Tesi
Tesi
Classe LM-31
il caso Fiordagosto
Relatore:
Candidato:
Luca Giglio
L’analisi dei flussi nella situazione As Is evidenzia una serie di criticità. Il problema
principale è di definire il giusto layout del magazzino, che consente un utilizzo ottimale
della superficie a disposizione, in modo da garantire l’efficienza e l’efficacia delle
operazioni che ivi si svolgono. L’analisi ha condotto alla progettazione di un nuovo
layout, di nuova politica di allocazione dei prodotti e di una politica di gestione dei flussi
sia interni che esterni. Infine è valutata la proposta dell’azienda di migliorare le operazioni
di carico/scarico. L’azienda intende costruire delle baie di carico/scarico per facilitare le
operazioni logistiche di interfaccia con l’esterno.
INDICE
INTRODUZIONE............................................................................................................. 1
Capitolo 1 ......................................................................................................................... 4
1.1 Logistica.................................................................................................................. 4
Capitolo 2 ....................................................................................................................... 20
2.1 L’azienda............................................................................................................... 20
2.2.2 Magazzini....................................................................................................... 27
Capitolo 3 ....................................................................................................................... 35
i
3.3 KPI per il processo di ricevimento........................................................................ 37
Capitolo 4 ....................................................................................................................... 51
Capitolo 5 ....................................................................................................................... 80
Capitolo 6 ....................................................................................................................... 98
iii
INDICE DELLE TABELLE
iv
Tabella 24: Tempi di carico As Is To Be ...................................................................... 104
Tabella 26: Flussi di cassa investimento due baie di carico ........................................ 107
Figura 11: Grafico delle quote del mercato Italia in valore (Fonte: IRI – Distribuzione
Moderna YTD Lug16 – Totale comparto rosso) ..................................................... 20
v
Figura 15: Flussi "fuori campagna" .............................................................................. 27
Figura 36: Diagramma delle precipitazioni per Oliveto Citra .................................... 105
Figura 37: Layout azienda con due baie di carico ....................................................... 106
Figura 38: Layout Magazzino Lotto 10 con baia di carico .......................................... 109
vii
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE
L’Italia svolge un ruolo molto importante nella filiera dei trasformati del pomodoro con
un giro di affari stimato in 3,2 miliardi nel 2016. I bacini produttivi nazionali sono due,
quello del Nord e quello del Centro-Sud1.
La posizione così rilevante nel mercato mondiale dell’Italia in questo settore concentra
l’attenzione delle aziende ad una migliore gestione della logistica aziendale. La logistica
aziendale riguarda la gestione fisica, informativa e organizzativa del flusso dei prodotti.
Il presente lavoro di tesi descrive l’analisi dei flussi logistici di un’azienda italiana che
opera nel settore Food, in particolare nella produzione di trasformati del pomodoro.
L’azienda oggetto dello studio è la Fiordagosto Srl, azienda del Sud Italia appartenente
alla holding Red Lions controllata dalla famiglia Mutti. Le quote di mercato dell’azienda
Mutti nel 2016 sono del 31,8% in valore e del 23,4% in volume2, considerando il mercato
Italia.
1
Ismea, 2017, I numeri della filiera del pomodoro
2
IRI, Distribuzione Moderna YTD Lug16, Totale comparto rosso
1
INTRODUZIONE
Nel capitolo 3 sono presentati alcuni indicatori di performance che aiutano a monitorare
le principali attività logistiche dell’azienda. I KPI sono divisi in base al processo logistico
che monitorano, sono divisi per quattro macro processi: ricevimento, stoccaggio, prelievo
e spedizione. Infine sono descritti alcuni indicatori sintetici di tipo economico, per
misurare l’impatto, in termini monetari, delle attività legate alla logistica.
Nel capitolo successivo è analizzata la logistica aziendale nella situazione As Is. L’analisi
serve per dettagliare le attività logistiche dell’azienda oggetto dello studio e concentra
l’attenzione su quattro argomenti chiave:
Infine sono elencate e dettagliate le criticità emerse dall’analisi, al fine di formulare delle
soluzioni.
Il capitolo 5 si pone l’obiettivo di proporre delle soluzioni alle criticità riscontrate nel
capitolo precedente. Le proposte di miglioramento vertono sulla gestione del magazzino
e dei flussi logistici interni ed esterni all’azienda. In particolare si propone:
Inoltre è descritto l’impatto che le proposte generano sia da un punto di vista economico
sia da un punto di vista operativo.
2
INTRODUZIONE
3
LITERATURE REVIEW
Capitolo 1
LITERATURE REVIEW
1.1 Logistica
Entrambe le definizioni sottolineano l’esistenza di una vasta gamma di attività, ben oltre
il semplice trasporto, e l’esigenza del loro svolgimento su base integrata.
3
Cfr. Rushton A., Croucher P., Baker P., 20104, The handbook of logistics & distribution management,
London Philadelphia New Delhi, Kogan Page
4
Cfr. Confessore G., 2010, Logistica, Enciclopedia Treccani “XXI Secolo”
4
LITERATURE REVIEW
La logistica si può inquadrare come capacità di gestire i flussi di materiali e prodotti dal
fornitore delle materie prime all’utilizzatore finale del bene o servizio, cioè all’interno
del cosiddetto sistema logistico.
5
Cfr. Andriano, A., 200615, Produzione e logistica, Milano, Franco Angeli
5
LITERATURE REVIEW
La logistica interna di un’azienda concerne gli aspetti di gestione interna dei materiali
interni all’azienda.
1.2.1 Magazzino
I magazzini rappresentano i nodi dei sistemi logistici in cui i materiali, le merci e i prodotti
sono ricevuti, stoccati e prelevati per la loro destinazione finale.
Il magazzino rappresenta uno spazio indispensabile per la gestione corretta dei processi
produttivi e aziendali la cui gestione obbliga l’azienda a tenere sotto controllo tali costi.
6
LITERATURE REVIEW
6
Cfr. Rushton A., Croucher P., Baker P., 20104, The handbook of logistics & distribution management,
London Philadelphia New Delhi, Kogan Page
7
Idem
7
LITERATURE REVIEW
Ognuno di questi fattori deve essere attentamente considerato per garantire che siano
selezionati i livelli di accatastamento sicuri.
Una limitazione di tale sistema di stoccaggio è che le UdC sono accessibili solo con
metodo LIFO (Last In First Out), cioè è prelevabile prima solo l’ultima unità di carico
accatastata.
Vantaggi:
Svantaggi:
• memoria a bassa densità (richiede un grande magazzino per conservare solo una
piccola quantità di magazzino);
• scarsa ventilazione dei prodotti;
• l'altezza di stoccaggio dipende da un numero di fattori variabili;
8
LITERATURE REVIEW
• solo una SKU può essere immagazzinata in modo efficace in una corsia, vengono
creati spazi vuoti per pallet che non possono essere utilizzati in modo efficace
finché non viene svuotata un'intera corsia;
• è necessario spostare il pallet superiore per raggiungere il pallet sottostante
(LIFO).
8
Idem
9
LITERATURE REVIEW
10
LITERATURE REVIEW
• Scaffalature a gravità o live storage (Figura 7): le UdC sono collocate su un piano
inclinato che consente di sfruttare la gravità attraverso un convogliatore a rulli o
rotelle. Le rulliere sono inclinate con pendenze massime del 3-4%, la lunghezza
delle corsie può arrivare sino a 15-18 m e le altezze della scaffalatura sino a circa
10 m.
Presenta coefficienti di sfruttamento volumetrici maggiori rispetto alla catasta e
al magazzino passante grazie alla possibilità di elevarsi maggiormente in altezza.
Le UdC possono essere gestite in logica FIFO (First In First Out).
• Scaffalature push back (Figura 8): le UdC sono collocate su un piano inclinato e
spinte in contropendenza; un sistema di carrelli o rulli ne consente la sistemazione
senza urti o ribaltamenti. Presenta le stesse caratteristiche del live storage solo che
la gestione delle scorte avviene in modalità LIFO, in quanto lo stoccaggio ed il
prelievo avvengono dalla stessa parte.
11
LITERATURE REVIEW
Il termine logistica esterna indica le relazioni che l’azienda ha con l’ambiente esterno. Si
compone della logistica degli approvvigionamenti e della logistica distributiva.
a cui è destinato, nelle quantità necessarie e per ogni momento di utilizzo previsto,
minimizzando i rischi e i costi di approvvigionamento.
9
Cfr. Echino L., 2009, La funzione approvvigionamenti e il ruolo in azienda degli approvvigionatori,
http://www.atlec.it/immagini/eventi/echino2009.pdf
13
LITERATURE REVIEW
Il principale obiettivo della logistica distributiva è ridurre il costo di fornitura dei prodotti
finiti ai clienti mantenendo o migliorando il livello di servizio fornito.
La consegna del prodotto al cliente finale si attiva attraverso un ordine che il cliente
effettua all’azienda. L’ordine cliente rappresenta, quindi, l’innesco delle operations, il
punto di contatto tra marketing e logistica. La procedura per la gestione dell’ordine può
essere suddivisa nelle seguenti fasi10:
10
Cfr. Calzolaro G. P., 2011, La gestione degli ordini cliente, www.infologis.biz/2011/07/08/la-gestione-
degli-ordini-cliente/
14
LITERATURE REVIEW
dei beni dal produttore al consumatore è costituito da vari intermediari come mostrato in
figura 1011.
La logistica si colloca non solo come aspetto importante nelle problematiche operative
quotidiane, ma anche come opportunità strategica, per le leve che essa offre nella gestione
sia dei costi che del servizio offerto al cliente. Per avere una gestione logistica efficiente
ed efficace, risulta fondamentale un’analisi strutturata, sistemica e attenta all’ottenimento
di risultati globali sostenibili nel medio-lungo periodo12. Secondo H. J. Harrington
«Misurare è la chiave. Se non si misura non si può controllare. Se non si può controllare
non si può gestire. Se non si può gestire non si può migliorare»13. Migliorare le proprie
prestazioni significa innanzitutto essere in grado di misurarle. La misurazione rappresenta
il collegamento fra due momenti di un processo: la progettazione, ovvero la nascita, e il
miglioramento, ovvero la crescita. Sia nella fase di analisi preliminare dei processi che
11
Cfr. Dallari F., 2007, Il sistema distributivo, disponibile come materiale didattico dell’Università Carlo
Cattaneo LIUC
12
Cfr. Stancari A., 2003, Il Tableau de Bord logistico-produttivo, www.mondainipartners. com/adon/files/
02_03il_tableau_de_bord_logistico_produttivo_als.pdf
13
Cfr. Leonardi E., 2007, Capire la qualità - Strumenti e metodi per gestire l’organizzazione, Milano, Il
Sole 24 ORE
15
LITERATURE REVIEW
Per quanto riguarda la logistica, ambito gestionale complesso dato l’alto numero di
variabili che presenta e che occorre gestire in modo integrato, l’obiettivo di ricerca del
miglior equilibrio tra efficacia (cioè il conseguimento dell’obiettivo) ed efficienza (cioè
l’utilizzo ottimale delle risorse) consiglia l’approntamento di una serie di misure che
permettono un’analisi sufficientemente bilanciata di tutte le variabili del sistema.
Associando ai processi logistici un sistema di controllo delle prestazioni, sarà possibile
attivare un sistema di miglioramento razionalizzato mediante il ciclo continuo di
misurazione, verifica delle relazioni causa-effetto ed attivazione di azioni di
miglioramento.
I KPI (Key Performance Indicator) sono una serie di indicatori qualitativi e quantitativi
finalizzati a misurare l’intera gamma di prestazioni di un determinato processo. Si tratta
di un metodo molto efficace di misurazione di quanto le attività che sono svolte per il
raggiungimento dei risultati di un’organizzazione incontrano gli obiettivi prefissati. I KPI
sono le grandezze che meglio esprimono l’obiettivo di un processo: consentono di vedere
i risultati in maniera aggregata, anziché essere sommersi da grandi quantità di
informazioni, spesso inutilizzabili e/o inutilizzate. All’interno di pochi indicatori semplici
da interpretare sono filtrati dati che forniscono un’analisi immediata dei risultati ottenuti:
l’utilizzatore ha il continuo controllo delle perfomance e, nel momento in cui l’indicatore
non è allineato al parametro di riferimento target, deve intraprendere azioni di
miglioramento. Le organizzazioni hanno opportunità maggiori di raggiungere con
successo obiettivi operativi e finanziari misurando e gestendo le prestazioni aziendali.
