nel 192 a.C
Macedonia e Lega Achea si alleano con i Romani
191 a.C i Romani sconfiggono Antico alle Termopili
189 a.C  Lucio Cornelio Scipione Asiatico e Publio Cornelio Scipione
Africano sconfiggono insieme definitivamente Antioco a Magnesia sul Sipilo e
nello stesso anno gli Etoli furono costretti alla resa.
La pace di Apamea fu siglata nel 188 e comportò la distruzione della flotta
siriaca, l’abbandono di molte terre dell’Asia Minore e il pagamento di una
notevole indennità di guerra.

L’IMPERO

29 a.C Ottaviano assume il titolo di imperator


28 a.C princeps senatus
27 a.C dopo la restitutio rei publicae (rivestiva ancora il consolato) gli viene
conferito dal senato il cognomen di Augustus (augeo + auctoritas) 
l’auctoritas costituisce una novità. Augusto tenta infatti di veicolare
un’immagine di sé in linea con la tradizione repubblicana, ma trasformando
l’assetto politico in una nuova forma di governo, gli viene inoltre attribuito un
comando provinciale decennale.
Ottaviano Augusto recupera il mos maiorum attraverso un’ottima
propaganda comunicativa per giustificare attraverso il consensus universorum
la concentrazione nella propria persona di poteri generalmente ripartiti in più
magistrati.
31- 23 a.C  Augusto ricopre la carica di console.
23 a.C  si dimette come console e assume la potestà tribunizia vitalizia
ed ebbe un imperium proconsulare  potere militare esteso a tutte le
province dell’impero.
12 a.C  diventa pontefice massimo.

La tribunizia potestas + il potere proconsulare + il pontificato massimo uniti


all’auctoritas rendevano Augusto un princeps.

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