Storia 5
Storia 5
CAPITOLO 1
1. MEDIOEVO E ETA’ CAROLINGIA
Il medioevo (età di mezzo) era inizialmente considerata un'età buia della storia,
caratterizzata da crolli economici e sociali, particolarmente dagli uomini rinascimentali il
termine Medioevo aveva un carattere dispregiativo. Questo carattere dispregiativo si è perso
nel tempo, infatti tutt’oggi non ci si rivolge più al medioevo con giudizio.
Il medioevo è un’età che si può dividere in due: Alto Medioevo e Basso Medioevo. L’alto
medioevo va dal 476 d.C. al 1000 d.C. mentre il Basso Medioevo dal 1000 al 1492 d.C.
Le date sopra riportate sono convenzionali, ciò significa che i cambiamenti che hanno
portato alle diverse ere non sono accaduti in quell'anno preciso ma sono i risultati di
processi più lunghi iniziati in un periodo precedente. Per questa ragione gli storici hanno
creato una nuova era denominata Tardo Antichità che va dal III al VIII secolo, in
quest’epoca si sono svolti cambiamenti tale che hanno portato all'inizio del Medioevo. I
cambiamenti che hanno portato al Medioevo, con un contesto sociale tanto differente dai
secoli precedenti, sono molti.
-Chiesa e Impero
REGNO ROMANO-BARBARICI
La caduta dell’impero romano è stata causata, tra le alte ragioni, per le invasioni germaniche
che avevano caratterizzato i suoi ultimi anni di vita. Le popolazioni germaniche (chiamate
dai romani barbari per il loro modo di parlare "balbettante"), spinsero contro i confini romani
finché non riuscirono ad entrarvi. Conquistarono Roma nel 476 d.C. deposero l’ultimo
imperatore romano d’occidente, ponendo fine all’impero romano d'occidente. Alla caduta
dell’impero non ci furono cambiamenti di grande importanza, di fatto i germanici decisero di
adottare i costumi, le leggi e i tratti della società romana. L’unica cosa che diventò
strettamente sotto mano germanica fu l'esercizio e tutto l'ambito militare.
CARLO MAGNO
Carlo Magno divenne imperatore del Regno dei Franchi e successivamente, del Sacro
Romano Impero. Questo nuovo impero è chiamato così per le seguenti ragioni:
Il Sacro Romano Impero venne suddiviso in contee amministrate dai conti (delegati scelti da
Carlo Magno in persona), marche amministrate dai marchesi e infine di ducati che erano
zone più piccole che avevano avuto difficoltà ad accettare la sottomissione dell’Impero.
Carlo Magno aveva inoltre diviso il territorio in feudi affidati a cavalieri fidati, che avevano
combattuto a fianco a lui, chiamati feudatari. I feudatari ricevevano il feudo dopo una
cerimonia chiamata Investitura in cui si giurava fedeltà e sottomissione. I feudatari avevano
l'immunità tra cui l’esenzione dal pagamento delle tasse (col passare del tempo acquisirono
il diritto di poter riscuotere le tasse) e potevano non rispettare alcune leggi (col tempo
divenne il diritto di amministrare la giustizia).
Il feudo poteva essere diviso in territori più piccoli che venivano affidati a valvassori e
valvassini. Il feudalesimo iniziò ufficialmente con Carlo Magno e finì definitivamente con la
rivoluzione Francese del 1789. Dopo la Morte di Carlo Magno nell 814 il territorio fu dato ai
suoi tre figli, la suddivisione del territorio era in base ai nuclei culturali presenti nel
precedente impero. Quindi si crearono tre regni: Regno d’Italia, Regno di Francia e Regno di
Germania.
Nel 877 Carlo il Calvo stipula il Capitale di Quierzy attraverso il quale i feudi diventano
ereditari, cioè alla morte del feudatario il territorio passerà al figlio e non all’imperatore
(come accadeva con Carlo Magno).
2. LA SOCIETA’
La società medievale era caratterizzata dalla sua natura statica, di fatto non esisteva
mobilità sociale. Ciò significa che non si poteva aspirare a una condizione migliore a quella
in cui si era nati, quindi migliorare la propria vita era pressoché impossibile. La società era
suddivisa in tre ordini:
-oratores (il clero)
-bellatores (nobili e guerrieri)
-laboratores (contadini)
Nell’alto medioevo nasce anche l'ideale cortese, questo si basava sul codice cavalleresco
nato durante il feudalesimo. L’amor cortese si diffonde partendo dalle corti e si basa su
liberalità, magnanimità e il culto della misura.
3. LE INVASIONI BARBARICHE
I popoli barbari (germanici) dei Saraceni, Normanni e Ungari invasero l’Europa occidentale
tra il IX e il X secolo. Dopo la sconfitta di Poitiers del 732 gli arabi non tentarono più di
entrare in Europa ma si dedicarono al saccheggio delle coste Mediterranee.
