ACN Specialisti
ACN Specialisti
la SISAC nella persona del Coordinatore dott. Marco Luca Caroli firmato
SUMAI firmato
FESPA firmato
Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
Vista la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al titolo V della parte
seconda della Costituzione della Repubblica Italiana;
Vista la Legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive integrazioni e modificazioni;
Visto l’art. 4, comma 9, Legge 30 dicembre 1991, n. 412 e successive integrazioni e modificazioni;
Visto il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i.;
Visto l’articolo 52, comma 27, Legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive integrazioni e
modificazioni;
Vista la Legge 8 novembre 2012, n. 189;
Visto l’articolo 10 del decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34, convertito con modificazioni dalla Legge
26 maggio 2023, n. 56;
Visto il vigente Patto per la Salute;
Visto l’Accordo tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero della
Salute, il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
avente ad oggetto la disciplina del procedimento di contrattazione collettiva per il rinnovo degli
accordi con il personale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi dell’articolo 52,
comma 27 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, del 5 dicembre 2013 (Rep. 164/CSR);
Visto l’art. 2-nonies della Legge 26 maggio 2004, n. 138;
Visto l’articolo 1, comma 178 della Legge 30 dicembre 2004, n. 311;
Visto l’articolo 1, commi 436, 437, 438 e 439 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145;
Visto l’articolo 1, comma 127 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160;
Visto l’articolo 1, comma 959 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178;
Visto l’articolo 1 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234;
Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 settembre 2015, n. 178 recante
regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico (FSE);
Visto l'articolo 9-quater del Decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 convertito, con modificazioni,
dalla Legge 6 agosto 2015, n. 125;
Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2001;
Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017, Definizione e
aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza di cui all'articolo 1, comma 7, del Decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502;
Visto il Decreto ministeriale 23 marzo 2000, n. 184;
Visto il Decreto ministeriale 23 maggio 2022, n. 77;
Visto il Decreto ministeriale 29 luglio 2022;
Visto il vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale;
Visto il vigente Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR)
Visto il vigente Piano Nazionale della Prevenzione (PNP);
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Vista l'Intesa Stato-Regioni, n. 28/CSR del 21 febbraio 2019, Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 tra il Governo, le Regioni e Province Autonome di Trento e di
Bolzano, sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per il triennio 2019- 2021, di cui
all'articolo 1, comma 280, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
Vista l’Intesa Stato-Regioni, n. 49/CSR del 31 marzo 2020, “Intesa ai sensi dell’Accordo Stato-
Regioni del 5 dicembre 2013, rep. atti n. 164/CSR, sull’ipotesi di Accordo collettivo nazionale per la
disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità
sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali – Triennio 2016-2018” e s.m.i.;
Visto l’Accordo Stato-Regioni, n. 160/CSR del 15 settembre 2016 relativo al Piano Nazionale della
Cronicità;
Visto l’Accordo Stato-Regioni, n. 14/CSR del 2 febbraio 2017, Accordo tra il Governo, le Regioni e le
Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento “La formazione continua nel settore
salute”;
Visto l’Accordo Stato-Regioni, n. 215/CSR del 17 dicembre 2020, Accordo ai sensi dell’articolo 4,
comma 1 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 181 sul documento recante “Indicazioni nazionali per
l’erogazione di prestazioni in telemedicina”.
Al termine della riunione, le parti hanno sottoscritto l’allegato Accordo Collettivo Nazionale di
Lavoro per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre
professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali.
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INDICE
INDICE.......................................................................................................................................................................................................................................... 4
Art. 19 – Requisiti, domande, graduatorie e compiti dell’Azienda sede del Comitato zonale. ................................................................... 31
Art. 30 – Flessibilità operativa, riorganizzazione degli orari e della sede di servizio. ................................................................................... 50
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
Art. 43 – Compensi per gli specialisti ambulatoriali e veterinari a tempo indeterminato. .......................................................................... 68
ALLEGATI ............................................................................................................................................................................................................................. 90
Allegato 1 – Titoli e criteri di valutazione per la formazione delle graduatorie di cui all’articolo 19. ................................................... 90
Allegato 4 – Accordo Nazionale per la regolamentazione del diritto di sciopero nell’area della specialistica ambulatoriale,
veterinaria ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi). ............................................................................................ 124
Allegato 5 – Codice di comportamento degli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e professionisti sanitari (biologi,
chimici, psicologi) ambulatoriali. ................................................................................................................................................................................ 129
Allegato 7 – Integrazione tra AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale e nella UCCP. ............. 133
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A R T . 2 – C A M P O D I A PP L I C A Z I O N E E D U R A T A D E L L ’ A C C O R D O .
1. Il presente Accordo Collettivo Nazionale regola, ai sensi dell’articolo 8, comma 1 del D.Lgs. 30
dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni e sulla base delle
determinazioni regionali in materia e sotto il profilo economico, giuridico ed organizzativo
l’esercizio delle attività professionali tra i medici specialisti ambulatoriali interni ed
odontoiatri (di seguito denominati specialisti ambulatoriali), medici veterinari (di seguito
denominati veterinari) ed altre professionalità sanitarie – biologi, chimici, psicologi –
ambulatoriali (di seguito denominati professionisti) e le Aziende (Azienda Sanitaria Locale,
Azienda Ospedaliera, Azienda Ospedaliera Universitaria, IRCCS pubblici e Istituti
Zooprofilattici Sperimentali), per lo svolgimento, nell’ambito e nell’interesse del SSN, dei
compiti e delle attività relativi alle singole categorie.
2. In questo contesto e in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge, gli specialisti
ambulatoriali, i veterinari ed i professionisti esercitano un’attività convenzionale operante in
regime di parasubordinazione nell’ambito dell’organizzazione del SSN per il perseguimento
delle finalità dello stesso SSN.
3. Il presente Accordo, relativo al triennio 2019-2021, entra in vigore dalla data di assunzione del
relativo provvedimento da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le
Regioni e le Province autonome e rimane in vigore fino alla stipula del successivo Accordo.
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A R T . 3 – L IV E L L I D I C ON T R A T T A Z I O N E .
1. L’Accordo Collettivo Nazionale si caratterizza come momento organizzativo ed elemento
unificante del SSN, nonché come strumento di garanzia per i cittadini e per gli operatori.
2. I tre livelli di negoziazione previsti dalla normativa vigente (nazionale, regionale e aziendale)
devono risultare coerenti col quadro istituzionale vigente, rispettando i principi di
complementarietà e mutua esclusione che devono rendere razionale l’intero processo di
contrattazione.
3. Il livello di negoziazione nazionale si svolge attorno ad aspetti di ordine generale quali ad
esempio:
a) la definizione dei compiti, delle funzioni e dei relativi livelli di responsabilità del personale
sanitario convenzionato, a partire dall’attuazione dei livelli essenziali ed uniformi di
assistenza;
b) la dotazione finanziaria a disposizione dei tre livelli di negoziazione per gli incrementi da
riconoscere al personale sanitario convenzionato in occasione del rinnovo contrattuale;
c) la definizione e le modalità di distribuzione dell’onorario professionale (parte economica
fissa);
d) la definizione della parte variabile del compenso;
e) la rappresentatività sindacale nazionale, regionale ed aziendale;
f) la definizione di requisiti e criteri per l’accesso ed il mantenimento della convenzione.
4. Il livello di negoziazione regionale, Accordo Integrativo Regionale (AIR), definisce obiettivi di
salute, percorsi, indicatori e strumenti operativi per attuarli, in coerenza con le strategie e le
finalità del Servizio Sanitario Regionale ed in attuazione dei principi e dei criteri concertati a
livello nazionale, nonché la modalità di distribuzione della parte variabile del compenso e le
materie esplicitamente rinviate dal presente Accordo, incluso quanto previsto dall’articolo 41.
Le Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie del presente Accordo si impegnano a
definire gli Accordi Integrativi Regionali, in attuazione degli atti di programmazione regionale.
5. Il livello di negoziazione aziendale, Accordo Attuativo Aziendale (AAA), specifica i progetti e le
attività del personale sanitario convenzionato necessari all’attuazione degli obiettivi
individuati dalla programmazione regionale.
6. Ai sensi dell’articolo 40, comma 3-quinquies del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, come richiamato
dall’articolo 52, comma 27 della L. 27 dicembre 2002, n. 289, eventuali clausole degli accordi
regionali ed aziendali difformi rispetto al presente Accordo sono nulle, non possono essere
applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del Codice
Civile.
7. Le Aziende, nell’ambito dei propri poteri, per l’erogazione delle prestazioni specialistiche, si
avvalgono degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari e dei professionisti di cui al presente
Accordo, e utilizzano interamente le ore di attività formalmente deliberate in sede aziendale
nonché le risorse resesi disponibili garantendo, comunque, la partecipazione della componente
specialistica ambulatoriale, della veterinaria e delle altre componenti professionali alla
copertura delle espansioni di attività dell’area complessiva dell’assistenza specialistica, in
relazione alle future esigenze, secondo regole e modalità della programmazione sanitaria
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A R T . 4 – O B I E TT IV I P R I O R I T A R I D I P O L I T IC A SA N I T A R I A N A ZI O N A L E
1. La programmazione regionale finalizza gli AAIIRR alle esigenze assistenziali del proprio territorio,
tenendo conto anche degli indirizzi di politica sanitaria nazionale in tema di attuazione degli obiettivi
prioritari declinati nelle seguenti lettere:
a) PIANO NAZIONALE DELLA CRONICITÀ (P.N.C.). Il miglioramento delle condizioni sociosanitarie
e l'aumento della sopravvivenza, parallelamente all'invecchiamento della popolazione, hanno
prodotto un progressivo incremento delle malattie ad andamento cronico, spesso presenti
contemporaneamente nello stesso individuo. Il P.N.C. impegna le Regioni nella programmazione di
un disegno strategico centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi
ed una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell'assistenza. Per migliorare la gestione della
cronicità nel rispetto delle evidenze scientifiche, dell'appropriatezza delle prestazioni e della
condivisione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), in coerenza con le scelte di
programmazione regionale, gli AAIIRR prevedono l'attiva partecipazione degli specialisti
ambulatoriali e psicologi alla presa in carico delle persone affette da patologie croniche per rendere
più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando
maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini. Per la realizzazione di percorsi clinico-
assistenziali connessi a patologie nutrizionali e disturbi dell’alimentazione può essere prevista la
partecipazione di biologi.
b) PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE (P.N.P.V.) . La riduzione del carico delle malattie
infettive prevenibili da vaccino rappresenta una priorità per il nostro Paese, da realizzare attraverso
strategie efficaci ed omogenee sul territorio nazionale, con vaccinazioni attivamente e gratuitamente
offerte alla popolazione per fasce d'età e dedicate agli interventi vaccinali destinati a particolari
categorie a rischio. Le Regioni definiscono il modello organizzativo necessario a garantire
l'erogazione e la piena fruibilità delle vaccinazioni inserite nel calendario vaccinale e, ove necessario,
nell'ambito degli AAIIRR prevedono l'inserimento della vaccinazione e delle relative attività collegate
tra i compiti previsti per i medici specialisti ambulatoriali interni.
c) ACCESSO IMPROPRIO AL PRONTO SOCCORSO. L'aumento complessivo della domanda di salute,
l'evoluzione tecnologica, i cambiamenti demografici e sociali in corso e l'incremento dell'incidenza di
malattie croniche e degenerative determinano la necessità di presa in carico globale del cittadino e
pongono il tema dell'integrazione dei servizi e della continuità assistenziale al centro delle politiche
sanitarie. Pertanto è necessario avviare un riassetto del sistema di domanda/offerta e promuovere
un cambiamento culturale relativo alle modalità di approccio al bisogno di salute. In tale contesto gli
AAIIRR prevedono l'integrazione nelle reti territoriali dei medici specialisti ambulatoriali interni, con
i servizi e con tutte le altre figure professionali del territorio, per garantire la continuità
dell'assistenza ed evitare, per quanto possibile, l'accesso al pronto soccorso per prestazioni non
urgenti e per quelle riferibili alla non corretta gestione della cronicità.
d) GOVERNO DELLE LISTE D'ATTESA E APPROPRIATEZZA. Nell'ambito degli AAIIRR, fermo
restando la programmazione regionale in tema di prestazioni necessarie e coerenti col fabbisogno,
deve essere prevista specificamente la partecipazione degli specialisti ambulatoriali e degli psicologi
ai percorsi regionali di prescrizione, prenotazione, erogazione e monitoraggio delle prestazioni, che
distinguano i primi accessi dai percorsi di follow-up nel rispetto delle condizioni di erogabilità e
indicazioni di appropriatezza previste dalle normative vigenti, promuovendo l’integrazione nelle reti
territoriali degli specialisti ambulatoriali e degli psicologi con i servizi e con tutte le altre figure
professionali del territorio per garantire la continuità dell’assistenza.
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A R T . 5 – A R R ET R A T I ED I N C R E ME N T I .
1. Preso atto delle disposizioni assunte dal Governo in materia finanziaria, come da atto di
indirizzo pervenuto, le parti concordano l’erogazione delle risorse relative agli arretrati
previsti per gli anni 2019 e 2020 e gli arretrati e gli incrementi a decorrere dal 1 gennaio 2021,
per gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e i professionisti (biologi, chimici, psicologi), da
erogarsi secondo le seguenti tabelle e da considerarsi al netto degli oneri previdenziali e fiscali
a carico dell’Azienda:
Specialisti ambulatoriali e veterinari – tempo indeterminato
TABELLA A1 – Arretrati 2019-2020
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
Conseguentemente, a far data dal 1 gennaio 2021, il compenso orario di cui all’articolo 43,
comma 1, lettera A, punto 1 è rideterminato in Euro 29,99 (ventinove/99).
Conseguentemente, a far data dal 1 gennaio 2021, il compenso orario di cui all’articolo 44,
comma 1, lettera A, punto 1 è rideterminato in Euro 24,23 (ventiquattro/23).
Conseguentemente, a far data dal 1 gennaio 2021, il compenso orario di cui all’articolo 49,
comma 1, è rideterminato in Euro 42,03 (quarantadue/03).
2. Gli arretrati di cui alle tabelle A1, B1 e C1 del comma 1 e gli arretrati derivanti dagli
adeguamenti contrattuali di cui alle tabelle A2, B2 e C2 sono corrisposti agli specialisti
ambulatoriali, ai veterinari e ai professionisti (biologi, chimici, psicologi), inclusi i sostituti, per
ogni ora di attività nell’anno di riferimento ed entro 60 giorni dall’entrata in vigore del
presente ACN.
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A R T . 6 – I ST IT U Z I ON E D E L L E F O R M E O R G A N I Z Z A T I V E ( AF T E U C C P ).
1. Gli specialisti ambulatoriali e i professionisti operano obbligatoriamente all’interno delle
nuove forme organizzative e aderiscono obbligatoriamente al sistema informativo (rete
informatica e flussi informativi) di ciascuna Regione e al sistema informativo nazionale, quali
condizioni irrinunciabili per l’accesso e il mantenimento della convenzione.
2. Le Regioni definiscono gli atti di programmazione inerenti le forme organizzative (AFT –
Aggregazione Funzionale Territoriale e UCCP – Unità Complessa di Cure Primarie), comunque
denominate a livello regionale, prevedendone l’inserimento negli atti aziendali.
3. In un’ottica one health, le Regioni valutano la possibilità di integrare nelle AFT della
specialistica ambulatoriale e nelle UCCP anche i veterinari di cui al presente Accordo per
attività correlate alla prevenzione. In tal caso i veterinari interessati operano
obbligatoriamente nelle nuove forme organizzative.
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A R T . 7 – C A R A TT E R IS TI C H E G E N E R A L I D E L L E A F T .
1. Le AFT di cui all’articolo 1 del D.L. 13 settembre 2012, n. 158 convertito, con modificazioni,
nella L. 8 novembre 2012, n. 189 sono forme organizzative mono-professionali che perseguono
obiettivi di salute e di attività definiti dall’Azienda, secondo un modello-tipo coerente con i
contenuti dell’ACN e definito dalla Regione, tenuto conto della consistenza dell’offerta
specialistica esistente nelle varie specialità e della potenziale domanda. Esse condividono in
forma strutturata obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità
assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi.
2. La AFT di cui al presente Accordo contribuisce a garantire l’assistenza attraverso la
collaborazione con le AFT della medicina generale e della pediatria di libera scelta e con le
UCCP del Distretto.
3. L’organizzazione della AFT degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari di cui all’articolo 6,
comma 3 e dei professionisti prevede che i suoi componenti operino presso le Case della
Comunità, gli Ospedali di Comunità, le UCCP, le sedi delle AFT della medicina generale e della
pediatria di libera scelta o altre sedi indicate dall’Azienda.
4. I compiti essenziali della AFT sono:
a) assicurare sul territorio di propria competenza la erogazione a tutti i cittadini dei livelli
essenziali ed uniformi di assistenza (LEA);
b) partecipare alla realizzazione nel territorio della continuità dell’assistenza, ivi compresi i
percorsi assistenziali, i percorsi integrati ospedale-territorio e le dimissioni protette, per
garantire una effettiva presa in carico dell’utente;
c) sviluppare la medicina d’iniziativa anche al fine di promuovere corretti stili di vita presso
tutta la popolazione e migliorare la gestione delle malattie croniche;
d) promuovere l’equità nell’accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e sociali nel rispetto dei
livelli essenziali di assistenza;
e) contribuire alla diffusione e all’applicazione delle buone pratiche cliniche sulla base dei
principi della evidence based medicine, nell’ottica più ampia della clinical governance;
f) partecipare alla diffusione dell’appropriatezza clinica e organizzativa nell’uso dei servizi
sanitari, anche attraverso procedure sistematiche ed autogestite di peer review;
g) partecipare alla promozione di modelli di comportamento nelle funzioni di prevenzione,
educazione terapeutica ed alimentare, diagnosi, cura, riabilitazione ed assistenza orientati
a valorizzare la qualità degli interventi e al miglior uso possibile delle risorse quale emerge
dall’applicazione congiunta dei principi di efficienza e di efficacia;
h) garantire in un’ottica di one health il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare
e sanità pubblica veterinaria, qualora ai sensi dell’articolo 6, comma 3 sia disposta
l’integrazione nella AFT dei veterinari di cui al presente Accordo.
5. La AFT realizza i compiti di cui al precedente comma, secondo il modello organizzativo
aziendale, attraverso:
a) il concorso alla realizzazione degli obiettivi distrettuali/aziendali;
b) il processo di valutazione congiunta dei risultati ottenuti e la socializzazione dei medesimi
anche attraverso audit clinici ed organizzativi;
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A R T . 8 – I L R E FE R E NTE D I A F T.
1. Dalla istituzione della AFT il coordinatore distrettuale di cui all’articolo 3-sexies, comma 2 del
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni è sostituito dal
referente di AFT, senza nuovi ed ulteriori oneri a carico dell’Azienda. Con la medesima
decorrenza il coordinatore aziendale, qualora previsto da norme regionali, è sostituito dal
referente di AFT, senza nuovi ed ulteriori oneri a carico dell’Azienda. Tali sostituzioni vengono
effettuate secondo modalità definite a livello regionale.
2. Il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria individua tra gli specialisti ambulatoriali, i
veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 e i professionisti componenti la AFT un referente ed il
suo sostituto, scelti all’interno di una rosa di nomi, composta da almeno 3 candidati, proposta
dagli stessi componenti la AFT. I nominativi proposti devono essere disponibili a svolgere tale
funzione, garantendone la continuità per una durata non inferiore a tre anni, rinnovabile, e
mantenendo invariato l’incarico convenzionale in essere; devono, inoltre, poter documentare
una formazione riconosciuta da istituzioni pubbliche e private in tema di problematiche
connesse al governo clinico e all’integrazione professionale, incluse precedenti attività di
responsabilità aziendale, compresa la responsabilità di branca, ed aver acquisito su tali temi
almeno 1/3 dei crediti ECM previsti dalla normativa vigente per il triennio precedente.
3. Il referente assicura il coordinamento organizzativo e la integrazione professionale dei
componenti della AFT, nonché l’integrazione tra questi, i medici ed altro personale
dell’Azienda, con particolare riferimento al governo clinico e ai processi assistenziali,
raccordandosi anche con i responsabili di branca, ove presenti. Tra i referenti di AFT sono
individuati dall’Azienda il componente che partecipa all’Ufficio di coordinamento delle attività
distrettuali e l’eventuale componente del Collegio di Direzione.
4. Il referente è inoltre responsabile, per la parte che riguarda la AFT, dell’integrazione dei servizi
e dei percorsi assistenziali volti a garantire continuità dell’assistenza con gli altri servizi
aziendali e con le AFT della medicina generale, della pediatria di libera scelta e con le UCCP.
5. Il referente garantisce la coerenza tra i programmi della AFT e gli obiettivi della struttura
organizzativa aziendale di riferimento, esercita inoltre il coordinamento di tutte le AFT
aziendali qualora previsto dalla Azienda.
6. Il Direttore Generale dell’Azienda, o suo delegato, valuta annualmente il referente di AFT in
relazione al conseguimento dei risultati di cui all’articolo 7, comma 6 del presente Accordo e
può procedere alla sua sostituzione, anche prima della scadenza, per mancato raggiungimento
degli obiettivi assegnati.
7. L’attuazione di quanto previsto dal presente articolo è demandata al regolamento di
funzionamento di cui all’articolo 7, comma 8 del presente Accordo.
