Economia Business 2
Economia Business 2
Concetto di diversi cazione: le imprese producono beni diversi, è una delle principali
strategie che le imprese contemporanee che le imprese mettono in atto per crescere e
svilupparsi.
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Federica So a Mosso
Vantaggio Competitivo, Michael Porter “il vantaggio competitivo”, ha analizzato le
strategie di mercato e creato un modello di mercato per visualizzare la competizione.
—> di fronte pero a situazioni anomale, imprese che sono in concorrenza tra loro ( es.
Samsung e Apple ) collaborano tra loro al ne di poter espandere il loro mercato,
attraverso strategie di cooperazione e network, ciò in uisce sui risultati di innovazione.
L’impresa veniva rappresentata come una funzione di produzione ( = modo in cui gli
economisti analizzano e descrivono il funzionamento del processo produttivo
dell’impresa).
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Federica So a Mosso
La curva ci dice che le imprese con un certo livello di output non possono crescere, infatti
la curva parte ma poi non cresce più, questo è l’e etto della funzione di produzione con
rendimento decrescente
Rendimenti Crescenti
Cercare di comprendere come la funzione di produzione possa portare ad un concetto di
rendimenti crescenti.
Se quelli decrescenti implicano che l’output cresce meno proporzionalmente rispetto
all’input, quelli crescenti ci dicono che l’output cresce più che proporzionalmente rispetto
all’input e la sua quantità.
(Linea
blu)
Modelli che hanno sfruttato alcune leve per crescere rispetto al modello di concorrenza
perfetta.
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Federica So a Mosso
Lezione 2 - 18/02/2025
APPROCCI
Molte imprese hanno una relazione tra input e output mostrando rendimenti crescenti,
perciò esse sono in grado di sfruttare gli input in modo più e ciente da quanto assunto
nel modello della concorrenza perfetta. Sono in grado quindi di far crescere
maggiormente gli output proporzionalmente al più degli input.
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Federica So a Mosso
Nasce perché alcuni autori, con metodi diversi, studiano bilanci e costi dell’impresa e
capiscono che la loro struttura non è quella ipotizzata dal modello di concorrenza
perfetta.
Questo è il primo momento in cui gli economisti iniziano a discostarsi dal modello di
concorrenza perfetta, utilizzando il concetto di funzione di produzione.
L’obiettivo dell’impresa
A di erenza del modello della concorrenza perfetta la massimizzazione del pro tto non è
più l’obiettivo, questo perché esso ha dei limiti con dei concetti non razionali
( massimizzazione assoluta: soggetti che riuscivano a calcolare perfettamente i propri
bisogni e le risorse per raggiungere il proprio scopo, trovando strategie perfette che
potessero massimizzare il loro benessere come consumatore e i loro pro tti per le
imprese ).
Per l’economia industriale non sono questi gli obiettivi, si concentrano sulla crescita
dell’impresa, partire da una di piccole dimensioni no a crescere e diventare alla sua
massima grandezza, gli imprenditori quindi iniziano a fondarne sognando che esse
diventino leader mondiali.
Sceglie di svolgere tutte le attività legate alla produzione dei beni in proprio internamente?
Oppure si a da ad altre imprese?
L’obiettivo dell’impresa sara capire qual è il “mix” più e ciente tra produzione interna e
acquisto, bisogna quindi che comprenda quali prodotti è meglio produrre internamente e
quali acquistare.
Per analizzare questa scelta, si userà non più la funzione di produzione, ma i contratti.
L’impresa non viene più vista come un rapporto tra input e output, descrive l’impresa
come una rete di contratti.
Nasce negli anni ottanta testo “An Evolutionary Theory of Economic Change” dove
dicono che la funzione di produzione non ha senso, la vedono come una black box in cui
non capisco realmente cosa succede in questo processo e alcuni output hanno alcune
caratteristiche e altre non le hanno, se utilizzo sempre gli stessi capitali lavoro.
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Federica So a Mosso
Le competenze delle imprese permettono il loro successo competitivo, non ci si
concentra più sull’importanza del capitale lavoro come input, bensì di asset immateriali,
intangibili come la conoscenza o la capacità.
Essi permettono alle imprese di essere di erenti su capacita e conoscenze.
Le imprese sono sempre più imposte o costrette a collaborare nel momento in cui
desiderano di innovare.
L’analisi dei processi di innovazione degli ultimi decessi, sottolineano questo tratto
particolare: le imprese non innovano solo con risorse nuove, ma lo fanno sempre di più
creano una collaborazione con altre imprese.
Questo ci porta a vedere l’innovazione come processo collaborativo, dato dall’unione di
imprese con competenze diverse, complementari, sanno fare cose diverse ma che si
combinano tra loro per dar vita a nuovi prodotti.
Nessuna impresa da sola sara in grado di padroneggiare tutte le risorse produttive per
produrre produrre tutte le nuove invenzioni, perciò le imprese dovranno collaborare con
delle altre al ne di poter avere un prodotto nale, esse non appartengono per forza allo
stesso settore del prodotto iniziale.
Quindi l’impresa non si basa non più sulla funzione di produzione, non sulla rete di
contratti, bensì una rete di scambi e condivisione di competenze e conoscenze
L’economia dell’innovazione usa la metafora dei network per descrivere il processo di
innovazione.
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Federica So a Mosso
Il mondo cambio e i ricavi sono un ottimo modo per comprendere le di erenze tra le
imprese.
Possiamo dedurre come le imprese si ritrovano più volte, pero esse nelle diverse
classi che cambiano posizione, ciò ci mostra che l’importanza delle singole imprese
all’interno dei mercati non è stabile.
Tanto più è lungo l’orizzonte temporale che osservo tanto più è facile osservare che
alcune imprese spariscono ed
altre appaiono “dal nulla”.
Ciascuna impresa è
rappresentata da colori, essi
rappresentano l’appartenenza
settoriale dell’impresa, cosa
produce quell’impresa.
Non tutti i settori hanno lo stesso valore, non tutte le imprese e non tutti i settori sono
ugualmente rappresentati in termini di capitalizzazione di borsa, i soldi vanno più verso
alcuni settori rispetto ad altri, perché gli investitori vedono un maggiore spazio di crescita
solo in alcuni di essi.
Ciò mi da un’idea di come siamo di fronte ad una eterogeneità tra le imprese in termini di
dimensioni, capacita di generare valore, quindi non tutte uguali come nella concorrenza
perfetta.
L’ambiente settoriale fa la di erenza in termini di dimensioni dell’impresa, alcuni settori
hanno maggiore possibilità di raccogliere fondi rispetto ad altri.
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Federica So a Mosso
Grandi imprese che producono e controllano tutto ciò che puoi comprare, osservando
“Nestle” si pensa a prodotti di genere alimentare, invece controlla attraverso “l’Oréal”
anche prodotti nel settore del benessere, ma anche molti altri settori.
La diversi cazione è quindi un tratto distintivo dell’impresa moderna, non solo in settori
medio-simili, ma anche in settori molto distanti tra loro.
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Federica So a Mosso
👉 Queste immagini ci
mostrano come questo
personal computer sia
prodotto da componenti
prodotte in diversi parti del
mondo e poi assemblate tra
di loro.
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Federica So a Mosso
Lezione 3 - 19/02/2025
L’ambiente esterno
Analisi di Settore
Tra imprese e il loro ambiente c’è un interazione bidirezionale: l’ambiente in cui
l’impresa opera in uenza le strategie e le caratteristiche dell’impresa, ma anche il
comportamento delle imprese in uenza l’ambiente competitivo.
Ad esempio:
Al contrario è meno intuitiva l’altra relazione, quando Net ix è entrata nel settore della
distribuzione di contenuti video, ha in uenzato il comportamento del mercato, facendo
fallire imprese storiche come Block Buster che non ha colto l’innovazione di internet
all’interno dei contenuti streaming continuando il suo mercato in dvd, no ad esaurirsi
l’interesse nell’acquisto del loro prodotto per un interesse maggiore verso piattaforme
come Net ix.
Ciascun settore impone delle caratteristiche proprie all’impresa che decide di produrre.
A seconda del settore di cui un’impresa fa parte, le caratteristiche stesse del processo
produttivo che essa deve mettere in atto per produrre i beni da o rire, incentivano le
imprese a crescere di più o di meno. Queste sono le caratteristiche settoriali del processo
dell’impresa, che la in uenzano nel poter crescere maggiormente:
👉 ottenere ad esempio economie di scala, di apprendimento o di scopo.
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Federica So a Mosso
È più facile trovare economie di scala o di scopo in un settore automobilistico, petrolifero
o chimico-farmaceutico piuttosto che in quello informatico o tessile-abbigliamento.
La possibilità di ottenere rendimenti crescenti tramite una di queste tre economie dipende
anche dal settore di appartenenza.
Più un settore è competitivo più è facile che ciascuna delle imprese riesca ad ottenere
piccoli pro tti.
=> Le imprese che competono sono tante e questo abbassa la loro redditività, mentre ad
esempio in un mercato più concentrato, quindi con poche imprese, è più probabile che ci
siano pro tti nettamente maggiori.
Quindi, essere un settore in una fase di sviluppo impone strategie diverse rispetto ad uno
in una fase di maturità.
Tra le diverse fasi si osservano infatti nette di erenze nelle caratteristiche e nelle strategie
settoriali.
Cos’è un settore? Quali sono i con ni del mercato in cui un’impresa opera e compete?
Per comprendere se un prodotto appartiene ad un settore ad un altro osserviamo dei
criteri per individuare i con ni settoriali, l’ambito competitivo in cui le imprese operano.
Un settore può essere de nito in base all’ omogeneità dei bisogni e delle preferenze
dei consumatori.
👉 Come diversi prodotti possono soddisfare lo stesso bisogno nei consumatori,
come essi preferiscono soddisfare il loro bisogno di quel servizio, bene ecc..
👉 Criterio che guarda al lato della domanda
Un settore può essere de nito anche in base all’ omogeneità della tecnologia
produttiva (economie di scopo e diversi cazione)
👉 I prodotti possono essere considerati, se si adotta questo criterio, come
prodotti omogenei dal punto di vista delle componenti, caratteristiche e stille
appartenenti ad un settore unico più grande.
👉 Criterio che guarda al lato dell’o erta
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Federica So a Mosso
Come de niamo il settore in cui un’impresa compete?
Problema:
Gli economisti quando utilizzano questi criteri per de nire l’appartenenza ad un settore,
impongono al mercato un criterio per de nire il contesto competitivo delle imprese.
> Es. De nisco a priori che tutte le imprese che usano “pellame”, fanno parte del settore
della pelletteria e quindi sono in competizione tra loro perché operano sullo stesso
settore.
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Es. Quanto è sensibile la domanda delle mele in funzione del prezzo delle pere.
Aumenta vertiginosamente il prezzo delle pere e aumenta la domanda delle mele.
=> può essere u lizzato come criterio per poter de nire quali sono i con ni da un punto di vista
compe vo, nello spazio in cui le imprese operano.
Quando essa è positiva, i due beni sono in concorrenza tra di loro, soddisfano lo
stesso bisogno dei consumatori => beni sostituitivi
Quando essa è negativa, due beni non sono in concorrenza, e quindi i due beni non
fanno parte dello stesso settore
Quando l'elas cità incrociata della domanda è posi va, abbiamo che il prodotto Y è un
sos tuto del prodotto X. In questo modo, quando il prezzo aumenta in Y, la quantità
domandata di X aumenta. Ciò signi ca che i consumatori considerano che X può essere
un buon sostituto così che quando il prezzo di Y aumenta, riducono i loro acquisti di Y
per sostituirli con una maggiore quantità di acquisti di X.
Due o più beni sos tu (o sos tu vi) fanno parte dello stesso settore perché soddisfano lo
stesso bisogno dei consumatori.
Analisi di Settore
I con ni settoriali sono mobili:
Esempio:
Airbnb ha modi catocaratteristiche dei beni e servizi offerti e con ni del settore. Ha
cambiato comportamento e strategie delle imprese (es. imprese alberghiere si sono spostate
anche online e hanno modi cato in parte servizi). NB Airbnb offre servizi in parte diversi
rispetto a quelli degli alberghi (es. non è proprietaria delle strutture che offre).
👉 La diversi cazione come strategia di usa tra le imprese modi ca settori e spazio
competitivo in cui le imprese operano.
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Federica So a Mosso
Esempio:
Amazon compete con il cinema (prime video), con librerie (vende libri), con supermercati
(servizio spesa)…
Più impresa diversi ca, più è dif cile assegnarla ad un settore speci co.
Ricorda:
Settore => può non identi care, realizzano un prodotto simile ma non sono
necessariamente in concorrenza tra loro
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Federica So a Mosso
Lezione 4 24/02/2025
Economie di scala
Funzione di produzione
Il modo in cui gli economisti descrivono il processo produttivo che l’impresa impiega per
ottenere gli output possibile che l’impresa vuole ottenere.
Funzione y funzione di x, dove y sono gli output e x sono gli input impiegati (capitale,
tutto ciò che è capitale produttivo sso, e lavoro, i dipendenti di un’impresa)
Y = f K,L
K = capitale
L = lavoro
Non tutte le imprese utilizzano il capitale ed il lavoro in modo uguale ed incidono in modo
uguale.
Abbiamo già visto come le caratteristiche settoriali in uenzano le imprese e le rendono
diverse.
Per alcune imprese l’output che producono dipenderà in misura maggiore dal capitale,
oppure per altre imprese, l’output dipenderà in misura maggiore dal lavoro.
Capitale o lavoro possono determinare in maniera maggiore o minore l’output nale.
➩ Y = f K ,L
Ad esempio:
Supponiamo che alfa + beta sia uguale ad 1.
Quando alfa è 0,6 e beta è 0,4, l’impresa utilizza in modo più intensivo il capitale rispetto al
lavoro.
Quando nel processo produttivo utilizzo in maniera più importante il capitale rispetto al
lavoro, l’impresa è de nita Capital intensive, al contrario l’impresa che utilizza
maggiormente il lavoro, l’impresa sarà de nita Labour intensive.
👉 Capital intensive
I settori settili e di abbigliamento, sono caratterizzati dal lavoro come fattore produttivo
più importante.
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👉 Labour intensive
MC costi marginali
AVC costi medi variabili
AC costi medi
Per le imprese è ottimale produrre quantità (Q* = quantità ottimale di quantità prodotte)
tali per cui per cui la curva AC si trova nel suo punto di minimo.
L’aumento della scala produttiva genera ine cienze nel processo produttivo, nel senso
che aumentare le quantità prodotte genera ine cienza nel processo produttivo, perché
impatta negativamente sui costi medi.
In una situazione tradizionale i costi aumentano per assunzione, è una caratteristica di
modello imposta, ovvero che ci siamo tante piccole imprese che competono.
Quando siamo in presenza di economie di scala, la curva dei costi medi è una curva di
costo medio di erente, è ad L :
Raggiunta la dimensione minima ottima, il punto sulla curva che descrive i costi medi, i
miei costi medi non riprendono a salire ma rimangono costanti.
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= l’impresa diventa via via più e ciente man mano che aumenta gli output prodotti
concentrandosi su un unico tipo di prodotto, senza diversi cazione.
E cienza => il rapporto tra quantità prodotti e costi di produzione, dovuti all’impiego di
determinate quantità di fattori produttivi
Quali sono le fonti delle economie di scala? Perché alcune imprese riescono ad
ottenere più di altre?
Principale fattore:
Intensità fattoriale, ,l’incidenza del capitale o del lavoro nel processo di produzione.
La principale fonte di economie di scala è riconducibile alle di erenze del processo di
produzione, dove alcune imprese utilizzano in modo migliore il capitale rispetto al lavoro.
Le imprese che utilizzano in modo intenso il capitale rispetto ( fattore produttivo sso ) al
lavoro ( fattore produttivo variabile ) sono coloro che ottengono più facilmente economie
di scala.
Perché?
Il capitale possiede indivisibilità.
= le quantità utilizzate di capitale non variano al. variare delle quantità di output da
produrre, alme no entro certi limiti di output prodotti, al di sotto di una soglia minima di
output da produrre e al di sopra di una massima da produrre, le quantità di capitale
impiegato saranno sempre le stesse.
Ad esempio:
Pasti cio che produce pasta fresca, con materie prime e macchinari che trita l’impasto e fa
fuoriuscire tipologie di paste.
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Il pasti cio perciò impiega lavoro (chi ci lavora) e capitale (macchinari), supponiamo che
impiegando un addetto e una macchina per fare la pasta, posso produrre al max della sua
ef cienza 50kg di pasta, perché il macchinario ha un limite di quantità giornaliere prodotte .
Fino ad una soglia max del capitale sso non aumento, se voglio espandermi devo
raddoppiarne il capitale, in questo caso espando non solo la capita effettiva ma anche la
massima capacita produttiva, passando dalla produzione di 50kg a 100kg al giorno.
Se non variano le quantità di input, saranno costanti anche i costi di quel fattore
produttivo => costi ssi, per di erenziarli dai costi del lavoro = costi variabili.
Entro una soglia minima e massima i costi sono costanti al variare delle quantità prodotte.
Se quindi i costi ssi sono costanti, più produco, più sfrutto il mio macchinario per
produrre più kg di tagliatelle, più usufruisco in modo e ciente l’investimento.
👉 Imprese e settori ad alta intensità di capitale (capital intensive) sono più soggetti ad
economie di scala e di scopo.
Costi Totali dell’impresa sono dati dai costi ssi (costi del capitale) + i costi variabili (costi
del lavoro).
Un’impresa capital intensive sarà più alta nella parte di costi ssi perché gli output
dipenderanno di più dall’impiego di capitale e allora la dinamica dei costi ssi decrescenti
rispetto alle quantità prodotte perché di costi ssi nel avrò molti e quindi avrò un incentivo
a sfruttare la dinamica dei costi ssi medi che diminuiscono aumentando le quantità
prodotte.
Per questo oltre che per l’indivisibilità le imprese capital intensive hanno un incentivo a
sfruttare le economie di scala.
