Week 1 Soluzioni Pietro Gasperoni
Week 1 Soluzioni
[Le soluzioni alternative (e la soluzione al problema 2) sono state gentilmente offerte da
Pietro Zoppetti che ha risolto questi problemi con queste soluzioni]
1.
Si consideri una scacchiera composta da n × n celle, con n dispari. Ad ogni cella
assegnamo a piacimento un valore uguale a 1 o −1. Sia Ai il prodotto dei valori
dell’i-esima riga e Bj il prodotto dei valori della j-esima colonna. Si dimostri che:
n
X n
X
Ai + Bj ̸= 0
i=1 j=1
per ogni configurazione.
Soluzione: Si chiami aij la casella nella riga i e colonna j. Supponiamo di cambiare
il segno di un singolo elemento aij , ovvero di sostituirlo con −aij . Questo cambiamento
influisce solo su:
• la riga i cambiando il valore di Ai in A′i = Ai − 2aij = Ai ± 2
• la colonna j cambiando il valore di Bj in Bj′ = Bj − 2aij = Bj ± 2
Da cui otteniamo che:
n
X n
X n
X n
X
A′i + Bj′ = Ai + Bj ± d, con d ∈ {0, 4}
i=1 j=1 i=1 j=1
Questo quindi implica che
n
X n
X
Ai + Bj
i=1 j=1
è costante (mod 4). Poniamo quindi adesso tutte le celle uguali a 1. Notiamo che in questo
modo: n n
X X
Ai + Bj = 2n ≡ 2 (mod 4)
i=1 j=1
in quanto n è dispari. Ma essendo la somma sempre congrua a 2 (mod 4),
Pn Pn
i=1 Ai + j=1 Bj ̸= 0
□
1
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Soluzione alternativa: Notiamo che detto pr il numero di righe con prodotto positivo,
mr il numero di righe con prodotto negativo, e pc , mc gli analoghi per le colonne abbiamo
pr + mr = pc + mc = n
E dunque dato che sono tutti numeri interi e che n è dispari abbiamo che pr ̸≡ mr (mod 2)
e lo stesso per le colonne.
n
Q
Ora, notiamo che con Ai stiamo moltiplicando il valore di ogni cella esattamente una
i=1
volta, dunque stiamo ottenendo il valore del prodotto di tutte le celle. Segue che
n
Y n
Y
Ai = Bj
i=1 j=1
n n
Ai = (−1)mr e analogamente Bj = (−1)mc dunque dall’equazione sopra si
Q Q
. Ora,
i=1 j=1
ottiene mr ≡ mc (mod 2).
Supponiamo adesso che la tesi sia falsa: abbiamo (pr −mr )+(pc −mc ) = 0 dunque otteniamo
il sistema
(
pr + mr = pc + mc
pr − mr = mc − pc
da cui sottraendo le equazioni membro a membro otteniamo mr = pc da cui in particolare
mr ≡ pc ̸≡ mc (mod 2)
che è un assurdo per quanto sopra (prima avevamo trovato mr ≡2 mc ), da cui la tesi. □
2.
Si scrive inizialmente sulla lavagna un numero intero positivo n maggiore di 1. Ogni
secondo, si cancella il numero presente e si scrive al suo posto il numero n + np , dove p è
un divisore primo di n. Questo processo continua per un tempo indefinito. Si dimostri
che il numero 3 viene scelto come numero p un numero infinito di volte.
Soluzione: Notiamo che possiamo riscrivere l’operazione come n 7→ np (p + 1), e che per
ogni primo dispari p + 1 è un numero composto (infatti, è pari ed è diverso da 2). Dunque
ad ogni mossa avremo che se non si sceglie p = 2 il primo p sarà sostituito dal prodotto di
primi più piccoli nella fattorizzazione del nuovo numero, da cui abbiamo, detto nk il numero
presente dopo la mossa k sulla lavagna
Osservazione 1. Sia q(n) il massimo primo che divide n; q(nk ) è decrescente al crescere di
k, e fintanto che q(nk ) = q(nk+1 ) la valutazione q(nk )−adica di nk è decrescente al crescere
di k Da questo possiamo osservare un’altra proprietà:
Osservazione 2. Se per un certo k0 abbiamo q(nk0 ) > 3 questo fattore non può essere scelto
infinite volte.
