Il Metabolismo Microbico
Il Metabolismo Microbico
Gli ecosistemi sono caratterizzati da interazioni fra viventi stessi, e tra essi e l’ambiente.
Alla base del corretto funzionamento di un ecosistema ci sono interazioni tra componente biotica e
abiotica; per avvenire si devono verificare 3 condizioni:
Sorgente di energia
Essa deve essere presente al fine di permettere la trasformazione di molecole inorganiche semplici, in
molecole organiche complesse.
Trasferimento dell’energia
L’energia prodotta dagli organismi autotrofi (solitamente fotosintetici), viene trasferita e consumata dagli
organismi eterotrofi.
Cicli biogenochimici
Essi avvengono grazie a dei microrganismi decompositori i quali permettono di decomporre le
sostanze organiche, in sostanze inorganiche semplici, in modo tale da essere riutilizzate.
L’energia viene ricavata dall’ambiente circostante ed utilizzata per svolgere diverse funzioni:
• Costruzione di componenti strutturali;
• Sintesi di macromolecole indispensabili;
• L’accrescimento e la riproduzione;
• Il movimento.
Per tutti i sistemi valgono le leggi della termodinamica, scienza che studia le trasformazioni energetiche
della materia. Essa considera i sistemi (corpi) e l’ambiente circostante; tra essi possono avvenire
scambi di energia e/o materia.
Sistemi Aperti
Avvengono scambi di energia e materia.
Gli organismi viventi sono sistemi aperti, assumono nutrienti dall’ambiente, producono sostanze di rifiuto e
attuano scambi con l’ambiente.
Sistemi Chiusi
Avvengono solo scambi di energia.
Un contenitore chiuso può essere considerato un sistema tale. Scambierà con l’ambiente solo energia (calore).
Sistemi Isolati
Non avviene alcun tipo di scambio.
L’universo è un ambiente isolato.
TRASFORMAZIONI ENERGETICHE
Il rendimento di un qualsiasi processo chimico o fisico che sia, non potrà mai raggiungere il 100%, in
quanto un tot di energia verrà perso, disperdendosi, perciò non può essere utilizzata.
Dopo ogni trasformazione, l’energia per compiere un lavoro è inferiore rispetto a quella iniziale.
Nelle trasformazioni spontanee vi è dunque una dispersione di energia e un aumento del disordine
interno.
Per mettere in ordine un semplice sistema, c’è bisogno di energia, senza di essa, il sistema si dirigerà
spontaneamente verso una situazione di disordine.
L’energia totale di un sistema (entalpia) comprende di quella utilizzata che quella inutilizzabile, essa è
dispersa in modo disordinato ed è ciò che definiamo entropia.
L’energia trasformabile all’interno di un sistema biologico viene definita energia libera di Gibbs (G).
L’energia libera va incontro ad una variazione indicata con ΔG: la differenza di energia libera tra prodotti e
reagenti.
La variazione può avere valori positivi o negativi:
ΔG negativo
L’energia dei prodotti è inferiore rispetto a quella dei reagenti. La reazione viene detta esoergonica, quindi
si disperde calore nell’ambiente, il che è chimicamente vantaggioso.
ΔG positivo
L’energia dei prodotti è maggiore di quella dei reagenti. La reazione viene detta endoergonica e richiede
energia per avvenire.
3. GLI ENZIMI: CATALIZZATORI BIOLOGICI
Una reazione si innesca quando si raggiunge una certa soglia nell’energia di attivazione. Serve ai reagenti
per reagire tra loro, ed è come uno scoglio che va superato al fine di far avvenire la reazione.
Gli enzimi sono catalizzatori inorganici di origine proteica, ed hanno una struttura terziaria, formati da
una o più catene legate tra loro.
Si trovano in luoghi precisi della cellula:
• Citoplasma;
• Mitocondri;
In generale, ovunque siano utili.
Possiamo definire i catalizzatori, sostanze in grado di accelerare la velocità con cui avviene la reazione,
senza modificare la natura di reagenti e prodotti. Ciò accade poiché, come detto prima, agiscono
sull’energia di attivazione di una reazione.
