MODA- LA STORIA COMPLETA
DAL 500 A.C AL 1599
L’Età GRECO ROMANA
- Abiti che consistevano in stoffe che cadevano naturalmente dalle spalle o dai fianchi, ripiegate e
avvolte intorno al corpo, puntate o raramente cucite
- Attorno al I sec la tessitura diventà un’attività commerciale
- Similitudini tra le vesti greche e romane: abbondanza di drappeggi e ripiegature
- Romani
• Uomini: tunica o toga
• Donne: tunica e la palla
- Tunica: strato più vicino al corpo (inductus). Forma variabile a seconda della classe sociale e di chi la
indossava
- Greci
• Chitone: aperto sul fianco o chiuso da una cintura
• Uomini: chitone corto
• Donne: chitone lungo, indossavano anche il peplo, veste più lunga chiusa sulle spalle da una
fibbia
- Queste vesti erano formate da un rettandolo di stoffa ripiegato sul corpo
• Chitone dorico: lana
• Chitone ionico: materiali più leggeri (cotone, seta)
• Nella sua forma più semplice si componeva di due rettangoli cuciti insieme, aperture in alto
e in basso per testa, gambe e braccia
- Uomini di condizione sociale più alta vestivano tuniche decorate con strisce verticali
- Donne: tuniche più ampie e cadenti, trattenute da una cintura che sormontata dal tessuto veniva
coperta
- Sia gli uomini che le donne potevano indossare un tessuto al di sopra della tunica: in grecia
l’himation e a Roma il palium o palla
- Entrambi richiedevano che un braccio restasse in posizione quindi erano associati a coloro che non
svolgevano lavori manuali
- La tona ha origine etrusca ed è associata ai ceti privilegiati per la sua scomodità
- magistrati più alti: toga praetexta, bordata di rosso
- cittadini liberi: toga alba
- per il lutto: toga pulla (scura)
- comandanti delle legioni durante i trionfi o imperatori: toga picta, toga porpora decorata con
striscie d’oro
chitone V sec a.c
- auriga di Delfi 475 a.c: atleta che sfila dinanzi alla folla
- tributo ad Apollo, auriga del cocchio solare
- veste un lungo chitone cinto in vita, che cade pesantemente come una colonna
- la stoffa del lungo chitone, o meglio questa versione sportiva chiamata Xystits è del tutto credibile
nel suo drappeggio
- una cintura sottile passa come una briglia dietro al collo e tra le scapole, così da fermare
l’abbondanza della veste sotto le ascelle
- fra i capelli una fascia di pelle
TESSUTI PRECOLOMBIANI- 1
- 500 a.c- 500 d.c: fasce con pelo di coniglio o di cane, grembiuli da donna in fibra di yucca, sandali di
yucca bordati di pelle scamosciata
- 500- 750 d.c: la produzione dei vestiti divenne più complessa ed elaborata
- 100- 500 d.c la tessitura subì un notevole cambiamento con l’introduzione della fibra del cotone,
che divenne la fibra per eccellenza delle persone eminenti
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- Poco prima del 700 fu adottato un telaio provvito di licci (corde parallele che separano i fili di
ordito), invece nella parte meridionale si usa ancora il telaio a tensione
- Indumenti importanti nel periodo precedente all’arrivo europeo: camici di cotone, pantaloni e
gonnellini da uomo, gonne portafoglio da donna, svariati indumenti leggeri e fasce per entrambi i
sessi
- Nella parte settentrionale gli indumenti più elaborati erano decorati con trame supplementari e
armature triforate
Telo di cotone con tintura a riserva 1250 ca.
- La tecnica della tintura a riserva era un metodo molto comune per decorare i tessuti nelle Ande,
nella regione Maya, sugli altipiani del Messico e nel Sudovest americano prima del contatto
europeo
- I ritrovamenti nella parte seettentrionale del Nuovo Messico e dell’Arizona mostrano che la tecnica
continuò a essere praticata dopo il contatto con gli europei
TESSUTI PRECOLOMBIANI- 2
- Il cotone rimase sempre importante, ma l’alpaca, insieme alle fibre ottenute dagli altri camelidi, si
rivelò migliore per la tintura
- Indumenti con forme semplici, non realizzati su misura e avvolti intorno al corpo perdurarono per
secoli.
- Alcuni telai erano cornici in grado di produrre forme esatte di tessuto, altri erano in grado di
produrre forme esatte di tessuto, altri erano in grado di produrre forme rettangolari di dimensioni
specifiche
- Raramente la stoffa veniva tagliata dopo la tessitura
- Le decorazioni applicate includono elementi in oro, rame dorato e artento
- Penne di uccelli tropicali sono inserite nel tessuto così come sono presenti nei disegni
- Tintura: piante, minerali, insetti
- Colori: blu, tendente all’indaco, apprezzato, come rosso e viola
- Indumento standard per gli uomini Wari era la tunica senza maniche
- Dei tessuti Incas rimase assai poco, i conquistatori spagnoli bruciarono gli abiti
Tunica inca 1450- 1540
- La tessitura, l’eccellente lavorazione e i colori brillanti indicano che la veste apparteneva a una
persona di alto livello sociale
- Ampio mantello rettangolare al di sotto del quale si indossano corte brache
- I disegni di questo capo sono quasi del tutto realizzati attraverso la tessitura
- I piccoli rettangoli si chiamano t’okapu
- È stato realizzato come un pezzo unico, piegato intorno alle spalle e quindi cuciti sui lati. La
fenditura attraverso cui veniva fatta passare la testa è anch’essa realizzata al telaio
- I t’okapu sono distribuiti irregolarmente
- Il t’okapu è frequentemente caratterizzato da un motivo chiamato chiave inca
CINA- DINASTIA TANG
- VII sec: cina= nazione meglio vestita
- Esperienza nell’allevamento dei bachi da seta, con una tecnica della filatura molto avanzata
- Telaio a stiro
- Presso la capitale Xi’an esistevano fabbriche statali altamente specializzate
- Durante la dinastia Tang le donne cinesi godevano di una libertà mai sperimentata prima, sia nei
vestiti che negli usi
- Nell’epoca precedente era d’uso vestire lunghi veli all’esterno delle case
- Intorno al 650il velo viene rimpiazzato da un copricapo che sorreggeva un velo di garza sottile come
unica protezione dagli sguardi
- Attorno al 713 il copricapo sparì del tutto
- Durante il regno dell’imperatrice Wu era comune per le donne indossare indumenti a collo basso.
Prima l’abbigliamento femminile standard era costituito da una blusa a manica lunga, da una gonna
lunga e da uno scialle. La blusa aveva maniche strette, no bottoni e si chiudeva a portafoglio
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sovrapponendo la parte destra. La veste giungeva su fino al petto ed era stretta da un nastro
insieme alla parte inferiore della blusa
- Tardo VII sec: top aderente a manica corta con un’apertura frontale chiusa da un fiocco oppure
un’ampia scollatura che permetteva sfilare l’indumento dalla testa. Sotto l’indumento era sempre
presente la blusa
- Maniche: talmente svasate in basso da ondeggiare vistosamente durante il ballo
- Ulteriori balze venivano aggiunte per sottolineare il movimento
- Scarpe dalla punta a nuvola: per la parte anteriore voluminosa e rivolta verso l’alto
- La rotondità del corpo femminile era considerata una qualità e dal secolo VIII con l’influenza della
concubina Yang, considerata di grande bellezza, i vestiti diventarono più voluminosi
- Anche l’acconciatura divenne più grande e più alta, e le signore a corte portavano fiori nei capelli
- Make-up: lungo ed elaborato,
• veniva applicata della polvere bianca nel viso, derivata dal piombo.
• Il rosso era preso dalla spremitura delle piante colorate.
• Il disegno delle sopracciglia era realizzato con un minerale verde scuro chiamato dai
- Huadian: ornamento portato sulla fronte costituito da un gioiello in lamina d’oro tagliato a forma di
prugna o bocciolo di fiore
- Uomini privilegiati: vesti complete, tuniche
- Uomini lavoratori: giacca e pantaloni
- Funzionari di stato portavano i colori a seconda dell’importanza
1. Viola
2. Rosso
3. Verde
4. Blu
- La tunica da uomo poteva avere collo e maniche stretti o collo rialzato e maniche molto ampie
- Le scarpe avevano grandi curve incurvate all’insù
- Gli uomini portavano capelli lunghi legati in uno chignon coperto da una bandana scura, poi fu
adottato un copricapo
- Hufu: vestiario degli stranieri, per di più sogdiani, che consisteva in una giacca lunga fino ai fianchi e
dei pantaloni. L’elemento straniero erano i risvolti
- Dato che lo stile di vita delle donne era attivo abbracciarono l’hufu con entusiasmo
Abito di seta VIII sec
- Vestiti senza salle stretti al petto da una fusciacca, sui quali si nota una sopravveste delle maniche
molto ampie di garza sottile, aperta solo sul davanti e fermata da un fiocco all’altezza del ginocchio
- Dama con sopravveste decorata con motivi a losanga
- Vestiti del genere richiedevano quantità notevoli di stoffa per essere realizzati
GIAPPONE- PERIODO HEIAN
- Epoca Heian: inizia nel 794
- I testi suggeriscono che l’abbigliamento fosse un’angosciante preoccupazione, quasi un’ossessione
per le aristocratiche dame, in particolare la scelta della combinazione di colori del complesso
sistema di vesti stratificate noto come iromeno kasane
- Lo stile giapponese nacque quando il Giappone chiuse le relazioni con la Cina
- Il kosode (precursore del kimono) divenne l’indumento principale sia per gli uomini che per le
donne
- La silhouette dell’abbigliamento presso la corte diveniva sempre più voluminosa e scultorea
- La produzione della seta e la tintura dei tessuti divennero industrie fiorenti
- Ohaguro: pratica dell’imbiancare i volti con polveri e creme e annerire gengive e denti sia con
polveri che con creme
- Le donne strappavano le sopracciglia così da ridisegnarle più in alto sulla fornte
- Tingevano le labbra di rosso ridisegnandosele più piccole
- Gli uomini si lasciavano crescere baffi e pizzetto, mentre i capelli venivano raccolti in uno chignon
- Le donne erano involte in enormi e pesanti costumi che rendevano le caratteristiche fisiche invisibili
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- L’attenzione maggiore era per le parti più esterne delle enormi maniche
- Le nobildonne passavano il tempo non solo coperte da una miriade di tessuti, ma anche
seminascoste da arredi e accessori architettonici come tende, paraventi di carta di riso, pannelli
scorrevoli in bambù
- Se un possibile pretendente notava le vesti e trovava che i colori esprimessero una finezza
appropriata, contattava la famiglia della donna o praticava il kaimami, un rituale clandestino che
permetteva di sbirciare attraverso un’apertura della recinzione
- La vasta rete di schermi che circondano le donne era strumento dell’oppressione patriarcale che
voleva le donne immobili e mute
- Altamente competitive, queste donne immobili, si dedicavano alle arti
- Sembra che tutti gli elementi che componevano la vita quotidiana a corte, all’epoca, fossero
praticati a livello di arte
- Il livello di sontuosità della corte Heian risultò infine insostenibile e il periodo Kamakura che lo seguì
vide il costume aristocratico divenire molto meno appariscente
Abiti a strati XX sec
- Junihitoe: dodici strati, consisteva in un insieme che sovrapponeva da 10 a 25 abiti di seta separati
- Era la combinazione di colori degli strati di tessuti semitrasparenti a costituire la preoccupazione
maggiore delle dame, secondo lo schema irome no kasane (le tonalità più leggere andavano sulla
parte più esterna, mentre via via che ci si avvicinava alla pelle i tessuti divenivano più scuri
- Le donne si attenevano anche a rigidi cadici che stabilivano l’appropriatezza delle vesti secondo
precise gerarchie sociali
- Gli strati più interni trasparivano attraverso i livelli successivi
- Per mettere in mostra i differenti colori degli strati che componevano la voluminosa veste, le
maniche avevano lunghezze diverse: ogni strato successivo era più corto
L’ABITO MEDIEVALE
- Secondo alcuni storici del costume, il concetto di moda trae origine dai mutamenti avvenuti nella
società occidentale alla metà del XIV sec
- tardo medioevo: nuovo modo di abbigliari, si passa dalla silhouette a T propria delle tuniche
medievalinall’enfasi sul contorno e il taglio di derivazione francese
- Emerge una nuova classe sociale: mercanti
- Alla gerarchia su cui si basava il sistema feudale si sostituì un ordine basato sulla ricchezza
- Le città riacquistano una posizione centrale
- La meccanizzazione della produzione dei tessuti fece nascere nuove figure professionali
- Con l’invenzione del telaio orizzontale (secolo XI) divenne possibile produrre pezze di tessuto larghe
due metri e lunghe fino a 30. Queste dimensioni permisero di tagliare i tessuti e realizzare i vestiti
della forma voluta
- Vestiti maschili
• Di maggiore sfarzo rispetto ai femminili
• Zipon o giubbone: farsetto da portare sopra la camicia aderente al corpo e abbottonato sul
davanti
• Cotta o tunica scollata: lunga veste con manicbe strette, anch’essa piuttosto aderente
• Metà del 300: moda dei vestiti bipartiti, adozione di due colori diversi sui due lati del corpo
• 1360: introduzione della pellanda: ampia veste lunga anche fino ai piedi con ampie maniche
affrappate, portata come soprabito unitamente a tuniche dal corpetto arrotondato e imbottito
- Inizio XV sec: la silhouette maschile vide l’allargamento graduale delle spalle, mentre la lunghezza
delle gambe veniva accentuata dalle scarpe e dagli stivali a punta affusolata (poulaines)
- Elementi principali del guardaroba maschile: farsetto e calzamaglia
- Fino al 1380 veniva portato un cappuccio o una pellagrina ( mantellina munita di cappuccio dotato
di una lunga coda, che in seguito veniva avvolta attorno alla testa come un turbante. Poi apparve lo
chaperon, un rullo imbottito circolare che dava importanza a chi lo portava, al quale era collegata
una gorgiera, fascia di tessuto da portare intorno alla gola o sotto il petto
- Comparve anche la pelliccia, come simbolo di ricchezza (ermellino destinato ai reali)
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- Dal 1485: il farsetto acquista un colletto alto e rigido ed era diventato così corto da rendere
necessario il ricorso alla braghetta (inizialmente creata per coprire la zona genitale e poi esagerata
per ostentare le forme. Si tratta di un lembo triangolare di tessuto fissato alla parte anteriore della
calzamaglia o dei pantaloni
- La cotta viene sostituita dalla camicia o dal farsetto, sempre più aderente al corpo e con spalle
imbottite e maniche staccabili
- colori
• Tessuto scarlatto: colorato con vermiglio delle quercia con Kermes, che sostituisce il
pigmento più costoso estratto dal murice
• Colorante blu-verde: guado, ottenuto da una pianta detta persicaria dei tintori. Poi viene
rimpiazzato dall’indaco
• Marrone e nero: dal mallo delle noci
• Imbiancare: latticello+ luce solare
- Tessuti:
• Lino e cotone: ricchezza
• Seta: così rara da essere riservata alle cerimonie religiose
- XIV sec: maggiore differenziazione tra abbigliamento maschile e femminile
- Indumenti maschili:
• Sottolineano la larghezza delle spalle
- Indumenti femminili
• Spalle strette
• Maggiore ampiezza al bordo del mantello
• Dagli anni 80 del XIV sec :
o aderiscono al corpo
o entra in uso l’allacciatura a stringhe sulla parte anteriore del vestito
o maniche aderenti fin sopra le mani
o strato superiore: cotta, tunica le cui maniche lunghe erano così ampie da sfiorare il
pavimento
o sopravveste: indossata sopra la cotta con aperture ai lati
o adeottato il decolletè, quando l’area superiore del busto fu tagliata per lasciar
vedere parte dei seni
• gli abiti si allungano fino alla metà del XV sec, quando crebbero così tanto che il tessuto
supplementare veniva raccolto in una cintura posta sotto il petto
• il velo viene sostituito da elaborati copricapi appuntiti o squadrati
• elaborata serie di acconciature
• ultima parte del XIV sec: riapparve l’acconciatura nebulé, con il caratteristico lembo di lino
che cingeva il volto
• 2 tipi di acconciature: a cuscino e a corona
• Nel 1450 la forma dell’acconciatura comincia ad estendersi verso l’alto
Pellanda 1360
- Pellanda: sopravveste destinata a sostituire altri capi a maniche lunghe come la cotta
- La versione maschile veniva indossata sopra farsetto e calzamaglia e terminava a metà coscia o al
polpaccio
- L’abbondanza del tessuto era raccolta da una cinta appena sotto il seno e le maniche erano molto
ampie
- Prima metà del XV sec: il taglio e la decorazione divennero meno eccessivi
- Nel 500 si afferma anche la sopravveste italiana (zimarra)
- Le maniche della pellanda femminile sono bordate con una striscia di pelliccia
- Le maniche pesanti e poco pratiche rivelano l’elevata classe di appartenenza
L’ABITO RINASCIMENTALE
- Rilancio dei canini estetici e della cultura classici
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- Italia, inizio 400, Toscana (Firenze)
- Idee umanistiche sulla centralità dell’uomo e dell’esistenza terrena
- Rinnovò l’arte, la letteratura, la scienza, la religione e la politica
- Gli abiti divennero più rigidi e formali
- Inizio del XV: silhouette sempre più strutturata che maschera i contorni del corpo e definisce il
rango di chi indossa
- L’Italia in questo periodo aveva il monopolio della produzione di tessuti arricchiti di filo d’oro e
d’argento
- La silhouette verticale rifletteva il gusto dell’architettura gotica
- Elemento maschile principale: farsetto
• giacca aderente abbottonata in velluto o raso
• Maniche imbottite e a volte troncate sopra il gomito
• Se le maniche erano lunghe erano sagomate per lasciare libero il movimento all’altezza del
gomito
• Si apriva sotto la cintura per mostrare la brachetta, accessorio evoluto in una dichiarazione
di virilità
- Il farsetto si portava con un giubbotto senza maniche chiuso davanti con lacci o bottoni e al di sopra
un mantello
- Indumenti inferiori: brache e calze
- Gli uomini indossavano scarpe piatte con punta quadrata
- Gli aristocratici portavano un berretto morbido, basso in velluto di seta scuro ornato con variopinte
penne di uccello
- L’ideale pastorale che informò le corti si tradusse nell’adozione di vesti ricche di raffigurazioni della
