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Diritto Amministrativo
Università degli Studi di Padova
61 pag.
01 ottobre
1942 Lord Beveridge economista elabora i rapporti sulla sicurezza sociale, alla base della riforma sociale
britannica:
“Le amministrazioni pubbliche si interessano del cittadino dalla culla alla tomba” da quando nascono a
quando muoiono. Il cittadino è in continuo contatto con le pubbliche amministrazioni.
DIRITTO PRIVATO: insieme di norme giuridiche che regolano e disciplinano i rapporti tra soggetti che si
trovano su un piano di parità
DIRITTO PUBBLICO: insieme di norme giuridiche che regolano in rapporti tra soggetti, almeno uno dei quali
si trova in posizione di supremazia (in posizione diseguale rispetto al privato).
A partire dal 1990 è cambiato il rapporto tra diritto privato e pubblico/amministrativo (reciproche
contaminazioni).
Il diritto amministrativo disciplina le pubbliche amministrazioni, dal 1990 viene applicato anche a
soggetti che non sono pubbliche amministrazioni. Ha acquistato nel tempo una forza espansiva
(TENDENZA ESPANSIVA).
Il diritto amministrativo ha iniziato ad attingere a strumenti privatistici (iniezioni di diritto privato)
Il diritto amministrativo è il diritto costituzionale reso concreto quei principi previsti dalla costituzione
rimarrebbero sulla carta se non ci fosse una legislazione amministrativa che dà attuazione a quelle norme.
Dota gli apparati amministrativi delle funzioni per dare attuazione (es. diritto alla salute: se non ci fosse una
legislazione che ha dato attuazione alla norma regolando il sistema nazionale sanitario).
Insieme di regole speciali che disciplinano la pubblica amministrazione sotto diversi profili:
ORGANIZZAZIONE e ATTIVITA’ delle PA.
- Non può essere interesse dell’intera comunità. Vige il principio della libertà individuale, il privato
dovrebbe amministrare e curare i suoi interessi senza affidare la cura ad un altro soggetto. Non
sempre è possibile assicurare a me e agli altri degli interessi, quindi deve affidare la cura di questi
interessi alla PA.
- Non c’è OMOGENEITA’ negli interessi privati.
Ci sono casi in cui l’interesse pubblico coincide con l’interesse generale. L’interesse COLLETTIVO non è
coincidente con l’interesse pubblico in quanto, il primo rappresenta l’interesse di una certa categoria, ma
non obbligatoriamente un’associazione.
PECULIARITA’ DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO 1972 in Francia a Bordeaux: ARRET BLANCO: bambina
Agnes Blanco, mentre camminava con suo papà è stata investita e ferita da un vagone condotto dai
dipendenti di un’azienda statale di tabacchi che trasportavano il vagone da uno stabilimento all’altro. Il
padre ricorre al tribunale civile di Bordeaux e inizia una causa per responsabilità contro sia gli operai che lo
Stato che era responsabile della negligenza degli operai. Il prefetto della Gironda dubita che il tribunale
civile fosse il giudice competente a decidere questa controversia e quindi coinvolge il tribunale dei conflitti
(si occupava di sciogliere i dubbi sulla competenza delle sentenze) SENTENZA: la responsabilità in cui
incorre lo Stato per i danni causati a privati dalle persone di cui esso si vale non è letta dai principi stabiliti
dal codice civile per i rapporti tra privati, ma tale responsabilità ha se regole speciale e spetta al giudice
amministrativo valutare tale responsabilità il diritto amministrativo è un insieme di regole speciali che
derogano al codice civile e che vanno a disciplinare le attività delle PA. Le controversie tra PA e privati
vengono decise in alcuni casi dal giudice speciale.
2 ottobre
Provvedimento: atto amministrativo che ha valenza esterna, va ad incidere nella sfera giuridica del
destinatario senza il suo consenso.
Perché questi poteri speciali alla pubblica amministrazione? Problema dell’esercizio dell’autorità se
l’amministrazione ha la capacità di attuare atti di diritto privato (contratti), cosa impedirebbe
all’amministrazione di perseguire gli interessi pubblici con contratti? Perché si deve dotare di questi poteri
speciali (atti con caratteri forti)? NIENTE, però sarebbe possibile se vivessimo in un mondo ideale nel
quale il privato dà sempre il suo consenso. Il contratto ha bisogno di entrambi i consensi.
Non è che l’esistenza di apparati amministrativi vada a braccetto con il diritto amministrativo. Distinzione
tra 2 modelli di sistemi amministrativi:
- stati a diritto amministrativo è previso un diritto amministrativo come diritto speciale, disciplina
la pubblica amministrazione diversamente dai rapporti tra privati. Fanno capo al modello francese,
tedesco e italiano. Posizione di supremazia della PA rispetto ai cittadini, col potere di decidere
unilateralmente senza il loro consenso provvedimenti amministrativi
- stati a diritto comune si attua alla PA il diritto comune. Quando gli apparati amministrativi
decidono lo fanno col consenso dei privati. Ordinamento anglosassone.
Art. 5 “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che
dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua
legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.” DECENTRAMENTO burocratico:
spostamento di funzioni da un organo centrale dell’amministrazione ad un organo periferico. AUTONOMIA:
riguarda i rapporti tra stato ed enti territoriali caratterizzati da un’autonomia politica.
Art. 118 principi di sussidiarietà (richiede che la funziona amministrativa venga svolta dal livello di
governo più vicino e IDONEO all’interesse che deve essere raggiunto), differenziazione, adeguatezza (livello
di esercizio delle funzioni deve essere ottimale). bisogna pensare alla dimensione dell’interesse e
all’adeguatezza del livello di governo. Principi che ispirano la distribuzione del potere amministrativo tra
livelli di governo.
7 ottobre
1. evitare che l’apparato amministrativo fosse troppo estraneo dalla politica, quindi ignorasse gli
interessi dei cittadini
2. evitare il contrario, che l’amministrazione fosse troppo subordinato alla politica, ignorando i
cittadini per favorire amici e familiari al governo
Nella parte seconda della costituzione, sotto il titolo Governo, sezione seconda Pubblica Amministrazione:
Art. 95: … primo obiettivo risolto con il secondo comma: il ministro controlla l’operato degli apparati
amministrativi e ne risponde al parlamento. Gli AA vengono indirettamente sottoposti al controllo
dell’elettorato.
Art. 97: … secondo obiettivo raggiunto con il secondo e terzo comma: PRINCIPIO DI LEGALITA’
NELL’ORGANIZZAZIONE.
Legge n. 142 del 1990 (anno che ha inaugurato l’età delle riforme), prima legge di riforma dell’ordinamento
locale. Ha introdotto il principio DI SEPARAZIONE TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE/PRINCIPIO DI
DISTINZIONE TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE applicata inizialmente solo agli enti locali, nel 1993
viene estesa a tutte le PA. 1993 testo legislativo che lo ha esteso è il decreto legislativo 29 che ha
privatizzato il pubblico impiego.
PRINCIPIO DI LEGALITA’ applicato all’ORGANIZZAZIONE: Art.97 (del 1948) comma 2, pone una riserva di
LEGGE RELATIVA, sottrae al governo la disciplina dell’organizzazione amministrativa.
- Uffici unità elementari dell’amministrazione costituiti da una serie di risorse, umane (dipendenti),
materiali, economici, che svolge compiti. Pongono in essere atti che hanno rilevanza interna
all’ufficio.
- Organo dal punto di vista organizzativo è un ufficio, ma da quello funzionale è l’organo che pone
in essere atti che hanno rilevanza esterna, hanno capacità di emanare provvedimenti.
Difficile pensare che la legge si occupi di principi fondamentali in termini di micro-organizzazioni come gli
uffici, questa espressione PUBBLICI UFFICI non sono meri uffici ma di organi/apparati della pubblica
amministrazione. Questo è confermato dal 3 comma: gli organi hanno competenze, gli uffici hanno compiti.
Le competenze si esprimono in provvedimenti, i compiti in atti senza rilevanza esterna.
Attribuzione da parte della legge del potere ad un’amministrazione e distribuzione del potere tra i vari
organi dell’amministrazione si parla di distribuzione di potere.
8 ottobre
PRINCIPIO DI LEGALITA’ APPLICATO ALL’ATTIVITA’ più difficile riconoscerlo in qualche articolo preciso
della costituzione.
Art. 23. Cost riduttivo perché fa riferimento a prestazioni, quindi sarebbe alla base solo di quell’attività
che si esprime con provvedimenti sfavorevoli mentre tutta l’attività della PA è basata su questo principio.
Art. 97 Cost.
Secondo una prima accezione che ha una valenza storica il principio di legalità consiste nel fatto che l’ATTO
NON DEVE CONTRASTARE CON LA LEGGE coinciderebbe con il principio della PREFERENZA DELLA LEGGE
che risale ad un primo periodo dello stato di diritto quando c’era un dualismo tra parlamento e sovrano che
teneva anche il potere esecutivo che non era assegnato dalla legge ma operava come limite negativo
(possono essere compiuti tutti gli atti che non sono vietati).
Ora la legge opera come limite positivo la PA attua solo gli atti che sono previsti dalla legge
- Legalità FORMALE: detta le condizioni di esistenza del potere. La norma lascia un margine di scelta
alla PA in ordine al provvedimento specifico da adottare, lascia all’amministrazione la valutazione
dei fatti costitutivi di potere che la norma ha determinato. La PA valuta tutti gli interessi coinvolti
9 ottobre
PRINCIPIO DI IMPARZIALITA’ LEGATO ALL’ATTVITA’ deve essere rispettato dalla PA quando svolge attività
discrezionale, quando valuta gli interessi sottostanti. L’amministrazione in questa valutazione degli interessi
coinvolti dovrà anche sacrificare qualche interesse, perché l’obiettivo è di individuare il provvedimento più
idoneo al perseguimento dell’interesse pubblico e potrebbe sacrificare l’interesse di qualcuno. Non significa
che deve tutelare TUTTI GLI INTERESSI l’imparzialità però richiede che quel sacrificio non sia
arbitrario/inutile. Non è un’attività neutra/disinteressata, è interessata AL MIGLIORE PERSEGUIMENTO
DELL’INTERESSE PUBBLICO.
NEL LIBRO: pericolo di conflitto tra imparzialità e principio della responsabilità politica.
PRINCIPIO DEL BUON ANDAMENTO x ATTIVITA’: è stato riscoperto negli anni ’90, in relazione ad una
radicale riforma dei sistemi dei controlli amministrativi, da un sistema volto a verificare se il singolo atto
amministrativo è conforme alla legge (controlli preventivi di legittimità sui singoli atti) a un sistema di
controlli successivi volti a verificare che l’intera azione amministrativa raggiunge ai risultati voluti. Nuovi
parametri: efficacia (rapporto tra obiettivi e risultati), efficienza (rapporto tra risorse impiegate e i risultati
raggiunti) sono diventati sinonimi del Buon Andamento: azione amministrativa efficace ed efficiente.
PRINCIPIO DEL BUON ANDAMENTO x ORGANIZZAZIONE: ci sono norme in materia di personale che
vogliono assicurare il buon andamento. Distribuzione del personale, reclutamento ecc.
2 tipi:
1. SULL’AMMINISTRAZIONE: fonti del diritto, norme giuridiche generali ed astratte che
disciplinano la PA.
2. DELL’AMMINISTRAZIONE: regole che vengono prodotte dalla PA anche per regolare i rapporti
con i privati nei limiti lasciati dalla legge in tema di funzionamento e organizzazione della PA,
REGOLE PRODOTTE DALLE PA.
>LEGGI PROVVEDIMENTO non contiene NORME GIURIDICHE generali ed astratte: sono leggi che
REGOLANO IL CASO CONCRETO, hanno ad oggetto materie che potrebbero essere regolate da un
provvedimento. Monito al legislatore: se intende adottare una legge provvedimento deve rispettare il
principio di ragionevolezza e di non arbitrarietà.
REGOLAMENTI GOVERNATIVI, sia quelli adottati dal Consiglio dei ministri sia quelli
ministeriali/interministeriali sono disciplinati dalla legge 400 del 1988.
- regolamenti esecutivi di leggi e decreti legislativi, danno esecuzione alla legge dettando modalità
operative, senza innovare il contenuto della legge. Non è necessario che di volta in volta il
legislatore autorizzi che il governo può adottare regolamenti di esecuzione, trovano legittimazione
nell’ art.17 della legge 400.
