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Storia 5

Il documento analizza il Medioevo, suddividendolo in Alto e Basso Medioevo, e descrive eventi chiave come la caduta dell'Impero Romano, l'ascesa di Carlo Magno e il feudalesimo. Viene esplorata la società medievale, caratterizzata da una rigida stratificazione sociale e dalle invasioni barbariche che portarono alla creazione di castelli per la sicurezza. Infine, si discute la relazione tra Chiesa e Impero, evidenziando il conflitto per le investiture e il ruolo della religione nella mentalità medievale.

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Storia 5

Il documento analizza il Medioevo, suddividendolo in Alto e Basso Medioevo, e descrive eventi chiave come la caduta dell'Impero Romano, l'ascesa di Carlo Magno e il feudalesimo. Viene esplorata la società medievale, caratterizzata da una rigida stratificazione sociale e dalle invasioni barbariche che portarono alla creazione di castelli per la sicurezza. Infine, si discute la relazione tra Chiesa e Impero, evidenziando il conflitto per le investiture e il ruolo della religione nella mentalità medievale.

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CAPITOLO 1

CAPITOLO 1
1. MEDIOEVO E ETA’ CAROLINGIA

Il medioevo (età di mezzo) era inizialmente considerata un'età buia della storia,
caratterizzata da crolli economici e sociali, particolarmente dagli uomini rinascimentali il
termine Medioevo aveva un carattere dispregiativo. Questo carattere dispregiativo si è perso
nel tempo, infatti tutt’oggi non ci si rivolge più al medioevo con giudizio.

Il medioevo è un’età che si può dividere in due: Alto Medioevo e Basso Medioevo. L’alto
medioevo va dal 476 d.C. al 1000 d.C. mentre il Basso Medioevo dal 1000 al 1492 d.C.

Le date sopra riportate sono convenzionali, ciò significa che i cambiamenti che hanno
portato alle diverse ere non sono accaduti in quell'anno preciso ma sono i risultati di
processi più lunghi iniziati in un periodo precedente. Per questa ragione gli storici hanno
creato una nuova era denominata Tardo Antichità che va dal III al VIII secolo, in
quest’epoca si sono svolti cambiamenti tale che hanno portato all'inizio del Medioevo. I
cambiamenti che hanno portato al Medioevo, con un contesto sociale tanto differente dai
secoli precedenti, sono molti.

-creazione dei regno romani-barbarici

-Carlo Magno e il feudalesimo

-Chiesa e Impero

REGNO ROMANO-BARBARICI

La caduta dell’impero romano è stata causata, tra le alte ragioni, per le invasioni germaniche
che avevano caratterizzato i suoi ultimi anni di vita. Le popolazioni germaniche (chiamate
dai romani barbari per il loro modo di parlare "balbettante"), spinsero contro i confini romani
finché non riuscirono ad entrarvi. Conquistarono Roma nel 476 d.C. deposero l’ultimo
imperatore romano d’occidente, ponendo fine all’impero romano d'occidente. Alla caduta
dell’impero non ci furono cambiamenti di grande importanza, di fatto i germanici decisero di
adottare i costumi, le leggi e i tratti della società romana. L’unica cosa che diventò
strettamente sotto mano germanica fu l'esercizio e tutto l'ambito militare.

CARLO MAGNO

Carlo Magno divenne imperatore del Regno dei Franchi e successivamente, del Sacro
Romano Impero. Questo nuovo impero è chiamato così per le seguenti ragioni:

-Romano Impero perché si ispirava alla grandezza dell’impero romano


-Sacro perché era stato consacrato dal Papa (nel Natale dell’800 Carlo Magno fu incoronato
imperatore dal Papa, questo evento viene considerato l’inizio delle lotte tra Impero e Chiesa.
Nascono i due poteri universali Impero e Chiesa i cui ruoli erano differenti)

Il Sacro Romano Impero venne suddiviso in contee amministrate dai conti (delegati scelti da
Carlo Magno in persona), marche amministrate dai marchesi e infine di ducati che erano
zone più piccole che avevano avuto difficoltà ad accettare la sottomissione dell’Impero.
Carlo Magno aveva inoltre diviso il territorio in feudi affidati a cavalieri fidati, che avevano
combattuto a fianco a lui, chiamati feudatari. I feudatari ricevevano il feudo dopo una
cerimonia chiamata Investitura in cui si giurava fedeltà e sottomissione. I feudatari avevano
l'immunità tra cui l’esenzione dal pagamento delle tasse (col passare del tempo acquisirono
il diritto di poter riscuotere le tasse) e potevano non rispettare alcune leggi (col tempo
divenne il diritto di amministrare la giustizia).
Il feudo poteva essere diviso in territori più piccoli che venivano affidati a valvassori e
valvassini. Il feudalesimo iniziò ufficialmente con Carlo Magno e finì definitivamente con la
rivoluzione Francese del 1789. Dopo la Morte di Carlo Magno nell 814 il territorio fu dato ai
suoi tre figli, la suddivisione del territorio era in base ai nuclei culturali presenti nel
precedente impero. Quindi si crearono tre regni: Regno d’Italia, Regno di Francia e Regno di
Germania.
Nel 877 Carlo il Calvo stipula il Capitale di Quierzy attraverso il quale i feudi diventano
ereditari, cioè alla morte del feudatario il territorio passerà al figlio e non all’imperatore
(come accadeva con Carlo Magno).

2. LA SOCIETA’
La società medievale era caratterizzata dalla sua natura statica, di fatto non esisteva
mobilità sociale. Ciò significa che non si poteva aspirare a una condizione migliore a quella
in cui si era nati, quindi migliorare la propria vita era pressoché impossibile. La società era
suddivisa in tre ordini:
-oratores (il clero)
-bellatores (nobili e guerrieri)
-laboratores (contadini)
Nell’alto medioevo nasce anche l'ideale cortese, questo si basava sul codice cavalleresco
nato durante il feudalesimo. L’amor cortese si diffonde partendo dalle corti e si basa su
liberalità, magnanimità e il culto della misura.

3. LE INVASIONI BARBARICHE
I popoli barbari (germanici) dei Saraceni, Normanni e Ungari invasero l’Europa occidentale
tra il IX e il X secolo. Dopo la sconfitta di Poitiers del 732 gli arabi non tentarono più di
entrare in Europa ma si dedicarono al saccheggio delle coste Mediterranee.

➢ Saraceni
I saraceni, così chiamati dagli Europei invasero la sicilia tra il IX e il X secolo, approfittando
della debolezza dei bizantini. Per la Sicilia l’invasione dei Saraceni rappresenta un periodo di
sviluppo economico e sociale, tanto che divenne un punto importante per i traffici
commerciali.

➢ Vichinghi
Nel Nord Europa si stanziarono i Vichinghi (chiamati normanni dagli europei e Varenghi dagli
Slavi). I normanni si stanziarono in Normandia, raggiunsero Irlanda e Inghilterra e si spinsero
anche in Italia del Sud.
➢ Ungari
Gli ungari combatterono in Italia settentrionale, in Germania e in Francia, il loro obiettivo non
era avere nuove terre ma saccheggiare città e popoli. Furono sconfitti nel 955 a Lechfeld,
successivamente si spostarono nell'attuale Ungheria.

A causa di tutte queste invasioni si diffuse un clima di paura che portò alla nascita di
castelli, edifici fortificati entro i quali si poteva vivere in sicurezza. Questo fenomeno che
portò anche al trasferimento vero e proprio in questi edifici, si chiama incastellamento.
Le invasioni barbariche di questi secoli non portarono a delle frammentazioni politiche, anzi,
le invasioni erano state possibili proprio a causa della debolezza politica dei territori
conquistati.