➢ Saraceni
I saraceni, così chiamati dagli Europei invasero la sicilia tra il IX e il X secolo, approfittando
della debolezza dei bizantini. Per la Sicilia l’invasione dei Saraceni rappresenta un periodo di
sviluppo economico e sociale, tanto che divenne un punto importante per i traffici
commerciali.
➢ Vichinghi
Nel Nord Europa si stanziarono i Vichinghi (chiamati normanni dagli europei e Varenghi dagli
Slavi). I normanni si stanziarono in Normandia, raggiunsero Irlanda e Inghilterra e si spinsero
anche in Italia del Sud.
➢ Ungari
Gli ungari combatterono in Italia settentrionale, in Germania e in Francia, il loro obiettivo non
era avere nuove terre ma saccheggiare città e popoli. Furono sconfitti nel 955 a Lechfeld,
successivamente si spostarono nell'attuale Ungheria.
A causa di tutte queste invasioni si diffuse un clima di paura che portò alla nascita di
castelli, edifici fortificati entro i quali si poteva vivere in sicurezza. Questo fenomeno che
portò anche al trasferimento vero e proprio in questi edifici, si chiama incastellamento.
Le invasioni barbariche di questi secoli non portarono a delle frammentazioni politiche, anzi,
le invasioni erano state possibili proprio a causa della debolezza politica dei territori
conquistati.
4. IMPERO E MONARCHIE
Dopo la morte di Carlo Magno in Germania ci fu un periodo di anarchia.
Nel territorio si susseguirono una serie di famiglie che venivano elette dai cinque ducati più
importanti. Dopo la fine della dinastia dei carolingi salì al potere la dinastia dei Sassoni.
Di questa famiglia si ricorda Ottone I che affronta il problema causato dall ereditarietà dei
feudi portata dal Capitale di Quierzy (vedi ‘Carlo Magno’), il nuovo imperatore decide di affidare i
feudi ai vescovi-conti che non potevano avere figli e di conseguenza alla loro morte il feudo
sarebbe tornato nelle sue mani. Per fare ciò stipulò il Privilegio d’Ottone (962) in cui si
stabiliva anche che nessuno poteva essere consacrato papa senza consenso
dell'imperatore, inoltre quest’ultimo doveva giurare fedeltà all'imperatore. Nasce il Sacro
Romano Impero Germanico.
Ottone ampliò inoltre i confini verso est (sconfiggendo gli ungari) e verso il sud italia.
Dopo la dinastia dei Sassoni salì al potere la dinastia di Franconia, uno tra questa famiglia
fece in modo che i feudi più piccoli potessero essere ereditari, indebolendo il potere
imperiale.
LO SCISMA D'OCCIDENTE
Nel 1054 ci fu lo scisma tra la chiesa ortodossa e quella cattolica. Questo perché i papa di
entrambe le religioni decisero di scomunicarsi a vicenda, ciò non si riconoscono, a causa
delle differenze che si erano create tra i due credi. La Chiesa di Costantinopoli era ortodossa
mentre quella di Roma cattolica.
5. CHIESA E IMPERO
La Chiesa tra il IX e il X secolo attraversò un periodo caratterizzato da forti corruzioni. Questi
problemi sono causati da:
-corruzione nata dal desiderio di ottenere il titolo di vescovi-conti
-le famiglie nobili pagavano per poter far eleggere papa un loro rappresentante
-nicolaismo: non si rispettava il celibato
-simonia: beni religiosi rubati e poi venduti
Proprio a causa della corruzione della Chiesa nacquero dei monasteri in cui si doveva
prioritizzare lo studio e la preghiera, un esempio è a Cluny nel 910 da cui nacque l'ordine dei
cluniacensi. Le abbazie cluniacensi erano arricchite di decorazioni per sottotlineare la
belleza del paradiso. Ci furono anche movimenti popolari composti da gente comune che si
ribellava alla corruzione della chiesa, per esempio la pataria di cui i seguaci predicavano la
povertà.
I CISTERCENSI
Molti seguirono le orme dei monaci di Cluny, nasce l’ordine dei cistercensi che aveva una
forte identità. Le loro chiese erano severe e spoglie, si rifiutavano di avere reliquie o di
accogliere pellegrini. Insistevano sul lavoro manuale come l’agricoltura, ambito in cui
portarono numerose innovazioni.
DICTATUS PAPAE
Il dictatus papae era un documento del 1075 in cui si dichiarava che il Papa era superiore a
qualsiasi altra autorità, compresa quella dell'imperatore. Per questa ragione il Papa aveva il
diritto di deporre l'imperatore, quindi la scomunica non era solo religiosa ma anche politica.
Quest’opera è strettamente teocratica.