16
LITERATURE REVIEW
I requisiti del sistema di misurazione e controllo devono essere tali da guidare l’impresa
verso il conseguimento degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo, sia in prospettiva
statica che dinamica. Possiamo individuare quattro caratteristiche fondamentali14:
• Completezza: il sistema è completo perché misura tutte le parti nelle quali si può
suddividere il concetto di valore creato dall’impresa;
• Rilevanza: il sistema è rilevante perché è strettamente legato ai processi
decisionali dell’impresa;
• Flessibilità: il sistema è flessibile perché può cambiare in relazione alle esigenze,
variabili, della misurazione;
• Comprensibilità: il sistema è comprensibile perché è in grado di essere trasferito
all’interno dell’organizzazione con un linguaggio ed un livello di rifinitura adatto
alle esigenze degli utenti.
La scelta dei KPI più significativi può essere effettuata cercando di individuarli in
funzione di tre famiglie16:
14
Cfr. Calzolaro G. P., KPI per la logistica, www.infologis.biz/wpccontent/uploads/downloads/
2012/06/KPI_per_la_logistica.pdf
15
Idem
16
Idem
17
LITERATURE REVIEW
o KPI che misurano il livello di servizio. Gli indicatori misurano i tempi di risposta
alle richieste del cliente e la flessibilità del fornitore. Sono misure del livello di
servizio il tempo di consegna, il tempo di preparazione per ordini programmati e
per ordini urgenti, la percentuale di ordini urgenti processati, il tempo medio per
evadere un ordine urgente;
o KPI che misurano la qualità, cioè la conformità degli output rispetto alle attese
del cliente. Indicatori tipici sono la percentuale di resi, il numero di errori di
consegna (consegne fatte nel luogo sbagliato, materiale danneggiato oppure in
quantità non corretta), il numero di errori di preparazione in rapporto al numero
di righe di consegna preparate.
17
Cfr. Candiotto R., Spano F.M., Turolla A., 1995, Logistica e magazzino: aspetti organizzativi, gestionali
e di controllo; valutazione civilistica e fiscale delle scorte, Giuffrè
18
LITERATURE REVIEW
19
FIORDAGOSTO SRL
Capitolo 2
FIORDAGOSTO SRL
2.1 L’azienda
La Fiordagosto Srl è una piccola azienda italiana che conta circa 50 dipendenti. L’azienda
è specializzata in conserve alimentari, in particolare si occupa della produzione di prodotti
a base di pomodoro. È situata ad Oliveto Citra, in provincia di Salerno che rappresenta
uno dei maggiori distretti produttivi di conserve di pomodoro in Italia.
L’azienda nasce nel 2013 e fa capo alla Holding Red Lions controllata dalla famiglia
Mutti. Dallo stretto legame con il Gruppo Mutti, leader nel mercato dell’industria
conserviera (Figura 11), la Fiordagosto Srl eredita la ricercatezza e la cura dei prodotti da
offrire al proprio cliente.
Figura 11: Grafico delle quote del mercato Italia in valore (Fonte: IRI – Distribuzione Moderna YTD
Lug16 – Totale comparto rosso)
In Mutti il pomodoro è considerato come frutto della profonda unione tra uomini e
territorio. Le coltivazioni nascono intorno all’azienda perché ogni raccolto possa andare
direttamente dalla pianta alla filiera di lavorazione senza perdere in gusto e integrità.
Tutto il ciclo di produzione è infatti regolato da quella che è considerata come una “legge
della freschezza”.
20
FIORDAGOSTO SRL
Mutti è la prima in Italia e tra le poche al mondo ad aver effettuato l'analisi dei consumi
idrici della propria produzione dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito,
avvalendosi del supporto scientifico di WWF, della Facoltà di Agraria dell'Università
della Tuscia. Mutti sta definendo gli obiettivi di riduzione dell’impatto idrico soprattutto
per quanto concerne la catena di fornitura, sensibilizzando i coltivatori che forniscono il
prodotto fresco ad adottare pratiche agricole sempre più sostenibili. L'analisi delle
potenzialità di riduzione dei consumi di energia e combustibili fossili da parte degli
impianti di produzione, permetterà poi a Mutti di stabilire gli obiettivi di riduzione anche
per la carbon footprint, che permetteranno di migliorare le performance ambientali e
l'impatto complessivo che i suoi prodotti avranno sull'ambiente.
La Fiordagosto negli anni ha subito una crescita esponenziale della produzione dovuta
all’ampliamento dello stabilimento e al crescente aumento delle referenze. Dal mese di
luglio 2017 è attiva la linea di produzione e confezionamento della passata, uno dei
prodotti maggiormente venduti dal gruppo.
Lo stabilimento di Fiordagosto produce solo una parte delle referenze che compongono
la vasta gamma di prodotti a marchio Mutti18.
I prodotti dell’azienda (Figura 12) posso essere distinti in due categorie in base
all’imballaggio primario utilizzato:
18
I prodotti a marchio Mutti sono circa 300, differenziandosi per tipologia di pomodoro utilizzato, tipo di
produzione, dimensione dell’imballo primario e mercato di destinazione. La produzione rilevante
dell’azienda avviene nello stabilimento principale di Montechiarugolo (PR).
21
FIORDAGOSTO SRL
• Prodotti in scatola (confezioni da 400g, 3kg, 5kg, etc.): polpa pezzi, polpa fine,
pelati, pomodorini, datterini;
• Prodotti in vetro (bottiglia da 700g): passata e passata al basilico.
Il pomodoro è un frutto stagionale, motivo per cui le attività dell’azienda possono essere
divise in due momenti temporali ben distinti:
L’azienda è composta da due stabilimenti adiacenti il lotto 12, nel quale si trova il
magazzino più piccolo e la linea di produzione e confezionamento dei prodotti in scatola
e il lotto 10, il quale è costituito dalla linea di imbottigliamento e confezionamento della
passata e dal magazzino generale.
22
FIORDAGOSTO SRL
19
Prodotto sfuso: prodotto inscatolato, ma privo del confezionamento finale. Lo sfuso si ha solo per i
prodotti in scatola.
23
FIORDAGOSTO SRL
Le bottiglie di vetro sono stoccate esternamente, nel piazzale adiacente al lotto 10, dove
è collocata anche la linea di produzione della passata.
Il flusso di questi materiali è dettato dalle esigenze della produzione, cioè dai piani di
produzione stabiliti dall’azienda e anche dalla disponibilità della materia prima.
Gli imballaggi secondari sono tutti i materiali utili per il confezionamento finale dei
prodotti sui pallet. Il flusso di questi materiali si muove dal magazzino verso le linee di
confezionamento, serve per alimentare le macchine che assemblano il prodotto su pallet
per la vendita sul mercato. Il flusso è regolato dai piani di confezionamento e si
differenzia tra il periodo di “campagna” e il periodo di “fuori campagna”.
Il prodotto sfuso è il prodotto già inscatolato privo però dell’imballaggio finale. Lo sfuso
è caratterizzato dai soli prodotti in scatola, la passata in vetro esce dalle linee già
confezionata per la vendita.
Il prodotto finito è tutto ciò che esce dalle linee di produzione e confezionamento già
pronto per la vendita ai clienti. Il flusso è quindi in uscita dalla
produzione/confezionamento ed in ingresso a magazzino in attesa di essere prelevato per
un ordine cliente.
24
FIORDAGOSTO SRL
I flussi tra il periodo di campagna e quello di fuori campagna sono diversi, in quanto nel
periodo di campagna, quando la materia prima è disponibile, avviene la produzione di
tutti i prodotti.
Nel periodo di campagna solo il 20% del prodotto è confezionato contestualmente alla
produzione, il restante 80% esce sfuso dalle linee di produzione ed è stoccato a magazzino
per essere successivamente confezionato.
25
FIORDAGOSTO SRL
Le figure 14 e 15 mostrano l’andamento dei flussi nei due periodi aziendali individuati.
26
FIORDAGOSTO SRL
2.2.2 Magazzini
All’interno del magazzino sono stoccate il 50% in superficie delle pedane 142x112 cm e
il restante 50% in superficie è costituito da pedane di tipo EPAL.
I prodotti finiti, prima di poter essere spediti al cliente finale, devono sostare all’interno
del magazzino per scongiurare eventuali fermentazioni del prodotto, in particolare:
La logica di stoccaggio è LIFO (Last In First Out), in quanto in una fila sono stoccati i
prodotti appartenenti ad uno stesso lotto di produzione e che quindi presentano medesima
data di scadenza.
L’allocazione delle UdC è casuale, senza un ordine precostituito, seguendo la regola del
“posto libero”. Il modello è quello a memoria che è quello più semplice e fa affidamento
sulla capacità mnemonica del personale di magazzino. L’allocazione della merce è decisa
al momento del bisogno. Inoltre non è presente segnaletica orizzontale di magazzino per
permettere il riconoscimento delle stive di stoccaggio.
Ø Magazzino lotto 10
Il magazzino principale dell’azienda (Figura 16) si estende per una lunghezza di 121 m e
una larghezza di 80 m. Il magazzino presenta solamente dei corridoi lungo il perimetro,
adibiti al passaggio del personale e del carrello per la movimentazione dei carichi. La
superficie utilizzabile per lo stoccaggio risulta ridotta a causa della presenza della linea
di confezionamento del vetro e del magazzino non conformi.
28
FIORDAGOSTO SRL
Inoltre è presente una piccola scaffalatura che contiene il necessario per il laboratorio
analisi. La scaffalatura è di tipo tradizionale ed è disposta con una forma ad U. Le due
scaffalature poste in modo verticale presentano una lunghezza di 14 m mentre la
scaffalatura posta in posizione orizzontale presenta una lunghezza di 7 metri.
29
FIORDAGOSTO SRL
Ø Magazzino lotto 12
Nel periodo della campagna il magazzino è adibito allo stoccaggio degli imballaggi vuoti,
in quanto si trova in prossimità delle linee di produzione e confezionamento dei prodotti
in scatola. Nel periodo di fuori campagna è utilizzato per lo stoccaggio del confezionato.
All’inizio del periodo di campagna il magazzino è libero pronto ad ospitare gli imballi
vuoti per la nuova campagna di produzione.
30
FIORDAGOSTO SRL
La logistica inbound dell’azienda si compone oltre che della materia prima, quale il
pomodoro, anche di tutti gli imballi necessari al confezionamento e alla
commercializzazione del prodotto finito. Nel presente elaborato verrà discusso solo il
processo di approvvigionamento del materiale da imballaggio, il quale è sotto il diretto
controllo dell’ufficio acquisti e della logistica.
• controllo campione della merce (numero lotto corrispondente al numero del lotto
sul packaging);
• conformità tra ordine e bolla d'accompagnamento (quantità e tipologia);
• accettazione merce ed etichettatura.
Le logiche di fornitura differiscono per il tipo di prodotto, prodotti con piccoli volumi e/o
che occupano poco spazio hanno un’unica fornitura mentre prodotti con grandi volumi la
fornitura è periodica.
Si possono distinguere due tipologie principali di imballi sia per l’utilizzo e la definizione
stessa sia per il mercato a cui fanno riferimento.
Imballaggi primari:
• Bottiglia vetro
• Capsula
• Contenitori banda stagnata
• Coperchio
• Sacchi asettici
In particolare l’azienda si affida a due fornitori per il vetro ed uno per i contenitori in
banda stagnata.
31
FIORDAGOSTO SRL
Imballaggi secondari:
• Cartoni
• Vassoi
• Cluster
• Nastro adesivo
• Film termoretraibile
Per questo tipo di imballi il mercato è poco concentrato, esistono numerosi fornitori.
La fornitura è periodica per rispettare la continuità della produzione e dipende dai Lead
Time di fornitura (Tabella 1) e dai piani di produzione.
Le rimanenze di imballi a fine campagna presso i fornitori sono ritirate, è evitato il conto
deposito.
Tabella 1: LT di fornitura
32
FIORDAGOSTO SRL
I flussi esterni verso la capogruppo sono flussi interaziendali determinati dai piani di
vendita della controllante, la quale gestisce l’intera distribuzione dei prodotti.
L’uscita dei materiali per la vendita al cliente è effettuata secondo gli ordini cliente
ricevuti dalla Mutti. I prodotti finiti in uscita sono destinati sia al mercato nazionale che
internazionale.
Alcuni prodotti escono dallo stabilimento privi del confezionamento finale (prodotto
sfuso), questi prodotti sono destinati a magazzini esterni che si occupano del
confezionamento finale e della distribuzione del prodotto finito. Tale politica è applicata
33
FIORDAGOSTO SRL
per le referenze che sono prodotte in piccole quantità, per evitare costi/tempi di setup per
i cambi formato sulla macchina confezionatrice.