Dove sono presenti organi e tessuti, gli enzimi si trovano in forma inattiva in determinate zone, e
verranno trasferiti in modo tale da permettere il passaggio in forma attiva, dove compiono la loro
funzione. In questo caso si parla di zimogeni e protoenzimi.
Nel caso di organismi come gli esseri umani, detti superiori, distinguiamo diversi enzimi, con funzioni precise:
• Enzimi metabolici: si occupano di regolare il complesso di reazioni metaboliche;
• Enzimi digestivi: agiscono nel tratto gastrointestinale.
Inoltre, possono essere utilizzati per trasformare una sostanza, detta substrato, in un’altra, detta
prodotto. Questo grazie ad un meccanismo che vede la formazione di un processo intermedio: il
complesso enzima-substrato (ES).
SITO ATTIVO
Il sito attivo è il luogo fisico nel quale si inseriscono le molecole dei substrati e dove avvengono le reazioni,
e si forma il prodotto di tali reazioni.
Su esso si basa il meccanismo di reazione degli enzimi.
E + S → ES → E + P
E: enzima
S: substrato
ES: complesso enzima-substrato
P: prodotti di reazione
Durante la formazione del sito attivo, avviene il processo di folding delle proteine il quale permette di far
avvicinare gruppi di amminoacidi molto lontani in precedenza, permettendo la creazione di una tasca
(alloggiamento sterico) dove si posizionerà il substrato.
MECCANISMO CHIAVE-SERRATURA
Per poter combaciare con il sito attivo, il substrato (molecola che deve reagire) deve avere una forma
complementare ad esso. Questo processo viene detto chiave-serratura.
La chiave, è rappresentata dal substrato, la serratura, dal sito attivo.
Senza questa complementarietà l’enzima non entrerebbe in azione.
ADATTAMENTO INDOTTO
Può capitare che il sito attivo subisca modifiche, assumendo la forma complementare, mentre è legato
al substrato. Tale processo prende il nome di adattamento indotto.
COFATTORI E COENZIMI
Spesso, gli enzimi richiedono l’intervento di altre molecole non proteiche al fine di svolgere la loro
azione catalitica.
Vi troviamo 2 tipi di molecole:
• Cofattori;
• Coenzimi.
COFATTORI
Sono per lo più ioni inorganici, trivalenti (con carica 3+) o bivalenti (con carica 2+).
Vengono definiti attivatori nel caso di Mg2+ o Zn2+, ioni utilizzati dagli enzimi che usano ATP. Ritroviamo
anche Fe2+/Fe3+ e Cu+/Cu2+.
Possono far parte del sito attivo, e fungere da ponte tra l’enzima e il substrato.
COENZIMI
Sono ioni inorganici.
In questo caso l'enzima, nel suo complesso biologicamente attivo, è indicato come oloenzima, mentre la
parte proteica priva del coenzima è detta apoenzima.
Al contrario degli enzimi, durante le reazioni vengono trasformati e per questo non possono essere
riutilizzati. Per essere riutilizzati dovrebbero subire delle modifiche.
Le classi sono:
• Ossidoreduttasi (EC1): catalizzano le reazioni di ossidazione;
• Transferasi (EC2): catalizzano reazioni di trasferimento di gruppi chimici;
• Idrolasi (EC3): catalizzano reazioni di idrolisi;
• Liasi (EC4): catalizzano la rimozione di gruppi chimici senza utilizzare l’idrolisi;
• Isomerasi (EC5): catalizzano la trasformazione di un polimero in un suo isomero;
• Ligasi (EC6): catalizzano l'unione di due molecole con la formazione di nuovi legami covalenti con il
consumo di ATP.
Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di assorbire sostanze nutritive per il corretto mantenimento
delle funzioni vitali, le quali hanno bisogno di energia, ricavata da trasformazioni e reazioni
chimiche.
METABOLISMO
Il metabolismo è l’insieme di tutte le reazioni chimiche che avvengono all’interno della cellula. Grazie a ciò,
essa può svolgere diverse funzioni:
• Biosintesi di macromolecole;
• Trasporto di sostanze;
• Movimento.