flora e della fauna e solo il ricamo riusciva a raggiungere un certo realismo nelle raffigurazioni
- L’emergere della Spagna come potenza comportò l’allontanamento dai colori luminosi: il lusso e lo
status erano definiti dalla rigidità della struttura e la precisione del taglio
- 1570: tendenza a imbottire il farsetto, che cominciò ad assomigliare alle armature, con una miscela
di stracci
- Le brache rimpiazzarono le calzamaglie
- I calzoni rigonfi a mezza coscia furono in voga dal 1550 agli anni 70
- I calzoni furono seguiti dalle brache, più ampie, che giungevano oltre al ginocchio, e da calzoni
stretti sotto al ginocchio da calze
- Un corto mantello veniva posto sopra il farsetto maschile
- Mandilion: giacca lunga fino ai fianchi con false maniche, portato su una spalla (solo decorativo)
- Abbigliamento femminile:
• Corpetto con scollatura quadrata, lasciando in bella mostra la parte alta e il colletto della
camicia
• Le scollature basse erano spesso coperte dal partlet, indumento privo di maniche simile alla
parte alta delle camicie con il colletto all’insù
• Verso il 1550 il prtlet era allacciato con cordoncini. Le risultanti corrugazioni e i fronzoli alla
fine formarono il collare, o gorgiera
• Fino al primo 500 il principale indumento era la tunica
• Dalla metà del 500 si affermò la gonna separata dal corpetto, poi si giunse al corsetto (parte
superiore della veste irrigidita e stretta da lacci e uncini. Con l’aiuto di stecche di balena il
corsetto stringeva la vita e appiattiva i seni
• Anni 80 del 500: il corsetto si fa più stretto e lungo, conformato da una cucitura frontale, da
cuciture laterali e sulla schiena
• Capelli: riga al centro e raccolti sui lati. Anni 70: portati indietro con il supporto di un
telaietto metallico
Abito a maniche tagliate XVI sec
- Ritratto di Charles de Soliern dipinto da Holbein il giovane
- Soggetto che indossa un farsetto a maniche intagliate o trinciate, con fodere sbuffanti
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- I fori avevano spesso una forma a rombo, e lasciavano intravedere il tessuto sottostante che veniva
fatto fuoriuscire per contrasto
- Berretto morbido di tessuto
Il guardinfante XVI sec
- Telaio di filo metallico e stecche di balena o salice che rigonfiava gonne e sottogonne
- Popolarità nel XVI e XVII sec
- Appiattendo il petto, il busto si estende sopra la gonna con un’ampia gala, alleggerendo la
silhouette altrimenti dominata dal telaio circolare
- Il telaio circolare posto al di sotto allarga la gonna ad angolo retto rispetto al busto prima di
lasciarla cadere verticalmente fin quasi al pavimento
- La prima ad indossarlo fu la principessa portoghese Giovanna d’Aviz
- Guardinfante spagnolo: mostrava chiaramente i cerchi che sorreggevano la gonna
- Guardinfante a ruota: piatto
- Guardinfante a ruota di carro: più spiovente davanti e più alto dietro
Abito con gorgiera
- La regina consorte di Spagna appare vestita in modo sontuoso ma anche contenuto, formale e
decoroso
- Vengono esibiti particolari in oro e gemme preziose
- Così come il guardinfante, anche la gorgiera, il colletto pieghettato e inamidato, scomparve
progressivamente in Europa
- L’amido cominciò a essere commercializzato in Europa a metà del 500
- I ferri da stiro e le aste per nastri, fiocchi e gorgiere entrano in uso intorno al 1570
- Corpino: forma a V disposta frontalmente
- Gorgiera
• Appare intorno al 1530
• Lino o merletto
• Sia donne che uomini
• Aumenta le dimensioni fino ad essere una ruota monumentale
• Spesso munita di stecche o apposito telaio
• L’avvento dei colli morbidi a bavera, negli anni 30 del 600 spazzò via le scomode gorgiere
L’ABITO OTTOMANO
- Nella struttura del potere ottomano, le vesti giocavano un ruolo molto importante nello stabilire la
grandezza e l’ordine del sultanato
- La forma, il tessuto e la decorazione identificavano il rango, la ricchezza, la professione e l’indole
personale di chi li portava
- Si favorivano lunghi abiti di tagli semplici, portati uno sull’altro in modo che restassero visibili i
lussuosi tessuti di cui erano fatti i vari strati
- Tutto ciò riguardava solo gli uomini, dal momento che le donne non avevano un ruolo pubblico
- Ritratto di solimano:
• Abito a tre strati splendidamente colorati
• Vestito di 3 caftani di forma, tessuto e colore distinti
• Sopra una veste di seta verde, il sultano indossa un entari, un abito con ampie maniche
sotto il gomito realizzato in seta blu kemha, intessuta d’oro
• Il terzo kaftano è una veste voluminosa fatta di seta kemha foderata d’ermellino
- L’indumento principale del vestito di corte era il caftano (tunica aperta di taglio dritto che giungeva
alle caviglie). L’indumento era modellato sui fianchi e sul davanti, con l’aggiunta di sezioni
triangolari di tessuto dalla vita in giù
- Metà del XVI sec: nuovi laboratori di costantiopoli servivano a rifornire di tessuti la corte ottomana
- 3 principali tipi di seta:
• Alta, kemha e kadife
• Tessuti per gli abiti della corte in pezze sufficientemente grandi da poter essere tagliate
nelle forme richieste
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• Materiale più versatile: seta alta
• Kemha: broccati di seta dai complessi disegni colorati ( usati per le vesti più formali)
• Kadife: velluto di intenso colore rosso o verse, spesso prodotto in una forma chiamata
catma, nella quale i disegni si combinavano ad avere aree vuote lavorate con filo d’oro
- Saraser: lussuoso roccato con fili d’oro e argento tessuti in ampi e spessi disegni, usato per caftani e
pantaloni
- Turbante: portato dal sultao e dai membri anziani dell’amministrazione in ogni occasione pubblica
- Nonostante la stagnazione del potere dopo il secolo XVII, il codice vestimentario ottomano
sopravvisse immutato fino all’800, quando il sultano riformatore Maometto II decise di rimpiazzare
gli abiti tradizionali con la redingote e i pantaloni occidentali, simbolo ai suoi occhi di modernità e
progresso
Abito a strati XVII sec
- Ritratto di Ahmet I
- Indossa due caftani di seta lunghi fino alle caviglie, di contrastanti forma e colore
• Primo indumento di colore verde presenta maniche lunghe e aderenti ed è chiuso da collo
fino alla cintura da una fitta fila di bottoni rivestiti in filo d’oro
• Esterno: veste arancione foderata di ermellino e decorata con cordelline in oro
• Un alto e rigonfio turbante bianco con pennacchi di piume nere
• Cintura tempestata di gioielli
• Stivali di pelle chiara
INDIA- PERIODO MOGHUL
- Periodo Moghul (1526- 1858): complessa mescolanza di cultura indù e musulmana
- Inizialmente i costumi Moghul riflettevano una forte influenza asiatica, tuttavia sotto l’imperatore
Akbar, e i successori, furono incorporati molti aspetti della cultura Rajput
- XVIII sec: maggiore presenza occidentale in India e gli usi occidentali iniziano a filtrare nella
tradizione Moghuo
- Abbigliamento indiano: due forme distinte:
• Indumento avvolgente, drappeggiato e appuntato, come il sari e il dhoti, lo scialle e il
turbante
• Abiti tagliati e cuciti
- L’esistenza di due stili contrastanti è il risultato di successivi contatti con diversi popoli invasori.
Tutti questi stranieri, tra cui i musulmani Moghul, hanno sempre mostrato di preferire vestiti
modellati sul soggetto, anziché l’abbigliamento tradizionale degli indiani
- L’abbigliamento tagliato su misura si affermò con la fondazione del sultanato di Dehli nel XII sec
- Le convenzioni islamiche in materia di modestia femminile hanno portato all’introduzione non. Solo
del velo per coprire il volto in pubblico, ma anche alla divisione delle case in zone maschili e
femminili
- Il primo imperatore Moghul è sempre raffigurato nello stile dell’asia centrale
• Turbante
• Lungo e ampio mantello decorato, talvolta con maniche corte indossato sopra un abito più
leggero
• Incontri formali: colletto a quattro punte, tessuto decorato con ricami che cadeva sulle
spalle
- Secondo imperatore Moghul:
• Continua a favorire lo stile asiatico centrale
• Modifica il turbante per creare un caratteristico copricapo noto come Taj-i Izzat o corona di
gloria ( turbante pieato intorno a un alto cappello, con una stretta sciarpa avvolta intorno)
- Terzo imperatore Moghul:
• Inizia a svilupparsi un riconoscibile modello vestimentiario Moghul
• Adotta diversi elementi della cultura Rajput
o Tubante Rajput
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• Raffiguraco con veste in stile Indù a torso nudo a parte uno scialle intorno alle spalle e con
un lungi (indumento simile al sarong, avvolto attorno ai fianchi a coprire la parte inferiore
del corpo
• Raffigurato anche con il jama (veste allacciata sul lato del busto) ma i pantaloni (paijama) da
portare al di sotto furono un’innovazione musulmana
• Invenzioni:
o Chakdar jama: veste con un disegno distintivo dell’orlo
o Pratica di indossare due scialli di lana kashmir, spesso di colori contrastnti
- Quarto imperatore
• Le caratteristiche principai dei vestiti rimasero quelle fissate sotto il regno di Akbar
• Maggiore attenzione era dedicata alla finezza dei materiali piuttosto che alla decorazione
- Elementi fondamentali dell’abbigliamento maschile e femminile:
• Diafano tessuto di mussola favorito per gli abiti, dato che la trasmetteva permetteva di
vedere i pantaloni
- Donne
• Veste spesso sostituita da un corpetto e da un ampio e sottile pezzo rettangolare di stoffa
da avvolgere e appuntare intorno al corpo
• Donne Rajput:
o Gonne raccolte: ghaghra
o Corpetti: choli
o Velo rettangolare: odhini che copriva la parte superiore del corpo
• Donne musulmane
o Indumenti tagliati
- Uomini
• Accessoriavano i loro abiti con turbanti decorati e adorni di gemme, fili di perle e fasce
lussuosamente decorate (patka)
- Le calzature per entrambi i sessi erano ciabatte in tessuto o pelle sottile
- Indumento prevalente per le donne: sari (lunghezza dai 2 ai 9 metri), esistono decine di varianti
regionali
- Equivalente maschile: dhoti (drappo di stoffa rettangolare legato intorno alla vita come pareo)
Vestito da caccia Moghul 1620-50
- Realizzato in seta bianca ricamato in seta con punto a catena con immagini di fiori e animali
- L’area intorno al collo è lasciata dai ricami perché l’abito veniva portato con un collare di pelliccia
- Nelle memorie sono menzionate giacche lunghe fino ai fianchi e senza maniche e cappotti senza
maniche con collari di pelliccia shah jahan
- I fiori estremamente realistici del tessuto sono in parte derivati da stampe e libri europei che
furono portati alla corte Moghul a partire dal tardo XVI sec da commercianti
- La decorazione richiama anche il ricamo inglese dell’epoca
Sari XVIII
- Abito tradizionale femminile del subcontinente indiano, anche se molte donne musulmente
preferiscono da sempre abiti su misura con pantaloni e alcuni gruppi indù nell’India occidentale
tradizionalmente indossavano ghaghra (gonne) e choli (corte bluse)
- Tradizionale sari drappeggiato
- Dhoti (equivalente maschile)
- La donna porta anche un corpetto giallo
- Sari: lungo pezzo di stoffa avvolto intorno al corpo, di lunghezza assai variabile
- Il tessuto per avvolgere il corpo era una chiara indicazione di ricchezza
- I materiali variavano dalla seta con fili dorati al cotone filato e tessuto a mano delle campagne
- Un sari veniva drappeggiato e appuntato in una miriade di modi, diversi da regione a regione
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DAL 1600 AL 1799
GIAPPONE-PERIODO EDO
- Periodo edo: 1603- 1867
- Kyoto: centro della cultura aristocratica e della produzione dei beni di lusso
- Samurai: primi committenti della nascente industria della moda
- Leggi suntuarie: dal momento che le vesti vennero a indicare il ruolo e la rilevanza sociale, queste
leggi regolavano tessuti, colori e tecniche di produzione degli abiti destinati alle diverse classi
sociali. Contribuiscono a creare precisi codici estetici
- Politica del sankin kotai (presenza alternata): ogni daimyo (signore feudale) doveva risiedere nella
capitale ad anni alterni, garantendo la propria presenza anche nei suoi possedimenti terrieri,
lasciando tuttavia i suoi famigliari a Edo in modo permanente. In questo modo lo shogun era sicuro
di controllare meglio i feudatari
- Competizione sulla base del lusso e dello stile, tuttavia il sisgema di valori giapponese impedì però
all’ostentazione di spingersi troppo oltre
- Alla metà del periodo Edo fu perfezionato lo yuzen, tecnica di colorazione dei tessuti che fa uso di
stampi e colla di riso (capisaldi dell’industria del kimono)
- Nonostante questa invenzione il rigore politico creava molti ostacoli allo sviluppo di una moderna
industria dell’abbigliamento
- Il sakoku (politica isolazionista del Giappone) rimase in vigore fino al 1854, e assicurava che non ci
fosse alcuna influenza esterna sul modo di vestire dei giapponesi
Abito da cortigiana (tardo periodo Edo)
- Il tardo periodo Edo fu contraddistinto da stravaganze e rigorose leggi suntuarie
- Uno dei luoghi in cui si respirava una libertà maggiore era Yoshiwara, uno dei distretti del piacere
- Qui si potevano indossare stravaganti kimono accessoriati con costose e complesse decorazioni
senza offendere la sensibilità di classe, perchè qui le classi sociali non erano nettamente divise
- Kimono a riquadri (tipicamente maschili) misti a motivi floreali venivano considerati sessualmente
ambigui
- Un abito esterno leggermente cadente alle spalle veniva considerato seducente
- Il collo era visto come una delle parti del corpo sessualmente più importanti della donna
- Le prostitute indossavano tradizionalmente abiti blu
IL PRIMO SEICENTO INGLESE
- Eleganza controllata e tonalità sobrie della corte di Carlo I d’Inghilterra
- L’apparente linea semplice dei vestiti celava una ricercatezza, e gli abiti meno appariscenti erano
abbelliti con un’abbondanza di nastri e rosette
- La gorgiera fu sostituita da un collare morbido a tre strati, bordato di trine e allacciato con
cordicelle
- Dopo il 1630 il farsetto divenne una corta giacca con la faldina appuntita al centro. Era lasciato
aperto al centro del petto al fine di mostrare la camicia rigonfia
- Le complesse maniche intagliate dell’epoca precedente furono sostituite da un unico taglio
verticale nella parte anteriore, fermato all’altezza del gomito, consentendo così alla manica della
camicia sottostante di fuoriuscire
- Due tipi di pantaloni lunghi:
1. Primo: decorato al ginocchio da una serie di nastri colorati
2. Secondo: scendeva liberamente ed era ornato da una fila di borchie metalliche o nastri
annodati. Questo tipo di calzoni veniva infilato dentro stivali a tubo
- Ampi mantelli circolari erano allacciati al collo per mezzo di cordicelle, e i cappelli erano posizionati
sul lato della testa, e ornati di piume
- Prendendo esempio dalla regina Enrichetta Maria di Borbone, il guardinfante non fu più indossato
in Inghilterra, e anche la rigidità e la lunghezza del corsetto furono notevolmente ridotti
- Abito femminile:
• Corpino con nastri di seta sul davanti
• Gonna ampia
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• Sopravveste aperta sul davanti per rivelare l’abito sottostante
• Le maniche erano lunghe e intagliate al fine di mostrare la veste sotto
• Lunghi guanti di seta o di capretto
• Si potevano anche indossare ampi mantelli circolari o lunghi cappotti con maniche molto
ampie
- acconciature femminili: capelli raccolti sulla nuca con riccioli lasciati cadere sui lati
- il conflitto crescente tra Carlo I e il parlamento sono testimoniati dallo sviluppo di due distinte
modalità di abbigliamento:
• rifiutando gli eccessi nel vestire dell’aristocrazia i parlamentari sostituirono i collari di trine
con il lino e la seta con la lana
• i cappelli, privi di nastri, furono tagliati corti sul davanti e all’altezza della mandibola sui lati
- anche l’abbigliamento femminile fu semplificato:
• il corpino divenne più allungato e inamidato
• il decollete fu sostituito da una più ampia e profonda scollatura
• un grembiule di lino bianco era indossato da tutte le donne
- i manicotti di pelliccia venivano indossati sia dagli uomini che dalle donne
abito invernale con maschera ca. 1640
- durante il XVII sec le pellicce iniziarono a essere importate dal nuovo mondo
- in inverno c’è una giovane donna che indossa una serie di abiti, una stola e un manicotto di
pelliccia, un cappuccio e una mezza maschera
- le maschere erano in velluto o seta e coprivano la metà superiore del viso ed erano indossare per
proteggere la pelle dagli elementi, ma anche per l’anonimato
- un’ampia stola di pelliccia circonda il collo della donna
storia della maschera:
• proteggevano chi le indossava mentre si dedicava a passatempi all’aperto, preservando il colorito
pallido
• le maschere interne erano realizzate con tessuto inamidato nero o bianco, con fori per occhi e
bocca. Ciò consentiva di godersi in segreto gli spettacoli teatrali, all’epoca vietati alle donne
rispettabili
• le mezze maschere erano spesso indossate ai balli e alle mascherate, e facevano parte di completi
rituali di corteggiamento e favorivano i comportamenti licenziosi
CINA- DINASTIA QING
- nel 1644 i Manciù conquistarono Pechino e diedero inizio alla dinastia Qing
- l’imperatore vestiva un abito di corte con dodici simboli sacri e per completare il suo abbigliamento
formale, portava un copricapo di corte e una collana e in occasioni meno formali indossava una
veste del drago
- regole molto rigide sui colori dell’abbigliamento di corte:
• l’imperatore: abiti blu cielo presso l’altare del paradiso, giallo all’altare della terra, rosso in
quello del sole e bianco per la luna; e il materiale di cui era fatta la collana si abbinava alla
veste
- i dodici simboli presenti sull’abito di corte rappresentavano la sua massima autorità ed erano
portati da lui solo
- il costume cerimoniale dell’imperatrice era simile a quello del marito solo con più strati di tessuto:
• Sotto la veste di corte portava una gonna, e in cima una veste senza maniche.