Lezione 5 25/02/2025
Per capire le caratteristiche dei costi ssi e i costi variabili, quindi calcolare i costi totali:
moltiplico il tasso di interesse del capitale al quale le imprese si indebitano con le banche
per fare gli investimenti ( r ) per il capitale (K) sommato al saggio salariare medio ( w ) per i
numero dei lavoratori ( L ).
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Federica So a Mosso
Il costo dell’investimento lo devo pagare indipendentemente dall’uso che se ne fa, che io
produca 300 cose o che ne produca poco-niente, esso rappresenta un costo sso.
Se il costo non varia, le imprese hanno un incentivo a sfruttare al massimo
quell’investimento ==> proprio come se io contraggo un mutuo per comprare casa, ho un
incentivo per andarci a vivere.
Per l’impresa l’investimento è un costo sso per il saggio di interesse capitale che deve
essere ripagato alle banche che concedono le risorse primarie per i fattori primi ssi.
Fonti speciali:
Riguardano aspetti particolari dell’attività dell’impresa:
Economie di densità:
Riguardano il concetto di distribuzione dei prodotti dell’impresa.
Ottengo economie di densità quanto più riesco a concentrare la mia domanda
geogra camente, come punti vendita o negozi oppure i consumatori nali.
Ad esempio:
Per un supermercato può essere conveniente portare a casa la spesa ai clienti, questi sono
localizzati geogra camente in un’area circoscritta, distante tra loro di pochi chilometri.
In questo modo suddivido un costo sso : acquisto di un furgone o piu, benzina al loro
interno… suddivido il costo del trasporto, su un numero di consumatori suf cientemente
grande e concentrato geogra camente in un area precisa.
I miei clienti sono localizzati circa vicini in uno stesso luogo, suddividendo il costo del
trasporto per un numero di clienti che non devono essere localizzati agli estremi della città.
Colloco i miei punti vendita in aree della città dove ne sono già presenti altri, in modo che sia
il consumatore a non doversi spostare molto nella città per raggiungere il mio negozio. Il
consumatore non deve sostenere dei costi di trasporto per comprare dei prodotti miei,
perché il negozio lo posiziono in un punti della città dove sono già presenti altri => quindi il
consumatore si troverà lì già per comprare altro e nirà anche all’interno del mio.
La bra ottica era prevalentemente concentrata in aree urbane, e non nelle aree rurali, perché
attraverso un unico investimento in bra ottica che copriva un determinato quartiere, riuscivo
a raggiungere molti più potenziali clienti, rispetto a collegare la bra ad una cascina sperduta
nella campagna.
👉 In tutti questi esempi sfrutto la densità geogra ca dei consumatori, che sono
concentrati geogra camente in uno spazio circoscritto , permettendomi di dividere i miei
costi di ogni tipo ( dai trasporti agli investimenti sici come la bra ottica ).
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Acquisti
Approvvigionamento o acquisto di materie prime, componenti che entrano nel processo
di produzione e servono per realizzare il bene nale.
Ad esempio
Sono un pani cio e per produrre pasta fresca ho bisogno di farina, acqua, uova e il ripieno
per fare i ravioli. Queste sono tutte materie prime semi-lavorate che entrano nel mio processo
di produzione al ne di realizzare il prodotto nale.
Tendenzialmente le imprese riescono a scontare prezzi di acquisti più alti, maggiori sono
le quantità di prodotti che l’impresa acquista da in solo produttore.
Perciò le imprese maggiori sono i quantitativi di materie prime, maggiori sono le
agevolazioni in termini di pagamento che riescono ad ottenere.
A ronto costi di acquisto più bassi al crescere dei volumi di quantitativi di materie prime
che acquisto da altre imprese.
SUNK COSTS = Costo che l’impresa non può recuperare nemmeno chiudendo
l’attività, un investimento a costo perduto
Ad esempio:
Se io fallisco almeno una parte del mio capitale sso come macchinari o del capannone lo
recupero, la pubblicità invece no.
Se io investo 100000 euro in una campagna pubblicitaria che non ha successo per sbagliate
strategie di marketing, non aumenta le vendite del mio prodotto e non posso recuperare
l’investimento se questo non da gli effetti sperati.
Non avrò un ritorno dal mio investimento se la campagna pubblicitaria non è ef cace.
= costo sommerso
Le imprese usano la stessa campagna pubblicitaria per comunicare diversi prodotti con lo
stesso marchio ==> EFFETTO OMBRELLO
Si crea la campagna pubblicitaria che come investimento copre diversi prodotti dello
stesso brand.
Ad esempio:
Lo spot della Nike “non importa se tu sia leone o gazzella corri”
I prodotti della Nike non venivano pubblicizzati, veniva fatta pubblicità al marchio mostrando
un idea di concorrenza e dinamicità legata a mondo dello sport. Veniva veicolata l’immagine
che con i prodotti della Nike si sviluppavano quelle caratteristiche.
Non erano campagne pubblicitarie speci che sul prodotto, bensì lo erano per il marchio.
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Federica So a Mosso
L’e etto ombrello, ovvero creare un’identità di marca attraverso la campagna
pubblicitaria, ricade su tutti i prodotti del marchio ==> distribuisco un costo su volumi
credenti di prodotti.
Ricerca e sviluppo
Attività alla base del processo di innovazione: ricerca perché si trovano nuove soluzioni a
problemi legati al miglioramento dei prodotti e sviluppo perché si applica alla conoscenza
derivante alla creazione di nuovi materiali o prodotti.
È una delle diverse funzioni delle imprese che è speci camente dedicata all’attività di
innovazione.
Anche i costi di ricerca e sviluppo e di innovazione sono costi irrecuperabili, perché
l’innovazione è una soluzione rischiosa per de nizione.
Cerco di introdurre un nuovo metodo per risolvere un dubbio o problema, ma essendo
una novità non ho certezza che piaccia e funzioni per bene, lo scoprirò una volta messo a
mercato e visto il comportamento del consumatore rispetto al mio prodotto.
La storia dell’innovazione è piena di casi di prodotti nuovi introdotti nel mercato e poi
ritirati perché non funzionavano o che l’impresa ha dovuto riprogettarlo perché il
funzionamento non era quello sperato.
Ad esempio:
Il primo iPhone era il primo cellulare con un antenna incorporata nella struttura dello
smartphone, funzionava bene in fase di progettazione, ma a seconda di come lo impugnavo
la mano poteva coprire l’antenna e peggiorare il segnale e la qualità della telefonata.
In fase di progettazione andava tutto bene, ma al test del mercato qualcosa non era stato
previsto e Apple ha dovuto modi care alcune delle caratteristiche del prodotto.
La Mercedes classe A ad oggi è una macchina famosa, sportiva e bassa. Le prime vetture
introdotte nel mercato presentavano un problema: quando un automobilista prendeva una
curva a velocità sostenute, si sono riscontrati dei casi in cui l’auto si è ribaltata.
Questo perché l’assetto e le proporzioni dell’automobile non erano state studiate a priori di
modo da potere reggere anche durante condizioni di guida particolare.
La Mercedes ha dovuto riprogettare e ridisegnare un nuovo prodotto, perché il suo
funzionamento non era quello desiderato.
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Economie di scopo
I costi di produzione diminuiscono all’aumentare della varietà dei beni
o servizi prodotti.
Il costo medio e il costo totale della produzione diminuisce, non perché le imprese
aumentano i volumi di un bene, ma perché aumentano le tipologie di beni prodotti.
Le imprese sono più e cienti tramite la produzione congiunta di diversi beni, rispetto ad
una situazione in cui posso produrre dei beni ma separatamente tramite piu imprese.
Il costo totale della produzione di diversi beni e servizi è minore se tali beni o servizi
vengono prodotti all’interno di una stessa impresa anziché separatamente da due o più
imprese.
Il costo totale della produzione congiunta di due o più beni x/y è minore della
somma dei costi totali della produzione separata degli stessi due beni.
Se produco un unico prodotto, sono presente su una nicchia di mercato ==> un mercato
circoscritto, ristretto, in cui non avrò molte possibilità di espandere oltre una certa soglia
le mie vendite, avendo lì una crescita impossibilitata.
Ho maggiori possibilità di essere competitivo, se sono presente su più mercati. Se sono
presente in più comparti dello stesso settore.
Aumento la possibilità di essere più presente in più mercati e aumentare il mio giro di
a ari e il mio diversi cato.
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Federica So a Mosso
Ad esempio:
Apple ( AirPods e telefono ) o Barilla ( pasta e sugo ), non sono lo stesso prodotto ma
appartengono allo stesso settore.
Ad esempio:
Suzuki è un’impresa che diversi ca in modo correlato, produce automobili, ma anche moto…
esattamente come Volvo produce automobili e suv insieme anche a camion.
Ad esempio :
Amazon, un’impresa che parte da un portale di e-commerce per i libri, inizia a fare
distribuzione di prodotti lontani dai libri, ti può portare la spesa a casa, produce apparecchi
elettronici come Alexa o l’Ebook e offre un canale streaming.
Condivide solo la piattaforma nella quale si accede ai beni, ma nel punto di vista produttivo ,
vengono offerti prodotti con processi produttivi diversi.
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Federica So a Mosso
Sinergie Finanziarie ==> Diverse tipologie di tecnologie di prodotti non correlati in cui
l’impresa può diversi care, c’è l’idea che l’impresa può sfruttare delle sinergie nanziarie,
dei ussi di risorse nanziarie che permettono all’impresa di nanziare un prodotto con i
pro tti di un altro prodotto con cui non necessariamente condivide qualcosa.
Diversi cazione sia nella produzione del prodotto in termini di materie prime, sia per
produrre il prodotto nale. Intercorre una relazione di catena produttiva, di input.
Ad esempio Loro-Piana
Il tessuto prodotto da loro-piana entra dentro il processo produttivo della linea di
abbigliamento dello stesso brand .
Diversi co dal punto di vista del luogo di distribuzione e del consumatore ma non del
prodotto.
Ad esempio
Skoda nasce come un marchio rivolto principalmente ai cittadini est-europei, poi venne rivolto
anche ad altri paesi del mondo.
Lezione 6 26/02/2025
Sorge un problema:
Come de nisco e delimito il settore?
In presenza di economie di scopo prevale il criterio di omogeneità tecnologica.
1. Crescita Interna:
Investire su risorse già presenti all’interno dell’impresa.
Sviluppo interno di nuove aree attraverso investimenti produttivi => sfruttamento di
interdipendenze tecnologiche e nella produzione: diversi cazione orizzontale o correlata.
L’impresa utilizza risorse proprie per ampliare la gamma di beni e servizi nei quali opera
Apple inizia a produrre non solo PC ma anche iPod, IPad, servizi streaming… lo fa tramite
una crescita interna grazie ai pro tti che gli permettono di aprire nuovi reparti produttivi
all’interno dell’impresa.
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Si sfruttano le interdipendenze tecnologiche e produttive => nella gamma di prodotti
che voglio diversi care ci sono aspetti comuni, l’uso delle medesime risorse come ad
esempio materie prime o conoscenze scienti che / tecnologiche
Barilla che sfrutta le stesse materie prime per produrre più tipi di prodotti, le stesse
competenze e tecnologie per produrne altri.
2. Crescita Esterna:
Diversi care sfruttando risorse presenti in altre imprese, che appartengono anche ad altri
settori o comparti.
Via via che mi allontano dal settore, per diversi care in altri più lontani, è più e ciente e
costoso crescere e diversi care un percorso di crescita esterna.
È molto costoso per un impresa attiva nel tessere e dell’abbigliamento entrare nel settore
alimentare, non ha le competenze produttive e la conoscenza della concorrenza suf ciente
per iniziare.
Ci sono due strategie attraverso le quali le imprese possano crescere. Diversi care per via
esterna, sfruttando risorse esterne all’impresa.
Le fusioni e le acquisizioni sono strategie più ricorrenti quando voglio diversi care in
settori diversi ma correlati (es. in base a tecnologia, produzione o distribuzione) oppure
non => diversi cazione conglomerale.
4 obiettivi:
Crescita => dimensionale, sui mercati, obiettivo di espandersi in più mercati settoriali
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Pro ttabilità => cercare nuove fonti di pro tto, tendenzialmente i mercati in cui le
imprese sono attive a rontano alti e bassi di pro ttabilità ad esempio nella capacita d
crescita dei mercati in quella domanda, perché in determinati fasi storiche o contesti
geogra ci i consumatori possono decidere di aumentare il loro acquisto o diminuirlo.
Le imprese automobilistiche vendono sempre meno con fasi di arresto della crescita di
determinati settori, cercano altri spazi nel sistema economico in cui possano investire le loro
risorse al ne di ricavarne crescenti pro tti.
Investono in settori e comparti che non siano maturi e stagnanti, bensì in fase di crescita,
che diano prospettive maggiori di sviluppo nel medio e nel lungo periodo, la
diversi cazione ne è un esempio.
Prima di diversi care, bisogna stimare l’attrattività del settore, valutare il potenziale
vantaggio competitivo, è necessario o rire qualcosa di diverso rispetto agli altri prodotti
con cui voglio competere ( modello competitivo di Porter ) e suddividere in modo
coerente le risorse
Gli errori comuni sono dovuti a una sovrastima della trasferibilità delle risorse già
acquisite e una negligenza nel considerare la complessità organizzativa derivate dalla
diversi cazione ==> diseconomie di scala e di scopo
Fiat durante gli anni ‘80 era un impresa molto diversi cata, produceva aiutomobili, camion e
anche per il settore per i trasporti ferroviari, diversi cando nel campo del turismo, dei media ,
assicurativo.
Era un impresa che aveva diversi cato molto in settori correlati e non, ciò aveva portato Fiat
ad un’idea di fallimento come effetto di questa eccessiva crescita, diventava dif cile gestire
tutte queste attività non collegate tra loro.
Riuscì in parte ad uscirci con una rifocalizzazione sulla propria attività più tradizionale,
mitigando gli effetti di questa crisi data dall’eccessiva diversi cazione.
Parmalat: gli imprenditori sono soggetti con molta ambizione e mossi dal desiderio di
espandersi e crescere sempre di più.
Nasce come impresa nel settore alimentare producendo latte, si espande nel settore sportivo
( fondatore acquisisce la squadra di calcio del Parma) , del turismo… questa eccessiva
crescita era diventata insostenibile. Per tenere questi mercati tutti lontani tra loro, la Parmalat
si era eccessivamente indebitata no a coprire con trucchi contabili i debiti, portandola al
fallimento.
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➡ Questi quadranti combinano caratteristiche dei prodotti e dei servizi con quelle dei
mercati, ma si possono vedere come le fasi di crescita e sviluppo dell’impresa.
L’idea di ripartire i costi ssi non è su volumi crescenti dello stesso bene ma su diverse
tipologie di beni simili tra loro.
==> si ottengono costi decrescenti perché aumento la gamma dei prodotti, producendo
beni diversi. Si considera l’idea che le imprese utilizzino gli stessi macchinari pere
ottenere prodotti diversi e aumentare la gamma di essi.
Suddivisione dell’investimento in capitale sso e spalmare i costi ssi irrecuperabili su
una gamma di prodotti diversa.
=> si da allo stesso manager o imprenditore più linee di prodotto da organizzare, anche
dal punto di vista dei mercati geogra ci, lo stesso direttore si occupa do gestire lo stesso
mercato ma in parti geogra che diverse.
In questo modo non moltiplico i miei costi legati allo stipendio, salario del manager, non
c’è un direttore per zona, ho uno stesso costo di un solo manager in diverse aree
geogra che o in diversi prodotti.
Potere dei dirigenti e capitalismo manageriale ( Robin Marris, The Economic Theory of
Managerial Capitalism, 1964 ) —> le imprese manageriali crescono più velocemente,
diversi cando, di quanto facciano le imprese famigliari/ imprenditoriali.
Sempre più frequentemente nel capitalismo moderno le imprese sono in mano ai manager
più che agli imprenditori. Si vede una separazione tra la proprietà dell’impresa E il controllo di
essa, trovando più facilmente la gestione nelle mani di chi la controlla più che di chi la
possiede.
=> l’obiettivo dei manager è quello di far crescere le imprese in cui lavorano, molto
velocemente, ciò consente loro di ottenere potere. Un’impresa in cui l’imprenditore sia
anche colui che ne gestisce le attività, rappresenta un tipo di impresa che diversi ca più
lentamente, deve essere i una divisione tra proprietà e gestione/controllo.
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—> strategie di diversi cazione rappresentano l’obiettivo principale di crescita
dell’impresa.
Per evitarlo Marris propone di associare una parte degli stipendi del management alle
performance dell’impresa: una parte degli stipendi dei manager li pago in azioni dell’impresa,
che seguono tendenzialmente l’andamento della produzione dell’impresa, il valore di questa
sale se fa bene e scende se fa male.
Questo sistema del collegamento dei salari all’impresa non funziona a lunga durata e perciò il
problema persiste: il mancato controllo, oppure presente e debole, degli shareholder sulle
funzioni di imprese può essere una fonte di diseconomie di scopo.
Lezione 7 4/03/2025
Sinergie nanziarie tra prodotti diversi: il fatto che l’impresa possa diversi care in
settori che non sfruttano interdipendenze tecnologiche, crea delle sinergie nanziarie.
Perché Luis Vouitton o Amazon continua a diversi care in settori o linee di business non
coerenti tecnologicamente ( non usano le stesse materie prime coerenti)?
=> Perché riesce a sfruttare sinergie nanziarie ovvero ussi di capitale nanziario, risorse
nanziarie tra o diversi settori in cui l’impresa diversi ca.
L’impresa mantiene attivi diversi settori non collegati tra loro produttivamente perché
sfrutta i pro tti che ottiene in un settore per nanziare altri settori.
I pro tti o gli extra pro tti sono utilizzati in altri settori creando delle interdipendenze
nanziarie e non produttive.
