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Neoclassicismo Arte

Il Neoclassicismo è un movimento artistico emerso nella seconda metà del Settecento, caratterizzato dal ritorno all'antico e dalla ricerca di armonia e semplicità, influenzato dagli scavi di Ercolano e Pompei. Antonio Canova, scultore di spicco di questo periodo, ha creato opere iconiche come 'Amore e Psiche' e 'Paolina Borghese', esprimendo ideali neoclassici attraverso la sua maestria nel marmo. Il suo Monumento funebre a Maria Cristina D'Austria rappresenta un omaggio alla virtù e alla bellezza, riflettendo le tematiche centrali del Neoclassicismo.

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Il Neoclassicismo è un movimento artistico emerso nella seconda metà del Settecento, caratterizzato dal ritorno all'antico e dalla ricerca di armonia e semplicità, influenzato dagli scavi di Ercolano e Pompei. Antonio Canova, scultore di spicco di questo periodo, ha creato opere iconiche come 'Amore e Psiche' e 'Paolina Borghese', esprimendo ideali neoclassici attraverso la sua maestria nel marmo. Il suo Monumento funebre a Maria Cristina D'Austria rappresenta un omaggio alla virtù e alla bellezza, riflettendo le tematiche centrali del Neoclassicismo.

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NEOCLASSICISMO

Il Neoclassicismo è un movimento artistico che si sviluppa dalla seconda metà del Settecento a seguito dell’ illuminismo e
svariate rivoluzioni, proponendosi come antitesi agli eccessi del Barocco e del Rococò.
Tra le caratteristiche del Neoclassicismo troviamo il desiderio di un ritorno all’antico per dar vita a un nuovo classicismo;
tutto questo viene favorito dagli scavi di Ercolano e Pompei che offrivano ai contemporanei architetture, affreschi e oggetti
di uso quotidiano di due cittadine sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.
Il termine Neoclassicismo, coniato alla fine dell’800, venne attribuito in senso dispregiativo a un’arte non originale, fredda e
accademica.
Si tratta innanzitutto di una riscoperta del mondo classico, come afferma il massimo teorico neoclassico, che ne voleva
sottolineare i canoni di armonia, nobile semplicità e quieta grandezza.
Per il movimento neoclassico la rappresentazione dell’anima - che è grande e nobile – va rappresentata solamente in uno stato
di armonia, di riposo, quindi raffigurando i soggetti nel momento precedente o successivo all’azione.

ANTONIO CANOVA

Antonio Canova nasce a Possagno, il 1° novembre del 1757. Rimane precocemente orfano di padre e, quando la madre si risposa,
viene affidato al nonno paterno abile scalpellino e capomastro, che gli insegna i primi rudimenti del mestiere. Antonio dimostra
una dote eccezionale per la scultura, nel 1768 viene mandato a condurre il proprio apprendistato a Venezia, dove frequenta studi
di scultori oltre alla Pubblica Accademia del Nudo e dove realizza le sue prime opere che gli danno in breve una certa notorietà
nell'ambiente artistico locale (Orfeo ed Euridice, 1773; Apollo; busto di P. Renier; Dedalo e Icaro, 1779).
Nel 1779 Canova si reca a Roma, dove si stabilirà e dove realizzerà le sue opere più importanti.
Qui studia la scultura antica, conosciuta anche attraverso il suo viaggio a Pompei, Ercolano e Paestum, e viene a contatto con
artisti ed intellettuali che teorizzano un nuovo ritorno al classico.
L'influenza degli ideali neoclassici nella sua arte si rende sempre più evidente, a cominciare con opere come Teseo e il
Minotauro (1781-1783) per proseguire con la serie di sculture, anche queste a soggetto mitologico, eseguite sul finire del
Settecento (Eros giovinetto, Amore e Psiche, Ebe, Venere e Adone, Ercole e Lica, Le Tre Grazie), che gli regalano fama
internazionale.
La sua arte è apprezzata e richiesta da mecenati e case regnanti dell'intera Europa.
Tra il 1783 ed il 1810 realizza i Monumenti funebri di Maria Cristina D'Austria a Vienna.
.Nel 1800 torna a Roma e con l'inizio del periodo napoleonico diviene il ritrattista ufficiale dall'imperatore nel 1804,
affermando sempre di più la sua fama.
Torna a Possagno nel luglio del 1819 per sancire la posa della prima pietra della Chiesa Parrocchiale intitolata alla Santissima
Trinità, che Canova progetta per la sua comunità. L'edificio viene completato solo dieci anni dopo la sua morte, nel 1822, e oggi
raccoglie le sue spoglie.

