ESIODO
Compone due poemi in esametri, ed è considerato contemporaneo di Omero
- Teogonia: tradizione cosmogonica dell’oriente, miti 1<del passaggio dal caos a Zeus
- Opere e i giorni: giustificazione della necessità del lavoro nella vita umana, il passaggio
dall’età degli eroi a quella del ferro
Grazie ad una testimonianza di Plutarco riguardo Anfidamante (viaggio di Esiodo per andare al
funerale di Anfidamante) e a un'operetta chiamata nell’Agone di Omero ed Esiodo del V-VI secolo
a.C. si può datare la vita di Esiodo tra gli ultimi decenni dell’VIII secolo e i primi del VII secolo a.C
Per le varie informazioni biografiche presenti nelle sue opere, Esiodo è considerabile una figura
storica?
Ci sono elementi biografici nelle sue opere e anche prove di una realtà sociale e geografica, poi
Anfidamante, di cui Esiodo assiste al funerale, è una figura storica e la contesa con il fratello
Perse, poi che il padre sia originario di Cuma Eolica, dunque arriva dalle colonie dalle Ionia in
Beozia in cerca di fortuna, l’unico viaggio in mare di Esiodo fu verso l’Isola di Eubea, dal porto di
Aulide. Ma ci sono però incongruenze ed infatti:
1) Esiodo significa colui che intona il canto, e come Omero, è un nome parlante
2) È strano che il padre si sposti dall’asia Minore alla Grecia continentale, poiché
all’epoca si faceva il contrario
3) Il contrasto fra un fratello buono e uno cattivo è un topos ricorrente, come nel
caso della storia di Appu, che lotta con il fratello per l’eredità del padre, inoltre
anche il nome Perse è parlante e significa distruggere
4) l’ispirazione divina, come nella storia di Caedmon, che sebbene fosse un
semplice pastore, compose versi bellissimi
5) la lite fra fratelli → fra fratello buono e cattivo, come Caino e Abele
6) il premio offerto agli dei → Esiodo infatti dona alle Muse Eliconie un tripode
Dunque ci sono altre teorie: cioè che alcune notizie siano vere e ci sia un nucleo
originario prodotto da Esiodo, che sarebbe una figura storica, poi diventata un
marchio di qualità, dunque una certa individualità esiste. Oppure che le notizie
biografiche siano false e che dunque la biografia entri a far parte dell’opera poetica
e che la poesia esiodea sia stata interamente realizzata dai rapsodi. In questo
senso dunque Esiodo deve essere considerato una figura al confine tra Storia e
Mito.
I saperi condivisi a cui Esiodo fa riferimento appartengono alla società beotica di età
alto arcaica le cui genti si riconoscevano in valori come:
· il culto di Zeus, in quanto garante dell’ordine cosmico
· il culto delle muse, che ispiravano la memoria poetica
· il collegamento genealogico tra dei e uomini, attraverso gli eroi e il matrimonio (γαμοσ)
· l’etica del lavoro e di una giustizia ben amministrata
Per questo Esiodo rappresenta un marchio di qualità della poesia sapienziale.
Dobbiamo dunque specificare che la parola in un contesto di oralità pura può dare
effetti diversi:
- Far rivivere la memoria del passato, come nel caso dell’epos eroico, prodotto da
Omero
- O dare un ordine al mondo, come nel caso dell’epos sapienziale, prodotto da Esiodo
Queste due tradizioni poetiche hanno avuto uno sviluppo parallelo, contaminandosi a vicenda,
entrambe comunque puntano a rispettare valori e saperi di un’intera società.
Il filo che collega le prime tre opere è il desiderio di dare ordine alla storia del mondo,
generando un patrimonio comune di saperi:
Origine del mondo e Seconda metà dell’VII e
TEOGONIA integro genealogia degli dei inizio del VII sec. a.C. (le
fino a Zeus parti più antiche)
Norme di vita dopo Seconda metà dell’VII e
OPERE E integro fase in cui Dei e inizio del VII sec. a.C. (le
GIORNI umani interagivano parti più antiche)
CATALAGO Ampi Catalogo eroine da Secondo alcuni fine VII
DELLE frammenti cui sono discesi gli inizio VI sec. a.C. ma forse
DONNE esseri umani espansione di un nucleo
narrativo precedente?
Scontro tra Eracle e
SCUDO integro gigante Cicno
STILE ESIODEO
Nel contenuto, nello stile, nella lingua ci sono elementi che rimandano ad una stratificazione in
particolare la teogonia e le opere e i giorni presentano caratteristiche di antichità mentre per
quanto riguarda il catalogo delle donne si pensa possa essere l’espansione di un nucleo originario
composto precedentemente. Come nel caso del caso dell’εποσ omerico la lingua di Esiodo
presenta una mistione artificiale di dialetti in prevalenza ionico, ma anche dorico nord-occidentale.