- Regolamenti di attuazione e integrazione della legge, riguardano il contenuto normativo della
legge. Devono essere di volta in volta richiamati dalla legge.
- Regolamenti indipendenti (art.17 non li etichetta così): sono regolamenti che il governo può
adottare per disciplinare materie che non siano già regolate da una disciplina legislativa, dove
manchi la legge. Materie che non sono regolate dalla legge. Trovano un limite in entrambe le
riserve di legge, sia assoluta che relativa. Difficile trovare materie non disciplinate da riserve di
legge, non ci sono quasi esempi.
- Regolamenti di organizzazione: costituiscono una sottospecie dei regolamenti di esecuzione e
anche di integrazione, però in materia di organizzazione amministrativa.
- Regolamenti delegati, sono i più diffusi ora: il parlamento delega il governo a disciplinare con
regolamento un’intera materia dettano inizialmente solo i principi assonanza con il decreto
legislativo (fonte primaria). Delega: trasferisce l’esercizio del potere, il parlamento non si spoglia
della funzione legislativa, potrebbe riprendersela.
Interessano l’amministrazione perché i regolamenti dal punto di vista sostanziale sono norme giuridiche ma
dal punto di vista formale sono atti amministrativi.
Regolamenti regionali, l’organo che ha il potere regolamentare fino al 1999 era il Consiglio regionale, poi
ora sono i singoli statuti regionali che stabiliscono qual è l’organo che ha questo potere.
Regolamenti locali, l’organo è il Consiglio comunale anche se c’è il regolamento di organizzazione degli uffici
assegnato alla giunta.
- COMPILATIVI: emanati su iniziativa autonoma del governo e hanno solo la funzione pratica di raccogliere
in un unico testo varie disposizioni vigenti in un’unica materia. Non sono fonti di produzione del diritto, è
solo una raccolta.
- INNOVATIVI/DI COORDIANMENTO: fonti di produzione del diritto, innovano il diritto e sono emanati in
base ad un’autorizzazione legislativa che stabilisce i criteri di riordino vigenti di una certa materia, in modo
che nel momento in cui vengono confluite nel testo unico vengono abrogate e il testo unico sarà la fonte di
diritto di quella materia.
>CODICI: sempre testi unici con lo stesso scopo di coordinare testi normativi ma vanno anche ad innovare il
contenuto.
condizionamento del diritto europeo nei diritti nazionali, quali sono stati i fattori che hanno determinato
questa forza espansiva del diritto europeo?
La comunità economica europea istituita nel 1957 per obiettivi limitati economici: favorire il libero mercato,
la libera circolazione delle persone, delle cose e dei capitali ed eliminare dazi, dogane ecc. che impedivano il
libero mercato. Ha cominciato a regolare settori ulteriori, che non erano quelli originari.
ART. 352 del Trattato di funzionamento dell’UE prevede i poteri impliciti: la possibilità dell’UE di
esercitare poteri e competenze che non sono tra quelle numerate, ma lo possono fare perché l’obiettivo è
uno degli obiettivi che persegue l’unione.
Es. con Stati Uniti: tra le competenze legislative dello stato centrale c’è il commercio/rapporto tra stati, nel
1964 è intervenuto con un atto contro la materia razziale (materia non di competenza del congresso, ma
degli stati membri) è potuto intervenire perché la materia del commercio tra stati è stata considerata
come un interesse da perseguire, quindi il congresso ha potuto regolare una materia di non sua
competenza perché considerato come uno dei suoi obiettivi, perché distinzione bianchi e neri impediva il
rapporto tra i vari stati.
IMPORTANZA DELLE SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA, che a volte sono come delle norme applicative.
15 ottobre
GRANDE CATEGORIA: Atti amministrativi generali atti che si rivolgono a categorie più o meno ampie di
soggetti, possono presentare anche il carattere dell’astrattezza perché applicati in una serie ripetuta di casi
(affinità con gli atti normativi sono sottratti ad applicazione di alcune disposizioni della legge 241 del
16 ottobre
SOGGETTO GIURIDICO: soggetto che ha capacità giuridiche, che è destinatario di norme giuridiche, di effetti
giuridici e che quindi è idoneo ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive (diritti, doveri e obblighi
ecc.). la capacità giuridica è propria delle persone fisiche, però è anche una caratteristica di quei soggetti
giuridici che non sono persone fisiche e che vengono chiamate PERSONE GIURIDICHE, private o pubbliche.
Le amministrazioni sono soggetti giuridici, ma non tutte sono persone giuridiche perché il questo concetto è
legato alla personalità giuridica cioè la capacità di rispondere delle sue obbligazioni nei limiti del suo
patrimonio (responsabilità patrimoniale). Nel settore pubblico è meno rilevante la nozione di persona
giuridica, ciò che conta è che ci sia un’organizzazione per la cura degli interessi pubblici.
Soggetti giuridici che non sono persone fisiche parliamo di entità astratte create dal diritto
La persona fisica è legata alla figura soggettiva pubblica anche da un rapporto ESTERNO/RAPPORTO DI
SERVIZIO O IMPIEGO: rapporto giuridico bilaterale che ha come contenuto una serie di diritti della persona
fisica e anche degli obblighi che il dipendente ha nei confronti del datore di lavoro.
Dal punto di vista funzionale è la persona fisica, da quello organizzativo è un ufficio che è un’unità
elementare.
UFFICIO: unità elementare costituita da varie risorse (umane, economiche, materiali e dipendenti) che non
compie atti con rilevanza esterna
Tutti gli organi sono uffici, ma non tutti gli uffici sono organi.
- ATTIVI: coincidono con gli organi esterni, sono quelli che emanano atti con rilevanza esterna
(provvedimenti)
- CONSULTIVI: emanano pareri (atti che si pongono in posizione secondaria/accessoria ad un’attività
di carattere principale come quello degli organi attivi)
- DI CONTROLLO: emanano atti di controllo (atti che si pongono in posizione secondaria/accessoria
ad un’attività di carattere principale come quello degli organi attivi)
- CENTRALI
- PERIFERICI: es. prefettura, questura
- NECESSARI: organi la cui istituzione è prevista come obbligatoria dalle norme che disciplinano
l’organizzazione di un certo ente (es. consiglio, giunta e sindaco sono organi necessari del comune).
COINCIDONO CON GLI ORGANI ORDINARI.
- NON NECESSARI: organi che non sono previsti obbligatoriamente dalla norma che disciplina
l’organizzazione di una certa amministrazione (es. ministeri senza portafoglio)
- PONDERAZIONE: composti da membri che hanno determinate conoscenze tecniche, sono esperti
(es. collegio di valutazione commissione d’esame, di concorso ecc.)
- COMPOSIZIONE: formati da componenti portatori di interessi che possono essere anche
confliggenti fra loro (es. comitati interministeriali, conferenza stato-regioni)
- PERFETTI/REALI: collegi che richiedono perché la seduta sia valida che siano presenti TUTTI i
componenti previsti dalla legge (quorum strutturale)
- IMPERFETTI/VIRTUALI: collegi che richiedono la maggioranza dei componenti (quorum strutturale)
- EQUIPARAZIONE TRA ORGANI E TRA SOGGETTI: rapporto di coordinamento che può essere politico-
amministrativo (livello costituzionale) e amministrativo in senso stretto (garantito da strutture di
raccordo tra PA, es. conferenza stato-regioni)
21 ottobre
CONTROLLO amministrativo: la verifica della regolarità di una funzione propria o altrui giudizio di
conformità a determinate regole e parametri (variano). Può essere applicata a qualsiasi controllo giuridico.
Lo scopo dei controlli amministrativi è di verificare e assicurare che l’azione amministrativa persegua gli
obiettivi che gli sono propri (interessi pubblici, raggiunga i risultati previsti dal disegno normativo).
Tipologie/distinzioni:
- Controlli PREVENTIVI condizionano la produzione degli effetti giuridici dell’atto. Se l’atto non è
conforme a uno dei parametri che riguardano il tipo di controllo, l’atto non produce effetti giuridici.
- Controlli SUCCESSIVI esercitati su atti che hanno già iniziato a produrre effetti, ma se risulta non
conforme allora l’atto non continuerà a produrre effetti giuridici.
- Controlli INTERNI esercitato da organi interni all’amministrazione i cui atti vengono controllati
- Controlli ESTERNI esercitati da organi esterni all’amministrazione i cui atti vengono controllati
Fino alla riforma del sistema dei controlli negli anni 90, la maggior parte (tradizionali) erano sui singoli atti,
preventivi, di legittimità ed esterni.
RAPPORTO GIANNINI: segnala i problemi dell’amministrazione italiana in quel periodo: tra questi c’è quello
dei controlli amministrativi, e suggerisce di introdurre altri parametri in particolare rispetto alla conformità
normale degli atti alla legge: efficacia, efficienza ed economicità (somma dell’efficacia ed efficienza nel
lungo periodo).
- Livello statale (art. 100 Cost.), controlli della Corte dei conti:
o Controllo preventivo di legittimità sugli atti di Governo (ancora oggi)
o Controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato (non tradizionale) prima di
presentare il bilancio al parlamento il governo lo presenta alla Corte dei conti
o Controllo successivo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via
ordinaria (controllo sul bilancio degli enti pubblici)
o Controllo successivo sulla gestione del bilancio di tutte le PA (l. 20/1994, primo nuovo tipo
di controllo) ogni anno con delibera individua le amministrazioni che andrà a controllare,
non tutte ogni anno (troppe). La Corte dei conti accerta la rispondenza dei risultati
dell’attività amministrativa agli obiettivi previsti dalla legge (efficacia) e valuta
contemporaneamente costi, modi (efficienza). Fotografa la gestione dell’anno di
riferimento.
o Ci sono altri 3 tipi di controllo, ma la prof non ne parla
22 ottobre
Nuovo tipo di controllo nuovo sistema di controlli sulla gestione (controllo esterno fatto dalla Corte dei
conti) con esito di referto.
Dagli anni 90 si è passati da amministrazione PER ATTI (contava la conformità del singolo atto alla legge) a
un’amministrazione DI RISULTATO.
CONTROLLI INTERNI controlli DI gestione, introdotti per la prima volta dalla legge 142 del 1990, previsti
originariamente solo per gli enti locali, ma nel 1993 sono stati estesi a tutte le PA. Intendono applicare un
processo di AUTOCORREZIONE mentre l’azione si sta svolgendo (vedi slide):
Non c’è una legge che elenca le PA. L’elenco che fornisce più completamente le PA è quello fornito
dall’ISTAT che pubblica ogni anno, però elenca le PA seguendo criteri statistici e economici.
- DISCIPLINATI DA LEGGI GENERALI: enti istituiti con legge la quale va a regolare in maniera
OMOGENEA la struttura di questi enti, anche se sorgono su tutto il territorio nazionale. (es. camere
di commercio, aziende sanitarie locali, università)
- A STATUTO SINGOLARE: istituiti con leggi a doc che vanno a disciplinarne il regolamento (es. coni,
lampa, istat)
- NAZIONALI
- REGIONALI
- NON ECONOMICI: istituiti da legge per realizzare uno scopo specifico, sono sottoposti a legge di
vigilanza, sono subordinati/strumentali, esercitano l’attività tramite atti e provvedimenti. NON
OPERANO NEL MERCATO
- ECONOMICI: ha un’organizzazione pubblicistica (segue regole per l’organizzazione pubblicistiche)
ma SVOLGONO ATTIVITA’ ECONOMICA/DI IMPRESA, attraverso atti negoziali. Concetto di
IMPRENDITORE (art.2082 del Codice civile). La loro economicità indica che devono procurare le
23 ottobre
- Disciplina privatistica:
o Devono iscriversi nel registro delle imprese
o Sono escludi dal fallimento
o Rapporto di lavoro
o Reclutamento del personale disciplinato da regole diverse da quelle delle PA
o Atti negoziali (atti di diritto privato)
- Disciplina di diritto amministrativo:
o Minimum di potestà pubblica (in casi particolari previsti dalla legge, adozione di
provvedimenti e atti di autoorganizzazione)
o Rapporto di natura pubblica con lo stato, che con legge li costituisce per il perseguimento di
finalità pubblicistiche e li estingue e che esercita dei poteri di vigilanza e di controllo
Negli anni 90 inizia un processo di privatizzazione anche di enti pubblici non economici (es. banche, croce
rosse, biennale di Venezia)
Nel caso in cui il legislatore voglia trasformare un soggetto privato in ente pubblico ha dei limiti
Es. IPAB (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza) trasformate nel 1980 da opere pie (associazioni
private) in ente pubblico per attrarle sotto il controllo pubblico. Un secolo dopo viene affrontata la
situazione davanti alla Corte costituzionale che ha annullato la legge del 1980 che aveva pubblicizzato le
opere pie
Es. Fondazioni bancarie, con una legge del 90 le banche pubbliche vengono qualificate come enti pubblici.
