ETÀ AUGUSTEA
Morto Cesare. A Roma da un lato la plebe è in subbuglio perché è stato ucciso Cesare,
leader della plebe, dall’altro lato c’era il senato che beva più o meno appoggiato il
cesaricidio. In questa situazione di potenziale conflitto si colloca la figura di Marco Antonio
che era stato il braccio destro di Cesare e perché sperava di ottenere tutta l’eredità politica e
patrimoniale di Cesare, che fa da mediatore. Lui concesse l’amnistia ai cesaricidi, che risulta
essere una non punizione momentanea ma poi in secondo luogo fece celebrare funerali di
Stato in onore di Cesare. Questo perché sperava di essere designato come l’erede di
Cesare. Quando fu aperto il testamento di Cesare rimase deluso perché lui lasciò tutta la
sua eredità a un suo pronipote che non aveva compiuto 19 anni che aveva adottato come
figlio adottivo. Questo ragazzo, dopo che fu aperto il testamento nel foro, non si trovava
nemmeno a Roma ma in Macedonia perché si era arruolato per partecipare alla spedizione
contro i parti che preparava Cesare. Uno dei motivi per cui fu anche ucciso Cesare fu la
spedizione contro i parti che sono stati la spina nel fianco dei romani e se avesse portato a
termine ciò avrebbe guadagnato potere. Ottaviano si precipita a Roma e dimostra astuzia
politica perché dona alla plebe dei soldi che lo zio lasciò nel testamento alla plebe. In
secondo luogo fece divinizzare lo zio, creò il culto. Nello stesso tempo si intromise nel
dibattito politico perché Marco Antonio che era rimasto deluso cerco di forzare la mano.
Pretese di essere eletto governatore nella Gallia Cisalpina nel 43. Si voleva far nominare al
posto di Bruto, uno dei cesaricidi, che era governatore della Gallia per volere di Cesare. Il
senato non accettò questa forzatura e così Marco Antonio fece guerra in Gallia contro
Decimo Bruto. Il senato non accetta così i consoli vanno in Gallia per bloccarlo e Ottaviano
prende l’esercito di Cesare e va in difesa di Decimo Bruto. Antonio nel 43 nell’assedio di
Modena fu costretto alla resa. Nel 43 muoiono i due consoli in carica e c’è un vuoto di potere
così Ottaviano manda a Roma dei suoi ambasciatori pretendendo di essere nominato
console, forzando le leggi perché non aveva l’età per essere console. Senato respinge la
richiesta e lui fa quello che suo zio non aveva fatto. La prima marcia su Roma nel 43 della
storia dice Syme, entra in senato armato e si fa nominare console. Non basta, perché la sua
astuzia politica fu così grande che riuscì a trasformare quello che era un potenziale nemico
in un alleato, marco antonio, perché a fine novembre del 43ac fu sancito il secondo
triumvirato. A differenza del primo, che era un patto privato, questo è una magistratura
pubblica. Triumviri rei publici costituende. Magistratura di 5 anni, quinquennale. Il loro scopo
era di porre fine a qualsiasi forma di opposizione politica, quindi liste di proscrizione. In
secondo luogo fa guerra ai cesaricidi, vendica Cesare. Viene dichiarata guerra contro i
cesaricidi e inizia la guerra civile che porta nel 42ac alla battaglia di Filippi in Macedonia
(una delle 3 battaglie che cambiano l’occidente). Bruto e Crasso sconfitti e si uccidono. Il
problema fu che era stato mosso un esercito smisurato e bisognava pagare i soldati ma non
essendo stata una guerra di conquista, quindi come ripagarli? Si attuò la confisca delle terre,
furono espropriati alcuni contadini, cacciati e furono date queste terre ai soldati, erano
territori della pianura padana perché erano le roccaforti in cui i cittadini erano stati vicini ai
cesaricidi. Presi i contadini e mandati via dalle loro case. Una delle famiglie colpite fu quella
di Virgilio. Ovviamente gli abitanti crearono una rivolta e fu guidata da Lucio Antonio, fratello
di Marco Antonio che però venne sconfitto nella battaglia di Perugia nel 40 da Ottaviano.