I clienti finali si dividono in clienti nazionali e clienti esteri. I carichi possono essere
costituiti da:
I clienti finali possono essere grossisti, i prodotti sono destinati ai depositi del canale
Ho.Re.Ca, oppure grandi catene di supermercati.
La gestione degli ordini è demandata alla capogruppo Mutti Spa. Il cliente invia una
richiesta d’ordine all’ufficio commerciale di Mutti Spa. L’ordine è effettuato dalla Mutti,
la quale invia una mail d’ordine all’ufficio acquisti dell’azienda Fiordagosto. Mutti
comunica il vettore da utilizzare per il trasporto e la data entro la quale deve essere
consegnata la merce. Gli ordini possono essere di due tipi in base alla destinazione: ordini
destinati a Mutti e gli ordini destinati al cliente finale.
Al carico dei camion gli ordini sono scaricati dal gestionale e viene generato il documento
di trasporto DTT e la fattura, quest’ultima inviata a Mutti per il saldo finale.
20
Il carico dei container dipende dalle richieste del cliente (quantità, prodotto). Possono essere caricati con
lo sfuso a mano oppure caricati con pedane CP3 114x114 cm.
34
PANEL DI INDICATORI
Capitolo 3
PANEL DI INDICATORI
3.1 KPI
I KPI sono una serie di indicatori qualitativi e quantitativi. La finalità degli indici di
performance è di misurare le prestazioni relative a fattori che sono critici ai fini del
raggiungimento del successo durevole.
I KPI sono un dato numerico variabile in modo discreto o continuo che consente di trarre
indicazioni di tendenza di un fenomeno. Può derivare da una misura oggettiva di una
grandezza e quindi rappresentare l’obiettivo stesso, od essere ottenuto rapportando il
valore del risultato ad un valore preso a riferimento o ad altri elementi ad esso
comparabili. Gli indicatori possono essere espressi in termini assoluti o percentuali, per
ognuno dei quali viene stabilita una metrica e un valore di tolleranza che riflette
l’obiettivo che si vuole raggiungere.
In relazione alle criticità evidenziate il suggerimento è quello di creare degli indici che
riescano a guidare le scelte dell’azienda verso l’efficientamento operativo. Un
monitoraggio costante dei processi e il calcolo di alcuni indici potranno dare una misura
delle performance relative all’operato aziendale.
Al fine di poter trovare le giuste soluzioni, in linea con le richieste aziendali, si prevede
l’applicazione di una serie di misure di performance. L’utilizzo dei KPI permette
un’analisi dello stato attuale dell’azienda, al fine di riuscire ad apportare le giuste
correzioni in futuro ed assumere decisioni tattiche e strategiche con maggiore cognizione
di causa, decisioni che non siano solo il risultato di intuizioni, ma che abbiano una base
solida di informazione aggiornata e accurata.
Il modello presentato serve per fotografare la situazione attuale e poter definire delle
proposte di miglioramento del processo logistico dell’azienda. Inoltre alcuni dei KPI
descritti sono proposti all’azienda al fine di monitorare alcune attività che risultano
critiche.
35
PANEL DI INDICATORI
I KPI sono pensati per ogni processo logistico che si vuole analizzare. Di seguito verranno
proposti i vari indicatori per i processi di:
• Ricevimento;
• Stoccaggio;
• Prelievo;
• Spedizione.
È possibile definire degli obiettivi di fondo, per ogni processo individuato, quali21:
• Ricevimento merci: ridurre il tempo di attesa dei materiali, procedere alla corretta
identificazione del materiale ed al suo corretto smistamento;
• Stoccaggio: evitare lo smarrimento del materiale all’interno del magazzino e
valutare l’occupazione del magazzino per mezzo di indicatori che misurano la
saturazione volumetrica e superficiale del magazzino;
• Prelievo: minimizzare il tempo di prelievo e ridurre gli errori di identificazione e
smistamento;
• Spedizione: ridurre al minimo gli errori nella preparazione delle unità di
spedizione e nella documentazione relativa.
Nella definizione dei possibili KPI bisogna individuare la fonte da cui ricavare i dati per
il calcolo. La gestione delle informazioni è molto importante ai fini del calcolo degli
indicatori. Le informazioni circa le giacenze, movimentazioni in entrata e in uscita, ordini
cliente, ordini fornitore sono estrapolate dal sistema gestionale dell’azienda.
21
Calzolaro G. P., KPI per la logistica, www.infologis.biz/wpccontent/uploads/downloads/
2012/06/KPI_per_la_logistica.pdf
36
PANEL DI INDICATORI
All’arrivo in azienda i materiali sono identificati attraverso uno scanner ottico e caricati
all’interno del gestionale, la stessa cosa vale per le UdC prodotte e stoccate a magazzino
e per i prodotti che lasciano l’azienda diretti verso l’esterno.
Il numero di ordini dei clienti è registrato dall’addetto sul sistema gestionale, tenendo
traccia del carico giornaliero di lavoro per l’attività di evasione ordine ai clienti finali.
I dati storici utilizzabili dall’azienda sono i dati registrati dal 2016, in quanto negli anni è
avvenuta una crescita esponenziale dei volumi che non permette di confrontarli con gli
anni precedenti.
• LT fornitura [settimane]
Tempo necessario per l’approvvigionamento dei materiali. Tale tempo è definito
dal fornitore, già conosciuto dall’azienda. L’indicatore deve essere controllato al
fine di decidere quanta scorta tenere a magazzino e di non bloccare la produzione
37
PANEL DI INDICATORI
per mancanza di materiale. Inoltre è utilizzato per decidere con che cadenza far
arrivare la merce a magazzino.
• Affidabilità fornitore
#𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑜𝑛 𝑡𝑖𝑚𝑒
𝐴𝑓 =
# 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖
#𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑜𝑛 𝑡𝑖𝑚𝑒: numero degli ordini fornitore arrivati nella data concordata
38
PANEL DI INDICATORI
𝐴8
%𝐴=> = 1 − ∗ 100[%]
𝐴A
39
PANEL DI INDICATORI
Misurare questo processo permette di avere delle specifiche maggiori per poter analizzare
meglio la situazione. Gli indicatori di performance focalizzano l’attenzione sull’utilizzo
dello spazio e delle risorse impiegate per l’attività di immagazzinaggio. Di seguito sono
descritti i principali indici individuati per il controllo del processo di stoccaggio.
• Ricettività
Il numero di UdC stoccabili a magazzino calcolato tenendo conto dei vari vincoli
per lo stoccaggio della merce. L’indicatore misura la capacità statica del
magazzino, espressa come numero di unità di carico stoccabili a magazzino.
L’indice serve per misurare la potenzialità ricettiva delle aree di stoccaggio
dell’azienda.
• Coefficiente di utilizzazione superficiale
𝑆3ANOOP88QN
𝐶3 = ∗ 100 [%]
𝑆
• Indice di rotazione
𝐹V3OQAP
𝐼T =
𝐺X
40
PANEL DI INDICATORI
𝑄XN[QX\=APAP
𝑈XYNR =
# 𝑎𝑑𝑑𝑒𝑡𝑡𝑖
41
PANEL DI INDICATORI
• Accuratezza inventario
𝑄]
𝐴𝐼 =
𝑄\
𝑄^
%𝑜𝑏𝑠𝑜𝑙𝑒𝑡𝑖 = ∗ 100 [%]
𝑄_
42
PANEL DI INDICATORI
Il processo di prelievo è inteso come il prelievo dei pallet dalle postazioni di magazzino
alla zona di preparazione carico dei camion. In questa fase vengono definiti i prelievi che
è necessario effettuare, vengono prelevati i materiali, identificati, controllati e smistati
nelle varie destinazioni.
Il prelievo dei pallet è composto dal percorso di andata e ritorno dalla posizione di
stoccaggio, il prelievo di un pallet prevede due cicli semplici. Obiettivo di questo
processo è quello di rendere breve la fase di prelievo e di ridurre gli errori di
identificazione e smistamento. I principali KPI individuati per il monitoraggio di questo
processo sono descritti di seguito.
43
PANEL DI INDICATORI
𝑄>]\`\[PAP
𝑈XYN> =
# 𝑎𝑑𝑑𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑖𝑒𝑣𝑜
• UdC prelevabili
44
PANEL DI INDICATORI
migliore schedulazione degli ordini ed una più accurata definizione della data di
consegna.
• Indice movimentazione
𝑄Q 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑎
𝐼𝑀 = ∗ 100 [%]
𝑄ANA 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑎
𝐼Q 𝑆𝐹
%𝐼Q 𝑆𝐹 = ∗ 100[%]
𝐼ANA 𝑆𝐹
L’indice è utilizzato per misurare la percentuale degli impieghi dei prodotti sfusi,
è calcolato come rapporto tra gli impieghi interni e il totale degli impieghi del
prodotto sfuso. Per ogni codice di prodotto sfuso si misura la percentuale
internamente, diretta alle linee di confezionamento, sul totale del prodotto sfuso
di quel codice presente a sistema. La misura permette di capire come organizzare
i flussi per lo stoccaggio di tali prodotti.
45
PANEL DI INDICATORI
• % Impieghi esterni SF
46
PANEL DI INDICATORI
• Ordini giorno
𝑂\
𝑃\N = ∗ 100 [%]
𝑂>
𝑂\ = ordini evasi
• On-Time delivery
𝑂^= AQX\
𝑂𝑇 =
𝑂_
47
PANEL DI INDICATORI
una data di richiesta del cliente che deve essere rispettata. L’indice deve tendere
ad uno per far si che tutti gli ordini siano consegnati in tempo e i clienti soddisfatti.
Oltre ai KPI di tipo operativo presentati nei paragrafi precedenti si propongono degli
indici che vanno a valutare l’impatto economico delle attività logistiche. Di seguito sono
elencati gli indici economici proposti.
• Incidenza obsoleti
𝑉^
𝐼𝑂 =
𝑉_
Il calcolo è effettuato come rapporto tra il valore dei prodotti obsoleti a magazzino
e il valore totale delle scorte. L’indicatore misura l’incidenza in termini economici
dei prodotti obsoleti presenti a magazzino sul totale dei prodotti stoccati. L’indice
permette di capire in termini economici quanto l’azienda sta perdendo per i
prodotti obsoleti. Il valore deve tendere il più possibile a zero, in modo da
sostenere la minor perdita possibile data dalla presenza di prodotti obsoleti a
magazzino. Insieme all’indice %obsoleti aiuta l’azienda a prendere le giuste
decisioni circa lo smaltimento e le problematiche che causano l’obsolescenza dei
prodotti.
• Incidenza stoccaggio esterno
𝐶Rs
𝐼𝑆𝐸 =
𝐶_t
48
PANEL DI INDICATORI
𝐶_t
𝐼𝐶𝐿v =
𝐶_
𝐶_ = costi totali
L’indicatore è calcolato come rapporto tra i costi logistici totali e i costi totali
sostenuti dall’azienda. L’indice mostra l’incidenza che i costi legati alle attività
logistiche dell’azienda hanno sui costi totali aziendali. La misura permette di
capire la percentuale dei costi totali imputata alla gestione delle attività logistiche.
Il costo va calcolato annualmente contestualmente alla chiusura del bilancio
aziendale. Il target del settore alimentare dei costi logistici sul totale dei costi è
circa il 20%.
• Incidenza costi logistici sul fatturato
𝐶_t
𝐼𝐶𝐿w =
𝐹
𝐹 = fatturato
50
ANALISI DELL’As Is
Capitolo 4
ANALISI DELL’As Is
La superficie utile del magazzino, al netto degli spazi inutilizzati, è ottenuta sottraendo
alla superficie totale del magazzino lo spazio per il passaggio dei carrelli elevatori, per il
passaggio pedonale e per i pilastri. Lo spazio perso a causa dei pilastri va considerato
come larghezza del pilastro (70 cm) per lunghezza del lato secondo il quale sono orientate
22
Vedi paragrafo 2.2.2 Magazzini
51
ANALISI DELL’As Is
Per quanto riguarda il magazzino lotto 1023 dalla superficie totale viene sottratto anche lo
spazio occupato dalla scaffalatura tradizionale. Inoltre la presenza della linea di
confezionamento della passata, delimitata dalla linea rossa (Figura 16), riduce la
superficie utilizzabile.
La superficie utile è ottenuta al netto degli spazi inutilizzati come illustrato nella tabella
sottostante.
23
Il magazzino lotto 10 è uno dei due magazzino dell’azienda come descritto nel capitolo 2 al paragrafo
2.2.2.