8. Al referente di AFT è riconosciuto un compenso commisurato alle funzioni assegnate e ai
risultati ottenuti. Gli Accordi Integrativi Regionali definiscono l’entità della remunerazione
destinata a tale funzione, il cui onere è finanziato con risorse attinte preventivamente dai fondi
di cui all’articolo 43, lettera B, comma 7 e all’articolo 44, lettera B, comma 6.
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A R T . 9 – PA R T E CI P A ZI O N E A L L A U C C P.
1. La UCCP rappresenta la forma organizzativa complessa che opera in forma integrata all’interno
di strutture e/o presidi individuati dalle Aziende Sanitarie, con una sede di riferimento ed
eventuali altre sedi dislocate nel territorio. Essa persegue obiettivi di salute e di attività definiti
dall’Azienda Sanitaria, secondo un modello-tipo coerente con i contenuti dell’ACN e definito
dalla Regione. Opera, inoltre, in continuità assistenziale con le AFT, rispondendo, grazie alla
composizione multi-professionale, ai bisogni di salute complessi.
2. La UCCP garantisce il carattere multi-professionale della sua attività attraverso il
coordinamento e l’integrazione principalmente dei medici, convenzionati e dipendenti, delle
altre professionalità convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, degli odontoiatri, degli
infermieri, delle ostetriche, delle professionalità tecniche, della riabilitazione, della
prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria e, ove previsto ai sensi dell’articolo 6, comma 3,
dei veterinari.
3. La partecipazione degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 e
dei professionisti alle attività della UCCP è obbligatoria ed è regolata dalla programmazione
regionale.
4. Gli specialisti ambulatoriali, i veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 ed i professionisti
operanti all’interno della UCCP devono impegnarsi nello svolgimento dei seguenti compiti:
a) assicurare l’accesso degli assistiti ai servizi della UCCP in integrazione con il team multi-
professionale, anche al fine di ridurre l’uso improprio del Pronto Soccorso;
b) garantire una effettiva presa in carico dell’utente a partire, in particolare, dai pazienti
cronici con bisogni assistenziali complessi, di tutte le età. A tal fine e con riferimento
specifico a questa tipologia di pazienti va perseguita l’integrazione con gli altri servizi
sanitari di secondo e terzo livello;
c) contribuire all’integrazione fra assistenza sanitaria e assistenza sociale a partire
dall’assistenza domiciliare e residenziale in raccordo con i Distretti e in sinergia con i
diversi soggetti istituzionali e con i poli della rete di assistenza;
d) garantire il raccordo con il sistema di emergenza urgenza e i servizi socio-sanitari.
5. La UCCP realizza i compiti di cui al precedente comma attraverso:
a) la programmazione delle proprie attività in coerenza con quella del Distretto di
riferimento;
b) la partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di ricerca
concordati con il Distretto e coerenti con la programmazione regionale e aziendale e con le
finalità di cui al comma precedente;
c) la programmazione di audit clinici e organizzativi, coinvolgendo anche i referenti di AFT di
medicina generale, pediatria di libera scelta e specialistica ambulatoriale.
6. Le attività, gli obiettivi ed i livelli di performance della UCCP sono parte integrante del
programma delle attività territoriali del Distretto. Tra gli obiettivi va incluso anche il grado di
integrazione tra i componenti. La valutazione dei risultati raggiunti dagli specialisti
ambulatoriali, dai veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 e dai professionisti all’interno della
UCCP costituisce la base per l’erogazione della parte variabile del trattamento economico degli
stessi. Detta parte variabile è inclusa ed evidenziata nell’eventuale budget che l’Azienda
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Sanitaria può decidere di adottare nei confronti dell’intera UCCP, come previsto dall'articolo 8,
comma 1, lettera b-ter del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 modificato dalla L. 8 novembre
2012, n. 189.
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A R T . 1 0 – I L C O O R DI NAT O R E D I U C C P.
1. Qualora l’Azienda decida di individuare il coordinatore dell’UCCP tra gli specialisti
ambulatoriali, i veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 o i professionisti operanti nell’ambito
della stessa la procedura di designazione del coordinatore dovrà seguire analoghi criteri e
modalità già previsti nella designazione del referente di AFT.
2. Il coordinatore deve essere disponibile a svolgere tale funzione e a garantirne il mantenimento
per almeno tre anni. L’incarico di coordinatore deve essere compatibile con l’attività
assistenziale e non andare a detrimento della qualità dell’assistenza; il candidato deve inoltre
aver maturato una significativa esperienza professionale nell’ambito dell’assistenza territoriale
e dell’organizzazione dei processi di cura e documentare una formazione riconosciuta da
istituzioni pubbliche e private in tema di problematiche connesse al governo clinico e
all’integrazione professionale, incluse precedenti attività di responsabilità aziendale, compresa
la responsabilità di branca.
3. Al coordinatore di UCCP possono essere affidate, in particolare, le funzioni di:
a) organizzazione dei percorsi assistenziali, coordinamento organizzativo e dell’attività
clinica;
b) relazione e confronto con la dirigenza distrettuale ed aziendale su tematiche assistenziali,
progettuali ed organizzative;
c) raccordo con i referenti di AFT per la razionalizzazione di percorsi di cura, ottimale utilizzo
delle risorse disponibili, raggiungimento degli obiettivi aziendali;
d) collaborazione alla definizione dei programmi di attività, alla gestione di budget assegnato,
alla rilevazione e valutazione dei fabbisogni.
4. Il Direttore Generale dell’Azienda, o suo delegato, valuta annualmente i risultati del
coordinatore di UCCP e può procedere alla sua sostituzione, anche prima della scadenza, per
mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati.
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A R T . 1 1 – D E B I T O I N FO R M A T I V O .
1. Per l’espletamento dell’attività istituzionale gli specialisti ambulatoriali, i veterinari ed i
professionisti si avvalgono degli strumenti informatici messi a disposizione dall’Azienda
Sanitaria.
2. Lo specialista ambulatoriale e il professionista assolvono al debito informativo sanitario di
competenza, mediante sistemi che consentano l’interfaccia tra tutti gli operatori interessati,
ottemperando in particolare agli obblighi previsti da:
a) flusso informativo definito dalla Regione;
b) sistema informativo nazionale (NSIS);
c) tessera sanitaria e ricetta elettronica, inclusa la ricetta dematerializzata;
d) fascicolo sanitario elettronico (FSE);
e) certificazione telematica della malattia.
3. Gli specialisti ambulatoriali, i veterinari ed i professionisti assolvono agli obblighi informativi
sanitari derivanti da provvedimenti comunitari, nazionali, regionali e aziendali. I veterinari
sono tenuti altresì a corrispondere agli specifici flussi informativi definiti dal Ministero della
Salute e dalla Regione.
4. L’inadempienza agli obblighi di cui al comma 2, lettera c), documentata attraverso le verifiche
del Sistema Tessera Sanitaria, determina una riduzione del trattamento economico
complessivo dello specialista ambulatoriale in misura pari al 1,15% su base annua. La relativa
trattenuta è applicata dall’Azienda Sanitaria sul trattamento economico percepito nel mese
successivo al verificarsi dell’inadempienza. La riduzione non è applicata nei casi in cui
l’inadempienza dipenda da cause tecniche non legate alla responsabilità dello specialista
ambulatoriale.
5. Le comunicazioni tra Azienda Sanitaria e specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti
avvengono attraverso modalità informatizzate e l’impiego della posta elettronica certificata.
6. Al fine di rendere maggiormente trasparente il servizio svolto per il SSN dagli specialisti
ambulatoriali, dai veterinari e dagli altri professionisti, le Aziende ai sensi del D.Lgs. 14 marzo
2013, n. 33 rendono pubblico il numero degli incarichi per branca specialistica/area
professionale e le relative ore di attività svolta ai sensi del presente Accordo.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 1 4 – R A P P R E S E NT A T IV IT À .
1. La consistenza associativa è rilevata in base alle deleghe conferite per la ritenuta del contributo
sindacale alle singole Aziende dagli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti
convenzionati titolari di incarico a tempo indeterminato, determinato e provvisorio. La
decorrenza della delega coincide con le ritenute effettive accertate alla data del 1° gennaio di
ogni anno. Le Aziende provvedono alla trattenuta delle quote sindacali, in ottemperanza
all’articolo 8, comma 1 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed
integrazioni ed in ossequio alle previsioni dell’articolo 43 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e
del precedente articolo 13, esclusivamente sulla base della delega rilasciata dall’iscritto.
2. Sono considerate maggiormente rappresentative, ai sensi dell’articolo 8 del D.Lgs. 30 dicembre
1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, ai fini della contrattazione sul piano
nazionale, le organizzazioni sindacali che abbiano un numero di iscritti, risultanti dalle deleghe
per la ritenuta del contributo sindacale, non inferiore al 5% delle deleghe complessive.
3. Le organizzazioni sindacali firmatarie del presente Accordo, purché dotate di un terminale
associativo riferito al presente ambito contrattuale domiciliato nella Regione di riferimento,
sono legittimate alla trattativa e alla stipula degli Accordi Integrativi Regionali.
4. Le organizzazioni sindacali firmatarie dell’Accordo Integrativo Regionale, purché dotate di un
terminale associativo riferito al presente ambito contrattuale domiciliato nella Azienda di
riferimento, sono legittimate alla trattativa e alla stipula degli Accordi Attuativi Aziendali.
5. I rappresentanti sindacali di cui all’articolo 13, comma 4, devono essere formalmente
accreditati quali componenti delle delegazioni trattanti, la composizione numerica delle quali è
definita, rispettivamente, dalla Regione e dalle Aziende prima dell'avvio della negoziazione.
L’Accordo Collettivo Nazionale e gli accordi decentrati sono validamente sottoscritti se
stipulati da organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno degli iscritti. Le
delegazioni trattanti, parte pubblica e parte sindacale, effettuano il monitoraggio degli accordi
decentrati.
6. La rilevazione delle deleghe sindacali è effettuata annualmente dalla SISAC, che certifica la
consistenza associativa e la comunica entro il 31 ottobre, e comunque non oltre il 31 dicembre,
di ogni anno alle organizzazioni sindacali. Entro il mese di febbraio di ciascun anno le Aziende
comunicano alla SISAC e all’Assessorato regionale alla Sanità la consistenza associativa
risultante alla data del 1° gennaio di ogni anno.
7. In tutti i casi in cui occorra applicare il criterio della consistenza associativa si fa riferimento
alle deleghe rilevate al 1° gennaio dell’anno precedente. Per le trattative disciplinate
dall’articolo 8 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni la
consistenza associativa è determinata sulla base dei dati riferiti all’anno precedente a quello in
cui si procede all’avvio delle trattative, indipendentemente dalla durata delle stesse.
8. Sono prese in considerazione ai fini della misurazione del dato associativo esclusivamente le
deleghe connesse a trattenuta di importo superiore alla metà del valore medio di settore. La
SISAC rende noto annualmente il relativo valore mensile di riferimento.
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A R T . 1 5 – T UT E L A S IND A C A L E .
1. Per lo svolgimento durante l’attività di servizio dell’attività sindacale debitamente comunicata
da parte dei rappresentanti nazionali, regionali ed aziendali, a ciascun sindacato maggiormente
rappresentativo e firmatario del presente Accordo viene riconosciuta la disponibilità di 3 (tre)
ore annue per ogni iscritto rilevato al 1° gennaio dell’anno precedente.
2. La segreteria nazionale del sindacato comunica alla SISAC, entro e non oltre il 31 ottobre di
ciascun anno, i nominativi dei propri rappresentanti, l’Azienda di appartenenza e le ore
assegnate nei limiti di cui al comma precedente. Entro il 31 dicembre, la SISAC trasmette alle
Regioni le comunicazioni di competenza. Ogni eventuale variazione in corso d’anno deve
essere tempestivamente comunicata alla SISAC da parte del sindacato interessato.
3. Non può darsi seguito ad alcuna assegnazione di ore in assenza di riscontro ufficiale della
SISAC alla Regione di appartenenza del rappresentante sindacale.
4. Le ore retribuite di cui al comma 1 sono calcolate, per gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e
i professionisti che ne usufruiscono, come attività di servizio ed hanno piena validità per tutti
gli aspetti sia normativi che economici del presente ACN, nel limite delle ore di incarico
settimanale. Le assenze dal servizio per attività sindacale sono comunicate con congruo
preavviso dall’interessato all’Azienda presso cui opera e non producono effetto ai fini delle
statistiche annuali di produttività.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 1 6 – P A R T E C I P AZ I O N E A C O M I T A T I E C O M M I S S I O N I .
1. Agli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti convenzionati sono corrisposti tutti gli
emolumenti e i contributi relativi all’orario di servizio per la partecipazione alle riunioni dei
comitati e delle commissioni previsti dal presente Accordo o per la partecipazione a organismi
previsti da norme nazionali e regionali e provvedimenti aziendali.
2. Le attività di cui al comma precedente devono essere debitamente comprovate da attestazioni
ufficiali.
3. Le assenze dal servizio per le attività di cui al comma 1 sono comunicate con congruo
preavviso dall’interessato all’Azienda presso cui opera e non producono effetto ai fini delle
statistiche annuali di produttività.
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7. La convocazione dovrà contenere gli argomenti all’ordine del giorno, corredati della relativa
documentazione.
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A R T . 1 8 – C OM I T AT O Z O N A L E .
1. In ogni ambito provinciale o ambito diverso definito dalla programmazione regionale, è
costituito un Comitato zonale paritetico composto da rappresentanti dell’Azienda/e e
rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’Accordo Integrativo Regionale e
dotate di un terminale associativo riferito al presente ambito contrattuale domiciliato
localmente.
2. I rappresentanti sindacali sono individuati tra gli specialisti ambulatoriali, i veterinari, i
professionisti operanti nelle Aziende afferenti al Comitato dai sindacati di cui al comma
precedente in numero pari a cinque. Il numero dei componenti è attribuito in rapporto
direttamente proporzionale alle deleghe per la ritenuta sindacale rilasciate in favore di
ciascuna organizzazione sindacale. I quozienti frazionali derivanti dal calcolo del rapporto
proporzionale sono arrotondati all’unità più vicina. Esperite le procedure sopra indicate,
l’eventuale componente ancora da assegnare è attribuito alla organizzazione sindacale con il
maggior numero di deleghe. Ciascuna organizzazione sindacale non può designare più di
quattro componenti; tuttavia, in caso di assenza di altre organizzazioni sindacali firmatarie
dell’Accordo Integrativo Regionale dotate di un terminale associativo domiciliato localmente
riferito al presente ambito contrattuale, la totalità dei componenti è assegnata
all’organizzazione sindacale presente. Le modalità di calcolo sono esplicitate sul sito
www.sisac.info.
I rappresentanti aziendali sono individuati in ugual numero.
Oltre ai titolari, sono individuati altrettanti membri supplenti i quali subentrano in caso di
assenza di uno o più titolari.
3. Il Direttore Generale dell’Azienda sede del Comitato o suo delegato è rappresentante di diritto
della parte pubblica di cui al comma 2 e presiede il Comitato stesso.
4. L’attività e le modalità generali di funzionamento del Comitato sono definite a livello regionale.
Non competono al Comitato la trattativa e la definizione degli Accordi Attuativi Aziendali.
5. L’attività del Comitato, riferita a tutte le Aziende di pertinenza, è principalmente orientata a:
a) formulare pareri nei confronti del processo di programmazione aziendale e distrettuale
nonché in merito agli adempimenti amministrativi connessi alla instaurazione e gestione
unitaria del rapporto di lavoro;
b) monitorare l’applicazione dell’Accordo Attuativo Aziendale;
c) monitorare il funzionamento delle AFT e delle UCCP per le attività di competenza;
d) collaborare alla valutazione del fabbisogno di prestazioni specialistiche;
e) proporre soluzioni e percorsi di semplificazione dell’accesso alla specialistica, per la
corretta gestione delle liste d’attesa ed il contenimento dei tempi di effettuazione delle
prestazioni;
f) proporre programmi di deospedalizzazione, dimissioni protette, percorsi integrati con
l’assistenza primaria ed ospedaliera;
g) svolgere attività di promozione e sviluppo dell’assistenza specialistica ambulatoriale;
h) definire le procedure ed individuare i componenti della commissione tecnica aziendale di
cui all’articolo 21, comma 4;
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i) esprimere pareri in merito alle procedure di cui all’articolo 30, comma 3 e all’articolo 31,
comma 3.
6. Il Comitato svolge funzioni consultive a richiesta del Direttore Generale dell’Azienda sede del
Comitato o di una delle Aziende ad esso afferenti.
7. Il Comitato ha sede presso l’Azienda individuata dalla programmazione regionale, la quale
fornisce il personale, i locali e quant’altro necessario per lo svolgimento dell’attività del
Comitato.
8. Gli atti e tutta la documentazione già depositati presso i Comitati zonali sono in carico
all’Azienda di riferimento territoriale, la quale, oltre ai compiti di cui all’articolo 19 commi 12 e
13, garantisce la continuità e la conservazione delle informazioni e dei dati, ivi compresi quelli
relativi agli specialisti ambulatoriali, ai veterinari ed ai professionisti, necessari a consentire,
tra l’altro, il calcolo del premio di operosità e la elaborazione per gli Enti previdenziali del
certificato storico di servizio.
9. Su richiesta di una delle parti sono effettuati incontri a livello di Azienda, con la eventuale
partecipazione anche di altre categorie dei medici impegnati nell’area delle attività
ambulatoriali extra-degenza, per lo scambio di informazioni sul funzionamento dell’attività
ambulatoriale e per la formulazione di proposte idonee a rimuovere eventuali disfunzioni
concordemente rilevate.
10. A richiesta dei sindacati firmatari degli accordi aziendali è garantita una costante informazione
e consultazione sugli atti di interesse e rilevanza specifica per l’attività specialistica
ambulatoriale.
11. Il Comitato si riunisce periodicamente almeno una volta al mese e in tutti i casi di richiesta di
una delle parti e rimane confermato sino all’insediamento del nuovo Comitato, che deve essere
effettuato entro 3 (tre) mesi dall’entrata in vigore dell’AIR, in attuazione del presente ACN.
12. La convocazione dovrà contenere gli argomenti all’ordine del giorno, corredati della relativa
documentazione.
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Ai sensi dell’art. 15-ter del D.L. 30 marzo 2023, n. 34 convertito con la L. 26 maggio 2023, n.
56, l’iscrizione in graduatoria è consentita ai laureati in medicina e chirurgia iscritti all’albo
degli odontoiatri e ai laureati in odontoiatria e protesi dentaria.
5. La domanda di inclusione in graduatoria deve essere rinnovata di anno in anno e deve
eventualmente contenere le dichiarazioni concernenti i titoli accademici o professionali che
comportino modificazioni nel precedente punteggio a norma dell’allegato 1. Nella medesima
domanda può essere previsto che l’interessato esprima la propria disponibilità ad essere
inserito nelle graduatorie di disponibilità di cui al successivo comma 12 e ad accedere alla
procedura di ricambio generazionale di cui all’articolo 54 del presente Accordo.
6. Gli specialisti ambulatoriali, i veterinari ed i professionisti già titolari di incarico a tempo
indeterminato non possono fare domanda di inserimento nelle graduatorie per la medesima
branca specialistica o area in cui già operano.
7. L’Azienda sede del Comitato zonale di riferimento provvede alla formazione di una graduatoria
per titoli, con validità annuale:
- per ciascuna branca specialistica, secondo i criteri di cui all’allegato 1, relativamente agli
specialisti ambulatoriali ed ai veterinari;
- per ciascuna categoria professionale, secondo i criteri di cui all’allegato 1, per gli altri
professionisti.
8. La graduatoria provvisoria è resa pubblica entro il 30 settembre sul sito istituzionale della
Azienda sede del Comitato zonale.
9. Entro 15 giorni dalla pubblicazione gli interessati possono presentare all’Azienda Sanitaria
sede del Comitato zonale istanza motivata di riesame della loro posizione in graduatoria.
10. Le graduatorie definitive sono approvate dal Direttore Generale dell’Azienda sede del Comitato
zonale e inviate alla Regione che ne cura la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale entro il 31
dicembre di ciascun anno. La pubblicazione sul BUR e sul sito istituzionale della Azienda sede
del Comitato costituisce notificazione ufficiale.
11. Le graduatorie hanno validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno successivo alla data di
presentazione della domanda.
12. L’Azienda sede del Comitato zonale di riferimento pubblica sul proprio sito istituzionale un
avviso per la predisposizione di graduatorie di specialisti, veterinari e professionisti disponibili
all’eventuale conferimento di incarico provvisorio, a tempo determinato o all’affidamento di
sostituzione, secondo il seguente ordine di priorità:
a) iscritti nelle graduatorie di cui al comma 10 secondo l’ordine di punteggio;
b) specialisti, veterinari e professionisti in possesso dei requisiti di cui al comma 4, graduati
nell’ordine della minore età anagrafica, dell’anzianità di specializzazione e dell’anzianità di
laurea.
Le graduatorie di disponibilità sono rese pubbliche sul sito istituzionale dell'Azienda sede del
Comitato zonale di riferimento.
