Appartiene alla corrente dello spiritualismo (si diffonde in tutta Europa nascendo
dalla Francia). Segna un cambiamento di direzione da parte di alcuni filosofi,
fornendo un nuovo punto di vista sul mondo. È il punto di vista della coscienza. Si
pone come un momento antipositivistico perché Bergson e i positivisti denunciano i
limiti della scienza. C’è una realtà che non può essere misurata dalla scienza.
Abbiamo una coscienza che non rientra nel progetto positivo di misurazione. Siamo
dotati di un qualcosa (=la coscienza) che i positivisti hanno trascurato. La vita della
coscienza è la memoria.
Due metodi per la conoscenza
1. Intelligenza calcolatrice: matematica, che misura
2. Intuizione (metodo della coscienza): mi fa cogliere la realtà e i dati immediati
della coscienza senza passaggi logici. Il compito della filosofia è allora si deve
occupare dei fatti spirituali.
Lo spiritualismo crede che l’introspezione sia la via per conoscere l’individuo (il primo
a pensarlo fu Cartesio). Per questo arriva ad analizzare la temporalità.
Filosofo francese che nasce a Parigi nel 1859, laureato in matematica all’École
Normale Supérieure, insegnò nelle università e dal 1910-19 tiene dei corsi. Fu un
esponente dell’Accademia francese e nel 1918 gli fu assegnato un Premio Nobel
per la letteratura. Muore a Parigi nel 1941 (occupazione nazista, con il governo
collaborazionista). Era ebreo. Una morte che colpì moltissimo perché era un maestro
di pensiero in Francia (un punto di riferimento).
Saggio sui dati immediati della coscienza (1889): mostra che bisogna attingere ai
dati immediati della coscienza (flussi di coscienza) liberandola da ogni struttura
intellettuale perché sono fittizie e costruite. Dobbiamo recuperare l’originalità della
nostra coscienza.
Materia e memoria (1896) : inizia il dualismo (corporeità e spiritualità) che risolve
nell’evoluzione creatrice (1907).
Cenni biografici – Bergson visse esattamente a cavallo dei due secoli, l’Ottocento e il
Novecento (metà della sua vita si svolse nell’Ottocento, l’altra metà nel Novecento:
nacque a Parigi nel 1859 e vi morì nel 1941).
Era di famiglia ebraica, ma si allontanò progressivamente dall’ebraismo e si avvicinò
al cattolicesimo, che considerava il compimento dell’ebraismo, ma non volle
convertirsi per evitare che il suo gesto potesse essere interpretato come un tentativo
di sfuggire alle discriminazioni antisemite, che andavano diffondendosi in quel
periodo dopo la presa del potere da parte del nazismo. E quando i nazisti
occuparono Parigi e lo esonerarono, perché famoso e malato, dal presentarsi alla
schedatura degli ebrei, vi si recò di persona, scegliendo di stare dalla parte dei
perseguitati.
Nel 1891 sposa una cugina dello scrittore Marcel Proust, nella cui opera si ritrovano
molte affinità con il pensiero del filosofo, anche se Proust – che pure aveva seguito
delle lezioni del cugino – ha negato una diretta influenza delle opere di Bergson sulle
proprie. Ebbe una formazione scientifica e fu molto promettente nel campo della
matematica, ma si rivolse agli studi filosofici e intraprese la carriera
dell’insegnamento. Le sue lezioni erano molto seguite e divennero un fatto
mondano, cui partecipavano non solo gli addetti ai lavori, ma gran parte della società
parigina. Le sue opere, ricche di pregi letterari, furono molto lette e apprezzate.
Bergson ottenne il premio Nobel per la letteratura nel 1927 (premio che ricevette nel
1928).
Inizialmente attratto dal positivismo, se ne distaccò presto, elaborando una filosofia
che criticava questa corrente filosofica. Il suo pensiero si diffuse soprattutto tra le
due guerre e rappresenta una delle reazioni più forti al positivismo e
all’intellettualismo scientifico, in nome dell’intuizione e dell’’interiorità . Venne perciò
tacciato di irrazionalismo.
Fu impegnato anche in campo politico. Durante la prima guerra mondiale assunse
posizioni patriottiche; nel 1917 si recò negli Stati Uniti in missione diplomatica e
svolse un ruolo di rilievo nelle trattative che precedettero e accompagnarono
l’intervento degli USA nella prima guerra mondiale; a guerra conclusa fu presidente
della Commissione scientifica della Società delle Nazioni e si oppose alla
partecipazione della Germania alla commissione.
