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Bilancio Cap1. Parte2

Il documento esplora la pianificazione, programmazione e controllo di gestione come strumenti fondamentali per la guida aziendale, evidenziando il ruolo del bilancio di esercizio come strumento informativo cruciale. Viene distinta la funzione del bilancio a uso interno, riservato alla gestione e ai proprietari, e quello a uso esterno, obbligatorio e pubblico, che fornisce informazioni a una varietà di soggetti. Infine, si analizza lo stato patrimoniale come documento contabile che riflette la situazione economica e finanziaria dell'azienda, utile per valutare la solvibilità e la gestione delle risorse.

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Bilancio Cap1. Parte2

Il documento esplora la pianificazione, programmazione e controllo di gestione come strumenti fondamentali per la guida aziendale, evidenziando il ruolo del bilancio di esercizio come strumento informativo cruciale. Viene distinta la funzione del bilancio a uso interno, riservato alla gestione e ai proprietari, e quello a uso esterno, obbligatorio e pubblico, che fornisce informazioni a una varietà di soggetti. Infine, si analizza lo stato patrimoniale come documento contabile che riflette la situazione economica e finanziaria dell'azienda, utile per valutare la solvibilità e la gestione delle risorse.

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ASPETTI DEFINITORI E IL RUOLO NEL GOVERNO AZIENDALE

La pianificazione, la programmazione ed il controllo di gestione rappresentano nel


loro insieme quelle attività di "guida" e direzione dell’azienda, tese a:

- definire gli obiettivi e valutarne la plausibilità nel tempo


- individuare le risorse necessarie al loro conseguimento
- assicurare l'efficienza e l’efficacia dell’utilizzo delle risorse

1) LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA è la formulazione della strategia aziendale,


ponendo attenzione all’ambiente esterno e al mercato, e degli obiettivi di fondo, di
lungo periodo, della gestione.

2) LA PROGRAMMAZIONE (pianificazione operativa) consiste nella traduzione


della strategia in obiettivi di breve/ medio periodo e in piani analitici, riferiti
all’azienda ed a sue specifiche unità (esplicitando attori coinvolti, risorse da
impiegare, tempi previsti e così via). Per
guidare la gestione si stabilisce cosa fare, dividere i compiti fra i lavoratori… una
volta che si stabiliscono gli obiettivi, ha inizio l’attività.

3) IL CONTROLLO DI GESTIONE, sono attività volte a verificare il grado di


raggiungimento degli obiettivi stabiliti in fase di pianificazione e programmazione.
Ha due funzioni:

- verificare come si sta svolgendo la gestione


- individuare delle azioni correttive e verificare la validità degli obiettivi
 attività per guidare consapevolmente la gestione.

Tra gli strumenti del sistema di programmazione e controllo di cui il management


si avvale, vi è il BILANCIO DI ESERCIZIO.

Il bilancio di servizio è uno strumento informativo sulla realtà aziendale, da


informazioni sulla realtà aziendale, cioè sull’andamento della gestione e sui
risultati conseguiti.

- Il bilancio consente di controllare l’efficacia delle decisioni assunte in


passato, formulando giudizi sulla situazione economica, finanziaria e
patrimoniale; è uno strumento a consuntivo che dà delle informazioni su un
periodo che si è concluso, come l’anno passato.
- Il bilancio consente di programmare correttamente la gestione futura per
conseguire gli obiettivi di medio/lungo periodo in virtù delle informazioni
conferite.
IL BILANCIO DI ESERCIZIO
È un documento contabile che rappresenta il risultato del sistema di
contabilità generale. Questo sistema durante l’anno ha in compito di registrare
tutte le informazioni importanti legati alle azioni che l’azienda compie, come
acquisti e finanziamenti. Il bilancio
viene redatto al termine di ogni periodo amministrativo (anno) al fine di
rappresentare sinteticamente gli aspetti economici, patrimoniali e finanziari della
gestione.