13. L’Azienda sede del Comitato zonale di riferimento svolge i seguenti compiti:
a) gestione unitaria del rapporto relativamente agli specialisti ambulatoriali, ai veterinari e ai
professionisti che operano presso più Aziende dello stesso ambito zonale, o presso le
istituzioni di cui alla dichiarazione a verbale n. 1 del presente Accordo, nonché tenuta ed
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aggiornamento di un apposito schedario dei singoli incaricati presso le singole Aziende con
l’indicazione dei giorni e dell’orario di attività in ciascun presidio, delle date di
conferimento dell’incarico e delle variazioni di ore, delle attività rilevanti ai fini della
determinazione dei massimali orari di cui all’articolo 28, del sopravvenire di motivi di
incompatibilità di cui all’articolo 27, della certificazione dello stato di servizio dei sanitari,
nonché di ogni altra attività prevista dal presente Accordo;
b) evidenziazione ed aggiornamento delle posizioni degli specialisti ambulatoriali, veterinari
ed altri professionisti, sia incaricati che in graduatoria, ai fini dell’accertamento delle
incompatibilità e delle limitazioni previste dalle vigenti norme, nonché del possesso dei
titoli e requisiti previsti dalle stesse; verifica della certificazione di compatibilità con gli
orari di servizio rilasciata dalle istituzioni pubbliche e private, presso cui il sanitario presta
servizio al momento in cui nei confronti del sanitario stesso deve essere conferito un nuovo
incarico o deve essere dato un aumento di orario di attività dell'incarico in atto svolto;
c) a seguito delle procedure di cui all’articolo 21, comunica all’Azienda interessata il nome
dello specialista, veterinario o professionista avente diritto all’attribuzione dell’incarico.
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A R T . 2 0 – A S S E G N A Z I O N E D I O R E D I S P O N I B I LI . M O B I L I T À .
1. L‘Azienda, prima di dare attuazione a quanto disposto al successivo comma 2, dà seguito alla
procedura di mobilità al proprio interno (mobilità intraziendale). Le domande devono essere
presentate dal 1 al 31 gennaio di ciascun anno dagli specialisti ambulatoriali, veterinari o
professionisti, che abbiano maturato, entro tale termine, un’anzianità di incarico di almeno 18
mesi nella sede di provenienza, con l’indicazione della sede presso cui intendono trasferirsi.
L’Azienda valuta ed accoglie le richieste con prelazione di scelta per chi ha maggior anzianità di
incarico nella stessa, in subordine il maggior numero di ore di incarico ed infine la maggiore
età.
2. Successivamente, l’Azienda verifica la possibilità di completare (per il raggiungimento del
massimale orario di 38 ore settimanali), anche durante il periodo di prova, l’orario degli
specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti già titolari a tempo indeterminato presso
l’Azienda stessa nella medesima branca o area professionale.
3. L’istituto di cui al comma precedente è possibile anche per gli specialisti ambulatoriali,
veterinari e professionisti già titolari di incarico a tempo indeterminato a 38 ore settimanali,
suddivise in più Aziende, che richiedano di accentrare l’incarico in un’unica Azienda
rinunciando alle ore eccedenti rispetto a quelle acquisite nell’Azienda di destinazione. Le
Aziende interessate concordano la decorrenza contestuale dei rispettivi provvedimenti. Sono
conservati gli eventuali ulteriori incarichi detenuti dall’interessato non rientranti nella
procedura. È consentito l’accentramento al titolare che abbia maturato un’anzianità di incarico
di almeno 18 (diciotto) mesi in ciascuna Azienda di provenienza.
4. Le ore disponibili di cui ai commi 2 e 3 sono assegnate, anche mediante frazionamento, con
priorità ai titolari con maggiore anzianità di incarico nella Azienda che attiva le procedure; in
caso di parità di anzianità prevale il maggior numero di ore di incarico, in subordine l’anzianità
di specializzazione ed infine la minore età. L’Azienda rende nota tale disponibilità sul proprio
sito istituzionale.
5. Allo specialista ambulatoriale, veterinario o professionista che rinunci al completamento di cui
al comma 2, offerto nell’ambito provinciale in cui opera, è preclusa la possibilità di partecipare
alla assegnazione di incarichi nella stessa Azienda per due turni successivi di pubblicazione,
secondo le cadenze di cui all’articolo 21, comma 1, e di percepire l’indennità di cui all’articolo
45 fino all’accettazione di ampliamento orario ai sensi del presente articolo o ad una successiva
assegnazione ai sensi dell’articolo 21. La disposizione del presente comma non si applica in
caso di accentramento dell’attività in un’unica Azienda di cui al comma 3.
6. L’Azienda verifica la possibilità di completamento ed accentramento orario degli specialisti
ambulatoriali, veterinari e professionisti titolari a tempo indeterminato valutati idonei da
parte della commissione tecnica aziendale prevista dall’articolo 21, comma 4, o di coloro che
già esercitino gli stessi compiti e funzioni nell’Azienda qualora si rendano disponibili ore in
precedenza conferite previa valutazione del possesso delle stesse specifiche competenze
professionali, ovvero nuove ore attivate dall’Azienda con le medesime caratteristiche.
7. La mancata accettazione del provvedimento dell’Azienda relativo all’accentramento di cui al
comma 3, nonché alle procedure di trasferimento di cui al successivo articolo 21, comporta la
decadenza dall’incarico nell’Azienda di provenienza e non ne consente il ripristino.
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8. Le procedure del presente articolo si riferiscono alle ore già disponibili ed a quelle che si
rendono disponibili in corso d’anno; in quest’ultimo caso l’incarico decorre dalla data di
effettiva disponibilità delle ore.
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A R T . 2 1 – P U B B L I C A Z I O N E E D A S S E GN A Z I O N E D I I N C A R I C H I A T E M P O I N D E T E R M I N A T O .
1. Espletate le procedure di cui all’articolo 20, i provvedimenti adottati dalle Aziende per
l’attivazione di nuovi incarichi, per l’ampliamento di quelli in atto e per la copertura di quelli
resisi disponibili, vengono pubblicati dalla Azienda sede del Comitato zonale di riferimento
sull’albo o sul sito aziendale nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre dal giorno 1 al
giorno 15 dello stesso mese.
2. Gli specialisti, i veterinari ed i professionisti aspiranti all’incarico devono comunicare, secondo
le modalità indicate nell’avviso, durante il periodo di pubblicazione degli incarichi di cui al
precedente comma 1, la propria disponibilità all’Azienda sede del Comitato zonale di
riferimento, la quale individua, entro i 20 giorni successivi alla scadenza del termine, l’avente
diritto secondo l’ordine di priorità di cui al successivo comma 6.
3. La pubblicazione degli incarichi ai sensi del comma 1 non può essere revocata e gli incarichi
non sono frazionabili in sede di assegnazione.
4. Qualora la pubblicazione degli incarichi inerenti una branca specialistica o area professionale,
di cui al presente Accordo, contenga la richiesta di possesso di specifiche competenze
professionali motivate da concrete esigenze assistenziali, la scelta dello specialista
ambulatoriale, del veterinario o del professionista avviene previa valutazione da parte di una
commissione tecnica aziendale, nominata dall’Azienda, prioritariamente composta da tre
specialisti, veterinari o professionisti della medesima branca/area professionale designati dal
Comitato zonale, che definisce altresì le procedure ed individua il componente con funzioni di
Presidente. L’Azienda assegna gli incarichi ai candidati ritenuti idonei dalla commissione
secondo l’ordine di priorità previsto al successivo comma 6.
5. In sede di pubblicazione degli incarichi di psicologia e di psicoterapia, le Aziende devono
specificare se gli stessi sono destinati a medici o psicologi.
6. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista può espletare attività
ambulatoriale ai sensi del presente Accordo in una sola branca specialistica o area
professionale con rapporto di lavoro convenzionato unico a tutti gli effetti, instaurato con una
o più Aziende della stessa Regione o di Aziende di altra Regione. Le ore di attività sono
ricoperte attraverso trasferimento, conferimento di nuovo incarico o aumenti di orario nella
stessa branca o area professionale, o attraverso riconversione in branche diverse. Per
l’assegnazione degli incarichi a tempo indeterminato l’avente diritto è individuato attraverso il
seguente ordine di priorità:
a) titolare di incarico a tempo indeterminato che svolga, in via esclusiva, nell’ambito zonale in
cui è pubblicato l’incarico, attività ambulatoriale nella specialità o area professionale
regolamentata dal presente Accordo; titolare di incarico a tempo indeterminato presso le
sedi provinciali di INAIL e SASN ubicate nel medesimo ambito zonale; medico generico
ambulatoriale, di cui alla norma finale n. 5 del presente Accordo, in servizio alla data di
entrata in vigore del presente Accordo, che faccia richiesta all’Azienda di ottenere un
incarico medico specialistico nella branca di cui è in possesso del titolo di specializzazione,
per un numero di ore non superiore a quello dell’incarico di cui è titolare; è consentito a
tale medico di mantenere l’eventuale differenza di orario tra i due incarichi fino a quando
l’incarico da specialista ambulatoriale non copra per intero l’orario di attività che il medico
stesso svolgeva come generico di ambulatorio;
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A R T . 2 2 – A S S E GN A Z I O N E D I I N C A R I C H I A T E M P O D E T E R M I N A T O .
1. Le Aziende, per esigenze straordinarie connesse a progetti finalizzati con durata limitata nel
tempo o per far fronte a necessità determinate da un incremento temporaneo delle attività, da
specificare in sede di pubblicazione, secondo le cadenze indicate all’articolo 21, comma 1,
possono conferire un incarico a tempo determinato per un periodo non superiore a 6 (sei)
mesi, rinnovabile alla scadenza e per non più di una volta. L’incarico e il successivo rinnovo
non possono comunque superare i 12 (dodici) mesi continuativi. Gli aspiranti all’incarico
devono comunicare la propria disponibilità secondo i termini e le modalità di cui all’articolo
21, comma 2.
2. L’incarico di cui al comma 1 è conferito allo specialista, veterinario o professionista secondo la
graduatoria di cui all’articolo 19, comma 10 in vigore nel periodo di pubblicazione degli
incarichi.
3. In caso di indisponibilità di specialisti, veterinari o professionisti iscritti nelle graduatorie di
cui all’articolo 19, comma 10, l’Azienda può utilizzare quelle di cui al comma 12 e, in subordine,
può conferire l’incarico agli specialisti, veterinari e professionisti in possesso dei requisiti di
cui all’articolo 19 che abbiano comunicato la propria disponibilità, graduati nell’ordine della
minore età anagrafica, dell’anzianità di specializzazione ed infine dell’anzianità di laurea.
4. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista incaricato a tempo determinato
compete lo specifico trattamento economico di cui all’articolo 49.
5. Gli incarichi a tempo determinato non possono essere convertiti a tempo indeterminato.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 3 – A S S E GN A Z I O N E D I I N C A R I C H I P R OV V I S O R I .
1. L’Azienda, esclusivamente per gli incarichi pubblicati ai sensi dell’articolo 21 ed in attesa del
conferimento degli stessi secondo le procedure di cui al medesimo articolo, può conferire
incarichi provvisori, secondo l’ordine delle graduatorie di cui all’articolo 19, comma 10 e
successivamente quelle di cui al comma 12, ad uno specialista, veterinario o professionista
disponibile. In subordine, l’Azienda può conferire l’incarico agli specialisti, veterinari e
professionisti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 19 che abbiano comunicato la propria
disponibilità, graduati nell’ordine della minore età anagrafica, dell’anzianità di specializzazione
ed infine dell’anzianità di laurea. Qualora la procedura non abbia dato esito positivo e non sia
stato individuato il titolare, l’Azienda può ricorrere all’istituto di cui all’articolo 29, comma 5, e
provvede comunque a pubblicare l’incarico con le stesse cadenze di cui all’articolo 21.
L’incarico provvisorio non può avere durata superiore a sei mesi, eventualmente rinnovabile
una sola volta allo stesso sanitario per altri sei mesi e cessa in ogni caso con la nomina del
titolare.
2. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista incaricato in via provvisoria,
per le relative ore di incarico, compete lo specifico trattamento economico di cui all’articolo 49,
commi 8 e 9.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 4 – C O M P I T I E FU N Z I O N I D E L L O S P E C I AL I S T A A M B U L A T O R I A L E .
1. Al fine di concorrere ad assicurare la tutela della salute degli assistiti nel rispetto di quanto
previsto dai livelli essenziali e uniformi di assistenza e con modalità rispondenti al livello più
avanzato di appropriatezza clinica ed organizzativa, lo specialista ambulatoriale espleta le
seguenti funzioni:
- assume il governo del processo assistenziale specialistico relativo a ciascun paziente in
carico, tenuto conto dei compiti previsti dal presente Accordo;
- si fa parte attiva della continuità dell’assistenza;
- attraverso le sue scelte diagnostiche, terapeutiche e assistenziali persegue gli obiettivi di
salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse.
2. Al fine di espletare i suoi compiti e funzioni nel rispetto dei principi sopra indicati, lo
specialista ambulatoriale svolge la propria attività facendo parte integrante di un’aggregazione
funzionale territoriale di specialisti ambulatoriali, di veterinari di cui all’articolo 6, comma 3 e
di professionisti (AFT) e opera all’interno di una specifica unità complessa delle cure primarie
(UCCP).
3. Per ciascun paziente lo specialista ambulatoriale raccoglie, rende disponibili all’Azienda
sanitaria e aggiorna le informazioni previste dall’articolo 11 del presente Accordo.
4. Le funzioni ed i compiti previsti dal presente articolo costituiscono responsabilità individuali
dello specialista ambulatoriale e rappresentano condizioni irrinunciabili per l’accesso ed il
mantenimento della convenzione con il SSN.
5. Lo specialista ambulatoriale incaricato ai sensi del presente Accordo concorre ad assicurare
l’assistenza primaria unitamente agli altri operatori sanitari, svolge le attività specialistiche di
competenza, partecipa alla gestione integrata delle patologie croniche ed alla attività di
assistenza domiciliare integrata e nelle strutture residenziali.
6. Lo specialista ambulatoriale partecipa ad uffici, organi collegiali ed altri organismi previsti da
disposizioni di legge e/o dall’atto aziendale.
7. Le prestazioni dello specialista ambulatoriale riguardano tutti gli atti e gli interventi di natura
specialistica tecnicamente eseguibili, salvo controindicazioni cliniche. In tale contesto lo
specialista, secondo modalità stabilite dall’Azienda, esegue, anche da remoto e/o in
telemedicina, attività di diagnosi e cura, prevenzione e riabilitazione, di supporto e
consulenziali; opera in sede ambulatoriale, in sede ospedaliera, presso le Case della Comunità,
gli Ospedali di Comunità, le AFT e UCCP, presso i consultori e gli istituti penitenziari, in
assistenza domiciliare, in assistenza programmata a soggetti nel domicilio personale, in
assistenza nelle residenze protette, in assistenza domiciliare integrata, a supporto delle
Centrali Operative Territoriali, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri
di libera scelta e nelle sedi individuate dall’articolo 32.
8. Nello svolgimento della propria attività lo specialista ambulatoriale:
a) assicura l’assistenza specialistica in favore dei cittadini, utilizzando anche i referti degli
accertamenti diagnostici già effettuati ed evitando inutili duplicazioni di prestazioni
sanitarie, redige le certificazioni richieste;
b) collabora al contenimento della spesa sanitaria secondo i principi dell’appropriatezza
prescrittiva e alle attività di farmacovigilanza pubblica;
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 5 – C O M P I T I E FU N Z I O N I D E L V E T E R I N AR I O .
1. Il medico veterinario convenzionato ai sensi del presente Accordo concorre ad assicurare –
nell’ambito delle attività distrettuali e territoriali dei Servizi del Dipartimento di Prevenzione e
del Dipartimento di Prevenzione Veterinario – le attività istituzionali unitamente agli altri
operatori sanitari. Espleta le funzioni e le attività istituzionali secondo quanto previsto dalla
normativa nazionale e comunitaria, in particolare dai Regolamenti CE 852/04, 853/04, così
come modificati ed integrati dal Regolamento UE 2016/429 e dal Regolamento UE 2017/625,
come recepito dal D.Lgs. 2 febbraio 2021, n. 27, in materia di ispezione degli alimenti di origine
animale, sanità animale e igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, benessere
nei settori degli animali produttori di alimenti e di affezione, selvatici o sinantropi, per il
controllo del randagismo, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema oltre alle altre prestazioni
professionali specialistiche richieste nell’ambito delle competenze delle Aziende ed Istituti del
SSR per cui opera. Il medico veterinario convenzionato concorre allo svolgimento delle attività
istituzionali ed al raggiungimento degli obiettivi di salute specificamente individuati dal Piano
di Controllo Nazionale Pluriennale (P.C.N.P.). In caso di svolgimento di funzioni di vigilanza e
controllo si applicano le incompatibilità derivanti da normative nazionali e comunitarie.
2. La contrattazione regionale, inoltre, definisce i compiti inerenti lo svolgimento delle attività
istituzionali nell’ambito del modello organizzativo della medicina veterinaria definito dalla
stessa Regione, fermo restando il divieto per il veterinario di effettuare prestazioni che siano in
contrasto con il codice deontologico e la legislazione vigente.
3. Ai fini dell’espletamento dei compiti e delle funzioni di cui al comma 1, nel rispetto dei principi
sopra indicati, il veterinario svolge la propria attività facendo parte integrante di
un’aggregazione funzionale territoriale di specialisti ambulatoriali, di veterinari e di
professionisti (AFT) e opera all’interno di una specifica unità complessa delle cure primarie
(UCCP), secondo quanto previsto all’articolo 6, comma 3 del presente Accordo.
4. Il veterinario partecipa agli organismi per i quali le disposizioni di legge e/o l’atto aziendale ne
prevedono la presenza.
5. Le funzioni ed i compiti previsti dal presente articolo costituiscono responsabilità individuali
del veterinario e rappresentano condizioni irrinunciabili per l’accesso ed il mantenimento della
convenzione con il SSN.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 6 – C O M P I T I E FU N Z I O N I D E L P R O F E S S I O N I S T A ( B I O L O G I , C H I M I C I , P S I C O L O G I ) .
1. Il professionista incaricato ai sensi del presente Accordo:
a) si attiene alle disposizioni che l’Azienda emana per il buon funzionamento dei presidi e il
perseguimento dei fini istituzionali;
b) esegue le prestazioni professionali proprie delle categorie così come regolamentate dalle
relative leggi di ordinamento e dall’articolo 1 del D.P.R. 19 novembre 1998, n. 458;
c) partecipa ai programmi e ai progetti finalizzati ed alle sperimentazioni cliniche;
d) osserva le disposizioni contenute nel presente Accordo.
2. È demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle modalità di
attuazione del presente articolo.
3. Ai fini dell’espletamento dei compiti e delle funzioni di cui al comma 1, nel rispetto dei principi
sopra indicati, il professionista svolge la propria attività facendo parte integrante di
un’aggregazione funzionale territoriale di specialisti ambulatoriali, di veterinari di cui
all’articolo 6, comma 3 e di professionisti (AFT) e opera all’interno di una specifica unità
complessa delle cure primarie (UCCP).
4. Gli psicologi di cui al presente Accordo sono integrati nei percorsi assistenziali e di presa in
carico attivati in ambito aziendale.
5. I biologi di cui al presente Accordo concorrono in base alle indicazioni aziendali a processi di
gestione e standardizzazione di metodi di laboratorio.
6. Il professionista partecipa agli organismi per i quali le disposizioni di legge e/o l’atto aziendale
ne prevedono la presenza.
7. Le funzioni ed i compiti previsti dal presente articolo costituiscono responsabilità individuali
del professionista e rappresentano condizioni irrinunciabili per l’accesso ed il mantenimento
della convenzione con il SSN.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 7 – IN C O M P AT IB I L I T À .
1. Ai sensi del punto 6 dell’articolo 48 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 e dell’articolo 4,
comma 7, della Legge 30 dicembre 1991, n. 412, è incompatibile con lo svolgimento delle
attività previste dal presente Accordo lo specialista ambulatoriale, il veterinario ed il
professionista che:
a) sia titolare di ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, o di altri
rapporti anche di natura convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale;
b) sia proprietario, comproprietario, socio, azionista, gestore, amministratore, direttore,
responsabile di strutture convenzionate con il SSN ai sensi del D.P.R. n. 120/88 e successive
modificazioni, o accreditate ai sensi dell’articolo 8 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e
successive modificazioni e integrazioni;
c) eserciti altre attività, ovvero sia titolare o compartecipe di quote di imprese o società,
anche di fatto, che configurino conflitto di interessi col rapporto di lavoro con il Servizio
Sanitario Nazionale;
d) svolga attività di medico di medicina generale e di medico pediatra di libera scelta, fatto
salvo quanto previsto alla norma finale n. 2, ovvero di medico convenzionato INPS;
e) sia titolare di incarico a tempo indeterminato di cui all’articolo 21 e svolga
contemporaneamente incarico a tempo determinato di cui all’articolo 22;
f) eserciti la professione medica/sanitaria con rapporto di lavoro autonomo, retribuito
forfettariamente presso enti o strutture sanitarie pubbliche o private non appartenenti al
SSN che non adottino le clausole economiche del presente Accordo, che non rispettino la
normativa vigente in tema di tutela del lavoro e che si configuri un conflitto di interessi;
g) svolga funzioni fiscali nell’ambito dell’Azienda Sanitaria presso la quale svolge attività
convenzionale;
h) fruisca del trattamento per invalidità permanente da parte del fondo di previdenza
competente di cui al Decreto 15 ottobre 1976 del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale;
i) operi, a qualsiasi titolo, in presidi, strutture sanitarie, stabilimenti o istituzioni private
operanti in regime di convenzione o accreditamento con il SSN; è consentito
esclusivamente lo svolgimento dell’attività istituzionale di cui al presente Accordo e
secondo modalità definite a livello regionale o aziendale;
j) sia titolare di un rapporto convenzionale disciplinato dal D.P.R. n. 119/88 e successive
modificazioni o di apposito rapporto instaurato ai sensi dell’articolo 8-quinquies del D.Lgs.
