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Francesco Petrarca

Francesco Petrarca, nato ad Arezzo nel 1304 e morto ad Arquà nel 1374, è un importante intellettuale umanista che, pur avendo studiato legge, si dedica alla letteratura e ai classici, scrivendo principalmente in latino. La sua vita è segnata da un conflitto interiore tra il desiderio di fama e una ricerca spirituale, evidenziata dalla sua relazione con Laura e dalle opere come il Canzoniere e le lettere. In 'Secretum', dialoga con Sant'Agostino sul significato dell'amore e la ricerca di Dio, mettendo in discussione il valore della fama e della bellezza terrena.
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Francesco Petrarca

Francesco Petrarca, nato ad Arezzo nel 1304 e morto ad Arquà nel 1374, è un importante intellettuale umanista che, pur avendo studiato legge, si dedica alla letteratura e ai classici, scrivendo principalmente in latino. La sua vita è segnata da un conflitto interiore tra il desiderio di fama e una ricerca spirituale, evidenziata dalla sua relazione con Laura e dalle opere come il Canzoniere e le lettere. In 'Secretum', dialoga con Sant'Agostino sul significato dell'amore e la ricerca di Dio, mettendo in discussione il valore della fama e della bellezza terrena.
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FRANCESCO PETRARCA VITA E OPERE

Nasce ad Arezzo nel 1304 e muore ad Arquà Petrarca in provincia di Padova. Il padre è un ricco
notaio fiorentino. Incarna il modello intellettuale dell’umanista e non riconosce la grandezza di
Dante confessando di non aver la Divina Commedia. Il padre di Petrarca segue il cardinale Niccolò
da Prato ad Avignone nel 1308, luogo dove si trasferisce il Papato per 70 anni e dove il padre di P.
si arricchisce ed afferma ancora di più. Studia Legge a Montpellier e a Bologna, dove incontra
Giacomo Colonna, che mette in contatto Petrarca con gente influente. Nel 1330 i Colonna gli
permettono di prendere gli Ordini minori, per avere uno stipendio. Il suo vero interesse è per i
classici, per la lingua latina e per la letteratura nonostante abbia fatto studi giuridici spinto dal
padre. Tutte le sue opere eccetto i Trionfi e Il canzoniere vengono scritte appunto in latino. Il suo
approccio alla letteratura non è reverenziale come quello di Dante ma critico, moderno: indaga i
testi e li mette a confronto (metodo di collazione). Vuole scrivere un poema epico intitolato Africa
sulla seconda guerra punica ma questo progetto naufraga non riuscendo a concluderlo.
Il 6 aprile 1327 conosce la gentildonna Laura ad Avignone e comincia a scrivere in volgare per
lei. Nel 1336 a Roma viene insignito della laurea poetica, un riconoscimento ambìto e
importante, legato al suo bisogno di fama mondana. A Valchiusa vicino ad Avignone in campagna
invece esprime il suo lato solitario e qui si ritira a scrivere e meditare lontano dal mondo. Petrarca è
sempre attraversato da un profondo dissidio interiore: bisognoso di fama, piaceri e di vita mondana
da un lato e persona solitaria e spirituale dall’altro. Uomo religioso e uomo mondano al contempo.
Dopo la morte di Laura nel 1348 di peste scrive il Canzoniere che rimaneggia per tutta la vita.
Scrive poi LE LETTERE, che riscrive e aggiusta continuamente. Scrive ben 24 libri di
FAMILIARES lettere rivolte agli amici, SENILES poesie di vecchiaia, SINE NOMINE, VARIE. Il
modello per lui di queste lettere sono le lettere di Cicerone e di Plinio Il Vecchio. Tra queste lettere
vediamo a pag. 308 ASCESA AL MONTE VENTO fra le FAMILIARES, la lettera indirizzata a
DIONIGI DA BORGO DA SEPOLCRO, amico che gli regalò LE CONFESSIONI di S. Agostino
facendogli conoscere questo importante filosofo cristiano, libro che è una sorta di autobiografia in
cui Agostino racconta la sua conversione al Cristianesimo e l’incontro con Dio. In questa lettera a
Dionigi racconta l’ascesa di questo impervio monte in Provenza assieme al fratello monaco,
Gherardo. Questo cammino diventa metafora religiosa e ben presto Petrarca fa riferimento alla
strada dritta in salita decisa del fratello e invece di se stesso alla ricerca di vie più incerte e facili.
“OCCORRE VOLER CON ARDORE PER RAGGIUNGERE LO SCOPO” scrive riferendosi
all’approccio con cui si dovrebbe intraprendere una decisone e un cammino. Descrive il proprio
stato d’animo SEMPRE CONFLITTUALE facendo digressioni sulla sua vita e sui tanti
cambiamenti. Alla fine scrive: “Vanno gli uomini a contemplare l’immensità del paesaggio e
trascurano se stessi” ovvero la propria interiorità.
SECRETUM: Dialogo immaginario fra lui e Agostino, in cui Sant’Agostino che illumina la sua
coscienza di verità circa l’amore per Laura. In questo dialogo Agostino è molto severo e dice a
Petrarca che s’inganna a pensare che l’amore per Laura, legato alla carne e alla bellezza, gli abbia
giovato. Ci sono varie argomentazioni a confronto che emergono dal dialogo in cui Petrarca
sostiene che questo amore anche se infelice lo ha guidato tutta la vita verso la bellezza, mentre
Agostino ritiene lo abbia guidato verso la disperazione. Dio si cerca nel processo interiore nella
visione petrarchesca, mentre la visione dantesca era più rivolta ad una ricerca esterna. Qui Petrarca
e Agostino affrontano l’argomento dell’accidia (pigrizia spirituale), la fama, la gloria prima del
tema dell’amore per Laura, che è come già detto centralissimo tema. (pag. 298 libro). Dice
Agostino a Francesco:” TI HA COINVOLTO IN FATICHE SENZA NUMERO “riferendosi all’amore
di Laura; lo accusa di aver distolto l’amore per il divino con l’amore per lei, rendendosi alla fine
infelice.

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