Giuseppe Parini
Giuseppe Parini è un poeta milanese che vive nella seconda metà del 1700. Nasce in un
piccolo paese della Brianza ma vive a Milano dove partecipa attivamente alla vita della città. È
ammesso al circolo culturale dell’accademia dei Trasformati, dirige il giornale la Gazzetta di
Milano, ma l’attività che segna maggiormente la vita di Parini è quella di precettore, prima
nella casa del duca Gabrio Serbelloni, poi al servizio degli Imbonati come maestro del
giovane Carlo Imbonati.
Proprio questa attività di precettore gli consente di conoscere la società aristocratica che
ispirerà le sue opere satiriche, tra le quali ricordiamo soprattutto il suo capolavoro il Giorno
ispirato agli ideali illuministi di eguaglianza.
Il successo delle prime due sezioni del Giorno gli fanno ottenere il gradimento degli
intellettuali illuministi e del governo austriaco. Parini diventa uno dei più attivi collaboratori
del riformismo illuminato di Maria Teresa d’Austria ottenendo incarichi pubblici di prestigio.
Come abbiamo già detto dirige la Gazzetta di Milano, diventa soprintendente nel 1791
dell’Accademia di Brera.
Muore povero e malato a Milano dimenticato da tutti nel 1799.
IL GIORNO
Il Giorno è un poema satirico che prende ad oggetto la pigra aristocrazia milanese.
Inizialmente comprendeva tre poemetti autonomi ma collegati tra loro (Il Mattino, Il
Mezzogiorno e La Sera), poi modificato in un poema unico suddiviso in quattro sezioni: Il
Mattino, Il Meriggio, il Vespro e la Notte (nate queste ultime dallo sdoppiamento della Sera).
Il Giorno è un poema didascalico, cioè si propone come finalità quella di educare il lettore.
Il narratore ha il ruolo di educare un giovane nobile e di guidarlo nello svolgimento della vita
mondana insegnandogli a sfuggire alla noia. Il poema parte con la narrazione dello
svolgimento di una giornata “tipo” del Giovin Signore che procede in modo lento e vuoto. Si
svolge prevalentemente all’interno del palazzo, nella casa di amici, in una carrozza, tutti spazi
chiusi, ad indicare l’isolamento dell’aristocrazia dal resto della società.
L’obiettivo di Parini è quello di denunciare i difetti dell’aristocrazia fingendo di approvare il
comportamento della nobiltà ma descrivendo, in realtà, in modo ironico la sua condotta
frivola e vuota.
Tutta l’opera costituisce una parodia, cioè una narrazione quasi comica, della vita condotta
dalla nobiltà anche se è possibile percepire una sorta di fascino esercitato dal mondo
aristocratico sul precettore di più bassa estrazione sociale.