Grazie a questa battaglia si ebbe una ampia spartizione dei poteri perché di fatto il
triumvirato venne rinforzato dagli accordi di Primorsi in base al quale la sorella di Ottaviano
si sarebbe sposata con Antonio. Ci fu anche una ratifica della spartizione delle terre, Lepido
aveva l’Africa, Antonio aveva Egitto e Oriente, Ottaviano prese l’Occidente e l’Italia. Il
triumvirato scadeva nel 38, ma nel 37, a Taranto, i 3 rinnovano il triumvirato per altri 5 anni.
Lepido fu nominato pontefice massimo quindi fu fatto fuori, rimangono Antonio e Ottaviano.
Antonio si trasferisce in Egitto dove da vita a una relazione politica e amorosa con
Cleopatra. E dove accetta soprattutto di essere riconosciuto come Faraone. Ripudia sua
moglie Ottavia per Cleopatra, quindi offesa nei confronti di Ottaviano e inizia a conquistare
territori in oriente e pare volesse muovere guerra contro i parti. Il tutto senza chiedere a
Ottaviano. Perché d’altra parte Ottaviano si presenta in Italia come difensore della res
publica, voleva ripristinare il mos maiorum, quindi parti una campagna di propaganda contro
Antonio che ambiva a diventare il tiranno dell’impero. Questo portò alla guerra civile fra
Antonio e Ottaviano. La guerra venne fatta contro Cleopatra vista come nemica di Roma, ma
era contro Antonio. 2 settembre del 31 ci fu la battaglia navale di Azio, Antonio e Cleopatra
sconfitti, fuggono e lasciati andare, un anno dopo si suicidarono. Secondo la leggenda
Cleopatra si fece uccidere da un serpente perché il morso garantiva l’immortalità dell’anima.
Ottaviano fino ad allora non aveva rispettato di fatto l’ordinamento repubblicano, fra marcia
su Roma, proscrizioni. Le premesse non erano buone e per dimostrare che erano
atteggiamenti da giovane ragazzo cambia strategia politica, rinuncia al consolato e si
presenta come colui che vuole “resistuere res publica”, in favore del senato. In cambio, un
politico così furbo, ottiene il titolo di princeps senatus e anche l’imperium proconsolatum
(proconsoli che avevano un esercito, quindi poter militare) questo imperium viene definito
maius (più di quello dei consoli) ed infinitum, soprattutto sempre nel 27 titolo di Augustus.
Che significa?
● augueo, accrescere, colui che accresce il prestigio dell’impero ed è collegato ad
auctoritas, prestigio personale, autorevolezza.
● augurium, potere dei sacerdoti di prevedere il futuro, il primo augure della storia è
stato Romolo, colui che ha fondato roma, ruolo sacrale.
Si fa chiamare anche Divii Filius, figlio di Cesare quindi figlio di Dio. In onore del padre
cambia il nome del 5 mese che inizia sempre da marzo, Iulius, Luglio, in onore di Giulio
Cesare che era nato in quel mese, e chiama Augustus, Augusto, il mese in cui aveva
ottenuto il proconsolato. Nel 23 ac il senato gli concede un altro potere la tribunicia potestas,
il potere dei tribuni della plebe che come potere hanno mettere i veti sulle leggi. I tribuni della
plebe erano 10, anche fra di loro potevano farlo e nessuno può però mettere veto su
Ottaviano Augusto. Altro potere sacrosantititas, nessuno lo poteva toccare perché la pena
era la morte. Nel 12 muore Lepido, così diventa anche pontefice massimo. Infinite, ultimo
titolo, Pater Patriae, padre della patria nel 2ac. Lui si presentò come colui che aveva portato
la pace a Roma, periodo di Pax Augusta. È un monarca ma ufficialmente lui non ha stravolto
la repubblica. Il segreto del successo e su cui si poggiano i regimi autoritari è la
Propaganda, con la letteratura, le arti figurative, i Giochi, l'architettura, tipo costruire l’altare
della pace perché porto pace. Lui nomina una commissione di 15 uomini (cercare nome) che
devono interpretare libri della Sibilla Cumana, e c’erano questi libri sibillini che
profetizzavano il futuro, qui c’era scritto che sarebbe nato un nuovo secolo di pace a Roma.
