NEUROSCIENZA DELLE EMOZIONI
INTRODUZIONE
E´ iniziata nel 1848 con lo studio del caso di Phineas Gage.
.
Ricostruzione 3D della lesione di
PG per pera di Damasio nel 1994
INTRODUZIONE
Paziente S.M. nata con la Sindrome di Urbach–Wiethe e studiata intorno
agli anni 90 da Ralph Adolphs.
INTRODUZIONE
Incapacita´ di provare paura e di riconoscere espressioni di paura
nonostante una capacita intatta di riconoscere tristezza, rabbia,
disgusto, felicità e sorpresa.
COSA E` UN EMOZIONE?
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COSA E` UN EMOZIONE?
COSA E` UN EMOZIONE?
Punto di vista evolutivo: Le emozioni sono processi neurologici che si
sono evoluti per guidare il comportamento in modo da aumentare la
sopravvivenza e la riproduzione.
COSA E` UN EMOZIONE?
Punto di vista psicologico: l'emozione ha alcune qualità uniche che devono
essere prese in considerazione.
• Sono incarnate, cioè si sentono.
• Sono riconoscibili in modo univoco, cioè sono associate a espressioni
facciali e a patter comportamenti e di arousal caratteristici.
• Sono innescate da stimoli salienti, altamente rilevanti per il benessere e la
sopravvivenza dell'osservatore.
• Le emozioni sono meno sensibili alle nostre intenzioni di quanto non lo
siano altri stati e hanno effetti globali su quasi tutti gli altri aspetti della
cognizione (Dolan, 2002).
COSA E` UN EMOZIONE?
Le emozioni rientrano nel termine ombrello di affetti, che comprende non solo
emozioni discrete di durata relativamente breve, ma anche stati più diffusi e
duraturi come l'umore
L´umore è uno stato affettivo di lunga durata caratterizzato principalmente da
una predominanza di sentimenti soggettivi duraturi senza un oggetto o un
fattore scatenante identificabile.
Sebbene gli stati d'animo siano generalmente di bassa intensità, possono
durare ore o giorni e possono influenzare l'esperienza e il comportamento di
una persona.
Il sentimento è l'esperienza soggettiva dell'emozione, non l'emozione stessa.
Questi due eventi sono dissociabili e utilizzano sistemi neurali diversi
COSA E` UN EMOZIONE?
La maggior parte dei modelli attuali ritiene che le emozioni siano risposte
con valore (positivo o negativo) a stimoli esterni e/o a rappresentazioni
mentali interne.
L'emozione comporta (almeno) le seguenti tre componenti:
1. Una reazione fisiologica a uno stimolo
2. Una risposta comportamentale
3. Un sentimento
Come si manifestano e si legano tra loro queste diverse
componenti?
COSA E` UN EMOZIONE?
COSA E` UN EMOZIONE?
TEORIE DI JAMES-LANGE E CANNON-BARD
1884, Teoria di James-Lange: Gli stimoli emotivi sono percepiti dalla corteccia che innesca
cambiamenti negli organi viscerali e nei muscoli scheletrici. In un secondo momento, le risposte
autonomiche e somatiche innescano l'esperienza di un'emozione nel cervello..
1915, Teoria di Cannon-Bard: Gli stimoli emotivi innescano sia la sensazione di emozione nel
cervello sia l'espressione dell'emozione nel corpo. Si tratta di un processo parallelo senza una
relazione causale diretta.
TEORIE DI JAMES-LANGE E CANNON-BARD
TEORIE DI JAMES-LANGE E CANNON-BARD
TEORIE DELLA VALUTAZIONE DELLE EMOZIONI
La valutazione delle emozioni è un gruppo di teorie secondo cui
l'elaborazione delle emozioni dipende da un'interazione tra le proprietà
dello stimolo e la sua interpretazione.
Le teorie differiscono su cosa viene valutato e sui criteri utilizzati per la
valutazione.
Poiché la valutazione è una fase soggettiva, essa può spiegare le
differenze nelle reazioni delle persone.