4. IMPERO E MONARCHIE
Dopo la morte di Carlo Magno in Germania ci fu un periodo di anarchia.
Nel territorio si susseguirono una serie di famiglie che venivano elette dai cinque ducati più
importanti. Dopo la fine della dinastia dei carolingi salì al potere la dinastia dei Sassoni.
Di questa famiglia si ricorda Ottone I che affronta il problema causato dall ereditarietà dei
feudi portata dal Capitale di Quierzy (vedi ‘Carlo Magno’), il nuovo imperatore decide di affidare i
feudi ai vescovi-conti che non potevano avere figli e di conseguenza alla loro morte il feudo
sarebbe tornato nelle sue mani. Per fare ciò stipulò il Privilegio d’Ottone (962) in cui si
stabiliva anche che nessuno poteva essere consacrato papa senza consenso
dell'imperatore, inoltre quest’ultimo doveva giurare fedeltà all'imperatore. Nasce il Sacro
Romano Impero Germanico.
Ottone ampliò inoltre i confini verso est (sconfiggendo gli ungari) e verso il sud italia.

Dopo la dinastia dei Sassoni salì al potere la dinastia di Franconia, uno tra questa famiglia
fece in modo che i feudi più piccoli potessero essere ereditari, indebolendo il potere
imperiale.

In Sicilia intanto i Normanni avevano apportato notevoli miglioramenti al territorio, si erano


spinti a controllare tutto il sud d’Italia. Riuscirono a ottenere il titolo di regno dal papa (Regno
di Sicilia, Calabria, Puglia), con capitale Palermo. Questa realtà era centralizzata con un
efficiente apparato amministrativo. Mancò però un processo di crescita economica, di
conseguenza le città del sud italia erano escluse dallo sviluppo che le città settentrionali e
centrali stavano vivendo.

LO SCISMA D'OCCIDENTE
Nel 1054 ci fu lo scisma tra la chiesa ortodossa e quella cattolica. Questo perché i papa di
entrambe le religioni decisero di scomunicarsi a vicenda, ciò non si riconoscono, a causa
delle differenze che si erano create tra i due credi. La Chiesa di Costantinopoli era ortodossa
mentre quella di Roma cattolica.

5. CHIESA E IMPERO
La Chiesa tra il IX e il X secolo attraversò un periodo caratterizzato da forti corruzioni. Questi
problemi sono causati da:
-corruzione nata dal desiderio di ottenere il titolo di vescovi-conti
-le famiglie nobili pagavano per poter far eleggere papa un loro rappresentante
-nicolaismo: non si rispettava il celibato
-simonia: beni religiosi rubati e poi venduti

Proprio a causa della corruzione della Chiesa nacquero dei monasteri in cui si doveva
prioritizzare lo studio e la preghiera, un esempio è a Cluny nel 910 da cui nacque l'ordine dei
cluniacensi. Le abbazie cluniacensi erano arricchite di decorazioni per sottotlineare la
belleza del paradiso. Ci furono anche movimenti popolari composti da gente comune che si
ribellava alla corruzione della chiesa, per esempio la pataria di cui i seguaci predicavano la
povertà.

I CISTERCENSI
Molti seguirono le orme dei monaci di Cluny, nasce l’ordine dei cistercensi che aveva una
forte identità. Le loro chiese erano severe e spoglie, si rifiutavano di avere reliquie o di
accogliere pellegrini. Insistevano sul lavoro manuale come l’agricoltura, ambito in cui
portarono numerose innovazioni.

DICTATUS PAPAE
Il dictatus papae era un documento del 1075 in cui si dichiarava che il Papa era superiore a
qualsiasi altra autorità, compresa quella dell'imperatore. Per questa ragione il Papa aveva il
diritto di deporre l'imperatore, quindi la scomunica non era solo religiosa ma anche politica.
Quest’opera è strettamente teocratica.

LA LOTTA PER LE INVESTITURE


A causa del dictatus papae l'imperatore convocò un concilio a Worms in cui venne deposto il
Papa, quest’ultimo risponde scomunicando Enrico IV. Inizia così un periodo caratterizzato
da una lotta per le investiture. Alla notizia della scomunica dell'imperatore molti nobili ne
approfittarono per sottrarsi dall'autorità imperiale; per impedire la distruzione dell’impero
Enrico IV si incontrò con Papa Gregorio VII. Le decisioni derivate da questo incontro non
furono riconosciute dal Papa, quindi Enrico si fa riconoscere da un’altro papa e circondò il
luogo in cui Gregorio VII si era rifiugiato.
Gregorio VII infine scappò e si rifugiò a Salerno dove poi morì.

CONCORDATO DI WORMS
Il concordato di Worms fu stipulato nel 1122 da Papa e Imperatore, in questo concordato
si sottolineano due punti fondamentali:
-i vescovi venivano scelti dal papa
-una volta nominati, i vescovi ricevevano gli incarichi politici solo dall'imperatore.
Questo concordato era un compresso e per la prima volta si distinguevano i compiti di
Chiesa e Impero.
6. MENTALITA’ MEDIEVALE
Il medioevo era caratterizzato da una società in cui la religione aveva un ruolo chiave. Erano
contrapposti ideali del bene e del male che rappresentavano la lotta tra Dio e Satana.
C’erano però delle variazioni tra la religione praticata in due zone differenti, per esempio
nelle campagne erano sopravvissuti dei tratti dei culti pagani.
Erano importanti i miracoli, grazie ad essi la fede nella religione aumenta. Inoltre la società
medievale era caratterizzata da una percezione statica del tempo, infatti ci si concentrava
sul presente e non c’erano contestualizzazioni storiche neanche nelle opere. Veniva tutto
guardato sotto un'ottica strettamente legata al presente, senza vedere magari le cause
passate che hanno portato a un determinato avvenimento.
CAPITOLO 2
CAPITOLO 2

1. IL PRIMO MILLENNIO

Il primo millennio dopo cristo si può suddividere in tre fasi:


- dal I al III secolo: fase positiva grazie alla presenza dell’impero romano
- dal IV al X secolo: fase negativa causata dalle invasioni barbariche, un’economia
chiusa a livello locale e la crisi con la Chiesa
- dal XI al XIX secolo: fase positiva grazie a cambiamenti politici ed economici che
portarono alla rinascita dell’Occidente.

➢ Prima fase positiva


La prima fase positiva del millennio inizia al I e finisce al III secolo, questa fase è
caratterizzata dalla presenza dell’impero romano che aveva un sistema economico e
politico stabile che aveva portato alla prosperità sotto molti campi. Di fatto le strade erano
sicure (proprio perché sotto un unico impero), questo aveva portato allo sviluppo dei
commerci, le città prosperavano e l'economia era monetaria.

➢ Prima fase negativa


La prima fase negativa del millennio si colloca tra il IV e il X secolo. In questi secoli aumenta
l'instabilità politica a causa delle invasioni barbariche che avevano portato un clima di
generale paura. L'economia divenne agricola e le reti di commercio sparirono e diventarono
scambi a livello locale. Ci fu una crisi dell'agricoltura, le città andarono in decadenza e la
popolazione si spostò nelle campagne. In questi anni nasce la borghesia.