Il problema è quanto dura sto secolo, e quindi consultano i libri per capire e si mette a capo
della commissione e trovano che il secolo era proprio il 17 nel pieno del suo potere, quindi fa
feste, giochi, e commissiona a uno dei due più grandi poeti dell’epoca Orazio un Carmen
Seculare, cantato da due cori di 27 ragazzi e 27 ragazze. Questa pace di fatto lui la attuò,
con tutto che fu propagandata. Le guerre civili con lui finirono. Le guerre civili erano iniziate
nel 133ac, quindi più o meno siamo a 100 anni dopo, ma rinuncia anche alle guerre
straniere, l’unico territorio che prova a conquistare è parte della Germania Settentrionale,
campagna del 9dc, guidata da Vario, che andò male perché furono uccisi dai Germani nella
foresta, nel,a battaglia della selva nera. Perché Ottaviano, fino all’anno della sua morte nel
14dc, con quasi 50 anni, ha trasformato la repubblica in un potere personale e nessuno gli si
oppose? Perché fu abile e fece propaganda, il senato veniva consulatava, quindi ogni
decisione era studiata e non presa da sé. Il ceto equestre poteva fare carriera politica, lui
crea il prefetto del pretorio (guardie del corpo del princeps senatus), veniva scelto il prefetto
dell’annona, sempre dal ceto equestre. Per ingraziarsi la plebe fa le frumentationes,
distribuzione di cibo gratis, oltre a “panem …” “donazioni e spettacoli gratis”. Si occupa del
controllo delle finanza, crea distinzione fra fisco e lerario, le sue tasse personali e quelle
dello Stato. Divide le province, e si rende per se quelle più ribelli mettendo a capo delle
persone a lui fidati e le tasse di queste province andavano nelle sue personali, caso
specifico però l’Egitto che diventa proprietà personali di Ottaviano e a capo ci mette il
Prefetto che sceglie personalmente.
CULTURA AUGUSTEA
Il programma di Ottaviano, che trasforma Roma in una monarchia di fatto, fu monarca,
parliamo di principato. La sua politica è volta al rispetto dei valori tradizionali romani
repubblicani, lui non si faceva chiamare dominus, andava a piedi (non nella lettiga, una sorta
di barella), chiamava per nome i senatori in segno di rispetto, diceva di essere superiore
“auctoritate non per prestatem?”, per autorevolezza non per potere. In questa difesa dei
valori del mos maiorum, lui combatte il lusso, fece leggi che ponevano freno all’eccessivo
sfoggio di ricchezza, e fece leggi fra 18 e 16ac che incitavano i matrimoni e la procreazione
di figli e punivano gli adulteri. Queste leggi sono:
● Lex Iulia de maritandis ordinabus: legge giulia dei matrimoni degli ordini sociali,
invitava tramite sostegni economici a mettere su famiglia.
● Lex Iulia de adulteris: contro gli adulteri, chi veniva colto in flagranza di adulterio
rischiava l’esilio, sua figlia stessa Giulia fu colpita dall’esilio.
● Lex papia poppea: chi aveva più di 3 figli, veniva aiutato.
Questa politica richiama Mussolini, la politica del fascismo. Questo perché c’era bisogno di
ripristinare il tessuto sociale. Questo perché al repubblica era giunta in un livello di
corruzione, come dice Sallusrio, bisogna tornare a una moralità vicina al mos maiorum. Il
punto forte del suo successo fu la propaganda. Il modo per propagandare i suoi ideali quali
sono? Il teatro, i giochi, gli spettacoli, le arti figurati, il foro di Augusto e la letteratura. Sotto di
lui Dido Dridii? compone primo scritto, un trattato, sull’architettura.
TEATRO
Lui cerca di incentivare gli scrittori a comporre opere teatrali, tragedia, per attrarre pubblico.
Perché la tragedia diffonde dei valori, non mette in ridicolo come la commedia. Però questo
è stato uno dei fallimenti culturali di Augusto, non abbiamo opere di teatro degne di nota. Ci
è rimasta solo una tragedia il Fieste, colui che uccide i figli del fratello Atreo per gelosia, lo
invita a cena e glieli fa mangiare. Poeta Vario Rufo. Poi abbiamo notizie di una Medea di
Ovidio. Per il resto non abbiamo opere importanti perché gli autori dell’età augustea risultano
rozzi. Orazio dice nell’Ars Poetica, invita Ottaviano a lasciar perdere gli autori rozzi del teatro
e a sostenere gli autori contemporanei, i nuovi generi. Il teatro veniva visto come genere
rozzo, antico, per la plebaglia. Il teatro fallisce.
LETTERTURA
Il genere che fa diffondere i valori del mos maiorum è l’epica, poema epico. Ci riesce in
parte, perché unico autore che compone la più grande opera Virgilio che compone l’Eneise.