24
La perdita dello spazio per opere in muratura si differenzia per i due magazzini, per quanto riguarda il
magazzino lotto 10 si riferisce allo spazio perso per la presenza del vano scale mentre per il lotto 12 alla
presenza della zona bagno.
52
ANALISI DELL’As Is
e il restante 50% alle pedane 142x112 cm. Successivamente tale area è divisa per l’area
occupata da un singolo pallet e moltiplicata per il numero di livelli di impilaggio dei
pallet. L’area di un singolo pallet è incrementata di 10 cm, tenendo conto del gioco che
si crea per lo stoccaggio di due pallet ravvicinati.
(𝑆V ∗ 0.5)
𝑁° 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑝𝑎𝑙𝑙𝑒𝑡 = ∗ 𝐿Q
𝑆>P``\A
La tabella 3 mostra i dati per i tre magazzini dell’azienda. In particolare sono riassunti i
dati riguardanti: la superficie del magazzino, la superficie dedicata allo stoccaggio e il
numero di pallet che ciascun magazzino può ospitare (Ricettività).
25
Il calcolo della ricettività è un calcolo approssimato in base all’area occupata dai pallet a magazzino.
26
La ricettività e il coefficiente di sfruttamento superficiale sono calcolati come descritto nel capitolo 3 al
paragrafo 3.4.
53
ANALISI DELL’As Is
La classificazione dei prodotti è un tema molto importante e può essere effettuata secondo
diversi criteri.
Il criterio più utilizzato per la classificazione dei prodotti è il metodo ABC, si basa su un
metodo empirico che deriva dall’osservazione diretta degli eventi, questa formulazione è
nota anche con il nome di principio di Pareto.
Tale criterio prende il nome da Vilfredo Pareto (1848 - 1923), uno dei maggiori
economisti italiani, che per primo studiò questo comportamento. È il risultato della
distribuzione paretiana che ispirò la cosiddetta "legge 80/20", una legge empirica che fu
poi riformulata anche da Joseph M. Juran.
Pareto in uno studio della società italiana aveva appurato che circa l’80-85% della
ricchezza del paese era mantenuta dal 15-20% della popolazione.
L’analisi ABC è realizzata posizionando sulle ascisse gli articoli e sulle ordinate una
variabile espressa come una percentuale cumulata. Le variabili più significative in
ordinata sono il fatturato, i consumi e le giacenze medie, ma è possibile utilizzare
qualsiasi variabile di interesse.
• Classe A: valore limite ordinata 80% e valore ascissa circa il 20% degli articoli;
• Classe B: valore ordinata compreso tra l’80% e il 95%e valore ascissa circa il 30%
degli articoli;
• Classe C: valore ordinata tra il 95% e il 100% e valore ascissa circa il 50% degli
articoli.
54
ANALISI DELL’As Is
Nella maggior parte dei casi la suddivisione in classi avviene come rappresentato in figura
19, con una curva che rappresenta il valore cumulato della variabile oggetto dello studio.
Il significato delle classi resta invariato pur cambiando le proporzioni delle percentuali.
La classe A rappresenta un numero limitato di articoli che contribuiscono maggiormente
alla produzione e devono essere gestiti accuratamente poiché sono responsabili di
un’ampia quota del fatturato. La classe B è in una posizione intermedia e denota una
minore importanza sulla produzione e sul fatturato. La classe C rappresenta un numero
elevato di articoli che hanno una bassa incidenza sul fatturato. Infatti sono articoli a bassa
criticità a cui è dedicata minore attenzione in fase operativa27.
Oggetto dell’analisi sono i prodotti finiti (PF) stoccati a magazzino e pronti per la vendita
ai clienti finali e i prodotti sfusi (SF). La suddivisione dei prodotti nelle due famiglie è
27
Cfr. De Toni A., Panizzolo R., Villa A., 2013, Gestione della Produzione, Torino, Isedi
55
ANALISI DELL’As Is
dovuta alla diversa destinazione, i primi, i prodotti finiti, sono stoccati e poi venduti al
cliente finale mentre i secondi, i prodotti sfusi, sono stoccati per essere lavorati alle linee
di confezionamento o per essere trasferiti all’esterno.
La base dati considerata per la classificazione dei prodotti in classi si estende da novembre
2016 - ottobre 2017, cioè tiene conto dell’ultimo anno. L’utilizzo di dati storici precedenti
è escluso data la crescita esponenziale dei volumi dell’azienda negli anni.
I dati utilizzati dell’ultimo anno di giacenze, consumi e impieghi sono estrapolati dal
sistema informativo dell’azienda. I dati sono espressi in numero di barattoli/UdC in
giacenza, consumati e venduti per ciascun codice e i flussi movimentati in uscita sono
espressi in termini di UdC movimentate28.
28
Gli allegati A e B mostrano l’andamento delle giacenze, in termini di unità di carico, per i codici di
prodotto finito e sfuso.
56
ANALISI DELL’As Is
57
ANALISI DELL’As Is
Il grafico in figura 20 mostra l’andamento cumulato della percentuale dei flussi in uscita
delle UdC di prodotto finito e le percentuali cumulate degli articoli per ogni classe. Inoltre
sono rappresentate le tre classi risultanti dalla classificazione secondo il principio di
Pareto.
Allo stesso modo può essere effettuata la classificazione utilizzando la variabile prelievi
dal magazzino delle UdC dei prodotti sfusi. I prodotti sfusi possono avere due impieghi
e quindi due direzioni diverse, un impiego interno ed uno esterno. Quindi i flussi in uscita
dal magazzino di ogni codice di prodotto sfuso sono dati dalla somma degli impieghi
interni e degli impieghi esterni. In tabella 6 la seconda colonna rappresenta la somma
58
ANALISI DELL’As Is
degli impieghi esterni ed interni nell’anno di analisi. Nella seconda colonna la percentuale
degli impieghi, in termini di UdC, di ogni singolo codice, data dal valore nella colonna
due fratto la somma totale degli impieghi di tutti i codici. L’ultima colonna della tabella
6 rappresenta la percentuale cumulata.
59
ANALISI DELL’As Is
La tabella 7 mostra che il 25% degli articoli di prodotto sfuso ricade nella classe A
generando degli impieghi percentuali totali pari al 73,44%. Il 20,51% degli impieghi sul
totale degli impieghi di ciascun codice è classificato nella classe B, la quale rappresenta
il 33,33 degli articoli. Il 41,67% degli articoli di prodotto sfuso, appartenenti alla classe
C, genera il 6,05% degli impieghi nell’arco di tempo considerato.
Il grafico in figura 21 mostra l’andamento della percentuale cumulata dei flussi di UdC
in uscita dei prodotti sfusi e la percentuale cumulata di articoli per ogni classe individuata.
I prodotti sfusi sono classificati:
60
ANALISI DELL’As Is
Inoltre non tutti i codici presentano entrambi gli impieghi, infatti ci sono codici che
presentano esclusivamente impieghi esterni, trasferiti all’esterno senza confezionamento
finale, e prodotti che presentano solo impieghi interni.
Seguendo sempre lo stesso ragionamento fatto per i prodotti sfusi di seguito sono illustrati
i dati e le classificazioni sia per gli impieghi interni sia per gli impieghi esterni.
%
Classe Impieghi interni % % cumulata n. articoli % articoli
cumulata
61
ANALISI DELL’As Is
La tabella 9 rappresenta la classificazione ABC dei prodotti sfusi considerando solo gli
impieghi interni di ciascun codice. Nella classe A ricade il 27,27% degli articoli che
generano il 78,18% degli impieghi interni sul totale degli impieghi interni. La classe B è
caratterizzata da 4 articoli (36,36%) che generano il 16,86% degli impieghi interni di
prodotto sfuso. Infine il 36,36% degli articoli rappresenta la classe C, la quale genera
circa il 5% degli impieghi interni.
62
ANALISI DELL’As Is
% %
Classe Impieghi esterni % n. articoli % articoli
cumulata cumulata
A 2177 69,22% 69,22% 3 33,33% 33,33%
B 809 25,72% 94,94% 2 22,22% 55,56%
C 159 5,06% 100,00% 4 44,44% 100,00%
Totale 3145
Tabella 11: Classificazione ABC Sfuso Impieghi Esterni
63
ANALISI DELL’As Is
Inoltre mostra l’andamento della percentuale cumulata delle UdC in uscita dal magazzino
per impieghi esterni e la percentuale cumulata degli articoli delle varie classi.
Un altro modo per classificare i prodotti dell’azienda è quello di utilizzare come variabile
discriminante l’indice di rotazione.
𝐹V3OQAP
𝐼T =
𝐺X
𝐹V3OQAP = somma dei flussi in uscita dal magazzino del codice considerato
𝐺X = giacenza media del codice considerato calcolata come somma della giacenza dei
vari mesi fratto il numero di mesi considerati
64
ANALISI DELL’As Is
Per ciascun codice prodotto si considera il flusso in uscita sulla base dei dati dell’ultimo
anno. Il calcolo della giacenza media è calcolata come media aritmetica, aggregando i
dati su base annuale, come somma delle giacenze nei 12 mesi, diviso il numero di mesi
considerato.
La classificazione per indice di rotazione permette una migliore gestione dei flussi, in
quanto indica il numero di volte che il magazzino ruota durante il periodo considerato.
Suddividendo in tre classi i prodotti finiti secondo l’indice di rotazione, secondo la regola:
Le tre classi sono così selezionate considerando i valori di IR assunti dai codici gestiti
dall’azienda.
La tabella 12 mostra i flussi in uscita, la giacenza media e l’indice di rotazione per i vari
codici di prodotto finito gestiti dall’azienda. I codici sono ordinati in modo decrescente
rispetto all’indice di rotazione.
La suddivisione così proposta determina le classi dei prodotti finiti in base all’indice di
rotazione che presentano nel periodo considerato. I prodotti finiti possono essere così
divisi:
Nella classe A ricadono il 15% degli articoli, due codici sul totale, i quali presentano una
rotazione molto elevata rispetto agli altri. Più del 50% dei codici appartengono alla classe
intermedia, la quale presenta indici di rotazione comunque considerevoli. Nella classe C
ricadono circa il 30% degli articoli che presentano indici di rotazione molto bassi.
65
ANALISI DELL’As Is
In tabella 13 sono riassunti i dati per l’indice di rotazione dei codici di prodotto sfuso. Il
flusso in uscita è la somma dei due impieghi interni ed esterni. Si tiene conto sia del flusso
diretto all’ esterno sia del flusso che esce dal magazzino diretto alle linee di
66
ANALISI DELL’As Is
confezionamento, che poi ritorna in magazzino come codice di prodotto finito. I codici di
prodotto sfuso sono ordinati in tabella secondo indice di rotazione decrescente.
Nella classe A secondo questa classificazione ricade il 25% dei codici di prodotto sfuso
gestiti a magazzino. Il 42% dei codici ricade nella classe B, nella quale ci sono tutti i
prodotti che presentano un IR non troppo alto, ma comunque rilevante. Infine nella classe
C si collocano i codici con IR molto bassi che rappresentano il 33% degli articoli di
prodotto sfuso gestiti.
Una volta disegnato lo stato attuale, lo si analizza per individuare le criticità per poi
procedere con gli opportuni miglioramenti ai flussi o al layout.
29
Allen T., 20102, Introduction to Engineering Statistics and Lean Sigma: Statistical Quality Control and
Design of Experiments and Systems, Springer
67
ANALISI DELL’As Is
L’analisi è realizzata al fine di dettagliare i flussi descritti nel capitolo 2 al paragrafo 2.2
mostrati nella figura 15 (flussi fuori campagna). Le linee di colore giallo rappresentano i
flussi di prodotto sfuso che si snodano all’interno del perimetro aziendale. Il colore
azzurro rappresenta il materiale di imballaggio secondario (cartoni, cluster, film
termoretraibile, etc.) utile per l’approvvigionamento alle linee di confezionamento. Infine
il colore verde rappresenta i flussi di prodotto finito in uscita dai magazzini o dalle linee
di confezionamento. Tutte le linee rappresentano le unità di carico che vengono
movimentate, in quanto i prodotti sono tutti stoccati e movimentati sui pallet. Come detto
nel capitolo 2 le UdC sono di due tipi, ovvero ci sono pallet dello standard europeo
120x80 cm (EPAL) su cui si muove il prodotto finito e pallet 142x112 cm, detti anche
pallet di magazzino, utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione del prodotto sfuso
e degli imballaggi.
I flussi di materiale che si generano sono molteplici ed hanno diverse direzioni e sono di
diversa entità. Le diverse direzioni sono dovute alle diverse aree di stoccaggio
dell’azienda ed ai diversi tipi di materiale che si muovono nel perimetro aziendale.