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Dimostrazione: Abbiamo che per la prima osservazione vq(nk0 ) (nk ) con k > k0 è
decrescente e decresce ogni volta che viene scelto per quanto sopra. Da questo, dato che
sicuramente vq(nk0 ) (nk0 ) < ∞ abbiamo la tesi
Possiamo generalizzare questo fatto
Osservazione 3. Nessun primo > 3 può essere scelto infinite volte.
Dimostrazione: Si supponga la tesi falsa, e si prenda - in una certa configurazione in
cui quanto sopra accade - il massimo primo p0 > 3 che sia scelto infinite volte.
Abbiamo che ogni primo p > p0 sarà scelto un numero finito di volte, da cui esiste un certo
k0 ∈ N tale che per ogni k > k0 alla mossa k−esima non si sceglie un fattore > p0 .
Ora, se questo accade, detti p1 , p2 , . . . , ph i fattori primi > p0 alla mossa k0 + 1-esima e detto
vp (n ) vp (nn +1 )
l0 = p1 1 n0 +1 · · · ph h 0 abbiamo che l · nk 7→ l · (nk /l + nkp/l ) per ogni k > k0 dove p è il
fattore di nlk scelto alla mossa k + 1-esima.
Possiamo dunque ricondurci al caso per n = nk /l, trovare che p0 è il massimo divisore primo
in questa situazione, e dunque ricondurci all’osservazione 2
Abbiamo ora per l’osservazione 1 il numero di fattori primi presenti nella fattorizzazione
di uno qualsiasi tra gli nk per k > 0 è finito (sono al più tutti i primi < q(n0 )) da cui per il
principio dei cassetti esiste almeno un primo scelto infinite volte, e per l’osservazione 3 può
essere solo 2 o 3.
Ora, supponiamo che 2 sia l’unico primo scelto infinite volte; abbiamo che allora esiste un
intero k1 ∈ N tale che, per ogni k > k1 , 2 sia il fattore scelto alla mossa k−esima. Tuttavia
abbiamo che per ogni volta che si sceglie 2 la valutazione 2−adica del numero sulla lavagna
si abbassa, e si alza la sua valutazione 3−adica. Siccome v2 (nk1 +1 ) < ∞ abbiamo che quanto
sopra non è possibile e dunque
3 deve essere scelto infinite volte
□
3.
Si trovino tutte le funzioni f : R → R tali che:
f (xy) + f (f (y)) = f ((x + 1)f (y))
per tutti i numeri reali x, y
Soluzione: Sia P (x, y) l’equazione funzionale che vogliamo risolvere.
Osservazione 1. Posto P (0, y) otteniamo:
f (0) + f (f (y)) = f (f (y)) ⇐⇒ f (0) = 0
Osservazione 2. Supponiamo che esista un a ̸= 0, a ∈ R tale che f (a) = 0. Con P ( xa , a)
otteniamo:
f (x) + 0 = 0 ⇐⇒ f (x) = 0
3
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Quindi abbiamo ottenuto che se esiste almeno un altro a ̸= 0 tale che f (a) = 0, f (x) = 0
∀x ∈ R
f (y)
Osservazione 3. Poniamo adesso P ( y−f (y)
, y). (Perché? Come ci è venuta questa idea?
Questa è motivata dal grido di battaglia di Evan Chen ”DURR WE WANT STUFF TO CANCEL.”)
Infatti grazie a questa otteniamo:
f (y)·y f (y)
f ( y−f (y)
) + f (f (y)) = f (( y−f (y)
+ 1)f (y)) ⇐⇒
f (y)·y y·f (y)
⇐⇒ f ( y−f (y)
) + f (f (y)) = f ( y−f (y)
) ⇐⇒
⇐⇒ f (f (y)) = 0
Da cui, per quello detto dalla osservazione 2, le uniche soluzioni sono:
f (x) = 0 V f (x) = x
□
Soluzione alternativa: Notiamo che f ≡ 0 ∀x e f (x) = x∀x sono soluzione:
0+0=0
xy + y = (x + 1)y
Sia P (x, y) l’equazione riportata sopra.