• Le collane indossate erano 3, e anche le paia di orecchini.
• Una Fascia le cingeva la fronte completa di diadema
• Un collare ornamentale e un lungo ciondolo di seta completavano l’abito
- Armatura cerimoniale:
• Era di brillante raso giallo
• Le maniche e il grembiule cuciti con filo d’oro per imitare la lucentezza del metallo
• L’elmo era di pelle laccata con lettere in oro
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• Le strisce di pelle scura e i gioielli sull’elmo, le frecce e la faretra erano anch’essi realizzati
secondo regole precise
Veste del drago 1736-95
- l’imperatore indossava la veste del drago a eventi celebrativi
- la veste presentava una cucitura verticale al centro ed era leggermente svasata verso il bordo
inferiore in una forma ad A
- 9 draghi: 2 sulle spalle, 3 sulla parte anteriore, 3 sul retro e 1 dove i davanti si sovrappongono, non
visibile agli spettatori
- Gli spacchi della veste sul bordo inferiore indicano che l’imperatore indossava dei pantaloni,
elemento che insieme alle maniche svasate fa riferimento a una dinastia di antichi cavalcatori
- Il motivo della fenice era riservato all’imperatrice
- Una veste femminile presentava spacchi sui lati
- I risvolti delle maniche degli abiti Manciù hanno al forma degli zoccoli del cavallo, riferimento alle
origini nomadi
la veste dell’imperatrice:
• Le vesti di corte erano scelte in accordo con la stagione, e quelle invernali erano foderate e bordate
di pelliccia
• Le spalline sporgenti sono la caratteristica più appariscente di questa veste
L’ABITO FRANCESE DI CORTE
- Nel XVII sec la Francia divenne leader indiscussa dello stile europeo
- Le radici della moderna industria della moda vanno ricercate nella parigi degli ultimi decenni del
600
- Questo processo è tutt’uno con il regno di Luigi XIV e deve molto all’influenza del suo ministro delle
finanze Colbert, che rese lo stato francese sponsor dell’industria tessile
- Quando Luigi XIV revoca l’editto di Nantes, nel 1685, molti esperti tessili ugonotti andarono in esilio
oltremanica, rompendo così il monopolio francese
- Il vestito di corte raggiunse in Francia un livello di impareggiabile splendore, e per oltre un secolo il
paese fu il modello per le altre monarchie
- L’accesso alla corte francese era aperto a chiunque puchè correttamente abbigliato
- Grand’abito femminile: culmine del lusso sia per la persona che lo indossava sia per lo stato che lo
produceva
- La versione maschile comprendeva il giustacuore (lunga giacca stretta nel busto, aperta, che
arrivava alle ginocchia), il gilè e i pantaloni, sostituiti nel 1670 da pantaloni al ginocchio
- L’abito femminile stringeva le donne in una forma a coni rovesciati
- Marie- angelique, un’amante del re, fu responsabile di una rivoluzione delle acconciature: intorno il
1670 le cortigiane iniziarono a portare capelli all’indietro sopra la fronte, fissandoli a un telaio di filo
noto come commode. Questo stile nacque dal fatto che il re fu affascinato da una capigliatura della
donna che dopo una cavalcata aveva i capelli scompigliati e se li aggiustò con una giarrettiera.
Nacque la fontages
- Nel 1675 i couturier si riunirono in corporazione e iniziano a commerciare in modo più redditizio i
beni di solo produzione, aiutati dalla nascita nel 1672, della rivista le Mercure Galant che riportava
chi indossava che cosa, dove e come
Grand’abito di corte ca. 1660
- Gli abiti di corte dei primi anni del regno di Luigi XIV potevano essere realizzati solo da sarti di corte
- L’abito è composto da
• Corps de robe (corpino): sostenuto da stecche di balena sui lati e incorpora il reggiseno,
esponendo in parte il seno e forzando le spalle all’indietro
• Jupe (gonna
• Bas de robe (strascico
- La scollatura molto ampia giunge a scoprire parte delle spalle
- Le maniche sono abbassate, sbuffanti e lunghe fino al gomito
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- La gonna deve la sua forma alla presenza del panier (telaio di stecche di balena, salice o fili
metallici) e all’imbottitura con tessuto rigido
- Le dimensioni del panier sarebbero aumentate nel tempo
- Lo strascico rifletteva la posizione sociale
- Maria Teresa tiene in mano una maschera che serve a proteggere la sua pelle chiara dal sole
- Le piume di struzzo aggiungono un tocco esotico al suo vestito
- Il rosso, il bianco e il nero erano colori tradizionali della casa regnante prima della rivoluzione
IL SECONDO 600 INGLESE
- Dopo gli anni della repubblica del Commonwealth e della dittatura di Cromwell, Carlo II fu
restaurato sul trono inglese
- Egli avendo trascorso gran parte del suo esilio in Francia introdusse alcuni elementi
dell’abbigliamento di corte francese
- Qualche anno dopo egli promosse un abito di più moderna concezione
- Nel 1666 Carlo II dichiarò di non voler più vestire la moda francese
- Fu quindi adottato l’abito persiano: lungo panciotto sormontato da una giacca al ginocchio e da
calzoni della stessa lunghezza. Ciò che distingueva maggiormente questo abito dai modelli francesi
era l’enfasi sul tessuto e sul taglio anziché su merletti e decorazioni
- Abito del re: lunga tonaca aderente al corpo, di tessuto scuro, con una camicia di seta bianca, e le
gambe rivestite di tessuto increspato simili a quelle di un piccione
- L’originale corpetto inizialmente raggiungeva le ginocchia, con i bottoni lungo tutta la parte
centrale, ed era riccamente ricamato. Nel corso del tempo diventò progressivamente più corto e
venne portato con ampi calzoni al ginocchio
- Mentre il corpetto divenne più corto, il soprabito si allungava e la vita diveniva più ampia
- La cravatta a fine 600 si trattava di una pezza quadrata o triangolare di lino, seta oi mussola con le
estremità di pizzo o decorate con perline dorte
- In contrasto con la semplicità delle vesti maschili del tardo XVII secolo la capigliatura registra
maggiore interesse con l’adozione di elaborate parrucche
- Nel 700 anche le donne iniziarono a portare la parrucca, spesso innalzata per mezzo di un fontange,
e l’accessorio pres a essere incipriato
- Mantua (guardaroba femminile): veste lunga dal corpino rigido con ampie falde che scendevano sui
fianchi. Aveva la particolarità di essere completamente aperta sul davanti per mostrare la gonna
sottostante
- La pettorina: triangolo rigido fissato al corpino, terminava in un’ampia scollatura quadrata
- I grandi colletti di pizzo furono sostiuiti dalla palatina, un colletto a forma di sciarpa
- Le maniche al gomito continuavano con sbuffi e merletti
Camicia da notte e sottoveste ca. 1660
- Nuova moda del ritratto in deshabillé (abbigliata in modo informale: una veste per la notte dalla
quale emerge con finta trascuratezza il voluminoso camice bianco sottostante
- Solo ai membri più elevati della corte degli Stuart era infatti consentito esibirsi consì in pubblico, o
addirittura farsi ritrarre
- Il corpino dell’abito risulta esplicitamente erotico
- La mancanza di gioielli è in linea con la falsa semplicità dello stile che incontrava il favore della corte
dell’epoca
- Il camice è portato senza busto; un abbigliamento del genere era sinonimo di licenziosità
- Le maniche sono semislacciate e con i risvolti arrotolati a mostrare il bianco camice sottostante
LA NASCITA DELLA MODA
- Parigi ha stabilito la sua fama come centro della produzione dei beni di lusso nel XVII
- Nel 1715 Filippo d’Orleans e Madame de Parabére fissano il trend culturale dell’epoca secondo cui
la nobiltà si mescolava con i borghesi a teatro, ai giardini e nelle boutique
- I costumi stavano rapidamente cambiando e in questi luoghi chiunque fosse provvisto di mezzi
poteva mescolarsi con l’alta società
- La moda rispecchiava più di ogni altra cosa i cambiamenti in atto a Parigi
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- Il lassismo morale imperante portò a una maggiore informalità e a capi come le robe volante
- Elaborati modelli di robe de chambre resero popolare l’utilizzo di sottovesti come normali abiti
- Il desiderio di muoversi, di comfort e di relativa praticità resero popolare la rendigote (questo
genere di abito veniva dapprima portato dalle dame di corte impegnate nella caccia, ma divenne
presto un abito da giorno per l’uso in città)
- Marie-Jeanne Bertin era in grado di fornire abiti su misura a chiunque le avesse chiesto la sua
opera. Divenne nota soprattutto per una sua cliente: Maria Antonietta
- In contrasto con l’apparente stravaganza della regina, il circolo di conne che le era più vicino si
distingueva per uno stile più rilassato
- Rifuggendo da panier e stecche di balena, la nuova robe a l’anglaise e la robe chemise o batiste
riflettevano il rinnovato interesse per il mondo naturale
- Gli abiti erano meno strutturati e più confortevoli e sebbene facessero uso di corsetteria non
pretendevano di cambiare la figura femminile
- La moda francese si diffuse rapidamente per merito delle incisioni e delle riviste che circolavano
nelle capitali e nelle corti europee
Robe volante 1705
- Versione più informale dell’abito femminile all’epoca di Luigi XV
- L’abito è conosciuto come Watteau
- Completamente rotondo e simile a un sacco
- Non costringeva la donna a infilarsi in una forma soffocante
- Allacciato sul davanti per mostrare il camice o abito sottostante
- La gonna non era sostenuta da panier ma faceva affidamento su sottogonne inamidate e
imbottiture di crine
- Ampio panneggio che scendeva dalle spalle sul retro
- Vivace gamma di colori in voga durante i primi anni della reggenza
- All’altezza della linea del collo, una mezza cappa nello stesso tessuto scende fino al pavimento
irrigidita da pieghe
- La cappa divenne una variante della robe a la francaise o andrienne
- Le maniche aderenti con lunghezza a tre quarti sul finale si aprono a ventaglio in un ampio
paramano
- Il tessuto, più ancora del taglio era indicativo della ricchezza della persona
Andrienne 1720
- Dopo il 1715 la veste allungata in uso nell’ultimo periodo di Luigi XV si trasformò
- Attenzione rivolta a una silhouette più bidimensionale, piatta davanti e dietro, sebbene ancora
rigonfia sui fianchi
- Attorno al 1720 la veste pieghettata e cadente si combinò a panier arrotondati per il nuovo
standard del vestito aristocratico: la robe a la francaise (in Italia: all’Adrienne)
- Entro il 1750 l’abito fu accettato come alternativa al grand’abito di corte
- Sopravveste in broccato di seta intessuto con oro e argento
- La crêpe di seta mostra un disegno floreale con motivo serpeggiante
- Sostenuto da panier e sottogonne inamidate, la gonna assume un’accentuata forma a campana,
molto popolare dopo il 1730
- Corpino: irrigidito da stecche di balena è ampiamente scollato. Forma a cono che sottolinea la vita
stretta e la linea rigonfia e alta dei fianchi
- Le maniche sono strette fino al gomito e in seguito svasate a formare i caratteristici engageantes
Robe a l’Anglaise ca. 1780
- Riflette la propensione del tardo XVII sec per l’anglomania e l’interesse per il mondo naturale
idealizzato
- Veniva indossato durante i ritrovi dell’aristocrazia e nella vita di ogni giorno delle classi privilegiate
- Più confortevole dell’adrienne garantiva alle donne maggiore mobilità, dal momento che le donne
potevano essere sollevate durante il cammino
- In voga dopo il 1770
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- Le pieghettature sono cucite nella gonna appena sotto la vita, così da aggiungere volume sul retro
- Come la mantua, anche la robe a l’anglaise era aperta sul davanti per lasciar vedere l’abito
sottostante
- Le maniche, lunghe fino al gomito, erano semplificate, affusolate e prive di orli stravaganti
- In corrispondenza dell’avambraccio si aggiungevano false maniche (engageantes)
- L’ampiezza della veste sui fianchi era ottenuta con imbottiture sistemate tra le sottogonne
- Un ampio fichu (fazzoletto da collo) era fissato nella scollatura tonda per proteggere la pelle dai
raggi del sole e occultare la nudità
- Lo strascico è più ridotto che in passato
IL TARTAN
- Simbolo della tradizione scozzese
- Dal 1815 si decise di registrare tutti i tartan e di associarli con i cognomi scozzesi
- Originalmente il tartan era una stoffa non tagliata, un rettajgolo di tessuto denominato plaid,
indossato come un mantello dagli uomini e come scialle dalle donne
- Non è chiaro quando gli uomini abbiano iniziato a vestire tale drappo come kilt, separato dal plaid
portato sulle spalle
- Le testimonianze asseriscono che il kilt era considerato una novità nel XVIII sec
- Dopo l’act of union del 1707, che sancì l’unione dei regni di scozia e inghilterra, in scozia crebbe il
supporto alla campagna giacobita per la restaurazione della monarchia stuart. Il tartan divenne la
divisa dei ribelli giacobiti
- Il disclothing Act del 1746 bandì il tartan, il kilt e il mantello scozzese, ma le associazioni di ribelli
riuscirono a renderlo popolare presso un pubblico ancora più vasto che in passato
- seconda metà del XVIII sec: favore crescente verso le tradizioni scozzesi
- lo stile di vita scozzese era minacciato dalla deportazione delle popolazioni e dall’emigrazione
- nel 1781, la minacciq dei moti giacobiti era un lontano ricordo e il disclothing act fu cancellato
- le decadi seguenti videro il revival della cultura tradizionale scozzese, e fu allora che la moda del
tartan e delle vesti delle Highland iniziarono a spingersi ben oltre i confini della scozia
plaid tardo XVIII sec
- il soggetto di questo dipinto è ritratto sullo sfondo del paesaggio delle Highlands
- il suo costume imita quello dei soldati dei reggimenti scozzesi
- la scelta della giacca rossa, insieme alla scacchiera sul berretto, sono entrambe indicative
dell’uniforme militare
- il plaid sulla spalla richiama l’antico uso delle Highlands di vestire un unico pezzo di tessuto non
tagliato, o full plaid
- il tessuto era ripiegato e fissato da una cintura per formare una gonna
- il rimanente diveniva un mantello ed era portato sulle spalle
- berretto: Balmoral (tardo XIX sec) diffuso in scozia dal XVI sec
- la borsa di pelle, come una bisaccia medievale appesa alla cintura, compensa la mancanza di tasche
sul kilt
- i tartan si differenziano nei colori e nelo spessore delle bande incrociate perpendicolarmente
- calze di lana pesante con motivo a scacchi Argyle: elemento tradizionale del vestito scozzese
L’ELEGANZA ROCOCò
- rococò: da rocaille= piccole rocce, conchiglie, a sottolineare l’amore per le decorazioni e i dettagli
leziosi del primo settecento
- è lo stile dell’aristocrazia ormai del tutto distaccata dalle preoccupazioni della vita comune
- verrà poi sostituito dal pèiù sobrio neoclassicismo nella seconda parte del 700
- il grand’abito e l’andrienne rimasero il modello per il vestito formale e di corte, mentre la robe a
l’anglaise era per la vita di tutti i giorni
- il popolo vestiva abiti da lavoro che imitavano i costumi dei ricchi
- lo stile rococò è sinonimo di grazia e gioiosità
- la Francia rimase la regina del commercio dei beni di lusso
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- regolari stagioni della moda determinavano le preferenze per determinati colori, stampe, e le
illustrazioni a stampa si occupavano di diffondere le novità in voga nella capitale in provincia e
all’estero
- nonostante Parigi detenesse il primato, anche Londra stava diventando una valida competitrice
- presso la corte di Luigi XV (1715- 1774) si imposero kle tonalità pastello e un gusto innovativo per
l’asimmetria
- a dettare la moda erano le sue amanti Madame de Pompadour e Madame du Barry
- Madame de Pompadour (ritratto):
• veste con ornamenti su ogni bordo o balza del tessuto
• l’abito di seta è punteggiato di rose in tessuto, e la pettorine è carica di nastri e fiocchi dello
stesso colore, così come il colletto staccato dalla veste
• le maniche al gomito termino con strati multipli di engangeants, e le delicate calzature
aperte dietro con tacco Luigi sono bordate di perle
- si usavano sete e chints (cotone ad armatura raso fortemente calandrato su un lato) fortemente
stampati e ricamati
- interesse per le cineserie
- sete francesi: visione immaginaria dell’oriente