Orazio e Properzio fanno le recusationes, rifiutano di scrivere epica, perché sono figli della
poesia nuova, alessandrina, come diceva Calliaco vogliono poesia breve, dotta, eredi di
Catullo. Perché invece Augusto pone accento sulla tragedia e epica, perché cerca di reagire
alla rivoluzione letteraria dell’epoca di Cesar,e del 1 sec ac. Questa rivoluzione aveva
stravolto i generi, con poeti nuovi come Catullo, poesia intimistica, aveva avuto il De rerum
natura, Lucrezio, che parla di epicureismo, che era una filosofia individualista, mentre
Ottaviano voleva al primo posto lo Stato non l’individuo. Questi poeti nuovi parlavano di loro,
dei loro sentimenti ed egoismi. Anche nella storiografia, con Cesare e Sallustio, uno scrive
commentari l’altro monografie, quindi generi rivoluzionari. Ottaviano ci prova, ma non riesce
a tornare all’ordine, solo con Virgilio. Come mai Augusto accettò che i poeti si
disinteressero? C’entra Mecenate, il “ministro della cultura del tempo” (oggi il mecenatismo è
uno potente che paga musicisti, artisti) lui era il più grande amico e collaboratore di
Ottaviano, proviene da Arezzo, nacque nel 70ac, apparteneva al ceto equestre. Le fonti lo
descrivono come amante della filo epicurea, della poesia ellenistica, che faceva la bella vita,
molto istruito, dal carattere affabile. Mecenate non si interessava della politica, crea il circolo
culturale, che non è un luogo, ma un rapporto d’amicizia che si creò fra lui, Virgilio, Orazio e
Properzio. Riuscì a conciliare le necessità del principe di propaganda con gli ideali poetici di
ciascuno. È vero che Orazio e Properzio non composero poema epico, ma celebrano la
grandezza di Ottaviano e Roma nei loro poemi, contenuti richiesti da Ottaviano tramite però
la poesia nuova. Tutto ciò grazie a Mecenate, che quando nell’8ac muore, Ottaviano si trova
da solo a gestire la cultura, non era così sensibile, capace. Usa spesso anche al meno dura
contro chi non si piega ai suoi dettati, Ovidio che fu un altro grande, venne cacciato da
Roma nell’1ac sul Mar Nero, con relegatio, un esilio senza beni confiscati. Ovidio venne
cacciato per aver composto Ars Amandi, arte di amare, scandalosa, opposto di ciò che
Ottaviano pensava, parlava di amore libero, celebrava il tradimento, avere tanti amanti,
opera completamente opposta alla politica familiare a Ottaviano. L’opera venne censurata,
ma si salvò perché fu difffusa anche se venne bruciata. Altri 2 circoli, quello di Asinio
Pollione e Messalla Corvino.
● Asinio Pollione: criticone, fu console nel 40ac, ed è stata una persona importante, lui
inizialmente sta dalla parte di Antonio, finita la battaglia di Azio richiama però
neutralità, infatti ebbe buoni rapporti con Ottaviano. Fu politico e scrittore, compose
storie, che andavano dal 1 al 2 triumvirato, dal 60 al 43ac, in 17 libri quasi tutti
perduti. Compose anche tragedie. Il primo che ha inaugurato biblioteca pubblica a
Roma nel 39ac. Qui oltre a volumi greci e latini si facevano anche delle recitationes =
pubbliche letture, quindi lui inaugura la moda delle recitationes. Oltre ad esserci le
pubbliche letture si facevano anche delle gare retoriche, certamina retoriche,
disputationes. Questo ci ricollega anche alla retorica in epoca augustea, in un epoca
in cui la res publica è morta, non c’è sviluppo della libertà di parola. Ottaviano porta
la pace, fa chiudere il tempio dell’epoca di guerra, ma il prezzo che pagano i romani
è proprio la libertà di parola. Adesso la retorica diventa solo un esercizio per
dimostrare la paura degli scrittori. Noi abbiamo 3 generi di orazioni: politiche,
giudiziarie e quelle fittizie. In quest’epoca però il genere politico non ha più senso, ha
senso quello fittizio, celebrativo o giudiziario. Grazie Seneca Pater, che fu un grande
rettore, si diffondono a Roma le 2 categorie di orazioni: Suasoriae e Controversiae,
degli esercizi che il rettore dava agli allievi che dovevano cimentarsi nella retorica. Il
primo tipo, le Suasoriae, sono discorsi che devono convincere, quindi di tipo
celebrativo, fittizio. Il secondo tipo, le Controversiae, con tesi e antitesi, di genere
giudiziario. Il rettore dava dei temi e gli allievi dovevano cimentarsi in questi temi. Fra
le Controversiae c’è, ad esempio, un marito colto in adulterio. Questa situazione
presenta una moglie vuole che il marito sia condannato a morte, ma anche l’amante
che esige il matrimonio riparatore. Gli allievi devono sostenere o una tesi o l’altra. Un
altro argomento che ad esempio Marco Antonio propone a Cicerone è quello di
salvargli la vita, ma Cicerone deve bruciare le sue opere, quindi in questo esercizio
gli scolari decidevano se Cicerone doveva accettare o meno. Tutto ciò serviva a
dimostrare la bravura nell’uso della parola.
