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Nietzsche

La filosofia contemporanea, secondo Nietzsche, rappresenta una decadenza della concezione di una realtà fissa, sostenendo che il fondamento della realtà è il divenire, che porta al nulla e genera angoscia nell'uomo. Nietzsche critica la cultura occidentale per aver creato una rete di protezione contro il divenire, che annulla la libertà e la vitalità umana, e propone un ritorno al divenire vissuto con gioia. La morte di Dio segna la fine delle menzogne e la necessità di vivere senza valori assoluti, accettando il caos e il cambiamento come essenza della vita.

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La filosofia contemporanea, secondo Nietzsche, rappresenta una decadenza della concezione di una realtà fissa, sostenendo che il fondamento della realtà è il divenire, che porta al nulla e genera angoscia nell'uomo. Nietzsche critica la cultura occidentale per aver creato una rete di protezione contro il divenire, che annulla la libertà e la vitalità umana, e propone un ritorno al divenire vissuto con gioia. La morte di Dio segna la fine delle menzogne e la necessità di vivere senza valori assoluti, accettando il caos e il cambiamento come essenza della vita.

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il significato della filosofia contemporanea intesa come filosofia post-hegeliana.

Comprende
che questa filosofia è una filosofia della decadenza, fine della concezione secondo cui a
fondamento della realtà ci sia qualcosa di fisso, immutabile ed eterno (origine della filosofia).
Nietzsche distrugge gli idoli, le menzogne e false credenze precedenti.
“Io non sono un uomo, sono dinamite”
—> Dice che il fondamento della realtà è un fondamento DIVENIENTE. Il reale è in
movimento e in trasformazione continua.
La conseguenza logica del divenire è che se tutto ciò che è diviene, il fondamento di tutto è il
NULLA. Ciò che diviene nasce dal nulla e va verso il nulla.
Se il fondamento di tutto è il nulla l’uomo è terrorizzato perché non trova un senso ultimo alle
cose. Il divenire non può essere controllato in alcun modo, è imprevedibile poiché proviene
dal nulla, è totalmente libero e non condizionato, questa situazione genera nell’uomo terrore
e angoscia.
L’uomo cerca di annullare il divenire creando delle reti di protezione del divenire, un
meccanismo per cui il divenire non è più libero ma condizionato da una causa
Es. si supera la paura e angoscia di un terremoto comprendendone le cause, una volta
comprese le cause io posso controllare la situazione di incertezza e ripararmi
Quando la scienza è incapace di spiegare un evento, per superare l’angoscia lega la
vicenda ad uno schema teologico. Se c’è dio non esiste l’imprevedibilità e il divenire poiché
tutto ciò che è, è espressione di Dio.
La volontà di certezza e stabilità ha creato la cultura occidentale: filosofia, arte, morale,
politica, religione e scienza. Tutto ciò che è, è il risultato di una costruzione di qualcosa che
possa annullare il divenire.
Questo rimedio per Nietzsche è stato peggiore del male. La rete di protezione dal divenire
ha annullato la libertà, essenza e movimento della vita umana. L’uomo ha soppresso se
stesso e la propria vitalità.
Per questo Nietzsche predica la distruzione di questa rete di protezione e cultura, predica il
ritorno al divenire che deve essere vissuto con gioia e vitalità, non con paura (il superuomo
sarà capace di questo).
IL NICHILISMO Nichil in latino significa “niente”
Nichilismo=annientamento
Questo per Nietzsche va declinato il diversi modi.
La cultura occidentale (la rete di protezione) ha annichilito l’uomo, ha annullato la sua
essenza. Bisognerà quindi annichilire, annullare la cultura occidentale, ovvero annichilire il
nichilismo stesso.
La situazione di rinascita del divenire e dell’uomo può essere vissuta in 2 modi
- Nichilismo passivo, Schopenhauer comprende il fondamento diveniente della realtà ma lui
stesso lo vive con angoscia e vuole annullarlo attraverso l’arte, l’etica e il buddismo
- Nichilismo attivo, uomo deve vivere con gioia il suo carattere diveniente. Il superuomo sarà
colui che accetterà la sua situazione diventando ciò che è.
Rapporto filosofia-follia
Alcuni sostengono che ciò che Nietzsche ha detto fosse determinato dalla sua follia, ma ciò
non deve avere importanza. Importa solo ciò che ha detto l’impatto che questo ha avuto
sulla cultura.
“LA NASCITA DELLA TRAGEDIA”
É un’opera filologica , fa riferimento alla riscoperta della cultura greca, che ebbe un impatto
sulla nascita del romanticismo.
Nietzsche ritiene quella prima del V secolo, la vera cultura greca, a cosa del legame della
Grecia con le sue colonie asiatiche. Si incontrano due spiriti, lo spirito asiatico (Dioniso) e
spirito delle isole greche (Apollo).
Questa opera fu considerata scadente dalla cultura accademica tedesca filologica, fu
apprezzata solo in ambienti storici e da Wagner.
L’incontro tra i due spiriti da vita alla massima cultura greca.