La corte dichiara incostituzionale questa legge del 90.
2. AZIENDE AUTONOME create nei primi decenni del 900, si caratterizzano come amministrazioni
incardinate nel ministero di riferimento ma con una propria organizzazione/separatezza rispetto al
ministero. Svolgono attività prevalentemente tecnica, amministrano le proprie entrate anche senza
avere un patrimonio proprio, sono rette dal ministro di riferimento. Vengono soppresse e subentra
l’ente pubblico economico, o vengono trasformate.
ESEMPI DI AZIENDE AUTONOME STORICHE:
- POSTE E TELECOMUNICAZIONI
- FERROVIE DELLO STATO
- SERVIZI TELEFONICI
- MONOPOLI DI STATO
- STRADE
- ASSISTENZA AL VOLO PER IL TRAFFICO AEREO
Modello di azienda autonoma ripreso all’interno degli attuali ministeri AGENZIE che sono presenti in
alcuni ministeri
29 ottobre
Giurisdizione esclusiva: in certe materie stabilite dalla legge l’unico giudice competente è quello
amministrativo, non si applica il dualismo di giurisdizione.
30 ottobre
Art. 41 Cost:
Art. 43 Cost: A fini di utilità generale la legge può riservare… il servizio pubblico non è tale perché gestito
da un soggetto pubblico (può essere gestito anche da soggetti privati), il monopolio pubblico è consentito
solo per i servizi pubblici che non possono essere offerti al mercato se non a prezzi molto alti si è
consentito di mantenere una coerenza dell’art. 43 come il diritto europeo, con i principi della libera
concorrenza.
Nozione di impresa pubblica 2 termini in contrasto: impresa + pubblica (deroga al Codice civile) quel
soggetto pubblico o privato che svolge attività economica/imprenditoriale. Fattore determinante non è la
natura del soggetto ma la natura economica dell’attività.
PRIVATIZZAZIONE
5 NOVEMBRE
Quando i servizi pubblici erano gestiti in regime di monopolio (gestione da parte delle aziende autonome e
poi degli enti pubblici economici) la regolazione era molto limitata, per i servizi pubblici nazionali per es. il
ministro indirizzava direttive all’ente gestore in modo da orientarne l’attività a fini economici e sociali
predeterminati. Però non c’era il problema di regolare i rapporti tra gestori perché non c’erano più gestori.
Con i processi di liberalizzazione dei mercati si è posta la necessità di regolare tutta una serie di rapporti, i
rapporti tra gestori dei servizi e le autorità di regolazione. Si pensi poi ai rapporti reciproci tra gestori, es.
nella telefonia mobile ci sono obblighi imposti dalle autorità di regolazione circa la portabilità del numero
nel caso il cliente voglia cambiare gestore. Ancora, i rapporti tra gestore e utente: c’è un complesso di
regole poste dall’autorità di settore e anche dalle carte dei servizi che devono essere rispettati, in caso di
violazione l’utente può proporre reclamo, l’autorità del settore risolve la controversia in via stragiudiziale.
L’attività dei pubblici poteri, in questo settore, è un’attività di regolazione e di controllo: la regolazione
deve promuovere la concorrenza, deve garantire adeguati livelli di qualità dei servizi, la loro diffusione e
fruizione in modo omogeneo sull’intero territorio, la definizione di un sistema tariffario certo e trasparente,
la promozione della tutela degli utenti. L’attività di controllo consiste nel controllo del corretto svolgimento
del servizio, nel controllo dei risultati del servizio in termini di utilità per i cittadini. In questo modo si
capisce meglio il ruolo dello Stato che non interviene più nell’economia ma svolge queste attività
amministrative in senso stretto di regolazione e di controllo.
Atipicità dell’ente pubblico (difficilmente definibile e incasellabile) + ente pubblico cangiante (enti di natura
pubblica con disciplina privatistica e viceversa).
Poteri speciali riservati al governo (vedi slide molto EASY)/ GOLDEN POWER: poteri speciali nei settori della
difesa e della sicurezza nazionale, applicati alle società partecipate ma anche alle società completamente
private a rilevanza strategica. Sono esercitati dal governo tramite d.p.c.m. in caso di minaccia per gli
interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale. Consistono in:
L’ampliamento dell’amministrazione centrale diventa un problema a parte dagli anni 70, con l’avvio della
riforma regionale e il trasferimento del potere in alcune materie da stato a regione.
Primo tentativo di riordino nell’88 con la legge 400. Poi nel ’99 con il decreto legislativo 300 obiettivo di
snellire l’organizzazione centrale, sopprimendo o accorpando ministeri e rivedendo l’organizzazione
ministeriale. Aveva previsto 2 modelli per l’organizzazione:
- DIPARTIMENTALE, totalmente nuovo previsto per quei ministeri che svolgono la loro azione in
settori differenziati ma omogenei al loro interno (es. economia e finanze, interno). Dipartimenti che
sono grandi strutture organizzative, articolate in uffici dirigenziali, che mirano ad assicurare
l’esercizio integrato delle funzioni di questi ministeri, i quali compiti riguardano grandi aree di
materie omogenee.
- DELLE DIREZIONI GENERALI, già noto ministeri in cui l’azione consiste in una politica di settore,
l’azione è coesa attorno ad una sola politica di settore che poi può essere articolata in più
specializzazioni (es. affari esteri, ambiente)
Obiettivo che è stato raggiunto parzialmente, perché c’è stato un affiancamento di questi due modelli e non
si è proceduto concretamente ad accorpamenti e soppressioni. Paradossalmente invece di ridurre il
sovradimensionamento delle strutture organizzative lo si è accentuato.
Ultimo tentativo è la legge Madia del 2015 che aveva delegato il governo a adottare decreti legislativi per
modificare la disciplina della presidenza del Consiglio dei ministri, dei ministeri e delle agenzie. I decreti non
sono stati adottati ulteriore mancato tentativo di riforma dell’amministrazione centrale.
Problema del sovradimensionamento interessa gli Enti Pubblici (vedi slide RIORDINO ENTI PUBBLICI) la
creazione di enti pubblici si è sviluppata agli inizi del 900 e trova la sua massima espansione durante il
periodo fascista (350 enti pubblici).
SERVIZI PUBBLICI
Min. 52
I primi sono quelli gestiti in forma imprenditoriale da soggetti privati, quindi in regime di concorrenza e
consistono in prestazioni economicamente valutabili.
I secondi in genere sono servizi di cui si fa carico la pubblica amministrazione ricorrendo alle tasse
pubbliche.
Le direttive europee nei servizi di rilevanza economica hanno previsto delle autorità di controllo.
RIORDINO AMMINISTRAZIONE CENTRALE DELLO STATO: avvio della riforma regionale = non servono più le
grandi strutture dell’amministrazione centrale = la duplicazione porta a spreco risorse. Nel 1988 con la
legge 400 si riforma la presidenza dei ministri, senza intervenire nei ministeri, e per questo si aspetta il 1999
per avere un modello dipartimentale nuovo.
Gli anni 90 sono la stagione delle privatizzazioni , di cui ancora si sente una forte frequenza negli anni 2000
= problema ancora da risolvere.
Il Servizio pubblico è definito come tale perché caratterizzato da un attività materiale per la collettività, una
teoria oggettiva che emerge anche dal codice penale, e che definisce il servizio pubblico ai fini del penale:
nell’art 357 e 358. I Servizi pubblici di rilevanza economica sono gestiti in forma imprenditoriale da privati
con regime di concorrenza, a cui vengono applicate le leggi europee. I servizi invece pubblici privi di
rilevanza economica sono in genere servizi come scuola, sanità, previdenza sociale etc. Anche il diritto
europeo fa questa distinzione e le direttive europee nei servizi di rilevanza economica prevedono una
regolazione. Diversamente vi sono inoltre servizi a funzione collettiva (basi di atti che creano un rapporto
tra PA e gestore del servizio) e a funzione individuale in cui l’erogazione si basa su atti che regolano il
rapporto tra gestore e utenti. L’atto di assunzione è una responsabilità, è il primo ruolo del soggetto
pubblico (ad esso sono collegati storicità del servizio pubblico e relatività), altro momento è la regolazione
(legata al principio della doverosità, collegato anche all’assunzione, che impone obblighi di servizio, ma è
legata anche alla continuità: il servizio pubblico non può essere interrotto arbitrariamente). Altro principio è
la parità di trattamento, ovvero ottenere le stesse prestazioni che caratterizzano il servizio pubblico a
differenza del privato (prestazioni minime sotto le quali non si può andare anche se vi sono delle perdite.
Prendendo ad esempio il servizio postale è bene assicurare a ciascun operatore una zona, così da rendere
attivo e diffuso il servizio in ogni momento). Altro principio è ancora la gestione: che va a suddividersi in
una forma di gestione diretta prodotta dalla stessa amministrazione (forma recessiva che potrebbe essere
prevista per servizi di ridotta dimensione), forma diretta attraverso aziende autonome (le aziende
autonome storiche erano come articolazioni del ministero), o ancora gestione tramite le società in house
(quando una società pubblica si avvicina di più alla PA e va considerata quasi interna ad essa: forma di
gestione quasi indiretta), e infine una gestione tramite società mista.
L’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali , prima delle modifiche della lege
finanziaria del 2002, vedeva le forme di gestione: diretta (in economia), concessione a terzi (senza iniziativa
libera economica ma sottoposti a stringenti vincoli imposti dall’amministrazione), a mezzo di istituzione, a
mezzo di azienda speciale, a mezzo di società miste.
Dopo le modifiche del 2002 viene apportata una distinzione tra servizi di rilevanza industriale (società di
capitali scelte con procedura ad evidenza pubblica e società di capitali a partecipazione maggioritaria
degli enti locali. Quest’ultima tipologia fu criticata dalla Commissione europea sulla base della sentenza
Teckal in quanto “non c’è gara ad evidenza pubblica”. La sentenza Teckal dice che è possibile un
affidamento diretto a una società senza gara, ma solo a due condizioni: che l’ente pubblico eserciti sulla
società controllo analogo a quello preposto per i propri organi e, che la società svolga la parte più
importante dell’attività per l’ente che la controlla = che svolga dunque per l’ente un’attività prevalente) e i
servizi privi di rilevanza industriale.
Si mantiene nella revisione del 2004 la distinzione tra rilevanza e non rilevanza industriale ma la parola
“industriale” è modificata in “economica”; i modelli societari con disciplina sulla libera concorrenza sono
mantenuti ma c’è un terzo punto in cui si parla delle società in house (una società con un capitale
interamente pubblico a condizione che l’ente eserciti sulla società controllo analogo a quello emanato dalla
società al suo interno e che la società realizzi la parte più importante della sua attività per l’ente = riprende
dunque interamente la sentenza Teckal ma aggiungendo il tassello del capitale “interamente pubblico”).
Oggi in sintesi, le forme di gestione di servizi di rilevanza economica sono: mediante procedura ad
evidenza pubblica, a capitale misto pubblico-privato, gestione diretto tramite affidamento in house.
Legge 241 del 1990 legge sul procedimento perché detta principi e criteri importantissimi cui si deve
ispirare l’azione amministrativa. Non vuole ingessare il procedimento amministrativo in schemi rigidi, non
detta una disciplina analitica di tutti gli istituti previsti dalla legge e disciplinare le fasi del procedimento
amministrativo.
Ha compiuto 30 anni e ha avuto delle modifiche, la riforma più importante nel 2005 che l’ha modificata in
maniera organica. Le modifiche più estese di recente sono apportate dalla riforma Madia (legge delega 124
del 2015, tra i settori interessati c’era la delega per la semplificazione dei processi amministrativi e la
trasparenza). Durante l’emergenza sanitaria ci sono state delle modifiche.
È stata la prima legge generale sul procedimento amministrativo. In Italia il primo progetto di legge fu
elaborato tra il 1944 e il 1947 da una commissione nota come Commissione Forti (presieduta da Ugo Forti),
ma mai stato approvato fino agli inizi degli anni 80 quando un’altra commissione elaborò un testo che
portò alla disciplina contenuta nella legge 241. Prima esistevano delle leggi di settore che disciplinavano in
forma procedimentale alcune materie, nelle quali vi era una pluralità di interessi privati e pubblici.