CONCORDATO DI WORMS
Il concordato di Worms fu stipulato nel 1122 da Papa e Imperatore, in questo concordato
si sottolineano due punti fondamentali:
-i vescovi venivano scelti dal papa
-una volta nominati, i vescovi ricevevano gli incarichi politici solo dall'imperatore.
Questo concordato era un compresso e per la prima volta si distinguevano i compiti di
Chiesa e Impero.
6. MENTALITA’ MEDIEVALE
Il medioevo era caratterizzato da una società in cui la religione aveva un ruolo chiave. Erano
contrapposti ideali del bene e del male che rappresentavano la lotta tra Dio e Satana.
C’erano però delle variazioni tra la religione praticata in due zone differenti, per esempio
nelle campagne erano sopravvissuti dei tratti dei culti pagani.
Erano importanti i miracoli, grazie ad essi la fede nella religione aumenta. Inoltre la società
medievale era caratterizzata da una percezione statica del tempo, infatti ci si concentrava
sul presente e non c’erano contestualizzazioni storiche neanche nelle opere. Veniva tutto
guardato sotto un'ottica strettamente legata al presente, senza vedere magari le cause
passate che hanno portato a un determinato avvenimento.
CAPITOLO 2
CAPITOLO 2
1. IL PRIMO MILLENNIO
2. L’ECONOMIA CURTENSE
Nella prima parte dell’Alto Medioevo si sviluppa la cosiddetta ‘economia curtense’ che si
basava sulla frammentazione causata dal feudalesimo. La terra veniva progressivamente
suddivisa tra le curtis (ville) nelle mani di nobili. Le curtis erano suddivise in due parti
- Pars dominica in cui viveva il signore e si trovava la sua casa
- Pars massaricia in cui vivevano i contadini assoggettati al signore, lavoravano le sue
terre in cambio di protezione e dovevano svolgere le corvée e pagare le bannalità.
Servo della gleba: schiavo legato alla terra e non al padrone.
Le curtis erano un sistema autosufficiente che si basava sulla produzione del minimo
necessario, il surplus generato era minimo. I commerci tra curtis erano pochi e spesso si
basavano sul baratto. Il centro della signoria era il castello.
3. LA CRESCITA DEMOGRAFICA E LO SVILUPPO AGRICOLO
vedi “seconda fase positiva” in alto
Era ritornata la circolazione monetaria, portando però anche eventi come l’usura (si presta
una somma di denaro richiedendo interessi troppo elevati, è un'attività illegale). Nasce la
commenda: un mercante raccoglieva dei finanziamenti da diversi signori, al buon fine della
spedizione divideva il ricavo con i finanziatori in proporzione al denaro che aveva ricevuto da
essi.
5. L’ACCELERAZIONE DELL’EUROPA
L’Europa prima del XI secolo era la zona più arretrata se comparata ad altre realtà come
l’Asia. Infatti la sua rinascita fu davvero sorprendente, in pochi anni ci fu un aumento
demografico esponenziale e riuscì a superare anche la Cina. La Cina infatti era cresciuta
notevolmente nel corso degli anni, gli sviluppi erano presenti in tutti i campi principalmente
nell'ambito navale. Col tempo però si chiuse sempre di più, arrivando ad essere esclusa dal
commercio internazionale.
L’ATTIVITA’ MERCANTILE
L’attività mercantile diventa sempre più importante nelle città dove il mercante è ormai
personaggio simbolo, eppure veniva trattato con sospetto e circostanza. Questo perché
coloro che erano in contatto con il denaro (considerato arma del demonio) era visto come
impuro. (Esempio il padre di Fra Cristoforo).
L'attività mercantile verrà presto giudicata dalla Chiesa, infatti il commercio non doveva
avere come solo fine il guadagno, perchè in quel caso si avrebbe peccato di avarizia.
I NOBILI
La borghesia diventa sempre più ricca, riuscendo a superare i nobili, e di conseguenza
investe nel poter comprare titoli nobiliari. Proprio per poter essere considerati nobili,
imitavano il loro stile di vita, si sposavano con famiglie nobili e si dedicavano ad attività
nobiliari. Al contrario i nobili si avvicinarono al commercio.
6. LA RINASCITA DELLE CITTA’
Le città trovarono la loro vitalità, grazie allo sviluppo dei commerci riuscirono ad entrare
anche nel mercato internazionale.
Le città si ingrandirono e ci fu una vera e propria rinascita.