30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni;
k) sia iscritto al corso di formazione specifica in medicina generale o corsi di specializzazione
di cui al D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 368 e successive modifiche ed integrazioni;
l) fruisca di trattamento di quiescenza come previsto dalla normativa vigente. Tale
incompatibilità non opera nei confronti dei medici che beneficiano delle sole prestazioni
delle “quote A e B” del fondo di previdenza generale dell’ENPAM e degli altri enti
previdenziali, ove previsto, o che fruiscano dell’Anticipo della Prestazione Previdenziale
(APP) di cui all’articolo 54.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 2 8 – MASS I M ALE O R AR I O .
1. L’incarico ambulatoriale, ancorché sommato ad altra attività compatibile, non può superare le
38 ore settimanali.
2. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista deve osservare l’orario di attività
indicato nella lettera di incarico e le Aziende provvedono al controllo con gli stessi metodi
adottati per il personale dipendente.
3. Tenuto conto di eventuali determinazioni finalizzate alla flessibilità e al recupero dell’orario
definite a livello regionale e/o aziendale, a seguito dell’inosservanza dell’orario sono effettuate
trattenute mensili sulle competenze dello specialista ambulatoriale, del veterinario o
professionista inadempiente, previa rilevazione contabile sulla documentazione in possesso
dell’Azienda delle ore di lavoro non effettuate.
4. L’inosservanza ripetuta dell’orario costituisce infrazione contestabile, da parte dell’Azienda,
secondo le procedure di cui all’articolo 39, per i provvedimenti conseguenti.
5. Ai fini dell’applicazione delle norme regolanti il massimale orario di attività settimanale, lo
specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista è tenuto a comunicare all’Azienda
ogni variazione che intervenga nel proprio stato professionale.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 0 – F L E S S I B I L I T À O P E R A T I V A , R I O R G AN I Z Z A Z I O N E D E G L I O R A R I E D E L L A S E D E D I
S E RV I ZI O.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 1 – R I DU Z I O N E D E L L ’ O R A R I O D I I N C A R IC O .
1. In caso di persistente contrazione dell’attività, documentata attraverso le richieste di
prenotazione e le statistiche rilevate nell’arco di un anno, l’Azienda, previo espletamento delle
misure di cui all’articolo 30, può disporre la riduzione dell’orario di incarico di uno specialista
ambulatoriale, di un veterinario o di un professionista. Nel caso di più soggetti, rispetto al
provvedimento di riduzione sono salvaguardati prioritariamente coloro che abbiano aderito in
modo continuativo negli ultimi 36 (trentasei) mesi all’istituto di cui all’articolo 45 del presente
Accordo.
2. L’Azienda non può adottare il provvedimento di riduzione dell’orario qualora la contrazione
dell’attività sia dipendente da specifiche carenze tecnico-organizzative dell’Azienda stessa.
3. L’eventuale provvedimento di riduzione, di cui al comma 1, da adottarsi da parte dell’Azienda,
sentito l’interessato ed acquisito il preventivo parere del Comitato zonale, ha comunque effetto
non prima di 45 giorni dalla comunicazione.
4. Contro i provvedimenti di riduzione è ammessa da parte dell’interessato opposizione al
Direttore Generale dell’Azienda entro il termine perentorio di 15 (quindici) giorni dal
ricevimento della comunicazione scritta. L’opposizione ha effetto sospensivo del
provvedimento; il Direttore Generale dell’Azienda decide sull’opposizione, sentito l’interessato.
5. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista a tempo indeterminato può
chiedere la riduzione dell’orario di incarico, dopo aver svolto almeno un anno di servizio nella
stessa Azienda, in misura non superiore alla metà delle ore di incarico assegnate, con un
preavviso non inferiore a 60 (sessanta) giorni. Una successiva richiesta potrà essere presentata
solo dopo un anno dalla data di decorrenza dell’orario ridotto.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 2 – AT T I V I T À ES T E RN A E P R O N T A D I S P O N I B I L I T À .
1. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista, per fini istituzionali o esigenze
erogative della Azienda, svolge attività professionale anche al di fuori della sede di lavoro
indicata nella lettera di incarico (attività esterna).
2. In caso di incarico conferito per lo svolgimento esclusivo di attività esterna, come sede di
lavoro si intende quella dove avviene la rilevazione della presenza all’inizio dell’orario di
servizio.
3. Le prestazioni sono svolte dallo specialista ambulatoriale e dal professionista:
a) nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata (ADI);
b) presso il domicilio del paziente;
c) presso strutture pubbliche e del SSN (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, residenze
sanitarie assistenziali, servizi socio-assistenziali di tipo specialistico, ospedali, consultori
famigliari e pediatrici, farmacie ecc.), presidi sanitari di prossimità individuati dall’Azienda,
scuole, fabbriche, strutture protette, comunità terapeutiche, istituti penitenziari ecc.;
d) presso lo studio del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta;
e) nell’ambito delle prestazioni aggiuntive di cui all’allegato 3.
Le prestazioni del veterinario sono svolte presso strutture pubbliche e private sottoposte ai
controlli ufficiali.
4. Detta attività deve essere preventivamente programmata e concordata con lo specialista
ambulatoriale, il veterinario o il professionista interessato.
5. Per lo svolgimento di attività esterna al di fuori dell’orario di servizio, allo specialista
ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario
dovuto ai sensi dell’articolo 43, lettera A, commi 1 e 2, rapportato ad un impegno di 90 minuti
per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso siano eseguite ulteriori
prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il
tempo di esecuzione è determinato in 20 minuti.
6. Per lo svolgimento di attività esterna durante l’orario di servizio e per incarichi conferiti in via
esclusiva per tale attività, allo specialista ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario
aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’articolo 43, lettera A, commi 1 e
2, rapportato al tempo di esecuzione di 60 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in
occasione di un singolo accesso vengano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione
aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione è determinato
in 20 minuti.
7. Per lo svolgimento di attività esterna al di fuori dell’orario di servizio, al veterinario è
attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi
dell’articolo 43, lettera A, comma 1, rapportato ad un impegno di 90 minuti per il primo
accesso. Per ulteriori accessi successivi al primo, previa autorizzazione aziendale, il tempo di
esecuzione è determinato in 20 minuti.
8. Per lo svolgimento di attività esterna al professionista è attribuito un emolumento forfetario
aggiuntivo calcolato sul compenso orario pari ad euro 19,45 e su quanto dovuto ai sensi
dell’articolo 44, lettera A, comma 2, maggiorato del 35% in caso di attività esterna svolta al di
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
fuori dell’orario di servizio o maggiorato del 25% in caso di svolgimento di tale attività durante
l’orario di servizio.
9. Agli specialisti ambulatoriali, ai veterinari e ai professionisti, per compiti istituzionali e doveri
d’ufficio, spetta, qualora non sia disponibile l’automezzo aziendale e si avvalgano del proprio
automezzo, un rimborso pari a un 1/5 del prezzo “ufficiale” di un litro di benzina verde per km,
nonché copertura assicurativa totale (tipo kasko).
10. Qualora lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista operi in un servizio in cui
è attivato l’istituto della pronta disponibilità, la stessa dovrà essere assicurata dallo specialista,
veterinario o dal professionista compatibilmente con la propria residenza e con le stesse
modalità e lo stesso compenso del personale dipendente, con limite orario per la pronta
disponibilità non oltre la metà delle ore di incarico, compatibilmente con gli orari di attività
svolti presso altre Aziende. Le donne in gravidanza e le madri di bambini fino al compimento
del 3° anno di età possono richiedere la sospensione dell’istituto di cui al presente comma.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 3 – P E R M ES S O A N N U A L E R ET R I B U IT O .
1. Per ogni anno di effettivo servizio prestato, allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al
professionista incaricato ai sensi del presente Accordo, spetta un periodo di permesso
retribuito irrinunciabile di 30 (trenta) giorni non festivi, purché l’assenza dal servizio non sia
superiore ad un totale di ore pari a cinque volte l’orario di incarico settimanale. Il periodo di
permesso è sospeso per sopravvenuto, certificato stato di malattia o infortunio
tempestivamente comunicato all’Azienda. È consentito cedere a titolo gratuito ore di permesso
maturate ad altro specialista ambulatoriale, veterinario e professionista operante nella stessa
Azienda al fine di consentire a quest’ultimo di assistere figli minori che, per particolari
condizioni di salute, necessitano di cure specifiche e/o di assistenza.
2. A richiesta dell’interessato e con un preavviso di 30 (trenta) giorni, il permesso è autorizzato
dalla Azienda e fruito in uno o più periodi programmati, qualora siano presenti più specialisti
convenzionati per la stessa branca, tenendo conto delle esigenze operative dell’Azienda. Se il
permesso è chiesto fuori dei termini di preavviso, esso sarà concesso a condizione che
l’Azienda possa provvedere al servizio o che il richiedente garantisca la sostituzione ai sensi
dell’articolo 36.
3. Il periodo di permesso è fruito almeno allo 80% a giornata intera e per la parte rimanente può
essere frazionato in ore. La percentuale di permesso frazionata in ore può essere aumentata
fino al 30% per le madri di bambini fino al compimento del 3° anno di età o per gli specialisti
ambulatoriali, veterinari e professionisti di cui all’articolo 34, comma 7. Il permesso è utilizzato
durante l’anno solare al quale si riferisce e comunque non oltre il 1° semestre dell’anno
successivo.
4. Per gli specialisti ambulatoriali che usufruiscono delle indennità di cui all’articolo 50, commi 1
e 2 e per i veterinari che usufruiscono dell’indennità di cui all’articolo 50, comma 2, detto
periodo è elevato di altri 15 giorni (riposo biologico), comprese festività e giorni non lavorativi,
da prendere in unica soluzione entro l’anno, purché l’assenza dal servizio non sia superiore ad
un totale di ore pari a sette volte e mezzo l’orario di incarico settimanale.
5. Per periodi di servizio inferiori ad un anno spettano tanti dodicesimi del permesso retribuito di
cui al primo o al quarto comma del presente articolo, quanti sono i mesi di servizio prestati.
6. Ai fini del computo del permesso retribuito sono considerate attività di servizio anche il
periodo riferito al riposo biologico di cui al precedente comma 4, il congedo matrimoniale di
cui al successivo comma 9 ed i periodi retribuiti di assenza per malattia e gravidanza di cui
all’articolo 34. Non sono considerati attività di servizio i periodi di assenza non retribuiti.
7. Durante il permesso retribuito, agli specialisti ambulatoriali e veterinari incaricati a tempo
indeterminato sono corrisposti i compensi previsti all’articolo 43. Agli specialisti ambulatoriali
incaricati a tempo determinato sono corrisposti i compensi di cui all’articolo 49, comma 1 e
articolo 43, lettera B, comma 6. Ai veterinari incaricati a tempo determinato sono corrisposti i
compensi di cui all’articolo 49, comma 1. Agli specialisti ambulatoriali e ai veterinari spetta
l’indennità di cui all’articolo 50 del presente Accordo, se dovuta.
8. Durante il permesso retribuito ai professionisti incaricati a tempo indeterminato, saranno
corrisposti i compensi previsti all’articolo 44. Ai professionisti incaricati a tempo determinato
sono corrisposti i compensi di cui all’articolo 49, comma 1 e articolo 44, lettera B, comma 5. Ad
entrambi spetta l’indennità di cui all’articolo 50, comma 3 del presente Accordo, se dovuta.
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A R T . 3 4 – A S S E N Z E P E R M A L A T T I A E G R A V I D AN Z A .
1. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista, incaricato a tempo
indeterminato, che si assenta per comprovata malattia, infortunio, quarantena ed isolamento
disposti dalle autorità sanitarie – anche non continuativamente nell’arco di 30 mesi – l’Azienda
corrisponde l’intero trattamento economico goduto in attività di servizio per i primi 6 mesi, al
50% per i successivi 3 mesi e conserva l’incarico per ulteriori 15 mesi senza retribuzione.
2. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre ad esse assimilabili, secondo
le indicazioni del medico competente dell’Azienda, le assenze per ricovero ospedaliero o Day
Hospital e per le citate terapie, debitamente certificate, non sono computate nel periodo di
conservazione dell’incarico, senza retribuzione, di cui al comma 1 e comma 5 del presente
articolo.
3. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista, a tempo indeterminato, spetta
l’intero trattamento economico in caso di assenza per donazione di organi, sangue e midollo
osseo.
4. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario ed al professionista, a tempo indeterminato, che si
assenta dal servizio per gravidanza o puerperio, o adozione / affido di minore al di sotto dei sei
anni, è mantenuto l’incarico per 6 mesi continuativi. L’Azienda corrisponde l’intero
trattamento economico goduto in attività di servizio, per un periodo massimo complessivo di
14 settimane. Eventuale ulteriore copertura è fornita dall’Ente previdenziale di competenza.
Nel caso di gravidanza a rischio, il periodo di assenza non è computato nei sei mesi.
5. Per gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e i professionisti, incaricati a tempo determinato,
nei casi di certificata malattia o di astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio,
l’Azienda conserva l’incarico per un massimo di sei mesi senza diritto ad alcun compenso.
Eventuale ulteriore copertura è fornita dall’Ente previdenziale di competenza.
6. L’Azienda può disporre controlli sanitari, in relazione agli stati di malattia o infortunio
denunciati, secondo le modalità e le procedure previste dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111.
7. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista si applicano le norme di cui al
comma 3, dell’articolo 33, della Legge n. 104/92, in proporzione all’orario settimanale di
attività svolto presso ciascuna Azienda in cui presta servizio. Per l’incarico a 38 ore settimanali
il permesso è pari a 18 ore mensili fruibili esclusivamente presso l’Azienda nella quale è
maturato il diritto. I permessi di cui al comma 3 dell’articolo 33 della Legge n. 104/92 si
applicano anche agli specialisti ambulatoriali, ai veterinari e ai professionisti portatori di
handicap grave, i quali hanno diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina alla
propria residenza nell’ambito dell’Azienda e non possono essere trasferiti in altra sede senza il
loro consenso.
Per consentire all’Azienda di organizzare l’attività ed assicurare l’erogazione delle prestazioni
programmate, senza creare disagi agli utenti, la fruizione dei permessi avviene sulla base di
una programmazione, almeno mensile, delle ore di assenza da comunicare, con congruo
anticipo all’Azienda, salvo dimostrate situazioni di urgenza.
8. In caso di giudizio di inidoneità temporanea espresso dal medico competente, l’Azienda, ove
possibile, adibisce lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista ad altra attività
compatibile con lo stato di salute desumibile dalla relazione del medico competente.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 5 – A S S E N Z E N ON R E T R I BU I T E .
1. Per giustificati e documentati motivi di studio, per gravi motivi personali e/o familiari o per
partecipazione ad iniziative di carattere umanitario e di solidarietà sociale, l’Azienda conserva
l’incarico allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista, incaricato a tempo
indeterminato, per la durata massima di 24 mesi nell’arco del quinquennio sempre che esista
la possibilità di assicurare idonea sostituzione. Nessun compenso è dovuto per l’intero periodo
di assenza.
2. In caso di nomina alle cariche ordinistiche per espletare i rispettivi mandati, elezione del
Parlamento o ai Consigli regionali, provinciali e comunali o di nomina a pubblico
amministratore, lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista viene sospeso, a
richiesta, dall’incarico, per tutta la durata del mandato, senza oneri per l’Azienda con le
modalità di cui agli articoli 79 e 80 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e s.m.i.
3. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista che ha sospeso la propria attività
per il richiamo alle armi è reintegrato nel precedente incarico, sempreché ne faccia domanda
entro 30 giorni dalla data del congedo. Durante l’assenza dal servizio per richiamo alle armi
l’Azienda conserva l’incarico all’interessato per tutto il periodo.
4. I periodi di assenza per i casi previsti dai commi 2 e 3 sono conteggiati come anzianità ai fini
della prelazione di cui all’articolo 21.
5. Per l’incarico a tempo determinato la durata massima di assenze non retribuite è di 60 giorni
nell’anno; tale periodo è proporzionalmente ridotto in riferimento alla durata dell’incarico.
6. Salvo il caso di inderogabile urgenza, lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il
professionista deve avanzare richiesta per l’ottenimento dei permessi di cui al presente
articolo con un preavviso di almeno quindici giorni.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 6 – S OS T IT U Z I O N I .
1. L’Azienda provvede alla sostituzione del titolare assente assegnando la supplenza secondo
l’ordine delle graduatorie di cui all’articolo 19, comma 10, successivamente quelle di cui al
comma 12 e, in subordine, agli specialisti, veterinari e professionisti in possesso dei requisiti di
cui all’articolo 19 che abbiano comunicato alla stessa la propria disponibilità, graduati
nell’ordine della minore età anagrafica, dell’anzianità di specializzazione ed infine
dell’anzianità di laurea.
2. L’Azienda, per sostituzioni in caso di assenze inferiori a 20 (venti) giorni, può avvalersi di
specialisti ambulatoriali, veterinari o professionisti proposti dal titolare assente e individuati
preliminarmente tra i titolari di incarico presso la stessa Azienda e in subordine presso altra
Azienda del medesimo Comitato zonale, nel rispetto del massimale orario di cui all’articolo 28,
comma 1, o tra gli iscritti nella graduatoria relativa al medesimo ambito zonale o nella
graduatoria di disponibilità.
3. La sostituzione ha durata pari all’assenza del titolare, cessa di diritto e con effetto immediato al
rientro del titolare stesso e deve essere assegnata a specialisti ambulatoriali, veterinari o
professionisti che non si trovino in posizione di incompatibilità ai sensi dell’articolo 27.
4. Allo specialista ambulatoriale e al veterinario sostituto, non titolare di incarico di cui al
presente ACN, spettano: il compenso di cui all’articolo 43, lettera A, comma 1, il rimborso delle
spese di viaggio secondo l’articolo 51 e l’indennità di cui all’articolo 50 del presente Accordo,
se dovuta.
5. Al professionista sostituto, non titolare di incarico di cui al presente ACN, spettano: il
compenso di cui all’articolo 44, lettera A, comma 1, il rimborso delle spese di viaggio secondo
l’articolo 51 e l’indennità di cui all’articolo 50 del presente Accordo, se dovuta.
6. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista già titolare di incarico che
effettua le sostituzioni di cui al precedente comma 2 compete il proprio trattamento
economico.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 7 – S OS P E N S I ON E D A L L ’ I N C A R I C O C O N V E N Z I ON A L E .
1. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario od il professionista è sospeso dall’incarico
convenzionale nei seguenti casi:
a) esecuzione dei provvedimenti disciplinari di cui all’articolo 39;
b) sospensione dall’Albo professionale;
c) provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dall’autorità giudiziaria;
d) attribuzione di incarico aziendale di struttura complessa (compresa la direzione di
Distretto) per tutta la durata dello stesso. Tale condizione comporta la decadenza della
nomina nei Comitati, nelle Commissioni previsti dagli Accordi Collettivi Nazionali e
decentrati, nonché delle funzioni di referente di AFT e di responsabile di branca.
2. I periodi relativi alla sospensione dall’incarico convenzionale non possono essere considerati, a
nessun titolo, come attività di servizio e non possono comportare alcun onere, anche
previdenziale, a carico del presente Accordo.
3. Al termine del periodo di sospensione lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il
professionista riprende l’incarico interrotto all’atto della sospensione.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 8 – CE S S A Z I ON E, R E V O C A E D E C A D E N Z A D E L L ’ I N C A R I C O C ON V EN Z I O N A L E .
1. L’incarico cessa per i seguenti motivi:
a) recesso dello specialista ambulatoriale, del veterinario e del professionista, con effetto dal
60° giorno successivo dalla data di invio della lettera di comunicazione. Su specifica
richiesta dell’interessato l’Azienda, valutate le esigenze di servizio, può autorizzare la
cessazione del rapporto con decorrenza anticipata a tutti gli effetti;
b) compimento del 70° anno di età.
2. L’incarico è revocato in caso di provvedimento disciplinare ai sensi dell’articolo 39 del
presente Accordo.
3. L’incarico decade per le seguenti motivazioni:
a) radiazione o cancellazione dall’Albo professionale;
b) omessa o non veritiera dichiarazione, relativamente a fatti, stati e posizione giuridica, che
abbia determinato l’indebito conferimento dell’incarico convenzionale;
c) l’aver compiuto il periodo massimo di conservazione del posto previsto dall’articolo 34 in
caso di malattia;
d) incapacità psico-fisica a svolgere l’attività convenzionale, accertata da apposita
commissione medico-legale aziendale, ai sensi della Legge 15 ottobre 1990 n. 295, su
disposizione dell’Azienda;
e) insorgenza fraudolentemente non dichiarata di causa di incompatibilità di cui all’articolo
27 del presente Accordo.
4. Il provvedimento relativo alla risoluzione del rapporto convenzionale è adottato dal Direttore
Generale della Azienda.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 3 9 – P R O C ED I M EN T O D IS C I P L IN A R E .