• Spirito Dionisiaco
Legato all’esistenza umana diveniente, dedicato alla materialità dell’esistente che diviene
continuamente ed è caotica, senza senso e direzione. Nasce dal nulla e va verso il nulla. Gli
uomini riscoprono questo atteggiamento grazie alla musica, attraverso la quale l’uomo perde
la propria individualità e riconosce la propria dimensione universale e caotica.
La spinta al caos è sempre presente in ognuno di noi per Nietzsche.
Dionisio dio dell’oscurità
• Spirito Apollineo
Spirito della spiritualità, non della materia. Da forma e equilibrio al caos, lo controlla dandogli
un significato. Tentativo di dare ordine al disordine, trasformare il caos in cosmo.
Apollo dio della luce e bellezza formale.
L’uomo è spinto da entrambe le tendenze e nel tentativo di conciliarle si genera la grande
TRAGEDIA GRECA—> Elemento del caos, rappresentato dal coro (Dioniso)
Elemento dell’ordine, rappresentato dai personaggi in scena (Apollo) Nella tragedia greca
l’esistenza è dominata da una forza superiore ed irrazionale:il destino. Il teatro rappresenta il
dramma esistenziale che i greci vivono quotidianamente nella realtà.
La morte della tragedia si ha quando la tragedia finisce di essere tale, diventa una semplice
rappresentazione in scena in cui la razionalità sconfigge il caos (Apollo sconfigge Dioniso),
viene meno il divenire che invece è un aspetto fondamentale.
La fine della tragedia viene segnata da Euripide, il quale crea rappresentazioni in cui i fatti
sono spiegati razionalmente e al posto del coro si ha il prologo, il contrario del coro, questo
attraverso una voce fuori scena racconta quali saranno le vicende e come si concluderanno.
La scena non è in divenire ma segue una struttura.
Massima rappresentazione della decadenza greca è la filosofia di Socrate
Questa pone la verità in maniera assoluta in modo razionale, e così finisce il caos, il
divenire. Se c’è una verità e razionalità non vi può essere il divenire.
Dice che è giusto seguire le leggi di azione dettate dalla razionalità. Segue così tanto la
razionalità che va a morte per questa, decide di non fuggire. Pone la verità e la morale al di
sopra della vita, annichilisce la vita (ogni morale annichilisce la vita).
—> Wagner e Schopenhauer hanno il merito di riproporre e comprendere il fondamento
Dionisiaco della realtà. La musica di Wagner fa ritrovare a chi la ascolta la sua dimensione
diveniente.
Schopenhauer riconosce che il fondamento della realtà si trasforma e diviene
continuamente. Il fondamento diveniente genera le individualità.
! L’ Io stesso è un Apollineo, riscoprendo la dimensione diveniente si perde la propria
individualità. La menzogna più grande è quella dell’io.
FASE ILLUMINISTICA
“Umano troppo umano”
“La gaia scienza”
In queste opere sostiene che i valori ideali non sono eterni, sono storici e per questo non
sono più valori.
Applica il metodo critico e storico nell’analisi dei valori, un metodo genealogico.
Il valore per essere tale deve essere considerato eterno ma dal momento che applico il
metodo genealogico comprendo la sua storicità e quel valore non è più ideale. Non deriva
più dall’assoluto ma dai bisogni umani di tipo materiale.
Per Nietzsche il metodo genealogico (critico e storico) ha due fasi:
- analisi storica concettuale, mostra come le nozioni ritenute eterne in realtà appartengono a
determinate contesti storici. Tutto è contingente, si trasforma continuamente.
- critica demistificante, rivela che al di sotto della presunta assolutezza delle nozioni
risiedono
degli interessi umani.
In questa fase si ha uno stacco netto da Schopenhauer e Wagner.
Wagner. Nietzsche aveva visto nell’arte una possibilità di riproposizione di uno spirito
dionisiaco che era stato perso ma si accorge che l’arte non poteva avere la stessa funzione
che aveva in Grecia, dove esprimeva la vera realtà greca. Nella contemporaneità l’arte è
diventata semplicemente un