Negli organismi pluricellulari fa riferimento alle reazioni che avvengono in una singola cellula, e quelle
che coinvolgono l’intero organismo.
Il metabolismo possiamo dividerlo in:
• Catabolismo;
• Anabolismo.
Sono reazioni esoergoniche, cioè che producono energia una volta avvenuta la rottura dei legami
tra monomeri.
Es: degradazione del glucosio in CO2 ed H2O.
Le seguenti reazioni sono generalmente opposte, ed accoppiate in modo tale che l’energia eliminata da
una (catabolismo), sia utilizzata dall’altra (anabolismo).
ATP: AdenosinTriFosfato
Anabolismo e Catabolismo possono essere accoppiate, grazie ad un “reagente comune”, cioè l’ATP, che
fa da collegamento tra i due sistemi, trasferendo energia.
ADP sta per adenosindifosfato, il quale, tramite un’ulteriore processo d’idrolisi, si trasforma in AMP
(adenosimonofosfato).
Anche l’AMP può cedere il suo ultimo gruppo fosfato, ma ciò produrrebbe poca energia.
• Guanosina trifosfato (GTP): guanina, ribosio e 3 gruppi fosfato, i quali vengono convertiti in ATP ed
utilizzati per la sintesi proteica, e la sintesi dell’RNA.
• Uridina trifosfato (UTP): uracile, ribosio e 3 gruppi fosfato, i quali vengono utilizzati per la sintesi
dell’RNA e in specifiche reazioni cellulari.
FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA
L’energia per la produzione di ATP proviene dalla forza proton-motrice, ovvero, il passaggio di
protoni tramite la membrana cellulare (procarioti), o la membrana mitocondriale (eucarioti).
Questo processo avviene nel complesso enzimatico ATP sintetasi. Esso è collegato al trasferimento di
elettroni lungo la catena respiratoria, formata da enzimi e coenzimi, con un elevato rendimento
energetico.
Il primo componente della catena è il NADH + H+, a cui giungono elettroni tramite l’ossidazione di
substrati nutritivi. Grazie ad essi viene trasformato in NAD, nicotinammide adenindinucleotide.
In base a come ricavano energia dall’ambiente, possiamo classificare i microrganismi in modi diversi.
CHEMIOTROFI
Ricavano energia dalla demolizione di sostanze chimiche.
CHEMIORGANOTROFI (chemioeterotrofi)
Ricavano energia dalla degradazione di composti organici.
Rappresentati da funghi, animali e la maggior parte dei microrganismi. In essi, l’energia è ricavata
dall’ossidazione di prodotti organici:
• Microrganismi Aerobi: in presenza di O2;
• Microrganismi Anaerobi: in assenza di O2;
• Microrganismi Aerobi-Anaerobi Facoltativi: in entrambi i casi.
CHEMIOLITOTROFI (chemioautotrofi)
Ricavano energia dall’ossidazione di composti inorganici, i quali sono:
• Idrogeno (H2);
• Solfuro di Idrogeno (H2S);
• Ammoniaca (NH3);
• Ione Ferroso (Fe2+).
FOTOTROFI (fotoautotrofi)
Ricavano energia luminosa, la quale, tramite la fotosintesi, permette la sua trasformazione in energia
chimica per la trasformazione di CO2 in composti organici.
ORGANISMI ETEROTROFI
Ricavano carbonio da sostanze organiche.
ORGANISMI AUTOTROFI
Ricavano carbonio da sostanze inorganiche (CO2).
Tutti i microrganismi autotrofi sono detti produttori primari, poiché riescono a produrre sostanze
organiche dal CO2. Per questo sono indispensabili, tanto che da essi dipende tutta la vita sulla Terra.
POLISACCARIDI
Formano la parete cellulare e la capsula.
I microrganismi eterotrofi riescono a sintetizzarli grazie a monosaccaridi.
Tuttavia, la presenza di determinati enzimi (cellulasi, aldolasi) può permettere la degradazione di
polisaccaridi come la cellulosa ed il glucosio.
