Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni5 pagine

Unita 9 2

Il trattato 'Del principe e delle lettere' di Vittorio Alfieri esplora il conflitto tra libertà letteraria e potere, sostenendo che la vera letteratura non può esistere sotto il mecenatismo di un principe. Alfieri distingue tra letterati che si piegano al potere e quelli che mantengono la loro indipendenza, esaltando i secondi come veri portatori di verità. L'opera promuove ideali illuministici di libertà e uguaglianza, anticipando anche temi romantici, con l'idea che la poesia debba educare una nuova umanità.
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni5 pagine

Unita 9 2

Il trattato 'Del principe e delle lettere' di Vittorio Alfieri esplora il conflitto tra libertà letteraria e potere, sostenendo che la vera letteratura non può esistere sotto il mecenatismo di un principe. Alfieri distingue tra letterati che si piegano al potere e quelli che mantengono la loro indipendenza, esaltando i secondi come veri portatori di verità. L'opera promuove ideali illuministici di libertà e uguaglianza, anticipando anche temi romantici, con l'idea che la poesia debba educare una nuova umanità.
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

sezione 2 Il Settecento, secolo

dei Lumi e delle rivoluzioni

Del principe e delle lettere (1778-1789)

Composto tra il 1778 e il 1789, questo trattato in tre libri indaga il difficile rapporto tra
La struttura e il
contenuto letterato e potere e contiene una denuncia del mecenatismo. Nel primo libro Alfieri pren-
de in considerazione, per smentirla, la possibilità che il principe (cioè il sovrano) protegga
gli intellettuali: il potere e la libera espressione artistica sono del tutto inconciliabili. Nel
secondo libro mette in guardia i letterati dal cercare la protezione di qualunque potente,
che finirebbe per condizionarli. Nel terzo libro, dopo aver passato in rassegna gli antichi
autori «liberi», Alfieri sostiene che in un regime assolutistico si possono dedicare alle «vere
lettere» solo gli spiriti nobili, quelli cioè non «contaminati di corte».

Il trattato difende strenuamente gli ideali illuministici di uguaglianza e di libertà intesa


Tra
Illuminismo e da Alfieri soprattutto come indipendenza da un potere tirannico: di qui la grande ammira-
Romanticismo zione per George Washington, artefice dell’indipendenza americana, e l’esortazione agli
italiani a liberarsi dall’oppressione straniera; il capitolo XI del terzo libro si intitola appun-
to Esortazione a liberar la Italia dai barbari, riprendendo il titolo dell’ultimo capitolo del
Principe di Machiavelli.
Del principe e delle lettere è un’opera ispirata ai più alti valori dell’Illuminismo, ma al tempo
stesso enuncia idee, soprattutto in ambito poetico, che preludono alla nascita della nuova
sensibilità romantica. Alfieri sostiene, infatti, che la poesia è un’attività superiore alla
politica e che il poeta deve educare una nuova umanità nobile ed eroica attraverso l’arte.
Il fine ultimo del letterato è quindi – secondo Alfieri – quello di perseguire l’utile sociale.

Il trattato contiene anche importanti dichiarazioni di poetica: secondo Alfieri, il poeta


La poetica del
«forte sentire» nello scrivere deve essere mosso da un «impulso naturale» e guidato da un «forte sentire»,
poiché egli è uno spirito elevato e superiore, libero da qualsiasi condizionamento esterno.
La concezione del poeta come spirito libero, portatore di una verità da rivelare agli uomi-
ni anche attraverso la sua azione e la sua militanza politica, è un messaggio che ha avuto
enorme importanza per molti letterati che hanno visto in Alfieri un esempio di virtù, rigore
e forza morale.

Che cos’è la vera letteratura?


(del principe e delle lettere, libro i, capitolo iii)

In questo brano, tratto dal I libro del trattato, Alfieri quelli che si sono piegati alla logica del principe
sostiene che la vera letteratura non esiste dove non (Orazio, Virgilio, Ariosto, Tasso) e quelli, invece,
c’è libertà, non solo politica ma anche individuale. che sono riusciti a mantenere la loro indipendenza
L’autore passa in rassegna i grandi nomi della let- (Tacito, Dante, Machiavelli), riconoscendo a questi
teratura di tutti i tempi e li divide in due categorie, ultimi una superiorità sul piano morale.