- NOZIONE FORMALE elaborata dal Sandulli negli anni 40, aveva definito il procedimento
amministrativo come una sequenza di atti/fatti/operazioni volta alla formazione di un atto di
carattere conclusivo. È un iter di formazione del provvedimento amministrativo. Da qui nascono le
fasi del procedimento: INIZIATIVA, ISTRUTTORIA, DECISORIA (+ eventuale DI INTEGRAZIONE
DELL’EFFICACIA)
- NOZIONE FUNZIONALE elaborata dal Benvenuti negli anni 50, che ha elaborato anche il concetto
di Funzione Amministrativa (la trasformazione del potere che la legge ha attribuito in astratto alla
PA in provvedimentoesercizio concreto del potere che si traduce in emanazione del
provvedimento). Il procedimento diventa la veste della funzione amministrativa, la forma esterna
del potere nel momento in cui viene esercitato concretamente. È la manifestazione tangibile della
funzione amministrativa.
- NOZIONE DEL PROCEDIMENTO visto come GARANZIA elaborata dal Giannini più recentemente.
Sede in cui si garantisce il corretto esercizio del potere, in cui si valuta gli interessi coinvolti (ricorda
la discrezionalità amministrativa), ed è essenziale la partecipazione del privato (Tutta l’attività
amministrativa è procedimentalizzata, anche quando la PA svolge la sua attività vincolata ed emana
un provvedimento vincolante non è esclusa la partecipazione del privato, può avere meno
importanza ma la partecipazione del privato può essere utile). Mette in luce soprattutto il
collegamento del procedimento con la discrezionalità amministrativa.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO (NOZIONE FORMALE) come sequenza di atti, fatti, operazioni, volta alla
formazione di un provvedimento (quale atto di carattere conclusivo), (NOZIONE FUNZIONALE) come
momento di concretizzazione del potere in un atto, (FUNZIONE DI PROC COME GARANZIA) ma anche come
garanzia della corretta esplicazione del potere, sede per garantire il rispetto dei principi che sono alla base
della P.A., per valutare gli interessi coinvolti e consentire dunque anche la partecipazione del privato alla
formazione dell’attività amministrativa.
12 novembre
Art. 1 della legge 241 del 1990 PRINCIPI GENERALI DELL’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA (in grassetto le
disposizioni del 2020):
1. L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge vediamo il principio di legalità. La
legge è parametro di scopo, determina i fini dell’attività amministrativa, cioè l’interesse pubblico.
Consapevolezza del legislatore già nel 1990 della cosiddetta Crisi della Legge (di fronte all’emergere
di nuovi interessi pubblici ha impedito alla legge di selezionare a priori questi interessi, la legge non
è più idonea a selezionare a priori gli interessi pubblici, ha lasciato all’amministrazione la scelta di
questi nelle varie circostanze ciò ricorda l’estensione dell’attività discrezionale a scapito
dell’attività vincolata)
Ed è retta da criteri di economicità, di efficacia economicità come principio/criterio
dell’efficienza, mettere in relazione le risorse impiegate e gli obiettivi raggiunti + efficacia cioè
relazione tra obiettivi da perseguire e risultati raggiunti. (Clarich considera economicità come
somma di efficacia e efficienza nel lungo periodo) vediamo il principio del Buon Andamento.
Economicità anche come non spreco di mezzi procedurali (atti), come si vede nel comma 2.
di imparzialità non necessario specificarlo. Strettamente legato alla discrezionalità
amministrativa, perché quando la PA valuta la misura migliore per provvedere all’interesse
pubblico dovrà sacrificare qualcosa e non deve farlo in maniera arbitraria
di pubblicità e di trasparenza… entrambi sono volti ad assicurare la visibilità dell’azione
amministrativa. Pubblicità riguarda il rapporto generale tra PA e privati cittadini, scopo è diffondere
le informazioni ai cittadini. Trasparenza riguarda il rapporto tra PA e il privato che è destinatario
della decisione della PA (la legge 241 ha previsto vari istituti, per es. l’obbligo di motivazione del
provvedimento o l’istituto della partecipazione da parte degli interessati)
… nonché dai principi dell’ordinamento comunitarioquesta norma è aperta, effettua un rinvio
mobile (la legge 241 non può elencare i principi dell’ordinamento comunitario, perché se la corte di
giustizia ne emanasse uno nuovo rimarrebbe fuori dalla lista e sarebbe da modificare anche la 241).
In generale i principi europei che vincolano le amministrazioni degli stati membri sono già acquisiti
nel nostro ordinamento, per es. la Buona amministrazione/Buon andamento. Questi principi a cui si
fa riferimento sono elaborati dalla corte di giustizia sulla base delle tradizioni comuni degli stati
membri (non c’è nulla di nuovo) e sono:
- PROPORZIONALITA’ trae origine dalla tradizione tedesca. Richiede che quando l’amministrazione
adotta un provvedimento limitativo della sfera giuridica del privato, deve valutare che questa
misura sia proporzionata rispetto all’obiettivo ai fini di questa verifica di proporzionalità la PA
opera una valutazione piuttosto complessa che si basa su 3 criteri:
o IDONEITA’ del mezzo impiegato rispetto all’obiettivo perseguito
o NECESSARIETA’ assenza di altro mezzo idoneo che comporti il minor sacrificio del
privato visto che quel provvedimento limita la sfera giuridica del privato (è sfavorevole),
DEVE ESSERE NECESSARIO non ci deve essere altro provvedimento previsto dalla legge
che possa essere utilizzato e che incida meno limitatamente/negativamente.
o ADEGUATEZZA dell’esercizio del potere rispetto agli interessi in gioco il sacrificio che
sopporta il privato deve essere tollerabile
Questo principio può essere considerato una specificazione del principio di ragionevolezza
principio assoluto che richiede che venga rispettato durante tutto l’iter procedurale. Impronta
Es. applicazione principio di proporzionalità: limitazione a due ore di lavoro di una piadineria
perché non a norma, limitazione non proporzionale all’obiettivo
si collega al principio europeo della Certezza del diritto che mira a garantire un quadro giuridico
stabile e chiaro.
- PRECAUZIONE enunciato in materia ambientale e poi esteso ad altri settori come salute e tutela
dei consumatori. Richiede che quando c’è un sospetto di rischio in questi settori, la PA può adottare
misure protettive e restrittive fino al momento in cui questa situazione di rischio non si sarà
chiarita. Lo ritroviamo nei provvedimenti Cautelari.
1-bis. La pubblica amministrazione, nell’adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le
norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente riferimento a quando si parlava dei
poteri speciali della PA. Quali sono gli atti autoritativi? Sono tutti i provvedimenti, sia favorevoli che
sfavorevoli. Al di fuori di questi atti (provvedimenti) la PA adotta atti di diritto privato. Invito a utilizzare
atti non autoritativi, come atto civilistico/contratto, con meno imbarazzo ma sempre sulla base di una
valutazione piuttosto che usare un atto. La PA deve valutare quale strumento usare in base all’interesse
pubblico da perseguire.
1-ter. I soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative assicurano il rispetto dei criteri e
dei principi di cui al comma 1, con un livello di garanzia non inferiore a quello cui sono tenute le PA in
forza delle disposizioni di cui alla presente legge riferimento a quando si parlava la nozione
soggettiva della PA. Applica i principi a soggetti privati che svolgono funzioni amministrative. Deve
essere letto con l’art. 29 comma 1, che dice che le disposizioni della presente legge di applicano alle
amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni si applicano anche alle società con
totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all’esercizio delle funzioni
amministrativesocietà in house e a controllo pubblico. Tutte le altre società rientrano nelle
previsioni del comma 1-ter.
2-bis. I rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione sono improntati ai principi della
collaborazione e della buona fede collaborazione per un superamento rapporto autoritario.
13 novembre
- DI PARTE che può essere di un privato o di una PA che però è diversa dall’amministrazione che
poi emanerà il provvedimento amministrativo (atto che conclude il procedimento amministrativo).
Quando è del privato, l’atto che il privato presenta si chiama ISTANZA o DOMANDA. Quando è della
PA si chiama RICHIESTA o PROPOSTA.
Ogni domanda che il privato decide di presentare alla PA costringe quest’ultima ad aprire un
procedimento? Art. 2 “Conclusione del procedimento”, della legge 241:
1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente un’istanza, ovvero debba essere iniziato
d’ufficio le PA hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento
espresso. non è indifferente per l’amministrazione essere o non essere obbligata ad aprire
un procedimento, ma nel momento in cui è obbligata (obbligo di procedere) è obbligata anche
a concludere il procedimento (obbligo di provvedere). Se non lo fa è inadempiente e viola
l’obbligo di provvedere. Provvedimento espresso = la PA ha manifestato espressamente la sua
volontà attraverso un provvedimento
Es. un privato era proprietario di un appartamento sulla spiaggia che si trovava a ridosso di un
impianto fonico che lanciava messaggi pubblicitario. Il privato chiede di provvedere e in questo
caso ha un interesse qualificato e differenziato.
Es. un privato chiede di fare un passo carrabile davanti casa sua, la PA deve provvedere perché
è un oggetto di cura dell’interesse della PA. Se un privato chiede di trasformare la strada
davanti casa da doppio senso a senso unico, la PA non è tenuta ad aprire un procedimento
perché è una misura prevista dal regolare traffico cittadino.
L’amministrazione è interessata al miglior perseguimento dell’interesse pubblico, non
nell’interesse del singolo privato.
Istanza introdotta nel 2012. Se ravvisano la manifesta irricevibilità (una domanda che in base
alla legge deve essere presentata entro certi termini ma viene presentata in ritardo),
inammissibilità (domanda che è priva di requisiti di forma), improcedibilità (il soggetto ha perso
interesse nel provvedimento) o infondatezza (domanda infondata, non può essere accolta)
della domanda, le PA concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in
forma semplificata, la cui motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di
fatto o di diritto ritenuto risolutivo. in tutte queste circostanze l’amministrazione non apre
neanche un regolare procedimento, deve limitarsi ad emanare un provvedimento in forma
semplificata motiverà in maniera molto sintetica le ragione che l’anno portata a chiudere
velocemente la pratica, perché se lo apre deve svolgerlo in maniera regolare). Si limita ad
emanare un provvedimento molto sintetico in cui spiega al privato le ragioni per cui non è
andato nel merito.
Es. domanda del privato del senso unico della strada sotto casa per legge non obbliga
l’amministrazione perché agisce sulla base del piano del traffico ma non sull’istanza. Dopo il
2012 in questo caso l’amministrazione è obbligata comunque a emanare un provvedimento in
Ci sono varie sanzioni sulla violazione dell’obbligo di procedere (non c’è casistica però):
LA FASE ISTRUTTORIA:
L’art. 7 apre il capo III della legge che si chiama PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del
procedimento CASI DI ESCLUSIONE. Casi nei quali l’amministrazione non è che non può scegliere,
non DEVE comunicare l’avvio del procedimento per ragioni oggettive. Casi in cui non c’è spazio per
la partecipazione del privato. Bisogna far riferimento alla giurisprudenza perché non possono
essere elencati (esempio la sospensione della patente per eccesso di velocità).
Nei casi di esclusione bisogna considerare l’Art. 13 “Ambito di applicazione delle norme sulla
partecipazione” che chiude il capo III esclude l’applicazione di tutte le norme contenuto nel capo
III a determinati procedimenti:
o Procedimenti che si chiudono con atti normativi in senso stretto (es. regolamento)
o Procedimenti che si concludono con atti amministrativi generali (es. ordinanze contingibili e
urgenti, non tutte bisogna basarsi sulla giurisprudenza)
o Procedimenti di pianificazione
o Procedimenti di programmazione
o Procedimenti tributari
l’avvio del procedimento stesso È COMUNICATO, con le modalità previste dall’articolo 8, ai soggetti
nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti (questi soggetti
sono I DESTINATARI del provvedimento) ed a quelli che per legge debbono intervenirvi (organi della
PA che per legge devono intervenire per esempio perché devono rendere una valutazione o
lasciare un parere) … soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti
destinatari, ai quali dal provvedimento possa derivare un pregiudizio (inteso come effetto negativo,
18 novembre
FINE COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO: istituto introdotto dalla legge 241 del 90 (vedi capo
III, Art. 7), preordinato alla partecipazione (fulcro della fase istruttoria), quindi primo adempimento della
fase istruttoria.
c-bis. la data entro la quale, secondo i termini previsti dall’articolo 2, commi 2 o 3, deve
concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell’amministrazione
l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere entro un termine, se non lo fa ci sono delle
conseguenze
c-ter. Nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza
collegato all’Art. 18-bis “Presentazione istanze, segnalazioni o comunicazioni” **
3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti
particolarmente gravosa, l’amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2
mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall’amministrazione medesima
non è un caso di esclusione della comunicazione di avvio del procedimento, ma è un caso in cui i
destinatari sono talmente numerosi che la comunicazione è quasi impossibile, quindi deve trovare
un altro modo per comunicare, per es. manifesti o quotidiani.