Erano attirati dalla città i signori feudali che trasferendosi in città acquistavano delle terre
che venivano poi lavorate dai contadini che spesso si trovavano in condizioni pessime. La
città crebbe notevolmente, facendo così nascere i borghi le zone più esterne della città) in
cui si insediarono. La borghesia era una classe sociale formata da uomini che riuscivano a
prendere delle occasioni per poter poi guadagnare di più. Erano persone tra loro diverse,
avevano in comune la libertà dagli obblighi feudali dei nobili. Un uomo borghese doveva
tutto al denaro e le sue caratteristiche sono
- libertà obblighi feudali
- spirito intraprendente
- parsimonia (moderazione nell’uso del denaro)
ARTIGIANI E ASSOCIAZIONI
Nasce un senso di appartenenza alle città che porta la gente a voler lavorare, nascono le Arti
e Corporazioni (associazioni di mestiere). Raccoglievano lavoratori e regolamentano il
lavoro per evitare concorrenze sleali. Le arti erano divise in Arti maggiori e Arti minori.
_ Arti maggiori: erano i lavori praticati dai ricchi: notai, banchieri e produttori
_ Arti minori: calzolai, fabbri, macellai..
Le Arti servivano anche ad aiutare le famiglie in difficoltà in caso di bisogno. Nasce anche la
confraternita, che raccoglieva fedeli di una stessa fede e si basavano su l'aiutare gli altri e
sulla beneficenza.
LE UNIVERSITA’
Diventa sempre più importante l'istruzione che ormai non era più in mano alla Chiesa, infatti
non era più così importante studiare il latino e invece ci si concentrava su altre materie
come l'economia, la contabilità e le lingue. Nascono le università più importanti come quella
di Cambridge, Oxford..
REPUBBLICHE MARINARE
Diventano sempre più importanti le città che si trovavano sulle coste, questo perché erano
luoghi di commerci. Alcuni esempi sono: Venezia, Amalfi, Pisa, Genova..
7. IL COMUNE
Dopo l’anno Mille le città erano popolate da nobili, contadini e varie persone con differenti
professioni. Si sviluppano quattro grandi classi sociali:
- magnati: nobili e proprietari terrieri
- popolo grasso: la ricca borghesia (mercanti banchieri, proprietari di manifatture)
- popolo minuto: piccola borghesia (artigiani, commercianti al minuto)
- operai: i lavoratori salariati
Importante rimaneva il clero, quindi tutti coloro dedicati alla religione. La città però era
ancora circondata da una popolazione marginale che veniva esclusa dalle attività e
conduceva una vita precaria.
GOVERNO DELLA CITTA’
Con il passare degli anni i cittadini si rendono conto dell'importanza del loro lavoro, di fatto i
nobili non sarebbero stati così ricchi senza il lavoro dei contadini e della gente operaia.
Grazie anche alle associazioni di mestiere, arrivò l'iniziativa di autogovernarsi. Questa
iniziativa viene chiamata Comune cittadino, in cui i membri più rappresentativi della società
prendevano le decisioni. I cittadini più influenti crearono delle associazioni con un vero
ordinamento giuridico attraverso il quale governavano.
Il Comune aveva le caratteristiche di uno Stato in cui il potere proveniva dal basso.
Comuni Italiani e Comuni Europei avevano molte differenze, in Italia il potere dei comuni era
incentrato sulle campagne circostanti e il contado (il territorio su cui il Comune esercita
potere). In Italia, grazie alla frammentazione e la debolezza politica, i Comuni diventano veri
e propri Stati con la loro autonomia e senso di appartenenza.
Nel resto d’Europa invece i Comuni erano piccoli territori circondati da un forte potere
feudatario, di conseguenza la loro autonomia era limitata e dovevano chiedere all’impero
eventuali libertà.
LE ISTITUZIONI COMUNALI
Per nascere, il Comune deve avere un coniurato, cioè un giuramento da parte dei cittadini
influenti. Dopo questo giuramento si adottano le diverse istituzioni.
La principale era quella dei consoli (più di due) che avevano potere militare, gestivano le
finanze e amministravano la giustizia. Erano affiancati dal Consiglio, cioè un assemblea di
cittadini che li eleggeva.
L’espansione araba si concluse nel VIII secolo con gli scontri con i popoli circostanti,
(battaglia di Poitiers con i francesi del VIII secolo) dopo queste battaglie la
loro espansione si arrestò e ci furono delle lotte dinastiche per la
successione che causarono delle forti crisi in tutto il vasto impero.
(Omayyadi→Abbasidi)
Il potere sempre più debole portò alla frammentazione dell’Impero islamico e alla creazione
di tanti regni islamici che riconoscevano solo formalmente il potere centrale.
La crisi araba però non portò a una crisi anche della civiltà islamica nel complesso, di fatto
proprio in questi secoli l’sialm conobbe una forte espansione.