CONTENUTI L’inconciliabilità tra la libertà del letterato e il potere del principe

ELEMENTI La condanna del mecenatismo


DI PENSIERO
Il «forte sentire», presupposto di una poesia educatrice
E DI POETICA

© 2012 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

­1
Unità 9 Vittorio Alfieri
un «forte sentire»

Ma, che sono elle1 le vere lettere? Difficilissimo è il ben definirle: ma per
certo elle sono una cosa contraria affatto2 alla indole, ingegno, capacità,
occupazioni, e desideri del principe: e in fatti nessun principe non fu mai
vero letterato, né lo può essere. Or dunque come può egli ragionevolmente
5 proteggere, e favorire una sì alta cosa3, di cui, per non esserne egli capace,
difficilissimamente può farsi egli giudice? E se giudice competente non ne
può essere, come mai rimuneratore illuminato può farsene4? per giudizio
d’altri. E di chi? di chi gli sta intorno. E chi gli sta intorno?
Se le lettere sono l’arte d’insegnar dilettando, e di commuovere, colti-
10 vare, e bene indirizzare gli umani affetti; come mai il toccare ben adden-
tro le vere passioni, lo sviluppare il cuore dell’uomo, l’indurlo al bene, il
distornarlo5 dal male, l’ingrandir le sue idee, il riempirlo di nobile ed utile
entusiasmo, l’inspirargli un bollente amore di gloria verace6, il fargli co-
noscere i suoi sacri diritti, e mille e mille altre cose, che tutte pur sono di
15 ragione delle7 sane e vere lettere; come mai potranno elle un tale effetto
operare sotto gli auspici8 di un principe? e come le incoraggirà a produrlo9,
il principe stesso?
L’indole predominante nelle opere d’ingegno nate nel principato10, do-
vrà dunque necessariamente essere assai più la eleganza del dire, che non
20 la sublimità e forza del pensare. Quindi, le verità importanti, timidamente
accennate appena qua e là, e velate anche molto, infra le adulazioni e l’er-
rore11 vi appariranno quasi naufraghe12. Quindi è13, che i sommi letterati
(la di cui grandezza io misuro soltanto dal maggior utile che arrecassero
agli uomini) non sono stati mai pianta di principato14. La libertà li fa na-
25 scere, l’indipendenza gli educa, il non temer li fa grandi; e il non essere mai
stati protetti, rende i loro scritti poi utili alla più lontana posterità, e cara
e venerata la loro memoria. Fra i letterati di principe saranno dunque da
annoverarsi Orazio, Virgilio, Ovidio, Tibullo15, Ariosto, Tasso, Racine16, e
molti altri moderni, che sempre temono che il lettore troppo senta quando
30 vien loro17 fatto di toccare altre passioni che18 l’amore. Ma, que’ tuoni di
verità19, i quali, perché paiono forse meno eleganti, sono assai meno letti,
e che essendo più maschi20, più veritieri, incalzanti, e feroci21, sono assai
meno sentiti dall’universale22, perché appunto fan troppo sentire23; quelli
non sono mai di ragione di principe. Tali in alcuna o in tutte le parti sono,
35 per esempio: Demostene, Tucidide24, Eschilo, Sofocle, Euripide25, Cicero-
ne, Lucrezio, Sallustio26, Tacito, Giovenale27, Dante, Machiavelli, Bayle28,