Ε’ plausibile pensare che dunque le due tradizioni poetiche hanno avuto uno sviluppo parallelo e si
siano contaminate a vicenda.
Teogonia
• Origine del cosmo
• Origine degli dei
• Il culto di Zeus e il suo ruolo di garante della giustizia
• Il culto delle Muse e il loro ruolo di garanti della veridicità di quanto insegna il poeta
Catalogo delle donne
• Stirpi eroiche (ἡμίθeοι) per via di discendenza femminile
• Il collegamento tra sfera umana e divina tramite il matrimonio (γάμος)
• Il γάμος come elemento di continuità dell’ordine del cosmos
Opere e giorni
• Il mondo degli uomini dopo la fine della stirpe eroica
• L’etica del lavoro
• La giustizia amministrata dagli aristocratici (βασιλεῖς)
• Il potere che i βασιλεῖς ricevono da Zeus come garanti dell’ordine sociale
Esiodo è stato molto probabilmente influenzato dalla tradizione in Oriente, sia per i vari contatti
fra le sponde dell’Egeo, dunque ci sono due teorie: la prima che questo dipenda dalle origini del
padre e di Esiodo, la seconda che le origini del padre sia un’invenzione e manifestino una realtà
storica.
NELLA TEOGONIA
Le teogonie sono racconti dedicati alla nascita degli elementi e delle forze primordiali e al loro
progressivo ordinamento. Questi racconti erano diffusi in Egitto, in Mesopotamia, tra i Persiani e in
India ed hanno in comune con le cosmogonie la ricerca di un principio (αρχη) che Esiodo identifica
nel Caos, in Gaia e in Eros. Dunque inizialmente le divinità sembrano essere personificazioni di
forze ed elementi cosmici a cui i pensatori ionici si ispirano (talete…), mentre gli dei del pantheon
tendono a venire dopo.
La teogonia costituisce non solo l’unico esempio trasmesso per intero ma anche il più antico.
Il proemio ha una precisa collocazione geografica, infatti le muse danzano nella parte alta del
monte tra il santuario di Zeus e quello dedicato alle dee. Esiodo le incontra nella strada durante un
rito in onore delle muse stesse.
L’inizio è un inno, meno modificato rispetto a quelli dell’iliade e dei poemi omerici, e rappresenta
una cornice rapsodica con cui il cantore partiva a staffetta. Questo è l’inno alle muse Eliconie, cioè
del monte Elicona in Beozia a Delfi, si riferisce a sé per nome, questo è infatti
considerato l’irrompere di un individuo nelle letteratura greca: “insegnarono il bel canto ad
Esiodo che pascolava gli agnelli ai piedi del monte Elicone divino, questo discorso mi rivolsero le
dee, le muse Olimpie”, Esiodo si presenta come un pastore e le muse invece sono Muse Olimpie
quindi internazionali, dunque si ha una prevalenza della realtà internazionale su quella locale,
cosa che si ribadisce nel verso successivo quando le muse sostengono di poter cantare menzogne
o verità, ma una verità soggettiva e internazionale, passaggio da dimensione locale a
internazionale. Le muse incoronano il poeta e gli donano uno scettro di ramo d’alloro,
incoronandolo come poeta, che ha il compito di raccontare le cose passate e le grandi imprese, in
questo senso quando canta perde la sua personalità e diventa Esiodo.
Il secondo inno inizia con un’espressione “quercia e rupe” che indica cose vecchie, dunque nel
secondo inno le muse rallegrano Zeus con gli inni, si racconta la loro origine, memoria e Cronide
genitori, risiedono nell’olimpo, le muse si dice diano Esiodo il compito di comporre giudizi, dunque
dare regole comportamentali e di dimenticare pene a angosce con il suo canto.
è chiara l’influenza della matrice orientale all'interno della teogonia sia all’interno della teogonia sia
per quanto riguarda il primato di Zeus e l’importanza di una figura femminile come Gaia, inoltre la
vicenda di Prometeo e Pandora la prima donna ha grandi legami con la tradizione orientale
(Adamo ed Eva) infatti Zeus per punire l’umanità a causa del furto del fuoco compiuto da Prometeo
crea la prima donna, destinata a portare il male in quanto consuma ricchezza senza produrla.
Tali influenze possono derivare sia dalle origini del padre di Esiodo sia al contesto culturale e al
periodo storico chiamato orientalizzante in cui un reflusso culturale dalle colonie dell'Asia minore
alla madre patria.