Gli eredi della potenza araba furono i turchi che, nonostante si fossero convertiti all’slam,
attaccarono gli arabi e conquistarono le loro terre (Persia, Iran, Siria e Palestina, nel mentre
attaccò anche l'impero romano d’oriente)
LA RECONQUISTA
Nel X secolo la penisola iberica era quasi interamente sotto controllo degli arabi. Gli altri
regni presenti erano:
-Castiglia
-Navarra
-Aragona
-Leòn
(e diverse contee)
Nel corso dell'XI e del XII secolo i diversi regni spagnoli riescono a combattere contro la
potenza araba, grazie anche alle diverse lotte per il trono che erano in corso nel territorio.
Agli inizi del XII secolo il Regno di Castiglia aveva stabilito la sua potenza militare nella
penisola, gli arabi ormai confinati del piccolo regno di granada nel sud della Spagna non
rappresentavano più una minaccia.
Negli anni della reconquista si colloca la nascita del regno del portogallo.
2. LE CROCIATE
LA CROCIATA POPOLARE: l'entusiasmo da parte della popolazione fu tale che nel 1096 fu
organizzata una spedizione da parte del popolo, chiamata appunto Crociata popolare.
Durante il loro viaggio i crociati attuarono violenze soprattutto contro le civiltà ebraiche. Gli
Ebrei infatti erano considerati doppiamenti colpevoli: non si erano convertiti al cristianesimo
ed erano colpevoli della morte di Cristo. La discriminazione fu tale che agi Ebrei fu offerta la
scelta tra la conversione e la morte.
PRIMA CROCIATA: fu organizzata del 1097 e fu un successo, nacquero gli Stati crociati
d'Oriente (es. Regno di Gerusalemme, Regno di Armenia..) in cui organizzazione e politica
rimandavano all'occidente.
SECONDA CROCIATA: non andò a buon fine, non aveva raggiunto nessun scopo.
TERZA CROCIATA: fu guidata da tre sovrani, partecipa Barbarossa e muore
QUARTA CROCIATA: ci furono incredibili atti di violenza da parte dei cristiani.
QUINTA CROCIATA: fu inutile
SESTA CROCIATA: Fu quella in cui si vide come protagonista Federico II di Svevia che. grazie
a degli accordi, riuscì ad ottenere dei risultati positivi (la liberazione della terrasanta per dieci
anni).
SETTIMA E OTTAVA CROCIATA: furono completamente inutili e a combattere furono per di
più giovani uomini.
3. L’IMPERO MONGOLO
Nell’epoca delle crociate i mongoli riescono ad ampliare il loro territorio, di fatto il loro
impero fu uno dei più vasti della storia (si estendeva dal Mar della Cina fino all’Indo). Erano
tribù, spesso in lotte tra loro che grazie a Temugin (Gengis Khan) si riunirono in un’unica
grande federazione.
GENGIS KHAN
Era un abile comandante militare, particolarmente temuto dai nemici per la sua crudeltà, in
Europa si pensava che i mongoli stessi fossero emissari del demonio.
Gengis Khan stesso, secondo alcune fonti, si era presentato chiamandosi il Flagello di Dio.
Però gli enormi successi dei mongoli erano stati possibili anche grazie alla situazione di
anarchia in cui si trovavano il continente asiatco e le zone Europee che aveva conquistato.
Dopo la sua morte l’impero fu diviso tra i suoi figli.
MARCO POLO
La dominazione mongola ebbe però anche degli effetti positivi sull'economia in quanto era
nata la via della seta, maggiore strada di commerci che collegava l’europa e l’asia. I
commerci infatti non si separarono neanche dopo la divisione dell’impero mongolo e
durante la cosiddetta pax mongolica lo scambio delle merci con il continente asiatico fu
importantissimo per l'Europa.
Marco Polo, uno dei mercanti italiani che raggiunse l’Oriente, visse presso la corte orientale
per diciassette anni e al suo ritorno in europa descrisse la sua esperienza dell’opera Il
Milione.
CAPITOLO 4
CAPITOLO 4
1. FEDERICO BARBAROSSA E LO SCONTRO CON I COMUNI
Le crociate erano state una totale fallimento anche a causa della debolezza dell’Impero,
infatti nel XIII secolo in Germania si aprì un periodo di anarchia a causa delle lotte per la
successione che portarono alla nascita di due schieramenti differenti:
- guelfi che sostenevano i duchi di Baviera
- ghibellini che sostenevano la casa di Svevia
La pace arrivò con Federico Barbarossa che faceva parte di entrambe le dinastie.
Barbarossa dovette immediatamente affrontare diverse difficoltà, infatti a causa del periodo
di crisi, i comuni (specialmente quelli italiani) avevano acquisito particolare forza e
autonomia. Quindi, spinto anche dalla richiesta del Papa (era preoccupato dalla crescita
della potenza normanna al sud d’italia) e dei comuni lombardi (che avevano timore di una
possibile espansione di Milano), Barbarossa intraprese il suo viaggio verso l'Italia.