1. Ma… elle: in che cosa consisto- 9. le... produrlo: le incoraggerà a 1699), esponente di punta del Eschilo, Sofocle, Euripide, sono
no («elle» è pleonastico). produrre (tale effetto). teatro francese del Seicento (vedi famosi tragediografi dell’antica
2. contraria affatto: del tutto op- 10. nel principato: all’ombra del U1, Aula digitale). Grecia.
posta. principe. 17. vien loro: capita loro. 26. Cicerone… Sallustio: Marco
3. sì alta cosa: un’attività così 11. l’errore: le divagazioni. 18. altre... che: passioni diverse da. Tullio Cicerone, Tito Lucrezio
importante. 12. naufraghe: perdute. 19. que’... verità: cioè quei lette- Caro, Gaio Sallustio Crispo sono
4. come... farsene?: come mai 13. Quindi è: da ciò consegue. rati che proclamano con vigore autori latini dell’età cesariana
può dare ricompense come colui 14. pianta... principato: nati sot- («tuoni») la verità. (78-44 a.C.).
che ne sa comprendere il valore? to un principato, cioè sotto la 20. maschi: energici, forti. 27. Tacito, Giovenale: Publio (o
5. distornarlo: distoglierlo. tutela del principe. 21. feroci: violenti. Gaio) Cornelio Tacito e Decimo
6. verace: autentica, reale. 15. Orazio… Tibullo: Quinto Ora- 22. sentiti... universale: conside- Giunio Giovenale sono autori la-
7. tutte... delle: tutte a buon dirit- zio Flacco, Publio Virgilio Maro- rati da tutti. tini di età imperiale (I e II secolo).
to appartengono alle. ne, Publio Ovidio Nasone, Albio 23. fan... sentire: suscitano pas- 28. Bayle: il filosofo francese
8. sotto gli auspici: grazie alla Tibullo sono grandi esponenti sioni troppo intense. Pierre Bayle (1647-1702) è citato
protezione. Alfieri sostiene che della letteratura latina di età au- 24. Demostene, Tucidide: Demo- come uno tra gli scrittori «più
l’aiuto prestato dal principe li- gustea (vissuti tra il primo secolo stene e Tucidide, rispettivamente veritieri» per la sua autonomia
mita la libertà di espressione di a.C. e il primo d.C.). oratore e storico greci. in campo politico-religioso.
artisti e intellettuali. 16. Racine: Jean Racine (1639- 25. Eschilo, Sofocle, Euripide:

© 2012 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

­2
Unità 9 Vittorio Alfieri
un «forte sentire»

Montesquieu, Milton29, Locke30, Robertson31, Hume32, e tanti altri scrittori


del vero, che se tutti non nacquero liberi, indipendenti vissero almeno, e
non protetti da nessuno.
da Del principe e delle lettere, Milano, Rizzoli, 1996

29. Milton: John Milton (1608- 1704), filosofo inglese teorizzato- dicò le proprie ricerche all’evo- 1776), filosofo empirista scoz-
1674), scrittore inglese autore del re dell’empirismo moderno. luzione delle istituzioni europee zese, secondo il quale alla base
Paradiso perduto (1667). 31. Robertson: William Robertson medievali e moderne. di tutte le conoscenze stanno le
30. Locke: John Locke (1632- (1721-1793), storico scozzese, de- 32. Hume: David Hume (1711- impressioni e le idee.