PEPTIDOGLICANO
Viene sintetizzato all’interno del citoplasma tramite un lungo meccanismo.
LIPIDI
Vengono sintetizzati da glicerolo ed acidi grassi, e costituiscono prevalentemente le membrane
biologiche (fosfolipidi).
AMINOACIDI
Vengono assunti dall’ambiente esterno o sintetizzati da ammoniaca e azoto.
ACIDI NUCLEICI
DNA ed RNA vengono sintetizzati dalle basi azotate (puriniche e pirimidiniche).
Ad intervenire sono gli enzimi DNA polimerasi (duplicazione DNA), e la RNA polimerasi-DNA dipendente o
trascrittasi (sintesi RNA).
Per ricavare energia da trasferire nei legami ad alta energia dell’ATP (legami tra gruppi fosfato), le reazioni di
demolizione dei composti organici, hanno bisogno della trasformazione di composti ridotti in composti
ossidati.
Avviene quindi una reazione di ossidazione che consiste nel trasferimento di elettroni. Tale ha
bisogno della presenza di un donatore e di un accettore, a sua volta, devono verificarsi 2 processi:
• Ossidazione;
• Riduzione.
L’energia liberata durante questi processi viene utilizzata per la sintesi dell’ATP.
RIDUZIONE
Consiste nell’acquisto di atomi di H o elettroni, da parte di atomi o molecole. I primi, avranno una
riduzione del numero di ossidazione.
OSSIDAZIONE
Consiste nella perdita di atomi di H o elettroni, da parte di un atomo o una molecola. Nel caso del
primo, il suo numero di ossidazione aumenta.
Tutte le reazioni cataboliche sono processi di ossidazione.
OSSIDAZIONI BIOLOGICHE
Tali processi possono realizzarsi in modi diversi
• Perdita di Elettroni: impiego di ioni metallici, cofattori e coenzimi utilizzati come accettori;
• Addizione di Ossigeno: libera grandi quantità di energia difficili da controllare, solitamente sotto
forma di calore, per questo è raramente utilizzata;
• Rimozione di Idrogeno: maggiormente utilizzata, detta deidrogenazione.
RIDUCENTI ED ACCETTORI
Se una sostanza si ossida, necessariamente un’altra si deve ridurre.
Vi sono quindi:
• Agenti Ossidanti o Accettori: acquistano elettroni, riducendosi; (composto organico che si riduce)
• Agenti Riducenti: cedono elettroni, ossidandosi. (composto organico che si ossida)
La degradazione del glucosio, considerata un processo catabolico, detto ciclo di Krebs o glicolisi,
avviene grazie all’allontanamento progressivo di atomi di idrogeno. La definiamo una reazione di
ossidoriduzione.
Il glucosio funziona da donatore di elettroni, ossidandosi.
Tra i donatori possiamo trovare sostanze inorganiche, come capita nel metabolismo dei batteri
chemiolitotrofi.
Tra gli accettori, invece, troviamo coenzimi, alcuni tra questi vengono denominati trasportatori di elettroni,
equivalenti riducenti o accettori temporanei.
Sono molecole che acquistano temporaneamente atomi di H ed elettroni, da cedere ad un
accettore finale.
• NAD+ → NADH + H+ I
te
PRESENTI
SONO
NELNostrocorpoin
• FAD → FADH2
entrambiprodotti
sono
• NADP+ → NADPH + H+ Iggy A PeaseDella
Nella respirazione aerobica, a fungere da accettore finale è l’Ossigeno, ridotto ad H2O. Avviene una
fosforilazione ossidativa per sintetizzare ATP, che produce molta energia.
Ulteriore accettore finale può anche essere l’acido piruvico, il quale si forma a fine glicolisi. Esso subisce
una riduzione, quindi acquista elettroni, e viene trasformato in alcuni prodotti delle varie fermentazioni
microbiche.
In tal caso, l’ATP viene prodotto solamente nella glicolisi, ma il guadagno energetico è molto
minimo.
Come sappiamo, la maggior parte dei microrganismi si serve del glucosio per ricavare energia. Ovviamente,
quest’ultimo va prima demolito.