- sete inglesi: rendono i disegni più naturalistici e infarciti di oggetti reali
- le piume di struzzo: per cappelli e acconciature
- perle: per collane, bracciali e orli
- le frange aggiungevano movimento alle vesti
- fiocchi: per abbellire i corsetti
- bordi a la platitude: orli le cui pieghe formavano una serpentina o uno zig-zag
- en pouf: orli che aggiungevano strati extra di pizzo sui fianchi
- molto apprezzato il bordo a zig zag
- anche le calzature presentavano bordi accuratamente rifiniti
- l’ultimo periodo rocoò è caratterizzato dall’uso di panneggi
- robe a la polonaise: portata sopra le gonne ma senza gli enormi panier dell’andrienne. La
sopragonna (divisa in 3 parti) poteva essere arricciata tirando dei cordoncini, per ottenere così i
ricchi panneggi che la moda esigeva
- giacca Brunswick: tre quarti di lunghezza con cappuccio
- ventaglio: più preziosi in avorio e decorato in madreperla
- accessori uomo: bastoni da passeggio, occhiali, Sali profumati e spade
- dal 1780 le donne adottarono un ampio cappello che faceva riferimento al desiderio di essere
dipinte come delle pastorelle
- Maria Antonietta preferiva portare i capelli con nastri e piume di struzzo, uno stile che divenne
noto come a la reine, ma che a corte venne anche definito spregiativamente bardatura per cavalli
Fantasia ca.1770
- Capelli rigonfi che diventano la base, forse le onde per la navigazione di un modello della Belle
Poule
- La complessa architettura è resa dall’uso di un telaio metallizo e diversi strati di imbottitura tra i
apelli
- L’acconciatura termina con boccoli a la reine che cadono sulle spalle
- Accessorio rococò: piume, nastri, ghirlande
- Vestita all’andrienne abbondantemente decorata
- I capelli venivano costrarsi di cipria con un diffussore, ciò era fondamentale per dare a queste
acconciature il loro volume e la lavorabilità e anche per le funzioni igieniche assorbenti
L’ossessione per la moda ca. 1770
- Grand tour: viaggio attraverso l’Europa che i rampolli di buona famiglia intraprendevano dopo gli
studi, e normalmente terminava in Italia
- In questo dipinto vediamo un giovane di ritorno che scandalizza il padre con i suoi modi
effemminati e una capigliatura a dir poco eccessiva
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- Il caratteristico abito maschile in tre pezzi è rivisto secondo lo stile che si voleva italiano
- Accessori: perle come bottoni della giacca e del panciotto, fiocchi e coccarde e un’acconciatura
colossale
- Il padre ha una frusta da lavoro, mentre il giovane un bastone da passeggio rifinito in avorio
- Cappello a due punte: complicato da togliere e perciò il giovane si aiuta con una spada (allusione
alla perdita delle buone maniere)
- Parrucca: riferimento alle acconciature femminili in uso presso la nobiltà
Banyan ca. 1770
- significato: mercante indù
- ricca veste del XVIII sec
- originariamente un abito di ampie proporzioni allacciato sul fianco (ispirato al kimono giappo)
- riflette l’interesse dell’epoca per il gusto orientale
- figura: il capo fu realizzato per il principe reggente d’Inghilterra
- l’esemplare è tipico degli anni 70 del 700 nel suo uso dei colori rosso, verde e viola
- solitamente indossato aperto
- riprende le influenze indiane che son ben visibili nella decorazione della residenza privata del
principe, il padiglione di Brighton
status symbol:
• il banyan di seta o chintz era indicatore dell’alto rango di chi l’indossava
• era ritenuto un abbigliamento appropriato per accogliere gli ospiti a casa
• veniva indossato dai membri più ricchi della società, che avevano tempo per il relax
IL GENTILUOMO
- fine XVIII sec: un definito stile britannico cominciò a emergere
- i sarti di Londra come Meyer, Weston e Schultz sottolineavano l’importanza del taglio
- seta, raso, pizzo, organza: eliminati e sostituiti da materiali come lana e altri tessuti pettinati più
adatti alla vita rurale
- il cappotto di lana con bottoni di ottone, il gilè, i calzoni da equitazione infilati negli stivali e il
cappello a cilindro a testa stretta diventarono una specie di divisa nazionale e furono imitati in tutta
europa
- nuova enfasi sul comfort del vestire fu tradotta in raffinatezza urbana dagli abili sarti londinesi
- dandy Georde Bryan Brummell: riferimento per questo tipo di sartoria
- egli rappresenta la nuova visione della mascolinità, con spalle larhe, tronco smilzo e gambe lunghe
- all’inizio del XIX sec i fazzoletti da collo erano disponibili in due versioni. Dal 1810 al 1820 questi
accessori divennero sempre più raffinati
- stile che esigeva una postura fissa
- Brummell indossava sempre abiti blu marino, con gilè e pantaloni di diverso colore
- Di sera: stivali al posto delle scarpe
- Pantaloni: in jersey, allacciati alla caviglia e tenuti da un sottopiede, rendevano la gamba affusolata
Abito a doppio petto 1815
- L’archetipo del dandy durante il periodo della Reggenza (1811- 1820) rifuggiva le balze e i falpalà
degli anni precedenti per esaltare le virtù di un corpo curato da un’estrema perizia sartoriale
- Abito a doppio petto, in tessuto pettinato di lana, è modellato alle spalle e tagliato alto in vita per
attirare l’attenzione non solo sul tronco ma anche sulle gambe, fasciate in morbidi calzoni
- I calzoni sono tenuti in posizione da bretelle alla cintura e dai sottopiede
- La cravatta è racchiusa tra gli alti revers della giacca
- La giacca, decorata da bottoni, era molto scollata in alto, per lasciar vedere le gale della camicia,
con le falde tagliate diagonalmente sul davanti per esporre il panciotto
- Amido: serviva per proteggere la biancheria dalla sporcizia e irrigidire il tessuto
- L’introduzione dell’imbottitura tra la fodera e il tesuto esterno della giacca ampliava il petto
LO STILE NEOCLASSICO
- Rivoluzione francese: punto dis volta
- La moda cambia radicalmente alla fine del XVIII sec
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- Lo sfarzo degli abiti dell’ancient regime fu superato, e con esso anche la corsetteria, le decorazioni
eccessive, la pesantezza e il colore sgargiante
- La moda francese si trovò a riflettere le speranze legate alla nuova era, e ad emulare lo stile in uso
nell’antica grecia
- Ispirato dai ritrovamenti archeologici di Pompei ed Ercolano
- Chemise (in voga dl 1780 al 1820):
• abito di maggiore ispirazione neoclassica.
• Abito da mattina a maniche corte, successivamente chiamato impero.
• Abito lungo senza maniche di mussola bianca semitrasparente o in cotone che apparve in
Francia al 1780 e reso popolare dalla cerchia di donne che accompagnava la regina a
Versailles
• Indossato senza pesanti busti, ma con il reggiseno, liberò la forma femminile
• A corte si continuò a preferire l’andrienne
- L’abbigliamento in stile impero voleva tessuti ultraleggeri in mussola di cotone
- La veste poteva avere una scollatura a V o rotonda
- Caratteristica principale: vita alta, appena sotto il seno
- Nastri e greche ricamate
- Abiti da sera: maniche corte e accompagnati da lunghi guanti bianchi
- Vestiti da giorno: maniche lunghe e tessuti più pesanti
- Il taglio dell’abito impero non permetteva di avere tasche perciò le donne iniziarono a portare una
piccola borsa nota come reticolo
- Souliers (scarpe basse a punta arrotondata) e sandali da gladiatore sotituirono le calzature con
tacco luigi
- I capelli erano portati alla greca ( all’indietro, intrecciati con nastri e con chignon alto)
- Gioielli secono lo stile delle matrone romane
- Louis Hippolyte Leroy: più celebre couturier dell’epoca
La chemise di mussola 1790s
- Stile a colonna: accentuato dalla vita alta, fa affidamento su diversi strati di mussola trasparente
foderata in cotone
- Assai provocante per l’epoca
- Delicate decorazioni sul davanti e la balza in merletto all’altezza della scollatura, un particolare che
richiama l’attenzione su una zona del corpo finalmente liberata da busti costrittivi
- Maniche corte: lasciano in vita una proporzione inusuale di braccia nude
- Primo XIX se: tavolozza di colori delicata
- La stola in seta con motivi cashmere e frange si abbina al berretto, perfettamente adagiato sopra i
capelli alla greca ( arricciati e portati in avanti)
- La forma caratteristica è incentrata sul nastro che stringe la veste appena sotto il seno
- Il ventaglio serviva a lanciare segnali durante il corteggiamento
Uncroyables e Merveilleuses 1795
- Uncroyables (incredibili): uomini con simpatie monarchiche guidati dal visconte di Barras
- Les Merveilleuses (meravigliose)
- Molto influenti dal 1795 al 1799: entrambi i gruppi adottarono modi aristocratici ed esibirono
forme di abiti stravaganti ed esagerate
- Stampa satirica della serie Le Bon genre
- Uomini:
• giacche dal taglio sproporzionato, che contorcono il profilo. I
• bastoni storti enfatizzano le figure deformate
• I menti sono nascosti da grandi foulard steenkerke che inghioittono anche il collo
• Occhialini con impugnatura a stanghetta servono a fissare le donne davanti a loro
• La parrucca polverosa di uno di loro è un riferimento all’ancient regime
- Donne
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• Abiti fluenti e scollati, dotati di strascichi esagerati, che vengono catturati facilmente dai
bastoni
- Merveilleuses: reputazione di disturbatrici sociali
- Il loro comportamento appare licenzioso
- Capelli raccolti in uno chignon: riferimento alla classicità
- La silhouette maschile si prende gioco dello stile rococò
- Entrambi gli uomini vestono redingote che cadono male, foulard eccessivi e pantaloni dalla vita
troppo alta infilati in calzature striminzite
- La vignetta si burla tanto del nuovo quanto dell’antico
Abito da pomeriggio ca. 1800
- Tavola del mensile illustrato The Gallery of Fashion
- Le illustrazione offrivano chiari esempi di accessori di moda
- Qui vengono raffigurate vesti invernali da pomeriggio
- La donna sulla sinistra mostra che la linea verticale della silhouette impero ha guadagnato volume
in basso, ed è raccolta sopra la vita a formare pieghe simili a quelle della robe a l’anglaise
- La forma è ulteriormente serrata dalla giacca in stile bolero nella parte superiore del tronco
- Aulla destre: veste in stile classico+ sopravveste aperta sul davanti
- Il tessuto appare pesante ed è tagliato in stile impero
- Riferimenti alle acconciature di età romana
- La scollatura e i bordi sono rivestiti di ermellino, ripreso anche ne grande scaldamani
La rivista di moda
- Riviste specializzate
- Francia: la galerie des modes (1778-1787), stampe, colori e ultime novità
- The gallerybof Fashio (1794-1803): pochi lettori, esponenti dell’elite economica
DAL 1800 AL 1899
L’ETà ROMANTICA
- La restaurazione che seguì il congresso di Vienna segnò la vittoria del conservatorismo anche nel
gusto
- La moda in età romantica: differenziazione dei sessi, con abiti ispirati al mondo militare per gli
uomini e vesti femminili che insistevano sulla fragilità normalmente associata al genere, con grandi
fianchi e vita stretta
- L’abito a vita alta fu rimpiazzato dall’abito con linea ad A (anni 20 dell’800), con stoffe tagliate a
triangolo che generavano una silhouette più generosa
- Le gonne divennero più ampie negli anni 30 e a metà 800 si portavano strati di sottogonne per
creare una silhouette a campana
- Decorazione dei bordi, sospesi e ondeggianti fra piedi e pavimento
- 1825-1830: ritorno al punto vita naturale, di conseguenza i corsetti dovettero essere allungati
- Vita divenne ancor più di vespa, con ritorno di una corsetteria punitiva
- Abiti spesso realizzati in un unico pezzo
- Tessuti: organza, seta, lana (per viaggi e indumenti da giorno)
- Le scollature si arrotondano
- Abiti spesso senza spalline e con maniche corte per la sera e lunghe per il giono
- Contrasto tra ampie spalle e vita stretta enfatizzato dalle maniche ampie e vaporose, di moda a
partire dal 1830
- La manica Marie fu rimpiazzata dal 1830 dalla manica gigot (o a zampa di montone), con forma. A
palloncino che si protende oltre il gomito per divenire attillata al polso
- Le spalle scoperte erano sormontate da ampi colletti di tela o merletto o da mantelline
- Ampie cinture per enfatizzare la vita stretta e per portare borse, occhialetti e orologi con catena
- Acconciatura a la chinuise: riga al centro e capelli legati dietro riccioli che scendevano sui lati del
viso
Vestito da sera ca. 1830
- Figura più arrotondata e femminile
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- Vestito di organza rosa con inserti di bigiotteria in vetro riflette la moda di ornare la parte inferiore
delle gonne
- Scollatura bateau
- Maniche demi-gigot
- Il volume ela forma delle maniche è ottenuto mediante l’inserimento di bigonce fissate alle spalle
- Il tutto è supportato da una corsetteria leggera
- La vita ritrova la sua posizione naturale, enfatizzata da una fascia e da un fiocco
- Gonna più voluminosa grazie a delle sottogonne inamidate
IL KENTE
- Africa occidentale
- Origine presso il popolo Ashanti
- Si diffonde tra il XVIII e il XIX sec in tutta la regione del Golfo di Guinea denominata Costa degli
schiavi
- La tecnica di produzione prevedeva il taglio di sottili strisce di tessuto di diverso colore che
venivano intrecciate per realizzare variopinti disegni geometrici
- Fino al XVII sec erano gli indumenti in pelle quelli più usati e i tessuti di cotone colorato realizzati a
mano erano considerati indumenti di lusso, riservati alle elite
- Uomini: ampio drappo intorno al corpo e sulla spalla sinistra
- Donne: avvolte da due fasce, una intorno ai fianchi e l’altra intorno alla parte superiore del corpo
- XVIII sec: i tessuti a dominante di ordito erano comini in tutti i centri di tessitura della regione
eccetto Agotime, e in quest’ultima località si producevano tessuti a dominante di trama
- Presso la corte Ashanti vigevano restrizioni sugli abiti da vestire: la seta e i tessuti che
incorporavano disegni non figurativi a trama lanciata erano destinati solamente alle persone di più
alto rango
- Fine del XVIIIsec e inizio XIX sec le caratteristiche principali dei tessuti kente furono sviluppate
anche ad Agotime
- L’introduzione del filato di cotone realizzato a macchina nel XIX sec e la sostituzione del rayon alla
seta stimolarono la realizzazione di disegni a trama lanciata sia tra i popoli di lingua Ewe sia tra gli
Ashanti
Kente ca. 1847
- Cotone filato a mano
- Totale di 148 motivi o figure, di cui 20 di tipo figurativo
- La tessitura di queste figure, secondo la trama lanciata, è peculiare della cultura ewe
- Il tessuto è stato realizzato sicuramente prima del 1847
- L’abbondante uso de rosso si spiega con la natura preziosa di questo capo, e richiama l’attenzione
sulla ricchezza del suo possessore
Campioni di kente: tra i tessitori del Ghana e del Togo è una pratica comune conservare una parte dei
tessuti per usarla come campione da mostrare a potenziali nuovi clienti
L’ABITO LATINOAMERICANO
- l’indipendenza nazionale influenzò largamente il modo in cui le genti lantinoamericane presero a
intendere la moda nel tardo XIX sec e all’inizio del XX sec
- i nuovi governanti presero a modello Parigi anche per le idee di libertà, eguaglianza e fraternità
- i vestiti servirono per forgiare le nuove identità nazionali
- come rivelarono le riviste del XIX sec, le elitè creole alterarono lo stile in voga nelle città europee,
per ragioni pratiche e simboliche
- la moda fu uno degli strumenti utili a ridefinire l’identità postcoloniale dei paesi dell’America latina
- rebezos (scialli stretti) indossati con bluse ampie allacciate e gonne colorate talvolta ornate da
lustrini. Genere di veste chiamata china poblana, popolare all’inizio dell’800
- peinetòn: pettine spagnolo di tartaruga
- a Lima le donne vestirono l’abito andaluso detto cobijada (lungo mantello che copriva parte del viso
lasciando scoperto un solo occhio) che consentiva loro di passare in aree a loro precluse
- a Cuba e a portorico i costumi rimasero più vicini a quelli della madrepatria spagnola
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- le bolle di commercio dimostrarono che il Sudamerica fu invaso da beni di provenienza europea, e