➢ Seconda fase positiva (rinascita dell’Occidente)


Dopo la fine delle invasioni (circa dell'anno mille), in Europa ci fu un aumento demografico
che portò a un aumento anche economico. Questo perché diminuisce il clima di paura (le
invasioni erano concluse), nacquero nuovi strumenti agricoli che ottimizzano la produzione,
diminuirono le aree rurali che vennero sostituite da nuove terre per la produzione.
I nuovi strumenti agricoli sono: l’aratro pesante, il collare rigido e l’introduzione del ferro
negli strumenti. Venne introdotta anche la rotazione triennale dei campi che favoriva un uso
continuo delle terre e risultava più produttivo della rotazione biennale.

2. L’ECONOMIA CURTENSE
Nella prima parte dell’Alto Medioevo si sviluppa la cosiddetta ‘economia curtense’ che si
basava sulla frammentazione causata dal feudalesimo. La terra veniva progressivamente
suddivisa tra le curtis (ville) nelle mani di nobili. Le curtis erano suddivise in due parti
- Pars dominica in cui viveva il signore e si trovava la sua casa
- Pars massaricia in cui vivevano i contadini assoggettati al signore, lavoravano le sue
terre in cambio di protezione e dovevano svolgere le corvée e pagare le bannalità.
Servo della gleba: schiavo legato alla terra e non al padrone.

Le curtis erano un sistema autosufficiente che si basava sulla produzione del minimo
necessario, il surplus generato era minimo. I commerci tra curtis erano pochi e spesso si
basavano sul baratto. Il centro della signoria era il castello.
3. LA CRESCITA DEMOGRAFICA E LO SVILUPPO AGRICOLO
vedi “seconda fase positiva” in alto

4. LA RINASCITA DEI COMMERCI


Da un economia curtense si passa a un'economia di mercato.
Dopo il XI secolo lo sviluppo agricolo aveva portato alle eccedenze che poi venivano vendute
nei mercati locali, con questo iniziava all'economia di mercato cioè un sistema fondato sul
libero scambio delle merci e dalla circolazione monetaria. Gli scambi divennero a medio e a
lungo raggio, nacquero le fiere (grandi mercati).
In Europa diventa importante il Mediterraneo che divenne luogo di commercio fondamentale,
così come il Nord Europa.

Le vie di comunicazione migliorarono notevolmente, le strade venivano sottoposte a


manutenzione per consentirne la sicurezza, la navigazione si sviluppa grazie all'introduzione
della bussola.

Era ritornata la circolazione monetaria, portando però anche eventi come l’usura (si presta
una somma di denaro richiedendo interessi troppo elevati, è un'attività illegale). Nasce la
commenda: un mercante raccoglieva dei finanziamenti da diversi signori, al buon fine della
spedizione divideva il ricavo con i finanziatori in proporzione al denaro che aveva ricevuto da
essi.

5. L’ACCELERAZIONE DELL’EUROPA
L’Europa prima del XI secolo era la zona più arretrata se comparata ad altre realtà come
l’Asia. Infatti la sua rinascita fu davvero sorprendente, in pochi anni ci fu un aumento
demografico esponenziale e riuscì a superare anche la Cina. La Cina infatti era cresciuta
notevolmente nel corso degli anni, gli sviluppi erano presenti in tutti i campi principalmente
nell'ambito navale. Col tempo però si chiuse sempre di più, arrivando ad essere esclusa dal
commercio internazionale.

L’ATTIVITA’ MERCANTILE
L’attività mercantile diventa sempre più importante nelle città dove il mercante è ormai
personaggio simbolo, eppure veniva trattato con sospetto e circostanza. Questo perché
coloro che erano in contatto con il denaro (considerato arma del demonio) era visto come
impuro. (Esempio il padre di Fra Cristoforo).
L'attività mercantile verrà presto giudicata dalla Chiesa, infatti il commercio non doveva
avere come solo fine il guadagno, perchè in quel caso si avrebbe peccato di avarizia.

I NOBILI
La borghesia diventa sempre più ricca, riuscendo a superare i nobili, e di conseguenza
investe nel poter comprare titoli nobiliari. Proprio per poter essere considerati nobili,
imitavano il loro stile di vita, si sposavano con famiglie nobili e si dedicavano ad attività
nobiliari. Al contrario i nobili si avvicinarono al commercio.
6. LA RINASCITA DELLE CITTA’
Le città trovarono la loro vitalità, grazie allo sviluppo dei commerci riuscirono ad entrare
anche nel mercato internazionale.
Le città si ingrandirono e ci fu una vera e propria rinascita.

Erano attirati dalla città i signori feudali che trasferendosi in città acquistavano delle terre
che venivano poi lavorate dai contadini che spesso si trovavano in condizioni pessime. La
città crebbe notevolmente, facendo così nascere i borghi le zone più esterne della città) in
cui si insediarono. La borghesia era una classe sociale formata da uomini che riuscivano a
prendere delle occasioni per poter poi guadagnare di più. Erano persone tra loro diverse,
avevano in comune la libertà dagli obblighi feudali dei nobili. Un uomo borghese doveva
tutto al denaro e le sue caratteristiche sono
- libertà obblighi feudali
- spirito intraprendente
- parsimonia (moderazione nell’uso del denaro)

ARTIGIANI E ASSOCIAZIONI
Nasce un senso di appartenenza alle città che porta la gente a voler lavorare, nascono le Arti
e Corporazioni (associazioni di mestiere). Raccoglievano lavoratori e regolamentano il
lavoro per evitare concorrenze sleali. Le arti erano divise in Arti maggiori e Arti minori.
_ Arti maggiori: erano i lavori praticati dai ricchi: notai, banchieri e produttori
_ Arti minori: calzolai, fabbri, macellai..
Le Arti servivano anche ad aiutare le famiglie in difficoltà in caso di bisogno. Nasce anche la
confraternita, che raccoglieva fedeli di una stessa fede e si basavano su l'aiutare gli altri e
sulla beneficenza.

LE UNIVERSITA’
Diventa sempre più importante l'istruzione che ormai non era più in mano alla Chiesa, infatti
non era più così importante studiare il latino e invece ci si concentrava su altre materie
come l'economia, la contabilità e le lingue. Nascono le università più importanti come quella
di Cambridge, Oxford..

REPUBBLICHE MARINARE
Diventano sempre più importanti le città che si trovavano sulle coste, questo perché erano
luoghi di commerci. Alcuni esempi sono: Venezia, Amalfi, Pisa, Genova..

7. IL COMUNE
Dopo l’anno Mille le città erano popolate da nobili, contadini e varie persone con differenti
professioni. Si sviluppano quattro grandi classi sociali:
- magnati: nobili e proprietari terrieri
- popolo grasso: la ricca borghesia (mercanti banchieri, proprietari di manifatture)
- popolo minuto: piccola borghesia (artigiani, commercianti al minuto)
- operai: i lavoratori salariati
Importante rimaneva il clero, quindi tutti coloro dedicati alla religione. La città però era
ancora circondata da una popolazione marginale che veniva esclusa dalle attività e
conduceva una vita precaria.
GOVERNO DELLA CITTA’
Con il passare degli anni i cittadini si rendono conto dell'importanza del loro lavoro, di fatto i
nobili non sarebbero stati così ricchi senza il lavoro dei contadini e della gente operaia.
Grazie anche alle associazioni di mestiere, arrivò l'iniziativa di autogovernarsi. Questa
iniziativa viene chiamata Comune cittadino, in cui i membri più rappresentativi della società
prendevano le decisioni. I cittadini più influenti crearono delle associazioni con un vero
ordinamento giuridico attraverso il quale governavano.
Il Comune aveva le caratteristiche di uno Stato in cui il potere proveniva dal basso.

