La nascita dello yoga
Tracce dello yoga risalgono ai
primordi della storia della religione
indiana. ( IV sec. a.c.- inizio II
sec. a.c.)
Nei Veda, scritti religiosi indiani 1600-
1200 circa a.c. e
nelle Upanishad 800-600 a.c. si cita
lo yoga come disciplina di esercizi
e terapeutica.
Probabilmente nel III-II sec. a. c. si
possono datare i Yoga Sutra di
Patanjali, 185 aforismi dello yoga
ed il poema epico ,
la Bhagavad Gita
Yoga
deriva dal termine sanscrito yuj, che
significa
“ legare insieme”.
Il riferimento è all’unione
tra l’Uomo e il Cosmo /L’Essere,
ma anche tra corpo, mente e spirito.
L’etimologia della parola ci ricorda che
il fine principale di ogni pratica yogica
è il raggiungimento di un’armonia
consapevole,
verso la liberazione da ogni costrizione
materiale e immateriale.
Tanti modi per dire Yoga
Tante forme, rami di Yoga:
L’ottuplice via di Patanjali (Asthanga Yoga)
Le 3 vie principali della Bhagavad Gita
Hatha yoga, karma yoga, Bhakti yoga,Jnani
yoga Kundalini yoga, Kriya yoga, IYengar
yoga, Vinyasa yoga…
Lo yoga è il controllo delle onde pensiero della mente,
è l’acquietamento dei movimenti della mente.
( Patanjali)
L’obiettivo dello yoga
è l’acquisizione dell’aurea mediocritas,
il giusto mezzo, la continua ricerca dell’omeostasi,
l’impulso unificante della vita che fa sempre confluire
correnti diversificate in un’unica forza.
Lo yoga è equanimità.
Una pratica corretta genera un equilibrio interiore della
mente che rimane stabile e serena anche in mezzo
allo scompiglio.
Il corpo fisico , per la disciplina dello yoga,
non è altro che la manifestazione
grossolana di energie universali
più raffinate e sottili.
Il corpo fisico è uno dei 5 involucri.
Ciò che accade ad un “ corpo “ influenza
tutti gli altri “ corpi “
Lo yoga è “ isometrico “ :
un opporsi di forze interne le une sulle altre,
una competizione interna, intima,
tra la forza di volontà e l’inerzia che è insita
nel corpo fisico.
Con le asana si promuove una
consapevolezza speciale, un’intimità unica
di mente e respiro,
una sottile armonia nel corpo fisico.
Le otto discipline dello yoga
1. Yama: disciplina sociale, stare disponibilmente con gli altri
2. Niyama: disciplina interiore, imparare a stare con se stessi
3. Asana: disciplina fisica, stare con il proprio corpo
4. Pranayama: controllo e padronanza dell’energia vitale, stare con il
respiro
5. Pratyahara: disciplina dei sensi e dei desideri, stare con le percezioni,
emozioni
6. Dharana: concentrazione, arte di focalizzare la mente
7. Dhyana: meditazione, stare con l’oggetto
8. Samadhi: assorbimento dell’oggetto contemplato, consapevolezza,
beatitudine
Non solo asana
Lo yoga comprende:
Asana posture statiche
Kriya movimenti dinamici strutturati
Mudra posizioni delle mani per l’energia
Pranayama controllo del Prana
Mantra suoni sacri manifestazione di vibrazione originaria
Bandha contrazione per interrompere il flusso dell’energia
Asana
Questa parola, che normalmente si traduce come «posizione»,
significa «ciò che è saldo e comodo» e sottintende per chi pratica,
tutte le posizioni del corpo in cui sono presenti
stabilità, immobilità, assenza di sforzo.
Queste condizioni sono indispensabili
perché le posizioni siano definite yogiche,
in quanto le âsana danno modificazioni a livello profondo solo se la posizione
viene mantenuta a lungo.
Mantenere la posizione con consapevolezza
“ sentendosi, vivendo “ l’asana praticata.
Quando eseguiamo una posizione
dobbiamo sentirci nella nostra totalità:
spirito, corpo, mente tesi all'unità.
I benefici delle âsana
Gli effetti fisici delle âsana sono molti: tra gli altri esse risvegliano le attività dei muscoli
che normalmente tendono ad atrofizzarsi, perché poco utilizzati, specialmente quelli
del torace, della parete addominale, del dorso, ecc. Alcune âsana potenziano il tono
muscolare, mentre altre esercitano un'azione di allungamento su tendini e
muscolatura. Ciò migliora la mobilità delle articolazioni, rendendo il corpo più sciolto
e mobile. Inoltre ogni âsana ha un'azione specifica su alcuni organi interni e porta
equilibrio al sistema nervoso centrale.
Gli effetti energetici o «pranici» delle posizioni sono però ancora più importanti. Infatti
esiste un corpo energetico o fluidico in tutto aderente al corpo fisico; le loro funzioni
sono strettamente correlate. Gli organi principali del corpo pranico sono appunto i
chakra, ricettori, accumulatori e distributori della forza pranica.
Ogni âsana agisce su di un chakra o su più d'uno. La compressione o distensione subita
dalle parti del corpo umano che hanno corrispondenza diretta nei chakra si
ripercuote sulle funzioni dei chakra medesimi.
Sappiamo infatti che l'hatha-yoga non agisce solo sul corpo come una comune
ginnastica, ma crea armonia su tutti i piani (fisico, mentale, spirituale).
Le âsana sono molte - più di otto milioni secondo le scritture! - tuttavia è sufficiente
praticarne un numero limitato per conservare un perfetto equilibrio fisico e psichico.