Il bilancio è uno strumento di informazione sulla situazione aziendale rivolto ad


una pluralità di destinatari interni ed esterni. Infatti, si parla di bilancio a uso:

- Interno
- esterno

Il bilancio offre informazioni utili per tanti tipi di soggetti esterni e interni:

-I PROPRIETARI: per controllare la gestione, verificare il rispetto dei principi di


economicità e solvibilità, quindi lo stato di salute, appurare la misura del reddito
(differenziale tra costi e ricavi) prelevabile, valutare la bontà delle azioni di
governo intraprese

-IL MANAGEMENT: per controllare l’andamento della gestione e assumere


decisioni

-IL PERSONALE: per valutare le prospettive di carriera/ opportunità professionali

-INVESTITORI: ad assumere decisioni di investimento sull’azienda

-I FORNITORI E FINANZIATORI: a valutare il credito di fiducia da riconoscere


all’azienda

-CONCORRENTI: per trarre informazioni sui propri concorrenti, assumere decisioni


e intraprendere idonee strategie

-LO STATO: per determinare il reddito imponibile per commisurare il carico fiscale.

BILANCIO A USO INTERNO

 Fornisce informazioni ai proprietari e al management.

 Non è destinato alla pubblicazione e non serve per comunicare con l'esterno,
ma è ad uso privato.

 Soddisfa esigenze informative, decisionali e di controllo della gestione.

 La forma, i contenuti e la periodicità sono determinati dalle esigenze dei


fruitori.
 Non ci sono vincoli normativi per la sua redazione.

 Sintetizza il periodo del sistema di contabilità generale, composto solo da


prospetti contabili con informazioni quotidiane, come la situazione
patrimoniale ed economica.

 si focalizza sullo stato patrimoniale, il conto economico e le relative


analisi

BILANCIO A USO ESTERNO

 destinato a pubblicazione, deve soddisfare caratteristiche e requisiti, ed è un


documento pubblico.
 soddisfa le esigenze di una pluralità di soggetti che non hanno accesso
diretto alle informazioni sulla gestione (soggetti esterni all’azienda)
 è necessario che le informazioni trasmesse all’esterno, siano informazioni
che tutelano i contenuti dei prospetti, regolati dalla legge e che ne tutela gli
interessi.
 oltre a prospetti di natura contabile, include altre informazioni aggiuntive
anche descrittive.

Art. 2217: emerge un obbligo, per tutte le imprese, di redazione dell’inventario.


L’inventario si deve redigere all’inizio dell’esercizio dell’impressa ogni anno e si
deve chiudere l’inventario con il bilancio= conto dei profitti e delle perdite, e
occorre attribuire un valore alle attività e passività relative. e predisporre una
situazione economica e patrimoniale.
L’inventario deve essere sottoscritto dall’ imprenditore entro tre mesi dal termine
per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.

Art. 2423-2425 bis: norme per la società dei capitali le norme disciplinano
l’obbligo di redazione del bilancio, i principi di redazione, la struttura dello stato
patrimoniale e del conto economico, norme relative al bilancio delle imprese di
minori dimensioni, contenuto del rendiconto finanziario e della nota integrativa, i
criteri di valutazione da applicare e documenti accompagnatori al bilancio.

Ne consegue che:

-tutte le imprese hanno l’obbligo di redigere un bilancio di esercizio (art


2217), ma detto obbligo di configura diversamente secondo la loro forma
giuridica.

-Le società di capitali devono seguire gli schemi del Codice civile e sono
tenute a pubblicare il bilancio (documento pubblico)

-Le imprese individuali e società di persone non hanno obbligo di pubblicare e


depositare il bilancio, ma il bilancio è redatto per finalità informative interne
(documento privato) e per soddisfare specifiche esigenze dei terzi (ai fini della
tassazione fiscale per accedere a finanziamenti)
art 2424/2425: queste ultime possono decidere di predisporre una <situazione
patrimoniale> è una <situazione economica> di derivazione contabile o anche
seguendo gli schemi di legge, uno <stato patrimoniale> e un <costo economico>.

LO STATO PATRIMONIALE

È quel documento di origine contabile che espone la struttura e la


composizione del patrimonio dell’azienda, al termine di un periodo
amministrativo= a consuntivo.

