Le rocce sono il materiale con cui è costituito l’ involucro esterno del nostro pianeta , la
c.d. di "crosta terrestre".
Tutte le rocce possono essere classificate in base alle loro caratteristiche (mineralogiche, fisiche o
chimiche) oppure sulla base dei fenomeni da cui hanno avuto origine. Dal punto di vista della loro
genesi possono essere suddivise in tre tipi: magmatiche, sedimentarie e metamorfiche.
I vari differenti processi genetici delle rocce si riflettono sulle caratteristiche del giacimento,
sulle proprietà qualitative e fisico-meccaniche degli aggregati che ne derivano e , come è facile
comprendere, sulle loro possibilità di impiego economico.
Alcune dei principali tipi di giacimento di aggregati riscontrabili in natura :
Depositi morenici
Durante il periodo delle glaciazioni i materiali trasportati dai ghiacciai , e da essi sospinti ai margini
della colata, si sono accumulati nei c.d. depositi morenici che, con forme di "cerchie" e "cordoni",
caratterizzano il nostro paesaggio subalpino. I depositi morenici, a causa del particolare tipo di
trasporto subito e delle modalita' di deposizione, generalmente si presentano come ammassi caotici
di detriti in cui, senza differenziazione granulometrica, si trovano ciottoli ed enormi blocchi uniti da
una matrice limosa.
Depositi fluvio-glaciali
Si sono formati per la continua azione di trasporto del materiale solido dell’ acqua di fusione dei
ghiacciai che ha rimodellato i depositi morenici portati dal ghiacciaio. A differenza dei materiali
morenici i depositi fluvio-glaciali presentano, con intensità progressiva procedendo da monte verso
valle, fenomeni di stratificazione e selezione granulometrica.
Giacimenti alluvionali
Generalmente prendono la forma di un conoide che si apre a ventaglio con l’ ingresso dei fiumi
nella pianura per il deposito, a causa del rallentamento del fluire dell'acqua al diminuire della
pendenza del terreno, dei solidi trascinati. Si tratta in genere di ampi ripiani costituito da ghiaia,
sabbia mista ad argilla e limo generalmente distinti in livelli granulometrici degradanti , dalla
montagna verso valle .
Le cave di roccia
Generalmente situate in ambiente montano, le cave di roccia forniscono inerti per frantumazione
della massa rocciosa. Generalmente sono coltivate a "gradoni " e la roccia viene staccata dal vivo
della montagna con mezzi meccanici o, più frequentemente, con esplosivi.
Colate di detrito
Si trovano ai piedi delle pareti rocciose e sono formate dall’ accumulo dei detriti prodotti dall’
erosione della montagna da parte degli agenti atmosferici .
La prima fase dell’ attività di coltivazione di un giacimento è quella dello "scolturamento".
In pratica viene asportata lo strato superficiale di terreno vegetale, che normalmente ricopre il
giacimento, per potere accedere così allo strato di materiale minerale che si intende sfruttare. Il
terreno superficiale asportato nella fase dello "scolturamento" viene provvisoriamente accumulato
per essere riutilizzato in futuro quando, terminata l’ attività nella cava, servirà per rimodellare le
scarpate e per farvi ricrescere la vegetazione.
L’ attività estrattiva può svolgersi poi " a secco " o "in acqua", a seconda della profondità della
falda acquifera sotterranea. Ovvero se il livello della falda acquifera è profondo, la fossa creata
dalla escavazione resterà asciutta e quindi si parlerà di escavazione " a secco", mentre se il livello
della falda è vicina alla superficie ben presto la fossa si riempirà creando un bacino idrico ( così
come avviene per le buche sulla spiaggia in vicinanze del mare che tutti abbiamo conosciuto da
bambini ), e si parlerà quindi di escavazione "in acqua". L’ escavazione a secco si effettua con gli
escavatori meccanici, mentre quella in acqua con una draga galleggiante dotata di una benna
mordente. Il materiale estratto, quale che sia la tecnica di coltivazione, viene avviato poi con nastri
trasportatori all’ impianto di lavorazione. Il nastro montante , così chiamato perché raggiunge
la sommità dell’impianto di selezione e lavorazione del prodotto , scarica l’inerte in una
bocchetta di raccolta direttamente collegata con il vaglio rotante o con vibro — vagli primari che ,
con la loro azione, effettuano la selezione primaria necessaria a separare il materiale grezzo estratto
in classi granulometriche. Contemporaneamente alla vagliatura la risorsa mineraria estratta subisce
un processo di lavaggio, utilizzando acqua pompata da un pozzo, per asportare il limo e l’argilla
presenti la cui presenza pregiudicherebbe la qualità del prodotto. Le sabbie, che sono il prodotto più
fine, sono ulteriormente trattate da macchine scolatrici e vibro asciugatori che riducono l’elevata
percentuale d’acqua ancora presente nel prodotto dopo il primo trattamento del vaglio rotante. Una
eccessiva presenza di acqua renderebbe infatti più difficoltoso il loro stoccaggio a deposito.