Inoltre a Roma una rivolta dei comuni aveva portato alla luce l’ideale che la Chiesa doveva
rinunciare ai poteri politici e dedicarsi solo a quelli spirituali.
BARBAROSSA IN ITALIA
Federico una volta arrivato in Italia convoca a Piacenza una dieta (assemblea) con i
rappresentanti dei comuni per tentare di affermare i suoi poteri, dovette rinunciare allo
scontro a causa della sua inferiorità numerica al momento.
A Roma invece riuscì a ristabilire l’autorità papale, stava inoltre programmando un attacco
alla forza normanna ma una rivolta in Germania lo costrinse a lasciare l’Italia.
LA LEGA LOMBARDA
Nel 1158 Federico scese nuovamente in Italia e convocò una seconda dieta che portò a
risultati positivi: in ogni città doveva nascere un governatore imperiale senza altra forma di
governo (questo limitava molto i poteri dei singoli comuni), a questa decisione si ribellarono
Crema e Milano che furono entrambe rase al suolo per la loro insubordinazione.
Qualche anno dopo, con l’aiuto del papa, i comuni italiani del nord formarono la Lega
Lombarda che verso la seconda metà del XII secolo (a Pontida) giurà di combattere contro
l’impero.
Milano venne ricostruita e fu fondata una nuova città strategica: Alessandria.
Il coinvolgimento del papa portò anche in italia i termini di guelfi e ghibellini ma assunsero
un significato diverso:
- guelfi erano coloro che sostenevano il papa
- ghibellini erano coloro che sostenevano l’imperatore
Lo scontro tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda avvenne nella Battaglia di Legnano
(1176) in cui vinsero i Comuni.
Dopo anni di trattative si arrivò alla pace di Costanza (1183) con la quale l’imperatore
concedeva ai comuni di autogovernarsi ma loro in cambio dovevano ammettere di essere
parte dell’impero.
Barbarossa muore durante la terza crociata ma aveva fatto in modo di sistemare anche il
problema rappresentato dai normanni combinando il matrimonio del figlio con l’erede del
regno normanno. In questo modo la dinastia Sveva arrivò anche in Italia meridionale.
2. INNOCENZO III
Nonostante il matrimonio con l’erede dei normanni, Enrico VI ebbe difficoltà ad ottenere la
corona, questo perché Tancredi (nipote del defunto re) rivendicava il trono ma morì
improvvisamente ed Enrico VI fu incoronato re a Palermo poco dopo.
Enrico VI voleva espandersi territorialmente ma qualunque fossero i suoi piani non andarono
a buon fine in quanto morì prematuro, la sua morte portò una grave crisi in quanto il figlio
dell'imperatore aveva tre anni e non era ancora in grado di governare. A questo punto guelfi
e ghibellini (tedeschi) tornarono a scontrarsi. I ghibellini proposero come re il fratello di
Enrico, Filippo di Svevia; i guelfi invece proposero Ottone di Brunswick che faceva parte della
dinastia di Baviera. Fu proprio in questa situazione di crisi che fu eletto papa Innocenzo III.
CATARI O ALBIGESI
Tra le eresie più temute c’era quella dei catari o albigesi (il termine catari aveva origini
greche e significa puri). Secondo di essi nel mondo esistevano solo due principi: Bene (Dio)
e male (Satana) che erano destinati a scontrarsi per sempre.
Coloro che seguivano questa eresia erano disposi a fare di tutto per potersi depurarsi di tutti
i peccati e il massimo di questa purificazione era il suicidio a causa di un lungo digiuno.
Per fronteggiare l’eresia il papa organizza una vera e propria crociata a cui risposero molti
feudatari così che alla loro vincita si sarebbero potuti impadronirsi dei territori sottratti ai
catari.
CONCILIO LATERANENSE
Per Innocenzo III era importante attuare una riforma per poter placare l’eresia. Era
indispensabile quindi poter dimostrare che nella Chiesa potevano esistere gli ideali di
povertà e umiltà. Queste decisioni furono prese nel IV Concilio Lateranense del 1215 in cui
vennero approvati 70 decreti, in alcuni di essi c’erano i seguenti punti:
- i signori dovevano impegnarsi a estirpare l’eresia e chi si sarebbe rifiutato sarebbe
incorso nella scomunica
- tutti i fedeli dovevano denunciare anche se solo per sospetto di eresia
- nacquero degli istituti di formazione nei quali venivano istruiti laici per poter
individuare le eresie
(Queste commissioni furono la base per l'inquisizione).
Era solo l’inizio di un lungo periodo di sofferenza, infatti spesso chi veniva accusato di eresia
(anche solo se per qualche sospetto) veniva torturato e spesso si trovava costretto a
confessare crimini che non aveva commesso.