Comuni Italiani e Comuni Europei avevano molte differenze, in Italia il potere dei comuni era
incentrato sulle campagne circostanti e il contado (il territorio su cui il Comune esercita
potere). In Italia, grazie alla frammentazione e la debolezza politica, i Comuni diventano veri
e propri Stati con la loro autonomia e senso di appartenenza.
Nel resto d’Europa invece i Comuni erano piccoli territori circondati da un forte potere
feudatario, di conseguenza la loro autonomia era limitata e dovevano chiedere all’impero
eventuali libertà.

LE ISTITUZIONI COMUNALI
Per nascere, il Comune deve avere un coniurato, cioè un giuramento da parte dei cittadini
influenti. Dopo questo giuramento si adottano le diverse istituzioni.
La principale era quella dei consoli (più di due) che avevano potere militare, gestivano le
finanze e amministravano la giustizia. Erano affiancati dal Consiglio, cioè un assemblea di
cittadini che li eleggeva.

L’EVOLUZIONE DEL COMUNE


Le città arrivano sempre più persone, complicando le relazioni sociali. I consoli vengono
sostituiti con un podestà: governatore che veniva dall'esterno che doveva essere imparziale,
restava in carica per un tempo limitato. Il podestà però non poteva risolvere le tensioni tra le
famiglie più ricche, per questo i borghesi emergenti elessero un Capitano del popolo.
Nascono così le lotte tra rappresentanti del podestà e dal Capitano del popolo.

NUOVO PAESAGGIO URBANO


Con l’aumento della popolazione, la città cambia anche dal punto di vista urbano. I borghi si
trovano all’esterno della città, la zona più centrale era vicino al Palazzo del Comune che si
trovava su una piazza. Il potere religioso nelle città era rappresentato dalla Cattedrale che
sorgeva sulla piazza. La piazza era quindi il cuore della città, luogo di riunioni politiche e
religiose.
CAPITOLO 3
CAPITOLO 3
1. L’ESPANSIONE EUROPEA E LA CRISI DEGLI ARABI E DEI BIZANTINI
Sul Meditteraneo si affacciano tre continenti: Europa, Asia e Africa (per questa ragione era
considerato il centro del Mondo) e le civiltà che si affacciano sulle sue acqua erano
- La civiltà cristiana d’occidente fedele al Papa di Roma
- La civiltà cristiana d'oriente che era fedele al papa di Costantinopoli
- La civiltà islamica
Queste civiltà, specialmente le due realtà cristiane, stavano affrontando crisi interne (1054
Scisma d'Occidente) e esterne (scontri con l’Islam).

L’espansione araba si concluse nel VIII secolo con gli scontri con i popoli circostanti,
(battaglia di Poitiers con i francesi del VIII secolo) dopo queste battaglie la
loro espansione si arrestò e ci furono delle lotte dinastiche per la
successione che causarono delle forti crisi in tutto il vasto impero.
(Omayyadi→Abbasidi)
Il potere sempre più debole portò alla frammentazione dell’Impero islamico e alla creazione
di tanti regni islamici che riconoscevano solo formalmente il potere centrale.
La crisi araba però non portò a una crisi anche della civiltà islamica nel complesso, di fatto
proprio in questi secoli l’sialm conobbe una forte espansione.
Gli eredi della potenza araba furono i turchi che, nonostante si fossero convertiti all’slam,
attaccarono gli arabi e conquistarono le loro terre (Persia, Iran, Siria e Palestina, nel mentre
attaccò anche l'impero romano d’oriente)

LA RECONQUISTA
Nel X secolo la penisola iberica era quasi interamente sotto controllo degli arabi. Gli altri
regni presenti erano:
-Castiglia
-Navarra
-Aragona
-Leòn
(e diverse contee)
Nel corso dell'XI e del XII secolo i diversi regni spagnoli riescono a combattere contro la
potenza araba, grazie anche alle diverse lotte per il trono che erano in corso nel territorio.
Agli inizi del XII secolo il Regno di Castiglia aveva stabilito la sua potenza militare nella
penisola, gli arabi ormai confinati del piccolo regno di granada nel sud della Spagna non
rappresentavano più una minaccia.
Negli anni della reconquista si colloca la nascita del regno del portogallo.

2. LE CROCIATE

L’INTOLLERANZA DEI TURCHI


I Turchi, appena conquistarono Gerusalemme, distrussero le Chiese e impedirono i
pellegrinaggi cristiani causando una grande preoccupazione tra i cattolici per cui il
pellegrinaggio aveva una grande importanza. Di fatto la Palestina era la Terra Santa e
ospitava i luoghi santi, le notizie che arrivavano dalla Palestina non erano molto rassicuranti
e provocarono molte emozioni. Il papa dell’epoca convocò un concilio in cui viene discussa
la necessità di liberare la Palestina dai Turchi, promise una ricompensa a tutti coloro che
avessero accolto la sua richiesta in aggiunta all’immediato perdono. Ebbe così l'inizio delle
crociate di cui soldati vennero chiamati soldati di cristo.

LA CROCIATA POPOLARE: l'entusiasmo da parte della popolazione fu tale che nel 1096 fu
organizzata una spedizione da parte del popolo, chiamata appunto Crociata popolare.
Durante il loro viaggio i crociati attuarono violenze soprattutto contro le civiltà ebraiche. Gli
Ebrei infatti erano considerati doppiamenti colpevoli: non si erano convertiti al cristianesimo
ed erano colpevoli della morte di Cristo. La discriminazione fu tale che agi Ebrei fu offerta la
scelta tra la conversione e la morte.

PRIMA CROCIATA: fu organizzata del 1097 e fu un successo, nacquero gli Stati crociati
d'Oriente (es. Regno di Gerusalemme, Regno di Armenia..) in cui organizzazione e politica
rimandavano all'occidente.
SECONDA CROCIATA: non andò a buon fine, non aveva raggiunto nessun scopo.
TERZA CROCIATA: fu guidata da tre sovrani, partecipa Barbarossa e muore
QUARTA CROCIATA: ci furono incredibili atti di violenza da parte dei cristiani.
QUINTA CROCIATA: fu inutile
SESTA CROCIATA: Fu quella in cui si vide come protagonista Federico II di Svevia che. grazie
a degli accordi, riuscì ad ottenere dei risultati positivi (la liberazione della terrasanta per dieci
anni).
SETTIMA E OTTAVA CROCIATA: furono completamente inutili e a combattere furono per di
più giovani uomini.

BILANCIO DELLE CROCIATE


Alla fine non erano servite a praticamente nulla e avevano solo portato ulteriori problemi:
- c’erano state terribili violenze contro i popoli non cristiani da parte dei crociati
- avevano acquisito sempre più un carattere economico e demografico (c’era bisogno
di terre)
- si diffuse l’antisemitismo e l'irrigidimento verso le altre popolazioni

3. L’IMPERO MONGOLO
Nell’epoca delle crociate i mongoli riescono ad ampliare il loro territorio, di fatto il loro
impero fu uno dei più vasti della storia (si estendeva dal Mar della Cina fino all’Indo). Erano
tribù, spesso in lotte tra loro che grazie a Temugin (Gengis Khan) si riunirono in un’unica
grande federazione.