Esiodo dunque rappresenta l’irruzione della personalità individuale dell’autore e nel suo caso si
parla di una biografia storicizzata che rende la poesia presentata un patrimonio di sapienza
condiviso dunque come una verità divina da trasmettere alla comunità attraverso un cantore:
medium. Dunque nel testo Esiodeo il sapere dipende direttamente dalla sfera divina e è
sottolineata la dipendenza del poeta dalle dee da cui trae ispirazione. IL cantore dunque resta in
secondo piano, anche se è dotato di una propria individualità e di vari tratti biografici. Per tutte
queste ragioni non si può parlare di un autore vero e proprio ma si fa riferimento alla figura del
cantore, i cui tratti biografici hanno due funzioni:
· investitura poetica, le muse fanno del cantore un maestro di verità
· riflettere sui temi di ordine generale
RIASSUNTO: La Teogonia è un poema cosmogonico, ovvero si ripropone di trattare dell'origine del
cosmo. Si ha quindi l'inizio, dove viene descritta l'iniziazione del poeta (Esiodo appunto) per merito
delle Muse. Egli riceve in dono uno scettro d'alloro, simbolo della sapienza e dell'investitura divina
del poeta. Inizia quindi il racconto delle origini del mondo, incentrato sulla vasta genealogia divina;
si narra appunto che al principio dell'universo ci fosse Caos, come bocca spalancata dove c’è
dentro tutto e da lui nacquero Gea, Tartaro ed Eros, giustifica le unioni.
Da Gea mediante la partenogenesi nacquero Urano, sede dei, e tutti gli altri elementi, mentre dagli
stessi Gea e Urano nacquero i Titani (Oceano, Rea, Mnemosine e Crono), i Ciclopi, solo occhio, e
i Centimani Cotto, Briareo e Gige.
Si innesta la successione orientale, che fa riferimento a testo orientali, la successione delle divinità
passa attraverso la violenza, tra padre e figli, ma questo è un poema di Zeus e dei Re, infatti Zeus
interrompe la catena della violenza a riesce attraverso l’imposizione del proprio potere a creare
ordine, interrompendo la catena di violenze. Dal momento che Urano, covando odio e rancore,
ricacciava tutti i suoi figli nel ventre materno, schiacciando terra e tiene premuto impedendo la
nascita dei figli; Gea escogitò un inganno e aiutata dal figlio Crono, che evirò il padre gettandone in
mare i genitali, riuscì a ristabilire l'ordine tra le divinità. Dalle gocce di sangue dei genitali nacquero
le Erinni, i Giganti e le Ninfe, mentre dalla spuma del mare, che aveva inghiottito i genitali del dio,
nacque Afrodite. È simile allo Pseudo Apollodoro.
Successivamente dall'unione di Crono e la sorella Rea (Demetra, Ares, Zeus) nacquero gli dei
della seconda generazione, altrettanto detti olimpici, ma Crono ne mangiò la maggior parte,
violenza continua con Crono, infatti sapeva che sarebbe stato vinto da uno dei suoi figli, la pietra
che Crono rigetta è l’onfalos, ovvero ombelico del mondo, e fu fermato solo da Zeus che, messo in
salvo in giovane età da Rea, riuscì a spodestarlo. Ottenne così il dominio sul mondo, e fece
vomitare al padre tutti i fratelli. Introduce la figura di Prometeo, torturato dall’aquila che mangia il
fegato che ricresce, verrà liberato da Eracle, egli aveva ingannato Zeus: primo sacrificio, egli fa le
parti, da una parte nasconde nella pelle la parte non commestibile, dall’altra tutte quelle
commestibili, presenta le parti commestibili come piccole e le altre non come le più grandi,
(durante all’olocausto ebraico io rinuncio alla carne e distruggo completamente, mentre in quello
greco le parti commestibili le mangiano gli uomini), svolge dunque la funzione dell’ingannatore,
rompe lo schema che impedisce l’evoluzione della dimensione sociale: trichter. Zeus riconosce
l’inganno e si adira, secondo Esiodo, da allora si istituisce il sacrificio greco, toglie il fuoco agli
uomini. Ma Prometeo ruba il fuoco nascosto in una canna cava, lo fa nel finocchio selvatico.
Dunque per punire gli uomini Efesto plasma una donna, per volere di Zeus, la Dea Glaucopide le
mette un velo e corone e diadema d’oro, da questa derivano le donne, abitano tra gli uomini,
compagnie della sazietà, le donne rappresentano un male, come fuchi nell’alveare, chi non si
sposa muore e si spartiscono i beni, chi si sposa le donne possono rappresentare bene e male:
Pandora. Zeus prende come sposa Metis, e la mangia, affinché la dea lo consigliasse nel bene e
nel male, si mangia madre dei suoi figli, ingloba figura femminile è imbattibile, in quanto ha
inglobato la funzione di consigliera dei figli che Gea e Rea avevano svolto precedentemente
NELLE OPERE E I GIORNI
Gli elementi autobiografici presenti sono: la contesa con il fratello Perse, poi che il padre sia
originario di Cuma Eolica, dunque arriva dalle colonie dalle Ionia in Beozia in cerca di fortuna,
l’unico viaggio in mare di Esiodo fu verso l’Isola di Eubea, dal porto di Aulide.
LIBRO DI TESTO: da 253-260 pag 270-281 possiamo chiedere