Il glucosio possiamo considerarlo una “bomba energetica”: se viene demolito in un solo colpo, allora
l’energia generata sarà difficile da controllare; se, invece, viene demolito gradualmente, sarà più
vantaggioso per il microrganismo.
Il glucosio viene demolito tramite una reazione di catabolismo, processo utilizzato da tutti i
microrganismi.
L’intero processo consiste nella degradazione del glucosio (6C) in 2 molecole di acido piruvico
(3C) anche detto piruvato (la prima sostanza è neutra, la seconda, ionizzata), producendo 2 molecole di
ATP tramite reazioni catalizzate da specifici enzimi.
FERMENTAZIONI
La prima è utilizzata dalla maggior parte degli organismi, mentre altri microrganismi, in caso di assenza di
ossigeno, attuano processi di fermentazione:
FERMENTAZIONE LATTICA
Attuata da cellule muscolari, consiste nella
produzione di acido lattico tramite la
riossidazione dell’NADH + H+.
FERMENTAZIONE ALCOLICA
Attuata per lo più dai lieviti, consiste nella
produzione di alcol etilico grazie alla perdita di
una molecola di CO2 da parte dell’acido
piruvico; l’alcol consentirà la riossidazione
dell’NADH + H+.
COME AVVIENE
Le 2 molecole di ATP, vengono utilizzate per
scomporre il glucosio. L'ATPausuavato
Uno dei prodotti ottenuti, viene scisso in 2 triosi
(molecole con 3 atomi di C):
• Gliceraldeide 3-fosfato (G3P); Gspproibito
• Diidrossiacetone fosfato (DAP): verrà convertito in
G3P tramite l’intervento di un enzima.
COME AVVIENE
La seconda fase, avviene nel momento in cui, tramite
l’ossidazione della G3P, vi è produzione di NADH + H+.
Con questo avviene anche la fosforilazione a livello di
substrato, tramite l’enzima G3P deidrogenasi.
L’energia liberata dall’ossidazione viene usata per muovere, un gruppo fosfato, dal citoplasma al gruppo
carbossilico, creando un legame ad alta energia.
Tale viene utilizzata in seguito, per la fosforilazione a livello di substrato di 2 ADP in 2 ATP.
Subito dopo, il 3PG viene trasformato in un composto ad alta energia, detto PEP.
Da quest’ultimo, l’enzima piruvato chinasi rimuove un gruppo fosfato, causando un’ulteriore
fosforilazione a livello di substrato dell’ADP, con produzione di altre 2 ATP.
TERMINE
La resa complessiva, sarà quindi:
• 2 molecole di acido piruvico;
• 2 molecole di ATP;
• 2 molecole di NAD+, ridotte a NADH+ + H+ (molecole riducenti).
Il guadagno netto è pari a 2ATP, e se segue un’ulteriore sintesi di esso, la rendita energetica sarà
ancora più bassa.
LA VIA DI ENTNER-DOUDOROFF
• Utilizzata solo da alcuni procarioti privi di un enzima detto fosfofruttochinasi;
• Il glucosio-6P viene ossidato tramite un processo aerobico;
• Tramite esso c’è produzione di acido piruvico;
• La resa energetica è di 1ATP.
Come detto prima, la glicolisi può avere risvolti differenti, nel caso in cui l’acido piruvico vada incontro
ad aerobiosi ed anaerobiosi.
Partendo dalla glicolisi, queste complesse reazioni caratterizzano la biossidazione del glucosio, che
avviene in vari step:
• Glicolisi: citoplasma;
• Decarbossilazione Ossidativa: matrice dei mitocondri;
• Ciclo di Krebs o Ciclo dell’Acido Citrico: matrice dei mitocondri;
• Fosforilazione Ossidativa: creste mitocondriali.
GLICOLISI
Si parte da una molecola di a 6C (glucosio), dalla quale otteniamo due molecole a 3C (acido piruvico), 2 di
ATP (4 in realtà ma 2 le investo) e 2 molecole di NADH + H+.