● Messalla Corvino: anche lui fu uno che aderì ad Augusto molto lentamente, prima dal
parte dei cesaricidi, poi da Marco Antonio e infine da Ottaviano. Crea un circolo
poetico in cui di praticava una poesia di tipo intimistico, alessandrino, si cura solo la
poesia come quella d’amore. Il più grande poeta Tibulio, uno dei 3 poeti elegiaci.
Ottaviano stesso prova a scrivere opere, quella più importante autobiografia politica, Res
Gestae, imprese politiche, composta nel 13dc, anno prima della morte, in 35 capitoli, che poi
venne ricopiata sull’asse di … e incisa nelle città dell’impero, venne anche tradotta in greco.
In questa sua autobiografia politica in cui lo stile è asciutto, più semplice di quello di Cesare,
lui ripercorre le tappe della sua ascesa. Sottolinea come lui ha ripristinato la repubblica
anche se fece l’esatto contrario.
SCHEDA RES GESTAE OTTAVIANO
TRADUZIONE
[2] Du il capo del senato, fino a quel giorno in cui avevo scritto queste cose (oggi), per
quarant’anni. [3] Pontefice massimo, augure, quindicennio col compito di occuparsi delle
cerimonie sacre, setteviro degli epuloni (sacerdoti), antichi sacerdoti, ….(sempre cariche
religiose).
[34, 1] Nel sesto e settimo consolato dopo che io avevo posto fine alle guerre civili,
essendomi impadronito di tutti i poteri col consenso di tutti, ho restituito la res publica, dal
mio potere a quello del senato e del popolo romano. [2] Sono stato chiamato Augusto per
decisione del senato per questo merito mio e la porta di casa mia è stata rivestita di alloro
pubblicamente, e una corona civica è stata affissa sopra la mia porta e uno scudo d’oro è
stato messo nella curia Giulia, che è stato disposto (lasciato per testamento) che il senato e
il popolo romano concedessero a me causa per la mia virtù, clemenza, giustizia e pietas
attraverso l’iscrizione …. [3] Sono stato superiore a tutti in autorevolezza, invece non ebbi
più di potere di tutti gli altri, che sono stati a me anche collegi nelle magistrature. [35, 1]
Quando facevo il mio tredicesimo consolato il senato, il popolo equestre e il popolo romano,
tutti mi chiamarono pater patriae e decreto di fa inriscrivere cioè all’ingresso di casa mia
nella curia Giulia e nel foro di Augusto che, sotto alle qualeghe, che sono state posizionate
dal senato. [2] Quando ho scritto ciò avevo 75 anni.
ANALISI
Si da il merito, parla in prima persona, sottolinea che sono gli altri che gli danno le cariche,
che aveva il consenso di tutti. Il suo merito è quello di aver restituito la res publica. Vediamo
come doveva essere capita da tutti la descrizione, è molto lineare. I quattro valori su cui si
fonda il suo principato: virtù, clemenza, giustizia e pietas. Clemenza riprende Cesare, ma
non fu clemente come lui. Il valore fondamentale di Ottaviano è la pietas, rispetto degli diei,
della famiglia e della patria. Il valore dell’eneide la pietas. Lui sostiene di non avere avuto più
potere degli altri ma è superiore per le sue virtù.
● postes: gli stipiti della porta = la porta
● aedes: al plurale = casa
● ianuam: fa una variatio rispetto alla porta ma il significato è quello
● clepeus: scudi
● causa: forma antica
● cita le tre classi sociali in antixclimax
● qualeghe: indende una statua equestre