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➡ Matrice BGC
Dimensione orizzontale: La quota di mercato che la mia impresa ha in un determinato
mercato o i prodotti hanno all’interno dei diversi mercati.
Se combino quota di mercato e crescita di mercato alta e bassa ottengo la matrice che
individua 4 posizionamenti di erenti, che spiegano la presenza di impresa che diversi ca
in modo conglomerale in mercati diversi.
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Benetton
All’inizio diversi cazione correlata e poi diversi cazione congòlomerale quando entra nella
ristorazione con autogrill, nelle infrastrutture autostradali e di comunicazione o nel mondo
dello sport.
Ad un certo punto è necessaria una rifocalizzazione e torna a investire nei settori di partenza.
Amazon
Da portale di e-commerce per vendita di libri online a punto di riferimento per acquistare una
serie di servizi non necessariamente correlati tra loro.
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=> Sono diverse le fonti per diversi care in modo e ciente, all’inizio saranno quelle più
tipiche : suddivisione capitale sso o risorse manageriali, più l’impresa si allarga più si
penserà all’idea di capitalismo manageriale.
Un altro modo per vedere in chiave più dinamica la strategia di diversi cazione, è usando:
=> Permette di spiegare l’evoluzione delle industrie, dei settori e dei prodotti in quasi tutti
i casi; ha un’applicabilità molto alta, ampia e generale.
Ho una variabile relativa alla dimensione della domanda ( fatturato, quantità vendute), come
cresce la mia domanda all’aumentare dei settori o dell’impresa se questa curva è collegata al
ciclo di vita di una singola impresa.
Introduzione:
La fase in cui il prodotto o il mercato si sta iniziando a sviluppare, siamo in presenza di un
nuovo prodotto/ mercato che viene introdotto per la prima volta nel sistema economico e
i consumatori iniziano a domandare/chiedere/acquistare un bene nuovo.
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=> automobili tra ‘800/‘900 prima non esistevano, c’erano altri mezzi di spostamenti come le
carrozze o quella equestre, viene sviluppato un prodotto completamente nuovo e si crea un
nuovo mercato e un nuovo settore: l’automobile. La domanda è ancora relativamente bassa
perché i consumatori non conoscono il prodotto, essi sono avversi al rischio (come le
imprese), impiegano un po’ di tempo prima di decidersi ad acquistare un nuovo prodotto.
La curva quindi è ancora relativamente piatta = bassa domanda per il nuovo prodotto e
poche imprese innovatrici, pochi imprenditori che decidono di entrare nel nuovo mercato.
Ci sono elevati costi legati alla ricerca e sviluppo e all’innovazione, si procede tramite un
processo di tentativi ( trial and error ), per capire qual è l’insieme di caratteristiche che
funziona meglio da un punto di vista tecnico e produttivo, ma anche da quello di
recepimento da parte dei consumatori.
Non c’è un insieme di caratteristiche o tecnologie che de niscano in modo univoco cos’è
il prodotto sia per le imprese che per i consumatori, le prime non possono bene ciare di
economie di scala in quanto non riescono a sostenere dei costi per dei volumi di
produzione elevati.
Sviluppo:
Entrano nuove imprese che seguono la strada di quelle innovatrici, entrano i consumatori
su consiglio di altri più avversi al rischio.
L’innovazione sia radicale che incrementale, ha un ruolo molto importante per migliorare
le caratteristiche del prodotto e l’ a dabilità di esso al ne di farlo apprezzare ai
consumatori.
Maturità:
La domanda cresce e si stabilizza, il prodotto entra nella fase di maturità, entrando in
mercato saturo in cui di cilmente ho nuove imprese che entrano perché dal punto di
vista di caratteristiche del prodotto o concorrenza, il mercato è consolidato.
=> Man mano che il settore diventa maturo Fiat acquisisce Lancia, Alfa Romeo e diventa
sempre più grande. Ma dif cilmente entrano da zero nuove imprese ( ad eccezione di Tesla,
entrato nel mercato da zero con prodotti completamente diversi dalla norma ).
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Emergono quindi le grandi imprese oligopolistiche (prime due fasi : mercati
concorrenziali).
Declino:
Ad un certo punto la mia domanda scende, perché i consumatori diventano più sensibili a
determinati termini,
=> le carrozze entrano in una fase di declino perché inizia ad affermarsi l’automobile
==> Dog
Possiamo descrivere la storia di crescita di un impresa e la sua scelta di diversi care in diversi
mercati, come un impresa che occupa in diversi mercati in diverse fasi del ciclo di vita.
Un’impresa diversi cata in modo conglomerale o non, è descritta come una che è attiva in
linee di mercato, ciascuna dei quali è in una fase del proprio ciclo di vita.
Analizzare nel tempo la strategia di diversi cazione dell’impresa e collegare queste 4 fasi
alle diverse tipologie di prodotto , pensando all’impresa diversi cata come un’impresa
presente in linee di prodotto o mercati, ciascuna delle quali occupa diverse fasi del
proprio ciclo di vita.
Lezione 8 5/03/2025
L’impresa non ha come unico scopo l’uso di input per avere output, essa per capirne le
strategie di crescita deve essere vista come un modo di organizzare risorse produttive,
tecnologiche e manageriali.
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Penrose sottolinea il ruolo le risorse intangibili come il sistema amministrativo, team
work e imprenditorialità. Perciò arriva a costruire un concetto di economie di
apprendimento e superamento del limite manageriale.
Curva di costo un po’ diversa da quelle viste in precedenza, Penrose parte dallo status
della conoscenza economica no ad allora e utilizza strumentazioni del tempo.
Osserva l’e cienza delle produzioni produttive dell’impresa da un punto di vista dei costi,
e introduce questa curva che associa all’apprendimento: essa mette in relazione i costi
medi ( asse verticale ) e le quantità accumulate nel tempo ( asse orizzontale ).
Quantità cumulate nel tempo => nella curva dei costi tradizionale era presente la
quantità prodotta ad ogni singolo istante ( asse orizzontale ), osservano i costi
dell’impresa e le quantità in un dato momento.
Il concetto di produzione cumulata nel tempo implica che nell’asse orizzontale ci sia in
ogni punto la somma delle quantità prodotte dall’impresa negli anni di vita precedenti.
Ciascun livello di quantità prodotte è la somma delle quantità di impresa degli anni
precedenti. ( q1 - q2 - q3 = q del 2021 - q del 2022 - q del 2023 )
Perché la usa?
Usa questo concetto come un’approssimazione del concetto di impresa: essa è
approssimazione dell’esperienza dell’impresa. ==> L’idea è che attraverso l’uso di
determinati macchinari nella produzione: la continua interazione con i clienti o i canali
distributivi o i concorrenti, studio delle loro strategie competitive, l’impresa accumuli
nuove competenze e conoscenze imparando a svolgere meglio le attività citate.
= Learning by doing
—> apprendimento attraverso il fare
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👉 Quanto l’impresa avendo prodotto determinate quantità di beni nei periodi precedenti,
quanta esperienza ha accumulato.
La curva è decrescente e mostra che i costi medi ( costi totali impresa / quantità
prodotte ) dell’impresa diminuiscono all’aumentare dell’esperienza, delle quantità
cumulate nel tempo.
Man mano che l’impresa trascorre alcuni anni di vita all’interno dei mercati, accumula
esperienza e impara a conoscere meglio tutti i soggetti con cui interagisce.
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Egli vede il processo di crescita economica come un ciclo economico in cui si alternano
fasi di rallentamento e consolidamento con fasi di crisi.
In questo momento di crisi c’è una parte della dinamica economica che distrugge risorse
e un’altra che crea nuove imprese che entrano innovando.
Queste fasi vengono associate all’introduzione di una novità o una nuova tecnologia,
collegata pero al declino del prodotto che soddisfaceva l’esigenze dei consumatori in
precedenza.
➡ Internet che subentra nella vita di tutti negli ultimi decenni e che modi ca in modo radicale
il modo in cui le imprese svolgono la propria attività economica, facendone uscire alcune che
non riescono a comprendere il cambiamento tecnologico e ne subentrano altre che
usufruiscono di questa tecnologia per svolgere il mercato.
==> L’uscita dal mercato di Block Buster e l’entrata di Net ix nel mercato dello streaming.
La gura dell’imprenditore
Al centro del processo di distruzione creatrice c’è l’imprenditore: siamo in un momento
storico in cui è l’imprenditore che prende in mano la gestione dell’impresa, chi possiede
l’attività ne gestisce l’amministrazione l’organizzazione, ma anche tecnicamente.
Alcune distinzioni:
All’inizio della storia dell’automobile molte di esse erano più vicine ad essere invenzioni che
innovazioni, le imprese non potevano ancora riprodurle in grande scala per dei dubbi sulle
caratteristiche tecniche, allo stesso modo i consumatori erano avversi sullo stesso prodotto,
percependone più i rischi che il valore economico.
Cambiamento tecnico: cambiamento della tecnologia nel modo in cui viene utilizzata.
Ricerca:
attività di impresa orientate alla produzione di nuova conoscenza all’interno dell’impresa.
Fase di creazione di idee, di invenzione
Di base: descrivere attività che hanno come obiettivo creare conoscenza all’interno
dell’impresa in un determinato ambito o sfera scienti ca, senza considerarne le
applicazioni economiche [Link] un orizzonte di lungo periodo: obiettivo di
approfondire la conoscenza in un determinato campo del sapere che potrà tornare utile
fra diversi anni.
Applicata: obiettivo di trovare soluzioni nuove a problemi che abbiano una rilevanza
immediata per l’impresa, quindi di sviluppare conoscenza e competenza con lo scopo
di risolvere un problema speci co e immediato o nell’impresa o nei consumatori.
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Sviluppo:
applicazione dei risultati dell’attività di ricerca, come applico le competenze che ho
ottenuto dalla ricerca.
Nel momento in cui io applico le attività di sviluppo, grazie alla conoscenza che deriva da
una ricerca di base, sviluppo dei prototipi, che non vengono commercializzati
direttamente, ma che testo e tra un paio d’anni lo faranno.
I prototipi sono il risultato dello sviluppo di conoscenze che derivano dalle conoscenze di
base.
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➡ Criterio legato alla natura dell’innovazione
Innovazione di prodotto:
introduco delle novità nei beni o nei servizi che un’impresa realizza.
=> Una banca introduce delle innovazioni di prodotto quando introduce una piatatforma di
online banking o quando vende oltre che conti bancari anche assicurazioni ecc..
Innovazione di processo:
impresa non cambia le caratteristiche dei propri prodotti, ma cambia il modo in cui li
produce, modi ca il modo in cui svolge le proprie attività al ne di migliorarne l’e cienza.
=> Un’impresa che decide di adottare politiche di smart working, compie un’innovazione di
processo: cambia il modo di organizzare le sue attività organizzative e gestionali.
C’è una diretta relazione tra innovazione di prodotto e di processo: quello che per un’impresa
è il primo, per un’altra che acquista può essere di processo.
Innovazione radicale:
novità signi cativa rispetto alle caratteristiche di un prodotto o di una tecnologia di un
processo preesistenti. In presenza di una distanza signi cativa tra il modo in cui
l’innovazione soddisfa un bisogno e come quella stessa necessita veniva soddisfatta in
passato.
=> L’automobile è un innovazione radicale, perché prima esistevano le carrozze che non
permettevano la stessa ef cienza.
Innovazioni incrementali:
miglioramento di un prodotto o un processo già esistenti.
=> Un automobile più potente o più ef ciente dal punto dei vista dei consumi o con guida
autonoma è un innovazione incrementale perché resta sempre nel settore dell’automobile.
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Quando siamo difronte a tecnologie radicali che modi cano nettamente caratteristiche sul
alto dell’offerta sia le norme di comportamento sul lato della domanda.
=> I social sono delle tecnologie dirompenti perché cambiano il modo in cui interagiamo.
Lezione 9 10/03/2025
Competenze sia richieste dalle imprese per produrre l’innovazione, sia quelle dei
consumatori per poterla utilizzare
=> automobile ibrida: la guido come quella a conduzione interna, utilizzo circa gli stessi
procedimenti per produrla, devo avere capacità maggiori nel campo dell’elettronica, ma
segue un processo già esistente.
=> passaggio da carrozza ad automobile: richieste per poter produrre e utilizzare il prodotto
sono completamente diverse da quelle utilizzate in precedenza.
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Tanto più una innovazione è radicale quanto più avrà un e etto deduttivo. Tanto più
un’innovazione incrementale, tendenzialmente le nuove capacità richieste saranno
un’evoluzione di quelle preesistenti.
Innovazione architetturale:
nuovo prodotto/ tecnologia prevede una modi ca nella struttura complessiva del
prodotto, dei suoi componenti, nel modo in cui essi interagiscono tra loro, più in generale
nel modo in cui gli elementi e ciò che compone il sistema si modi ca ( cambiamento
sistema socio-tecnico: struttura imprenditore-consumatore-tecnologia ).
=> piattaforme: somiglia al concetto di distruptive innovation a cui la struttura viene cambiata,
modi cando il modo in cui interagiscono le parti.
Innovazione modulare:
cambiamento in uno degli elementi del sistema, in una componente del prodotto, anche
nel modo in cui esso viene realizzato e sviluppato. Quindi un innovazione che prevede
cambiamenti solo in uno o più componenti del prodotto senza modi carne la struttura
generale nel modo in cui i sistemi interagiscono tra loro.
=> auto elettrica: non modi co niente se non cambiare il motore a conduzione in un motore
potente.
Spesso tra le due c’è un continuum, infatti raramente si trova un’innovazione totalmente
architetturale o modulare.
Tanto più un’innovazione sarà radicale tanto più sarà architetturale (distruptive innovation:
modi cano il modo in cui gli attori interagiscono tra loro, i consumatori acquistano o
consumano un bene o servizio, cambiano le norme di comportamento e gli attori sul alto
dell’o erta).
Tanto più un’innovazione sarà incrementale tanto più sarà modulare.
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Per gli economisti questo concetto di innovazione come fonte di crescita è nuovo, solo
dopo la guerra iniziano a prendere in considerazione lo studio sistematico sull’e etto
dell’innovazione con Abramovitz e Solow.
Quasi la metà della crescita economica degli Stati Uniti nei primi 50 anni del ‘900 è
spiegata dalla capacità innovativa del sistema: cambiamento dei processi, nuovi prodotti..
Banca mondiale successivamente a erma che 1/3 della crescita mondiale è dovuta alla
capacità innovativa.
Gra co mostra input e output, con due funzioni di produzione con rendimenti crescenti:
Gli economisti no agli anni ‘50 spiegavano le economie di crescita come un passaggio
da A a B, uno sfruttamento più sistematico e intensivo della tecnologia data, del processo
produttivo e capacità.
=> Impresa abituata ad utilizzare input X1 con un processo produttivo, ottenendo quantità di
output pari a Y1 => per crescere poteva solo aumentare gli input da X1 a X2 quindi muoversi
lungo la funzione di produzione utilizzando più i intensamente la tecnologia data aumentando
il proprio output a Y2.
Per Abramovitz e Solow:
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A ermano che meno della metà delle imprese usa questa tecnologia, infatti la maggior
parte delle imprese userebbe tecnologie, macchinari e modi di organizzare la produzione
nuovi e innovativi => funzione di produzione nuova e diversa, capacità di un sistema
economico di crescere.
=> l’utilizzo di nuove tecnologie permette di aumentare la quantità dio output anche
rispetto alle strategie delle economie di scala.
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Federica So a Mosso
Lungo L’isoquanto io produco gli stessi livelli di output, le quantità di esso sono costanti,
più vicino all’origine è l’isoquanto minori sono le quantità di output prodotte.
Lungo esso cambiano le combinazioni di capitale k e lavoro L ( = tecniche ), modi diversi
di usare la stessa tecnologia che permettono di ottenere lo stesso livello di output
A e B => livello output prodotto ma diverso modo di produzione: in A uso più capitale
( tecnica capital intensive : maggiore K rispetto ad L ), in B utilizzo più il lavoro ( tecnica
Labour intensive: uso la mia tecnologia in modo più intensivo L e meno K ).
Come scelgo A e B ?
Data una tecnologia, l’intensità dei due fattori produttivi dipende dal loro costo : quanto
relativamente può essere facile o costoso ( non solo in termini di prezzo anche in senso di
facilità e semplicità di accesso ad una delle due risorse ).
Sceglierò i capitali o il lavoro in funzione alla facilità di accesso delle imprese ad uno o
all’altro fattore produttivo.
La pendenza della retta è data dal rapporto dei costi dei due fattori produttivi (w/r)/L .
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Quanto è più facile accedere al capitale o al lavoro per lì impresa, più è ripida la sua
pendenza più avrò una situazione in cui r è basso e w alto.
Rette di isocosto con una maggiore inclinazione esprimono una variazione dei costi netta
in cui w è più alto di r e viceversa in caso di inclinazioni piatte.
C2 = inclinazione più bassa, numero più piccolo = r è più grande di w ==> sistema
economico con struttura di costi dove il lavoro è relativamente più a buon mercato
rispetto al capitale
—> modello di scelta ottima -> punto di tangenza di isoquanto e isocosto, l’interazione
tra caratteristiche della tecnologia ( isoquanto ) e caratteristiche dei costi ( isocosto ) mi
permette di individuare la combinazione ottimale impiegata per utilizzare una data
tecnologia.
Le imprese che sceglieranno di utilizzare Y capital intensive lo faranno perché sono in un
contesto economico dove il capitale ha dei costi accessibili più bassi rispetto al lavoro
=> utilizzo più capitale rispetto al lavoro perché è il fattore produttivo che costa meno.
Il gra co ci aiuta a spiegare perché alcune imprese scelgono di essere labour intensive o
capital intensive a parità di tecnologie utilizzate.
—> Seguono applicazioni microeconomiche e macroeconomiche :
• Imprese in sistemi economici diversi adottano la stessa tecnologia con mix di fattori
produttivi diversi, ovvero tecniche diverse
• Paesi con prezzi relativi dei fattori produttivi diversi adottano e usano la stessa
tecnologia in modo diverso
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Grandi imprese americane specializzate nel meccanismo digitale, diverse imprese asiatiche
nello stesso settore e l’Europa è sottodimensionata.