TEORIE DELLA VALUTAZIONE DELLE EMOZIONI
Richard Lazarus ha proposto una versione della teoria della
valutazione in cui le emozioni sono una risposta al calcolo del
rapporto tra costi e benefici di uno stimolo.
In questa teoria, la valutazione cognitiva precede la risposta
emotiva o il sentimento. Questa fase di valutazione può essere
automatica e inconscia.
TEORIE DELLA VALUTAZIONE DELLE EMOZIONI
TEORIE DELLA VALUTAZIONE DELLE EMOZIONI
La teoria di Singer-Schachter e´ un mix di tutte e tre le teorie
precedenti. Propone che l'eccitazione emotiva e poi il ragionamento
siano necessari per valutare uno stimolo prima che l'emozione possa
essere identificata.
LA VIA LENTA E VELOCE DELLE EMOZIONI
(LeDoux)
Joseph LeDoux ha proposto che esistino due sistemi di emozioni che operano in
parallelo.
Via veloce: sistema neurale per le nostre risposte emotive che bypassa la
corteccia e che l'evoluzione ha programmato per produrre risposte rapide che
aumentano le nostre possibilità di sopravvivenza e di riproduzione.
Via Lenta: L'altro sistema, che comprende la cognizione, è più lento e accurato;
genera il sentimento cosciente dell'emozione. LeDoux suggerisce che i
sentimenti coscienti non sono innati, ma piuttosto vengono appresi con
l'esperienza e sono irrilevanti per le risposte emotive.
LA VIA LENTA E VELOCE DELLE EMOZIONI DI
LEDOUX
ANDERSON E ADOLPHS: LE EMOZIONI COME STATI
CAUSALI CENTRALI
David Anderson e Ralph Adolphs sostengono che uno stimolo emotivo
attiva uno stato del sistema nervoso centrale che, a sua volta, attiva
simultaneamente più sistemi producendo risposte distinte: sentimenti,
comportamento, reazione psicofisiologica e cambiamenti cognitivi.
LA TEORIA DELL'ELABORAZIONE GERARCHICA
DELLE EMOZIONI DI PANKSEPP
Jaak Panksepp ha ipotizzato che le emozioni siano soggette a un
sistema di controllo con elaborazione gerarchica.
La sua teoria prevede che l'emozione venga elaborata in tre modi, a
seconda dell'emozione stessa.
Le più elementari sono le emozioni di processo primario, che
forniscono i nostri sentimenti emotivi più potenti e nascono
direttamente dalle antiche reti neurali della sottocorteccia. La teoria
sostiene che la cognizione non gioca alcun ruolo quando si tratta di
provare queste emozioni.
Oltre a queste emozioni di base, le emozioni di processi secondari
(apprendimento emotivo) derivano dal condizionamento e le emozioni
di processi terziari sono elaborate dalla cognizione.
LA TEORIA DELL'ELABORAZIONE GERARCHICA
DELLE EMOZIONI DI PANKSEPP
CLASSIFICAZIONE DELLE EMOZIONI
1. Emozioni di base, un insieme definito di emozioni, ciascuna con
caratteristiche uniche, scolpite dall'evoluzione e riflesse attraverso
le espressioni facciali.
2. Emozioni complesse, combinazioni di emozioni di base, alcune
delle quali possono essere apprese socialmente o culturalmente,
che possono essere identificate come sentimenti evoluti e duraturi.
3. Le teorie dimensionali delle emozioni descrivono emozioni
fondamentalmente uguali, ma che differiscono lungo una o più
dimensioni, come la valenza (da piacevole a spiacevole, da positiva
a negativa) e l'eccitazione (da molto intensa a molto lieve), in
reazione a eventi o stimoli.
TEORIA DELL` EVOLUZIONE DELLE EMOZIONI DI
DARWIN
Nel 1872 viene pubblicati il libro di Darwin “The expression of emotions in man and
animals”
L'espressione delle emozioni è il prodotto dell’
evoluzione. Se forniscono un beneficio all'animale
che le manifesta, hanno maggiori probabilità di
evolversi e di potenziare la loro funzione
comunicativa. Messaggi opposti sono segnalati da
posture e movimenti opposti (principio dell'antitesi)
TEORIA DELL` EVOLUZIONE DELLE EMOZIONI DI
DARWIN
EMOZIONI DI BASE
Le prime ricerche sulle espressioni facciali sono state condotte da Guillaume-
Benjamin-Amand Duchenne de Boulogne, neurologo francese del XIX secolo, come
metodo per studiare le emozioni di base.