L’intervallo temporale scelto per la mappatura dei flussi è un giorno. Nell’arco temporale
scelto i flussi che si realizzano sono:
68
ANALISI DELL’As Is
Prendendo come riferimento un giorno lavorativo, nel periodo fuori campagna, l’entità
dei flussi è la seguente:
I flussi interni che si realizzano sono due, i flussi che vanno dai magazzini alle linee di
confezionamento e i flussi che dalle linee di confezionamento tornano in magazzino. I
primi riguardano sia il prodotto sfuso sia il materiale di imballaggio secondario. I secondi
riguardano i prodotti finiti, che dopo il confezionamento, ritornano in magazzino per
essere disponibili per la vendita. Il flusso interno del prodotto sfuso riguarda entrambi i
30
Il numero di pallet in uscita/entrata alle linee di confezionamento varia a seconda del codice prodotto,
destinazione e dimensione dei barattoli.
69
ANALISI DELL’As Is
magazzini dell’azienda sia il magazzino lotto 10 sia il magazzino lotto 12. I flussi delle
UdC dalla linea di confezionamento al magazzino lotto 10, o percorso inverso, avvengono
attraverso navette interne che riescono a trasportare 12 pallet per volta.
L’entità del flusso all’interno dell’azienda per effettuare il confezionamento dei prodotti
è diversa. Il flusso di andata verso la linea di confezionamento prevede la
movimentazione di prodotto sfuso stoccato su pallet 142x112 cm mentre il flusso in uscita
dalle linee di confezionamento prevede un incremento dei pallet, poiché una volta
avvenuto il confezionamento i prodotti finiti sono stoccati su pallet 120x80 cm (EPAL).
Inoltre si realizzano dei flussi in uscita dall’azienda, i quali possono essere distinti per
destinazione. Infatti si realizzano flussi in uscita verso i clienti, quindi carico delle UdC
sui camion diretti ai clienti finali o alla capogruppo Mutti, e flussi in uscita per
l’immagazzinamento delle UdC che non trovano posto nei magazzini dell’azienda e sono
stoccate all’ esterno. Lo stoccaggio nel magazzino esterno si avvale sempre dell’ausilio
di una navetta che nel caso di prodotti finiti trasporta 30 pallet EPAL dall’azienda al
magazzino. In media al giorno il flusso in uscita verso la capogruppo Mutti o i clienti
finali conta 300 pallet, cioè l’evasione di 10 ordini al giorno.
Inoltre all’interno del magazzino lotto 10 si creano degli incroci di flussi tra i prodotti
diretti all’esterno, i prodotti che escono dalla linea di confezionamento del vetro e i
prodotti sfusi o finiti che ritornano dal lotto 12 per lo stoccaggio a magazzino. L’incrocio
dei flussi è dato dalla disposizione casuale delle UdC all’interno del magazzino, da
operazioni di re-warehousing e da una non corretta gestione dei flussi.
I dati per l’analisi dei tempi si basano sulla misurazione diretta delle attività in azienda,
che hanno portato alla determinazione di tempistiche medie in accordo anche con quanto
dichiarato dagli operatori logistici dell’azienda.
L’analisi serve a determinare il tempo impiegato dai vari flussi che si generano all’interno
dell’azienda, al fine di dimensionare il numero di operatori a cui affidare le attività
logistiche.
71
ANALISI DELL’As Is
Il tempo medio per queste attività viene assunto uguale, in quanto l’operazione è la stessa
solo che le operazioni sono svolte in modo inverso. Il tempo medio di carico/scarico di
un pallet da camion è di 35 s. Questo tempo tiene in considerazione solo il carico o lo
scarico dal camion che è separato dal tempo di prelievo delle UdC dal magazzino. Nel
caso quindi di carico o scarico di pallet EPAL il tempo totale di carico è di 17,5 minuti,
in quanto ogni ordine di prodotto finito si compone di 30 pallet. Nel caso di carico/scarico
di pallet 142x112 cm il tempo totale è di 10,5 minuti, in quanto ogni carico/scarico di
prodotto stoccato su pedane di queste dimensioni si compone di 18 pallet.
Per quanto riguarda gli scarichi dei pallet da camion, si considera che il numero medio di
scarichi al giorno è 5, navettaggio dal magazzino esterno per il ritorno di prodotto sfuso
da confezionare. Le operazioni di scarico riguardano sempre prodotto sfuso e quindi il
camion si compone di 18 pedane 142x112 cm. Il tempo totale dell’operazione di scarico
in un giorno è di 52,5 minuti.
Tempi medi
Tempo carico/scarico pallet 35 s/pallet
Tempo carico ordine 17,5 minuti/ordine
Tempo carico giorno 3 ore
Tempo scarico navetta 10,5 minuti/navetta
Tempo scarico giorno 52,5 minuti
I tempi di stoccaggio dipendono dal nodo di partenza della merce e in quale magazzino
dell’azienda deve essere stoccata. Il tempo medio per stoccare le UdC in magazzino, data
l’allocazione random dei prodotti, è di 90 s a pallet.
72
ANALISI DELL’As Is
Il tempo di stoccaggio dipende dal punto di partenza del materiale che deve essere
stoccato. Se si parla di materiale da imballaggio vuoto, in arrivo esternamente dal
fornitore, allora il percorso di stoccaggio è quello di scarico dal camion e allocazione al
magazzino. I rispettivi tempi da considerare allora sono:
I tempi di carico/scarico della navetta sono inferiori a quelli per il carico del camion, in
quanto l’altezza del carrellone usato come navetta è inferiore all’altezza di un camion.
Il tempo di carico/scarico dalla navetta è di 20 s a pallet, quindi 4 minuti per caricare una
navetta di EPAL.
Il tempo di trasporto tramite navetta dal magazzino alle linee di confezionamento, situate
nel lotto 12, è considerato pari a 5 minuti.
73
ANALISI DELL’As Is
Il tempo di stoccaggio dalla fine della linea di confezionamento dei prodotti in vetro
avviene attraverso l’utilizzo dei carrelli elevatori, in quanto la linea di confezionamento
si trova all’interno del magazzino lotto 10. In questo caso, l’unico tempo considerato è il
quello di movimentazione, con l’ausilio di carrello elevatore, dal fine linea alla locazione
di stoccaggio. In media per ogni pallet il tempo dedicato a tale operazione è di 45 secondi.
Il lotto di produzione giornaliero di confezionamento della passata è di 340 pallet, di
conseguenza il tempo dedicato allo stoccaggio di questi prodotti è di 4,25 ore al giorno.
Tempi medi
Tempo stoccaggio passata 40 s/pallet
Tempo stoccaggio scatolame 90 s/pallet
Tempo carico/scarico navetta interna 20s/pallet
Tempo trasporto tra i due lotti 5 minuti
Tempo stoccaggio passata giorno 5 ore
Tempo stoccaggio scatolame giorno 4,25 ore
L’attività di prelievo è intesa come presa in carico del pallet dalla locazione di stoccaggio
fino alla destinazione.
I tempi medi di prelievo sono calcolati considerando due cicli semplici di andata e ritorno
dalla locazione del pallet. Il prelievo delle UdC intere non permette di avere delle rotte di
picking, il prelievo è di un pallet alla volta. Il percorso che l’operatore deve compiere è
quello di andata verso l’ubicazione del pallet prelievo pallet e ritorno verso la porta del
magazzino per le operazioni di carico.
In ogni caso i tempi medi di prelievo sono gli stessi, in quanto l’allocazione delle UdC
all’interno del magazzino non segue delle priorità di vicinanza alle porte I/O del
magazzino lotto 10 più vicine al lotto 12.
74
ANALISI DELL’As Is
Considerando che la navetta interna trasporta 10 pallet di prodotto sfuso, allora il tempo
necessario per il prelievo è di 15 minuti a navetta.
I tempi di carico/scarico della navetta sono inferiori a quelli per il carico del camion, in
quanto l’altezza del carrellone usato come navetta interna è inferiore all’altezza di un
camion. Il tempo di carico/scarico dalla navetta è di 20 s a pallet, cioè 3,3 minuti per
caricare una navetta di prodotto sfuso.
Il tempo di trasporto tramite navetta dal magazzino alle linee di confezionamento situate
nel lotto 12 è considerato pari a 5 minuti.
In media considerando che il 60% del flusso di prodotto sfuso da confezionare è stoccato
all’interno dell’azienda, il numero di navettaggi dal magazzino lotto 10 alle linee di
confezionamento è 10 navette al giorno. Il tempo totale dell’operazione di
approvvigionamento dei prodotti sfusi alle linee di confezionamento provenienti dal
magazzino lotto 10 è 266 minuti, cioè circa 4 ore e mezza.
La tabella sottostante riassume i tempi di prelievo, sia per gli ordini cliente sia per il
riapprovvigionamento delle linee, precedentemente descritti.
75
ANALISI DELL’As Is
Tempi medi
Tempo prelievo 90 s/pallet
Tempo prelievo ordine 45 minuti/ordine
Tempo prelievo ordine giorno 7,5 ore
Tempo carico/scarico navetta interna 20s/pallet
Tempo trasporto tra i due lotti 5 minuti
Tempo prelievo confezionamento 15 minuti
Tempo prelievo confezionamento giorno 2,5 ore
Tempo totale approvvigionamento giorno 4,5 ore
Nei precedenti paragrafi sono descritti i tempi impiegati per le principali attività logistiche
dell’azienda. In questo paragrafo sono descritti i tempi totali, che si realizzano in un
giorno lavorativo, per le varie attività logistiche. Il tempo totale di ogni operazione
permette anche di capire l’utilizzo della manodopera associata ad ogni attività e qual è
l’attività per cui si impiega maggior tempo.
Nella tabella sottostante si riassumono i vari tempi considerando il tempo impiegato per
ogni attività in un giorno.
Il tempo di stoccaggio (Tabella 17) è considerato come tempo totale per lo stoccaggio dei
prodotti finiti in uscita da entrambe le linee di confezionamento. Infatti si compone sia
del tempo di stoccaggio interno al magazzino lotto 10 dei prodotti in vetro, 4,25 ore, e sia
delle 5 ore al giorno dedicate allo stoccaggio dal confezionamento scatolame lotto 12 al
magazzino lotto 10.
76
ANALISI DELL’As Is
Il grafico a barre, in figura 25, mostra l’andamento delle ore giorno totali dedicate alle
attività logistiche: scarico, stoccaggio, prelievo e carico.
14
12
12
10 9,25
8
ORE
4 3
2 0,875
0
Tempo di scarico Tempo di stoccaggio Tempo di prelievo Tempo di carico
Tempo di stoccaggio
37%
Tempo di prelievo
48%
Il grafico a torta, rappresentato in figura 26, esprime il carico percentuale delle ore
dedicate ad ogni singola attività logistica sul totale delle ore dedicate.
77
ANALISI DELL’As Is
Considerando i tempi totali delle varie attività si può determinare l’utilizzo della
manodopera per le attività logistiche aziendali. La manodopera impiegata per le attività
logistiche è dimensionata in base al carico di lavoro giornaliero che è di 25,125 ore.
Tenendo conto che la giornata lavorativa si compone di 8 ore, nella situazione attuale il
numero di addetti al magazzino e di carrelli impiegati è di quattro al giorno.
Le zone di stoccaggio presentano alcune criticità che possono essere così sintetizzate:
L’allocazione delle SKU è casuale e segue la regola del “posto libero”. Questa politica di
stoccaggio presenta degli svantaggi:
78
ANALISI DELL’As Is
In una stessa fila di stoccaggio, al fine di non sottoutilizzare lo spazio del magazzino, è
possibile trovare codici con numero di lotto di produzione diverso. La logica LIFO
impedisce di prelevare i codici stoccati prima generando dei tempi in più dovuti al re-
warehousing, in quanto devono essere confezionati/spediti prima i prodotti che si trovano
dietro che presentano cioè un numero di lotto precedente.
Infine la gestione dei flussi diretti al magazzino esterno, di proprietà di terzi, non risulta
regolata da logiche di gestione. La movimentazione deve essere gestita considerando le
rotazioni dei codici, al fine di ridurre l’incidenza dei costi legati alla logistica esterna.
79
ANALISI DEL To Be
Capitolo 5
ANALISI DEL To Be
5.1 Ri-layout
Il layout del magazzino è un fattore che determina la velocità del flusso di materiale, in
quanto la disposizione delle zone di stoccaggio determina il tempo impiegato per il
prelievo dei materiali e per il loro deposito.