ciò influenzò largamente il gusto locale
- seconda metà dell’800: le donne cominciarono a scrivere per le riviste di moda. Presero di mira la
corsetteria e i vestiti a strati che provenivano dall’europa
- in Venezuela precise direttive imposero l’abbandono degli abiti di foggia spagnola
- la diffusione delle macchine da cucire permise alle donne di confezionare vestiti in casa piuttosto
che acquistarli nei magazzini
- inizio XX sec: gli investimenti stranieri portarono all’apertura di importanti negozi offrendo nuove
tipologie d’acquisto alla clientela
- gli immigrati dall’europa si vestivano all’europea e gli altri residenti rinunciavano volentieri agli stili
tradizionali di carattere ispanico
charro XIX sec
- charro= tradizionale allevatore messicano a cavallo
- sebbene molti elementi del suo costume siano di origine spangola, nel XIX sec divennero
rappresentativi dell’identità messicana
- colore nero ricamato e cucito con fili dorati e argentati
- giacca in stile bolero lascia vedere il mono di tessuto, una sciarpa da collo con nodo
- decorato con motivi caratteristici come ferri di cavallo, speroni fiori e aquile
- il sombrero e gli stivali per cavalcare completavano l’abbigliamento
- sombrero= cappello caratteristico dall’alta cupola appuntita e l’ampia falda rialzata
poncho XIX sec
- nel XIX sec i gauchos di origine africana che vivevano nella regione del rio della palta utilizzano il
poncho come letto, cuscino, tavolo da gioco
- gli imprenditori europei realizzarono velocemente il valore e l’utilità di questo indumento. Presero
dunque a riprodurre questo singolare tessuto trapunto e colorato, che esportarono nei suoi luoghi
d’origine
- rettangolo (1,8xa,4) con un foro per la testa
- veniva indossato insieme ad ampi pantaloni infilati in stivali cappelli di feltro con tesa (chambergos)
L’ABITO FEMMINILE NELL’OTTOCENTO
- crinolina: l’intelaiatura che serviva a reggere le ampie gonne lunghe fino al pavimento divenne
ancora più larga, raggiungendo il culmine nel 1860
- nel XIX sec gli obblighi dettati dal capitalismo ridefinirono le mansioni maschili e femminili
• uomo: vestiva tinte scure e tagli rigidi
• donna: quasi immobilizzata da enormi vestiti a strati e tessuti decorati
- la magnificenza delle vesti femminili era la prova vivente di un consumo cospicuo e rappresentava
la ricchezza prodotta dal marito
- le vesti comprendevano un corsetto allungato e appuntito, abbottonato sul davanti, a cui erano
fissate le pieghe della gonna
- il volume della gonna era dato da sottogonne irrigidite da crini di cavallo
- metà del secolo: prima crinolina a gabbia e dopo poco prima crinolina in acciaio
- la silhouette formava due triangoli i cui apici si incontravano all’altezza della vita quanto mai
striminzita
- le maniche si stringevano al gomito per aprirsi a campana verso il polso
- la greca era una decorazione frequente, così come i fiori e altri motivi classici
- vestiti da giorno: vestaglia (mattino); mantella (in casa o fuori); rendigote, soprabito allacciato sul
davanti (passeggiata pomeridiana);
- vestiti da sera: per i ricevimenti le grandi vesti rotonde
- i capelli erano portati con la scriminatura al centro, con riccioli che scendevano sui lati della testa e
ampie cuffie
- con l’aumento del volume dela crinolina, la gonna fu tagliata a triangolo per accompagnare la forma
a campana che andava dalla vita strettissima fino all’ampio orlo. Ne risultò un taglio di vestitio che
enfatizzava al massimo la modellatura del corpino: linea princesse
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- esistono molte varianti di questa linea, inclusa la polonaise, una sopragonna che si rifaceva alla
moda del XVII sec
- seconda metà dell’800: inizialmente la maggiore ampiezza dei cerchi della crinolina era sotto il
ginocchio. La vita era stretta il più possibile
- metà degli anni 80: la parte rigonfia della gonna si spostò più in alto, mentre la silhouette diveniva
piatta frontalmente e rigonfia sui fianchi e dietro
- l’uso della crinolina andò infine fuori moda
- fine secolo: primo telaio motorizzato, per la produzione di una vasta gamma di tessuti
- gli abiti di produzione industriale giunsero con l’emergere di una nuova categoria di consumatori, la
classe media emergente, e la conseguente richiesta di abiti alla moda meno elaborati
(domocratizzazione della moda)
- macchina da cucire brevettata nel 1846 (democratizzazione della moda)
- la maggiore libertà personale per le donne a partire dalla fine del XIX sec resero gli acquisti
un’attività divertente
- i magazzini erano luoghi in cui anche le donne non accompagnate potevano acquistare beni di
consumo in sicurezza
- anilina: isolata e trattata nella prima metà dell’800 permise di trattare i tessuti con colori prima
riservati alle sole classi agiate
- fine del XIX sec: gli abiti che fasciavano morbidamente i fianchi stavano rimpiazzando le gonne
rigonfie quasi ovunque
- le vesti femminili tendevano a essere più confortevoli, trend che rifletteva la progressiva
emancipazione femminile
scialle a motivi cachemire ca. 1850
- chiamato anche pashmina
- dal 1780 al 1870
- ottenuto dal vello della capra changthangi, che vive sull’himalaya
- venne importato in Gran Bretagna alla fine del XVII sec, ma data l’altissima domanda si tentò di
copiare il disegno per mezzo di telai a mano a Norwich e a Paisly
- versioni economiche dello scialle, con disegni stampati, furono prodotte in grandi quantità
- agli scialli si aggiunsero poi le giacche e le cappe quando l’abito a tournure sostituì la crinolina
intorno al 1870
abito a disegno scozzese
- la gonna in taffetà di seta nasconde una crinolina in cerchi metallici tenuti in posizione da nastri a
partire dalla vita
- la crinolina non è completamente circolare
- il corsetto irrigidito da stecche di balena contribuisce a formare la silhouette triangolare
- le spalline risultano abbassate, le maniche si allargano progressivamente al di sotto della cucitura,
impreziosite da fiocchi
- vestito da giorno
- motivo scozzese o tartan
- l’ampiezza delle maniche è maggiore verso i polsi e rivela la caratteristica sottomanica chiamata
engageant
- sulla parte alta della gonna: peplo, volant che serve a slanciare la figura
IL TAGLIO INGLESE
- edoardo VII fu esempio vivente dello stile sartoriale di Savile Row, contribuendo a dare a Londra la
sua reputazione come centro mondiale per eccellenza e stile sartoriale
- la prima sartoria aprì nel 1806
- alla metà del XIX sec savile row e le strade circostanti erano già note per la concentrazione di
sartorie di lusso
- gia dalla metà del XIX sec la sartoria inglese aveva un’invidiabile reputazione internazionale per i
vestiti dalla forma ben definita. Era anche nota per l’uso maniacale del metro: le misure precise
permettevano ai tagliatori di creare modelli basati sull’anatomia reale del corpo umano
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- gli abiti signorili in auge nella prima parte del XIX sec (tight e frac) hanno origine nell’ossessione
dell’aristocrazia inglese per gli sport equestri
- i membri della nobiltà inglese non restavano a corte, ma preferivano trascorrere il tempo nelle loro
proprietà, dove il principale passatempo era la caccia a cavallo, è per questo che la parte frontale
degli abiti fu eliminata per dare origine alle cose che ancora distinguono il frac
- l’uniforme standard per il businessman di epoca vittoriana era il cappotto: alternativa leggera al
soprabito e veniva indossato su panciotto e camicia, non sopra la giacca
- dal 1840 tutti i pantaloni adottarono l’abbottonatura frontale
- il completo maschile si affermò intorno agli anni 1850-60
- Edoardo desiderava semplificare i troppo elaborati codici vestimentari del tempo
- Giacca Norfolk: giacca a un petto co cintura indossata per le battute di caccia
- 1860: Edoardo chiese a Henry Poole (sarto famoso) di modificare lo stile dell’abito da sera
eliminando le code di rondine per ottenere qualcosa di più confortevole per i fumatori. Nasce così il
moderno abito da cena, lo smocking
- Dopo che il milionario americano James Brown Potter ebbe visitato Sandringham (1866) ordinò di
copiare lo stile e prese a indossare l’abito nel suo club Tuxedo Park. La popolarità dello stile
introdotto portò gli americani a chiamare l’abito tuxedo
- Al centro della mentalità vittoriana oltre al conservatorismo vi era il desiderio di adottare regole di
buon gusto e di estenderle a vasti strati della società, evitando la volgarità a ogni costo
- Novità stilistiche introdotte da Edoardo:
• Giaca Norfolk
• Abiti da sera con le code più corte
• Cappello Homburg (cappelli alla Lobbia)
• Pantaloni con le pieghe sui lati piuttosto che sulla parte anteriore
• Adozione dei risvolti dui pantaloni
• Adozione del tweed alle corse
• Blazer blu navy abbinato a pantaloni di colore chiaro
• Hanry Poole: sarto delle elite
Completo da uomo ca. 1890
- Abito è uno di quelli indossati in vacanza
- Lo stile è quello del lounge suit, completo maschile
- La giacca ha spalle naturali e sebbene i pantaloni siano affusolati, il risultato sufficientemente ampi
all’orlo
- Il collo della giacca ha dei piccolo revers, ma lascia spazio sufficiente sotto il mento per il colletto
staccabile e una cravatta
- Edoardo porta il bastone da passeggio e indossa un fiore all’occhiello
- Cappello alla Lobbia: nella sua forma originale era un cappello per il tempo libero ma divenne una
capo formale
- Giacca estiva priva di spalline imbottite
- Uno dei lasciti della moda inglese del tempo è di unire comfort e eleganza formale
Stile principesco
• Edoardo non rinunciò mai al comfort e all’eleganza
• La caccia era la sua passione
• Amava gli indumenti protettivi come l’inverness coat, con la sua cappa indossata sopra il
cappotto dello stesso tessuto
IL WAX
- Wax= tecnica della tintura a cera considerata di origine africana
- Viene dal batik, tecnica mauale basata sull’uso della cera fusa venuta dall’isola di Java
- Inizio XIX sec: i produttori europei trovarono conveniente replicare i batik indonesiani
- Il tessuto stampato chiamato wax olandese comprende diverse varianti tra cui il real dutch wax (più
prestigioso), il superwax e il wax-block-print
- I disegni del wax possono essere stampati su entrambi i lati del tessuto oppure su un solo lato
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- Se il wax olandese viene considerato da più parti come un tipico prodotto africano è per il successo
che ha ottenuto nel continente africano, in particolare per le elite
- Esemplari del primo XX sec dimostrano che i designer olandesi utilizzavano modelli africani e
olandesi, il tutto mischiato in uno stile derivato dal batik indonesiano
- Il gusto africano guidò il successivo sviluppo di questo settore tessile. Commericianti africani
viaggiavano in Europa per piazzare gli ordini direttamente presso le fabbriche
- I designer europei iniziarono a produrre stampe solo su un lato del tessuto attraverso rulli,
fornendo così imitazioni più economiche del wax olandese
Sword of Kingship 1904
- = spada di regalità
- I nomi dei disegni si riferiscono a proverbi della tradizione, o della cultura popolare africana
- Tessuti prestigiosi e di alto valore sociale
- Il disegno principale incorpora una spada cerimoniale Ashanti in uno stile derivato dal batik
indonesiano
- Il primo esemplare conosciuto di tessuto con questo disegno è datato 1904
- La spada è presente sui bordi laterali
CINA- TARDA DINASTIA QING
- Durante i primi due secoli della dinastia Qing (1644-1912) un rigoroso codice di abbigliamento
dominava il cerimoniale di corte
- Inizialmente vi fu una certa resistenza da parte dei dignitari cinesi Han, tuttavia l’imperatore Kangxi
riuscì a conquistare i dissidenti e gli indumenti in stile manciù diventarono la regola per tutti
- Dopo il 1850 il paese era in realtà sotto il controllo dell’imperatrice Cixi, donna forte che ignorava il
codice di abbigliamento
- Secondo tale codice l’abbigliamento era un riflesso diretto della gerarchia sociale
- Invece tra la gente comune e le donne di etnia Han c’era una certa varietà nel vestire, poiché questi
non erano ritenuti politicamente influenti, dunque non erano indotte per legge a indossare abiti in
stile manciù
- Cixi indossava un abbigliamento informale durante le riunioni con i ministri maschi,
comportamento sconcertante
- La veste informale in garza verde dell’imperatrice è esemplare dello stile in voga nel 1870
• Caratteri ricamati in oro e fiori ricamati
• Maniche in tre strati che si restringono progressivamente
• In aggiunta ai bordi in nero e azzurro sono presenti tre fasce ricamate
- A differenza delle donne Han, le donne manciù non usavano legare i loro piedi, e di conseguenza
potevano indossare scarpe con suole molto alte ( scarpe vaso)
- Un accessorio pratico per l’uomo era il zucchetto, dove sulla parte superiore vi era un nodo formato
da corde di seta rossa presenti sul lato
Giacca da equitazione ca.1875
- Magua= giacca da equitazione
- Ricorda le origini nomadi della gente manciù
- Gli imperatori Qing andavano regolarmente a caccia e visitavano le province a cavallo
- Anni 50 dell’800: anche le donne iniziarono a portarlo in varietà di stili: senza collo o con il colletto
rialzato, con chiusura frontale o a falde sovrapposte, con o senza maniche
- La lunghezza giunge poco al di sotto della vita
- Nel modello femminile il tessuto è più vivacemente colorato
- Colore giallo luminoso: riservato all’imperatore e alla sua famiglia o a chi si comportava bene
Giacca maschile
• La giacca da equitazione in damasco di raso e pelliccia era un capo double face
• Giallo oro: terzo in ordine di importanza dopo il giallo chiaro e il giallo albicocca
L’ABITO BIRMANO
- Definiva e palesava la posizione dell’individuo nella collettività
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- Ciò che la gente indossava era controllato da leggi suntuarie che dettavano rigide regole per ogni
rango della società
- I vestiti dell’epoca mostrano che i birmani furono in grado di integrare gli elaborati costumi
tradizionali e le nuove idee che provenivano dall’estero
- Uomini:
• Paso: pezzo unico di tessuto di 4 metri di lunghezza x 1,5 di larghezza, avvolto attorno alla
vita, ripiegato sul davanti poggiato sulla spalla, a volte tirato tra le gambe e legato a formare
una sorta di calzoni
• Eingyi: stretta giacca a manica lunga e aperta al centor
- Donne:
• Indumenti simili agli uomini
• Avvolgente gonna simile al sarong (veste drappeggiata) chiamata htamein
• Giacca eingyi
- Le persone a corte indossavano gli stessi vestiti ma impreziositi da decorazioni elaborate e costosi
tessuti d’importazione
- Durante le cerimonie di corte il re e la regina indossavano lunghe giacche in seta oltre allo htamein
- Indossavano anche elaborati collari con sporgenze simili ad ali
- Solo i reali potevano indossare diamanti, smeraldi o rubini
- Analogie tra gli abiti del XIX, del XVIII e del XVII sec, che mostrano una notevole continuità nelle
vesti e nei copricapi utilizzati a corte
Abito militare di corte 1878-85
- Vestito militare da cerimonia
- Realizzato per un generale o per un militare d’alto rango
- Lungo abito di velluto marrone e seta dalle maniche lunghe e attillatte
- Tutti i bordi sono rivestiti di seta e recano elaborati ricami in filo d’oro
- Gigantesco collare a strati dentellati
- Indossato insieme a una corona
- Collare a nuvola realizzato in tessuto laminato dorato
- La giacca e al sopragonna sono portati sopra il paso, veste portafoglio che copriva la parte inferiore
del corpo
LA NASCITA DELL’ALTA MODA
- Metà del XIX sec: la ricchezza cominciò a essere generata dal commercio, dalle banche e
dall’industria. Di conseguenza gli abiti alla moda non furono più indirizzati solo alle classi
aristocratiche
- Charles Frederick Worth: eleva le più modeste abilità sartoriali al livello di haute couture
(sartorialità di alta qualità), il termine arrivò a identificare tecniche di sartorialità su misura e moda
esclusiva
• Apprendistato nei grandi magazzini Swan & Edgar dove dava anche suggerimenti sui nuovi
stili e sulle ultime mode