P (0, y) → f (0) + f (f (y)) = f (f (y))
da cui f (0) = 0.
Ora, se f ≡ k costante per ogni x ∈ R abbiamo
k+k =k
da cui necessariamente k = 0.
Da questo punto in poi supponiamo f non costante.
P (−1, y) → f (−y) + f (f (y)) = f (0) = 0
da cui
f (f (y)) = −f (−y) (1)
Osservazione 1. Se f (a) = f (b) allora f (ax) = f (bx)
Dimostrazione: P (x, a) → f (ax) = f (f (y)) − f ((x + 1)f (a))
P (x, b) → f (bx) = f (f (y)) − f ((x + 1)f (b))
Da cui dato che f (a) = f (b) i membri destri di entrambe le equazioni sono uguali e dunque
lo sono anche i membri sinistri.
Da questo segue immediatamente che se per a ̸= 0 abbiamo f (a) = 0 = f (0) abbiamo
f (ax) = 0∀x da cui f costante, che è assurdo; da questo
f (a) = 0 ⇐⇒ a = 0 (2)
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Osservazione 2. Se f (a) = f (b) con a, b ̸= 0 allora f ab = f (1)
1
Dimostrazione: Dall’osservazione 1 abbiamo f (ax) = f (bx) da cui per x = b
otteniamo
quanto sopra
Osservazione 3. f (k) = f (1) ⇐⇒ k = 1
Dimostrazione: P (−k, −1) → f (k) + f (f (−1)) = f ((−k + 1)f (−1))
Ora, f (f (−1)) = −f (1) per l’equazione (1) da cui abbiamo
f (k) − f (1) = f ((−k + 1)f (−1))
da cui f ((−k + 1)f (−1)) = 0 che dà (−k + 1)f (−1) = 0 per la (2). Sempre per la (2)
abbiamo f (−1) = 0 da cui −k + 1 = 0 che dà k = 1
Ora, abbiamo dunque che per a, b ̸= 0 t.c. f (a) = f (b) si ottiene ab = 1 combinando le
osservazioni 2 e 3.
Da questo abbiamo
Osservazione 4. f è iniettiva Ora, richiamando la (1) abbiamo f (f (−f (y))) = −f (f (y)) =
f (−y) da cui dato che f è iniettiva abbiamo f (−f (y)) = −y da cui segue
Osservazione 5. f è suriettiva Notiamo che
f (−f (y)) = −y ⇒ f (f (f (y))) = f (−f (−y)) = −(−y) = y (3)
Ora, troviamo
P (1, y) → f (y) + f (f (y)) = f (2f (y))
Ora,
P (2, y) → f (3f (y)) = f (2y) + f (f (y)) = f (y) + y + f (f (y)) (4)
Ma dalla (3) si ha
f (3f (y)) = f (y) + f (f (f (y))) + f (f (y)) = f (3f (f (y))) (5)
(infatti, rispetto alla (4) si sta aggiungendo a tutti gli argomenti una f ) da cui, dato che f è
iniettiva, 3f (y) = 3f (f (y)) che dà, dato che f è suriettiva, f (y) = y, da cui quelle elencate
sopra sono le uniche soluzioni □
4.
Si faccia in modo che la circonferenza inscritta a un triangolo scaleno △ABC tocchi
AB, CA e BC rispettivamente nei punti D, E, F . Si chiami N il punto di incontro
fra la ex-inscritta di △ABC rispetto ad A, e BC. Sia T il punto di incontro con AN
e la circonferenza inscritta ad △ABC più vicina ad N , e K il punto di incontro tra
DE ed F T . Si dimostri che AK ∥ BC
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Soluzione: Chiamiamo T ′ il punto d’incontro tra AN e l’inscritta diverso da T .