L’analisi dello stato attuale, in particolare l’analisi dei flussi logistici aziendali, evidenzia
una serie di criticità imputabili alla disposizione del layout aziendale. Il motivo principale
di un miglioramento del layout è quello di ridurre lo spazio percorso e di conseguenza i
tempi di movimentazione dei materiali.
Ø Magazzino Lotto 10
L’analisi dei flussi e degli indici di magazzino permettono di definire un nuovo layout
del magazzino, al fine di ridurre l’incidenza dei tempi dedicati alle attività di
movimentazione interna dei materiali e alla loro posizione all’interno dell’area di
stoccaggio.
La presenza di due diverse unità di carico a magazzino, i pallet 142x112 cm per i prodotti
sfusi e i pallet 80x120 cm (EPAL) per i prodotti finiti, e la direzione dei flussi portano
alla suddivisione dell’area in due macro zone. Il dimensionamento delle due zone è
determinato dall’utilizzo al 50% del magazzino per lo stoccaggio di EPAL e il restante
50% per lo stoccaggio dei pallet 142x112 cm.
In particolare l’analisi dei flussi evidenzia un incrocio di questi ultimi all’interno del
magazzino, dovuto all’utilizzo di differenti vie di uscita/entrata dei flussi. Infatti le zone
individuate per le due famiglie sono collocate vicino alle rispettive porte I/O che
collegano al punto di destinazione i materiali.
La prima macro area dedicata al prodotto sfuso è sul lato sinistro del magazzino, area
gialla in figura 27, vicina alle porte che collegano i due stabilimenti dell’azienda. La
80
ANALISI DEL To Be
posizione è determinata dall’andamento dei flussi di prodotto sfuso che si muovono dalla
linea di produzione/confezionamento dei prodotti in scatola, situata nel lotto 12, al
magazzino situato nel lotto 10 e viceversa.
La seconda zona è posta sul lato destro del magazzino, area verde nella figura 27, vicina
alle porte di I/O di uscita dal magazzino e vicina alla linea di confezionamento della
passata, così da facilitare e velocizzare lo stoccaggio31.
Infine un’area piccola è dedicata allo stoccaggio del materiale da imballaggio secondario
per il riapprovvigionamento delle macchine confezionatrici. L’area si estende sul lato
sinistro del magazzino in corrispondenza della scaffalatura, in modo da essere vicina sia
alla linea di confezionamento passata sia vicina alle porte per il raggiungimento della
linea di confezionamento dei prodotti in scatola. L’area individuata è piccola poiché si
tratta di materiale che occupa poco spazio all’interno del magazzino.
Un altro problema emerso dall’analisi è l’allocazione mista dei lotti nelle file di
stoccaggio data da una politica di stoccaggio di tipo LIFO (Last In First Out). In questo
modo per non sottoutilizzare lo spazio a magazzino e lasciare file semivuote di
stoccaggio, i prodotti dello stesso codice sono stoccati in una stessa corsia pur
presentando differente lotto di produzione. Una tale gestione non permette di prelevare i
31
La passata a differenza degli altri prodotti dell’azienda è confezionata su pallet EPAL successivamente
all’imbottigliamento.
81
ANALISI DEL To Be
prodotti che hanno un lotto precedente senza prima spostare le unità di carico che
presentano un lotto diverso, che sono per prime prelevabili. L’effetto negativo è di
generare tempi maggiori per il prelievo delle UdC, dovuti ad operazioni di re-
warehousing.
Nel nuovo layout per scongiurare tale problema è previsto un corridoio centrale,
dimensionato come gli altri, 3,5 m, che permette il prelievo dei pallet dal lato opposto di
immissione riuscendo ad applicare una logica di gestione FIFO (First In First Out). In
questo modo possono essere prelevati i prodotti stoccati per primi senza dover effettuare
movimentazioni inutili e senza correre il rischio di avere rimanenze di prodotti all’interno
del magazzino.
Il corridoio centrale provoca una perdita di spazio all’interno del magazzino riducendo
del 3,7% lo sfruttamento superficiale, la perdita è misurata come perdita di posti pallet.
La diminuzione di ricettività del magazzino di 1549 pallet determina dei costi in più, dati
dal trasferimento e immagazzinamento dei pallet in eccesso presso il magazzino esterno.
Il vantaggio risiede nella diminuzione dei tempi di prelievo dovuti sia a percorsi più brevi
82
ANALISI DEL To Be
sia alla possibilità di prelevare FIFO senza dover spostare UdC prima del prelievo. Inoltre
favorisce uno svolgimento delle attività in piena sicurezza, in quanto il re-warehousing
comporta l’ingombro delle vie di passaggio all’interno del magazzino.
Le stive presentano diversa larghezza a seconda del tipo di prodotto che si vuole stoccare,
in particolare il magazzino prevede delle stive di stoccaggio di larghezza:
Inoltre ad ogni stiva è associato un numero per identificarla e rendere più veloce la ricerca
interna al magazzino.
lotto 10 con la scaffalatura posizionata nel magazzino non conformi, le stive di stoccaggio
e la numerazione ad esse associata. Il numero assegnato ad ogni stiva è ripetuto per le
stive centrali che rispettano la logica FIFO, hanno cioè un lato di immissione e un lato di
prelievo. Inoltre la numerazione è progressiva partendo da sinistra l’ordinamento è
crescente.
Ø Magazzino Lotto 12
Il magazzino del lotto 12 non ha subito interventi significativi sul layout, in quanto la
forma e le dimensioni non permettono una diversa disposizione.
Il magazzino a differenza dell’altro non presenta corridoi sui due lati delle stive per
favorire una logica di gestione FIFO. La logica LIFO è accettata, in quanto nel magazzino
84
ANALISI DEL To Be
in analisi sono stoccati prodotti diretti al confezionamento e non ai clienti. Inoltre le stive
di stoccaggio sono più corte riducendo il rischio di re-warehousing.
Il magazzino è una struttura che conserva articoli che comprendono prodotti in corso di
lavorazione (WIP) per la produzione e prodotti finiti per la spedizione. Un efficiente
sistema di gestione del magazzino deve avere le seguenti caratteristiche: risparmiare
manodopera, attrezzature e tempo; utilizzare lo spazio di archiviazione in modo
efficiente; e mantenere una buona qualità e quantità dei materiali/beni immagazzinati. Per
mantenere l'efficienza del magazzino, determinare una politica di assegnazione della
posizione per archiviare gli articoli è fondamentale per la gestione del magazzino.
85
ANALISI DEL To Be
I criteri con cui gli item sono stoccati nelle diverse aree del magazzino rivestono un ruolo
molto importante in quanto influenzano gli indici del magazzino ed i livelli di servizio,
dal momento che spazio richiesto e tempi medi di ciclo variano anche in funzione dei
suddetti criteri.
Oltre gli indici, utili per farsi un’idea della rotazione periodica delle merci a magazzino,
meritano di essere presi in considerazione anche i criteri di assegnazione dei codici nelle
varie ubicazioni. La letteratura propone alcuni metodi32:
32
Cfr. De Koster, R., Le-Duc, T., and Roodbergen, K.J., 2007, Design and control of warehouse order
picking: a literature review., European Journal of Operational Research 182(2), 481-501.
86
ANALISI DEL To Be
L’allocazione delle referenze a magazzino è diversa per i due tipi di prodotto gestiti sfuso
e finito. Le regole di allocazione saranno applicate nelle due aree individuate nel
paragrafo precedente.
Il metodo scelto per l’allocazione delle UdC a magazzino è il metodo class-based storage.
Tale metodo permette di stoccare i prodotti in modo da minimizzare i tempi secondo una
classificazione preventivamente effettuata. La scelta dell’utilizzo del metodo è dettata
dall’impossibilità di utilizzare le stive di stoccaggio per prodotti diversi. In termini di
efficienza dell’utilizzo dello spazio è migliore di una soluzione random storage, in quanto
si evitano inutili movimentazioni dei prodotti.
87
ANALISI DEL To Be
Le varie aree sono dimensionate in base al numero di articoli e alla loro giacenza media
in termini di UdC stoccate a magazzino.
88
ANALISI DEL To Be
I prodotti finiti che sono movimentati di più sono disposti in prossimità delle porte I/O di
uscita dal magazzino lotto 10, via via che ci si sposta nelle locazioni si allocano i prodotti
appartenenti alla classe B. Infine nelle locazioni più lontane dai punti di uscita si allocano
i prodotti di classe C. In questo modo si riducono i tempi di accesso alle varie locazioni,
in modo che i prodotti maggiormente movimentati hanno percorsi molto brevi.
Lo sfuso contestualmente utilizzerà la stessa logica solo che i prodotti sfusi a più alta
rotazione sono collocati in prossimità delle porte di uscita che si trovano sulla sinistra del
magazzino vicine cioè al lotto 12, linee di confezionamento prodotti in scatola.
I prodotti sfusi sono divisi per impieghi interni ed esterni e quindi le zone di appartenenza
saranno diverse. Lo sfuso impiegato internamente troverà collocazione all’interno del
magazzino lotto 12, in modo da essere subito prelevabile per il confezionamento mentre
lo sfuso diretto all’esterno sarà disposto nella parte del magazzino lotto 10 vicina alle
porte di uscita, in modo da essere facilmente prelevabile per il carico dei camion.
Una volta definito il nuovo layout del magazzino è necessario determinare i benefici in
termini economici derivanti dalla nuova configurazione confrontandola con la situazione
As Is.
In primo luogo si analizzano gli indici di utilizzo del magazzino, cioè la nuova mappatura
che risulta dal nuovo layout. Il decremento degli indici è da imputare anche ad una più
corretta suddivisone delle aree di stoccaggio e ad una migliore approssimazione della
ricettività delle stesse.
90
ANALISI DEL To Be
Il layout del magazzino lotto 10, nella situazione To Be, migliora l’efficienza operativa
del magazzino riducendo lo spazio percorso con conseguente diminuzione dei tempi di
prelievo e stoccaggio. L’individuazione delle due zone di stoccaggio, associate ad una
politica di allocazione, permettono percorsi medi più brevi all’interno dell’area di
magazzino. Inoltre la gestione FIFO permette di abbattere i tempi dedicati al re-
warehousing, riducendo ulteriormente i tempi di prelievo dei pallet.
Tempi As Is To Be
Tempo di stoccaggio 9,25 5
Tempo di prelievo 12 7
Il costo orario della manodopera è di 16,5 €/ora e il costo dell’utilizzo del carrello è di 30
€/giorno. Allora il risparmio mensile è di 5808 € per la manodopera e di 1320 € per i
carrelli, considerando ventidue giorni lavorativi al mese di otto ore. In totale il risparmio
dovuto alla riduzione dei tempi, con l’effetto di un minore impiego di manodopera, è di
7128 €/mese.
Il numero di pallet risultati in più nella situazione analizzata è di 937 pallet. Il costo
d’affitto è calcolato come incremento del picco mese della perdita di ricettività e quindi
di 937*2,5 €, che corrisponde a 2342,5 €/mese. Inoltre va aggiunto il costo per il
trasferimento dei pallet al magazzino esterno, ogni navettaggio costa 45€, il numero di
92
ANALISI DEL To Be
navettaggi per trasferire 937 pallet è circa 4233, di conseguenza il costo per il
trasferimento dei pallet è di 1890€.
Il costo totale per la perdita di ricettività è dato dalla somma dei due costi che concorrono
per il trasferimento all’esterno dei pallet ed è di 4232,5 €/mese.
La tabella sottostante mostra i costi tra l’As Is e il To Be, mettendo in evidenza solo i
costi mensili che riguardano le soluzioni analizzate.
Costi As Is To Be
Costo Manodopera 11616 € 5808 €
Costo Carrello 2640 € 1320 €
Costo stoccaggio esterno - 2342,5 €
Costo navettaggio - 1890 €
Totale 14256€ 11360,5 €
33
Considerando che si può trattare al 50% di trasferimento di sfuso e al 50% di trasferimento di EPAL. Nei
due casi si ricorda che la navetta trasporta 18 pallet 142x112 cm e 30 pedane 120x80 cm.
93
ANALISI DEL To Be
Le due porte che si trovano sul lato sinistro del magazzino sono utilizzate per gli scambi
con lo stabilimento adiacente, cioè gli ingressi e le uscite che collegano il lotto 10 al lotto
12. In particolare la porta in basso, di fronte alla linea confezionamento passata, è
utilizzata per l’ingresso dei prodotti finiti e prodotti sfusi da stoccare nelle loro locazioni.