In presenza di O2, l’acido piruvato viene trasportato nella matrice mitocondriale.
DECARBOSSILAZIONE OSSIDATIVA
Una volta presente nel mitocondrio, l’acido piruvico va incontro ad una decarbossilazione ossidativa,
perdendo 1 molecola di CO2.
Essi, non possono essere accumulati, e vanno necessariamente riossidati: ciò accade a livello della
catena di trasporto degli elettroni.
Durante le prime due fasi della demolizione del glucosio, l’energia prodotta è scarsa, parliamo di 2 ATP.
Mentre si sono accumulati molti coenzimi ridotti i quali vanno riossidati; ciò avviene nella fase finale
della respirazione cellulare rappresentata dalla catena di trasporto degli elettroni.
La catena è situata sulle creste mitocondriali della membrana interna, il motivo di tale posizione
avviene dalla necessità di avere una liberazione graduale dell’energia, in modo tale da controllarla
meglio.
In essa si realizza una fosforilazione ossidativa, che ha come risultato un’elevata rendita energetica.
È formata da una serie di proteine che prendono il nome di “complesso”, mentre quella finale è l’ATP
sintetasi:
• Complesso I: riossidazione NADH + H+;
• Complesso II: riossidazione FADH2;
• Complesso III;
• Complesso IV: formazione molecole H2O;
• ATP sintetasi.
Gli elettroni vengono ceduti alle proteine, passando da un complesso all’altro (tale passaggio serve a non
disperdere energia) tramite ulteriori proteine: i citocromi.
Grazie all’accumulo di protoni nello spazio intermembrana, si genera un’energia potenziale detta “forza
proton-motrice”.
Qui, formano H2O, unendosi agli elettroni e l’ossigeno presente il quale funge da accettore; l’energia
liberata viene sfruttata per legare un gruppo fosfato all’ADP rigenerando una molecola di ATP
(fosforilazione ossidativa).
Ricordiamo che:
• Per ogni molecola di NADH + H+ si producono 3 ATP;
• Per ogni molecola di FADH2 si producono 2 ATP.
BILANCIO ENERGETICO FINALE
A fine della biossidazione del glucosio, il bilancio energetico finale sarà sempre maggiore di 30 molecole di
ATP. Se ne dovrebbero produrre di più, tuttavia tale energia è dispersa sotto forma di calore.
Glicolisi
sententia 8 • 2 ATP: prodotte dalla fosforilazione a livello di substrato;
dosiossidativa
2 • 6 ATP: prodotte solo in caso sia presente l’O2 (respirazione
quindi cellulare), grazie alla conseguente produzione di 2 molecole di
NADH + H+ (2x3).
AcetilCoA
• 6 ATP: grazie alla produzione di 2 piruvato, abbiamo la
conseguente produzione di 2 NADH + H+ (2x3).
Ciclo di Krebs
• 18 ATP: guadagnate grazie alla produzione di 6 NADH +
H+ (6x3);
• 4 ATP: guadagnate grazie alla produzione di 2 FADH2
(2x2);
• 2 ATP: guadagnate grazie al ciclo di Krebs stesso.
Bilancio finale
34/38 ATP
Le fermentazioni sono di vario tipo, ma sono tutte accomunate dalla riossidazione del NADH in
NAD+.
Nella seconda fase della glicolisi si formano 2 molecole di NADH per 1 molecola di glucosio; la
riossidazione di tale trasportatore è importante poiché, l’NAD+ è presente in modo limitato
all’interno della cellula, la quale blocca il processo di glicolisi nel momento in cui le scorte di NAD+
terminano.
Pertanto, la possibilità di riossidazione dei coenzimi ridotti è l’evento biochimicamente più rilevante
all’interno della fermentazione, ed avviene grazie alla riduzione dell’acido piruvico.
Dal punto di vista energetico, invece, la fermentazione non genera ATP, pertanto l’unico guadagno netto
si ha proprio dalla glicolisi (sempre precedente alla fermentazione).