** Art.18-bis “Presentazione istanze, segnalazioni o comunicazioni” introdotto da uno dei decreti della
Legge Madia:
19 novembre
Conseguenze aldilà di questi casi di esclusione della omissione della comunicazione dell’avvio dei
procedimenti ai soggetti destinatari. Se non viene comunicato l’avio del procedimento, il provvedimento
finale è illegittimo perché viene violata una norma della legge 241, a meno che il soggetto non lo venga a
sapere tramite qualche altra modalità e partecipa al procedimento.
Il dubbio sulla esclusione, anche se non prevista dalla legge, della comunicazione di avvio del procedimento
nei procedimenti che si concludono con un provvedimento vincolato, è stato risolto con l’Art. 21-octies
“Annullabilità del provvedimento”:
Capo II “RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO”, figura introdotta per la prima volta nella legge 241 del ’90
che cura l’avvio del procedimento. Il regista dell’iter di formazione del provvedimento. Risponde al
principio di pubblicità e trasparenza (vedi Art.1), all’obiettivo di personalizzare la PA, quindi accorciare le
distanze col privato.
CURIOSITA’: Nel 1989 il dipartimento della funzione pubblica aveva emanato una circolare che richiedeva ai
dipendenti di portare un cartellino identificativo art. 55-novies d.lgs. 165 del 2001 (vedi sui doc)
“Identificazione del personale a contatto con il pubblico”
1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni
sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza
l'unità organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale,
nonché dell'adozione del provvedimento finale. unità organizzativa= generica per
ricomprendere tutte gli uffici in senso lato in cui si articolano le PA e che a seconda della PA presa in
considerazione possono essere denominate in maniera diversa (ufficio, area, sezione, dipartimento
ecc.). Viene individuata dalle singole PA con atto regolamentare in riferimento a ciascun
procedimento di propria competenza. Questa unità organizzativa sarà quell’ufficio all’interno del
quale verrà emanato il provvedimento.
dal 2013 le amministrazioni sono obbligate a pubblicare sui siti tutta una serie di informazioni
Art. 35 del d.lgs. 33 del 2013 (vedi doc)
d.lgs. 33 del 2013: Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni Art. 35: Obblighi di
pubblicazione relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e
l'acquisizione d'ufficio dei dati:
1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi alle tipologie di procedimento di propria
competenza. Per ciascuna tipologia di procedimento sono pubblicate le seguenti informazioni:
a. una breve descrizione del procedimento con indicazione di tutti i riferimenti normativi utili;
b. l'unità' organizzativa responsabile dell'istruttoria;
c. il nome del responsabile del procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di
posta elettronica istituzionale, nonché, ove diverso, l'ufficio competente all'adozione del
provvedimento finale, con l'indicazione del nome del responsabile dell'ufficio, unitamente
ai rispettivi recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale;
o Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione di cui al comma 1 (quindi finché il dirigente non
affidi il compito ad altri), è considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario
preposto alla unità organizzativa determinata a norma del comma 1 dell'articolo 4.
FUNZIONARIO PREPOSTO che è a capo dell’unità organizzativa responsabile. Fa riferimento a un
funzionario che non ha la qualifica di dirigente, ma essendo a capo di quell’unità/ufficio ha le
competenze per emanare il provvedimento.
Due figure (in questo contesto) apparentemente distanti, anche se usa due termini diversi indica
praticamente la stessa figura. Il dirigente o svolge anche il compito di responsabile di procedimento
(oltre a emanare il provvedimento) quindi le due figure coincidono (QUELL’EVENTUALMENTE È PER
QUESTO); oppure può affidare il compito di responsabile di procedimento ad un'altra figura, quindi
le due figure sono separate.
Art. 6 “Compiti del responsabile del procedimento”, vediamo che si occupa dell’iter dall’inizio alla fine:
b. accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo (scopo) necessari, e
adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. l’accertamento
dei fatti si può ricondurre alla lettera a. Adotta ogni misura…: Richiama il PRINCIPIO
INQUISITORIO
In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze
erronee o incomplete e può esperire (dal luogo/richiedere) accertamenti tecnici (verifica di
un fatto semplice, rilevabile attraverso strumenti che non lasciano margine di dubbio. Diversa
la valutazione tecnica (Art.17)*, che arriva dopo l’accertamento) ed ispezioni (se sono
previsti dalla legge) ed ordinare esibizioni documentali dimostra che il responsabile è il
punto di riferimento del privato, perché se il privato presenta una domanda erronea o
20 novembre (finisce articolo 6 di ieri, più collegamenti con art. 16, 17 e 18)
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica in caso di valutazioni che debbano essere prodotte
da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei
cittadini settori sensibili. L’amministrazione non può chiedere ad altri organi le valutazioni
tecniche, ma dovrà insistere ad ottenerle da quegli organi ritenuti responsabili di queste materie
specifiche.
3. Nel caso in cui l'ente od organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie all'amministrazione
procedente, si applica quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 16. se quell’organo ha bisogno
di ulteriori esigenze, il termine per il rilascio della valutazione tecnica viene interrotto e quando
l’organo le riceve ha 15 giorni per rilasciare la valutazione tecnica.
le valutazioni tecniche sono messe nella fase iniziale del procedimento, i pareri sono collocati nella fase
avanzata dell’istruttoria. Art. 16 “Attività consultiva”: i pareri (atti espressione dell’attività consultiva) si
distinguono in:
- OBBLIGATORI pareri che l’amministrazione procedente e il responsabile deve chiedere per legge.
La legge prevede che l’amministrazione chieda un parere ad un organo consultivo. Può essere
disatteso motivando, a meno che il parere obbligatorio non sia prevista dalla legge anche come
vincolante l’amministrazione deve conformarsi al parere
- FACOLTATIVI non previsti dalla legge. Il responsabile dispone di vari strumenti consultori di cui
può avvalersi. Nel momento in cui chiede un parere facoltativo, segue lo stesso regime di quello
obbligatorio, quindi potrà discostarsi dal parere solo motivando.
1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n.29 (è il primo decreto che ha privatizzato il pubblico impiegato che poi
è stato abrogato perché confluito nel decreto 165 del 2001), sono tenuti a rendere i pareri ad essi
obbligatoriamente richiesti entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora siano richiesti
pareri facoltativi, sono tenuti a dare immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del
termine entro il quale il parere sarà reso, che comunque non può superare i venti giorni dal
ricevimento della richiesta. termini entro i quali gli organi consultivi devono rendere il parere
obbligatorio o facoltativo a seconda dei casi. Non oltre i 20 giorni.
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere o senza che l'organo
adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'amministrazione richiedente procede
indipendentemente dall'espressione del parere . Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il
responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni
25 novembre
Distinzione che è nata nel 1889 (nascita del diritto amministrativo in Italia), il consiglio di stato ha acquisito
funzioni giurisdizionali. (storia/evoluzione delle situazioni vedi Clarich Cap. III, §§6,7,8).
Conclusione:
o Interessi Oppositivi: correlato a provvedimenti della PA che sono sfavorevoli, che limitano il
privato
o Interessi Pretensivi: correlati a provvedimenti favorevoli
Distinzione che ha ripercussioni sulla struttura del processo perché dipendono da questa distinzione certe
azioni che il privato può esperire nel processo, soprattutto per ottenere il risarcimento del danno. Es. sul
Clarich di un provvedimento di espropriazione risultato illegittimo; e poi su negazione di autorizzazione
risarcimento dei danni.
26 novembre
Il primo quarto d’ora della lezione di giovedì 26/11 è stato dedicato ad un breve scambio di impressioni
sulla “vicenda Covid Hotel”. Ho preso spunto da una notizia di stampa (Corriere del Veneto) del 17/11
titolata: Covid Hotel, ultimatum dal governo al Veneto: «Dateci la lista delle strutture o le requisiamo»: o la
Regione presentava la lista dei Covid Hotel, dove far trascorrere la quarantena ai contagiati senza sintomi
gravi con difficoltà a restare in isolamento domiciliare e i degenti non più bisognosi di ricovero ma ancora
positivi al tampone, oppure sarebbe stato il governo a requisirne uno per provincia (su indicazione della
Regione). Ciò sulla base dell’annuncio del ministro Francesco Boccia di voler attivare almeno 110 Covid
Hotel in Italia, uno per provincia. Al di là della bontà dell’iniziativa, e sulla base esclusivamente delle notizie
apparse sui giornali, sotto il profilo giuridico ritengo possibile un collegamento con il tema dell’esercizio
dell’autorità da parte della PA che prima di ricorrere al provvedimento di requisizione in uso ha valutato la
possibilità di perseguire l’interesse pubblico con atti non autoritativi (accordi, convenzioni) Spunto di
riflessione: può essere un esempio di applicazione dell’art. 1, comma 1-bis della l. 241?
Soggetti:
- Stessi soggetti cui va comunicato l’avvio del procedimento (Art.7): DESTINATARI DEL
PROVVEDIMENTO, CONTROINTERESSATI di quale situazione giuridica soggettiva sono titolari?
Sono titolari di interessi legittimi. INTERVENIENTI NECESSARI (vengono sicuramente messi nelle
condizioni di partecipare perché ricevono la comunicazione, ma non sono obbligati)
- Art. 9 “Intervento nel procedimento”:
o Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi
diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal
provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento pregiudizio:
interpretazione più flessibile, conseguenza negativa ma anche come minor vantaggio
possibile. Questi soggetti hanno facoltà di intervenire nel procedimento. INTERVENIENTI
EVENTUALI (vengono a sapere del procedimento e possono intervenire). Norma di
chiusura, diventa uno strumento di compensazione in tutte le ipotesi in cui i soggetti non
siano individuati o facilmente individuabili.
Interessi:
Soggetti portatori di INTERESSI PUBBLICI intervento di amministrazioni che non
sono tra gli intervenienti per legge, ma possono introdurre interessi pubblici che la
PA può ritenere utili per la valutazione
Soggetti portatori di INTERESSI PRIVATI escludiamo che siano portatori di
interessi legittimi. Es. tizio chiede rilascio a costruire, come configuriamo i
Art. 10-bis “Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza” PREAVVISO DI RIGETTO, si
trova tra fase istruttoria e fase decisoria, fase pre-decisoria.:
Se non ci fosse il preavviso di rigetto il privato riceve il provvedimento di rifiuto, legge le motivazioni e
potrebbe impugnare il provvedimento di fronte al giudice. Questo passaggio dà al privato la possibilità di
far cambiare idea all’amministrazione.
Art. 21-octies “Annullabilità del provvedimento” il provvedimento anche se illegittimo non è annullabile
se in giudizio l’amministrazione dimostra che anche se il privato avesse partecipato il contenuto del
provvedimento sarebbe stato lo stesso.
27 novembre
- Provvedimento
- Silenzi significativi
- Accordi tra PA e privati
Nel momento in cui si è formato il silenzio assenso la PA può intervenire rifiutando l’istanza? NO, perché nel
momento in cui si forma la PA ha esaurito il suo potere di provvedere, però il comma 3 mostra che dopo
che si è formato il silenzio assenso può intervenire ad altro titolo (non per rifiutare) ma per Autotutela.
Rinvio agli Art. 21-nonies “Annullamento d’ufficio”. Può intervenire con annullamento d’ufficio il silenzio
che si è formato in maniera illegittima.
Potrebbe creare delle incertezze nel privato, perché se decorre il tempo per il procedimento si crea un
silenzio assenso, ma il privato non sa il motivo dell’inerzia che potrebbe anche derivare da una
dimenticanza del fascicolo ecc. Il privato potrebbe così poi essere esposto ad annullamento di ufficio per il
silenzio illegittimo (ci sono delle condizioni però). difetti del silenzio assenso nel Clarich
Nel comma 4 ci sono procedimenti esclusi dalla formazione del silenzio assenso, che sono molti: riguardanti
il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, immigrazione,
l'asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità ecc.