La porta in alto è utilizzata per i flussi di prodotto sfuso, che dal magazzino lotto 10 si
muovono verso la linea di confezionamento dei prodotti in scatola. In questo modo i flussi
in ingresso non si incrociano con i flussi in entrata.
Le vie d’uscita sul fronte alto del magazzino sono dedicate ai flussi in uscita verso i clienti
finali. Infatti il carico dei camion dei prodotti finiti e del prodotto sfuso impiegato
esternamente è effettuato nel piazzale adiacente al magazzino lotto 10.
Gli scarichi delle navette in arrivo dal magazzino esterno e dei camion di imballaggi in
arrivo dall’esterno sono effettuati nel piazzale lotto 12, in prossimità del magazzino e
della linea di confezionamento dei prodotti in scatola.
Utilizzando i due piazzali per operazioni diverse di carico/scarico, nel periodo di fuori
campagna, si evita l’ingorgo di traffico all’esterno dell’azienda. Inoltre si rende più
agevole l’operato degli addetti che sono informati sulla natura della loro attività, cioè se
devono effettuare operazioni di carico o di scarico.
La gestione dei flussi descritta in questo modo riguarda il periodo oggetto dell’analisi,
cioè quello di fuori campagna. Durante il periodo di campagna, essendo che i flussi in
uscita di prodotto finito verso i clienti sono inferiori, il piazzale adiacente al magazzino
lotto 10 è utilizzato anche per operazioni di scarico e la zona gialla dedicata allo sfuso è
impiegata per lo stoccaggio degli imballi vuoti. La zona verde è dedicata allo stoccaggio
94
ANALISI DEL To Be
dei prodotti finiti rimasti in giacenza e dei prodotti imbottigliati che hanno una produzione
annuale.
Il problema del trasferimento dei prodotti tra i diversi depositi è gestito prendendo in
considerazione l’indice di rotazione di ciascun codice, in modo da determinare i flussi
ottimali. L’utilizzo di questo indice permette di tenere conto della rotazione dei prodotti
e del tempo di giacenza degli stessi, in modo da cercare di trasferire i prodotti a più alto
indice di rotazione che sostano in giacenza meno tempo.
I prodotti con un più alto indice di rotazione sono trasferiti fuori, in modo da ridurre i
costi di affitto mensili riducendo l’incidenza del numero di pallet stoccati al mese. I
prodotti che ruotano meno e che hanno dei tempi di giacenza maggiori sono stoccati in
casa, così da non incrementare la giacenza media mensile dei prodotti stoccati fuori.
95
ANALISI DEL To Be
In questo modo si predilige il trasferimento dei prodotti finiti di classe A, che presentano
elevati indici di rotazione e successivamente i prodotti di classe B con indici di rotazione
ancora significativi. I prodotti finiti di classe C si muovono molto lentamente è
conveniente stoccarli all’interno dell’azienda, al fine di diminuire l’incidenza del costo
d’affitto per lo stoccaggio al magazzino esterno.
Il ragionamento per i prodotti sfusi è leggermente diverso, questi ultimi sono prodotti che
ritornano in azienda per il confezionamento finale e quindi originano due trasferimenti
uno di andata verso il magazzino e uno di ritorno verso l’azienda.
La pianificazione dei flussi è estremamente delicata e deve essere attuata non appena si
conoscono i piani di produzione/confezionamento. Il controllo dei flussi deve essere
effettuato ad inizio campagna per decidere cosa stoccare in casa e cosa all’esterno durante
la produzione e nel periodo di fine campagna in base ai piani di confezionamento
dell’azienda.
96
ANALISI DEL To Be
Il software gestionale integra i dati provenienti da differenti fonti (altri magazzini, gestiti
anche con altro procedure) e presenta, in un’unica interfaccia semplice ed intuitiva, un
cruscotto di controllo al fine di monitorare lo stato del magazzino.
Un sistema di questo tipo comporta una migliore rilevazione contabile, infatti uno
scostamento tra il valore fisico e il valore contabile del magazzino può essere verificato
facilmente conoscendo le ubicazioni del magazzino interessate.
97
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
Capitolo 6
98
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
necessario definire una zona di preparazione carico all’interno del magazzino, in quanto
si impiegherebbe più tempo a posizionare i pallet nella zona e prelevarli di nuovo.
Il carico all’esterno del magazzino comporta anche problemi legati alle condizioni
atmosferiche, in caso di maltempo (piogge/neve) è difficile eseguire le operazioni
all’esterno. La conseguenza è non poter sfruttare la manodopera per l’impossibilità di
effettuare le operazioni di carico/scarico.
Il tempo dedicato all’attività di carico/scarico dei pallet è di 3,875 ore al giorno, il 35%
del tempo totale dedicato alle attività logistiche è impiegato per attività di
carico/scarico34.
Nella situazione attuale nel piazzale adiacente al magazzino lotto 10 e quello adiacente al
lotto 12 possono essere caricati/scaricati rispettivamente due e un camion per volta, come
mostrato nelle figure 32 e 33.
La rampa di carico è una delle parti più sollecitate durante le normali operazioni di carico
e scarico, pertanto deve presentare alcune caratteristiche quali l'elevata resistenza alle
sollecitazioni e ovviamente, la bontà dei materiali impiegati, i quali dovranno garantire
anche una manutenzione minima capace di non gravare sulle spese di gestione.
34
Capitolo 4 al paragrafo 4.4.4
99
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
• Paraurti: usati per ridurre il carico d’urto dei veicoli che si avvicinano in
retromarcia alla baia;
• Illuminazione: le luci sono necessarie per fornire un’illuminazione adeguata ai
veicoli;
• Luci di segnalazione: possono essere montate luci verdi e rosse all’esterno o
all’interno della piattaforma di carico. Ciò permette di monitorare gli spostamenti
del camion e di ridurre gli incidenti;
• Fermi veicolo: un sistema che tiene ferme le ruote del veicolo fino a quando gli
addetti del magazzino decidono che è sicuro l’allontanamento del mezzo;
• Guide: usate per permettere al conducente di parcheggiare centralmente sulla baia
di carico.
35
Rushton A., Croucher P., Baker P., 20104, The handbook of logistics & distribution management, London
Philadelphia New Delhi, Kogan Page
100
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
Inoltre la progettazione della tipologia di banchina di carico è fatta in relazione allo spazio
disponibile antistante le banchine stesse, come mostrato in figura 35. Si vede quindi che
nel caso si adottino sistemi a pettine sono necessari tra i 17 e i 25 m di spazio antistante
la banchina stessa per permettere la manovra agevole degli automezzi. Tale spazio viene
ridotto a 8-10 m nel caso di disposizione obliqua.
101
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
L’utilizzo delle baie consente la riduzione dei tempi, il pieno utilizzo della manodopera,
che non deve fermarsi nei periodi di condizioni climatiche avverse, ed una maggiore
sicurezza nelle operazioni di carico e scarico.
Le baie possono essere utilizzate solo per il carico di pallet EPAL, cioè di prodotto finito.
Le pedane 142x112 cm sono inforcabili solo dal lato lungo motivo per cui non possono
essere caricate/scaricate con l’ausilio di baie. Il carico di questo tipo di pedane deve essere
effettuato dal lato del camion per rispettare il vincolo sulla larghezza del camion, che
risulta inferiore alla somma dei due lati lunghi dei pallet 142x112 cm.
As Is To Be
Vantaggi Svantaggi Vantaggi Svantaggi
Utilizzo a pieno Manodopera Perdita della capacità
della capacità di inutilizzata Tempi di carico brevi ricettiva del
stoccaggio interna Maltempo magazzino
Utilizzo a pieno Perdita dello spazio
Tempi di carico Manodopera utilizzata a
della capacità di esterno per lo
lunghi pieno
stoccaggio esterna stoccaggio
Minore efficienza Maggiore sicurezza nelle
operativa operazioni di carico
Tabella 23: Vantaggi e Svantaggi delle baie di carico
I vantaggi e gli svantaggi elencati sopra sono misurati in termini economici. I costi che
concorrono alla definizione della convenienza economica dell’investimento sono:
costo della manodopera per le operazioni di carico per la probabilità dei giorni
con condizioni climatiche avverse in un anno.
• Costo del navettaggio: il costo da sostenere per trasferire i fusti dall’azienda al
magazzino esterno dovuto alla perdita dello spazio dell’area di stoccaggio nel
piazzale esterno al lotto 10. Il calcolo è effettuato come il numero di navettaggi
da effettuare per il costo del trasporto al magazzino esterno36. Il numero di fusti
da trasferire è calcolato come differenza tra il numero di fusti stoccabili nella
configurazione attuale e il numero di fusti stoccabili nella configurazione con le
baie. La differenza è poi divisa per il numero di fusti contenuti su ogni navetta,
per avere il numero di trasferimenti che si generano.
• Costo zona di carico: il costo dovuto alla perdita di spazio all’interno del
magazzino per la preparazione del carico. È calcolato come perdita di ricettività,
in termini di UdC non più stoccabili, per il costo di stoccaggio e trasporto al
magazzino di terzi.
• Investimento è il costo che si deve sostenere per la realizzazione delle due baie
di carico da installare ai due magazzini aziendali. Il costo dell’investimento è
stimato in base alle proposte di preventivo ricevute dall’azienda.
Il calcolo del costo di manodopera tiene conto dei tempi dedicati alle operazioni di
carico/scarico. In questo caso dato che la baia è utilizzata solo per i prodotti finiti (EPAL)
si tiene conto solo della manodopera impiegata nel carico dei camion. La tabella 23
riassume i tempi per le operazioni di carico nella situazione As Is e nella situazione con
baia di carico. Il tempo del carico nella situazione To Be è una stima tenendo conto della
minore distanza percorsa e delle minori movimentazioni dovute all’assenza di dislivello
tra il piano di carico e il pianale del camion.
36
Nel caso dei fusti non esiste il costo di stoccaggio ma solo il costo di trasferimento.
103
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
Tempi As Is To Be
Tempo carico 35 s/pallet 16 s/pallet
Tempo di carico ordine 17,5 minuti/ordine 8 minuti/ordine
Tempo di carico giorno 3 ore 1,3 ore
𝐺>
𝑃€QN88QP =
𝐺_
La probabilità è data dal rapporto tra giorni medi di pioggia/neve in un anno fratto giorni
totali di un anno lavorativo. I giorni di pioggia medi, per la località in cui ha sede
l’azienda, sono estrapolati dai dati storici forniti da meteoblue.
Il diagramma delle precipitazioni per Oliveto Citra, in figura 36, mostra per quanti giorni
al mese, una certa quantità di precipitazioni è raggiunta37. Si considerano i giorni con
precipitazioni superiori ai 2 mm più i giorni di neve, risulta che in media 66 giorni l’anno
le condizioni climatiche sono avverse. In questo modo la probabilità risulta del 25%,
considerando264 giorni in un anno lavorativo.
37
www.meteoblue.com/it/tempo/previsioni/modelclimate/oliveto-citra_italia_3172051
104
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
La banchina del magazzino lotto 12 (B2) prevede l’apertura di una porta sul fronte laterale
del magazzino, in modo da avere la banchina sul piazzale esterno del lotto 10 e sfruttare
il dislivello già presente. La collocazione della banchina provoca la perdita di tre stive
all’interno del magazzino e riduce lo spazio del piazzale esterno utilizzato per lo
stoccaggio dei fusti. La ricettività interna persa è di 120 UdC mentre quella esterna è 532
per le unità di carico su cui sono stoccati i fusti38. La perdita di ricettività costituisce
l’insorgere di costi in più da sostenere per il trasporto e lo stoccaggio delle unità di carico
al magazzino esterno.
38
I fusti sono stoccati su pallet 120x120 cm impilati tre uno sull’altro, su ogni pallet sono stoccati quattro
fusti.
105
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
Per la zona preparazione carichi si sfrutta lo spazio esterno tra i due lotti, dimensionando
la zona per tre carichi. La zona risulta 4 m larga per 27 m lunga, al fine di ospitare 30
pallet per ogni fila, in quanto per il prelievo tramite transpallet non è possibile impilare
le unità di carico. La parte esterna risulterà coperta da una tettoia in modo da proteggere
i prodotti e il lavoro degli operatori in caso di intemperie.
La banchina del magazzino lotto 10, B1 in figura 37, è costruita esternamente in modo da
non perdere ulteriore spazio all’interno del magazzino. Il dislivello tra il piazzale e il
magazzino è realizzato portando la zona di attracco del camion ad una profondità di 1,2
m. In questo modo diventa critica la pendenza che però risulta ridotta, circa dell’8%. Per
scongiurare il pericolo che lo spigolo superiore del vano di carico vada ad urtare contro
la parete della banchina, si adottano sistemi di protezione quali respingenti che tengono
ad una adeguata distanza il rimorchio dalla banchina.