GENGIS KHAN
Era un abile comandante militare, particolarmente temuto dai nemici per la sua crudeltà, in
Europa si pensava che i mongoli stessi fossero emissari del demonio.
Gengis Khan stesso, secondo alcune fonti, si era presentato chiamandosi il Flagello di Dio.
Però gli enormi successi dei mongoli erano stati possibili anche grazie alla situazione di
anarchia in cui si trovavano il continente asiatco e le zone Europee che aveva conquistato.
Dopo la sua morte l’impero fu diviso tra i suoi figli.
MARCO POLO
La dominazione mongola ebbe però anche degli effetti positivi sull'economia in quanto era
nata la via della seta, maggiore strada di commerci che collegava l’europa e l’asia. I
commerci infatti non si separarono neanche dopo la divisione dell’impero mongolo e
durante la cosiddetta pax mongolica lo scambio delle merci con il continente asiatico fu
importantissimo per l'Europa.
Marco Polo, uno dei mercanti italiani che raggiunse l’Oriente, visse presso la corte orientale
per diciassette anni e al suo ritorno in europa descrisse la sua esperienza dell’opera Il
Milione.
CAPITOLO 4
CAPITOLO 4
1. FEDERICO BARBAROSSA E LO SCONTRO CON I COMUNI
Le crociate erano state una totale fallimento anche a causa della debolezza dell’Impero,
infatti nel XIII secolo in Germania si aprì un periodo di anarchia a causa delle lotte per la
successione che portarono alla nascita di due schieramenti differenti:
- guelfi che sostenevano i duchi di Baviera
- ghibellini che sostenevano la casa di Svevia
La pace arrivò con Federico Barbarossa che faceva parte di entrambe le dinastie.
Barbarossa dovette immediatamente affrontare diverse difficoltà, infatti a causa del periodo
di crisi, i comuni (specialmente quelli italiani) avevano acquisito particolare forza e
autonomia. Quindi, spinto anche dalla richiesta del Papa (era preoccupato dalla crescita
della potenza normanna al sud d’italia) e dei comuni lombardi (che avevano timore di una
possibile espansione di Milano), Barbarossa intraprese il suo viaggio verso l'Italia.
Inoltre a Roma una rivolta dei comuni aveva portato alla luce l’ideale che la Chiesa doveva
rinunciare ai poteri politici e dedicarsi solo a quelli spirituali.

BARBAROSSA IN ITALIA
Federico una volta arrivato in Italia convoca a Piacenza una dieta (assemblea) con i
rappresentanti dei comuni per tentare di affermare i suoi poteri, dovette rinunciare allo
scontro a causa della sua inferiorità numerica al momento.
A Roma invece riuscì a ristabilire l’autorità papale, stava inoltre programmando un attacco
alla forza normanna ma una rivolta in Germania lo costrinse a lasciare l’Italia.

LA LEGA LOMBARDA
Nel 1158 Federico scese nuovamente in Italia e convocò una seconda dieta che portò a
risultati positivi: in ogni città doveva nascere un governatore imperiale senza altra forma di
governo (questo limitava molto i poteri dei singoli comuni), a questa decisione si ribellarono
Crema e Milano che furono entrambe rase al suolo per la loro insubordinazione.
Qualche anno dopo, con l’aiuto del papa, i comuni italiani del nord formarono la Lega
Lombarda che verso la seconda metà del XII secolo (a Pontida) giurà di combattere contro
l’impero.
Milano venne ricostruita e fu fondata una nuova città strategica: Alessandria.
Il coinvolgimento del papa portò anche in italia i termini di guelfi e ghibellini ma assunsero
un significato diverso:
- guelfi erano coloro che sostenevano il papa
- ghibellini erano coloro che sostenevano l’imperatore
Lo scontro tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda avvenne nella Battaglia di Legnano
(1176) in cui vinsero i Comuni.
Dopo anni di trattative si arrivò alla pace di Costanza (1183) con la quale l’imperatore
concedeva ai comuni di autogovernarsi ma loro in cambio dovevano ammettere di essere
parte dell’impero.
Barbarossa muore durante la terza crociata ma aveva fatto in modo di sistemare anche il
problema rappresentato dai normanni combinando il matrimonio del figlio con l’erede del
regno normanno. In questo modo la dinastia Sveva arrivò anche in Italia meridionale.
2. INNOCENZO III
Nonostante il matrimonio con l’erede dei normanni, Enrico VI ebbe difficoltà ad ottenere la
corona, questo perché Tancredi (nipote del defunto re) rivendicava il trono ma morì
improvvisamente ed Enrico VI fu incoronato re a Palermo poco dopo.
Enrico VI voleva espandersi territorialmente ma qualunque fossero i suoi piani non andarono
a buon fine in quanto morì prematuro, la sua morte portò una grave crisi in quanto il figlio
dell'imperatore aveva tre anni e non era ancora in grado di governare. A questo punto guelfi
e ghibellini (tedeschi) tornarono a scontrarsi. I ghibellini proposero come re il fratello di
Enrico, Filippo di Svevia; i guelfi invece proposero Ottone di Brunswick che faceva parte della
dinastia di Baviera. Fu proprio in questa situazione di crisi che fu eletto papa Innocenzo III.

LA POLITICA TEOCRATICA DI INNOCENZO III


Innocenzo III cercò fin da subito di evitare l'accerchiamento del territorio che si sarebbe
causato se Filippo di Svevia avesse vinto (perché avrebbe avuto sia il sud sia il Nord Italia);
perciò nella lotta dinastica sostiene Ottone di Brunswick che in cambio gli aveva fatto delle
garanzie (pieno controllo del Papa sui territori pontifici).
La lotta finì solo con la morte di Filippo di Svevia, a questo punto il papa incorona Ottone
come imperatore ma non ci vuole molto prima che il neo imperatore cerca di conquistare
l'Italia meridionale invadendo il territorio del papa. A questo punto Innocenzo scomunica
Ottone di Brunswick e riconobbe come erede Federico di Svevia,si scatena così una guerra
tra Ottone e Federico. Il primo aveva trovato alleati in Inghilterra mentre il secondo con i
francesi.
Questa lotta finì con la battaglia di Bouvines nel 1214 con la sconfitta di Ottone.

DIFENDERE LA FEDE CATTOLICA


Le politiche di Innocenzo III puntarono anche sulla difesa della fede cristiana e decise di
prendere provvedimenti contro le eresie, finanzia la quarta crociata (che è stata disastrosa)
e reprime i movimenti ereticali.
Era molto seguito il movimento dei valdesi che si scontrarono con la Chiesa duramente,
affermando che tutti avevano il diritto di predicare la parola di Dio.

CATARI O ALBIGESI
Tra le eresie più temute c’era quella dei catari o albigesi (il termine catari aveva origini
greche e significa puri). Secondo di essi nel mondo esistevano solo due principi: Bene (Dio)
e male (Satana) che erano destinati a scontrarsi per sempre.
Coloro che seguivano questa eresia erano disposi a fare di tutto per potersi depurarsi di tutti
i peccati e il massimo di questa purificazione era il suicidio a causa di un lungo digiuno.
Per fronteggiare l’eresia il papa organizza una vera e propria crociata a cui risposero molti
feudatari così che alla loro vincita si sarebbero potuti impadronirsi dei territori sottratti ai
catari.

CONCILIO LATERANENSE
Per Innocenzo III era importante attuare una riforma per poter placare l’eresia. Era
indispensabile quindi poter dimostrare che nella Chiesa potevano esistere gli ideali di
povertà e umiltà. Queste decisioni furono prese nel IV Concilio Lateranense del 1215 in cui
vennero approvati 70 decreti, in alcuni di essi c’erano i seguenti punti:
- i signori dovevano impegnarsi a estirpare l’eresia e chi si sarebbe rifiutato sarebbe
incorso nella scomunica
- tutti i fedeli dovevano denunciare anche se solo per sospetto di eresia
- nacquero degli istituti di formazione nei quali venivano istruiti laici per poter
individuare le eresie
(Queste commissioni furono la base per l'inquisizione).
Era solo l’inizio di un lungo periodo di sofferenza, infatti spesso chi veniva accusato di eresia
(anche solo se per qualche sospetto) veniva torturato e spesso si trovava costretto a
confessare crimini che non aveva commesso.
L’intervento più importante fu quello che papa Innocenzo III fece per approvare gli ordini
mendicanti (quelli che si dedicavano alla povertà) che furono molto importanti per estirpare
l’eresia. Gli ordini che emergono furono i domenicani e i francescani.