Lemma: T ′ F è un diametro dell’inscritta.
Dimostrazione: Si prenda in considerazione l’omotetia di centro A che mappa N in
T ′ . Questa mapperà la circonferenza ex-inscritta nella circonferenza inscritta. Infatti la
circonferenza in cui viene mappata la ex-inscritta dovrà necessariamente rimanere tangente
ad AB e AC e dovrà passare per T ′ per definizione. Da cui, tracciando la parallela ad AB
passante per T ′ , questa sarà necessariamente tangente alla circonferenza inscritta, possiamo
quindi concludere:
BC||B ′ C ′ , IF ⊥ BC e IT ′ ⊥ B ′ C ′ =⇒ T ′ F diametro
Osservazione 1. ∠AT F = 90◦ in quanto questo insiste sul diametro dell’inscritta.
Osservazione 2. A, D, I ed E sono conciclici. Questo perché ∠AEI + ∠ADI = 90◦ +
90◦ = 180◦ . Chiamiamo questa circonferenza γ.
Notiamo quindi che la retta DE è l’asse radicale tra la circonferenza inscritta e γ.
Chiamata adesso ω la circonferenza passante per A, T ed F , notiamo che la retta F T è l’asse
radicale tra l’inscritta e ω. Da cui K è il centro radicale delle tre circonferenze. Chiamato
quindi P il punto d’intersezione tra ω e γ diverso da A, notiamo che ∠AP I = 90◦ in quanto
∠AP I = ∠AEI = 90◦ . Inoltre notiamo anche che ∠AP F = 90◦ in quanto ∠AP F =
∠AT F = 90◦ . Da cui P, I e F sono allineati. Essendo quindi ∠IP A = ∠IF C = 90◦ ,
AK||BC
□
Soluzione alternativa: Utilizziamo un argomento di geometria proiettiva, siccome
siamo dei pezzi di merda.
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Osservazione 1. A sta sulla polare di K rispetto all’inscritta
Dimostrazione: Segue dal teorema di La Hire, dato che DE è polare di A rispetto
all’inscritta
Osserviamo che, detto P = DT ∩ EF , abbiamo per il teorema di Brocard la polare
di T coincidente con la retta AP , e che dette le intersezioni di questa con DE, F T Q, R
rispettivamente, abbiamo
(D, E; Q, K) = (F, T ; R, K) = −1 (6)
.
Ora, detto M il punto medio di BC e P∞ il punto all’infinito di BC, abbiamo che M è il
punto medio di F, N e dunque (F, N ; M, P∞ ) = (B, C; M, P∞ ) = −1. Ora, chiamata M ′
l’intersezione della polare di K con BC e S = AK ∩ BC (eventualmente il punto all’infinito)
abbiamo che proiettando i birapporti della (1) da A otteniamo
(F, N ; M ′ , S) = (B, C; M ′ , S) = −1
Ora, questa cosa è sus, quindi dimostriamo che non è possibile se M ̸≡ M ′ :
Osservazione 2. Siano A, B, C, D quattro punti su un segmento in quest’ordine tali che il
punto medio di BC sia lo stesso di AD; l’unico punto P compreso tra B e C tale che esista
un punto Q in maniera tale che il (A, D; P, Q) = (B, C; P, Q) = −1 è il punto medio
Dimostrazione: P deve essere l’inverso di Q attraverso entrambe le circonferenze di
diametri BC, AD da cui impostiamo, detta d la distanza di P dal punto medio e supponendo
per assurdo d ̸= 0,
r12 r2
= 2
d d
dove r1 , r2 sono i raggi delle due circonferenze
d(r22 − r12 ) = 0
d=0
che è un assurdo, da cui quanto sopra
Applicando questo lemma a B, F, N, C abbiamo che M ′ ≡ M e dunque che la polare di
K coincide con AM . Ora, questo ci dà (F, T ; M, S) = −1 da cui necessariamente S = P ∞
da cui abbiamo AK ∥ BC che è quanto desiderato □