Riforma Madia prevede 4 regimi amministrativi da applicare ad attività economiche del privato. Ha
individuato in tabella le varie attività economiche divise per sezioni precisando a quali regimi sono soggette.
Il silenzio assenso si crea anche in casi di discrezionalità della PA? Sì e in questi casi manca la partecipazione
del privato e una vera propria istruttoria. Questo entra un po’ in conflitto con la valutazione degli interessi
se l’amministrazione esercita discrezionalità.
2. SILENZIO DINIEGO: non ha una disciplina generale, ma ci sono casi previsti da singole leggi. Si forma
quando entro i termini di conclusione del procedimento l’amministrazione non si attivi per adottare
un provvedimento che accolga l’istanza.
Es. se il privato presenta una domanda per accedere ai documenti l’amministrazione ha 30 per
giorni per consentire o negare. Per legge se l’amministrazione non si esprime il silenzio equivale a
diniego.
- Ricorsi ordinari:
o In opposizione: il privato impugna l’atto di fronte alla stessa amministrazione che lo ha
emanato
o Gerarchici: ricordi posti in essere dall’inferiore gerarchico
- Ricorsi straordinari
Fino alla istituzione dei Tribunali amministrativi regionali (1971), il privato che volesse agire contro un atto
della PA doveva prima esperire un ricorso amministrativo. Il problema era che non era previsto un termine
entro il quale l’amministrazione doveva esprimersi sul ricorso, quindi il privato poteva anche non ricevere
risposta e quindi non poteva rivolgersi poi al giudice amministrativo la giurisprudenza ha quindi creato il
SILENZIO RIGETTO (nell’ambito dei ricorsi): non essendoci un termine il privato aspettava 120 giorni, se
l’amministrazione non si pronunciava, il privato diffidava l’amministrazione a pronunciarsi entro 60 giorni,
se ancora non decideva il suo silenzio equivaleva a un rigetto: 120 GIRONI-DIFFIDA-60 GIRONI-RIGETTO. In
quel caso il privato riceve risposta anche se è un rigetto, in modo da potersi rivolgere al giudice
amministrativo.
Questo istituto viene trasferito dal piano giustiziale dei ricorsi a quello sostanziale dei procedimenti (siamo
ancora nel periodo prima della legge 241) la giurisprudenza ha applicato l’Art. 25 del testo unico degli
impiegati dello stato del 1957 che prevede la responsabilità civile del funzionario che non compie un atto
che invece è obbligato a compiere. Il privato aspettava 60 giorni, se il termine decorreva inutilmente allora
il privata diffidava l’amministrazione ad adempiere entro 30 giorni, se l’amministrazione rimaneva inerte
non veniva garantita una risposta al privato che invece poteva chiedere il risarcimento del danno: 60
GIORNI-DIFFIDA-30 GIRONI-RISARCIMENTO DEI DANNI.
TERMINI DEL PROCEDIMENTO regolati dall’ Art. 2 della legge 241 del 1990 “Conclusione del procedimento”:
2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un
termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI E DEGLI
ENTI PUBBLICI NAZIONALI devono concludersi entro il termine di trenta giorni prevede che se questo
termine non è stato fissato i procedimenti amministrativi devono concludersi entro il termine di 30 giorni.
Questa disposizione è transitoria che si applica nel caso in cui l’amministrazione non abbia deciso un
termine più adeguato per i procedimenti di propria competenza. Sembrano escluse le amministrazioni
locali e regionali, ma l’Art. 29 “Ambito di applicazioni della legge” dice che l’obbligo di concludere il
procedimento entro i termini previsti dalla legge 241 costituisce un livello essenziale di prestazione, che è
una competenza statale anche nelle regioni e enti locali questi termini devono essere rispettati
4. prevede che, tenendo conto della natura degli interessi pubblici tutelati e della complessità del
procedimento, il termine può essere aumentato ma non più di 180 giorni.
5. fa riferimento alle Autorità amministrative indipendenti che disciplinano i termini di conclusione per i
procedimenti di propria competenza.
6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal
ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte
7. prevede che questi termini di conclusione possono essere sospesi per una sola volta e per un periodo
non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o
qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente
1. Possibilità del privato di presentare ricorso al giudice amministrativo: Sintesi dell’art. 117 del
Codice del processo amministrativo d.lgs. 104 del 2010 Ricorsi avverso il silenzio:
- Il ricorso avverso il silenzio è proposto, anche senza previa diffida, con atto notificato
all'amministrazione e ad almeno un controinteressato nel termine di cui all'articolo 31,
comma 2 il silenzio in adempimento si forma quando scade il termine del procedimento,
l’amministrazione viola la legge e il privato può ricorrere al giudice amministrativo anche
senza previa diffida
- Nel caso in cui l’amministrazione non adempia nel termine fissato dal giudice, quest’ultimo
nomina un commissario ad acta il legislatore mette in primo piano una risposta al
privato. L’amministrazione può intervenire fino a che non viene nominato il commissario ad
acta.
- Se nel corso del giudizio sopravviene il provvedimento espresso questo può essere
impugnato anche con motivi aggiunti, e tale ricorso si innesta nel rito del silenzio si evita
una duplicazione di processi
Art. 31 del Codice del processo amministrativo d.lgs. 104 del 2010
- L’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un
anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. disposizione favorevole al
privato, 1 anno garantisce al privato di trovare giustizia.
- Il giudice può pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di
attività vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della
discrezionalità e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti
dall'amministrazione. nei casi di attività vincolata il giudice può ordinare all’amministrazione di
rifiutare o accogliere l’istanza
2 dicembre
Art. 2-bis “Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento”:
Commi che prevedono come rimedio all’inadempimento il Potere Sostitutivo, una via alternativa rispetto al
ricorso al giudice.
9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui
attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si
considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al
funzionario di più elevato livello presente nell' amministrazione… individuazione di questa figura a cui il
privato può rivolgersi, funzionario al vertice dell’amministrazione che può emanare il provvedimento.
Per ciascun procedimento, sul sito internet istituzionale dell'amministrazione è pubblicata, in formato
tabellare e con collegamento ben visibile nella homepage, l'indicazione del soggetto a cui è attribuito il
potere sostitutivo e a cui l'interessato può rivolgersi ai sensi e per gli effetti del comma 9-ter…
9-ter. Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento … il privato può rivolgersi al
responsabile di cui al comma 9-bis perché, entro un termine PARI ALLA METÀ DI QUELLO
ORIGINARIAMENTE PREVISTO, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina
di un commissario questo potere sostitutivo è un meccanismo che viene attuato sotto sollecitazione del
privato. Il funzionario stesso può provvedere oppure si affida il compito a un commissario.
9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica
all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei
quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dai regolamenti…
monitoraggio del rispetto o meno del termine di conclusione dei procedimenti
1-bis. … in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte, per il quale
sussiste l'obbligo di pronunziarsi, l'istante ha DIRITTO DI OTTENERE UN INDENNIZZO PER IL MERO RITARDO
alle condizioni e con le modalità stabilite dalla legge... prevede in caso di ritardo un indennizzo al privato.
Legge approvata nel 2013 che chiarisce che il privato che ha presentato l’istanza prima di ottenere
l’indennizzo deve attivare il potere sostitutivo entro 20 giorni dalla scadenza del termine.
3 dicembre
FASE DECISORIA
La particolarità delle ordinanze contingibili urgenti è quello di essere atipiche; non sorge un problema di
rispetto del principio di legalità, per lo meno quello formale, perché la legge le prevede. Sono atipiche
perché la legge non ne precisa il contenuto.
- Escludiamo sicuramente l'autoritatività: a parte eccezioni, l'atto non provvedimentale non incide
nella sfera giuridica del destinatario.
- Per quanto riguarda la tipicità ma anche la nominatività? Sono caratteri propri del provvedimento.
La legge cerca, anche quando la PA svolge attività discrezionali, di guidarla. Lo scopo di
un'eventuale tipizzazione degli atti procedimentali è diverso da quello degli atti amministrativi. Non
può essere quello di tutelare il privato, ma sarà quello di assicurare un'adeguata finalizzazione
dell'azione amministrative.
Paragrafo del Clarich “Gli elementi strutturali del provvedimento amministrativo” → vengono illustrati sia
gli elementi essenziali che quelli strutturali del provvedimento, come la motivazione (se manca, non è
nullo). Bisogna tenerli distinti tra loro.
Gli ELEMENTI ESSENZIALI del NEGOZIO GIURIDICO (alcuni anche del provvedimento) sono:
- OGGETTO: elemento essenziale costitutivo del provvedimento, può essere un bene o altro. Se
manca, il provvedimento è nullo.
- FORMA: elemento essenziale nel momento in cui è la forma legale, ovvero il provvedimento è nullo
quando manca la forma prevista dalla legge.
- MOTIVAZIONE: risponde a diversi obiettivi e assolve a diverse funzioni. Questo istituto è volto a
dare attuazione al principio di trasparenza dell'attività amministrativa. Dà attuazione al principio del
buon andamento, di imparzialità. Agevola l’interpretazione del provvedimento, ha due obiettivi:
prevenire i ricorsi e consente che ci sia un controllo giurisdizionale sull’operato
dell’amministrazione.
Prima della legge 241 c'era l'obbligo di motivazione per la maggior parte dei provvedimenti. I
provvedimenti per cui era escluso erano:
- quelli favorevoli su istanza di parte: la giurisprudenza aveva escluso l'obbligo di motivazione perché
se un provato presenta un'istanza e la PA la accoglie, la motivazione è superflua; questo però non
prendeva in considerazione i contro interessati.
- quelli vincolati: si era ritenuto che, essendo emanata dalla PA solo in seguito a verifica, non era
necessaria la motivazione, che era insita nella verifica.
2. La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale Gli atti
normativi sono esclusi anche dalle norme relative alla partecipazione (Art.13). Sono esclusi anche
gli atti amministrativi generali. Ci sono le eccezioni, per esempio una variante di piano che incide
nella sfera del privato.
3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione
stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma
della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama motivazione per relationem: casi in cui la
motivazione non fa parte del corpo/struttura del provvedimento, ma la motivazione è comunque
ricostruibile da un atto del fascicolo di quel procedimento e da atti che possono essere accessibili
dal destinatario del provvedimento. Per esempio, il parere (la motivazione non è contenuta nel
provvedimento perché si rinvia ad un parere, che già esplicita le motivazioni che hanno portato
l’amministrazione ad agire così)
4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorità cui è possibile
ricorrere.
4 dicembre
- PERFEZIONE: si dice perfetto quando viene ad esistenza con tutti i suoi elementi essenziali
costitutivi
- EFFICACIA: come produzione degli effetti giuridici del provvedimento, idoneità del provvedimento
ad incidere nella sfera giuridica del privato. Di regola quando è perfetto produce anche i suoi effetti
giuridici eccezioni: nella fase eventuale sono necessari ulteriori adempimenti perché il
provvedimento produca effetti giuridici:
o Controlli preventivi sulla veridicità dei singoli atti che condizionano l’efficacia del
provvedimento
o Possibilità dell’amministrazione di inserire una condizione sospensiva o un termine iniziale
o Comunicazione prevista dall’Art. 21-bis “Efficacia del provvedimento limitativo della sfera
giuridica dei privati”:
1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei
confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle
forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal Codice di procedura
civile. il provvedimento amministrativo sfavorevole non produce effetti fino al
momento in cui non entra nella sfera di conoscenza del destinatario. PROVVEDIMENTI
RECETTIZI. La comunicazione mette i destinatari nelle condizioni di attivarsi per
ricorrere al giudice.
Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o
risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede mediante forme di
- ESECUTIVITA’: es. ordine di demolizione di un edificio abusivo che ha prodotto gli effetti giuridici
non appena viene comunicato al destinatario. Questo ordine è anche esecutivo: deve essere
portato materialmente ad esecuzione dal destinatario, perché solo attraverso l’esecuzione
materiale dell’ordine di demolizione la PA avrà perseguito l’interesse pubblico. Non basta
l’emanazione del provvedimento. NON SONO ESECUTIVI: patente
- ESEGUIBILITA’: l’amministrazione ha l’obbligo di eseguire i suoi provvedimenti, è l’esecutività da
parte dell’amministrazione. Es. se emana provvedimento per realizzare un’opera pubblica poi deve
eseguirla, o un concorso ecc.