La distribuzione può essere spiegata anche con il gra co che mostra come gli Stati Uniti
sono stati in grado di avere fattori chiave nella digitalizzazione perché ha creato una struttura
economica in grado di accedere facilmente a K => permette di produrre beni e servizi
all’interno del capitalismo digitale.
L’Europa non è stata in grado di fare lo stesso e quindi le sue imprese hanno utilizzato o
stanno utilizzano Internet e la tecnologia, ma per produrre beni e servizi più tradizionali, per
compiere un’innovazione di processo e migliorare l’ef cienza nella produzione di beni e servizi
più tradizionali.
Lezione 10 12/03/2025
L’organizzazione dell’impresa
Come le imprese organizzano le proprie attività all’interno del trade-off?
Quelle rappresentate sopra sono le diverse attività compiute più o meno in sequenza che
portano alla realizzazione di un bene o un servizio a disponibilità del consumatore.
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Federica So a Mosso
Il problema
—> Decidere se l’impresa sceglie di gestire queste attività all’interno dei propri con ni,
svolgere quindi tutte le mansioni volte a produrre un bene nale ( = in house ), attraverso
strategie di integrazione verticale
—> Oppure decide di realizzare al proprio interno solo alcune attività esternalizzandone
altre, acquistando da altre imprese alcune componenti che vengono poi unite al prodotto
nale ( = outsourcing ), attraverso esternalizzazione.
• Attività primarie
Legate direttamente alla realizzazione del prodotto o del servizio, che l’impresa o re.
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-> Operations: produzione vera e propria del bene o del servizio. Nel caso
dell’automobile è l’assemblaggio di tutte le componenti al ne di avere un prodotto pronto
ad essere esposto al mercato.
-> Logistica esterna: prodotto completato, avviene la movimentazione delle merci verso
il mercato: la gestione dei ussi di beni o servizi che l’impresa produce verso l’esterno
dell’organizzazione. Se l’impresa produce beni nali verso l’esterno della organizzazione
=> gestione dei beni verso punti vendita => impresa vende beni intermedi ( es. micro
processori, acquistato da altre imprese e installato nel bene nale ) .
-> Marketing e vendita: promozione e vendita diretta del bene ai clienti, che possono
essere clienti nali oppure altre imprese. All’interno di questa categoria sono presenti:
pubblicità , attività commerciali, venditori che promuovono l’impresa …
-> Servizi post vendita: attività che entrano in gioco una volta che il prodotto o il servizio
è stato venduto e che sono di supporto e assistenza al cliente. Ad esempio il servizio di
garanzia sul prodotto acquistato.
➡ Quali di queste attività contribuisce di più al pro tto ottenuto dall’impresa e che quindi
voglia integrare verticalmente?
Il valore o erto ai giorni d’oggi è sempre più dettagliato dalle attività post-vendita
riservate ai clienti.
Attività a valle:
dal momento della realizzazione no al prodotto nale => logica esterna in poi
• Attività di supporto
Sono trasversali alle attività primarie, sono attività che supportano quest’ultime che sono
più collegate alla realizzazione del bene o servizio o erto.
-> Risorse umane: supporto a tutte le attività. Gestione delle materie prime utilizzate al
ne di avere un prodotto buono, lavoratori che girano il mondo a nché riescano a trovare
nuovi fornitori di materie prime, formo le competenze di queste persone al ne di
supportare la produzione del prodotto. Gestisco le risorse umane nell’attività di
produzione in senso stretto.
Quindi una buona parte delle attività di supporto possono esser più facilmente
esternalizzate senza temere di perdere fonti di vantaggio competitivo.
- Impresa molto integrata verticalmente = impresa poco specializzata, che svolge una
serie di attività legate alla vendita e produzione di un bene, non è specializzata.
👉 Specializzata = attraverso attività di esternalizzazione si è concentrata su poche di
queste attività , ha deciso di esternalizzare la logistica interna, marketing e servizi, e si
specializza svolgendo internamente solo le attività di operation e logistica esterna.
=> ha fatto ricorso a strategie di esternalizzazione per specializzarsi solo su alcune
attività legate al prodotto.
<< The division of labour is limited by the extent of the market >>
=> Se avessi tutti i Benetton, non avrei altri negozi multi marca che vendono prodotti di altri
brand.
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Federica So a Mosso
=> Solo quando altre aziende decidono di collegarsi ad altre attività emerge un altro mercato
nella vendita specializzata : imprese specializzate non nella produzione ma nella vendita,
assistenza al reso, esposizione al pubblico ecc..
👉 Si intende infatti l’idea che diverse imprese si specializzino in alcune di queste fasi/
attività primarie e di supporto, legate alla realizzazione di un tipo di prodotto,
esternalizzandone altre e quindi creino mercato e spazio per altre imprese a loro volta
specializzate in alcune delle attività che vengono esternalizzate.
Adam smith dice che il ricorso a strategie di divisione del lavoro e specializzazione,
dipende dalla dimensione del mercato.
Dal secondo dopo guerra in avanti sono cambiate le dimensioni del mercato e della
domanda globale di beni e servizi.
Quindi egli dice che più è grande un mercato e la domanda per un determinato tipo di
prodotto, più è conveniente per le imprese specializzarsi in attività legate alla catena del
valore di quel bene.
=> Man mano che cresce il mercato delle automobili, alimenti o componenti informatiche,
è conveniente alle imprese specializzarsi in alcune attività esternalizzandone altre.
Crea un mercato per le imprese che si specializzano in quelle attività.
=> Inizialmente il mercato delle automobili è molto piccolo con pochi consumatori e tanti
operai svolgono all’interno tutte le attività.
Più il mercato si espande, più i produttori decideranno di concentrarsi in alcune di queste
attività, no a mantenere solo attività di operation in alcuni casi, esternalizzandone La
produzione dei componenti, degli sviluppi di promozione ecc..
determinando una divisione del lavoro e facendo espandere mercati precisi di componenti
precise. Nasce un mercato specializzato nella fase a monte oppure il mercato per le imprese
che si specializzino nel mercato a valle = la vendita.
Adam Smith fa l’esempio all’interno di una piccola impresa parlando della fabbrica di
spilli:
Per un’impresa tanto più è grande la produzione di spilli che realizza, tanto più è conveniente
avere operai che si occupano della realizzazione della capocchia, alcuni della fresatura e della
punta, alcuni dell’assemblaggio e in ne alcuni la verniciatura nale.
Anziché avere operai che svolgono tutte queste fasi, egli ci dice che se il mercato e la
domanda è grande, allora è conveniente per l’impresa avere alcuni operai che svolgono solo
alcune attività => processo di specializzazione.
Smith ci dice che nel momento in cui abbiamo operai specializzati anziché generici
aumenta la produttività del lavoro, l’abilità quindi di ogni singolo operaio nello svolgere
una funzione.
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Oltretutto si risparmiava tempo per la produzione nale dello spillo ( lead time = tempo
dall’inizio alla ne ).
Lezione 11 17/03/2025
Al crescere della domanda crescono gli incentivi per la dimensione del mercato.
Divisione delle attività in diverse imprese che si specializzato in determinate fasi delle
attività che portano alla realizzazione e vendita del prodotto.
Gra co di incrocio tra domanda e o erta, dove al posto della curva di o erta ( inclinata
verso l’alto positivamente e mettono in relazione prezzi e quantità ) ci sono le curve di
costo ( due modelli organizzativi di due imprese di erenti ).
Sui due assi troviamo le quantità (orizzontale) e sulla verticale i costi medi che le imprese
sostengono per produrre il bene e quelli per venderli, costi medi + prezzi ( verticale ).
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Il teorema di Smith ci dice che le dimensioni del mercato sono in uenzati dalle
strategie usate.
➡ Bisogna quindi prendere in considerazione due scelte di strategia diverse
( integrazione verticale o esternalizzazione ) e confrontarle tra loro osservando quale sia
quella più e ciente.
Produzione Specializzata
I costi medi di un’impresa specializzata
rappresentano il primo tratto della curva dei
costi medi: discendente.
Produzione Integrata
Svolge al proprio interno tutte le attività legare alla produzione di un bene, quindi è nella
fase in cui i costi si appiattiscono e diventano costanti all’aumentare delle quantità .
Bene cia di economie di scala perché svolge al proprio interno una parte di attività della
catena di valore.
Quindi la sua curva dei costi medi è rappresentata piatta tendenzialmente costante.
I costi medi sono alcune volte leggermente spostati verso l’alto perché è un’impresa di
grandi dimensioni.
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=> Quando nasce un nuovo prodotto,, . i produttori sono integrati verticalmente perché la
domanda è ridotta. Ciò accade anche per le produzioni per un numero limitato di clienti come
quelli altamente customizzati o fatti su misura o produzione che inizia una volta effettuato
l’acquisto. Quindi siamo in presenza di pochi esemplari prodotti all’anno.
Poche quantità prodotte a prezzi elevati => mercati di nicchia o mercati con prodotto in
sviluppo. Domanda di mercato limitata: prezzi elevati e quantità contenute.
In questo caso conviene quindi integrare verticalmente.
Per mercati con dimensioni maggiori non solo la produzione integrata migliora le
condizioni di e cienza e le quantità prodotte, ma la produzione specializzata riesce a
migliorare l’equilibrio di mercato aumentando le quantità prodotte e di conseguenza i
prezzi.
Implicazioni
Circolo virtuoso: ampliamento del mercato porta all’aumento della divisione del lavoro e
produttività e quindi cresce il reddito pro capite che fa spostare ulteriormente la curva
verso destra ampliando il mercato e fornendo un ulteriore incentivo nell’aumento della
quantità e divisione del lavoro. La domanda stimola la divisione del lavoro e la
specializzazione e cosi via.
Le imprese non sono motivate a investire nella specializzazione nche non hanno un
mercato su cientemente amplio.
Le imprese specializzate bene ciano di essa solo per le quantità e i volumi elevati.
Un’impresa specializzata realizza economie di scala solo per soglie di quantità prodotte
molto spostate verso destra ( maggiori ).
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Rilevanza empirica: un momento in cui il mercato di un prodotto si espande in tutti
settori che tendono ad entrare in una fase di specializzazione abbandonando
l’integrazione verticale ( non vale per produttori di nicchia ).
Il problema dell’organizzazione
Non esiste impresa che internalizza tutte le attività produttive ( estrema destra ), ma
neanche che le esternalizza tutte ( estrema sinistra )
Ma questa è una delle tante variabili di scelta, che possono far protendere le imprese,
anche se in presenza di domande elevate, a scegliere l’integrazione verticale, perché
guardano i bene ci e ne traggono l’importanza.
—> Apple nonostante sia in un mercato di dimensioni elevate preferisce integrare più
verticalmente, perché da importanza a questi bene ci non guardando il problema dei costi
individuato da Smith. Fa della qualità dei suoi beni e servizi un punto di forza e di distinzione
dai propri competitori.
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L’integrazione verticale riduce i costi legati al rischio di fughe di informazioni ( free-
riding ) riservate sull’impresa e la su attività , e i costi sulle competenze e sull’
a dabilità dell’impresa a cui esternalizzare ( outsourcing ) determinate fasi a monte e o/
a valle della produzione.
Se faccio realizzare una parte del mio prodotto ad un fornitore egli conosce le caratteristiche
di esso, un’azienda può non voler far trapelare queste informazioni ad altre imprese perché
temo che queste possano trapelare ed essere cedute ai concorrenti.
L’integrazione verticale riduce i costi ( legali ma non solo ) legati o alla stipula di
contratti con imprese esterne. Riduzione dei costi di transizione.
Tipico delle imprese di grandi dimensioni poiché esse funzionano come un luogo di lavoro
dove è di cile controllare chi lavora bene e chi male.
-> Siamo in presenza di una situazione in cui l'informazione, su questo tema, è distribuito
in modo asimmetrico: il singolo dipendente sa se persegue gli obiettivi dell’impresa o
invece lavora nella maniera sbagliata, quindi tra dipendenti e livelli superiori del
management.
Questa distribuzione è tanto più tipica più l’impresa è di grandi dimensioni.
=> costi legati al rischio di comportamenti opportunistici e quelli legati ai tentativi nel
limitare questi comportamenti , al controllo di essi.
Creo all’interno dell’impresa alcune gure che controllano i dipendenti, con l’obiettivo di
inserire un livello intermedio tra gli obiettivi tra top management e impiegato.
Questo controllo sarà sempre imperfetto, ci saranno comunque comportamenti opportunistici
che sfuggono e perciò sempre in presenza di forme di inef cienza.
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Costi di in uenza
Costi che l’impresa di grandi dimensioni sostiene nel momento in cui si crea una
concorrenza interna tra le varie aree e funzioni dell’impresa e le attività della catena del
valore.
Questa si crea al ne di ricevere più risorse dal top management.
Ciascun reparto è il migliore dell’impresa e dovrà ricevere un aumento perché è il più
fondamentale.
Si crea quindi un campo di competizione per il ricevimento di queste risorse, con obiettivo
che non sempre questa allocazione rispecchia i reali bisogni dell’impresa, poiché essa è
molto grande, e spesso i vertici non riescono a valutare con precisione i bisogni delle varia
aree. Essi possono quindi farsi in uenzare dalla capacità persuasiva dei vari direttori di
produzione, marketing , vendite ..
L’e etto è che poi si vada ad investire in aree che non ne necessitano e producono quindi
qualcosa che non avrà successo. Questi sono cotto che fanno salire verso l’alto costi
medi dell’impresa perché e molto grande e quindi le attività o o di cili da controllare per i
top management.
👉 I costi d’in uenza sono i costi di lobbying interno in cui le varie aree funzionali
dell’impresa cercano di convincere il top management che hanno bisogno di più risorse
rispetto alle altre.
Questi costi di agenzia e di in uenza che sono legati alla distribuzione asimmetrica delle
informazioni e ai comportamenti opportunistici, alcuni manager ne appro ttano per
ricevere più risorse e comportandosi in modo opportunistico.
Questi due costi sono presenti anche nei costi di transazione, non si trova solo nell’
integrazione verticale, ma in generale i sistemi economici sono caratterizzati da attori
economici con caratteristiche diverse da quelle del modello di concorrenza perfetta.
Lezione 12 18/03/2025
Joint venture
Forme legali e contrattuali particolari tra più imprese, in cui si chiede alle attività che
decidono di avviare una Joint venture di contribuire produttivamente, tecnologicamente e
nanziariamente alla creazione di una nuova impresa separata e indipendente
giuridicamente dalle imprese che l’hanno formata.
=> alcune imprese collaborano contribuendo su più fattori, per dar vita ad una nuova con
autonomia propria rispetto a coloro che l’hanno costruita.
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=> spesso sono un modo per le imprese di entrare in nuovi mercati sfruttando risorse
esterne e possedute da altre imprese.
—> la nuova impresa creata è il risultato di imprese che continuano ad esistere e operare
nel mercato.
Licensing / Franchising
Accordo contrattuale in cui un’impresa concede ad altre i diritti d’uso o di una proprietà
intellettuale, un bene coperto da essa ( = Licensing ) oppure l’uso di un marchio ( =
Franchising ) in cambio di una percentuale sulle vendite dell’impresa che ha usufruito del
marchio.
Uso di un software per derivarne ulteriori programmi, concedo licenza di un prodotto coperto
di proprietà intellettuale => Licensing
Concedo solo ad alcuni imprenditori che vogliono aprire un ristorante McDonald di usufruire
del marchio e vendere prodotti che seguono la linea originale.
Dal punto di vista dell’impresa che acquisisce i diritti d’uso del marchio o proprietà
intellettuale, questo acquisto rappresenta una riduzione dei costi ssi che se
l’imprenditore dovesse ricominciare da zero l’attività dovrebbe sostenere per crearsi un
marchio proprio, riconoscibile ai consumatori e con una certa notorietà: costi di
avviamento.
Outsourcing
Attività che vengono esternalizzate da un’impresa ad altre e che decidono di svolgere la
realizzazione di alcune componenti o materie prime per conto di un’impresa che diventa
“cliente”.
—> Siamo in presenza di relazioni tra le imprese che si dividono il lavoro legato al proprio
business.
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Organizzazioni di ricerca
Collaborazioni e interazioni tra imprese nell’innovazione, in particolare esse sono soluzioni
organizzative che coinvolgono un’impresa privata e un’istituzione pubblica, spesso è
compito dell’ultima portare avanti la ricerca di base ( = lungo termine, cerca di produrre
nuova conoscenza in campi del sapere all’avanguardia ) per conto della prima.
Gruppi aziendali
Reti di imprese sia di tipo orizzontale ( imprese attive in settori di erenti fra loro ) , ma
anche verticali ( lungo la catena di produzione, relazione cliente-fornitore
Reti di 3 tipi:
Finanziarie : all’interno dei gruppi è presente una banca che fa parte dello stesso
gruppo e si relaziona anche all’esterno, che nanzia però le attività all’interno del
gruppo
Azionarie
Spesso a capo di questi gruppi aziendali c’è un’unica famiglia che detiene le quote azionarie
del capogruppo, la cui detiene quote azionarie di tutte le imprese che fanno parte dello
stesso gruppo aziendale.
C’è una casa madre: Samsung che controlla tutta una serie di imprese operanti in diversi
settori, attraverso la partecipazione azionaria, la casa madre che detiene il numero più
rilevante delle imprese controllate.
Mitsubishi possiede una banca al loro interno, è presente una rete di imprese tra loro che
sono indipendenti ma tutte riconducibili all’unico gruppo aziendale.
Exor, gruppo Fiat, la capogruppo della famiglia Agnelli non ha una propria banca in senso
stretto, ma c’è un soggetto principale parte della famiglia con tutta una serie di imprese
collegate tra loro controllate da questo attore tramite la partecipazione azionaria. => la quota
di maggioranza delle azioni di Ferrari o altre imprese del gruppo Exor sono all’interno di
questa “cassaforte” e sono un modo in cui si può diversi care.