106
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
Nella tabella 25 sono mostrati i costi annuali che si generano nella situazione attuale,
senza baie di carico, e nella situazione con due baie di carico.
Costi As Is To Be (2 baie)
Costo manodopera 13.068,00 € 5.808,00 €
Costo manodopera inutilizzata 3.267,00 € 0
Costo navettaggio - 3.015,00 €
Costo zona di carico - 17.505,00 €
Investimento - 50.000,00 €
In seguito sono mostrati i flussi di cassa generati dalla costruzione delle due baie di carico
(Tabella 26). I ricavi sono dati dal risparmio economico dell’impiego di manodopera e
dall’utilizzo della piena capacità della stessa. I costi sono la somma dei costi dovuti alla
perdita dello spazio per lo stoccaggio esterno, costi di navettaggio, e dei costi per la
perdita della ricettività interna del magazzino, costi zona di carico. Questi ultimi calcolati
come la somma del costo per trasferire le UdC dall’azienda al magazzino esterno più
l’incremento del costo annuo d’affitto. Inoltre l’ammortamento è calcolato utilizzando un
tasso del 10% per i beni immobili (tettoie, strutture, etc.).
Ricavi 10.527,00 €
Costi 20.520,00 €
Ammortamento 5.000,00 €
Reddito ante imposte -14.993,00 €
Imposte (aliquota 24%) -
Reddito post imposte -14.993,00 €
Ammortamento 5.000,00 €
Flusso di cassa netto -9.993,00 €
Tabella 26: Flussi di cassa investimento due baie di carico
I flussi di cassa risultano negativi pertanto l’investimento non risulta conveniente, visto
che i costi che si sostengono sono superiori ai benefici che ne derivano. Inoltre la
configurazione con le due baie di carico comporta anche un’efficienza dovuta all’utilizzo
107
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
La non convenienza sia in termini economici sia in termini di efficienza operativa della
proposta aziendale porta alla valutazione di una proposta alternativa.
L’alternativa è costruire una sola baia di carico al magazzino lotto 10, maggiormente
interessato dai flussi in uscita durante tutto l’anno. Il maggior flusso è determinato dalla
presenza della linea di confezionamento della passata che risulta uno dei prodotti più
venduti dal gruppo. La porta centrale del magazzino è utilizzata per la movimentazione
dello sfuso e degli imballi vuoti, con posizionamento del camion parallelamente al lato
dell’edificio. L’utilizzo del piazzale, per le operazioni di carico/scarico dei prodotti sfusi,
provoca un leggero decremento dello spazio esterno per lo stoccaggio dei fusti. Infatti
bisogna garantire lo spazio sufficiente per caricare il camion lateralmente sul piazzale e
lo spazio per effettuare le manovre in sicurezza.
La figura 38 mostra il layout del magazzino lotto 10 con la predisposizione della baia di
carico. La baia sarà spostata verso l’esterno del magazzino in modo da sfruttare lo spazio
antistante del piazzale per l’attracco e per la zona di preparazione carico.
La costruzione prevede una tettoia in modo da sfruttare lo spazio esterno per la zona
preparazione carico e per costruire la baia esternamente. In questo modo non si perde
spazio all’interno del magazzino e si riesce a sfruttare tutta la capacità di stoccaggio.
La baia è costruita in modo da portare il dislivello del camion al pari di quello del
magazzino. In questo caso si crea il dislivello solo per l’avvicinamento del camion alla
baia B1, attraverso un abbassamento del piazzale nella zona interessata. Inoltre bisogna
prevedere la segnaletica per gestire in sicurezza i flussi dei camion in ingresso.
La tabella sottostante riassume i costi che sorgono nella proposta alternativa con una sola
baia di carico installata al magazzino lotto 10. In questo caso sparisce il costo legato alla
108
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
perdita di ricettività interna per la zona preparazione carico e diminuisce il costo dovuto
alla perdita di spazio del piazzale esterno.
Costi As Is To Be (1 baia)
Costo manodopera 13.068,00 € 5.808,00 €
Costo manodopera inutilizzata 3.267,00 € 0
Costo navettaggio - 900,00 €
Investimento - 30.000,00 €
109
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
In tabella 28 sono calcolati i flussi di cassa per il calcolo della convenienza economica
dell’investimento. I ricavi come nella valutazione precedente sono dati dalla differenza,
tra la situazione attuale e quella proposta, del costo di manodopera dedicata alle
operazioni di carico. I costi sono dati dalla perdita di ricettività del piazzale esterno,
quindi i costi di navettaggio per trasferire i fusti all’esterno dell’azienda. Il tasso di
ammortamento è del 10% e l’aliquota fiscale sul reddito per una società di capitali è del
24%.
Ricavi 10.527,00 €
Costi 900,00 €
Ammortamento 3.000,00 €
Reddito ante imposte 6.627,00 €
Imposte (aliquota 24%) 1.590,48 €
Reddito post imposte 5.036,52 €
Ammortamento 3.000,00 €
Flusso di cassa netto 8.036,52 €
I flussi di cassa per la costruzione di una sola baia al magazzino del lotto 10 risultano
positivi. Di seguito è riportato il metodo utilizzato per valutare la convenienza economica
dell’investimento.
Rappresenta la somma algebrica di tutti i flussi di cassa attualizzati generati dal progetto.
Nel caso in esame i flussi di cassa si estendendo per 10 anni, in quanto l’ammortamento
del 10% si esaurisce dopo tale tempo, e sono calcolati nella tabella 29. Supponendo di
finanziare il progetto con capitale proprio si assume come tasso di attualizzazione (r) il
ROE dell’azienda, pari al 16%. Nella tabella sottostante sono calcolati i flussi di cassa
attualizzati per il calcolo del VAN.
110
ANALISI DELL’OPERAZIONE DI CARICO/SCARICO
111
DISCUSSIONE DEI RISULTATI
Le soluzioni proposte mirano ad una riduzione dei tempi, dei costi e ad una migliore
efficienza operativa per lo svolgimento delle attività logistiche.
Tempi (ore/giorno) As Is To Be ∆
Tempo di scarico 0,875 0,875 0
Tempo di stoccaggio 9,25 5 4,25
Tempo di prelievo 12 7 5
Tempo di carico 3 1,3 1,7
Totale tempi 25,125 14,175 10,95
Tabella 30: Confronto Tempi Totali As Is To Be
La nuova configurazione proposta determina una riduzione di 10,95 ore al giorno dei
tempi dedicati alle attività logistiche. Il differenziale risulta positivo per i tempi di
stoccaggio, prelievo e carico mentre per i tempi di scarico risulta nullo. La riduzione dei
tempi di stoccaggio e prelievo è dovuta ad una migliore gestione dello spazio dedicato
allo stoccaggio, grazie ad una politica di allocazione che favorisce una migliore efficienza
nelle operazioni e anche una migliore conoscenza dell’ubicazione dei prodotti all’interno
112
DISCUSSIONE DEI RISULTATI
delle aree di stoccaggio. Inoltre l’introduzione del corridoio centrale, per favorire una
gestione FIFO del magazzino, garantisce l’eliminazione dei tempi dovuti al re-
warehousing.
La riduzione del tempo di carico è imputabile alla proposta di costruire una baia di carico
al magazzino lotto 10, magazzino più grande dell’azienda, dal quale si concentrano la
maggior parte dei flussi di prodotto finito diretti verso l’esterno. La costruzione della baia
di carico, oltre alla riduzione dei tempi, comporta una continuità nelle operazioni di carico
che non risultano interrotte nei periodi di condizioni climatiche avverse.
Il grafico, in figura 39, mostra l’andamento dei tempi dedicati alle varie attività logistiche
dell’As Is, linea scura, e del To Be, linea chiara.
Tempo di carico 3
1,3
Tempo di prelievo 12
7
0 2 4 6 8 10 12 14
ORE
As Is To Be
As Is To Be ∆
Numero addetti 4 2 2
Numero carrelli 4 2 2
Costi Manodopera 11616 € 5808 € 5808 €
Costo Carrello 2640 € 1320 € 1320 €
Tabella 31:Confronto As Is To Be
113
DISCUSSIONE DEI RISULTATI
riassume i dati circa la manodopera necessaria e i costi sostenuti per la gestione dei flussi
logistici di magazzino per la situazione attuale e quella proposta.
La riduzione della manodopera utile per le operazioni logistiche comporta una riduzione
dei costi annuali sostenuti per tali attività.
114
CONCLUSIONI
CONCLUSIONI
L’esperienza di stage ha condotto all’analisi dei flussi logistici della Fiordagosto Srl, nel
periodo di fuori campagna, periodo dello stage.
L’applicazione degli indici di performance serve per poter analizzare lo stato attuale
dell’azienda, al fine di riuscire ad apportare le giuste correzioni ed assumere decisioni
tattiche e strategiche con migliore consapevolezza, attraverso una base solida di
informazioni. In particolare sono descritti indici per determinare lo spazio a disposizione
all’interno delle zone di stoccaggio, indici che misurano le prestazioni logistiche in
termini di tempo e manodopera impiegata e infine indici di movimentazione per la
gestione dei flussi e dei prodotti all’interno dei magazzini. Gli indici utilizzati per l’analisi
sono:
Gli altri indici di prestazione presentati nel panel rientrano come proposta per l’azienda,
al fine di monitorare le principali attività logistiche. Il panel di KPI proposto serve a
monitorare la situazione dell’azienda per cercare di prendere le giuste decisioni ed attuare
proposte di miglioramento.
La classificazione dei prodotti secondo flussi in uscita è servita per determinare la giusta
politica di allocazione dei prodotti all’interno del magazzino. La politica adottata è la
116
CONCLUSIONI
class-based storage che assegna le posizioni all’interno del magazzino in base alle classi
individuate, posizionando i prodotti fast mover vicino alle porte I/O del magazzino.
La corretta sistemazione delle unità di carico a magazzino, unita ad una ridefinizione del
layout, permette un migliore dimensionamento della capacità di manodopera da adottare,
dovuta al minor tempo richiesto per svolgere le attività logistiche.
Inoltre la ridefinizione dei flussi verso e da magazzino esterno secondo indice di rotazione
comporta una migliore gestione degli stessi. Nel lungo periodo la giusta allocazione dei
prodotti tra i due magazzini riduce il costo d’affitto e quello di trasferimento al magazzino
esterno.
117
Allegato A: Andamento Giacenze Prodotto Finito
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
-500
-1000
-1500
700
600
500
400
300
200
100
-100
118
Codice prodotto: PF3
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
-500
-1000
-1500
400
300
200
100
-100
-200
-300
-400
119
Codice prodotto: PF6
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
-1000
-2000
1200
1000
800
600
400
200
-200
120
Codice prodotto: PF8
400
300
200
100
-100
-200
-300
400
300
200
100
-100
-200
-300
-400
121
Codice prodotto: PF10
500
400
300
200
100
-100
-200
1500
1000
500
-500
-1000
122
Codice prodotto: PF12
2000
1500
1000
500
-500
-1000
-1500
400
300
200
100
-100
-200
123
Codice prodotto: PF14
600
500
400
300
200
100
0
-100
-200
-300
-400
124
Allegato B: Andamento Giacenze Prodotto Sfuso
2000
1500
1000
500
-500
-1000
250
200
150
100
50
0
-50
-100
-150
125
Codice prodotto: SF3
2000
1500
1000
500
-500
-1000
700
600
500
400
300
200
100
0
-100
126
Codice prodotto: SF6
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
-500
-1000
-1500
200
150
100
50
-50
-100
-150
127
Codice prodotto: SF10
250
200
150
100
50
0
-50
-100
-150
800
600
400
200
-200
-400
-600
128
Codice prodotto: SF12
1000
800
600
400
200
0
-200
-400
-600
-800
250
200
150
100
50
0
-50
-100
-150
129
Codice prodotto: SF14
300
200
100
-100
-200
-300
250
200
150
100
50
-50
130
Allegato C: Percentuale Impieghi Prodotto Sfuso
48%
52%
100%
IMPIEGHI INTERNI
131
Codice prodotto: SF3
34%
66%
100%
IMPIEGHI ESTERNI
132
Codice prodotto: SF6
10%
90%
100%
IMPIEGHI INTERNI
133
Codice prodotto: SF10
100%
IMPIEGHI INTERNI
49%
51%
134
Codice prodotto: SF12
5%
95%
25%
75%
135
Codice prodotto: SF14
1%
99%
48%
52%
136
Bibliografia
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