• Non avviene nè il ciclo di Krebs, né viene utilizzata la catena di trasporto degli elettroni;
• Ha una resa energetica minore rispetto alla respirazione cellulare: solo 2 ATP, poiché molta energia
viene dispersa o usata nei legami chimici.
LA FERMENTAZIONE ALCOLICA
Essa si divide in 2 step.
STEP 1
Tipica dei lieviti, organismi eucarioti unicellulari appartenenti al regno dei Miceti (Funghi).
STEP 2
L’acido piruvico viene decarbossilato in acetaldeide,
ridotta poi ad alcol etilico grazie alla riossidazione del
NADH.
Sia l’etanolo che la CO2 sono considerati prodotti di scarto, ma sono importanti per le produzioni
alimentari come il vino o la birra o nella lievitazione dei prodotti da forno come il pane.
Nel secondo caso, la CO2 fa gonfiare l’impasto, l’etanolo evapora durante la cottura. Per questo motivo,
dopo la lievitazione si sente un leggero odore di alcol.
LA FERMENTAZIONE LATTICA
Utilizzata dai batteri lattici (LAB: lactic acid bacteria).
Essi fermentano il glucosio producendo:
• Acido Lattico;
• Acido Lattico + etanolo/acido acetico/ altri
composti.
FERMENTAZIONE OMOLATTICA
Avviene a carico dei batteri lattici omofermentanti, i quali fermentano gli zuccheri attraverso un
processo glicolitico omofermentativo: l’unico prodotto sarà l’acido lattico.
COME AVVIENE
Si parte dalla glicolisi, nella quale una molecola di glucosio è ossidata a 2 di acido piruvico, producendo
2ATP ed NADH + H+.
FERMENTAZIONE ETEROLATTICA
Avviene a carico dei batteri eterofermentanti o eterolattici, i quali appartengono maggiormente alla
specie di Lactobacillus.
Nella fermentazione omolattica l’enzima è presente, perciò i batteri seguono una via glicolitica,
producendo 2 molecole di acido lattico da 1 di glucosio.
I batteri eterolattici non possiedono l’enzima, perciò il glucosio viene fermentato con le stesse
reazioni iniziali del ciclo dei pentoso-fosfati.
Si arriverà ad ottenere un prodotto che verrà convertito in glicerlaldeide-3P ed acetilfosfato:
• Dalla G-3P si ottiene acido lattico via l’acido piruvico;
• Dall’acetilfosfato si ottiene etanolo.
Per quanto riguarda il guadagno energetico, esso è di 1 ATP per ogni molecola di glucosio.
I batteri lattici, hanno lo stesso guadagno energetico dei batteri che utilizzano la via di Entner-Doudoroff.
LA FOTOSINTESI: GENERALITÀ
La fotosintesi viene utilizzata per convertire l’energia luminosa (raggi solari), in energia chimica
(legami tra molecole).
In essa, gli e- passano da una molecola più ossidata, la CO2, una più ridotta, il glucosio (6C), proprio grazie
alla presenza della luce solare.
Ovviamente, per far avvenire la fotosintesi in modo stabile, bisogna bilanciare la sua reazione generale:
• Le 6 molecole di CO2 bilanceranno i 6 atomi di C posseduti dal glucosio (6C a destra e a sinistra);
• Le 6 molecole di H2O bilanceranno i 12 atomi di H posseduti dal glucosio (12H a destra e a sinistra);
• I 18 atomi di O2 saranno una conseguenza del bilanciamento di acqua ed anidride carbonica, sinistra
si produrranno 6 molecole di O2 per bilanciare la reazione (18O a destra e a sinistra).
CLOROPLASTI E TILACOIDI
I cloroplasti sono organuli che ritroviamo all’interno delle cellule
delle piante. In una foglia, ne ritroviamo circa 500mila per mm2; 50
per ogni cellula.
I cloroplasti sono rivestiti da una doppia membrana, essa circonda una soluzione gelatinosa: lo
stroma.
All’interno di esso sono presenti i tilacoidi, piccoli dischi impilati uno sull’altro a formare i grana, racchiusi
in uno spazio detto lume.