1. I provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente, salvo che sia diversamente
stabilito dalla legge o dal provvedimento medesimo. esecutività per il privato e eseguibilità per
l’amministrazione
- INOPPUGNABILITA’: il provvedimento non può più essere impugnato, o perché sono stati esperiti
tutti i gradi di giudizio o perché sono scaduti i termini per i quali si può fare ricorso. Diventa
inoppugnabile/definitivo.
- VALIDITA’: è auspicabile che se un provvedimento è perfetto ed efficace sia anche valido. Può però
presentare dei vizi o essere invalido.
INVALIDITA’ del provvedimento amministrativo: facciamo riferimento ad una difformità tra provvedimento
e norme che determina una lesione della sfera giuridica del privato. Però non tutti i casi in cui il
provvedimento è difforme dalle norme questo è causa di invalidità può avvenire che il provvedimento
presenti delle imperfezioni che sono causa di IRREGOLARITA’, quindi si rettifica o regolarizza il
provvedimento. Questa difformità può incidere sulla efficacia del provvedimento in maniera più o meno
radicale:
- Se è RADICALE provvedimento è NULLO (nullità del provvedimento), non produce nessun effetto
- Se incide MENO RADICALMENTE abbiamo l’ANNULLABILITA’, il provvedimento è perfetto ed
efficace ma presente dei vizi, produce i suoi effetti fino al momento in cui eventualmente verrà
annullato.
NULLITA’: (casi molto rari) il provvedimento è nullo quando manca uno dei suoi elementi essenziali
(soggetto, oggetto, forma):
- Nullità in relazione alla forma: l’amministrazione può validamente esprimersi senza forme
predefinite. Non per forza i provvedimenti devono essere scritti. Principio di libertà delle forme che
si è cercato di limitare, ritenendo nullo un provvedimento perché mancava la firma/sottoscrizione
(non si capisce qual sia l’autorità che ha emanato il provvedimento) o la verbalizzazione delle
delibere degli organi collegiali.
1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da
difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché
negli altri casi espressamente previsti dalla legge. elementi essenziali = soggetto, oggetto, forma.
Difetto assoluto di attribuzione = incompetenza assoluta. In violazione o elusione del giudicato
(sentenza definitiva) = la PA adotta lo stesso provvedimento annullato e quindi viola il giudicato, o
adotta un provvedimento diverso da quello che avrebbe dovuto adottare a seguito della sentenza
definitiva, quindi elude.
Esempio del Clarich su un concorso pubblico.
9 dicembre
ANNULLABILITA’: difformità tra provvedimento e norma, che incide nella sfera giuridica del privato, ma in
maniera meno radicale. Abbiamo un provvedimento perfetto, che produce i suoi effetti, che potrebbe
presentare dei vizi di legittimità (sono esclusi i vizi di merito). Il provvedimento continua a produrre i suoi
effetti fino all’eventuale annullamento.
Tipi di INVALIDITA’/ILLEGITTIMITA’/ANNULLABILITA’:
- TOTALE del provvedimento il vizio colpisce l’intero atto che viene annullato totalmente
- PARZIALE del provvedimento il vizio colpisce solo una parte del provvedimento, che viene
annullata. Questo succede in atti plurimi (atti amministrativi generali) i quali effetti sono separabili
per ciascun destinatario. Es. piano regolatore generale comunale rileva come atto plurimo quando
il piano contiene delle prescrizioni per singole aree. Se una è illegittima per una specifica area, tutte
le altre prescrizioni non saranno a loro volta illegittime e quindi annullabili.
- DERIVATA principio di autonomia e coordinamento tra tutti gli atti endo-procedimentali (atti
strumentali all’emanazione del provvedimento). Se un atto endo-procedimentale è viziato questo
vizio colpisce il provvedimento finale, ma l’atto endo-procedimentale illegittimo in quanto non
provvedimentale non va a ledere la sfera giuridica del privato, quindi non è autonomamente
impugnabile, quindi il privato deve aspettare il provvedimento finale per impugnarlo. Es. un parere
obbligatorio è illegittimo perché reso da un organo irregolare, questo vizio colpisce il
provvedimento finale che sarà impugnato, non il parere perché non lede l’area giuridica del privato.
Il vizio può derivare da un altro provvedimento, da un atto esterno al procedimento (es. viene
sciolto un consiglio comunale e viene nominata una commissione. La commissione svolgerà degli
atti fino al momento di nuove elezioni. Se lo scioglimento è dichiarato illegittimo e viene annullato,
questo colpisce anche la nomina della commissione.)
I VIZI DI LEGITTIMITA’ del provvedimento, regolati dall’Art. 21-octies “Annullabilità del provvedimento”:
10 dicembre
ECCESSO DI POTERE
1. CONTRADDITTORIETÀ:
a. INTERNA: quando c’è una contraddizione tra il contenuto del provvedimento e la
motivazione
b. ESTERNA: quando ci sono due provvedimenti, uno conseguenziale all’altro, che si
contraddicono
6. PERPLESSITÀ la motivazione lascia dei dubbi, non è chiaro quale tipo di potere ha esercitato
l’amministrazione per emanare quel provvedimento. Es. l’amministrazione ordina la demolizione di
un edificio, ma dalla motivazione non è chiaro se ha ordinato la demolizione perché l’edificio è
abusivo o pericolante.
8. MANIFESTA INGIUSTIZIA non frequente. È evidente il confine tra legittimità e merito. Es. tizio
subisce un infortunio gravissimo sul lavoro, e lo mette non a riposo ma gli da delle mansioni
9. VIOLAZIONE DI CIRCOLARI sappiamo che le circolari sono vincolanti, non possono essere
ignorate, ci si può discostare motivando la ragione. Nel caso ci sia un mancato rispetto della
circolare senza motivazione allora c’è eccesso di potere.
- VIOLAZIONE DI LEGGE vizio residuale, comprende tutte le difformità che non sono incompetenza
relativa o eccesso di potere. Tutte le ipotesi di contrasto tra provvedimento e disposizione
regolative in senso ampio. Viene svilito dall’ Art. 21-octies “Annullabilità del provvedimento”:
2. Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma
degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto
dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. … parliamo di un
provvedimento affetto a Violazione di legge, però va applicata solo a provvedimenti vincolati e deve
essere evidente che anche senza quel vizio di forma il contenuto sarebbe stato lo stesso.
Es. ritenere la mancanza di motivazione un vizio meramente formale e quindi applicare la regola del
non annullabilità del provvedimento va a svilire lo stesso obbligo di motivazione. Se invece si desse
una valenza sostanzialista alla motivazione, essa assumerebbe una maggiore rilevanza. Con questo
articolo non è annullabile un provvedimento in cui manca la motivazione se è possibile capirla
attraverso la documentazione del procedimento.
Che importanza ha distinguere i vizi? Se il privato impugna un provvedimento lamentando determinati vizi il
giudice si pronuncerà su essi. Inoltre la distinzione ha una ripercussione sui vincoli che ha la PA dopo
l’annullamento del provvedimento. Bisogna distinguere tra vizi:
- Formali se il vizio è formale allora non si esclude che l’amministrazione dopo l’annullamento del
provvedimento possa emanare un provvedimento dello stesso contenuto, perché il vizio è solo
formale non nel contenuto.
- Sostanziali se il vizio è sostanziale come l’eccesso di potere, una volta che il provvedimento è
stato annullato non si può emanare un provvedimento con lo stesso contenuto essendo il primo
sbagliato.
- N.5457: appello è stato accolto per vizio eccesso di potere, figura sintomatica: illogico e irrazionale
- N.5961: appello accolto per vizio di ecco di potere, figura sintomatica: contraddittorietà interna
- N.1627: appello accolto per eccesso di potere, figura sintomatica: difetto di motivazione (lacunosa
e generica)
- N.1333: appello accolto per eccesso di potere, figura sintomatica: difetto di istruttoria +
travisamento dei fatti
- N.7777: primo appello accolto per incompetenza assoluta
- N.1: appello accolto per eccesso di potere, figura sintomatica: sviamento di potere e difetto di
motivazione
- N.2251: il giudice respinge il ricorso facendo riferimento al codice della strada, ritenendo che la
materia del caso era relativa alla sicurezza dei cittadini (Art.20 della legge 241 in cui si parla di
11 dicembre (manca)
1. AD ESITO ELIMINATORIO:
a. Annullamento d’ufficio
b. Revoca
c. Rimozione o abrogazione
2. AD ESITO CONSERVATIVO:
a. Convalida
b. Ratifica
c. Sanatoria
d. Rettifica
3. AD ESITO CONFERMATIVO:
a. Provvedimento di conferma
b. Atto confermativo
16 dicembre
1. AD ESITO ELIMINATORIO:
a. Annullamento d’ufficio Art. 21.nonies “Annullabilità del provvedimento”: riferimento (1)
a una norma transitoria che rimane in vigore fino al 31 dicembre:
Il D.L 19 maggio 2020, n. 34, ha disposto (con l'art. 264, comma 1 lettera c) che "Al fine di
garantire la massima semplificazione, l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e la
rimozione di ogni ostacolo burocratico nella vita dei cittadini e delle imprese in relazione
all'emergenza COVID-19, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31
dicembre 2020:
b) i provvedimenti amministrativi illegittimi ai sensi dell'art. 21-octies della legge 7 agosto
1990, n. 241, adottati in relazione all'emergenza Covid-19, possono essere annullati
d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro il termine di tre mesi, in
deroga all'art. 21-nonies comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241. …
b. (REVOCA-SANZIONE) si ha nei casi in cui il privato non rispetta le condizioni e i limiti previsi dal
provvedimento, quindi contravviene ai presupposti previsti dalla legge. Es. licenza commerciale revocata
perché il privato ha violato la legge.
17 dicembre
b. Ratifica è inclusa nella convalida quando viene eliminato il vizio di competenza relativa
(l’organo competente per legge fa proprio il provvedimento attraverso la ratifica gesto di
far proprio). La ratifica più propriamente non è legata a un caso di illegittimità e invalidità,
non rimuove nessun vizio.
d. Rettifica si riferisce non a casi di invalidità ma a casi di irregolarità. Es. manca una data, il
nome del responsabile, manca un riferimento ecc.
Sono espressione DELL’ATTIVITÀ CONSENSUALE della PA: riconducibili all’attività consensuale anche i
contratti che la PA può stipulare. Gli accordi sono atti di DIRITTO PUBBLICO, rappresentano una forma
diversa rispetto al provvedimento dell’esercizio del potere pubblico.
Disciplinati dall’Art. 11 “Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento” nel capo 3 “Partecipazione al
procedimento amministrativo”, siamo nella FASE ISTRUTTORIA: obiettivo di snellire il procedimento e
evitare il contenzioso. 2 tipi di accordi, integrativi (richiedono poi un provvedimento) e sostitutivi
(sostituiscono il provvedimento).
ELEMENTI COMUNI:
- Forma scritta
- Le regole del codice civile trovano spazio solo negli ambiti lasciati liberi dalla legge
- Recesso unilaterale
- Determinazione preliminare
18 dicembre
Strumento introdotto dalla legge 241 finalizzato al coordinamento tra PA, siamo in tema di accordi tra PA.
Strumento volto ad accelerare il procedimento.
Termine conferenza di servizi non si tratta di un organo collegiale, è un modulo procedurale attraverso il
quale le PA si coordinano.
- CONFERENZA ISTRUTTORIA per l’esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti (in uno o più
procedimenti): è facoltativa, dato che è rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione
procedente. L’indizione può essere richiesta da parte di una delle amministrazioni coinvolte nel
procedimento oppure dal privato interessato. È sede di raccolta degli elementi istruttori utili per la
decisione finale. la partecipazione spontanea viene sostituita da una riunione organizzata, si
semplifica la raccolta degli elementi istruttori utili per la valutazione.
Questa conferenza semplificata consente la formazione della decisione a distanza e in tempi differenziati,
quindi aiuta a semplificare e accelerare il procedimento amministrativo.
CONFERENZA DECISORIA SINCRONA O SIMULTANEA residuale perché prevista in relazione alla particolare
complessità della determinazione da assumere e su richiesta motivata delle altre amministrazioni o del
privato interessato. (oppure dopo esito negativo della conferenza asincrona).
All’esito dell’ultima riunione, e comunque non oltre il termine di conclusione dei lavori, l’amministrazione
procedente adotta la determinazione motivata di conclusione della conferenza, sulla base delle posizioni
prevalenti espresse dai rappresentanti unici delle amministrazioni partecipanti alla conferenza. Si riduce
così il numero di interlocutori abilitati ad esprimere un dissenso. non si va a maggioranza,
l’amministrazione procedente dà un peso alle opinioni delle amministrazione partecipanti.