1) Amore e psiche

Gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova tra il 1788 e il 1793, Amore e Psiche è la rappresentazione della storia raccontata
da Apuleio. In particolare, il momento rappresentato è l'attimo che precede il bacio. Qui l'abbraccio fra i due amanti è inteso
come amore ideale e non come passione terrena: un momento carico di tensione ma privo di quello sconvolgimento emotivo che
l'atto del bacio provocherebbe nello spettatore. Si tratta infatti di un momento di equilibrio tra la tenerezza dell'amore romantico
e la carnalità dell'atto sessuale.
La struttura compositiva si basa su due linee curve contrapposte che formano una “X”, mentre il centro prospettico è
sottolineato dalle braccia dei due amanti che isolano i volti. Prevalgono linee curve, morbide e delicati chiaro-scuri.
Canova aveva l'abitudine di levigare il marmo e di ricoprirlo con un sottile strato di cera ambrata, che conferisce ulteriore luce e
morbidezza alla scultura. C'è un forte naturalismo nelle ali e nella resa delle superfici. La scultura è gradevole vista ruotando
tutt'attorno, per ammirare da più punti di vista la sintesi del bello naturale e del bello ideale; l'idea di bello rappresentata qui
da Canova.
Amore e Psiche è oggi esposto al Museo del Louvre di Parigi, anche se ne esistono altre due versioni: una realizzata tra il 1800 e
il 1803 e conservata attualmente al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, in cui i due personaggi sono raffigurati in piedi, e
un'altra prodotta tra il 1796 e il 1800, e sempre esposta al Louvre, dove anche qui la coppia è rappresentata in posizione stante.

2) Paolina Borghese

Paolina Bonaparte nacque ad Ajaccio nel 1780 ed è ricordata perché sorella di Napoleone I. Il secondo cognome con il quale è
indicata la nobile deriva dal matrimonio con il principe romano Camillo II Borghese. Paolina Bonaparte sposò infatti il principe
Camillo II Borghese nel 1803 e per celebrare l’occasione il nobile commissionò la celebre scultura allo scultore di Possagno nel
1804.
La scultura Paolina Bonaparte ritrae la ragazza nelle vesti di Venere vincitrice.
Sappiamo che si tratta di Venere, la dea greco-romana della bellezza poiché nella mano sinistra regge una mela.
È la stessa mela di cui si parla nell’Iliade, quando il giovane Paride viene nominato giudice per determinare chi è la dea
più bella tra Era, Atena ed Afrodite/Venere.
Può fare la sua scelta dando una mela d’oro con su scritto “Alla più bella” ad una delle tre dee.
E così Paride sceglie Venere.
Oltre alla mela, ci sono altri dettagli che vale la pena conoscere.
Ad esempio Canova fa sdraiare – quasi del tutto – Paolina su un divano con un unico bracciolo, chiamato agrippina.
La parte superiore del corpo della protagonista è nudo, mentre la parte inferiore è coperta da una sottile veste che lascia
intravedere sedere e le pieghe dell’inguine.
Dato che Paolina qui è nelle vesti di Venere, la dea della bellezza, Canova elimina qualsiasi difetto fisico.
La protagonista ha il corpo ed il volto perfetto.

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La protagonista ha il corpo ed il volto perfetto.
L’unico particolare che ci fa capire che si tratta comunque di un essere umano è l’aggiunta di una patina rosa su alcune parti della
scultura che ricorda il colore della pelle.
Questa statua della Paolina Borghese è stata realizzata in modo tale da essere ammirata da più punti di vista.
Per combattere la staticità della scultura Canova ruota un po' la testa ; per favorire ciò, ha inserito un ingranaggio
all’interno dell’opera per farla girare in automatico. In questo modo le persone possono conoscere il suo lavoro da
qualsiasi angolazione

3) Monumento funebre a Maria Cristina D'Austria

Questo luogo di sepoltura è stato voluto da Alberto di Sassonia-Teschen per la morte di sua moglie, Maria Cristina; con questo
immenso lavoro il regale voleva rendere omaggio al ricordo di sua moglie e a tutte le sue caratteristiche che l’hanno resa una
grande consorte in vita.
salta immediatamente all’occhio la piramide bianca che troneggia, che sembrerebbe il luogo di destinazione della
mesta processione, a cui stanno partecipando diversi personaggi.
Proprio sopra l’entrata della piramide mortuaria è presente un’architrave con su inciso “Uxori optimae Albertus” che
tradotto sarebbe “Alberto alla sua ottima moglie”, facendo risaltare il nome del committente.

Ci sono svariati personaggi che partecipano alla marcia funebre


• Sopra all’entrata oscura c’è un medaglione con all’interno un ritratto della donna defunta,
sorretto da una specie di angelo, ma che in realtà è la personificazione della Felicità,
la quale a sua volta è accompagnata anche da un putto
nel volo.
• Tra i personaggi sulla sinistra che partecipano alla marcia funebre troviamo un personaggi che disperato e con il capo
chino su un un vaso (contenente le ceneri) si avvia verso la piramide, accompagnato da due bambine. Questa è la
personificazione della Virtù.
• Dietro, sempre sulla sinistra è presente una donna che invece accompagna un vecchio sotto braccio, mentre segue la
Virtù. Questa donna è la rappresentazione della Beneficenza.
• Sulla destra c’è un leone, rappresentante la Fortezza, e proprio sopra al leone è presente invece un genio con le ali,
che rappresenta il sonno; ciò sta ad indicare la morte come un sonno eterno.
Sotto i piedi dei personaggi che si trovano a sinistra è molto interessante notare che è presente un drappo, altro
elemento inserito non casualmente: questo infatti rappresenta il forte legame tra la vita e la morte. La scelta di voler
utilizzare la piramide è molto interessante: questa infatti rappresenta il mondo dei morti, in continuità e non in
contrapposizione con i personaggi che partecipano, rappresentanti il mondo dei vivi.

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