1. In considerazione della specificità professionale e delle particolari responsabilità che
caratterizzano le figure dello specialista ambulatoriale, del veterinario e del professionista
convenzionato, sono stabilite specifiche fattispecie di responsabilità disciplinari, nonché il
relativo sistema sanzionatorio con la garanzia di adeguate tutele degli specialisti, veterinari e
professionisti, in analogia ai principi stabiliti dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 come modificato
dal D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150.
2. I criteri per l’individuazione delle violazioni sono i seguenti: violazione di obblighi e compiti
previsti dagli Accordi (Nazionale, Regionale ed Aziendale), mancata collaborazione con le
strutture dirigenziali in relazione a quanto previsto e disciplinato negli Accordi, mancato
rispetto delle norme previste dall’Allegato 5 – Codice di comportamento degli specialisti
ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi)
ambulatoriali.
3. Le violazioni degli obblighi di cui al comma precedente, secondo la gravità dell’infrazione,
previo procedimento disciplinare, danno luogo all’applicazione delle seguenti tipologie di
sanzioni:
a) rimprovero scritto;
b) sanzione pecuniaria, di importo non inferiore al 5% e non superiore al 10% della
retribuzione corrisposta nel mese precedente, per la durata massima di tre mesi;
c) sospensione dall’incarico e dal trattamento economico per una durata non inferiore a un
mese e non superiore a sei;
d) revoca dell’incarico con preavviso;
e) revoca dell’incarico senza preavviso.
4. Le infrazioni e le relative sanzioni sono individuate nell’Allegato 6 – Sanzioni disciplinari.
L’irrogazione della sanzione deve basarsi su elementi certi ed obiettivi, comunicata
tempestivamente allo specialista ambulatoriale, veterinario e professionista al fine di garantire
la certezza delle situazioni giuridiche. Non può essere applicata una sanzione diversa da quella
prevista dal presente Accordo.
5. I soggetti competenti per i procedimenti disciplinari degli specialisti ambulatoriali, veterinari e
professionisti sono così individuati:
a) il referente della AFT di riferimento per le infrazioni di minore gravità, a carattere
occasionale, per le quali è prevista la sanzione del rimprovero scritto;
b) l’Ufficio competente per i Procedimenti Disciplinari (UPD) istituito presso ciascuna
Azienda, secondo quanto previsto dall’articolo 55-bis, comma 4 del D. Lgs. 30 marzo 2001,
n. 165 e s.m.i., per le violazioni punibili con le sanzioni di maggior gravità di cui al
precedente comma 3, lettere b) c) d) e), che assume la denominazione di Ufficio
competente per i Procedimenti Disciplinari del personale Convenzionato (UPDC). In caso di
procedimento disciplinare riguardante lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il
professionista un componente dell’UPD è sostituito da un componente in rapporto di
convenzionamento di cui al presente Accordo.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 0 – F O RM A Z I O N E C O N T I N U A ( E C M ) .
1. La formazione professionale continua è obbligatoria per lo specialista ambulatoriale, il
veterinario ed il professionista e riguarda la crescita culturale e professionale degli stessi, le
attività inerenti ai servizi e alle prestazioni erogate per garantire i livelli essenziali di
assistenza, le competenze ulteriori o integrative relative ai livelli assistenziali aggiuntivi
previsti dagli atti programmatori regionali, secondo quanto previsto dagli Accordi della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome.
2. Le Regioni promuovono la programmazione delle iniziative per la formazione continua,
tenendo conto degli obiettivi formativi sia di interesse nazionale, individuati dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome, sia di specifico
interesse regionale e aziendale. I programmi prevedono momenti di formazione comune con
altri medici convenzionati operanti nel territorio, medici dipendenti, ospedalieri e non, ed altri
operatori sanitari.
3. La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per
la qualificazione professionale degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari e dei professionisti
ai sensi del presente Accordo. Per garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza
all’assistenza prestata, lo specialista ambulatoriale, il veterinario ed il professionista è tenuto a
soddisfare il proprio debito annuale di crediti formativi, attraverso attività che abbiano come
obiettivi quelli definiti al comma 2 del presente articolo.
4. I corsi regionali ed aziendali, le attività di formazione sul campo, incluse le attività di ricerca e
sperimentazione e formazione a distanza, danno luogo a crediti formativi, secondo le modalità
previste dalla Regione, in base agli accordi della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato le Regioni e le Province autonome e agli indirizzi della Commissione Nazionale per la
Formazione Continua. Nell’ambito della formazione sul campo, le Aziende possono prevedere il
coinvolgimento e/o l’affiancamento degli specialisti ambulatoriali nelle attività di diagnosi,
cura e riabilitazione dipartimentali.
5. I corsi regionali e aziendali possono valere fino al 70% del debito formativo annuale;
orientativamente, i temi della formazione obbligatoria sono individuati in modo da rispondere
ad obiettivi regionali, aziendali e di integrazione tra ospedale e territorio.
6. Ai fini di quanto disposto dal precedente comma 5, le Regioni e le Aziende garantiscono la
realizzazione dei relativi corsi, nei limiti delle risorse disponibili e ad esse assegnate, sulla base
degli accordi regionali e nel rispetto della programmazione regionale.
7. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario od il professionista che non frequenti i corsi
obbligatori per due anni consecutivi è soggetto all’attivazione delle procedure disciplinari di
cui all’articolo 39 per l’eventuale adozione delle sanzioni previste, graduate a seconda della
continuità dell’assenza.
8. Fino ad un massimo del 30% del credito obbligatorio, lo specialista ambulatoriale, il
veterinario e il professionista hanno facoltà di partecipare, con le modalità previste all’articolo
33 commi 2 e 3, anche in modalità FAD, a corsi non compresi nella programmazione regionale,
purché accreditati e inerenti la specialità svolta in Azienda. Tale partecipazione determina il
riconoscimento di un permesso retribuito, limitatamente alla durata dell’evento formativo, nel
limite massimo di 32 ore annue. Sono fatti salvi gli accordi regionali ai quali si rimanda, anche
per la disciplina dei permessi retribuiti in caso di formazione a distanza (FAD).
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 1 – P R O G R A M MI E P R O G E T T I F I N A L I Z Z A T I .
1. È demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle modalità di
attuazione dei commi successivi.
2. L’Accordo Attuativo Aziendale, conformemente alle linee di indirizzo dell’Accordo Integrativo
Regionale, individua le prestazioni e le attività individuali o in forma aggregata per raggiungere
specifici obiettivi e le modalità di esecuzione e di remunerazione delle stesse. La
partecipazione alla realizzazione di progetti obiettivo, azioni programmate, programmi di
preospedalizzazione e di dimissione protetta, o attività incentivanti svolte in équipes con il
personale dipendente e convenzionato comporta la verifica periodica, sulla base di intese
raggiunte con le organizzazioni sindacali di cui all’articolo 14, comma 4 circa il raggiungimento
degli specifici obiettivi, individuali o in forma aggregata, da valutare sulla base di indicatori
predefiniti, concordati tra le parti. Il medesimo Accordo aziendale definisce gli effetti del
raggiungimento o meno degli obiettivi previsti, da parte degli specialisti ambulatoriali, dei
veterinari e degli altri professionisti incaricati ai sensi del presente Accordo.
3. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista può eseguire prestazioni
aggiuntive previste da norme nazionali e/o dalla programmazione regionale e/o aziendale,
secondo modalità regolate dagli accordi decentrati, allo scopo di migliorare l’efficacia e
l’efficienza dei servizi nell’area specialistica. I medesimi Accordi definiscono anche i relativi
emolumenti aggiuntivi.
4. Lo specialista ambulatoriale, il veterinario o lo psicologo esegue prestazioni di particolare
interesse (P.P.I.) di cui all’allegato 3 previste dalla programmazione regionale e/o aziendale.
5. L’attività svolta dagli specialisti ambulatoriali, dai veterinari e dai professionisti, nell’ambito di
progetti e programmi finalizzati concernenti il personale dipendente e convenzionato, è
valutata agli effetti economici (retribuzione di risultato) in riferimento agli obiettivi raggiunti,
sulla base della verifica e della valutazione effettuate dall’Azienda.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 2 – LI B E R A P R O F E S S I ON E I N T R A - M O E N I A .
1. L’Azienda consente allo specialista ambulatoriale, al veterinario, al professionista e ai medici di
cui alla norma finale n. 5 del presente Accordo, l’esercizio della libera professione intra-moenia
per attività istituzionali e per altre prestazioni concordate.
2. Lo svolgimento dell’attività deve avvenire fuori dell’orario di servizio, in giorni ed orari
prestabiliti. In caso di indisponibilità di spazi e personale si applicano le norme previste dalla
normativa della dirigenza medica.
3. L’Azienda stabilisce i criteri, le modalità e la misura per la corresponsione degli onorari, sentito
lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista interessato, in modo che, in ogni
caso, non sussistano oneri a carico aziendale.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 43 – C O M P E NS I P E R G L I S P E C I A L I S T I A M B U L A T O R I A L I E V ET E R I N A R I A T E M PO
I N D ET E R M IN A T O .
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
costituiscono un fondo per la ponderazione qualitativa delle quote orarie, non riassorbibile,
quantificato in ogni Regione sulla base di euro 4,41 per ora di attività. Tale fondo è aumentato
di euro 0,245 dal 31.12. 2004 e di euro 0,22 dal 31.12.2005. A tale fondo afferiscono a far data
dal 01.01.2019 anche i veterinari per le attività e le prestazioni ad essi riferibili.
Le risorse di tale Fondo sono ripartite in favore di tutti gli specialisti ambulatoriali e i
veterinari mediante l’attribuzione di una quota oraria e/o per obiettivi definita dagli AAIIRR in
ragione dell’impegno degli stessi. Per gli specialisti ambulatoriali la medesima quota è erogata
in misura non inferiore a quella prevista in acconto. Il Fondo per il raggiungimento degli
obiettivi dei veterinari non può essere inferiore a euro 2,95 per ora di attività che, in attesa
degli AAIIRR, è erogato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi definiti a livello
aziendale.
2. Il fondo di cui al comma 1 è integrato con le quote di anzianità resesi disponibili fino alla data
del 31 dicembre 2009 per effetto della cessazione del rapporto convenzionale dei singoli
specialisti ambulatoriali.
3. In ciascuna Regione, il fondo di cui al comma 1 è incrementato dell’ammontare delle risorse già
impiegate per integrare i tetti previsti nel D.P.R. 28 luglio 2000, n. 271, per effetto degli accordi
regionali riferiti agli specialisti ambulatoriali vigenti alla data del 23 marzo 2005, inerenti ai
programmi e progetti finalizzati di cui all’articolo 41.
4. Dal 1.1.2004 tutti gli specialisti ambulatoriali convenzionati a tempo indeterminato e
determinato ai sensi del presente Accordo, partecipano al riparto del fondo per la
ponderazione qualitativa delle quote orarie, mediante attribuzione di una quota oraria e /o per
obiettivi definita dagli accordi regionali, fatti salvi i livelli retributivi al 31.12.2003 come
determinati dal D.P.R. 271/2000 (articolo 30, commi 1 e 2, articolo 31 e articolo 32). I
veterinari a tempo indeterminato e determinato partecipano al riparto del fondo dal 1.1.2019,
le cui risorse sono utilizzate anche per remunerare l’esercizio di funzioni di vigilanza e
controllo affidate dall’autorità competente.
5. Per il 2004 e fino alla definizione degli Accordi Integrativi Regionali ai sensi dell’ACN 23 marzo
2005 a ciascuno specialista ambulatoriale titolare di rapporto convenzionale a tempo
indeterminato è riconosciuta comunque, a titolo d’acconto, una quota oraria di ponderazione
di euro 2,95 a decorrere dal 31.12.2005.
6. Per il 2004 e fino alla definizione degli Accordi Integrativi Regionali ai sensi dell’ACN 23 marzo
2005 a ciascuno specialista ambulatoriale titolare di rapporto convenzionale a tempo
determinato è riconosciuta comunque, a titolo d’acconto, una quota oraria di ponderazione di
euro 1,37 a decorrere dal 31.12.2005.
7. A far data dal 1 gennaio 2010, le Regioni, per i relativi accordi decentrati, dispongono di una
quota per ora pari ad euro 0,46 (zero/46) per gli specialisti ambulatoriali ed i veterinari a
tempo indeterminato, considerate le eventuali riduzioni intervenute ai sensi dell’articolo 5,
ACN 8 luglio 2010. A far data dal 01/01/2019 tale quota è aumentata di euro 0,20 (zero/20).
Dalla medesima data le Regioni dispongono anche di una ulteriore quota per ora pari ad euro
0,20 (zero/20) finalizzata all’attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 4.
Tali risorse, dal 01/01/2019, sono preventivamente decurtate, per ciascun anno, delle risorse
necessarie al finanziamento di cui all’articolo 8, comma 8 del presente Accordo.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
8. Per la partecipazione alla realizzazione degli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale
di cui all’articolo 4, per la partecipazione alla realizzazione di progetti obiettivo, attività di
prevenzione e controllo, azioni programmate, programmi di preospedalizzazione e di
dimissione protetta, per le attività in telemedicina, a far data dal 1 gennaio 2021 è istituito un
fondo pari ad euro 0,44 (zero/44) per ogni ora di attività. Tale fondo è ripartito agli specialisti
e veterinari in due quote semestrali, la prima erogata a titolo di acconto con la retribuzione del
mese di giugno, la seconda erogata con la retribuzione del mese di dicembre. Le Aziende, in
coerenza con la programmazione regionale, definiscono entro 60 giorni dall’entrata in vigore
del presente ACN gli obiettivi specifici con indicatori di performance che consentiranno, al 31
dicembre di ogni anno, la valutazione del risultato conseguito e il conseguente conguaglio,
ovvero la ripetizione totale o parziale di quanto erogato in acconto a giugno, da effettuarsi
unitamente all’acconto dell’anno successivo. In attesa della identificazione degli obiettivi e
degli indicatori di performance l’Azienda ripartisce il fondo di cui al presente comma
assegnandolo sulla base di ciascuna ora di attività svolta.
9. Agli specialisti ambulatoriali spettano i compensi previsti per le prestazioni di cui all’allegato 3,
commi da 1 a 4. Agli specialisti ambulatoriali ed ai veterinari spettano i compensi previsti per
le prestazioni di particolare interesse (P.P.I.) di cui all’articolo 41, comma 4. Per tali
prestazioni, a far data dal 1 gennaio 2019, le Aziende dispongono di una quota per ora pari ad
euro 0,05 (zero/05) da destinare agli specialisti ambulatoriali ed ai veterinari a tempo
indeterminato. Tali risorse sono integrate con le quote eventualmente non assegnate ai sensi
dell’articolo 45.
10. Gli obiettivi da raggiungere da parte degli specialisti ambulatoriali e dei veterinari sono
stabiliti secondo tappe e percorsi condivisi e concordati tra Azienda e/o Distretto e
organizzazioni sindacali rappresentative, sulla base di quanto stabilito a livello di accordo
regionale, come previsto dall’articolo 41.
11. I progetti devono prevedere adeguati meccanismi di verifica e di revisione di qualità, al fine di
poter valutare i differenti gradi di raggiungimento degli obiettivi programmati da parte degli
aderenti.
12. Fatte salve diverse indicazioni degli AAIIRR, per la esecuzione delle prestazioni protesiche
(protesi dentarie ed implantologia, cure ortodontiche) ed attività ortesica di cui all’Allegato C
dell’ACN 23 marzo 2005 e per le ore di incarico dedicate in modo esclusivo a tali attività, agli
specialisti ambulatoriali spetta un emolumento aggiuntivo orario di euro 3,14.
13. Per lo svolgimento dell’attività in zone identificate dalle Regioni come disagiatissime o
disagiate a popolazione sparsa, comprese le piccole isole, spetta agli specialisti ambulatoriali
ed ai veterinari un compenso accessorio orario nella misura e con le modalità concordate
nell’ambito degli accordi regionali. È riconosciuta inoltre l’indennità di bilinguismo in rapporto
alle ore di incarico agli specialisti ambulatoriali e ai veterinari operanti nelle Aziende di
Province e Regioni che ne prevedano l’erogazione a norma di legge.
14. Gli accordi regionali possono prevedere lo svolgimento di ulteriori attività, l’erogazione di
specifiche prestazioni, compreso il possesso di specifici requisiti di qualità, e i relativi
compensi.
15. Gli accordi regionali definiscono le modalità di organizzazione della attività dei medici
veterinari e la loro tipologia.
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16. A far data dal 1 gennaio 2019 agli specialisti ambulatoriali e veterinari a tempo indeterminato
è corrisposta una indennità annua per ora definita ai sensi dell’articolo 45.
17. I compensi di cui al presente articolo sono da considerarsi al netto degli oneri previdenziali e
fiscali a carico dell’Azienda.
C – MODALITÀ DI PAGAMENTO
1. Il compenso mensile deve essere pagato allo specialista ambulatoriale e al veterinario entro la
fine del mese di competenza.
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A R T . 4 4 – C O M P E N S I P E R I P R O F E S S I O N I S T I A T E M P O I N D E T E RM I N AT O .
1. Il trattamento economico dei professionisti si articola in:
a) quota oraria;
b) quota variabile, nell’ambito dei programmi regionali ed aziendali, finalizzata al
raggiungimento di standard organizzativi, di processo, di livello erogativo, di
partecipazione agli obiettivi e al governo della compatibilità, nonché per il raggiungimento
degli obiettivi di qualificazione, appropriatezza.
A – QUOTA ORARIA
1. Il compenso orario dei professionisti (biologi, psicologi e chimici) incaricati a tempo
indeterminato è pari ad euro 24,23 (ventiquattro/23) per ogni ora di attività.
2. Al compenso di cui al comma 1, vanno aggiunte ulteriori quote in relazione alle anzianità di
servizio maturate fino alla data del 31 dicembre 1998 e pari a: euro 0,042 per mese di servizio,
fino al 192esimo mese; euro 0,022 per mese dal 193esimo.
3. Per l’attività svolta dal professionista nei giorni festivi e nelle ore notturne dalle ore 22 alle 6 il
compenso orario di cui al presente articolo è maggiorato nella misura di euro 5,835.
4. Per l’attività svolta nelle ore notturne dei giorni festivi ai sensi di legge la maggiorazione è pari
ad euro 9,725.
B – QUOTA VARIABILE
1. Le quote già destinate ai professionisti dal 01.01.2004 per:
a) la partecipazione a programmi o progetti regionali e aziendali con particolare attenzione
alla salvaguardia della salute pubblica anche relativamente a situazioni di emergenza
sanitaria e di realizzazione di “Progetti obiettivo” previsti dal PSN;
b) il raggiungimento degli obiettivi dei programmi regionali ed aziendali e il rispetto da parte
del professionista dei livelli di spesa programmata;
c) la partecipazione a programmi e progetti finalizzati all’abbattimento delle liste di attesa;
d) le attività esterne di cui all’articolo 32;
e) le prestazioni oltre l’orario di incarico di cui all’articolo 29, comma 6;
f) l’indennità specifica di categoria di cui all’articolo 50, comma 3;
g) le spese di viaggio relative ad incarichi svolti in Comune diverso da quello di residenza di
cui all’articolo 51;
costituiscono un fondo per la ponderazione qualitativa delle quote orarie, non riassorbibile,
quantificato in ogni Regione sulla base di euro 3,205 per ora di attività. Tale fondo è aumentato
di euro 0,245 dal 31.12 2004 e di euro 0,22 dal 31.12.2005.
Le risorse di tale Fondo sono ripartite in favore di tutti i professionisti mediante l’attribuzione
di una quota oraria e/o per obiettivi definita dagli AAIIRR in ragione dell’impegno degli stessi e
comunque in misura non inferiore a quella erogata in acconto.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
2. Il fondo di cui al comma 1 è integrato con le quote di anzianità resesi disponibili fino alla data
del 31 dicembre 2009 per effetto della cessazione del rapporto convenzionale dei singoli
professionisti; tale fondo è ripartito sulla base degli accordi regionali, fatti salvi i livelli
retributivi come determinati dal D.P.R. 446/2001.
3. In ciascuna Regione, il fondo di cui al comma 1 è incrementato dell’ammontare delle risorse già
impiegate per integrare i tetti previsti nel D.P.R. 21 settembre 2001, n. 446, per effetto degli
accordi regionali vigenti al 23 marzo 2005, inerenti ai programmi e progetti finalizzati di cui
all’articolo 41.
4. Dal 1.1.2004 tutti i professionisti convenzionati a tempo indeterminato e determinato ai sensi
del presente Accordo, partecipano al riparto del fondo per la ponderazione qualitativa delle
quote orarie, mediante attribuzione di una quota oraria e/o per obiettivi definita dagli accordi
regionali.
5. Per il 2004 e fino alla definizione degli accordi regionali a ciascun professionista titolare di
rapporto convenzionale a tempo indeterminato e determinato è riconosciuta comunque, a
titolo d’acconto, una quota oraria di ponderazione di euro 1,75 dal 31.12.2005.
6. A far data dal 1 gennaio 2010 le Regioni, per i relativi accordi decentrati, dispongono di una
quota per ora pari ad euro 0,33 (zero/33) per i professionisti (biologi, psicologi e chimici) a
tempo indeterminato, considerate le eventuali riduzioni intervenute ai sensi dell’articolo 5,
ACN 8 luglio 2010.
A far data dal 01/01/2019 tale quota è aumentata di euro 0,13 (zero/13). Dalla medesima data
le Regioni dispongono anche di una ulteriore quota per ora pari ad euro 0,13 (zero/13)
finalizzata all’attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 4.