PER LAVORARE SUL TESTO


Muovendo dalla definizione della vera letteratura, in Ne consegue dunque che, per Alfieri, il principe non
questo capitolo Alfieri sostiene come essa sia inconcilia- potrà mai incoraggiare la produzione di “vera” letteratu-
bile con il potere, qui incarnato dalla figura del principe. ra, ma solo di opere in cui, rispetto ai contenuti, prevalga
La tesi dell’autore viene dimostrata attraverso un ragio- l’«eleganza del dire» (r. 19), cioè la cura stilistica. L’autore
namento sillogistico, cioè un’argomentazione deduttiva giunge quindi alla conclusione del suo ragionamento, af-
in cui, poste due premesse, ne deriva, di necessità, una fermando che nessun grande letterato può essere «pianta
conclusione: dal momento che la letteratura è una cosa di principato» (r. 24), ovvero può operare sotto la prote-
del tutto contraria all’animo, all’indole e alla capacità zione di un principe, poiché privo della libertà e dell’indi-
di ogni principe, nessun principe è mai stato un «vero pendenza necessarie a esprimere verità anche sgradevoli
letterato» (r. 4). Il principe, pertanto, non può essere in ma sicuramente utili al genere umano nel suo complesso.
grado di giudicare la letteratura. Ma allora, insiste Alfie- Il capitolo si chiude con una lista di grandi autori, che
ri, per quale motivo il principe, che pure non è in grado Alfieri divide tra i «letterati di principe» (cioè protetti da
di apprezzare la letteratura, diviene spesso protettore di un principe, r. 27) e quelli che vissero senza curarsi del
letterati? Questo avviene grazie al giudizio di chi gli sta potere e, proprio per questo, smuovono nelle loro opere
intorno, sostiene l’autore. passioni più forti. Tra i primi egli cita Virgilio, Ariosto e
Tasso, tra i secondi Cicerone, Tucidide, Dante, Machia-
Dopo questa considerazione si arriva al nucleo cen-
velli ed alcuni scrittori e filosofi settecenteschi come
trale del ragionamento, in cui Alfieri spiega quale sia per
Montesquieu e il filosofo Hume.
lui la vera natura della letteratura. Egli muove dalla con-
cezione classica (formulata dal poeta latino Orazio nel I Lo stile del brano è vibrante e appassionato, come è
sec. a.C.) secondo la quale lo scopo delle lettere è quello tipico di Alfieri. La prosa si sviluppa attraverso una se-
di «insegnar dilettando» (r. 9, una traduzione letterale rie di interrogative a cui seguono risposte immediate, a
della formula oraziana, «miscère utile dulci», “mescola- volte brevi e lapidarie, a volte complesse e articolate, tali
re l’utile al dilettevole”); ma a questa prima affermazio- da aggiungere all’argomentazione ulteriori ragionamenti.
ne ne aggiunge altre. La letteratura, secondo la visione Caratteristiche della prosa alfieriana sono le numerose
alfieriana, deve smuovere gli animi e le passioni, dando subordinate con valore dichiarativo e causale, in cui il di-
insegnamenti morali che indirizzino gli uomini a gran- scorso indiretto è spesso introdotto da un punto e virgola
di imprese e al desiderio di gloria rendendoli, al tempo o dai due punti (per esempio alle rr. 9-11: «Se le lettere
stesso, consapevoli della propria condizione e dei propri sono l’arte d’insegnar dilettando, e di commuovete, col-
diritti. Si tratta di una concezione che appare ad Alfieri tivare, e bene indirizzare gli umani affetti; come mai...»,
in contrasto con una forma di governo dispotica come e ancora alla r. 15 «… delle sane e vere lettere; come mai
quella del principato. potranno…»). .

© 2012 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

­3
Unità 9 Vittorio Alfieri
un «forte sentire»

VERSO L’ESAME 1a prova, tip. A Analisi di un testo in prosa

COMPRENSIONE

Il ruolo del principe e del letterato


1. Per quale motivo, secondo Alfieri, il principe non può proteggere l’attività dei letterati?
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. Secondo quanto espresso dall’autore nel brano, qual è il fine ultimo della letteratura?
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

3. P
 erché nelle opere scritte sotto un regime assolutista il maggior pregio consiste nell’«eleganza del dire» anziché nella
«sublimità e forza del pensare»?
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

4. Chi sono, secondo Alfieri, i «sommi letterati» e in che cosa consiste la loro superiorità?
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

ANALISI

Il pensiero dell’autore
5. I n un passo dell’opera (libro II, cap. V) Alfieri afferma che, per la massa degli uomini comuni, «il fare» vale di più del
«dire», mentre egli pensa che «il dire altamente altre cose, è un farle in gran parte». In quali passi del brano trovi
conferma a questa affermazione? Individuali e spiegali.
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

© 2012 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

­4
Unità 9 Vittorio Alfieri
un «forte sentire»

Guida allo studio e alla scrittura

Esaminare lo stile
6. I ndividua nel testo tutti gli elementi retorico-stilistici che sono caratteristici della prosa trattatistica e trascrivili sotto.
Ne elenchiamo alcuni che puoi ricercare nel testo:
•u  so di domande retoriche;
• figure retoriche come: inversione, anafora, enumerazione, metafora;
• artificio di rivolgersi direttamente al lettore, come in un’orazione pubblica.
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

APPROFONDIMENTO

Confronto fra testi


7. D
 all’analisi del rapporto tra potere e intellettuali emerge in questo trattato quell’ideale di libertà che rappresenta una
tematica costante in tutta la produzione dell’autore. Metti a confronto le pagine lette con altre opere da te studiate in cui
Alfieri ripropone questo ideale di libertà.
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

© 2012 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

­5

Potrebbero piacerti anche