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F - Petrarca

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Francesco Petrarca

Nato nel 1304 ad Arezzo da una famiglia fiorentina esiliata per ragioni politiche, Petrarca trascorse
gran parte della sua infanzia ad Avignone, in Francia, dove il papato si era trasferito. Studiò legge a
Montpellier e Bologna, ma ben presto abbandonò gli studi giuridici per dedicarsi alla letteratura e
alla filosofia.
Francesco Petrarca è considerato il primo intellettuale moderno per una serie di motivi che lo
distinguono nettamente dagli uomini di cultura del Medioevo. Innanzitutto, Petrarca concepiva la
letteratura come una vera e propria professione, esclusiva e altamente specializzata, a differenza dei
letterati comunali che spesso affiancavano all'attività intellettuale impieghi come notai o funzionari.
Inoltre, Petrarca non era più legato a un ambiente municipale e a una tradizione cittadina specifica,
ma si configurava come un intellettuale cosmopolita, un "cittadino europeo" per usare
un'espressione efficace, come dimostra la sua passione per i viaggi. Questo nuovo ruolo
dell'intellettuale si definisce anche nel suo rapporto con il potere: Petrarca, pur frequentando le corti
signorili e ricevendo onori, manteneva una sua autonomia, essendo più un ospite illustre che un
dipendente.
Questo nuovo modo di intendere il ruolo dell'intellettuale è strettamente connesso al suo essere un
precursore dell'Umanesimo. L'Umanesimo è quel movimento culturale che, a partire dal XIV
secolo, pone al centro la riscoperta e la valorizzazione della cultura classica, cioè il patrimonio
letterario e filosofico dell'antica Grecia e di Roma. Petrarca fu un appassionato studioso dei classici,
ricercando e riscoprendo codici antichi, imitando autori come Cicerone e Virgilio, e promuovendo
lo studio delle lingue classiche.
Cos’è l’UMANESIMO? L'Umanesimo porta con sé una profonda trasformazione nel modo di
concepire l'uomo e il suo rapporto con il divino. Al centro di questa nuova visione si colloca
un'inedita esaltazione dell'essere umano. Gli umanisti, infatti, pongono l'uomo al centro della loro
riflessione, distaccandosi dalla prospettiva medievale che lo considerava principalmente in
relazione a Dio e alla sua volontà. Si assiste, così, a una rivalutazione delle capacità umane, come
l'intelligenza, l'ingegno, la creatività e l'eloquenza, e a un'affermazione della dignità dell'individuo.
L'uomo viene concepito come artefice del proprio destino, capace di costruire il suo futuro
attraverso la conoscenza, l'azione e l'esercizio delle sue virtù.
Dio è visto anche come la fonte delle virtù e delle capacità umane, che l'uomo è chiamato a
coltivare e a sviluppare pienamente. In sintesi, l'Umanesimo promuove una visione più dinamica e
positiva dell'uomo, capace di agire nel mondo e di costruire il proprio futuro, senza per questo
negare la sua dimensione spirituale, ma piuttosto integrandola in una concezione più ampia e
articolata dell'esistenza.
Dio decide di mettere l’uomo al centro di tutto.
LE OPERE DI PETRARCA

• Le Lettere (in latino): Petrarca concepì le sue lettere come un vero e proprio progetto
letterario, indirizzato non solo ai destinatari immediati, ma anche a tutti quelli che
l’avrebbero letta in futuro. Sono una fonte preziosa per conoscere il suo pensiero, i suoi
sentimenti e la sua visione del mondo, e possono essere considerate una sorta di "autoritratto
ideale" dell'autore.
• De viris illustribus (in latino): Si tratta di una raccolta di biografie di uomini illustri della
storia antica, concepita come un'opera di edificazione morale. Attraverso gli esempi virtuosi del
passato, Petrarca intendeva offrire un modello di comportamento per i suoi contemporanei. (Esempi
da seguire)

• Africa (in latino): È un poema epico che narra le vicende della seconda guerra punica, con
particolare attenzione alla figura di Scipione l'Africano. Petrarca aspirava a creare un'opera che
potesse rivaleggiare con i grandi poemi epici dell'antichità classica.

• De vita solitaria e De otio religioso (in latino): Sono due trattati morali che riflettono
sull'importanza della solitudine e della vita contemplativa.