Tali risorse, dal 01/01/2019, sono preventivamente decurtate, per ciascun anno, delle risorse
necessarie al finanziamento di cui all’articolo 8, comma 8 del presente Accordo.
7. Per la partecipazione alla realizzazione degli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale
di cui all’articolo 4, per la partecipazione alla realizzazione di progetti obiettivo, attività di
prevenzione, per le attività in telemedicina, a far data dal 1 gennaio 2021 è istituito un fondo
pari ad euro 0,26 (zero/26) per ogni ora di attività. Tale fondo è ripartito ai professionisti in
due quote semestrali, la prima erogata a titolo di acconto con la retribuzione del mese di
giugno, la seconda erogata con la retribuzione del mese di dicembre. Le Aziende, in coerenza
con la programmazione regionale, definiscono entro 60 giorni dall’entrata in vigore del
presente ACN gli obiettivi specifici con indicatori di performance che consentiranno, al 31
dicembre di ogni anno, la valutazione del risultato conseguito e il conseguente conguaglio,
ovvero la ripetizione totale o parziale di quanto erogato in acconto a giugno, da effettuarsi
unitamente all’acconto dell’anno successivo. In attesa della identificazione degli obiettivi e
degli indicatori di performance l’Azienda ripartisce il fondo di cui al presente comma
assegnandolo sulla base di ciascuna ora di attività svolta.
8. Ai professionisti spetta il compenso previsto dal nomenclatore tariffario regionale per le
prestazioni aggiuntive di cui all’articolo 41, comma 3.
Agli psicologi spettano i compensi previsti per le prestazioni di particolare interesse (P.P.I.) di
cui all’articolo 41, comma 4. Per tali prestazioni, a far data dal 1 gennaio 2019 le Aziende
dispongono di una quota per ora pari ad euro 0,03 (zero/03) da destinare agli psicologi a
tempo indeterminato. Tali risorse sono integrate con le quote eventualmente non assegnate ai
sensi dell’articolo 45.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
9. Gli obiettivi da raggiungere da parte dei professionisti sono stabiliti secondo tappe e percorsi
condivisi e concordati tra Azienda e/o Distretto e organizzazioni sindacali rappresentative,
sulla base di quanto stabilito a livello di Accordo Integrativo Regionale, come previsto
dall’articolo 41.
10. I progetti devono prevedere adeguati meccanismi di verifica e di revisione di qualità, al fine di
poter valutare i differenti gradi di raggiungimento degli obiettivi programmati dai
professionisti aderenti.
11. Gli accordi regionali possono prevedere lo svolgimento di ulteriori attività, l’erogazione di
specifiche prestazioni, compreso il possesso di specifici requisiti di qualità, e i relativi
compensi.
12. A far data dal 1 gennaio 2019 ai professionisti a tempo indeterminato è corrisposta una
indennità annua per ora definita ai sensi dell’articolo 45.
13. I compensi di cui al presente articolo sono da considerarsi al netto degli oneri previdenziali e
fiscali a carico dell’Azienda.
C – MODALITÀ DI PAGAMENTO
1. Il compenso mensile deve essere pagato al professionista entro la fine del mese di competenza.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 5 – IN D EN N I T À D I D I S P O NI B I L I T À .
1. Allo scopo di incentivare lo svolgimento del rapporto di lavoro nell’ambito del S.S.N. dello
specialista ambulatoriale, del veterinario e del professionista e l’ampliamento orario di
incarico, agevolando l’attuazione di quanto previsto, in particolare, dal Piano Nazionale di
Governo delle Liste di Attesa (PNGLA), è istituita una indennità di disponibilità del rapporto
convenzionale degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari e dei professionisti (biologi,
chimici, psicologi).
2. L’indennità di cui al comma 1 è strettamente connessa allo svolgimento di incarichi di
specialista ambulatoriale, veterinario o professionista convenzionato con il SSN ed è erogata,
come emolumento aggiuntivo della quota oraria ai soli titolari di incarico a tempo
indeterminato che nell’anno non svolgano attività libero professionale, fatto salvo quanto
previsto al precedente articolo 42.
3. L’indennità di cui al presente articolo è corrisposta mensilmente agli specialisti ambulatoriali,
ai veterinari ed ai professionisti a tempo indeterminato con rapporto di lavoro di almeno 12
ore settimanali instaurato con una o più Aziende.
4. Per la determinazione dell’importo dell’emolumento aggiuntivo della quota oraria di cui al
comma 2, le Regioni dispongono di un fondo annuo stabilito, al netto degli oneri previdenziali e
fiscali a carico dell’Azienda, in euro 0,39 (zero/39) per ora di attività.
5. Annualmente la Regione determina la quota oraria che viene assegnata dalle Aziende ai soli
aventi titolo di cui al comma 2, secondo i criteri definiti nei seguenti commi.
6. Il fondo annuo regionale, come determinato ai sensi del comma 4, viene ripartito annualmente
sulla base del numero delle ore di incarico relative al precedente anno solare degli specialisti
ambulatoriali, veterinari e professionisti di cui al comma 2.
7. La quota oraria derivante dal calcolo di cui al comma 5 è assegnata, come disposto al comma 2,
agli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti aventi diritto nel limite massimo di
euro 8,60 (otto/60) per ora, al netto degli oneri previdenziali e fiscali a carico dell’Azienda.
L’erogazione è subordinata alla presentazione entro il 15 gennaio di ogni anno, presso ciascuna
Azienda in cui è instaurato l’incarico, di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante
l’esclusività del rapporto di lavoro.
8. Il venir meno di quanto previsto al comma 2 del presente articolo, o la mancata accettazione
del completamento orario di cui all’articolo 20, comma 5, comporta l’immediata revoca del
diritto a percepire l’indennità di cui al presente articolo e la restituzione di quanto già
corrisposto nell’anno.
9. Allo specialista ambulatoriale, veterinario o professionista con riduzione dell’orario di incarico
ai sensi dell’articolo 31, comma 5 del presente Accordo e sino ad un eventuale successivo
incremento orario come previsto dall’articolo 20, comma 5, ovvero allo specialista
ambulatoriale che fruisca dell’Anticipo della Prestazione Previdenziale (APP), non spetta
l’indennità di cui al presente articolo.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 6 – C OM P E N S O P E R L ’ E S E R C I Z I O D I A T T I V I T À P S I C O T E R A P EU T I C A .
1. Agli psicologi abilitati all’espletamento di attività psicoterapeutica, che svolgano tale attività ai
sensi della vigente normativa in materia, è corrisposto un compenso aggiuntivo di euro 6,50
per ogni ora destinata a tale attività, ferma restando la necessaria dimostrazione e
certificazione risultante dal piano di trattamento.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 7 – P R E M I O DI CO L L A B O R A Z I O N E P E R I N C A R I C H I A T EM P O I N DE T E R M IN A T O .
1. Agli specialisti ambulatoriali incaricati a tempo indeterminato è corrisposto un premio annuo
di collaborazione pari a un dodicesimo del compenso orario di cui all’articolo 43, lettera A,
commi 1 e 2 e lettera B, comma 5.
2. Ai professionisti incaricati a tempo indeterminato è corrisposto un premio annuo di
collaborazione pari a un dodicesimo del compenso orario di cui all’articolo 44, lettera A, commi
1 e 2 e lettera B, comma 5.
3. Ai veterinari incaricati a tempo indeterminato è corrisposto un premio annuo di collaborazione
pari a un dodicesimo del compenso orario di cui all’articolo 43, lettera A, comma 1.
4. Il premio di collaborazione sarà liquidato entro il 31 dicembre dell’anno di competenza.
5. Allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista che cessano dal servizio prima
del 31 dicembre il premio verrà calcolato e liquidato all’atto della cessazione del servizio.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 8 – P R E M I O DI O P E R O S I T À P E R I N C A R I C H I A T E M P O I N D ET E RM I N A T O .
1. A tutti gli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti che svolgono la loro attività ai
sensi del presente Accordo, con incarico a tempo indeterminato, alla cessazione del rapporto
convenzionale spetta, dopo un anno di servizio, un premio di operosità nella misura di una
mensilità per ogni anno di servizio prestato.
2. Per le frazioni di anno, la mensilità di premio sarà ragguagliata al numero dei mesi di servizio
svolto, computando a tal fine per mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni e non
calcolando quella pari o inferiore a 15 giorni.
3. Ciascuna mensilità, calcolata in base al trattamento economico in vigore al momento della
cessazione del rapporto, è ragguagliata alle ore effettive di attività ambulatoriale svolta dallo
specialista ambulatoriale, dal veterinario e dal professionista in ogni anno di servizio sulla base
delle ore di incarico formalmente assegnate e retribuite.
4. Ciascuna mensilità di premio potrà essere frazionata in dodicesimi; la frazione di mese
superiore a 15 giorni è computata per mese intero, quella pari o inferiore a 15 giorni non è
computata.
5. Nel caso in cui, nel corso del rapporto di lavoro, fossero intervenute delle variazioni nell’orario
settimanale di attività, il premio per ogni anno di servizio dovrà essere calcolato in base agli
orari di attività effettivamente osservati nei diversi periodi dell’anno solare.
6. Il premio di operosità per gli specialisti ambulatoriali è calcolato sul compenso orario di cui
all’articolo 43, lettera A, commi 1 e 2, all’articolo 43, lettera B, comma 5 e sul premio di
collaborazione.
7. La corresponsione del premio di operosità è dovuta dalle Aziende in base ai criteri previsti
dall’allegato E annesso al D.P.R. n. 884/84, che qui si intendono integralmente richiamati.
8. Per i professionisti, il premio di operosità è calcolato sul compenso orario di cui all’articolo 44,
lettera A, commi 1 e 2, all’articolo 44, lettera B, comma 5 e sul premio di collaborazione.
9. Per i professionisti già convenzionati ai sensi del D.P.R. 21 settembre 2001, n. 446, ai fini della
corresponsione del premio di operosità, non è computabile l’attività lavorativa precedente alla
data di entrata in vigore del citato D.P.R.
10. Per i veterinari, il premio di operosità è calcolato sul compenso orario di cui all’articolo 43,
lettera A, comma 1 e sul premio di collaborazione. Ai fini della corresponsione del premio di
operosità è computabile esclusivamente l’attività lavorativa svolta in regime di
convenzionamento con il SSN successivamente all’entrata in vigore dell’ACN 1 marzo 2006.
11. Il premio è corrisposto entro sei mesi dalla cessazione del rapporto.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 4 9 – C O M P E N S I P E R I N C A R I C H I A T E M P O D E T E R M I N A T O E D I N C AR I C H I P R O V V I S O R I .
1. Il compenso orario degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari e dei professionisti incaricati a
tempo determinato è pari ad euro 42,03 (quarantadue/03) per ogni ora di attività
effettivamente espletata ai sensi del presente Accordo.
2. Agli specialisti ambulatoriali, ai veterinari e ai professionisti di cui al comma 1 è corrisposta
l’indennità di cui all’articolo 50, se dovuta.
3. Il compenso mensile è corrisposto nel mese di competenza.
4. Per la remunerazione dell’attività svolta dagli specialisti ambulatoriali, dai veterinari e dai
professionisti nei giorni festivi e nelle ore notturne, si applicano rispettivamente l’articolo 43,
lettera A, commi 3 e 4 e l’articolo 44, lettera A, commi 3 e 4, nei limiti dei tetti di impegno
finanziario stabiliti, rispettivamente, dal fondo di cui all’articolo 43, comma 1, lettera B), punti
1, 2 e 3, e dal fondo di cui all’articolo 44, comma 1, lettera B), punti 1, 2 e 3.
5. Per le eventuali prestazioni domiciliari svolte dagli specialisti ambulatoriali e dai professionisti
si applicano i commi 6 e 8 dell’articolo 32, nei limiti dei tetti di impegno finanziario stabiliti,
rispettivamente, dal fondo di cui all’articolo 43, comma 1, lettera B), punti 1, 2 e 3, e dal fondo
di cui all’articolo 44, comma 1, lettera B), punti 1, 2 e 3.
6. Per la quota variabile si rinvia alle eventuali specifiche previsioni dell’articolo 43, lettera B e
dell’articolo 44, lettera B.
7. A far data dal 1 gennaio 2010, le Regioni, per i relativi accordi decentrati, dispongono di una
quota per ora pari ad euro 0,44 (zero/44) per gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e i
professionisti incaricati a tempo determinato, considerate le eventuali riduzioni intervenute ai
sensi dell’articolo 5, ACN 8 luglio 2010.
A far data dal 01/01/2019 tale quota è aumentata di euro 0,32 (zero/32). Dalla medesima data
le Regioni dispongono anche di una ulteriore quota per ora pari ad euro 0,32 (zero/32)
finalizzata all’attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 4.
8. Allo specialista ambulatoriale e al veterinario incaricato in via provvisoria spettano: il
compenso di cui all’articolo 43, lettera A, comma 1, il rimborso delle spese di viaggio secondo
l’articolo 51 e l’indennità di cui all’articolo 50 secondo le modalità del presente Accordo, se
dovuta.
9. Al professionista incaricato in via provvisoria spettano: il compenso di cui all’articolo 44,
lettera A, comma 1, il rimborso delle spese di viaggio secondo l’articolo 51 e l’indennità di cui
all’articolo 50 del presente Accordo, se dovuta.
10. I compensi di cui al presente articolo sono da considerarsi al netto degli oneri previdenziali e
fiscali a carico dell’Azienda.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 5 0 – I N D E N N I T À P R O F E S S I O N A L E S P E C I FI C A E I N D E N N I T À D I R I S C H I O .
1. L’indennità professionale specifica viene corrisposta, nella misura di 103,29 euro lordi per 12
mensilità e con la cadenza temporale prevista per i medici ospedalieri, agli specialisti
ambulatoriali professionalmente esposti in modo permanente al rischio radiologico di cui al
D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 ed alla Legge n. 460/88 in quanto tenuti a prestare la propria
opera in zona controllata.
2. Per gli specialisti ambulatoriali e i veterinari che non operano in maniera costante in zona
controllata è corrisposta l’indennità di cui al comma 1 per rischio radiologico previo
accertamento da parte di un’apposita Commissione. La Commissione è composta dal Direttore
sanitario, che la presiede, da uno specialista radiologo designato dall’Azienda, da tre
rappresentanti degli specialisti ambulatoriali designati dai membri di parte medica in seno al
Comitato zonale di cui all’articolo 18 e da due esperti qualificati nominati dal Direttore
generale dell’Azienda.
3. Ai biologi e ai chimici convenzionati è corrisposta un’indennità di rischio nella misura di
103,29 euro lordi per 12 mensilità con le modalità eventualmente previste per il
corrispondente profilo professionale presso le Aziende sanitarie.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 5 1 – R I M B O R S O SPE S E D I V I AG G I O .
1. Per incarichi svolti in Comune diverso da quello di residenza, purché entrambi siano compresi
nello stesso ambito zonale, allo specialista ambulatoriale, al veterinario e al professionista
viene corrisposto per ogni accesso un rimborso spese. Tale rimborso, pari ad euro 0,275 per
chilometro alla data del 1° gennaio 2000, viene rideterminato con cadenza semestrale al 1°
gennaio e al 1° luglio limitatamente al 50% sulla base del prezzo “ufficiale” della benzina verde
per uguale importo in percentuale. La SISAC pubblica, con le medesime cadenze, il valore del
rimborso chilometrico.
2. La misura del rimborso spese è proporzionalmente ridotta nel caso in cui l’interessato
trasferisca la residenza in Comune più vicino a quello del presidio. Rimane invece invariata
qualora lo specialista ambulatoriale, il veterinario o il professionista trasferisca la propria
residenza in Comune sito a uguale o maggiore distanza da quello sede del posto di lavoro.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 5 2 – AS S IC U R A Z IO N I C O NT R O I R I SC H I DE R I V A NT I D A G L I I N C A R IC H I .
1. L’Azienda, sentiti i sindacati di cui all’articolo 14, comma 4, provvede ad assicurare gli
specialisti ambulatoriali, i veterinari ed i professionisti comunque operanti, sia in attività
istituzionale o in intramoenia, negli ambulatori e nelle altre strutture aziendali, contro i danni
da responsabilità professionale verso terzi e contro gli infortuni subiti a causa e in occasione
dell’attività professionale ai sensi del presente Accordo, ivi compresi i danni eventualmente
subiti in occasione dell’accesso dalla e per la sede dell’ambulatorio, sempreché il servizio sia
prestato in Comune diverso da quello di residenza, nonché in occasione dello svolgimento di
attività esterna ai sensi dell’articolo 32; sono compresi i danni comunque verificatisi
nell’utilizzo del proprio mezzo di trasporto per attività istituzionale.
2. Le polizze sono stipulate per i seguenti massimali:
a) per la responsabilità verso terzi:
euro 1.549.370,68 per sinistro
euro 1.032.913,80 per persona
euro 516.456,90 per danni a cose o ad animali
b) per gli infortuni: euro 1.032.913,80 per morte o invalidità permanente; euro 154,94
giornalieri per un massimo di 300 giorni per invalidità temporanea e con decorrenza dalla
data di inizio dell’invalidità. L’indennità giornaliera è ridotta al 50% per i primi tre mesi.
3. Le relative polizze sono trasmesse ai sindacati di cui all’articolo 14, comma 4.
4. Gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e i professionisti che ai sensi e nei modi di cui
all’articolo 50 vengono individuati quali esposti alle radiazioni ionizzanti, sono assicurati
obbligatoriamente presso l’INAIL a cura della Azienda.
5. L’Azienda e gli specialisti ambulatoriali, i veterinari ed i professionisti attuano, per quanto di
competenza, le disposizioni di cui alla L. 8 marzo 2017, n. 24 “Disposizioni in materia di
sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale
degli esercenti le professioni sanitarie”.
82/135
Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 5 3 – C ON T R I B U T O P R E V I D EN Z I A L E .
1. A favore degli specialisti ambulatoriali e dei professionisti che prestano la loro attività ai sensi
del presente Accordo l’Azienda versa mensilmente con modalità che assicurino
l’individuazione dell’entità delle somme versate e dello specialista ambulatoriale o
professionista cui si riferiscono, un contributo previdenziale con quota parte a carico
dell’Azienda pari al 14,19%, calcolato su tutti i compensi di cui al presente Accordo, ad
esclusione dei rimborsi spese. L’aliquota previdenziale a carico dello specialista ambulatoriale
e del professionista è stabilita dal rispettivo Ente di previdenza, a norma dell’articolo 1, comma
763 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. Per gli specialisti ambulatoriali il contributo, con la specificazione del numero di codice fiscale
e di codice individuale ENPAM, è versato al Fondo speciale dei medici ambulatoriali gestito
dall’ENPAM, di cui al Decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 15 ottobre
1976 e successive modificazioni.
3. Per i veterinari ed i professionisti incaricati ai sensi del presente Accordo l’Azienda versa il
contributo alle rispettive casse previdenziali (ENPAV, ENPAB, ENPAP, EPAP).
4. In materia si applicano le disposizioni del Decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza
sociale in data 7 ottobre 1989, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 1989.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
A R T . 5 4 – AN T I C I P O DE L L A P R E S T A Z I O N E P R E V I D EN Z I A L E ( A P P ) .
1. Al fine di favorire il ricambio generazionale, è prevista l’assegnazione di incarichi a tempo
indeterminato agli specialisti, inseriti nella graduatoria di cui all’articolo 19, alle condizioni e
con le modalità previste nei successivi commi.
2. L’incarico di cui al comma 1 è conferito a seguito della contestuale riduzione del numero di ore
da parte di specialisti ambulatoriali a tempo indeterminato titolari di incarico di almeno 20 ore
settimanali, in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi per percepire la pensione
ordinaria, anche anticipata, presso la Fondazione ENPAM, che richiedano a tale Ente, senza
cessare l’attività, un Anticipo della Prestazione Previdenziale (APP) (modulo A).
3. Lo specialista ambulatoriale, che si renda disponibile alla contrazione del numero di ore di
incarico di cui al comma 2 e che abbia ottenuto dall’ENPAM l’autorizzazione alla APP, deve
presentare alla Azienda di appartenenza specifica richiesta di riduzione del 50 per cento delle
ore di incarico (modulo B).
4. L’Azienda decide in merito alla richiesta entro 60 (sessanta) giorni dalla presentazione della
domanda da parte dello specialista.
5. In caso di autorizzazione alla procedura, l’Azienda assicura il mantenimento delle risorse
resesi disponibili per effetto del comma 3 da utilizzare per l’assegnazione di nuovo incarico,
anche in branca differente, allo specialista aspirante all’incarico APP.
6. Il monte ore individuato ai sensi del comma precedente è assegnato dall’Azienda,
contestualmente alla riduzione dell’orario dello specialista ambulatoriale di cui al comma 2,
allo specialista incaricato APP che non abbia altri incarichi ai sensi del presente Accordo e
secondo l’ordine di graduatoria di cui all’articolo 19.
7. Fino alla data di decorrenza del trattamento pensionistico ENPAM, cui corrisponde anche
l’entrata in servizio dello specialista incaricato APP, lo specialista ambulatoriale di cui al
comma 2 è tenuto ad assicurare l’intero orario di incarico.
8. Lo specialista ambulatoriale di cui al comma 2 non può partecipare al completamento orario e
all’assegnazione di altri incarichi.