3. FEDERICO II E LA SUA POLITICA


Quando Innocenzo III muore Federico riprende il progetto per poter rendere l’impero la
suprema autorità. Il nuovo pontefice accettò l’unione della sicilia e dell’impero e incoronò
Federico imperatore.
Federico si mosse per la Palestina nella sesta crociata ma, invece di combattere con ferocia
come i suoi precedenti, fece un accordo con il sultano d’Egitto garantendo una pace
decennale. Purtroppo questo atto di diplomazia aveva portato il Papa a scomunicarlo
considerando l’accordo una sorta di tradimento, Federico quindi invade lo Stato pontificio e
ottiene la revoca della scomunica.
Federico era un grande uomo di cultura, promosse l'istruzione (fonda l'Università di Napoli),
l'arte e in generale la letteratura (basta pensare alla scuola siciliana). La base del suo impero
fu il regno di Sicilia che comprendeva tutta l'Italia meridionale.

FEDERICO II E I SUOI NEMICI


Federico II tentò di imporre la sua autorità anche ai comuni, nonostante la sua politica
innovativa trovò ostilità da:
- nobili che non volevano perdere i loro privilegi
- papato che aveva timore del potere imperiale sempre più grande
- i comuni che volevano la loro autorità
Lo scontro scoppiò per mano del figlio di Federico, Enrico VIII che dichiarò guerra contro il
padre. Dopo numerosi scontri su tutti i fronti Federico II ebbe una forte sconfitta a Parma e
poco dopo (nel 1250) morì improvvisamente.
CAPITOLO 5
CAPITOLO 5

1. LA CRISI DELLE ISTITUZIONI UNIVERSALI: L’IMPERO


Con la morte di Federico II il progetto di ricostruire l'impero si risolse in un fallimento, di
fatto era diventato difficile anche mantenere la Germania sotto controllo. Basta pensare che
l’impero rimanette 23 anni senza imperatore e solo successivamente salì al trono Rodolfo,
quest'ultimo non si era neanche fatto incoronare dal papa e non tentò di esercitare nessun
tipo di potere sull’Italia, anzi si concentrò sulla Germania.
Rodolfo riuscì a conquistare l’austria rafforzando la sua famiglia, infatti gli Asburgo
diventeranno una delle famiglie più importanti in europa.
In contemporanea a questa crisi del potere imperiale anche la Chiesa si trovò di fronte a dei
problemi, questi decenni infatti sono caratterizzati da una crisi dei poteri universali.

DOPO LA MORTE DI FEDERICO II


Federico II affidò la reggenza in Italia a suo figlio Manfredi (non era destinato al trono ma
dopo essere diventato sovrano reggente per il nuovo erede riesce a sfruttare la situazione
per farsi incoronare re di Sicilia). Manfredi riprende la politica in Italia e sostiene le forze
ghibelline, in Toscana si allea con Siena e i ghibellini, guidati da Farinata degli Uberti,
ripresero il potere della città con la battaglia di Montaperti. Questa sua politica creò
un’ostilità con il papa che poco tempo dopo scomunica Manfredi e offre la corona a Carlo
d'Angiò, il successore del papa (Clemente IV) perfeziona l'accordo con gli Angiò. A questo
punto Carlo viene incoronato re e due mesi dopo nella battaglia di Benevento (1266)
sconfisse Manfredi.
Con la morte di Manfredi i guelfi riescono a conquistare delle città perse in precedenza, ci fu
una speranza per i ghibellini con Corradino, successore di Manfredi, purtroppo perde e dopo
la battaglia di Tagliacozzo viene imprigionato e muore.

ANGIONI E ARAGONESI IN SICILIA


Carlo d'Angiò appoggiò i proprietari terrieri e assegnò numerosi feudi a nobili di origine
franco-provenzale. Questa sua decisione causa un forte malcontento soprattutto dai siciliani
che col tempo cominciarono a sostenere le pretese sulla Sicilia di Pietro d'Aragona che per
motivi dinastici si considerava l’erede della Sicilia.
L’ostilità ebbe il suo picco con i Vespri Siciliani, una rivolta antifrancese. Per sostenere la
rivolta gli Aragonesi sbarcarono in Sicilia e si scontrarono con gli Angiò per due decenni, la
lotta finì con la pace di Caltabellotta (1302) con la quale la Sicilia finì in mano agli aragonesi
e la restante parte dell'impero agli angioni. Questo accordo sancisce la fine del regno
normanno-svevo.

2. LE MONARCHIE FEUDALI
Il periodo dal X al XIII secolo era caratterizzato da un debole potere imperiale, i poteri che
l'imperatore avrebbe dovuto avere erano stati dati ai feudatari, si parla quindi di anarchia
feudale perché non esisteva uno Stato Centrale. Da questa forte disgregazione politica
nasce una generale insicurezza della popolazione, infatti non avendo uno Stato unito era
impossibile organizzarsi per delle eventuali guerre e la vita economica era molto instabile. A
causa di questi problemi nel XIII secolo la popolazione cominciò a giurare fedeltà al re, solo
se quest'ultimo avrebbe adempiuto ai suoi compiti. Il re venne visto come un magistrato,
nasce così la concezione delle monarchie feudali.
Il re veniva eletto come tale dalla popolazione attraverso un vero e proprio contratto nel
quale il re non poteva prendere decisioni di rilievo senza il consenso della popolazione.
Nacquero quindi delle assemblee rappresentative: il parlamento, venivano convocati solo in
caso di necessità e le riunioni duravano solo pochi giorni.

3. LO SCONTRO TRA MONARCHIA FRANCESE E INGLESE


Le più importanti monarchie feudali sono la Francia e l'Inghilterra.
Queste due per varie ragioni dinastiche sostenevano di avere una qualche rivendicazione
sugli stessi territori in Francia, a peggiorare la situazione fu l’elezione di Filippo II Augusto (in
Francia) che voleva sottrarre potere ai feudatari.
Lo scontro scoppia nel 1214 con la battaglia della domenica di Bouvines, il contrasto tra
queste due potenze si collegò anche alle lotte in italia tra Ottone di Brunswick e Innocenzo
III.

DOPO BOUVINES: FRANCIA


La Francia uscì vincitrice dalla battaglia di Bouvines e il sovrano riuscì finalmente a
riaffermare la sua autorità, ora riconosciuta anche dal papa. Furono istituiti degli organi
supporto del re:
- Consiglio del re
- Corte dei conti
- Parlamento Di parigi
Nonostante ciò il potere del re rimase sempre quello più importante e nel tempo la
monarchia francese diventò una delle monarchie assolute più forti d'Europa.

DOPO BOUVINES: INGHILTERRA


Dopo la loro sconfitta gli inglesi si ribellarono al sovrano e cercarono di impedire il potere
che gli concedeva di prendere delle scelte di tale importanza.
Nel 1215 il re sottoscrisse la Magna Charta Libertatum con la quale accettò di essere
accompagnato nelle decisioni da un consiglio di 25 baroni. Con questa opera nasce anche
l'organizzazione politica imglse ancora oggi presente, il parlamento infatti si divide in due:
- La Camera dei Lord composta dalla grande nobiltà
- Camera dei Comuni di cui faceva parte la piccola nobiltà
Bouvines quindi segna un grande cambiamento per entrambi gli Stati, la Francia infatti sta
andando verso l’assolutismo e un rafforzamento della monarchia, mentre il nuovo modello
politico inglese porterà alla nascita della prima monarchia costituzionale.

