L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Siamo a Recanati vicino a casa Leopardi sul colle dove Giacomo esce e raggiunge a piedi il colle
chiamato monte tabor dove si ferma
PARAFRASI
Mi fu sempre caro questo colle solitario e questa siepe che impedisce allo sguardo di vedere
gran parte dell'orizzonte e piu lontanoma stando seduto e contemplando io creo/Plasmo con
l'immaginazione spazi senza fine oltre la siepe e sovraumani silenzi e profondissima quiete
dove quasi il cuore atterisce(si spaventa) e non appena sento il vento stormire(produrre un
fruscio)tra queste piante(la siepe) io paragono quell'infinio( gli spazi senza fine) silenzio a
questa voce (vento) mi si presenta alla mente l'eternità, le epoche passate e il tempo presente e
il suono (del tempo presente) così tra questa immensità il pensiero sprofonda e mi è dolce il
naufragare(perdersi) in questo mare
Lo spunto iniziale è dato dalla siepe ovvero cio che ostacola che produce in leopardi l'infinito lui
difronte ad un limite ovvero la siepe lo scavalca e raggiunge l'infinito
ANALISI
La poesia sottolinea ed evidenzia il limite che percepisce il poeta,rappresentato dalla siepe, il
poeta immagina cosa ci possa essere al di la della siepe, la siepe è il limite fisico che impedisce
lo sguardo. Questo limite quindi stimola l'immaginazione e leopardi si prefigura nella sua mente
l'infinito. LEOPARDI quindi si spinge al di la dei margini del finito e si spinge al di la della realtà
provando a dare una forma all'ignoto (infnito). Lui nell'infinito sente e vede: interminati spazi
(visiva), sovraumani silenzi(uditiva) e percepisce una profondissima quiete/una sensazione di
benessere (percezione dell'animo) (3caratteristiche dell'infinito), tutto cio da si che si spalanchi
l'infinito. in questa poesia abbiamo un incontro/scontro tra il limite umano rappresentato dalla
siepe e dal sentimento dell'infinito. Negli ultimi tre versi si scioglie del tutto il limite umano,
leopardi si smarrisce e quindi naufraga in questa vestità di pensieri che lo porta oltre, e contento
di naufragare e perdersi nell'infinito, in questa caso il naufragio ha una percezione positiva e lui
in questo infinito realizza un piacere
È stato risucchiato dall' infinito che prima era una realtà oggettiva, adesso è diventata una
nuova realtà.
VERSO 10 questa voce
Indica il mondo finito, ovvero qualcosa di vicino a lui
mentre gli aggettivi "quello" indicano il mondo infinito (immaginazione)
"questo" realtà oggetiva
VERSO 13 questa immensità, in questo momento indica la nuova realtà del poeta, come se non
fosse più nel finito ma nell'infinito nella sua nuova realtà.
FRATELLI - UNGHERETTI
ANALISI
Ungheretti si rivolge idealmente a tutti i soldati (sia i compagni che gli avversari) chiedendo
anche unità militare appartengono, parola incerta della morte pronunciata con
titubanza(insicurezza, preoccupazione), come se il poeta fosse sorpreso dall'insorgere di un
sentimento nuovo (la fratellanza che unisce amici e avversari),un sentimento appena nato che
porta con sé la titubanza (foglia appena nata), anche l' area durante la guerra sofferente (spari
di fucil, cannonate, ecc). La parola fratelli diventa una forma di ribellione, considerando
rivoluzionario il fatto che UNGHERETTI chiama fratelli anche i suoi nemici, Chi dovrebbe
annientare. In guerra la vita di ogni uomo è sempre più precaria, quindi Il poeta istituisce un
legame fra fratelli e foglia, si riferisce al sentimento di fratellanza ancora fragile, perché appena
nato, ma rappresenta il germoglio di una pace fraterna futura.
Nella notte il significato concreto si forma metaforicamente, e rappresenta l' angoscia