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Contratti impliciti=> i contratti possono esprimere in modo approssimativo le
relazioni tra le imprese, l’accordo tra le imprese all’interno di queste realtà si basa su altri
fattori, non contrattuali, ma su relazioni di ducia e rapporti di reciprocità ( mutualità ).
Distretto della piastrella di Sassuolo => le piastrelle prodotte dalle imprese di questi pochi
comuni vengono esportate in tutto il mondo grazie alla loro qualità e design spiccato.
Distretto del tessile dell’abbigliamento di Biella => tante imprese di medio piccole dimensioni
forniscono materie prime, lavorazioni o semi-lavorati ad imprese di più grandi dimensioni che
confezionano capi e vengono esportate in tutto il mondo .
—> Queste imprese spesso sono legate da relazioni di ducia, mutualità e reciprocità
perché sono sicamente localizzate all’interno dello stesso territorio.
Queste imprese agiscono quasi come se fossero un’unica impresa, pur essendo tutte
indipendenti, ma contribuiscono al ne di produrre un unico prodotto nale.
Costi di transazione
I contratti nascono per tutelare le parti all’interno di una transazione, dal rischio di
comportamenti opportunistici.
—> Infatti nel momento in cui un’impresa decide di esternalizzare una parte della propria
produzione e vuole tutelarsi per essere certa che l’impresa fornitrice rispetti determinate
condizioni, decide di farsi tutelare da un contratto dove viene tutelato anche il fornitore ( x
tempi di pagamento ).
Informazione asimmetrica
Non si può organizzare sempre il rapporto tra le aziende in modo tacito perché viviamo in
un mondo economico in cui l’informazione è distribuita in modo asimmetrico.
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Allo stesso tempo io impresa fornitrice non so se il mio cliente possa effettivamente pagarmi
o sia sull’orlo della banca rotta e quindi non vedrò mai un pro tto.
Razionalità limitata
Non solo siamo in presenza di informazione asimmetrica, ma anche di attori con
razionalità limitata.
Se gli attori fossero super computer che sono in grado di elaborare tutte le informazioni che
non conosco cosi da ottimizzare ogni situazione, in questo caso l’informazione asimmetrica
non è più un problema rilevante.
Ma nel mondo reale gli attori fanno fatica ad acquisire informazioni , perché vanno
incontro a dei costi per poterle elaborare e arrivare ad una decisione => costi di gestione
delle informazioni.
Ci sono dei limiti cognitivi nella capacità di acquisire e immagazzinare le informazioni sulla
base delle quali prendere decisioni.
=> il contratto diventa il luogo formale in cui dettagliare i criteri a cui le imprese
devono sottostare e diventa anche ciò che tutela le parti di fronte a potenziali
comportamenti opportunistici che sfruttino le asimmetrie informative e la razionalità
limitata degli attori. Sono presenti anche le esenzioni nel caso in cui le parti non si
comportino in modo coerente.
I contratti quindi non sono mai completamente vincolanti, c’è sempre la possibilità che
avvengano comportamenti sleali e opportunistici di alcuni degli attori coinvolti nella
transazione, che si avvantaggiano a danno dell’altra.
=> azienda Rana ( tortellini ), si era scoperto che in alcuni dei tortellini di carne bovina
commercializzati era presente carne di cavallo con steroidi. Questo non perché Rana aveva
usato quel semi-lavorato, bensì aveva esternalizzato quella parte del servizio acquistando da
un’altra parte dell’Europa quel prodotto.
Il fornitore ne trae vantaggio perché fu pagato come se fosse realmente quella la materia
prima, mentre la qualità che veniva data a Rana era nettamente inferiore.
—> I contratti hanno tutelato l’azienda ed è riuscito a recuperare i soldi persi.
Diverse tipologie:
Costi di ricerca e informazione sulle imprese con la quale scambio beni e servizi
=> trovare il fornitore più appropriato alla produzione di componenti, semi-lavorati o
materie prime adeguate agli standard della mia impresa. Oppure costi per trovare il
cliente migliore.
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Per l’impresa esso rappresenta qualcosa che altrimenti non avrebbe compiuto.
=> se sono un impresa che produce batterie per proiettori e decido di entrare nel mercato
dell’automobile e in particolare delle batterie.
Un’altra impressa mi chiede di compiere un investimento in una linea di prodotti per
soddisfare delle esigenze produttive: produrre batterie per quella particolare tipologia di auto.
Se voglio soddisfare il mio potenziale cliente, devo compiere quell’investimento, acquistando
una certa categoria di prodotti al ne di poter entrare nel mercato delle batterie delle auto e a
soddisfare la domanda del mio cliente.
🟥 Problema:
Questo tipo di investimenti, pongono in una situazione di svantaggio per l‘’impresa che li
ha voluti, perché sono irreversibili: fatti per soddisfare le esigenze di uno speci co cliente.
All’interno della tra sanzione può capitare che una delle due parte ci ripensi o chieda delle
modi che.
Se produco batterie che vadano bene per tutte le case automobilistiche: posso vendere il mio
componente a molti clienti = contrattazione multilaterale.
Se compio un investimento speci co per un benessere speci co di un cliente =
contrattazione bilaterale 1:1. —> dipendo da un unico cliente per quell’investimento
speci co.
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Hold-up problem
Questa dipendenza da un unico membro, pone l’impresa in una situazione di potenziale
ricatto.
Ciò implicherà un minore fatturato, costi ulteriori per modi care il prodotto rispetto a quanto
stabilito nel contratto.
Speci cità localizzativa => imprese chiamate per investire in una determinata area
geogra ca, per soddisfare i clienti che si trovano in quelle zone.
-> le case automobilistiche europee hanno dovuto aprire in Cina stabilimenti per soddisfare la
domanda cinese.
Speci cità del capitale sico => A nché una transazione si realizzi una delle due parti
deve compiere investimenti dedicati a soddisfare quel particolare cliente.
-> Investe in un processo produttivo speci co a soddisfare le esigenze.
Speci cità del capitale umano => investo in risorse di capitale umano nchè non si
stabilizza la situazione.
-> può formare i propri ingegneri nche non siano in grado di de nire il giusto design del
prodotto ecc..
Maggiore è la speci cità del capitale sico, maggiore lo sarà quello del capitale
umano.
R = P*Q - CV - CF
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Quasi - rendita = di erenza tra i pro tti che otterrei se la mia transazione andasse a buon
ne e i pro tti che otterrei dalla migliore alternativa possibile.
=> se faccio un investimento per produrre componenti solo per Tesla, e poi decide di rivedere
l’accordo, se io non sono d’accordo non posso fare molto perché le mie componenti
funzionano solo per quella tipologia di prodotto, quindi ho una quasi-rendita alta. =>
investimento speci co porta ad un pro tto minore se non venduto ai clienti prescelti.
Se la di erenza tra la rendita reale e quella non reale è alta, l’impresa sarà molto più
ricattabile.
=> con un nuovo cliente mi potrà essere proposto un prezzo più basso oppure per
soddisfare le esigenze del mio nuovo cliente dovrò modi care le caratteristiche del mio
prodotto per farlo andare bene in altri contesti oltre quelli piani cati in precedenza,
sostenendo nuovi costi ssi e variabili.
Rende più lunghe e complesse le trattative, cercando di ottenere contratti più lunghi
per tutelarmi dal rischio di eventuale ricatto. Questo ritarda i tempi di avvio della
produzione e quindi anche del ricavo e pro tto che ottengo alla ne del mio processo
produttivo.
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⚠ Il rischio di ricatto dipende dalla speci cità del mio investimento: riduco gli
investimenti speci ci —> quindi riduco possibilità per economie di specializzazione e
apprendimento.
Esempi:
Integrazione interna di Ford per la produzione interna di batterie
-> Ford ha deciso di non sopportare dei costi di transazione ma di gestire e sviluppare la
produzione di batterie elettriche internamente, ciò attraverso un investimento di 11
miliardi di dollari per integrare verticalmente la produzione di un determinato prodotto.
Motivazione:
• Ford riduce i costi legati alla negoziazione con fornitori e migliora la prevedibilità dei
costi.
• Maggiori indipendenza e stabilità nella produzione di veicoli elettrici.
• Ma aumentano i costi ssi e di gestione => diversi cazione verticale
Motivazioni :
Risultato:
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Ripple (XRP) è una tecnologia blockchain che permette pagamenti transfrontalieri in pochi
secondi, riducendo drasticamente i costi di transazione rispetto ai metodi tradizionali come
SWIFT.
Esempio reale: La banca spagnola Santander utilizza Ripple per i trasferimenti di denaro,
tagliando i costi no al 60%.
Risultato:
• I costi di negoziazione e monitoraggio si abbassano grazie alla decentralizzazione della
blockchain.
• Tuttavia, la volatilità delle criptovalute e la regolamentazione incerta rimangono s de
aperte.
Motivazione:
Risultato:
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Motivazione:
• Ridurre i costi di transazione scale, evitando doppie imposizioni su pro tti generati in
diversi paesi.
• Utilizzare i prezzi di trasferimento (transfer pricing) per assegnare costi e ricavi tra le
varie liali in modo strategico.
Risultato:
• Google ha ridotto la sua tassazione e ettiva al 12,5% in Irlanda, molto inferiore rispetto
all'aliquota
• Tuttavia, le crescenti pressioni normative (es. Digital Services Tax in Europa) hanno reso
questa pratica statunitense più di cile.
=> Amazon ha adottato strategie simili con la sua sede in Lussemburgo, bene ciando di
aliquote scali agevolate.
Lezione 14 25/03/2025
L’Impresa
Sostituisce i contratti per prodotti o beni intermedi con contratti d’impiego
(lavoratori): mercato dei fattori
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➡ Costi di transazione si focalizzano sui costi che l’impresa deve fronteggiare una volta
che si trova davanti alla scelta tra esternalizzare e integrare. Perciò si limita a calcolare la
di erenza di e cienza tra make e buy. Oltre ad esse pero per Langlois subentrano anche
le competenze possedute dall’impresa e anche da quella partner, che e nutrano in gioco
difronte alla scelta organizzativa.
-> uno smartphone oggi è sempre un cellulare, ma è molto più complesso dei telefoni
presenti negli anni ‘80 che permettevano solo di chiamare, messaggiare e ascoltare la radio.
L’uso che ne possiamo fare oggi dipende dai cambiamenti possibili grazie alle innovazioni
tecnologiche in diversi campi.
-> oggi possiamo acquistare lo tesso prodotto su una serie di canali distributivi diversi, in
remoto o non, un tempo esistevano solo speci ci negozi dove acquistare i beni.
-> i consumatori oggi sono più so sticati e richiedono prodotti sempre più speci ci. Non si
accontentano più della generalità dei prodotti come era ad esempio durante la meta del ‘900.
⚠ Queste complessità creano dei problemi alle imprese, non ce ne sarà neanche una
che da sola con una scelta di assoluta integrazione verticale sarà in grado di
padroneggiare da sola tutte le tecnologie e le competenze necessarie a produrre da sola
un prodotto.
Di fronte alla complessità dei prodotti, un’impresa sarà sempre meno capace di
poter creare da sola un prodotto in modo completo.
👉 Sarebbe quindi meglio integrare verticalmente, ma non posso farlo perché non
possiedo tutte le competenze tecnologiche o scienti che per poter realizzare
completamente il prodotto.
Il pensiero di Langlois
La dicotomia tra esternalizzazione e integrazione non è su ciente, la scelta tra make e
buy non toglie il problema delle competenze: tra questi due estremi ci sono comunque
delle soluzioni che combinano i vantaggi di entrambe le scelte ( organizzazioni ibride ).
-> di fronte alla complessità dei prodotti la scelta migliore per i costi di transazione è
integrazione verticale. => però bisogna considerare le competenze -> dunque ricorso al
mercato, pesco le competenze e le capacità produttive la dove esistono, stabilendo
relazioni di scambio con altre imprese.
Competenze:
Nessuna impresa risponde al proprio interno le competenze su cienti per far fronte alla
crescente complessità di produzione
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Federica So a Mosso
Come hanno analizzato gli economisti nel tempo il ruolo delle competenze
come fattori economici?
Hayek , Simon
“The use of knowledge in society”
Hayek dice che gli attori economici non sono coloro caratterizzati da razionalità perfetta e
completa, bensì che dispongono di una conoscenza frammentata e tacita.
Frammentata => ciascun attore possiede conoscenza limitata, di uno speci co campo
del sapere e non dispone di tutte le conoscenze necessarie per massimizzare gli obiettivi.
De niscono l’apprendimento come un processo che va per tentativi ed errori, non si può
apprendere una funzione di conoscenza semplicemente acquisendo una sorta di regola e
applicandola.
Articolo di Richardson
Riprende l’idea di conoscenza tacita e frammentata e prova ad applicarla al modo in cui
le imprese organizzano la propria attività all’interno dei sistemi economici e aziendali.
Non sono imprese omogenee, son o imprese caratterizzate da capacità diverse e quindi
complementari = dipendono l’una dall’altra per creare valore per il consumatore nale.
Le imprese sviluppano competenze speci che, che però in quanto tacite non sono
facilmente trasferibili o replicabili, quindi diventano un elemento strategico nella
cooperazione tra imprese e nella di erenziazione.
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Federica So a Mosso
=> queste competenze speci che fanno si che le imprese vadano incontro a costi per
riconvertire la propria produzione.
-> Un’impresa specializzata e con competenze nel campo dei microprocessori, dif cilmente
riesce a sviluppare da zero una produzione di software, poiché questo necessiterebbe di altre
competenze.
Competenze simili => imprese che operano nello stesso settore con conoscenze
analoghe e che condividono le stesse o simili risorse produttive.
-> due imprese di auto che producono vetture elettriche potrebbero condividere know-how o
tecnologie.
Competenze complementari => imprese che non sanno fare le stesse cose , quando
le competenze di erenti di queste imprese si integrano a vicenda in questo modo si
completano e riescono a produrre un bene nale
-> un’impresa che produce motori e un’impresa che costruisce telai per auto devono
collaborare per produrre un veicolo completo.
🟥 Implicazioni:
Imprese con competenze simili a competere tra loro
Imprese con competenze complementari hanno incentivo a collaborare, a creare reti di
impresa tipiche delle forme di organizzazioni intermediarie ( tipiche dei distretti ).
Non sono relazioni di mero scambio, bensì sono relazioni di collaborazione basate
sull’idea dello sfruttamento delle competenze delle imprese.
Vedono l’impresa come un organismo vivente che si basa su tre dimensioni ( metafora ):
Variation, Retention, Selection
Variation => imprese di erenti l’una dall’altra, con capacità e risorse speci che.
Retention => imprese sviluppano dei comportamenti e delle risorse / competenze che
permettono loro di meglio adattarsi ai mercati e di soddisfare la domanda del
consumatore.
Selection => impresa che ha sviluppato capacità e comportamenti che meglio di altre le
consentono di adattarsi all’ambiente competitivo in cui opera si a ermerà sul mercato e
sopravviverà. Le altre imprese che avranno sviluppato competenze non adatte, usciranno
dal mercato, non sopravvivendo.
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Federica So a Mosso
Al centro di questa metafora => concetto di skills e routine
—> le routine si basano sulle skills, quindi sulle capacità delle imprese, e vengono prese
d’esempio una volta appurato che sia un metodo che funziona.
Esempi:
L’Industria Automobilistica e la Produzione di Massa
Un esempio chiaro dell’importanza delle routine è l’introduzione della produzione di
massa da parte di Ford.
• Le imprese che non hanno adottato la produzione di massa sono scomparse (es. molti
produttori artigianali).
• Le imprese che hanno seguito il modello di Ford sono sopravvissute ed evolute.
• I ristoranti operavano con metodi artigianali, con cuochi che preparavano i piatti da
zero in base alle richieste dei clienti.
• Ogni ristorante aveva i propri processi e modalità di servizio, con tempi di preparazione
lunghi e qualità variabile.
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Federica So a Mosso
McDonald’s e la standardizzazione delle routine (Anni ‘50)
La catena McDonald's ha introdotto routine operative rigorose, basate su:
Negli anni ‘90, McDonald’s ha dovuto adattare le sue routine alle nuove richieste dei
consumatori, introducendo:
- Menù più salutari (insalate, frutta) per rispondere alle critiche sull’obesità.
- Tecnologia nei processi (es. ordini automatizzati tramite schermi touch).
- Modelli di produzione più sostenibili (es. riduzione della plastica negli imballaggi).
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Federica So a Mosso
=> perciò per competenze dinamiche si intende la capacità dell’impresa a modi care
le proprie strategie al ne di ottenere un maggiore vantaggio competitivo.
Lezione 15 26/03/2025
=> le competenze che hanno queste caratteristiche sono un elemento che entra
all’interno del quadro decisionale dell’impresa nel momento della scelta tra l’integrazione
verticale di beni o innovazione e l’esternalizzazione.
Al ne di riuscire a prendere la decisione migliore, questa viene in uenzata da diversi
fattori:
Disponibilità di competenze:
L’impresa dispone delle competenze degli standard qualitativi giusti per la mia
produzione?
• Comprendere se si è in grado attraverso la produzione verticale, di possedere le
competenze interne necessarie a sviluppare il mio bene.
• Controllare che esista un’azienda che possiede queste capacità e se non esiste partire
da zero.
Se non dispongo delle competenze necessarie e sul mercato è presente qualcuno che le
abbia esternalizzo.
=> se ci sono competenze e dove sono ( nell’impresa, nel mercato .. )
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Federica So a Mosso
• Se voglio mantenere il controllo sul processo produttivo per diversi motivi ( es. controllo
qualità ), dovrò integrare verticalmente.
• In assenza di interesse verso il controllo di una determinata attività mi a derò al
mercato per il suo svolgimento.
=> bilanciamento tra peso analisi competenze e costi di transazione/dimensioni mercato .