Si presenta come un prospetto, formato da una serie di elementi:

- attività: o investimenti, rappresentati da beni e diritti (crediti verso i clienti)


a disposizione dell’azienda in un determinato istante (materiale e
immateriale)

- passività: formato da due elementi: passività e capitale netto (o


finanziamenti), costituiti dalle obbligazioni o debiti che l’azienda ha in un
determinato istante e dal capitale proprio.

IL TOTALE ATTIVO È SEMPRE UGUALE AL TOTALE PASSIVO, perché gli


investimenti di un’azienda devono essere coperti dai finanziamenti (o debiti o
capitale proprio)

L’EQUAZIONE DI BILANCIO: Totale attività= totale passività+ patrimonio netto


quindi: il patrimonio netto (valore differenziale) = totale attività+ totale passività

Lo stato patrimoniale rappresenta la gestione dell’azienda in corso di


svolgimento in un determinato momento, evidenziando:

- le risorse a disposizione dell’azienda per il futuro svolgersi della gestione


(investimenti sostenuti in attesa di realizzo)
- le fonti di copertura finanziaria degli investimenti intrapresi (finanziamenti e
capitale proprio)

Investimenti in attesa di realizzo= risorse e fattori produttivi che il patrimonio


dell’azienda già possiede, quindi già acquistati da essa, ma che sono riservati per il
futuro.

In relazione alla dinamica delle combinazioni aziendali in cui sono coinvolti, gli
investimenti e i finanziamenti si possono distinguere in:
 INVESTIMENTI A BREVE CICLO DI REINTEGRO ECONOMICO, cioè
quegli elementi patrimoniali destinati al realizzo in tempi brevi attraverso
l’attività di gestione;
 INVESTIMENTI A LUNGO CICLO DI REINTEGRO ECONOMICO, cioè quegli
elementi patrimoniali destinati al realizzo in tempi lunghi attraverso l’attività
di gestione ( di norma oltre l’anno );
 FINANZIAMENTI A BREVE CICLO DI RIMBORSO, cioè i debiti cui
l’azienda deve far fronte entro un breve periodo di tempo;
 FINANZIAMENTI A LUNGO CICLO DI RIMBORSO, cioè i debiti cui
l’azienda deve far fronte entro un periodo di tempo più lungo (di norma oltre
l’anno).

Il PATRIMONIO NETTO è un fondo astratto di valori in quanto:

 esprime il valore delle “risorse” in essere o in rimanenza per lo svolgersi


futuro della gestione;
 Non è identificabile con singoli beni e/o servizi (astratto)

Esso può essere suddiviso in 3 parti:

- Il capitale sociale, cioè l’insieme delle quote sociali sottoscritte dai soci;
- Riserve;
- Reddito d’esercizio (risultato della gestione).

La riserva è una parte delle risorse dell’azienda che eccedono sul capitale sociale.
La costituzione delle riserve ha come obiettivo l’integrità del capitale sociale
ed è un risparmio aziendale. Le riserve possono essere generate dagli utili
accantonati oppure da altri casi particolari.

LO STATO PATRIMONIALE QUALE STRUMENTO PER IL CONTROLLO DELLA


SOLVIBILITÀ

Principio di solvibilità = capacità dell’azienda di estinguere in ogni momento i


debiti in scadenza senza compromettere la propria economicità.

L’analisi dello stato patrimoniale permette di valutare se ci sono i presupposti per il


rispetto del principio di solvibilità.

Per capire se un’azienda è solvibile si devono confrontare:

- Attività a breve ciclo di reintegro e passività a breve ciclo di esborso;


- Attività a lungo ciclo di reintegro e passività a lungo ciclo di esborso.

Per essere solvibile ci deve essere un equilibrio tra i punti prima elencati.
L’azienda è considerata solvibile quando le attività a breve ciclo di
reintegro sono maggiori delle passività a breve ciclo di reintegro e ci deve
essere anche un equilibrio del genere in quelle a lungo periodo.

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