• 1845 si trasferisce a Parigi, dove inizialmente lavora in una merceria e poi lavora come
venditore di tessuti diventando tagliatore capo
• Innovazioni
o Campioni già pronti di abiti in mussola che poi lui avrebbe abbinato a una delle stoffe
in vendita nel negozio
• Fonda la sua sartoria nel 1858 in rue de la Paix insieme a otto Bobergh, fino alla separazione
dei due nel 1871
- Le sue creazioni arrivarono fino alla corte francese grazie alla principessa di Matternich
- L’imperatrice Eugenia, desiderosa di promuovere l’industria tessile francese, sposò volentieri l’uso
sfarzoso dei materiali delle creazioni di Worth
- Nel 1864 Worth veste l’imperatrice
- Vestì anche la facoltosa elitè americana
- Indossare le sue creazioni serviva a rafforzare lo status sociale
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- Non erano più le clienti a fare richieste a casa propria, ma Worth ad attendere le donne che
viaggiavano per raggiungere il suo salone
- Teichette firmate: innovazione introdotta intorno al 1860
- Su sua richiesta nel 1868 fu istituita la chambre syndacale de la confection et de la couture pour
dames et filletter che poi diventa la chambre syndacale de la haute couture parisienne: l’adesione
imponeva regole rigide al fine di assicurare la qualità e prestigio all’istituzione e anche di
regolamentare la vendita e la riproduzione delle creazioni
- 1860: apice dello stile di Worth: abiti ampi in cui spiccava l’enorme gonna a crinolina
- Abiti erano composti da due pezzi: corsetto stretto con giromanica molto bassi e scollatura
arrotondata e una gonna a cupola tanto ampia sia di fronte che sul retro
- 1865: sperimenta con crinoline piatte sul davanti e crea gonne sgheronate
- Anni 70 del 800: linea princesse (dal nome dellka principessa di Matternich)
• Modelli divisi in due o più sezioni in senso longitudinale, uniti con cuciture che modellavano
le forme, aderenti al corpo nella parte superiore e più ampie sotto la vita
- Worth unì la personalissima cura dei dettagli e la sartoria su misura con una formula di
standardizzazione e un concetto di utilizzo intercambiabile dei cartamodelli
- Jacques Doucet
• Fonda la sua casa nel 1874
• Si rivolge al medio ceto
- Maison Paquin
• 1891
• Una delle prime donne a guadagnarsi una fama internazionale
• Ampia gamma di abiti compreso il tailleur e abbigliamento da giorno
• Uso delicato del colore e per la giustapposizione di materiali diveri
- 1895: morte di Worth e la sua casa di moda passa a Gaston-Lucien e Jean-Philippe
- I due alleggerirono le vesti e introdussero una nuova gamma di colori, usando sempre tessuti
lussuosi
- La moda era passata in pochi anni dallo sfarzo fin de siècle al più leggero e innovativo stile del 900
Abito da sera ca.1860
- Charles frederich worth
- Ritratto di corte della moglie di Francesco Giuseppe, Elisabetta, imperatrice d’Austria e regina
d’Ungheria
- All’epoca la crinolina raggiunse la sua ampiezza maggiore
- Secondo impero: epoca di prosperità materiale, ma anche di curiose stravaganze
- I corsetti di quel periodo erano allacciati sul davanti con ganci e occhielli, ma Elisabetta ne aveva di
più rigidi e stretti, popolari anche tra le prostitute
- Intrecciati nei capelli ci sono gioielli a forma di stella intarsiati di diamanti
- L’abito bianco ha una profonda scollatura sulle spalle che finisce in una gala di tulle dalla quale
emergono le maniche corte e bombate
- Il ventaglio era un oggetto decorativo e uno strumento di seduzione
Abito con linea princesse ca.1870
- Charles Fredercih Worth
- Worth non smise mai di sperimentare con sagome bidimensionali che alterassero le proporzioni e
la silouette della forma tradizionale
- La nuova liena fu introdotta nella collezione della sua sartoria nei primi anni 70 dell’800
- Scopo: far indossare più facilmente la crinolina a ruota
- 1868: la crinolina cominciò ad andare in disuso e le gonne iniziarono a essere tagliate a godet, con
lembi di stoffa che si allargano oltre il ginocchio per conferire alla gonna una caratteristica forma
scampanata
- Lungo abito costruito con tagli della medesima stoffa dalle spalle fino all’orlo
- La nuova linea rese obsoleti i voluminosi supporti come le crinoline
- Jabot in merletto: ornamento applicato sul petto delle camicie
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- Giacca in stile bolero è un tutt’uno con il vestito
GIAPPONE- PERIODO MEIJI
- Gusto giapponese+ abiti di stampo occidentale
Acconciatura sokuhatsu e abito occidentale ca.1880
ARTE E MODA NEL XIX SEC
- La radicata concezione della femminilità definita da gonne sempre più voluminose e corsetti
strettissimi fu sfidata nella seconda metà del 800
- Questo stile viene associato agli indumenti drappeggiati indossati dalle modelle dei pittori
Preraffaelliti durante gli anni 60 dell’800
- I preraffaelliti diffusero un’idea alternativa della bellezza femminile rappresentata da un’abbondaza
di capelli sciolti, voluminosi e lucidi, dalla carnagione chiara e da sguardi smarriti e pensosi
- Modelle vestite con capi che riprendevano la concezione che gli artisti avevano del bliaut (tonaca
francese medievale) con busto attillato, scollatura bassa, maniche svasate lunghe quasi fino al
pavimento, insieme a una gonna raccolta da una cintura alta
- Questo tipo di vestito ricomparve negli anni 80 grazie al movimento Arts and Crafts
- Il moviemnto mise da parte le sfarzose fantasie dei tessuti vittoriani e le stoffe economiche
stampate a rullo e reintrodusse la tessitura con telai a mano e la xilografia
- Decorazione: girasoli, gigli, piume di pavole
- Colori neutri
- L’orientalismo produsse anche la moda dei lunghi abiti ispirati al kimono
- La moda tra 800 e 900 adottò numerosi aspetti dell’abbigliamento preraffaellita andando a
riscoprire temi e motivi del passato: maniche a gigot con increspatura in stile elisabettiano o il
vestito a sacco in stile 700esco
Abito preraffaellita ca.1860
- Fotografia di Jane Morris
- Immortalata nel tipico atteggiamento cupo e riflessivo amato dall’arte preraffaellita, con una veste
che riassume bene i criteri estetici del movimento
- Indossato senza corsetto a sottolineare il profilo del corpo, e costruito in modo da cadere a pieghe
voluminose a partire da una scollatura chiusa e arrotondata, il vestito è raccolto in vita per mezzo di
una cintura di stoffa intonata
- In fondo alle maniche è presente un polsino di lino
- In un periodo di così ampia diffusione della crinolina, l’abito, seppur voluminoso, risulta piuttosto
dimesso
Abito di velluto 1894
- Liberty
- Rinnovato interesse per le vesti del 15esimo sec e per il colori che rimandassero alla natura
- Ideato per essere indossato senza cortesso
- Cade in un ampio panneggio a partire da una linea a V invertita subito sotto il seno
- Lo scollo a V è riempito da una finta camicetta di seta pieghettata con colletto alto
- Elementi distintivi: pesante bordo incrociato, maniche ampie
- Abito da te per il tardo pomeriggio in casa
UN ARCHETIPO AMERICANO
- Ragazza gibson: emblema dell’emancipazione sartoriale della donna americana
- Archetipo creato dall’artista Charles Dana Gibsono in una serie di illustrazioni dal 1890 al 1910 che
rappresentano l’essenza delle giovani donne americane dallo spirito libero
- Ragazza gibson: incarnazione della bellezza e dell’indipendenza. Donna capace, soddisfatta, posata
e sicura di sé, raffigurata nell’atto di affrontare tutte le sfide dell’epoca
- Determinata nel mantenere una forma fisica esemplare impegnandosi in una varietà di sport
all’aperto
- La silouette prevalente della ragazza gibson non si discostava dalla figura a clessidra, spesso
realizzata a partire da un corpino separate e un’ampia gonna
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- Idea base: gonna a campana o a godet che abbracciava i fianchi naturali, e sopra la vita stretta si
inseriva una camicetta con le maniche vaporose
- Le maniche a gigot divennero poi maniche prosciutto dalla forma superiore molto allargata
- La parte superiore dell’abito era indossata sopra a un corsetto
- L’aumento dell’attività fisica da parte delle donne richiedeva vestiti sempre più pratici, come la
fonna pantalone e calzature che fossero più robuste
Gonna pantalone ca.1890
- Inizia a essere indossata nel 1851 grazie al lavoro pionieristico di Amelia Jenks Bloomer
- I suoi pantaloni larghi alla turca, o all’indiana, raccolti alla caviglia da un merletto e indossati sotto
una gonna al polpaccio, resero non più indispensabile l’impalcatura della crinolina
- Di gonna pantalone si iniziò a parlare tra 1880 e il 1890, quando la relativa emancipazione
femminile consentì alle donne l’accesso alle attività sportive
- Indossa una gonna pantalone su misura tagliata corta e una giacca intonata dagli revers e dalle
maniche a gigot
- Cappello trilby: viene portato con la tesa pigata in basso sul davanti e rigirata sul retro
Camicetta ca.1890
- Combinazione camicetta gonna era già ampiamente disponibile nel pret a porter dal 1890
- Blusa ideata sul modello della camicia da uomo, con un colletto ripiegato e una chiusura frontale a
bottoni
- Le maniche a gigot erano meno estreme di quelle presenti su indumenti più eleganti, e finivano con
i polsini doppi rigirati
- Abbinata alla giacca e a un’ampia gonna scura, la camicetta divenne l’uniforme della donna
lavoratrice
- La camicetta offriva alle donne una nuova libertà di movimento, esemplificata anche dai robusti
stivali e dal berretto di paglia
LA BELLE EPOQUE
- 1890-1914
- Coincide approssimativamente col fiorire dell’art nouveau
- In un periodo di fiducia nel progresso e nel benessere diffuso si affermarono i nuovi saloni di stilisti
come Jacques Doucet, Jeanne Paquin, Paul Poiret e Lady Duff- Gordon (maison Lucile)
- Sport esclusivi come le corse all’ippodromo, il tennis e la caccia determinarono la nascita di forme
di abbigliamento molto influenti
- I nuovi mezzi di trasporti obbligarono alla diffusione di nuovi abiti più pratici e lavabili
- I vestiti si adattavano al corpo sottolineandone la sinuosità
- Maniche a gigot
- Guanti lunghi e candidi
- Girocollo spesso fino al mento per i vestiti da giorno
- La vita era naturale e la gonna svasata o a godet
- La Belle Epoque fu associata alla nuova forma a S
- Nuovo tipo di corsetto: corsetto addominale, che anziché stringere semplicemente la vita, scendeva
più in basso ad appiattire il ventre, costringendo la donna ad alzare il postriore e ad assumere la
forma ad S. ma anziché risolvere i problemi li accentuò, perciò la sua popolarità fu breve
- Moviemnto delle suffragette: nato per invocare la parità fra i sessi e i diritti politici alle donne, mise
in discussione l’imprigionamento delle donne in vesti soffocanti
- In sostituzione al tradizionale corsetto arrivarono le sottogonne, giarrettiere e anche pantaloni corti
larghi
- 1908 la moda cambia direzione: prendendo ispirazione dalla linea impero, si diffusero gonne più
dritte e aderenti sui fianchi
- Tuttavia le gonne della belle epoque rimasero paralizzanti poiché riducevano la mobilità e la
lunghezza del passo di chi le indossava
- Doucet:
• producendo vestiti per la media borghesia anziché per l’alta società
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• Le sue creazioni erano ispirate direttamente al movimento degli impressionisti
• Usava colori pastello e stoffe diafane e, seguendo l’esempio di Poiret, adottò la linea impero
per alcuni dei suoi abiti da sera
- Lady Duff- Gordon
• Moda per l’alta società britannica
• 1894 apre la maison Lucile
• Lavorò come costumista per il teatro e infine per il cinema a Hollywood
• Le sue predilette erano le clienti statunitensi, ereditiere americane
• I suoi affari ruotavano attorno a strategie di vendita assai moderne, con messaggi precisi
indirizzati a vari settori della società
• Ritenuta l’inventrice delle sfilate di moda
• Divenne costumista di produzioni teatrali
• Come Doucet, ebbe delle fasi di allontanamento dal corsetto e fu assai influenzata dalle
fantasie pastorali del 18esimo sec
• I suoi vestiti lunghi senza impalcatura si adattavano liberamente al cirpo con i loro drappeggi
fluidi e le sofisticate combinazioni di colore come color carne, pesca e turchese
• Forte influenza orientale nei suoi abiti lunghi
Completo da pomeriggio ca.1900
- Jeanne Paquin
- Seta turchese
- Maniche: ampie e blusanti
- Girocollo: tagliato a formare una piccola V
- Il vestito testimonia l’interesse della Belle Epoque per lo splendore del XVIII sec: la confezione
richiama i panneggi e i rigonfiamenti della robe a l’anglaise
- La vita è solo leggermente rialzata, ciò che rende possibie datare l’abito qualche anno prima della
reintroduzione della vita alta in stile impero da parte di Paul Poirte, nel 1908
Jeanne Paquin
• 1869-95: come Doucet si ispira al XVIIIsec . è un’abile donna di affari nel promuovere le proprie
creazioni, inviando modelle abbigliate alle corse, dove il beau monde può ammirare al meglio i suoi
capi
• 1896-1936: le sue creazioni riflettono il desiderio femminile di un abbigliamento più comodo
DAL 1900 AL 1945
L’ABBIGLIAMENTO PRATICO
Uniforme dei corpi motorizzati 1914-18
L’ARTE DI ILLUSTRARE LA MODA
Illustrazione di moda per Harper’s Bazar 1919 (Ertè)
ORIENTALISMO
- 1910
- Leon baks:
• Costumista balletti russi
• Collabora con Paquin
- Mariano Fortuny: come Baks sperimenta fusione orientale+ avanguardia artistica coeva
- Paul Poiret: silhouette direttorio
- Jessie Franklin Turner: inserisce fantasie e forme occidentali in abiti in stile asiatico
abito da tè ca.1925 (Jessie Franklin Turner)
caftano di seta ca.1930 (Mariano Fortuny)
L’ABBIGLIAMENTO DEMOCRATICO
- Chanel
• Comodità+ essenzialità in risposta ai bisogni del tempo (completo 3 pezzi in jersey)
• Chemise
• Tubino nero (1926)
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• Bigiotteria (giro di perle)
Tubino nero 1926 (Coco Chanel)
Caschetto 1926
ABITO CINESE MODERNO
- Completo zhongshan e abito qipao
Completo zhongshan ca.1920
IL DESIGN COSTRUTTIVISTA RUSSO
- Varvara stepanova
- Lyubov Popova
- Collaborazione industria e arte costruttivista
- Nadezhda Lamanova
- Vladimir Tatlin
Indumento costruttivista 1922 (Varvara Stepanova)
IL MODERNO
- Art Decò: Parigi, esposizione universale delle arti industriali e decorative nel 1925
- Istirata dall’arte africana, alla semplicità delle incisioni giapponesi e agli oggetti emersi dalla tomba
di Tutankhamun,
- Caratterizzata da forme geometriche e trapezoidali o zig-zag
- Le donne ispiravano a essere magre
- Stile garconne (maschetta
- Flapper:Identità femminile moderna tipica dell’età del jazz (v. Joséphine Baker)
- Nuova abitudine di prendere il sole
- Abiti da uomo: più formali ( completo monopetto e smoking)
- Abito basque o robe de style
- Capelli corti+ cappello cloche
- Accessori
- Mary jane
Pantaloni oxford ca.1925
Robe de style 1926 (Jeanne Lanvin)
TAGLIO E STRUTTURA SPERIMENTALI
- Passaggio dalla silhouette tubolare della chemise degli anni 20 ad abiti lunghi che risaltavano il
corpo degli anni 30
- Madeleine Vionnet
• Lavora direttamente su un manichino drappeggiando, ammassando e tagliando la stoffa
intorno alla forma
• Inventriche degl taglio di sbieco
• Le stoffe di sbieco, avvolte e sovrapposte intorno al corpo ovviarono al bisogno di un busto
tradizionale, offrendo una forma aderente ma una silhouette comunque libera
• Ispirata all’antichità classica (chitone greco)
- Elizabeth Hawes
• Abito diamond horseshoe
- Madame Grès
• Ispirata anche lei dall’antichità greco-romana
• Realizzò abiti con stoffe non aderenti al corpo
Abito Horseshoe 1936 (Elizabeth Hawes)
Vestito da sera 1937 (Madame Grés)
L’ABBIGLIAMENTO SPORTIVO
- Dopo 1WW boom delle attività sportive
- Jean Patou
• Transizione dalla linea non strutturata con vita bassa tipica della chemise all’abito da tennis
facile da indossare che enfatizzava i fianchi
• Le coin de sports: divisione sportiva della sua casa di moda
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- Tennista Suzanne Lenglen: nuovo ideale femminile (qualità sportive+ anticonformismo
nell’abbigliamento)
- Tessuti a maglia
- Anni 20: maglietta polo indossataa da Renè Lacoste
- Anni 30: costume da bagno in maglia