In un contesto dal punto di vista dei costi di transazione mi conviene esternalizzare l’attività,
ma necessito un maggiore controllo durante il processo produttivo. Perciò all’interno del
processo decisionale pesano di più ri essioni legate alle competenze che l’analisi
dell’ef cienza che implica costi di transazione.
A nché un sistema possa avere una struttura modulare i suoi elementi devono essere
altamente standardizzati, i moduli devono essere sostituibili l’un l’altro quindi devono
potersi interfacciare tra loro senza problemi.
-> mobili IKEA : a partire da una serie relativamente limitata di moduli ( scaffali per le librerie,
ante per esse, cassetti, gambe e piani per tavoli ) posso ricombinare diverse lunghezze colori
e dimensioni delle stesse parti di un bene, per ottenere una varietà molto elevata di prodotti.
Posso avere librerie alte e strette con molti ripiani, oppure basse e lunghe con pochi ripiani
ma più grandi e posso averlo perché uso lo stesso modulo in modi diversi
-> LEGO : a partire da un numero limitato di mattoncini, posso combinarli tra loro in modi
in niti, per ottenere una varietà di prodotti nali.
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Federica So a Mosso
La modularità dal punto di vista dei prodotti consente di diversi care la produzione di
beni nali partendo da un insieme limitato di componenti standardizzati, simili tra loro e
facilmente interfacciabili.
-> PC : posso modi care le caratteristiche di alcuni PC ottenendo dei nuovi computer con
caratteristiche tecniche diverse, ma non modi co complessivamente la struttura e il modo in
cui gli elementi si combinano tra loro.
Produzione sequenziale
- Chandler
Attività Sequenziale => Agli acquisti segue la produzione dei miei beni, la attività di
vendita e distribuzione, attività di promozione.
Ogni attività è integrata verticalmente all’interno dell’impresa, ed è seguita dall’attività che
la precede, da cui dipende.
🙌 Visible hand -> controllo manageriale , c’è un top management che individua
obiettivi che non sono lasciati alla sorte e alla gestione autonoma all’interno del mercato
come succede nella mano invisibile
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Federica So a Mosso
Organizzazioni modulari
- Langlois
⬆ Diverse imprese possono realizzare solo una parte dell’intero processo produttivo:
possono specializzarsi nella realizzazione di singoli moduli.
Produzione modulare -> diverse imprese realizzano solo una parte dell’intero
processo produttivo specializzandosi nella produzione e realizzazione di singoli
sottoinsiemi di essi.
✋ 👻 Vanishing hand -> mano che si vede e non si vede, perchè ci si trova a metà
strada tra mercato che si autorganizza e si autogestisce (mano invisibile) e l’impresa
soggetta a
controllo manageriale (mano visibile)
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Federica So a Mosso
—> Se ho un problema nella fase 3, non devo aspettare necessariamente che si risolva
quel problema per poter continuare la mia produzione. Posso sostituire l’impresa che
ha mostrato il rallentamento o il guasto, con un altro fornitore, riducendo i tempi e
quindi il rallentamento del processo produttivo.
-> permette di arrivare sul mercato nale in tempi più rapidi perché le varie fasi del processo
produttivo vengono realizzate in modo parallelo.
Lean production
- Organizzazione Snella o Toyotismo
Un passo indietro:
Il fordismo si a erma come modello di organizzazione dominante a partire dai primi anni
del ‘900, con il primo modello di automobile di massa: Ford T. Il primo modello di Ford era
un modello dai costi elevati e che non tutti potevano permettersi, produce quindi Ford T,
non aveva nulla di nuovo e costava poco perché Ford bene ciava di economie negli
acquisti di materie prime e di un’alta standardizzazione del prodotto.
Il modello fordista era un’estremizzazione del modello fabbrica di spilli di Smith, ogni
operaio era specializzato in una e una sola attività .
Basato su economie di scala e su grandi volumi di produzione basati sul modello
standard.
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Federica So a Mosso
Quindi costruisce un modello basato su competenze diversi cate a tutti i livelli
dell’organizzazione, dipendenti che possono occuparsi di diverse attività all’interno
dell’impresa.
Toyota inventa dei macchinari che possono realizzare diverse attività e processi produttivi
all’interno dell’impresa: cambiando un componente riescono a svolgere lavorazioni
di erenti. = multi-purpose, automatizzati
-> sistema tecnologico più e ciente.
• Per ciascun modello di auto produce pochi esemplari fornendo quindi un’elevata
varietà e di erenziazione dei prodotti per piccoli volumi.
• C’erano quindi modelli diversi che potessero soddisfare ciascun gruppo di consumatori
con ciascuna caratteristica.
• Ciò permette al toyotismo di soddisfare molti segmenti della domanda in modo più
preciso, di ridurre i costi del magazzino riducendo le scorte.
Questo modello va contro il pensiero di Adam Smith che sosteneva la tesi di mano
invisibile, secondo Langlois le dimensioni del sistema economico a cui faceva riferimento
Smith erano più contenute e quindi aveva senso ragionare così.
Ma a erma che di fronte ad un mercato che si è ampliato e quindi di maggiori dimensioni,
il controllo manageriale e il concetto di mano visibile permettevano di avere un processo
più e ciente.
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Federica So a Mosso
Non è però un percorso lineare, infatti per esserlo, dovremmo avere l’impresa
verticalmente integrata e il ricorso alla mano visibile molto più marcato.
Egli sostiene che partendo dal mercato invisibile e quindi come forma spontanea data
dall’interazione automatica di domanda e offerta, il mercato si è poi espanso e cosi la
domanda => emergere dell’integrazione verticale e nuove economie => visibile hand :
economie di produzione economica organizzata in modo esplicito con strutture gerarchiche
che prendono le decisioni.
Quando però il mercato si espande, Langlois ci dice che l’impresa verticalmente integrata
scontra le diseconomie di scala e scopo ( costi di agenzia ecc.. ) + sempre meno in grado di
sviluppare prodotti più complessi.
Quindi tra visibile hand e invisibile hand il collegamento è tramite lavori di interazione, che non
sono semplici contratti o un’integrazione verticale in senso stretto. Sono rapporti di
collaborazioni tra imprese che sviluppano congiuntamente prodotti e tecnologie =>
cooperazione come strategia alternativa.
=> In questo contesto diventano più e cienti quelle organizzazioni ibride : Vanishing
Hand ( combinazione del mercato e impresa integrata verticalmente, partnership tra
imprese di erenti ).
Riassunto:
Le imprese nella maggior parte dei casi sono di fronte alla scelta di collaborazione o
lavoro autonomo, la prima presenta molti vantaggi: consente di distribuire il rischio
imprenditoriale, i costi di risorse produttive/ capitale sso, di raggiungere obiettivi in
tempo più rapido.
Ma la collaborazione espone le imprese anche a rischio di perdita di controllo sulle
proprie attività, di comportamenti opportunistici e implica una suddivisione dei pro tti.
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Federica So a Mosso
Lezione 16 31/03/2025
Quando riesce quindi ad avere una quota superiore della redditività presente sul mercato.
-> le fonti di questo vantaggio competitivo dipendono dalla capacità di o rire un prodotto
simile a quello dei concorrenti ma a costi più bassi oppure di o rire un prodotto con una
qualità superiore, che quindi crea un’utilità maggiore al consumatore.
Il tasso di pro tto non dipende dalla bravura della competitività, ma dal settore in cui le
imprese operano, insieme anche alla capacità dell’impresa ad essere più competitiva
rispetto alle altre.
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Federica So a Mosso
-> Carrefour è un’impresa che ha una redditività inferiore rispetto a Walmart nonostante operi
maggiormente, perciò la redditività dipende dalla capacità di utilizzare in modo più ef ciente le
risorse o di applicare meglio le strategie.
Ci serve per identi care dei fattori esogeni che fanno riferimento a scenari economici o
politici e ai cambiamenti del consumatore o del quadro di regolamentazione che
in uiscono sulle caratteristiche del settore.
Individuare i fattori macro che sono esterni al comportamento delle imprese e alla
capacità di controllo, che hanno un e etto sulle dinamiche di mercato e il comportamento
delle imprese.
-> elezioni americane: americani votano Trump e lui introduce tariffe sui beni che vengono
prodotti all’estero e importati negli Stati Uniti. = fattore di scenario che non dipende dalle
strategie delle imprese, fattore imprevedibile che dipende da fattori politici.
L’introduzione di un dazio ( tariffa ) ha una ricaduta sulla capacità competitiva delle imprese e
quindi di appropriarsi di alcune imprese, questo perché e una tariffa sulla quale le imprese
vendono il proprio prodotto in USA e ha quindi ripercussioni sulla vendita nale.
Se sono Ferrari e le mie auto le produco solo in Italia, se voglio esportarle in USA, sul prezzo
nale di vendita verrà applicata una tassa che si sommerà al prezzo dell’acquirente. I prezzi
quindi sono aumentati troppo e il consumatore vorrebbe non acquistarle.
Se abbasso il prezzo di partenza del mio bene, il tasso di pro tti sarà ridotto, quindi
l’elemento politico dei dazi non è altro che un impatto negativo.
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Federica So a Mosso
Dunque il reddito sarà sempre meno speso ad attività come l’intrattenimento o i servizi
culturali, dedicati a fasce di età più giovani.
-> cittadini sempre più legati ad attività che salvaguardia o l’ambiente: le imprese che colgono
l’opportunità legata ai nuovi bisogni dei consumatori osserveranno la loro redditività crescere.
Coloro che invece continueranno a produrre in modo non sostenibile ne risentiranno
negativamente, la loro quota id mercato diminuirà perché gli acquirenti sono più sensibili .
Per questo è spesso usata come punto di partenza dove poi creare l’analisi del mercato
che sto considerando.
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Federica So a Mosso
Questo perché la quota maggiore di pro tti andrà a vantaggio di fornitori, acquirenti o
potenziali entranti ovvero gli attori dietro queste forze.
=> Anziché la redditività essere appropriata dalle imprese del settore, lo sarà dai soggetti
che stanno dietro le forze più signi cative.
Chi si appropria della redditività nel macro settore dei beni di consumo?
Chi produce ad esempio beni di genere alimentare oppure quelli che trovo al supermercato, i
clienti nali oppure quelli intermedi ( grande distribuzione )?
All’interno di questo macro settore, quel fattore particolarmente importante saranno una
particolare categoria di clienti intermedi tra produttore e consumatore che è la grande
distribuzione. Questa possiede il potere e riesce ad imporre ai produttori di beni di largo
consumo i propri termini contrattuali, perché se non vendo i miei prodotti nella tua catena di
grande distribuzione la capacità di vendita di prodotti cambia.
Questo vale per tutte le forze e tutti gli attori dietro a ciascuna, che in uenzano la
redditività in ciascun settore.
C’è quindi una relazione negativa tra l’importanza della forza e la redditività
all’interno del settore, che andrà a vantaggio di altri.
=> Per concentrato si intende poche imprese che si appropriano dei ricavi totali.
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Federica So a Mosso
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Federica So a Mosso
=> in un mercato dove i pro tti vengono spalmati omogeneamente perché non è presente
grande differenziazione, ci sarà meno rivalità e quindi una minore redditività.
Posso diminuire il prezzo a cui vendo il mio bene=> aumento rivalità delle mie imprese
-> se siamo in presenza di un settore con elevata capacità produttiva in eccesso, c’è un
potenziale livello di competitività e quindi una redditività più bassa rispetto a dove la capacità
produttiva è satura e non possono diminuire i costi aumentando i volumi produttivi.
Barriere all’uscita => costi che le imprese sostengono se decidono di uscire dal
mercato ( chiudere una linea produttiva ), quindi chiudere la produzione.
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Federica So a Mosso
Tanto più i prodotti sono di erenziati, tanto più bassa è l’elasticità incrociata.
Se invece abbiamo prodotti sostituti che soddisfano il bisogno ( + concorrenza tra i
prodotti ), siamo in presenza di elasticità incrociata alta.
+ concorrenza tra prodotti = minore redditività perché i pro tti verranno spalmati tra beni
che soddisfano tutti lo stesso bisogno.
Questa sostituibilità dipende dalle esigenze del consumatore, ma anche dalle abilità
dell’impresa di di erenziale i propri beni rispetto alle altre, quindi in questo aspetto
in uiscono anche le caratteristiche intrinseche per l’impresa.
Lezione 17 1/04/2025
-> misura la minaccia data dal potenziale ingresso di nuovi concorrenti all’interno del
mercato
Mercato contendibile:
Mercato molto esposto alla presenza di nuovi attori, in qualche modo è facile per soggetti
esterni al mercato entrarci e competere con le imprese già presenti.
• Incumbents = Imprese che competono tra loro che sono all’interno di un determinato
mercato
- Net ix è un altro esempio di nuovo entrante nel mercato di noleggio video prima e
successivamente, sviluppando la piattaforma streaming, ha fatto uscire diversi incumbents
che non sono stati in grado di adattarsi al cambiamento.
Quali sono le principali barriere all’entrata e quindi gli ostacoli che gli incumbents possono
sfruttare per proteggere i propri pro tti?
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Federica So a Mosso
Fabbisogno nanziario
Risorse necessarie ad entrare nel mercato.
-> sono necessarie più risorse nanziarie per essere Stellantis o Bla Bla Car?
Stellantis perché spende di più in capitale sico al ne di poter offrire un prodotto la possibilità
di spostarsi in maniera comoda.
L’ingresso delle piattaforme di mobilità condivisi a ha eroso un po’ la pro ttabilità del settore
automobilistico perché al posto di acquistare un’altra auto familiare si prende in
considerazione l’idea di mezzo condiviso tramite car sharing.
Viceversa se questo fabbisogno di capitale nanziario non può essere aggirato, è molto
di cile per nuove imprese entrare in quel mercato.
-> il mercato petrolifero è molto dif cile da aggirare, perché ha una lavorazione di idrocarburi
complessa. Perciò è un mercato poco contendibile con barriere all’entrata elevate per
bisogno di risorse nanziarie per allestire gli impianti di produzione.
Economie di scala
Se le imprese presenti in un mercato bene ciano di esse, produrranno a costi molto bassi
e quindi riusciranno a vendere i loro prodotti anche a prezzi contenuti.
Prima di raggiungere una scala di produzione come quella degli incumbents l’impresa
necessiterà di tempo e dunque la presenza di economie di scala fa alzare le barriere
all’entrata, questo perché i costi di produzione sono più alti e i prezzi non competitivi ( +
alti ).
-> Tesla ha aggirato questa barriera all’entrata con un’innovazione di prodotto: offrendo un
bene, attraverso una strategia di differenziazione, differente e nuovo da quello degli
incumbents che è stato percepito come non comparabile con le automobili tradizionali. Ciò
gli ha permesso di costruirsi la sua nicchia di mercato nel settore dell’automobile.
-> l’entrata in un mercato di gioielli per primo consente di ottenere tutte le pietre più preziosi
disponibili in quel momento e non rendere possibile alle successive entranti di
appropriarsene.
Per un’impresa nuova ed esterna è di cile entrare in un mercato del genere e competere
contro queste imprese con alta reputazione. -> i clienti sono delizzati.
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Federica So a Mosso
Acceso ai canali di fornitura
-> Zara che produce capi di abbigliamento ma integra verticalmente la produzione attraverso
negozi mono-marca
-> Tesla che integra verticalmente al produzione di batterie a fronte della maggior parte delle
aziende che le acquistano.
-> barriere legali legate alla protezione della proprietà intellettuale: brevetti, licenzi, copyright.
Attribuiscono la proprietà di un bene ( a contenuto innovativo ) ad un soggetto/ impresa.
Per un’impresa esterna è impossibile sfruttare la stessa conoscenza, informazioni se questa è
coperta da licenza, copyright..
Impresa farmaceutica : la contendibilità segue la brevettabilità dei farmaci che scoraggia
l’entrata di nuove imprese.
-> Una nuova impresa o innova in modo originale un nuovo farmaco, che però richiede grossi
investimenti di ricerca sviluppo ( = fabbisogno di risorse nanziarie ), riesce a competere con
gli incumbents. Possono oppure chiedere la licenza su un brevetto, ma ciò costa parecchio,
un costo aggiuntivo che non sempre le imprese nuove riescono a sostenere, ciò le scoraggia.
Prezzi predatori: prezzi molto bassi, spesso al di sotto del costo medio di produzione
che le imprese, che bene ciano soprattutto di economie di scala, possono
temporaneamente applicare per scoraggiare la concorrenza.
Quindi si abbassano i prezzi per un breve periodo di temp, si fanno uscire i concorrenti,
poi si rialzano. Se non ha successo, si ritorna ai prezzi precedenti e si cercano strategie
di erenti.
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Federica So a Mosso
-> Fastweb: il settore delle telecomunicazioni ha delle quote di mercato enormi e quindi
barriere d’entrata molto elevate.
Finito gli anni ‘80 il mercato della telefonia si è liberalizzato, i player che volevano entrare
potevano usare la rete Telecom - Italia , potevano offrire il loro servizio af ttando la rete.
Fastweb ha deciso di aggirare questa barriera costruendo una linea in bra ottica concentrata
nelle aree urbane, così riuscì a sfruttare le economie di densità. In questo modo suddivise il
suo costo sso in un numero potenziale di clienti, pian piano riuscì a crescere rispetto alla rete
conosciuta analogica e di espandersi anche in aree nuove.
Domanda intermedia : altre imprese, elevato potere contrattuale delle imprese nel
mercato.
-> Barilla produce beni alimentari ma nei confronti della grande distribuzione ha pro tti più alti
di una impresa artigianale più piccola.
La scala dell’impresa conta per capire il potere contrattuale delle imprese incumbent della
domanda, di altre imprese che acquistano i prodotti del settore considerato.
-> produttori di microprocessori forniscono un input ai produttori di AI, quindi siamo di fronte
ad un input strategico che si appropria di una grande fetta del settore.