I PIGMENTI
Sulle membrane dei tilacoidi, vi sono i pigmenti fotosintetici, i quali hanno la funzione di
assorbire le onde luminose dello spettro elettromagnetico, al fine di far avvenire la fotosintesi.
Tra quest’ultimi, ritroviamo la clorofilla, che interagisce con i fotoni presenti nella luce, dando inizio alla
fotosintesi. Essa riflette le lunghezze d’onda nella zona del verde, permettendo alle foglie di avere quel
colore.
La clorofilla non è 1 sola, ma bensì ne ritroviamo di vari tipi, differenti tra loro per la capacità di catturare la
luce:
• Clorofilla a: è responsabile della fotosintesi, assorbe le
lunghezze d’onda nella zona del rosso;
• Clorofilla b: la ritroviamo nelle piante, o le alghe verdi,
assorbe le lunghezze d’onda nella zona del blu;
• Clorofilla c: la ritroviamo nelle alghe brune.
Detta “fase luminosa”, racchiude tutte le reazioni dipendenti dalla luce ed avviene sulla
membrana dei tilacoidi.
In tali reazioni, vi è un flusso di elettroni, dipendente dai fotosistemi, che ha come prodotti ATP e
NADPH.
Esistono 2 tipi di fotosistemi, distinti secondo la lunghezza d’onda che assorbono: fotosistema I e II.
Durante la fotosintesi, la luce colpisce la clorofilla a, ossidandola, poiché cede i suoi elettroni eccitati ad
il fotosistema II (nonostante sia il primo ad intervenire, è stato classificato per secondo, non vi è un ordine gerarchico).
D’altro canto, ritroviamo il fotosistema I, il quale, colpito dalla luce permetterà alla clorofilla la
liberazione di 2 elettroni; in questo caso, non ha bisogno dell’acqua per riprenderli, ma utilizzerà gli e-
presenti nella membrana.
La produzione di ATP ed NADPH, molecole ad elevato contenuto energetico, verrà impiegata nella
seconda fase della fotosintesi: il Ciclo di Calvin.
FASE 2
Detta anche “fase oscura”, o “fase di fissaggio
del carbonio”, racchiude tutte le reazioni
indipendenti dalla luce, ed avviene nello stroma.
Tutto accade in forma ciclica, grazie al Ciclo di
Calvin Benson, dallo scienziato che lo ha scoperto.
Ogni 6 giri, viene prodotta 1 molecola di glucosio, questo perché è formato da 6C.
Il Ciclo di Calvin, è considerato una via anabolica endoergonica, in cui avviene la sintesi di 2G3P, a
partire dal carbonio inorganico presente in 3 molecole di CO2 (prese dall’atmosfera), utilizzando l’ATP
e l’NADPH.
LA PROTEINA RUBISCO
Il Ciclo di Calvin è caratterizzato dalla frequente organicazione del carbonio: il carbonio inorganico,
contenuto nella CO2, viene trasformato in carbonio organico, contenuto nelle molecole di zucchero.
La rubisco, perciò è l’enzima più diffuso sul pianeta terra, sostentando l’intera biosfera.
I PRODOTTI DELLA FOTOSINTESI
Dalla fotosintesi ricaviamo maggiormente glucosio, precursore del saccarosio, il quale funge da
nutrimento per le parti della pianta che non fanno fotosintesi.
L’anidride carbonica è l’unica fonte di C per gli organismi vegetali, e da esso derivano tutti gli atomi di
carbonio di ogni enzima proteico, DNA, lipide e qualunque sostanza vegetale.
Inoltre, gli zuccheri prodotti dagli organismi fotosintetici, sono elevati, questo perché, le piante, sono in
grado di autoalimentarsi, e fungono da risorsa di cibo per molti altri organismi (animali erbivori).
La fotosintesi deve essere necessariamente più veloce rispetto alla respirazione, poiché, la pianta, potrebbe
rischiare di non avere abbastanza nutrienti.
Inoltre, molti vegetali non compiono la fotosintesi, perciò hanno bisogno di un tasso fotosintetico più
alto rispetto a quello respiratorio, al fine di crescere.