9. Il modulo B di cui al presente articolo è pubblicato sul sito web della SISAC
(http://www.sisac.info), il modulo A è predisposto e pubblicato a cura dell’Ente di previdenza.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
NORME FINALI
Norma finale n.1
Agli specialisti ambulatoriali di cui al presente Accordo, operanti presso gli enti di cui
all’articolo 27, comma 1, lettera f), non si applica l’incompatibilità prevista dal citato articolo,
purché ai medesimi l’incarico sia stato conferito dai suddetti enti all’epoca in cui gli stessi
adottavano la regolamentazione dei rapporti ai sensi degli Accordi nazionali ex art. 48 della
Legge n. 833/1978.
Norma finale n. 2
1. In deroga al disposto dell’articolo 27, comma 1, lettere b) e j), sono fatte salve le situazioni
legittimamente acquisite ai sensi dell'articolo 4, comma 3, punti 1 e 2, del Decreto del
Presidente della Repubblica n. 291/87.
2. In deroga al disposto dell’articolo 27, comma 1, lettera d) sono fatti salvi gli incarichi
concomitanti di specialista ambulatoriale convenzionato di pediatria e di pediatra di libera
scelta già esistenti alla data del 15 dicembre 2005.
3. Salve le norme in materia di limitazione di orario, l’incompatibilità di cui all’articolo 27, comma
1, lettera i), non si applica agli specialisti ambulatoriali che si trovano nelle condizioni già
previste alla data di pubblicazione dell’Accordo di cui al D.P.R. 291/87.
4. In deroga al disposto di cui all’articolo 28, comma 1, sono fatte salve, nei limiti di 48 ore
settimanali di attività per incarico ambulatoriale sommata ad altra attività compatibile svolta
in base ad altro rapporto, le posizioni legittimamente acquisite alla data di pubblicazione del
D.P.R. n. 291/87.
Norma finale n. 3
1. Per gli specialisti ambulatoriali sono confermate ad personam le posizioni non conformi al
disposto dell’articolo 9, comma 3, del D.P.R. 316/90 esistenti alla data di pubblicazione del
citato D.P.R. fatta salva la possibilità di adottare i provvedimenti di cui all’articolo 30 del
presente Accordo.
2. Per i professionisti sono confermate ad personam le posizioni contrattuali di miglior favore già
derivanti dall’applicazione delle norme finali dei DD.PP.RR. 261/92, 255/88, 262/92.
Norma finale n. 4
In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 51 il rimborso spese di viaggio continua
ad essere corrisposto agli specialisti ambulatoriali che ne fruiscano per incarichi acquisiti
prima del 28 dicembre 1984. Nel caso di costituzione di nuove province successivamente alla
data del 1° gennaio 1998, l’indennità di accesso viene comunque mantenuta agli specialisti che
già ne beneficiano.
Norma finale n. 5
1. Salvo quanto previsto all’articolo 21, comma 6, lettera a), sono confermati per i sanitari addetti
alla medicina generale ambulatoriale, i contenuti della norma finale annessa al D.P.R. n.
291/87.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
I requisiti di cui all’articolo 19, comma 4 riguardano solo gli specialisti, i veterinari o i
professionisti aspiranti all’iscrizione in graduatoria e non i titolari di incarico a tempo
indeterminato, i quali possono continuare a concorrere a tutte le procedure previste dal
presente Accordo ad essi riservate.
Norma finale n. 7
Per gli incarichi riferiti alla branca di Odontoiatria, il criterio di priorità dell’anzianità di
specializzazione è applicato solo in caso di possesso del titolo di specializzazione.
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Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale triennio 2019-2021
NORME TRANSITORIE
Norma transitoria n. 1
Fino alla individuazione del referente di AFT, il soggetto competente ai sensi dell’articolo 39,
comma 5, lettera a) è il coordinatore distrettuale o aziendale o, in assenza, il componente
dell’UPDC in rapporto di convenzionamento di cui all’articolo 39, comma 5, lettera b) del presente
Accordo.
Norma transitoria n. 2
I requisiti per l’iscrizione alla graduatoria di Odontoiatria di cui all’articolo 19, comma 4, lettera d)
del presente Accordo si applicano a partire dalla graduatoria predisposta in base alle domande
presentate successivamente all’entrata in vigore del presente Accordo. Fino ad allora continua ad
applicarsi la norma finale n. 7 dell’ACN 31 marzo 2020 e s.m.i.
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DICHIARAZIONI A VERBALE
Dichiarazione a verbale n. 1
1. Le parti raccomandano che il presente Accordo venga recepito dall’INAIL, dagli Enti locali, dal
Ministero della difesa, dal SASN e da tutte le istituzioni pubbliche che utilizzano specialisti
ambulatoriali, veterinari e altri professionisti e che conferiscano nuovi incarichi a tempo
indeterminato ed utilizzino la graduatoria di cui all’articolo 19, dopo aver espletato le
procedure per gli aumenti di orario agli specialisti già incaricati.
Dichiarazione a verbale n. 2
Il terminale associativo è una struttura sindacale dotata del potere di rappresentanza della
sigla a livello negoziale di riferimento (nazionale, regionale, aziendale). Si estrinseca nella
sussistenza di una struttura organizzativa caratterizzata da una pluralità di componenti,
operanti per ciascun livello negoziale ed eletti nel rispetto del principio di democraticità
interno quali rappresentanti di un’unica organizzazione sindacale accreditata presso le
amministrazioni di riferimento.
Dichiarazione a verbale n. 3
Il presente Accordo è stato sottoscritto in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa
e Resilienza (PNRR) e in conformità con le disposizioni del Decreto ministeriale 23 maggio
2022, n. 77, ed è da considerare come base per il successivo ACN 2022-2024.
Nell’ambito dell’ammodernamento tecnologico previsto dal PNRR, le parti confidano in
finanziamenti destinati al potenziamento dell’assistenza territoriale.
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Dichiarazione a verbale n. 7
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ALLEGATI
A L L E G A T O 1 – T I T OL I E C R I T E RI D I V A L U T A Z I O N E PE R L A F O R M A Z I O N E D E L L E
G R A D U A T O R I E D I C U I AL L ’ A R T I C O L O 1 9 .
TITOLI ACCADEMICI
VOTO DI LAUREA
Medici Specialisti, Odontoiatri, Veterinari, Biologi, Chimici, Psicologi
2. Voto di specializzazione:
1. Specializzazioni:
2. Voto di specializzazione:
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TITOLI PROFESSIONALI
MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI, ODONTOIATRI, VETERINARI, BIOLOGI, CHIMICI,
PSICOLOGI
Sostituzioni, incarichi provvisori e a tempo determinato effettuati nella branca specialistica o area
professionale per cui si partecipa, presso Aziende sanitarie ed altre Istituzioni pubbliche che
applicano le norme del presente Accordo (INPS, INAIL, Ministero della Difesa, SASN, ecc):
(non è valutabile il servizio effettuato precedentemente al 2 ottobre 2000)
- per ciascuna ora di attività svolta punteggio 0,003
A parità di punteggio prevale l’anzianità di specializzazione, di laurea e in subordine la minore età.
Qualora l’attività svolta dal medico veterinario sia retribuita a prestazione le Regioni definiscono
l’assegnazione del punteggio con un criterio di equivalenza all’attività oraria
In caso di cessazione dell’incarico a tempo indeterminato allo specialista, veterinario o
professionista che intenda iscriversi nuovamente nelle graduatorie è riconosciuto il seguente
punteggio per la pregressa attività svolta:
(non è valutabile il servizio effettuato precedentemente al 2 ottobre 2000)
- per ciascuna ora di attività svolta punteggio 0,003.
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A L L E G A T O 2 – E L E N C O B R A N C H E S P E C I A L I S T IC H E E S P E C I A L I Z Z A Z I O N I P R O F E S S I ON A L I .
a) Branche specialistiche
ALLERGOLOGIA
Specializzazioni
1) Allergologia
2) Allergologia e immunologia
3) Allergologia e immunologia clinica
ANATOMIA PATOLOGICA
Specializzazioni
1) Anatomia ed istologia patologica
2) Anatomia ed istologia patologica e tecnica di laboratorio
3) Anatomia ed istologia patologica ed analisi cliniche
4) Anatomia patologica
5) Anatomia patologica e tecnica di laboratorio
6) Citodiagnostica
7) Citologia
ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE
Specializzazioni
1) Anestesia
2) Anestesia e rianimazione
3) Anestesia generale e speciale odontostomatologica
4) Anestesiologia
5) Anestesiologia e rianimazione
6) Anestesiologia generale e speciale odontostomatologica
7) Anestesia rianimazione e terapia intensiva
8) Anestesia rianimazione, terapia intensiva e del dolore
9) Anestesiologia, rianimazione e terapia intensiva
10) Rianimazione
11) Rianimazione e terapia intensiva
ANGIOLOGIA
Specializzazioni
1) Angiologia
2) Angiologia e chirurgia vascolare
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3) Angiologia medica
4) Cardiologia e malattie dei vasi
5) Malattie cardiovascolari
6) Malattie cardiovascolari e reumatiche
7) Malattie dell’apparato cardiovascolare
8) Vasculopatie
AUDIOLOGIA E FONIATRIA
Specializzazioni
1) Audiologia
2) Audiologia e foniatria
3) Foniatria
4) Foniatria ed olfattometria
BIOCHIMICA CLINICA
Specializzazioni
1) Analisi chimico cliniche
2) Analisi chimico cliniche e microbiologiche
3) Analisi cliniche di laboratorio
4) Biochimica analitica
5) Biochimica clinica
6) Biochimica e chimica clinica
7) Biologia clinica
8) Chimica analitica
9) Chimica biologica o biochimica
10) Farmacologia e tossicologia clinica
11) Farmacologia medica
12) Genetica medica
13) Igiene: indirizzo laboratorio di sanità pubblica
14) Medici laboratoristi
15) Medicina di laboratorio: biochimica clinica e biologia molecolare
16) Microbiologia
17) Microbiologia e virologia
18) Microbiologia medica
19) Patologia clinica
20) Patologia clinica e biochimica clinica
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CHIRURGIA PLASTICA
Specializzazioni
1) Chirurgia plastica
2) Chirurgia plastica e riparatrice
3) Chirurgia plastica ricostruttiva
4) Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica
CHIRURGIA TORACICA
Specializzazioni
1) Chirurgia polmonare
2) Chirurgia toracica
3) Chirurgia toraco-polmonare
CHIRURGIA VASCOLARE
Specializzazioni
1) Angiologia e chirurgia vascolare
2) Chirurgia vascolare
CURE PALLIATIVE
Specializzazioni
1) Anestesia rianimazione e terapia intensiva
2) Anestesia rianimazione, terapia intensiva e del dolore
3) Anestesiologia e rianimazione
4) Ematologia
5) Geriatria
6) Malattie infettive
7) Malattie infettive e tropicali
8) Medicina di comunità e delle cure primarie
9) Medicina interna
10) Neurologia
11) Oncologia
12) Oncologia medica
13) Pediatria
14) Radioterapia
DERMATOLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica dermatologica e venereologia
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2) Clinica dermosifilopatica
3) Clinica dermosifilopatica e venereologia
4) Dermatologia
5) Dermatologia e sifilografia
6) Dermatologia e sifilopatia
7) Dermatologia e venereologia
8) Dermosifilopatia
9) Dermosifilopatia e clinica dermosifilopatica
10) Dermosifilopatia e venereologia
11) Malattie cutanee e veneree
12) Malattie della pelle e veneree
13) Malattie veneree e della pelle
14) Patologia e clinica dermosifilopatica
DIABETOLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica medica
2) Clinica medica e semeiotica
3) Clinica medica generale
4) Clinica medica generale e terapia medica
5) Diabetologia
6) Diabetologia e malattie del ricambio
7) Endocrinologia
8) Endocrinologia e malattie del ricambio
9) Endocrinologia e malattie metaboliche
10) Endocrinologia e medicina costituzionale
11) Endocrinologia e patologia costituzionale
12) Malattie del fegato e del ricambio
13) Malattie del rene, del sangue e del ricambio
14) Malattie del ricambio
15) Malattie del sangue e del ricambio
16) Malattie dell’apparato digerente e del ricambio
17) Malattie endocrine metaboliche
18) Medicina costituzionale ed endocrinologia
19) Medicina generale
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IDROCLIMATOLOGIA
Specializzazioni
1) Idroclimatologia
2) Idroclimatologia clinica
3) Idroclimatologia e clinica termale
4) Idroclimatologia medica e clinica termale
5) Idrologia clinica
6) Idrologia medica
7) Idrologia medica e clinica termale
8) Idrologia, climatologia e talassoterapia
9) Idrologia, crenologia e climatologia
IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA
Specializzazioni
1) Epidemiologia
2) Igiene
3) Igiene e medicina preventiva
4) Igiene e odontoiatria preventiva e sociale con epidemiologia
5) Igiene e sanità pubblica
6) Igiene ed epidemiologia
7) Igiene epidemiologia e sanità pubblica
8) Igiene generale e speciale
9) Igiene pubblica
10) Metodologia epidemiologica ed igiene
11) Statistica sanitaria e biometria
MALATTIE INFETTIVE
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie infettive
2) Clinica delle malattie infettive e contagiose
3) Clinica delle malattie infettive e tropicali
4) Clinica delle malattie tropicali e infettive
5) Clinica delle malattie tropicali e subtropicali
6) Malattie infettive
7) Malattie infettive e tropicali
8) Malattie tropicali e subtropicali
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9) Medicina tropicale
MEDICINA E CHIRURGIA D’ACCETTAZIONE E D’URGENZA
Specializzazioni
1) Cardio-angiopatie
2) Cardiologia
3) Cardiologia e malattia dei vasi
4) Cardiologia e reumatologia
5) Chirurgia d’urgenza e di pronto soccorso
6) Chirurgia generale
7) Chirurgia generale d’urgenza e pronto soccorso
8) Clinica medica
9) Fisiopatologia
10) Fisiopatologia cardiocircolatoria
11) Fisiopatologia cardiovascolare
12) Fisiopatologia digestiva
13) Fisiopatologia e fisiochinesiterapia respiratoria
14) Fisiopatologia respiratoria
15) Gastroenterologia
16) Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
17) Geriatria
18) Malattie cardiovascolari
19) Malattie cardiovascolari e reumatiche
20) Malattie del fegato e del ricambio
21) Malattie dell'apparato cardiovascolare
22) Malattie dell'apparato digerente
23) Malattie dell'apparato respiratorio
24) Malattie dell'apparato respiratorio e tisiologia
25) Medicina d’urgenza
26) Medicina d'emergenza-urgenza
27) Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza
28) Medicina generale
29) Medicina interna
30) Pronto soccorso e terapia d’urgenza
31) Tisiologia e malattie dell'apparato respiratorio
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MEDICINA INTERNA
Specializzazioni
1) Clinica medica
2) Clinica medica e semeiotica
3) Clinica medica generale
4) Clinica medica generale e terapia medica
5) Medicina generale
6) Medicina interna
7) Patologia speciale e clinica medica
8) Patologia speciale medica
9) Patologia speciale medica e metodologia clinica
10) Patologia speciale medica e terapia medica
11) Semeiotica medica
MEDICINA DEL LAVORO
Specializzazioni
1) Clinica del lavoro
2) Clinica delle malattie del lavoro
3) Fisiologia e igiene del lavoro industriale
4) Igiene industriale
5) Medicina del lavoro
6) Medicina del lavoro e assicurazioni
7) Medicina preventiva dei lavoratori
8) Medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica
9) Medicina preventiva delle malattie professionali e psico-tecniche
10) Tossicologia industriale
MEDICINA DELLO SPORT
Specializzazioni
1) Medicina dello sport
2) Medicina dello sport e dell’esercizio fisico
3) Medicina fisica e riabilitativa
MEDICINA DI COMUNITÀ
Specializzazioni
1) Medicina di comunità
2) Medicina di comunità e delle cure primarie
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MEDICINA LEGALE
Specializzazioni
1) Medicina legale
2) Medicina legale del lavoro
3) Medicina legale e delle assicurazioni
4) Medicina legale e delle assicurazioni sociali
5) Medicina legale ed infortunistica
MEDICINA NUCLEARE
Specializzazioni
1) Fisica nucleare applicata alla medicina
2) Medicina nucleare
3) Radiologia medica e medicina nucleare
4) Radiologia medica e radioterapia
MEDICINA TRASFUSIONALE
Specializzazioni
1) Allergologia e immunologia clinica
2) Analisi chimico cliniche
3) Analisi chimico cliniche e microbiologiche
4) Biochimica clinica
5) Citogenetica umana
6) Ematologia
7) Ematologia clinica e di laboratorio
8) Ematologia generale e clinica di laboratorio
9) Genetica applicata
10) Genetica medica
11) Immunoematologia
12) Immunoematologia e trasfusione
13) Medici laboratoristi
14) Medicina trasfusionale
15) Patologia clinica
16) Patologia clinica e biochimica clinica
17) Patologia generale
18) Semeiotica e diagnostica di laboratorio
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MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA
Specializzazioni
1) Microbiologia
2) Microbiologia e virologia
3) Microbiologia medica
4) Virologia
NEFROLOGIA
Specializzazioni
1) Emodialisi
2) Malattie del rene, del sangue e del ricambio
3) Nefrologia
4) Nefrologia chirurgica
5) Nefrologia di interesse chirurgico
6) Nefrologia medica
NEONATOLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica pediatrica
2) Neonatologia
3) Pediatria
4) Pediatria e puericultura
5) Pediatria preventiva e puericultura
6) Pediatria preventiva e sociale
7) Pediatria sociale e puericultura
8) Puericultura
9) Puericultura e dietetica infantile
10) Puericultura ed igiene infantile
11) Puericultura, dietetica infantile ed assistenza sociale dell’infanzia
NEUROCHIRURGIA
Specializzazioni
1) Neurochirurgia
NEUROFISIOPATOLOGIA
Specializzazioni
1) Neurofisiologia clinica
2) Neurofisiopatologia
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3) Neurologia
4) Neuropatologia
NEUROLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie nervose e mentali
2) Clinica neurologica
3) Clinica neurologica e malattie mentali
4) Clinica neuropatologica
5) Clinica neuropsichiatrica
6) Clinica neuropsichiatrica e neuropatologia
7) Malattie nervose
8) Malattie nervose e mentali
9) Neurofisiologia clinica
10) Neurofisiopatologia
11) Neurologia
12) Neurologia e psichiatria
13) Neuropatologia
14) Neuropatologia e psichiatria
15) Neuropsichiatria
16) Psichiatria e neuropatologia
NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
Specializzazioni
1) Neuropsichiatria infantile
NEURORADIOLOGIA
Specializzazioni
1) Neuroradiologia
2) Radiologia
3) Radiologia diagnostica
4) Radiologia medica
5) Radiologia medica e radioterapia
OCULISTICA
Specializzazioni
1) Chirurgia oculare
2) Clinica oculistica
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3) Clinica oftalmologica
4) Oculistica
5) Oftalmia e clinica oculistica
6) Oftalmoiatria e clinica oculistica
7) Oftalmologia
8) Oftalmologia e clinica oculistica
9) Oftalmologia e oculistica
10) Patologia e clinica oculistica
11) Patologia oculare e clinica oculistica
ODONTOIATRIA
Specializzazioni
1) Chirurgia odontostomatologica
2) Chirurgia orale
3) Clinica odontoiatrica
4) Clinica odontoiatrica e stomatologia
5) Odontoiatria
6) Odontoiatria e protesi dentale o dentaria
7) Odontoiatria e protesi dentaria
8) Odontoiatria pediatrica
9) Odontostomatologia
10) Odontostomatologia e protesi dentale o dentaria
11) Ortognatodonzia
12) Stomatologia
13) Stomatologia e chirurgia maxillo-facciale
ONCOLOGIA
Specializzazioni
1) Chemioterapia
2) Chemioterapia antiblastica
3) Oncologia
4) Oncologia clinica
5) Oncologia generale
6) Oncologia medica
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OTORINOLARINGOIATRIA
Specializzazioni
1) Clinica otorinolaringoiatrica
2) Otorinolaringoiatria
3) Otorinolaringoiatria e patologia cervico-facciale
PATOLOGIA CLINICA
Specializzazioni
1) Analisi biologiche
2) Analisi chimico cliniche
3) Analisi chimico cliniche e microbiologiche
4) Analisi chimico-cliniche di laboratorio
5) Analisi chimico-cliniche e microbiologia
6) Analisi cliniche
7) Analisi cliniche di laboratorio
8) Applicazioni biotecnologiche
9) Batteriologia
10) Biochimica
11) Biochimica analitica
12) Biochimica applicata
13) Biochimica clinica
14) Biochimica e chimica clinica
15) Biochimica sistematica umana
16) Biologia clinica
17) Chimica analitica
18) Chimica biologica
19) Chimica biologica e biochimica
20) Citogenetica umana
21) Clinica di laboratorio
22) Farmacologia e tossicologia clinica
23) Farmacologia medica
24) Igiene e medicina preventiva con orientamento di laboratorio
25) Igiene: indirizzo laboratorio di sanità pubblica
26) Medici laboratoristi
27) Medicina preventiva con orientamento di laboratorio
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28) Microbiologia
29) Microbiologia clinica
30) Microbiologia e virologia
31) Microbiologia indirizzo in tecniche microbiologiche
32) Microbiologia medica
33) Patologia clinica
34) Patologia clinica e biochimica clinica
35) Patologia generale
36) Semeiotica e diagnostica di laboratorio
37) Settore laboratorista
38) Settori e medici laboratoristi ospedalieri
39) Specialista in analisi cliniche e di laboratorio
40) Specialista in analisi cliniche e specialista medico laboratorista
41) Specialista medico di laboratorio
42) Tossicologia
43) Virologia
PEDIATRIA
Specializzazioni
1) Clinica pediatrica
2) Clinica pediatrica e puericultura
3) Neonatologia
4) Patologia e clinica pediatrica
5) Patologia neonatale
6) Pediatria
7) Pediatria e puericultura
8) Pediatria preventiva e puericultura
9) Pediatria preventiva e sociale
10) Pediatria sociale e puericultura
11) Puericultura
12) Puericultura e dietetica infantile
13) Puericultura ed igiene infantile
14) Puericultura, dietetica infantile ed assistenza sociale dell'infanzia
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PNEUMOLOGIA
Specializzazioni
1) Broncopneumologia
2) Clinica della tubercolosi
3) Clinica della tubercolosi e delle vie urinarie
4) Clinica della tubercolosi e malattie dell’apparato respiratorio
5) Clinica della tubercolosi e malattie delle vie respiratorie
6) Fisiopatologia e fisiochinesiterapia respiratoria
7) Fisiopatologia respiratoria
8) Malattie dell’apparato respiratorio
9) Malattie dell’apparato respiratorio e tisiologia
10) Malattie polmonari e dei bronchi
11) Medicina d’emergenza-urgenza
12) Pneumologia e fisiopatologia respiratoria
13) Pneumotisiologia
14) Tisiologia
15) Tisiologia e malattie dell’apparato respiratorio
16) Tisiologia e malattie polmonari
17) Tubercolosi e malattie delle vie respiratorie
PSICHIATRIA
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie nervose e mentali
2) Clinica neurologica e malattie mentali
3) Clinica neuropsichiatrica
4) Clinica psichiatrica
5) Clinica psichiatrica e neuropatologica
6) Igiene mentale
7) Malattie nervose e mentali
8) Neurologia e psichiatria
9) Neuropatologia e psichiatria
10) Neuropsichiatria
11) Psichiatria
12) Psichiatria e neuropatologia
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PSICOLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie nervose e mentali
2) Clinica psichiatrica
3) Igiene mentale
4) Malattie nervose e mentali
5) Medicina psicosomatica
6) Neurologia e psichiatria
7) Neuropsichiatria
8) Neuropsichiatria infantile
9) Neuropsichiatria infantile e psicologia dell’età evolutiva
10) Psichiatria
11) Psicologia
12) Psicologia clinica e psicoterapia
13) Psicologia del ciclo di vita
14) Psicologia dell’età evolutiva
15) Psicologia medica
16) Psicologia sociale e applicata
PSICOTERAPIA
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie nervose e mentali
2) Clinica psichiatrica
3) Igiene mentale
4) Malattie nervose e mentali
5) Medicina psicosomatica
6) Neuropsichiatria
7) Neuropsichiatria infantile
8) Neuropsichiatria infantile e psicologia dell’età evolutiva
9) Neuropsicologia e psichiatria
10) Psichiatria
11) Psicologia clinica
12) Psicologia clinica e psicoterapia
13) Psicologia del ciclo di vita
14) Psicologia dell’età evolutiva
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4) Fisiopatologia digestiva
5) Gastroenterologia
6) Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
7) Malattie dell'apparato digerente
8) Scienza dell’alimentazione
9) Scienza dell’alimentazione e dietetica
10) Scienza dell’alimentazione e dietologia
TOSSICOLOGIA MEDICA
Specializzazioni
1) Farmacoterapia e tossicologia medica
2) Medicina tossicologica e farmacoterapia
3) Tossicologia
4) Tossicologia clinica
5) Tossicologia forense
6) Tossicologia industriale
7) Tossicologia medica
UROLOGIA
Specializzazioni
1) Clinica delle malattie delle vie urinarie
2) Clinica urologica
3) Malattie delle vie urinarie
4) Malattie genito-urinarie
5) Nefrologia chirurgica
6) Patologia e clinica delle vie urinarie
7) Patologia urologica
8) Urologia
9) Urologia ed emodialisi
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A L L E G A T O 3 – N O M E NC L A T O R E T A R I F F A R I O E P R E S T A Z I O N I D I P A R T I C O L A R E I N T E R ES S E
( P. P.I . ) .