passatempo, ha perso la sua funzione esistenziale. É inutile quindi cercare di riproporre lo


spirito dionisiaco.
Schopenhauer. Il problema è che si comprende la dimensione dionisiaca dell’uomo ma poi si
ha paura di questa e si cerca di eliminarla. Si riconosce il fondamento e lo si vuole superare.
Questo stacco implica che il compito di smascherare le menzogne venga affidato alla
scienza. Rivalutazione della scienza = rivalutazione di una metodo scientifico di tipo
illuministico, non esalta il metodo positivo. Recupero di un metodo scientifico che pone sotto
critica tutto ciò che esiste, non accetta l’apparenza della realtà.
Metodo critico e storico, i valori vengono criticati e ne viene colta la loro origine storica.
! Se i valori hanno una storia, non sono più valori. Per essere valori questi devono essere
considerati eterni, senza storia.
Es. Quando diciamo di agire moralmente facciamo riferimento ad uno schema eterno ed
universale, uguale per tutti e sempre.
La possibilità di classificare i valori storicamente è dovuta al fatto che l’origine dei valori non
è ideale ma umana. Le menzogne come morale, religione, metafisica... sono costruite
dall’uomo per paura di affrontare il divenire.
La morale nello specifico è costruita perché deriva dal potere, non è assoluta ma
determinata e stabilita dalla classe dominante. La classe dominante controlla attraverso una
legge sia esterna che interna.
— “La gaia scienza”
L’atteggiamento critico distruggendo i valori libera l’uomo e lo fa tornare alla sua dimensione
vitalistica che lo rende felice.
“LA GENEALOGIA DELLA MORALE” e “AL DI LA DEL BENE E DEL MALE”
La dimensione morale dice cosa è giusto o non giusto fare, caratterizza l’azione pratica
dell’uomo. L’idea che esistano dei principi morali, limita e ammala l’uomo poiché lo
condiziona e blocca il fluire libero della vita.
Se la morale ha un’origine questa non è più una morale, bisogna pero chiedersi da cosa è
originata.
L’origine della morale è al di la del bene e del male.
Il motivo che porta gli uomini a creare una morale è il dominio di alcuni uomini su altri
uomini. Quando un dominio diventa un dominio di tipo morale, oltre ad essere esterno
diventa anche interno, le persone agiscono seguendo delle direttive a loro imposte.
La morale maschera il dominio del potere umano.
MORALE DEI SIGNORI E DEGLI SCHIAVI
Nell’epoca classica si ha una morale aristocratica, dominano i più forti, la loro forza si
manifesta attraverso la ricchezza, vitalità, bellezza...
Questi elementi diventano i valori da perseguire e sono tutti legati alla dimensione
diveniente, spontanea che caratterizza la vita prima della creazione delle menzogne. Gli
uomini vedono questi elementi come espressione della bontà umana.
La classe dei sacerdoti inizia ad elaborare dei contro-valori, si inizia a sostenere che i veri
valori siano povertà, pietà, malattia...
! Nella morale dei signori la morale è autoglorificazione
L’azione non deriva dal valore. Il valore deriva dall’azione. La morale viene quindi dopo
l’azione, è fatta da colui che agisce. Il nobile non richiede approvazione, è lui stesso a creare
i valori. Diversamente la morale degli schiavi è quella delle qualità che alleviano l’esistenza
ai sofferenti (umiltà, pietà). Questi valori sono però anti-vitali, spingono l’uomo ad ammalarsi.
Il passaggio ai contro-valori e la loro vittoria deriva dalla casta sacerdotale, che guida le
masse a considerarli i veri valori.
Nietzsche se la prende sopratutto con il popolo sacerdotale ebraico, sostiene che la morale
sia stata presa dall’ebraismo e diffusa dal cristianesimo
TRASVALUTAZIONE DI TUTTI I VALORI
! Si potrebbe pensare che Nietzsche voglia riproporre i valori aristocratici, ciò non è vero
poichè questi sono comunque valori. Nietzsche è CONTRO TUTTI I VALORI, l’uomo deve
vivere al di la del bene e del male. Vuole tornare a non avere dei valori.