• Secretum (in latino): È un dialogo filosofico in cui Petrarca, sotto lo sguardo critico di
Sant'Agostino, compie un profondo esame di coscienza. L'opera rivela le tensioni interiori del
poeta, diviso tra le aspirazioni terrene e il desiderio di elevazione spirituale.

• Trionfi (in volgare, ma con titolo in latino): È un poema allegorico in terzine dantesche che
rappresenta una visione complessiva del mondo e della vita umana. Attraverso una serie di trionfi
allegorici (Amore, Pudicizia, Morte, Fama, Tempo, Eternità), Petrarca riflette sul destino dell'uomo
e sul suo cammino verso la verità.
IL CANZONIERE
Il Canzoniere nasce grazie a Laura. L'incontro di Francesco Petrarca con questa donna, avvenuto il
6 aprile 1327 nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, è l'evento che dà origine alla celebre
raccolta di poesie.
Nel Canzoniere, Laura è molto più di una semplice figura femminile: diventa l'oggetto dell'amore
del poeta, ma anche la musa ispiratrice che lo spinge a esplorare le profondità della sua anima.
Petrarca ritrae Laura come una figura complessa, oscillando tra l'esaltazione della sua bellezza e la
sofferenza per un amore non pienamente corrisposto, il che la rende simbolo sia del desiderio che
delle contraddizioni interiori del poeta. L'amore per Laura diventa, quindi, il motore che permette a
Petrarca di intraprendere un viaggio introspettivo, analizzando attraverso la poesia non solo i suoi
sentimenti amorosi, ma anche le sue inquietudini esistenziali e il suo continuo oscillare tra
aspirazioni terrene e spirituali. In questo modo, Laura si configura come la scintilla che accende la
creatività di Petrarca, permettendogli di creare un'opera poetica di straordinaria intensità e
modernità.
Il Canzoniere è una raccolta di liriche in volgare di Francesco Petrarca. Nel corso dei secoli, è stato
pubblicato con diversi titoli, tra cui "Rime sparse", "Rime" e "Canzoniere", ma il titolo originale
scelto dall'autore è "Rerum vulgarium fragmenta" ("Frammenti di cose in volgare").
La raccolta è composta da 366 componimenti, numerati dall'autore. È idealmente suddivisa in due
parti: le rime 1-263, scritte "in vita di Laura", e le rime 264-366, scritte "in morte di Laura".
Il Canzoniere non è una semplice raccolta disorganica di poesie, ma il risultato di un lungo lavoro di
elaborazione e sistemazione, con l'intento di costruire un vero e proprio "libro di poesie" che
racconti una "storia" d'amore e, allo stesso tempo, un percorso di analisi interiore e un'autobiografia
ideale.
LA VISIONE DI PETRARCA
La visione del mondo di Petrarca è caratterizzata da una profonda complessità e da una marcata
tensione interiore. Un elemento centrale di questa visione è la dicotomia tra l'attrazione per i valori
terreni e il desiderio di elevazione spirituale. Petrarca si trova costantemente a oscillare tra questi
due poli: da un lato, è fortemente attratto dalle passioni umane, dall'amore per Laura, dalla ricerca
della fama e della gloria mondana; dall'altro, avverte con altrettanta intensità l'esigenza di una vita
più contemplativa, di un'ascesa spirituale che lo avvicini a Dio e ai valori eterni.
Questa tensione interiore non trova mai una risoluzione definitiva nell'animo di Petrarca. Anche nei
momenti in cui sembra prevalere l'aspirazione alla dimensione religiosa, il poeta non riesce a
rinunciare completamente al mondo e ai suoi piaceri. Questo "dividersi" tra l'attrazione per il
terreno e l'anelito al divino si manifesta in diverse forme nella sua esperienza esistenziale:
un'inquietudine che lo spinge a continui spostamenti e cambiamenti di vita, una scissione interiore
che lo porta a sperimentare desideri e rimorsi contrastanti, una lotta costante tra l'amore per Laura e
l'aspirazione alla trascendenza.
È proprio questa visione del mondo così tormentata e moderna a rendere Petrarca una figura di
transizione tra il Medioevo e l'Umanesimo-Rinascimento.
IL PETRARCHISMO
Il Petrarchismo è un fenomeno letterario e culturale che si sviluppò a partire dal XV secolo, e che
consiste nell'imitazione e nella rielaborazione dello stile, dei temi e delle immagini del
"Canzoniere" di Francesco Petrarca. Questo movimento ebbe un'enorme influenza sulla poesia lirica
europea per diversi secoli.

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