Le ghiaie invece, che costituiscono la frazione più grossa del prodotto, sono sottoposte ad un
sistema di lavaggio che separa le componenti argillose e quelle vegetali ,quali ad esempio
piccoli legni ed erba , dal materiale grezzo. In alcuni casi, dopo il lavaggio, il materiale viene
avviato ai frantoi per subire un’ ulteriore fase di lavorazione, la frantumazione, allo scopo di
conferire al pietrisco la grandezza e la forma richiesta per particolari tipi di impiego. Le acque
residuali, convogliate in un canale di raccolta, confluiscono nell’impianto di recupero dei materiali
fini, così definito per la specifica funzione di recupero di quelle frazioni ancora presenti nelle acque
utilizzate durante il processo e che, pur finissime, hanno ancora possibilità di utilizzo. Grazie ad una
pompa di sollevamento le acque sono poi ciclonate e definitivamente esautorate dai solidi in
sospensione ancora presenti. Il materiale, al termine della lavorazione, viene poi stoccato in silos o
cumuli a terra in attesa di essere venduto o consegnato direttamente ai clienti
Caratteristiche fisico meccaniche
Gli aggregati, già chiamati anche inerti, sono destinati ad una molteplicità di usi. E’ quindi
importante, per poter scegliere il materiale più idoneo alla particolare applicazione, conoscerne
le proprietà ed il comportamento nei confronti dell’ esposizione al calore, all’ acqua, alle
sollecitazioni meccaniche. Il punto di partenza è rappresentato dalla conoscenza delle caratteristiche
fisico meccaniche delle rocce di provenienza degli inerti.
Principali caratteristiche fisiche delle rocce Principali caratteristiche meccaniche delle rocce
Peso specifico E’ il rapporto tra il peso della roccia ed il volume della sua Resistenza alla Resistenza opposta alle forze che tendono a romperla per
parte solida ( esclusi cioè i vuoti ). compressione schiacciamento
Densità E’ il rapporto tra il peso della roccia ed il suo volume Resistenza alla Resistenza opposta alle forze che tendono a romperla per
apparente complessivo (compresi quindi i vuoti ). trazione trazione
Compattezza E’ il rapporto tra il peso di volume ed il peso specifico Resistenza al Resistenza opposta alle forze che tendono a romperla per
taglio scorrimento
Porosità Volume complessivo dei pori presenti nel campione
considerato Resistenza alla Volume complessivo dei pori presenti nel campione
flessione considerato
Imbibizione Rapporto tra peso dell’ acqua assorbito e peso del campione
asciutto Resistenza Resistenza ai carichi dinamici
all’urto
Permeabilità Capacità delle rocce a farsi attraversare dall’ acqua
Durevolezza Resistenza opposta dalle rocce all’ azioni atmosferiche
alteranti
Divisibilità Attitudine delle rocce a spaccarsi secondo direzioni
preferenziali
Oltre agli aggregati tradizionali, "naturali" in quanto , come abbiamo visto, sono
il prodotto di un processo di disgregazione della roccia operato dalla natura o
dalle macchine dell’ uomo, esistono poi anche le categorie degli aggregati artificiali
e degli aggregati riciclati. Nel loro caso risulta importante la conoscenza delle
caratteristiche dei materiali di partenza e del loro grado di omogeneità.
Gli aggregati rappresentano una delle principali materie prime nel settore delle costruzioni. La
sabbia, mescolata con cemento ed acqua , è difatti la componente principale della malta che
viene utilizzata per legare pietre e mattoni nelle opere di muratura, per intonacare …. Mescolando
aggregato grosso ed aggregato fine , cemento ed acqua , si ottiene invece il calcestruzzo, un
miscuglio in cui gli aggregati costituiscono lo scheletro portante, mentre il cemento, reagendo
chimicamente con l'acqua, ha la funzione di legare tra loro gli altri elementi. Il calcestruzzo può
essere in sostanza paragonato ad una specie di roccia conglomerata creata, invece che per un
processo di cementazione naturale , per via artificiale. Per la produzione di calcestruzzo
generalmente si utilizzano aggregati naturali, dalla forma arrotondata, perché rendono l’ impasto ,
nella sua fase liquida, più maneggevole. Talora però, sia per scarsità di materiale naturale che per
particolari ragioni tecniche, si utilizzano inerti frantumati, caratterizzati da una maggiore scabrosità
e spigolosità della superficie. In ogni caso l’ aspetto più importante è rappresentato dalle loro
caratteristiche fisiche e meccaniche e dal loro grado di assortimento granulometrico al fine di
minimizzare i vuoti interstiziali ed il consumo di cemento (che del è calcestruzzo la componente più
costosa). Il calcestruzzo è il prodotto industriale oggi più usato nel mondo intero. Deve la sua
fortuna al fatto che , offrendo eccellenti caratteristiche di resistenza e durata nel tempo, è
prodotto e posto in opera allo stato liquido, consolidandosi in una fase successiva, e questo rende
possibili le realizzazioni più diverse.