Vuole trasvalutare tutti i valori, fare in modo che questi abbiano sempre meno potenza fino
al loro annullamento.
Vivere senza valori, tuttavia non è un valore, non è un invito ma chi vive deve auto coglierlo.
RITORNO A “LA GAIA SCIENZA”
LA MORTE DI DIO
Dio= Menzogna delle menzogne.
Espressione di una prospettiva oltre mondana
Simbolo di tutti i rimedi che l’uomo ha costruito per difendersi dal divenire
È il senso ultimo dell’esistenza, crollando Dio l’esistenza non ha più un senso, con la morte
di Dio muoiono le menzogne.
Morte di dio è un’espressione paradossale, è la presa d’atto che un Dio non c’e mai stato.
Nella società contemporanea non c’e più bisogno di Dio perché la cultura scientifica ha fatto
venir meno il senso di insicurezza. Quando l’uomo si affida alla scienza, viene meno
l’insicurezza e si assiste alla morte di Dio. La scienza diventa l’elemento che spiega tutti gli
avvenimenti.
La società sarà tuttavia fintamente atea poiché se rinnego Dio per esaltare la scienza, sto
semplicemente cambiando Dio.
Annuncio della morte di Dio
L’uomo che predica la morte di Dio viene considerato folle in quanto predica il contrario della
verità vissuta fino ad allora. Dal momento in cui Dio è morto si vivrà una storia
completamente diversa, senza un Dio.
Vivere senza un Dio è difficile.
Coloro che non credono più in Dio ma vivono come se questo ancora esistesse, si
domandano dove questo sia andato, sono coloro che hanno abbandonato Dio per venerare
gli asini (la scienza).
Il problema è che la morte di Dio non è stata compresa, dice l’uomo folle che non basta che
Dio sia morto, che si sia sviluppata una cultura atea, la difficoltà sta nel vivere senza Dio.
Vivere la morte di Dio significa non aver più nessun riferimento, è “un eterno precipitare”,
“vagare verso un infinito nulla”. Vivere la morte di Dio significa prendere atto che il
fondamento di tutto è il divenire, il nulla, un ritorno a Dioniso. Ciò può essere fatto solo
dall’uomo nuovo, il superuomo.
Il superuomo= chi vive la morte di dio con consapevolezza, non sostituendolo con un altro.
Con la fine di Dio finisce anche la verità, ci si ritrova in una situazione in cui esiste solo il
mondo diveniente.
Il mondo vero diventa favola.
La morte di Dio rappresenta la fine definitiva del platonismo, tramonto dell’idea che esista un
mondo vero oltre quello apparente.
1 mondo vero è un mondo ideale. Creato per controllare il mondo diveniente. É un mondo
razionale al quale si può possono attingere usando la razionalità (saggi)
2 diventa inattingibile, non può essere raggiunto se non si ha fede
3 diventa indimostrabile e impromettibile, è un mondo fenomenico indimostrabile, diventa
solo un obbligo
4 diventa anche sconosciuto, non più ne salvifico o consolante. Il positivismo capisce che
queso mon do non serve più a nulla
5 diventa inutile e superfluo, viene eliminato, ritorna il buon senso
6 eliminando il mondo vero sparisce anche il mondo apparente
Idea di mondo si crea nel momento in cui si crea un mondo falso. Quando elimino sia il
mondo vero che quello apparente resta solo il perpetuo divenire.
“COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA”
Dopo aver meditato per tanti anni su una montagna torna in città per predicare la morte di
Dio. Temi principali dell’opera: Superuomo
Volontà di potenza
Eterno ritorno
L’elemento del divenire che deriva dalla morte di Dio va accettato. Zarathustra resta deluso
che
non molti riescano a comprendere il messaggio della morte di Dio. Si trova a fare una
predicazione che è la distruzione di tutti i valori, non costruzione di nuovi.