(da qui in giù per esonero)

4. IL PAPATO E LA MONARCHIA FRANCESE


PREMESSA -Ci sono stati 3 Papi fino ad ora che hanno tentato di instaurare una teocrazia (forma di
governo in cui il potere era in mano alla religione).
1.Gregorio VII con il dictatus papae (vedi capitolo 1 paragrafo 5- CHIESA E IMPERO)
2.Innocenzo III (vedi capitolo 4 tutto paragrafo 2)
3.Bonifacio VIII
BONIFACIO VIII
Bonifacio VIII salì al potere dopo Celestino V, quest'ultimo abdicò dopo solo sei mesi a
causa della sua inesperienza di governo (fu il primo Papa nella storia ad abdicare, il secondo
sarà Benedetto XVI nel 2013). Dopo l’abdicazione di Celestino V fu eletto Papa Bonifacio VIII
che fin da subito tentò di riprendere il progetto teocratico di Innocenzo III rivendicando la
pienezza del suo potere.
(Bonifacio è il Papa che visse contemporaneamente a Dante e fu proprio lui ad esiliare il
poeta da Firenze, per questa ragione Dante odia Bonifacio e anche Celestino V che, con la
sua abdicazione, gli ha permesso di salire al potere).

FRANCIA E PAPATO
Nel 1294 esplose l’ennesimo conflitto tra Francia e Inghilterra, per questa ragione entrambe
le monarchie imposero delle tasse supplementari per poter finanziare la guerra. I sovrani
decisero di tassare anche il clero, questa loro decisione però portò Bonifacio VIII alla
sottoscrizione della Bolla (vengono chiamati così i documenti papali). Il Papa infatti
considerava l’imposizione di queste tasse anche alla Chiesa come una sorta di affronto e
violazione dei diritti papali.
Nella Bolla venivano ribaditi due principi:
- il Papa minacciò di scomunicare tutti coloro che avrebbero preteso il pagamento delle
imposte agli ecclesiastici senza il consenso di Roma
-avrebbe diffidato anche coloro che l'avrebbero pagata.

L’Inghilterra quindi obbedì al volere papale, la Francia invece non si sottomise, anzi prese
provvedimenti contro la Chiesa. Il sovrano francese convocò gli Stati Generali, cioè
un'assemblea in cui presero parte i rappresentati della chiesa, della nobiltà e della
borghesia. In questo incontro furono ribaditi sia il potere papale che quello del re, il sovrano
infatti affermava che il suo potere arrivava direttamente da Dio senza l'intermediazione
papale, decise quindi di mandare in giudizio il Papa.
La maggior parte della popolazione francese (e anche il clero) supportò il sovrano, Bonifacio
quindi reagì con il Unam Sanctam, documento in cui si affermava la formulazione della
teocrazia e i poteri papali.
Il sovrano francese quindi, con l’aiuto della famiglia romana dei Colonna nemica della
famiglia del Papa, nel 1303 imprigionò ad Anagni il papa. Bonifacio a causa delle umiliazioni
subite morì poco dopo.

LA CATTIVITA’ AVIGNONESE
Dopo la morte di Bonifacio fu eletto Pata Clemente V, vescovo francese, che trasferì la sede
papale ad Avignone. Iniziò così un lungo periodo di circa 70 anni in cui la sede papale non fu
più Roma ma Avignone. Questo periodo che va dal 1305 al 1377 fu denominato cattività
avignonese e segna il primo episodio di conflitto moderno tra Chiesa e Monarchie nazionali.
(D’ora in poi la Chiesa si troverà ad affrontare Monarchie potenti e regni uniti).

COLA DI RIENZO
Roma da centinaia di anni basava l’intera economia sulla Chiesa, quindi con la cattività
avignonese ci furono gravi conseguenze sociali ed economiche. In questo contesto Cola di
Rienzo prese il controllo della situazione e organizzò una rivolta popolare contro i baroni.
Riuscì a sottomettere la città sotto sl suo volere. Desiderava poter ricreare la libertà
repubblicana che esisteva al tempo dell’antica Roma, ovviamente questo suo piano suscitò
l’opposizione del pontefice. Il Papa riuscì ad opporgli anche i suoi seguaci, così Cola di
Rienzo dopo solo sette mesi fu costretto a scappare da Roma, tornò qualche anno dopo
cercando di riprendere il governo ma fu riconosciuto e ucciso dalla massa.

5. L’ITALIA DELLE SIGNORIE


In Italia continuavano ad esserci le guerre tra guelfi e ghibellini, ormai però questi scontri
non avvenivano più per conflitti ideologici ma semplicemente per il controllo delle città.
Rimanevano quindi conflitti locali. Si tentò di sistemare il problema delle tensioni tra le
famiglie dei comuni eleggendo un podestà straniero che si trovò in opposizione al Capitano
del Popolo, purtroppo neanche questo funziona, anzi nacquero delle vere e proprie guerre
civili.
In questa situazione di caos le famiglie signorili riuscirono a prendere il potere e promettere
la pace, tra il XIII e il XIV nacque una nuova istituzione politica: la Signoria.
Le Signorie erano delle magistrature straordinarie di carattere tendenzialmente ereditario.
Ben presto i Signori cercano di rafforzare il loro titolo ottenendo un riconoscimento dal papa
o dall'imperatore, in questo modo i signori diventarono duchi o marchesi. Le Signore presero
il nome di Principati e i cittadini diventarono sudditi. Il principe riceve l'autorità da
un'istituzione superiore e non più da popolo, questo, assieme all’ereditarietà, rendeva i
principati molto simili a piccole monarchie.

VENEZIA
In alcuni comuni la classe dirigente si rifiutò di dare il potere a una singola persona, quindi il
governo fu affidato a un insieme di signori creando un oligarchia. (Per esempio a Venezia,
Genova, Siena e Lucca..)
Venezia contava su un ceto dirigente compatto e forte, formato da borghesi e aristocratici
che spesso erano mercanti. La città godeva anche di una fiorente economia basata sul
commercio marittimo e sulle attività marinare.

FIRENZE
A firenze l’affermazione di un potere signorile fu molto lento e le famiglie signorili non
riuscirono mai ad imporsi stabilmente. Questa situazione di instabilità finì nella metà del
1500 quando si affermò la famiglia dei Medici.
(Rivedi vita di Dante brevemente).

IMPERO MEDIEVALE IN ITALIA


Agli inizi del 1300 l'imperatore Enrico di Lussemburgo scese in Italia con l’intenzione di
restaurare il potere imperiale sulla penisola e farsi incoronare imperatore. Dante considerava
Enrico colui che avrebbe riportato l’ordine ma fu subito chiaro che riunire l’italia sotto un
unico potere era ormai impossibile.
Enrico tentò nel suo progetto fino alla sua morte nel 1313 a Siena.
CAPITOLO 6
CAPITOLO 6
1. CRISI DEMOGRAFICA E PESTE
Nell’anno mille la popolazione mondiale ammontava a circa 40 milioni e solo trecento anni
dopo si raggiunsero gli 80 milioni. Divenne quindi molto complicato sfamare tutta la
popolazione e, dopo annate molto piovose, la produzione agricola diminuì notevolmente
causando quindi una grande carestia. La prima di una lunga serie fu quella del 1315 che
causò tantissime vittime; con gli anni aumentò anche l’abbandono dei villaggi.
Oltre alle carestie ci furono due grandi fattori che portarono a una crisi demografica:
- le guerre che fecero migliaia di vittime
- l'epidemia di peste
In generale il calo demografico si nota particolarmente nelle zone urbane, questo a causa
dei maggiori contatti in città che portarono a una diffusione maggiore della peste.
In Europa la crescita demografica si è sostanzialmente fermata per quasi un centinaio di
anni.