- Elsa Schiapparelli include i costumi da bagno che avvolgono il corpo
- Crescente interesse per lo sci
- 1925: Superga sviluppa il modello 2750 (scarpe da tenni in tela bianca con suola di gomma
vulcanizzata)
Maglia da tennis ca.1920 (Renè Lacoste)
Abito da spiaggia ca.1930
MAGLIERIA FIRMATA
- Calzetteria: tutti gli indumenti a maglia
- Anni 20 e 30 i produttori estendono la gamma di prodotti fono all’abbigliamento esterno: si passa al
termine maglieria
- 1925: introdotto il Lastex, fibra elasticizzata usata anche per i costumi da bagno
- Twinset: combinazione due capi di maglieria (associato alla Smedley e Pringle of Scotlend)
- La Pringle introdusse il design intarsia, conosciuto come fantasia Argyle
- La maglieria artigianale e industriale è alla base dello sviluppo della moda italiana
MODA E SURREALISMO
- Fondatore: André Breton= sovvertire l’ordinario posizionandolo all’interno di un contesto nuovo,
spesso disorientante
- Tardi anni 20
- Elsa Schiapparelli
• effetto trompe- l’oeil negli abiti a maglia
• prima collezione nel 1929
• collabora con Salvador Dalì (abito da sera bianco con stampa di un’aragosta dipinta da Dalì;
completo con tasche sulla gonna che simulavano una cassettiera
• 1935 apre Pour Le Sport: una delle prime boutique sartoriali a vendere maglieria pret a
porter e abbigliamento sportivo
- anche gli altri creatori di moda imitarono Schiap (es: Rocha, Louise Bourbon)
- Marie-Anne: borse con design rivoluzionario e materiali innovativi
Maglione trompe l’oeil 1927 (Elsa Schiapparelli)
L’IMITAZIONE DELLA MODA MASCHILE
- Marlene Dietrich (anni 30):
• indossa completi maschili con intento provocatorio
• con suo marito fanno parte del divine decadence: movimento celebre per la sua
avanguardia artistica, ma anche per l’apertura verso le diversità sessuali
• il suo fascino era tale che i capi da lei indossati divennero classici universali della moda,
anche se alcuni anni dopo (v. le smocking YSL)
Marlene Dietrich in completo maschile 1933
IL FASCINO DI HOLLYWOOD
- anni 30: cinema come valvola di sfogo
- Gilbert Adrian:
• Costumista di hollywood
• Ricontestualizza per un pubblico più ampio il linguaggio di stilisti come Madeleine Vionnet
- Cinema mostra alle masse gli abiti esclusivi della grande sartoria, influenzandone così i gusti
- L’industria americana del pret a porter reagì in fretta mettendo sul mercato copie degli abiti che
apparivano nei film, in versioni semplificate
- Elsa Schiapparelli: costumista per oltre 30 film
- Travis Banton:
• Stilista della Paramount Picture
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• Si specializza in abiti per ambientazioni esotiche
- Gary Cooper e Clark Gable: incarnano l’ideale maschile di hollywoodiano (stereotipo della forma
maschile a V)
Abito per Joan Crawford 1932 (Adrian)
Completo da uomo ca.1930 (Anderson & Sheppard)
LA MODA PRONTA AMERICANA
- Moda pret a porter: emerse per la prima volta negli US negli anni 20/30
- Alternativa più alla portata di tutti
- Capi pronti per essere indossati, prodotti in serie e resi disponibili in taglie predefinite
- Hattie Carnegie
• Comprende il potenziale di capi di vestiario alla moda a prezzo basso
• 1928 produce il primo capo pret a porte
- Inizio 2WW e occupazione di Parigi nel 1940: i manifattori statunitensi si impegnano per far
diventare NY la capitale mondiale dell’abbigliamento
- Clare Potter, Jo Copeland e Claire McCardell: capi che seguono la linea naturale del corpo e adatti
alla vita delle donne moderne
- Claire McCardell:
• Porta la funzionalità dei capi sportivi nell’alta moda
• 1942: pop-over dress: progetto popolare, indossato per proteggere i vestiti sottostanti, con
guanto da forno incorporato per la casalinga senza servitù
- 1942: l’ente americano per la produzione bellica impose limitazioni su alcuni tessuti e stoffe di lusso
come lana e seta che furono riservate all’esperienza bellica
- McCardell: elevò stoffe umili allo status di alta moda
- Nasce l’idea di abiti coordinati: guardaroba di pezzi che potevano essere abbinati in modi diversi
- Bonnie Cashin: ossessionata dal rapporto tra forma e uso, e realizza anche abit su misura per le
attrici da usare fuori dal set
- L’industria del pret a porter di NY fronteggiò la concorrenza di altre zone degli US
- Fine 2WW Sally Kirkland (rivista Life, considerate la donna più autorevole nell’ambito moda) fece
scoprire all’america le industrie della moda francesi e italiane
- Noorman Norell, Pauline Trigere: fissarono lo standard di vestiti di qualità, a accessibili di prezzo e
adattabili nelle misure
- Nuova generazione: James Galanos e Roy Halston Frowick
Abito Carnegie 1943 (Hattie Carnegie)
LO STILE NEGLI ANNI DI GUERRA
- 2WW: Parigi, isolata a causa dell’invasione tedesca, non era più in grado di dettare tendenze
- Gran Bretagna: stile britannico tradizionale (abiti sartoriali ben tagliati e classici tricot dei sarti
londinesi Norman Hartnell, Charles Creed
- US: opportunità di formalizzare la già fiorente industria del pret a porter (Claire McCardell, Clare
Potter e muriel King)
- 1942 GB: ordinanza sull’abbigliamento civile per risparmiare su materiali e manodopera e
aumentare la produzione. I sarti londinesi misero la loro esperienza a disposizione e diedero
consigli sul design di 4 linee basilari che includevano un cappotto, un abito e una camicetta
- Anche in US si imposero delle restrizioni
Completo da donna ca.1940 ( Digby Morton)
L’ALTA MODA AMERICANA
- Stiliste statunitensi: vestiti per la donna moderna
- Mainbocher, Charles James, James Galanos: lusso e spettacolarità dell’alta moda
- Mainbocher:
• Gli fu commissionato l’abito da sposa di Wallis Simpso per il matrimonio con Edoardo VIII
• Ritorno della silhouette a vita di vespa
• Usa materia di lusso per indumenti casual
• Teatralità dei modelli
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- Charles James
• La sua estetica incorporava rigide sottostrutture, spesso modellate sui prototipi vittoriani, in
materiali e tessuti lucenti come crepe di seta e velluto
• Abito da sera a quadrifoglio, 1953
Abito nuziale 1937 (Mainbocher)
Abito da sera a righe 1955 (James Galanos)
LA MODA AFROAMERICANA
- Anni 40: importante decennio di trasformazione per le minoranze a cui venivano negati elementari
diritti civili
- Lo scoppio e il culmine della 2WW ebbero un impatto significativo sulle vite dei cittadini
afroamericani, aprendo la strada all’integrazione razziale, ai movimenti per i diritti civili
- XX sec US: cambiamenti demografici, migrazione di molti neri americani dagli stati rurali del sud
verso le città industriali del nosrd
- Questo spostamento portò a una rivoluzione culturale quando le forme musicali dei neri del sud
(jazz e blues) divennero la base per il big band e per lo swing che avrebbe dominato la musica
popolare statunitense dagli anni 40 in poi
- Abito zoot (zoot= storpiatura della parola suit)
- Alcuni designer iniziarono a guardare alla moda di Parigi e alla linea del New Look di Dior:
• Anne Cole Lowe: prima stilista di colore; capi in stile sartoriale
• Zelda Wynn Valdes: prima designer di colore ad aprire un proprio negozio. Nota per aver
vestito sia nere che bianche con vestiti così attillati da lasciare a bocca aperta gli spettatori.
Creò anche i costumi originali delle conigliette di Playboy
Abito zoot ca.1940
DAL 1946 AL 1989
L’ETà D’ORO DELL’ALTA MODA
- Secondo dopoguerra: rinascita della moda e dell’industria tessile
- Christian Dior
• 1947 lancia il New Look che consolida l’influenza di Parigi nel sistema dell’alta moda
- 1945: nuove regole restrittive per i membri della Chambre Syndacale de la Haute couture
• Lo stilista doveva avere delle strutture adeguate a Parigi, con un ambiente adatto a
mostrare le collezioni stagionali e con uno spazio adeguato per le prove, oltre che per lo
studio e i laboratori
• Collezioni: almeno 75 disegni ognuno dei quali richiedeva almeno 3 prove
- Il “Bar” (abito con giacca) incarna la nuova femminilità
- Cristobal Balenciaga
• Esplorò innovative tecniche di taglio incentrate sulla posizione della manica e padroneggiò
l’arte del taglio, la cui nettezza lasciava tuttavia libertà di movimento all’indossatrice
• Teatralità e qualità architetturale
• Eleganti carapaci
• 1958: abito a sacco
- Pierre Balmain
• Abiti semplici ed eleganti
• Combinazioni di vestiti e giacche dalla linea stretta
• Capi popolari tra i reali e le stelle di Hollywood
• Responsabile della diffusione della stola come accessorio sia per il giorno che per la sera
- Jacques Fath
• Maestro nell’autopromozione e un capace uomo d’affari
• I suoi capi seguivano il corpo con drappeggi leggeri
- Jean Dessès
• Estetica più scultorea, esplorando i drappeggi di derivazione classica nei suoi abiti da sera in
chiffon di raso
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• 1949 linea pret a porter: Jean Dessès diffusion
- La incorporated society of London fashion designers (1942) era basata sul Sistema dell’alta moda
parigina, ma la sponsorizzazione non era prevista per le sartorie britanniche
- Sarti di Savile Row: Victor Stiebel Charles Creed, Digby Morton, Hardy Amies e Norman Hartnell
Il new Look 1947 Christian Dior
Tweed Cumberland 1950 Hardy Amies
Abito da sera con sottogonna increspata 1951 Cristobal Balenciaga
LO STILE PREPPY
- Dopo la 2WW i giovani rivendicarono una propria identità e si rifiutarono di indossare gli stessi abiti
dei loro genitori
- Stile preppy: affermava un’identità precisa per una nuova generazione di individui consapevoli dello
stile e che esprimevabo lo spirito giovanile in modo diverso dai ribelli rockabilly e beatnik
- Prendeva ispirazione dalle uniformi delle più elitarie scuole private statunitensi (preparatory school,
da cui preppy)
- È assolutamente americano, rivendicato e celebrato dai giovani bianchi protestanti dell’epoca come
segno di identità e collocazione nella società
- Conosciuto anche come Ivy look, dai college dell’Ivy league
- Marca: Brooks Brothers
- Donna: stile bobbysoxer (da bobby socks, le calze spesso arrotolate)
- Dettagli: colletti botton down, colori pastello, svolli a V o dolcevita, giacche con chiusura frontale a
3 bottoni
Bobbysoxer ca.1950
Stile Ivy League ca.1950
FEMMINILITà SOFISTICATA
- Helen Rose
• Costumista di Hollywood
• Fece proprio il New Look introducendo la linea a cuore, un vestito con corpino a forma di
cuore sul davanti, vita sciancata e gonna gonfia
• Abito indossato per la prima volta fa Elizabeth Taylor
• Prima donna a dirigere il dipartimento costumi della paramount picture
- Edith Head
• Veste anche lei la Taylor nel film un posto al sole
- L’abito con scollo a cuore enfatizzava la gioventù dell’indossatrice e rendeva lo stile adatot ai balli
studenteschi
- Questo tipo di abito era non solo simbolo di moda, ma un diretto riferimento ad archetipi
cinematografici, come la ragazza della porta accanto o la femme fatale
Abito da ballo studentesco ca.1950
L’IDEALE HOLLYWOODIANO
- I capi visti sullo schermo Hollywoodiano portavano la figura a clessidra agli estremi, mettendo in
mostra prorompenti curve femminili
- Dato che la scollatura era generalmente permessa sullo schermo solo nei film storici, il maglione
avvolgente fu un modo di far risaltare il petto senza mostrarlo
- I reggiseni erano costituiti da coppe rinforzate con file circolari di cuciture per formare una forma
conica a punta
- Le vite erano strette da busti, la versione contemporanea dei corsetti
- Christian Dior crea il waspie, che stringeva la vita e portava a seni e fianchi più arrotndati
- L’oggetto fu rifiutato dalla dea dello schermo Marilyn Monroe, che preferiva recitare senza busto
- Primo bikini reso celebre da Brigitte Bardot
Reggiseno a cono 1949
Bikini 1947
GLI ABITI DA GIORNO
- Deificazione delle casalinghe degli anni 50
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- Libero dai razionamenti bellici, il loro abbigliamento celebrava la femminilità e la disciplina
- La moda ripristinò il concetto di vestiario femminile e tradizionale e rendendo più complesso
l’abbigliamento, con regole rigidamente imposte per ogni occasione sociale o domestica
- I pubblicitari capirono che, se gli uomini guadagnavo i soldi, erano le mogli a spenderli (campagna
Fire & Ice
- L’immagine fantasiosa della perfetta casalinga degli anni 50 arrivò a milioni di persone attraverso la
pubblicità, e anche Hollywood giocò la sua parte
- Christian Dior, the little dictionary of fashion, a guide to dress sense for every woman: I 3
fondamenti del bel vestire sono semplicità, buon gusto e cura della propria persona
Chemisier americano ca.1950
Cardigan imperlato 1950
Abito blu marino 1954 (Pauline Trigère)
LO STILE ITALIANO DEL DOPOGUERRA
- Dopo 2WW durante la ricostruzione, il paese avviò una riorganizzazione industriale massiccia che si
espresse prevalentemente nell’artigianato e nella piccola industria
- Si iniziò a parlare di Made in Italy
- Guccio Gucci, Salvatore ferragamo, Emilio Pucci
- 1951, Giovanni Battista Giorgini nel tentativo di emancipar la moda italiana dall’influenza parigina,
organizza la prima sfilata collettiva di stilisti italiani alla presenza della stampa internazionale
- Prima Firenze e poi Milano divennero le capitali della moda al fianco di parigi
- Il cosiddetto jet set acquistava presso le case di moda romane e fiorentine, attratto dall’eleganza
casual dell’abbigliamento vacanziero
- Emilio Pucci
• Abiti vacanzieri pret a porter che rispondevano alla richiesta di comodità, colori vivaxi e
tessuti stampati
• 1960 sviluppa l’emilioform, una stoffa elasticizzata, utilizzata negli anni 60 con stampe
caleidoscopiche, policrome e psichedeliche
- Sorelle fontana
• 1949 realizzano l’abito da sposa di Linda Christian per il matrimonio con Tyrone Power
• Questo attirò clienti da hollywood
• Combinano i valori tradizionali della sartoria con una sensibilità italiana
- Salvatore ferragamo
• Calzolaio delle stelle
• Incorpora innovazioni tecniche ed ergonomiche nella produzione di calzature su misura
• Scarpa con tacco a spillo, che enfatizzava la già esagerata femminilità dell’epoca post-bellica
- Abbigliamento maschile: taglio continental di Brioni, che sfida la tradizionale sartoria inglese
Abito continental ca.1955 (Brioni)
Abito da sera 1954 (Sorelle Fontana)
I BLUE JEANS
- Gli Us incarnavano gli ideali di libertà e consumo illimitato
- La guerra aveva contribuito a diffondere il mito americano, legato anche al diffuso consumismo, e
Hollywood ne rendeva popolari le merci, tra dui i blue-jeans
- Durante la corsa all’oro, Levi Strauss fabbricò indumenti da lavoro resistenti per i minatori, in tela di
colore blu e cuciture robuste, è da questi umili indumenti che derivano i blue-jeans
- I processi di trasformazione culturale che fecero diventare degli indumenti da lavoro gli abiti per il
tempo libero per eccellenza vennero alimentati da Hollywood (v.spaghetti western e film sul
selvaggio west)
- I blue jeans divennero una cosa sola con la percezione del sogno americano
- Divennero l’emblema di giovinezza, ribellione e sessualità non più repressa, e difatti vennero
inizialmente visti come una minaccia dalle generazioni più anziane e dai politici conservatori
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- Anche le ragazze potevano indossarli, infatti il contrasto visivo creato dalle curve femminili vestite e
dal pesante e rigido tessuto colorato enfatizzò, piuttosto che diminuire, la sensualità delle
indossatrici
Giacca e jeans da motociclista 1953
UNA MODERNA SEMPLICITà
- Nella Hollywood del dopoguerra, il glamour era legato alla sensualità, piuttosto che alla
sofisticatezza, ma tutto ciò cambiò dopo il primo film con Audrey Hepburn, vacanze romane, nel
1953
- Non avendo intenzione di affidarsi alla costumista di Hollywood Edith Head per il seto di abiti, la
Hepburn consultò il sarto Hubert de Givency
- I moderni vestiti di Givency erano blocchi solidi dai colori brillanti, chiusi solo da un bottone o da
una piega di stoffa, nitidi, sobriamente glamour
- La first lady Jacqueline Kennedy ammirò lo stile della Hepburn e ne adottò alcuni tratti come la
silhouette attillata.