SUPERUOMO
Teoria evoluzionistica e di volontà di potenza. L’uomo e ogni ente naturale è in continuo
superamento di se stesso.
L’uomo può scegliere se andare avanti o tornare indietro nel suo processo di evoluzione.
L’uomo che riesce ad andare avanti, prendere coscienza della morte di Dio e della difficoltà
di vivere è il superuomo.
Superuomo è il senso della terra, della materialità, non spiritualità.
Superuomo è superamento dell’uomo, l’uomo si redime dalla malattia che ha caratterizzato
la storia della favola, creazione del mondo vero.
Superuomo è colui che vive la decadenza dei valori, è colui che accetta la terra e Dioniso.
Le 3 metamorfosi dell’uomo (passaggi da uomo a superuomo)
- Cammello, l’uomo vecchio, porta il peso delle cose e degli idoli, è uno schiavo, gli sia
apprezza
il sacrificio. Morale del “Tu devi”.
- Leone, si libera dai pesi e inizia a decidere lui cosa fare, “io voglio”
- Fanciullo, rappresenta l’umanità nuova, innocentemente crea ogni giorno il proprio mondo,
è il
più libero, rappresenta il superuomo.
! Superuomo va tradotto come oltre-uomo. Non è un uomo potenziato al massimo ma è
quello che va oltre l’uomo. L’uomo che va oltre se stesso, supera il vecchio uomo.
L’abbandono dell’uomo del passato crea il nuovo uomo.
L’uomo non è solo oltre i valori ma anche oltre se stesso, è in continua trasformazione.
VOLONTÀ DI POTENZA
In ogni essere vivente c’è un’energia che si manifesta come volontà di potenza, di
appropriarsi. Il problema è che questa volontà si manifesta sopratutto nella lotta contro il
divenire.
! Non può essere paragonata al nazismo. I nazisti hanno provato ad appropriarsi della
filosofia di Nietzsche. Colpa anche della sorella che pubblicò alcune opere in una chiave
nazionalista e razzista.
La volontà di potenza è un dato di fatto, non una costruzione morale, non è un valore. (Al
contrario di quello che ne fanno i nazisti).
Le menzogne sono state create dall’uomo, l’uomo ha mostrato una capacità creativa, di
fronte all’insicurezza data dal divenire ha creato delle forme che condizionassero il divenire.
É stato l’uomo a creare i valori per manifestare la sua potenza sul divenire. Anche la
distruzione dei valori sarà una creazione dell’uomo, deciderà di lasciar fluire il divenire e che
questo sarà il suo valore. Assecondare il divenire significa dare un valore al divenire.
Far si che il divenire sia, è la suprema volontà di potenza.
—> ! Il superuomo si libera dal passato
Ciò che io sono è il risultato del mio passato, per questo non sono libero, non posso
scegliere di essere qualsiasi cosa.
Nietzsche dice però che l’uomo è libero, può decidere qualunque cosa egli voglia essere se
accetta il divenire. L’io agisce sul passato e fa si che questo si creato da lui. Superuomo
implica che non ci sia futuro e passato, tutto è istantaneo, implica l’eterno ritorno e una
concezione non lineare del tempo. Si ha una concezione ciclica della vita, non vi è
nemmeno un presente
ETERNO RITORNO
Pensiero che quando lo colse gli illuminò l’esistenza.
É il ritornare eternamente nella medesima esperienza che stai vivendo in questo momento.
- Interpretazione etica, se uno assumesse l’eterno ritorno di ciò che è, e l’uomo decide ciò
che è, quello che fa diventa qualcosa di eterno. Questo eticamente rappresenterebbe un
peso, una responsabilità dell’uomo. Non corretta
- Interpretazione cosmologica, se noi ammettiamo che le cose sono finite e l’universo è
infinito,
nella temporalità infinita ogni cosa che è, ritorna eternamente. Non corretta
—>L’eterno ritorno è una conseguenza necessaria del mettere a fondamento il nulla.
Concezione circolare del tempo, non vi è un prima e un poi.

Eterno ritorno è annullamento della temporalità, ogni cosa parte e va verso il nulla. Ogni
cosa manca di un futuro, di un senso ultimo. Non c’è nemmeno passato, il passato è nulla.
Non ci sarà quindi nemmeno un presente.
Idea che il tempo non è durata.
Il superuomo diventa tale quando accetta l’eterno ritorno ed il divenire.
VOLONTÀ DI POTENZA COME PROSPETTIVISMO
Vi sono 2 menzogne fondamentali:
- Soggetto (colui che interpreta il testo)
- Oggetto (un testo)
Non esiste ne interpretante ne interpretato.
Le cose, il testo è un’interpretazione del soggetto. Il problema è che il soggetto non esiste,
anche esso è il risultato di una interpretazione di non si sa chi.
Quando mi domando chi sono interpreto me stesso, creo un’unificazione di qualcosa di non
unificato. L’interpretazione che do di me stesso esce fuori da una volontà di potenza, il
senso che io do a me stesso è un modo di creare un’unificazione per vivere.
Non solo o trasformo un testo ma anche il testo trasforma me.
ARTE un’opera si apre a più interpretazioni. L’arte si rinnova quando incontra occhi nuovi
che la trasformano attraverso le proprie esperienze.
GIOCO si hanno delle regole che danno la possibilità di fare una partita (oggetto), tuttavia
ciò che interessa è la partita che le squadre fanno liberalmente ma sempre nel rispetto delle
regole

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