-> produttori di batterie per industrie automobilistiche : Tesla decide di produrle verticalmente
➡ Viene però presa in considerazione anche una sesta forza, in risposta alla rapida
crescita del settore digitale, dove strategie basate su un esternalità diretta sono rilevanti:
-> nel momento in cui alcuni tempi iniziano ad usare una piattaforma, si innesca un
comportamento imitativo, un effetto “comunità”, e altri utenti vogliono usufruire della stessa
piattaforma per diverse ragioni, come la praticità di comunicare davanti ad uno stresso
format.
Ciò si collega ai beni complementari perché questi utilizzatori diventano un mercato per
altri tipi di bene, complementari al motivo per cui si è sviluppato l’e etto network.
-> se la maggior parte delle persone utilizza software IOS, ci sarà un incentivo delle imprese a
produrre pacchetti applicativi che lavorano su IOS e che quindi porterà un valore aggiunto al
mio bene.
I beni complementari possono essere o erti dalla stessa impresa, oppure da altre
imprese ( iPhone e applicazioni IOS ). Siamo in presenza di prodotti che accrescono
l’attrattività del prodotto o del business dell’impresa che è riuscita a creare una massa
critica di utilizzatori.
Questo perché aggiunge valore al prodotto, grazie ad una gamma di beni complementari.
-> Aumenta il mercato degli smartphone se aumenta il numero di app che mi consente di fare
molte cose da remoto, quindi aumenta la redditività e il tasso di pro tto di questo mercato, in
funzione dei beni complementari che aumentano il valore di questo prodotto.
Le imprese che tra loro sono complementari tendono a cooperare tra loro per aumentare
la redditività complessiva disponibile.
-> imprese che producono Hardware e Software tendono a cooperare tra loro per sviluppare
app speci che che migliorino l’uso di servizi elettronici.
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Federica So a Mosso
Lezione 18 2/04/2025
Osserviamo come queste cinque forze possono essere applicate in diversi settori:
Il settore delle compagnie aeree ✈
Per poter avviare questa attività ho bisogno di costi di avviamento importanti, ciò
scoraggia gli entranti nel settore che si devono adeguare alle regolamentazioni
internazionali ( o erta, servizi aeroportuali ) o ad ottenere certi cazioni ( barriere legali ).
Gli e etti di brand-loyality sono piuttosto signi cativi: la maggior parte delle compagnie
hanno i porti clienti delizzati grazie a raccolte punti legati al numero di voli/viaggi
e ettuati che portano poi a sconti e altro.
👉 Perciò i nuovi entranti non sono un rischio per l’erosione della redditività dei pro tti
per le imprese incumbent.
Il fatto che la produzione di un input fondamentale sia concentrata nelle mani di due soli
produttori, mette i fornitori in una situazione di elevato potere contrattuale.
Sono quindi attori che erodono una parte dei pro tti potenziali che le compagnie possono
ottenere dai consumatori.
Anche il costo del carburante è da tenere in considerazione, il loro prezzo sempre più alto
incide sulla redditività. Ci sono anche qui due tipologie di fornitori che in uenzano
negativamente le possibilità delle compagnie di occupare parte dei pro tti.
In questo caso la brand loyality cala leggermente, anche se il cliente è molto legato ad
una compagnia, generalmente tenderà a scegliere il volo con un prezzo inferiore.
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Se viaggio per lavoro posso sostituire il volo con delle riunioni online, quindi strumenti di
videochiamata possono essere considerati come beni sostituti.
👉 Mentre quando il volo è per piccole tratte Un bene sostituto è sicuramente il treno ad
alta velocità.
Leader di mercato che producendo grandi quantità di prodotti hanno dei costi medi bassi
di produzione, quindi riescono ad essere molto e cienti e ad appropriarsi di una buona
parte di pro tti nel settore.
Ma le grandi aziende possono dettare delle condizioni: Apple ha sviluppato i propri chip
per ridurre la dipendenza dai fornitori, quindi possiede più potere contrattuale.
Nel caso Apple siamo difronte a strategie di delizzazione molto signi cative -> bandling
= sfrutto il concetto di beni complementari, riesco a creare dei sti stemmi di prodotto
complementari tra loro che non riesco a sfruttare a pieno se non con un uso congiunto
—> AirPods e iPhone
Ciò riduce il potere contrattuale dei clienti, perché una volta utilizzato un prodotto Apple
sono incentivata ad usufruire di un altro della stessa impresa.
👉 Le uniche minacce vere e proprie sono le nuove tecnologie come gli smart glasses o i
dispositivi AR.
C’è un’alta rivalità tra i sistemi operativi e la scelta tra IOS e Android.
➡ Utilizzo il modello un po’ come se volessi fare una Swot Analysis del settore in cui
opero.
➡ Posso poi utilizzare il modello di Porter che mirino a ridurre il potere contrattuale e la
forza dei vari attori nel mercato.
👉 Esempi:
-> Tesla ( Automotive ) ha aggirato i fornitori tradizionali di batterie e software integrando
verticalmente quasi tutta la produzione di automobili. In questo modo ha ridotto
drasticamente il potere contrattuale dei fornitori che invece i pochi concorrenti esternalizzano
per la produzione di questi componenti.
-> Net ix ( Streaming )ha ridotto la minaccia dei fornitori iniziando a produrre in proprio serie e
lm distribuiti nella sua piattaforma, produce in proprio molti dei contenuti e in qualche modo
riduce il potere dei concorrenti.
Sfrutta quindi la dinamica dei beni complementari: rispetto alla piattaforma di streaming i
contenuti sono di quel tipo.
-> Amazon ( Retail ) ha eliminato intermediari e creato una logistica proprietaria per abbattere
i costi. Ha creato una propria rete logistica prima di magazzini e poi di furgoni e autisti, senza
af darsi a società di distribuzione esterne.
Perciò il modello delle 5 porte è di tipo operativo utilizzato sia per studiare il settore ma
anche per comprendere quali strategie utilizzare per il potere contrattuale, ridurre la
competizione o per alzare barriere all’entrata o contro minacce che arrivano dall’esterno.
👉 Ha inoltre il vantaggio di non richiedere competenze statistiche o econometriche per
comporre un analisi di mercato.
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Vantaggio competitivo
- Porter
Capacità dell’impresa di o rire prodotti simili a quelli dei concorrenti, ma a prezzi più
bassi => leadership di costo —> Vantaggio di Costo
-> Xiaomi riesce ad offrire prodotti a prezzi relativamente più bassi di quegli degli altri
produttori a parità di caratteristiche tecniche.
Produco beni o servizi di qualità superiore rispetto ai concorrenti, questo con l’obiettivo
di far percepire al consumatore che i miei beni sono di erenti da quelli o erti dai
concorrenti. -> faccio pagare quindi un premium price, superiore da quello pagato dalla
concorrenza —> Vantaggio di Di erenziazione
Porter in realtà individua tre strategie di fono a a partire da questo vantaggio competitivo,
a seconda che questo si occupi di tutto il settore in cui l’impresa opera oppure a speci ci
segmenti all’interno di questo.
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1. Leader di costo => Quando siamo in presenza di un’impresa che adotta la stessa
strategia per tutto il settore, riesce ad essere più e ciente dei suoi concorrenti.
-> SHEIN applica la stessa riga di costo per tutte le tipologie di prodotti che offre
Perciò all’interno dello stesso settore l’impresa può scegliere strategie diverse.
Porter stabilisce strategie di Ampia Copertura o Generiche il caso in cui l’impresa
implementi la stessa strategia in tutto il settore. Quindi se decide di preferire solo
strategie di vantaggio di costo o di erenziazione
Se decide di modulare l’uno o o l’altro => focalizzazione.
Se all’interno della catena del valore si di erenziano le attività come i servizi post-
vendita, di erenziazione del prodotto rispetto ai concorrenti, in questo modo mi
di erenzio rispetto ai concorrenti perché acquisto materie prime di qualità.
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Federica So a Mosso
Oppure si crea più valore economico rispetto ai concorrenti perché queste attività della
catena del valore creano un prodotto simile a quello dei concorrenti, ma sono più
e ciente in una o in tutte queste attività.
👉 Questo perché i miei dipendenti del settore acquisti riescono ad ottenere degli sconti
sull’acquisto delle materie prime.
Catena del valore -> obiettivo -> creazione valore -> scelta gestione varie attività
Lezione 19 8/04/2025
💡 Su questa mappa l’idea è di confrontare diversi prodotti fra loro e vedere come
funzionando le due strategie competitive.
Come funziona?
Sui due assi ho il prezzo e la qualità dei beni in concorrenza tra loro. Questo perché sono
le due variabili su cui si basano le due strategie contrapposte : leadership di
di erenziazione ( = maggiore qualità ) e la leadership di costo ( prodotti a prezzi inferiori ).
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👉 Prodotti al di sotto della curva di indi erenza o rono un surplus del consumatore più
elevato rispetto a quelli sulla curva e viceversa i prodotti sopra questa lo generano più
basso.
Perché ?
Prodotto C confrontato con E
A livello di prezzi sono uguali, ma C ha un livello
di qualità sulla curva di indi erenza è inferiore e
quindi ha un surplus più elevato. Quindi a parità
di prezzo il prodotto C o re una qualità
maggiore.
• Leadership di costo
Sulla curva di indi erenza colloco due prodotti in concorrenza tra loro, che hanno qualità
e prezzi diversi, ma generano per il consumatore lo stesso valore.
E-F hanno lo stesso rapporto qualità prezzo e quindi il consumatore li valuta come
identici.
L’impresa che produce il bene F ( prezzo e qualità più bassa ) per godere di un vantaggio
di costo non è su ciente ridurre qualità e prezzo, ma la di erenza dei costi che sostiene
per produrre deve più che compensare la minor qualità.
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—> sostenere dei costi proporzionalmente più bassi rispetto a quelli che sostiene
l’impresa E = vantaggio di costo
Osservo la di erenza tra il delta Q e il delta C, dove il secondo deve essere > del primo.
Qualità più bassa e prezzo più basso, ma i prezzi sono più che inferiori rispetto alla
di erenza della qualità.
Come si assottiglia il delta C si assottiglia anche il vantaggio competitivo del bene F.
La di erenza di qualità tra i due beni è più piccola rispetto a quella dei costi che
sostengono le imprese per produrli.
—> L’impresa E con qualità elevata produce a costi più elevati, l’impresa F sostiene dei
costi più bassi, ma la di erenza tra i costi che il prodotto F sostiene più che compensa la
di erenza nella qualità dei due prodotti ( delta dei costi ).
—> A nché ci sia una leadership di costo, l’impresa deve essere in grado di avere una
riduzione nei costi rispetto ai concorrenti, che più che compensa la di erenza nella qualità
o erta dal proprio prodotto ( delta di qualità ).
Solo quando riesce a compensare questa di erenza con prezzi inferiori allora si può
a ermare esserci una leadership di costi.
Se i delta fossero uguali => nessuna delle due godrebbe un vantaggio competitivo
• In questo caso il delta dei costi è meno proporzionale rispetto alla qualità.
Nella leadership di costo il guadagno in termini di riduzione di costi deve più che
compensare la perdita in termini di qualità.
-> quello che io guadagno riducendo i miei costi produzione deve più che compensare quello
che perdo perché offro un bene di qualità inferiore ai consumatore. Quindi il delta di costo
deve essere maggiore del delta di qualità.
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• Leadership di Di erenziazione
Solo nel momento in cui l'impresa riesce a mantenere contenuti i costi rispetto alla
differenza nella qualità riesce a sfruttare la capacità di offrire un prodotto di qualità
superiore con una differenza di costi meno che proporzionali rispetto ai concorrenti
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Esempio di Luxottica :
Posizione strategica
Come l’impresa si posizione per competere nel mercato all’interno del quale opera.
A seconda del tipo di vantaggio competitivo di cui lì impresa gode, essa può decidere di
implementare una logica strategica diversa.
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L’impresa può decidere di lasciare invariato il rapporto qualità prezzo, ne ssa uno a
livello dei concorrenti e in quel caso gode di pro tti superiori rispetto ai concorrenti.
Questo perché i suoi costi sono meno che proporzionali rispetto alla di erenza nella
qualità o alla di erenza di Prezzo. Può decidere di sfruttare questa di erenza dei costi
non toccando il rapporto qualità prezzo ma godendo di pro tti superiori.
Sfruttare la di erenza della qualità per ssare dei prezzi superiori a quelli dei
concorrenti, in questo caso persegue pro tti maggiori. L’impresa può permettersi di far
pagare prodotti con un prezzo superiore, e cerca di sfruttare il vantaggio competitivo
della di erenziazione perseguendo dei pro tti superiori.
=> a seconda delle caratteristiche dei consumatori nei quali si rivolge, la stessa impresa può
implementare il vantaggio scelto con logiche differenti -> sviluppate af nché sfruttino lo
stesso tipo di vantaggio
➡ Se c’è sensibilità alle variazione di prezzo da parte dei consumatori -> elasticità
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Siccome siamo in presenza di un mercato con la domanda elastica, l’aumento del prezzo
non è una soluzione, infatti in questo caso i consumatori si spostano su prodotti sostituti
con prezzi più bassi.
Quindi mantiene il prezzo al livello dei concorrenti e segue una logica di quote di mercato
con una logica opposta dell’impresa che gode di vantaggio di costo.
Infatti mantiene i prezzi al livello dei concorrenti e aumenta le quote di mercato perché i
clienti si spostano sul bene con una qualità superiore a livello di prezzo.
-> bisogna fare attenzione al margine di prezzo che non deve essere eroso dal margine dei
costi.-> altrimenti no guadagno
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Lasciando invariati i prezzi, ma sfruttando i nuovi costi, ottiene dei margini superiore ai
concorrenti perché ha un delta di costo importante rispetto ad essi.
L’impresa che gode di questo vantaggio persegue una logica dei margini aumentando i
prezzi, sfrutta quindi la possibilità di o rire un prodotto di qualità superiore aumentando i
prezzi.
• Vantaggio di di erenziazione
-> si realizza quando un’impresa riesce a conseguire un premio sul prezzo che cede il
costo sostenuto per o rire un bene o un servizio percepiti come di erenti.
=> il premio che i clienti sono disposti a pagare dipende da più attività della catena del
valore, non solo dalla produzione in senso stretto, ma anche dall’o erta di beni
complementari o intangibili.
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Lezione 20 9/04/2025
Vantaggio di costo :
Leadership di costo preferita quando ci sono prodotti come beni di ricerca: secondo
cui caratteristiche e il cui livello qualitativo e rapporto qualità - prezzo può essere
valutato facilmente dal consumatore prima dell’acquisto.
👉 Il cliente è in grado di valutare la qualità e ettiva del prodotto e se questa è
corrispondente al prezzo in anticipo.
-> capi di abbigliamento, elettronica, automobile = il cliente può valutare in anticipo le funzioni
dei prodotti e confrontarne il prezzo rispetto alle sue preferenze
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Vantaggio di di erenziazione:
Conviene utilizzare strategie di di erenziazione quando siamo difronte a un cliente non
sensibile alla variazione di prezzo e quindi disposto a pagarne uno maggiore a fronte
di una qualità più elevata ( aumento bene cio reale o percepito ).
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Combinando queste due ottengo dei sottoinsiemi del mercato omogenei in funzione
delle caratteristiche dei consumatori e dei beni o erti, in base a questo l’impresa può
modulare le proprie strategie competitive.
La segmentazione permette :
De nizione:
Segmento di mercato —> gruppi di clienti che presentano bisogni simili fra loro, ma
diversi rispetto a quelli di altri settori => criterio omogeneità
➡ Quando segmento il mercato devo tenere conto sia dei gusti e delle variazioni dei
clienti, ma anche della possibilità di o rire prodotti speci ci per quel particolare gruppo di
consumatori.
Se segmento con e cacia riesco ad individuare un particolare segmento di mercato in
cui mi specializzo e riesco a di erenziarmi dagli altri consumatori riuscendo a diventare il
leader del segmento di mercato => attuo strategia di nicchia posizionandomi su nicchie
speci che andando a mirare speci ci gruppi di consumatori anziché tutto il mercato.
-> alcune imprese cercano di coprire più segmenti di mercato : Volkswagen cerca di coprire
gruppi di clienti molto eterogenei fra loro.
-> Lamborghini invece pratica una strategia di nicchia e opera solo in quel segmento
rivolgendosi ad una speci ca parte di consumatori.
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Generale / specialista
Esempio:
Asse verticale : prodotti
Asse orizzontale : posizione geogra ca
Una volta individuati i concorrenti diretti, si osserva come o rono i loro servizi sui diversi
segmenti più speci ci che considerano anche i consumatori.
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-> dal gra co = gruppo di imprese che estrae petrolio in un ambito strettamente nazionale
oppure c’è il gruppo delle grandi compagnie integrate a monte/ a valle con una copertura a
livello globale. Le imprese che sono a metà nel gra co fanno più o meno entrambe.
In questo gra co è nota un'applicazione strategica al mondo dell'impresa petrolifere in
funzione di due criteri:
• Y il livello di integrazione verticale dei prodotti petroliferi
• X -› l'ambito geogra co al quale queste imprese si rivolgono.
👉 Posso quindi avere delle imprese che integrano a monte l'estrazione del petrolio
(completamente integrate verticalmente) o imprese che integrano a valle (distribuzione),
alcune più orientata a mercati nazionali oppure globali = > distribuzione diversa.
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Riassunto :
Strategia di ampia copertura : si pone l’obiettivo di servire tutti i segmenti di un certo
mercato, o rendo una gamma completa di prodotti
• Struttura di mercato
Essa in uenza la possibilità che le imprese hanno di materie nel lungo periodo i pro tti.
Un mercato contendibile è un mercato in cui sarà di cile mantenere una redditività elevata
per un lungo periodo di tempo, questo perché questa tanta concorrenza rischia di erodere
nel tempo la redditività delle imprese leader e farne a ermare nel tempo di nuovi.
Quindi => un mercato molto competitivo è un mercato in cui sarà di cile mantenere una
redditività elevata per un lungo periodo di tempo perché la competitività tra le imprese
rischia di erodere nel tempo la redditività delle imprese libere facendo a ermare nuovi
leader di mercato.
