Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
52 visualizzazioni4 pagine

Damaia - Background

Damaia, una giovane tiefling di 21 anni, ha vissuto un'infanzia solitaria e difficile, vagabondando e rubando per sopravvivere. Dopo un incontro fatale con un orco e un'imboscata da parte di banditi, Damaia e la sua amica Rannde vengono salvate da una potente magia, portandole in un orfanotrofio dove Damaia scopre un libro misterioso sulla magia oscura. Siglando un patto con Mefistofele, un arcidiavolo, Damaia intraprende un viaggio per ottenere potere e vendetta contro le ingiustizie subite, determinata a non lasciare che nulla ostacoli il suo cammino.

Caricato da

masuco00
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
52 visualizzazioni4 pagine

Damaia - Background

Damaia, una giovane tiefling di 21 anni, ha vissuto un'infanzia solitaria e difficile, vagabondando e rubando per sopravvivere. Dopo un incontro fatale con un orco e un'imboscata da parte di banditi, Damaia e la sua amica Rannde vengono salvate da una potente magia, portandole in un orfanotrofio dove Damaia scopre un libro misterioso sulla magia oscura. Siglando un patto con Mefistofele, un arcidiavolo, Damaia intraprende un viaggio per ottenere potere e vendetta contro le ingiustizie subite, determinata a non lasciare che nulla ostacoli il suo cammino.

Caricato da

masuco00
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Damaia ha 21 anni ed è un tiefling da quando ne ha memoria.

Non si
ricorda molto della sua infanzia, sa solo che era quasi del tutto sola.
Damaia non ha mai avuto dimora fissa, sin da piccola si diverte a
girovagare tra i paesi delle contee più povere rubacchiando qua e là,
cercando di sopravvivere.
Un giorno d’inverno, passeggiando, alla piccola Damaia venne fame e,
come di consueto, decise di intrufolarsi nella locanda più vicina per
rubare qualche spicciolo al primo ubriacone. Si avvicinò allora ad un
orco dormiente. Purtroppo, però, un passo misurato male su una
piastrella rotta fece un rumore assordante che svegliò l'essere. Aperti gli
occhi, l'orco si trovò davanti ad una bambina dal colore violaceo e gli
occhi dorati con le mani dentro il suo sacco di monete. Nonostante lo
stato di ebbrezza, l’orco sguainò immediatamente una spada corta,
portando Damaia ad indietreggiare e sguainare a sua volta un pugnale.
La bambina si guardò intorno in cerca di aiuto ma nessuno sembrava
interessarsi, per un secondo si era quasi dimenticata che a nessuno
sarebbe mai importato di una bambina con quell’aspetto. Con collera e
odio Damaia si lanciò verso l’orco, il quale però, più esperto, riuscì
facilmente a disarmarla e puntarle la lama al collo. Damaia non aveva
rimpianti e nemmeno particolari desideri, non le importava di vivere o
di morire. Qualcosa però..qualcosa successe. La piccola si sentì tirare dal
basso e qualche millisecondo dopo sentì un tonfo, come se qualcosa di
legnoso fosse caduto a terra: un pezzo del suo corno sinistro. Di fianco a
quest’ultimo era un paio di piedi che, una volta alzato lo sguardo,
Damaia capì appartenere ad una bambina dai ricci capelli corti, pelle
sporca e abiti strappati. Non era la prima volta che Damaia vedeva un
mezzelfo, era però la prima volta che incontrava qualcuno di simile a lei,
un’altra piccola povera vagabonda. Le due diventarono inseparabili: la
presenza di una metteva gioia e tranquillità all’altra, e viceversa.

(QUESTA è RANNDE E CI TENGO CHE


SIA LEI!!!!!!!!!!!!)