Gli esseri umani si sono evoluti in un
insieme finito di stati emotivi di base e che
ogni stato è unico nella sua espressione
fisiologica e rilevanza adattiva.
EMOZIONI DI BASE
Paul Ekmann negli anni ´60 riprese questa idea e studiando le culture di tutto il
mondo scoprì che le espressioni facciali che gli esseri umani usano per trasmettere
emozioni non variano molto da cultura a cultura.
EMOZIONI DI BASE
EMOZIONI DI BASE
EMOZIONI COMPLESSE
Gelosia, amore materno e romantico: Ekman non ha escluso questi
sentimenti dalla sua lista di emozioni, ma li ha chiamati "complessi di
emozioni", differenziandoli dalle emozioni di base per la loro durata
prolungata, da mesi a tutta la vita. Inoltre non sembra che ci siano
espressioni facciali universali
TEORIE DIMENSIONALI DELLE EMOZIONI
Le emozioni variano lungo un continuum piuttosto che essere stati discreti.
Una migliore comprensione delle emozioni derivi dallo studio di quanto
possano essere eccitanti (arousal) o piacevoli (valenza), o di quanto motivino
una persona ad avvicinarsi o ad allontanarsi da uno stimolo emotivo.
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
Poiché non c'è un accordo fisso su cosa sia un'emozione, è difficile identificare i
sistemi neurali coinvolti nell'elaborazione delle emozioni.
I processi emotivi sono intrecciati con molte altre funzioni mentali. Di conseguenza,
le nostre emozioni coinvolgono molte parti del sistema nervoso, comprese le
strutture sottocorticali e corticali.
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
Il circuito di Papez: Sistema emozionale sulla parete mediale del cervello, che collega la
corteccia con l'ipotalamo.
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
MacLean ha usato il termine sistema limbico per descrivere i complessi circuiti neurali
coinvolti nell'elaborazione delle emozioni. Le strutture del sistema limbico formano
approssimativamente un cerchio intorno al corpo calloso
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
LA NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI
Complessa rete neuronale che comprende il talamo, la corteccia somatosensoriale, le
cortecce sensoriali di ordine superiore, l'amigdala, la corteccia insulare (detta anche
insula), lo striato ventrale e la corteccia prefrontale mediale, compresa la corteccia orbito
frontale e la corteccia cingolata anteriore (ACC).
AMIGDALA
Le amigdale (singolare amigdala) sono piccole strutture a forma di mandorla
situate nel lobo temporale mediale, adiacenti alla porzione anteriore
dell'ippocampo. Ogni amigdala è una struttura intrigante e molto complessa che,
nei primati, è un insieme di 13 nuclei che possono essere raggruppati in tre
complessi amigdaloidi principali:
1) Complesso nucleare basolaterale
2) Complesso centromediale
3) Nucleo corticale
AMIGDALA
Complesso nucleare basolaterale (La, B): L'area più estesa, costituito dai nuclei
laterali e basali. Il nucleo laterale (La) riceve ingressi sensoriali. Le connessioni
dal nucleo laterale al nucleo basale (B), e da questo allo striato ventrale,
controllano l'esecuzione di azioni di fronte alla minaccia (per esempio, fuga ed
evitamento)
Complesso centromediale (Ce): composto dal nucleo mediale e dal nucleo
centrale, riceve le informazioni elaborate nei nuclei basali e forma una risposta.
È collegato alle regioni del tronco encefalico che controllano i comportamenti
emotivi innati (o difensivi) e le relative risposte fisiologiche (sia autonomiche che
endocrine).