Il bergsonismo: una filosofia molto influente – Bergson divenne un filosofo molto
popolare, tanto da essere quasi identificato con il filosofo ufficiale del pensiero
francese. Poi, dopo la seconda guerra mondiale, la sua fama andò attenuandosi. Le
sue concezioni influenzarono anche la classe dirigente francese e l’accademia
militare che prese ispirazione dalle sue teorie per creare delle tattiche belliche.
Per indicare l’originalità del suo pensiero – che può essere inquadrato all’interno
dello spiritualismo – qualcuno ha parlato di bergsonismo, una corrente che ha
percorso non solo la filosofia ma tutto il mondo della cultura in generale, influendo
sull’arte e la poesia (surrealismo, decadentismo, futurismo ), sulla politica e la
visione della società (Sorel e il sindacalismo rivoluzionario), sull’estetica del
Novecento (con il saggio di Bergson sul riso e il significato del comico), e persino sul
pensiero teologico del cattolicesimo (vi si può ricollegare il Modernismo, che fu poi
condannato dalla Chiesa perché cercava di conciliare il cattolicesimo con le filosofie
irrazionaliste).
Fa una distinzione tra il tempo della scienza e della coscienza, sospeso in tutte le
sue opere.
Distinzione tra i due tempi:
1. Tempo della coscienza (durata): soggettivo, non assoluto, qualitativo, non
spazializzato, irreversibile. Simbolo: valanga, palla di neve che dalla cima
della montagna si ingrossa fino alla fine della montagna (il nostro passato che
si ingrossa man mano che passa il tempo, noi ne siamo il risultato).
2. Tempo della scienza (oggettivo, quantitativo, omogeneo, reversibile): tempo
scandito dal quadrante dell’orologio, ogni secondo è uguale all’altro, utile, per
concedermi di misurare, utile per la società (sennò cadrebbe nel caos).
Simbolo: collana di perle (tutte uguali).
Benedetto Croce: riprende la filosofia hegeliana.
Tra scienza e metafisica (materia e memoria) c’è un dualismo, per rappresentarli usa
simboli e metafore.
Sant’Agostino è colui che disse che sa cos’è il tempo ma non sa spiegarlo a partire
dall’interiorità dell’individuo, usando il metodo intuizionistico.
Materia e memoria
Comincia ad avvertire il superamento del dualismo perché anche se distinguiamo i
due tempi c’è sempre un punto di incontro cioè la nostra coscienza. Il tempo esterno
lo misura sempre l’individuo (= la propria coscienza, la propria memoria). La
coscienza è memoria. Per lui la memoria ha tre caratteristiche:
● La memoria pura: la nostra coscienza pura, deposito di tutte le esperienze
vissute perché registra automaticamente tutto ciò che noi viviamo. Ciò che
viene registrato è il nostro passato.
● La memoria come ricordo o immagine: atto con cui il nostro passato si
concretizza. Trasformiamo un elemento di memoria pura in immagine. La
nostra coscienza è memoria ma non sempre è immagine ma solo ciò che mi è
utile per l’azione.
● La memoria come percezione: facoltà che ci lega con il mondo esterno e ha la
funzione di selezionare i dati. La nostra coscienza è limitata dalla percezione.
L’intuizione è quel procedimento mentale che mi fa cogliere tutto in modo
diretto.
Memoria: spirito , percezione: corpo. Parte dal concetto di percezione (che può
essere isolata : odore, sapore) che per il nostro cervello è un stimolo e allora torna
alla memoria il vissuto che diventa presente.
Bergson si concentra sui flussi di coscienza (poesia come ricordo di Pascoli). La
percezione allora si supera perché al centro di tutte le esperienze c’è la memoria.
Non resto più ancorata alla distinzione tra i due tempi e c’è un superamento dato
dalla coscienza stessa.
Evoluzione creatrice 1907
Sia nella vita della coscienza che nell’universo (vita coscienza e biologica) scorre
un'unica élan vital (energia che crea di continuo, spirituale, in noi, la forza di essere
liberi e di realizzare noi stessi), impulso libero che crea la nostra coscienza e l’intero
universo, si espande in ogni direzione e crea le varie differenziazioni di speci ed
esseri. La vita è evoluzione continua e si autocrea, è potenza, si muove in diverse
direzioni. Ci fa passare dalla coscienza individuale al piano della vita biologica e
legge l’energia creatrice della coscienza come forza che pervade tutto il mondo.
Paragona la vita dell’universo ad un proiettile che si divide in milioni di pezzi e noi
siamo un pezzo.