Un mercato poco concorrenziale è uno che mantiene più facilmente nel tempo la
distribuzione dei pro tti tra le incumbents.
-> mercato oligopolistico
Gli ostacoli e le barriere alla competitività e quindi al mantenimento del tasso dei pro tti
sono molto diversi tra i mercati concorrenziali e non.
-> monopolio mantiene tasso di pro tti per l’impresa
Obiettivo :
Erodere la quota di mercato dei leader
Se sono di fronte ad un leader di mercato aumentare il margine del livello competitivo
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Mantenimento -> fattori e strategie per erodere le quote di mercato dei leader e dall'altro
strategie e fattori per difendersi dalla concorrenza di altre imprese
Nel lungo periodo i livelli di redditività cambiano molto -> la struttura dei settori in termini
di importanza cambia -> modo per vedere la competitività nel lungo periodo.
‣ Prima -> leader di mercato con tassi di pro tto molto alti
‣ Lungo periodo -> tasso di pro tto tra le imprese più e meno competitive tende a
convergere e ad assomigliarsi
Si osserva come all’inizio, il pro tto delle imprese leader di mercato sia molto alto, mentre
quello delle imprese meno competitive, minori, sia molto basso.
Man mano che il tempo passa e la competitività si attenua, il tasso di pro tto e di
redditività delle imprese inseguitrici via via aumenta, mentre quello delle imprese leader
via via diminuisce tendendo a convergere senza incontrarsi.
Quindi man mano che la concorrenza evolve abbiamo che il tasso di pro tto delle
imprese inseguitrici aumenta e quindi il tasso di pro tto delle imprese leader pian piano
diminuisce => tendono a convergere ma in realtà non si incontrano.
• Siamo quindi in presenza di forze e fattori che da un lato favoriscono l’aumento dei
pro tti da parte delle imprese a minore pro tto o marginali, quindi che favoriscono il
miglioramento della competitività inizialmente a minor pro tto.
• Queste unite a forze che difendono le posizioni dei leader, che nonostante l’aumento
della concorrenza da parte delle imprese inseguitrici, vedono i pro tti erosi nel tempo,
ma continuano ad essere imprese leader con pro ttabilità superiori rispetto agli altri
concorrenti.
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Riassumendo:
Si è in presenza, da un lato, di forze e fattori che da un lato favoriscono l’aumento di
redditività da parte di imprese a minori pro tti, migliorando così la competitività, dall’altro
di forze che però difendono le posizioni dei leader che nonostante l’aumento della
concorrenza da parte delle imprese inseguitrici che erodono i loro pro tti, continuano ad
essere imprese leader con pro ttabilità superiore rispetto alle imprese inseguitrici.
Lezione 21 14/04/2025
Il pro tto economico aggiuntivo ( o la rendita ) derivante dal vantaggio competitivo sara
cosi trasferito al proprietario delle risorse.
—> leve strategiche che le imprese sfruttano, una volta raggiunto il vantaggio
competitivo, o per consolidare la loro posizione di leadership oppure usano questi fattori
per difendersi da tentativi di copia o erosione da parte dei concorrenti.
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Strategie più difensive, meccanismi di isolamento:
Il punto di vista è quello che l’impresa gode del vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti,
perciò una volta ottenuto deve cercare di mantenerlo nel tempo.
La teoria Basata sulle risorse evidenzia due strategie, alcune leve sono più di tipo difensivo e
permettono all’impresa di difendersi dai tentativi di imitazione dei concorrenti ( erosione totale
redditività ) -> ostacoli a limitazione.
Oppure può giocare d’attacco aumentando il proprio vantaggio competitivo rispetto ai
concorrenti, distaccando ulteriormente in termini di redditività e pro ttabilità, le imprese
inseguitrici che tentano di replicare la leadership. -> vantaggi da prima mossa.
📊 Sui due assi ho il costo rappresentato dalle due imprese ( spazio competitivo delle
imprese ) e la qualità alla quale queste vendono i propri prodotti.
Ostacoli all’imitazione
Le imprese leader mettono in atto delle strategie che si basano sugli
ostacoli all’imitazione e le imprese inseguitrici riescono ad erodere una
parte di questo vantaggio competitivo e quindi ad avvicinarsi e
combinare costi-qualità come loro.
-> Riescono quindi a diminuire i loro costi, la loro qualità, ma non riescono
perfettamente ad erodere tutta la posizione competitiva dell’impresa leader.
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Brevetto o marchio => non tutte e due le strategie permettono un’uguale difesa.
Innanzitutto sono meccanismi di difesa, ed in entrambi i casi l’impresa può imitare l’altra
che ha usufruito di entrambi.
I brevetti hanno invece una forza maggiore, sono documenti legali di cili da aggirare,
questo perché solo chi riesce a pagare ed accederci può imitare e replicare il prodotto.
Un’impresa che voglia mantenere il proprio vantaggio competitivo attraverso l’acquisto di
un brevetto o di un’autorizzazione ad operare, potrebbe trovarsi a dover pagare un prezzo
molto salato.
✋ Anche nel caso dei brevetti si può comunque trovare un modo per aggirarli, tramite il
reverse engeneering => si studia il prodotto e si capisce come è stato costruito
replicando il processo di innovazione che permette di arrivare ad esso.
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Sono quindi meccanismi difensivi perché sfruttano i vantaggi ma non permettono di
evitare l’imitazione nonostante le barriere poste.
=> relazioni privilegiate con i fornitori a monte o con i clienti a valle nella vendita.
=> riescono a consolidare il vantaggio competitivo perché accedono agli input in modo
più facile
-> integrazione verticale delle fonti, stipulazione di contratti di lunga durata ( relazione
privilegiata con partner industriali ), cercano di raggiungere in modo diretto clienti nali
( integrazione verticale al dettaglio oppure contratti di lungo periodo ).
Anche le imprese che entrano nel mercato possono mettere in atto le stesse strategie
( Tesla e aggirazione di barriere all’entrata ).
Il controllo di risorse chiave come fornitori o canali di distribuzione => vantaggio
competitivo facilmente imitato, anche le imprese inseguitrici possono mettere in atto le
stesse strategie —> leva che consente alle imprese di difendersi ma no ad un certo
punto.
=> l’imitazione diventa più complicata anche quando la dimensione d’impresa minima per
raggiungere un livello accettabile di e cienza risulta troppo grande rispetto alla domanda
del mercato e detiene già saldamente una elevata quota di mercato.
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Gli economisti individuano 3 tipi:
‣ Ambiguità causale
Relazione competitiva tra imprese che cercano di appropriarsi una parte della redditività
del mercato, solo che le imprese inseguitrici non riescono a trovare il target di riferimento
da imitare perché faticano a distinguere i punti di forza dell’impresa e le fonti di vantaggio
competitivo.
=> situazioni in cui le ragioni che consentono a un’impresa di creare più valore rispetto ai
suoi concorrenti sono poco chiare e solo parzialmente comprensibili. L’incapacità di
distinguere i punti di forza dell’impresa può essere imputata proprio all’ambiguità causale.
‣ Complessità sociale
O re una fonte di vantaggio competitivo di cilmente replicabile per le imprese
concorrenti.
-> i distretti italiani si sono sviluppati nella terza Italia : alcune regioni come Veneto Emilia-
Romagna , toscana e le marche: dagli anni ‘60 queste erano tutte regioni o a cultura
fortemente cattolica oppure socialista o comunista , ciò favoriva valori di cooperazione e
mutualità quindi rapporti di innovazione che permettevano di aggirare i costi di transazione
senza contratti o presenti, ma più essibili.
È il tipo di contesto sociale in cui sono presenti le imprese che può favorirne il vantaggio.
=> Il vantaggio di un’impresa può risultare non perfettamente imitabile nel caso in cui
a ondi le sue radici in processi socialmente complessi. In questa categoria vanno
annoverate le relazioni interpersonali tra i manager dell’impresa, così come i rapporti tra i
manager dell’impresa e quelli delle imprese fornitrici o clienti.
✋ Dinamiche di cilmente replicabili dalle imprese perché è complicato translarle in altri
contesti.
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Lezione 22 15/04/2025
‣ Curva di apprendimento => imprese che sono da più tempo presenti nel mercato e
quindi hanno più conoscenza generale che permette loro di avere maggiore esperienza
e conoscenze rispetto a quelle entrate da minor tempo.
—> con maggiore conoscenza generale si intende ad esempio : conoscenza maggiore dei
consumatori, dei concorrenti, relazioni privilegiate con i canali distributivi, sono più ef cienti
nell’uso della tecnologia e dei macchinari, questo perché la sviluppano da più tempo.
Esse sfruttano la loro esperienza nel settore per allargare il proprio vantaggio competitivo,
possono acquistare nuovi ordini incrementando ulteriormente i loro volumi di produzione
e il loro vantaggio di costo, o migliorare le caratteristiche dei loro prodotti incrementando
un vantaggio di di erenziazione.
-> di fronte ad un’innovazione i consumatori potrebbero essere incerti, non è detto che si
dino subiti di un prodotto che non conoscono (incertezza sia su offerta che su domanda). La
reputazione invece riduce l’incertezza del consumatore, questo perché egli conosce il brand
e si da di lui.
Quindi l’incertezza degli acquirenti, unita agli e etti di una buona reputazione, può
rendere il marchio di un impresa un potente meccanismo di isolamento.
‣ Costi di cambiamento => switching cost : costi che i consumatori devono sostenere
se cambiano prodotto/ tecnologia, se decidono di passare da un bene ad uno proposto
dai concorrenti.
-> Lock in del consumatore :
Nell’economia digitale è molto frequente, questo perché le imprese che da più tempo
sono presenti nel mercato, spesso hanno sfruttato questa strategia che consiste nel
creare un lock in del consumatore => vincolare il consumatore ad acquistare una serie di
prodotti tra loro complementari e quindi un sistema di prodotti.
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Questa strategia prende anche il nome di building dove le imprese o rono beni tra loro
complementari all’interno di pacchetti / strategie di o erta, che basandosi sulla
complementarità dei beni, o re un maggior valore ai consumatori che li acquistano e li
utilizzano in modo congiunto.
-> Apple: una serie di prodotti / beni e servizi che possono essere utilizzati anche
individualmente, ma che se utilizzati in modo congiunto possono aumentare il valore del
consumatore vincolandolo a rimanere in quel sistema di prodotti, incentivandolo ad
acquistare solo servizi offerti dallo stesso brand .
Questa strategia è di tipo aggressivo, che non solo difende, ma ra orzano ulteriormente il
proprio vantaggio competitivo.
‣ Esternalità di rete => il valore dell’utilizzare un determinato prodotto, per ogni singolo
consumatore, aumenta più che proporzionalmente al numero di utilizzo degli altri
consumatori.
Strategia che le imprese sfruttano per costruire una massa critica di utenti, il fatto di
essere parte di una comunità di utilizzatori di determinati prodotti, aumenta il valore per
ciascun singolo consumatore legato ad un particolare brand/ sistema/ piattaforma..
Maggiore è il numero di membri in quella comunità, più è alto il numero di coloro che ne
usufruiscono.
Sarà quindi molto più di cile uscirne, soprattutto se è presente una massa critica
signi cativa che utilizza quei sistemi.
L’innovazione è quindi una strategia che se utilizzata dalle imprese inseguitrici può
permettere di erodere i pro tti delle imprese leader, ma anche di replicare la loro
posizione, di superarle, a ermandosi come le nuove.
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Nuove imprese non reggono il passo dell’innovazione e nuove imprese emergono come
nuovi concorrenti all’interno del mercato.
➡ Nella sua tesi Kristens dice che non solo il continuo utilizzo di routine può essere una
fonte di minor competitività da parte delle imprese che non si adattano ai cambiamenti
del mercato, ma che anche le grandi aziende consolidate nel tempo falliscono perché
continuano ad utilizzare quelle che sono state delle buone pratiche del passato.
➡ Investono quindi in ciò che ha funzionato un tempo, in questo modo vengono escluse
dal poter godere delle novità dell’innovazione.
—> ascoltano i clienti, investono in ciò che funziona e puntano sul consolidamento della
redditività -> in questo modo sono incapaci di riconoscere e adottare le tecnologie
dirompenti.
Kristens sostiene che quelle imprese che continuano ad investire solo in comportamenti
virtuosi nel passato o immediato, diventano incapaci di cogliere le opportunità a lungo
periodo => perdono in tempi di lungimiranza.
👉 Quindi non riescono a vedere le innovazioni che nell’immediato sono inferiori rispetto
alle tecnologie consolidate, ma che invece, in virtù dei cambiamenti del mercato e dei
consumatori, si riveleranno vincenti nel futuro.
Quindi, Tecnologia dirompente => innovazione che inizia o rendo delle prestazioni o
rendimenti inferiori alle tecnologie più consolidate.
Però O re dei vantaggi in termini di economicità , accessibilità e semplicità che a lungo
termine la faranno emergere come tecnologia superiore.
Fase 2 =
Con il tempo migliora la consapevolezza dei consumatori, arrivando a superare i prodotti
in uso e facendo uscire dal mercato diverse imprese e tecnologie.
Infatti le tecnologie dirompenti guadagnano quote di mercato, migliorando la qualità pian
piano sostituiscono le tecnologie dominanti.
-> Cambiamento profondo in cui intere gamme escono dal mercato.
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• Esempi :
-> fotocamere digitali che sostituiscono la pellicola
-> Net ix che ha superato Blockbuster grazie allo streaming
-> gli smartphone che rendono obsoleti i telefoni cellulari tradizionali e gli mp3
-> Tesla fa da esempio per tutte le case automobilistiche di oggi che tentano la creazione di
macchine elettriche tramite l’innovazione dirompente.
📊 Gra camente :
Asse verticale => prestazioni tecnologia sia
in termini oggettive sia percepite dai
consumatori e dalle altre imprese
Asse orizzontale => tempo
Riassunto:
1. Modello di Michael Porter :
• Leadership di costo
• Leadership di di erenziazione
• Focalizzazione ( su costo e o di erenziazione )
Leadership di costo
Un impresa che sceglie leadership di costo decide di puntare sulla riduzione di costi e
sull’e cienza in più fasi del suo processo produttivo, con obiettivo di estrarre dalle
diverse fasi della catena del valore l’e cienza.
La strategia è e cace nei mercati in cui il prezzo è variabile sensibile per il consumatore
Dove le imprese possono sfruttare economie di scala
- Controllo rigoroso delle spese generali => attività di supporto per migliore e cienza
operativa
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- Ottimizzazione logistica => organizzazione della catena produttiva
Sono fonti pratiche e operazioni concrete che vengono messe in atto per una leadership
di costo.
➡ A seconda dell’elasticità del mercato o della domanda chi adotta questa strategia può
scegliere se
-> Walmart è uno degli esempi di leadership di costo su scala globale che attraverso lo
sfruttamento di logistica, grandi volumi di acquisto di beni e rapporti con i consumatori ha
costruito una leadership nel tempo basata sui costi. Si promette quindi di offrire beni di
qualità e si specializza in una speci ca strategia di offrire dei prodotti al prezzo più basso ai
suoi consumatori.
Leadership di differenziazione
Percezione del consumatore come unico e di erente rispetto ai concorrenti, è rilevante la
qualità oggettiva o percepita più del prezzo.
Grazie a questi elementi può creare la percezione di una qualità maggiore e di erenti dagli
altri.
-> Apple = caso di strategia di differenziazione di successo: i consumatori che acquistano
Apple sono disposti a pagare un maggiore prezzo a fronte di una qualità maggiore oggettiva
e/o percepita rispetto agli altri.
Focalizzazione
Si rivolge a una nicchia o un segmento di mercato, non a tutto.
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-> Ferrari ha una dimensione del mercato inferiore rispetto alle grandi case automobilistiche,
infatti questa impresa si concentra sulla nicchia di automobili sportive o di lusso. => Ferrari
produce un numero limitato di vetture ogni anno, mantenendo L’esclusività, si rivolge a un
pubblico selezionato, in grado di pagare un premium price. Inoltre punta sull’eccellenza
tecnica, il prestigio del marchio, il design italiano e il legame con la formula 1.
In ne investe nel maniere un’identità di desiderabilità ai suoi prodotti, perciò non cerca di
conquistare il mercato di massa, ma domina la sua nicchia, con margini elevatissimi e un
brand tra i più ponenti al mondo.
2. Vantaggio competitivo:
Ottenerlo e mantenerlo è complesso, le imprese dopo averlo conseguito lo devono
difendere.
➡ Identi chiamo alcune leve strategiche le imprese sfruttano non solo per creare
vantaggio competitivo ma per mantenerlo.
• Brand Loyality : Creare una relazione solida con il cliente signi ca ridurre il rischio che
scelga un concorrente, anche a fronte di un’o erta leggermente più conveniente.
Strumenti tipici: Programmi di delizzazione, Community attive ed Esperienze
personalizzate
-> Amazon grazie al fenomeno di lock in e beni complementari vincola il comportamento del
consumatore e delizza i propri utenti. => Amazon ha trasformato la fedeltà in un ecosistema:
chi sottoscrive Prime ha accesso a spedizioni rapide, streaming video, musica e altro ancora.
Il risultato è un forte lock-in: il cliente ha pochi incentivi ad andare altrove.
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• Investimento nel brand : Il marchio non è solo un logo: è un asset strategico. Un
brand forte comunica a dabilità, qualità, valori.
Investire nella marca signi ca: Coerenza nel tempo, Comunicazione emozionale ed
Associazione con uno stile di vita.
-> Nike creazione di un brand consolidato con reputazione di lunga data nell’abbigliamento
sportivo, rappresenta una fonte di vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. => Nike è
riuscita a posizionarsi non solo come produttore di abbigliamento sportivo, ma come icona
culturale legata al superamento dei limiti personali e all’empowerment. Lo storytelling e il
coinvolgimento di atleti di fama mondiale rafforzano continuamente questo messaggio.
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