Nucleo corticale (Co): Il complesso più piccolo, noto anche come "parte olfattiva
dell'amigdala" perché il suo input primario proviene dal bulbo olfattivo e dalla
corteccia olfattiva. Esso invia l'elaborazione al nucleo mediale e direttamente
all'ippocampo e al paraippocampo e può, in situazioni di eccitazione emotiva che
coinvolgono l'olfatto, modulare la formazione della memoria
AMIGDALA
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
L'amigdalectomia bilaterale riduce la paura e l'aggressività
Incapacità di riconoscere la paura nelle espressioni facciali
Riduzione del condizionamento della paura.
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
Anche gli stimoli positivi possono attivare l'amigdala. È emerso inoltre che gli
stimoli esterni hanno la priorità rispetto a quelli generati internamente.
Novità e la salienza sono caratteristiche di uno stimolo che attivano l'amigdala
indipendentemente da altre proprietà affettive, come la valenza e l'eccitazione.
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
L'amigdala e´in grado di modulare diverse funzioni cognitive:
1) L´apprendimento
2) La memoria
3) L´attenzione e la percezione
4) Le capacita´decisionali
5) Il processamento di stimuli sociali
• Riconoscimento delle espressioni facciali
• La valutazione dei gruppi sociali
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
Riconoscimento delle espressioni facciali
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
Riconoscimento delle espressioni facciali
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
Riconoscimento delle espressioni facciali
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
Riconoscimento delle espressioni facciali
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
La valutazione dei gruppi sociali
• L'amigdala si attivava quando i bianchi americani vedevano volti neri sconosciuti
(ma non volti di neri familiari e considerati positivamente)
• L'entità dell'attivazione dell'amigdala era significativamente correlata con le misure
indirette di pregiudizio razziale determinate dallo IAT (Implicit Association Test)
• Lo IAT misura il grado di associazione automatica tra gruppi sociali (neri contro
bianchi, anziani contro giovani, ecc.) e valutazioni positive e negative.
([Link]
FUNZIONI DELL`AMIGDALA
La valutazione dei gruppi sociali
Affidabilità
Forma
INSULA E INTEROCEZIONE
INSULA E INTEROCEZIONE
REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI
La regolazione delle emozioni si riferisce ai processi che influenzano i tipi di
emozioni che proviamo, quando le proviamo e come le esprimiamo e le
viviamo.
I processi di regolazione delle emozioni possono intervenire in più punti durante
la generazione dell'emozione, alcuni precocemente e altri a posteriori. Alcuni
processi sono consapevoli e controllati, altri sono inconsci e automatici.
Le due strategie di regolazione delle emozioni più frequentemente studiate
sono la rivalutazione cognitiva e la soppressione espressiva.
REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI
La rivalutazione cognitiva è una strategia focalizzata sull'antecedente che
comporta l'interpretazione di un potenziale elicitore di emozioni in modo da
aumentarne o ridurne l'impatto emotivo (Gross & John, 2003).
La soppressione espressiva è focalizzata sulla risposta ed è una forma di
modulazione della risposta, che comporta l'inibizione o la soppressione di
un'esperienza emotiva una volta attivata o consolidata (Gross, 1998).
la rivalutazione cognitiva è più efficace della soppressione espressiva.
REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI
Studio fMRI sulla regolazione delle
emozioni negative
Durante l´aumento e la riduzione
delle emozioni negative si attivano
le regioni della PFC laterale sinistra
coinvolte nella memoria di lavoro e
nel controllo cognitivo e la corteccia
cingolata anteriore dorsale,
implicata nel monitoraggio online
delle prestazioni
L'attivazione dell'amigdala è
modulata verso l'alto o verso il
basso, a seconda dell'obiettivo
regolatorio: l'attività aumenta
quando l'obiettivo era quello di
aumentare l'emozione negativa e
diminuiva quando l'obiettivo era
quello di ridurla.
CONCLUSIONI
Le emozioni sono fenomeni complessi e sfaccettati.
Il concetto di singole aree cerebrali ("centri") di emozioni specifiche e discrete è
superato; e lo è anche l'idea che emozione e cognizione/affetto e razionalità
siano avversari
Piuttosto, molte parti del cervello sono impegnate e interagiscono durante le
emozioni.
Le emozioni potrebbero anche non essere un termine utile o avere una
granularità sbagliata - piuttosto, potrebbero essere costruite da diversi sotto-
processi
[Link]
TEST
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