L’ abbinamento poi al calcestruzzo di una struttura metallica (c.d. calcestruzzo armato ) aumenta di
molto la sua resistenza e permette di realizzare strutture portanti o sospese anche di grandi
dimensioni. Al calcestruzzo si fa ricorso sia in opere di ingegneria civile (viadotti, ponti, dighe,
gallerie …) che nell’ edilizia pubblica e privata (scuole, uffici, officine, abitazioni …). Ampio
uso ne viene fatto anche nel settore della produzioni di manufatti preconfezionati come: tubature,
travi, pannelli, traversine ferroviarie, blocchetti autobloccanti per pavimentazioni … Oltre ad essere
componente principale del calcestruzzo, delle malte e dei conglomerati bituminosi, gli aggregati
trovano anche impiego nella realizzazione del fondo di campi golf, calcio, parco giochi, di
sottofondi drenanti e quali elementi di arredo per giardini e parchi pubblici. Gli aggregati inoltre
giocano un ruolo insostituibile nella realizzazione delle infrastrutture necessarie a garantirci un
efficace sistema di trasporti e di mobilità: strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, etc. Basti pensare
che approssimativamente sono necessari 10.000 m3 di aggregati per un chilometro di strada a due
corsie! Nei lavori stradali gli inerti hanno diversi utilizzi: sciolti od uniti da un legante, negli strati
di fondazione e di base delle pavimentazioni stradali o come struttura portante negli strati
superficiali della pavimentazione. Il corpo della strada infatti si compone sempre di vari strati di
materiale aventi caratteristiche di resistenza differenti; ogni strato ha la funzione di distribuire il
carico che riceve dalla parte superiore su un’area più ampia della parte sottostante. Gli strati posti
nella parte superiore della struttura sono soggetti a livelli di sollecitazione maggiori rispetto agli
strati inferiori e quindi devono essere costruiti con materiali più resistenti.
LA MARCATURA CE E LA NUOVA NORMATIVA
TECNICA EUROPEA SUGLI AGGREGATI
Come noto il principio della libera circolazione delle merci tra i diversi Paesi europei Membri dell’
Unione Europea, è uno dei pilastri su cui si fonda l’ Unione stessa.
Per favorire la libera concorrenza e creare un unico grande mercato europeo si rende però
necessario eliminare gli ostacoli al libero scambio rappresentati dalle diverse normative tecniche già
in vigore nei Paesi membri unità Europea, garantendo al contempo un elevato grado di sicurezza
nell’ uso dei prodotti.
Anche la categoria dei prodotti da costruzione è stata quindi oggetto di un processo di
armonizzazione della normativa tecnica con la emanazione, nel 1989, della direttiva 89 / 106 . Nella
direttiva si prevede che i prodotti da costruzione abbiano caratteristiche tali da garantire che l’
opera, o parte di essa, risponda ai seguenti requisiti essenziali.
1. Resistenza meccanica e stabilità;
2. Sicurezza in caso di incendio;
3. Igiene, salute e d ambiente;
4. Sicurezza nell’ impiego;
5. Protezione contro il rumore;
6. Risparmio energetico e ritenzione del calore;
I prodotti appartenenti alla famiglia degli aggregati coperti dal mandato erano sia quelli di origine
naturale che quelli artificiali ( sottoprodotti di processi industriali ) o da riciclo e le proprietà degli
aggregati da considerare per assicurare il rispetto dei requisiti essenziali erano le seguenti:
dimensione, forma e massa delle particelle;
pulizia;
resistenza alla frammentazione/frantumazione;
resistenza alla levigatura/abrasione;
composizione chimica;
stabilità volumetrica;
assorbimento acqua;
sostanze pericolose;
durabilità al gelo;
durabilità contro la reazione alkali-aggregato.
Sulla scorta del mandato ricevuto il CEN ( Comitato Europeo di Normalizzazione ) ha elaborato le
seguenti norme:
UNI - EN 12620 - Aggregati per calcestruzzo;
UNI - EN 13043 - Aggregati per conglomerati bituminosi;
UNI - EN 13055-1 - Aggregati leggeri per calcestruzzi e malte
UNI - EN 13055-2 - Aggregati leggeri per conglomerati bituminosi;
UNI - EN 13139 - Aggregati per malta;
UNI - EN 13242 - Aggregati per materiali con legante idraulico per uso in lavori di
ingegneria civile e costruzioni di strade;
UNI - EN 13383 - Aggregati per opere di protezione idraulica;
UNI - EN 13450 - Aggregati per massicciate per ferrovie.
Le norme sono entrate in vigore il 1° giugno 2004
Il marchio CE ha, in estrema sintesi, la funzione di garantire il consumatore, cioè l’ acquirente, che i
prodotti da costruzione marcati soddisfino i requisiti essenziali in tema di sicurezza ed abbiano
superato le prove previste dalle specifiche tecniche . Il marchio CE, quindi, prova solo l’
abilitazione, ai sensi della DPC, del produttore ad immettere prodotti sul mercato e non va quindi
confuso con un marchio di qualità né con un marchio di origine.