L’intervento più importante fu quello che papa Innocenzo III fece per approvare gli ordini
mendicanti (quelli che si dedicavano alla povertà) che furono molto importanti per estirpare
l’eresia. Gli ordini che emergono furono i domenicani e i francescani.
2. LE MONARCHIE FEUDALI
Il periodo dal X al XIII secolo era caratterizzato da un debole potere imperiale, i poteri che
l'imperatore avrebbe dovuto avere erano stati dati ai feudatari, si parla quindi di anarchia
feudale perché non esisteva uno Stato Centrale. Da questa forte disgregazione politica
nasce una generale insicurezza della popolazione, infatti non avendo uno Stato unito era
impossibile organizzarsi per delle eventuali guerre e la vita economica era molto instabile. A
causa di questi problemi nel XIII secolo la popolazione cominciò a giurare fedeltà al re, solo
se quest'ultimo avrebbe adempiuto ai suoi compiti. Il re venne visto come un magistrato,
nasce così la concezione delle monarchie feudali.
Il re veniva eletto come tale dalla popolazione attraverso un vero e proprio contratto nel
quale il re non poteva prendere decisioni di rilievo senza il consenso della popolazione.
Nacquero quindi delle assemblee rappresentative: il parlamento, venivano convocati solo in
caso di necessità e le riunioni duravano solo pochi giorni.
FRANCIA E PAPATO
Nel 1294 esplose l’ennesimo conflitto tra Francia e Inghilterra, per questa ragione entrambe
le monarchie imposero delle tasse supplementari per poter finanziare la guerra. I sovrani
decisero di tassare anche il clero, questa loro decisione però portò Bonifacio VIII alla
sottoscrizione della Bolla (vengono chiamati così i documenti papali). Il Papa infatti
considerava l’imposizione di queste tasse anche alla Chiesa come una sorta di affronto e
violazione dei diritti papali.
Nella Bolla venivano ribaditi due principi:
- il Papa minacciò di scomunicare tutti coloro che avrebbero preteso il pagamento delle
imposte agli ecclesiastici senza il consenso di Roma
-avrebbe diffidato anche coloro che l'avrebbero pagata.
L’Inghilterra quindi obbedì al volere papale, la Francia invece non si sottomise, anzi prese
provvedimenti contro la Chiesa. Il sovrano francese convocò gli Stati Generali, cioè
un'assemblea in cui presero parte i rappresentati della chiesa, della nobiltà e della
borghesia. In questo incontro furono ribaditi sia il potere papale che quello del re, il sovrano
infatti affermava che il suo potere arrivava direttamente da Dio senza l'intermediazione
papale, decise quindi di mandare in giudizio il Papa.
La maggior parte della popolazione francese (e anche il clero) supportò il sovrano, Bonifacio
quindi reagì con il Unam Sanctam, documento in cui si affermava la formulazione della
teocrazia e i poteri papali.
Il sovrano francese quindi, con l’aiuto della famiglia romana dei Colonna nemica della
famiglia del Papa, nel 1303 imprigionò ad Anagni il papa. Bonifacio a causa delle umiliazioni
subite morì poco dopo.
LA CATTIVITA’ AVIGNONESE
Dopo la morte di Bonifacio fu eletto Pata Clemente V, vescovo francese, che trasferì la sede
papale ad Avignone. Iniziò così un lungo periodo di circa 70 anni in cui la sede papale non fu
più Roma ma Avignone. Questo periodo che va dal 1305 al 1377 fu denominato cattività
avignonese e segna il primo episodio di conflitto moderno tra Chiesa e Monarchie nazionali.
(D’ora in poi la Chiesa si troverà ad affrontare Monarchie potenti e regni uniti).
COLA DI RIENZO
Roma da centinaia di anni basava l’intera economia sulla Chiesa, quindi con la cattività
avignonese ci furono gravi conseguenze sociali ed economiche. In questo contesto Cola di
Rienzo prese il controllo della situazione e organizzò una rivolta popolare contro i baroni.
Riuscì a sottomettere la città sotto sl suo volere. Desiderava poter ricreare la libertà
repubblicana che esisteva al tempo dell’antica Roma, ovviamente questo suo piano suscitò
l’opposizione del pontefice. Il Papa riuscì ad opporgli anche i suoi seguaci, così Cola di
Rienzo dopo solo sette mesi fu costretto a scappare da Roma, tornò qualche anno dopo
cercando di riprendere il governo ma fu riconosciuto e ucciso dalla massa.
VENEZIA
In alcuni comuni la classe dirigente si rifiutò di dare il potere a una singola persona, quindi il
governo fu affidato a un insieme di signori creando un oligarchia. (Per esempio a Venezia,
Genova, Siena e Lucca..)
Venezia contava su un ceto dirigente compatto e forte, formato da borghesi e aristocratici
che spesso erano mercanti. La città godeva anche di una fiorente economia basata sul
commercio marittimo e sulle attività marinare.