1. Consulto ambulatoriale con il medico del ruolo unico di assistenza primaria e/o altro
specialista di altra branca euro 25,82 da corrispondere solo allo specialista ambulatoriale
consultato.
2. Consulto domiciliare con il medico del ruolo unico di assistenza primaria e/o specialista di
altra branca euro 36,15 da corrispondere solo allo specialista ambulatoriale consultato.
3. Parto a domicilio euro 413,16.
4. Agopuntura in ambulatorio, per ogni seduta, euro 25,82.
5. Le prestazioni suddette sono effettuate, a richiesta del medico del ruolo unico di assistenza
primaria o dello specialista, previa autorizzazione del Direttore del Distretto o suo delegato.
L’agopuntura di cui al n. 4, in quanto tecnica terapeutica non pertinente ad una specifica
branca specialistica, può essere eseguita da un medico anche non specialista in possesso delle
specifiche competenze professionali accertate con le procedure di cui all’articolo 21, comma 4
del presente Accordo Collettivo Nazionale.
6. Le prestazioni di particolare interesse (P.P.I.) finalizzate anche all’integrazione con le attività
delle forme organizzative della medicina generale e della pediatria di libera scelta o al
raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 4 del presente Accordo, sono individuate come
previsto dall’articolo 41, comma 4 e remunerate, nel limite delle risorse a disposizione delle
Regioni ai sensi dell’articolo 43, lettera B, comma 9 e dell’articolo 44, lettera B, comma 8,
previa autorizzazione dell’Azienda, nella misura del 40% di quanto previsto nel Nomenclatore
tariffario regionale vigente, fatta salva diversa determinazione dell’Accordo Integrativo
Regionale.
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ART. 1
C AMPO DI APPLICAZIONE E FINALITÀ
1. Il presente Accordo è applicato a tutti gli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti
sanitari in rapporto di convenzionamento con il S.S.N. operanti secondo le previsioni del
vigente ACN.
2. Le clausole del presente Accordo attuano le disposizioni contenute nella Legge 12 giugno 1990
n. 146, come modificata ed integrata dalla Legge 11 aprile 2000, n. 83 e successive
modificazioni ed integrazioni, in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, indicando i
livelli minimi essenziali di assistenza sanitaria territoriale e fissando i criteri per la
determinazione dei contingenti di personale convenzionato tenuti a garantirli.
3. Il presente Accordo indica tempi e modalità per l’espletamento delle procedure di
conciliazione e di raffreddamento.
4. Le clausole del presente Accordo si applicano alle azioni sindacali relative alle politiche
sindacali di riforma, rivendicative e contrattuali, sia a livello nazionale che decentrato. Tutte le
disposizioni in tema di preavviso e di durata non si applicano nelle vertenze relative alla difesa
dei valori e dell’ordine costituzionale, per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza
dei lavoratori.
ART. 2
S ERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI
1. Ai sensi degli articoli 1 e 2 della Legge 12 giugno 1990 n. 146 come modificata dagli articoli 1 e
2 della Legge 11 aprile 2000, n. 83, i servizi pubblici da considerare essenziali nella presente
area negoziale sono i seguenti:
a) specialistica ambulatoriale e odontoiatria;
b) veterinaria;
c) attività sanitarie ambulatoriali prestate da biologi, psicologi e chimici.
2. Nell’ambito dei servizi essenziali del comma 1 è garantita, per ogni settore, nelle forme e nelle
modalità di cui al successivo art. 3, la continuità delle seguenti prestazioni indispensabili per
assicurare il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati:
a) specialistica ambulatoriale e odontoiatria: visite in assistenza programmata a pazienti
terminali; prestazioni urgenti nelle residenze protette; attività previste nei piani di
protezione civile; ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli accordi regionali;
b) veterinaria: vigilanza e controllo, ove non dilazionabili, in presenza o sospetto di tossico
infezioni relative ad alimenti di origine animale; vigilanza ed interventi urgenti in caso di
malattie infettive e di zoonosi; controllo, ove non dilazionabile, degli animali morsicatori ai
fini della profilassi antirabbica; ispezione veterinaria degli animali morti od in pericolo di
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ART. 3
C ONTINGENTI DI PERSONALE
1. In conformità agli accordi di cui al comma successivo le Aziende individuano, in occasione degli
scioperi nei settori della specialistica ambulatoriale e odontoiatria, della veterinaria e delle
altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi), i nominativi degli specialisti
ambulatoriali, veterinari o professionisti tenuti alle prestazioni indispensabili ed esonerati
dallo sciopero stesso, comunicando cinque giorni prima della data di effettuazione dello
sciopero, i nominativi inclusi nei contingenti, alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli
interessati. Lo specialista ambulatoriale, veterinario o professionista individuato ha il diritto di
esprimere, entro le ventiquattro ore successive alla ricezione della comunicazione, la volontà
di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione nel caso sia possibile.
2. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente Accordo sono stabiliti, con appositi
protocolli di intesa a livello decentrato, i criteri per la determinazione di contingenti di medici
e di professionisti da esonerare dalla partecipazione a eventuali scioperi di categoria al fine di
garantire la continuità delle prestazioni di cui all’art. 2 del presente Accordo, nonché per la loro
distribuzione territoriale.
ART. 4
M ODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DEGLI SCIOPERI
1. Le rappresentanze sindacali che proclamano azioni di sciopero che coinvolgono i servizi di cui
all’art. 2 sono tenute a darne comunicazione alle Aziende ed enti interessati con un preavviso
non inferiore a 10 giorni precisando, in particolare, la durata dell’astensione dal lavoro. In caso
di revoca di uno sciopero indetto in precedenza, le rappresentanze sindacali devono darne
comunicazione alle predette amministrazioni almeno 5 giorni prima.
2. Le rappresentanze sindacali che proclamano sciopero, a prescindere dall’ambito territoriale di
proclamazione dello stesso, informano con la stessa tempistica di cui al precedente comma la
“Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici
essenziali”.
3. La proclamazione degli scioperi relativi a vertenze nazionali vanno comunicati: al Ministero
della Salute, al Ministero degli Interni, alla Presidenza della Conferenza delle Regioni e a tutti i
Presidenti di Regione e i Presidenti delle Province Autonome di Trento e Bolzano; la
proclamazione di scioperi relativi a vertenze in ambiti regionali vanno comunicati al
Presidente della Regione o della Provincia Autonoma, all’Assessore alla Sanità, a tutti i Prefetti
delle province della Regione; la proclamazione di scioperi relativi a vertenze a livello di
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ART. 5
P ROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E CONCILIAZIONE
1. In caso di insorgenza di una controversia sindacale che possa portare alla proclamazione di
uno sciopero, vengono espletate le procedure di conciliazione di cui ai commi seguenti.
2. I soggetti incaricati di svolger le procedure di conciliazione sono:
a) in caso di conflitto sindacale di rilievo nazionale, Il Ministero del Lavoro;
b) in caso di conflitto di livello regionale, il Prefetto del Capoluogo di Regione;
c) in caso di conflitto sindacale a livello di Azienda, il Prefetto del Capoluogo di Provincia
competente.
3. Nel caso di controversia nazionale, il Ministero del lavoro, entro un termine di tre giorni
lavorativi decorrente dalla comunicazione scritta che chiarisca le motivazioni e gli obiettivi
della formale proclamazione dello stato di agitazione e della richiesta della procedura
conciliativa, provvede a convocare le parti in controversia, al fine di tentare la conciliazione del
conflitto. Il medesimo Ministero può chiedere alle organizzazioni sindacali e ai soggetti
pubblici coinvolti notizie e chiarimenti per l’utile conduzione del tentativo di conciliazione; il
tentativo deve esaurirsi entro l’ulteriore termine di tre giorni lavorativi dalla apertura del
confronto, decorso il quale il tentativo si considera comunque espletato ai fini di quanto
previsto dall’articolo 2, comma 2, della Legge 12 giugno 1990 n. 146, come modificata dalla
Legge 11 aprile 2000, n. 83.
4. Con le stesse procedure e modalità di cui al comma precedente, nel caso di controversie
regionali e di Azienda, i soggetti di cui alle lettere b) e c) del comma 2 provvedono alla
convocazione delle parti per l’espletamento del tentativo di conciliazione entro un termine di
tre giorni lavorativi. Il tentativo deve esaurirsi entro l’ulteriore termine di cinque giorni
dall’apertura del confronto.
5. Il tentativo si considera altresì esplicato ove i soggetti di cui al comma 2 non abbiano
provveduto a convocare le parti in controversia entro il termine stabilito per la convocazione,
che decorre dalla comunicazione scritta della proclamazione dello stato di agitazione.
6. Il periodo della procedura conciliativa di cui al comma 3 ha una durata complessivamente non
superiore a sei giorni lavorativi dalla formale proclamazione dello stato di agitazione; quello
del comma 4, una durata complessiva non superiore a dieci giorni.
7. Del tentativo di conciliazione di cui al comma 3 viene redatto verbale che, sottoscritto dalle
parti, è inviato alla Commissione di Garanzia. Se la conciliazione riesce, il verbale dovrà
contenere l’espressa dichiarazione di revoca dello stato di agitazione proclamato che non
costituisce forma sleale di azione sindacale ai sensi dell’articolo 2, comma 6, della Legge 12
giugno 1990 n. 146, come modificata dalla Legge 11 aprile 2000, n. 83. In caso di esito
negativo, nel verbale dovranno essere indicate le ragioni del mancato accordo e le parti si
riterranno libere di procedere secondo le consuete forme sindacali nel rispetto delle vigenti
disposizioni legislative e contrattuali.
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8. Le revoche, le sospensioni ed i rinvii dello sciopero proclamato non costituiscono forme sleali
di azione sindacale, qualora avvengano nei casi previsti dall’articolo 2, comma 6 della Legge 12
giugno 1990 n. 146, come modificata dalla Legge 11 aprile 2000, n. 83 o nel caso di oggettivi
elementi di novità nella posizione della controparte datoriale.
9. Fino al completo esaurimento, in tutte le loro fasi, delle procedure sopra individuate, le parti
non intraprendono iniziative unilaterali e non possono adire l’autorità giudiziaria sulle materie
oggetto della controversia.
10. In caso di proclamazione di una seconda iniziativa di sciopero, nell’ambito della medesima
vertenza e da parte del medesimo soggetto, è previsto un periodo di tempo dall’effettuazione o
revoca della precedente azione di sciopero entro cui non sussiste obbligo di reiterare la
procedura di cui ai commi precedenti. Tale termine è fissato in 120 giorni, esclusi i periodi di
franchigia di cui all’art. 4, comma 5.
ART. 6
C OMUNICAZIONI
Le Aziende o gli Enti del SSN sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei
lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle
trattenute effettuate secondo la disciplina vigente.
ART. 7
S ANZIONI
In caso di inosservanza delle disposizioni di cui alla Legge 12 giugno 1990 n. 146 e della Legge
11 aprile 2000, n. 83 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché di quelle contenute nel
presente accordo, si applicano gli artt. 4 e 6 delle predette Leggi.
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A L L E G A T O 5 – C O DI C E D I C O M P O R T A MEN T O DE G L I S P E C I A L I S T I A M B U L A T O RI A L I
I N T E RN I , V E T E R I N A R I E PR O FE S S I O N I ST I SAN I T AR I ( BI OLOGI , CH I M I C I , P S I C O L O G I)
AMBU LAT ORI ALI .
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A LLE G AT O 6 – S AN ZI O N I D I SC I PLI N AR I .
1. Le violazioni del Codice di comportamento degli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e
professionisti (biologi, chimici, psicologi) danno luogo all’applicazione di sanzioni, avuto
riguardo dei seguenti criteri:
a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia
dimostrata, tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
b) rilevanza della infrazione e dell’inosservanza degli obblighi di legge e delle disposizioni
contrattuali;
c) responsabilità connesse con l’incarico ricoperto, nonché con la gravità della lesione al
prestigio dell’Azienda e del Servizio Sanitario Nazionale;
d) grado di danno o di pericolo o di disservizio provocati a persone e a cose;
e) eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al
comportamento tenuto complessivamente dallo specialista ambulatoriale, veterinario o
professionista o al concorso nella violazione di più persone;
f) recidiva di sanzioni disciplinari nel biennio precedente.
2. Comportamenti che danno luogo a sanzioni:
a) rimprovero scritto, per:
I. infrazioni di lieve entità, a carattere occasionale, comprese quelle relative alle
disposizioni sulle prescrizioni e proposte di trattamenti assistenziali;
II. sporadiche irregolarità nell’utilizzo della ricetta del SSN;
III. inosservanza della normativa contrattuale e legislativa vigente, purché non abbia
determinato un danno o ripercussioni negative per gli utenti o l’Azienda;
IV. ingiustificato ritardo o mancato rispetto dell’orario di inizio e di fine dei turni;
V. episodici comportamenti non conformi ai principi di correttezza e di rispetto;
VI. irregolarità nella compilazione e tenuta della documentazione a carattere sanitario;
VII. mancata comunicazione tempestiva all’Azienda di essere stato rinviato a giudizio o di
avere avuto conoscenza che nei suoi confronti è esercitata l’azione penale;
VIII. ottenimento di regali, compensi o altre utilità in connessione con l’espletamento delle
proprie funzioni o dei compiti affidati, di valore eccedente i 150 Euro nell’anno solare;
b) sanzione pecuniaria, per:
I. recidiva, nel biennio precedente, di infrazioni che abbiano comportato la sanzione del
rimprovero scritto;
II. uso improprio delle risorse messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale;
III. assenza ingiustificata o arbitrario abbandono della sede di servizio senza conseguenze
nei confronti degli utenti;
IV. comportamenti minacciosi, ingiuriosi o calunniosi nei confronti di utenti, colleghi o
dipendenti aziendali;
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A L L E G A T O 7 – I N T E G R A ZI O N E T R A A F T D E L L A S P E C I A L I S T I CA A M B U L A T O R I A L E
I N T E R N A E D E L L A M E D I C I N A G E N E R A L E E N E LL A U C C P .
1. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale collaborano per
sviluppare e integrare percorsi assistenziali condivisi, garantendo una continuità
nell'assistenza dal livello generale a quello specialistico territoriale convenzionato diventando
così rapporto preferenziale tra l’AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e l’AFT della
Medicina Generale.
Questo include la gestione congiunta dei percorsi integrati nelle UCCP (Unità Complesse di
Cure Primarie), nelle Case della Comunità hub e spoke, negli Ospedali di Comunità, negli studi
dei medici del ruolo unico di assistenza primaria e nelle sedi indicate dalle Aziende sanitarie e
con l’ospedale e per le dimissioni protette.
2. I medici della AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale operano
insieme per la gestione dei casi complessi, integrando le competenze specialistiche con quelle
della medicina generale, in particolare all'interno delle UCCP (Unità Complesse di Cure
Primarie) nelle Case della Comunità hub e spoke, negli studi dei medici del ruolo unico di
assistenza primaria, negli Ospedali di Comunità consentendo un approccio multidisciplinare
alla cura e alla presa in carico, fondamentale per pazienti con condizioni patologiche, multiple
o croniche.
3. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale collaborano per
promuovere corretti stili di vita e migliorare la gestione delle malattie croniche attraverso
programmi di prevenzione e educazione sanitaria congiunti.
4. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale partecipano
congiuntamente a audit clinici e organizzativi, facilitando la condivisione di buone pratiche
cliniche e la partecipazione a programmi di formazione e aggiornamento.
5. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale collaborano
nell'implementazione e nell'applicazione delle linee guida e delle buone pratiche cliniche
basate sulla evidence based medicine.
6. Nelle AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale sono inclusi
psicologi convenzionati, i quali sono integrati nei percorsi assistenziali e di presa in carico
attivati in ambito aziendale.
7. Nelle AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale sono inclusi
biologi convenzionati per collaborare in ambiti che riguardano anche la consulenza
nutrizionistica e degli stili di vita.
8. In linea con l'approccio one health, nelle AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della
Medicina Generale le Regioni possono includere i veterinari convenzionati per collaborare in
ambiti che riguardano la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria.
9. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale collaborano in
progetti di ricerca, condividendo risorse e competenze, per avanzare nella conoscenza e
nell'applicazione delle migliori pratiche mediche.
10. Attraverso la collaborazione, le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina
Generale operano per migliorare l'equità nell'accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e sociali,
garantendo un’assistenza omogenea e di qualità su tutto il territorio.
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11. Le AFT della Specialistica Ambulatoriale Interna e della Medicina Generale cooperano per
sviluppare e promuovere modelli di comportamento integrati nelle funzioni di prevenzione,
educazione, diagnosi, cura, e riabilitazione.
12. La valutazione delle performance delle AFT si può realizzare anche in modo congiunto,
utilizzando indicatori definiti a livello aziendale, per misurare l'efficacia dell'integrazione e
della collaborazione.
Queste collaborazioni ed interazioni tra le AFT della Medicina Generale e quelle della
Specialistica Ambulatoriale Interna mirano a creare un sistema sanitario più integrato,
efficiente ed efficace, in grado di rispondere in modo complesso alle esigenze sanitarie dei
cittadini.
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Ulteriori allegati sono pubblicati sul sito web della SISAC (http://www.sisac.info).
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