Si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato alle
riunioni ovvero, pur partecipandovi, non abbia espresso la propria posizione, ovvero abbia espresso un
dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza. restrittivo
verso le amministrazione che non partecipano o non esprimono opinione, si considera silenzio assenso.
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque
denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività
imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento
di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non
sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione
settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell'interessato, con la sola
esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati
dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione,
all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi
compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di
quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa
comunitaria. la scia è un atto con il quale il privato segnala all’amministrazione che inizia
un’attività autocertificando che ha i requisiti previsti dalla legge. Questa segnalazione non
costituisce una istanza presentata all’amministrazione per ottenere il rilascio di un’autorizzazione
all’esercizio di un’attività, ma è una segnalazione che sostituisce l’autorizzazione della PA. Non
essendoci un’autorizzazione, il controllo dei requisiti sarà coerentemente con quanto richiesto dalla
direttiva europea.
Limiti alla scia, casi in cui il privato deve chiedere l’autorizzazione:
- questa segnalazione può sostituire solo un provvedimento vincolato: non può sostituire un
provvedimento per l’emanazione del quale l’amministrazione debba valutare gli interessi coinvolti
(quindi discrezionale). C’è uno spazio per i casi in cui l’amministrazione eserciterebbe
discrezionalità tecnica (ma il privato deve attivarsi per farle e poi allegarle alla segnalazione).
- Presenza di contingenti complessivi o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio
degli atti di assenso: in certi casi la legge prevede l’attività dei privati siano limitate dal punto di
vista quantitative (es. per realizzazione di punti vendita uguali, tra uno e l’altro deve esserci una
certa distanza)
- Tutti quei casi in cui entrano in gioco interessi pubblici particolarmente rilevanti, settori sensibili
che vengono elencati.
3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al
comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo
comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli
eventuali effetti dannosi di essa. Qualora sia possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti
alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a
provvedere prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta
giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure da parte del privato,
decorso il suddetto termine, l'attività si intende vietata. se il privato non ha i requisiti
l’amministrazione può interrompere l’attività, ma nei casi in cui sia possibile per il privato
conformarsi l’amministrazione invita il privato a farlo entro 30 giorni.
4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al comma 3 (provvedimenti con cui si
vieta l’attività), primo periodo, l’amministrazione competente adotta comunque i provvedimenti
previsti dal medesimo comma 3 in presenza delle condizioni previste dall’articolo 21-nonies. se
decorrono i 60 giorni l’amministrazione non interviene, può ancora intervenire? Può intervenire in
presenza delle condizioni dell’Art. 21-nonies: illeggibilità, presenza di interesse pubblico superiore
rispetto a quello del privato, termine dei 18 mesi.
6. -ter. La segnalazione certificata di inizio attività, non costituiscono provvedimenti taciti
direttamente impugnabili. c’è stato un periodo in cui veniva considerata un provvedimento
DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI: tema centrale della legge 241 (c’è anche nel titolo),
disciplinato dal capo V “Accesso ai documenti amministrativi” costituito dagli articoli dal 22 al 28. Capo
totalmente riscritto nel 2005.
Finalità dell’accesso, Art. 1 prevede i principi di trasparenza e pubblicità + Art. 22 “Definizioni e principio in
materia di accesso”:
Art. 22:
7 gennaio
SOGGETTI PASSIVI:
Art. 22:
MODALITA’ DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO: possibilità di prendere visione ed estrarre copia del
documento. Art. 22:
1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi,
nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di
copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in
materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Essa deve essere rivolta
all'amministrazione che ha formato il documento e che lo detiene stabilmente.
ACCESSO INFORMALE: Art. 5, mediante richiesta anche verbale all’ufficio dell’amministrazione competente
a formare l’atto conclusivo del procedimento. Dai comma 1 e 6 risulta che l’accesso informale non è
possibile quando risulta l’esistenza di controinteressati (definizione dell’art. 22 comma 1: c) per
"controinteressati", tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento
richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza).
ACCESSO FORMALE: Art. 6, Qualora non sia possibile l'accoglimento immediato della richiesta in via
informale, ovvero sorgano dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri
rappresentativi, sulla sussistenza dell'interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni
- NON ACCOGLIMENTO: può essere espresso perché entro i 30 giorni la PA può esprimersi negando
esplicitamente, o se decorre il termine si ha un diniego tacito. Strumenti del privato per tutelarsi
Art. 25 “Modalità di esercizio del diritto di accesso e ricorsi”:
4. Il richiedente in caso di diniego o differimento può presentare ricorso al tar (giudice).
Via alternativa possibilità da parte del richiedente l’accesso di rivolgersi o alla commissione per
l’accesso ai documenti amministrativi se l’atto è di un’amministrazione statale, o per atti sub-statali
si rivolge al difensore civico (regionale se l’atto è regionale, civico se l’atto è provinciale o
comunale). Cosa chiede? Chiede di pronunciarsi sulla legittimità o meno del differimento o del
diniego. Se non si esprimono entro 30 giorni, significa che sono legittimi. Il privato quindi può
rivolgersi al giudice amministrativo.
Se il differimento o il diniego sono ritenuti illegittimi chiedono di confermare entro 30 giorni
all’amministrazione che li ha dati il differimento o il diniego. Il loro silenzio equivale ad assenso,
quindi l’accesso è consentito (se l’amministrazione è convinta del diniego è nel suo interesse
confermarlo, altrimenti viene consentito).
ACCESSO CIVICO (vedi documento decreto legislativo 33 del 2013, modificato nel 2016):
1. L'obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare
documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in
cui sia stata omessa la loro pubblicazione. (accesso civico SEMPLICE: legato all’obbligo di
pubblicazione delle PA sui siti internet delle info)
2. Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e
sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico,
chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni ,
ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei
limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'articolo 5-
bis. . (accesso civico GENERALIZZATO, introdotto nel 2016)
3. L'esercizio del diritto di cui ai commi 1 e 2 non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla
legittimazione soggettiva del richiedente. L'istanza di accesso civico identifica i dati, le informazioni
o i documenti richiesti e non richiede motivazione
7. Nei casi di diniego totale o parziale dell'accesso o di mancata risposta entro il termine indicato al
comma 6, il richiedente può presentare richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della
corruzione e della trasparenza, che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti
giorni. Se l'accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all'articolo 5-bis, comma
2, lettera a), il suddetto responsabile provvede sentito il Garante per la protezione dei dati
personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta.
1. L'accesso civico di cui all'articolo 5, comma 2, è rifiutato se il diniego è necessario per evitare un
pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici inerenti a: a) la sicurezza pubblica e
l'ordine pubblico; b) la sicurezza nazionale; c) la difesa e le questioni militari; d) le relazioni
internazionali; e) la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato; f) la conduzione di
indagini sui reati e il loro perseguimento; g) il regolare svolgimento di attività ispettive.
1. In presenza di un’istanza di accesso motivata da parte del richiedente con riferimento alla disciplina
della 241, la PA una volta rifiutato l’accesso possa valutare e poi accogliere l’istanza sulla base delle
disposizioni di accesso generalizzato. (es. un privato chiede l’accesso documentale che viene
rifiutato dalla PA sulla base delle condizioni dei limiti previsti dalla 241. Una volta negato l’accesso
può la PA valutare se quell’istanza è accoglibile tramite le condizioni del controllo civico
generalizzato?) l’istanza di accesso documentale e quella civico generalizzato possono
concorrere. La PA può effettuare il controllo a meno che non sia il privato che in maniera espressa
chieda all’amministrazione di valutare la sua istanza solo sulla base della 241 o del d.lgs. 33.
perché il privato dovrebbe scegliere l’accesso documentale della 241 se ha limiti molto più stretti? Il
bilanciamento degli interessi è diverso nell’accesso documentale dove la tutela può consentire un
accesso più in profondità ai dati. (es. un privata presenta istanza di accesso generalizzato per
ottenere un elenco di permesso di costruire rilasciati dal comune, viene negato perché sosteneva
che fornendo l’elenco avrebbe fornito dati catastali e quindi si poteva risalire a nominativi. Il
comune ha precisato nel negare che il soggetto poteva riformulare una richiesta di accesso
documentale, perché sì deve dimostrare di avere un interesse, ma avrebbe ottenuto l’accesso
sicuramente avendo l’interesse).
8 gennaio
GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA insieme di strumenti di cui dispone il privato per tutelare le sue situazioni
giuridiche di fronte ad atti e comportamenti della PA che non siano conformi alla legge e ai principi generali
dell’attività amministrativa.
Sistema di giustizia amministrativa è dualista (la scelta del giudice sceglie il giudice a cui ricorrere in base al
tipo di lesione, giudice ordinario per lesione di un diritto soggettivo e giudice amministrativo per lesione di
un interesse legittimo).
- 1889 (nata simbolica della nascita del diritto amministrativo in Italia): ISTITUZIONE DELLA IV
SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO PER LA COGNIZIONE SUGLI INTERESSI LEGITTIMI:
o NASCITA DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEGLI INTERESSI LEGITTIMI (legge 5992/1889)
distinzione tra il diritto soggettivo e l’interesse legittimo
o 1890: Istituzione delle giunte provinciali amministrative (organi periferici
dell’amministrazione dell’interno) giudici di primo grado fino all’istituzione del tar
(tribunali amministrativi regionali) nel 1971
- 1923: Introduzione per determinate materie della GIURISDIZIONE ESCLUSIVA casi in cui il
legislatore in certe materie prevede che il giudice competente a risolvere la controversia sia il
giudice amministrativo
- 1948: ENTRATA IN VIGORE DELLA COSTITUZIONE (vedi word con gli articoli) :
a) ART. 125: previsione di organi regionali di 1° grado di giustizia amministrativa (tar);
b) ART. 113 comma 1: riaffermazione del criterio di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e
giudice amministrativo, basato sulla natura della situazione giuridica soggettiva azionabile (diritto
soggettivo o interesse legittimo);
c) ART. 103 comma 1: possibilità di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (giurisdizione
esclusiva);
d) ART. 113 ultimo comma: previsione teorica (controversa) della possibilità, in alcuni casi, da parte
del giudice ordinario di annullare atti amministrativi;
e) ART. 100 comma 1: riaffermazione della duplicità di funzioni del Consiglio di Stato (funzione
consultiva del Governo e funzione di giudice amministrativo di 2° grado).
f) ART. 111, ult. co.: ricorso in Cassazione solo per questioni di riparto di giurisdizione (per decidere
la competenza giurisdizionale).
- 1971: ISTITUZIONE DEI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI (legge 1034/1971) (nel frattempo
dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative) il Consiglio di Stato,
quale organo giurisdizionale, diventa giudice amministrativo di appello.
- 1999: Sentenza della Corte di Cassazione n. 500/1999 Tale sentenza riconosce la risarcibilità del
danno dovuto a lesione di interessi legittimi, ma affermando la giurisdizione del giudice ordinario
il risarcimento del danno (responsabilità civile della PA) fino al 1999 era riconosciuto solo
quando la PA assumeva un comportamento illecito. Da ora anche a seguito di provvedimenti
illegittimi che hanno leso interessi legittimi.
- 2000: Legge 205/2000 (Disposizioni in materia di giustizia amministrativa) Tale legge prevede,
tra l'altro, che sulla domanda di risarcimento della lesione di interesse legittimo abbia sempre
giurisdizione il giudice amministrativo.
- 2010 d.lgs. 104/2010 CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO che disciplina il processo stesso.
POTERI DEL GIUDICE ORDINARIO: emette sentenze dichiarative e può condannare la PA ad assumere certi
comportamenti per far rispettare il diritto soggettivo che era stato leso.
- ricorsi ordinari
o in opposizione alla stessa autorità che ha emanato il provvedimenti
o gerarchico presentato all’organo gerarchicamente superiore a quello che ha emanato il
provvedimento
- ricorso straordinario al capo dello stato presentato solo per motivi di legittimità, viene chiamato
così perché la decisione sul ricorso assume la forma del decreto del presidente della repubblica e il
consiglio di stato emette un parere vincolante (dal 2009).
- RESPONSABILITÀ CIVILE Art. 28 Cost: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici
sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in
violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici” il
privato può ricorrere contro o il dipendente o l’amministrazione indifferentemente, sono
responsabili entrambi (relazione solidale).