FIRENZE
A firenze l’affermazione di un potere signorile fu molto lento e le famiglie signorili non
riuscirono mai ad imporsi stabilmente. Questa situazione di instabilità finì nella metà del
1500 quando si affermò la famiglia dei Medici.
(Rivedi vita di Dante brevemente).
LA PESTE
La peste si diffuse partendo dall'oriente, arrivò alla metà del 1330 nelle città costiere e in
poco tempo raggiunse tutta l’Europa. Per la sua rapida diffusione e l’ampiezza del territorio
che fu colpito si parla di pandemia, la prima della storia.
La peste si può presentare in tre modi:
- peste bubbonica che causava bubboni sul corpo
- peste polmonare quando venivano colpiti i polmoni
- peste setticemica che causava emorragie cutanee e chiazze nere (da qui il termine
peste nera)
La prima e l’ultima sono quelle che si sono più diffuse in Europa.
Le persecuzioni antisemitiche avevano anche altre motivazioni, gli Ebrei erano abili
commercianti e forti concorrenti. Erano molti coloro che avevano dei debiti nei loro
confronti, perciò la persecuzione col tempo era finalizzata all’estinzione dei debiti..
2. L’ECONOMIA NELLA CRISI
La diminuzione della popolazione ebbe delle conseguenze anche sull'economia, in
particolare l'agricoltura. Dimiunendo la popolazione diminuisce anche la richiesta, causando
una crisi agricola. Invece nel settore manifatturiero il calo della popolazione portò a un calo
della manodopera che, a sua volta, porta gli operai a richiedere aumenti dei salari. Nel
mentre i commerci diminuirono a causa dello spopolamento di intere regioni.
L’AGRICOLTURA
I proprietari terrieri subirono un calo dei redditi e quindi cercarono metodi alternativi per
avere un profitto e al contempo ridurre i costi crescenti, furono principalmente utilizzati due
metodi:
- la mezzadria: contratto in cui il proprietario terriero cede parte della sua terra a un
mezzadro spezzando i costi e il profitto
-affitto: i proprietari cedono in affitto i loro terreni
IL COMMERCIO
Anche nel commercio avvennero diverse novità:
- le città cercarono nuove rotte commerciali e si allearono tra di esse per evitare
ulteriori crisi
- nacquero nuovi passi sulle alpi che allargarono il commercio
- Medio Oriente diventa importante per garantire il passaggio tra Asia e Europa
(l’impero mongolo si era appena sgretolato e ciò aveva reso pericolose il passaggio
dalle ex terre mongole)
- Spagna e Portogallo si spinsero verso l’Atlantico iniziando un processo di
commercio più esteso
3. LA SOCIETA’
Il Trecento fu caratterizzato da forti trasformazioni sociali, in generale i nobili riuscirono ad
approfittare dei cambiamenti per arricchire e rafforzare il proprio potere. Nonostante ciò
molte casate nobiliari caddero e al loro posto ascesero i borghesi.
Questa nuova classe sociale diventa col tempo sempre più ricca e i borghesi utilizzano il
proprio denaro per comprare titoli nobiliari, questo processo veniva visto dagli altri borghesi
come una sorta di tradimento. Infatti ben presto tra la borghesia l’acquisto di un titolo
nobiliare venne soprannominato “tradimento della borghesia".
LE JACQUERIES
In Francia le rivolte presero il nome di Jacqueries, i contadini si sollevarono, diedero alle
fiamme numerosi castelli e bruciarono i documenti che contenevano i loro obblighi nei
confronti dei proprietari terrieri. La sommossa fu repressa nel sangue e ci furono circa
20.000 morti.
LA RIVOLTA IN INGHILTERRA
In Inghilterra fu imposta una tassa per far fronte alle spese di guerra (erano ancora in
conflitto con la Francia) che causò una rivolta popolare. Le rivendicazioni erano varie ed
eterogenee:
- i contadini nullatenenti volevano riportare le terre comuni e abolire la servitù
- i contadini agiati volevano un alleggerimento dei canoni d’affitto
- il proletariato urbano voleva maggiori riconoscimenti e diritti
La Corona inglese inizialmente accoglie le richieste, abbastanza per soddisfare la maggior
parte dei contadini.
I CIOMPI
A Firenze nello stesso periodo avvenne la rivolta dei ciompi (chiamati così coloro che
pettinavano la lana). Purtroppo l'eterogeneità delle richieste e la poca organizzazione portò
al fallimento di questa rivolta. Un’altra ragione per cui la rivolta dei ciompi non ebbe esiti
positivi fu l'incapacità di coinvolgere la popolazione contadina, infatti questa rivolta aveva
interessato maggiormente la popolazione urbana escludendo quella contadina.