- Il suo look fu ribattezzato Jackie: giacca corta con maniche a tre quarti indossata con linea ad A
senza maniche, accessoriati con guanti bianchi. Il suo stile brillante era enfatizzato dai colori
brillanti di Givency che esaltavano l’abbronzatura
- Preferiva la borsetta Chanel 2.55 e la Gucci con i manici in bambù conosciuta come Jackie
- Rese popolari le scarpe scollate Pilgrim con tacco basso
- Nominò Oleg Cassini suo stilista personale, anche se continuava a usare capi europei
Abito a pieghe ca.1955 (Hubert de Givency)
Scarpe scollate Pilgrim 1960s (Roger Vivier)
TESSUTI DEL NEPAL ORIENTALE
Topi XX secolo (copricapo maschile)
LA RIVOLUZIONE DELLA VENDITA
- L’apertura di negozi monofirma così come l’aumento delle vendite di capi di vestiario nei maggiori
magazzini, trasformarono lo shopping in un’esperienza di tipo completamente nuovo
- I giovani, negli anni 60 sperimentarono una disponibilità finanziaria sconosciuta in precedenza,
insieme a un controllo genitoriale notevolmente ridotto, che li portò a essere consumatori a tutti gli
effetti
- Molti di questi giovani decisero di aprire attività in proprio, come le boutique di moda indipendenti,
che diedero voce, forma e sede al desiderio giovanile di moda come mezzo di espressione
- Le boutique trasformarono lo shopping in un’attività sociale
- L’appartenenza a gruppi ben definiti, i valori e i riti condivisi furono fattori strumentali al successo
delle boutique
- Prima boutique di moda inglese famosa: Bazaar, aperta nel 1955 da Mary Quant
- Mary Quant creò il Chelsea Look
- John Bates: associato come la Quant dell’invenzione della minigonna
- Sally Tuffin e Marion Foale: prime a lavorare sui pantaloni da donna, riducendo il numero di pieghe
e pince abbassando la vita sui fianchi
- Biba: prima boutique a diventare popolare, e i suoi sempre continui cambiamenti di stili e accessori
rivoluzionarono il modo in cui la ragazza comune vestiva nella vita di tutti i giorni. Primo negozio
dove si potevano comprare abiti alla moda poco costosi
- L’idea di boutique raggiunge gli US alla metà degli anni 60
- Boutique NYese Paraphernalia
- Fine anni 60: le boutique iniziarono a guardare al mondo degli hippie
- La frammentazione stilistica del mercato giovanile portò alla produzione di abiti di stile molto
diverso
- La riproduzione non solo di capi da boutique, ma anche di capi più costosi, comportò il proliferare
sul mercato di copie di bassa lega
Vestito casbah 1965 (John Bates)
Vestito Mondrian 1965 (Yves Saint Laurent)
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Miniabiti con disegni op art 1966 (Betsey Johnson)
LA CULTURA GIOVANILE A LONDRA
- John Stephen apre His Clothes nel 57 e costruisce un iumpero vendendo abbigliamento da uomo in
un’atmosfera di vivace anarchia. I suoi clienti erano prevalentemente i mods (modaioli), giovani le
cui preoccupazioni sartoriali erano espresse indossando una sorta di uniforme comprendente parka
militari e abiti di influenza italiana
- 1967 Carnaby Street era ormai diventata un luogo turistico per visitatori stranieri desiderosi di
sperimentare la swinging London, di conseguenza la moda di tendenza si trasferì a Chelsea, in King’s
Road, con il negozio Baazar
Giacca Union Jack 1966 (I was lord Kitchener’s valet)
Abito Nutter 1969 (Tommy Nutter)
LA MODA AFRICANA
- Quando il colonialismo si allontanò la moda divenne un’espressione del rinnovato senso di identità
culturale africana
- La giovane elitè urbana di tuatta l’africa però era desiderosa di vestire in modo moderno e nuovo
- Il jet set mescolò pezzi di moda europea con oggetti più tradizionali realizzati da sarti locali
- Shade Thomas- Fahm: offrì versioni moderne di capi tradizionali nigeriani
- La cultura giovanile speranzosa apriva il dialogo con la moda e i trend musicali internazionali
- Rivista Drum: archivio di stile che riflette i cambiamenti della moda africana, voce potente contro
l’Apartheid
- Anni 60: la moda francese mostra i primi segni dell’influenza africana grazie a YSL, la sua collezione
S/S 1967 Africa era caratterizzata da una serie di eloquenti chemisier in raffia e perle di legno. E nel
1968 inventa il vestito safari
- Introduzione di modelle africane e di colore sulle passerelle internazionali, che fu uno dei risultati
delle proteste messe in atto dal Movimento per i diritti civili
- Nella moda, la rotonda capigliatura afro divenne una scelta obbligata per tutti coloro che volevano
esprimere l’orgoglio nero
- Dopo 2WW la gran Bretagna sperimenta una consistente immigrazione dall’Africa e dai caraibi: gli
immigrati fondevano la moda europea con indumenti africani e il taglio afro
Completo Iro anni 60 (Shade Thomas- Fahm)
LA MODA FUTURISTICA
- L’era spaziale fece apparire un nuovo stile futuristico nel design industriale, nell’arredamento e
nella koda
- 1961 il russo Yuri Gagarin: primo uomo nello spazio
- André Courreges:
• 1964: collezione Moon Girl, tutta bianca e con tessuti consistenti che formavano un
carapace di tessuto per un aspetto da guerriero alieno enfatizzato da caschi da astrunauta
- Emanuel Ungaro
• Le sue prime collezioni seguivano Courreges ma con colori più forti e brillanti
• Per protesta contro la formalità della moda parigina dedicò la sua prima collezione
all’abbigliamento da giorno
- Pierre Cardin
• Promotore dell’idea di abiti unisex con la sua prima collezione Space Age o Cosmo Corps
(vestiti interi bianchi lavorati a maglia indossati sotto mantelle e soprabiti tubolari)
• Più tardi combinò vinile e metallo per una linea unisex
- Paco Rabanne
• Portò la sua esperienza di designer industriale nella sua prima collezione di gioielleria per il
corpo 1966: guaine pret a porter costruite con quadrati o dischi di rodoide, plastica acetata
di cellulosa
- Demistificazione dei precetti dell’alta moda rendendola così adatta a un nuovo pubblico
- Rudi Gernreich: controparte statunitense
Monokini 1964 (Rudi Gernreich)
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Vestito linea ad A 1967 ( André Courrèges)
IL NUOVO PRET A PORTER
- Il nuovo pret a pèorter emerse tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70, quando i sempre più
sofisticati sistemi di produzione sviluppati negli US vennero adottati anche in Europa
- Mentre i trend acceleravano e i giovani creativi contemporanei davano vita al fenomeni delle
boutique, la moda guardava per la prima volta alla strada
- 1962 YSL apre la sua casa di moda a Parigi e il pret a porter nel 1966 (linea più economica di vestiti
con sfumature bohemien)
• 1966 nelle passerelle dell’alta moda porta lo smoking e i pantaloni da donna
- 1971 collettivo Createurs et Industriels puntava a colmae il divario tra stilisti e industria, e nel 1973
prima settimana della moda ptret a porter di Parigi
- Walter Albini anticipa il bisogno di una fiorente industria italiana del pret a porter
Abito gessato 1967 (YSL)
HIPPIE DELUXE
- Fine anni 60: i capi ispirati all’era spaziale furono rigettati a favore di indumenti fatti a mano e di
una nuova predilezione per le fibre naturali
- Gli hippie preferivano indossare abiti raccolti durante i loro viaggi per il mondo, piuttosto che
oggetti realizzati a macchina per il mercato di massa
- 1968 flower power: forza della natura contro il potere delle autorità. Desiderio di libertà di
espressione in tutti gli aspetti della vita e della cultura
- Zandra Rhodes, Bill Gibb, Mary MacFadden, Emilio Pucci
Caftan con stampe psichedeliche 1967 (Pucci)
Vestito con stampe a margherita 1971 (Celia Birtwell, Ossie Clark)
Vestito mappamondo anni 70 (Billi Gibb)
L’ELEGANZA DEL PUNTO A MAGLIA
- La maglieria trovò posto nell’alta moda negli anni 70, quando divenne un elemento vitale nel
sempre più importante mercato del pret a porter
- Snya Rykiel
• Una delle prime a elevare la maglieria a componente di alto profilo della moda
contemporanea
• avanguardia nella decostruzione della moda: bordi non finiti, cuciture rovesciate
- Missoni
• Una delle prime aziende a utilizzare le recenti innovazioni tecniche per realizzare una
maglieria che incorporasse più efficacemente motivi e colori innovativi
- Missoni e Krizia iniziarono a sfilare a Milano
- Boutique Dorothée nei tardi anni 70 promosse il look a strati nel design di maglieria
- Laura Biagiottti: regina del cashmere, considerata la stilista che portò le fibre della maglieria di
lusso nell’alta moda
Vestito e berretto a maglia 1975 (Missoni)
I GRANDI MAGAZZINI
- Anni 70: la moda statunitense divenne meno complessa grazie a un nuovo modernismo
esemplificato da Roy Halston e Calvin Klein
- Necessità di un guardaroba di abiti coordinati con pezzi facilmente intercambiabili
- Halston
• Minimalismo di lusso e semplicità dei tagli
• Abito chemisier in microfibra ultrasuede lavabile
• Twinset di cashmere
- Calvin Klein
• Metà degli anni 70 venne incontro al desiderio della donna lavoratrice di città di
un’uniforme professionale, offrendo una versione più rilassata dell’abbigliamento da uomo
• 1976 porta prima volta in passerella il jeans
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- Vestito lungo fino alle ginocchia di Diane von Furstenberg: esemplificando l’eleganza professionale,
risolve il problema del vestito unico per il giorno e per la sera
Vestito a portafoglio 1973 (Diane von Furstenberg)
IL DESIGN GIAPPONESE MODERNO
- Anni 70: nuova generazione di stilisti giapponesi
- Kenzo Takada
• Sovrapposizione di vivaci stampe colorate e intarsi floreali o maglieria jacquard
• Eliminò le riprese e usò linee dritte e decise
- Inizio anni 80: Rei Kawakubo e Yohji Yamamoto iniziarono a presentare le loro collezioni a Parigi al
fianco del già affermato Issey Miyake (Avanguardia gaipponese)
- Comme des Garcon sfilò per la prima volta a Parigi nl 1981. L’etichetta inaugurò il nero come colore
tipico della moda d’avanguardia degli anni 80
- Rei Kawakubo: minimalismo e austerità
- Hanae Mori: unica stilista giapponese a essere accettata dalla prestigiosa Chambre syndacale de la
Haute couture. Combina sartoria e tecniche di drappeggio occidentali con motivi giapponesi per
creare collezioni influenti
Coordinato asimmetrico 1983 (Comme des Gargons)
IL GLAM ROCK E LA DISCO MUSIC
- La risposta britannica alla depressione economica fu il glam rock mentre il 1976, negli US, emerse la
disco music
- Terry de Havilland: grandi zeppe cartoonesche
- La disco music fu associata sia alla cultura che alla moda e raggiunse lo zenit nei tardi anni 60
- Abbigliamento da discoteca: capi aderenti
- La disco fu sostituita dall’estetica abrasiva del punk. La libertà sessuale e l’edonismo associati alla
disco sembrarono del resto fuori luogo, se non pericolosi, con l’avvento negli anni 80 e dell’Aids
David Bowie/ Ziggy Stardust 1973 (Kansai Yamamoto)
Abito fetish 1979 (Charles Jourdan)
VENDERE UNO STILE DI VITA
- Anni 80: il marchio emerse come elemento indispensabile per il successo di un’azienda di moda.
Promessa di qualità.
- Ci si accorse che il nome poteva suggerire uno stile di vita complessivo, e che ciò avrebbe fidelizzato
la clientela meglio di qualunque campagna pubblicitaria
- Ralph Lauren
• Attinse da icone di epoche precedenti e le trasformò in riferimenti di prodotti altamente
desiderati
• Il logo con il giocatore di polo fu scelto nel 1967 per la prima collezione di cravatte
• Maglietta polo: maglietta da tennis in cotone piqué con maniche corte
• Ottenne fama internazionale con la sua riproduzione dell’eleganza dell’età jazz
• Combinando l’estetica di classici Ivy league con uno spiccato senso della contemporaneità,
l’etichetta venne associata all’alta società statunitense e rilanciò lo stile preppy
• Collezione Praire: stile più casalingo e rurale
- Calvin Klein: promosse un’estetica ugualmente americana ma più contemporanea di quella di Ralph
Lauren
Collezione Prairie 1988 (Ralph Lauren)
LA RIVOLUZIONE PUNK
- Il fenomeno punk esplose a Londra nel 1976
- Espressione di sé, sperimentazione, oltreggio
- Fu ilo negozio Sex, di Vivienne Westwood e Malcom McLaren a dare inizio all’impulso creativo del
punk
- Camicie anarchiche, pantaloni bondage, magliette destroy, maglioni dell’impiccato
- Westwood
• Produsse una serie di capi che ridefinirono le nozioni di moda e di gusto
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• I capi risultavano il contrario del ben fatto
• L’idea era quella di realizzare indumenti pensati per le azioni di guerriglia intese a sovvertire
il sistema di valori borghese
• Uso del tartan
Camicia Anarchy 1976 (Malcolm McLaren, Vivienne Westwood)
MODA ESTREMA
- Anni 70/80: fusione di retro-chic radicale e glamour
- Thierry Mugler, Claude Montana, Antony Price: celebrarono in modo teatrale la femminilità più
sensuale
- Montana:
• Tra i primi stilisti a diventare famosi per l’uso della pelle fetish
• Maestro della tecnica della seconda pelle
- Thierry Mugler:
• Modelli teatrali e futuristici ispirati ai film noir degli anni 40 e 50
• Celebre per l’uso della pelle
• 1989: abito corsettato: il corsetto sottolinea la sensualità e allo stesso tempo difende come
un’armatura
- Antony Price
• Maestro della sartoria
• I miei vestiti sono ciò che le donne dovrebbero indossare secondo gli uomini
• Costruiva i suoi vestiti per registrare il massimo impatto
Abito in pelle 1973 (Antony Price)
GLI ABITI SECONDA PELLE
- Primi anni 80: nuova generazione di abiti estremamente aderenti modificò ancora la percezioine del
decoro femminile celebrando la gioventù, il vigore e la fisicità, permettendo libertà di movimenti
mettendo in risalto il corpo
- 1980 Women’s wear daily: termine vestiti seconda pelle per descrivere i design di Azzedine Alaia
- L’uso di elastam in tessuti lavorati a maglia, l’influeza del fitness e la nuova importanza
dell’abbigliamento sportivo nell’ambito della moda mainstream si combinarono per creare un
nuovo stile di moda
- Calvin Klein:
• Primo stilista ad abbracciare completamente il culto della consapevolezza del corpo
• 1976 linea di jeans, che all’inizio ebbe scarso success, ma quanlche anno dopo scolpì i suoi
pantaloni in modo da renderli più aderenti
- Norma Kamali
• Iniziò a usare stoffe ordinarie in modo del tutto nuovo
• Collezione 1980: abiti in felpa grigi
- Alaia
• Prima collezione 1980: colore nero, riferimento al punk
• Lo stilista usava tagli di sbieco e stoffe elasticizzate, ma fu con l’utilizzo della lycra che
sviluppò davvero il suo talento per la scultura dei corpi femminili
• I capi erano attillati ma utilizzando tessuti elasticizzati riuscivano a essere comodi e non
risultare soffocanti
- Vestito bandage di Hervé Léger 1989: usava strisce di tessuto elasticizzato avvolte strettamente
intorno al corpo per modellarne la figura
Jeans firmati 1980 (Calvin Klein)
Tenuta da aerobica di lycra anni 80
IL DESIGN RADICALE
- Anni 80: il movimento neoromantico cambiò la nozione di glamour in una manifestazione eccessiva
di puro pastiche, una sorta di valigia dell’attore che conteneva di tutto, anche elementi di culture e
costumi lontani
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- Vivienne Westwood incarnò questa estetica nel 1981 con la sua prima collezione Pirates (incluse
sartoria del XIX sec e le versioni hollywoodiane dei bucanieri
- Il nuovo design radicale fu reso celebre nel 1984 da Les Incroyables, la collezione di John Galliano.
Egli prese ispirazione da capi indossati durante la rivoluzione francese
- Stilisti Bodympa: the cat in a Hat Takes a Rumble with a Techno Fish (combinava tessuti tradizionali
ed elasticizzati in una serie di capi separati, con stampe grafiche)
- Katharine Hamnett nel 1979 introdusse i blue jeans strappati. Nel 1983 la stilista diede origine
anche alle Tshirt con vivaci scritte sul davanti
- La nuova generazione di stilisti scoprì che le potenti industrie della moda erano felici di capitalizzare
l’attenzione dei media di tutto il modo con nuove iniziative di marketing
Completi a maglia e tessuto stampato 1984
Stampe tessili 1985 (The Cloth)
VESTITI POER IL SUCCESSO
- Anni 80 nuovo ideale femminile: l’amazzone perfetta e curata che percorreva le passerelle sui
tacchi a spillo, a rappresentare il potere e la sensualità della contemporanea donna d’affari
- Capi sartoriali dalle spalle appuntite
- Le donne intraprendenti e sicure di sé prediligevano abiti appariscenti dai colori vivci
- Accessori ambiti: foulard di Hermes, borsetta dorata trapuntata di Karl Lagerfeld per Chanel, tacchi
killer di Manolo Blahnik
- Donna Karan
• Target: donna moderna di città con molte risorse economiche ma povere di tempo
- Giorgio Armani
• Forma più rilassata di abbigliamento pratico con una silhouette stringata in colori neutri e
stoffe di lusso
- Paul Smith
• I suoi abiti divennero l’abbigliamento più ambito per i giovani dirigenti e gli aspiranti tali
- Hugo Boss
• Voleva colmare il vuoto tra la tradizione sartoriale dell’abito su misura e i prodotti di massa
venduti nei magazzini
abito maschile 1980 (Giorgio Armani)
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