(rannde è un mezz’elfo stregone di


discendenza draconica di fulmine)
Stava procedendo tutto alla grande quando, un giorno, durante uno dei
tanti furti, le due furono soggetto di un’imboscata da parte dei banditi
della città. Secondo questi, le due ragazzine erano troppo pericolose per
essere lasciate in vita. Un combattimento estenuante portò le due a
rischiare di morire. Il loro destino sembrava già scritto, fino a quando
Rannde perse improvvisamente conoscenza ed una potente luce blu
divampò dal suo corpo facendo perdere i sensi a tutti i presenti.
La prima persona che Damaia vide dopo il risveglio fu madre Hortensia,
una signora anziana dallo sguardo severo ma rassicurante che si
prendeva cura dei bambini dell'orfanotrofio di Cayna (un piccolo paese
la cui economia si basava sui raccolti annuali dei campi). Il primo
pensiero della bambina fu di cercare Rannde, ma non appena si alzò dal
letto una strana forza la sollevò e la rimise sotto le coperte: ”nel mio
orfanotrofio detto io le regole e tu devi ancora stare a letto". Era la
seconda fruitrice di magia che Damaia vedeva.
Un po' per il suo aspetto ed un po' per il suo carattere, Damaia fece
molta difficoltà ad ambientarsi ed andare d’accordo con gli altri
bambini. Loro la ignoravano e lei li picchiava ed ogni volta finiva che
madre Hortensia la mandava in castigo a raccogliere la legna (e le
castagne quando era stagione) sul monte Giloron.
Con il tempo però, gli altri bambini cominciarono a vedere Damaia
come una sorella maggiore e lei a sua volta iniziò a legarsi a tutti gli
orfanelli(pur facendo in modo di nasconderlo).
A causa di uno dei suoi soliti disastri, un giorno Damaia venne messa in
castigo a pulire la biblioteca. Il suo sguardo attento ed approfittatore si
posò immediatamente su una particolare sezione di libri, quella di storia
della magia e origine di tutte le creature magiche. Damaia iniziò così ad
interessarsi all’argomento e a recarsi quotidianamente in biblioteca per
leggere. Aveva imparato che la magia si poteva ottenere in svariati modi:
- Il primo era nascere con la magia, ma purtroppo non era il suo
caso,
- successivamente c'erano lo studio e la religione, ma Damaia non
si sentiva molto portata per nessuna delle due cose.
Sconsolata Damaia ripose il libro, questo però fece un rumore sinistro
quando andò a contatto con il fondo della libreria, come se ci fosse del
vuoto dietro a quel legno antico. Guardando meglio notò una sorta di
scomparto con all'interno un libro nero. Damaia prese il libro pieno di
polvere, lo ripulì ed iniziò a leggere, il titolo era “Maghi neri e Patroni
dell'Oscurità". Damaia voleva conoscere, voleva capire e riuscire ad
ottenere ciò che offriva il libro. Ciò che più la intrigò fu infatti il metodo
di assimilazione dei poteri: un patrono fa un patto con il suo warlock e
gli concede dei poteri.
Ad un certo punto però Damaia sentì dei passi provenire dalle scale che
portavano alla biblioteca. Ripose il libro di fretta e furia e spense la sua
lanterna; fuori era buio ma lei riusciva comunque a vedere
decentemente. Madre Hortensia entrò nella biblioteca insieme ad un
uomo molto dai lunghi capelli raccolti. L’uomo aveva una cicatrice che
andava dall'orecchio all’occhio destro, un anello al naso e degli strani
tatuaggi a metà volto. Ciò che però attirò maggiormente la sua
attenzione e che le fece gelare le ossa erano i suoi occhi gelidi: Damaia
si sentiva osservata pur da nascosta. Hortensia e l’uomo si avvicinarono
proprio alla zona dove Damaia stava consultando il libro nero.
“Qualcuno è stato qui” - disse l’uomo, “L'unica a consultare la biblioteca
è Damaia. Cosa devo fare?" replicò Hortensia. Con un gesto di mano
l'uomo fece segno ad Hortensia di andarsene, la quale con sguardo
spento e movimenti quasi meccanici lasciò la biblioteca.
“Vedo che ti piace agire il modo pericoloso. Vieni fuori" disse l'uomo.
Damaia, che non aveva paura di niente, dopo questa provocazione non
potè che farsi avanti. Si avviò una lunga conversazione tra i due, Damaia
era molto curiosa e trovava sempre delle domande da fare. Le risposte
dell’uomo soddisfavano le pretese della piccola, ma qualcosa ancora le
sfuggiva: c'era qualcosa di strano ma allo stesso tempo molto naturale
nell’aria. Damaia si accorse allora che tutta la conversazione era stata
fatta in lingua infernale. Un sorriso molto ampio, troppo ampio per un
essere umano, prese forma nel volto dell'uomo: ”Il mio nome è
Mefistofele piccola Damaia, seguimi e avrai tutto ciò che cerchi".
Damaia non aspettava altro, aveva il suo patrono a quanto pare. I due
sigillarono il patto.
Erano mesi che Damaia studiava in biblioteca, ormai aveva imparato
tutto anche sulla sua razza. Sapeva benissimo che Mefistofele non solo
era un esponente purosangue di essa, ma anche uno degli arcidiavoli
più importanti e potenti di sempre. Damaia aveva in testa un solo
obiettivo: vendicarsi di tutte le ingiustizie subite e diventare più potente
ed importante di tutti gli arcidiavoli esistenti. Niente e nessuno può
fermarla, e chi osa esserle d’intralcio potrebbe ritrovarsi sotto terra
prima del previsto. Prima di lasciare l’orfanotrofio, il tiefling si assicurò
che tutti i bambini stessero bene (anche Madre Hortensia sembrò
tornare alla normalità dopo quella notte). Poi la ragazza partì per un
lungo viaggio alla ricerca di forza e conoscenza. Chissà, magari un
giorno potrebbe confrontarsi direttamente con il suo patrono. Solo di
una cosa è sicura, nessuno intralcerà la sua strada per la vittoria perché
Damaia brama risposte e potere e farà di tutto per ottenerli.

Potrebbero piacerti anche