LA PESTE
La peste si diffuse partendo dall'oriente, arrivò alla metà del 1330 nelle città costiere e in
poco tempo raggiunse tutta l’Europa. Per la sua rapida diffusione e l’ampiezza del territorio
che fu colpito si parla di pandemia, la prima della storia.
La peste si può presentare in tre modi:
- peste bubbonica che causava bubboni sul corpo
- peste polmonare quando venivano colpiti i polmoni
- peste setticemica che causava emorragie cutanee e chiazze nere (da qui il termine
peste nera)
La prima e l’ultima sono quelle che si sono più diffuse in Europa.

LA REAZIONI DEGLI UOMINI MEDIEVALI


Gli uomini medievali videro la peste come un flagello e manifestazione della collera divina,
invece i medici cercarono soluzioni. Consigliarono alla popolazione di evitare l’aria al di
sopra delle acque stagnanti, lavare le mani e il viso. Ovviamente la carenza d'igiene e di
fogne non aiutò anzi, contribuì alla diffusione della peste.

GLI EBREI: CAPRO ESPIATORIO


La popolazione cercò un capro espiatorio da accusare della peste: la colpa fu addossata agli
emarginati, ai diseredati ma soprattutto agli ebrei. Accusati di aver ucciso Gesù e della loro
diversità diventarono subito bersaglio della rabbia cittadina.
Cominciarono ad avvenire violenze nei confronti della popolazione ebrea e con gli anni ci
furono delle vere e proprie persecuzioni: i pogrom, principalmente diffusi in Francia, Svizzera
e Germania.

Le persecuzioni antisemitiche avevano anche altre motivazioni, gli Ebrei erano abili
commercianti e forti concorrenti. Erano molti coloro che avevano dei debiti nei loro
confronti, perciò la persecuzione col tempo era finalizzata all’estinzione dei debiti..
2. L’ECONOMIA NELLA CRISI
La diminuzione della popolazione ebbe delle conseguenze anche sull'economia, in
particolare l'agricoltura. Dimiunendo la popolazione diminuisce anche la richiesta, causando
una crisi agricola. Invece nel settore manifatturiero il calo della popolazione portò a un calo
della manodopera che, a sua volta, porta gli operai a richiedere aumenti dei salari. Nel
mentre i commerci diminuirono a causa dello spopolamento di intere regioni.

L’AGRICOLTURA
I proprietari terrieri subirono un calo dei redditi e quindi cercarono metodi alternativi per
avere un profitto e al contempo ridurre i costi crescenti, furono principalmente utilizzati due
metodi:
- la mezzadria: contratto in cui il proprietario terriero cede parte della sua terra a un
mezzadro spezzando i costi e il profitto
-affitto: i proprietari cedono in affitto i loro terreni

Per fronteggiare la crisi fu necessario passare a produzioni specializzate, quindi nelle


diverse aree geografiche si cominciarono a coltivare prodotti di cui il clima, e altri fattori, ne
rendevano facile e meno costosa la produzione.
Le condizioni dei contadini nel mentre peggiorarono sempre di più, costretti a dover pagare
una tassa al proprietario terriero, venivano obbligati ad abbandonare la terra e lasciare il
proprio lavoro in caso di mancato pagamento.

IL COMMERCIO
Anche nel commercio avvennero diverse novità:
- le città cercarono nuove rotte commerciali e si allearono tra di esse per evitare
ulteriori crisi
- nacquero nuovi passi sulle alpi che allargarono il commercio
- Medio Oriente diventa importante per garantire il passaggio tra Asia e Europa
(l’impero mongolo si era appena sgretolato e ciò aveva reso pericolose il passaggio
dalle ex terre mongole)
- Spagna e Portogallo si spinsero verso l’Atlantico iniziando un processo di
commercio più esteso

3. LA SOCIETA’
Il Trecento fu caratterizzato da forti trasformazioni sociali, in generale i nobili riuscirono ad
approfittare dei cambiamenti per arricchire e rafforzare il proprio potere. Nonostante ciò
molte casate nobiliari caddero e al loro posto ascesero i borghesi.
Questa nuova classe sociale diventa col tempo sempre più ricca e i borghesi utilizzano il
proprio denaro per comprare titoli nobiliari, questo processo veniva visto dagli altri borghesi
come una sorta di tradimento. Infatti ben presto tra la borghesia l’acquisto di un titolo
nobiliare venne soprannominato “tradimento della borghesia".

AUMENTO DELLA POVERTA’


Nasce una nuova classe povera composta da: lavoratori salariati che venivano licenziati ai
primi segnali di crisi, lavoratori stagionali, ambulanti e anziani. Coloro che vivevano in
condizioni peggiori erano però i mendicanti (ciechi, lebbrosi, malati..).
Poveri e mendicanti si spostarono verso le città cercando di sistemare le proprie condizioni
di vita. In Italia, Francia e Inghilterra nacquero delle leggi a difesa dei poveri e del lavoro,
mentre nel resto d'Europa i sovrani ordinarono pesantissime ordinanze verso coloro che non
lavoravano, specialmente verso chi era in condizioni fisiche tali che gli permettevano di
lavorare ma viveva di elemosina.

LE RIVOLTE DEGLI ESCLUSI


Questo secolo fu caratterizzato da numerose rivolte sociali, la principale causa di queste
rivolte fu l’esclusione della maggioranza della popolazione. L'esclusione era particolarmente
pesante nell'ambito politico, molte persone non avevano nessuna possibilità di far valere le
proprie idee o i propri diritti. Da qui il nome “rivolte degli esclusi”.L’isolamento e la profonda
differenza tra le classi sociali furono le principali cause delle rivolte.

LE JACQUERIES
In Francia le rivolte presero il nome di Jacqueries, i contadini si sollevarono, diedero alle
fiamme numerosi castelli e bruciarono i documenti che contenevano i loro obblighi nei
confronti dei proprietari terrieri. La sommossa fu repressa nel sangue e ci furono circa
20.000 morti.

LA RIVOLTA IN INGHILTERRA
In Inghilterra fu imposta una tassa per far fronte alle spese di guerra (erano ancora in
conflitto con la Francia) che causò una rivolta popolare. Le rivendicazioni erano varie ed
eterogenee:
- i contadini nullatenenti volevano riportare le terre comuni e abolire la servitù
- i contadini agiati volevano un alleggerimento dei canoni d’affitto
- il proletariato urbano voleva maggiori riconoscimenti e diritti
La Corona inglese inizialmente accoglie le richieste, abbastanza per soddisfare la maggior
parte dei contadini.

I CIOMPI
A Firenze nello stesso periodo avvenne la rivolta dei ciompi (chiamati così coloro che
pettinavano la lana). Purtroppo l'eterogeneità delle richieste e la poca organizzazione portò
al fallimento di questa rivolta. Un’altra ragione per cui la rivolta dei ciompi non ebbe esiti
positivi fu l'incapacità di coinvolgere la popolazione contadina, infatti questa rivolta aveva
interessato maggiormente la popolazione urbana escludendo quella contadina.

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